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Autore Discussione: The dream come true!  (Letto 71727 volte)
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axel84
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« Risposta #135 inserito:: 19 Febbraio 2013, 22:52:14 »


03 Ottobre 2011 - Parte Uno - Una passeggiata nel campus

Questa mattina la sveglia è suonata presto; le cose da vedere sono moltissime e so già che sicuramente non ce la faremo a fare tutto.

Alle 06.30 a.m. siamo in strada in una New York spettrale, vuota e silenziosa. Non ci sono bus frequenti a quell’ora su Water street e così andiamo a prendere la linea rossa a Fulton Street; successivamente fare un cambio con la 1, sempre rossa, per andare fino alla 116esima, alla Columbia University. Sembra che la galleria e le fermate siano interminabili; fermata dopo fermata. Finalmente ecco che arriviamo alla 116esima. Risaliamo in superficie e ci incamminiamo sul college Walk dalla Broadway alla Amsterdam Avenue. Sono felice della scelta.

E’ vero, è presto, e l’università è deserta. Fa anche freddo, ma non potevo andarmene senza almeno aver messo i piedi nel cortile della Columbia University. Dopo la trinità a Dublino, una tappa qui è d’obbligo. E proprio come nella Capitale irlandese, anche qui ho una bella impressione; la luce è stupenda e riconosco la scalinata celebre usata in molti film. Rimaniamo in contemplazione diversi minuti, complice anche uno scoiattolo che si divertiva ad avvicinarsi, forse in cerca di cibo. Riflettiamo su come debba essere studiare qui, forse più faticoso, o forse simile alla nostra università. La prossima volta voglio dedicare più tempo alla visita della Columbia, con più calma ed in orario decisamente più ‘affollato’. Sarebbe interessante scambiare opinioni con studenti per capire il loro punto di vista.

Ci fermiamo a fare colazione all’Artopolis Cafe, di fronte al St. Luke’s. Ci sono i medici che fanno pausa, sembra di essere in una puntata di ER. Sarebbe interessante scoprire cosa dicono, le loro storie. Sono quasi tutti molto giovane, forse dei tirocinanti che terminano il turno notturno. Difficile dirlo a prima vista. Da segnalare che questo cafè è dotato di bancomat. Ci gustiamo la nostra colazione con calma e riprendiamo il cammino, diretti alla Cattedrale John the divine. E’ completamente transennata, non capiamo il perché, non riusciamo ad accedere nemmeno ai giardini. Forse era presto o forse erano previste delle funzioni.

Onestamente non lo so dire. Ci accontentiamo di una vista da fuori, imponente e di grande effetto senza ombra di dubbio; riprendiamo il bus, l’M11, diretti nuovamente a sud. E’ una bella giornata; il bus si muove agile nel suo percorso sull’ampia avenue. Nessuno si lamenta, neanche per alcune soste prolungate per caricare alcuni passeggeri in carrozzina; l’aria è allegra, il chiacchiericcio è a volume basso. Ci sono alcune donne di colore dall’improbabile abbigliamento estremamente colorato, adornato in testa da cappelli coordinati. Suppongo, ma non ne ho la conferma, che si rechino a qualche funzione religiosa.

E’ comunque straordinario poter vedere le persone nelle loro attività quotidiane. Mano mano che si scendo lungo le street il pulmann si svuota… noi scendiamo alla 72esima. E’ ancora presto per fare alcune attività, ma perfetta per altre.

Central Park, non scappare, voglio assaggiarti!

===

Ecco a voi la prima parte dell'ultimo giorno pieno a New York... Inizio veramente emozionante per me, amo visitare le università delle diverse città.

- Giuseppe -


la columbia non ce la perderemo nemmeno noi   Cheesy abbiam l' alloggio sulla 123esima, all' incrocio con l' ottava, quindi ce l' abbiam proprio vicina e comoda da raggiungere  Grin attendo il seguito su central park!!!
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Giuseppe83
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« Risposta #136 inserito:: 20 Febbraio 2013, 09:11:06 »


Oggi purtroppo ho un corso aziendale e finirò tardissimo, ma spero nei prossimi giorni di scrivere la parte relativa a Central Park!  Grin
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axel84
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« Risposta #137 inserito:: 20 Febbraio 2013, 14:35:56 »


aspettiamo con ansia!!  Cheesy
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Giuseppe83
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« Risposta #138 inserito:: 25 Febbraio 2013, 10:46:07 »


03 Ottobre 2011 - Parte Due - Central Park

Scendiamo dal bus e ci incamminiamo verso Central Park, il più famoso parco cittadino, un cuore verde all’interno di una densa metropoli. L’imbocco sulla 72esima è semplice, immediato.

