Fetentella
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« Risposta #30 inserito:: 30 Luglio 2011, 00:39:20 » |
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Giuseppe83
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« Risposta #31 inserito:: 30 Luglio 2011, 11:01:29 » |
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fabietto76
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« Risposta #32 inserito:: 30 Luglio 2011, 13:53:24 » |
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fabietto76
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« Risposta #33 inserito:: 30 Luglio 2011, 15:48:21 » |
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24/06 – DI RITORNO DAL PAESE DEI BALOCCHI – James Blunt – Stay the night http://www.youtube.com/watch?v=x1yOGhnmYfIPARTE 1 Approfitto delle 2 orette di pullman x buttare giù il riepilogo della nottata di ieri dopo essere uscito dall'albergo... Esco, inizio lo struscio lungo la Boardwalk, passo davanti all’ingresso di una mezza dozzina di casinò, soffermandomi al Ceasar’s (l’albergo che si disputa con il Taj, il ruolo di migliore albergo-casinò della città). Qui davanti c’è un mega centro commerciale, direttamente sul molo che si affaccia sull’oceano e con tanto di fontane luminose all'interno. Torno indietro passando dalla passeggiata appena di fronte allo spiaggione. Ieri, poi, ho cenato all’Hard Rock Café. Sapevo da subito che si trovava negli stessi stabili dell’hotel; quello che non sapevo, e l’ho scoperto per uscire dall’Hard Rock Café era la possibilità di accedervi direttamente dalla hall. Cena squisita (come sempre) a base di Duo combo (un main dish "leggero": costolette di manzo cotte al barbecue e roastbeef cotto alla stessa maniera; STELLARE! Doppia pinta di Miller e per chiudere in bellezza il dessert che ho preso una volta per caso all’Hard Rock Café di Monaco: Apple Cobbler: è una specie di strudel alle mele, un po’ + pompato del normale con, come guarnizioni e condimenti vari: gelato alla vaniglia, arachidi, caramello solidificato, scaglie di cioccolato e topping vari. Faccio un po’ schifo, lo so….. Un bel Jack come digestivo non poteva mancare. Finita la cena sontuosa, tappa d’obbligo allo shop dell’Hard Rock Café per acquistare la t-shirt per la mia collezione, tappa in camera per mollare l’acquisto, lavare i dentini e recuperare la fotocamera per immortalare la nottata folle tipica di Atlantic city. La prima tappa del dopocena è al parco di divertimenti che si trova nel molo esattamente di fronte all’ingresso del Taj; devo quindi solo attraversare la strada. Proprio bello; così come il parco di Coney Island, non ci sono giostre tecnologiche, ma l’impatto visivo, con la classica ruota panoramica che riflette le sue luci sull’Oceano, è notevole. Molto suggestivi anche quelli che qui in America si chiamano molto semplicemente “games”; sono le classiche bancarelle magari per la corsa dei cavalli piuttosto che per il lancio ai barattoli, dove, comunque, il filo comune è la possibilità di vincere il pupazzetto per la tua "morosa"!!!!! Finito con il parco, un altro giro sulla Boardwalk per fare qualche foto con il treppiedi in notturna. Poi, punto dritto ai casino. Ho visitato e giocato in due casinò. Poca roba a quello del Ceasar’s Palace e qualcosa di più al casinò del Taj (calamitato dalle scene che ho visto e rivisto nel film “The rounder”). Prima della partenza, avevo deciso di stanziare 100 dollari a fondo perduto mettendoli a bilancio con la dicitura “soldi persi per serata-casinò”. Mi metto in moto, rasserenato dal fatto che ormai per me quei soldi sono già andati, quindi torno in camera sereno. Prendendo sonno, ripensavo alla nottata al Casino paragonando quello del Taj al Casino di Montecarlo (unico altro casinò che abbia mai visitato). Al casinò di Montecarlo non ho giocato perche era finanziariamente