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Autore Discussione: The dream come true!  (Letto 71580 volte)
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Giuseppe83
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beppe0283@hotmail.com
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« inserito:: 07 Ottobre 2011, 09:06:18 »


Ciao a tutti, come promesso, inizio il racconto per poi proseguire mano mano con ciò che è accaduto, impressioni e tante altre cose.

Il viaggio è stato dal 23 settembre 2011 al 03 ottobre 2011.

Premesse e spiegazioni varie

Preparazione viaggio: l'idea e l'opportunità arriva a fine giugno 2011, ed allora inizio a monitorare i voli, appartamenti e hotel. Il periodo scelto è dal 23 settembre al 03 ottobre per questioni legate al clima e alle ferie. Questo dovrebbe garantire un minimo di bel tempo senza afa (è più una speranza), cosa, quest'ultima, che non adoro

A questo punto, abitando a Torino, si inizia a pensare se prenotare un volo diretto da Malpensa o con scalo ma partendo dal ben più comodo aeroporto di Torino.

Sistemazione

Per la sistemazione ho visto che gli alberghi sono veramente cari per quello che vanno a offrirti. Ho ripiegato su un appartamento. Inizialmente ho guardato le offerte in Midtown, ma poi estendendo la ricerca ad altre zone di manhattan, data la possibilità di raggiungere quasi tutto in metropolitana e pulmann senza troppi problemi. La scelta finale è ricaduta su un appartamentino in financial district, 200 Water street. Non è ciò che si può dire a buon mercato (187$ / 130 € a notte per due persone), ma se mantiene le promesse iniziali dovrebbe valerli tutti.

Organizzazione programma e luoghi

Per organizzare luoghi da vedere, negozi, etc. ho utilizzato diverse fonti

- googlemaps per imparare le strade e creare una mappa con i segnalini di quel che mi interessava;
- yelp e tripadvisor per le recensioni dei luoghi;
- ultimo, ma il più importante, il forum di nyc-site.

La ricerca, l'organizzazione e la messa in ordine degli itinerari mi ha preso i due mesi precedenti il viaggio.

Varie

Prenotazione effettuata su airbnb senza nessun problema.

Non ho mai viaggiato fuori dalla vecchia Europa, dunque mi tocca fare il passaporto.

Voli: Air France a/r, partenza da Torino, scalo Parigi, Arrivo al JFK. 681 a/r con tasse.
Appartamento per due: 187$/notte x 10 notti + spese di airbnb (circa 110$). Totale in euro: 1366 € per due persone.

Passaporto: prenotazione effettuata sul sito internet. Sono andatocon moduli giàcompletati, 2 foto identiche senza occhiali (dim. 4x4 cm con viso in primo piano), contrassegni telematici e pagamento. Costo: circa 83€.

Nota: La procedura è semplicissima, ci si presenta all'orario e nella questura scelta con tutti i documenti, loro raccolgono tutto, fanno la scansione dell'impronta dell'indice di entrambe le mani... e basta. Velocissimo. La consegna, se non ci sono particolari urgenze, mi ha riferito l'ufficiale, avviene in circa 40 giorni se non si hanno precedenti penali.

I passaporti sono arrivati in meno di 30 giorni (circa 3 settimane) senza richiedere nessuna procedura d'urgenza o altro.

Assicurazione sanitaria

Ad inizio settembre ho stipulato l'assicurazione sanitaria con viaaggisicuri. anche qui molto semplice. Si compila il modulo online, si sceglie la tipologia (io ho preso l'argento) in base ai massimali. Si paga l'importo e poi arriva una mail con leistruzioni, molto semplici, in italiano. C'è semplicemente da stampare un foglio, firmarlo scansionarlo e inviarlo via mail all'indirizzo che danno oppure faxarlo.

ESTA

Anche l'ESTA è piuttosto semplice, si compila, si ricontrollano i dati e si paga. Nota: a me non è arrivato nulla via mail, per cui consiglio di stamparsi la pagina con tutti i dati dopo il pagamento. Non è richiesto all'immigrazione, ma può essere utile per il numero di domanda, dato che è valido due anni e può essere aggiornato senza dover ripagare.

Queste è un'introduzione al viaggio, scritta prima di partire, man mano che facevo le varie cose.

