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cura di Giorgia Acciaro
In Irlanda è storicamente
di rilievo l'importanza dei santi locali, legati ad una particolare
regione. Qualcuno ha visto in questo culto una certa continuità col
mondo celtico.
Nessun santo però supera in importanza il patrono degli irlandesi,
Patrizio, festeggiato nell'Isola e in tutto il mondo il 17 marzo.
Secondo la leggenda fu lui a scacciare dall'isola i serpenti incantandoli
e spingendoli ad annegare nel mare, pregando su un monte dell'ovest,
presso Westport, ora conosciuto come Croagh Padraig, meta annuale
(l'ultima domenica di luglio) di pellegrinaggio nazionale. La tradizione
gli attribuisce molti altri episodi significativi: dall'uso del trifoglio
(divenuto simbolo dell'Irlanda insieme all'arpa celtica) per spiegare,
dall'alto della Rocca di Cashel di fronte ad una gran folla, il mistero
della Trinità, alla visione del Purgatorio avuta al Lough Derg, nell'Ulster
(altra meta di pellegrinaggio). Trattò con i Druidi per affiancare
una simbologia cristiana alla festa celtica di Beltaine (1° maggio)
che celebrava il ritorno dell'estate. Di qui il simbolo del sole aggiunto
sulle croci celtiche. Probabilmente si scontrò con un re, forse il
re supremo di Tara per il diritto di commemorare la resurrezione di
Cristo accendendo un falò, lo stesso destinato a divenire una caratteristica
permanente di tutte le liturgie pasquali. Gli si attribuisce inoltre
una famosa preghiera in irlandese - chiamata a volte "Corazza di Saint
Patrick", poiché si credeva che avesse il potere di proteggerlo dai
poteri avversi, e detta anche "Grido del daino", perché si riteneva
che lo trasformasse in un daino agli occhi di chi volesse fargli del
male. Comunque sia, pochi santi sono così strettamente associati alla
vita di un popolo come Patrizio (il cui vero nome prima di divenire
prete era Maewyn Succat), il quale - ironia della sorte - non era
nemmeno irlandese ma un britanno romanizzato, forse nato nell'attuale
Dumbarton, in Scozia, o secondo altri in Galles. Certe fonti lo vorrebbero
persino nipote di San Martino di Tours (santo di grande rilievo per
tutto il Medioevo, tanto che la sua festa, l'11 novembre, era di precetto).
Patrizio nacque intorno al 389-92 d.C. in una famiglia di curiales
che possedeva un podere nella Britannia romana: il nonno Potito era
presbitero e il padre Calpornio diacono e incaricato della riscossione
dei tributi. Perciò dovette ricevere l'istruzione di ogni ragazzo
di famiglia britannica romanizzata e di rango curiale. Tale istruzione,
dopo i primi rudimenti, dovette consistere nello studio della grammatica.
Non arrivò però agli studi retorici che davano fluidità all'eloquio
perché fu rapito da pirati irlandesi e venduto come schiavo a Muirchu,
re del North Dàl Riada, località non lontana da Belfast. Questo evento
segnò fortemente la sua vita, innanzi tutto perché lo portò ad una
particolare conversione (faceva parte di una famiglia di religiosi,
ma sino ad allora si era disinteressato alla cosa), gli permise di
conoscere l'Isola e quindi i suoi abitanti e non gli consentì di continuare
i suoi studi, marcandolo di quella semplicità culturale cara ai suoi
futuri seguaci e punto debole secondo i suoi nemici. Dopo sei anni
di cattività ha una visione, proprio nella foresta di Vocluto, vicino
al villaggio odierno di Killala, dove portava a pascolare gli animali
del padrone e pregava tutto il giorno: così scopre che c'è una nave
pronta per riportarlo in patria. Dopo una lunga fuga riesce non senza
difficoltà ad imbarcarsi clandestinamente su una nave di marinai irlandesi,
che portava un carico di Irish wolf-hounds, stupendi cani da caccia
e da combattimento, a quei tempi molto feroci, e approda sulle coste
della Britannia. Passa circa un mese in una zona deserta prima di
raggiungere un luogo abitato. L'incontro provvidenziale con un branco
di maiali, risposta alle sue suppliche, salva lui e i suoi compagni
