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Autore Discussione: LA MIA NEW YORK  (Letto 33723 volte)
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lauretta1983
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« Risposta #15 inserito:: 17 Ottobre 2011, 10:25:04 »


ma dai wicked? io avevo visto mamma mia! ora che torno per 3 gg il mio moroso vuole vedere un altro musical... aspetto tue notizie... Grin Grin
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And75
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Voglio tornare a New York...


« Risposta #16 inserito:: 17 Ottobre 2011, 10:32:34 »


Molto bello il tuo racconto...
Anche la mia amica che abita a New York mi raccontava che va spesso a Riverside park a vedere il cinema all'aperto...
tra l'altro adesso si è trasferita in un appartamento proprio lì a 2 passi...
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Giuseppe83
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New York.. state of mind

beppe0283@hotmail.com
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« Risposta #17 inserito:: 18 Ottobre 2011, 08:11:36 »


Complimenti, davvero un bel racconto!
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tina
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« Risposta #18 inserito:: 23 Ottobre 2011, 15:32:46 »


Ragazzi! Grazie mille per i complimenti, sono contenta che il mio racconto vi piaccia e spero anche di poter dare qualche dritta ai fortunati che hanno in programma un viaggio a New York!
E allora... procedo!


OTTAVO GIORNO: GIOVEDI'

Sveglia! Sveglia!
Oggi ci aspettano una giornata da veri turisti e una serata che da tempo desidero! Perciò: pronti, attenti, via!
Cominciamo con la parte turistica: visita di Liberty Island e Ellis Island.
Il tempo è grigiastro, meglio così almeno non moriremo di caldo. E poi in questi ultimi giorni ci siamo abituato a giornate che cominciano con un tempo così così e poi diventano bellissime, con sole e cielo azzurro.
Per la gita di oggi siamo organizzati: abbiamo prenotato con largo anticipo la visita alla Statua della Libertà (non l'accesso alla corona perchè esaurito da molti mesi) e il traghetto.
Lasciamo l'appartamento e arriviamo all'imbarco. C'è una coda enorme di persone che attendono pazientemente. Ma questa coda non è per noi che, avendo la prenotazione, ritiriamo i biglietti e ci imbarchiamo immediatamente, ringraziando internet e le prenotazioni online.
I passeggeri sono moltissimi, quindi finiamo per viaggiare nello stanzone al coperto, nel quale facciamo anche colazione con un paio di bagel comprati in precedenza. Ci hanno detto che i prezzi su queste isolette turistiche sono esagerati, quindi siamo partiti preparati!
Attracchiamo a Liberty Island e, per la prima volta, ci troviamo veramente vicini vicini a Miss Liberty! Il valore simbolico di questo monumento è davvero altissimo, ma non per questo andrebbe sottovalutata la bellezza della scultura in sè. Vista da vicino emana dolcezza e austerità ed è veramente emozionante pensare a chi arrivava da molto lontano, carico di aspettative, e vedeva la sua sagoma stagliarsi all'orizzonte.
Giriamo attorno alla statua e abbiamo la fortuna di trovare uno squadrone di navy che stanno facendo il giuramento. Sono davvero bellissimi! Ci gustiamo la cerimonia (con tanto di imbarazzante visione di mille turisti che chiedono di fare una fotografia con due poveri ufficiali che, per gentilezza, posano abbracciando chiunque per almeno dieci minuti...) e poi entriamo nella statua.
Il museo è abbastanza interessante, mostra l'andamento della costruzione della statua. Anche il panorama dalla balconata è bello, offre una vista a 360 gradi. Nel frattempo è anche uscito il sole, quindi ci godiamo la brezza e ci rifacciamo gli occhi.
Dopo un po' ci imbarchiamo nuovamente, in direzione Ellis Island, dove visitiamo il museo dell'immigrazione. Il museo è molto bello, a tratti commovente. Permette di farsi un quadro completo sulla situazione vissuta dagli emigranti che con le loro poche cose fuggivano da situazioni di miseria e disagio cercando una prospettiva per il loro futuro e quello delle loro famiglie. Le sale sono moltissime, piene di foto, oggetti. E' rimasta anche qualche stanza originale, come il dormitorio. Alla fine del lungo giro siamo distrutti!
Ma è arrivato il momento di andare a casuccia a cambiarsi. Via sul traghetto, qualche foto esilarante con il Fidanzatino addormentato e Red, Uins ed io che ci mettiamo in posa in stile "week end con il morto" creando l'ilarità di tutti i passeggeri, metro, autobus, doccetta e via.
Sono emozionatissima, sto per vedere Wicked, aspetto questo momento da almeno tre anni. Infatti, nel mio viaggio precedente, i biglietti erano esauriti. Questa volta però li ho prenotati in largo anticipo, scegliendo un posto centrale e rialzato, onde evitare le fastidiose "teste davanti" che di solito sono sempre dritte davanti alla mia quando siedo in platea (sfiga cronica...) e causano grossi problemi di cervicale post-spettacoli!
Arriviamo al Gershwin Theatre, dove è tutto verde come la protagonista del musical. Per chi non conoscesse la trama, la storia racconta le vicende delle streghe del mondo di Oz, prima, durante e dopo l'arrivo di Dorothy (quella di Somewhere over the rainbow) e la protagonista, Elphaba, la strega cattiva dell'Ovest, è completamente verde. L'allestimento, fin dall'ingresso, ti trasporta verso questa magia. Entriamo in sala... e inizia lo spettacolo. Musica meravigliosa, interpreti straordinari, luci, fumo, scenografie fantasmagoriche. Per me, che faccio del musical una passione e un lavoro, le due ore e cinquanta minuti che seguono l'inizio dell'ouverture sono un sogno. Strepitoso! Forse secondo solo alla versione originale di Cats... Per chi non conoscesse lo spettacolo consiglio di andare su youtube per vedere almeno la scena di Defying Gravity, in cui Elphaba si alza in volo... un'emozione unica e indescrivibile (tanto che mi sono commossa più o meno come le dodicenni ai concerti di Justin Bieber  Grin)!
Alla fine dello spettacolo, io continuo a parlare, parlare, parlare, sono agitatissima. Vorrei rivederlo altre duemila volte.
Mangiamo una pizza da Sbarro e poi torniamo a casa. Domani ci aspetta un'altra avventura: andremo in macchina fino al faro di Montauk! Cheesy
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lauraNY
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« Risposta #19 inserito:: 28 Ottobre 2011, 14:48:33 »


