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New York: la vostra meta! => Appena rientrati => Discussione aperta da: 78Luca - 17 Agosto 2009, 08:09:35



Titolo: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 17 Agosto 2009, 08:09:35
20400 km di volo, 5437 km percorsi in macchina, 23 giorni di viaggio,19 città (o cittadine) visitate, 6 Stati attraversati, 6 parchi e 6 mezzi di trasporto utilizzati.
Questi in breve i numeri della mia vacanza di quest’anno.
Soliti i protagonisti, Luca ed Enea, diverse le mete. Anche quest’anno abbiamo cercato infatti di allargare i nostri “confini”, riprendendo alcune tappe già visitate lo scorso anno ma al tempo stesso allargando il nostro raggio di azione. Come dico sempre all’inizio di ogni racconto, ogni viaggio è anche frutto delle esperienze precedenti e quindi programmato di conseguenza, per cui, come sempre, vi ripropongo i link ai miei precedenti resoconti in modo da tenere tutti i miei viaggi “legati” tra loro.
Ottobre 2006 – New York:
http://www.nyc-site.com/forum/index.php/topic,3740.15.html
Ottobre 2007 - Toronto, Niagara Falls, Boston, Cape Cod, New York: http://www.nyc-site.com/forum/index.php/topic,3863.0.html
Luglio 2008 - San Francisco, Yosemite Park, Death Valley, Las Vegas, Los Angeles, Orange County, San Diego, New York: http://www.nyc-site.com/forum/index.php/topic,3834.msg39376/topicseen.html#msg39376
Segnalo inoltre la discussione sul forum dove alcuni volenterosi mi hanno dato preziosissimi consigli per progettare il viaggio: http://www.nyc-site.com/forum/index.php/topic,5763.0.html

Anche quest’anno la vacanza è stata programmata tenendo in considerazione gli impegni universitari di Enea, che ci avrebbero poi divisi nel corso del viaggio.
Ma veniamo all’itinerario:
11/07/2009 Sabato: Partenza da Milano MPX (T1) ed arrivo a NY al JFK alle 15:15 pm.
Vanderbilt YMCA, 224 East 47th St. New York  www.ymcanyc.org/index.php?id=1140 ($ 38,50 - 28 €)

12/07/2009 Domenica: Partenza da Newark Terminal A alle 7 am ed arrivo in mattinata a Vancouver alle 10:12 am.
Granville Grand Hotel: 1212 Granville Street at Davie St,Vancouver BC, Canada (28 €)

13/07/2008 Lunedì: Vancouver
Granville Grand Hotel: 1212 Granville Street at Davie St,Vancouver BC, Canada (28 €)

14/07/2008 Martedì: Vancouver
Granville Grand Hotel: 1212 Granville Street at Davie St,Vancouver BC, Canada (28 €)

15/07/2009 Mercoledì: Partenza in autobus Greyhound da Vancouver per Seattle. Ritorno in USA, Stato di Washington.
AAE Seattle Loyal Hotel: 2301 8th Avenue at Bell St. – Seattle (33 €)

16/07/2009 Giovedì: Seattle
AAE Seattle Loyal Hotel: 2301 8th Avenue at Bell St. – Seattle (33 €)

17/07/2009 Venerdì: Seattle
AAE Seattle Loyal Hotel: 2301 8th Avenue at Bell St. – Seattle (33 €)

18/07/2009 Sabato: Seattle
AAE Seattle Loyal Hotel: 2301 8th Avenue at Bell St. – Seattle (33 €)

19/07/2009 Domenica: Noleggio auto a Seattle ed arrivo a Portland OR in serata.
Portland Pensione: 109 NE San Rafael St., Portland, Oregon. www.portlandpensione.com (27 €)

20/07/2009 Lunedì: Portland.
Portland Pensione: 109 NE San Rafael St., Portland, Oregon. www.portlandpensione.com (27 €)

21/07/2009 Martedì: Partenza all’alba verso San Francisco ed arrivo a Mountain View in serata.
Pacific Inn Of Mountain View: 1984 W El Camino Real, Mountain View CA http://www.pacifichotels.com/index.html# (19 €)
  
22/07/2008 Mercoledì: Mountain View e Palo Alto, Santa Cruz, Monterey, Pacific Grove, 17 Mile Drive, Pebble Beach, Carmel-By-The-Sea, Big Sur, Morro Bay, Pismo Beach, Surf Country, arrivo a Santa Barbara a notte fonda. Tutto il viaggio viene effettuato sulla Hwy 1, strada costiera.
Hacienda Motel: 3643 State St. Santa Barbara, CA  93105 www.haciendamotel.com (38 €)

23/07/2009 Giovedì: Santa Barbara, Leo Carillo State Beach, El Matador, Zuma Beach, Point Dume, Malibu, Will Rogers beach, arrivo a LA ed albergo a WeHo.
Alta Cienega Motel: 1005 N La Cienega Blvd, West Hollywood. www.altacienegamotel.com (29 €)

24/07/2009 Venerdì: LA.
Alta Cienega Motel: 1005 N La Cienega Blvd, West Hollywood. www.altacienegamotel.com (29 €)

25/07/2009 Sabato: LA.
Alta Cienega Motel: 1005 N La Cienega Blvd, West Hollywood. www.altacienegamotel.com (29 €)

26/07/2009 Domenica: Partenza da LA, ingresso in Nevada ed arrivo a LV.
Hard Rock Hotel: 4455 Paradise Rd, Las Vegas  www.hardrockhotel.com/ (52 €)

27/07/2009 Lunedì: Partenza da Las Vegas, Zion National Park, Bryce canyon ed arrivo Moab UT Silver Sage Inn: 840 S. Main Street Moab Utah  www.silversageinn.com (28 €)
 
28/07/2009 Martedì: Partenza da Moab, Arches National Park, Dead Horse Point State Park, Mexican Hat, Monument Valley, ritorno in Arizona e notte a Tuba City.
Quality Inn Navajo Nation, 10 North Main St at Moenave Rd, Tuba City, AZ
http://www.qualityinn.com/hotel-tuba_city-arizona-AZ815 (50 €)

29/07/2009 Mercoledì: Partenza da Tuba City, Grand Canyon, ritorno in Nevada a Las Vegas Palms: 4321 W Flamingo Rd, Las Vegas  http://www.palms.com/  (33 €)

30/07/2009 Giovedì: Las Vegas. Enea parte per l’Oklahoma ed io proseguo il viaggio da solo.
Palms: 4321 W Flamingo Rd, Las Vegas  http://www.palms.com/  (65 €)

31/07/2009 Venerdì: Partenza da LV per NY.
West Side YMCA: 5 West 63rd Street, New York, NY 10023
http://www.ymcanyc.org/index.php?id=1096  ($ 75 – 54 €)

01/08/2009 Sabato: New York
West Side YMCA: 5 West 63rd Street, New York, NY 10023
http://www.ymcanyc.org/index.php?id=1096  ($ 75 – 54 €)

02/08/2009 Domenica: New York.
Partenza dal JFK 6:50 pm ed arrivo la mattina successiva a Milano MPX (T1) alle 8:50 am

Per ogni città avevo inoltre stilato un programma delle zone da vedere suddiviso nelle varie giornate. Come sempre abbiamo effettuato noi stessi in internet la prenotazione dei voli, degli alberghi e della macchina. Per l’assicurazione sanitaria ho optato anche quest’anno per www.viaggisicuri.com polizza argento, massimale di 5 milioni di Euro, al costo di 69,01 €.
Quest’anno avevo valutato anche www.columbusdirect.com che ha massimali più alti, più polizze assicurative ed un premio anche leggermente inferiore, ma poi ho scelto viaggi sicuri perché la columbus ha le condizioni generali di polizza in inglese e soprattutto perchè non ha sede in Italia.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 17 Agosto 2009, 08:10:20
Auto: Noleggiata con la compagnia National (http://www.nationalcar.com/) Categoria compatta, (avremo una Chrysler Cruiser), Pick up a Seattle e Drop off a Las Vegas all’aeroporto. Quest’anno purtroppo abbiamo pagato anche il sovrapprezzo per il Drop off ($ 199) visto che lasceremo la macchina in uno Stato diverso da quello di partenza (se però noleggiate in California e lasciate l’auto in Nevada non lo pagate generalmente). Costo totale per 12 giorni: $ 1104.22 (che è davvero tanto!! Ma quest’anno i prezzi per i noleggi sono saliti davvero molto!) comprensivi di Navigatore GPS, guidatore aggiunto (che l’anno scorso era free e quest’anno invece ci è costato $ 9.99 al giorno!), assicurazione supplementare LDW (Loss Damage Waiver, esonero di responsabilità in caso di perdita del veicolo), CDW (Collision Damage Waiver, esonero di responsabilità in caso di incidente al veicolo) e Roadside plus, assicurazione della National che dovrebbe essere tipo la LIS (assicurazione supplementare di responsabilità civile che aumenta la somma già esistente per legge).
Avevo con me anche la patente internazionale, fatta ormai due anni fa, anche se comunque secondo me non serve a niente.

Per preparare il viaggio, oltre ad una marea di ore in internet ed alla guida della Lonely Planet della California, mi sono fatto inviare gratuitamente dai visitor center delle varie città le guide che mettono a disposizione. Alcune sono utilissime, altre sono importanti più che altro perché contengono foto, la cosa più importante comunque sono le mappe dei vari Stati che abbiamo attraversato. Metto un po’ di link.
BRITISH COLUMBIA: http://www5.hellobc.com/brochures/
VANCOUVER: http://www.tourismvancouver.com/visitors/visitor_kit.php
STATO DI WASHINGTON: http://www.experiencewa.com/home.aspx http://www.experiencewa.com/plan-a-trip/printed-guides-and-maps.aspx  
SEATTLE: http://www.seattle.gov/music/map/  
OREGON: http://www.traveloregon.com/
PORTLAND: http://www.travelportland.com/visitors/visitor_guide_request.html
CALIFORNIA: www.visitcalifornia.com  
MONTEREY: http://www.seemonterey.com/official-visitors-guide-to-monterey-county
SANTA CRUZ: http://www.santacruz.org/index.shtml
SANTA BARBARA: http://www.santabarbaraca.com/forms/index.cfm?action=viewform&formID=1 http://www.santabarbara.com/community/visitors_center/
BEVELY HILLS: http://www.beverlyhillsbehere.com/cvbravg.asp?id=7
SANTA MONICA: http://www.santamonica.com/request-free-publications/
WeHo: http://www.visitwesthollywood.com/visitor-info/travel-guide/
NEVADA: http://travelnevada.com/nevada-maps.aspx
ARIZONA: http://www.arizonaguide.com/Request.aspx
UTAH: http://www.utah.com/maps/
MOAB: http://www.discovermoab.com/brochures.htm
http://www.dot.utah.gov/main/f?p=100:pg:2941898887536875:::1:T,V:346,

Una marea di roba insomma. Alcuni visitor center tuttavia fanno spedizioni gratuite solo per i residenti Usa o Canada, per cui alcune guide le ho solamente in formato digitale scaricate dal sito.

Bene, direi che per quanto riguarda la programmazione del viaggio questo è tutto. Poiché mi rendo conto che negli ultimi racconti dei miei viaggi sono andato un po’ fuori topic in un forum su NY come questo, soprattutto per le zone del nord ovest (che immagino non interessino a nessuno anche se per me sono zone straordinarie e da vedere assolutamente) cercherò di essere il più completo ma anche sintetico possibile.

Vi preannunciò che è stato un viaggio davvero straordinario, ma di uno straordinario incredibile, con emozioni a non finire. Non vi resta che continuare a seguirmi per sapere tutto.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 17 Agosto 2009, 09:09:16
Grazie Luca, non vedevo l'ora di leggerti.  :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 17 Agosto 2009, 09:32:14
Da un pò di giorni aspettavo di vedere questa discussione aperta... finalmente!!! :D  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 17 Agosto 2009, 11:58:16
yeahhh finalmente fra un po si parte con il nuovo viaggiooo


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 17 Agosto 2009, 14:49:27
Bentornato  :D ....non esagerare con la sintesi  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 17 Agosto 2009, 14:51:51
Citazione
Bentornato  :D ....non esagerare con la sintesi  ;)

Quoto in toto  ;D ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ilpolar90 - 17 Agosto 2009, 15:15:09
bentornato!!! e se puoi metti delle foto  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: sm4shing - 17 Agosto 2009, 15:57:04
che spettacolo,non vedo l'ora di leggere il tuo racconto !


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: giordy - 17 Agosto 2009, 19:11:14
bentornato!!!!non vedo l'ora di leggere il resto!!! ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 17 Agosto 2009, 19:27:38
Bentornato!
Che dire, già la presentazione del tuo viaggio è straordinaria, e mi fido pienamente  quando dici che "è stato un viaggio straordinario".
Non avevo dubbio che lo sarebbe stato. Aspetto il racconto.
A presto.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Elena1983 - 17 Agosto 2009, 21:24:38
non vedo l'ora di leggere le vostre avventure!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: potus878 - 17 Agosto 2009, 21:39:29
Ciao luca, ti aspettavo in aereoporto per bere un caffè insieme. Vorrà dire che sarà per la prossima volta.  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Franca123 - 17 Agosto 2009, 22:05:58
Già l'introduzione è straordinaria, posso immaginare il resto!!!! :D Grazie in anticipo!!!!!! ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: rosarosella - 17 Agosto 2009, 22:17:11
luca grazieeeeeeeeeeeeeeeeee......aspetto con ansia il racconto !!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Agosto 2009, 10:23:53
Non so davvero come ringraziarvi per la solita calorosa accoglienza con la quale mi salutate sempre al ritorno del viaggio! Grazie a tutti!

Fetentella e Spino non sapete il rischio che correte scrivendomi di non sintetizzare!!  ;D

Potus avrei davvero voluto cercarti in aeroporto, ma come leggerai più avanti ho avuto una piccola disavventura alla partenza che mi ha tenuto col fiato sospeso fino alla fine! Spero (anzi sono sicuro!) che anche il tuo viaggio sia stato altrettanto fantastico come il mio!

Ancora un po' di pazienza e presto inizierò il racconto vero e proprio!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 18 Agosto 2009, 11:16:56
Citazione
Fetentella e Spino non sapete il rischio che correte scrivendomi di non sintetizzare!!  ;D

Dai retta a chi è più anziano di te!!!  ;) ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 18 Agosto 2009, 12:04:10
luca non ti permettere di sintetizzare neanche una virgola...questo è uno dei miei appuntamenti preferiti!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Agosto 2009, 14:59:55
Ok, allora mi piegherò volentieri al vostro volere!  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: potus878 - 18 Agosto 2009, 20:39:42
ciao Luca, il mio viaggio è stato superlativo, ovviamente c'era solo da aspettarselo visto l'ambiente e le persone fantastiche incontrate nel mio camminno. Appena riesco, lavoro permettendo posto il racconto del viaggio, sopratutto delle hawaii se qualcuno è interessato


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 18 Agosto 2009, 22:26:50
Citazione
ciao Luca, il mio viaggio è stato superlativo, ovviamente c'era solo da aspettarselo visto l'ambiente e le persone fantastiche incontrate nel mio camminno. Appena riesco, lavoro permettendo posto il racconto del viaggio, sopratutto delle hawaii se qualcuno è interessato

Penso che siamo tutti interessati.  :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 19 Agosto 2009, 00:11:48
Citazione
ciao Luca, il mio viaggio è stato superlativo, ovviamente c'era solo da aspettarselo visto l'ambiente e le persone fantastiche incontrate nel mio camminno. Appena riesco, lavoro permettendo posto il racconto del viaggio, sopratutto delle hawaii se qualcuno è interessato


...... e ce lo domandi pure!!!!!! ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 19 Agosto 2009, 01:40:07
Citazione
ciao Luca, il mio viaggio è stato superlativo, ovviamente c'era solo da aspettarselo visto l'ambiente e le persone fantastiche incontrate nel mio camminno. Appena riesco, lavoro permettendo posto il racconto del viaggio, sopratutto delle hawaii se qualcuno è interessato

Quoto Spino e framant  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Agosto 2009, 11:50:23
Vai Potus! Certo che interessa!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: caipiroska - 20 Agosto 2009, 01:14:25
che bellooooo!!!! non vedo l'ora di leggerti!!!!

p.s. comunque siete due grandi!!

un bacione!!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 20 Agosto 2009, 08:22:44
Citazione
p.s. comunque siete due grandi!!
Addirittura?  ;D
Thanks!  :D

Adesso però cominciamo con il racconto...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 20 Agosto 2009, 08:25:26
11/07/2009 Sabato
La vera notizia è che una volta non dobbiamo dormire in aeroporto. Quest’anno volo diretto Delta Milano Malpensa – JFK con partenza alle 12 in punto. Tuttavia questo ne comporta che la sveglia suona alle 3.30 di mattina per prendere il treno per Milano Centrale e da qua il bus navetta per Malpensa. Arriviamo al check in con più di tre ore di anticipo sull’orario di partenza del volo, ma qua abbiamo subito una terribile sorpresa… ovvero overbooking!
Che cosa, che cosa?!?!?
La compagnia ha venduto più biglietti di quelli che sono effettivamente a disposizione e siccome noi non abbiamo ancora il posto assegnato (d’ora in poi sempre check in online anche se è una gran rottura!!) dobbiamo rimanere in attesa e sperare che si liberi qualche posto (o perché qualcuno rinuncia o perché qualcuno non si presenta, etc.)
Ci danno una carta d’imbarco provvisoria senza l’indicazione del posto a sedere; praticamente non conta nulla. Questa cosa mi fa davvero riflettere su quanto c’era andata bene lo scorso anno quando all’arrivo al JFK avevamo preso poche ore dopo il volo per San Francisco. Se non fossimo riusciti a salire sul volo per NY tutti i nostri programmi sarebbero saltati fin dalla partenza. Anche adesso però qualche rischio lo abbiamo comunque visto che abbiamo il volo per Vancouver domani alle 7 am da Newark. L’agitazione si mischia alla rabbia quando vedo che il volo Delta è in code share con Alitalia anche se quando l’ho acquistato non c’era scritto. L’avessi saputo avrei preferito anche pagare di più ma di certo non lo avrei preso. A questo punto credo che tutti i voli Delta per gli USA sono in cooperazione con Alitalia anche se non specificato.
Come se non bastasse, siccome non abbiamo una carta d’imbarco valida, nei negozi in aeroporto non ci possono nemmeno vendere il Toblerone, acquisto fisso prima di ogni partenza.
Neanche il Toblerone!!
Ci piazziamo a sedere davanti al gate in modo da essere i primi a chiedere quando arriveranno le hostess (c’è già da computer una certa priorità comunque). Scopriamo che non siamo gli unici ad essere in overbooking, anzi siamo almeno una decina; andiamo bene…
Tra rabbia ed agitazione per il rischio sia di perderci una giornata a New York che veder messi a rischio i nostri piani, l’unica cosa che almeno ci fa un po’ sorridere sono i quiz che due sorelline stanno facendo presi da una rivista scema tipo “Cioè” (non so se esista ancora, ma tutte le mie compagne di classe delle medie lo compravano!). La sorella maggiore legge le domande alla più piccola facendoci morire dal ridere (di nascosto ovviamente) per quanto queste siano ridicole…
Per risolvere il problema dell’overbooking la compagnia fa un’offerta a chi rinuncia a salire su questo aereo di non so quante miglia di volo gratuite. Per fortuna qualcuno accetta (il volo successivo c’è 5 ore dopo) e così riusciamo tutti ad imbarcarci.
Sospiro di sollievo.
L’aereo non ha gli schermi su ogni sedile ma a me a dir la verità non frega niente, tanto io per la maggior parte del tempo dormo o almeno cerco di riposarmi per evitare il jet leg (che non ho mai avvertito). Chiacchiero anche un po’ con la ragazza a fianco a me che dice di essere ingegnere ambientale e di abitare ad Albany. Mi racconta un sacco di cose interessanti e dice anche che sono il primo italiano che conosce che sa che Albany è la Capitale dello Stato di New York. Bah…
Proiettano anche un bel film, He's Just Not That Into You (La verità è che non gli piaci abbastanza) dove ci sono un sacco di attori che mi piacciono. Guardo comunque solo qualche spezzone e me lo segno da vedere per quando tornerò.
Nonostante siamo partiti in ritardo arriviamo a NY un po’ in anticipo verso le 3 pm. Sbrighiamo velocissimamente le formalità alla dogana e prendiamo l’air train.
Siccome dalla Jamaica Station c’è la linea blu E diretta per arrivare all’ostello (Vanderbilt YMCA, 224 East 47th St.) andiamo per la prima volta a prendere la metro da lì anzichè come di solito da Howard Beach. La metro qua viaggia in superficie dandoci la possibilità di guardare fuori. Con mia grande sorpresa scopro che questa zona è davvero carina! Di solito i nomi ai quartieri non vengono mia dati a caso per cui credevo di trovare una zona in stile Jamaicano (anche se non saprei bene cosa aspettarmi…), invece tutte le case sono precise ed ordinate in perfetto stile nordico! Altro che Jamaica, qua sembra di essere in Danimarca! Davvero carina come zona.
Anche la zona in cui si trova il nostro ostello, ospitato in un bel palazzone (Foto N°1 Link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/), è molto carina, praticamente a due passi dal Rockefeller Center, dalla Grand Central Station, dal Chrysler Building e da tanti altri bei palazzi. Per la notte invece è un po’ isolato, ma siamo sulla linea verde diretta per il LES (Lower East Side) dove avevamo intenzione di trascorrere la serata.
Il bello dei YMCA è che hanno piscina e palestra, davvero enorme e giusto all’ingresso (foto N°2). Check in e saliamo in camera giusto per posare le valige. La stanza è davvero piccolina, ci stanno giusto i nostri due bagagli a testa + Enea, nient’altro (foto N°3). Naturalmente però non è che mi interessi molto. Bella anche la vista sul niente dalla finestra…
Andiamo solo un attimo in bagno (dove troviamo un incredibile cartello di istruzioni su come lavarsi le mani!!! Foto N° 4) quindi scendiamo.
Purtroppo però non avverto più quel meraviglioso senso di entusiasmo per essere arrivato finalmente a NY che sentivo nei primi viaggi. Che ormai ci sia abituato??
Spero proprio di no, era davvero emozionante rimanere ogni volta piacevolmente stupiti per tutto quello che si vedeva o si incontrava.
Mi basta però solamente uscire dall’ostello senza più la scocciatura delle valige da trasportare, ed essendo completamente libero quindi, per riassaporare quella magnifica sensazione di euforia incontrollabile. Mi basta passeggiare per andare a prendere la metro alla Grand Central ammirando gli imponenti e particolari palazzi della zona, compreso Cipriani, per rivivere tutte le emozioni già vissute ma che ogni volta sono sempre diverse ed intense. La verità è che di New York non ci si abitua e non ci si stanca mai. Ci possiamo venire tutte le volte che vogliamo ma ogni volta rimarremo sempre stupiti per ciò che incontriamo e secondo me è proprio questo l’aspetto migliore di questa città. Non è un qualcosa di tangibile o di materiale, sono proprio le sensazioni che questa città sa regalarti il suo punto di forza, come nessun altro posto al mondo sa fare.  
Scendiamo fino all’East Village ad Astor Place (foto N°5). Questa zona mi è sempre piaciuta molto, è sempre piena di vita, forse anche perché si trova a due passi dalla NYU.
Arrivando sotto il cubo nero al centro della piazza vedo che ci sono 3-4 ragazze con il cartello “Free Hugs”; evvai!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 20 Agosto 2009, 08:28:54
Sono a NY da neanche un’ora è già mi becco un abbraccio gratis (mentre Enea mi scatta pure una foto!) da una biondina con i pantaloni spettacolo! Adoro questa città!!
Scherzi a parte i free hugs sono davvero una cosa entusiasmante.
Il mio obiettivo di giornata è prendermi una maglietta degli Strokes, così andiamo subito su St. Marks Place dove Pippo e Fla mi avevano consigliato alcuni negozietti. Era dal mio primo viaggio a NY che non venivo su questa via, che è davvero fantastica!!!!!!!! È un bel viale alberato con un sacco di negozi divertenti e con gente strana in giro (foto N° 6). Per prima cosa andiamo subito allo
Store del CBGB (19 - 23 St. Marks Place btw 2nd e 3rd Aves), che però purtroppo ora non esiste più. Al suo posto adesso c’è una gelateria o qualcosa di simile, peccato. Entriamo quindi al Trash and  Vaudeville (4 St Marks Place) che già dal di fuori sembra il più bizzarro tra tutti i negozi (foto N°7). In effetti dentro troviamo capi d’abbigliamento davvero eccentrici, molto divertenti, prevalentemente roba gotica in nero con teschi stampati da tutte le parti. Anche i commessi naturalmente sono in tema col negozio che è davvero spettacolare, fantastico! Le migliori cose in assoluto sono la giacca e la camicia di Napoleone e la carta igienica con i teschi (foto N° 8), fantastiche!! Ci sono anche tantissime magliette di band storiche ma io adesso sono concentrato sugli Strokes, che però non trovo.
Dopo esserci divertiti abbastanza torniamo sulla via, che percorriamo fino in fondo. Troviamo un sacco di negozietti e bancarelle con abbigliamento musicale, nessuna traccia degli Strokes però. Certo potrei più comodamente prenderla in internet, ma volete mettere la goduria di comprarla a New York!!?! Quasi una cosa da feticisti.
Davvero bello comunque questo viale visto dalla sua estremità est in Tompkins Square Park (foto N°9). Entriamo nel bel parco verde (foto N°10) trovando chi dipinge su tela, chi va in skate, chi si rilassa seduto su una panchina, qualche spacciatore ed anche una jazz band. Bellissimo.
È arrivato adesso il momento di andare al Bar Niagara (112 Ave A btw St Marks Place e 7th Street), dove erano tre anni che volevo andare senza mai trovare il momento giusto. Qua infatti si trova il murales dedicato a Joe Strummer che si vede nel video della sua magnifica interpretazione di Redemption Song. http://www.youtube.com/watch?v=F10tP5HIpaA La canzone è strepitosa ed il video è da brividi. Oltre all’eccitazione provocata dal murales noi siamo talmente fortunati da vedere una giovane band esibirsi proprio davanti a quel muro… sono due ragazzini che raggiungeranno i 10 anni a malapena!! (foto N° 11). Uno alle percussioni, l’altro alla chitarra elettrica. Nonostante la giovanissima età prendono le cose tremendamente sul serio, del resto sembrano proprio già avere il carisma, lo stile, la personalità, la faccia e le movenze di una grande rock band! La gente sorride divertita ma, nonostante la scritta che campeggia sopra di loro, per loro il futuro sembra davvero essere già scritto, da grandi entreranno sicuramente a far parte di una grande band!! O almeno io glielo auguro davvero!
Del resto crescendo in questa zona, con le sue influenze musicali ed avendo già ora tutta quella serie di ottime caratteristiche, non possono davvero non diventare una grande band un giorno!
Rimarrei volentieri ad ascoltare tutta la loro esibizione, ma quello che mi frega a me è sempre il tempo. Maledetto!
Ci dirigiamo verso la McSorley's Old Ale House (15 E 7th St between Second and Third Aves, foto N°12). Avevo letto che questo era un bar antico, tipo saloon, ma come entriamo troviamo praticamente un classico pub antico come quelli che si possono trovare in Inghilterra, con anche tutti gli odori ed i sapori caratteristici. Davvero bello. Durante il tragitto per venire qui incontriamo anche diversi altri bar molto carini, tipo Pylos (128 E. 7th St, foto N°13) con il suo soffitto pieno di anfore sospese. L’East Village è fantastico, si avverte davvero qualcosa nell’aria, una enorme creatività che fa si che questo quartiere cambi e si rinnovi continuamente senza però mai perdere la sua personalità e la sua identità.
Visto che ormai siamo vicinissimi decidiamo di andare a dare un’occhiata al nostro vecchio Bowery’s White House (340 Bowery), quel lurido ostello nel quale abbiamo avuto il piacere di soggiornare nel nostro primo viaggio… Se nel 2006 questa mi sembrava la zona più sudicia di tutta Manhattan, nel 2007 avevamo già visto che il quartiere si era dato una bella ripulita (chiudendo anche il CBGB purtroppo). Lo scorso anno non ero riuscito a venire, ma ero sicuro che questa zona avesse delle grosse potenzialità. Durante il tragitto troviamo infatti molti palazzi nuovi dal design davvero originale, nonché qualche genialata come questo quadro dipinto su una parete (foto N°14). Poco prima di arrivare all’ostello impattiamo anche nella bellissima sede del Village Voice (36 Cooper Sq. foto N°15). Sempre su Cooper Sq andando verso Bowery, incontriamo un nuovissimo albergo con zona lounge all’aperto con divani dai cuscini bianchi ed atmosfera meravigliosa, straordinario! Purtroppo scatto solo delle foto che non vale nemmeno la pena di mettere. Arriviamo davanti al nostro vecchio e squallido ostello ma rimango davvero senza parole, si è dato davvero dato una ripulita incredibile!! La zona della reception appare ora luminosa e persino pulita. Non ci sono più nemmeno i gatti! (Fla non c’era nemmeno il tipo che aveva sempre il berretto dei Mets in testa!!). Devo assolutamente scattargli una foto, così vi piazzo Enea davanti per fare almeno un po’ il fintone… (foto N° 16). Tanto lo so però che le stanze sono sempre da suicidio, non si riesce a trasformare un letamaio in una reggia…
Dove si trovava il CBGB (315 Bowery between 1st and 2nd Street) hanno aperto ora un negozio di abbigliamento. Per fortuna però hanno avuto l’accortezza di lasciare il locale quasi così com’era ed il risultato è strepitoso!! Dentro infatti si trova ancora la bacheca con tutti i flyer originali, un sacco di poster tipo dei Ramones e dei the Who, un pianoforte, una batteria, delle chitarre, etc. il tutto con la giusta illuminazione ed un’atmosfera incredibile, davvero strepitoso! (foto N° 17 e 18).
Giusto a fianco hanno aperto una splendida galleria dove attualmente c’è una mostra fotografica (foto N° 19), mentre al 235 Bowery si trova ora il New Museum http://www.newmuseum.org/


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 20 Agosto 2009, 08:29:55
Dove la trovate un’altra città nella quale potete anche andarci tutti gli anni trovandola però sempre diversa al punto che ogni volta bisogna ricominciare il giro da capo perché nel frattempo tutto è cambiato? La risposta è da nessun altra parte al mondo, solo a New York!!
È straordinario, già mi pento del fatto che domattina ce ne andremo, vorrei trascorrere molto più tempo qui anche se però mi rendo conto che è giusto vedere anche altri posti.
Il giro della zona comunque non è ancora terminato, passiamo ora al Think Coffe (1 Bleecker St., Northwest corner of Bowery and Bleecker). Quest’anno ho scoperto un sito fantastico dove la gente segna praticamente in tempo reale gli avvistamenti dei personaggi famosi in città http://www.omgicu.com/sightings/recent Insomma non che io voglia andare a caccia di VIP (anche perché non è che mi interessi più di tanto, ma logicamente dipende da chi si incontra), ma è utilissimo perché si impara a conoscere un sacco di posti fantastici! Al Think Coffe, bar davvero molto carino (foto N° 20) dove oltretutto quando entro sento una canzone dei Bealtes (While my guitar gently weeps se ben ricordo), vi avevano avvistato mentre facevano colazione la bellissima Kate Hudson e la meravigliosa Anne Hathaway! Noi non siamo così fortunati da incontrare loro o qualcun altro, però almeno abbiamo visto un locale molto carino.
Vedi, lo sapevo, dovevamo venire per colazione…
Nella zona incontriamo tanti altri palazzi fantastici ed innovativi tipo quello della foto N°21, od un sacco di negozi di arredamento davvero bellissimi. Rimango a bocca aperta, nel giro di tre anni questa zona è passata da essere la peggiore ad una delle più belle di Manhattan! E chissà come diventerà in un paio di anni! Arriviamo su Lafayette St per andare a riprendere la metro in Astor Place (dove però troveremo la stazione chiusa e quindi dovremo andare fino a Union Square), passando davanti al Butter, fantastico ristorante – lounge dove eravamo stati una sera di ormai due anni fa, ed al Joe’s Pub, famoso locale per musica live dove in questi giorni anche Jovanotti vi sta tenendo delle date. In Union Square troviamo il negozio della Virgin che sembra ormai chiuso da un po’ di tempo; chissà cosa ci verrà al suo posto. Inizia a farsi tardi ma prima di tornare in ostello ci fermiamo un attimo all’Hyatt hotel (42nd St tra Lexington e Park Ave) visto che anche qua erano diversi anni che volevo andarci. La sua hall infatti è straordinaria, enorme e con lastricati in marmo, con anche una piccola cascatella. Questi alberghi, così come gli altri delle più rinomate catene, meritano sempre una visita.
Ci fermiamo giusto un attimo da 7 Eleven per prendere un panino poi rientriamo in ostello per prepararci per la serata.
Sono di nuovo a New York City.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 20 Agosto 2009, 09:13:20
Complimenti per il bell'inizio Luca... tra l'altro hai fatto un giro in posti che adoro in maniera smisurata  (anche senza averli visti, per ora!!! ;D) e ne ho appuntati di nuovi!

Per ora mi hanno colpito due cose, innanzitutto la White House. Sono sempre più lontani i tempi in cui NY era piena di flophouse, "hotel" a basso costo per lunghe permanenze e notti selvagge frequentate da squattrinati, senzatetto, tossici. Da un certo punto di vista è un bene ma,tralasciando le implicazioni sociali, questi posti sono parte dell'immagine che mi sono costruito di NY. Beato te che ci sei riuscito ad andare, io ho qualche progetto in mente ma non vi anticipo niente per ora.. ci si vede a ottobre. ;)

Infine il CBGB, in quelle condizioni non ha fatto una bella impressione, avranno avuto l'accortezza di lasciare intatto gran parte dell' ambiente ma si è persa la genuinità di una pietra miliare del rock e la cosa mi mette tanta tristezza.

ps. E' infelice notare come Alitalia sia sinonimo di disagi.. non c'è uno che ci si trova bene, qualsiasi cosa toccano diventa...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: fla - 20 Agosto 2009, 12:47:22
east village 4ever!! :D

al mcSorley's facevo tappa 1ortetta tutte le sere!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Franca123 - 20 Agosto 2009, 13:51:18
Grandi!!!!!!!!! ;D Mi sa che le istruzioni per lavarsi le mani le hanno messe a causa della nuova influenza, ce le abbiamo anche noi in ufficio!!! :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Franca123 - 20 Agosto 2009, 13:52:11
Citazione
.
ps. E' infelice notare come Alitalia sia sinonimo di disagi.. non c'è uno che ci si trova bene, qualsiasi cosa toccano diventa...

Io avrò avuto fortuna, ma mi sono trovata bene!!!! ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: sm4shing - 20 Agosto 2009, 14:31:17
anche a me piace molto l'east village !
cmq,ottimo inizio racconto ! :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 20 Agosto 2009, 14:54:37
Citazione
Citazione
.
ps. E' infelice notare come Alitalia sia sinonimo di disagi.. non c'è uno che ci si trova bene, qualsiasi cosa toccano diventa...

Io avrò avuto fortuna, ma mi sono trovata bene!!!! ;)

a leggere quotidiani e forum si percepisce una disorganizzazione di fondo in alitalia, fortunatamente poi non è sempre così..


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 20 Agosto 2009, 16:24:39
Che sensazione meravigliosa mi da leggere questo racconto  :D
bellissimo inizio,continua così!!!  [smiley=thumbsup.gif]



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 20 Agosto 2009, 17:31:59
Quando ricordo il mio soggiorno al White House adesso lo faccio sempre con un sorriso, ma ti giuro Andrea che appena eravamo arrivati eravamo quasi scioccati! La stanza era praticamente un loculo! (sono stato anche in posti peggiori comunque..)
Però hai ragione, alla fine anche questi posti erano caratteristici di NY e per un nostalgico come me un po' dispiace che vadano via via scomparendo.

Per il CBGB ovviamente dispiace un sacco, ma se proprio devevano chiuderlo sono contento di ciò che è diventato.

Prendersi una bella birretta al McSorley tutte le sere dev'essere un vero piacere! L'anno prossimo a NY ci starò sicuramente molto di più e finalmente me la godrò anche io con più calma!

Per l'Alitalia i numeri dei voli cancellati o in ritarno, degli scioperi e dei bagagli persi purtroppo parlano chiaro... ovviamente poi subentra anche la sfortuna, ma a meno che ci sia una grossa differenza di prezzo io preferisco pagare anche un po' di più ma di sicuro la evito!

Un grosso grazie a tutti per i tanti complimenti!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: giordy - 20 Agosto 2009, 19:39:34
grande!!sono nel forum da molto poco ma ho letteralmente divorato i tuoi racconti precedenti :)sembra veramente di rivivere il tuo viaggio ed anche questo promette molto bene!!! :D :D aspetto con trepidazione il seguito


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 20 Agosto 2009, 20:43:53
wowww che botta...un inizio in gran stile...ora già mi sono appassionato al tuo racconto...davvero bello...peccato che un luogo storico come il cbgb sia stato chiuso!
dai ora non mi resta che aspettare il resto del racconto :D:D:D non vedo l'ora!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: rosarosella - 20 Agosto 2009, 21:27:00
Luca sei un grande narratore......è un piacere leggerti e rivivere l'atmosfera newyorchese !!!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 20 Agosto 2009, 22:15:07
Come mio solito farò i complimenti alla fine del racconto ma mi sto mordendo le labbra  :D :D :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 20 Agosto 2009, 22:20:35
Citazione
Per l'Alitalia i numeri dei voli cancellati o in ritarno, degli scioperi e dei bagagli persi purtroppo parlano chiaro... ovviamente poi subentra anche la sfortuna, ma a meno che ci sia una grossa differenza di prezzo io preferisco pagare anche un po' di più ma di sicuro la evito!
 

si si anche io!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 21 Agosto 2009, 01:01:50
Inizio dettagliato e nostalgico.
Attendo il seguito  e come sempre succede per i tuoi racconti.....complimenti!  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Agosto 2009, 11:35:43
Ma quanti complimenti!  :D Grazie davvero a tutti!
Il merito comunque va soprattutto a NY!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Elena1983 - 21 Agosto 2009, 20:30:00
proprio ieri sera stavo vedendo un episodio di Law&Order sul digitale ambientato a Tompkins Square Park!
mi ricorderò di non viaggiare con Alitalia..però c'è il rischio di viaggiare con delta che poi si trasforma in alitalia :(
mi sto annotando un pò di cose sull'east village visto che credo di non esserci mai stata..


