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Autore Discussione: LA MIA NEW YORK  (Letto 33064 volte)
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tina
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« inserito:: 09 Settembre 2011, 01:46:45 »


Ciao a tutti!
Mi sono iscritta e presentata in questo forum qualche mese fa ma non ho mai scritto niente.
Però, visto che sono da poco tornata da uno stupendo viaggio che ha avuto come mete Washington, Philadelphia e la mia adorata New York, ho pensato che scrivere qui avrebbe potuto essere un bel modo per poter conservare i miei ricordi e condividerli con qualcuno che li può trovare interessanti!
Ebbene, il mio viaggio nella Big Apple è durato dodici fantastici giorni. Per me non era la prima volta, dato che avevo festeggiato a Central Park l'arrivo del 2010. Non è stata la prima volta ma, lo dico con tanta malinconia, è stata la più bella. E, soprattutto, di certo non sarà l'ultima Smiley
Si perchè New York a Natale è bellissima ma d'estate... per me diventa addirittura straordinaria, con i suoi parchi, i pranzi all'aperto, la gente che ha voglia di stare fuori e di stare assieme. Meravigliosa.
Spero possa farvi piacere condividere il mio racconto...

PRIMO GIORNO
Arriviamo con un Megabus da Philadelphia. L'arrivo è burrascoso, l'autobus arranca nel traffico, tra clacson che suonano e code interminabili. E io sono già elettrizzata!
Questo viaggio lo facciamo in quattro: il mio fidanzato e una coppia di amici. E tutti e quattro ci vediamo riufiutare un passaggio in taxi fino al nostro appartamento che si trova nell'Upper East Side. I tassisti si rifiutano proprio di accompagnarci. E io, sinceramente, un po' mi spavento! Scopriremo solo più tardi che ai tassisti non bisogna mai e poi mai dire semplicemente il nome di una via, meglio dargli un'incrocio, perchè molti hanno la licenza da poco e non conoscono ancora la topografia della città!
Il risultato è che arranchiamo con le valigie tra le metro (e i loro infamissimi gradini) e che abbiamo la seconda brutta sorpresa della giornata: scopriamo che l'appartamento è più lontano di quanto pensassimo dalla fermata della metro e che dobbiamo prendere anche un autobus... pazienza, proveremo anche questa esperienza!
Dopo più di un'ora passata sui mezzi pubblici (da bravi inesperti di metro!) finalmente arriviamo. L'appartamento però è quello sbagliato... invece di due camere ne ha una sola con due letti doppi. Poco male, ci penseremo domani! Ora l'unico scopo è quello di uscire e goderci i primi morsi di questa mela che da due anni voglio tornare ad assaggiare!
E così eccoci camminare per l'Upper East Side, tra le sue zone residenziali vicino al Carl Shurz Park (ve lo consiglio, è delizioso), e poi più all'interno, fino ad accorgerci che verso la 70th strada la situazione si anima. Tantissimi ristoranti e pub con musica dal vivo: una meraviglia! Io adoro la musica dal vivo e a dire il vero per me venire a New York è come tuffarmi in un mondo di meraviglia. Qui la musica è ovunque e, soprattutto, qui c'è il musical che per me, oltre che una passione, è un lavoro visto che lo insegno e lo "pratico" (che brutto termine, l'arte non si pratica, si vive... portate pazienza).
A questo punto la fame la fa da padrona, un veloce consulto alla Bibbialonelyplanet e scegliamo una taqueria fantastica che consiglio a tutti:Cascabel. Le pietanze sono deliziose e molto cheap, l'arredamento è divertente, ispirato al wrestling messicano e il proprietario (almeno credo che lo fosse, dato che si è fermato per almeno un quarto d'ora a chiacchierare con noi senza ricevere alcuna ca**iata!) adora l'Italia e gli italiani. Così, per celebrare questo sodalizio, chiudo la cena con un dolce da lui consigliato: "cielato di chiacci de vodka lime"... ok, capisco solo vodka lime... buona! Scopro poi di avere ordinato una granita al lime con vodka: ottima! E da riproporre agli amici a cena anche una volta tornata a casa!
Stanchi ma con le pance piene, decidiamo di fare un'altra passeggiata e poi andiamo a nanna nel nostro "camerone"... e non vediamo l'ora che arrivi domani!
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Giuseppe83
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New York.. state of mind

beppe0283@hotmail.com
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« Risposta #1 inserito:: 09 Settembre 2011, 08:15:48 »


Bentornata! Non vedo l'ora di leggere il resto!  Grin
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I love the Big Apple


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« Risposta #2 inserito:: 09 Settembre 2011, 09:52:11 »