Tina...bellissimo racconto!!!Complimenti!!

L'ho letto di getto dall'inizio alla fine Smiley
aspetto con ansia la continuazione del viaggio, fino ad ora bellissimo!!!  Cheesy

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tina
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« Risposta #20 inserito:: 29 Ottobre 2011, 16:14:39 »


Ragazzi grazie davvero a tutti quelli che dedicano un po' di tempo alla lettura del mio racconto! E grazie anche per i complimenti  Cheesy

Quindi, direi che è il momento di proseguire...



NONO GIORNO: VENERDI'

Oggi sveglia presto. Il programma è speciale: andremo in macchina fino al faro di Montauk, sulla punta di Long Island. Il tempo non è dei migliori ma, visti gli ultimi giorni, speriamo...
Prepararsi in quattro con un solo bagno a disposizione è sempre un'impresa, quindi mandiamo avanti gli ometti e io e Red ce la prendiamo con un po' di calma. Ci armiamo di costumi (la speranza è l'ultima a morire) e asciugamani e scendiamo in strada nell'esatto momento in cui arriva la nostra macchinina! Eravamo partiti con un'idea gloriosa: noleggiare un macchinone strafico, magari una decappottabile. Però erano tutte finite, quindi ci prepariamo al viaggio su una macchina normale che ha sicuramente dalla sua il vantaggio di essere economica!
Il viaggio è più lungo del previsto: l'arrivo del week end ha sicuramente convinto molti a mettersi in macchina verso gli Hamptons, e la coda non si fa attendere. Poco male, il paesaggio è veramente magnifico. E' bellissimo uscire dalla Città con la c maiuscola, e vedere cosa c'è fuori da questo prezioso angolo di mondo. Tutto cambia, i grattacieli lasciano il posto alle casette, gli stradoni illuminati ai giardinetti, l'idea della frenesia sparisce lasciando spazio ad una patinata tranquillità. E anche le nuvole scompaiono lasciando uscire uno splendido e caldo sole.
Dobbiamo ancora fare colazione ma il viaggio ci sta piacendo troppo. Dopo i quartieri residenziali attraversiamo graziose cittadine, fatte di villette e chiesette di legno bianco. Abbassiamo i finestrini e cominciamo a sentire nella nostra testa la voglia di mare.
Ci fermiamo in una piccola cittadina e facciamo una pseudocolazione da Subway, con caffè e una specie di panino con uova, pancetta e prosciutto che, date l'ora, il numero di calorie e la pesantezza, sostituirà decisamente il pranzo.
Ripartiamo, su questa lunga statale che passa attraverso la campagna. Sembra quasi di stare in Francia, tra colline, campi e prati fioriti. Ma il navigatore dice che siamo quasi arrivati: la strada, diventa panoramica, vediamo l'oceano (emozione!) e poco dopo eccolo: il faro di Montauk! Shocked
Splende il sole, volano i gabbiani, è veramente tutto strepitoso. Il faro si erge proprio sulla punta della scogliera ed è come lo immaginavamo: bianco, rosso e solitario.
Compriamo i biglietti ed iniziamo a girare prima intorno al faro e poi all'interno (c'è un piccolo museo e si può salire sulla cima per godere, uno alla volta e quindi per un tempo brevissimo, della vista a 360 gradi).
Siamo molto rilassati e contenti, ce la prendiamo con calma, ci sediamo su una panchina, visitiamo il gift shop e poi decidiamo di andare a Southampton.
Risaliamo in macchina  e dopo un'oretta e mezzo di viaggio arriviamo a destinazione.
Voliamo in spiaggia, fuori gli asciugamani e via ai giochi con la sabbia e gli spruzzi d'acqua. Che relax! Dopo tutti questi giorni di pazze camminate ci voleva proprio! Come i bambini iniziamo con i giochi idioti, le foto pazze, e i miliardi di risate. Il sole comincia a tramontare e la brezza marina a far alzare la sabbia creando un magico effetto nebbia... siamo al top!
Purtoppo però è ora di rientrare e, con la promessa di ritornare in questi posti bellissimi, risaliamo in macchina.
Durante il viaggio però comincia a piovere. E piove proprio tanto. Il nostro amico Acci al telefono ci racconta che New York è sotto una specie di nubifragio!
Arriviamo in città stanchi morti ma non è ancora il momento di andare a letto. Sono le 22.30: l'ora perfetta per andare a cena! E siccome, evidentemente, New York ci ama, smette anche di piovere!
Ci cambiamo e voliamo a Soho dove ci incontriamo proprio con Acci, due ballerine francesi, ed un'altra amica italiana che da cinque anni vive e lavora nella Big Apple: Cec.
Giriamo per un po' e alla fine Cec ci porta in un nuovo locale che fa cucina cubana e messicana: molto trendy, ma abbiamo mangiato anche di meglio. Certo è che Cec è una persona piacevole da ascoltare, ci racconta la sua vita stile Sex and the City in carriera, indossando abiti molto Sex and the City in carriera e... io la invidio un po'.  Cool
A cena finita torniamo a casa, sempre più contenti di come sta procedendo la nostra vacanza. Ogni giorno c'è qualcosa di bellissimo da fare. Sono le quattro del mattino e già fantastichiamo su domani sera: andreamo tutti ad una festa in barca! Tongue
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tina
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« Risposta #21 inserito:: 06 Novembre 2011, 18:52:24 »