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Agosto 2009, 08:08:48
Dopo la doccia iniziamo a prepararci.
Questa molto probabilmente potrebbe essere l’ultima serata che trascorriamo insieme a NYC, per cui va trascorsa assolutamente nel modo giusto e con l’abbigliamento giusto… quindi sia io che Enea ci infiliamo il rispettivo Power Suit.
The Boys Are Back In Town.
Grandi progetti per stasera ovviamente, non potrebbe che essere così. Niente Chelsea o Meatpacking, zone che abitualmente hanno riempito le nostre scorribande notturne, stasera si va nel LES. Avevo prenotato l’ostello sulla linea verde proprio in previsione di questo.
Rimane un unico punto da sistemare, cioè che domattina alle 7 am abbiamo il volo per Vancouver da Newark. Per essere là in tempo avevo già visto che non c’erano treni a disposizione, mentre con il supershuttle (costo $ 19 + mancia) ci sarebbero passati a prendere in ostello troppo presto interrompendo bruscamente la “nostra” serata. Rimane la soluzione taxi che è la più costosa ma qualunque cifra vale una notte a New York. Scendiamo alla reception chiedendo se ce ne possono prenotare uno per le 3.15 am, ma dicono che non hanno i numeri di telefono per chiamarne uno.
Ma come siete messi??!
Ci dicono che a qualunque ora è possibile scendere in strada e prenderne uno, ma io avevo letto che di notte non tutti i tassisti sono disponibili a portarti a Newark in quanto poi non è semplice trovare a quell’ora qualcuno che vada a Manhattan (non so dirvi se sia vero o meno però). Oltretutto poi il tipo ci dice che andare in taxi fino a Newark è una follia, che ci sarebbe costato qualcosa tipo 200 o 300 USD, mentre invece io sapevo che c’era una tariffa più o meno fissa di $ 60 che dipendeva dalla zona di Manhattan in cui si partiva. Per fortuna poi alla reception arriva un altro un po’ più in gamba che contatta un suo amico tassista e ci accordiamo per $ 70 con appuntamento per le 3 – 3.15 am.
Finalmente si può uscire tranquilli.
Via in metro fino a Spring St, cominciamo la nostra serata da Soho. In questa zona è incredibile ma di notte praticamente non c’ero mai venuto, se non ai suoi margini. Fin dall’inizio però mi sembra molto vivace e carina come è anche di giorno e ci sono anche un sacco di posticini carini che con le luci del giorno magari non si notano. Purtroppo, avendo una sola serata a disposizione per girare questa zona ed avendo segnati un sacco di posti, non possiamo fare altro che girare da un locale all’altro senza mai fermarci troppo. Che volete che vi dica, per me è sempre stato meglio così, vedere un po’ di tutto anziché fermarsi in un unico posto.
Cominciamo subito dal Gold Bar (389 Broome St. at Mulberry St. www.goldbarnewyork.com) fin che è presto, anche se so benissimo che non ci sono speranze di entrare (già avevamo provato due anni fa, invano). Per questo locale non ci sono liste, bisogna solamente conoscere il proprietario… Beh, se non altro io conoscevo il nome del buttafuori e provo a giocarmi quella carta. All’ingresso dico che siamo amici di un amico di Jonny Lennon (che sembra non esserci stasera) ma ovviamente non serve. Almeno però i selezionatori sono ragazzi simpatici così la conversazione è anche piacevole. Chiedo se c’è un modo per poter entrare, anche per una prossima volta, ma confermano che si entra solo se si conosce il proprietario; peccato. Forse però questo è l’unico modo per far rimanere un locale davvero esclusivo, quindi alla fine è giusto così.
Passiamo dal The Corner/La Esquina (106 Kenmare St. at Cleveland Pl. www.esquinanyc.com/) ristorante di cui si è più volte parlato sul forum per essere stato citato nel libro di Fabio Volo “Il giorno in più”. Butto lo sguardo dentro vedendo la porta di accesso all’area riservata con il buttafuori accanto ad essa.
Praticamente a fianco di questo ristorante ci dovrebbe essere anche il Southside (1 Cleveland Place at Broome St. http://nycsouthside.com/), uno dei tantissimi nuovi locali che hanno aperto quest’anno a Manhattan. Quest’anno mi sembra che le zone che si sono maggiormente rinnovare siano proprio queste sul lato est di Manhattan più ancora che il Meatpacking. Purtroppo però, nonostante avessi l’indirizzo preciso e tutto, non riusciamo proprio a trovare il Southside. Forse è ancora troppo presto e non c’è ancora nessuno o forse stasera è chiuso, fatto sta che uno dei miei locali preferiti per stasera è già andato. Potrebbe essere uno qualsiasi di tutti i portoni che ci sono. Mi chiedo però perchè a NY non mettono l’indicazione di tutti i numeri civici?!
Passiamo quindi dal Submercer (The Mercer Hotel, Mercer St. at Prince St. ristorante - lounge nel piano interrato http://www.mercerhotel.com/), locale dal design davvero fantastico, atmosfera con luci basse molto intime ed oltretutto molto vasto per gli standard Newyorkesi.
Naturalmente mentre giriamo incontriamo anche un sacco di locali senza che li conoscessi; neanche da dire, sono tutti molto carini. È davvero piacevole passeggiare lungo questa zona; durante il giorno è bellissima perché piena di giovani e di negozi stupendi ed anche di sera il suo fascino rimane inalterato.
Passiamo adesso al LES, vero obiettivo per la serata. Questo forse è il quartiere che quest’anno si è maggiormente rinnovato. I cambiamenti forse non sono così evidenti come quelli che noterò nel Meatpacking (impossibile non vederli), ma nel giro di pochi mesi sono stati aperti un’infinità di locali di altissimo livello (e forse inaccessibili quindi). La cosa che mi piace di più è che qua non è come a Chelsea o nel già citato Meatpacking dove si sa che si incontrerà un certo tipo di gente, qua i locali più esclusivi si mescolano con quelli più semplici e lo stesso discorso vale per le persone. Avevo segnato talmente tanti locali che forse non si riuscirebbe a vederli tutti neanche in una settimana, ma avendo una sola sera a disposizione faremo quel che potremo.    
L’unico problema è che come da previsioni meteo alle 11 pm in punto inizia a piovere. Dapprima è una pioggerellina sottile di quella che da fastidio ma non crea troppi disagi, poi invece inizia quasi il diluvio. Fatto sta che all’inizio continuiamo a girare tranquilli fregandocene, poi però siamo costretti a cercare continuamente dove ripararci. Il vestito comunque è molto più impermeabile di quanto pensavo!
Uno per volta passiamo dal Chloe 81 (tra le mie prime scelte, 81 Ludlow Street btw Delancey and Broome. Under Casanis Restaurant. http://www.chloe81.com/), dove però non troviamo nessuno, dal Capitale (228 Grand St at Bowery www.capitaleny.com/), in pratica una vastissimo salone nel quale se ho ben capito si tengono eventi tipo cene-meating (il palazzo tra l’altro è fantastico, praticamente uguale a quelli di Edimburgo che abbiamo ammirato a capodanno!) e The Eldridge (247 Eldridge St btw Houston St and Stanton St http://theeldridge.com/).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Agosto 2009, 08:13:07
Il The Eldridge era tra le mie primissime scelte per la serata ma purtroppo all’ingresso troviamo soltanto la splendida ragazza delle liste. È sicuramente ancora un po’ presto, ma con tutta quest’acqua che viene giù non possiamo continuare a camminare avanti ed indietro per tutta la serata, dobbiamo prendere una decisione e scegliere davvero un posto in cui fermarci. Il riparo di fortuna sotto il quale ci siamo rifugiati però non consente ragionamenti troppo articolati, per cui decidiamo, nonostante la piaggia, di andare a vedere almeno l’ultimo dei posti che avevo segnato come assolutamente da passarci, il The Box (189 Chrystie Street btw Stanton and Rivington St. www.theboxnyc.com/), anche se non è che sia proprio vicinissimo da qui. Rimaniamo anche d’accordo che magari proveremo a ripassare dal The Eldridge più tardi, meteo permettendo, anche se le speranze di riuscire ad entrare sono quasi nulle visto che è un posto tipo il Gold Bar (cioè dove bisogna avere un’apposita tessera distribuita personalmente dal proprietario Matt Lavine).
Come ci rimettiamo in moto chi è che vai ad incontrare? Jovanotti, incredibile!
Io non è che sia proprio un suo fan, anzi (anche se però alcune sue canzoni mi piacciono molto), però devo dire che è sicuramente un’apparizione piacevole e che mi fa spuntare un sorriso sul volto. Subito mi viene alla mente delle date che sta tenendo al Joe’s pub e mentre lo incrocio lo saluto con un “Ciao Lorenzo!” carico di entusiasmo. Lui, forse un po’ stupito, subito contraccambia il saluto “Oh, ciao ragaffi…” con il suo inconfondibile tono di voce senza la “z”. Grande!
Poi ovviamente ognuno se ne va per la sua strada presi come siamo dalle rispettive difficoltà sotto questa maledetta pioggia incessante. Certo che nel vederlo se uno non sapesse che è un cantante famoso lo potrebbe tranquillamente scambiare per un senza tetto! Se ne andava in giro incerto, quasi smarrito, da solo, sotto l’acqua, barba lunga come sempre e zaino in spalla. Nel vederlo così mi sembra quasi un paradosso che invece noi siamo impeccabili in giacca e cravatta!
Quando si dice che l’abito non fa il monaco…
Arriviamo al The Box tra mille difficoltà, cercando di schivare le pozzanghere e cercando di volta in volta ripari di fortuna. Tra tutti i nuovi locali questo probabilmente era in assoluto il mio preferito. In internet non è che ci siano molte foto al riguardo, ma da quello che ho capito si dovrebbe trattare di un ristorante-teatro-lounge nel quale si tengono anche spettacoli burlesque. Fantastico insomma.
In fila davanti a noi troviamo un gruppo di ragazze che parlano con il buttafuori intento nello spiegare che non esistono liste all’ingresso, ma che per entrare bisogna o prendere delle bottiglie o pagare $ 50 per fermarsi al bar!
Cavolo se ha chiesto 50 Dollari a delle ragazze chissà quanto chiederà a noi!!
Fossi stato con una ragazza magari sarei anche potuto entrare e passare sicuramente una serata carina, ma per essere con un amico forse allora ci sono posti più adatti e soprattutto più economici!
A questo punto si ripropongono però i soliti quesiti “Che facciamo adesso? Non possiamo continuare a girare sotto l’acqua, etc…” Decidiamo di tornare verso il The Eldridge visto che si trova in uno dei punti forse più movimentati della zona e poi prenderemo una decisione definitiva.
Purtroppo saltiamo lo Stanton Social (99 Stanton Street btw Orchard St e Ludlow St www.thestantonsocial.com/), ristorante-lounge ovviamente fantastico ed un sacco di altri posti.
Mi incammino per primo quasi correndo, ma poco dopo vedo che Enea è rimasto attardato così mi fermo aspettando che mi raggiunga… “Datti una mossa che qua piove!”
“Non hai visto quelle là?!” chiede lui.
“Quelle là chi?” ribatto.
“Quelle là che ci hanno fatto dietro un bel WOW!!!!!” (Power Suit!!)
“No… Porca vacca non ho sentito!” (maledetta pioggia!)
“Beh va beh, non erano il massimo comunque, da 6,5…”
“Va beh ma i voti lasciali dare a me!! Cosa ti hanno detto?!?”
“Bah, mi hanno chiesto se andavamo con loro in un locale…Poi però ho visto che ti sei allontanato e sono venuto anche io…”
Fatto sta che mentre diciamo così chi è che ripassa? Jovanotti!
Stavolta si è infilato un k-way giallo, però sembra sempre un po’ sperduto…
L’ho già scritto maledetta pioggia??!!
Arriviamo praticamente al The Eldridge e prendiamo l’irrevocabile decisione che proprio non si può più camminare. I vestiti si asciugheranno anche in fretta ma non possiamo neanche arrivare in un locale praticamente fradici! Anche se a malincuore optiamo allora per un usato-sicuro (nel senso di locale nel quale siamo già stati anche se di certo preferiremmo andare in un posto nuovo) come il Back Room (102 Norfolk st. Btwn  Delancey and Rivington). Questo è quello speakeasy dell’epoca del proibizionismo di cui vi avevo già parlato due anni fa, locale assolutamente straordinario, unico.
Prendiamo un taxi ed in un attimo siamo là. Certo che vedendone l’ingresso (c’è da seguire un corridoio sotto il livello della strada) se uno non ne fosse a conoscenza non si sognerebbe nemmeno che qua c’è un locale, soprattutto un locale talmente straordinario.
Entriamo trovando un sacco di gente, luci basse di tonalità rossastra, i soliti graziosi quadri alle pareti ed il magnifico lampadario. Vedo anche la finta libreria girevole che nasconde un’altra stanza (VIP room). Insomma, un posto eccezionale! Faccio qualche foto ma non mi vengono granché, comunque ne metto giusto una della zona bar per farvi capire almeno un pochino di cosa sto parlando (N° 22, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/)
I drink in bottiglia sono sempre serviti dentro un sacchetto di carta marrone, mentre tutti gli altri in immacolate tazze di ceramica bianca (con anche il piattino!) per rimanere fedeli all’epoca del proibizionismo. Manca solo Humphrey Bogart di Casablanca!!
Enea prende una tazza di gin and soda, mentre per me una tazza di Jameson on the rocks ($ 16 + 2 di mancia in tutto). Passiamo una serata davvero piacevole immersi in un’atmosfera fantastica fuori dal tempo, con tante belle ragazze e con musica perfetta per l’ambiente.
Ogni tanto usciamo per controllare la situazione meteo, quando una ragazza praticamente pianta il suo ragazzo per venire da me e dal mio Power Suit! Si presenta dicendomi nome e cognome (chiari origini italiane, ndr) ed altrettanto vuole sapere di me! Abita qua a Manhattan e dice che Roma è la sua seconda città preferita; indovinate qual è la prima??!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Agosto 2009, 08:13:25
La serata fila via e verso l’1.30 am, quando ha ormai smesso di piovere, facciamo un altro giro della zona poi scendiamo in stazione per prendere la metro. Il treno però sembra non arrivare mai e si sta facendo davvero tardi, così risaliamo in superficie e prendiamo un taxi. Alle 2.40 am siamo in ostello. Non c’è tempo per fare niente se non cambiarci, rinfilare i vestiti nelle valige e scendere in reception dove nel frattempo è arrivato il tassista.
Domattina non dovranno nemmeno rifare il letto!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 24 Agosto 2009, 11:45:34
molto intensa...in pratica avete pagato questa notte solo per farvi tenere i bagagli :D ahah cmq è la quarta volta che torni nella City..eppure mi sembra sempre di leggere un forte entusiasmo...poi un piccolo appunto...dovevate scegliere un numero minore di locali xkè cosi la scelta è troppo ampia luca...io sarei impazzito a dover scegliere tra tutti quei posti!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Agosto 2009, 14:32:27
Beh dopo un lungo volo anche una bella doccia era proprio necessaria! Mi è comunque costato molto meno facendo così piuttosto che prendere un volo diretto per Vancouver, ed inoltre abbiamo pure guadagnato una giornata a NY!
Credo che NY metta entusiasmo anche dopo decine di volte che uno ci va, anche perchè ogni volta è sempre diversa!
Per i locali forse hai ragione ma siamo fatti così, abbiamo sempre la voglia, la frenesia, l'entusiasmo e la curiosità di conoscere e di vedere posti e persone differenti, non ce la facciamo proprio a fermarci in un unico locale. Credo che la causa di tutto sia dovuta ai primi viaggi a Londra, siamo ancora condizionati dai clubbers inglesi che passano di locale in locale!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 25 Agosto 2009, 11:03:23
wow Luca come sempre il tuo racconto è davvero stupendo
L'incontro con Jovanotti (che io adoro) è qualcosa di davvero straordinariooooo!!!
Non vedo l'ora di leggere il proseguo... e ancora complimeti!!! :) :) :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 25 Agosto 2009, 12:14:19
Citazione

L'incontro con Jovanotti (che io adoro) è qualcosa di davvero straordinariooooo!!!

Verissimo!!! anche io lo adoro  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: openhand - 25 Agosto 2009, 17:47:26
Adoro il Lower East Side!! Almeno una volta alla settimana vado su Ludlow al Motorcity (molto carino e senza pretese), ma soprattutto al Living Room, e' un locale dove suonano (molto spesso ad ingresso gratuito e la consumazione non e' maggiorata), al piano terra c'e' una sala dove suonano in fondo al locale, salendo le scale invece c'e' un'altra piccola saletta dove suonano, molto raccolta, e spesso si ascoltano delle vere e proprie chicche di gruppi (spesso fatti solo da due chitarre o chitarra e piano), insomma, W il LES!!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Agosto 2009, 08:06:49
Citazione
Adoro il Lower East Side!! Almeno una volta alla settimana vado su Ludlow al Motorcity (molto carino e senza pretese), ma soprattutto al Living Room, e' un locale dove suonano (molto spesso ad ingresso gratuito e la consumazione non e' maggiorata), al piano terra c'e' una sala dove suonano in fondo al locale, salendo le scale invece c'e' un'altra piccola saletta dove suonano, molto raccolta, e spesso si ascoltano delle vere e proprie chicche di gruppi (spesso fatti solo da due chitarre o chitarra e piano), insomma, W il LES!!  :D
E' una zona che piace tantissimo anche a me questa!
In effetti Ludlow St mi sembra la strada più movimentata della zona, conoscevo il Living Room (anche se non ho mai avuto occasione di andarci), ma non il Motorcity, me li segno per l'anno prossimo...  :'(
Beate te che puoi anndarci tutte le settimane!!
Altro locale nel quale ho provato ad andare un paio di volte, sempre su questa via, ma ho poi rinunciato per la troppa fila è il Dark Room, altro posto per musica live.

Grazie anche  a Claudia!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Agosto 2009, 08:12:45
12/07/2009 Domenica
Lasciamo l’ostello verso le 3.10 am con il taxi che in una quarantina di minuti ci porta fino al Newark airport. Durante il tragitto passiamo anche da Times Square (che di notte ovviamente non è isola pedonale) e devo ammettere che senza i turisti non è nemmeno male. A quest’ora non c’è molta gente in giro e la sua visione in questa insolita veste non mi dispiace.
Il check in dell’Air Canada, stessa fantastica compagnia che avevamo già utilizzato per andare a Toronto (la migliore insieme a Virgin America!), aprirà soltanto tra un’oretta… che trascorriamo ridendo praticamente per niente su discorsi che non hanno senso…
Arriviamo al gate sedendoci su una panchina. L’aria condizionata però è a livelli pazzeschi, tanto che devo assolutamente infilarmi la giacca dei soci perché si gela! E pure con questa addosso non è che ci sia caldo!

Riapro gli occhi.
Stavolta quello totalmente smarrito sono io, mi sento come in uno stato di profonda trance, come se mi fossi risvegliato dopo un coma profondo. Mi sono addormentato!!
Senza accorgermene devo essermi davvero addormentato; controllo l’orologio per vedere quanto tempo può essere passato ma non riesco a capirci niente, nemmeno che ore sono. Mi alzo allora per andare in bagno e darmi una sciacquata al volto nella speranza che riesca a farmi riprendere un po’, ma mentre cammino mi accorgo di essere davvero scoordinato. Ma cosa mi sta succedendo???!
Mi lavo la faccia ma le cose non sembrano migliorare molto. Torno allora verso il gate ma, nonostante questo sia piccolissimo e distante solamente una ventina di metri dal bagno, non riesco più a trovare Enea!
Alquanto scocciato e preso anche un po’ dal panico mi dico “Adesso però basta” e questo sembra incredibilmente funzionare!
Ritrovo il mio amico e quando mi rimetto a sedere finalmente ritorno poco per volta in possesso delle mie facoltà mentali. È stato tremendo comunque.
“Ti giuro che quando mi sono svegliato” dice Enea, “Non sapevo dov’ero, non sapevo che cosa ci facevo e non sapevo neanche chi ero!”
Cavolo, può la stanchezza ridurci in questo stato!!??!?
Nel frattempo l’area di attesa al gate si è affollata di gente. Saliamo sull’aereo, fantastico come tutti quelli di questa compagnia. Siamo in una fila da tre posti, Enea al finestrino, io in mezzo, mentre quello alla mia destra rimane libero. Bene, almeno potremo viaggiare comodamente in tutta tranquillità e soprattutto dormire un po’!  
Quando manca ormai poco all’atterraggio non so perché ma uno stewart mi prende in simpatia e si viene a sedere di fianco a me! Mi chiede le solite cose (da dove veniamo, quale città, dice che ha degli amici in Italia, etc.) e quali sono i nostri programmi di viaggio. Rimane entusiasta del nostro itinerario, così mi fa tirare fuori la cartina per consigliarmi alcune località da andare a vedere durante il tragitto! (Port Townsend, peccato solo sia un po’ fuori rotta lungo il nostro percorso visto che il nostro programma è già fin troppo intenso per aggiungere altre tappe!) Davvero un grande comunque!
Ci dice anche di sua iniziativa che Portland è molto carina, come Vancouver, zittendo finalmente Enea che era davvero scettico su questa città.
Quando si entra in Canada c’è da compilare un certificato bianco simile alla scheda verde per gli USA e questo poi c’è da consegnarlo all’ufficiale alla dogana.
Atterriamo in perfetto orario alle 10.15 am. L’aeroporto di Vancouver è una vera meraviglia! Ci invade fin da subito un senso di pace infinita, è talmente maledettamente pacifico al punto che non si avverte nemmeno quel brusio di sottofondo costantemente presente nei luoghi affollati di gente. Ci sono anche diversi totem ed imbarcazioni a rappresentare i nativi della zona; tutto assolutamente perfetto.  
Arriviamo alla Dogana, Enea  passa tranquillo senza problemi mentre per me inizia il calvario… Vengo infatti sottoposto ad un vero e massacrante interrogatorio!
Non ho capito bene se sono io che ho qualcosa di sospetto o semplicemente a volte prendono qualcuno di mira, fatto sta che mi riempiono di domande. Mi chiedono quanto tempo rimango in Canada (forse potrebbe essere il fatto che rimango solo pochi giorni ad insospettire? Credono che voglia rimanere illegalmente?), cosa ho intenzione di vedere a Vancouver, quanti soldi ho con me, come penso di mantenermi con così poco (carta di credito no!?! Poi rimango solo tre giorni, di quanti soldi devo avere bisogno!?!), in che albergo alloggio, quali sono le tappe del mio viaggio, etc., etc. Tutto questo però non è sufficiente, il doganiere (donna) vuole anche vedere tutte le mie prenotazioni degli alberghi, dell’autobus per andare a Seattle, della macchina, del volo di ritorno in Italia… Fatto sta che i miei documenti così ben ordinati a casa in un attimo sono già tutti mischiati!
Dopo non so quanti minuti di vero interrogatorio inquisitorio, mi fa un segno sul certificato bianco e mi fa passare. È finita (!?), penso.
È stato massacrante, davvero una spiacevole situazione. Mi chiedo solo cosa sarebbe successo se non avessi capito la lingua e soprattutto se avessi programmato un viaggio senza effettuare nessuna prenotazione cercando l’albergo di volta in volta lungo il percorso.
Ritiriamo i bagagli e ci dirigiamo verso l’uscita consegnando il certificato bianco. Solo che Enea lo mandano da una parte, mentre me dall’altra! Altro interrogatorio!
Si vede allora che il segno che mi ha fatto quella xxxxxxxxxxxx!!! alla dogana significa che mi ha “rimandato”!
Rinizia tutto il giro di domande, le stesse esatte ed identiche domande e devo di nuovo prendere fuori tutte le prenotazioni. Ma cos’ho di così sospetto!!??
Fatto sta che va bene il problema dell’immigrazione illegale, va bene essere gentili e disponibili, ma poi alla fine mi stanco davvero e gli chiedo se c’è qualche problema. “No, no, anzi, sembri molto preparato per il viaggio…”
E allora lasciatemi in pace!!!
Alla fine mi fanno passare, sono di nuovo un uomo libero!
Ritrovo Enea e finalmente possiamo uscire da sto maledetto aeroporto e prendere l’autobus per andare in città.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Agosto 2009, 08:13:41
A questo punto è d’obbligo una breve introduzione di Vancouver presa per lo più da Wikipedia (riassumo, comunque se non interessa si può tranquillamente saltare).
Vancouver è una città costiera della provincia canadese della British Columbia . La popolazione della città è di 611.869 abitanti, mentre la regione metropolitana, conosciuta come la "Greater Vancouver Regional District” (GVRD) o Metro Vancouver, conta 2.250.000 (stima del 2007). Questo la rende la più grande area metropolitana nel Canada occidentale, e la terza più grande nel paese. Etnicamente Vancouver è molto diversificata. La popolazione di origine asiatica è talmente numerosa che la città viene spesso soprannominata "Hong Kouver" (noi però a dir la verità non vedremo assolutamente tutta questa “invasione” asiatica).
È situata nella parte meridionale della provincia e rappresenta uno dei maggiori porti del Canada. È delimitata dallo Stretto di Georgia, dal fiume Fraser e dalla catena montuosa delle Coast Mountains. Il nome è in onore del capitano George Vancouver, esploratore britannico.
Vancouver è situata 40 km (25 miglia) a nord del confine statunitense, 73 km (45 miglia) a nord di Victoria (capoluogo della British Columbia e situata sulla Vancouver Island) e 189 km (117 miglia) a nord di Seattle. Le baie, le insenature e i rami del fiume, oltre alla linea costiera del Pacifico, caratterizzano fortemente il paesaggio cittadino.
L'economia di Vancouver ha tradizionalmente fatto leva sulle risorse della Columbia Britannica: forestali, minerarie, pesca e agricoltura. Oggi però la città è diventata il terzo più grande polo di produzione cinematografico del Nord America dopo Los Angeles e New York, tanto da guadagnandosi il soprannome di Hollywood del Nord.
Tale soprannome è dato dal fatto che la città è spesso scelta come location per moltissimi film e serie televisive americane tra cui Smallville (girato prevalentemente sulla Vancouver Island comunque http://www.smallvillegreenside.com/extra64.aspx) e buona parte della serie Tv X-Files. Durante la serie televisiva X-Files ogni puntata si apriva con una scena ed una piccola scritta in basso che indicava la località in cui si svolgeva l'azione (es. Baltimora, Chicago, Idaho Falls ecc...). In realtà buona parte dell'intera serie è stata girata a Vancouver.
Vancouver ha avuto un'espansione nell'industrie dell'high-tech, in particolare nello sviluppo dei videogiochi. È sede di diverse aziende del settore informatico, tra cui Electronic Arts ed è qui che vengono prodotti il maggior numero di videogame della popolare serie EA Sports.
È costantemente classificata fra le prime tre città più vivibili del mondo. Secondo il rapporto 2007 della Mercer Human Resource Consulting, ad esempio, Vancouver è considerata con Vienna la terza città per più alta qualità della vita nel mondo, dopo Zurigo e Ginevra.
D'estate si possono raggiungere i 26° C a luglio (media del mese di 22° C.) mentre durante l'inverno raramente la temperatura scende di molti gradi sotto lo zero.
Per rendere l'idea di quanto mutevole possa essere una giornata tipo a Vancouver, basti pensare che in città esiste un detto che recita:"A Vancouver quando esci di casa al mattino ti porti l'ombrello e gli occhiali da sole".
Vancouver ospiterà i Giochi Olimpici Invernali del 2010. Le gare di sci si terranno a Whistler, distante un  centinaio di km.
La città è suddivisa in varie zone, a nord si trovano West Vancouver e North Vancouver, immediatamente a sud, separate dal Burrard Inlet (praticamente un braccio di mare) si trova la penisola del West End (con il Downtown, il grande parco cittadino Stanley Park, Gastown, Chinatown e Yaletown, dove alloggiamo noi), mentre ancora più a sud c’è la Granville Island (in realtà una penisola) e l’immensa area del West Side (con Kitsilano come quartiere principale).
Infine, Vancouver ha una differenza di orario rispetto all’Italia di -9 ore, come per tutta la costa ovest degli Stati Uniti.

Spero di non avervi annoiato troppo, ma una premessa è utile almeno per inquadrare un po’ la città.
Per arrivare nel Downtown dall’aeroporto ci sono diversi modi, noi come sempre scegliamo il più economico. Prendiamo quindi l’autobus N. 424 per l'Airport Station (2,50 CAD), e poi l'autobus 98-B per il downtown. Per salire in autobus come sempre ci vuole l’importo esatto e noi che siamo appena arrivati naturalmente non abbiamo moneta. Vorremmo così pagare la corsa per entrambi con un biglietto da 5 CAD ma neanche questo va bene (come sapevo), così l’autista ci fa viaggiare gratis; thanks!
In mezz’oretta, dopo aver attraversato tutta la zona residenziale del West Side, arriviamo in albergo (Granville Grand Hotel: 1212 Granville Street at Davie St). Non vi fate impressionare dal nome, in realtà è poco più che un ostello, ma quel che conta è che costa poco e si trova giusto ai margini della zona più frequentata di notte. Inoltre giusto a fianco c’è anche un ottimo pub (dove ci daranno i buoni per andare a fare colazione), perfetto!
La prima impressione nell’arrivare a Vancouver è di essere a San Diego! (foto N° 23 link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/) È   una cosa davvero impressionante, ma almeno in questo quartiere le somiglianze sono davvero molte ed anche la gente è in perfetto stile Southern California! Sembrano infatti tutti molto pacifici, rilassati, con orribili tatuaggi vistosissimi e molti se ne vanno pure in giro in skate! Stento davvero a crederci, pensavo di arrivare in una cittadina perfetta, molto verde, con una magnifica baia ed invece mi ritrovo nella California del sud!
La giovane ragazza scalza alla reception del nostro albergo mi sembra fin da subito un po’ svampita, in realtà però è solo una perfetta Californiana di Vancouver! Prendo i dettagli della prenotazione e le passo la carta di credito. Poi però mi viene in mente che forse avevo effettuato la prenotazione con la carta di credito ricaricabile, così le passo anche quella. Lei prima mi guarda stupita, poi scoppia a ridere per suo conto. Imbarazzato, non posso fare altro che sorridere anche io.
Quando riesce a riprendere la voce mi chiede come mai ho due carte di credito, se una non era sufficiente…
A me non sembra una cosa che fa così ridere, ma visto che l’ho già battezzata vuoi che sto li a spiegarle la differenza tra le due carte? Così le dico semplicemente che “Two is better than one!” citando una famosa pubblicità di Stefano Accorsi di qualche anno fa.
Scoppia a ridere di nuovo, ma il meglio deve ancora arrivare…
Finiti i dettagli della prenotazione mi chiede come mai dall’Italia siamo venuti proprio a Vancouver.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Agosto 2009, 08:17:26
Ma che razza di domanda è?! Tra l’altro non è nemmeno la prima volta che mi chiedono una cosa del genere appena arrivato in una città (a Liverpool… Poor Boys!) e mi trovo sempre un po’ in imbarazzo nel rispondere. Così dico semplicemente “Because I think that this is a beautifull city”. E via che scoppia a ridere di nuovo!
Dalla risposta che mi da però intuisco che non ha afferrato bene ciò che le ho detto, ma deve aver capito “Beacause I think that this is my city” (Cioè perché credo che questa sia la città perfetta per me).
Lasciamo perdere… comunque te lo credo stavolta che si è messa a ridere!
Prendere fuori una mappa della città e ci indica alcune zone da visitare, ma a questo punto non ce la faccio più ad ascoltarla ed adesso è a me che scappa da ridere…
Ho già le idee ben chiare comunque su cosa vedere.
Saliamo in camera, semplice ma confortevole (foto N° 24).
Prima tappa Granville Island, dove sapevo che oggi c’era uno spettacolo gratuito di balletto.
Percorriamo l’alto Granville bridge dal quale si ha una bella vista panoramica dell’isola, della baia e dello skyline di Vancouver. Durante il percorso troviamo anche un murales spettacolare raffigurante un dinosauro! (foto N° 25) L’isola (in realtà una penisola, come dicevo) mi sembra fin da subito molto carina, una piccola oasi di pace con prati verdi sopra ai quali giocano tanti bambini. Ci rechiamo quindi al Ron Basford Park, dove troviamo un palco e già un po’ di gente seduta sull’erba in attesa che lo spettacolo inizi. Purtroppo però si tratta di uno spettacolo di balletti indiani (foto N° 26) e se all’inizio la trovavo una cosa divertente anche perché il pubblico viene molto coinvolto, col passare del tempo inizia a farsi sempre più insopportabile; questa musica proprio non la reggo! Oltretutto in questo punto c’è molta corrente e l’aria è gelida. Dopo mezz’oretta proprio non ne possiamo più di ‘sta musica indiana e ce ne andiamo. L’isola però è molto più turistica di quello che sembrava, ci sono infatti apposite aree con spettacoli di intrattenimento, un grosso Public Market (dove c’è più che altro frutta), negozietti turistici e cose del genere. Ci sono anche però delle case galleggianti davvero carine (foto N° 27) e da qui lo skyline di San Diego… ehm, di Vancouver (davvero uguale!) è molto bello (foto N° 28).
Torniamo in città decidendo di visitarla praticamente in senso orario. Risaliamo verso nord Davie St, che però nel (lungo) tratto tra Burrard St e Denman St è il quartiere gay della città. Vi dico però la verità, dopo pochi blocchi percorsi già ci sentivamo troppo in imbarazzo, per cui ci buttiamo su qualche via più interna (cioè verso est). Giriamo un po’ zigzagando tra le vie trovando bellissimo questo quartiere residenziale del West End, immerso nel verde, con le classiche belle casette e tanta pace e tranquillità (foto N° 29). Qua già sembra di essere in un’altra città.
Arriviamo fino a Denman St poi scendiamo verso sud lungo Georgia St. Su questa via, più a sud però, sorge il financial district. Decidiamo di passare su Robson St, la via più commerciale in città sulla quale si trovano la maggior parte dei negozi. Nulla di entusiasmante comunque. L’entusiasmo però mi viene poco dopo quando nei pressi dell’incrocio con Granville St chi incontriamo?!?
No… stavolta non è Jovanotti, è molto meglio…


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 26 Agosto 2009, 11:40:52
Grande racconto! Ma ci lasci sul più bello???  :-?


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 26 Agosto 2009, 11:50:43
Citazione
Grande racconto! Ma ci lasci sul più bello???  :-?

 :D :D :D E' lo stile di Luca.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Franca123 - 26 Agosto 2009, 12:43:11
Racconto spettacolare!!! La scena alla reception poi sembra quella di un film!!!!! C'è sempre la segretaria o receptionist svampita!!!! ;D Comunque è vero, anche a me fanno sempre questa domanda all'estero quando dico che vengo dall'Italia!!! :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 26 Agosto 2009, 14:09:41
Citazione
Citazione
Grande racconto! Ma ci lasci sul più bello???  :-?

 :D :D :D E' lo stile di Luca.

E non si smentisce mai  ;)


Nella foto della camera c'è Enea nello specchio???


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Agosto 2009, 14:41:51
Citazione
Citazione
Citazione
Grande racconto! Ma ci lasci sul più bello???  :-?

 :D :D :D E' lo stile di Luca.

E non si smentisce mai  ;)
;D  ;D
Scusate ma è davvero più forte di me, non ce la faccio proprio a non fare così!
Comunque non vorrei crearvi troppe aspettative e vi preannuncio che credo saranno solo in pochissimi a conoscere il personaggio in questione...

Citazione
Nella foto della camera c'è Enea nello specchio???
Sì è lui!  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: marylibellula - 26 Agosto 2009, 19:42:48
Grazieeeee Luca!!! :D :D :D I tuoi racconti sono strepitosi  ;) E' stupendo leggere le tue avventure  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Franca123 - 26 Agosto 2009, 20:53:06
Non avevo fatto caso allo specchio, pensavo fosse una foto o un poster!! ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 26 Agosto 2009, 21:50:17
Ho appena letto le nuove pagine del tuo diario... Mi piace come riesci a farmi immedesimare nelle tue parole, ad esempio quando descrivi del "mancamento" in aeroporto era come se quella sensazione ce l'avessi io.

Per il resto aggiungo in lista il The back room e i locali suggeriti da openhand!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 26 Agosto 2009, 23:10:31
ci lasci sempre col fiato sospeso ahahah :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Elena1983 - 27 Agosto 2009, 00:44:22
ma daaaaaaai :D
che ingiustizia!adesso si deve aspettare per sapere chi avete incontrato..almeno possiamo escludere Jovanotti :P che per quanto sia bravo famoso eccetera,ma la terza volta no eh :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 27 Agosto 2009, 09:04:33
Anche perchè se aveste reincontrato Jovanotti, ci sarebbe quasi da pensare che vi stia seguendo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 27 Agosto 2009, 11:17:24
Citazione
Anche perchè se aveste reincontrato Jovanotti, ci sarebbe quasi da pensare che vi stia seguendo.
;D E' vero!
Sono davvero contento che il mio racconto vi appassioni tanto  :D
Domattina comunque saprete tutto...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: spenisc - 27 Agosto 2009, 11:30:14
ho iniziato solo oggi a leggere il tuo racconto luca ... complimenti è come farne parte .. grazie delle emozioni trasmesse  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2009, 08:04:32
Citazione
L’entusiasmo però mi viene poco dopo quando nei pressi dell’incrocio con Granville St chi incontriamo?!?
No… stavolta non è Jovanotti, è molto meglio…

…Si tratta di Spoonman!!
Spoonman è una sorta di personaggio leggendario di Seattle al quale i Soundgarden (tra le principali band del movimento grunge di fine anni ’80 inizio ’90 insieme ai Nirvana, Pearl Jam ed Alice in Chains) hanno dedicato l’omonima canzone (thanks to Fla! ndr). Qua trovate il relativo video. http://www.youtube.com/watch?v=QWkbFKJZB0k
In pratica è un artista di strada che se ne va in giro a sbatacchiare i suoi cucchiai da ormai un ventennio. (http://en.wikipedia.org/wiki/Artis_the_Spoonman  http://en.wikipedia.org/wiki/Spoonman se vi interessano altre info in proposito).
Non è però uno che rimane fermo in un punto, si mescola in mezzo alla gente sbatacchiano i suoi cucchiai senza mai fermarsi, fa morire dal ridere!!! Ovviamente non sono sicurissimo che sia proprio lui o se invece si tratta soltanto di un emulo (anche perché dovrebbe essere a Seattle, non a Vancouver!). In internet non si trovano sue foto recenti e le ultime direi che risalgono a circa 15 anni fa quando ancora aveva un taglio di capelli mohawk. Ora invece ha una chioma fluente ingrigita dal tempo e barba lunga. Ho letto che è un classe ’48 e come età dovremmo esserci. Inoltre quanta altra gente se ne va in giro sbatacchiando i cucchiai!?! Sì, sì, è proprio lui, grande Spoonman!!!!! Un Mito!
Sarà comunque un’apparizione costante nei prossimi giorni, basta uscire e girare un po’ per le strade del downtwon di Vancouver per essere sicuri di incontrarlo intento a suonare la sua musica!
Arriviamo all’Art Gallery (foto N° 30, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/  750 Hornby St btw W Georgia St e Robson St www.vanartgallery.bc.ca) che in Smallville spacciano per il tribunale di Metropolis. Al suo esterno, a fianco una graziosa fontana, c’è un display che indica quanto tempo manca ancora alle Olimpiadi del 2010: siamo a – 243 giorni.
Non molto distante da qui si trova il Block Building (Foto N° 31, al 700° isolato di Granville St at Georgia St) che, sempre in Smallville, sarebbe l'appartamento mansardato di Oliver Queen a Metropolis. Un paio di strade più a sud si trova invece la Public Library (350 W Georgia St btw Homer St e Hamilton St, foto N° 32), praticamente il Colosseo!
Giusto di fronte troviamo il palazzo delle poste (349 W di Georgia St, foto N° 33), manco a dirlo apparso in Smallville e spacciato per il Palazzo delle Nazioni Unite.
Finito il tour televisivo passiamo ora al vicino quartiere di Gastown che si sviluppa lungo Water St. Questo è il quartiere storico della città, con numerosi edifici vittoriani. Deve il suo nome al gestore del primo saloon di Vancouver, John ”Gassy Jack” Deighton, il quale aveva fama di persona molto loquace. C’è anche una statua a lui dedicata giusto all’inizio di Powell St.
Questo quartiere è veramente bello, con i marciapiedi pavimentati in mattoncini rossi e tanti edifici della stessa tonalità. Inoltre le strade sono abbellite con lampioni d’epoca ai quali sono appesi cesti di fiori. Davvero bella questa zona della città, sembra di passeggiare per le strade di Beacon Hill di Boston! Le somiglianze sono davvero parecchie! (foto N° 34).
L’attrazione principale del quartiere è lo Steam Clock (305 Water St at Cambie St.). Nonostante sembri risalente al XIX secolo, questo orologio funzionante a vapore fu costruito solo nel 1971. Uno sbuffo rumoroso scandisce il trascorrere di ogni ora con noi arriviamo giusto in tempo per vederlo fischiare (foto N° 34). Molto carina davvero questa zona.
Ci incamminiamo ora verso il Canada Place (www.canadaplace.ca), probabilmente l’edificio più rappresentativo della città. Questo complesso è stato costruito in occasione dell'Expo ’86 e la struttura oggi ospita un terminal per le navi da crociera, il cinema CN IMAX, un centro congressi, il Pan Pacific Hotel (molto bello), etc.
Come temperatura non si starebbe male, ma si sta alzando un forte vento ed adesso indossare la giacca dei soci diventa necessario. Procedendo in direzione nord avvistiamo l’Harbour Center Tower (555 W Hastings St at Seymour St), torre alta 174 m. Un ascensore in vetro (13 CAD) trasporta i visitatori a 169 m di altezza fino alla zona simile a uno space-needle dalla quale si dispiega il panorama a 360 gradi. Qua si trova il ristorante “The Lookout” www.vancouverlookout.com
A noi però non interessa salire per cui arriviamo direttamente al Canada Place. L’edificio è caratterizzato da cinque vele bianche che si protendono nel porto; molto carino (foto N° 36). Lungo tutto il perimetro dell’edificio si trovano tantissime fantastiche bandiere canadesi ed anche un sacco di foglie rosse d’acero dipinte su sfondo bianco che mettono davvero il buon umore!
La vista di North Vancouver da qua attraverso il Burrard Inlet (la baia, ndr) è davvero vasta e ci regala piacevoli sensazioni (foto N° 37).
Torniamo verso il centro città fiancheggiando i palazzi con vetri a specchi del financial district. In questa zona è particolarmente bello il contrasto tra questi palazzi moderni con gli edifici storici che si vedono in secondo piano. Arriviamo al Marin Building (355 Burrard St), edificio di 22 piani Art Dèco con la copertura di tonalità acquamarina. Questo in Smallville è il palazzo che ospita il Daily Planet (foto N° 38). Finiamo il tour del quartiere passando dalla graziosa Christ Church Cathedral (690 Burrard St at W Georgia St.), la chiesa più antica della città.
Praticamente abbiamo già visitato tutto “il centro” cittadino, così rientriamo verso il nostro ostello incamminandoci su Granville St che però è tutto un gran cantiere (probabilmente per i lavori in vista delle Olimpiadi del 2010). Ci fermiamo solo in una pizzeria da asporto praticamente di fronte al nostro ostello, dove prendiamo una pizza da portarci in camera.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 28 Agosto 2009, 09:00:23
Bei posti, potresti fare la guida turistica dai dettagli e dalla passione che ci metti! Non immaginavo proprio Vanvouver avesse tutto questo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 28 Agosto 2009, 10:40:59
ah ecco non lo conoscevo quel tipo...cmq ora non so se sei stato a metropolis o a vancuver :P cmq davvero un bel posto mi piace tantissimo la gastown