Pochi passi e succede quello che già mi accadde nel 2006 ad Hyde Park, a Londra; i rumori della città si attutiscono e scompaiono. Le persone corrono o vanno in bici, non stanno ferme in ogni caso, tipicamente newyorkese.

La prima meta che raggiungiamo è Strawberry Fields. Non vi erano fiori su questo mosaico celebre, ma tante persone che parlottavano, quasi pregavano in religioso silenzio.

Scattiamo una foto senza disturbare e proseguiamo con molta calma. La nostra prossima destinazione è il Bow Bridge, ma poco prima, non preventivato, vi imbattiamo nel laghetto che il ponte collega con la celeberrima vista del palazzo San Remo.

La vista è perfetta, l’acqua è appena increspata e il cielo terso. Inutile sottolineare che questa incantevole vista va a far parte della mia collezione di foto. Rimaniamo diversi minuti ad ammirare la vista e poi di volata al vicino Bow Bridge.

Questo ponte è celebre, almeno per me, per essere comparso nel film ‘Keeping the faith’, con Jenna Elfman, Ben Stiller ed Edward Norton. Una bella commedia. Stando lì, a metà del ponte, mi sembrava di essere dentro il film, di sentire quasi il personaggio interpretato dalla Elfman scherzare con il prete interpretato da Norton. Central Park si sta rivelando una risorsa incredibile.

A malincuore lascio quel luogo; dopo pochi minuti di una tranquilla passeggiata arriviamo alla successiva destinazione. Bethesda Terrace, al cui centro vi è la fontana che appare in Home Alone 2 (Mamma ho riperso l’aereo). Un sorriso sorge spontaneo; è come se i miei occhi ripercorressero il tragitto che il povero Kevin fa per sfuggire ai due ladri.

Vi ho già detto che mi sembra di essere in un film?

Ormai il nostro percorso brevissimo a Central Park è al termine. Rispuntiamo sulla quinta strada, i rumori tornano quelli di sempre.

Ci voltiamo per ammirare ancora il parco. Esperienza breve, ma fantastica. Un piccolo assaggio, sicuramente alla prossima visita ci sarà da approfondire la visita ad altre zone.

===

Che dire? Central Park è una perla, una di quelle rare e bellissime. Passeggiateci senza remore, senza timore, è meraviglioso! I percorsi sono semplici, non ci si perde, ci sono mappe in molte zone... e nel caso vi perdeste, fermate qualcuno e chiedete ^^

- Giuseppe -
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« Risposta #139 inserito:: 05 Marzo 2013, 09:41:06 »


03 Ottobre 2011 - Parte Tre - M.E.T. Museum

Ci spostiamo verso il Guggeheim, con l’intenzione di visitare di volata il Jacqueline Kennedy Onassis Reservoir… ma… ma… Central Park ha un muro di cinta lungo la quinta e non sembra avere ingressi vicini. Sono indeciso se puntare ancora più a nord o tornare verso il M.E.T.

Il tempo è tiranno e vado sul sicuro, scegliendo la visita del M.E.T. Torniamo dunque verso il museo e ne visitiamo le zone egizie, greca e medievale. Bello! Davvero molto bello!

Ci sono pezzi molto interessanti e le zone tematiche non sono dispersive, ma coinvolgono in maniera semplice nonostante la dimensione notevole. Penso che tornerò senza alcun dubbio in questo museo per visitarlo in maniera più approfondita.

Avevo anche letto del suo rooftop che dà su Central Park; ne cerchiamo l’ingresso, ma è un attimo complesso, così richiediamo ad uno degli addetti del museo. La risposta è rapida, precisa e condita dalla tipica gentilezza di questa città, sempre di corsa, ma mai scortese.