Ottimo inizio.
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tina
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« Risposta #3 inserito:: 12 Settembre 2011, 13:16:19 »


SECONDO GIORNO: VENERDI'
Sveglia e subito entusiasmo a mille!
Splende il sole, dalla finestra vedo l'Hudson che scorre tranquillo e un sacco di persone che fanno jogging o portano a spasso il cane... presto, presto, doccia, vestiti e via. Quattro chiacchiere con la receptionist per sistemare il problema appartamento (resteremo nel "camerone" per qualche giorno e poi traslocheremo... poco male, i nostri amici vanno due giorni a Boston quindi no problem!) e via per le strade di New York!
Dopo una colazione da Starbucks, dove non si può resistere al Moka Frappuccino with cream, partiamo con destinazione Intrepid Museum. Che spettacolo! Una portaerei piena di caccia, elicotteri e chi più ne ha più ne metta! Per il mio fidanzato e il nostro amico Uins è il paradiso terrestre! Il sole splende, il cielo è azzurro, e noi ci aggiriamo sul ponte, con i maschietti che quasi si commuovono davanti al Blackbird, mentre soffia una brezza piacevolissima. Dopo un giro al cinema dinamico 3d del museo (lo consiglio, divertentissimo), io e la mia amica Red decidiamo di aspettare i ragazzi al Moma: oggi l'ingresso è libero! Quindi li salutiamo e ci lanciamo per le strade della Big Apple con destinazione metropolitana.
Camminiamo, camminiamo, camminiamo e... ci accorgiamo di aver sbagliato strada. Ma chissene'! Arriviamo a piedi sulla Broadway, il nostro paese dei balocchi: "Qui c'è Billy Elliot!", "Qui la famiglia Addams", "Oddio, Ellen Page!". In totale frenesia finiamo a Times Square. Per me non è una novità ma il fascino che esercita ai miei occhi è sempre grandissimo: luci, colori, cartelloni di musical, in una coreografia che non riesce mai a stancarmi! E scopro anche quanto sia bello ritornarci accompagnando qualcuno che non c'è mai stato: Red ha gli occhi quasi più grandi della faccia, gira su se stessa, non sa dove cominciare a guardare! Ma non abbiamo tempo, il Moma ci aspetta. E finalmente vediamo una metro! Entriamo e... non capiamo una mazza! Ed è allora che facciamo un errore fatale. Fermiamo una ragazza: "Scusa il Moma è lontano da qui?" "No no, ci potete andare a piedi". Mmmm, mai dare retta ad un newyorkese per quanto riguarda le distanze. Non lo fa apposta, è che semplicemente le percepisce in maniera diversa da noi. Specie visto che arriviamo a piedi dall'Intrepid!
Corriamo per la Fifth Avenue con uno scopo: evitare di arrivare dopo i nostri ragazzi per non essere prese in giro fino alla fine dei tempi! E per fortuna ci riusciamo!
Adoro i musei stranieri, non tanto per le opere d'arte che contengono, visto che da questo punto di vista noi italiani siamo imbattibili, ma per come sono organizzati e pensati. Audioguida gratuita e via. Partiamo dal quinto piano: meraviglia! Dalì, Picasso, Van Gogh, Boccioni, Modigliani... uno spettacolo! A questo punto arrivano anche Fidanzatino e Uins. Con loro proseguiamo al piano sottostante e, Warhol e pochi altri a parte, non ci capiamo un granchè. E, confesso, quando vediamo qualche installazione particolare, ci facciamo anche una risata. Concludiamo con il piano dedicato al design (bellissimo) e con il giardino interno. Alle 20.00, in concomitanza con la chiusura, usciamo.
Il Met era stato oggetto di una visita di un giorno intero un anno e mezzo fa quindi non ci torneremo in questa vacanza per privilegiare posti che non abbiamo mai visto. Però, per chi avesse poco tempo e dovesse scegliere un solo museo da visitare, non saprei quale consigliare: Met e Moma sono entrambi straordinari. Quindi, che dire, se volete un tuffo nella modernità andate al Moma, se volete una nuotata nella storia dell'arte, e avete un bel po' di tempo a disposizione, scegliete il Met!
E' venerdì sera e la notte è giovane. Doccia, cambio d'abito e poi a cena con un nostro amico che attualmente vive e lavora a New York, Acci, che diventerà il nostro mitico organizzatore di eventi per il fine settimana!
Ceniamo con tacos in un ristorantino raffinato a Midtown (purtroppo non ricordo il nome ma solo che il gioco non è valso la candela: poco cibo e prezzi alti) e poi andiamo sullo splendido rooftop dell'hotel Kimberly. Avevo tanto sentito parlare di queste terrazze e sempre con toni entusiastici. Beh, tutto vero. Una vista che toglie il fiato e l'emozione di trovarsi in cielo... lo consiglio a tutti! Sorseggiamo deliziosi cocktail seduti su comodi divanetti di vimini, ridiamo, chiacchieriamo, cosa si può volere di più?
Alle quattro siamo a casa, stanchissimi ma felicissimi. E domani ci aspetta la rievocazione della guerra di secessione a Governors Island!
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« Risposta #4 inserito:: 13 Settembre 2011, 21:16:33 »