DECIMO GIORNO: SABATO

Oggi ci dividiamo. Io e Fidanzatino facciamo una capatina a Wall Street mentre Uins e Reds vogliono visitare tutta la Manhattan turistica in poche ore. Poche perchè ieri ci siamo stancati tantissimo (e meno male!) e questa sera ci aspetta la festa in barca.
Una bella colazione ed eccoci gironzolare dalle parti di Ground Zero. Cerchiamo di visitare il memoriale ma c'è troppa coda e le visite guidate sono esaurite. Quindi optiamo per il classico tour della New York finanziaria con tanto di toccata alle parti basse del Charging Bull  Cool. Entriamo e usciamo dagli edifici del potere gironzolando senza una meta precisa. Concludiamo con un pranzo da Burger King (ma si dai... per una volta...) e sono le quattro. L'ora giusta per tornare a casa e cominciare i preparativi.
Doccia, capelli, vestiti, un piccolo aperitivo casalingo a base di tortilla chips e Sam Adams, un bel taxi e via verso il Pier 40. Party sull'Hudson: arriviamo! Tongue
Incontriamo Acci e ci mettiamo in coda. La gente è già pronta al divertimento, c'è di tutto un po': ragazze bellissime ed elegantissime, tipi molto cool, gente vestita come un sabato sera qualunque. L'età varia dai 20 ai quarant'anni.
Finita la coda saliamo sul barcone e lo giriamo tutto: ci sono tre piani con tre "sale diverse". Il primo è quello dedicato al bar. Carta da parati rossi, moquette scura, divanetti di pelle nera, grande bancone con faretti e due baristi che vengono assaliti dai clienti mentre viene diffusa musica dance e la gente ballicchia. Ordiniamo un gin lemon e procediamo con l'esplorazione.
Il piano superiore è dedicato al pop radiofonico. E' immediatamente la mia sala preferita: le pareti sono a vetrata, ci sono lucette stile natalizio, un impegnatissimo dj, un sacco di gente che balla e una signora anziana che legge la mano e i tarocchi a chiunque sia disposto a pagare un minimo di venticinque dollari. E presto comincia la fila. Subito individuiamo quello che si rivelerà l'idolo della festa: grande, grosso, pelato, tatuato, sembra uscito da una puntata di Jersey Shore. Il ragazzone in questino si accoppia con una specie di Venere, bellissima e raffinata, fasciata in un miniabito beige, che è evidentemente perfetta: abito perfetto, capelli perfetti, scarpe perfette, denti perfetti (e bianchissimi come tutti i newyorchesi). Mentre lui urla a squarciagola e fa ridere tutti gli ospiti del ponte, lei si limita ad accennare un composto sorriso. E quando lui preleva la vecchietta cartomante per farla ballare e accenna l'inizio di una sensuale sheepy dance (per chi non sapesse cos'è, date un'occhiata al post del secondo giorno...) tra le grida dei partecipanti alla festa in delirio, lei si limita a guardarlo con aria divertita e distaccata. Certe coppie sono proprio strane, per questo le adoro!
Il terzo piano è quello dedicato alla disco anni '80 (sembra proprio che i generi musicali proposti nelle disco "generaliste" siano identici a quelli italiani).
Esiste anche un quarto piano, un piano vip privee, al quale non riusciamo ad accedere anche se il nostro amico Acci ci va molto vicino.
Inoltre ci sono i ponti, con sedie e tavolini, sui quali si può ammirare lo splendido panorama, mentre passiamo vicino vicino alla statua della libertà, sotto li ponte di Brooklyn, davanti ad una skyline che, con il suono della musica sembra essere ancora più luminosa!
La festa è assolutamente divertentissima, il panorama romantico, come sempre non ci sono turisti... che si può volere di più?
Verso mezzanotte attracchiamo, abbiamo avuto una serata fantastica, ora non ci resta che mangiare!
Ci avviciniamo a Bleeker Street e ci fiondiamo in un ristorante messicano, nel quale mangio i burritos più squisiti della mia vita. E purtroppo non ricordo come si chiama... mi toccherà tornare al più presto a New York per potervi dire il nome del locale... sono sacrifici ma qualcuno li deve pur fare! Grin
Dopo mangiato facciamo due passi intorno a Gay Street, buttiamo un occhio allo storico Stonewall Inn ma il concerto è finito e la gente sta uscendo. Optiamo quindi per la tecnica consolidata: bicchierino della staffa al primo pub sulla destra!
A furia di ridere abbiamo il mal di pancia e decretiamo quindi che le tre sia una buona ora per andare a dormire, anche perchè per tornare a casa ci metteremo circa un'ora.
E poi domani prevediamo giro in bici a Central Park e cena a Brooklyn...
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tina
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« Risposta #22 inserito:: 04 Gennaio 2012, 20:27:17 »