di sventura dal morire di fame. Tra il rimpatrio e la nuova partenza
per l'Irlanda c'è un vuoto di una ventina d'anni, in cui deve essersi
preparato a diventare prima diacono e poi prete. Patrizio non pensava
minimamente a un lavoro missionario tra gli irlandesi. Sembra che
la cosa sia nata all'improvviso, durante un'altra visione in cui un
uomo di nome Vittorino gli porge una lettera: mentre legge gli pare
di sentire il grido di "quelli della foresta di Vocluto" che lo pregano
di tornare. Comunque siano andate le cose, arriva dalla sua comunità
la proposta di farlo vescovo dei cristiani d'Irlanda. Dopo varie obiezioni
da parte dei seniores, che forse non lo ritenevano idoneo a causa
della sua scarsa preparazione intellettuale, e resistenze da parte
della famiglia e di Patrizio stesso, egli parte nel 432 come vescovo
d'Irlanda. Si narra che abbia fondato 300 chiese e battezzato più
di 120.000 persone. La sua abilità nelle conversioni sancì ufficialmente
la validità del titolo di vescovo che, in realtà, non gli era stato
conferito da un rappresentante della Chiesa di Roma. Furono anni difficili,
dovette difendere i suoi neofiti dalla brutalità di altri cristiani,
come il re britannico Corotico, che massacra e fa schiavi uomini,
donne e bambini che appartengono alla comunità fondata dal santo.
Subisce anche un assalto dove viene derubato di tutto e minacciato
di morte. Inoltre in Irlanda è insultato come "straniero" e dalla
terra natia, oltre che aiuti, gli arrivano anche calunnie e accuse.
La sua "Confessio" può quindi essere stata provocata dal bisogno di
rispondere a queste denigrazioni. Sempre nell'Ulster avvenne la sua
morte il 17 marzo del 461, nella località che oggi è la cittadina
di Downpatrick; le reliquie sono conservate ad Armagh, la sua diocesi.
Una delle leggende fiorite sulla sua persona rappresenta la speranza
della pace: si dice, infatti, che la Pace di Cristo regnerà su tutta
l'Irlanda il giorno in cui la Palma e il Trifoglio si incontreranno
(ossia quando la Domenica delle Palme cadrà il 17 marzo). La festa
di San Patrizio è tra i giorni più festeggiati in tutto il mondo anche
se le moderne celebrazioni nacquero come dimostrazioni politiche e
sono perciò largamente "secolari": cerimonie, parate e canti non solo
in Irlanda, ma negli Stati Uniti, in Australia e in ogni luogo dove
vi sia una comunità irlandese forte. La ricorrenza si celebra indossando
un indumento verde o bevendo una pinta di birra verde, tipica per
questa occasione. Tra le più famose e spettacolari rimangono sempre
le manifestazioni di New York che si tiene nel fine settimana più
vicino al 17 marzo. Si improvvisano marce per le strade della città
per commemorare quella compiuta dai soldati irlandesi nel 1762; la
manifestazione richiama tutte le comunità e le associazioni irlandesi
degli Stati Uniti e dell'Irlanda stessa, il che negli ultimi anni
ha portato ad una sempre più politicizzazione della sfilata. Una folla
enorme si raduna lungo la 5th Avenue tra la 44th e la 86th. La corsia
centrale della Fifth Avenue viene dipinta di verde e decine di bande
in uniforme, majorettes, fantastici carri allegorici, reparti dei
vigili del fuoco e del dipartimento di polizia di New York City con
tanto di cornamuse, cavalli, serpenti, enormi "San Patrizi", folletti
e migliaia di irlandesi che passeggiano vestiti in tutte le tonalità
di verde, sfilano davanti ai palchi che costeggiano la maestosa cattedrale
di San Patrizio. Un ottimo punto di osservazione è infatto la Cattedrale
di San Patrizio da cui l'arcivescovo di New York assiste alla parata.
In Irlanda è storicamente di rilievo l'importanza dei santi locali,
legati ad una particolare regione. Qualcuno ha visto in questo culto
una certa continuità col mondo celtico. Nessun santo però supera in
importanza il patrono degli irlaità del sangue che scorre nelle sue
vene. Non rimane che augurare Beannachtaí na Féile Pádraig oraibh
(si pronuncia: BAN-uhkh-tee nuh FAY-luh PAW-rihg O-rihv), ossia "Happy
St. Patrick's Day to You All"!