Appena avrò tempo inizierò con il vero racconto, e le foto che ho iniziato a rivedere.
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Spino
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« Risposta #1 inserito:: 07 Ottobre 2011, 10:20:06 »


Molto bene.
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framant
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« Risposta #2 inserito:: 07 Ottobre 2011, 11:34:58 »


Grazie Giuseppe, per le indicazioni, sempre molto precise!  Smiley
Aspetto il racconto vero e proprio che, viste le premesse, sarà dettagliato e  interessante! Wink
Saluti.
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dago4ever
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« Risposta #3 inserito:: 07 Ottobre 2011, 12:01:43 »


Si si sono in attesa dei racconti e suggerimenti mi raccomando!
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Giuseppe83
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beppe0283@hotmail.com
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« Risposta #4 inserito:: 07 Ottobre 2011, 12:25:22 »


Ecco la prima parte del racconto  Grin

Venerdì 23 settembre

Il volo aereo per ny (scalo Parigi) è previsto alle 7.15 del mattino. Dunque, nonostante l'aeroporto (Torino Caselle) sia  abbastanza vicino a casa la sveglia suona presto. sono infatti le 4.10 quando ci svegliamo dal mondo dei sogni.

Colazione, ci si prepara, mi segno le ultime cose (e vi dò un consiglio, non segnate mai le cose all'ultimo) e si parte con tranquillità in direzione aeroporto.

Avevo preventivamente fattto il check-in online per cui lasciamo solo i bagagli da stiva all'apposito banco per il drop-off di airfrance e facciamo i controlli di sicurezza, rapidi, anche se mi lasciano dei dubbi sulla loro efficacia.

Ci sediamo nella zona del nostro gate; dobbiamo attendere solo una mezz'ora prima che aprano l'imbarco. Qualche minuto alcuni iniziano a mettersi in fila, e così lo facciamo anche noi. All'apertura del gate si scatena l'inferno, con la fila che non viene rispettata, tutti si fiondano da tutte le direzioni. Tanto alla fine uno alla volta passa, i posti sono assegnati, perchè? Una domanda a cui continuo a non trovare risposta.

La ragazza che ci registra le carte di imbarco, dato che siamo in transito a Parigi, ci consiglia di richiedere l'assistenza per il trasferimento date le dimensioni dell'aeroporto. Acconsentiamo alla sua offerta, peccato non aver preso il nome, le manderei dei ringraziamenti.

Il primo volo procede tranquillo, atterriamo a parigi prima dell'orario previsto, io già contento, ma l'aereo inizia a rullare... e a rullare, e ancora a rullare. Alla fine attraccheremo con cinque minuti di ritardo. Ma cavolo siamo atterrati il paese prima allora!

La discesa prevede una bella scaletta; uno degli steward ci informa che scenderemo da dietro non facendo la scaletta avendo richiesto l'assistenza. Meglio così. Mi spiega anche che ci porteranno direttamente al nostro aereo, agevolandoci sui controlli di sicurezza (a livello di file solamente).

E meno male! La fila era lunghissima e nonostante oltre un'ora e trenta di tempo, tra controlli, uscita dal terminal, trasferimento ad un altro terminal arriviamo che già imbarcano. Per cambiare terminal non conto più gli ascensori presi, corridoi, un pulmino e persino la metro interna, assurdo.

Saliamo sul 777 che ci porterà a New York, ed inizio a guardarmi intorno; mamma mia che grande! Io che ho sempre viaggiato su 737 e 318 per tragitti europei, il 777 sembra enorme (in effetti lo è).

Entrando da davanti passiamo davanti alle classi più lussuose, quelle poltrone paiono davvero comode... Ma proseguiamo e arriviamo in turistica, qui i sedili sono più impaccati, il corridoio è più stretto, ma le poltrone sono comunque dignitose, ci sono i monitor personali e abbastanza spazio nella cappelliera per i bagagli di tutti.

Ci sistemiamo, la procedura di imbarco è più lunga, data la capienza dell'aereo, ma tutti sono al loro posto, l'aereo è pieno, il carburante caricato, i bagagli al loro posto e finalmente si parte. L'aereo si muove, si posiziona sulla pista e poi inizia il decollo. Wow, che spinta!

Considerando la grandezza e la massa dell'aereo non oso immaginare quale potenza abbiano i due motori. Scoprirò al ritorno che il 777 monta le turbine con la spinta singola maggiore di qualisasi aereo di linea civile.

Adesso siamo in viaggio sull'Atlantico, il tempo quassù sopra le nuvole è sempre bello, cielo azzurro e sole.

