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Autore Discussione: Primo viaggio a Manhattan  (Letto 11640 volte)
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Lisaè
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« inserito:: 15 Marzo 2011, 15:03:34 »


Mi scuso subito per la mia prolissità, ma avevo promesso ai miei alunni di scuola un diario di viaggio e così ho pensato di far coincidere i due racconti (aggiungendo qualche dettaglio tecnico per voi del forum).

Sono tornata in Italia da una settimana e dopo aver rivisto e sistemato tutte le foto, finalmente sono pronta per raccontare il mio primo viaggio a New York. Un viaggio inaspettato per accompagnare il fidanzato agli esami di ammissione per il dottorato in una nota università della City. E così, appena due settimane prima della sua partenza, decido di fare la pazzia e seguirlo in questa avventura, sapendo che dovrò trascorre i primi giorni visitando la città sola soletta, ma questo non mi spaventa, anzi, è una ragione in più per studiarmi quasi a memoria la guida della Lonely Planet  e decidere quali posti vedere solo in base ai miei gusti!
I biglietti li abbiamo acquistati con edreams, errore che non farò mai più visto che ci hanno praticamente impedito di fare uno spostamento della data di ritorno (ossia oltre ai 100 € per la compagnia e ai 39 € per loro, ne volevano altri 400 di adeguamento tariffario. Peccato che il ritorno per il lunedì costasse meno di quanto avessimo pagato il rientro alla domenica).
Partenza lunedì 28 febbraio alle 6.30 dall’aeroporto di Bologna, scalo a Bruxelles e poi volo della JetAirways, compagnia indiana che si rivela una scelta azzeccatissima: sedili comodi e spaziosi, televisore davanti ad ogni sedile con ogni tipo di film, videogiochi e telegiornali in diretta. Per i pasti abbiamo scelto i menù indiani, molto piccanti ma buoni, con gelato al cioccolato prima dell’atterraggio. Arriviamo all’aeroporto di Newark con circa 45 minuti di ritardo, in compenso facciamo presto con i bagagli e anche alla dogana (dove ci registrano le impronte di tutte le dita di entrambe le mani). Dopo neanche 20 minuti dall’atterraggio siamo in coda per il taxi, destinazione “The Pearl Hotel” tra la Broadway e l’Ottava nella 49 St (http://www.pearlhotelnyc.com/). Il cielo è grigio ma stranamente troviamo la temperatura di 14° ad accoglierci, a sorpresa fa più caldo qui che in Italia! Il nostro tassista non ha molta voglia di parlare e noi possiamo concentrarci sulle strade a quattro corsie, i ponti e il profilo di Lower Manhattan che si staglia alla nostra destra: incredibile, siamo davvero a New York! Arriviamo all’hotel e ci accorgiamo di essere vicinissimi a Times Square. Sbrighiamo le pratiche per il check-in e saliamo nella nostra camera al settimo piano, una camera che non da sulla strada per cui nessun rumore di traffico. La stanza (deluxe double double) è davvero curata e pulita, con due letti queensize, un televisore 32” con TV via cavo, connessione wireless gratuita e addirittura un forno a microonde, assolutamente da consigliare [per quanto riguarda il prezzo della camera non so dirvi di preciso perché noi abbiamo beneficiato di una riduzione grazie all’Università ma il prezzo dovrebbe essere di circa 250 $ a notte]. Sono circa le 15.30 e con tutta calma sistemiamo i bagagli e ci facciamo una bella doccia. Il mio ragazzo ha mal di testa per cui decidiamo di rilassarci prima di buttarci nella folla; nel frattempo io ripasso la guida di Sm4shing e continuo a ripassare strade, negozi, attrazioni e ristoranti da vedere!
Ore 18.30: finalmente siamo pronti per “buttarci nella mischia” e devo dire che nessun’altra frase potrebbe descrivere meglio la sensazione provata appena arrivati a Times Square: luci ovunque, taxi da ogni parte e tanta gente con il naso all’insù a fissare le tantissime insegne luminose posizionate sui grattacieli. Qualche foto di rito e poi un saluto alla webcam posizionata sopra al negozio Forever 21. Ci guardiamo attorno e decidiamo di fare subito una visita al negozio di giocattoli Toys”R”Us, immergendoci nei grattacieli fatti con i lego e attraversando la casa di Barbie. Sono già le 20, la stanchezza da fuso orario si fa sentire e decidiamo di trovare un posto dove cenare. Hell’s Kitchen è piuttosto vicina e per questa sera ci affideremo al caso. I ristoranti sono davvero tanti ed entriamo in un locale affollato nella 9th Ave all’incrocio con la 45th St., che da fuori sembra piuttosto allettante:5 Napkin Burger. Decine di lampadine appese al soffitto, scritte sulle pareti e un ottimo hamburger!
Adesso il jet lag si fa davvero sentire, camminiamo fino all’albergo sfidando il forte vento della serata e poi tutti a dormire!
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Lisaè
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« Risposta #1 inserito:: 15 Marzo 2011, 15:09:49 »