Altre pillole di New York.......benissimo!!!!
Aspetto il seguito. Grin Wink
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tina
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« Risposta #5 inserito:: 17 Settembre 2011, 15:38:43 »


Ciao!
Intanto ringrazio tutti quelli che stanno leggiucchiando il mio racconto e poi... proseguo!


TERZO GIORNO: SABATO

Oggi il programma prevede qualche cosa di davvero carino: per questo fine settimana è prevista su Governors Island una due giorni dedicata alla guerra civile, il Civil War Weekend, con tanto di ricostruzione storica. Mitico!
Ci svegliamo, docciamo, vestiamo, stop da Starbucks e con la metro partiamo con destinazione Battery Park. Adoro questo parco, pieno di gente, di vita e di attività. Questa mattina becchiamo uno spettacolo di danza, credo sia una specie di saggio di allieve avanzate di qualche accademia: bellissime!
Attraversiamo il parco e ci accingiamo a prendere il traghetto per l'isola (ovviamente gratuito...). Ci mescoliamo ai newyorkesi che, chi a piedi, chi in bici, si preparano come noi a trascorrere una giornata "fuori porta" a soli sette minuti da Manhattan.
Pochi minuti di coda e siamo in partenza!
Governors Island è una piccola isola che, in passato, ha avuto una grossa importanza dal punto di vista strategico militare. Oggi è stata restaurata e trasformata in un parco nel quale si può trascorrere una giornata nel verde, partecipare a concerti, feste o semplicemente noleggiare una bicicletta (il venerdì sono gratuite anche quelle, mannaggia agli americani!  Smiley) e pedalare intorno all'isola.
Appena arrivati andiamo subito a dare un'occhiata alla rievocazione. Bellissima. Una ventina di uomini in uniforme da soldati della guerra civile anima un piccolo accampamento, con tanto di tende e cibo che sta cuocendo sui falò. Dopo un po' i "militari" iniziano una dimostrazione/spiegazione: marciano, sparano con i fucili e con un cannone (d'epoca ovviamente). Davvero interessante!
Finita la bellissima dimostrazione facciamo una passeggiata dirigendoci verso il piazzale dove si tiene un concerto di musica classica contemporanea (evviva internet che mi ha fatto scoprire una quantità praticamente infinita di eventi!). Il concerto fa parte di una manifestazione che consiglio a tutti gli amanti della musica: il Rite of Summer Classical Music Festival, un festival appunto, durante il quale si esibiscono musicisti fusion, che fanno un lavoro di cross over tra musica classica contemporanea, rock, pop... Siamo fortunati e sentiamo dal vivo gli Ethel, un quartetto d'archi (anche elettronici) veramente strepitoso. Chiacchieriamo anche con gli organizzatori, entusiasti di avere degli italiani al concerto, visto che l'Italia è la culla della cultura (e noi non ce la sentiamo di confessargli che per i nostri amministratori la cultura è ormai diventata un surplus).
Continuiamo a passeggiare, e pranziamo sdraiati sull'erba con sandwiches, alette di pollo, insalata. Ci voleva un po' di relax.
Scopriamo anche che oggi a Governors Island si tiene un mega rave. Una folla gigantesca si avvia verso una zona recintata dalla quale si sentono dj da panico... pensiamo di entrare anche noi ma... troppo caro! Huh?
Verso le cinque lasciamo l'isola, e dopo esserci preparati per la serata andiamo a cena con l'amico Acci al Blue Ribbon, ristorante/bakery vicinissima a Bleeker Street (Greenwich Village). Diciamo che questo ristorante non ve lo consiglio. Non ho mangiato male (maialino da latte con insalata di anguria e melone) ma non ci siamo con il rapporto qualità prezzo. Troppo caro!
Dopo cena via verso Bleeker Street, una delle strade del divertimento più famose d'America e del mondo.
Entriamo al Village Lantern dove ascoltiamo un gruppo indie/rock, beviamo qualche cocktail e balliamo. Scopriamo anche che andando al piano di sotto e superando il bagno, si accede ad un'altra sala nella quale ci sono comici che si esibiscono. Il mio primo comedy show!
A questo punto ci accorgiamo che piove ma... la notte è giovane. Addocchiamo dall'altro lato della strada un altro locale, senza insegna e con tende di velluto che impediscono di vedere l'interno. "I locali con le tende a volte riservano grosse sorprese" dice Acci. Detto fatto, entriamo.
All'interno non solo siamo gli unici turisti ma siamo anche gli unici bianchi. Grossi narghilè campeggiano su bassi tavolini sistemati davanti a divanetti che bordano un locale lungo e stretto in cui tutti ballano. Quindi un altro cocktail e via alle danze! E soprattutto moto d'orgoglio quando sentiamo la Raffa nazionale (W la Carrà) con "A far l'amore comincia tu" versione Bob Sinclar!
Ma sulla Danza Kuduro inizia il delirio e scopriamo il "ballo dell'estate 2011" newyorkese: la sheepy dance. Il nome l'ho inventato io ma devo dire che la descrive perfettamente: la donna piegata davanti all'uomo, con il sedere appoggiato alle parti intime di lui (come sono delicata nella spiegazione Tongue), si strofina e dimena come un'ossessa mentre il partner rimane praticamente fermo con i pollici infilati nella tasca posteriore dei pantaloni. Per noi l'effetto finale è assolutamente esilarante ma, vista la taglia dei ballerini maschi, cerchiamo di contenerci. Ormai con il mal di pancia per le risate usciamo dal locale, che si sta trasformando in una sorta di porcaio (si potrebbe dire che forse lasciamo la festa sul più bello  Cheesy ) e ormai piove da morire. Fortunatamente troviamo un negozio aperto, compriamo un paio di ombrelli e ci avventuriamo alla ricerca di una metro (tutto ciò con ai piedi i sandalini, quelli carini da sabato sera ovviamente!  Roll Eyes ).
Alle sei, fradici ma ancora ridendo come i matti, siamo a letto. Qualche ora di sonno e finalmente arriverà domani!
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sam73
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noi che sogniamo la citta' che non dorme mai!!!