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 31 Agosto 2009, 08:01:31
La pizza si rivela una cosa disgustosa, almeno per me.
Se non volete che vi mettano sopra schifezze varie e pesantissime, quando siete all’estero non chiedete mai una “Margherita”, ma dite “Only tomato and cheese”. Enea, che si fa molti meno problemi di me in fatto di cibo, rimane così in camera a mangiarsela, mentre io scendo al pub sotto l’ostello e ceno con un bell’hambuger ed un piatto gigante di patatine (incredibile, non riuscirò nemmeno a finirle tutte!) stando al bancone. Questo pub è davvero bello ed anche la cameriera è simpaticissima. Mentre divoro il mio bell’hamburgherozzo guardo un po’ di partite di baseball contemporaneamente nelle tante televisioni installate dietro il bancone.
Ogni tanto, anche in un viaggio in due sole persone, è bello rimanere un po’ da soli e ritagliarsi un momento tutto per se, ti da modo di vedere le cose con più serenità e ti fa apprezzare ancor di più quello che si sta vivendo.
A rovinare il “mio momento” ci pensano però due coppie sedute a bancone poco distanti da me, con le ragazze che starnazzano a voce troppo alta e davvero fastidiosa. Spero che non siano così tutte le Canadesi… non che i loro ragazzi siano da meno comunque.
Ritorno in camera dove trovo lo stoico Enea che si è mangiato quasi tutta quella schifezza di pizza. Facciamo la doccia e ci prepariamo per uscire. La serata sembra essere piuttosto freschina, così esco in camicia e giacca di pelle.
Sapevo perfettamente che durante la settimana la città non sarebbe stata esattamente piena di vita, ma riuscire a combinare i giorni in modo da arrivare a Vancouver durante il week end è stato praticamente impossibile. Punto fisso nella pianificazione del viaggio era sicuramente il week end finale a NY; anche a Las Vegas mi sarebbe piaciuto arrivare durante il week end anche se in quei giorni gli alberghi costano molto di più, ma incastrare le date è stato irrealizzabile. In ogni caso però preferivo godermi il fine settimana a Seattle piuttosto che qua.
Per stasera non avevo pianificato di trascorrere la serata in nessun locale in particolare, ma di andarcene un po’ in giro passando da un posto all’altro anche per avere una visione in generale. Percorriamo tutta Granville St sulla quale si trovano un sacco di locali, anche se mi sembrano praticamente vuoti, fino ad arrivare al Canada Place. Entriamo nel Pan Pacific Hotel per andare al lounge dell’albergo dal quale avevo letto si aveva una bella vista sullo Stanely Park, sulla baia e sulle North Shore Mountains. L’albergo è bellissimo ed anche il lounge è molto carino, con alcune fontane ed una terrazza esterna (chiusa, anche perché c’è davvero freschino) con una piccola piscina. Tutto molto carino, però secondo me manca di atmosfera, oltre che di gente. La vista sulla baia però effettivamente è piacevole e rilassante.
Passiamo allora dal lounge dell’Hyatt hotel (655 Burrard St btw Dunsmuir St e W Georgia St) visto che in questa catena di alberghi hanno sempre dei bar panoramici molto carini. Peccato che proprio questo faccia eccezione; il lounge in questo caso si trova al piano terra ed è pure chiuso.
Stasera abbiamo proprio voglia di goderci delle vedute panoramiche della città così, dopo un altro giro in giro, andiamo all’Empire Landmark Hotel (1400 Robson St at Broughton St www.empirelandmarkhotel.com) dato che avevo letto che dal suo Cloud 9, lounge panoramico al 42° piano, si godeva dalla miglior vista su Vancouver. Saliamo velocemente in ascensore trovando un locale molto simile al The View di New York, cioè con il locale che gira su se stesso a 360°.
Il panorama da quassù sulla notte buia di Vancouver è suggestivo. L’unico problema, a parte sempre l’assoluta mancanza di gente, è che secondo me il ristorante gira un po’ troppo velocemente e se rimango fermo ad osservare un punto all’orizzonte avverto una spiacevolissima sensazione di capogiro. Rimaniamo solamente pochi minuti comunque.
Ad un solo blocco di distanza da qui si trova l’ O'Douls (1300 Robson St at Jervis St - Listel Hotel http://www.odoulsrestaurant.com/) ristorante - lounge dove ogni sera si tiene un concerto jazz. Beh, visto che per stasera non c’è verso di trovare un po’ di movimento, una serata jazz rilassante mentre sorseggiamo un buon whisky invecchiato sarebbe l’ideale. Il lounge è stupendo ed anche l’atmosfera con le luci basse d’atmosfera è praticamente perfetta, l’unico problema indovinate qual è?
Esatto, non c’è praticamente nessuno, ma soprattutto del jazz stasera pare non esserci traccia.
Non sembra però anche stasera abbiamo già camminato parecchio, così decidiamo di tornare su Granville St. Questa è sicuramente la zona più viva, ci sono un sacco di locali, ristoranti, teatri e pub. Tutti posti abbastanza informali comunque. Di gente in giro qua ce n’è anche, però sembra abbastanza distribuita lungo tutti i locali e nessuno in particolare sembra spiccare sugli altri. Alla fine non riusciamo a trovare un posto che ci convinca a fermarci così, dato che forse avremmo anche un po’ bisogno di dormire, decidiamo di tornarcene in ostello.
Sono le 12.15 am quando ci stendiamo.
L’ultima volta che ho dormito in un letto ero ancora a casa mia in Italia e da quella volta sono trascorse ben 54 ore! Non credevo sarebbe stato possibile, ma abbiamo addirittura superato di un’ora il record dello scorso anno!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: MegRyan - 31 Agosto 2009, 12:27:29
Hey Luca, ciao, ho fatto in tempo a leggere le prime pagine, e ti faccio al solito i complimenti. Ottimo inizio.... Sei precisissimo e dettagliatissimo come al solito. Bravo! :D
Io non so se quest'anno ce la farò... mi prende un po' di pigrizia... :-/


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: spenisc - 31 Agosto 2009, 12:49:17
ciao luca ti rinnovo i complimenti ottimo racconto piacevolissimo da leggere  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 31 Agosto 2009, 15:29:22
54 ore!!!  :o Mamma mia incredibile, io il max che sono riuscito a fare sono 41 ore con due ore di sonno scarse ed ero già devastato...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Settembre 2009, 08:16:19
Citazione
Hey Luca, ciao, ho fatto in tempo a leggere le prime pagine, e ti faccio al solito i complimenti. Ottimo inizio.... Sei precisissimo e dettagliatissimo come al solito. Bravo! :D
Io non so se quest'anno ce la farò... mi prende un po' di pigrizia... :-/
Grazie Meg! Beh tu per quest'anno, visto che sei in dolce attesa, sei scusata! Facci almeno un raccontino veloce con un po' di foto se ti va!

Citazione
ciao luca ti rinnovo i complimenti ottimo racconto piacevolissimo da leggere  ;)
Thanks  ;)

Citazione
54 ore!!!  :o Mamma mia incredibile, io il max che sono riuscito a fare sono 41 ore con due ore di sonno scarse ed ero già devastato...
Beh, anche noi, in aereoporto, il nostro momento bel momento di devastazione ce lo abbiamo avuto...  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Settembre 2009, 08:18:57
13/07/2009 Lunedì – Vancouver
Neanche da dire, ieri sera appena chiusi gli occhi sono immediatamente caduto in un sonno profondissimo. La sveglia comunque stamattina suona alle 8.40 am… Come alle 8.40??!?
Devo essermi sbagliato a puntare l’orario facendo confusione tra i fusi, in realtà dovevamo alzarci un’ora prima! Mi sa che la crisi non è ancora finita…
Ci prepariamo in fretta per cercare di recuperare almeno un po’ il tempo perduto; stamattina si va in escursione fuori città. Usciamo portandoci i biscotti per la colazione nello zaino, li mangeremo poi in traghetto. L’area nei dintorni di Vancouver è infatti davvero splendida, tra la Vancouver Island (troppo lontana comunque per andare e tornare in giornata ed inoltre è immensa), Whislter (con lo splendido Garibaldi Provincial Park) e tutta la zona direttamente a nord della città, c’è solo l’imbarazzo della scelta su cosa vedere. Una delle attrazioni più visitata non troppo lontana (sempre a nord) è il Capilano Suspension Bridge (www.capbridge.com/index.html 3735 Capilano Road, North Vancouver 27.95 CAD + tasse, dal centro di Vancouver prendere il Seabus #236 diretto al Ponte), ponte di legno strutturale trattenuto solo da corde, lungo 135 m e sospeso a 70 m dal suolo attraversando un torrente. Fu fatto costruire dal proprietario del terreno giusto per attraversare il torrente ed arrivare alla sponda opposta della sua proprietà dove praticamente ci sono solo boschi.
Sempre a North Vancouver però si trova un’altra struttura simile all’interno del Lynn Canyon Park, un parco immerso nella boscaglia con piscine naturali dove appunto vi si trova un ponte sospeso risalente al 1912 che scavalca il Lynn Canyon circa 50 m sopra il fiume. Sebbene non possa vantare le stesse dimensioni del Capilano bridge (“soli” 48 m di lunghezza) la struttura è la stessa ed in più è gratuita e meno battuta dal turismo di massa (www.dnv.org/ecology/index.htm). Queste ultime due cose (gratuito e meno turismo, ndr) fanno decisamente spostare la bilancia a suo favore, per cui scegliamo di visitare questo canyon con il relativo ponte.
Ci incamminiamo su Granville St fermandoci solo un attimo da 7 Eleven per comprare un panino ed una squisitezza per il pranzo (finalmente di nuovo la squisitezza del 7 Eleven!), quindi arriviamo alla Waterfront Station e da qui prendiamo il Seabus (traghetto, ndr) fino a Lonsdale Quay a North Vancouver (3,75 CAD). Mentre attraversiamo il Burrard Inlet godiamo di una bella vista sia su North Vancouver sia, soprattutto, sullo Skyline della città.
Il biglietto del Seabus è valido per un certo periodo di tempo su tutti i mezzi pubblici così, arrivati a Lonsdale Quay, prendiamo l’autobus 228 fino al Lynn Canyon.
La zona che attraversiamo in autobus durante il tragitto è una perfetta area residenziale molto carina, curata e tranquilla, anche se a Vancouver di certo non mancano le zone pacifiche.
Come scendiamo dall’autobus incamminandoci verso il canyon, incontriamo un furgoncino della Crime Scene Unit, praticamente CSI! (Foto N° 39, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/). Non proprio rassicurante, ma sicuramente spettacolare!
Il parco lungo il quale scorre il torrente è praticamente un’immensa foresta verde con piante altissime. La città da qua sembra lontanissima eppure si trova solamente a qualche chilometro di distanza. Subito all’ingresso del parco incontriamo la particolare struttura del visitor center con la sua area ristoro (foto N° 40). C’è pochissima gente: già sono felicissimo di essere venuto qua anziché al Capilano Bridge. Seguiamo il percorso ed in breve arriviamo al ponte sospeso, fantastico! Non è lunghissimo ma l’attraversarlo avvertendo le naturali oscillazioni ci regala un piacevolissimo senso di avventura! Basta inoltre aspettare un attimo che si sposti un po’ di gente ed abbiamo il ponte tutto per noi! (foto N° 41 e 42) Il torrente sottostante in questo periodo dell’anno non è che sia proprio impetuoso, ma la vista sulla natura selvaggia è bellissima (foto N° 43).
Appena attraversato il ponte ci si immerge nello sconfinato bosco (foto N° 44 e 45) dove regna un’atmosfera incredibile; solo la natura intorno a noi. Due giorni fa ero a New York, nella metropoli per eccellenza, adesso sono invece ad anni luce di distanza ed il contrasto è davvero notevole.
Ci incamminiamo nel bosco verso nord seguendo il sentiero che costeggia il torrente (foto N° 46) a qualche metro di distanza fino ad arrivare alla 30 foot pool, dove l’acqua è di un meraviglioso colore smeraldo (foto N° 47 e 48). Il fatto poi che ci siamo solamente noi e la natura rende il tutto ancor più straordinario.
I’m completely Into the Wild (in North Vancouver).
Mentre continuiamo a seguire il sentiero in direzione nord, mi viene in mente che nello zaino ho ancora una mela che mi avevano dato in aereo; non c’è momento migliore per gustarsela che adesso, mentre passeggiamo nel bosco!
Sei buona buona, sei tipo centomila volte meglio di qualunque mela che ho mai mangiato… Così gustosa, così biologica, così naturale!
Riattraversiamo il torrente, che in questo punto è molto più stretto, passando su un ponte in legno. Procediamo verso sud. Per un breve tratto il sentiero finisce e si arriva sulla strada poi, quando vediamo l’indicazione per il Baden-Powell Trail, torniamo ad immergerci di nuovo nel bosco. All’inizio il sentiero è lastricato con una passerella in legno (foto N° 49), poi continua solamente battuto. In alcuni punti sul greto del torrente vediamo che qualcuno si è divertito a fare delle costruzioni mettendo in equilibrio i massi uno sopra l’altro, che in effetti è una cosa spettacolare!
Continuando in direzione sud ripassiamo dal visitor center e dal Suspension Bridge, che attraversiamo di nuovo diretti alle Twin Falls. Arriviamo fino a sentire il rumore della cascata, senza riuscire a vederla però. Ci avviciniamo al torrente trovando in questo punto l’acqua calma che forma quasi un laghetto color smeraldo, bellissimo (foto N° 50). Intuiamo che la cascata dev’essere là in fondo, solo che lungo la riva sulla quale ci troviamo non si riesce a camminare così, visto che dove siamo ora non c’è molta acqua, proviamo ad attraversare il torrente camminando sui massi che sbucano a pelo d’acqua. Quando però Enea perde l’equilibrio immergendo il piede fino alla caviglia (con io che mi spancio dal ridere!), rinunciamo. Ci dev’essere una strada alternativa. Torniamo così sul sentiero verso nord ed in effetti troviamo un piccolo ponte in legno che attraversa il torrente proprio sopra la piccola cascatella (foto N°51). Il sentiero in questo punto è abbastanza ripido, così lo scendiamo camminando sulle radici sporgenti degli alberi che ci danno una bella mano (foto N° 52). Ancora pochi passi ed arriviamo alla profonda piscina naturale color smeraldo che vedevamo prima quando Enea era scivolato (foto N° 53 e 54).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Settembre 2009, 08:19:26
Il bosco sarebbe ancora immenso ma a questo punto abbiamo visitato tutto quanto si può vedere in giornata. Ci immettiamo sul sentiero trovando ora diversa gente che fa jogging portando a spasso il cane (dev’esser durissima correre lungo questi saliscendi!) e torniamo quindi alla fermata dell’autobus.
La nostra visita a questo parco si conclude qui, dire che è stata un’esperienza straordinaria è dire poco, è stato quasi terapeutico, meraviglioso.
Pranziamo seduti sul marciapiede manco fossimo due barboni, mentre nel frattempo arriva l’autobus. Torniamo a Lonsdale Quay e da qui prendiamo il traghetto fino ad arrivare a Vancouver, mentre godiamo di nuovo della bellissima vista sullo skyline (foto N° 55).
Per il pomeriggio avevo previsto di girare lo Stanley Park in bicicletta, così andiamo da Bayshore Rentals (745 Denman St btw Albemi St e Robson St. www.bayshorebikerentals.ca/) che avevo trovato in internet (ce ne sono diversi altri in zona comunque, ma questo è quello più economico) e per 16.80 CAD + 1,50 CAD per il lucchetto noleggiamo la nostra mountain bike per 4 ore. L’uso dell’elmetto è obbligatorio e le biciclette possono girare solo lungo appositi percorsi opportunamente segnalati. Un’intera giornata a stretto contatto con la natura insomma.
Lo Stanely Park fu realizzato nel 1888 e dedicato al governatore generale del Canada Lord Stanley, lo stesso che prestò il proprio nome al prestigioso trofeo della NHL (National Hockey League).
Dopo aver pedalato ad Amsterdam, San Francisco e San Diego, siamo ora in bicicletta anche a Vancouver!
Decidiamo di visitare l’enorme parco cittadino in senso antiorario, pedalando lungo il percorso ad anello che ci gira tutto intorno (Seawall Promenade - 10,5 km). Subito arriviamo alla Lost Lagoon (foto N° 56), un bel laghetto nel quale nuotano indisturbati graziosi cigni. Da qua si ha una bella vista su Coal Harbour, un’insenatura sulla baia e sullo skyline (foto N° 57). Peccato solo che ci sia un distributore per le barche che attraccano proprio nel bel mezzo!
Lungo il percorso troviamo anche diversi totem a testimonianza della presenza dei nativi. Arriviamo al grazioso faro (foto N° 58) dal quale si ha già una bella visuale sul Lion Gates Bridge, ponte che collega Vancouver con il nord città (foto N° 59). Praticamente uguale al Golden Gate Bridge di San Francisco, solo un po’ meno imponente e di colore diverso!
Continuiamo a pedalare immettendoci a volte anche nei percorsi interni del parco (una vera foresta!), ma ad un certo punto, lungo la Seawell Promenade, troviamo una statua che ci lascia sbalorditi, è praticamente la Sirenetta di Copenaghen! (foto N° 60).
Questa in realtà indossa una muta, anche se un po’ infangata, ma per dimensioni e posizionamento è una copiatura incredibile! Leggiamo il cartello e scopriamo che il nome dell’opera è “Girl in wetsuit” (ragazza nella muta, ndr) e sta a rappresentare la dipendenza della città con il mare.
Guardando la mappa vedo però che abbiamo saltato diverse attrattive che si trovano all’interno, così prendiamo un percorso che taglia il parco fino ad arrivare al bellissimo Rose Garden, anche se evidentemente questo non è periodo per le rose (foto N° 61). Ci mettiamo una vita per trovarlo, ma grazie alla testardaggine arriviamo anche al Beaver Lake, laghetto quasi incantato dalle calme acque (foto N° 62). Ritorniamo sulla Seawell Promenade (foto N° 63) nel punto in cui l’avevamo lasciata passando sotto al Lion Gate Bridge.
Andarsene in giro in bicicletta è fantastico, c’è una leggera brezza un po’ freschina, ma l’aria che arriva del mare ti fa davvero sentire “vivo”.
Arriviamo allo Siwash Rock, magnifico scoglio che si erge dalle acque sul quale sorge una pianta quasi fosse stata messa apposta; incantevole (foto N° 64).
Continuiamo nella nostra pedalata passando la Third Beach, breve tratto di spiaggia sabbiosa dove un cane felice nuota nell’acqua con il padrone che lo segue da vicino. Davvero una bella immagine.  
In questo tratto della costa la baia prende il nome di English Bay e la vista è suggestiva.
Arriviamo alla Second Beach (foto N° 65) nei pressi della quale ci sono varie attrattive come giostre per bambini e soprattutto una vasta piscina praticamente a pelo d’acqua; davvero bella.
Ci inoltriamo di nuovo in un percorso interno, stavolta in ghiaia. Il bosco è fantastico, anzi, più che un bosco è una vera e propria foresta incontaminata! (foto N° 66). Arriviamo fin quasi alla Lost Lagoon, il nostro punto di partenza, nei pressi della quale incontriamo alcuni fantastici procioni! (foto N° 67). Per nulla timidi si avvicinano alla gente in cerca di cibo, sono bellissimi!!
Rimaniamo ad osservarli per un po’ godendoci le meraviglie della natura che ci circonda, quindi torniamo alla Second Beach dove facciamo un sosta in spiaggia ammirando la vista sulla English Bay. La brezza marina è fantastica e c’è anche qualcuno con l’aquilone!
Torniamo infine al negozio e riconsegniamo le biciclette.
Sì è ormai fatta ora di tornare verso casa, per cui ci mettiamo in direzione incamminandoci su Robson St., la principale via dello shopping. Non troviamo nulla che ci colpisca comunque. Arriviamo su Granville St. notando che oltre ai teatri ed i locali ci sono anche diversi alberghetti talmente squallidi e decrepiti che per entrarci ci vorrebbe davvero del coraggio. Ricordate l’albergo nel Queens in cui va Eddie Murphy nel film “Il Principe cerca moglie”? Ecco, una cosa molto simile! Sono comunque perfettamente a tema con la zona che, come vi dicevo, mi ricorda molto San Diego.
Per la cena stasera cambiamo pizzeria, fermandoci sempre su Granville St. comunque. Il locale è forse un po’ meno sudicio di quello di ieri (ad un certo punto era entrato persino un piccione!), ma c’è sparato a bomba un sound messicano da discoteca che è una delle cose più terribili che io abbia mai sentito! Nell’attesa che la pizza “only cheese and tomato” sia pronta, non sappiamo bene se ridere o disperarci per quello che le nostre orecchie devono sorbirsi!
Portiamo la pizza a casa e ce la mangiamo nell’accogliente cucina dell’ostello. Stavolta va meglio.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 02 Settembre 2009, 10:39:43
Ancora complimenti per il tuo racconto, ogni volta non vedo l'ora di leggere la parte dopo! E anche le foto rendono tutto pù coinvolgente!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 02 Settembre 2009, 11:31:49
Che foto bellissime!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 02 Settembre 2009, 15:27:55
Citazione
Che foto bellissime!!!


Quoto in pieno. ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 03 Settembre 2009, 10:21:37
Wow Luca il tuo racconto è sempre fantastico, per non parlare delle foto: SPETTACOLARI.
I posti che avevte visitato sono bellissimi.Il ponte sospeso starordinario


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Settembre 2009, 08:09:09
Stasera fa abbastanza freschino anche se meno di eri, per cui esco in maglietta con sempre la giacca di pelle sopra. Decidiamo di fare un giro a Gastown visto che come zona c’era piaciuta molto ed inoltre avevamo notato diversi localini.
Percorriamo tutta Granville St, dove troviamo sempre un po’ di gente sparsa per i vari locali (che però appaiono sempre piuttosto vuoti) ed arriviamo a Gastown. Questa zona che di giorno mi ricordava Beacon Hill di Boston, di sera invece è davvero simile al Gaslamp Quarter di San Diego. Figuratevi che me la ricorda così tanto che sulla mia agendina di viaggio ho scritto che sono stato nel Gaslamp anziché a Gastown! Fatto sta che di notte è ancor più bella, davvero meravigliosa! (foto N° 68 e 69, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/).
Il gioco di luci tra le piante, con gli eleganti lampioni e l’illuminazione degli edifici, rendono questa zona incantevole! Forse ricorda un po’ anche Parigi pur non essendoci mai stato (a parte quella di Las Vegas ovviamente).
Peccato solo che si sia pochissima gente in giro. Entriamo in qualche locale tra cui un pub molto vasto e davvero bello, però sono tutti quanti mezzi vuoti. Decidiamo di non fermarci e di andare in esplorazione di altre zone. La prossima tappa è il Marriott Hotel (1128 West Hastings St btw Bute St e Thurlow St. Vancouver). Anche in questa catena di alberghi ci sono sempre dei bellissimi lounge panoramici. Ora non ricordo bene, però mi sembra che in questo caso il lounge non ci fosse, o comunque non riusciamo a salirci. Niente di fatto insomma.
Concordiamo che tornare su Granville St è l’unica possibilità per la serata così, dopo aver osservato un po’ il movimento per i locali, ci fermiamo per una birra in un pub a fianco del Cellar Nightclub (1006 Granville St at Nelson St). Il pub è abbastanza affollato, carino e con luci che creano un’atmosfera distensiva. Troviamo posto ad un tavolo distante solo un paio di metri da un cantante che suona delle cover accompagnato dalla sua chitarra.
Nonostante sia molto bravo ad eseguire i pezzi, dopo un po’ iniziamo ad annoiarci e sento che gli occhi mi si chiudono. Ci avviamo così verso casa decisi nel risparmiare le energie per quando ne varrà maggiormente la pena.
Mentre camminiamo sulla strada del ritorno inizio però a sentire delle cattive avvisaglie alla caviglia destra… Mica mi succederà come lo scorso anno quando la caviglia (la sinistra quella volta, ndr) mi si era gonfiata talmente tanto al punto che mi faceva un male, ma un male da non riuscire praticamente più a camminare, eh!?!?
No, dai, è impossibile, è vero che in questi tre giorni abbiamo camminato abbastanza, ma siamo ancora sotto i nostri standard ed inoltre è ancora troppo presto per iniziare a sentire dei dolori, in fondo non siamo che all’inizio della vacanza!
Mentre faccio mentalmente tutte queste considerazioni, certo non piacevoli, arriviamo in ostello che sono le 12.30 am e ci mettiamo a dormire.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 04 Settembre 2009, 11:14:06
Che giochi di luce stupendi nelle due foto in notturna!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 04 Settembre 2009, 15:21:47
Grazie ancora Luca, delle foto e del racconto.
Continua così...... ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 04 Settembre 2009, 17:24:37
wow che spettacolo la 30 foot pool


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Settembre 2009, 08:05:33
14/07/2009 Martedì – Vancouver
Sveglia alle 8.40 am. Abbiamo già visto molto in città, per cui possiamo permetterci una chiamata mattutina tranquilla e dedicare la giornata al vedere quanto ancora manca. L’ideale sarebbe andare sulla Vancouver Island (fino alla splendida Victoria, capoluogo della British Columbia), ma andare e tornare in giornata è impossibile.
Scendiamo al pub e facciamo un’ottima colazione all’inglese con i buoni gratuiti dell’ostello.
Ci incamminiamo fino ad arrivare alla zona pedonale di Hamilton St, pochi blocchi più a sud del nostro ostello. Questa zona è molto diversa dal “casino” costante di Granville St, è molto più pacifica, serena. Potrebbe anzi essere un po’ paragonata al Meatpacking District di New York dato che qua sorgono diversi vecchi magazzini ora riconvertiti in locali, ristoranti e negozi. Oltretutto troviamo anche un set cinematografico, con l’attrezzatura per le riprese che invade la strada  (foto N° 70, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/). Sembra però che ormai sia già tutto finito, peccato. Davvero bella questa zona comunque, rimaniamo d’accordo che ci torneremo in serata dato che sembra molto promettente.
Poche centinaia di metri più avanti si trovano le due grandi arene sportive della città, il BC Place Stadium (struttura polivalente che ospita gare di Football canadese e calcio con 60.000 spettatori, oltre a concerti, ed è la più grande struttura al mondo coperta da un tetto gonfiabile. La cerimonia di apertura e di chiusura delle Olimpiadi invernali del 2010 si terrà qui), ed il GM Place, dove giocano i Vancouver Canucks  (hockey).
Arriviamo quindi alla Chinatown cittadina ed al Dr Sun Yat-Sen Classical Chinese Garden & Park  (578 Carrall St. www.vancouverchinesegarden.com), classico bel giardino cinese  (a pagamento). Anche qua sono state girate alcune scene di Smallville relative al viaggio di Lana e Clark a Shanghai, che io comunque non ricordo. Il resto quartiere mi stupisce veramente, è la prima Chinatown che vedo che non mi fa schifo! Sarà che è molto “americanizzata”, con strade larghe e pulite, fatto sta che incredibilmente non c’è nemmeno puzza! Nulla di imperdibile comunque.
Arriviamo quindi al bel palazzo che ospita la Pacific Central Station, stazione della quale partono i treni dell’Amtrak e gli autobus Greyhound. Domattina partiremo da qui proprio in autobus con destinazione Seattle. Avevo già prenotato la corsa in internet sul sito della Greyhound ($ 13, prenotando con almeno 21 giorni in anticipo ci sono forti sconti), ci fermiamo in stazione solo per ritirare i biglietti. Diciamo alla cassiera che viaggiamo con due bagagli a testa (dovremmo pagare un supplemento di $ 10 per la seconda valigia, ndr), ma risponde che pagheremo domattina. Dice inoltre che bisogna apporre su ogni valigia una targhetta (tag, ndr) sulla quale dev’essere indicato l’indirizzo di destinazione.
Fatto tutto usciamo ed andiamo al vicino Science World (1455 Quebec St, foto N° 71). Qua vi si tengono mostre interattive, e si trova inoltre un ristorante ed cinema maxi schermo (Alcan OMNIMAX Theatre). A noi però basta ammirare la bella struttura e lo skyline del Downtown attraverso False Creek (braccio di mare che separa il Downtown con il West Side, ndr). L’edificio con la copertura bianca è il BC Place Stadium con il suo tetto gonfiabile.
Ora non c’è rimasto che esplorare il West Side.
Prendiamo l’autobus e scendiamo sulla 4th Ave in prossimità di Burrard St, nel bel mezzo del quartiere di Kitsilano. Ci incamminiamo verso nord zigzagando tra Burrard St, Pine St e Fir St, strade lungo le quali sorge una bellissima area residenziale. Arriviamo fino al Venier Park ed alla sua Kitsilano Beach affacciata sulla English Bay (foto N° 73). La lunga spiaggia è davvero molto graziosa, c’è anche un campo da beach volley con dei ragazzi che giocano. Quello che mi colpisce maggiormente di questo parco è però la grandissima quantità di corvi che vi si trovano! In realtà capita di vederli continuamente anche per il resto della città, ma qua ce ne sono veramente tanti! Sempre in Venier Park si trovano il Maritime museum e lo Space Center.
Ci incamminiamo poi verso sud per tornare sulla 4th Ave e quindi riprendere l’autobus. Passando su Odgen Ave, strada che fiancheggia il parco per la sua lunghezza, notiamo che sulla via sorgono tantissime case davvero splendide! Tanto per cambiare anche questa zona è simile ad un’altra già visitata; in questo caso mi ricorda il quartiere di Marina di San Francisco (anche se Marina era ancora più bella).
La 4th Ave è la strada commerciale del quartiere, lungo la quale si trovano tantissimi negozi carini. Noi saliamo sull’autobus e scendiamo solamente diversi chilometri dopo quando siamo ormai in prossimità dell’estremità ovest del West Side. Qua si trova il campus della UBC, University of British Columbia.
Appena arrivati però pranziamo subito in un bar poi ci fermiamo in una farmacia alla ricerca di una pomata al cortisone come quella che avevamo preso lo scorso anno per la mia caviglia. I segnali di ieri sera non erano falsi allarmi, ora inizia a gonfiarsi ed a farmi male. Purtroppo però non troviamo nulla che faccia al mio caso, le creme sono tutte senza cortisone (ed io ho bisogno di una vera bomba prima che la situazione precipiti!) mentre di pastiglie non ne voglio prendere.
Usciamo a mani vuote con l’intenzione di prenderla non appena torneremo negli USA, là di certo il cortisone non mancherà.
Ci mettiamo in esplorazione del campus universitario. Questo è forse il più vasto tra tutti i campus che abbiamo visitato nei precedenti viaggi, ma forse è anche quello meno affascinante. Ovviamente questo non è periodo di lezioni (vediamo un corso di autostima però!) e quindi non ci sono tantissimi studenti in giro, ma l’aspetto che rende questa università meno interessante rispetto alle altre è che è relativamente giovane ed anche tutti i palazzi, pur essendo stati costruiti con un’ottima urbanistica, non sono così attraenti essendo tutti costruzione abbastanza recente. Andiamo un po’ in giro, qualche edificio sarebbe anche aperto ma è espressamente vietato l’ingresso agli estranei. Entriamo così nel book store; questo invece è molto bello! Oltre alla mascotte universitaria, una specie di uccellaccio gigante blu con i piedi palmati gialli (fantastica!), troviamo un sacco di altri pupazzetti divertenti tipo quello di Leonardo Da Vinci, Frank Lloyd Wright, Shakespeare, etc. davvero divertentissimi!!!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Settembre 2009, 08:06:04
Quest’anno ero partito con l’intenzione di smetterla di prendere tutte quelle magliette turistiche che ho sempre preso (e che alla fine non metto quasi mai!), ma quando vedo la T-shirt blu con la scritta bianca “University of British Columbia” a 9.97 CAD (più Tax del 12%), non posso proprio resistere! Cavolo, ed anche per quest’anno i miei propositi… sarà inoltre solo la prima di una lunga serie!
All’interno del campus si trovano inoltre il Museum of Anthropology (che però si rivela abbastanza deludente, almeno come palazzo), Nitobe memorial Garden (1903 West Mall, giardino giapponese http://www.nitobe.org/ 6 CAD) e il UBC Botanical Garden (6804 SW Marine Dr. 8 CAD www.ubcbotanicalgarden.org/ con ponte sospeso). Saltiamo però entrambi i giardini e ci dedichiamo esclusivamente alla Wreck Beach. Questa spiaggia, frequentata dai nudisti, è disseminata di tronchi d'albero e circondata da una foresta che dà la sensazione di essere a mondi di distanza dalla grande città. Da NW Marine Dr. troviamo una lunga scalinata che scende per decine di metri. Già dalla strada si vede il mare sottostante oltre la barriera degli alberi (foto N° 74). Nello scendere la ripida scalinata attraversiamo tutta la foresta, ma che dico foresta, è una vera giungla! Sembra di essere in Jamaica anche se non ci sono mai stato! (foto N° 75 anche se purtroppo non rende assolutamente). La gente che incrociamo nel salire vediamo che fa parecchie soste lungo il percorso data la forte ascesa e la lunghezza della scalinata; al ritorno ci sarà da sudare.
Finalmente, dopo aver camminato davvero parecchio, arriviamo in spiaggia; davvero fantastica! (foto N° 76 e 77). La sabbia è di un meraviglioso colore grigio scuro e la foresta che circonda tutta la spiaggia è una naturale protezione che assicura la quiete assoluta (foto N° 78).
Rimaniamo per un po’ seduti in silenzio su un tronco, semplicemente stando ad ammirare la quiete del mare, l’Oceano Pacifico. Le sensazioni che ne riceviamo sono fantastiche, sento quasi che la profonda pace interiore che mi ha avvolto non mi abbandonerà mai più.
È ora di rimettersi in marcia così risaliamo la scalinata, che in realtà è molto meno impegnativa di quel che sembrava (almeno per noi), e torniamo alla UBC per prendere l’autobus.
È ancora presto per rientrare in ostello così, arrivati nel Downtown, ci dedichiamo alla visita del Pacific Center (vasto centro commerciale) ed alcuni negozi su Granville St. e Robson St. Enea compra un paio di Converse, io decido di aspettare fino a quando saremo a Portland o di nuovo a NY visto che così non avrò il sovrapprezzo delle tasse. (In queste due città non ci sono tasse sull’abbigliamento, a NY le imposte sono applicate solo agli importi al di sopra dei $ 150).
Ad un certo punto rincontriamo anche Spoonman, naturalmente intento a sbatacchiare i sui cucchiai mentre passa tra la gente! Un vero mito, fa morire dal ridere! Scommetto che non l’ha mai visto nessuno senza i sui cucchiai in mano!
Facciamo un ultimo giro su Granville St, che mi piace sempre di più (foto N° 79), poi ci incamminiamo verso casa.
Oggi abbiamo camminato davvero parecchio, così ci viene naturale canticchiare l’allegro motivetto di We Walk dei Ting Tings mentre ce ne andiamo in giro. Ci accompagnerà per tutto il resto del viaggio.
Cena con la solita pizza da consumare nella cucina dell’ostello, quindi iniziamo a prepararci per la serata, l’ultima a Vancouver.  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 07 Settembre 2009, 09:42:23
Complimenti! Vancouver e la zone limitrofe sembrano offrire veramente spunti di visita interessanti.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 09 Settembre 2009, 08:06:47
Stasera incredibile ma fa persino abbastanza caldo. Sono in camicia e giacca di pelle, ma questa la tengo aperta. Prima di uscire ci facciamo prenotare dal ragazzo in reception un taxi per la mattina successiva che ci porti alla Pacific Central Station.
Iniziamo la serata andando su Hamilton St. come concordato in mattinata. Questa zona pedonale è davvero carina, luci basse con ristoranti e bar d’atmosfera. Tutti luoghi piuttosto eleganti ma senza essere troppo pretenziosi, insomma davvero bello. Anche nelle stradine laterali le cose non cambiano, l’atmosfera rimane perfetta ed anche il livello dei locali è sempre ottimo. Peccato solo che rimanga un unico problema, ovvero che in giro c’è sempre poca gente. Se da un lato questa può essere una cosa positiva per chi è alla ricerca di una serata intima, dall’altro per chi esce con gli amici è sicuramente una scocciatura. Sapevo però che arrivando a Vancouver durante la settimana le cose non potevano che andare così.
Ritorniamo allora su Granville St che sembra più movimentata rispetto alle sere precedenti. I locali non sono pienissimi ma già si percepisce nell’aria una certa voglia di divertirsi. Facciamo un paio di volte su e giù lungo tutta la via fino a quando troviamo l’immancabile Spoonman con i suoi inseparabili cucchiai! Davvero un grande, fa morire dal ridere! Stavolta non mi scappa ed una foto gliela faccio, anche se è un po’ difficile metterlo “a fuoco” dato che non sta mai fermo un attimo! (nella foto N° 80 è quello con la giacca azzurra e con i cucchiai nella mano destra, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/). Riesco persino a fargli un filmato mentre è intento nello sbatacchiamento… non mi stanco mai di rivederlo!
Nessun locale in particolare però sembra “risaltare” sugli altri, così la scelta su dove trascorrere la serata si fa un po’ difficile. Alla fine decidiamo per il Cellar (1006 Granville St at Nelson St www.cellarvan.com) che già da casa, mentre facevo le mie ricerche, mi sembrava un ottimo locale.
L’impressione viene confermata non appena entriamo. L’ingresso è sul livello della strada, ma subito appena dentro c’è una scalinata che scende un paio di metri portandoci al piano interrato. Anche come locale in se è un posto davvero underground, tutto in mattoni faccia vista al grezzo e luci piazzate nel punto giusto per valorizzare l’ambiente. Davvero bello.
Non è grandissimo come ambiente ma non è troppo affollato, è perfetto! L’atmosfera è bella carica, ci prendiamo una birra ed andiamo ad assistere ai balletti della gente in pista. In pratica riviviamo quella scena da film americano che già c’era capitato di vedere lo scorso anno al The Highland di Los Angeles, cioè con uno in pista che balla la break dance con il proiettore puntato addosso e tutta la gente intorno che applaude e lo incita! Questa cosa è fantastica, ci fa davvero sentire parte di quel tipo di film alla American Pie http://www.youtube.com/watch?v=PWmsc2s1WUw
Fantastico!!!!!!
Qua però sono molti più bravi a ballare e fanno delle acrobazie strepitose! (foto N° 81). Per fortuna anche la musica è migliore… adattissima comunque! Come già avevo visto lo scorso anno mi viene confermato che questa non è proprio roba da “bianchi”, noi non abbiamo assolutamente “il ritmo” per fare queste cose, mentre invece quelli di colore, gli ispanici ed anche gli asiatici sono bravissimi!
Tutto questo va avanti per una mezz’oretta, ma non ci si stanca davvero mai di guardarli. Un posto davvero americano! (nonostante siamo in Canada!). La gente è molto easy-going, socievole ed amichevole. Passiamo una serata tranquilla in un bel posto di cui di certo mi ricorderò.
Domattina ci alzeremo presto così non facciamo troppo tardi, all’1.15 am siamo già a letto.
Vancouver mi lascia delle sensazioni contrastanti, non posso dire che non sia carina come città però forse manca un po’ in “personalità”. Come avete letto diverse volte ho scritto “Mi ricorda questo, mi ricorda quest’altro…” non lo so, la sensazione è che il clima generale sia talmente pacifico che non si ha la reale voglia di impegnarsi per dare a questa città un tocco che la contraddistingua dalle altre. Tutta questa sua tranquillità può essere meravigliosa per viverci, però a volte mi andava un po’ stretta. In un viaggio come il nostro dove Vancouver è stata praticamente il punto di partenza, un paio di giorni da dedicargli sono più che sufficienti, ma se si ha voglia e tempo di visitare i dintorni, che probabilmente sono la cosa migliore, allora si potrebbero trascorrere tranquillamente anche una decina di giorni tra Victoria, la Vancouver Island, Whistler ed i parchi nei suoi dintorni. Ecco, la cosa migliore qua sono sicuramente i magnifici scenari che ha da offrire la natura che qua è davvero incantevole.
Da domani si inizia a fare le cose sul serio, finalmente arriveremo a Seattle, città nella quale ho letto che tutti gli americani vorrebbero vivere (insieme a San Francisco e Boston). Soprattutto però città che tra la fine degli anni ’80 ed inizio ’90 era il vero “centro del mondo”, almeno per quanto riguarda il panorama musicale-culturale.
Ed io già non vedo l’ora di andare sulle orme di Kurt Cobain.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 09 Settembre 2009, 21:10:10
ed io non aspetto altro che leggere i racconti di luca alla ricerca di Kurt!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Giuseppe83 - 09 Settembre 2009, 23:14:12
Non vedo l'ora di leggere le impressioni su Seattle, dato che molti miei amici la considerano saltabile in un ipotetico tour.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2009, 08:26:31
Citazione
ed io non aspetto altro che leggere i racconti di luca alla ricerca di Kurt!
;) :D :D

Citazione
Non vedo l'ora di leggere le impressioni su Seattle, dato che molti miei amici la considerano saltabile in un ipotetico tour.
Direi che dipende dalla zona degli USA che si vuole visitare e per quanto tempo si rimane. Se si rimane sulla costa est e solo per una decina di giori allora io li spenderei unicamente a NY, se il tempo aumenta inserirei anche Boston, Cascate Niagara e magari Toronto (come avevo poi fatto nel viaggio del 2007).
Se invece si va sulla costa ovest per me Seattle dev'essere assolutamente il punto di partenza!! Piuttosto salta tutto il resto ma Seattle proprio no!!! E' di un fantastico incredibile!! Sarete comunque voi a giudicare in base al racconto ed alle foto che mettero!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2009, 08:28:55
15/07/2009 Martedì – Seattle
Sveglia presto, alle 6.35 am. Chiudiamo i bagagli e scendiamo in reception. Dopo pochi minuti arriva il taxi che ci porta alla Pacific Central Station dove abbiamo l’autobus Greyhound da prendere. La partenza è prevista solo per le 8.30 am, ma siccome la prenotazione non assicura comunque un posto a sedere è meglio arrivare con un buon anticipo. Non sembra esserci troppa gente comunque, anzi. Dopo un po’ di attesa finalmente arriva il pullman e, passaporto alla mano, ci mettiamo in fila per salire. Nascono subito alcuni problemi però. L’autista dice che la targhetta con la destinazione che abbiamo messo sulle valige non va bene ed anche per pagare il supplemento di $ 10 per il secondo bagaglio non dobbiamo dare i soldi a lui! Probabilmente allora anche stamattina dovevamo tornare allo sportello, pagare lì e farci dare una targhetta con il logo Greyhound! Ma allora perché ieri quella là non ci ha detto tutto ciò!??
Alla fine comunque nessun problema, ci carica le valige e saliamo sul pullman risparmiando anche i $ 10; meglio così!
Salire sul Greyhound (foto N° 82, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/)  per me è una vera esperienza, questi sono gli autobus che utilizzava per gli spostamenti anche il protagonista di “On the Road” di Jack Kerouac, libro che ancora oggi continua ad influenzami parecchio. Mi basta solamente sentire la parola “viaggio” per farmi sognare infinite lingue di asfalto da percorrere su quattro ruote, anche così, senza meta, quello che conta è sentire che vai.
Tra Seattle e Vancouver ci sono poco più di 200 km di distanza, ma il programma di viaggio indica un tempo di percorrenza di ben 4 ore. Non riesco proprio a capire come mai ci metteremo tanto.
Me ne accorgo però ben presto del perchè, cioè non appena arriviamo alla frontiere con gli USA. Qua ci fanno scendere tutti quanti dal bus scaricando anche le valige e ci fanno fare il colloquio col doganiere. Tutto bene per fortuna…
Soprattutto però ci dobbiamo mettere in coda con gli autobus che ci precedono e che sono almeno 4/5. In pratica perdiamo più di un’ora solo alla dogana.
Siamo ora di nuovo in USA, nello Stato di Washington.
Per il resto il viaggio, tra un biscotto e l’altro, procede tranquillamente. Viaggiare sul Greyhound mi trasmette le stesse magiche sensazioni provate nel leggere il libro di Kerouac, anche se da quando lo ha scritto sono passate decine di anni. Più che altro comunque dormo, i viaggi mi mettono sempre sonnolenza. Ogni tanto osservando dal finestrino per ammirare il panorama vedo delle fattorie isolate in stile quella di Smallville, nel bel mezzo della sola natura. Ci fermiamo solo una volta alla stazione di Bellingham, brevissima sosta comunque, ed arriviamo a Seattle verso le 1.20 pm con quasi un’ora di ritardo. Nell’avvicinarsi alla città si passa sulla meravigliosa baia ed anche da lontano già si avvista lo Space Needle, il simbolo della città.
La fermata del Greyhoude in Stewart St è abbastanza vicina al nostro albergo (che si trova al confine tra il Seattle Center ed il quartiere di Belltown) e dopo pochi minuti di camminata vi arriviamo. Nonostante il nome sia diverso, questo fa parte della catena di Motel Best Western, una vera garanzia (in questo caso anche piuttosto economica). La nostra stanza è spaziosissima, con due letti king size, tv, forno a microonde, poltrona ed un fantastico bagno in camera. Oltretutto dalla nostra finestra abbiamo anche la vista sullo Space Needle; cosa volete più di così!
Avevo comunque scelto questo albergo sia per la sua economicità che per la sua posizione comoda per la notte.
Posiamo le valige ed usciamo subito carichi di entusiasmo. È una giornata di Sole meravigliosa, con 24-25 °C che proprio qua a Seattle non mi aspettavo assolutamente!