Martedì 1 Marzo

Sveglia alle 7 con un bellissimo sole fori dalla finestra, nulla di meglio per iniziare il mio tour. La colazione in albergo è abbastanza varia e io posso mangiare i pancake che adoro!
Sono già le 9, saluto il mio ragazzo che rimarrà tutto il giorno a studiare in hotel e io mi incammino verso la metropolitana per fare la tessera settimanale al costo di 29$. Appena fuori dall’hotel do un’altra sbirciatina a Times Square, questa volta di giorno, e nuovamente non mi sembra vero di essere nella Grande Mela. Mi oriento sulle diverse linee della metro e finalmente salgo sulla gialla alla volta di Soho scendendo a Prince St. Inizio a passeggiare lungo la Broadway, nel Cast-Iron District e senza volere mi trovo davanti un negozio di Victoria’s Secret e decido di entrare per vedere finalmente di persona una delle icone della lingerie femminile. Da qui seguo il percorso consigliato dalla Lonely Planet, facendo molte deviazione e lasciandomi trasportare dal clima di questo famoso quartiere e dalla bellezze dei numerosi palazzi con le scale antincendio che li rendono tanto tipici. Molti negozi non sono ancora aperti ma le tante vetrine delle boutique rendono comunque la mia passeggiata un’immersione nella moda di New York. Nonostante il bellissimo sole c’è un vento gelido che mi costringe a camminare schivando i marciapiedi all’ombra e ora decido di dirigermi verso Chinatown e Little Italy. Anche qui seguo in parte il percorso della guida, e anche se Little Italy mi si presenta come un set cinematografico finto, voglio comunque attraversare le vie, leggere le insegne dei ristoranti e tentare di immaginare cosa possa aver significato questo posto negli anni dopo la Guerra. I negozi iniziano ad aprire e anche i numerosi cinesi che hanno invaso la zona stanno esponendo le loro spezie e i loro banchetti della frutta. Scendendo verso Chinatown ho la fortuna di sentire due vecchi ristoratori di origine napoletana parlarsi fuori dai loro locali, dandomi un’ultima immagine un pò più originale e verace di Little Italy. Ed ora eccomi arrivata a Chinatown, con le sue improbabili farmacie, i negozi di cianfrusaglie, i tantissimi ristoranti e negozi di manicure. Dopo una pausa a Columbus Park per riposarmi, mi dirigo al Mahayana Buddhist Temple ammirando l’ingresso del Manhattan Bridge. Da qui percorro Canal Street osservando le tante vetrine delle gioiellerie cinesi e ritorno verso Soho facendo tappa all’Apple Store dove posso mandare un saluto attraverso facebook. Ormai è ora di pranzo e me ne torno con la metropolitana verso l’hotel. Per il nostro primo pranzo a New York decidiamo di provare il Deli vicino all’albergo (purtroppo non ricordo il nome). Io opto per del sushi mentre Ale si affida ad un pollo arrostito. Anche questa volta rimaniamo soddisfatti.
Per l’uscita del pomeriggio me la prendo con comodo visto che la mattinata è stata intensa e il vento freddo si fa sentire. Esco verso le 16 per attraversare il West Village iniziando da Christopher Park. Il sole inizia a tramontare e alcune vie sono già buie, ma attraverso le palazzine posso intravedere l’Empire State Building ancora illuminato: uno spettacolo! Arrivo a Washington Square Park, attraverso l’arco e mi incammino per un breve tratto lungo la Fifth Avenue. Inizia davvero a farsi buio e io sono piuttosto stanca così, dopo aver visto la Weatherman House, decido di tornarmene in zona Times Square dove ho modo di vedere qualche negozio tra cui quello delle m&m. Ormai è ora di cena e optiamo per un hamburger da Ellen's Stardust, 1650 BROADWAY, all'angolo con 51ST. Ho sentito parlare dei suoi camerieri che cantano i brani dei musical e voglio assolutamente andare. Il locale è piuttosto turistico ma offre un’immersione nell’America degli anni 50 e i camerieri sono dei cantanti davvero bravi. Abbiamo assaggiato sia il salmone, molto buono, sia l’hamburger doppio.
Anche per questa sera diamo un ultimo saluto a Broadway e ce ne andiamo a dormire.
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« Risposta #2 inserito:: 15 Marzo 2011, 15:15:51 »