Ciao a tutti!
E' da un po' che non scrivo ma il lavoro è tanto e il tempo poco...
Grazie a tutti quelli che stanno leggendo il mio racconto (nonostante la redazione stia diventando lunga quanto quella del Signore degli Anelli... Cool)!
@Nathan: avevo un mio blog, e a dire il vero era anche abbastanza seguito  Wink, poi per questioni di tempo ho smesso di scriverci... ma spero di aprirne uno nuovo al più presto!


UNDICESIMO GIORNO: DOMENICA

Urca urca trillullera oggi splende il sol!!!! E Central Park ci aspetta!
Breve sosta da Starbucks, Moka Frappuccino, autobus e via!
Il parco è meraviglioso, c'è un sacco di gente che passeggia, corre, gioca a baseball, a calcio o a football. L'atmosfera è bellissima e rilassante. Fidanzatino, Reds, Uins e io cominciamo a camminare e subito ci imbattiamo in uno spettacolo della comica Carol Montgomery. Ci facciamo quattro risate e poi procediamo verso il noleggio bici.
Ora, una piccola premessa. Io e le biciclette non ci capiamo, anzi: io le capisco ma loro non capiscono me. Certo, in quanto persona sono molto più complessa di un oggetto inanimato, ma loro neanche ci provano. Però il flavour della gita in bici a Central Park non ha prezzo, quindi eccomi sfrecciare (in pianura) e arrancare (in salita) per le vie del parco, alle prese anche con un livello di difficoltà superiore rispetto a quello di base e rappresentato dalle marce.
Sto per la prima volta in vita mia su una bicicletta con le marce, pedalo e sembra anche che non sia destinata a cadere. Quindi cambia il tempo. Le nuvole coprono il sole esattamente quaranta secondi dopo il noleggio del mezzo. Ma noi non abbiamo paura (certo... Huh?)
Il primo stop lo facciamo per ascoltare una splendida violinista ed il secondo ad un concerto: andiamo a sentire Rakim/EPDM/FunkMaster Flex. C'è un sacco di gente, tutti ballano scatenati mentre un dj miraboleggia alla consolle. Balliamo anche noi, anche se non sappiamo se il dj è Rakim, EPDM o FunkMaster Flex. O forse nessuno dei tre. Balliamo balliamo balliamo e ci viene fame. C'è tempo per un hot dog (non vogliamo mangiare molto perchè questa sera abbiamo prenotato un ristorantino a Brooklyn), da consumare sotto la tenda del baracchino perchè improvvisamente inizia a piovere. Non c'è problema, la pioggia dura pochi minuti: asciughiamo i sellini e ripartiamo.
Facciamo un giro alla statua di Balto, ci imbattiamo in uno sciopero dei lavoratori della Boat House (e concordando sui motivi dello sciopero ci leghiamo i palloncini gialli di protesta alla bici), passiamo da John Lennon, ci fermiamo a guardare una partita di baseball e poi... s'è fatta una certa.
Riconsegnamo le nostre biciclette, facciamo quattromila chiacchiere con i ragazzi del noleggio, saliamo sull'autobus, facciamo quattromila chiacchiere con un signore che vedendo i nostri palloncini vuole sapere ogni cosa sullo sciopero dei lavoratori e su come si cucina il pesce in Italia (argomento sul quale sono ferrata come un formichiere tibetano), casa e doccetta.
Reds e io decidiamo di sfoggiare delle mise eleganti, ci sentiamo molto Sex and the City. Però ci accorgiamo che piove a dirotto quindi rinunciamo: in certi casi i tacchi possono essere mortali (e per quel che riguarda me, si rivelano estremamente pericolosi nel 70% delle situazioni...). Il grande smacco arriva quando si palesano Fidanzatino e Uins in super tiro: jeansettino alla moda, camicia, giacca e addirittura cravatta. Ormai è troppo tardi per cambiarci... questa sera inaugureremo la moda della ragazza casual (per voler usare un termine decisamente migliorativo del nostro look) e l'ometto fichetto. Dough!
Prendiamo la metro ma, causa cambi di linea del week end, perdiamo un sacco di tempo.
La nostra direzione è Brooklyn per cenare al ristorante Vinegar Hill House. Scendiamo alla nostra fermata che già siamo in ritardo, piove a secchiate, a piedi non possiamo andare, i taxi non ci considerano. Siamo fradici e nervosi. Finalmente riusciamo a salire su un cab. Il tassista è gentilissimo: siccome non conosce la zona perchè ha appena preso il patentino tiene il tassametro spento offrendoci di non farsi nemmeno pagare. Vaghiamo, ormai il ritardo è incolmabile e finalmente... ci siamo.
Entriamo nel piccolo ristorantino bagnati e distrutti e in pochissimo tempo cambiamo il nostro status: siamo rilassati e a nostro agio. Non perdetevi una cena a Vinegar Hill House, è davvero stupendo. Vinello delizioso, linguine alle vongole che riescono ad essere al dente, salmone in crosta, tagliata per i ragazzi e un dolce al cioccolato da svenimento, il tutto preparato in una bellissima cucina a vista da un cuoco irlandese giovane e veramente bravissimo, al quale alla fine del pasto facciamo i complimenti per il cibo meraviglioso  Tongue.
Usciamo dal locale: ha smesso di piovere e il cielo è stellato! Qualche minuto a piedi e siamo ai Brooklyn Heights, a Dumbo e alla spiaggetta dove eravamo stati a vedere il tramonto qualche giorno prima. Foto, relax, pancia piena. Felicità! Grin
Torniamo a casa, ci aspetta una bella notte di sonno e domani un altro grande evento: Fidanzatino e io andremo al Meadowlands Stadium a vedere la partita NY Giants contro Chicago Bears, naturalmente per tifare i Big Blue!
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tina
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« Risposta #23 inserito:: 08 Gennaio 2012, 19:04:26 »


DODICESIMO GIORNO: LUNEDI'

