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Autore Discussione: The Fourth Coming - Going Up The Country  (Letto 65625 volte)
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78Luca
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« Risposta #330 inserito:: 08 Febbraio 2010, 10:55:50 »


Doccia poi mi preparo al volo. La vera notizia è che stasera non indosso il Power Suit.
Non ricordo neppure quando è stata la mia ultima notte a NY senza indossarlo, probabilmente bisogna risalire al primo viaggio del 2006, ma per stasera ho progetti molto diversi rispetto al solito. Stasera infatti si va nell’East Village ed a Williamsburg.
Jeans e camicia nera portata fuori sono perfetti per l’occasione.
Mi preparo a tempo di record ed alle 9.30 pm sono già pronto per uscire. Mi ributto in metro scendendo di nuovo in Union Square. C’è ancora il ghiaccio in terra, anche se stanno iniziando a portarlo via. Peccato, avrei voluto sbatterlo un altro po’…
Come sempre la piazza è molto animata, con tantissima gente.
Seguo la 4th Ave verso sud, quindi giro lungo qualche streets diretto ad est. In questa zona della città le strade sono veramente carine, dei bei viali alberati lungo i quali sorgono graziose casette (foto N° 946, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/).
Alle 10 pm sono già nel cuore dell’East Village, sulla 2nd Ave, che è veramente strapiena di locali. È impressionante, praticamente ad ogni civico corrisponde un locale. Questa zona non l’ho mai frequentata troppo di notte ma è veramente da vedere, strapiena di gente ed anche di auto (foto N° 947).  I locali naturalmente sono molto diversi da quelli del Meatpacking, sono tutti più informali ma ugualmente carini e di buon gusto. Quasi tutti ristorantini o comunque posti dove si cena e poi si rimane a bere. Alcuni poi sono a tema od hanno un design particolare (foto N° 948 e 949).
La gente è forse meno curata come look rispetto a chi si incontra nelle zone più hip, ma le belle ragazze certo non mancano.
È una NY più “sincera” rispetto a quella modaiola del Meatpacking e di Chelsea, sarà una banalità però è effettivamente così.
Percorro tutta la 2nd Ave dalla 10th St fino ad arrivare a Hudson St, il confine con il LES. Non che abbia il tempo di fermarmi da qualche parte, ma anche volendo non saprei proprio dove entrare; ci sono talmente tanti locali carini che la scelta sarebbe davvero difficile. Alla fine forse basta fermarsi in un bar qualunque, (un qualunque bar americano per chi ha visto Love Actually…), uno praticamente vale l’altro, tanto hanno tutti la stessa affascinante atmosfera. Passeggiare lungo la via, con tantissimi ragazzi in giro, è veramente bello.
Ritorno verso nord incamminandomi stavolta sulla 1st Ave, ed anche qui incontro tantissimi locali, forse appena leggermente meno che sulla 2nd Ave ma è sempre davvero molto bello. Vado anche a vedere alcuni posti che avevo segnato tipo il Boucarou (64 E 1st St Btw 1st and 2nd Aves http://www.boucaroulounge.com/ Ora già chiuso!) ed il Sutra Lounge (16 1st Ave at 1 St. http://www.sutranyc.com/home.htm) che però, pur essendo molto d’atmosfera, sinceramente mi sembrano più sullo stile Meatpacking che East Village; un po’ fuori posto insomma.
Visto che ci sono così tanti locali sulle Avenues, pensavo che le Streets a questo punto fossero praticamente deserte, ma sbagliavo! Anche lungo queste infatti trovo qualche posto veramente carino, forse più raffinato e tranquillo rispetto ai locali “di massa” che si trovano lungo le Aves.
Di solito l’ultima sera ho sempre avvertito quel senso di nostalgia anche se effettivamente non ero ancora partito, ma stavolta è tutto diverso. Abbiamo visto e fatto talmente tante cose straordinarie durante questo viaggio che proprio non è possibile essere malinconici. È una delle rarissime volte in cui mi sento di aver fatto tutto quello che potevo e l’ho fatto davvero al meglio. È rimasto fuori il surf che era una delle cose fondamentali, ma nemmeno questo riesce a scalfire il mio senso di appagamento. Ecco, sono veramente appagato, ed è una sensazione davvero piacevolissima.