Mercoledì 2 Marzo

Sveglia alle 6 e fuori c’è ancora uno splendido sole che ci aspetta e questo è sempre un gran regalo! Oggi è mercoledì e iniziano i test di ammissione del mio ragazzo, per cui decido di accompagnarlo all’Università, nella zona Morningside Heights, sopra all’Upper West Side. Veloce colazione in albergo e via con la metropolitana rossa. Alle 8.45 arriviamo all’Università, giusto in tempo per gli auguri di rito. Lui entra per i test e io ho 3 ore per conoscere questa zona prettamente universitaria. La giornata è davvero bellissima e io ne approfitto per passeggiare lungo Riverside Park visitando rapidamente la Grant’s Tomb, monumento con le spoglie di un eroe della Guerra di Secessione. Decido di entrare nella Riverside Church, con la speranza di poter salire sulla torre e godere del panorama sul fiume Hadson ma purtroppo la salita è chiusa e devo rinunciare. A questo punto mi dirigo verso la Columbia University per attraversare la College Walk ed ammirare la statua dell’Alma Mater davanti alla Low Library. Cammino lungo il viale assaporando il clima di questo campus e mi ritrovo in Amsterdam Avenue davanti alla Cathedral Church of St John The Divine, la terza chiesa più grande del mondo. Visto il vento e il freddo mi sembra proprio un’ottima idea entrare per una visita. Le dimensioni della Cattedrale sono davvero impressionanti ma purtroppo, essendo una chiesa del XX secolo, le manca il fascino delle grandi Cattedrali europee. Finalmente mi sono riscaldata e sono pronta per proseguire la visita, in direzione di Central Park. A piedi arrivo all’angolo NW di Central Park e con una fermata di metro mi ritrovo davanti al Dakota e da li inizio la mia visita all’interno del parco attraversando Strawberry Fields e costeggiando il piccolo lago sul lato sinistro del parco. Alcuni punti del lago sono ancora ghiacciati e il panorama è davvero bellissimo. Oltre gli alberi spogli posso vedere i grattacieli di Manhattan e mi sembra un paesaggio surreale tutta questa natura in mezzo alla più grande metropoli del mondo. Una volta dentro a Central Park ti accorgi di quanto grande sia questo polmone verde e di quanto possa essere facile perdersi lungo i suoi viali. Vedo carrozze trainate dai cavalli, taxi, biciclette, alcune persone che fanno jogging e finalmente intravedo il primo scoiattolo, subito seguito da molti altri. Esco dal parco all’altezza del Museum of Natural History e cammino lungo la Columbus Avenue. Dopo una fermata di metro mi ritrovo al punto di partenza con Ale che ha appena finito l’esame. Adesso possiamo andare a mangiare. Anche oggi, per comodità, scegliamo il Deli vicino all’hotel. Dopo un caffè da Sturbacks lui rientra in camere per studiare in vista della prova del giorno successivo e io mi dirigo a Union Square. Fortunatamente c’è il mercato ortofrutticolo e mi diverto a passeggiare tra i banchetti di prodotti biologici e gli artisti che espongono i loro quadri. Decido di salire al quinto piano nel grande magazzino in fondo alla piazza che offre ampie vetrate con una veduta mozzafiato su tutta Union Square e l’Empire State Building. Già che ci sono provo a cercare qualche occasione tra i tanti saldi presenti, ma la merce è davvero tanta e io preferisco uscire per proseguire la mia visita. Seguendo l’itinerario della Lonely Planet visito Gramercy Park e risalgo fino a Madison Square Park da cui posso ammirare il Flatiron Building, la cui forma così particolare mi lascia davvero senza fiato. Ormai è l’ora del tramonto che dona ancora maggiore fascino al Flatiron Building, illuminandone solo la sommità ad est. Da qui mi dirigo lungo la 23St. verso Chelsea, per poi risalire fino a Madison Square Garden. Prima di entrare dentro i grandi magazzini Macy’s, attraverso Little Corea con i tanti ristoranti orientali. Ormai è buio e decido di rientrare in hotel. Per questa sera cena in camera acquistata al Deli, domani mattina il mio ragazzo ha l’ultima prova, per cui optiamo per una serata di studio per lui e relax per me.
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« Risposta #3 inserito:: 15 Marzo 2011, 15:22:12 »