Oggi è il Fidanzatino Day, il giorno più atteso, quello in cui andremo a vedere la partita Giants vs. Chicago Bears al Meadowlands Stadium.
Lui è tutto emozionato, si prepara già dal mattino indossando la sua maglietta da vero tifoso. Io invece cerco di entrare in uno stato psicologico pronto alla meditazione. Sarà dura per me stare allo stadio per tutte quelle ore, visto che dello sport non me ne frega proprio neinte e che potrei andarmene in giro per la città più bella del mondo...  Huh?
Comunque sia oggi bisogna farlo contento (anche perchè lui si è sorbito tre ore di Wicked), abbiamo già i biglietti, siamo informatissimi sul treno da prendere a Penn Station quindi salutiamo Uins e Red e partiamo.
Il treno lo dobbiamo prendere nel pomeriggio quindi decidiamo di cominciare le nostre esplorazioni giornaliere dalla zona della stazione per comprare i biglietti e capire bene come funziona il trasporto. Sembra semplice, biglietti in tasca e iniziamo un bel giretto.
Buttiamo un occhio all'esterno del Madison Square Garden, percorriamo la 8th Avenue, facciamo colazione, passiamo per Times Square e finiamo di bere i nostri Moka Frappuccini a Bryant Park (adoro!) mescolandoci tra la folla intenta a rilassarsi sotto il sole, mentre il Carousel gira senza sosta. Dopo un po' entriamo alla Public Library, facciamo un giro e scopriamo che sta per cominciare una visita guidata della mostra al primo piano dedicata alla storia della stampa. Ovvio che non possiamo perdercela! Ci inseriamo nel gruppo e, per una gradevolissima mezz'oretta, una signora dolcissima, uguale uguale a Zia Yetta de La Tata, ci illustra il contenuto delle vetrinette espositive. Non paghi entriamo in una stanza nella quale c'è un proiettore dal quale parte un montaggio di scene di film girate all'interno della biblioteca. Mitico!
Continuiamo con una passeggiata sulla 5th Avenue fino ad arrivare al Rockfeller Center. Foto di rito e visita al negozio della Lego con acquisti di portachiavi per Star Wars addicted come noi! Ripartiamo, un'occhiatina al Radio City Music Hall, compriamo un sandwich ed una super insalata e pranziamo (anche se ormai è l'ora della merenda) in un piccolo delizioso parco tra la quarantunesima e la Broadway. Da lì ripartiamo in direzione Penn Station anche perchè ormai s'è fatta una certa!
Mentre camminiamo tra me e me penso: "Fidanzatino con la maglietta dei Giants: speriamo di non finire sul treno dei Bears... che non lo facciano nero"... mai fatto errore più grande. Con somma gioia, e sorpresa visto quello che succede tra tifosi dalle nostre parti, vedo i supporter delle due squadre avviarsi assieme al treno, chiacchierando e ridendo. C'è gente di tutte le età: ragazzi, bambini, anziani, famiglie. E chi se lo aspettava?
I treni sono tantissimi, puliti, e pieni di posti. Basta un solo cambio a Secaucus e da lì il treno approda alla stazione dello stadio. Vedere il  Meadowlands Stadiumilluminato ed enorme è un'emozione anche per me che, a questo punto, ho già cambiato opinione e sono esaltatissima all'idea della mia serata da sportiva!  Tongue Quindi ci fiondiamo al primo negozietto e compriamo maglia dei Giants anche per me (scelgo quella del quarterback: Eli Manning), un pallone da football e, soprattutto, il mitico ditone di gommapiuma con il quale inneggiare alla nostra squadra.
Entriamo nello stadio, ci sono schermi e musica ovunque. Raggiungiamo i nostri posti (fantastici!) e ci godiamo lo spettacolo! Si perchè la partita è un vero show: i giocatori si scaldano in campo scherzando tra di loro e con il pubblico (anche perchè non c'è alcuna separazione tra spalti e campo. E, tra l'altro, i tifosi sono tutti mischiati!), poi escono per rientrare tra effetti di luce, fumo e fuochi d'artificio. Un artista di Sister Act (il musical) canta l'inno americano (tutti, noi compresi, si alzano e cantano con la mano sul cuore), il tiro della monetina per decidere chi comincia in attacco e chi in difesa è affidato ad una giovane abbonata, estratta a sorte, che conosciamo tutti, visto che la sua faccia è stampata sui biglietti di ingresso allo stadio. La partita comincia tra azioni esaltanti, visibili anche su megaschermi, che fanno anche da animatori (con scritte del tipo Get Loud, Get Up) e la musica la fa da padrona sottolineando i momenti di gioco e accompagnando i tempi morti che morti non sono più anche grazie alle inquadrature fatte sul pubblico che si lancia in danze scatenate non appena si accorge di apparire in video.
Una volta comprati pollo e patatine fritte la goduria è completa!  Cheesy
Da qui un consiglio: nei vostri prossimi viaggi a New York City non vi perdete una bella partita di football!
Ciliegina sulla torta: i Giants vincono! Che dire mai? E' tutto assolutamente perfetto!  Grin
Esaltatissimi riprendiamo il treno e torniamo a casa per una sana e grossa dormita. Domani sarà la nostra ultima giornata intera nella Big Apple e Uins partirà per l'Italia nel pomeriggio, un giorno prima rispetto a noi.
La vacanza sta per finire ma mi è stato promesso che celebreremo l'ultima serata con un altro musical...
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« Risposta #24 inserito:: 08 Gennaio 2012, 22:25:21 »


Grazie Tina, con il tuo racconto  mi hai riportata ancora una volta a NY!!!!! Kiss
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« Risposta #25 inserito:: 12 Gennaio 2012, 13:50:02 »


Grazie a te framant per averlo letto! Cheesy
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« Risposta #26 inserito:: 13 Gennaio 2012, 18:09:52 »


mi sembrava di essere li con te!...  Shocked Shocked
veramente ben raccontato complimenti!!!!
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Carpediem...
"Il presente in New York è così potente che il passato è andato perduto."