proibitivo. Quello monegasco era sicuramente + lussuoso e si respirava l’odore dei soldi. Quelli visti stanotte sono molto meno elitari ed anche più divertenti da visitare. Finite queste considerazioni, improvvisamente ho preso sonno e mi sono svegliato con una sensazione di comodità dovuta al letto e in generale alle 4 pareti che lo circondano. Alzato dal letto, la prima cosa che ho fatto è stata quella di affacciarmi alla finestra, ammirare il panorama, respirare a pieni polmoni e stiracchiarmi. Il tutto….. in mutande!!! Poi, recuperati i bagagli, colazione da Donkin Donuts e via vs NYC col bus dal quale sto preparando questa puntata. PARTE 2 Sono arrivato a Nyc verso mezzogiorno. Mollate le valigie e la fotocamera, decido di rilassarmi e di farmi stregare dallo shopping, anche in considerazione della brutta giornata. Si parte con i negozietti del Lower East Side dove, di utile e di interessante c’è davvero poco ma che sono frizzantissimi e divertenti da girare. Tra l’altro ci trovi le cose + strane di questo mondo. Inoltre è pieno di posticini interessanti dove procacciarsi il cibo x pranzo. Anche la famosissima stazione di Grand Central Terminal ha parecchi negozi e ristoranti interessanti (oltre al bellissimo edificio in se). Visita d’obbligo ai grandi magazzini Bloomingdale’s e tappa finale al Time Warner center (una coppia di grattacieli sfavillanti piena zeppa di locali, ristoranti e negozi di ogni genere – per alcuni di quelli che stanno leggendo qst post sono sicuro che sarebbe un sogno). Per cena oggi avevo pensato di stare leggero e quindi scelgo dalla lista un locale che anziché schifezza varie facesse panini. Punto su Peanut Butter. Come si capisce dal nome è specializzato nel preparare cibi, usando il burro d'arachidi. Inoltre è nel Greenwich quindi becco 2 piccioni cn una fava perché volevo tornarci. Il quartiere è affascinante anche durante la settimana, ma nel weekend esplode. Proprio bello. Ma torniamo alla panineria. I miei buoni propositi per una cena leggera si sgretolano davanti all'Elvis sandwich. Volete conoscere il ripieno??? Burro di arachidi, sciroppo d'acero, banane e bacon! Non male, vero? La cosa che mi fa ridere è che si considerano talmente salutisti che Nn servono birre; pensassero a smettere di vendere panini che sono peggio delle bombe a mano... Vago per midtown alla ricerca di un po' di luppolo americano e lo trovo a bryant Park sotto un cielo nuvolo ma stranamente rosa. Mi gusto sia il panorama che la birra, poi faccio un altro giro a Times square. Oggi inizia il weekend nyese e la situazione è questa: nei marciapiedi c'è un muro umano; in strada i taxi formano un unico, immobile tappeto giallo; lo stridere delle sirene e dei clacson è assordante e ad ogni incrocio l'odore degli hotdog e altra roba simile si sente ovunque. Che bella questa NY… Il tempo x domani Nn promette niente di buono; speriamo migliori xke altrimenti l'elicottero inizia ad essere a rischio. Notte          
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fabietto76
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« Risposta #34 inserito:: 01 Agosto 2011, 18:16:43 » |
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25/06 – Imani Coppola – Before I lost my memory http://www.youtube.com/watch?v=PrDS0laeftYFinalmente riesco a fare il tour in elicottero... Prima però c'è la colazione. Mi fermo in una bakery dalle parti di wall street e continuo il macello iniziato ieri a cena da Peanut Butter. 