Giovedì 3 Marzo

Anche questa mattina ci svegliamo intorno alle 6, trovando un’altra giornata di sole. Dopo la colazione il mio ragazzo parte per l'ultima prova d'esame e io decido di andare per un pò di shopping nella Lower Manhattan nel centro commerciale  Century 21. La visita dell’intera zona la riserverò per la giornata successiva in cui finalmente Ale avrà terminato i test e potrà dedicarsi alla visita della città.
Subito dopo, con qualche fermata di metro, mi ritrovo all’inizio di Bleecker Street che decido di percorrere interamente per raggiungere Perry Street e visitare la famosa casa di Carrie, protagonista di “Sex and The City”. Alla vista della pasticceria Magnolia Bakery non resisto ed acquisto un paio di cupcakes al cioccolato. Ormai è ora di prendere la metro in direzione Upper West Side perché a quest’ora il mio ragazzo dovrebbe aver terminato i test. Nella mensa dell’Università ci possiamo gustare i cupcakes di Magnolia Bakery. Dopo una visita guidata dell’Università, torniamo in albergo per sistemarci e senza pranzare ci mettiamo in coda al TKTS di Time Square alla ricerca dei biglietti scontati per i musical della serata. Dopo mezz’ora al freddo riusciamo ad acquistare due biglietti scontati del 50% pagando 125$ totali per “Mamma Mia” al Winter Garden Theatre al 1634 Broadway, proprio vicino al nostro hotel. Sono le 15.30 e noi dobbiamo ancora mangiare, così decidiamo di optare per una pizza veloce da Sbarro, anche per scaldarsi un pò dopo il grande freddo patito mentre eravamo in coda. Da questo momento anche Ale può godersi liberamente la Grande Mela! Attraversiamo il Diamond District e ci dirigiamo verso la New York Public Library, poi la Grand Central Terminal e finalmente ammiriamo il bellissimo Chrysler Building da vicino. L’idea iniziale era di salire al Top of The Rock proprio per il tramonto, ma purtroppo è già tardi ed optiamo per una passeggiate lungo la famosa Fifth Avenue arrivando fino all’inizio di Central Park. Il vento è davvero pungente, tanto da rendere obbligatoria una pausa caffè e qualche minuto al caldo dello Starbucks. Visitiamo la Trump Tower ed entriamo da Tiffany, per concludere la nostra passeggiata all’Apple Store. Rientriamo in hotel con la metro e ci prepariamo per la grande serata: Mamma mia! Descrivere la bellezza dello spettacolo è davvero difficile...i cantanti sono degli artisti bravissimi, che cantano, ballano e recitano con una perfezione tale da farmi rimanere stupefatta, sembra quasi impossibile credere che questo sia uno spettacolo dal vivo tanta è la loro bravura e precisione! Il musical è fantastico, con le coinvolgenti canzoni degli Abba ad esaltare il pubblico. Vi assicuro che al termine della spettacolo siamo tutti entusiasti! Assolutamente da consigliare per chi volesse andare a New York. Sono quasi le 23 e decidiamo di prendere un taxi per andare al ristorante Mama Mexico nella 49th St. tra la 2th e la 3th Ave, ma una volta arrivati alla meta, la cameriera ci informa che la cucina è già chiusa. Dopo un attimo di delusione ci guardiamo attorno e vediamo che proprio di fronte al ristorante si trova un pub inglese di cui non ricordo il nome, molto affollato e decidiamo di entrare. La casualità ci ha ben assistiti visto che le fritture di verdure e calamari si rivelano davvero ottime e l’ambiente di festa del locale ci fa passare un ottimo fine di serata.
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« Risposta #4 inserito:: 15 Marzo 2011, 15:31:15 »