Prima di procedere con la narrazione delle nostre avventure, come per Vancouver vi introduco nel modo più breve possibile nella città (ovviamente potete saltare se non interessa). Faccio dei copia / incolla da varie fonti.
Seattle (592.800 abitanti, considerando l'area metropolitana 3.263.497) è la città principale della regione Pacific Northwest degli Stati Uniti. Si trova nello Stato di Washington (Evergreen State, capitale Olympia), tra un braccio dell'oceano Pacifico chiamato Puget Sound e il Lake Washington, circa 154 km a sud del confine con il Canada. È capoluogo della Contea di King. Lo Stato di Washington è tristemente famoso anche perché vi sono nati molti dei più atroci serial killer d’America. Seattle viene a volte indicata con il suo soprannome ufficiale Emerald City (città smeraldo), ma è anche conosciuta come "Rain City" (città della pioggia) e "Jet City" (la città del jet). Quest'ultimo si riferisce alla presenza della Boeing, la più importante industria aeronautica del mondo, anche se ora il centro direzionale è stato spostato a Chicago. Nella vicina Redmond ha sede la Mircosoft. A Seattle è inoltre nata la Starbucks.
Un indagine del 2002 ha indicato che Seattle ha il più alto rendimento scolastico tra le grandi città degli Stati Uniti con il 48.8% dei residenti sopra i 25 anni che possiedono almeno una laurea triennale. La città è costruita su un’enorme baia ed è circondata da isole e catene montuose che rendono i paesaggi splendidi.
La reputazione di Seattle quale città piovosa non è del tutto meritata visto che cadono 97 cm di pioggia all'anno, meno che in altre città del Midwest o della regione orientale, anche se può contare su soli 55 giorni di sole all'anno. Il grigiore è persistente e tende a far sembrare decisamente inclementi le temperature che in realtà sono moderate, anche se un detto dice che qua fa più freddo che in Siberia.
Anche se durante l'anno le giornate di sole possono essere così poche da suscitare pensieri suicidi, i cittadini di Seattle escono molto spesso e sono tra i più socievoli dell'intera nazione. Certo vi è stato un periodo in cui tutti indossavano camicie di flanella e fischiettavano canzoni dei Nirvana, ma se siete in cerca di uno stile di vita (e chi non lo è al giorno d'oggi?), Seattle è il posto giusto.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2009, 08:32:57
Anche Facebook può essere utile per conoscere un po’ di “civiltà”. Per molte città americane ci sono infatti dei gruppi del tipo “Sei di Seattle se…” e simili. In questi gruppi si trova poi un elenco che fa capire quali sono le cose di cui la gente del posto va fiera od apprezza maggiormente. Oltretutto sono sempre anche molto divertenti!
In questo caso avevo trovato un gruppo davvero spettacolare. (non traduco perchè mi sembra molto semplice e riporto solo le cose principali):
“Seattle is better than your city” - Reasons why Seattle kicks ass:
1. Space Needle - Ok, it's kind of skinny, but the damn thing is long.
2. People - Bill Gates lives here, and he's loaded. Jimi Hendrix/Kurt Cobain.
3. We're a blue state - Don't listen to Eastern Washington.
4. Scenery - What? It's fuc*in beautiful.
5. UW (University of Washington, ndr)- Better years to come!
6. Alcohol - The worlds best beer is made here, but we still drink PBR. (Pabst Blue Ribbon. The best tasting domestic beer, and the only beer that doesn't make you look like a tool when you drink it out of the can)
7. Capitol Hill - Hey, we accept homosexuals, but we make sure they all live in one place.
8. Food - When we say we are going to eat dicks (in questo caso Dicks è il nome di una catena di Fast Food oltre che un doppio senso… ndr), it doesn't necessarily mean we are from capitol hill.
9. Starbucks - Was founded here, sorry rest of the world! DAMN HIM
10. Rain - We don't get rain, we get a light mist. Any amount of snow, and schools are closed!!
11. Woman - They are ALL bi-curious. I SWEAR.
12. Strippers - Ever had a Seattle lap dance? Neither have we!
13. Pike Place Market - They throw seafood around! NUFF SAID.
14. The Monorail - It works, I swear.
15. The Club Scene - If we weren't too busy crying listening to emo bands, we'd probably enjoy the lively night scene.
16. Sleepless in Seattle (“Insonnia d’amore”, girato qui, ndr) - Greatest movie of all time.

Un viaggio a Seattle è però per me soprattutto un viaggio introspettivo e “musicale”, dove necessariamente le attrattive della città non possono non essere anche i luoghi che hanno fatto da sfondo alla scena musicale di fine anni ’80 inizio ’90. È stato un periodo piuttosto breve, ma in quegli anni Seattle è stata il vero “centro del mondo” dal punto di vista musicale-culturale, ed il grunge un vero stile di vita. Insomma, era il vero “posto” in cui essere, dove accadeva tutto.
Nonostante apprezzi anche altre band di quel periodo (Soungarden, Pearl Jam ed Alice in Chains tra le principali), per me grunge significa Nirvana e cioè Kurt Cobain. Kurt (20/02/1967 – 05/04/1994) è nato nella non troppo lontana Aberdeen ma è poi a Seattle che è “esploso” tutto questo movimento e dove è andato a vivere. Mi rendo conto che è uno di quei personaggi che può dividere l’opinione pubblica e c’è chi può definirlo “soltanto un drogato”, ma per me è stato e continua ed essere il vero emblema del rock, anche se disgraziatamente caduto nel clichè sesso-droga-rock&roll e morte giovane (che ne ha sicuramente alimentato il mito). La musica può piacere o meno, però bisogna sicuramente rendergli atto del fatto che se ne è andato esattamente come è sempre stato, la fama ed il successo non hanno mai cambiato il suo vero “io” (anche se ovviamente gli hanno cambiato la vita) ed è sempre rimasto fedele a se stesso, anche troppo visto come sono andate le cose.
Insomma per me continua a rimanere un mito anche a 15 anni di distanza dalla morte. Per quelli della mia generazione che apprezzano questo tipo di musica è inevitabile che Kurt sia mito, una leggenda immortale al quale si è davvero legati ed affezionati.

Tutta questa introduzione per farvi capire quanto la musica influenzerà il nostro soggiorno nella Rain City.
Sempre a Seattle è nato anche Jimi Hendrix (27/11/1942 – 18/09/1970), però lui non riesco ad associarlo a questa città, ma piuttosto a San Francisco visto che come scena musicale era sicuramente più legato a quella.
Consiglio anche qualche film da vedere per chi è interessato a Seattle ed alla sua musica: “Hype!”, “Kurt Cobain About A Son”, “Last Days” di Gus Van Sant, “Kurt Cobain un suicidio sospetto”, “Kurt Cobain & Courtney Love”. Alcuni sono disponibili soltanto in inglese, ma ne vale davvero la pena. E magari anche “Insonnia d’amore” visto che qua ci tengono tanto!
Qua invece trovate un fantastico video di presentazione della città (ovviamente da vedere solamente se uno è intenzionato a venirci): http://nl.truveo.com/Twisted-Tourist-Goes-to-Seattle-Part-1/id/3857137606

L’appuntamento è per lunedì con il proseguimento del resoconto della nostra prima giornata a Seattle che, credetemi, è stata davvero “storica!”


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 11 Settembre 2009, 08:57:29
Che introduzione... attendo con ansia il nuovo post!
Tra l'altro geniale l'idea di utilizzare come sorta di guida i quiz di facebook!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 11 Settembre 2009, 09:51:26
Come sempre Luca: sei grande  :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 11 Settembre 2009, 20:01:51
grandiosooo...cmq è vero....hendrix di sicuro pure io lo sento piu stretto a s.francisco!dai dai che aspetto il resto....sopratutto mettici per bene i dettagli della scena musicale!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 14 Settembre 2009, 08:07:40
Citazione
Che introduzione... attendo con ansia il nuovo post!
Tra l'altro geniale l'idea di utilizzare come sorta di guida i quiz di facebook!!!
Guarda, per queste cose facebook è davvero utilissimo!

Citazione
Come sempre Luca: sei grande  :)
Troooppo buona! Thanks!  :D

Citazione
grandiosooo...cmq è vero....hendrix di sicuro pure io lo sento piu stretto a s.francisco!dai dai che aspetto il resto....sopratutto mettici per bene i dettagli della scena musicale!
Lo farò... oh se lo farò!!  :D :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 14 Settembre 2009, 08:11:15
Usciamo dall’albergo immettendoci sulla 8th Ave, dalla quale si ha una bella visuale dei grattacieli di Downtown (foto N° 83, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/). Noi però andiamo in direzione opposta, verso nord, diretti al Seattle Center. Nel 1962 questa zona fu opportunamente ammodernata per ospitare la World’s Fair, una futuristica fiera visitata da 10 milioni di curiosi. Durante il breve tragitto passiamo sotto la sopraelevata del Monorail (foto N° 84, $ 2 www.seattlemonorail.com/), una linea di trasporto pubblico che copre un percorso di 2,5 km collegando il Seattle Center (andando fin dentro all’edificio dell’Experience Music Project!) con il Westlake Center (principale centro commerciale, ndr) nel Downtown. Il tutto in soli 2 minuti. È una cosa molto turistica ma piacevole da fare.
Al Seattle Center si trovano lo Space Needle ed un sacco di altre attrattive che andiamo ora a visitare. Lo Space Needle (400 Broad St http://www.spaceneedle.com/) caratterizza fortemente lo skyline cittadino e lo si vede praticamente da qualsiasi posizione. È effettivamente un po’ magrolino come c’era scritto su facebook, però è bellissimo ed anche simpatico! (foto N° 85). È una stazione di osservazione a forma di missile alta 185 m costruita nel 1962. Con gli ascensori si può salire fino in cima in 41 secondi ($ 16, gratuito se si ha prenotato al ristorante). Lo Space Needle è apparso in un sacco di film e tra di questi il mio preferito è sicuramente il secondo episodio di Austin Power dove la torre era la base del Dottor Male! Spettacolare!
Ai piedi della torre si trova lo straordinario e futuristico Experience Music Project (foto N° 86 e 87 http://www.empsfm.org/ $ 15), “museo” musicale interattivo voluto da Paul Allen, cofondatore della Microsoft. Contiene 80.000 oggetti legati al mondo della musica, compresi i manoscritti dei testi di Kurt Cobain ed una chitarra Fender Stratocaster distrutta da Jimi Hendrix.
Per il momento però il programma prevede solamente una visita veloce della zona, torneremo nei prossimi giorni.
Passiamo quindi alla International Fountain che, data la giornata soleggiata, è presa d’assalto soprattutto dai bambini per rinfrescarsi un po’! (foto N° 88 e 89). Praticamente come essere in piscina! Io però ce la vedrei bene anche per lo skate anche se è certamente proibito. In questa zona, il 10 Aprile del 1994, Courtney Love ha letto alla folla la controversa nota che ha lasciato Kurt Cobain prima di suicidarsi. Erano presenti circa 700.00 persone.
Passiamo ora dalla vicina Key Arena (foto N° 90), palazzetto nel quale giocavano i Seattle SuperSonic (Basket, NBA) prima di trasferirsi ad Oklahoma City. Ora vi gioca un’altra squadra ma non nel campionato NBA.
Passiamo dal Pacific Science Center, da un campo da football americano, un parco per skaters e dal luna park. Il Seattle Center è davvero molto vitale come zona, piena di gente e con un’atmosfera divertente. Inoltre lo Space Needle è fantastico!
Ora però si fanno le cose sul serio, abbandoniamo questa zona prevalentemente turistica ed iniziamo con le tappe alle quali teniamo maggiormente.
“Adesso Enea ti porto in un posto, ma in un posto…”
Ci incamminiamo verso sud sulla 2nd Ave tornando nel quartiere di Belltown. Bellissima questa zona! Dopo pochi minuti di cammino arriviamo a quello che una volta era il Black Dog Forge (2316 2nd Ave btw Battery St e Bell St.). I Pearl Jam ed i Soundgarden venivano a provare nel basamento di questo studio, che nel frattempo è diventata una galleria carina (http://www.halogengallery.com/). È davvero straordinario poter visitare i luoghi nei quali sono state provate e riprovate canzoni che oggi fanno parte della storia del rock; anche se magari questo posto è stato rimpiazzato da una quindicina di anni ci rigala delle sensazioni straordinarie.
Non è ancora nulla però.
Continuando verso sud sulla 2nd Ave ci fermiamo in uno Starbucks che da subito diventa il nostro preferito tra tutti quelli che abbiamo visitato nelle varie città! È situato in un bel palazzo antico (foto N° 92, l’ingresso è dietro la pianta) e l’atmosfera che regna dentro è semplicemente magnifica!
Fino ad ora abbiamo visto un sacco di gente con il frappè di Starbucks, così Enea ne prende uno alla fragola. È sicuramente una bevanda molto estiva e fresca visto che dentro c’è anche del ghiaccio, ma per i miei gusti è davvero troppo dolce.
“Adesso ti porto in un posto, ma in un posto…”
Se già essere dove c’era il Black Dog Forge è stato incredibile, in confronto alla prossima tappa è nulla! Siamo ora al Vain (2018 1st Ave btw Lenora St e Virginia St http://www.vain.com/), un misto tra un parrucchiere ed un art galley. Questo però è soprattutto quello che una volta era il Vogue, dove i Nirvana hanno fatto il loro secondo concerto a Seattle nel 1988 (le date live di quel periodo non sono catalogate bene però e ce chi dice che qua vi hanno fatto il primo concerto http://www.nirvanaguide.com/1988.php ), aprendo il set dei Blod Circus.
Il Vogue ora è stato spostato nel quartiere di Capitol Hill (1516 11st Ave). È un peccato che in questi 15 anni la città si sia fatta un restyling completo, ma l’essere qui è davvero una gran soddisfazione, una soddisfazione personale.
Il Vain è un posto straordinario, oltre che la bottega di un parrucchiere è realmente una piccola galleria all’interno della quale si trovano oggetti incredibilmente fantastici! (foto N° 94, 95, 96, 97). Anche se non ho il giradischi ancora adesso mi pento di non aver comprato quel favoloso disco degli Strokes della foto 97!! Ma perché me lo sono fatto scappare!?!?
È un posto straordinario, davvero incredibile. Ma non è certo finita qui.
“Sei pronto Enea? No perchè adesso ti porto in un posto, ma in un posto…”
Il posto in questione è il palazzo della Sub Pop Records. (Terminal Sales Building, 11° piano, 1932 1st Ave btw Virginia St e Stewart St., foto N° 98). Questa è la storica etichetta musicale che ha pubblicato quasi tutti gli album dei primi periodi del grunge (anche Bleach, il primo disco dei Nirvana, è uscito per loro). La visita degli uffici ovviamente non è possibile, ma avevo visto un filmato dove c’era della gente che citofonava ed allora per mandarli via contenti gli davano un po’ di adesivi con il logo della Sub Pop! Anche io voglio i miei adesivi!!
Sul citofono però non troviamo l’indicazione Sub Pop così, un po’ titubanti, entriamo nella hall del palazzo (foto N° 99). Chissà quante volte Kurt si sarà buttato su quel divano dall’aspetto ormai vintage. Ovviamente non possiamo non provare l’effetto di andarci a sedere anche noi, ricavandone una sensazione indescrivibile!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 14 Settembre 2009, 08:14:23
Ad un certo punto, mentre siamo li che ci guardiamo intorno, arriva un signore dall’aspetto piuttosto astruso che ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. Rispondiamo semplicemente che stiamo cercando la Sub Pop Records e così ci spiega che è ormai da qualche anno che si sono trasferiti (ora sono al 2013 4th St. Terzo piano).
“Are you guys in a band?” chiede.
Magari!!!!
Quanto mi piacerebbe potergli rispondere affermativamente e che siamo venuti apposta dall’Italia in cerca di un contratto con la Sub Pop!! Penso sarebbe il sogno di chiunque far parte di una rock band di successo, o almeno di sicuro è il mio!
Purtroppo però l’unica cosa che possiamo rispondere è che siamo interessati al grunge, ai Nirvana, etc. Rimaniamo a chiacchierare con lui un altro po’ (un grandissimo!), poi usciamo soddisfatti solamente a metà. È vero che siamo stati nella storica sede della Sub Pop buttandoci oltretutto sul divano di Kurt, ma sarebbe stato fantastico poter anche entrare in quegli uffici dove si è fatta “la storia”. Alla nuova sede non siamo molto interessati, è qua che si è svolto tutto.
Ovviamente per oggi non è ancora finita però. “Enea, adesso ti sto per portare in un posto, ma in un posto…”
Se il mio amico le prime volte che si sentiva dire questa frase sorrideva scettico, adesso leggo la trepidazione e la curiosità nei suoi occhi. Beh, effettivamente fino ad ora siamo stati in luoghi davvero stratosferici.
Attraversiamo così tutta la zona più commerciale di Seattle incamminandoci lungo Stewart St e passando anche il bell’edificio che ospita il Westlake Center (centro commerciale). Questa zona è davvero carina, molto viva e frequentata ed anche l’architettura dei palazzi è davvero bella. Qua si trovano anche le principali catene di negozi come Banana Repubblic, H&M, Nike Town, Nordstrom, etc. Scatto diverse foto anche se non è che ci sia qualcosa in particolare da fotografare, è proprio nell’insieme che questa zona risulta molto bella, per cui evito di postarle. Prossima tappa è il Rebar (1114 Howell St btw Minor Ave e Boren Ave http://www.rebarseattle.com/). Nell’autunno del 1991 i Nirvana hanno festeggiato qua l’uscita di “Nevermind”, il loro capolavoro! (foto N° 100). Nel vederlo chiuso e da fuori sembra un bar caduto in disgrazia, ma quella notte del 1991 dev’essere stata strepitosa, bisognava esserci. Comunque è di nuovo incredibile essere in un posto del genere, proprio non riusciamo a renderci conto che siamo realmente sulle tracce di Kurt!
Riattraversiamo tutta la zona commerciale della città ed andiamo ora a vedere lo Showbox (foto N° 101, 1426 1st Ave btw Pike St e Union St. http://www.showboxonline.com/), locale del 1939 che ancora oggi è la sala per musica live più importante della città e nella quale suonano tutte le band maggiori. Nel passato ha ospitato dei big come Duke Ellington, i Ramones, i Pearl Jam, etc… Altro gran posto.
Data la vicinanza ci stacchiamo ora per un po’ dall’itinerario musicale ed andiamo ad immergerci nel piacevole casino del Pike Place Market (Pike St tra Western Ave e 1st Ave. www.pikeplacemarket.org). Prima di tutto però ci fermiamo in un negozietto turistico sull’altro lato della strada dove compro qualche cartolina ed alla fine mi piego pure a comprarmi una maglietta. Qua basta scegliere il tipo di maglietta che si vuole, il logo ed alla fine questo viene applicato in diretta, bellissimo! Bye bye ai miei propositi sulle magliette turistiche ma stavolta ne valeva davvero la pena. E poi non potevo proprio non avere una maglietta di Seattle!
Torniamo al Pike Place Market. Questa zona è il vero cuore di Downtown, qua si trova il Farmer Market, il Corner Market, tantissime bancarelle di pescivendoli e molti negozi di cianfrusaglie assurde e retrò (foto N° 102, 103 e 104). Su un racconto di viaggio che avevo letto l’autore scriveva  “Camminate senza fretta, assaggiate tutto e ricordatevi di fare attenzione ai pesci volanti: i pescivendoli sono velocissimi nel tirarsi enormi salmoni tra una bancarella e l'altra!”
Che spettacolo!
Effettivamente vediamo anche noi qualche pescivendolo che si passa il pesce lanciandolo! È una cosa più che altro per impressionare i turisti ma è davvero divertente; bisogna stare attenti ai pesci volanti! Peccato però che essendo ormai le 6 pm, cioè l’orario di chiusura, stiano sbaraccando e chiudendo un po’ tutto. Troviamo anche alcuni ristorantini con una splendida vista sulla baia.
Nella prima puntata di Lazarus, programma di MTV andato in onda nel 2008 (ancora adesso trasmettono le repliche, ndr) e di cui avevo già parlato nel mio precedente racconto, anche Francesco (nel suo Power Suit migliore, grandissimo!!!) ed Alessandro erano venuti in visita al Pike Place Market, anche se non erano stati fortunati come noi per quanto riguarda le condizioni meteo…
I loro video oltre ad essere molto interessanti sono anche divertentissimi!! Di seguito metto i link dove, se vi interessa, potete vedere il filmato della loro visita. Verso la fine del secondo li potete vedere salire sulla terrazza panoramica dello Space Needle, anche se in una giornata veramente più fredda che in Siberia!
http://www.youtube.com/watch?v=yUj_GHpSyYk
http://www.youtube.com/watch?v=jEGNvqLiXv4&feature=related
Spettacolari!

Due blocchi più a sud si trova il Seattle Art Museum (100 University St btw 1st e 2nd Ave www.seattleartmuseum.com), di fronte al quale si trova l’Hammering Man, alta e divertente sagoma nera di un uomo con martello in mano (foto N° 105).
È tempo ora di riprendere il nostro tour musicale, così ci incamminiamo fino ad arrivare da Myers Music (foto N° 106, 1214 1st Ave btw University St e Seneca St.). Anche questo purtroppo è stato rimpiazzato da una galleria, comunque qua una volta c’era il negozio musicale dove Jimi Hendrix ha acquistato la sua prima chitarra nel 1958! Posto incredibile!
Continuiamo il nostro splendido percorso verso sud arrivando al Pioneer Square Park, una piazzetta ombreggiata immersa nel verde dove regna un senso di pace davvero gradevolissimo, una sorta di piccolo rifugio tranquillo (foto N° 107, anche se purtroppo non rende assolutamente giustizia).
Il lato sud della piazzetta è delimitato dalla Yesler Way, strada che in passato veniva utilizzata come skid row, ossia come strada lungo la quale venivano fatti scivolare i tronchi degli alberi sfruttandone la naturale pendenza (anche se in questo tratto non è che sia molto ripida, foto N° 108) fino a farli arrivare verso il mare dove poi si trovavano le segherie. (C’è stato un tempo in cui l’economia cittadina era fortemente legata al mercato del legno visto che lo Stato di Washington è pieno di foreste, ndr).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 14 Settembre 2009, 08:16:57
Sempre andando verso sud arriviamo ora nella bella Pike Place, che è però letteralmente gremita di homeless dalla faccia non troppo ospitale (foto N° 109).
Anche in Lazarus venivano a spasso per queste belle zone anche se non sono citate, eccone il video (verso il secondo minuto) http://www.youtube.com/watch?v=eiMIrYcLF24&feature=related
Probabilmente voi l’avrete dimenticato, ma io ho ancora i miei dolori alla caviglia da risolvere e che adesso, in alcuni momenti, mi fa davvero male. Tra l’altro ora si è gonfiata tantissimo ed anche se non siamo ancora arrivati ai terribili livelli dello scorso anno, adesso dopo tutto il giorno che cammino zoppico visibilmente. Teniamo gli occhi aperti alla ricerca di un CVS o di un Duane Reade dove trovare una crema ma incredibilmente sembrano non essercene!
Tengo botta, anche perché forse ora arriva il meglio… “Enea adesso ti porto in un posto, ma in un posto che ormai non so più come dirtelo…”
Arriviamo quindi all’Ex Central Tavern, divenuto nel corso degli anni Central Saloon (foto N° 110, 207 1st Ave S at S Washington St. http://www.myspace.com/thecentral). Questo bar, aperto nel 1892 e frequentato dagli hippie negli anni ’60, è il luogo nel quale i Nirvana hanno tenuto il loro primo concerto in assoluto a Seattle! Non fu però una grande data, come riportato nella storica biografia di Kurt http://www.kdcobain.it/pagine/biografia1.htm  
“Il primo concerto dei Nirvana a Seattle fu un disastro assoluto. Salimmo sul palco del Central Tavern e ci accorgemmo che in tutto erano presenti tre persone di cui una era il tecnico del suono.”
Non so più come dirlo, ma essere qui è una soddisfazione inimmaginabile. In questi luoghi si è svolta la storia che ha influenzato una generazione e per me è davvero incredibile esserci. Forse non riesco nemmeno bene a rendermene conto.
Mentre sono li che scatto delle foto ad un certo punto mi avvicina un tizio che mi chiede se sono interessato ad affittare il locale! Rimango stupito, poi si identifica come il proprietario.
Che spettacolo!! Magari potessi rispondergli di sì!
Siamo arrivati solamente da un pomeriggio, saranno tutte queste tappe “musicali” ma fatto sta che Seattle mi ha conquistato immediatamente. La città è bellissima, circondata da una baia fantastica e da una catena montuosa, e passeggiarci è davvero gratificante. Inoltre abbiamo avuto la fortuna di trovare una giornata soleggiata splendida che rende il tutto ancora più meraviglioso. È bastato un solo pomeriggio ma nella mia personale classifica piazzo già Seattle al secondo posto dopo NY tra le città americane, nettamente davanti a San Francisco e persino anche a Boston (opinioni mie naturalmente). È davvero fantastica!
Inizia a farsi piuttosto tardi, ma fin che siamo qui dobbiamo assolutamente finire di vedere quello che c’è in zona ed inoltre non ce la farei nemmeno ora a staccarmi da questi posti.
Un solo blocco più a sud si trova l’Elliott Bay Book Company (foto N° 111, 101 S Main St at 1st Ave S. http://www.elliottbaybook.com/about/cafe/index.jsp). Non mi aspettavo niente di che da questa libreria, ed invece il suo fascino mi conquista immediatamente! Non so se il mio coinvolgimento è dato dal vecchio edificio in mattoni con poster appesi alle pareti o se sono i libri che hanno un richiamo irresistibile o se ancora è invece l’eccitazione mentale in cui mi trovo che rende il tutto particolarmente strepitoso, ma fatto sta che questa libreria è davvero affascinante ed anzi forse tra tutte quelle in cui sono stato è la mia preferita in assoluto! Addirittura va a contendere il titolo con la City Lights Books di San Francisco! (quella degli autori dell’epoca beat, ndr)
Scatto qualche foto (N° 112) anche se purtroppo non rende assolutamente l’idea ed assolutamente non trasmette le sensazioni. Scendiamo anche nell’accogliente caffetteria del piano seminterrato (foto N° 113 che di nuovo purtroppo non rende nella); quanto mi piacerebbe potermi fermare qui a leggere un buon libro gustandomi una tazza di cioccolata calda! Come sempre però manca il tempo e così mi accontento di un’ottima pasta.
Inizia davvero a farsi tardi ma, visto che siamo arrivati fin qua…andiamo un paio di blocchi più a sud nell’ampio piazzale che ospita il Qwest Field (foto N° 114, Occidental Ave S.) Questo è lo stadio da calcio dei Seattle Sounders, nuovissima squadra della Major Soccer League (http://www.soundersfc.com). A fianco di questo si trova anche il Safeco Field, stadio che ospita i Seattle Mariners (MBL, baseball).
Il piazzale è completamente deserto e possiamo goderci lo skyline cittadino in tutta tranquillità (foto N° 115). Apprezzo davvero molto il contrasto tra i vecchi palazzi e gli alti grattacieli moderni.
“Sei pronto Enea? No perché non è ancora finita, adesso ti porto in un posto, ma in un posto…” dico mentre già pregusto la prossima ed ultima meta di giornata. Certo che oggi di entusiasmanti emozioni ne abbiamo già vissute a volontà.
Il posto in questione è l’Ok Hotel (212 Alaskan Way S btw S Washington St e S Main St), situato sotto il viadotto del Pioneer District. Questo una volta era un bar ed un posto per musica live e qui i Nirvana hanno suonato per la prima volta il 17 Aprile del 1991 Smells Like Teen Spirit!
Ora è stato trasformato in appartamenti con una graziosa galleria nella lobby (foto N° 116, 117, 118). Di nuovo è fantastico essere in un posto come questo.
Sono ora davvero saturo di sensazioni, completamente appagato e galvanizzato, felice.
Chi l’avrebbe mai pensato fino a qualche anno fa che sarei potuto venire in posti che per Kurt sono stati così importanti? È straordinario, davvero impensabile, incredibile.
Ma il meglio deve ancora arrivare, anche se arriverà soltanto nei prossimi giorni.
Adesso si è fatto davvero tardissimo però, sono ormai le 8 pm passate e siamo lontanissimi dall’albergo. Se vogliamo fare qualcosa stasera di tornare a casa a piedi non se ne parla, ci impiegheremmo troppo tempo, ed anche con l’autobus non è che migliorerebbe molto. Torniamo così verso la zona un po’ più in centro e da lì saliamo su un taxi che in pochi minuti ci porta fino al 7 Eleven vicino all’albergo (Denny Way at 4th St). Spendiamo solamente $ 3/4 a testa e guadagniamo una marea di tempo.
Panino + squisitezza + mela + gallone d’acqua, questi i nostri acquisti per la cena.
Ci incamminiamo quindi verso l’albergo felici e soddisfatti; è stata una giornata straordinaria che di certo non dimenticherò tanto facilmente.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 14 Settembre 2009, 09:19:16
Bellissima Seattle per non palrare del Experience Music Project davvero una struttura superlativa.
Cmq una piccola bugia sul parte della band magari ci poteva pure stere  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 14 Settembre 2009, 21:35:55
Seattle l'ho sempre vista con la pioggia (in tv) e mi sembrava un pò triste,ma dalle tue foto è bellissima...sarà che c'era il sole???  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 15 Settembre 2009, 14:32:30
Fantastico e dettagliato. Belle le foto. [smiley=thumbsup.gif]
Grazie Luca. ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 15 Settembre 2009, 18:21:55
cioè mettiti nei miei panni...sono entusiata di questo racconto!!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: shop86 - 15 Settembre 2009, 19:35:54
Ciao Luca sono tornato finalmente a leggerti.....

Oddio mi bruciano gli occhi.........

Ieri ho letto fino all'ultimo giorno a Vancouver mentre sgranocchiavo pop-corn, ma poi il temporale ha interrotto tutto. Ora che sono tornato a casa ho concluso di leggere la punta di questo iceberg di racconto che sarà davvero infinito, e le premesse fanno senz'altro ben sperare.

Comunque Vancouver la vedo più come casa base per spostarsi ogni giorno nel suo fantastico entroterra e vedere le meraviglie naturali che offre. Come città mi dice poco.
Mentre Seattle, da come ce la stai raccontando, già mi affascina tantissimo!!! Ma ti emozionava lo stesso vedere i luoghi dei tuoi miti "occupati" oggi da parrucchieri o art gallery?


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2009, 08:16:47
Come sempre grazia a tutti, sono contento che il racconto vi prenda anche se non si parla di NY!

Ettore ti consiglio davvero di prendere in considerazione Seattle come meta da visitare, ne saresti entusiasta!