Faccio infine un breve giro anche sulla 3rd Ave per completare l’esplorazione della zona. Qua però c’è molto meno e trovo solo un posto degno di nota, il lounge di un bell’albergo che però non ha insegna.
Torno a Union Square e riprendendo la metro fino a Bedford Ave, Williamsburg.
Arrivo che è ormai mezzanotte. La fermata della metro è situata nel vivo della zona, che però fin da subito non è che mi faccia una grande impressione. Se l’East Village mi sembra abbia fatto passi da gigante, questa zona deve farne ancora davvero parecchi. Non è che ci sia poi tantissima gente in giro, anzi, rispetto all’East Village non siamo neppure vicini alla metà come quantità (in proporzione, naturalmente l’East Village è molto più vasto). I palazzi sono più bassi e forse ti mettono un po’ meno in soggezione, ma l’atmosfera è meno suggestiva e comunque questa zona mi sembra sempre lasciata un po’ all’incuria, con immondizia in terra e cassonetti strapieni (foto N° 950). Soprattutto però di locali lungo Bedford Ave non è che ce ne siano poi così tanti, ed inoltre per lo più sono mezzi vuoti e non molto attraenti.
Subito mi reco a vedere il Public Assembly (ex Galapagos, 70 N. 6th St. bet. Wythe and Kent Aves www.publicassemblynyc.com/), che forse è il locale più rinomato del quartiere. Anche lungo la sua via c’è qualche localino, un po’ più d’atmosfera forse rispetto a quelli di Bedford Ave.
Il Public Assembly è molto alternativo e veramente bello come posto, almeno vedendolo da fuori attraverso la vetrata. È tutto in mattoni al grezzo con l’interno molto colorato in stile Klaxons (foto N° 951). Ci sono due sale (se ne vede solo una da fuori) in ognuna delle quali si sta tenendo un concerto. Ad ogni modo non è che ci sia tantissima gente, così procedo con l’intenzione di tornare più tardi.
Percorro tutta Bedford Ave (non che sia lunghissima, anzi) quindi vado al Barcade (388 Union Ave btw Ainslie St e Power St), che si rivela più lontano di come mi sembrava sulla cartina. Nel mezzo tra Bedford Ave e qua comunque c’è il nulla più assoluto, niente di niente. E nemmeno nessuno in giro. Sembra quasi una vecchia zona industriale ormai dismessa.
Incredibile ma riesco a trovare degli italiani persino qui!
Questi però mi sembrano dei residenti della zona, almeno a giudicare dagli argomenti di cui parlano.
Il Barcade è un bar un po’ particolare, ci sono infatti un sacco di videogiochi ormai vintage come Tetris e simili (foto N° 952). Carino e sempre molto alternativo come posto, però io terrei la musica un po’ più alta e metterei un sound indie molto più marcato. Così dovrebbe essere Williamsburg!
Mi piacerebbe davvero fermarmi a bere una birra, ma alla fine che senso ha trascorrere la serata qui?? Cioè, va bene che è un posto particolare e caratteristico della zona, ma con l’East Village non c’è paragone!
A parte questo bar nelle vicinanze poi non c’è assolutamente nient’altro.
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« Risposta #331 inserito:: 08 Febbraio 2010, 10:57:26 »


