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Dante behind the bars: “Fatti non foste a viver come bruti…”

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La rappresentazione teatrale alla Casa Italiana Zerrilli – Marimò della NYU

Alla Casa Italiana della NYU la rappresentazione teatrale Dante behind the bars, il progetto con cui la Yale University, ormai da qualche anno, mira a introdurre all’interno degli istituti di detenzione la possibilità di conoscere il mondo dell’arte, della cultura e della spiritualità, attraverso la lettura di Dante

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”. Tutti conosciamo questi versi e, pur essendo datati a sette secoli fa, sono ancora straordinariamente efficaci per descrivere il mondo in cui viviamo, la nostra società e il nostro modo di pensare. Ed è proprio attraverso il messaggio di Dante, contenuto nell’Inferno della Divina Commedia, che il professor Ron Jenkins, della Yale University, ha voluto coinvolgere i propri studenti e alcuni detenuti dell’Istituto correttivo MacDougall-Walker, in Connecticut in Dante Behind the Bars, un progetto attivo ormai da qualche anno, che mira a introdurre all’interno degli istituti di detenzione la possibilità di conoscere il mondo dell’arte, della cultura e della spiritualità, attraverso, appunto, la lettura di Dante.

Quello di Dante, come ben sappiamo, è infatti un viaggio all’interno di noi stessi, dove il trovarsi di fronte a pene e peccati rende l’uomo consapevole delle proprie azioni e delle proprie personalità. “Il tema sul quale è concentrato tutto il poema non sono le pene che vengono afflitte, ma il grado in cui l’arte, la musica e la lingua influiscono sulla trasformazione personale – ha affermato il professore – e soprattutto il viaggio di Dante è una trasformazione spirituale che ogni essere umano dovrebbe affrontare”. Ad alcuni detenuti è stata, quindi, data la possibilità di leggere ed interpretare alcuni passaggi dell’Inferno, riadattati con l’aiuto degli studenti affinché fossero più conformi possibile alla loro storia e alla loro idea di imprigionamento.

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