Venerdì 4 Marzo

Questa mattina iniziamo la giornata con maggiore calma e con grande stupore ci troviamo l’ennesima giornata di sole. Facciamo colazione in hotel e ci dirigiamo al Lincoln Center con la metropolitana. Lo scopo è cercare dei biglietti per l’opera al Metropolitan della sera stessa. Fatico a crederci, ma dopo pochi minuti abbiamo tra le mani i biglietti per la “Lucia di Lammermoor” in cui canterà una delle mie cantanti preferite: Natalie Dessay. Usciamo dal Metropolitan ed osserviamo l’esterno della famosissima Julliard School. Purtroppo questa settimana ci sono gli esami di ammissione e non sono permesse le visite. Da qui ci dirigiamo verso Central Park e lo attraversiamo a piedi per andare al Metropolitan Museum of Art. Finalmente utilizziamo il CityPass e per 3 ore ci immergiamo nelle opere del museo. Ovviamente, vista la vastità del museo, dobbiamo fare una cernita delle opere da vedere e optiamo per gli strumenti musicali e i pittori europei. Sinceramente, per chi è interessato all’arte, questo museo è sicuramente una tappa da fare (oltre alle tele più famose, le sale dedicate all’arte fiamminga contengono alcune perle di rara bellezza), al contrario non lo consiglio a chi non è interessato - per la serie:se non vi piacciono i musei neanche in Italia, non vi piaceranno neppure a New York! Per non sfinirci con questa visita, decidiamo di pranzare con un panino proprio all’interno del museo, per ricaricare le pile e riprendere il percorso con grande entusiasmo. Di sfuggita riusciamo anche ad ammirare il tempio di Dendur e ci avviamo all’uscita. La stazione della metro si trova in Lexington Ave alla 86th St., ma noi dalla Fifth Ave decidiamo di allungare un pò per arrivare alla 89th St. davanti al Guggenheim Museum, per poter almeno ammirarne la struttura esterna. Questo però è l’ultimo pomeriggio a Manhattan e noi dobbiamo ancora visitare il distretto finanziario. Con la metro scendiamo proprio a Buttery Park da cui ammiriamo Lady Liberty in lontananza, la visita con il battello è rimandata al prossimo viaggio a New York. Da qui risaliamo Broadway ed incontriamo il possente Charging Bull, per poi dirigerci verso la Borsa di Wall Street. Arriviamo proprio per l’ora di chiusura e decine di broker in giacca e cravatta ci vengono incontro. Visitiamo il perimetro di Ground Zero in cui molti operai sono impegnati nei lavori di ricostruzione ed in effetti davanti a noi si presenta un vero e proprio cantiere. Ci fermiamo qualche minuto in questo luogo.
Ormai la stanchezza inizia a farsi sentire, camminiamo verso City Hall Park ma dobbiamo rinunciare alla passeggiata su Brooklyn Bridge: è troppo tardi e fa davvero freddo. In ogni caso decidiamo di prendere la metro ed andare a Brooklyn per poter ammirare Lower Manhattan dall’altra sponda. Lo spettacolo è davvero incredibile, i grattacieli sembrano galleggiare sull’acqua e il buio ci regala un paesaggio da cartolina. In tutta fretta riprendiamo la metropolitana e corriamo in albergo per preparaci per la serata all’opera. Per me che sono una giovane cantante lirica, poter assistere ad una delle mie opere preferite, cantata da uno dei miei miti, proprio al Metropolitan di New York, sembra davvero un sogno ad occhi aperti. Lo spettacolo non delude le mie aspettative anche se l’opera finisce molto tardi a causa dei lunghi intervalli che un teatro di tali dimensioni richiede. Questa è la nostra ultima notte a  New York e noi abbiamo appuntamento con l’Empire State Building quindi corriamo alla metropolitana dove proprio sui binari veniamo accolti dal suono del flauto traverso di un musicista di strada che ci suona l'aria della pazzia di Lucia del terzo atto...beh, cosa posso aggiungere? Queste sono le sorprese che solo New York ti può riservare! Arriviamo sotto l’imponente grattacielo alle 00.45 e saliamo rapidamente fino all’ottantaseiesimo piano. Fuori il vento è fortissimo e il rumore delle bandiere americane che sventolano rapidamente fa quasi impressione. Ma la vista da quassù vale sicuramente tutto il vento e il freddo della nottata. Tutta Manhattan è davanti a noi e da qui gli altri grattacieli sembrano quasi piccoli. Ormai è notte fonda e noi dobbiamo ancora cenare. Per strada non vediamo molte persona e scegliamo di mangiare qualche spicchio di pizza nel locale vicino all’hotel. Per l’ultima volta: Buona notte Manhattan!
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« Risposta #5 inserito:: 15 Marzo 2011, 15:35:32 »