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« Risposta #6 inserito:: 19 Settembre 2011, 16:01:55 »


Strepitosa,sei bravissima a raccontare il tuo viaggio!!! Mi piace!
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I LOVE NY!!! PRESTO VERRO' A DARTI ANCHE IO UN MORSO!!!!!
snake
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« Risposta #7 inserito:: 20 Settembre 2011, 00:00:59 »


ahahah si quel ballo lo hanno fatto vedere anche al tg1 per non mi ricordo cosa stessero facendo a ny  laugh
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lauretta1983
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« Risposta #8 inserito:: 20 Settembre 2011, 09:35:30 »


bello bello!! complimenti!
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« Risposta #9 inserito:: 21 Settembre 2011, 17:44:38 »


Grazie a tutti per i complimenti!!! Sono felicissima di condividere i ricordi del mio viaggio con qualcuno che ama NY come me!
A prestissimo la prossima puntata e nel frattempo... esercitiamoci tutti con la danza dell'estate Cheesy
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« Risposta #10 inserito:: 02 Ottobre 2011, 13:39:47 »


Ciao a tutti!
Sono stata travolta dagli eventi e non ho avuto il tempo per scrivere ma ora... recupero!


QUARTO GIORNO

Ci svegliamo a mezzogiorno... la serata di ieri è stata campale! Ma tranquilli, abbiamo già recuperato.  Tongue
Ormai per la messa Gospel che avevo programmato è troppo tardi (come dice mio padre: la sera leoni e la mattina...  Cool ) e, purtroppo, piove. E piove davvero tanto! Facile riarrangiare il programma della giornata: brunch domenicale da Balthazar e shopping al Century 21.
Un ombrello a testa e via!
Arriviamo da Balthazar verso le 13.30 e il ristorante è più che full. Anche la pasticceria accanto non lascia speranza. A questo punto stiamo morendo di fame e quindi decidiamo di affidarci al caso.
Cominciamo a camminare e ci ritroviamo davanti ad un locale che ci sembra carino. Si chiama Firefly e lo scegliamo perchè ha lo stesso nome di un ristorante dove abbiamo mangiato (male) a Washington: che dire, se il fato ci ha portati lì vuol dire che dobbiamo dare alla lucciola una seconda possibilità!
Entriamo e ci troviamo in uno sport bar quasi vuoto, però grazioso, con un arredamento moderno, e con dei megaschermi sui quali va in onda una partita della Champions League. Come dire... sembra di stare in Italia! Ordiniamo a caso e io mi trovo a gustare le migliori alette di pollo piccanti della mia vita! Se passate da quelle parti... ve le consiglio proprio!
Dopo questa colazione alternativa ci dirigiamo in zona Century 21, a Wall Street. Rivedere Ground Zero è sempre un colpo al cuore, ma è anche impressionante rendersi conto della velocità con cui i lavori stanno procedendo. Solo un anno fa la torre era all'ottavo piano ed ora è già uno degli edifici più alti della Skyline!
In ogni caso la pioggia non ci dà tregua, proviamo a fare una visita alla St. Paul Chapel (un posto che mi piace sempre tantissimo rivedere) ma è chiusa (oggi non è proprio giornata!), quindi, dopo una breve pausa da Starbucks entriamo all'inferno. Si perchè il Century 21 è l'inferno. Dentro è il macello: piove ed evidentemente tutti i turisti hanno deciso di venire qui. Ci muoviamo con difficoltà nella calca: io, che odio fare shopping ma so che devo farlo, giusto per non dover andare in giro in mutande, sono nervosa dopo 20 secondi. Il mio fidanzato dopo 15. Tra l'altro, la merce esposta è palesemente vecchia come la statua della libertà, e le offerte davvero convenienti sono già state colte da altri. Purtroppo però i nostri amici Red e Uins vengono posseduti dal demone degli acquisti. Morale della favola: siamo gli ultimi ad uscire e io e il fidanzatino non abbiamo nemmeno un sacchetto in mano.