Torno allora su Bedford Ave, che mi delude di nuovo (speravo ci fossero molti più locali e molta più gente), quindi Public Assembly. Entro, ma quando si arriva al punto in cui c’è da pagare allora esco. Alla fine non mi va di restare qui, non ha davvero senso. Sarà anche molto carino come posto ma non me la sento di dire che sia meglio del Maffia  (locale di Reggio purtroppo ora chiuso, sigh!). L’unico punto in più a suo favore è che si trova a NY anziché a Reggio... non è sicuramente un punto da poco, ma di sicuro tutta questa attenzione che si da a Williamsburg (al punto da meritarsi canzoni, articoli vari, etc.) mi sembra un po’ esagerata.
Il mio comunque è un giudizio basato su una permanenza brevissima e probabilmente potrei aver beccato anche un week end sbagliato (anche ieri sera a Chelsea c’era pochissimo), però questo è quello che ho visto io. L’estate poi è sicuramente il periodo peggiore per venirci (ma questo anche a NY in generale…), spero di riuscire a tornare presto in una stagione diversa; in ogni caso a Williamsburg vorrei tornarci.
Dopo poco più di un’oretta quindi mi rimetto in metro e torno nell’East Village, che invece mi ha impressionato molto positivamente. Giro un po’ la zona alla ricerca di un posto in cui fermarmi, ma adesso anche qui c’è già molto meno ed i locali iniziano a svuotarsi. Decido allora di andare nel LES dove incontrerò sicuramente più gente.
Casualmente arrivo anche al Katz’s Delicatessen in cui ancora non ero mai stato (foto N° 953). Percorro tutta Ludlow St fino ad arrivare al Dark Room (165 Ludlow St), locale che frequentavano i ragazzi degli Interpol quando erano ancora agli inizi. Mi ha sempre ispirato questo posto ma purtroppo trovo una lunga fila all’ingresso e per giunta anche qui degli Italiani!
Proprio non ne posso più, è incredibile che ovunque vada ne trovi!! Alla fine Decisione Drastica N°5: mai più a NY in estate! (sperando di poter continuare a scegliere liberamente il periodo delle ferie). L’estate è veramente il periodo peggiore, sia come stagione che come gente!
Faccio un altro giro in zona, ma è tutta sera che cammino senza mai fermarmi ed a questo punto mi è anche passata un po’ la voglia. È bastato comunque un solo giorno a NY per farmi venire le vesciche ai piedi! Certo la passeggiata di oggi è stata un po’ lunghina… tra l’UWS, Chelsea, Meatpacking, West Village, Soho, East Village, Williamsburg ed infine LES!
Torno in ostello e mi metto a letto che sono ormai le 3 am. È la mia ultima notte in America dopo tre settimane trascorse qui. 
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« Risposta #332 inserito:: 08 Febbraio 2010, 22:15:55 »


Sento che ormai siamo proprio agli sgoccioli purtroppo (anche se dirai che non ci vuole un genio a capirlo, visto l'ultima frase del post laugh)!

Da quel che ho letto in quest'ultima parte del racconto mi sembra che l'East Village sia un posto "un po' più da pub", mi sbaglio?
A questo proposito, mi sono sempre chiesto (o almeno da un po' di tempo a questa parte), se uno a New York volesse andare un locale informale, una sorta di pub appunto, a bere una birra e magari assistere un concerto live nel frattempo, in che zona dovrebbe dirigersi?
Non so mi sono sempre immaginato che ci fossero locali con un bancone di legno bello spesso, dove ti siedi bevi qualcosa e ascolti un po' di musica rock... Smiley è solo una fantasia o anche in minima parte rispecchia la realtà?

Scusa la domanda bizzarra!

P.S. Mi sa che nel penultimo post è rimasto pigiato il "corsivo". Wink

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« Risposta #333 inserito:: 09 Febbraio 2010, 10:55:58 »


Purtroppo nel forum da quando è stato aggiornato ci sono dei grossi problemi con il cursore quando il post è lungo, perde continuamente la posizione e ieri non riuscivo proprio a sistemare il corsivo! Ora ho inserito quel post da capo in modo da sistemare tutto.

