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Diventare americani con la lotteria e vivere per sempre felici e contenti a New York

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Avete deciso di andare a cercare fortuna in America. Ammirevole. Sicuramente vorrete trovare un buon lavoro, una bella casa, mettere su famiglia e vivere per sempre felici e contenti. Perfetto. Ma non vorrete farlo illegalmente, vero? Significherebbe accontentarsi di impieghi provvisori, con il pericolo che il primo a cui state antipatici corra di filato a denunciarvi all’ufficio immigrazione, per rispedirvi subito da dove siete venuti. Piuttosto fastidioso.

Fare le cose in regola, invece, è possibile: richiede solo un po’ di pazienza in più. D’ora in poi il vostro obiettivo sarà uno solo: ottenere la Carta Verde, cioè un permesso permanente di residenza e lavoro negli Stati Uniti. A questo proposito, sfatiamo subito un mito: andare in giro a cercare di sedurre americane ingenue e sposarle per ottenere la Carta Verde non è più una mossa vincente. Di americane ingenue, in giro, ce ne sono sempre meno e anche il Governo degli Stati Uniti ha mangiato la foglia, così, negli ultimi anni, ha emesso leggi molto severe sui matrimoni misti. Altrettanto sconsigliato partire con moglie e bambini, sicuri che tanto troverete un lavoro che vi permetterà di ottenere un permesso. Ad un colloquio, la prima cosa che vi chiederanno sarà se avete una Green Card oppure no. In caso di risposta negativa, il vostro intervistatore tradirà una smorfia di disgusto che, tradotta, significa: “Non ci posso credere, e io che ho disdetto la manicure per questo povero illuso!” e continuerà facendovi domande a random, infischiandosene altamente della vostra risposta.

Oggi il modo migliore per ottenere una Carta Verde con il minimo sforzo è partecipare alla lotteria, con cui, ogni anno il Governo degli Stati Uniti distribuisce ben 50.000 permessi di soggiorno permanente: la Diversity Lottery (o D-V Lottery, o Green Card Lottery). Strano ma vero: la Lotteria è gratuita e partecipare è semplicissimo. Vediamo come si fa. Innanzitutto, informatevi per tempo sulla data d’apertura delle iscrizioni. Queste infatti vengono raccolte tutte in un unico mese, solitamente in autunno, e c’è una sola lotteria all’anno. Quindi attenzione a non sforare la data! Un buon sito per raccogliere aggiornamenti ed informazioni in merito è www.webpre.com/dv/dv2002vb.html. Molto interessante e ricco di consigli utili anche il sito www.wop98.com creato da un ragazzo italiano che la lotteria l’ha vinta e ora ha deciso di rendere il compito un po’ meno arduo al prossimo. Evitate invece i siti di avvocati e studi legali che vi propongono di sbrigare le pratiche al posto vostro per la modica cifra di $50/80, promettendovi percentuali altissime di vittoria. Meglio fidarsi solo di sé stessi e imbucare la propria lettera personalmente: nessuno vi dà la garanzia che, una volta pagata la somma, verrete effettivamente iscritti alla lotteria. Ma questa è solo un’opinione personale. Comunque partecipare è talmente facile che non si giustifica certo l’intervento dell’avvocato. Una volta conosciuta la data, infatti, basta mandare una lettera all’ente governativo che si occupa della selezione (controllate sempre l’indirizzo, perché di anno in anno potrebbe cambiare). La lettera deve contenere alcune specifiche su voi stessi: nome, cognome, anno e luogo di nascita, stato civile, nome del consorte, degli eventuali figli, indirizzo, fototessera e firma. Non esiste un modulo predefinito da compilare: potete scrivere le informazioni come volete. L’importante è che rispettiate tutte le modalità che trovate sul regolamento (ripeto: procuratevene uno su un buon sito e seguitelo alla lettera!). Non è difficile, ma basta, ad esempio scrivere su un foglio troppo grande o dimenticarsi di autografare la lettera o addirittura attaccare la fototessera con la spillatrice invece che con il nastro adesivo per essere espulsi. Quindi, verificate sempre ogni vostra mossa! Anche la busta necessita di qualche attenzione. Soprattutto due fattori: prima dell’indirizzo del mittente dovete inserire la vostra nazionalità e nell’indirizzo di destinazione dovete stare attenti a scrivere il CAP giusto, che varia a seconda della vostra nazionalità. Se rispetterete queste poche e semplici regole, sarete già a metà dell’opera. L’altra metà è nelle mani del computer, che dovrà selezionare i nomi dei vincitori in modo del tutto casuale. In caso di vittoria, comunque, la notifica non vi arriverà prima di 9 mesi; se invece non siete stati scelti non riceverete nulla. Ultima raccomandazione: se venite estratti, rispondete subito! Il computer estrae sempre un numero più alto di vincitori: gli ultimi a rispondere potrebbero dunque rimanere esclusi dalle selezioni. Se sarete fortunati, dovrete recarvi al Consolato (in Italia l’unico attrezzato con la sezione Immigrazione è quello di Napoli) e sottoporvi a tutti i test (analisi del sangue per verificare eventuali malattie infettive), compresa una chiacchierata in cui dovrete spiegare cosa vi spinge a volervi trasferire negli States. Un’altra raccomandazione (questa è proprio l’ultima): siate precisi e fatevi vedere responsabili. I funzionari americani vogliono sentirsi dire che volete andare in America per contribuire, col vostro lavoro, a far crescere la nazione. E’ per questo che George Bush ha creato la Diversity Lottery. Quindi anche se volete andare a New York per vivere alla giornata, suonando la tromba nei bar dei bassifondi, liberi da schemi e convenzioni, come hippie “peace&love” non dovete necessariamente comunicarlo all’esaminatore. A meno che non vi si allunghi il naso quando dite le bugie…

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