2 muffin (uno mirtilli e cannella; l'altro banana e cioccolato), uno smoothie fragola e mela e mega tazzona da asporto di moka. Arrivo quindi, passeggiando (per non dire rimbalzando… ;o) a downtown, all'eliporto. Fatti i controlli di routine, piccolo rendez-vous con la guida e il pilota che ci spiega le cose di rito. Il tour è durato circa venti minuti ed è stato a dir poco fantastico. Dopo il decollo da Downtown è sceso ancora più a sud, verso la Statua della Libertà e il Verrazzano Bridge. Ha poi iniziato la salita verso nord, costeggiando l’isola di Manhattan fino a Central Park. Si è poi spostato verso la costa del New Jersey, per riavvicinarsi a Manhattan una volta che ci siamo trovati sopra Harlem. Purtroppo nei giorni in cui gli Yankees giocano Nn è permesso passare sopra lo Yankee stadium. peccato. Abbiamo proseguito costeggiando Brooklyn, passando quasi sopra il Brooklyn Bridge e finendo il tour letteralmente in mezzo ai grattacieli di Midtown e del Financial district. Un’esperienza magnifica!!! Per il resto, tranne il pranzo nel Lower east side, tutto quello che era in programma, si trovava a Midtown e di conseguenza non mi sono mai spostato da questa zona di Manhattan. Detta così sembra il giro + facile e comodo del mondo; considerate però che la sola Midtown è un po’ + grande di tutta Cagliari… Prevalentemente giravo nella zona East, ma qls da vedere era anche sull’altro lato; quindi ai miei piedi ho alternato anche i mezzi di trasporto, quali bus, metro e, finalmente ho fatto uno dei “must” che mi ero prefissato: fermo sul bordo della strada, faccio sporgere la manina e come per magia arriva una macchinetta gialla guidata da un arabo (o non so bene cosa) che si accosta, mi fa salire e mi chiede: “Where wuold you like to go?” Ho subito realizzato che non mi ero preparato nessuna destinazione, perciò dopo un po’ di “UUUUHHHMMM – EEEHHHMMM - BBBBOOOOHHHH” mi è venuto in mente come escursione successiva il Palazzo dell’ONU. Quindi, come se il mio inglese e i miei spostamenti in taxi fossero la quotidianità, con nonchalance, gli ho risposto: “Take me to the ONU Headquarter, please.” Siparietto divertente….. Scendo dal taxi proprio di fronte al parco dove si trovano i vari palazzi del complesso dell’ONU. Un sacco di cose interessanti: il parco con le fontane, i palazzi dall’esterno (tra cui il palazzo di vetro che spesso si vede in diversi film e nei notiziari) riesco a vederli senza problemi. Purtroppo non riesco a fare il tour (che si può fare solo fino al venerdì). L’idea, una volta finito con il Palazzo dell’Onu, sarebbe stata quella di puntare subito vs Roosevelt Island, ma il fatto che molte cose fossero chiuse, mi ha fatto trovare con quasi 2 orette di tempo da perdere; ho quindi deciso di visitare, molto alla buona, il quartiere antistante l’ONU, che prende il nome di Tudor city. Mi ha dato l’idea di un quartiere dormitorio, dove la maggior parte dei palazzi è in stile Tudor (da qui, ovviamente, il nome della zona). Per me che di architettura ne capisco una cippa, non ha detto assolutamente niente. Andiamo quindi a Roosevelt Island. + che l’isola in se (una lingua di terra tra la parte est di Manhattan e il Queens) mi ha incuriosito molto il modo di arrivarci; da Manhattan, si prende una specie di funivia panoramica. L’isola (e il suo tram panoramico) sono stati la location dove è stato girato un horror abbastanza bruttino, dal titolo Dark Water. Anche qui un aria un po’ tetra e tanti palazzoni-dormitorio con qualche parco qua e la lasciato a se stesso. Anche questa, lasciava parecchio a desiderare, ma la curiosità era forte. Per oggi le improvvisazioni possono bastare; torniamo a Midtown che tante soddisfazioni mi ha dato in questi giorni. Lì, non rimarrò deluso… Quindi Metro (dal centro abitato di Roosevelt Island) fino alla zona di Tudor City. CONSIDERAZIONE: In questi giorni qui a New York, devo dire che sono stato capace di girare in lungo e in largo tutta Manhattan; delle varie zone, quella + rastrellata è stata sicuramente Midtown; ad oggi le uniche 3 cose che mancavano all’appello erano: 1) una passeggiata senza una meta particolare per la 42nd street. La percorro (da Est vs Ovest) partendo dalla zona di Tudor city, incrociando posti come il Grand Central Terminal - NY Public