Shop ti sei fatto davvero una lettura infinita! Vancouver come città è sicuramente carina, ma tra tutte quelle che ho visitato è quella che mi ha entusiasmato di meno. Come dici è consigliabile anche come punto strategico per vedere tutte le bellezze della natura che ci sono nell'arco di poche decine di chilometri. Volendo ci si posso trascorre tranquillamente anche una decina di giorni.
Seattle invece è stupenda! Per quanto riguarda tutti i luoghi "musicali" ovviamente mi spiace un sacco che adesso non ci siano più, ma nel frattempo la città è molto cambiata e se proprio dovevano essere rimpiazzati sono contento di quel che c'è venuto visto che è fatto così bene. Quando tornerò a NY alla fine del viaggio vedrò dei "rimpiazzi" davvero tristissimi... ma ne parlerò più avanti. E comunque io credo che i luoghi cambino, le persone muoiano, ma la storia rimane. E la storia si è fatta in quei posti.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2009, 08:17:21
Il forno a microonde si rivela una delle più grandi invenzioni di sempre. Il panino del 7 Eleven che lo scorso anno a Los Angeles mangiavamo sempre freddo, cotto al punto giusto non è per niente male! Ed anche la squisitezza calda è ancor di più una prelibatezza!
Doccia fantastica poi iniziamo a prepararci godendoci l’ampiezza della stanza (finalmente un posto come si deve!) ed ascoltando We Walk dei Ting Tings, ormai il tormentone della nostra vacanza.
Non avrei mai pensato che sarei potuto uscire di sera a Seattle in maglietta a maniche corte, invece ci sono circa 20 °C ed una leggera e meravigliosa brezza che ci fa sentire pieni di entusiasmo e di energie. Come siamo fuori dall’albergo abbiamo subito la piacevole visione notturna di quel simpaticone dello Space Needle; di notte tutto illuminato è ancor più bello, sembra davvero un’astronave nel cielo!
Per stasera il programma prevedere di stare in giro nel quartiere di Belltown, zona nella quale si trova la maggior concentrazione di locali, magari passando da un bar all’altro. Avrei davvero voglia di una grintosa serata grunge, sarebbe il degno completamento della nostra giornata trascorsa sulle orme di Kurt. Seattle però è cambiata, quei tempi sono ormai lontanissimi, sono trascorsi 15 anni dalla morte del leader dei Nirvana (che io considero come la fine del grunge, ndr) ma per la città sembra ne siano trascorsi molti di più. Di tutta quella marea di locali per musica live (almeno è così che me la immagino io al tempo) è rimasto ben poco. Ora è una città molto più tranquilla, ordinata, precisa.
Come prima tappa passiamo dal See Sound Lounge (115 Blanchard St at 1st Ave), lounge carino dal gradevole design ma stasera affollato solamente da asiatici.
Ci spostiamo allora sulla Seconda Ave per andare al Crocodile Café (2200 2nd Ave [ch8206] btw Blanchard St e Lenora St http://thecrocodile.com/index.html) storico locale per musica live e forse l’unico rimasto dai tempi del grunge. Qua ci hanno fatto dei secret show i Pearl Jam ed i REM, e sempre qui hanno iniziato i Death Cab For The Cutie. Appare nel film “Hype”. Davvero molto affascinante la sua storia ed anche il locale in se, molto rock e tenebroso, anche se purtroppo adesso c’è pochissima gente. Peccato.
Passiamo allora sulla Prima Ave che è il vero fulcro del quartiere per quanto riguarda il movimento notturno. Qua effettivamente, andando verso sud, ci sono 2-3 isolati che sono letteralmente pieni di locali, anche se sono tutti bar-lounge molto carini e come già detto non sarebbe ciò che vorrei per Seattle. Gente in giro qua ce n’è, ma è tutta distribuita per i vari bar ed alla fine sembrano praticamente mezzi vuoti. Facciamo un paio di volte su e giù per la via osservando il movimento ma senza entrare in nessun posto.  
Ci incamminiamo allora verso sud dove avevo segnati alcuni locali. Passiamo così in successione dal Baltic Room (1207 Pine St at Minor Ave http://www.thebalticroom.net/index.php), The Showbox (1426 1st Ave btw Pike St e Union St. http://www.showboxonline.com/),  
Ibiza (528 2nd Ave at Yesler Way http://www.ibizadinnerclub.com/) e Trinity nightclub (111 Yesler Way at 1st Ave - Pioneer Sq. http://www.trinitynightclub.com/). Tutti chiusi comunque, del resto di martedì non è che si possa pretendere più di tanto. La zona di Pioneer Square però è davvero mal frequentata, se durante il giorno mi sembrava fosse piena di homeless adesso lo è persino molto di più. A differenza però di città come San Francisco o San Diego qua non è che si fanno i fatti loro, lanciano anzi occhiate poco rassicuranti e soprattutto cercano anche di avvicinarti. Ad un certo punto mentre camminiamo veniamo pure affiancati da un senza tetto che ci fa alcune proposte. Noi procediamo per la nostra strada senza dargli troppa confidenza ma senza essere maleducati e dopo un po’ se ne va.
A parte noi in giro non c’è assolutamente nessun altro. Non so se effettivamente c’era da preoccuparsi, comunque per la prima volta negli USA ho avvertito dei segnali di pericolo. Non so dirvi se si trattasse di suggestione o di reali segnali, fatto sta che è così. Non credo comunque che si possa realmente venire attaccati da qualcuno, anche perché mi è sembrato che avessero un certo timore della polizia nonostante adesso in giro non se ne veda. Se mai ci fosse qualcuno intenzionato a venire a Seattle consiglio pertanto di stare alla larga dalla zona di Pioneer Square di sera, almeno le ragazze di sicuro.
Troviamo comunque qui un posto carino dove fanno musica live, ma per entrare non gli basta la Carta d’Identità ma dicono che nello Stato di Washington è necessario il passaporto. Queste sono proprio quelle cose che non capisco, è assolutamente una scemenza anche perché in tutti gli altri locali andrà più che bene la Carta d’Identità. Magari è semplicemente una scusa dietro la quale si rifugiano per tenere fuori i turisti  (o forse sono gli altri posti che “aprono” le porte a tutti?).    
Passiamo dal Merchants Cafe (109 Yesler at 1st Ave S. http://www.myspace.com/merchants_cafe) che come bar non sarebbe male, ma sentiamo provenire dall’interno della musica davvero disgustosa e procediamo oltre.
Facciamo allora un giro zigzagando un po’ sulle varie Avenues, ma a parte che sulla prima sulle altre non c’è molto. Ci fermiamo solo al SIP & SIN at W Hotel Seattle (1112 4th Ave btw Seneca St e Spring St www.starwoodhotels.com/whotels/property/overview/index.html?propertyID=1154), bel lounge dell’hotel ma non è quello di cui abbiamo voglia.
Per stasera abbiamo già girato abbastanza, la caviglia mi duole, è sempre più gonfia ed ancora non sono nemmeno riuscito a trovare una crema antinfiammatoria. Decidiamo così di avviarci verso casa ripassando solo un attimo dal Crocodile che adesso è molto movimentato ma sembra che il concerto stia per terminare.
È l’1,15 am quando ci sdraiamo a letto; la serata è stata forse un po’ deludente ma dopo una giornata come quella che abbiamo trascorso, con la visita ai luoghi di Kurt Cobain, non c’è nulla che possa turbarmi.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Settembre 2009, 08:15:23
16/07/2009 Mercoledì – Seattle
Sveglia alle 7,45 am. Compreso nel prezzo dell’ostello abbiamo anche la colazione, così scendiamo nell’apposita saletta. Faccio una colazione di dimensioni quasi epiche, roba che riempirebbe una persona normale fino a sera, eppure io verso l’ora di pranzo avrò di nuova fame. Mi chiedo come sia possibile che proprio non ingrassi mai.
Oggi sarà un altro di quei giorni da ricordare per parecchio tempo, il programma prevedere di spostarsi nella vicina Redmond, distante solamente alcuni chilometri ad est di Seattle, ed andare a visitare la sede della Microsoft. So Geek!!
Prima di partire avevo già preso una marea di informazioni in proposito ed avevo visto che c’era un visitor center apposito per i visitatori (15010 NE 36th Street, Redmond, WA 98052, in Building 92, adjacent to the main campus of Microsoft http://www.microsoft.com/about/companyinformation/visitorcenter/default.aspx)
Avevo anche però letto che a volte questo può essere chiuso in occasione di eventi privati ed in ogni caso era meglio avvisare prima di recarvisi per verificare se il visitor center fosse appunto aperto. Così avevo pertanto fatto, da Vancouver avevo mandato una e-mail alla casella mvc@microsoft.com indicando la data in cui avrei effettuato la visita e loro mi avevano risposto che potevo andare tranquillamente avvisandomi però che oggi sarebbe stata una giornata abbastanza caotica in quanto per i dipendenti era il giorno del “Bring your child to work” (porta i bambini al lavoro, ndr). Che spettacolo!! Ancora meglio!!  
Già dall’Italia prima di partire avevo stampato un po’ di mappe di Redmond da Google maps ed anche le mappe con tutti i percorsi degli autobus, anche se purtroppo però questo è abbastanza confusionario. Ci rivolgiamo così al desk nella hall dell’albergo per chiedere info ed in pochi minuti ci stampano dal sito http://tripplanner.kingcounty.gov/ l’itinerario con tutte le indicazioni di cui abbiamo bisogno per arrivarci; perfetto!
Mi indicano anche una farmacia dove posso trovare una crema per la mia malandata caviglia (in città sembrano non esserci Duane Reade o CVS), peccato però che adesso non abbiamo il tempo per andare a comprarla. Dovrò continuare a soffrire.
Torniamo in camera per lavarci i denti prima di uscire. Noto con piacere che all’ingresso di tutte quante le stanze hanno lasciato il giornale e cosa vedo in copertina? Che domani quei bas***di del Chelsea saranno a fare un allenamento-esibizione al Qwest Field, mentre dopo domani faranno anche un’amichevole con i Seattle Sounders!
Come avrete notato dal mio tono dispregiativo non sono certo un tifoso del Chelsea, però sarebbe fantastico andare a salutare il loro nuovo allenatore, nonchè nostro concittadino, Carlo Ancelotti! (lui è di Reggiolo, paese distante da noi circa 25 km). Della partita non mi frega, ma all’allenamento ci andrei proprio volentieri; vedremo se riusciremo a trovare il tempo per andarci. Grande Carletto!
Usciamo e prendiamo l’autobus 545 EXP all’incrocio indicato dal trip planner. Tutte le corse degli autobus della Metro Transit, compagnia di trasporti cittadina, che si limitano alla zona del centro (tra la 6th Ave e il lungomare e tra Jackson St in Pioneer Square e Battery St) sono gratuite tra le 6 e le 19. Così si fa per incentivare la gente all’utilizzo dei mezzi pubblici!
Ed infatti a Seattle praticamente non c’è traffico! Da ricordarsi che il Seattle Center è al di fuori della Ride Free Area. Il conducente comunque mette o toglie un apposito cartello ogni volta che si entra od esce dalla zona con le corse gratuite.
Sull’autobus comunque c’è pochissima gente, solamente noi, Bruce ed un altro paio di persone. Bruce è un tizio sulla cinquantina che non appena saliamo a bordo, nonostante ci sediamo a diversi metri di distanza da lui, ci saluta con entusiasmo “Hi guys, how you doing!?” come se ci conoscessimo da sempre! Il bello però è che ha proprio una gran voglia di chiacchierare e ci fa un sacco di domande, il tutto quasi urlando visto che siamo piuttosto distanti! Sentendomi con un accento non certo americano chiede da dove veniamo. Avuta risposta chiede allora se non saremo mica dei mafiosi e soprattutto spera che nello zaino io non nasconda una bomba!!
È una specie di pazzoide ma è davvero un gran salutatore! Ecco infatti che l’autobus si ferma per far salire un ragazzo che fila dritto verso i sedili in fondo, ma Bruce è già pronto ad accoglierlo a braccia aperte… “Hi, my name is Bruce, I work for the company…” etc, etc, etc. Davvero un gran salutatore! Fantastico!
Io ed Enea cerchiamo invano di trattenere le risate, cercando almeno di nasconderci! Grande Bruce, fa morire dal ridere!!
Attraversiamo la baia di Seattle sul lato est passando sul Lake Washington, dal quale godiamo di panorami a dir poco straordinari. È un’altra splendida giornata soleggiata, quasi non mi sembra vero di essere a Seattle!
Impieghiamo una ventina di minuti circa per arrivare a destinazione. Redmond non sembra essere un vero paese ma piuttosto unicamente la base della Microsoft! Il campus all’interno del quale si trova la sede è davvero enorme (ci passa persino la free way in mezzo!) e ci sono decine e decine di edifici. Il tutto immerso in splendidi prati ben tenuti ed aiuole fiorite; una vera meraviglia, lavorare qui dev’essere quasi un piacere!
Avevo scaricato da casa una mappa della zona dal sito del visitor center che però si rivela abbastanza limitata in quanto riporta solamente qualche edificio ed orientarsi non è facile. Giriamo così un po’ ad intuito (cioè a caso!) incontrando diverse volte il logo Microsoft sempre in prossimità di meravigliose aiuole fiorite (in bloom, come direbbe Kurt…); davvero entusiasmate! (foto N° 119 e 120, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/).
Il bello è che gli edifici non sono tutti uno attaccato all’altro, a volte la distanza è anche abbastanza consistente e si trovano dei meravigliosi viali alberati per raggiungerli (foto N° 121). Ci sono inoltre vasti prati dall’erba ben curata e pure un campo da calcio! Qua troviamo anche il primo genitore che porta la figlia al lavoro e devo dire che è davvero una bella scena. Chiediamo informazioni a lui su come raggiungere il visitor center. Perfetto, siamo sul lato sbagliato della free way, il visitor center è sul suo lato ovest.
Finalmente troviamo le indicazioni per poterlo raggiungere e, quando siamo ormai nei suoi paraggi, troviamo uno splendido campo da calcio sintetico sul quale si stanno allenando i giocatori del Seattle Sounder! (foto N° 122).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Settembre 2009, 08:18:55
Rimaniamo a vederli per un po’ poi finalmente eccoci arrivati al Building 92, il visitor center! (foto N° 123). Entriamo trovando una vasta sala multimediale dal design moderno e con fantastici giochi di luce (dalla foto N° 124 alla 127). Troviamo un po’ la storia di come si sono evoluti i computer, della formazione della compagnia (della quale ora Bill Gates ha soltanto un ruolo di rappresentanza dedicandosi così alla sua fondazione benefica), computer con connessione free, telefonini, XBOX, lettori audio… e tantissimi altri aggeggi elettronici. Nella foto 125 ho immortalato una postazione (touch screen) che può essere utilizzata sia per visualizzare mappe ed immagini dal satellite, ma anche per visualizzare fotografie, immagini, giocare a dama e tantissime altre cose; spettacolare! Questo visitor center è davvero fantastico!
Ci rechiamo quindi allo shop, all’interno del quale passeremo non so quanto tempo. Tra magliette, gadget, oggettistica varia, ed oggetti pseudo-elettronici tutti rigorosamente marchiati Microsoft, rimaniamo davvero entusiasti! Anzi non riusciamo proprio più ad andarcene! Le cose che mi prendono maggiormente sono le magliette, alcune puramente da nerd, altre invece veramente da geek! Qualsiasi articolo qua dentro è classificabile come cosa da nerd o da geek! La scritta geek è riportata un po’ ovunque, sulle magliette, sulle tazze, borracce, taccuini, biro… insomma su qualsiasi cosa! Fantastiche sono però anche alcune cose da nerd come la maglietta con la scritta “I’m a PC”. Insomma non riesco davvero più a staccarmi da questo negozio! C’è anche una scatolina trasparente contente un cervello gommoso; lo tocco ed è davvero impressionante! Fantastico è anche un piccolo acquario con presa usb da attaccare al computer! In pratica una volta collegato al pc si aziona una ventolina che smuove l’acqua e ci sono dei piccoli pesci di plastica che nuotano! Troppo geek!!
Metto un po’ di foto di tutte queste cose (dalla 128 alla 138).
Faccio acquisti in tre riprese perché ogni volta, passata ormai la cassa, mi pento di non aver preso qualcosa e devo tornare indietro! Alla fine ne esco con ben tre magliette con la scritta “geek” o simile (una è quella nella foto N°135), un taccuino con la scritta “geek” (foto N° 133), biro con la scritta “geek” (It's all Geek to me!), lampada usb coi brillantini dentro (quella di destra nella foto N°137), maglietta con la scritta “Microsoft”, diverse biro con la scritta “Microsoft”, lucchetto TSA con la scritta “Microsoft”… insomma ci ho perso davvero la testa… e quasi 80 Dollari! Almeno però mi danno anche due fantastiche borsine di tela con la scritta “I visited the Microsoft Company Store” di cui non so cosa me ne farò ma le dovevo troppo avere!! Fantastiche!
Enea invece se ne esce con la cosa più da nerd che abbiamo trovato, ovvero un orrendo cappellino beige con la scritta “Windows Vista” (il peggior sistema operativo di sempre!) oltre a qualche biro e cosucce varie.
Per un attimo mi viene anche il raptus di comprare anche la maglietta con la scritta “Windows 7” ma poi per fortuna almeno questa me la risparmio…
Controlliamo su un computer il percorso degli autobus per le nostre prossime destinazioni poi usciamo dallo store.
All’uscita troviamo una marea di bambini in fila, probabilmente tutti figli di persone che lavorano qui e venuti per la giornata “porta i bimbi al lavoro”. Scopriamo poi che sono in fila per andare a farsi fare un autografo dai giocatori dei Sounders!
Usciamo quindi dal visitor center arrivando in una piazzetta gremita di gente con fontane dentro le quali giocano diversi bambini (foto N° 139). Questa è l’area più viva dell’intero complesso della Microsoft ed uno di quei palazzi è la mensa. Non possiamo che entrarci ovviamente! (foto N° 140). Niente a che vedere con le nostre tristi mense aziendali tutte uguali e con i tavoli ammassati l’uno contro l’altro, questa è colorata e dall’atmosfera gioiosa, bellissima! Sarebbe davvero fantastico pranzare qui nella mensa della Microsoft, ma purtroppo a quest’ora, quando è da poco passato mezzogiorno, c’è troppa gente e ci perderemmo troppo tempo. Abbiamo ancora una marea di cose da fare come da programma di questa giornata!
Prima di andarcene da qui però vogliamo vedere almeno qualche altro edificio, quantomeno il Building 1! All’interno del campus lungo i percorsi si trovano ogni tanto delle mappe, così seguiamo il sentiero per arrivarci passando sulla Microsoft Way (spettacolo!!), attraversando un campetto da calcio e tanti altri bei giardini con aiuole fiorite curatissime. Scopriamo anche che ci sono addirittura i Microsoft Fitness Trails, cioè dei percorsi (il più lungo da 3,5 km) dove gli employers vanno a correre attraversando un boschetto con laghetto centrale!
Chi è che non vorrebbe lavorare in un posto come questo!??!! Tutto veramente troppo bello!
Per visitare l’intero campus comunque ci vorrebbero almeno due giorni talmente è enorme!
Dopo un po’ di cammino finalmente arriviamo al Building 1 (foto N° 141), l’edificio dove tutto questo impero è cominciato! (o almeno così mi suggerisce il numero).
Alla fine abbiamo visitato il visitor center, alcune aree comuni come la mensa ed il campus in generale; di tutto il lavoro che c’è dietro alla realizzazione dei sistemi operativi e di tutte le altre cose firmate Microsoft (come XBOX, lettori vari, etc.) non si vede assolutamente nulla (anche perché all’ingresso di ogni edificio c’è la porta con il lettore del badge), ma credetemi, è stata una visita fantastica!
Andiamo alla fermata dell’autobus, riattraversiamo la meravigliosa baia sul Lake Washington e torniamo in centro città scendendo al West Lake Center, dove c’è anche il capolinea del monorail.
Qua riprendiamo subito un altro autobus diretti verso la nostra prossima destinazione. Soltanto che quando abbiamo ormai attraversato il quartiere di Capitol Hill e vediamo che l’autobus invece di svoltare ad est come dovrebbe tira dritto invece verso nord e verso il Lake Union (braccio di mare che separa la città in nord e sud, ndr) intuisco che abbiamo sbagliato linea e scendiamo immediatamente. Cavolo, ho fatto confusione con i nomi dei quartieri!
Invece di prendere l’autobus in direzione Lake Washington (verso est), ne abbiamo preso uno per Lake View (a nord)! Riorganizzo un attimo le idee ed alla fine non ci sono problemi, faremo solamente il giro al contrario di come lo avevo pensato visto che in questa zona ci saremmo comunque venuti alla fine della giornata. Anzi alla fine pensandoci bene come ci viene il giro ora è anche molto meglio, perfetto!
Da questa zona collinare a nord di Capitol Hill si ha una magnifica visuale verso nord del Lake Union, soltanto che la pendenza di alcune strade è davvero impegnativa anche da fare a piedi! Come a San Francisco!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Settembre 2009, 08:21:23
Già che ci siamo facciamo un breve giro nel Volunteer Park che si rivela però molto “collinoso” e piuttosto secco. Al suo interno c’è anche un Reservoir, che però è più che altro un laghetto artificiale simile ad una vasca antincendio. Subito a nord di questo parco ci sarebbe anche il Lake View Cemetery, all’interno del quale riposano uno a fianco all’altro Bruce e Brandon Lee. Non siamo mai stati però degli appassionati dei film di Bruce Lee così, visto che abbiamo da fare ancora parecchia strada per oggi, procediamo oltre.
Se vi può interessare però, in Lazarus, Alessandro e Francesco (sempre nel suo miglior Power Suit e con chitarra alla mano!) sono andati a rendere loro omaggio. Verso la metà del filmato poi vanno nella vicina cittadina di Renton al Jimi Hendrix Memorial dove è sepolto il celebre chitarrista (http://www.jimihendrixmemorial.com/ noi non riusciremo ad andarci). Filmato fantastico!!
http://www.youtube.com/watch?v=XNwMPyVPMtY&feature=related

A differenza di altre zone della città, in Capitol Hill è proprio la vivace moltitudine di gente piuttosto che gli edifici a caratterizzare il quartiere. Avevo letto che “Capitol Hill è un luogo che sprizza energia e creatività ed è anche il principale quartiere gay”.
La zona immediatamente a sud del Volunteer Park è una zona dove non c’è nulla di particolare da vedere, ma è un’area residenziale pacifica ed alberata lungo la quale sorgono magnifiche abitazione (foto N° 142 e 143). Stupenda davvero questa zona! Figuratevi che il traffico è talmente inesistente che ci sono i canestri da basket posizionati negli incroci!
Prima di partire avevo fatto un giro nei paraggi con la street view di Google maps (grandissima invenzione!!) ed avevo visto che la zona nei pressi della 12nd Ave E at E Prospect St era proprio bella. In realtà è proprio tutta quest’area ad essere fantastica.
Qualche anno fa su MTV trasmettevano una bella serie ambientata proprio a Seattle, “Life as we know it” e secondo me potrebbe benissimo essere questa la zona in cui i ragazzi abitavano e che ogni tanto facevano vedere (anche se le riprese sono state fatte in gran parte a Vancouver, tanto per cambiare).
Ci incamminiamo verso sud sulla Broadway, strada principale del quartiere fiancheggiata da bar, negozi e ristoranti (foto N° 144). Il suo punto più vivo è nei pressi dell’incrocio con E John St.
Sono ormai le 2 pm passate ma per cercare un posto dove pranzare abbiamo preferito aspettare fino ad arrivare in questa zona. Visto che ci stavamo avvicinando a questo quartiere tanto valeva allora mangiare qualcosa dove più desideravo, ovvero da Dick’s! (anche se non siamo di Capitol Hill, come diceva il doppio senso nel test su facebook… 115 Broadway E btw E Danny Way e E Olive Way http://www.ddir.com)  
In pratica è una catena di fast food drive in, anche se noi vi arriviamo a piedi (foto N° 145). Pranziamo spendendo 3-4 $ a testa, con Cheseeburger e 7 Up. L’hamburger poi non è niente male anche se un po’ piccolo; a me piacciono le dimensioni americane!
Camminando mentre mangiamo attraversiamo la zona gay (tratto della Broadway compreso tra e Danny Way e Union St), in realtà un tratto piuttosto breve della strada, ed arriviamo alla statua celebratrice di Jimi Hendrix! (foto N° 146, 900 E Pine St at Broadway).
La Broadway poi incrocia il Pike/Pine Corridor, cioè due vie costellate di locali notturni, caffetterie, club in cui si suona musica dal vivo e bar che di giorno sono tranquilli ma che di sera molto frequentati. Avevo letto che questa è una delle zone di Seattle con la vita notturna più animata; magari ci verremo a fare un giro stasera visto che ieri sera siamo rimasti abbastanza delusi dalla nightlife di Belltown e visto anche che non siamo nemmeno troppo distanti dal nostro albergo.
Procediamo verso est zigzagando un po’ tra E Pike St (foto N° 147) e E Pine St. Effettivamente troviamo diversi locali, soprattutto su E Pike St, che lasciano intuire un certo movimento notturno; bisognerà davvero venirci una sera.  
Procedendo verso est giungiamo presto in una tranquilla zona residenziale piena di saliscendi con altre salite piuttosto impegnative (foto N° 148). Questa zona ricorda un po’ San Francisco, anche se è molto più alberata. Traffico praticamente inesistente, camminiamo sempre nel bel mezzo della strada che mi fa sentire molto più “sul posto” rispetto a quando procediamo sul marciapiede. Non so bene quantificare quanta strada percorriamo a piedi, ci facciamo mezza città comunque, ma laggiù in fondo, oltre quell’ultima collina e protetta da tutti quegli alberi, si nasconde la zona che più di tutte volevo visitare. In ogni caso siamo sempre accompagnati dal solito motivetto di We Walk dei Ting Tings, che canticchiamo durante il percorso.
Seguiamo la cartina (grazie di nuovo a Google maps!) fino ad arrivare sulla 39th St. Tra questa strada e la parallela Lake Washigton Blvd, scendendo una scalinata in legno, si trova un piccolo grazioso parchetto, il Viretta Park. Non si tratta però di un parco qualsiasi, questo è conosciuto come il parco di Kurt Cobain in quanto giusto qua a fianco, al 151 Lake Washington Blvd E, si trovava l’abitazione nella quale vivevano appunto Kurt e Courtney e dove è stato sfortunatamente ritrovato il suo corpo ormai privo di vita l’8 Aprile del 1994. (nel capanno degli attrezzi/garage, ndr). Dico si trovava perchè pochi mesi dopo, il 4 Agosto del 1994, la casa è stata poi abbattuta.
C’è però un punto di ritrovo nel parco, una panchina, presso la quale i fans si radunano per rendere omaggio a Kurt e sulla quale, ancora oggi quindici anni dopo la sua morte, la gente lascia il proprio messaggio di affetto e saluto nei suoi confronti (foto N° 149, 150 e 151. Nella 150 oltre tutti quegli alberi si intravede la nuova abitazione costruita nel sito dove c’era la casa di Kurt).
Questo luogo mi trasmette delle sensazioni intensissime, forse perchè qui Kurt ha vissuto fino ai suoi ultimi giorni, o forse rimango suggestionato nel leggere sulle assi della panchina tutti quei messaggi sentitissimi indirizzati ad una persona che nessuno di noi conosceva personalmente ma che comunque è entrata nelle nostre vite. Sono tutti ringraziamenti più che altro, o al limite citazioni. Una ragazza ha persino lasciato una sua fotografia, forse per sentirsi più “vicina”. Troviamo anche qualche accusa nei confronti di Courteny Love visto che la morte di Kurt ancora oggi lascia diversi sospetti e molti dubbi, ma non mi voglio dilungare ancor di più di quello che sto già facendo e comunque non avrebbe ormai più importanza, almeno per me.
Non c’è bisogno di tanti commenti, sia io che Enea proviamo le stesse cose e la lettura di tutti quei messaggi lasciati da ragazzi provenienti da ogni parte del mondo, come da loro firma, e probabilmente di età anche molto diverse, è la più grande dimostrazione che la persona può anche morire ma il mito è davvero immortale, è per sempre.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Settembre 2009, 08:22:58
Stavolta è impossibile sentire quelle sensazioni di euforia che provavo ieri andando sui luoghi in cui hanno suonato o provato tutte le varie band, i sentimenti che provo stando seduto sulla panchina sulla quale Kurt magari ha trascorso chissà quanto tempo, in questo luogo così pacifico e tranquillo, sono davvero malinconici. Come se avvertissi nell’aria qualcosa che c’era ed è ancora presente ma con la quale non potrò mai mettermi in contatto realmente.
Ascoltando gli album dei Nirvana uno si immagina il posto nel quale viveva il loro leader come una zona un po’ tetra, buia e dalla quale traspare rabbia ed angoscia, ma le sensazioni che si provano in questo luogo così pacifico sono ben diverse. Forse Kurt aveva scelto di isolarsi in questo quartiere borghese immerso nel verde, bagnato dalle acque del Lake Washington e circondato da splendide abitazioni, proprio per cercare un po’ di pace, quella pace interiore che non ha mai trovato e che purtroppo lo ha portato fino all’autodistruzione.
Il suo corpo poi è stato cremato ma non esiste una lapide, si dice che una parte delle sue ceneri siano state sparse in tempio buddista a New York, un’altra parte gettate nel Wishkah River ad Aberdeen (cittadina nella quale è cresciuto, ndr) ed un’altra parte ancora conservate da Courtney Love.
Rimaniamo per un po’ in silenzio seduti sulla panchina, ognuno immerso nelle rispettive fantasie, quindi lasciamo anche noi il nostro personale messaggio firmandolo solo con le nostre iniziali. Breve, coinciso e sintetico ma quanto mai significativo e sentito.
Purtroppo le mie foto non visualizzano bene ne il parco ne la fortissima presenza di Kurt che si avverte, ma in questo bellissimo e sentitissimo filmato, sempre tratto da Lazarus, anche Francesco ed Alessandro sono venuti a rendere il loro personale omaggio http://www.youtube.com/watch?v=NlLjESDGWsM&NR=1 (dopo essere andati un po’ in giro nel quartiere di Fremont ed aver visitato la casa del cantante degli Alice in Chains).
Anche loro avevano lasciato il loro messaggio che però adesso non c’è più. Probabilmente le assi della panchina vengono sostituite almeno una volta all’anno per dare la possibilità a chiunque voglia scrivere qualcosa di avere lo spazio necessario per farlo (Lazarus è stato filmato nel giugno 2008, ndr).
Un posto davvero magico; mai avrei pensato che un giorno mi sarei preso su dalla mia Reggio Emilia fino ad arrivare dove Kurt Cobain ha trascorso i suoi ultimi giorni. È incredibile.

È veramente difficile alzarsi e staccarsi da qui, però siamo intenzionati anche a visitare almeno un pochino il quartiere per “immergerci” totalmente in questo luogo. Facciamo un giro in direzione nord del Lake Washington Blvd, passando dal viale di accesso della nuova abitazione (foto N° 152) e da tutte le sontuose ma senza essere opulete case dei vicini.
Ci pensate come dev’essere, essere i vicini di casa di Kurt Cobain? Io non riesco nemmeno ad immaginalo.    
A pochi passi di distanza troviamo un altro splendido parchetto, il Denny-Blaine Park. Anche questo è sempre molto piccolino ma con un’atmosfera meravigliosa. Troviamo un piccolo terrazzamento affacciato direttamente sulle rive del lago sul quale sono sdraiati alcuni ragazzi che si godono la piacevolissima vista (foto N° 153). Molto probabilmente sono tutte persone che abitano nei paraggi e che si ritrovano qui ogni pomeriggio per godere fino all’ultimo minuto di ogni giornata. Come dargli torto, è davvero splendido. Io già mi immagino aperitivo con qualcosa da sgranocchiare stando comodamente sdraiato su un plaid in compagnia di soli pochi amici; sarebbe bellissimo.
Scendiamo fino alle rive del Lake Washington e delle sue meravigliose acque di colore blu intenso (foto N° 154). Troviamo anche alcuni ragazzi in acqua intenti a farsi un bagno. Non so quel che darei per potermi immergere anche io in quelle acque che sembrano così invitanti e rinfrescanti. Sarebbe il coronamento di questa lunghissima ed intensissima giornata. Purtroppo però non ho ne il costume ne soprattutto niente poi con il quale asciugarmi.
Da qua oltretutto si ha una splendida visione del Mount Rainier sorgere dalle acque (foto N° 155). Meraviglioso.
Osservando bene sulla costa ad est del lago, nel quartiere di Medina, riusciamo anche a scorgere la bellissima villa nella quale abita Bill Gates (1835 73rd Ave NE Medina, WA 98039, foto N° 156 è quella in basso al centro di colore marroncino). Fantastica!
http://www.youtube.com/watch?v=3RTu8f9CrvI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=m6nuNPJ16dE&feature=related
È veramente difficile lasciare questo posto così meraviglioso, quasi incantato, ma è purtroppo ora di andare.
Riattraversiamo il Viretta Park lasciando mentalmente un ultimo saluto a Kurt e ci rimettiamo sulla strada del ritorno (foto N° 157). Questa zona mi piace davvero tantissimo, sembra davvero ospitale e tranquilla, come se i suoi abitanti vivessero in un mondo tutto loro nel quale non esistono cattiverie o cose brutte.
Oltretutto abbiamo notato che a Seattle, ed in particolare in questo quartiere, ci sono tantissime vecchie auto tipo fantastiche Cadillac di quarant’anni fa, davvero spettacolari!
Siamo lontanissimi dal nostro albergo e se qualcuno nutrisse la speranza di poter prendere un taxi per tornare indietro qui non lo troverà di certo. Per fortuna durante il tragitto di andata avevamo notato che su E Madison St, strada principale e trasversale che attraversa tutta la zona, passava un autobus diretto verso il Downtown. Aspettiamo un quarto d’ora alla fermata poi finalmente arriva l’autobus a salvarci. Certo su quattro ruote il tragitto non è poi così lungo così e visto che incredibilmente si è aperto uno spiraglio di tempo, decidiamo di chiudere la giornata visitando un’altra piccola perla, ovvero l’Edgewater Hotel (2411 Alaskan Way btw Battery St e Bell St sul Pier 67 http://www.edgewaterhotel.com/).
In questo albergo affacciato sulla Elliot Bay, la baia ad ovest di Seattle, vi alloggiavano le star negli anni ’60 - ’70 (Rolling Stones, Led Zeppelin, Neil Young, etc.). I Beatles vi hanno alloggiato nel 1964 ed una delle loro foto più famose è stata scattata con loro che si affacciavano dalla finestra della stanza 272 mentre guardavano verso la baia. (http://www.seattlepi.com/ae/gallery.asp?SubID=5021&page=4&GTitle=The%20Beatles%20in%20Seattle%2C%20August%201964) In un filmato inoltre avevo visto che sulla porta della stanza c’era una targa riportante la scritta “Beatles Suite”. http://blog.seattlepi.com/video/bcplayer.asp?bcpid=1740031429&bctid=34912369001 Fantastico!
Oltretutto così nella stessa giornata ammiriamo sia la baia est che quella ovest, oltre che al bellissimo Mount Rainier ben visibile anche da qui (foto N° 158, sulla destra).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Settembre 2009, 08:23:36
Cosa darei per godermi in tutta pace e tranquillità un buon barbour seduto su uno di quei divani, rimanendo semplicemente ad osservare la baia! O anche fermarmi a leggere un libro come sta facendo un tizio mi andrebbe benissimo!
Purtroppo non abbiamo il tempo a disposizione per soddisfare quest’ulteriore desiderio, ma non mi posso certo lamentare viste le soddisfazioni che mi sono tolto negli ultimi giorni.
Passiamo nell’altra sala dove si trova l’area bar incontrando diverse persone intente nel sorseggiare qualcosa prima di cena (foto N° 163). Tante belle ed eleganti ragazze anche! Proprio un posto di gran classe, davvero raffinato!
A volte non c’è bisogno di tanti effetti speciali per decorare un ambiente, basta solamente un po’ di buon gusto e sobrietà, e questo è esattamente il luogo ideale!
Usciamo sulla passerella oltre la vetrata, dove si trovano altri piccoli tavolini affacciati direttamente sulle acque. Osservare il tramonto da qua è una piccola ma piacevolissima soddisfazione.
Mi faccio scattare una foto alla “Beatles” facendomi inquadrare di profilo mentre guardo la baia, ma Enea proprio non ne vuole sapere di accontentarmi.
Torniamo allora dentro ed arriviamo fino alla stanza nella quale alloggiavano i Fab Four togliendoci un’ulteriore piccola soddisfazione (foto N° 164).
Questo albergo mi ha davvero conquistato, è forse anzi il migliore di sempre. Ci ripromettiamo che proveremo a tornarci una sera.
Come sempre a malincuore, però si è fatta davvero ora di andare verso casa. Ci incamminiamo verso l’albergo fermandoci solamente al nostro 7 Eleven per prendere le solite cose per la cena ed anche al Drug Store che ci avevano indicato in reception dove finalmente posso prendere la creme al cortisone per la mia malandata e gonfissima caviglia. È davvero strano però, in tutto il giorno quasi non ho avvertito dolore tanto ero coinvolto ed affascinato dai magnifici luoghi che abbiamo visitato.
È stata di nuovo una di quelle giornate talmente appaganti che non si possono proprio dimenticare. Per natura io ho sempre un piccolo velo di insoddisfazione, riesco sempre a trovare un qualcosa od un minuscolo difetto che non mi fai mai gioire appieno delle cose, ma oggi è tutto diverso. Oggi, dopo questa magnifica giornata che va a sommarsi a quella di ieri, sono davvero felice.  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 21 Settembre 2009, 09:31:43
Luca il tuo racconto è sempre più bello ed emozionante  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 21 Settembre 2009, 18:55:45
che bello che bello che bello...guarda seattle si sta rivelando una vera sorpresa da leggere!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: shop86 - 21 Settembre 2009, 19:16:37
Citazione
che bello che bello che bello...guarda seattle si sta rivelando una vera sorpresa da leggere!