La salita al tetto in ascensore è rapida, in fondo sono solo cinque piani; usciamo su un piccolo pergolato con banco bar lì vicino.

Il panorama che si prospetta è assolutamente magnifico, davvero spettacolare. La giornata ci assiste, con nuvolette sparse, ma cielo terso, di un azzurro magnifico. Fa anche abbastanza caldo. Non vorrei dovermene mai andare; la vista attorno che spazia per quasi 360° è davvero sublime. Approfittate di una bella giornata e salite. Sarete ampiamente ripagati; gli alberi di central park sono alla vostra altezza e tutti i palazzi a contorno ai bordi del parco vi ‘cullano’ in un magnifico scenario. A malincuore bisogna tornare al piano terra. E’ ormai ora di pranzo e un hot-dog al carretto vicino la fontana del M.E.T. non ce lo toglie nessuno. In quel luogo di cultura la pace è estrema, anche se i rumori della città sono incessanti.

===

Il M.E.T. mi ha affascinato e lusingato, è davvero bello, ogni minuto speso qui dentro è un minuto speso bene!

Scusate il ritardo nella stesura, ma sono stato particolarmente impegnato in questi giorni. Spero il racconto possa essere interessante. Commenti e critiche come sempre gradite!

- Giuseppe -
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« Risposta #140 inserito:: 21 Marzo 2013, 13:18:45 »


03 Ottobre 2011 - Una notte al museo

Si riparte diretti al museo di storia naturale. Si prende il bus che attraversa Central Park, scendiamo e… o diamine, direzione nord o sud… Chiediamo ad un signore con un carretto che velocemente ci dà le giuste informazioni.

In pochi minuti siamo all’ingresso del museo di storia naturale. Bello! Entriamo e al momento di fare il biglietto aggiungo la visione di ‘Journey to the star’. Museo o visione per prima?

Facciamo un giro rapido di una sezione, ma poi ci mettiamo in coda. La struttura di accesso a questo globo all’interno del museo è impressionante. Già questo mi basterebbe per giustificare il costo del biglietto.

Ci accomodiamo in questo piccolo teatro sferico; le poltrone guardano verso l’alto e quando inizia lo spettacolo è bellezza pura. Io lo trovo meraviglioso è coinvolgente, tanto da ingannare i sensi e farti sembrare di stare davvero viaggiando. Se un giorno potremo viaggiare tra le stelle, sono certo che sarà così.

Il commento di Whoopy Goldberg rende inoltre tutto ancora più bello. Devo ancora visitare il museo, ma già sono stracontento. Il giro nel museo è bello, coinvolgente, sembra di essere sul set di ‘Una notte al museo…’ con Ben Stiller.

Una magnifica sosta nella sala grande sulle panche al centro delle scene; luci diffuse e bellezza tutt’attorno. Le ho adorate! Camminiamo, camminiamo tanto e per gustare il museo come si deve ci vorrebbe qualche ora in più. Tuttavia il tempo è quello che è e per ora ci accontentiamo di una visita che non scende nel dettaglio estremo, anche se sufficientemente completa.

Si esce dal museo, stanchi, soddisfatti e sorridenti. E’ l’ultima serata a New York, è tardi per attraversare il ponte di Brooklyn a piedi, ma non per raggiungere il Brooklyn Bridge Park. Tutto facile, tutto immediato uno potrebbe pensare. Arrivarci lo è stato. Risaliamo dalla metropolitana e ci ritroviamo lì, al cospetto dei due ponti. Sono più lontani di quel che sembra, o forse siamo noi stanchissimi…

In ogni caso arriviamo al parco ai piedi dei ponti. La vista su Lower Manhattan è magnifica ed è una ricompensa per tutti gli sforzi fatti.

Ci sono diverse persone armate di treppiedi di pregevole fattura. Io uso una panchina per sorreggere la reflex e mi godo il panorama. Forse le foto non saranno perfette, ma va bene così.