Library – Times square – Il Port Authority Bus Terminal. Sosta alla biblioteca per poi proseguire fino al 3) Chrysler building. E’ un mega grattacielo, famoso per il fatto che la cima è stata modellata per sembrare il radiatore delle Chrysler dell’epoca che aveva una forma abbastanza particolare. Tra l’altro, anche se solo in alcune zone, è visitabile anche all’interno; non che ne sia valsa la pena, ma posso dire di esserci stato. Per oggi le attrazioni potevano bastare; quindi, nel tardo pomeriggio fino all’ora di cena, un paio di orette le ho dedicate al girare per negozi e boutiques. 2 su tutti meritano una menzione: B&H. Molti di voi si chiederanno cosa sia; è probabilmente il negozio (o megastore, a seconda dei punti di vista) + famoso al mondo, specializzato in fotografia e attrezzatura per fotografi. Una volta dentro, ho iniziato in ordine cronologico a: 1) sudare copiosamente, 2) perdere un pochino di bavetta dagli angoli della bocca, 3) avere un accenno di commozione con relative lacrimucce. Via di qui, velocemente, prima di sentire tra le mani i numeri in rilievo della mia carta di credito. Ultima tappa al + famoso grande magazzino americano: benvenuti da Macy’s! Diversi piani dove trovi qualunque cosa tu stia cercando. Anche qui ci sarebbe da passare un giorno intero ma non me lo posso permettere. Decido quindi per un tour rapido. Anche oggi di strada ne ho fatta ed è ora di rientrare a casa e farmi vedere da Shun per fargli capire che esisto ancora. Da quando sono arrivato, praticamente non ci siamo mai visti. Dopo la doccia, anche per oggi serata “camera-free”, quindi niente fotocamera appresso. L’idea è quella di andare a Times Square al TKTS (una sorta di box office dove cercare biglietti last minute per gli spettacoli di Broadway). Se trovo qls di interessante per domani notte, passerò una serata a Broadway a vedere qualche musical. Ci vuole anche questo, giusto?  ? Per quanto riguarda la scelta della canzone, perdonate la mia assenza di fantasia nel ricollegare alcune canzoni al diario di viaggio, ma a volte, in assenza di un nesso logico o di una circostanza particolare, mi viene semplicemente da piazzare quelle che + mi son rimaste in testa durante la giornata; oggi tocca a Imani Coppola.          
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fabietto76
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« Risposta #35 inserito:: 01 Agosto 2011, 18:17:18 » |
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26/06 - HARLEM – Valentina Giovagnini - Allelujah http://www.youtube.com/watch?v=fVLrZ49iuCkOggi visita ad Harlem; tante cose interessanti ma il clou è stata la messa gospel. 3 parole: lunga, emozionante, bellissima. Anche oggi una delle canzoni della mia personalissima colonna sonora mi suonava in testa in continuazione. Si tratta (ovviamente) di una canzone sulla falsariga del genere gospel; penso una delle + famose: Allelujah; non la versione originale, ma la cover cantata da una cantante italiana, secondo me bravissima, sconosciuta ai + in quanto tragicamente scomparsa all’età di 25 anni: Valentina Giovagnini. Il suo genere era sempre stato la musica celtica; ed era meravigliosa. Con questa cover si è tolta lo sfizio di cantare qls di diverso, facendolo, come sempre, con grazia. Girovagando ad Harlem, nel cuore nero di NYC, anche senza l’iphone all’orecchio (mi rendevo conto che non era il caso di mostrare ai 4 venti troppa mercanzia tecnologica; mi sarei sentito tutti gli occhi addosso….), oggi avevo in testa cmq la sua musica. Quella gospel, non quella celtica. Non si poteva non sentirla; lì ad Harlem era nell’aria un po’ ovunque… La messa gospel è molto lunga ma è meravigliosa (e se io arrivo a fare i complimenti ad una messa, vuol dire che davvero merita rispetto!!!). Sono, tra l’altro, riuscito a beccare una delle chiese dove la valanga turistica non è così