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Starbucks sta arrivando in Italia

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Adesso è ufficiale.

Per anni ne abbiamo discusso e i rumor in merito non si sono risparmiati, ma questa volta la notizia arriva direttamente dall’ufficio stampa di Starbucks.

“Con umiltà e rispetto, Starbucks rivolge lo sguardo verso l’Italia”.

Con queste parole viene annunciata l’intenzione di aprire entro il 2017 il primo Starbucks a Milano, proprio dove oltre trent’anni fa tutto ebbe inizio. Il fondatore e presidente di Starbucks , creò la società proprio in seguito ad un viaggio a Milano dove restò affascinato dalla cordialità, la gestualità e il rapporto che si crea tra barista e cliente. Il caffè veniva preparato al momento e questo garantiva un prodotto sempre fresco. Fu questo che lo convinse a ricreare quell’ambiente familiare e a portare a Seattle questo mondo. Molti nomi delle bevande riprendono parole italiane (latte, doppio, espresso, macchiato) così come le dimensioni delle cup (grande o venti). Starbucks quindi si rifà al tipico bar italiano, trasformato e riadattato alle esigenze americane, ma in ogni caso si tratta di un prodotto italiano.

Nel 2007 lo stesso Schultz in un’intervista ad Innovation Zen aveva detto che sarebbe stato assurdo portare il suo brand in Italia, proprio dove nacque l’idea, considerando anche il fatto che agli italiani non piacciono le tazze di carta e non consumerebbero mai il caffè fuori dal bar, tantomeno camminando per strada.

Ma da allora le cose sembrano essere cambiate, ed il fatto che si parli di “umiltà e rispetto” fa riflettere su quanto Schultz reputi questa operazione una cosa delicata e tenga ad entrare nel mercato italiano con umiltà.

Il partner che aiuterà Starbucks ad aprire in Italia sarà Antonio Percassi, bergamasco di 63 anni, ex calciatore del Cesena e dell’Atalanta, presidente della holding Odissea di cui fanno parte i marchi di cosmetica KIKO, Madina e Womo, il centro commerciale Orio Center e la società calcistica Atalanta. Come dire, colui che vanta nel curriculum l’espansione commerciale dei Benetton nonché quella del suo concorrente più acerrimo, la spagnolo Zara.

Nell’attesa di poterci godere un Frappuccino anche in Italia, continueremo a seguire le trattative e vi terremo aggiornati non appena ci saranno ulteriori novità.

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