Fede
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« Risposta #27 inserito:: 15 Gennaio 2012, 17:44:27 »


Grazie a tutti quelli che stanno leggendo il racconto e grazie a VRFedeNY per i complimenti!  Tongue


TREDICESIMO GIORNO: MARTEDI'

Bene, questo è l'ultimo giorno intero a New York. Bene... bene un cavolo! Ma bando alle malinconie... non voglio di certo rovinarmi l'ultimo giorno e mezzo di vacanza!
Dunque, il programma per oggi è, come sempre, intenso. Vogliamo comprare i biglietti scontati per un musical questa sera, poi fare un giro sulla Highline, salutare Uins che parte per l'Italia con un giorno di anticipo rispetto a noi e andare a teatro.
Dopo una bella colazione da Starbucks ci separiamo dagli amichetti che andranno a fare un giro a Wall Street mentre Fidanzatino e io ci dirigeremo al baracchino TKTS di South Street Seaport. Scegliamo di provare a fare la coda qui perchè a Times Square è un vero delirio e speriamo che la situazione da questo rivenditore sia migliore!
La giornata è bellissima e South Street Seaport ha proprio quell'aria che si respira nei paesini di mare. So che sono nella regina delle metropoli ma non c'è niente da fare: sole, mare, tranquillità... in un istante sono già rilassata! Tanto che quando arrivo all'edificio del TKTS e vedo una coda chilometrica mi metto diligentemente ad aspettare senza brontolare. Mentre Fidanzatino va al porto a fotografare le navi io comincio a chiacchierare con una signora in coda. Il nostro è amore a prima vista: lei è completamente vestita di rosa, sembra il Tenerone (ve lo ricordate?) in versione magra. Camicia rosa, gonna rosa, scarpe rosa. Se fosse inverno avrebbe sicuramente anche un cappotto rosa. Io e la confettona ci mettiamo a parlare di musical e i 45 minuti di coda passano in un lampo. Nel frattempo penso anche a quali biglietti richiedere, dovendo scartare The Book of Mormons che è sold out da oggi all'infinito (buon motivo per tornare!). La mia prima scelta è The Addams Family, seguita da Spiderman e da Priscilla Queen of the desert. Ma, in fondo, qualsiasi cosa va bene! E la confettona approva le mie scelte, e mentre sorseggiamo un succo di frutta offerto da delle promoter, mi racconta di quanto adora la Toscana. Altro argomento in comune!
Finisco la coda, saluto la mia nuova amica e chiedo i biglietti per la famiglia Addams... ci sono! Ne compro tre e li pago una miseria (meno della metà rispetto a quelli di Wicked!).
A questo punto Fidanzatino e io facciamo un rapido salto a Wall Street, che è dietro l'angolo, giusto per vedere i nostri amici e  accompagnarli alla St. Paul Chapel (visto che i tour di Ground Zero sono full). Poi, con Reds, decidiamo che, per sfruttare interamente la giornata, non torneremo a casa a cambiarci prima dello spettacolo (tanto per quello che abbiamo pagato saremo in centesima fila) e ci diamo appuntamento nel pomeriggio a Christopher Park dal quale poi vogliamo risalire fino a Washington Square Park. Fatto questo prendiamo la metro e in un batter d'occhio arriviamo sull'ottava Avenue, all'incrocio con la 14th. Buttiamo un occhio alla chiesa che troviamo sulla strada (Our Lady of Guadalupe at St. Bernard, dove tutto è molto sud americano), facciamo altri quattro passi e ci troviamo davanti un ristorante messicano il Dos Caminos. Decidiamo di mangiare qualche cosa e... che scoperta! Ve lo consiglio davvero di cuore: cibo squisito, tutto pulitissimo e personale delizioso. Adoro! E se