forte, quindi sembrava anche abbastanza genuina e non esageratamente teatrale. Il fervore è indescrivibile e purtroppo non documentabile con le foto (proibitissime; non c’era nessun servizio di vigilanza ma non era necessario; se solo avessi provato a tirar fuori la fotocamera, chiunque, là dentro, me l’avrebbe fatta ingoiare….). Prima di muovermi vs il Bronx (rendetevi conto di che c***o di giornata ho messo su: passeggiate ad Harlem e nel Bronx!!!! Ma chi sono?!?), ho continuato a girare per il quartiere passando sull’arteria principale, partendo dalla famosissima (e bellissima; ed elegantissima) Columbia University fino ad arrivare al rione + vivace: El Barrio. E’ la zona ispano-portoricana di Harlem; si dice sia la + pericolosa, ma la domenica, quando cmq c’è tanta gente in giro attirata dal gospel, mi son sentito abbastanza tranquillo. Finito con Harlem mi ricordo di avere un debito con il mio lato coraggioso; c’è da visitare il South Bronx. Le pistole non me le vendono perche non ho il porto d’armi; i giubbetti antiproiettili non saprei dove andare a comprarli e poi costerebbero troppo, perciò, metto tutto nello zaino, mi infilo carta di credito e soldi nelle calze, tengo costantemente lo zaino davanti anziché in spalla e prendo la metro, in direzione Uptown. A rallegrarmi c’è un pensiero: “Una volta che uscirò da sottoterra, mi troverò davanti lo Yankee Stadium!!!” E c’era di che rallegrarsi: lo stadio è splendido e per uno come me che segue il Baseball è stata una sorta di Terra Promessa. Niente tour xke c'era una partita; quindi ingresso all’Hard Rock Cafe per comprare l’ennesima T-Shirt e subito via dal Bronx. (non prima di aver fatto 3 isolati a piedi spingendomi un una zona che, magari il giorno della partita poteva sembrare tranquilla, ma le facce in giro e gli edifici davvero non raccomandavano di passarci in un giorno qlq e ancora di meno la notte). L’orgoglio per aver raggiunto con i mezzi pubblici la zona + brutta di questo “strano” quartiere era a mille, ma sapevo bene che era il caso di andare a cercare alloggio altrove. Allora ancora + lontano da Manhattan, vs il Queens. Personalmente ho avuto la sensazione che dei 5 quartieri di NY, il Queens sia stato il meno interessante di tutti. Praticamente non c’è niente di che; l’urbanistica è un casino mondiale ed è molto + dispersivo degli altri. Unica tappa degna di nota è il cimitero di Calvary. Dovete sapere che io sono affascinato dai cimiteri; non ricordo di aver visitato luoghi senza degnare di una visitina i relativi “campisanti”. Tra l’altro il Calvary Cemetery ha la particolarità di essere panoramico. Al tramonto si ha la visuale del sole che va a tramontare dietro i grattacieli di Manhattan che sono sempre sullo sfondo delle lapidi. Macabro per alcuni; a me sarebbe piaciuto tantissimo; peccato che i bus la domenica in questo angolo di NY dimenticato da Dio e dagli uomini, non vadano. Di farmi 4 km a piedi in quella desolazione non mi andava. Ci riprovo domani. Dopo una passeggiata di un’oretta nel quartiere di SoHo (ennesimo acronimo che sta per SOuth of HOuston street), rientro a casa per doccia, relax e uscita notturna. Cena in un locale vecchio stile sudista specializzato nella vera cucina BBQ. Ottimo, per carità; ma 18.95 $ x 5 fettine di roast-beef e purè se ne possono pure andare affanc**o... Quindi, doppio hotdog da passeggio... Sono davvero stanco, quindi oggi niente giro x locali e niente foto. Torno a casa e inizio a farmi un'idea x le valigie x il rientro ;( Che dite, dopo questa giornatona è ora della nanna??? I THINK SO!!! GOOD NITE….          
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sam73
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« Risposta #36 inserito:: 02 Agosto 2011, 16:42:07 » |
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I LOVE NY!!! PRESTO VERRO' A DARTI ANCHE IO UN MORSO!!!!!