Sabato 5 Marzo

Eccoci arrivati all’ultimo giorno. L’aereo è alle 1830 e quindi possiamo approfittare di tutta la mattinata per un’ultima visita a questa bellissima città. Corriamo verso il Rockefeller Center per salire al Top of The Rock. Fortunatamente non c’è coda e arrivati al sessantasettesimo piano possiamo ammirare tutta Manhattan, questa volta alla luce del sole. Davanti a noi si presenta la grande chiazza verde di Central Park e solo ora ci rendiamo conto di quanto esteso sia. Dall’altro lato ci saluta l’Empire Stata Building ed in lontananza scorgiamo anche Lady Liberty e le tre isole. Sei giorni di sole sono stati davvero un bel regalo e da quassù salutiamo per l’ultima volta la Grande Mela.
Sono solo le 12 e a noi rimane ancora qualche ora. Scendiamo dal Top of The Rock e con mio grande stupore ci troviamo davanti alla pista di pattinaggio sotto alla statua di Prometeo. A me sembra davvero di essere dentro ad un film e un pò mi dispiace non avere qualche ora in più per poter pattinare proprio qui. Velocemente andiamo verso il Moma per una rapida visita di solo un’ora, un tempo comunque sufficiente per ammirare i capolavori dell’arte moderna di questo fantastico museo. Un’ultimissima passeggiata lungo la Fifth Avenue, ultimi acquisti di souvenir e poi è davvero l’ora di tornare in hotel per prendere il taxi in direzione dell’aeroporto di Newark. In neanche mezz’ora siamo all’aeroporto (circa 60 $) e visto che ci siamo dimenticati di pranzare, nella fretta di sfruttare anche gli ultimi minuti a nostra disposizione, ne approfittiamo per assaggiare un pastrami. È giunta l’ora di ripartire per l’Italia. Il volo è in perfetto orario, scalo puntuale a Bruxelles e di nuovo in Italia.
In questo lunghissimo diario di viaggio mi sono dimenticata sicuramente qualche importante dettaglio, ma la cosa fondamentale è che questa Grande Mela ci è entrata nel cuore, con la multietnicità della sua gente, il paesaggio che muta rapidamente tra grattacieli, parchi e comuni palazzine, la cortesia dei suoi abitanti che spesso ci hanno chiesto se avessimo bisogno di indicazioni e le infinite luci di Times Square.
Prima della partenza avevo qualche remore di trovarmi a passeggiare da sola in una città estranea, talmente tanto grande da lasciarmi sopraffatta. Al contrario, ho incontrato una città si grande e varia, ma ospitale e stranamente a misura d’uomo. Non so se sia dipeso dal periodo, ma in questa settimana non ho trovato la calca di gente che mi aspettavo e questo mi ha permesso di gustare ancora meglio la città. Come avrete capito leggendo il diario, mi sono riservata la maggior parte delle attrazioni per gli ultimi due giorni, scelta dettata ovviamente dagli impegni scolastici del fidanzato. Nei giorni precedenti ho preferito passeggiare tanto, cercare di vedere quasi tutti i quartieri e respirare l’aria della città. E probabilmente uno dei ricordi più belli di questo viaggio sono le sensazioni provate durante le tante passeggiate in solitaria.
Grazie Manhattan e grazie al mio fidanzato che mi ha fornito un ottimo pretesto per fare questo folle viaggio.
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« Risposta #6 inserito:: 15 Marzo 2011, 16:23:11 »