capitate da queste parti non fatevi scappare il guacamole fresco: oserei dire lussurioso! Il pranzo però rischia di essere funestato. Il mio cellulare trilla e vedo una chiamata da casa... strano, i miei non chiamano, li chiamo sempre io. Arriva un messaggio: "Dove sei?" e li, da persona tranquilla e poco ansiosa quale sono, inizio a pensare a qualche tragedia successa in Italia. Provo a chiamare, niente linea. Nel frattempo arriva il messaggio di una chiamata anche dai genitori di Fidanzatino. Ecco, dramma, sicuramente è un dramma. Fidanzatino riesce a prendere la linea per qualche secondo e sente il padre pronunciare solo una parola: "Terremoto"! Ecco, c'è stato un terremoto in Italia, tutto è devastato, oh cielo! Passa una cameriera mentre io furiosamente continuo a digitare il numero dei miei e la sento dire: "Ma quale terremoto! Io non ho sentito niente!" AAAAAAA! Meno male, il terremoto deve essere stato qui! Magicamente si libera la linea, sento mamma che mi conferma che la tv sta parlando di un grosso terremoto a New York... tranquilli qui non si è sentito niente! Scopriremo poi che a Washington ci sono stati dei danni, ma per fortuna nella City non ce ne siamo accorti!  Huh? Tragedia evitata, famiglia sana e salva, si riapre lo stomaco e vai con il guacamole! Grin
Dopo pranzo, satolli come due porcellini, ci avviamo verso la Highline. Per chi non lo sapesse, trattasi di un parco di recente realizzazione, costruito sui binari di una ferrovia sopraelevata in disuso da molti anni. Veramente deliziosa! Camminiamo tra l'erba e i fiori, godendoci la città dall'alto. Merita davvero! Gente di tutte le età passeggia, gioca a scacchi, si abbronza su sdraio nuovi di zecca, bagna i piedi in fontanelle rinfrescanti e scatta fotografie. Certo, il panorama è assurdo e merita assolutamente di essere immortalato! Fantastico! Kiss
Percorriamo tutta la Highline e ci dirigiamo verso sud. Arriviamo al Village, passeggiamo tra le sue viuzze deliziose a arriviamo al Christopher Park, una aiuola di verde famosa per le sue statue che immortalano due coppie gay.
Arrivano Uins e Reds che ci chiedono se per caso sia successo qualche cosa perchè a un certo punto tutti i colletti bianchi che lavorano nei palazzi della finanza a Wall Street sono scesi in strada. Gli raccontiamo del terremoto e ci confermano di non aver sentito nulla... meglio così!
Ci avviamo verso Washington Square Park. La piazza è bellissima, piena di gente che suona chitarre e si rilassa. Ci fiondiamo su una panchina per fare un po' di relax al sole. Dopo un po' un signore munito di chitarra si siede davanti a noi, suona una canzone d'amore, io canticchio e, finito il pezzo, ci dice che io e Fidanzatino siamo l'immagine delle parole che ha appena cantato. Soo romantic! Si chiama Joe e ci chiede di poterci scattare una foto e ci racconta che da qualche anno, ogni pomeriggio, viene nel parco, suona e parla con la gente. Non chiede soldi ma solo che le persone visitino il suo sito e gli lascino due parole di saluto (buttateci un occhio www.umo.com). Tra una canzone e l'altra (ci fornisce anche delle maracas per accompagnarlo), mille chiacchiere con Joe e l'apparizione di una rediviva Janis Joplin (signora sui sessanta con un terzo dei denti che si dovrebbero avere e che si mette a cantare con una voce assolutamente identica a quella della mia Janis... quindi non è vero che era morta!! Cool) si fa una certa. Salutiamo Umo e ci rimettiamo in marcia.