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fabietto76
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« Risposta #37 inserito:: 03 Agosto 2011, 14:15:23 » |
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27/06 - LAST NIGHT – Luca Carboni – Malinconia http://www.youtube.com/watch?v=TpakBu5PiB0Di nuovo a Downtown. Di nuovo al South street seaport. Tra le varie cose da vedere, spt la mattina, c’è il Fulton Fish Market. Anche qui ampia scelta di posti dove fare una “sana” colazione. Molto particolari anche alcune viuzze che, sempre che riesca a non perderti, ti fanno arrivare come per magia direttamente nella caotica Wall street. Proseguo x la modernissima zona del Civic Center che ingloba il Municipal Building e tutti gli stabili legali (Tribunali, varie Court e compagnia cantante). Ho lasciato per ultimo una visita approfondita dei quartieri etnici: Little Italy, vista con gli occhi di un italiano è particolarissima, ma molto in declino; Chinatown è enorme, (e continua a crescere in quanto si sta, a poco a poco, pappando tutta Little Italy) sempre in movimento e ha in Columbus Park il suo cuore pulsante (ho sentito dire che capita spesso di vedere diversi raduni di gente che pratica il Tai-Chi). Ecco cosa è successo a pranzo: originariamente l'idea era di provare i dim-sum. Noto Peró che nella maggior parte dei posti i menù sono solo in cinese. Cerco un posto più turistico e becco un take away vietnamita. Andata!!! Peró essendo un take away non c'è il bagno, quindi gironzolo in zona finché non la finisco in un ginepraio dove l'esile contatto con l'occidente sparisce del tutto. Sono in un mondo a sé dove i marciapiedi sono pieni di sputacchiate e dove la gente continua a raschiarsi la gola prima di sputare x terra... Dove le farmacie vendono i gratta e vinci e dove Nn esiste più una sola parola scritta in occidentale. Entro in un grande magazzino con la certezza di trovare un bagno. Il bagno c'era, ma trovarlo è stato un’impresa. Apparte le scritte esclusivamente in cinese mi è parso di capire che l'occidentale non fosse ben visto; nel senso che può entrare chiunque ma se non parli o non sai leggere il cinese ti arrangi perché, anche nel parlare, pare che esista solo cinese (l'unica carogna che parlasse americano era l'inserviente al bagno che chiedeva soldi per passarti le salviette; ma lì sono stato io a fare lo gnorry e a rispondere: "Sorry, I'm italian and i can't understand you", tradotto: "salvati!!!". Cmq, come ho trovato il bagno? Col metodo certificato che si usa quando sei in difficoltà: acca**odicane!!! Ho visto che in un corridoio c'era un telefono, poi una fontanella e poi una porta. Presumendo che fossero i bagni sono entrato. Risposta esatta!!! Esco e vado dal vietnamita che mi serve quello che ho ordinato (pork chop and noodle soup) in uno di quei contenitori tipici per piatti asiatici da asporto. Il risultato è stato disastroso: inizialmente l'idea era quella di imitare l'americano medio mangiando “on the run”; un compito troppo difficile x un imbranato come me. Allora sono andato a sedermi nelle panchine di Columbus Park, ma ormai il danno era fatto. La maglietta era lercia e la faccia ancora di più. La faccia me la sn lavata in una fontanella, ma x il cambio della maglietta sn dovuto passare