Il tramonto è bellissimo, anche se si sta facendo brutto. E’ tempo di levare le tende. Ma… come si torna indietro? Non abbiamo una mappa di Brooklyn. Le strade attorno al parco sono semideserte e già mille brutti pensieri passano per la testa. Alla fine incontriamo una ragazza, desiderosa di sfoggiare la sua conoscenza e voglia di aiutarci. Ci dà le indicazioni per il B25. Troviamo la fermata, ma il pulmann non passa. Di fronte un locale, con una fila di giovani per cena.

Inizia a piovigginare, ma iniziano anche dei fuochi d’artificio… ed il pulmann arriva. Chiediamo all’autista quale fosse la fermata più vicina per prendere la linea 2 della metropolitana. Lui ci risponde di stare tranquilli, ce l’avrebbe indicata. Non ci sono molte persone e ad un certo punto lo vedo che si ferma a un incrocio privo di fermata, ci chiama e ci indica le scale dicendoci che era la fermata più vicina con voce scherzosa,  augurandoci buon rientro.

In sostanza si è fermato appositamente per noi. Senza parole per la gentilezza.

Rientriamo poco dopo in appartamento. Ultima notte che passa veloce. Il mattino dopo facciamo ancora un giro veloce della zona del world financial center e poi partiamo per il JFK. Scendiamo in strada e in pochi secondi fermiamo un taxi.
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Giuseppe83
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« Risposta #141 inserito:: 21 Marzo 2013, 13:19:10 »


...Per chi rammenta, il primo taxi preso fu un incubo per fermarlo, un incubo per capirsi. Ora siamo certi e rapidi. Carichiamo i bagagli e diamo la destinazione.

‘JFK’ facendone lo spelling. L’autista mi guarda strano, allora gli dico John Fitgerald Kennedy Airport.

Il tassista mi guarda e mi dice: ‘JFK!’

‘Se vabbuò ed io che ho detto… ‘. Ci rinuncio, ha comunque capito, parte facendo inversione su Water Street.. ‘Ok, ragazzo, vorremmo arrivare vivi!’

Imbocca la strada per l’aeroporto, ci chiede il terminal. L’auto, una classica Crown Victoria, ha le sospensioni posteriori finite, lo sterzo che si vede non essere così reattivo e l’autista è piuttosto ‘sportivo’.

Ma arriviamo al nostro terminal senza problemi, ci mettiamo in attesa e partiamo sull’A380. Mi era piaciuto di più il 777. Può essere che la preferenza fosse perché stavamo arrivando a New York, mentre sull’aereo ammiraglio dell’Airbus stiamo lasciando l’America.

A Parigi è il delirio, il Charles de Gaulle è organizzato in maniera davvero confusionaria e privo di percorsi rapidi.

In ogni caso torniamo a Torino. Abbiamo lasciato l’America, in special modo New York. Una città che ti fa capire cosa vuol dire vivere, nel bene e nel male. Il mio racconto è al termine; sono soddisfatto di ciò che ho visto, di ciò che ho provato.

Per chi non è mai stato è un viaggio che consiglio senza nessun dubbio.

Vi lascio con il testo di ‘New York City Serenade’ di Bruce springsteen.

“Billy he’s down by the railroad tracks
Sittin’ low in the back seat of his Cadillac
Diamond Jackie, she’s so intact
As she falls so softly beneath him
Jackie’s heels are stacked
Billy’s got cleats on his boots
Together they’re gonna boogaloo down Broadway and come back home with the loot
It’s midnight in Manhattan, this is no time to get cute
It’s a mad dog’s promenade
So walk tall or baby don’t walk at all
Fish lady, oh fish lady
She baits them tenement walls
She won’t take corner boys
They ain’t got no money
And they’re so easy
I said “Hey, baby
Won’t you take my hand
Walk with me down Broadway
Well mama take my arm and move with me down Broadway”
I’m a young man, I talk it real loud
Yeah babe I walk it real proud for you
Ah so shake it away
So shake away your street life
Shake away your city life
Hook up to the train
And hook up to the night train
Hook it up
Hook up to the train
But I know that she won’t take the train, no she won’t take the train
Oh she won’t take the train, no she won’t take the train
Oh she won’t take the train, no she won’t take the train
Oh she won’t take the train, no she won’t take the train
She’s afraid them tracks are gonna slow her down
And when she turns this boy’ll be gone
So long, sometimes you just gotta walk on, walk on
Hey vibes man, hey jazz man, play me your serenade
Any deeper blue and you’re playin’ in your grave
Save your notes, don’t spend ‘em on the blues boy
Save your notes, don’t spend ‘em on the darlin’ yearlin’ sharp boy
Straight for the church note ringin’, vibes man sting a trash can
Listen to your junk man
Listen to your junk man
Listen to your junk man
He’s singin’, he’s singin’, he’s singin’
All dressed up in satin, walkin’ past the alley
He’s singin’, singin’, singin’, singin’”.