.... e grazie a te per l'ottimo e dettagliato racconto.
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Fetentella
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« Risposta #7 inserito:: 15 Marzo 2011, 18:15:07 »


Bellissimo racconto,grazie...i test come sono andati?bene vero?
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Claudia 65
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« Risposta #8 inserito:: 15 Marzo 2011, 18:34:56 »


Grazie a voi per l'accoglienza e i preziosi consigli che ho trovato qui!
Riguardo ai test non sappiamo ancora nulla, i risultati sono previsti per fine mese...
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noemib
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« Risposta #9 inserito:: 15 Marzo 2011, 18:36:18 »


Mi son venute le lacrimucce leggendo il tuo racconto....che bei ricordi!
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NinoNY
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« Risposta #10 inserito:: 15 Marzo 2011, 21:08:38 »


Ottimo racconto!  Wink

Una domanda: ma la visita alla Columbia è gratuita?  Roll Eyes
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sam73
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« Risposta #11 inserito:: 15 Marzo 2011, 22:28:25 »


Stupendo racconto!! Grazie di averci emozionato!! E speriamo bene per i test.
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mili
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« Risposta #12 inserito:: 16 Marzo 2011, 14:02:43 »


bellissimo racconto...finalmente quacuno che atterra a newark ...e mi fa piacere che ci avete messo solo 20 minuti per sbrigare il tutto ma eravate in pochi?e il taxi quanto ti è costato ti ricvordi?
mi sono segnata un pò di cosucce che avevo dimnenticato tipo riverside etc...
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« Risposta #13 inserito:: 16 Marzo 2011, 20:08:08 »


Una domanda: ma la visita alla Columbia è gratuita?  Roll Eyes
Che io sappia, molte università organizzano tour gratuiti, spesso con gli studenti che fanno da guida (io per esempio avrei voluto visitare la julliard ma sono capitata proprio l'unica settimana all'anno in cui non fanno visite a causa degli esami di ammissione in corso. Io la Columbia l'ho "visitata" da sola. Sono entrara da un ingresso nella Fort Washington Ave, mi sono diretta verso la Low Library, che è anche il centro informazioni, e poi ho attraversato la strada principale, sbirciando qua e la...arrivando alla Broadway.

bellissimo racconto...finalmente quacuno che atterra a newark ...e mi fa piacere che ci avete messo solo 20 minuti per sbrigare il tutto ma eravate in pochi?e il taxi quanto ti è costato ti ricvordi?
Il nostro aereo era strapieno. Noi siamo scesi in velocità e ci siamo subito diretti verso la dogana, quindi siamo stati tra i primi a passare. Molti si sono "persi" a fare foto ritrovandosi poi in coda. Comunque gli sportelli erano molti e i controlli piuttosto veloci. Tieni presente che il mio ragazzo aveva con se come bagaglio a mano la custodia con lo strumento all'interno e temevamo ci bloccassero per fare controlli approfonditi, invece nulla per fortuna!
Per il taxi ci siamo messi in coda proprio davanti all'aeroporto. In pratica la tariffa era fissa in base alla zona di Manhattan in cui avevi l'albergo. Noi all'andata abbiamo speso 70 € con la mancia. Al ritorno siamo andati con un taxi giallo chiamato davanti all'hotel, la tariffa parte da 17,50€ e poi va in base al tempo. Noi non abbiamo trovato traffico e ce la siamo cavata con 60 € compresi di mancia.
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« Risposta #14 inserito:: 17 Marzo 2011, 10:31:02 »


Che io sappia, molte università organizzano tour gratuiti, spesso con gli studenti che fanno da guida (io per esempio avrei voluto visitare la julliard ma sono capitata proprio l'unica settimana all'anno in cui non fanno visite a causa degli esami di ammissione in corso. Io la Columbia l'ho "visitata" da sola. Sono entrara da un ingresso nella Fort Washington Ave, mi sono diretta verso la Low Library, che è anche il centro informazioni, e poi ho attraversato la strada principale, sbirciando qua e la...arrivando alla Broadway.

Ah capisco, grazie mille!  Wink
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