Per l'East Village è effettivamente così come hai intuito. Certo anche qui ci sono locali un po' di tutti i tipi, ma per lo più sono posti in cui fermarsi a bere. Non proprio solo pub, più simili a ristorantini in cui ti fermi a bere qualcosa con tavoli anche sul marciapiede (in estate ovviamente).
Posti con musica live come quelli che intendi tu poi trovarne sia qui ma anche nel Village e su Bleeker St. Ricordo che Spino è stato diverse volte al Back Fence, a me sembrava un bel posto anche quello che si trova esattamente di fronte, Le Poisson Rouge. Nel mio primo viaggio ero stato all'Arlene's Grocery, pub con bancone e saletta tipo sala prove. Bel posto anche questo.
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« Risposta #334 inserito:: 09 Febbraio 2010, 20:42:47 »


Grazie per i consigli, sto dando un occhiata ai siti dei vari locali per farmi un'idea.

Ho anche scoperto una pagina di wikipedia in inglese che elenca tutte le principali vie di Manhattan, descrivendo per ciascuna i locali tipici, i luoghi dove passare... è davvero interessante! Per chi volesse ecco il link.

Si per il corsivo, immagino le difficoltà, l'ho fatto notare giusto perchè me ne era accorto, anche se era una cosa del tutto secondaria!
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« Risposta #335 inserito:: 10 Febbraio 2010, 09:04:11 »


Davvero ottimo il link a Wikipedia, me lo segno anche io!
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« Risposta #336 inserito:: 10 Febbraio 2010, 09:08:31 »


02/08/2009 Domenica – Last Day.

La mia ultima chiamata mattutina Americana è fissata per le 8 am.
Subito una piacevole sorpresa ad attendermi… ovvero anche oggi piove! Ma come??!
Ma se dopo la meravigliosa giornata soleggiata di ieri sembrava che non sarebbe più piovuto per anni!?!?
La vista dalla finestra comunque mi soddisfa (foto N° 954, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/); cioè, non che sia proprio bella dal punto di vista estetico, ma è molto Newyorkese con questo palazzo di fronte così vicino. Vedo un tipo attraverso una finestra, mi ricorda un po’ Friends quando nell’appartamento di fronte avevano il nudista grassone…
Avverto delle sensazioni irreali mentre mi preparo, con la consapevolezza che tutte le cose che farò oggi le farò per l’ultima volta. Comunque chiudo le valige e faccio il check out lasciando i bagagli nell’apposita saletta dell’ostello ($ 1 per valigia).
Come prima tappa della giornata avevo intenzione di andare nel Queens alla Water Taxy Beach (2 Borden Avenue, Long Island City, Queens. http://www.nywatertaxi.com/water-taxi-beach/), dato che l’idea della spiaggia a New York mi ha sempre affascinato, ma considerando le condizioni meteo non proprio favorevoli direi che il primo obbiettivo è già saltato.
Passo quindi direttamente alla seconda tappa, stavolta a Brooklyn.
Prendo la metro, scendo alla fermata di High St, quindi mi incammino verso il Manhattan Bridge percorrendo Washington St. Da questa strada è stata scattata la foto per la locandina di C’era una volta in America (potete avere questa vista con la street view mettendo “50 Washington St Brooklyn New York”); gran film!
La vista del ponte da qui è davvero fantastica, imponente. Scatto decine di foto per cercare di cogliere la posa più simile a quella della locandina, senza riuscirci troppo ovviamente (foto N° 955). Peccato per la brutta giornata che rende i colori così freddi rispetto all’immagine della New York di com’era una volta del film.
Mi incammino quindi verso il vicino Empire Fulton Ferry State Park, grazioso parchetto (nel quale volevo andare da almeno due anni senza mai averne il tempo!) dal quale si gode di una bellissima vista dello skyline di Manhattan con il Brooklyn Bridge ad impreziosire il tutto (foto N° 956, 957 e 958). Bello davvero, ho fatto proprio bene a venire qui.
In lontananza scorgo anche una minuscola visione della Statua della Libertà (foto N° 959); sarà che sono le ultime ore che mi rimangono da trascorrere nella City ma la sua vista mi fa sentire bene.
Torno a Manhattan e scendo a Union Square.
Finalmente ha smesso di piovere ma la mattinata rimane molto grigia e nebbiosa, tanto che della punta dell’Empire non si hanno notizie (foto N° 960). Compro un paio di Converse per un mio amico da Shoemania, quindi mi incammino fino al 226 E 13rd St. tra la 2nd e 3rd Aves. Qua c’è l’albergo, anche se in realtà non lo è, nel quale esercitava il mestiere Jodie Foster e dove si svolge la mitica scena finale di Taxi Driver, grandissimo film!! (foto N° 961 e 962 http://www.youtube.com/watch?v=LZ5ZNKGuRFM minuto 2.46)
Certo in oltre trent’anni il quartiere è cambiato parecchio ed anche il palazzo in questione appare ora molto diverso. Confrontando con il film però si riesce ancora a riconoscerlo, manca solo Jodie Foster tredicenne!
Ritorno verso Union Square passando dalle streets che più mi erano piaciute ieri sera e che ancora continuano ad affascinarmi.
Mi reco quindi alla Pete’s Tavern (129 E 18th St. at Irving Pl http://www.petestavern.com/), storica taverna risalente al 1864. A quest’ora i camerieri sono intenti nel pranzo (foto N 963).
Questa zona residenziale è davvero splendida, si avverte un senso di pace ed armonia nell’aria e sembra che tutti siano felici.