====

Più che una canzone, una poesia. Il mio racconto, almeno nella forma scritta, è terminato. Ci ho impiegato tantissimo; nel frattempo un trasloco e tutti i problemi correlati.

A volte mi rifiutavo di scrivere perchè quei ricordi mi inducevano a chiedermi cosa ci facessi qui. New York è unica, nel bene e nel male. Non perdona chi non segue le sue regole, ovvero... vivere, farlo al massimo con tutte le proprie forze.

Vorrei potervi raccontare altre avventure, ma al momento non ne ho. Quest'anno, molto probabilmente, rimarrò nella vecchia Europa con una vacanza in Scozia. L'anno prossimo, si spera, grazie anche a qualche soldino che sto mettendo da parte così come le ferie, ripartirò oltre oceano; le destinazioni sono molteplici, tra cui:

- Australia;
- Costa Est USA;
- Costa Ovest USA.

Inizierà una nuova grande avventura. Commenti e critiche, nonchè suggerimenti sul racconto o la mia nuova vacanza mi faranno enormemente piacere.
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« Risposta #142 inserito:: 22 Marzo 2013, 21:26:49 »


Già il passaggio dal terminal 2E al 2F é il delirio. Se non sbaglio, per Torino si parte addirittura dal 2G, che mi dicono sia la parte più seccante da raggiungere di tutto il T2.
Anche io sarò in Scozia, per poi scendere verso Manchester, Liverpool e l'Irlanda.

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« Risposta #143 inserito:: 22 Marzo 2013, 22:31:14 »


bella bella l esperienza al museo di storia, ero dell idea di inserirlo nei 2-3 giorni in cui usufruirò della new york pass ma dovrò cambiar programma.. pensavo di far 5-6 attrazioni ogni giorno per aver il massimo risparmio sui biglietti, quindi mi conviene spostare a un altro giorno il programma della nostra notte al museo  Cheesy
ringrazio il cielo di aver trovato una bella offerta per i voli, diretti andata e riorno e zero vicissitudini per gli scali, incrociando le dita di non averne al JFK  Wink
Commenti non posson che esser positivi, mi hai portato tanti buoni spunti per quella che sarà la nostra avventura (-172!!)
e mi hai fatto sognare e fatto desiderare ancor di più di quanto già non sia di partire al più presto..
La Scozia è anche un mio grande sogno, senza programmare nulla noleggiare un auto e girarla in lungo e in largo scoprendone le meraviglie, arriverà il momento anche per me.. intanto pensiamo a NY per quest' anno e per l' anno prossimo Provenza e Camargue, realtà totalmente all' opposto!!  Cheesy  Cheesy
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« Risposta #144 inserito:: 23 Marzo 2013, 11:45:10 »


io ho fatto scalo a Parigi quando sono andata in Texas ma non mi è sembrato un delirio il passaggio dal 2F al 2E! a piedi son neanche 10 minuti ed è tutto segnalato bene...
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« Risposta #145 inserito:: 23 Marzo 2013, 12:24:03 »


Grazie Giuseppe. Ora che hai terminato ti vorrei esprimere tutta la mia ammirazione personale sia per il racconto sia per la semplicità e naturalezza con le quali hai saputo superare tutte le difficoltà. Sono certo che le prossime destinazioni saranno altrettanto interessanti e foriere di nuovi ed appassionati racconti come quello che hai appena finito.
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« Risposta #146 inserito:: 25 Marzo 2013, 09:35:50 »


Citazione di: flapane
Già il passaggio dal terminal 2E al 2F é il delirio. Se non sbaglio, per Torino si parte addirittura dal 2G, che mi dicono sia la parte più seccante da raggiungere di tutto il T2.
Anche io sarò in Scozia, per poi scendere verso Manchester, Liverpool e l'Irlanda.