a casa; Nn prima di completare il pranzo cn un hotdog da strada e una ciambella da Doghunts Plants. Ha la fama di vendere le ciambelle + buone di NYC. te le fa pagare 3 dollari e fanno pietà a confronto di quelle di Donkin' Donuts. FUCK!!! Dopo il cambio di vestiario proseguo vs il Greenwich Village; come vi ho detto qlc giorno fa, è esattamente come lo si vede in centinaia di film: esplosivo, pieno di energia e di persone di ogni genere. Passeggiando senza meta, arrivo fino al + esterno dei quartierini di Downtown: Tribeca (ennesimo acronimo; stavolta significa TRIangle BElow CAnal street). Ritorno poi al ponte di Brooklyn per fare l’ennesima passeggiata; ancora non sono ripartito e già mi manca! Dopo una serie di rimbalzi tra metro e bus che sembravano infiniti, riesco a visitare anche il cimitero di Calvary; ne valeva la pena. Ultima tappa cn la fotocamera al seguito è stata la zona di Battery Park e il lungofiume di fronte a ground Zero per qualche foto prima del tramonto. Mi ricordo di aver ancora una valigia (anzi, 2...) da preparare da zero, quindi rientro in appartamento e inizio a sistemare un po' di roba, e improvvisamente mi sale l'angoscione tipico dell'ultima notte di viaggio. Questa sarà l’ultima notte nella quale il buio non fa poi così paura, per via delle mille luci della city che splendono dal tramonto all’alba. Ho deciso, anche per stavolta, di lasciare a casa la fotocamera che non mi ha abbandonato quasi mai. Di foto da far vedere ne ho fatte tante, quindi ho deciso che quest’ultima notte sarà mia e mia soltanto. La inizierò a Bryant Park, dove, come nei Drive In che vedevamo nei film americani quando eravamo piccoli, puoi vedere un vecchio film; solo che non ci sono le auto, ma te ne stai seduto nell’erba del parco, insieme a centinaia di persone che non conosci. Proseguirò ripassando nei punti che + mi hanno emozionato, fin quando le mie gambe riusciranno a farmi camminare. C’è tristezza, c’è serenità e c’è malinconia. LA TRISTEZZA: perché devo lasciare un posto meraviglioso; un posto dove se vuoi migliorare la tua vita c’è tutto quello che serve per farlo; e se vuoi ripartire da zero ce n’è ancora di +. In questa città puoi passare un anno intero senza mai dover fare la stessa cosa; puoi caricarti sulle spalle qualsiasi esperienza senza mai annoiarti. LA SERENITA’: perché so di avere la capacità di portarmi dietro tutte le esperienze passate in queste due settimane e di non perderle mai per strada. Perché spero che quello di domani mattina non sarà un addio ma un arrivederci. LA MALINCONIA: non quella che sto iniziando a provare per NYC, ma quella che ho provato in queste 2 settimane per la mia vera casa e che, ora che sto per farci ritorno, si sente ancora di +. Come avrete intuito, mi sono innamorato della Grande mela. Potrei ribadire per l’ennesima volta che è meravigliosa, ma quest’aggettivo non le renderebbe abbastanza giustizia. Tuttavia, nonostante sia un posto fantastico, non è il mio posto. Nonostante sia pieno di ogni genere di persone, mancano le persone a me care. Nonostante qui possa trovare qualunque cosa cerchi, quel qualcosa (o qualcuno ?!?) che voglio io, non è qui. Nonostante tutti la vogliano come casa, questa non è casa mia; e tutto sommato, adesso è ora di tornare a casa.          