Volete sapere se sono malinconico per la partenza sempre più imminente?
Ebbene la risposta è no! Questo viaggio è stato così intenso, così entusiasmante e così straordinario che mi sento solamente felice e sereno, appagato in modo dilagante. Ho fatto tutto quello che dovevo e volevo fare, perché mai dovrei sentirmi malinconico?!
Arrivo fino alla E 23rd St passando dal grazioso Gramecy Park, che continua ad avere l’ingresso lucchettato. Da queste parti vi abita Whitney; butto lo sguardo verso l’alto per cercare di scorgere il palazzo dal tetto particolare, ma invano.
Non mi rimane ancora molto tempo da trascorrere a New York, così inizio ad avvicinarmi all’ostello. Salgo in metro fino ad arrivare alla E 51st St, dove scendo incamminandomi verso la 5th Ave. Su questa strada trovo una Chiesa davanti alla quale si è formata una gran folla di persone, noto anche diverse auto blu che proprio in questo momento stanno partendo. Chiedo allora ad uno che ha assistito alla scena che cosa stia succedendo, e lui risponde che c’era il Presidente.
Mi rimane un’oretta scarsa, faccio un giro sulla 5th Ave entrando da H&M, dove però non acquisto niente. Primo anno che non vi compro un paio di jeans.
Risalgo la Avenue verso Central Park fino ad arrivare da Abercrombie, che sta aprendo proprio ora. Una gran ressa di gente è gia à pronta per entrare. Mi viene una bella idea… Perché non andiamo a vedere le sexy commesse in camicia di Noel per l’ultima volta?!
Appena dentro già mi pento.
Proprio non potevo scegliere un’altra meta per trascorrere i miei ultimi minuti nella City??!
Qualsiasi altra cosa?!?
Gran casino ovviamente, mi sento asfissiare, mi sento veramente oppresso. Se non altro stando qui dentro mi ricarico di profumo e visto che il viaggio sarà lungo ne avrò bisogno...
Cerco subito l’uscita ma come sono fuori ecco la bella sorpresa… ha ripreso a piovere!
E viene giù anche bene!
Proprio adesso che devo andare a riprendere i bagagli?!  
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« Risposta #337 inserito:: 10 Febbraio 2010, 09:12:55 »