New york aspettaci, stiamo arrivando da te!
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framant
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« Risposta #5 inserito:: 08 Ottobre 2011, 15:36:27 »


.........vai Giuseppe!!!!! Grin Grin Grin
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« Risposta #6 inserito:: 08 Ottobre 2011, 17:36:45 »


Ottimo inizio! Vai così  Cheesy
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« Risposta #7 inserito:: 08 Ottobre 2011, 18:34:33 »


Ed eccomi accontentata con l'inizio del racconto... ottimo inizio!
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Claudia 65
Giuseppe83
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« Risposta #8 inserito:: 09 Ottobre 2011, 10:08:23 »


Grazie a tutti, ecco la continuazione del racconto...

Venerdì 23 settembre - Parte due - Il giorno più lungo

Dopo circa un'ora e mezza dal decollo il mio monitor decide di andare in modalità 'all pink', ovvero schermata rosa quando si lancia qualsiasi cosa, funziona solo il menu.

Ci scambiamo di posto con mia sorella, a lei non interessa molto lo schermino e dunque mi vedo x-men: l'inizio (audio italiano). Tra pasto, film e snack ci avviciniamo agli usa ed inizia la fase di discesa. Il comandante ci avvisa che il tempo è un po' brutto a New york, un po' di pioggia e vento.

La pista si avvicina sempre di più, passiamo l'ultimo strato di nuvole e vedo la pista. Tra me e me mi domando: Ma non siamo troppo veloci? con l'agitazione che sale. Infatti l'atterraggio è parecchio brusco, con delle botte date ai carrelli non da poco. L'aereo inizia a serpeggiare a destra e sinistra per poi, finalmente, rallenare e procedere verso la sua piazzola. In quegli attimi ho avuto paura, lo devo ammettere. Un atterraggio così non lo avevo mai provato, ma vedendo che sulla pista c'erano quasi dieci centimetri d'acqua e raffiche di vento parecchio forti, forse non è andata così male.

Al solito, data l'assistenza richiesta, fanno scendere prima tutti e poi noi andiamo con l'addetta che ci scorterà fino all'uscita. Una simpatica e gentile ragazza di origine ispanica ci porterà fino ai controlli.

Iniziamo a conversare mentre attendiamo la fila, il mio inglese è impacciato, lei probabilmente se ne accorge, parla più piano.

Passiamo dall'immigrazione, l'ESTA non ci viene richiesto, diamo i passaporti, il poliziotto richiama i dati, poi ci chiede di poggiare il pollice, poi le quattro dita e infine una foto. Stessa cosa per mia sorella, nessuna domanda ulteriore, parte il timbro e passa al prossimo.

Ritiriamo i bagagli che sono già lì ad attenderci, tutti e due ed interi sul rullo trasportatore.

Usciamo fuori dall'aeroporto e prendiamo il primo taxi disponibile in fila. Il tassista ci dà un foglietto con le tariffe dei taxi, ci aiuta a caricare le valigie e prima di salire ci congediamo con la ragazza che ci aveva aiutato sin lì.

Saliamo sul taxi, una classica crown victoria gialla. Il tassista ci chiede subito se andiamo a Manhattan e alla nostra risposta affermativa accende il tassametro sulla tariffa fissa di 45$. Poi ci chiede l'indirizzo mentre intanto si incammina tranquillamente.

Il tempo è brutto, piove e le nuvole sono basse. Ci avviciniamo a manhattan, almeno credo, dato che non si vede nulla dell'isola. Arriviamo al tunnel, sul tassametro compare la tariffa dell'attraversamento del tunnel in maniera automatizzata e sbuchiamo a manhattan.

Ok, siamo a Manhattan, ma dove? Ecco un cartello, 47th street! Bene, noi andremo a lasciare i bagagli ad un ristorante vicino al MoMa per poi riprenderli dopo e trasferici nel quartiere finanziario al nostro appartamento. Il tassista trova senza problemi l'indirizzo, ci aiuta a scaricare i bagagli, paghiamo (55$ in totale con la mancia) e poi entriamo nel ristorante.

Loro ci tengono i bagagli senza problemi se pranziamo lì. Ormai ci siamo, decidiamo di prenotare e ripassare tra un'ora per il pranzo. Depositiamo le ingombranti valigie e andiamo verso la quinta. Una passeggiata lì attorno, entriamo in qualche negozio dato che continuava a piovere (Forever 21, H&M e altri) e poi ritorniamo al Modern, il ristorante.

Ordiniamo il pranzo, ma io faccio confusione e il salmone che pensavo cotto, invece è crudo. Non mi piace per nulla, il signore che ce lo ha portato se ne accorge e mi dice che non me lo mette in conto. Decido così di caricargli qualche dollaro in più di mancia per la sua correttezza e disponibilità.