A noi si fermò ufficialmente al 2E quel giorno, Hall M, che è praticamente l'ultima prima del 2G, il più lontano. Confermo che il 2G è il più complesso da raggiungere e lasciare, dato che non vi arriva lo shuttle (non ancora perlomeno).

Manchester e Liverpool mi mancano, mentre l'Irlanda la visitai nel 2011. E' una terra magnifica ed i suoi abitanti hanno una cordialità unica. Sono certo che ti colpirà se per te è la prima volta.



Citazione di: axel84
bella bella l esperienza al museo di storia, ero dell idea di inserirlo nei 2-3 giorni in cui usufruirò della new york pass ma dovrò cambiar programma.. pensavo di far 5-6 attrazioni ogni giorno per aver il massimo risparmio sui biglietti, quindi mi conviene spostare a un altro giorno il programma della nostra notte al museo 
ringrazio il cielo di aver trovato una bella offerta per i voli, diretti andata e riorno e zero vicissitudini per gli scali, incrociando le dita di non averne al JFK 
Commenti non posson che esser positivi, mi hai portato tanti buoni spunti per quella che sarà la nostra avventura (-172!!)
e mi hai fatto sognare e fatto desiderare ancor di più di quanto già non sia di partire al più presto..
La Scozia è anche un mio grande sogno, senza programmare nulla noleggiare un auto e girarla in lungo e in largo scoprendone le meraviglie, arriverà il momento anche per me.. intanto pensiamo a NY per quest' anno e per l' anno prossimo Provenza e Camargue, realtà totalmente all' opposto!!

Il museo di storia naturale è un must. Mi rendo conto di quanto sia stato divertente e istruttivo. Non escludo che per chi abita nel quartiere possa essere punto di ritrovo o di gita per i più piccini.

Sono contento di essere stato utile in qualche modo al tuo viaggio. Spero che per la tua avventura troverai condizioni meteo serene. New York con il cielo terso è qualcosa di davvero magico!



Citazione di: vertigirl
io ho fatto scalo a Parigi quando sono andata in Texas ma non mi è sembrato un delirio il passaggio dal 2F al 2E! a piedi son neanche 10 minuti ed è tutto segnalato bene...

Dipende dalla hall oltre che dal terminal. Se sei sbarcata nella hall principale, sono uno di fronte all'altro. Altrimenti il percorso è ben più complesso.



Citazione di: Spino
Grazie Giuseppe. Ora che hai terminato ti vorrei esprimere tutta la mia ammirazione personale sia per il racconto sia per la semplicità e naturalezza con le quali hai saputo superare tutte le difficoltà. Sono certo che le prossime destinazioni saranno altrettanto interessanti e foriere di nuovi ed appassionati racconti come quello che hai appena finito.

Ti ringrazio Spino, davvero. I sogni a volte possono avverarsi; questo è uno di quei casi. In ogni caso, sono io che devo ringraziare te e tutto il forum per le preziose informazioni ed il senso di famiglia che questa comunità ha. E' cosa rara oramai.
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« Risposta #147 inserito:: 25 Marzo 2013, 12:52:17 »


la hall non me la ricordo Sad mi ricordo che ho camminato un po', attraversato la zona ritiro bagagli e poi all'uscita dalla zona arrivi c'erano tutti i cartelli con le direzioni...
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« Risposta #148 inserito:: 26 Marzo 2013, 09:51:53 »


la hall non me la ricordo Sad mi ricordo che ho camminato un po', attraversato la zona ritiro bagagli e poi all'uscita dalla zona arrivi c'erano tutti i cartelli con le direzioni...

Io la ricordo perchè dovetti fare due fermate con la metropolitana interna...  Grin
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« Risposta #149 inserito:: 26 Marzo 2013, 11:39:05 »


boh...comunque sia...mi è venuta una voglia di ripartire fortissimaaaaa!
ma quest'anno niente USA, si va più a sud Cheesy
forse l'anno prossimo...chissà

quando sono in crrsi d'astinenza mi rileggo un po' del tuo racconto Cheesy
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