Arrivo in ostello e riprendo le valige. Avevo programmato di cambiarmi nel bagno della reception come avevo fatto lo scorso anno per affrontare il volo in maniera dignitosa, ma a questo punto con tutta l’acqua che viene è perfettamente inutile.
Avendo due valige ovviamente non riesco ad aprile l’ombrello e non mi rimane altro che prendere dell’acqua fino a quando arriverò alla stazione metro. Giacca dei soci riparami tu!
Come esco dall’ostello oltretutto mi rimane in mano la maniglia della valigia (che già nei giorni scorsi si era un po’ sfondata anche se non ho capito bene come e quando); ottimo… Ma perchè a me le valige non durano mai più di due anni?!
Arrivo in metro con le braghe fradice fin quasi al ginocchio, sudato come una bestia per la fatica di trascinare le valige il più in fretta possibile e con la giacca dei soci bagnata che mi sta tutta appiccicata alla pelle; praticamente un profugo!
Cerco di ricompormi e di asciugarmi alla bene meglio. Il treno per fortuna arriva in fretta e durante il tragitto per arrivare al JKF la giacca dei soci si asciuga completamente. Come scendo per andare a prendere l’air train ecco che adesso, sempre dalla stessa valigia, si stacca irrimediabilmente anche una ruota!! Ma porca xxxxxxx!!
D’ora in avanti dovrò praticamente trascinarla strusciandola per terra. Già immagino la fatica bestia che farò a Milano sul marciapiede in ciottoli della stazione centrale.
Che la City abbia intuito che non so quando sarà la prossima volta che tornerò e faccia di tutto per trattenermi qui?!
Visione romantica che non mi fa fare meno fatica ma almeno mi fa sentire desiderato.

Arrivo al terminal trovando come sempre un gran casino a causa di questi maledetti check in automatici e del fatto che Delta è una compagnia di xxxxx! Pranzo con uno schifoso cheeseburger da Burger King per poi scoprire che al piano superiore c’era Sbarro, xxxxx!
Ad ogni modo supero tutto ed arrivo al mio gate dove mi aspetta un’altra bella sorpresa… ci sono praticamente solo italiani!!!!
Non che mi aspettassi una situazione molto diversa, però non immaginavo neanche una tragedia del genere! Salgo in aereo mentre mi affiora una sensazione terribile, cioè che anche se effettivamente mi trovo ancora in territorio Newyorkese, in pratica sono già in Italia (visti i compagni di volo).
È forse la peggiore e triste tra tutte le considerazioni che potevo fare.
Come se non bastasse mi tocca come compagno di volo il peggiore di tutto l’aereo!
Se non altro almeno si rivela poi abbastanza mansueto, niente a che vedere con il maniaco che mi era capitato lo scorso anno…
L’aereo decolla, cerco di dormire un po’ ma inspiegabilmente non ho nemmeno troppo sonno. Recupererò poi appena tornato a casa le decine di ore di mancato riposo accumulate in queste tre settimane.
Con la mente non posso fare a meno di andare a ripercorrere questo lunghissimo viaggio, anche se è veramente uno sforzo talmente sono tanti gli scenari attraversati.
Sembra trascorsa ormai una vita da quando tre settimane fa atterravamo a Vancouver (con l’infinito interrogatorio alla dogana…), con le escursioni nei suoi selvaggi boschi; Seattle con la meravigliosa baia, i luoghi dove hanno suonato i Nirvana, la casa di Kurt, la nostra jam session (inascoltabile ma bellissima!), le terribili salite affrontate in bicicletta ed il fantastico campus della Microsoft a Redmond; Aberdeen con i luoghi in cui Kurt è cresciuto e dove è diventato quello che è stato, nel bene e nel male (From The Muddy Banks Of The Wishkah); Astoria con la casa dei Goonies ed il pazzesco amore a prima vista per l’Oregon; Portland, una vera sorpresa; il Timberline Lodge, cioè l’albergo dove è stato girato Shining; l’infinita ma splendida tappa verso la Silicon Valley; il campus di Google; Big Sur, di cui nessuna foto o racconto potrà mai nemmeno lontanamente rendere giustizia; Los Angeles, dove ormai mi trovo a meraviglia; le follie di Las Vegas; la guadata del fiume allo Zion NP; gli splendidi colori del Bryce Canyon, gli interminabili chilometri notturni per raggiungere le mete nei pressi dei parchi; le tempeste di lampi; Utah, remember Utah in the rain; gli incredibili archi naturali di Arches NP; l’arcobaleno e gli accecanti colori del crepuscolo sulla Monument Valley; l’enorme voragine del Grand Canyon; e poi, come sempre, la chiusura con il week end a New York, quasi come un sospirato ritorno a casa dopo un lunghissimo girovagare.
Home sweet home.
Troppe, forse veramente troppe cose da digerire ed assaporare tutte insieme. In viaggio diventa difficile rendersi realmente conto di quello che si sta vivendo quando ci si trasferisce continuamente, ma sarà bellissimo assimilare il tutto rivedendo le migliaia di foto e video scattate lungo il percorso e scrivendo questo lunghissimo racconto in lavorazione da mesi.
Perchè certe esperienze nella vita non si possono dimenticare, e questa è una di quelle. Non si potranno mai descrivere veramente, ma è splendido averle vissute in prima persona.