Usciamo dal ristorante e piove nuovamente. Nessun problema, fermiamo un taxi, cribbio, siam davanti al MoMa, ci impiegheremo un attimo.

Un'epopea, i taxi che si fermavano a scaricare venivano assaltati da altri clienti che comparivano a pop-up da ogni dove. Noi con le valige siamo lenti, troppo lenti per controbattere agli assatanati newyorkesi. Alla fine un portiere di uno stabile ce ne ferma uno, gentilissimo. Saliamo su questo taxi, gli dico la destinazione, ma sembra non capire. Gli dico che deve lasciarci allo starbucks della via indicata. Lui parte, sembra aver capito. Bhò, meno male.

Rammentate, è più semplice prendere i taxi sulle avenue, dove ne passano a valanghe. Data la vicinanza sarebbe stato più furbo che mi fossi spostato sulla quinta o la sesta e da lì fermarlo.

Arrivato in zona financial district, inizia a chiedermi indicazioni sulla via (oddio, allora non aveva capito...) ed arrivato, si ferma su pine street, con nemmeno l'ombra di uno starbucks. Ferma il tassametro, scende, scarica le valigie e l'ultima la butta in una pozzanghera.

Non sappiamo che fare, siamo in una piccola via del quartiere finanziario, piove a dirotto ed è buio. Onestamente non so dove siamo, i giganti del financial district sembrano tutto uguali, imperiosi e incombenti su di te.
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« Risposta #9 inserito:: 09 Ottobre 2011, 12:32:58 »


Dai continuaaaaa!!! Cheesy
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« Risposta #10 inserito:: 09 Ottobre 2011, 14:30:28 »


grandeeee!
ma vi ha scaricato in un altro posto il tassista??
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Giuseppe83
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« Risposta #11 inserito:: 09 Ottobre 2011, 14:50:21 »


grandeeee!
ma vi ha scaricato in un altro posto il tassista??

E' stato un errore di entrambi, io gli ho dato la parallela, ma quando gli ho detto che quello non era il posto, si è rifiutato di portarci nel posto corretto.
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Giuseppe83
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« Risposta #12 inserito:: 10 Ottobre 2011, 10:20:35 »


Ecco l'ultima parte del primo giorno; scusate la lentezza nello scriverlo.

Venerdì 23 settembre - Parte tre - Il giorno più lungo

La città mi sembra cattiva, ce l'ha con noi e non ci vuole lì. Poi uno squillo del telefono; è john che mi chiede dove sono. Provo a spiegargli dove siamo, ma cade la linea.

Lo richiamo con un altro telefono e gli spiego in maniera più chiara possibile dove siamo. Mi chiede come siam vestiti, e poi vedo un ragazzo che mi fa un cenno. E' lui, siamo salvi!!!

Che vi sia di lezione: non segnate mai le cose all'ultimo momento, io ho sbagliato l'indirizzo dello starbucks segnandone la parallela.

Vi anticipo che questo è l'episodio più brutto dell'intera vacanza.

John è gentilissimo, ci dà una mano con i bagagli e ci scorta fino all'appartamento.

L'alloggio è esattamente come descritto, pulito e arredato magnificamente. Nonostante non dormissi da non so quante ore, piovesse ed ero stanco, ho deciso di farmi mostrare il rooftop. Nonostante la pioggia, che spettacolo!

Il tempo non era bello, c'era foschia e si vedeva alla fine poco più del ponte di Brooklyn e la freedom Tower, ma che bello lo stesso. Un'immagine che cominciava una risalita progressiva nel rapporto con la città e con i suoi abitanti. Un'immagine che mi rimarrà comunque impressa.

Si riscende in appartamento, John ci spiega ancora alcune cose, come fare il bucato nella sala comune, ci lascia un paio di mappe e poi se ne va lasciandoci da soli in appartamento.

Data la stanchezza assurda, abbiam deciso di andare a riposarci e di rimandare al mattino dopo qualsiasi cosa.

Buona notte New York. Domani è un altro giorno.
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framant
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« Risposta #13 inserito:: 10 Ottobre 2011, 21:42:35 »


Grazie Giuseppe. Aspetto il seguito.... Wink Grin
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« Risposta #14 inserito:: 11 Ottobre 2011, 08:07:41 »


Spero di riuscire a scrivere presto... E a iniziare a mettere qualche foto!  Grin
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