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« Risposta #38 inserito:: 03 Agosto 2011, 14:32:48 » |
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« Risposta #39 inserito:: 03 Agosto 2011, 14:52:21 » |
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« Risposta #40 inserito:: 03 Agosto 2011, 15:13:20 » |
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« Risposta #41 inserito:: 03 Agosto 2011, 17:51:46 » |
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fabietto76
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« Risposta #42 inserito:: 04 Agosto 2011, 18:07:52 » |
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2 al prezzo di 1... Oggi, visto che ieri al Jfk mi sn fatto il mazzo per scrivere il diario, x poi accorgermi che la connessione ad internet era tarocca, vi beccate 2 puntate. Quella di ieri leggetela come se l'avessi postata il giorno giusto, xke Nn ho voglia di correggere... Prima peró una sfida: Stars and stripes vs Union jack; ovvero NYC vs London!!! Come città in generale e posto dove vivere non ce n'è; vince NY a mani basse, che oltre a battere Londra arriva al primo posto tra le tante città che ho visitato, spodestando Praga che cede il trono dopo 6 anni di regno. Per le foto invece Londra tiene testa alla Grande Mela; di foto, seppur in sole 5 ore, ne ho fatto parecchie anche a casa di nonna Elisabetta... Ma torniamo al diario... Stringete i denti, xke quelle di oggi sn le ultime 2 e poi vi lascio in pace... 28/06 – C U Soon USA – Stereophonics – Is yesterday, Tomorrow, today http://www.youtube.com/watch?v=lQOUuNFBQpgNonostante la sveglia abbia suonato un po’ + tardi del solito sono a pezzi. Per via della lunga camminata senza meta di ieri notte, per via del poco sonno durante la notte, per via del fatto che ormai il fisico ha realizzato che il viaggio sta finendo e non deve + reggermi “a tutti in costi”. Fortunatamente ho fatto il bravo e, a grandi linee, sono davvero riuscito a vedere quello che mi ero prefissato per queste 2 settimane e quindi non ho avuto la necessità di trascinare qls fino all’ultimo. Avevo di fatto tutta la mattina a disposizione; ho usato qst tempo per girare a cazzeggio, dedicando parecchio tempo alla visita di negozietti e mercatini interessanti e spt x tornare da Eileen e mangiare x l'ultima volta la loro fantastica cheesecake. Mentre me la gustavo ero seduto negli sgabelli che davano sulla vetrina. Un paio di turisti hanno prima visto la mia faccia estasiata, poi, incoraggiati dal mio dito indice che trivellava la mia guancia, hanno deciso di entrare, dopo di loro, altri 2. Ma se merita, merita.... Poi, di nuovo al 301W 55th street perché li mi attendeva il minivan che mi ha portato fino al JFK. li , tra i centinaia di voli nei mega tabelloni, attendo che compaia anche quello che mi porterà fino a Londra, dove atterrerò che già sarà domani. Per questo viaggio sarà l’ultimo post e l’ultimo saluto dagli Stati Uniti, Ve lo mando con una lacrimuccia…. A presto FABIO 29/06 – Vs casa (con sosta in Inghilterra) – Oasis – Don’t look back in anger http://www.youtube.com/watch?v=uGHy5IE-240La dormita in aereo è stata qualcosa di epico; non mi sarei svegliato neanche se mi avessero messo a dormire per terra nel corridoio. A Londra atterriamo vs le 8.30 di mattina e una volta ritirati i bagagli, colazione a base di bacon e uova strapazzate (siamo o non siamo nel Regno Unito...) e poi prendo lo shuttle che mi porta dall’aeroporto di Heathrow (dove sono atterrato) vs quello di Gatwick. Ma il mio volo è domani mattina alle 8.00 circa; quindi ho un giorno intero da passare in Inghilterra. Per pernottare ho scelto una GuestHouse nel villaggio vicino all’aeroporto e vi dista meno di 5 minuti in navetta (gratuita sia all’andata che al ritorno). Inoltre è a 10 minuti a piedi dalla stazione che in meno di un’ora ti porta alla stazione di Londra di Victoria. Inutile dettagliarvi sul fatto che il villaggio se l’è presa nello stoppino e che, con la fotocamera dietro, mi son subito lanciato a Londra dove ho passato l’intera giornata fino all'ora di cena (fatta molto presto) Ora tornerò nella GuestHouse, doccia, e poi a nanna. Domani, in tarda mattinata, sarà di nuovo Sardegna…. PS: nota sulla canzone. Sono in Inghilterra e non potevo non dedicare uno spazio al mio gruppo preferito: gli Oasis! PPS: tutti voi, destinatari dei miei messaggi (che li abbiate letti, che li abbiate snobbati che mi abbiate risposto e contribuito in modo attivo a tenermi compagnia), vi potete considerare a tutti gli effetti miei compagni di viaggio. A voi, in particolare, dedico le bellissime esperienze passate in questi 16 gg, e spt, a voi mando un grazie di cuore per avermi tenuto compagnia in quest’avventura. Vi abbraccio forte uno per uno e vi do appuntamento nei giorni a venire per la sviolinata di fotografie che sarò felice di mostrarvi. A presto FABIO          
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