Sono in volo da ore, il buio avvolge la vista fuori dal finestrino.
New York è una certezza ormai alle spalle, mentre il futuro appare più distante e indefinito che mai. Mentre gli scorsi anni sul volo di ritorno avevo già la certezza che sarei presto ritornato nella City ed on the road sulle strade americane, stavolta davvero non so cosa ci sarà ad attendermi.
Ma a questo punto, dopo tutte le soddisfazioni che mi sono tolto, l’importante è il viaggio, non dove andrò.


THE END
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« Risposta #338 inserito:: 10 Febbraio 2010, 13:05:55 »


Bene Luca, ora che hai finito permettimi di farti i più grandi complimenti. Non solo ci hai regalato come tuo solito un racconto molto completo e dettagliato, ma ci hai anche regalato le tue emozioni. Ho già inserito nel mio sito il racconto di un tuo precedente viaggio, se me ne dai il permesso vorrei inserire anche questo.
Bravo davvero.
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« Risposta #339 inserito:: 10 Febbraio 2010, 15:10:37 »


Bene Luca, ora che hai finito permettimi di farti i più grandi complimenti. Non solo ci hai regalato come tuo solito un racconto molto completo e dettagliato, ma ci hai anche regalato le tue emozioni. Ho già inserito nel mio sito il racconto di un tuo precedente viaggio, se me ne dai il permesso vorrei inserire anche questo.
Bravo davvero.
Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!
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« Risposta #340 inserito:: 10 Febbraio 2010, 15:35:58 »


Mi associo ai complimenti di Spino, sei stato proprio bravo Luca a descrivere ogni minuzioso particolare del tuo viaggio: tante sensazioni sono le stesse che provo io l'ultimo giorno, soprattutto quando mi è capitato che fosse una giornata grigia e piovosa.

P.S. La foto "locandina" è bellissima, mi permetterò di copiartela nella mia prossima visita!
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« Risposta #341 inserito:: 10 Febbraio 2010, 19:18:25 »


Uno spettacolo, magnifico racconto! Non credo ci sia altro da aggiungere. Smiley

Mi dispiace solo che sia finito, mi ero veramente appassionato alla lettura!
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« Risposta #342 inserito:: 10 Febbraio 2010, 22:45:49 »


Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!

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« Risposta #343 inserito:: 11 Febbraio 2010, 12:41:34 »


Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!

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Grazie per i complimenti anche a Pippo ed Aragorn, fa sempre piacere sapere di avervi appassionati nella lettura!
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« Risposta #344 inserito:: 14 Febbraio 2010, 19:46:17 »


Complimenti Luca,bellissimo racconto!!!
E' stata una bella emozione viaggiare (con la mente) con te!
Grazie Kiss
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