Quoto in tutto......città rivelazione!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 23 Settembre 2009, 09:01:50
Anche io sono stato colpito in positivo da seattle mentre Vancouver mi è sembrata un pò anonima..  Go on Luca, aspetto il seguito!!! :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2009, 08:20:53
Come sempre grazie a tutti! Seattle è davvero fantastica, sapevo che era bella ma anche io non immaginavo quanto! Quando nel racconto arriverò all'ultimo giorno del mio soggiorno qui, come avevo fatto per Vancouver tirerò un po' le somme mettendo i miei giudizi personali. Tenete comunque presente che le vostre impressioni sono inevitabilmente di riflesso e condizionate da quanto ho scritto io; anche Vancouver alla fine sarebbe carina solo che i paesaggi intorno alla città sono troppo più belli rispetto alla città in se e comunque con Seattle non c'è paragone!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2009, 08:22:28
Avere un così bell’albergo con questa stanza enorme a disposizione è davvero una gran comodità.
Preparo la cena. Non che ci sia da fare granché, basta scaldare il panino e la squisitezza nel microonde. Un buon pasto caldo.
Dopo la doccia mi spalmo la crema sulla caviglia malandata poi iniziamo a prepararci per la serata. Ovviamente ascoltiamo anche You Walk dal computer mentre ci vestiamo, ormai un piacevole rito.
Stasera nella vicina cittadina di Bellevue, distante più o meno quanto Redmond da Seattle, c’è la festa “The Bellevue Masquerade Ball” ossia una festa in maschera. Sarebbe davvero fantastico poter partecipare ad un party del genere, ma il problema è il mezzo di trasporto per arrivarci e soprattutto per tornare. Senza macchina penso sia praticamente impossibile.
Decidiamo allora di andare veramente a Capitol Hill come avevamo detto nel pomeriggio.
Esco di nuovo semplicemente in maglietta a maniche corte; si sta benissimo, non mi sembra nemmeno vero. Visto che siamo praticamente di strada decidiamo di passare anche dal Rebar (1114 Howell St btw Minor Ave e Boren Ave http://www.rebarseattle.com/), locale dove i Nirvana avevano festeggiato l’uscita di Nevermind e dal quale eravamo già passati ieri pomeriggio. Avevo letto che di sera non era proprio un locale gay, ma quanto meno gay friendly lo era. Sarà, a me sembra quasi invece un ritrovo per motociclisti. Di sicuro non un locale turistico comunque, anzi forse uno dei pochi posti in cui si avverte ancora un po’ di sapore di grunge, anche se è parecchio tranquillo.
Ci incamminiamo su E Pike St ed in breve arriviamo a Capitol Hill nella zona dei locali. Avevo segnato nel mio storico qualche posto come il The War Room (722 E. Pike St btw Boylston Ave e Harvard Ave http://thewarroomseattle.com/), ma direi che si può venire in questa zona anche senza sapere nulla. Di locali ce ne sono davvero tanti, tutti situati su E Pike St (ce ne sono una marea) ed E Pine St. Facciamo un paio di giri su e giù lungo E Pike St per prendere confidenza con il quartiere e vedere cosa ha da offrire. Come dicevo questa è la zona gay della città ma non mi sembra di vedere locali frequentati esclusivamente da loro, sembra anzi che la gente si mescoli senza problemi. Gli eterosessuali comunque sono in stragrande maggioranza, anche se vi giuro che vediamo diversi ragazzi gay conciati in un modo che soltanto nei film credevo possibile… Probabilmente sono tutti diretti in un locale dove ci dev’essere una festa a tema.
Facendo i dovuti paragoni, questa come zona mi sembra un po’ la Williamsburg di Seattle. Insomma non che le somiglianze siano tante, Pike St è inoltre molto più larga della Newyorkese Bedford Ave, ma è sicuramente la zona più alternativa con diversi locali particolari. Insomma, non che si somigli con Williamsburg, ma le analogie sono molte.
Troviamo diversi bar, ristorantini dal design curato e curioso, posti per musica dal vivo e locali da ballo. Nonostante la scena attuale di Seattle non proponga nomi nuovi rilevanti per quanto riguarda il panorama musicale (o almeno io non ne conosco), io sono ancora troppo legato all’immagine della città del grunge ed avrei proprio voglia di vedere un bel concerto. Troviamo un locale dove si sta esibendo una band niente male, ma purtroppo ad assistere ci sono davvero pochissime persone e non mi va di isolarmi, preferisco stare in mezzo alla gente.
Ad un certo punto vediamo un numeroso gruppo di ragazze con i soliti scherzi tipici degli addii al nubilato, così le seguiamo per vedere dove vanno fino a quando entrano in un locale che però non ci ispira molto.
Alla fine ci fermiamo in un bar molto caratteristico dal nome che mi mette allegria, Bimbos Cantina (E Pike St btw 10th e 11st Ave, http://www.myspace.com/249416349). È un bar piccolino ma davvero fantastico, con alcuni tavoli ammassati uno addosso all’altro che fanno si che si sta tutti assieme. Anche l’arredo è molto alternativo e caratteristico, finto trasandato ma mirato. Noi ci piazziamo a sedere al bancone e finalmente abbiamo la possibilità di berci una PBR (Pabst Blue Ribbon, che qua chiamano semplicemente Pabst, la birra che avevo letto nel test di facebook, ndr). È molto leggera però buona, praticamente una Bud. Rimaniamo ad osservare la gente ed il movimento in generale poi, quando abbiamo ormai terminato la nostra Pabst, notiamo una scala che scende in un sotterraneo. Rimango al banco mandando Enea in esplorazione. Ritornato dice che c’è una sala sotterranea molto più grande e con un mare di gente. Ci andiamo. L’atmosfera quaggiù è completamente diversa, la sala è effettivamente abbastanza grande, c’è un sacco di gente ed il posto è veramente fantastico. Le luci sono piuttosto basse e di tonalità rossastra e donano un aspetto indefinibile ma positivo; agganciato al soffitto c’è una marea di roba ed alla pareti ci sono un sacco di maschere e fantomatici eroi mascherati! Davvero un gran posto! Metto un paio di foto anche se sono venute malissimo ed i colori sono molto ma molto più accesi rispetto alla realtà (foto N° 165 e 166, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/).
Rimaniamo per un po’ mischiandoci tra la gente poi usciamo. Anche fuori sull’ingresso ci sono le maschere, quando eravamo entrati non le avevo notate (foto N° 167, anche se purtroppo molto mossa).
Facciamo un altro giro su E Pike St, poi ci mettiamo in direzione verso casa camminando su E Pine St. Qua ci sono molti meno locali però qualcosa di interessante lo troviamo pure qui. Salendo una rampa di scale troviamo un posto davvero molto grande; come locale sarebbe molto bello solo che c’è un caldo terribile (addirittura i muri trasudano!) e c’è musica latina-americana che io non reggo assolutamente. Certo per gli appassionati dev’essere il massimo, ma i miei gusti sono completamente diversi.
Ci mettiamo a letto verso le 2 am. Domani sarà un’altra lunga giornata, ma ovviamente piena di soddisfazioni.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 28 Settembre 2009, 08:18:42
17/07/2009 Venerdì – Seattle
Sveglia alle 7.40 am, sarà un’altra giornata impegnativa.
Ci prepariamo poi andiamo a fare la solita abbondantissima colazione offerta dall’albergo, quindi usciamo. È un’altra meravigliosa giornata serena e soleggiata; a questo punto quasi mi vengono i dubbi se questa è effettivamente la Rain City e se qui fa più freddo che in Siberia! Ero preparato per il freddo ma molto meglio così. Rispettiamo quindi il programma che per stramattina prevede di salire sullo Space Needle.
Giusto un paio di minuti di cammino e ci ritroviamo al Seattle Center sotto la bellissima torre a forma di missile. Non so se è sempre così comunque facciamo zero fila, probabilmente favoriti dal fatto che siamo ancora di prima mattina. Entriamo subito ($ 16) salendo con il veloce ascensore in vetro. Dopo aver visto New York dall’alto purtroppo nelle altre città non sono mai riuscito a rimanere impressionato nel vederle dalle terrazze panoramiche. Non che rimanessi deluso, però il confronto ovviamente non regge. Temevo che anche qui a Seattle sarebbe successa la stessa cosa e più che altro volevo salire giusto per il gusto entrare nello Space Needle, ed invece finalmente riesco ad essere pienamente coinvolto ed entusiasta del panorama che si apre ai nostri occhi! La vista della città, dei grattacieli di Downtown, del Seattle Center e della meravigliosa baia con le sue isole è davvero splendida! Scatto decine e decine di foto in tutte le possibili direzioni, guardando verso nord con il Lake Union (foto N° 168, link http://www.flickr.com/photos/41607555@N04/), o semplicemente guardando verso il basso il particolarissimo edificio dell’Experience Music Project (N° 169), la Key Arena (N° 170) ed il Seattle Center con la zona dell’International Fountain ombreggiata dalla sagoma dello Space Needle! (N° 171). Fantastico! Giriamo sulla terrazza verso est fino ad ammirare la Elliot Bay con la grande Bainbridge Island (N° 172, dove abbiamo in programma di andare nel pomeriggio) e poi fino a guardare verso sud dove si ha la vista più suggestiva con i grattacieli di Downtown ai quali fa da sfondo il fantastico Mount Rainier (N° 173 e 174). Il panorama verso ovest è invece meno impressionante, Capitol Hill appare come una zona residenziale pianeggiante e tranquilla anche da qui, mentre il Lake Washington è nascosto dalle collinette della zona nella quale viveva Kurt.
Rimaniamo una mezz’oretta a goderci il magnifico panorama e le piacevoli sensazioni che questo ci regala, poi riprendiamo l’ascensore e torniamo al piano terreno. Al basamento è presente il solito immancabile store dove ci sono alcuni gadget molto divertenti, tutti raffiguranti la torre ovviamente. Usciamo dando uno sguardo alla torre dal basso verso l’alto; fino a pochi istanti fa eravamo lassù (foto N° 175)
È giunto ora il momento di visitare l’Experience Music Project, una delle attrattive della città che mi ispiravano maggiormente. Purtroppo però da terra penso sia impossibile immortalarlo interamente in una foto, è davvero troppo vasto e si è sempre troppo vicini. Peccato perché la struttura è davvero geniale (Foto N° 176). Facciamo i biglietti e siamo dentro (l'ingresso costerebbe  $ 15 ma grazie ad un coupon che mi ha inviato a casa il visitor center entriamo pagando $ 12 a testa http://www.empsfm.org/) Purtroppo dentro la struttura è vietato scattare fotografie e la cosa mi spiace tantissimo, peccato davvero. Seguiamo il percorso che per prima cosa ci fa andare nel piano interrato. Qua si trova una mostra con un sacco di cimeli raccolti da film fantascientifici tipo Star Track, Star Wars, E.T., etc, etc. Peccato perchè non sono assolutamente (a parte E.T.!) il genere di film che guardo, ma soprattutto mi chiedo cosa centri questa roba con un museo musicale. Troviamo molti costumi di scena, poster e tante altre cianfrusaglie che per gli amanti del genere sono sicuramente fantastici ma a me proprio non interessano. Ci sono persino i Muppets! I Muppets!
C'è un piccolo teatrino dove ci sono un ragazzo ed una ragazza con le marionette dei famosi pupazzi, con la tipa che mi chiede se voglio accarezzarli! Va beh, non è che sia la mia massima aspirazione dalla vita...
Basta, siamo stufi, torniamo al piano di sopra alla ricerca di qualcosa di più interessante.
Giusto all'ingresso delle mostre musicali c'è una fantastica struttura che parte da terra fino a raggiungere il soffitto realizzata interamente assemblando una chitarra dopo l'altra, fantastica! Qua vedo che praticamente tutti fanno foto, allora gliela faccio anche io (foto N° 177). Fantastica!
Per il resto questa specie di “museo” ho letto che contiene 80.000 oggetti legati al mondo della musica, compresi i manoscritti dei testi di Kurt Cobain ed una chitarra Fender Stratocaster distrutta da Jimi Hendrix! Troviamo tutto quanto, comprese centinaia di memorabilia legate alle band di Seattle e persino il primo contratto firmato dai Nirvana con la Sub Pop Records; davvero incredibile, favoloso!
Peccato soltanto che non si possano fare foto, un’ingiustizia terribile! E poi tutte le chitarre, con specificato a chi appartenevano, i poster, alcuni dischi, i video proiettati, insomma è tutto davvero interessantissimo, entusiasmante! C'è anche un piccolissimo cinema dove dal proiettore  scorrono immagini estratte da concerti storici tipo Woodstock!
Passiamo adesso alla zona più divertente, la zona interattiva... Qua troviamo un sacco di strumenti musicali messi a disposizione per poterli provare!
C'è un po' di tutto, chitarre elettriche di vario tipo, bassi, percussioni, tastiere, etc. Basta pochissimo per entusiasmarmi, come prendo in mano la prima chitarra già mi sento una rock star! Peccato solamente che, pur avendo una chitarra classica a casa, non sono assolutamente capace di suonarla! Poco importa però, il divertimento è comunque assicurato. Provo un sacco di tipi di chitarre ed alcuni bassi; le tastiere però no, non sono mica Chris Martin…
In tutte le postazioni c'è anche un monitor dove praticamente ti fanno “andare dietro” ad una canzone insegnandoti gli accordi. Prima ti fanno esercitare un attimo insegnandoti la corda da pizzicare, poi ti fanno suonare la canzone con la base di sottofondo; spettacolo!  
Suono Louie Louie nella versione dei The Kingsman (http://www.youtube.com/watch?v=hGG5cVaPGvE) ed ovviamente mi diverto un mondo. Niente però in confronto a quello che arriverà tra poco.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 28 Settembre 2009, 08:25:27
Ci sono infatti anche delle piccole cabine dove dentro ad ognuna c'è uno strumento ed anche qua provo diverse chitarre mentre intanto ci scattiamo un sacco di foto (vergognose!) a vicenda! Passiamo ora nella cabina “voce”, dove sia io che Enea indossiamo il rispettivo paio di cuffie. Anche qua c’è un monitor dove impostando la canzone ci sarebbe da cantarla andandogli “dietro”. Proviamo un attimo a vederla la scelta, ma siccome il menù è un po’ lungo ed il tempo per stare in cabina è limitato a 10 minuti (se ci sono altri in fila, ndr) alla fine prendo il testo di “Come As You Are” dei Nirvana (foto N° 178) che mi ero portato da casa in previsione di questa giornata e cantiamo questa! Niente musica, solo voce con cuffie in testa anche se non c’è il ritorno; bellissimo ma siamo stonatissimi!!
Riprendo il tutto facendo un video con la fotocamera, un giorno i miei figli saranno fieri di loro padre...
Adesso però basta esercitazioni, ormai siamo dei musicisti completi... è ora di fare le cose sul serio! Passiamo quindi alla sala incisioni. Questa è in pratica una vera per jam session completa di tutti gli strumenti, chitarra, basso, amplificatori, batteria, tastiere e naturalmente microfono. La cosa fantastica è che chiunque può entrare ed incidere su cd la propria canzone! All’ingresso ci danno un biglietto con il codice per poi andare a far incidere (solo per chi lo volesse ovviamente) il nostro cd. Da questo momento abbiamo 10 minuti di tempo; è arrivata finalmente la nostra occasione…
Entriamo nella sala e subito piazzo la fotocamera per fare anche il video della nostra performance, quindi mi metto nella posizione di frontman sistemando il microfono ed impossessandomi di una fantastica chitarra elettrica bianca. Enea sta alla mia destra al basso e come backing vocals. Posiziono il testo di Come As You Are, forse la più sentita tra le canzoni dei Nirvana, e sono quindi pronto a calarmi nell’impegnativo ruolo di Curt Cobain con Enea come mio Chris Novoselic.
Ovviamente quel che ne viene fuori è un qualcosa di terribile, del resto nessuno di noi due sa suonare la chitarra ne tantomeno cantare, ma il fatto di poter incidere una canzone eseguita da noi è talmente straordinario da non riuscire nemmeno a descriverlo! Avrò un cd con una mia canzone, incredibile!
Enea pizzica le corde del basso con nonchalance, mentre io imbraccio la chitarra in modo energico, e per un attimo, nonostante suoni praticamente a caso e senza accordi, mi sento quasi davvero una rock star ed è una sensazione straordinaria!!
Rivedendo poi il filmato (che dovrò nascondere nel mio pc protetto da password e non potrò mai mostrare a nessuno!) mi renderò ancor più conto di quanto strazianti siamo stati!! Già vedo i titoli di una possibile recensione del disco…
“Uno strazio terribile”
“La peggior cosa nel mondo della musica”
“Ma non potevano fermarli?”
“I restanti membri dei Nirvana pronti all’azione legale”

Etc…
Ancora oggi però mi piego in due dal ridere nel vedere il video! Per fortuna che la sala è insonorizzata e dall’esterno non si sente nulla!
Usciamo dalla sala prove ed andiamo a far incidere il nostro cd. C’è una macchinetta attraverso la quale, inserendo il nostro codice, possiamo sentire 30 secondi della nostra performance per vedere se ne siamo soddisfatti, ma dura troppo poco ed in pratica non sentiamo nulla. Andiamo allora all’apposito banco e ce ne facciamo fare due copie ($ 16.32 in tutto). Attendiamo solo pochi minuti ed entrambi ci ritroviamo in mano il nostro primo (ed ultimo…) disco! Spettacolare!!!
Anche il CD poi è fantastico, con raffigurato un disco in vinile sul quale è stampato il logo dell’Experience Music Project, la nostra casa discografica!
Prima di andarcene scopriamo che c’è anche addirittura una sala con un piccolo palco con microfono, chitarre e batteria dove farsi videoregistrare on stage!
Dal monitor per il preview ammiriamo l’esibizione di due adolescenti accompagnati dal padre alla voce che ripropongono Twist & Shout; davvero bravissimi!!
“Ma come fanno ad essere così bravi??!” ci chiediamo.
“Pensa se avessero assistito alla nostra esibizione… Che umiliazione!”
“Ma come fanno? È impossibile che tutti nella famiglia siano capaci di suonare, poi addirittura uno la batteria, uno la chitarra e l’altro il basso! Ed oltretutto è anche bravissimo a cantare!”
Mentre facciamo tutte queste considerazioni ci rendiamo conto che in realtà sono in playback, anche se la canzone non è nella versione dei Beatles che conosco io.
“Meno male! Adesso si che tutto torna!”
Il video sul palco ce lo risparmiamo, abbiamo già dato abbastanza per oggi…
Usciamo dal Music Projetc felici e soddisfatti, abbiamo inciso il nostro disco, il video, abbiamo provato un sacco di chitarre e visto tantissime memorabilia fantastiche! Adoro Seattle sempre di più!!!
È ormai mezzogiorno passato, il programma prevede ora di andare nel Downtown e finire di visitare bene la zona. Non c’è occasione migliore per farci il giro sul monorail ammirando gli splendidi palazzi del Downtown in avvicinamento (foto N° 179, anche se probabilmente è più bello il giro in direzione opposta visto che poi il treno entra nello splendido edificio dell’Experience Music Projetc).
Scendiamo al capolinea al Westlake Center, quindi andiamo al Pike Place Market visto che l’alto giorno lo avevamo visto che ormai stavano chiudendo tutto. Prima però Enea fa un salto veloce al negozio di fronte a farsi cambiare la maglietta visto che la taglia che aveva preso non andava bene. Che spettacolo, ci sono anche i camici con il logo di Gray’s Anatomy! (che io non ho mai visto ma la serie è girata a Seattle).
Arriviamo quindi al Pike Place Market trovando il solito ambiente molto vivace e frequentato (foto N° 180). Girare tra le bancarelle è un vero piacere; in Italia invece mi annoierei a morte! Persino il pesce sembra puzzare di meno! Ci sono anche tanti banchetti con fiori profumati e rigogliosi (in bloom… foto N° 181); me ne servirebbe giusto uno per dopodomani, ma alla fine rinuncio all’acquisto in quanto lo dovrei poi portare con me tutto il giorno e soprattutto arriverebbe a destinazione ormai appassito. Pazienza, troverò un’altra soluzione.
È ormai ora di pranzo così Enea si ferma a prendere un fish and chips mentre io per ora decido di stare leggero mangiandomi solo una mela che avevo preso in albergo visto che tra poco prenderemo il traghetto ed ho già avuto brutte esperienze (mal di mare…)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 28 Settembre 2009, 08:27:15
Come già scritto in precedenza, la celebre catena di caffetterie Starbucks è stata fondata proprio qui a Seattle, per cui andiamo ora a visitare il primo negozio in assoluto aperto nel 1971! (1912 Pike Pl btw Virginia St e Stewart St). Ovviamente si tratta di una delle mete più battute dai turisti, ma sarà la splendida giornata, l’amore ormai viscerale che ho per questa città od il fatto che ad intrattenere i clienti sulla porta d’ingresso c’è una fantastica jazz band (foto N° 182), fatto sta che adoro anche questo posto! Il negozio è molto affollato ma è davvero carino (foto N° 183). Inoltre hanno in vendita un sacco di merchandising personalizzato su Seattle, come la tazza raffigurante il Pike Place Market ed il meraviglioso Mount Rainier, oltre ad ovviamente tanti altri tipi di tazze raffigurante il logo Starbuck del negozio che è leggermente diverso da quello che tutti noi conosciamo. Tutto davvero fantastico. Peccato però che c’è una lunga fila e siccome abbiamo sempre i minuti contati desistiamo dal fare ogni possibile acquisto.
È arrivato il momento di imbarcarci. Come già detto nella baia di Seattle si trovano un sacco di isole, Bainbridge Island, dove ci apprestiamo ad andare, è la più vicina alla città. In realtà la mia intenzione non è di visitare l’isola, non ne avremmo nemmeno il tempo, ma vale comunque davvero la pena andarci in quanto nell’attraversamento del Puget Sound (la baia, ndr) si hanno delle magnifiche visuali sulla città e sulle Olympic e Cascade mountains.
Il traghetto parte dal Pier 52 (Alaskan Way at Marion St www.wsdot.wa.gov/ferries $ 6.70 il round trip). Aspettiamo solamente pochi minuti poi ci imbarchiamo. Il traghetto è enorme per cui non ci saranno oscillazioni dovute alle onde; avrei potuto tranquillamente anche pranzare senza avere poi problemi. Già ancor prima di partire abbiamo una bellissima vista sullo skyline cittadino, impossibile da ammirare se non dalla baia (foto N° 184). Finalmente si parte, le acque sono di un meraviglioso colore blu cobalto e la splendida giornata di Sole contribuisce ulteriormente a rendere l’attraversata ancor più piacevole (foto N° 185). In pochi minuti la città è già lontanissima e ci ritroviamo nel mezzo della pacifica baia (foto N° 186); una vera meraviglia.
Le sensazioni che proviamo sono fantastiche; siamo vicinissimi alla città ma sembra di essere in un mondo a parte, mi sento leggero, sereno, appagato. La piacevole brezza che arriva dal mare poi mi fa sentire davvero “vivo”. Anche i gabbiani sembrano volerci accompagnare durante l’attraversamento, ce ne sono un paio che volano talmente a bassa quota sopra di noi che quasi potrei toccarli.
Iniziamo ad avvicinarci all’isola, che appare verdissima ed alberata (foto N° 187). Dopo circa 35 minuti di viaggio il traghetto attracca. Sarebbe bello fare un giro ma l’isola è talmente vasta che o si ha un’intera giornata a disposizione da dedicarle oppure è inevitabile tornare subito indietro. Scendiamo dal traghetto per poi risalirci subito dopo. Anche la vista sul Mount Rainier è davvero splendida (foto N° 188). Quanto dev’essere bello fare un giro nella baia dirigendosi verso il monte con la propria barca a vela?! Di sicuro su quest’isola lo stress, lo smog e la frenesia non esistono! Pochi minuti di attesa e la nave riparte verso la città (foto N° 189). Non so davvero come descrivere la straordinaria bellezza dei paesaggi intorno a noi, ci infondono un meraviglioso stato di pace interiore. Il Mount Rainier che sorge dalle acque è un qualcosa di incredibile, gli scatto non so quante foto in tutte le posizioni possibili (foto N° 190). Lo skyline della città non sarà al livello di quello di New York ma è comunque bellissimo! (foto N° 191 e 192). Adesso si che capisco perché tutti gli americani vorrebbero vivere a Seattle, la città è fantastica ed i dintorni non sono da meno!
Ritorniamo sulla terra ferma che sono ormai le 3.30 pm; devo ancora pranzare. Alla fine, pur facendomi schifo, mi accontento del primo McDonald che incontriamo per non perdere troppo tempo. È vero che spendo praticamente niente ($ 1.75 per un panino), però che schifo! Pure nel cheeseburger mettono un paio di fette di cetrioli e comunque come qualità è davvero pessimo! La peggior catena di fast food in assoluto!
Mangio in fretta, abbiamo ora appuntamento con Carletto…
Ci dirigiamo quindi verso il Qwest Field passando dalla bella Smith Tower (foto N° 193, 506 2nd Ave at Yesler Way). Questa torre alta 42 piani quando è stata costruita nel 1914 era l’edifico più alto al mondo al di fuori di Manhattan. Attraversiamo anche la sempre carina ma mal frequentata Pike Place (foto N° 194). Arriviamo allo stadio dove troviamo già una gran folla. Se ricordate oggi c’è l’allenamento del Chelsea e la quantità di Chelsa-boy che incontriamo è davvero inimmaginabile! (foto N° 195). Per entrare ed assistere non si paga nulla, ma la fila è talmente lunga che gira per tutto lo stadio fino ad arrivare al Safeco Field! (stadio di baseball, ndr).
Per questioni calcistiche io “odio” questi maledetti, ma è impressionante vedere quanti si siano presi su dall’Inghilterra (con la loro maglietta del club) per assistere al tour estivo della loro squadra! Ipotizzo io, saranno almeno cinquemila. (nei prossimi giorni il Chelsea si trasferirà poi a Los Angeles dove si trovano anche Inter e Milan, e giocheranno pure un’amichevole contro i neroazzurri vincendo 2-0). Quello che mi fa più rabbia (sportiva…) è tutta la celebrazione di questo evento, all’ingresso dello stadio c’è pure la banda che suona! (foto N° 196) Ma per Caletto questo ed altro!
A noi del Chelsea naturalmente non frega niente, il nostro unico obiettivo è salutare Ancelotti e fargli sentire la presenza di Reggio Emilia anche qua, a migliaia e migliaia di chilometri da casa! Facciamo tutta la fila poi entriamo finalmente nello stadio che è davvero fantastico (foto N° 197 e 198), molto simile agli stadi inglesi, senza protezioni tra le tribune ed il campo e con vista perfetta. Siamo fortunatissimi, riusciamo a trovare giusto un paio di posti liberi in seconda fila, praticamente in campo!
L’entusiasmo della folla raggiunge l’apice quando arrivano in campo i primi preparatori insieme alla stramaledetta mascotte che incita il pubblico. Per caricare ulteriormente la gente, se mai ce ne fosse bisogno, lanciano anche verso la tribuna della palline con il logo del club.
“Ve la lancio solo se urlate più forte” sembra a dire a volte la stramaledetta mascotte, con i tifosi che si sbracciano e si allungano per riuscire ad accaparrarsi una pallina. Non noi ovviamente, probabilmente siamo gli unici a rimanere seduti e composti, non ci tengo proprio ad avere la palla del Chelsea, anzi se mi dovesse capitare per sbaglio fra le mani gliela lancerei indietro!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 28 Settembre 2009, 08:30:35
Passa una mezz’oretta e finalmente entrano in campo i primi giocatori. La gente si scatena e chiama i propri idoli a gran voce “Lampard!”, “Terry!”, “Drogba!”, “Ballack!” Anche Pizzarro (che ora è tornato al Werder Brema, ndr) è molto amato, segno che comunque è presente un numeroso gruppetto di sudamericani. Loro rispondono ai saluti divertiti; sarebbe tutto molto bello se solo non li odiassi… Poi finalmente eccolo lì, il nostro Carletto che inizia a dare disposizioni e a dirigere l’allenamento! Ancelotti però proprio non ce lo vedo in Inghilterra, si vede subito che lui è il classico emiliano che apprezza la buona tavola. Come farà a resistere a Londra con il cielo sempre grigio, la birra, gli hamburger ed il fish and chips?! Probabile che si faccia spedire dall’Italia casse su casse di capeletti e Lambrusco, del resto la sua pancetta non mente! Tutta salute comunque!
“Dobbiamo assolutamente conoscere Carletto, poi stasera andiamo a cena con lui e ci facciamo un goccio di Lambro insieme!” (sarà facile trovarlo a Seattle…)
Ecco che finalmente il nostro idolo passa praticamente sotto di noi, distante soltanto pochi metri; stavolta siamo noi ad alzarci e sbracciarci “Vai Carletto!! Forza Regia!!!!!!!” esclamiamo in coro!
Lui si gira divertito, alza il braccio e fa un saluto, di sicuro non si aspettava di trovare dei reggiani a vedere il suo allenamento a Seattle!
A me comunque fa troppo ridere, mentre dirige l’allenamento assume sempre delle posizioni impostate troppo divertenti! (foto N° 199 e 200) Grande Carletto!!
La gente continua a lanciare saluti ai giocatori, mentre noi siamo gli unici a salutare l’allenatore ogni volta che passa sotto di noi. Così, incuriositi, alcuni ragazzi che ci stanno a fianco ci chiedono come mai incitiamo proprio lui. Spieghiamo che proveniamo della stessa città ma ovviamente nessuno conosce Reggio Emilia. Bellissimo però!
Terminato il riscaldamento ed un po’ di esercizi tattici inizia ora la partitella. Shevchenko (tornato ora alla Dinamo Kiev, ndr) sembra davvero essere un corpo estraneo alla squadra, tant’è vero che non gli passano mai la palla! Lui cerca pure di proporsi e farsi vedere ma non c’è nulla da fare, non gliela danno praticamente mai! Anche il pubblico lo ignora completamente, nessuno che urli il suo nome, niente di niente.
“Dai, salutiamo Shevchenko?!” dico ad Enea.
“No.” risponde lui categorico.
“Dai mi fa pena!” aggiungo allora io.
“Va bene allora!” conclude sorridendo Enea.
“VAI SHEVA!!!!” urliamo in coro, con lui che si gira a salutarci!
Sheva, Sheva, se non ci fossimo noi…
Ad un certo punto sentiamo pure una ragazza alle nostre spalle chiedere agli amici “Who’s the blond guy?! He’s terrible!”
Signori e signore ecco come si è ridotto il Pallone d’Oro 2004! È finito con l’andare a farsi prendere in giro a Seattle da un qualche americano che non sa nulla di calcio! Devo ammettere però, a sua parziale difesa, che quando gli arriva la palla a volte dimostra di saperci ancora fare con i piedi.
L’allenamento dura poco più di un’oretta, i giocatori salutano e tornano negli spogliatoi con Pizzarro che rimane a parlare con un gruppetto di tifosi in prima fila; che grande!
Noi invece salutiamo Carletto, ovviamente!
Domani ci sarà la partita con i Sounders (2-0 per il Chelsea, ndr), ma a noi questa non interessa.
La giornata volge al termine ma prima di ritornare in albergo abbiamo ancora un po’ di tempo per visitare l’Olympic Sculpture Park (lungo Broad St at Western Ave, pochi blocchi a nord dell’Edgewater Hotel http://www.seattleartmuseum.org/visit/OSP/default.asp). Questo è un parco costruito un paio di anni fa lungo il waterfront nel quale si trovano sculture particolarissime (foto N° 201 e 202, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/). Il tramonto è l’orario ideale per visitare questo tranquillo e splendido parchetto, in modo da godere di quei tenui e rilassanti colori di fine giornata (foto N° 203). Dev’essere fantastico fare jogging qui, come in effetti qualche ragazzo sta facendo. Davvero fantastica questa zona al tramonto, non me ne andrei mai più.
La giornata volge al termine, così ci avviamo verso casa passando dal solito 7 Eleven. Stasera, oltre alle solite cose da scaldare nel microonde, prendiamo anche una birretta come aperitivo. Dopo aver gustato la Pabst è ora di sentire anche la Rainier, birra che si chiama come il bellissimo monte.
Mentre ritorniamo verso casa non posso fare a meno di ripensare brevemente alla giornata appena trascorsa, indimenticabile!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 28 Settembre 2009, 11:25:41
Certo che Seattle spacca proprio...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: spenisc - 28 Settembre 2009, 11:29:07
povero sheva che brutta fine :-)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: emi77 - 29 Settembre 2009, 13:02:25
Mi sono immersa nel tuo racconto...WOW!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: emi77 - 29 Settembre 2009, 13:12:34
Adesso mi sto immergendo nelle foto...sono andata all'ultima pagina per partire dall'inzio.
Vedere le foto dell'east village dove ho soggiornato per una settimana mi fa emozionare  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 01 Ottobre 2009, 08:03:11
Grazie mille anche a te Emi, mi fa molto piacere sapere che apprezzate il mio racconto e le foto!  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 01 Ottobre 2009, 08:04:16
Appena rientrati, come inseriamo nel computer il nostro primo disco che ovviamente non vediamo l’ora di sentire, abbiamo una sorpresa terribile. In pratica hanno sbagliato ad incidere la nostra traccia masterizzando solamente i pochi minuti in cui avevamo ormai già finito di suonare!! Nooooo!!!!! È un’ingiustizia!!
Peccato davvero! Almeno però sono incisi i nostri primi commenti subito dopo aver terminato… di un esilarante incredibile! Inoltre dalle nostre voci incredule percepisco ancora quanto eravamo felici ed entusiasti per la nostra esibizione. Meno male che almeno c’è il filmato a testimonianza dello strazio assoluto che siamo stati!!
Cerchiamo di alleviare il dispiacere per la brutta sorpresa bevendoci la Rainier. Sempre buona ma molto leggera come tutte le birre americane, praticamente uguale alla Pabst e cioè alla Bud.
Doccia, cena, poi iniziamo a prepararci per la serata. La mia caviglia è gonfissima però almeno non fa tanto male, spero solo che la crema agisca in fretta.
Siccome ieri pomeriggio eravamo rimasti davvero impressionati dalla bellezza dell’Edgewater hotel, decidiamo di provare ad andarci anche stasera. Esco in camicia con la temperatura che è sempre fantastica, con quella leggera brezza che ti fa sentire davvero vivo. Subito una bella foto allo Space Needle by night (N° 204, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07) ed in pochi minuti di cammino arriviamo a destinazione (foto N° 205). Peccato che le foto mi vengano tutte mosse, ma la vista della baia e dei grattacieli lungo il waterfront di notte è davvero suggestiva, armoniosa.
Entriamo all’Edgewater trovando il solito ambiente fantastico, elegante e di gran classe. La sala con i tappeti è illuminata solamente da una fioca luce, permettendo agli ospiti di godere di un’atmosfera incantevole e della meravigliosa vista sulla baia. Nella sala principale invece, quella dove ieri si teneva l’aperitivo, troviamo un cantante pop che suona ottime cover live. Non pensavo ma tutti o quasi i presenti sono ragazzi giovani che sorseggiano il loro drink in questo meraviglioso albergo, godendo della piacevolissima musica (Foto N° 206); una vera meraviglia. Non c’è tantissima gente ma ce n’è il giusto, con diverse belle ragazze fini ed eleganti.
Purtroppo però come tipo di posto è il luogo ideale in cui venire con la ragazza e trascorrere una sera intima, per due amici è un po’ meno indicato. Rimaniamo ad ascoltare cinque o sei canzoni godendoci il meraviglioso ambiente poi ci obblighiamo ad andarcene anche se facciamo davvero fatica a staccarci da un posto del genere. Oltretutto la musica live era davvero piacevole.
Decidiamo di trascorrere il resto della serata in giro in un qualche bar di Belltown. Ci spostiamo quindi sulla First Ave dove si trova la stragrande maggioranza di locali. Percorriamo la via su e giù un paio di volte per vedere com’è il movimento stasera. Rispetto all’altro giorno c’è molta più gente in giro essendo venerdì e per stasera c’è veramente soltanto l’imbarazzo della scelta. Passiamo anche davanti a qualche discoteca come il Venom Nightclub (2218 Western Ave btw Bell St e Blanchard St http://www.venomseattle.com/) ma è ancora troppo presto, ed alla fine decidiamo di trascorrere la serata in un lounge sulla First Ave. Entriamo così all’Amber (2214 1st Ave btw Bell St e Blanchard St www.amberseattle.com/) che stasera sembra essere il bar più frequentato e dove si trovano anche un sacco di belle ragazze. Il locale è davvero molto carino, fine ed arredato con buon gusto. In principio è anche davvero molto affollato, ma la gente passa continuamente da un bar all’altro ed il ricambio di persone è praticamente continuo. Purtroppo non hanno la Pabst, così ci accontentiamo di una Corona. Rimaniamo ad osservare la gente fin quasi all’1 am poi usciamo, facendo di nuovo un giro sulla First Ave e passando anche dal Crocodile per vedere che concerto c’è stasera. Quindi ci incamminiamo verso casa.
È l’1.20 am quando mi sdraio sul letto felice e di nuovo soddisfatto. Ormai ho capito che Seattle è così, ogni giorno è meglio del precedente ed ogni giornata vale la pena di essere vissuta in pieno. Davvero una città straordinaria, perfetta.  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 01 Ottobre 2009, 11:51:02
"una città straordinaria e perfetta"....
wow e chi s'è l'aspettava!sono troppo curioso di vederla!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 08:12:24
Citazione
"una città straordinaria e perfetta"....
wow e chi s'è l'aspettava!sono troppo curioso di vederla!
Ettore per te che sei un musicista te la consiglio davvero!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 08:15:23
18/07/2009 Sabato – Seattle
Sveglia alle 7.40 am con la solita abbondantissima colazione in albergo. Purtroppo la sala colazione è infestata da tanti maledetti Chelsea-boys già pronti con la loro stramaledetta maglietta per assistere alla sfida con i Sounders. Perché proprio quest’anno ho lasciato a casa la sciarpa del Tottenham che di solito porto sempre in viaggio con me?!?
Mi basta uscire dall’albergo comunque per ritrovare il solito clima armonioso e la solita splendida giornata.
Ultimo giorno a Seattle, purtroppo. Dobbiamo ancora vedere tutta la zona nord, quella oltre il Lake Union ed il braccio di mare che taglia in due parti la città. Oggi, nel pomeriggio, ci sarebbe anche una festa fantastica su una barca attraccata proprio sul Lake Union (http://www.seattleantifreeze.com/event?id=tropical09), ma non avevo preso i biglietti proprio perché sapevo che non avremmo assolutamente avuto tempo per andarci; peccato.
Usciamo e prendiamo subito l’autobus diretti al U District, la zona universitaria. A Seattle c’è un’università importante, la University of Washington (UW, ndr). Oggi, essendo sabato, forse non è proprio il giorno ideale per visitare questa zona, ma siccome siamo nel periodo estivo non avremmo comunque trovato molta gente dato che non ci sono lezioni.
Pochi minuti di tragitto ed arriviamo a destinazione. La strada principale della zona è la University Way, fiancheggiata da ristoranti, caffè e bar che normalmente devono essere frequentati da studenti, ma oggi è praticamente tutto chiuso. Forse è anche un po’ presto, comunque è molta carina questa via, mi trasmette sensazioni piacevoli. Passeggiamo verso nord per circa un chilometro quindi tagliamo sulla NE 45th St, bellissima strada pacifica ed alberata (Foto N° 207, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/) Questa strada ci conduce dritti fino all’ingresso principale del campus della UW (Foto N° 208). Anche questo campus è enorme, forse non così tanto come quello della UBC di Vancouver (University of British Columbia, ndr) ma davvero vastissimo ed anche molto più bello. Completamente immerso nel verde, con pratini perfetti e palazzi con un ottimo stile architettonico (foto N° 209, 210 e 211). Sembra quasi di essere in una cittadella, anche se praticamente disabitata visto che in giro non c’è quasi nessuno. Beh vorrà dire che ci godremo la zona in tutta tranquillità. Come sempre la splendida e mite giornata soleggiata rende la nostra visita ancor più piacevole ed in breve Enea elegge questa università come la più bella tra tutte quelle che abbiamo visitato. Io continuo a pensare che il fascino di Harvard sia insuperabile, ma questa direi che la segue a ruota. Ad un certo punto troviamo anche un marciapiede sul quale alcuni studenti hanno scritto con il gesso la formula di un problema lasciando poi a chi passa il compito di risolverlo (foto N° 212). Questa è una cosa che si vede abbastanza spesso nelle università americane e secondo me è davvero geniale! Io non ho fatto l’università, comunque quelle americane rispetto alle italiane hanno un fascino decisamente impareggiabile! È tutto quanto vissuto in modo completamente diverso, si è veramente immersi negli studi e tutto ciò che gli sta intorno; gli anni di università devono essere indimenticabili!
Poco più in là troviamo anche chi ha dato il proprio benvenuto agli alieni sbarcati sulla Terra (Foto N° 213); spettacolare!!
Arriviamo quindi alla Central Plaza, praticamente il centro del campus, conosciuta come Red Square a causa del colore rosso dei mattoni degli edifici circostanti (Foto N° 214 e 215). Immagino che normalmente questa piazza sia gremita di ragazzi, ora però non vi è praticamente nessuno. Pochi passi più in là troviamo una splendida fontana circondata da un roseto, anche se certamente questo non è il periodo in cui le rose sono più rigogliose (foto N° 216 e 217).
La nostra visita al U District termina qui, adesso è ora di andare a noleggiare le bici.
Le zona nelle quali ci apprestiamo ad andare, a parte il fatto che sono enormi, sono infatti perfette da girare in bicicletta in quanto sono aree prevalentemente residenziali con varie cose da vedere sparse qua e là.
Ci rechiamo quindi da Recycled Cycles (1007 NE Boat St.), che tra l’altro si trova qui vicino, spendendo in tutto $ 43,80 in due.
Il tizio del noleggio però, Sonnoi, è un ragazzo perlomeno un po’ bizzarro… Per tutta la durata della fase in cui raccoglie i nostri dati fino a quando ci consegna le biciclette, un buon dieci minuti dopo direi, non smette mai di sorridere! All’inizio sono un po’ scettico, mi viene persino da pensare che ci stia prendendo per i fondelli con le sue esagerate buone maniere, tutta questa sua incontenibile allegria e la sua infinita disponibilità, poi addirittura mi viene il dubbio che abbia invece una paresi al volto e non può smettere di sorridere…
Infine mi viene la brillante intuizione, forse è solamente un tipo come Spud di Trainspotting in questa scena http://www.youtube.com/watch?v=D4UWKynzPJg (verso il minuto 1,04). In pratica è semplicemente uno che ama il suo lavoro, in due parole lo spasso, tipo… si spassa nel vedere le persone a spasso! Grandissimooooo!!!!!!!!!! E film favolso!!!!!!! (Il libro è addirittura molto meglio!!)
Anche mentre ci consegna le bici il sorriso non gli passa nemmeno per un attimo! Non posso proprio andarmene senza scattargli una foto improvvisata (N° 218), grandissimo Sonnoi!! E tranquillo, me la spasserò anche per te!
Ci consegna l’elmetto ed una mappa con i percorsi delle piste ciclabili, quindi, dopo Vancouver, siamo di nuovo in sella pronti a macinare chilometri su chilometri.
Ci dirigiamo verso est percorrendo la strada costiera N Northlake Way, fino ad arrivare al Gas Works Park. Questo parco a dir la verità è piuttosto secco e ci sono anche delle enormi strutture ormai completamente arrugginite che magari un tempo erano utilizzate per estrarre gas o forse rigassificarlo, ma la vista sul Lake Union verso il Downtown è incantevole (foto N° 219). Se interessa potete vedere qui un fantastico video di questa zona http://www.youtube.com/watch?v=jeKkgax_PzQ Oltretutto a fare da colonna sonora nel video c’è il fantastico riff di Bitter Sweet Simphony dei Verve, forse la canzone ed il video più rappresentativi di tutti gli anni ’90.
Sulle sponde del lago si trova inoltre anche la casa in cui abitava Tom Hanks nel film Sleepless in Seattle (Insonnia d’amore, ndr). Non che io sia proprio un estimatore di questo film (sono sicuro invece che le ragazze apprezzeranno!), però scattando un paio di foto alla costa ovest del lago (foto N° 220) riesco a beccare la casa giusta! (foto N° 221, quella sulla sinistra http://www.youtube.com/watch?v=MSYHWbF2YnM&NR=1  al sec 34). Spettacolo!
É la classica fantastica casetta in legno affacciata direttamente sulle rive del lago!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 08:18:48
L’indirizzo dovrebbe essere 2460 Westlake Ave N. C’è anche un opuscolo con tutte le località di Seattle che appaiono in vari (molti) film http://www.cityofseattle.net/filmoffice/
Facciamo un giro del Gas Work Park trovando anche una ragazza con un bellissimo aquilone gagliardo (foto N° 222), quindi ci rimettiamo in sella con direzione nord ovest diretti al quartiere di Fremont.
Una delle attrazioni di questo quartiere prevalentemente residenziale, è il Fremont Troll, (sotto l’Aurora Bridge at 36th St, foto N° 223) una gigantesca statua in cemento che divora la carcassa di un maggiolino Volkswagen. All’inizio troviamo un sacco di turisti/disturbatori appena scesi dal bus turistico che li porta in giro per la città che si arrampicano sulla statua per scattarsi una foto, poi, quando finalmente li fanno risalire per raggiungere la prossima tappa, abbiamo il Troll tutto per noi (foto N° 224). Davvero simpatico!
Continuiamo a pedalare sulla N 34th St fino a raggiungere la sede di Adobe Systems (l’azienda che ha sviluppato i file pdf, 801 N 34th St btw Fremont Ave N e Aurora Ave N, foto N° 225), piacevole ma nulla di particolarmente interessante però.
Poco più in là troviamo il Waiting for the Interurban (N 34th St at Fremont Ave) una discussa opera d’arte pubblica che raffigura un gruppo di persone che aspettano un treno che non arriverà mai. L’Interurban era un treno che passava di qui ma smise di funzionare negli anni ’30; il volto umano del cane raffigura quello di Armen Stepanin, ex sindaco onorario di Fremont che fece l’errore di disapprovare la statua. Noi troviamo quest’opera stranamente addobbata e ci strappa un sorriso (foto N° 226).
Questa è praticamente l’area più viva di Fremont, la zona con tutti gli esercizi commerciali. Ci spostiamo ora in direzione nord, diretti al Woodland Park, pedalando su Fremont Ave N. Batate bene che ho scritto “su” Fremont Ave di proposito in quanto questa strada ha una pendenza che non sarà eccessivamente accentuata, ma è lunghissima, massacrante, devastante!
In pochi minuti mi sento già le cosce in fiamme con i muscoli sul punto di esplodere! Come era successo anche a San Francisco, Enea, che procede come suo solito col rapporto minimo e lentissimo, rimane subito staccatissimo. Io non ce la faccio proprio ad andare lento e continuo a preferire la tattica del pedalare con un buon rapporto andando veloce e poi magari fermarmi a riposare.
Dopo diversi minuti di massacrante salita arriviamo finalmente al parco; stavolta per fortuna ne valeva la pena. Questo è davvero grazioso, con un ampio zoo ed un bel giardino botanico fiorito e profumato (foto N° 227).
Passiamo quindi al vastissimo Green Lake (foto N° 228) facendo la pedalata lungo il percorso che ci gira intorno. Il giro intorno al lago è infatti una popolare attività del week end e troviamo un sacco di gente che fa jogging, che passeggia, o semplicemente che si ferma in spiaggia a prendere il sole. Davvero bellissimo. Troviamo anche un simpatico cane in acqua che si fa un bagnetto sorvegliato dal padrone (foto N° 229).
Cosa darei par farmi un bagno anche io in quelle acque così invitanti! Ma soprattutto come fanno le acque di Seattle ad essere sempre di quello splendido colore blu cobalto?!
Semplicemente meravigliose!!
Ci sono inoltre campi da baseball, da volley e persino ragazzi che fanno wind surf; invidia! (foto N° 230). Non manca davvero niente in questa città!
È ormai mezzogiorno passato e per il pranzo avevo già previsto di andare in un posto un po’ particolare…
Ripartiamo così su Aurora Ave N diretti verso nord. Incontriamo subito lungo il percorso un negozio di armi che fa molto America (foto N° 231). Queste sono per me le famose contraddizioni americane, trascorri una tranquilla e spensierata giornata al lago con la famiglia ed appena esci dal parco ti ritrovi subito davanti un bel negozio dove comprarti una pistola. Che siate favorevoli o contrari alla libera vendita di armi è comunque un posto molto caratteristico.
Ancora poche pedalate ed arriviamo giusto dove volevo arrivare, lo Sweet Spot Cafè (foto N° 232, 7811 Aurora Ave N at  N 78th St http://www.thesweetspotcafe.com/78th.php) Circa un annetto fa avevo letto un curioso articolo sul sito di Repubblica in merito a questo bar nel quale le cameriere sono tutte in bikini… cool!!
Parcheggiamo le nostre bici ed entriamo carichi di eccitazione! Ovviamente so che uno venendo in un posto del genere si crea delle aspettative che poi difficilmente vengono rispettate, ma non mi aspettavo nemmeno di rimanere così deluso! Dentro infatti a parte noi non c’è nessun altro cliente, ma soprattutto altro che bariste in bikini… Troviamo infatti soltanto una ragazza accovacciata su una sdraia, grassa, annoiata e vestita normalmente! Non può che venirmi istantaneamente alla mente la scena in cui Fantozzi, il Ragionier Filini ed il Geometra Calboni vanno all’Ippopotamo… http://www.youtube.com/watch?v=YLhPMdo3Lcs
Solo che il film è spettacolare mentre qua invece è solo tristissimo!! Altro che le aspettative!!
Oltretutto la ragazza grassa ed annoiata ci dice che non hanno nemmeno nulla da mangiare e così ci indirizza altrove; delusione!
Ci fermiamo quindi in una pizzeria li vicino ed almeno mangiamo un po’ decentemente.
Terminato il pranzo risaltiamo in bici alla bersagliera e pedaliamo ora verso ovest diretti al quartiere di Ballard. L’unica cosa scomoda è che per calcolare i percorsi devo continuamente consultare la mappa con i precorsi ciclabili. Alla fine questi sono sempre rettilinei e comodissimi da seguire, ma procedere sempre con la mappa in mano è abbastanza snervante.
Attraversiamo un’altra pacifica zona residenziale ed arriviamo casualmente nel punto più vivo del quartiere, dove sembra si stia tenendo una qualche esibizione. Troviamo infatti un sacco di gente ad assistere, con un ragazzo al microfono a fare da commentatore e musica hard rock sparata ad alto volume. Ci avviciniamo e scopriamo che stanno facendo un’esibizione di skateboard dentro alle apposite vasche!! Questa si che è una cosa davvero americana; stupendo!!
Tutti i ragazzi sono davvero bravissimi e si lanciano in esibizioni straordinarie! (Foto N° 233)
Rimarrei qua ad ammirarli per l’intero pomeriggio ma il programma di giornata è ancora lungo e dopo 5-10 minuti procediamo oltre, non senza dispiacere.
Diretti verso sud, arriviamo ora nella zona più commerciale di questo quartiere, lungo Ballard Ave.
Questa è un bel viale alberato in cui in alcuni punti è pavimentato con mattoncini rossi, davvero molto carina (foto N° 234). Qua i punti di visita più popolari sono la Tractor Tavern, Bop Street Records, Sunset Tavern e Hattie’s Hat. Troviamo anche un Guitar Emporium fantastico!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 08:21:23
Ho letto che questa zona è uno dei punti più caldi di Seattle per la vita notturna; in realtà secondo me questi locali sono frequentati prevalentemente da chi abita qui a Ballard, ma se solo avessi più tempo da trascorrere qui in città una serata ce la trascorrerei molto volentieri.
Pedaliamo ora su NW Market St verso ovest. Anche questa è segnata sulla mappa come percorso ciclabile ma è davvero trafficatissima e stavolta non mi sento molto al sicuro. Facciamo solamente un breve tratto comunque, giusto fino ad arrivare all’Hiram M Chittenden Locks, ovvero le chiuse di Ballard. Qua, sul braccio di mare che poi si immette nel Puget Sound, si trova una fish ladder, una struttura che consente ai salmoni di risalire la corrente in alcuni periodi dell’anno e quindi di depositare le uova ripopolando le acque del Lake Union (foto N° 235). Intorno alla chiusa c’è anche un piccolo ma grazioso parchetto, direi un ritrovo per anziani visto che non c’è nemmeno una persona che non abbia i capelli bianchi! Altro che i nostri bocciodromi comunque!
Ad intrattenere la gente c’è una band a cinque voci, tutti anziani ovviamente, che suona a cappella e sono davvero fantastici! (foto N° 236). Rimaniamo ad ascoltare la loro interpretazione di Stand By Me di John Lennon, davvero straordinaria! Soltanto però che ci ricordano troppo la band a cappella di Ted di Scrubs e la cosa ci fa morire dal ridere! http://www.youtube.com/watch?v=yMo_boi1Yw0
Un po’ isolato vediamo anche uno strano tipo che fa joga rimanendo in equilibrio sulla testa per non so quanto tempo! Ma non gli va il sangue alla testa!?!
Le chiuse sono visitabili ed attraverso una parete in vetro posta sotto il livello dell’acqua si possono vedere i salmoni che risalgono la corrente (foto N° 237). Cavolo ci sono dei pesci davvero enormi, alcuni poi sono praticamente grossi quanto un bambino! (foto N° 238).
Esperienza davvero interessante questa di vedere i pesci che risalgono la corrente, anche se l’atmosfera con queste luci verdi e questi salmoni enormi che ti passano praticamente a pochi centimetri è alquanto inquietante.
Risaliamo in bici diretti ora nel quartiere di Queen Anne. Questo quartiere tipicamente residenziale si trova nella parte a sud della città, subito a nord del Seattle Center. Attraversiamo il braccio di mare che divide la città in nord e sud passando sul Ballard Bridge sulla 15th Ave W ed arriviamo a Queen Anne. La 15th Ave è una strada con doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia, praticamente un’autostrada! È davvero stranissimo andare in autostrada in bicicletta, c’è l’apposita corsia ma a dir la verità non mi sento sicurissimo. Questo però solamente perché sono troppo abituato a quello che avviene in Italia, qua il pedone ed il ciclista sono sacri!
Guardando la mappa della zona di Queen Anne si ha l’impressione che i percorsi ciclabili siano tutti rettilinei e semplicissimi da trovare, in realtà le cose non stanno esattamente così. Prima di riuscire a trovare la strada giusta dobbiamo girare non poco e, come se non bastassero tutti i chilometri accumulati nelle gambe sino ad ora, questo quartiere è tutto in collina con delle salite davvero terribili! Praticamente come a San Francisco, forse un po’ più corte ma come pendenza le strade non sono da meno; terrificanti, ci succhiano ogni energia vitale che ancora ci rimane in corpo, mentre sento le cosce esplodermi.
Mi alzo sui pedali utilizzando la mia solita tattica, con Enea che scala al rapporto minimo e rimane immediatamente staccato di diverse decine di metri. Sento le gambe scoppiarmi, è una fatica terribile, la fine della salita laggiù in fondo però è come un miraggio che promette di alleviare i miei dolori e questo mi dà la forza necessaria per non mollare ed arrivare a scodellare la collina.
Sono devastato ma almeno adesso posso fermarmi un po’ a riposare aspettando che arrivi anche Enea.
La ragione principale per cui visitare questo quartiere, a parte le splendide abitazioni che vi si trovano, è la vista che si gode da quassù. Da Kerry Park, una piccola terrazza-osservatorio tra 3rd Ave W e W Highland Drive è il luogo migliore per ammirare il panorama, soprattutto al tramonto e di notte. Purtroppo non ci sono ancora i colori del crepuscolo, ma l’infinita vista sulla città sottostante che sia apre davanti ai nostri occhi è davvero splendida, è come un ripagarmi per le massacranti salite che abbiamo affrontato per arrivare sin qui. Peccato solo che io come fotografo sia irrimediabilmente negato e non riesco praticamente mai ad immortalare in uno scatto le sensazioni provate, ma almeno potete godervi una bella vista sui palazzi del Downtown con il solito meraviglioso Mount Rainier a fare da sfondo alla città (foto N° 239) Senza parole.
Rimaniamo qualche minuto a goderci la vista poi risaliamo in sella pedalando lungo W Highland Dr., splendido viale pacifico ed alberato lungo il quale sorgono bellissime abitazioni (foto N° 240).
Il nostro giro della giornata e di Seattle termina praticamente qui, non ci resta che tornare indietro e consegnare le bici. Abbiamo ancora un bel po’ di chilometri da affrontare, ma per fortuna la strada del ritorno è quasi tutta in discesa (foto N°241). Quella della foto comunque è niente, percorriamo anche un lunghissimo tratto di discesa dalla pendenza davvero accentuatissima e lungo la quale, da incosciente quale sono, mi lascio andare a tutta velocità! Non so davvero che velocità posso avere raggiunto, ho timore a sparare delle cifre, ma credetemi, il brivido e l’adrenalina che ne ricavo sono impagabili.
Le nostre bici sulla ruota anteriore hanno il freno a disco e, terminata la fase di frenatura al termine della discesa, avvicino la mano al disco curioso di sentire quanto si sia scaldato. Beh ragazzi, lo sento bollente anche a diversi centimetri di distanza!
Riattraversiamo il Fremont Bridge e quindi arriviamo al negozio dove riconsegniamo le bici a Sonnoi; incredibile, sta ancora sorridendo! Questo si che è davvero uno che ama ed è pienamente soddisfatto del suo lavoro! È davvero splendido vedere una persona così felice per quello che fa; è proprio vero che se la spassa a vedere la gente a spasso! Deve provare un godimento pazzesco mentre gli raccontiamo di tutto quello che abbiamo visitato, in pratica mezza città!
Sento le gambe ancora girare dopo tutti i chilometri macinati, una sensazione davvero stranissima!
Comunque è stato un piacere Sonnoi!
Riprendiamo l’autobus, godendoci finalmente un po’ di meritato riposo, quindi rientriamo a casa. Non senza essere prima passati dal 7 Eleven di fiducia per la cena ovviamente.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 08:22:31
La nostra visita a Seattle termina praticamente qui, ci rimane soltanto quest’ultima sera anche se la avverto più che altro come il prolungamento di un’avventura che in pratica è già finita.
Certo che anche oggi come giornata è stata davvero appagante, forse con meno picchi di emozioni rispetto alle precedenti, ma ogni giorno vissuto a Seattle è un giorno meraviglioso.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 05 Ottobre 2009, 11:11:43
wooowwww :) che spettacolo anche se un piccolo richiamo te lo devo fare...come me sul forum almeno una foto del guitar emporium dovevi scattarla :D a parte gli scherzi complimenti perchè mi hai rivelato una città che credo sia davvero una piccola gemma da scoprire