Per tirarci su il morale proponiamo una cena al Country Hill, un ristorante dove siamo già stati e che vi consiglio veramente di cuore!
Si tratta di un locale molto carino, spesso ci fanno anche musica dal vivo. Il cibo è delizioso: ci si sceglie la carne che viene cotta al momento... le costine sono tantissime e buonissime. Inoltre c'è un ottimo banco "contorni": vi consiglio vivamente le uova alla paprika (orgasmiche) e i fagioli alla birra.
Forse a causa della pioggia, il locale e semideserto, perfetto per chiacchierare, asciugarci i vestiti bagnati e scambiare qualche battuta con la simpaticissima cassiera.
Usciamo e... sopresa! Non piove più! Decidiamo di andare a piedi fino a Times Square a piedi perchè Uins non l'ha ancora vista e, per la prima volta in vita mia, vedo la piazza quasi vuota. Impressionante!
Qualche foto, un giretto al negozio della M&M's, il cuore a mille davanti al cartellone di Wicked (andrò a vederlo giovedì e sto aspettando questo momento da due anni...) e poi si va a casa... sperando che domani il tempo sia migliore!
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« Risposta #11 inserito:: 14 Ottobre 2011, 23:01:49 »


QUINTO GIORNO: LUNEDI'

Uins e Red oggi sono partiti per una gita di tre giorni a Boston, e il Fidanzatino ed io ci apprestiamo alla nostra tre giorni da piccioncini.
Il tempo è grigiastro, sembra possa piovere da un momento all'altro. Avremmo dovuto andare a Brooklyn ma, viste le nuvole minacciose, rimandiamo. Abbiamo una missione importante: comprarci delle scarpe da ginnastica nuove, perchè i nostri piedi sono ormai delle sottospecie di cotechini doloranti.
Programma del giorno: mattina tra Chinatown e Little Italy e poi un po' di sano shopping dalle parti di Soho.
Scendiamo a Canal Street e iniziamo a passeggiare per le vie di Chinatown. Come sempre l'atmosfera è affascinante, nonostante la calca umana di turisti che affollano le vie. I colori, gli odori, tutto qui è particolare ed unico. Ce ne andiamo al Mahayan Buddist Temple (dove si può vedere il Buddha dorato più grande di New York) a rilassarci ascoltando i mantra, a Mulberry Street, alla casa di mattoni rossi più antica di New York (attrazione turistica che a me fa sempre un po' sorridere), passando tra ristoranti cinesi, negozi di chiropratici, alimentari con i tipici polli appesi e grossi pesci che nuotano nelle vasche. Passeggiando arriviamo a Little Italy che però, a dire il vero, è diventata una specie di parco a tema "Italia", fondamentalmente una via con ristoranti su entrambi i lati (dotati di "buttadentro"). Per trovare un po' di sana atmosfera da veri italoamericani, andiamo a dare un'occhiata alla chiesetta dedicata a San Gennaro, con un piccolissimo giardinetto pieno di statue in gesso dipinte e un Padre Pio in bronzo... ora si che ci siamo!
Continuiamo a camminare e la fame si fa sentire. Siamo a Soho e decidiamo di pranzare con sandwiches in un baretto molto grazioso, dotato di giardinetto interno: il Soho Park. Smezziamo un bel panino con il pollo e un Caesar Salad gigantesca e poi via: direzione shopping.
Questa volta siamo decisi. Niente ci fermerà!
Giriamo per i negozi e compriamo l'utile e l'inutile. Infatti, oltre alle scarpe, arrivano anche camicie, magliette, cinture, cappellini e una bella borsa. Tra i vari negozi ve ne consiglio uno davvero carino: lo Yellow Rat Bastard, pieno di T-Shirts dedicate a cartoons e fumetti e di jeans davvero economici.
Nel frattempo le nuvole hanno lasciato il posto al sole. Si avvicina l'ora di cena, siamo stanchissimi, quindi decidiamo di passare una serata casalinga.
Whole Food ci fornisce la cena (insalata, panini e dolcetti obesissimi), alla tv c'è il Monday Night Football... beh, serata perfetta. E poi nanna presto: domani si va a Brooklyn!
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« Risposta #12 inserito:: 15 Ottobre 2011, 13:44:41 »