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« Risposta #28 inserito:: 15 Gennaio 2012, 17:45:11 »


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Passiamo sotto l'arco di trionfo dove un ragazzo sta accordando un pianoforte a coda (certe cose succedono solo a New York!) e camminiamo in direzione Flatiron Building, passeggiando sulla 5th Ave. Vivere in questa zona è un sogno!
Arriviamo al Flatiron, sempre bellissimo, uno dei miei edifici preferiti in assoluto. Scattiamo mille foto (trecento le dedico a due adorabili e grassissime bimbe giapponesi vestite da ballerine: adorabili!) e, purtoppo, salutiamo Uins che passerà a prendere le sue cose in appartamento e si avvierà verso il JFK... tristezza!
Siamo rimasti Fidanzatino, Reds e io. Prossimo obiettivo: The Addams family.
Dobbiamo andare al Lunt Fontanne Theater, passiamo a fare qualche acquisto, attraversiamo Time Square ed eccoci arrivare, in sandali, pantaloncini corti e muniti di sacchettini di plastica con souvenir, davanti al teatro.
L'ambientazione è Addams fin dall'esterno e scopriamo che ad interpretare il ruolo di Morticia è Brooke Shields. Sarà curioso vedere una star cinematografica e televisiva live on stage.
Ci accomodiamo, consegno il biglietto ad una maschera che ci accompagna in platea e procede sempre più vicina al palco mentre Reds, che non capisce cosa stia succedendo perchè non mi ha vista parlare con la maschera chiede: "Ma dove andate? Ma dai... non possiamo andare così in avanti!". In pratica ci troviamo in sesta fila, centrali, con i nostri pantaloncini, seduti vicino a delle signore in abito da sera. L'imbarazzo dura tre secondi, nessuno fa caso a noi, e la serata si preannuncia strepitosa.
Inizia lo spettacolo, l'orchestra suona... taratarà... e tutto il pubblico schiocca le dita... già rido!
Beh ragazzi, non perdetevi The Addams Family! Divertentissimo, poetico, molto comprensibile anche per chi mastica poco l'inglese, scene stupende e in continuo movimento, interpreti d'eccezione. Davvero gente: uno spettacolone! E brava anche la Brooke che, tra l'altro, è sempre bellissima.
Usciamo da teatro con i crampi per le risate, persino Fidanzatino si è divertito da matti!
L'ultima cena newyorkese la facciamo con una fetta di pizza da Sbarro e torniamo a casa stanchissimi ma contenti.
Domani è l'ultimo giorno, ci aspetta una visita al museo di storia naturale. Speriamo di incontrare un Owen Wilson in miniatura! Tongue
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« Risposta #29 inserito:: 29 Gennaio 2012, 20:13:13 »


Prima ancora di finire il mio racconto ve lo devo dire: quest'estate torno a NY!!!! Grin
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