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Ottobre 2009, 11:42:57
Citazione
wooowwww :) che spettacolo anche se un piccolo richiamo te lo devo fare...come me sul forum almeno una foto del guitar emporium dovevi scattarla :D a parte gli scherzi complimenti perchè mi hai rivelato una città che credo sia davvero una piccola gemma da scoprire
Tranquillo, presto arriverà la foto del guitar emporium che conta davvero...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 05 Ottobre 2009, 11:45:10
yeahhhhhhhh :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 05 Ottobre 2009, 22:18:02
Non pensavo che Seattle fosse così carina...sarebbe proprio da visitare  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2009, 08:08:46
Ci prepariamo per la serata, ma prima il bollettino sulle mie condizioni fisiche...
Le gambe incredibilmente non fanno male dopo la lunga pedalata, la caviglia malandata è sempre molto gonfia, stazionaria ma sembra lentamente migliorare, ma la cosa incredibile è che sia io che Enea abbiamo la pelle piuttosto arrossata! Incredibile, ci siamo scottati a Seattle, nella Rain City!!
Penso che sia una cosa quasi storica, un’esperienza che di certo non capita a molti! Ad ogni modo mi spalmo la crema doposole miracolosa che avevo preso lo scorso anno a West Hollywood e domani mattina andrà già molto meglio.  
Domattina inizierà il viaggio vero e proprio, il viaggio on the road. Di solito facciamo sempre un giro davanti alla concessionaria per vedere bene dove si trova ed evitare quindi perdite di tempo inutili quando ritireremo l’auto, stavolta invece decidiamo di fare il sopralluogo con la street view di Google maps; comodissima, davvero una grande invenzione!
Mi spiace molto lasciare questa città ma ormai sono già proiettato verso l’inizio del viaggio (quanto mi fa sognare questa parola!) ed ho già l’adrenalina in circolo, non vedo l’ora di dare inizio a tutto ciò! Inoltre ho anche davvero voglia di iniziare a sentire il cd-colonna sonora che avevo preparato a casa e che ci accompagnerà lungo il nostro lunghissimo itinerario.
Scatto un po’ di foto assurde all’interno della stanza, fantasiose ma assurde, forse confuso dal fatto se è maggiore il dispiacere di lasciare questa città rivelatrice o se invece è più grande l’entusiasmo per l’avventura che andremo presto ad iniziare.
In preda a tutte queste considerazioni che mi scorrono veloci, infilo la camicia ed usciamo.
È una serata abbastanza inutile però, non abbiamo davvero lo spirito e l’entusiasmo per divertirci, ormai siamo proiettati verso quello che ci aspetta domani. La sveglia inoltre sarà abbastanza presto, per cui decidiamo di stare in zona Belltown come la sera precedente in modo da rientrare poi velocemente a casa.
È sabato sera e la First Ave è già gremita di gente che affolla i vari lounge. Passiamo anche dal Crocodile che per stasera sarebbe perfetto, ma c’è davvero pochissimo. Torniamo allora sulla First Ave facendo un paio di giri lungo la via osservando il movimento. Per stasera il posto migliore sembra essere il Del Rey (2332 1st Ave between Alaskan Way Viaduct & Battery St http://delreyseattle.com/) anche se c’è un po’ di fila per entrare. Ci mettiamo quindi in coda anche se ancora non possiamo nemmeno immaginare che vi rimarremo per ben un’ora prima di entrare! Il tempo comunque scorre veloce ed è anche interessante vedere il via vai di gente che ci scorre intorno. L’unica cosa che proprio non sopporto è quel nanerottolo grassottello del selezionatore all’ingresso del locale, un asiatico inutile ed inespressivo che non fa altro che ripetere continuamente e sempre con la stessa odiosa tonalità di voce “What’s up?” a chiunque gli chieda qualcosa! Al primo colpo non capisce mai ed ha sempre bisogno di farsi ripetere le cose, che schifo di persona!!
Dopo il buttafuori del Pink Elephant di NY che ripeteva continuamente “Step back” ci mancava adesso un What’s up!
Finalmente riusciamo ad entrare. Il locale è un lounge molto affollato e dall’atmosfera vitale, con  luci basse di tonalità rossastre in stile un po’ uno speakeasy. Scopriamo inoltre che sul retro c’è un’altra sala riservata alla zona disco. Anche questa è molto affollata ma è davvero molto bello come locale e ci sono anche un sacco di belle ragazze. Qua sembra quasi di essere in Inghilterra, con la moquette in terra naturalmente intrisa di chissà quanti miscugli di alcolici e quindi appiccicosissima.
Andiamo al bancone prendendoci una Pabst, l’ultima della nostra vacanza, che rimaniamo a bere appoggiati ad una parete in una zona un po’ meno caotica. Mentre osservo la gente passare ad un certo punto mi esplode sul volto un sorriso enorme quando vedo passare una ragazzona di colore che assomiglia un sacco a Rhonda di Road Trip, quella che dopo aver passato la notte con Kyle gli lascia in dono come ricordo i suoi enormi mutandoni leopardati!!
Che spettacolo, ci pensa Rhonda!!!
La serata fila via tranquilla ma rientriamo a casa comunque presto visto che domattina di alzeremo alla buon ora. È davvero malinconico il percorso verso casa, l’ultima passeggiata in questa città straordinaria.
Seattle ovviamente non può che rimanermi nel cuore. Sapevo che come città era carina, che gli Americani la apprezzano davvero molto e che la sua posizione sulla baia la caratterizza rendendo splendidi gli scenari, ma fino a quando non si inizia a visitarla non ci si può nemmeno lontanamente rendere conto di quanto sia effettivamente splendida. Ovviamente il mio giudizio è fortemente condizionato dal fattore musicale, dai locali in cui è stata fatta la storia dei Nirvana, dalla presenza di Kurt Cobain e dai luoghi dove ha trascorso i suoi ultimi giorni di vita. Visitare Seattle è per me inevitabilmente anche un viaggio musicale, un viaggio a ritroso nel tempo fino ad arrivare ai primi anni ’90, anche se però purtroppo posso soltanto provare ad immaginare quando dev’essere stata elettrizzante ed eccitante questa città a quei tempi. Certo poi c’è stata la morte di Kurt e l’eccessivo inflazionismo discografico legato alle band grunge, ma chi ha vissuto in questa città in quegli anni (o forse è meglio dire chi è sopravvissuto a questa città in quegli anni…) è stato parte di un movimento che forse è ormai irripetibile. Beati loro insomma.
Detto questo sono comunque certo che anche chi non ha nessun interesse musicale può benissimo apprezzare Seattle. Qua la vita è davvero perfetta, zero inquinamento, mezzi pubblici che funzionano alla perfezione, la vita all’aria aperta, una splendida baia, la possibilità di passare il week end in splendidi parchi, un downtown godibilissimo, etc.… insomma penso che il termine più appropriato per descrivere questa città sia che è perfetta.
E poi si sono lo Space Needle e l’Experience Music Project!
Siamo inoltre stati talmente fortunati da trovare sempre splendide giornate soleggiate neanche lontanamente preventivabili in partenza! Prima di partire controllavo costantemente la situazione meteorologica ed in effetti vedevo che spesso le previsioni meteo mettevano cielo grigio e temperature di sera nell’ordine dei 13 – 14 °C. Ed invece di sera uscivo in maglietta!
Certo sarebbe stato caratteristico conoscere anche la Rain City, ma rimanendo solamente per pochi giorni è stata davvero una fortuna aver trovato sempre delle giornate così belle. Se è vero che Seattle dispone solamente di 55 giorni di Sole all’anno, quattro di questi ce li siamo goduti anche noi!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2009, 08:09:36
Purtroppo la posizione della città, così lontana da tutte le altre mete più battute dai turisti europei, la rendono difficilmente inseribile anche in un viaggio della costa ovest degli Stati Uniti in quanto la California, e quindi San Francisco, Los Angeles, etc. è davvero lontanissima.
Difatti non ho visto nemmeno un Italiano in giro.
Quattro giorni di permanenza sono stati sufficienti per visitare velocemente praticamente tutta la città, ma certo almeno un giorno in più ci avrebbe fatto comodo; una bella settimana intera poi sarebbe stata perfetta.
Nella mia personale classifica delle città americane Seattle si piazza immediatamente alle spalle di New York, molto meglio di San Francisco (giudizio mio ovviamente) e persino di Boston che non credevo sarebbe mai stata superata da nessun altra. Ripeto, queste sono solo considerazioni mie per come sono fatto io, per i miei interessi e per i miei gusti. Los Angeles e Las Vegas invece non riesco a farle entrare in una qualche classifica, sono decisamente due mondi a parte.
Gli abitanti di Seattle forse non sono espansivi come quelli di New York o cordiali come quelli di Boston (praticamente tutti quelli che incrociavamo ci sorridevano!), forse sono un po’ più freddini, ma qua siamo in zone completamente diverse. Nel grande nord, terra tradizionalmente di boscaioli, è tutto completamente diverso ed ognuno se ne sta un po’ per i fatti suoi.

Sono le 12,45 am quando mi infilo sotto le coperte. Odio le frasi fatte e le dichiarazioni d’amore, certo però questa città me la porterò dentro ed avrò sempre un ricordo meraviglioso dei miei giorni trascorsi qui, anche se sono stati troppo pochi.
Le ore di sonno che ci separano dall’inizio della nuova giornata le avverto come un’inutile perdita di tempo, già ho l’adrenalina a mille e non vedo l’ora che faccia giorno per poter finalmente iniziare il vero viaggio, quello tutto on the road!  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 07 Ottobre 2009, 09:40:10
ed io nn vedo l'ora di poterlo leggere  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 07 Ottobre 2009, 18:10:05
e vaiii si parte :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: shop86 - 07 Ottobre 2009, 18:50:59
Ti seguo sempre, anche se in silenzio perchè ho poco tempo per scrivere; ribadisco che ci hai fatto scoprire una città sorprendente, secondo me è perfetta per anadrci a vivere e lavorare, molto più di tante altre blasonate città USA.

Chiudete le valige amici, si riparte!!! :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:10:59
Grazie come sempre ragazzi! Ecco che si riparte!  :D

Prima di tutto però una premessa. La prossima parte del racconto è davvero molto lunga, di solito quando scrivo così tanto divido sempre il racconto in due pezzi per non diventare noioso, ma stavolta, dato che questa giornata è stata di uno straordinario incredibile, spezzarla in due mi sembrava quasi un delitto. Decidete comunque voi, in base ai vostri impegni, se leggere il racconto per intero o in più parti.
Buona lettura!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:13:31
19/07/2009 Domenica – Aberdeen, Astoria, Cannon Beach, Portland.
Sveglia alle 6.30 am, mamma mia che giornata che sarà.
Fin da appena alzato sono carichissimo, ho l’adrenalina a mille e non vedo l’ora partire.
L’agenzia di noleggio auto purtroppo non aprirà che alle 8 am, ci alziamo comunque presto per approfittare per l’ultima volta dell’abbondandissima colazione in albergo; incredibile, anche a quest’ora ci sono dei Chelsea-boy!
Usciamo dalla sala colazione facendo scorta di mele da consumare durante il viaggio (alla fine non ne potrò più di mele!), chiudiamo le valige e ci facciamo chiamare un taxi che ci accompagni fino all’Hilton Hotel (1301 6th Ave). All’interno dell’albergo si trova l’agenzia National presso la quale abbiamo prenotato la nostra compact car. Arriviamo con un quarto d’ora in anticipo sull’apertura come da programma, in modo da essere i primi ad essere serviti e quindi partire il prima possibile.
Dopo il comodissimo e spaziosissimo monovolume dell’anno scorso, quest’anno ci capita una Chrysler Cruiser grigia chiara di come ce ne sono anche in Italia. Peccato, sono un po’ deluso, speravo in un auto più spaziosa dato tutti i bagagli che abbiamo ed avrei preferito una macchina che non avevo mai guidato per fare un’ulteriore esperienza (ci era già capitata questa macchina quando nel 2007 avevamo visitato Long Island a NY, ndr).
Speriamo almeno che consumi poco visto tutta la strada che faremo.
Finite tutte le procedure carichiamo la nostra roba e saliamo in auto, con io che mi metto al posto di guida.
Ci siamo davvero, che il viaggio abbia inizio!
Ormai guidare con il cambio automatico mi è diventato quasi naturale e mi trovo perfettamente a mio agio. L’unica cosa è che il navigatore per diversi minuti non riceve il segnale gps così uscire da Seattle si rivela piuttosto complicato. Per fortuna praticamente non c’è traffico.
Trovata finalmente la strada giusta possiamo allentare la tensione e goderci il viaggio in tutta tranquillità. Accendiamo la radio ed ascoltiamo per un po’ quanto propongono le radio locali. La prima canzone che passa è Poker Face di Lady Gaga che interpretiamo come un ottimo segno!
Cioè, non è certo il tipo di musica che ascoltiamo abitualmente, ma sono ormai mesi che fantastichiamo su quello che succederà nei club di Los Angeles quando metteranno questa canzone, ricordando ancora i balletti sensuali in cui si lanciavano le ragazze… Non vediamo l’ora di vedere cosa succederà quest’anno!
Dopo questo primo ottimo segnale ne arriva però uno purtroppo malaugurate, cioè Seven Nation Army dei White Stripes, il famoso e tutto italico Popopopopo che io proprio non sopporto!!
Mica sarà un segno che ci dice che lungo il viaggio incontreremo solo degli Italiani eh??!
Cambiamo stazione ovviamente e subito ci ritorna il buon umore con la splendida Jesus Don’t Want Me For A Sunbeam dei Nirvana, segno che il destino non ci è avverso ma anzi ci accompagnerà benevolmente. Ascoltiamo la radio per una ventina di minuti, constatando però di nuovo che le stazioni del New England sono le migliori.
Quando ormai siamo stabilmente sulla Interstate 5 che dovremo seguire per molti chilometri, inserisco il cd che avevo realizzato a casa e che ci avrebbe fatto da colonna sonora nei nostri spostamenti. Essendo il viaggio lunghissimo e suddiviso in parti anche molto diverse tra loro, quest’anno mi era venuto fuori un triplo album, con ciascuno dei tre cd da ascoltare in apposite fasi. Titolo dell’album “Going Up The Country (Come As You Are)”, la cui copertina è una mappa degli USA con visualizzato il percorso che percorreremo in aereo ed in macchina (foto N° 242, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/). In pratica attraverseremo tutti gli USA da Est ad Ovest (in aereo) e da Nord a Sud! (in macchina).
Le lettere stanno a significare le località che visiteremo (dalla A alla Y!), con il riepilogo stampato sul retro della copertina.
È con immenso entusiasmo che inserisco il primo disco, da ascoltare lungo il breve tragitto da Seattle ad Aberdeen, e così composto:
01. Summer of '69 – Brian Adams
02. Northern Star - Hole
03. Smells Like Teen Spirit – Nirvana
04. Rear View Mirror - Pearl Jam
05. Territorial Pissing - Nirvana
06. Better man - Pearl Jam
07. Times Like These - Foo Fighters
08. Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle - Nirvana
09. Be Yourself – Audioslave
10. Seattle - Brighton Port Authority
11. Nothing man - Pearl Jam
12. Spoonman – Soundgarden
13. Next Year - Foo Fighters
14. Rock Star - Hole
15. Come as You Are - Nirvana
16. Something In The Way – Nirvana

Brian Adams (di Vancouver, ndr) fa da apripista, giusto per ricordarci i giorni trascorsi in Canada, poi subito le altre tracce entrano perfettamente in tema con le zone grunge che stiamo attraversando. Faremo comunque in tempo ad ascoltare l’intero cd un paio di volte prima di arrivare a destinazione.
Il paesaggio scorre veloce, lo Stato di Washington è molto verde e la free way è sempre costeggiata da alti alberi. Molto rilassante come veduta. Immortaliamo anche il paesaggio in qualche video con sottofondo musicale, si comincia con la favolosa e sentitissima Be Yourself degli Audioslave http://www.youtube.com/watch?v=JdCfcjmxouo

To be yourself is all that you can do
To be yourself is all that you can do
To be yourself is all that you can do
To be yourself is all that you can do


La strada rimane sempre immersa nella natura e durante il tragitto incontriamo anche diverse splendide fattorie completamente isolate.
Realizziamo anche un video con la sognante Next Years dei Foo Fighters, più che altro un’utopia comunque…

I’ll be coming home next year
I’ll be coming home next year
I’ll be coming home next year…


Dopo un po’ ci fermiamo per fare rifornimento notando che i prezzi del carburante rispetto allo scorso anno sono quasi dimezzati ma rimangono comunque superiori a quelli di due anni fa ($ 30 – 2,759 $ al gallone per la regular, cioè $ 0,7289 al litro, cioè 0,52 € al litro con cambio Euro – Dollaro 1,40).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:16:40
Arriviamo ad Olympia, città nella quale vi ha vissuto anche Kut Cobain, ascoltando la scatenata Rock Star delle Hole, con Courteny Love che ci racconta un po’ di cose sulla vita in questa città.
Da qua il tragitto per Aberdeen è ormai breve, usciamo dalla I 5 prendendo la Hwy 12 verso est, con la strada che rimane sempre immersa nel verde (foto N° 243). Stare sulla strada attraversando questi bellissimi paesaggi ascoltando una colonna sonora adatta è fantastico!
Aberdeen è un paesino di circa 16.000 abitanti affacciato sulla Grays Harbor, baia che sfocia poi nell’Oceano Pacifico. Data la sua posizione è sempre stata una cittadina dove le attività principali sono legate all’industria della pesca, ma il vero motivo per cui è celebre è perché è la città nella quale è nato e cresciuto Kurt Cobain. Per questo è anche conosciuta come la Birthplace of Grunge.
Ancora oggi sono presenti tantissimi luoghi che per forza di cose sono legati a Kurt ed ovviamente con l’avvicinarci alla città il nostro contatto con lui si fa sempre più intenso.
Quando ormai mancano pochi chilometri è inevitabile selezionare dall’autoradio Come As You Are dei Nirvana http://www.youtube.com/watch?v=bOL5cpwTkes&feature=fvste3

Come as you are, as you were,
As I want you to be
As a friend, as a friend, as an old enemy.
Take your time, hurry up
The choice is yours, don't be late.
Take a rest, as a friend, as an old memoria
Memoria (x3)

Come dowsed in mud, soaked in bleach
As I want you to be
As a trend, as a friend, as an old memoria
Memoria (x3)

And I swear that I don't have a gun
No I don't have a gun (x2)

Memoria (x4)

And I swear that I don't have a gun
No I don't have a gun (x5)

 
Mi vengono quasi i brividi nel sentire questa canzone con la consapevolezza che tra poco andremo in giro nelle zone in cui è cresciuto Kurt, è davvero una sensazione indescrivibile ed intensissima. Riallacciamo quasi il contatto con Kurt che già avevamo sentito quando eravamo andati a casa sua a Seattle.
Arriviamo finalmente in paese trovando l’insegna di benvenuto con lo straordinario omaggio al suo cittadino più famoso (foto N° 244).
Saremo puramente, sinceramente e completamente noi stessi esattamente come siamo.
Arrivando ad Aberdeen la prima impressione su questo paese è che sia esattamente come tutti gli altri luoghi di passaggio negli USA, con la classica strada a due corsie per senso di marcia lungo la quale sorgono distributori e fast food (foto N° 245).
Questi paesi appaiono sempre un po’ distaccati, freddi, sembra quasi che qui la vita scorra indipendente da tutto quello che accade nel resto del mondo.
Questa sensazione di freddezza e distacco mi abbandona però subito dopo, quando arriviamo al Rosevear's Music Center (211 E Wishkah Street in Aberdeen, foto N° 246), negozio nel quale lo zio di Kurt comprò al nipote quattordicenne la sua prima chitarra!
Come si fanno a trovare le parole per descrivere lo straordinario entusiasmo che avvertiamo!?
In pratica si può dire che il grunge è cominciato qui, e sempre qui Kurt ha iniziato ad essere quello che poi è diventato, nel bene e nel male. È semplicemente stupefacente, impensabile!
Pensare che ascoltavo i dischi dei Nirvana senza sapere niente di tutto ciò che c’era dietro, di tutto il processo di formazione, ed adesso invece ora sono nel posto nel quale è stata acquistata la prima chitarra di Kurt! Davvero impensabile.
Essendo domenica purtroppo il negozio è chiuso e non mi rimane che scattare una foto solamente attraverso la vetrata (foto N° 247).  
Nei paraggi, tra E Wishkah St e S H St, si dovrebbe anche trovare una statua di Kurt che però non vediamo. Magari è all’interno del negozio di strumenti ma non mi sembra di vederla. Chiediamo ai passanti ma non ne sanno nulla.
Praticamente di fronte, attraversata la strada (413 E Wishkah www.myspace.com/starwarsstore), vediamo un negozio con l’insegna Star Wars Shop e con l’indicazione sulla vetrata Kurt Cobain Memorabilia, vi entriamo quindi in cerca di informazioni. In realtà su Kurt non c’è poi molto, giusto un sacco di cianfrusaglie, mentre su Star Wars c’è un intero mondo. Il simpatico vecchietto che gestisce il negozio ci accoglie calorosamente invitandoci a guardare pure con comodo quello che vogliamo. Dopo poco comunque usciamo.
Una sezione del museo di Aberdeen (111 East Third Street http://www.aberdeen-museum.org/kurt.htm) dovrebbe essere dedicata a Kurt ma oggi purtroppo ovviamente è chiuso. Nel sito linkcato però avevo trovato davvero un sacco di informazioni sui luoghi in cui ha vissuto e che ora ci apprestiamo a visitare.
In giro per il paese comunque, pur trovandoci ora sulla strada più commerciale, non c’è praticamente nessuno. Passiamo sulla parallela Market St., che è ancor più desolata (foto N° 248), dove all’angolo con la Broadway si trovava il Seafirst Bank Building, nel frattempo diventata Bank of America (foto N° 249). Qua il 23 Luglio 1985 Kurt è stato arrestato con l’accusa di vandalismo dopo essere stato colto mentre scriveva sul muro la scritta "Ain'T goT no how waTchamacalliT".
Il significato di questa frase è piuttosto confuso, dovrebbe essere un gergo che significa “I don't have the thing I can't think of the word for”. Chiarissima spiegazione, vero…
A poche decine di metri di distanza ci dovrebbe essere il Maria's Hair Design (107 S. M Street), parrucchiere nel quale lavorava la madre di Krist Novoselic (bassista dei Nirvana, ndr) che però non riusciamo a trovare. Probabile che l’edificio non esista più.
Purtroppo a Seattle non ero riuscito a prendere un fiore che mi servirà più avanti nel corso della giornata, così, non essendoci negozi aperti e comunque non vedendo nemmeno un fioraio, dopo varie ricerche tenendo sempre gli occhi ben aperti riesco a trovare ed a prendere un bel margheritone dal gambo lungo strappandolo da un’aiuola. É perfetto.
Passiamo quindi al 618 W Market Street, dove Kurt era stato di nuovo arrestato mentre girovagava sulla copertura di questo edificio al tempo abbandonato (foto N° 250).
Povero Kurt…
Iniziamo adesso con le cose un po’ più serie, passando dal 609 W Second Street, dove abitava Dale Crover del gruppo rock dei Melvins e dove nel 1983 Kurt veniva spesso ad esercitarsi (foto N° 251).
Incominciamo ad addentrarci nella zona residenziale di Aberdeen che è talmente pacifica da infondere quasi timore (foto N 252). Magari la mia è tutta suggestione dovuta alle storie sul grunge, ma sembra che all’interno di quelle abitazioni, dietro quell’apparenza di pacifica serenità, si nascondano storie strazianti ed angoscianti.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:18:48
In questa zona comunque, al 404 N. Michigan Street (foto N° 253), si trova l’appartamento nel quale Kurt era andato a vivere nel giugno del 1985, pagando l’affitto con il suo lavoro di bidello presso la Weatherwax High School (410 North G Street, Aberdeen, bruciata nel 2002). Si tratta di una casa bifamigliare, Kurt aveva affittato la parte con la porta d’ingresso situata sul lato lungo dell’abitazione.
Sembra non ci sia nessuno, così ne approfitto per farmi scattare una foto mentre prendo la maniglia di ingresso tra le mani come deve avere fatto Kurt centinaia di volte… Questo si che è stabilire un contatto!
Le sensazioni provate sono stranissime, esaltanti comunque. Mi sembra tutto così irreale, così incredibile. Il meglio comunque deve ancora arrivare, anzi questo è niente in confronto.
Passiamo ora al Lamont Shillinger Residence (408 W. First Street), dove Kurt era andato ad abitare nell’autunno del 1985 (foto N° 254)
Passiamo dalla graziosa Chiesa di Aberdeen (foto N° 255), così perfetta ma opprimente che forse potrebbe essere il miglior spot per rappresentare il paese, ed arriviamo quindi sulla E First Street (foto N° 256). Parcheggiamo la macchina in corrispondenza del civico 1210, l’abitazione nella quale, mamma mia, è cresciuto Kurt (foto N° 257).
Mi sembra davvero impossibile, sono davanti alla casa nella quale il leader dei Nirvana e del movimento grunge ha trascorso la sua infanzia! Mi sento davvero vicino a lui ed è straordinario!
L’abitazione comunque si trova in una tranquillissima ed angosciante zona residenziale distante solo poche decine di metri da un fitto bosco ed appare ora piuttosto decadente e forse inabitata.
Ovviamente filmo e scatto foto in tutte le direzioni possibili per avere sempre un ricordo nitido di questa zona. Rimaniamo per un po’ in silenzio, facendo solo vagare la mente ed i pensieri.
Dobbiamo presto ripartire però, la nostra giornata è ancora lunghissima.
Passiamo ora sulla E. Second Street, dove parcheggiamo l’auto (foto N° 258). Al 1000-1/2 si trova la prima abitazione nella quale Kurt è andato a vivere da solo il primo Settembre del 1986 (foto N° 259), anche se adesso appare in uno stato molto migliore rispetto allo sgangherato tugurio che era all’epoca. A quei tempi Kurt lavorava come manutentore part-time al Polynesian Inn Resort.
Passiamo quindi dal Grays Harbor Community Hospital (foto N° 260, 915 Anderson Dr), ospedale dove è nato Kurt il 20 Febbraio del 1967, dalla Robert Gray Elementary School (foto N° 261, 1516 N B St), scuola che ha frequentato nel 1972 e dalla abitazione nella quale viveva Krist Novoselic (foto N° 262, 1120 Fairfield Street). Davvero molto carina questa, così lontana dallo stile grunge che era difficile prevederlo.
A poche centinaia di metri da qui si trova il ponte di Young St. sul Wishkah River (foto N° 263), probabilmente il luogo più significativo ed importante di tutti. Sotto questo ponte (foto N° 264), lungo le fangose rive del fiume, vi ha abitato Kurt per un breve periodo dopo essere stato sbattuto fuori di casa dalla madre.
Probabilmente è da qui che tutto ha avuto inizio, forse è proprio qui che Kurt è poi diventato il Kurt che era. Il testo della canzone Something In The Way, traccia che chiude l’album Nevermind, è ispirata da questa sua esperienza quanto mai traumatica e significativa nella sua crescita.
Ai piedi del ponte troviamo un memoriale (foto N° 265) che introduce i visitatori, provenienti immagino da tutto il mondo, proprio in questa sua esperienza. Il cartello dice che Kurt ha immortalizzato il fiume con la sua canzone ed ora il fiume immortalizza lui rendendogli omaggio. Un terzo delle sue ceneri, una volta cremato, sono state sparse proprio in questo punto, che rappresenta pertanto una sorta di cimitero in cui andare a trovarlo rendendogli onore e rispetto.
Due anni dopo la sua morte i Nirvana hanno fatto uscire l’Album live From The Muddy Banks Of The Wiskhak, a testimonianza che è esattamente da qui che tutto è iniziato.
Tutto ciò è sconvolgente e l’atmosfera è irreale.
Sul retro del cartello, orientato verso il fiume, si trova una raffigurazione del volto di Kurt, quasi come se sorvegliasse le acque, con il testo di Something in The Way, forse la canzone dove si è maggiormente esposto alla gente (foto N° 266).
Ai piedi di questo si trova inoltre una sorta di lapide con raffigurato il volto di Kurt e qualche sua citazione (foto N° 267). Tutto davvero molto toccante.
Costeggiamo il fiume arrivando sotto il ponte, esattamente dove Kurt ha trascorso i suoi giorni.
Ora noi abbiamo la grande fortuna di avere trovato una splendida giornata soleggiata, ma immagino il grigiore, il freddo e l’umidità che ti perfora e ti entra fino nelle ossa e nell’anima che deve invece avere trovato lui per chissà quanti giorni. Probabilmente da qui giorni dev’essere scattato qualcosa in lui, forse una parte della sua anima era già morta qui; non ci sono abbastanza soldi, fama, celebrità e quant’altro che possano cancellare esperienze del genere soprattutto in chi ha poi dimostrato di avere un animo fragile.
Mi siedo un attimo lungo la riva sotto il ponte, per osservare quello che osservava anche lui (foto N° 268). Le nottate devono essere state davvero tremende, tra il gelo, gli animali di fiume, i rumori inquietanti ed i fiochi bagliori che arrivavano fin qui.
Probabilmente sarà tutta suggestione, ma questo è davvero il luogo in cui si avverte maggiormente la sua presenza, più ancora che a Seattle seduti sulla sua panchina, più ancora che nella casa in cui è cresciuto. Sono sicuro che se la sua anima potesse vagare ancora su questa terra se ne starebbe qui dove forse ha iniziato a morire.
Essere qui è incredibile e sconvolgente, ma per me è un dovuto riconoscimento ad una grande persona.
Alle nostre spalle si trova il basamento del ponte dove migliaia di ragazzi hanno lasciato il proprio saluto (foto N° 269). Anche noi ovviamente lasciamo il nostro scrivendo con un pennarello sulla trave; sempre molto semplice e sintetico, ma diretto e fatto col cuore.
Deposito a terra il margheritone strappato dall’aiuola; mi sento un po’ in colpa per non aver trovato di meglio, ma in fondo sono sicuro che Kurt apprezzerà molto più questo fiore semplice e vitale, anche se ormai un po’ appassito, piuttosto che una rigogliosa rosa o quant’altro appena comprato in un negozio. Perché lui era così, una persona semplice e vicina alla gente, quindi sono sicuro che apprezzerà maggiormente questo piccolo ma sentito gesto rispetto a qualsiasi altra cosa.
Rimaniamo per un po’ seduti in silenzio, come sempre immersi nei nostri pensieri.    