SESTO GIORNO: MARTEDI'

Fidanzatino e io ci svegliamo presto: oggi, per la prima volta, visiteremo Brooklyn!
Il tempo non è dei migliori, grigiastro ma, visto che ieri poi c'è stata una schiarita, decidiamo di andare comunque. Wink
Saltiamo la colazione (tanto abbiamo ancora frutta e dolcetti presi ieri da Whole Food) e via, in poco tempo siamo già sulla metro, pronti a cominciare dai giardini botanici, visto che oggi l'ingresso è gratuito. Dall'Upper East Side il tragitto è abbastanza lungo, e lo diventa ancora di più dato che sbagliamo fermata. Infatti scendiamo dalla metro e ci troviamo in una lunga via di una zona evidentemente disagiata. Case rovinate, graffiti ovunque, gente che ci addocchia, e personaggi decisamente loschi. Non c'è problema, infiliamo la Lonely Planet in borsa e, camminando con aria sicura, cerchiamo un'altra fermata della metro. Troviamo una metro sopraelevata e origliando i discorsi degli altri passeggeri capiamo che stiamo andando nella direzione giusta!
Il programma di oggi prevede: Brooklyn Botanica Garden, Prospect Park, Greenwood Cemetery, Brooklyn Heights e Dumbo. Mmm... forse troppo ambizioso, sicuramente dovremo rinunciare a qualche cosa.
Arriviamo ai giardini botanici. Il tempo grigiarello in realtà ci aiuta: non fa troppo caldo e non c'è molta gente. Varchiamo il cancello e... meraviglia! I giardini sono enormi, organizzati a tema: dalla sezione "orientale", a quella inglese, francese, italiana, memoriale, e poi piante tropicali chiuse in serre meravigliose, bonsai... di tutto di più! Si sta davvero bene e passeggiare è davvero rilassante. Sembra impossibile che a poche fermate di metro ci possa essere il centro del mondo e quindi del caos mentre qui, invece, regnino la pace e il profumo dei fiori e delle piante aromatiche. Percorriamo viottoli, una sorta di walk of fame dei personaggi famosi nati a Brooklyn (tra cui Woody Allen, la Streisand, Asimov e moltissimi altri), esploriamo orti e giardini di piante aromatiche. Insomma, la mattina vola ed è ormai ora di pranzo.
Ci avviamo in direzione Prospect Park, convinti di mangiare qualche cosa lì. Rimaniamo stupiti per l'ingresso monumentale del parco... questa Brooklyn mi piace sempre di più! Fatti pochi passi dentro al parco vediamo una signora a passeggio con un cagnone meraviglioso, basta un complimento al cane per ottenere una lunga chiacchierata con questa simpaticissima donna che, dopo averci raccontato la sua vita in una sola puntata e aver voluto sapere tutto di noi (io adoro i newyorkesi anche per questo) ci dà qualche dritta e ci consiglia di andare a mangiare altrove: "Prospect Park is not like Central Park!".
Fidanzatino e io facciamo un breve meeting: il programma di oggi è troppo fitto quindi o eliminiamo il parco o il cimitero. Visto che domani andremo a Central Park e che io ho una antica passione cimiteriale (che ci posso fare, i cimiteri mi piacciono... sarò strana?) decidiamo per il Greenwod Cemetery. Riprendiamo a camminare, verso la zona consigliataci dalla signora, e con pochi dollari otteniamo due grosse bagel con chili di cheesecream, patatine e coca cola. Nel frattempo iniziamo ad imbatterci nelle tipiche case di Brooklyn, di mattoni rossi, con deliziosi e curati giardinetti davanti, persone che passeggiano chiacchierando. Esce anche il sole e... io amo Brooklyn!
