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Io sto ancora con zio Phil

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L’età dell’innocenza del tifoso New York credevo fosse definitivamente tramontata dopo Donnie “è il padrino che ci porterà Lebron, Wade, Bosh e Stat tutti insieme” Walsh. Mi sbagliavo. Phil Jackson è criticatissimo sia da una buona fetta della fanbase, sia da molti neutrali che spesso invocano l’intervento di un reparto geriatrico. Ad oggi dissento, e non si sto (cit.).

Le prime parole di Jackson furono “culture change“, e mi pare ovvio non si possa fare in due anni e mezzo. I free agent quest’anno – estremizzo – fanno ridere, Conley, Batum e Derozan andranno per il massimo, il nuovo massimo salariale, e nessuno dei tre a mio avviso lo vale, ognuno per almeno un motivo diverso; i giocatori a roster sotto contratto – frutto di un lavoro svolto per non intasare il cap – resteranno in quanti, cinque o sei? Quindi presumibilmente si ripartirà scegliendo in primis altri comprimari/role player senza intaccare più di tanto il monte salari, e non è che siccome pure io sarei un upgrade a Calderon allora va pregiudicato il futuro strapagando qualcuno.

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