Sono una diciotenne
appena tornata da New York dopo 10 giorni in perfetta solitudine
nella bellissima città americana.
L'ultima volta che sono stata a Ground Zero fu l'altra domenica,
dopo ho solo avuto occasione di ripassarci col taxi lo scorso martedì.
Sono stata nel luogo due volte ed una lo scorso anno. Ho perciò
avuto la fortuna di vedere la differenza tra l'estate del 2002 (a
neppire un anno di distanza dall'avvenimento) e l'estate 2003. Io
credo che la città abbia regito molto bene in ogni senso.
Io posso dirlo perchè, notando la differenza tra i due anni,
ho avuto modo di constatare che non si respira quell'aria triste
del primo anniversario. La vita va avanti, nonostante l'accaduto
nessuno l'abbia dimenticato. Lo scorso anno New York, i supermercati
del New Jersey erano pieni dei famosi cartelloni "God Bless
America", mentre ora sono quasi del tutto spariti e li si rivede
soltanto nelle cartoline, affiacanta dalla Statua della Libertà.
I lavori a Ground Zero, invece, proseguono incessabilmente e veramente
si lavora come, se posso affermarlo, qui non ho mai visto. Forse
per una questione di orgoglio, ma è pur vero che in un anno
Ground Zero si è modificato, e di molto. L'anno scorso era
quasi tutta terra, mentre quest'anno già sorgono le linee
della futura metropolitana. Il luogo è recintato e ci sono
cartelloini che ritraggono il World Trade Center prima della costruzione,
nel 1973 e infine nel 2001 e accanto circa 6 tabelloni con tutti
i nomi delle vittime.
Il clima nel luogo ormai isolato dal resto della città è
invece, sempre lo stesso: turisti e venditori di documenti sull'11
Settembre. Ma quello che colpisce di più è l'enorme
solidarietà delle persone quando si trovano a Ground Zero
e il loro calore che riesci davvero a percepire.
Insomma, per così dire, New York va avanti e si ricostruisce
quel che si può, anche se la paura è davvero molta
(basti pensare all'ultimo black out) e l'11 settembre ha davvero
cambiato le cose.
Benny - 31/08/2003
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