Dopo esserci seduti per 5 minuti (tanto abbiamo le scarpe nuove e possiamo camminare anche per tutto il giorno!), riprendiamo la camminata e arriviamo al cimitero di Greenwood. Beh, lo consiglio a tutti! Il cimitero è enorme, sviluppato tra colline che dalla loro cima, permettono una vista meravigliosa su Manhattan. Le tombe sono datate dalla metà dell'800, alcune monumentali, alcune di stile gotico, altre di personaggi famosi (troviamo quella di uno dei miei idoli musicali, Leonard Bernstein), molte di italoamericani. Il Greenwood Cemetery è veramente da vedere.
Riprendiamo la metro e arriviamo a Brooklyn Heights. Le casette di mattoni rossi, i giardinetti, le scalette che portano agli ingressi, gli alberi disposti lungo il marciapiede, la casa dove Truman Capote ha scritto colazione da Tiffany. E poi arriviamo alla Promenade, la passeggiata sopra al fiume con vista su Manhattan. Non so nemmeno dove guardare, tutto è strepitoso. Sono ufficialmente innamorata!
Arriviamo poi a Dumbo, quartiere nuovo, in parte ancora in costruzione, pieno di gallerie d'arte. Vediamo una coda incredibile davanti alla famosa pizzeria Grimaldi's e ci diciamo che possiamo tornare più tardi, quando ci sarà meno gente. Per il momento andiamo al Brooklyn Bridge Park a vedere il tramonto su Manhattan. Beh, questa è un'altra esperienza che consiglio a tutti. Il parco sulla riva del fiume, ad un certo punto regala una spiaggetta e un piccolo anfiteatro dove le persone si siedono e guardano il sole lasciare il posto alla notte. Questo punto in particolare si trova proprio tra il ponte di Brooklyn ed il Manhattan Bridge. Lo spettacolo è indescrivibile: il cielo si fa rosso, piano piano le luci dei grattacieli e dei ponti si accendono, tutti sono in silenzio perchè quello che stiamo vedendo è assolutamente unico. Scende la notte, le luci si specchiano nell'acqua, la Freedom tower in costruzione occupa già una bella parte della skyline, l'Empire State Building è illuminato con i colori della Francia. Verso le 21.30, e dopo aver fatto circa sei miliardi di foto, decidiamo di andare via e provare la famosa pizza di Grimaldi.
La coda è ancora lunghissima ma, dato che questa pizzeria ci era stata consigliata due anni fa da un rappresentante tessile americano, abituato a mangiare ovunque, decidiamo di provare a metterci in fila anche noi. Aspettiamo e dopo un po' la fame è troppa per pensare di doverci spostare prima di mangiare. In soli 75 minuti (dei quali gli ultimi 15 rallegrati dal giovane "buttadentro" campano che parla un americano perfetto ma appena sente che ci sono italiani tira fuori dei "Uè paisà" strepitosi) siamo dentro.
La celebrata pizzeria è piccina, ma proprio come la immaginavamo. I tavoli sono coperti da tovaglie a quadretti bianchi e rossi, alle pareti fotografie di Frank Sinatra creando un effetto molto "Lilly e il Vagabondo". Ci piazzano in tavolo con due ragazze, ordiniamo una pizza gigante che ci viene servita su uno di quei vassoi che tengono i piatti in alto. Diciamo che il concetto di mozzarella non è proprio uguale a quello di noi italiani, la pizza è mangiabile, l'atmosfera carina, anche se un po' di fretta i gestori te la mettono... però è un'esperienza da fare. Usciamo dopo 50 minuti, è quasi mezzanotte e il viaggio, tra metro e bus, che ci aspetta sarà di circa un'ora.
Ci avviamo verso casa con una certezza: a Brooklyn ci torneremo, è veramente meravigliosa!  Kiss Kiss Kiss
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tina
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« Risposta #13 inserito:: 16 Ottobre 2011, 14:12:43 »


SETTIMO GIORNO: MERCOLEDI'

C'è il sole! Per fortuna: oggi è la giornata in cui abbiamo stabilito di goderci Central Park!
Colazione da Starbuks e via, alle 10 ci aggregheremo ad una visita guidata gratuita del Conservatory Garden (quante fantastiche cose si possono fare a New York senza pagare una lira!).
Ed eccoci a girare con un simpatico signore ed un variopinto gruppo di newyorkesi tra i viottoli, mentre ci spiegano qualsiasi cosa sulle statue del parco, i fiori e gli alberi e mentre una deliziosa signora in abiti variopinti mi attacca un bottone furioso, raccontandomi ogni cosa sul suo giardino. So lovely!
Mi regala sempre una certa soddisfazione il frequentare posti non turistici e, devo dire, che in questa vacanza ci stiamo riuscendo!
Finita la visita, eccoci passeggiare a Central Park. Quanta invidia per chi può godere di un simile parco in centro città! C'è chi corre, chi porta a spasso il cane, chi si abbronza, chi gioca a calcio o a baseball, chi se ne va in bici, chi in barca.
Noi, attrezzati con i nostri funzionalissimi asciugamani in microfibra, ci sdraiamo sull'erba, pranziamo con un hot dog (carissimo ma... per lo stile questo ed altro) e con gli immortali dolcetti di Whole Food e rimaniamo un oretta in pieno relax. Dopo tutto il camminare dei giorni passati ci vuole!
Dopo il riposino riprendiamo la nostra passeggiata, leggiamo le etichette sulle panchine "dedicate" (e io mi commuovo un paio di volte!), rimaniamo a guardare le tartarughe e le paperelle, ci fermiamo a salutare John Lennon... che bella giornata! Smiley
Questa sera abbiamo previsto di andare a vedere un film al cinema all'aperto quindi, fattasi "una certa", torniamo a casa, doccetta, e via verso il Riverside Park, nell'Upper Westside, dove proietteranno il sempreverde Mars Attaks.
Il viaggio in autobus si rivela breve ma molto divertente: la signora che lo guida si mette a chiacchierare con noi, ci scambia per newyorkesi ma, quando scopre che siamo turisti, ferma l'autobus per consigliarci un ristorantino nel quale, persino i suoi capricciosi figli (vi risparmio ogni altro dettaglio sulla famiglia della signora, sulla quale so più cose di quante non ne conosca su quelle dei miei parenti stretti Shocked) riescono a mangiare.
Divertiti arriviamo al parco. Ve lo consiglio tantissimo. La passeggiata si sviluppa lungo il fiume Hudson: da un lato il fiume e i giardinetti, dall'altro i grattacieli. Il telo del cinema è stato montato su un molo... spettacolo. Il cielo passa dal rosso allo scuro, si accendono le luci, si riflettono sull'acqua, e noi ci sentiamo i padroni del mondo.
Quando inizia il film scatta il delirio: gli americani non sono spettatori silenziosi! E quindi, ridono a crepapelle, incitano i protagonisti del film, esultano con dei sonorissimi "Yeahhh!!". E alla fine ci facciamo coinvolgere anche noi e partecipiamo alle vicende di Sarah Jessica Parker come si farebbe guardando il primo uomo mettere piede sulla luna! Cool
Dopo il film, prendiamo un nuovo autobus e via, verso Times Square. Intento: mangiare tanto.
I locali di Times Square non ci hanno mai ispirato, troppo turistici. Però questa volta, visto che è anche tardi per cenare, e la scelta sarebbe comunque quella di un pub (per andare sul sicuro), pensiamo che valga la pena di ficcarci in un Mac o da Sbarro. Però poi passiamo davanti a Bubba Gump e decidiamo di entrare.
La scelta si rivela ottima, non mangiamo solo gamberi ma anche alette di pollo, sfizi e amenità varie in un ambiente divertentissimo, tutto ad ambientazione Forrest Gump. Cipolla, il nostro cameriere (va fiero di questo suo soprannome, noi un po' meno del suo alito), quando ci sente parlare in italiano impazzisce. Vuole a tutti i costi evitare l'inglese perchè gli piace l'Italia. Quindi finiamo per parlare una lingua incomprensibile con risultati esilaranti! Del tipo che il Fidanzatino finisce a mangiare gamberi fritti sorseggiando yoghurt al mirtillo... Cry
Ancora ridendo torniamo a casa, anzi, nel nuovo appartamento (oggi è stato il giorno del trasloco), e troviamo Uins e Red appena rientrati da Boston. Ci raccontano un po' di cose sulla città, e ci fanno venire voglia di inserirla come meta il prossimo giro. Ci dicono che hanno preso un sacco di vento e di acqua... fortunelli noi che, a parte due mattine grigie, abbiamo goduto del sole.
Arriva il momento della nanna: domani la giornata sarà pienissima. Liberty Island, Ellis Island e poi, la sera, il grande momento: Wicked!
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« Risposta #14 inserito:: 17 Ottobre 2011, 10:16:55 »


Bello e dettagliato......grazie!!!!! Wink
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