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:22:17
È tempo di andare, mi guardo intorno l’ultima volta cercando di memorizzare e di imprimere bene dentro di me tutte queste sensazioni provate, poi lancio un ultimo saluto; grazie di tutto Kurt.
Stavolta è davvero difficile staccarsi, qua non si sta abbandonando soltanto un luogo, è quasi come lasciare qui una persona ed è una cosa davvero sofferta. Brutta sensazione davvero.
Risaliamo in auto, la nostra immersione nel mondo di Kurt termina qui.
Mi sembra bello aver visitato prima i vari luoghi di Seattle e poi essere tornati alle sue origini, quando ancora non era un personaggio famoso e non poteva nemmeno immaginare quello che un giorno sarebbe diventato.
Si è già fatto molto più tardi di quanto era preventivato, ritorniamo verso il centro del paese giusto per fermarci in un fast food per prendere un hamburger e patatine. Non c’è tempo per fermarsi a mangiare, saliamo in macchina mangiando mentre guido.
Ancora non lo sapevamo ma da qui ha iniziato a venirmi il sospetto che questa sarebbe divenuta praticamente la normalità nel corso del nostro lungo viaggio.
Dato che si trova in direzione della nostra prossima meta ci fermiamo solo un attimo per scattare una foto alla Miller Junior High School  (foto N°270, 100 E Lindstrom St), altra scuola frequentata da Kurt.
Ci lasciamo Aberdeen alle spalle immettendoci sulla Hyw 101 che non molleremo quasi più fino ad Astoria.
Aberdeen mi lascia sensazioni decisamente contrastanti, anche se forse dovute alla suggestione. A prima vista appare sicuramente come una tranquillità località dove non ci sono problemi, la gente vive in pace e può infischiarsene del resto del mondo, della crisi, delle guerre, dei cambiamenti climatici… di tutto insomma. Sembra un mondo autosufficiente dove ognuno ha il proprio compito e per il resto vive pacificamente. Dietro però questa sua aria di serenità queste case sembrano nascondere segreti, uno stato di angoscia dal quale non si può scappare. Per un giovane un po’ ribelle e con tanta voglia di fare esperienze diverse com’è stato Kurt questo mondo dove non esiste nient’altro che le piccole attività di paese dev’essere stato decisamente opprimente, insostenibile. In un mondo dove esiste solamente la solita routine quotidiana e non ci sono praticamente luoghi per svagarsi penso sia normale chiudersi in casa e rifugiarsi nell’unica cosa che ti fa volare lontano di qui, cioè la musica.
Ripeto, probabilmente la mia è soltanto suggestione, ma penso che difficilmente ci sarebbe stato un Kurt Cobain se non fosse stato tanto influenzato nel bene e nel male da questo paese; Aberdeen è stata senz’altro la tappa più significativa per il suo processo di crescita come persona.

Percorriamo il tragitto tra Aberdeen ed Astoria in un’ora e mezza circa, passando dallo Stato di Washington all’Oregon, riascoltando il cd grunge.
Il Washington State mi lascia delle ottime impressioni, con la sua rigogliosa e splendida natura, anche se forse è davvero un po’ isolato rispetto al resto degli USA. Sarà forse questo uno dei motivi per cui è lo Stato di origine di numerosi serial killer?

Astoria non è soltanto però il primo paesino in ingresso all’Oregon, è anzi principalmente il paese in cui sono stati girati i film Un poliziotto alle elementari, Corto Circuito e soprattutto I Goonies!!
Per i ragazzi più o meno della mia generazione, soprattutto i Goonies ovviamente, sono veri e propri film cult ai quali non si può che essere legatissimi!!
Quante volte da ragazzino ho visto questo film?! Quante volte mi sono esaltato vedendo ed immedesimandomi nelle avventure di questi ragazzi?! La caccia al tesoro, il ritrovamento del veliero, il pozzo dei desideri… tutto quanto estremamente coinvolgente ed esaltante!!
Innanzitutto però devo ringraziare Andrea-C84 e Shop86 che durante la fase di pianificazione del viaggio mi avevano indicato questo paese segnalandomi alcuni link utili ed il fatto che qua era stato girato appunto I Goonies!
Sempre qui è inoltre stato filmato Free Willy, ma di questo non mi importa molto ed inoltre, anche se lo avevo visto, non me ne ricordo nemmeno.
A segnare il confine tra Washington ed Oregon in questa zona è il Columbia River, il secondo fiume più largo negli USA.
Da lontano iniziamo ad avvistare l’Astoria Bridge (foto N° 271), ponte sul fiume lungo 4,1 miglia, con le prime viste sui paesaggi dell’Oregon. Ci immettiamo sul bel ponte (foto N° 272) che è anche lo stesso che percorre N°5 in Corto Circuito braccato dai Camion della Nova http://www.youtube.com/watch?v=IIpokhrB3YU&feature=PlayList&p=0CF80C7C90046C54&playnext=1&playnext_from=PL&index=76 (al sec 20 circa); spettacolo!!
Arriviamo finalmente in Oregon e possiamo ora guadare la sponda sullo Stato di Washington dalla quale proveniamo (foto N° 273).
Ho già tutte le informazioni che ci possano servire per vistare i vari luoghi dei set cinematografici, ma ci fermiamo comunque un attimo al Visitor Center (111 W Marine Drive, Astoria) in caccia magari di qualche storico da poter poi inserire nella raccolta che al termine del viaggio.
Troviamo all’interno un simpatico vecchietto pronto a descriverci orgogliosamente le bellezze della sua cittadina. In realtà noi non abbiamo molto tempo per fermarci a chiacchierare solo che è talmente cortese ed entusiasta che mica possiamo essere così scortesi da andarcene subito. Ci dà un sacco di indicazioni che in realtà io già conosco, ma la sua allegria è contagiosa. Infine ci fa firmare il guest book e ci lascia con un giornale, il Welcome Visitor, sul quale si trovano tutte le indicazioni su cosa visitare in paese.
Purtroppo chi viene qui lo fa soprattutto per i Goonies, ma Astoria è splendida ed ho letto che ci sono anche alcune delle più belle dimore vittoriane al di fuori di San Francisco.
Leggo sul giornale che “Se hai bisogno di indicazioni chiedi ai locali, ti indirizzeranno con orgoglio!” Evidentemente allora sono tutti quanti i cittadini ad essere di carattere così ospitale!
Il tempo passa in fretta, ci dirigiamo subito al 197 di Hume Avenue, dove si trova la casa nella quale viveva Stephanie in Corto Circuito! (foto N° 274). Nel film potete vederla al link segnalato poco sopra al minuto 2. Che spettacolo!! Gran film!
È una bellissima casetta situata in collina, dalla quale si gode anche di una bella vista sull’Astoria Bridge.
Iniziamo però subito con le location dei Goonies recandoci alla Clatsop County Jail (foto N° 275, 732 Duane Street at 7th Street), la prigione dalla quale evade il tizio della  banda Fratelli giusto all’inizio del film con la mamma che sgomma e fila via! http://www.youtube.com/watch?v=LwSQFcrCWDI&feature=related
Che storia! Siamo veramente entrati nel film!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:26:07
Mi spiace ripetermi, però è davvero esaltante essere qui! Con tutte le volte che ho visto da ragazzino questo film (e prima di partire!) è straordinario essere adesso qua dove è stato girato!
Questo piccolo carcere è stato aperto nel 1914 chiudendo i battenti nel 1976 e si trova nella zona centrale di Astoria. Ovviamente scatto foto in ogni possibile direzione, davanti, dietro, di lato, in ogni dove! Ho letto che la nuova stazione di polizia si trova giusto dietro a questa pertanto non è molto consigliato sgommare ed andarsene a tutta birra per reinterpretare la scena iniziale…
Subito al di là della strada, attraversata la piazzetta dove abbiamo parcheggiato la macchina, si trova la  Flavel House (foto N° 276, 441 8th St, Astoria). Questa costruzione in stile tardo vittoriano del 1885 è l’edificio più famoso della città. Oggi è adibita a museo mentre nei Goonies era il Municipio di Astoria dove lavorava il padre dei due ragazzi, il Sig. Walsh!
Nel film comunque l’edificio viene ripreso frontalmente (foto N° 277). Fantastico!  
La cosa più incredibile non è tanto il poter ammirare gli edifici apparsi nel film, è proprio vedere il contesto in cui sono inseriti e tutto ciò che gli sta intorno! È questo che mi fa sentire proprio dentro al film!
La prossima tappa è il Bowling dal quale Chunk assiste all’inseguimento della polizia affacciato alla vetrata (foto N° 278). Possiamo non entrare?
Ovviamente no!
In un secondo siamo dentro! (foto N° 279) E’ davvero strepitoso poter ammirare tutto quello che c’è dietro le riprese!
Qua è stata girata una delle scene che probabilmente tutti noi ricordiamo più facilmente, cioè quella dove Chunk, esaltato dall’inseguimento della polizia, nella foga spiaccica il frappé contro il vetro… “Ohhhh cacchio…”
Ci dirigiamo quindi verso la vetrata in questione presso la quale si trova il bancone-bar. Ovviamente l’anziana barista ed un avventore intuiscono subito il motivo della nostra visita, del resto chissà quanta gente è passata di qui proprio per questo, così mi indica un foglio appeso al muro con il fotogramma della scena di Ckunk! Che grande!
Potrò mai esimermi dal reinterpretale la mitica scena?! Ovviamente no!
“Guardate, un inseguimento della polizia… Proiettili veri!!” (foto N° 280, stesso link di prima, minuto 2,54)       
Questo è entrare nel film!!
Passiamo quindi dall’Astoria High school football field (foto N° 281, 1792 Marine Dr at 18th St, un blocco a sud del Maritime Museum), che è ancora esattamente identico a come era nel film, anche se non riesco a scattare una foto con la stessa inquadratura visto che il campo è recintato (stesso filmato, minuto 1,40).
Risaliamo in auto dirigendoci verso la prossima location ed incontrando lungo il percorso il bel cartello di benvenuto ad Astoria (foto N° 282).
Ci immettiamo quindi su Franklin Ave (foto N° 283), pacifica strada che sale verso le colline, fino ad arrivare al civico 3550 dove si trova la scuola di Un poliziotto alle elementari (Kindergarten Cop, ndr). Che gran film anche questo! (foto N° 284, http://www.youtube.com/watch?v=UYZGgbP3PKY  al minuto 2,19 e 9,13).
Chi è che non ricorda questa scena… http://www.youtube.com/watch?v=q1N29j8CuOk
Da morire dal ridere!
Anche qua è davvero bello poter apprezzare tutto ciò che sta intorno alla scuola, tra l’altro infondo alla via si scorge anche una bella visuale sull’Astoria Bridge (foto N° 285).
Ok, inutile continuare a girarci intorno, è arrivato il momento, il momento di andare sul luogo che ci ha spinto maggiormente a venire fin qui e quello che sono sicuro anche voi volete vedere.
Arriviamo quindi sulla 38th St. lasciando la macchina in strada a bordo del marciapiede.
Come scendiamo dalla macchina incamminandoci lungo la strada, sento un signore dalla casa di fianco intento a fare dei lavoretti di manutenzione che ci dice qualcosa che però in principio non capisco. Ci penso giusto un paio di secondi ed intuisco che ci ha detto “You find it!”
Yeah!
Siamo finalmente arrivati alla casa dei Goonies, che dalla strada riusciamo già ad intravedere! (foto N° 286, 368 -38th Street, Astoria).
Per raggiungere la casa ci incamminiamo lungo una stradina ghiaiata privata (foto N° 287) dove i fan sono i benvenuti ma non possono accedere auto, come indica anche un cartello.
Ancora pochi passi e finalmente ci siamo! (foto N° 288 e 289).
Eccomi qua, catapultato in un baleno nel 1985!! http://www.youtube.com/watch?v=D_UsDrreJeo&feature=related
Ovviamente siamo emozionantissimi, è pazzesco, davvero fantastico!! Quante volte abbiamo visto e rivisto questo film, senza mai stancarci ma anzi appassionandoci ogni volta sempre più!!
Troppo, troppo bello!
Inutile dire che scatto foto in tutte le direzioni possibili immaginabili, vero?! Ci pensate a come dev’essere abitare nella casa dei Goonies?!?!
La recinzione che si vede nel film era stata fatta solo per il periodo di produzione, però girando le spalle troviamo davvero anche la casa di Data! (foto N° 290)
Quanto sarebbe bello lanciarsi con la carrucola e volare da una casa all’altra come faceva lui nel film!!
Come ammirato anche in tv, da qua si gode di una bella vista sul Columbia River e sull’Astoria Bridge (foto N° 291).
Rimaniamo per un buon quarto d’ora a ridere e scherzare sentendoci pienamente parte del film. Che bella sensazione!
Risaliamo in auto, le località dei Goonies non sono ancora finite! Solo mi spiace che il pozzo dei desideri non esista, ma non mi posso certo lamentare.
Passiamo dall’Astoria High School (foto N° 292, 1001 W Marine Dr, Astoria) che si vede in Corto Circuito, poi lasciamo il centro del paese andando verso sud.
Astoria si è rivelata davvero una cittadina bellissima, a parte le location cinematografiche è un paesino davvero grazioso con splendide abitazioni costruite ai margini delle colline. Da vedere ci sarebbe anche l’Astoria Column, colonna con terrazzo panoramico alta 125 piedi e situata nel bel mezzo del parco cittadino. Appare anche in tutti i film girati in città, ma purtroppo il tempo inizia già a scarseggiare e passiamo oltre.
Prima di lasciare il paese andiamo su West Marine Drive, strada costiera lungo la baia a sud, dove al numero 738 ci dovrebbe essere il Bayview Motel, il quartier generale di John Kimble (Schwarzenegger, ndr) e della sua partner in Un poliziotto alle elementari (http://www.youtube.com/watch?v=UYZGgbP3PKY minuto 1,33).
Purtroppo passandoci in macchina stranamente non rischiamo a vederlo, ma guardando ora con la street view l’ho trovato subito.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:27:32
Ok, lasciamo definitivamente Astoria diretti ora verso sud a Cannon Beach.
Facendo una breve deviazione potremmo passare anche dal Fort Stevens State Park, dove ho letto che sulla spiaggia c’è il relitto di un veliero inglese. Sarebbe fantastico andarci ma il tempo stringe davvero e ci “accontentiamo” di quel che riusciamo a fare.
Seguiamo la Hwy 101 passando da Seaside, un grazioso paesino, ed usciamo in prossimità dell’Ecola State Park. L’ingresso a questo parco è a pagamento, ma prima di arrivare al casello in cui pagare si percorre una lunga strada che attraversa il bosco e dalla quale si ha una fantastica vista sulla costa dell’Oregon sul Pacifico (foto N° 293); di una bellezza accecante, disarmante!
Il bosco poi è talmente fitto che la temperatura cala di diversi gradi. Questa però è soprattutto la strada che i Goonies percorrono in bicicletta fino poi ad arrivare al ristorante in cui si rifugiano i componenti della banda Fratelli! Trovare il punto esatto che si ammira nel film è davvero difficile, comunque scatto diverse foto giusto per rendere l’idea (foto N° 294); fantastico!
L’Oregon già mi piace un casino, anzi se fossi di questi parti sarei davvero fiero della straordinaria bellezza del mio Stato! Inoltre le rocce nella mio foto N° 293 sono quelle che si vedono nel film quando i ragazzi risalgono la montagna con le biciclette alla ricerca del tesoro! (http://www.youtube.com/watch?v=8Tpr1_VpEvU&feature=related anche se in tedesco credo!) Purtroppo il ristorante invece in realtà non esiste, era stato costruito all’interno dell’Ecola State Park ma abbattuto subito dopo terminate le riprese; peccato.
Arriviamo fino al casello in cui pagare poi torniamo indietro.
Entriamo in paese a Cannon Beach girando sulla sua Hemlock St, la strada con gli esercizi commerciali (foto N° 295). Questo paesino piccolo, tranquillo e con splendide casette in legno, è davvero una meraviglia, una sorta di piccolo gioiello lungo la costa dell’Oregon; davvero fantastico! Troviamo anche uno splendido negozio di aquiloni!
È tempo di scendere in spiaggia, la spiaggia che i Goonies vedono dall’alto sullo strapiombo. Parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo.
Dire che questa spiaggia è meravigliosamente incantevole sarebbe comunque molto riduttivo.
Lo scorso anno avevamo visitato diverse spiagge californiane, però credo che il paragone rispetto a questa sia davvero difficile. Pur essendo domenica pomeriggio in spiaggia, che è davvero molto ampia, ci sono pochissime persone e questo, insieme ad alcuni grandi massi rocciosi che si trovano al largo, contribuisce a rendere il suo aspetto ancora più naturale, incontaminato, quasi selvaggio. La costa dell’Oregon è anche una zona di passaggio per le balene che risalgono verso l’Alaska, anche se il periodo migliore per gli avvistamenti è l’autunno. Da molte località costiere organizzano apposite escursioni in mare per vederle.
Dal mare risale una brezza davvero fresca, per fortuna c’è un bel Sole a riscaldare l’ambiente altrimenti ci sarebbe freddo in maglietta a maniche corte.
Alcuni ragazzi fanno jogging, altri invece portano a spasso il cane sul bagnasciuga, ma in acqua naturalmente non c’è nessuno. Immergo le mani giusto per provare la sensazione di toccare l’acqua del Pacifico in Oregon e la sento davvero fredda.
I punti di vista più fotografati in spiaggia sono il Tillamook Rock Lighouse, faro del 1879 in mezzo al mare ad 1 km dalla costa in corrispondenza dell’Ecola State Park, ma soprattutto l’Haystack Rock, un enorme monolito alto 71 metri (sul quale è vietato arrampicarsi).
Ci incamminiamo proprio in direzione di questo con l’intenzione di raggiungerlo. Passeggiare sulla spiaggia in questo clima così naturale è davvero meraviglioso, con i cani che possono correre liberamente ed i gabbiani che volano a bassa quota indisturbati (la spiaggia è tappezzata di loro orme!); è una sensazione quasi irreale, troppo serena, meravigliosa (foto N° 296, 297, 298).
L’Haystack Rock, pur apparendo vicino, si rivela molto più lontano di quanto sembrava e per raggiungerlo impieghiamo una ventina di minuti abbondanti. Certo la passeggiata è gratificante oltre ogni misura, e con la luce che inizia ad essere più tenue per via del Sole che comincia a calare, l’atmosfera è ancor più magica (foto N° 299, 300, 301, 302). Persino io stavolta riesco a scattare delle belle foto anche se il merito è esclusivamente del paesaggio!
Poche ore che vi sono arrivato e sono già perdutamente innamorato dell’Oregon! É una terra davvero straordinaria e se abitassi qua ne sarei davvero fiero!
Con la nostra passeggiata siamo arrivati fino a Tolovana Beach; sarebbe straordinario ora poter rimanere seduti in silenzio ad osservare il Sole cadere nel mare ascoltando soltanto le onde ed i gabbiani, ma purtroppo, come sempre, il tempo scorre inesorabilmente e Portland è ancora lontana.
Qua c’è un bellissimo filmato della spiaggia realizzato proprio al tramonto http://www.youtube.com/watch?v=IyDqYU6k6gI&feature=related
Ritorniamo sui nostri passi notando che in un’oretta la marea è cresciuto davvero moltissimo e dove prima c’era la spiaggia questa è stata ora inghiottita dal mare (foto N° 303 e 304).
Straordinario, meraviglioso, incantevole; non mi vengono altre parole per descrivere la selvaggia bellezza di questo luogo e della sua atmosfera.
Sarebbe davvero straordinario poter percorrere in auto tutta la costa del Pacifico dall’Oregon fino a scendere nella Southern California!
Peccato veramente che abbiamo potuto dedicare a questa zona soltanto poche ore, tra la visita alle spiagge ed un’escursione nell’Ecole State Park si trascorrerebbe una giornata indimenticabile!
Pensate invece che utopisticamente avevo inserito nel programma di questa giornata anche le Multnomah Falls e se proprio c’era il tempo anche le Wahkeenah Falls (entrambe una sessantina di km ad est di Portland), ma sapevo che non ci sarebbe stata alcuna speranza per riuscire a vederle. Peccato davvero perché soprattutto le Multnomah Falls sono davvero molto belle. Per intenderci queste sono le cascate che si vedono in Twilight, film del quale evito ogni commento ma che avevo visto (in inglese almeno!) soltanto perché è ambientato in zone che avremmo attraversato durante il viaggio.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Ottobre 2009, 08:28:42
La spiaggia di Cannon Beach è molto simile a quella della scena finale dei Goonies http://www.youtube.com/watch?v=EbGoHqQF_xg&feature=related ma in realtà questa scena è girata nella Goat Rock State Beach, in California.
Il nostro tuffo nel 1985 sui luoghi dei Goonies termina praticamente qui, è tempo di rimettersi in marcia. Se ci fosse qualcuno interessato ad avere altre informazioni in proposito ai Goonies o vedere qualche filmato davvero fantastico vi segnalo questi link
http://www.youtube.com/watch?v=wHKIMThCxbI&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=iIseqfg77oA&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=_euinI3iXDQ
http://xoomer.virgilio.it/dflamign/goonies.html
http://xoomer.virgilio.it/dflamign/viaggiadastoria.html
http://xoomer.virgilio.it/dflamign/theitaliangoonie.html
http://www.thegoonies.org/  

Prima di risalire in auto facciamo un breve giro su Hemlock St. facendoci tentare da un ristorante dove fanno un fish and chips dall’odore prelibato, ma non c’è proprio tempo per fermarsi per cena.
Risaliamo in auto ma uscire da Cannon Beach si rivela piuttosto complicato; il navigatore ci manda sempre in strade sterrate senza uscita intorno alle quali si trovano abitazioni in legno davvero splendide, così alla fine ci arrangiamo da soli andando ad orientamento.
Con Cannon Beach, dopo Aberdeen ed Astoria, termina la prima fase del viaggio. Si chiudono definitivamente il periodo grunge ed anche i tuffi nel passato con i film e si pensa alle prossime tappe.
Portland dista circa 120 km, è ora di inserire il secondo cd da Going Up The Country, da ascoltare da Aberdeen a Los Angeles (anche se iniziamo a sentirlo soltanto dopo Cannon Beach):

01. Going Up The Country - Canned Heat
02. The Heinrich Maneuver - Interpol
03. Sons And Daughters - The Decemberists
04. Caring Is Creepy - The Shins
05. The Engine Driver - The Decemberists
06. The Crane Wife 3 - The Decemberists
07. New Slang - The Shins
08. Portland, Oregon - Loretta Lynn & Jack White
09. Lucky Labrador Official Song (Canzone Pub di Portland)
10. California Waiting – Kings Of Leon
11. San Francisco - Scott McKenzie
12. Seaside – The Kooks
13. Santa Cruz  (You're Not That Far) – The Thrills
14. Big Sur - The Thrills
15. Fun Fun Fun - Beach Boys
16. Surf Wax America - Weezer
17. Wouldn't It Be Nice - Beach Boys
18. People Are Strange - The Doors
19. Boulevard of Broken Dreams – Green Day
20. The End - The Doors

Le strade che percorriamo continuano ad essere sempre molto suggestive e circondate dai boschi (foto N° 305), con la colonna sonora  che è davvero perfetta per questi ambienti.
Ci fermiamo soltanto per fare benzina ($ 30 – 2,699 $ al gallone) e per acquistare un paio di panini, da mangiare naturalmente in viaggio, nel piccolissimo store della stazione di servizio. Che tristezza, almeno a Seattle li scaldavamo con il microonde, qua invece sono freddi di frigo! Almeno però troviamo anche la squisitezza nonostante non sia un 7 Eleven!
Arriviamo a Portland ma siccome il nostro motel (Portland Pensione: 109 NE San Rafael St., Portland, Oregon. www.portlandpensione.com) è un po’ fuori dal centro, riusciamo ad avere una prima visione dello skyline cittadino. Portland ci appare come una città piuttosto piccola, semplice, tranquilla e carina; vedremo.
Arriviamo al motel che sono le 9.40 pm dopo aver percorso in giornata un totale di 323 miglia (517 km). Facciamo il check in accolti da un’allegrissima e davvero molto ospitale anziana signora alla quale avevamo inviato una e-mail un paio di giorni fa per avvisare che saremmo arrivati tardi. Il motel è un po’ vecchiotto ed il paragone con quello di Seattle non regge proprio, ma la stanza, nonostante odori un po’ di chiuso, è molto ampia e con un buon bagno; perfetta!  
Dopo tutto quello che abbiamo fatto oggi quello che ci vuole ora è proprio una bella e rilassante doccia; ragazzi che giornata incredibile che è stata!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 08 Ottobre 2009, 08:45:49
INVIDIAAAAAA!!!!! ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 08 Ottobre 2009, 18:54:54
wowwwwwwwwwwww :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: caipiroska - 08 Ottobre 2009, 23:39:15
caro Luca....sei davvero bravo!!!

(io ti leggo ogni tanto....almeno non mi freghi con la tua suspence!!!!! ;) )


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 09 Ottobre 2009, 08:01:34
Citazione
caro Luca....sei davvero bravo!!!

(io ti leggo ogni tanto....almeno non mi freghi con la tua suspence!!!!! ;) )
Bella questa!  :D :D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 09 Ottobre 2009, 09:31:38
Come sempre... complimentisssimi Luca


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: shop86 - 09 Ottobre 2009, 12:01:12
Che dirti caro Luca, quando ho letto che passavi per Astoria sono sobbalzato sulla sedia e non potevo non leggere tutto. Non credevo che ci saresti passato e ti ringrazio per averlo fatto e per avermi ringraziato, mi hai fatto un immenso regalo e per tutti coloro che adorano quei film. Non ricordavo del film Corto Circuito, che storia quanti ricordi e che tenerezza mi faceva...
E' incredibile come Astoria si sia preservata nel tempo e sia rimasta intatta nei suoi aspetti più caratteristici; pazzeschi gli scenari del film!!! Stavolta per me entri nel mito con la scena di Chunk appoggiato al vetro!!! Ti mancava soltanto il frullato e il panino  ;D
Poi la foto nel bosco, è proprio il punto in cui i ragazzi si fermano con la mappa e individuano gli scogli sulla costa e Chunk affaticato dice: "Nessuno ha una cioccolata? Un croccante?"
Sapevo che l'Oregon fosse uno stato incontaminato e legato alla tutela dell'ambiente e delle sue bellezze, te lo dissi anche prima di partire; un giorno ci andrò...è magnifico!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 08:08:40
Riprendo il mio racconto dopo una lunga pausa dovuta a problemi con il mio pc di casa  :'(
Riepilogando eravamo arrivati a Portland ormai di sera dopo essere partiti in auto da Seattle ed aver visitato Aberdeen (Kurt Cobain), Astoria (The Goonies) e Cannon Beach (The Goonies).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 08:11:03
È ormai tardi e veniamo da un lungo ed emozionante viaggio, ma potremo mai stare a casa stasera ed andare a letto presto? Certo che no!
Siamo appena arrivati a Portland ed abbiamo già una gran voglia di visitarla!
Oggi ho anche potuto riposare la caviglia visto che di strada a piedi ne abbiamo fatta pochissima, ed in effetti inizia a migliorare.
Infilo una maglietta ed usciamo. È una splendida serata serena, l’aria è leggera e la temperatura è perfetta, sui 20 °C circa. Mi sembra davvero impossibile che anche qui continui ad andarci così bene come condizioni meteo.
Il nostro motel si trova in una tranquillissima zona residenziale ad est del Downtown, oltre il Willamette River, e lungo la nostra strada completamente buia non circola nemmeno una macchina, così come in tutte le stradine adiacenti. Andiamo a piedi facendo una passeggiata, il centro città è distante solamente poco più di un chilometro.
È stranissimo iniziare a visitare una città di notte, ma siamo carichi di entusiasmo per la splendida giornata trascorsa e non vedo l’ora di avere un primo assaggio di Portland. Non che da questa città mi aspetti granché, del resto abbiamo deciso di visitarla giusto perché capitava lungo il tragitto tra Seattle e la California, ma sono comunque incuriosito.
Innanzitutto però una breve introduzione è come sempre d’obbligo. Faccio sempre dei copia / incolla da varie fonti, principalmente Wikipedia. Ovviamente se non siete interessati potete saltare.

Portland, gemellata con Bologna (!!!), è una città nello Stato dell'Oregon, il Beaver State (Stato dei castori, Capitale Salem), con 576.000 abitanti, 2.100.000 comprendendo anche la sua area metropolitana. È rinomata per i suoi microbirrifici e le microdistelerie, ma è soprattutto nota come "The City of Roses" con i suoi molti roseti (a causa del particolare clima che favorisce appunto la crescita delle rose). L'Oregon è considerato lo Stato più verde degli Stati Uniti ed è famoso per le foreste, l’Oregon Trail, il riciclaggio di materiali (bottle bill), la Nike (nata ad Eugene) e la Intel. Gli acquisti di abbigliamento in Oregon sono tutti Tax free. In Oregon ci sono oltre 7.000 ponti, di cui 53 coperti, e 17 Ghost Town. Nello stato c’è una produzione vinicola di qualità. Ci sono inoltre 230 National parks ed è uno dei più ricchi siti fossili del mondo. A Portland le temperature in Luglio raggiungono i 27 °C come massima e 14 °C come minima.
Intel è l’azienda che da maggiormente lavoro con 14.000 dipendenti. Nell’area metropolitana ci sono inoltre più di 1.200 compagnie tecnologiche, con l’alta densità di queste che hanno portato il soprannome di Silicon Forest, in riferimento all’abbondanza di piante e tecnologia in questa regione.
In città ci sono 28 birrifici, rendendola una delle capitali mondiali della birra. Ho letto che non bisogna mai avere timore di chiedere in proposito, i residenti amano parlare della loro birra.
I personaggi più famosi che risiedono in città sono Meredith Brooks, (cantante), The Decemberists (band musicale), e i The Shins, band originaria del New Mexico che però ha preso base a Portland.

La città è divisa praticamente in quattro quadranti, NW – SW – NE – SE (North West, South West, North East, South East). Il Willamette river taglia verticalmente Portland dividendola in East and West, mentre Burnside St segna il confine tra North and South. Quello che si può definire “centro città” si trova nella zona ovest con il Downtown nella zona SW.
Io avevo scelto di alloggiare nella zona NE in quanto arrivando con la macchina il parcheggio nella zona ovest sarebbe stato un problema. Siamo comunque vicinissimi.
Le mappe si possono scaricare dal sito del visitor center, perlomeno della zona ovest, per la zona est non c’è alternativa a Google Maps.
Come e anche più che a Seattle i trasporti pubblici nella zona centrale e marginalmente anche in quella ad est sono tutti gratuiti (fareless square). Il Portland streetcar (http://www.portlandstreetcar.org  tram gratuito) collega i quartieri di Northwest con il Downtown, mentre MAX Light Rail (http://www.trimet.org/max/index.htm), sistema di metropolitana leggera (gratuita) della Tri-Met, fa il servizio tra il centro città,  il southwest e l’aeroporto (biglietto urbano “zona 3” - $ 1,55 – 40 min). Autobus www.trimet.org Nella Fareless square le corse su tutti i mezzi sono gratuite, all’esterno costano da $ 1,30 a $ 1,60.  La metropolitana a Portland ha 3 linee, rossa, gialla e verde. In ogni caso se si visitano soltanto le zone centrali non c’è bisogno di trasporti in quanto la città è piuttosto contenuta come dimensioni.

Inoltre anche stavolta facebook mi aveva fornito interessanti spunti per capire un po’ gli abitanti dell’Oregon con una bella lista di cose (ne riporto soltanto qualcuna, non traduco perchè mi sembra sempre abbastanza semplice)
YOU KNOW YOU’RE FROM OREGON WHEN
- You love the smell of rain.
- You listen to Kink FM 102 (http://www.kink.fm/).
- You say "pop" instead of "soda." (Soda in USA sarebbe tipo la nostra Lemon Soda).
-You smile at people you don't know as you walk by them on the sidewalk.
- You think people who use umbrellas are either wimps (rammolliti) or people from California.
- Driving is better in the winter because almost everybody stays home.
- You think sexy lingerie is tube socks and flannel pajamas (fantastica!)
- You find a wallet with $500 and give it back to the owner.
- You know that Kindergarten Cop (Un Poliziotto alle elementary, ndr) and The Goonies were filmed in Astoria and Cannon Beach, respectively.
- You love The Shins... because they live here
- You love The Decemberists.... because they are from here and live here.

Queste liste sono davvero fantastiche! Spero di non aver annoiato troppo ma un po’ di info iniziali secondo me sono sempre necessarie. Torniamo ora al racconto.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 08:13:58
Attraversiamo il Willamette River sul Broadway Bridge, un bel ponte con struttura metallica rossa. Da qua si può ammirare lo skyline cittadino anche se dal lato del ponte in cui attraversiamo il fiume abbiamo la vista disturbata dalla sua struttura. Da qua però abbiamo una buona visuale del fiume verso nord e sul Fremont Bridge (foto N° 306, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/)
Già da qui Portland mi lancia segnali positivi, sembra una città con graziosi grattacieli ma molto pacifica, a misura d’uomo.
Terminato l’attraversamento del fiume ci ritroviamo nella zona nord del centro cittadino, nel Pearl District. Di questa zona avevo letto che era una ex area industriale ora trasformata in area residenziale stracolma di loft eleganti e costosissimi, oltre che di  ristoranti eleganti.
In giro non c’è anima viva, ma in effetti notiamo subito la straordinaria armoniosità della zona. I marciapiedi sono sapientemente illuminati da lampioni lavorati, in stile come fossero lampade a gas, ed appesi ci sono delle ceste di fiori fioriti e freschissimi. È anche verissimo che tutti gli edifici sono degli eleganti loft dall’aspetto moderno e davvero gradevole! Appaiono molto diversi dai loft Newyorkesi di Soho, qua le costruzioni per lo più sono di recente costruzione, sono pulite, ordinate, precise, perfette!
Giriamo un po’ a zig zag tra le vie trovando sempre conferme positive per questo bel quartiere. Ovviamente però oltre che andare in giro c’è anche da pensare alla serata, del resto mi conoscete, ed anche per Portland mi ero già segnato diversi locali. Non che mi aspettassi una città nella quale lanciarsi in notti folli, però è interessante vedere anche qui che cosa combina la gente.
Passiamo così dal BridgePort (1313 NW Marshall St btw NW 13rd e NW 14th St http://www.bridgeportbrew.com/ sito internet fantastico!!), il più antico microbirrificio, di cui ho letto che è molto frequentato dalle band! Ho inoltre letto che tra le birre sono davvero da provare la Black Strap Stout o la Blue Heron, fiore all’occhiello dell’azienda.
Vi arriviamo davanti trovando un locale a dir poco splendido! (foto N° 307). Dall’esterno non sembra per nulla un edificio di vecchia costruzione, ma al suo interno è tutto in mattoni rossi faccia a vista e travi in legno! Inoltre si sviluppa su ben tre piani, davvero enorme e fantastico; peccato solo che sia chiuso! Le sedie sono addirittura riposte sui tavoli dall’ottimo design. Scatto qualche altra bella foto mossa anche all’interno e ci allontaniamo con la spiacevole consapevolezza di esserci persi un’occasione. In città comunque ci devono essere degli architetti davvero bravi e dei grandi illuminotecnici.
Per trovare altri locali, perlomeno di quelli che ho segnato, dobbiamo andare ora più a sud, così ci in camminiamo zigzagando tra le vie del Pearl District per vedere qua e là.
Non riesco davvero a crederci ma Portland si rivela una sorpresa oltre ogni misura! Da questa città non avevo grosse pretese, avevo anche cambiato parere in merito più volte e non sapevo proprio cosa aspettarmi, ma di sicuro non credevo di vedere una città così straordinariamente curata in ogni minimo dettaglio! Durante il nostro cammino, pur non trovando praticamente mai nessuno in giro, più volte rimaniamo piacevolmente sorpresi nell’ammirare le vetrine dei negozi. Questi sono stati concepiti ed arredati con un design davvero straordinario! Tutti quanti sono ricavati in ampi loft, manco a dirlo curati alla perfezione in ogni minimo dettaglio!
Altro che bravi architetti, qua ci sono dei veri e propri genii!!
Tra i miei preferiti ci sono senz’altro il Lizard Lounge (foto N° 308, 1323 NW Irving St http://www.lizardloungepdx.com/), negozio di abbigliamento chiamato lounge perché a volte ci sono eventi con dj dal vivo oppure proprio dei gruppi che suonano live! Davvero straordinario!
Troviamo un fantastico negozio di arredi di cui purtroppo non ho il nome (foto N° 309) ma è davvero perfetto!
Dopo agli arredi tocca ai lampadari, ecco allora il Lux Lighting (foo N° 310 e 311, 1333 NW Glisan St http://www.luxlights.com/). Che dire, le foto purtroppo rendono poca giustizia ma i negozi sono perfetti!
Altro negozio di cui non ho il nome ma è davvero geniale, stavolta di abbigliamento (foto N° 312). Quattro sedie buttate sugli scaffali, un paio di letti ripieni di cuscini, un paio di tappeti ed il gioco è fatto! Detto così sembra molto semplice ma in realtà è geniale!
È il turno di J.D. Madison (foto N° 313, 1301 NW Glisan St. http://www.jdmadison.com/), arredi in stile moderno sapientemente illuminato.
Questi non sono che alcuni esempi, in realtà rimaniamo piacevolmente sbalorditi ogni volta che giriamo l’angolo!
E chi avrebbe mai immaginato che Portland fosse così?!
Certo ora questa zona nel Pearl District appare così nuova e all’avanguardia, ma sarei davvero curioso di sapere com’era giusto una decina di anni fa. Probabilmente un completo disastro dal quale è stato ricavato una perla, Pearl Distric appunto.
Ci spostiamo ora un po’ più ad est verso il Willamette River entrando nell’Old Town.
Qua effettivamente si vede che gli edifici sono di costruzione più antica, anche se comunque tutti rammodernati ed in perfetto stato (foto N° 314), basti pensare che quello nella foto, con tutte queste finestre a volta, è un parcheggio!
Anche qua comunque di gente in giro praticamente zero. Cavolo ma è una città disabitata?! O forse se ne stanno tutti in casa a godersi i loro graziosi appartamenti?!
Arriviamo su W Burnside St, la strada che taglia la città in nord e sud, in pratica una strada di scorrimento a due corsie per senso di marcia, anche se non è che ci sia gran traffico, anzi.
Visto che siamo in zona passiamo dalla Powell's Books (foto N° 315, 1005 W Burnside St btw 10 SW St e 11 SW St), la più grande libreria indipendente degli Stati Uniti in competizione solo con la Strand Book Store di New York. 250mila volumi in archivio distribuiti in un complesso che occupa un intero isolato, niente male!
Torniamo verso est costeggiando il North Park Blocks, parco largo un isolato e lungo cinque, notando che qui ci sono diversi homeless. Il primo e forse unico segnale che la perfezione assoluta non esiste, nemmeno in questa città.
Anche a Portland si è fatta un po’ di storia, e per storia naturalmente intendo quella dei Nirvana. É proprio in un locale in questa città che Kurt Cobain ha incontrato per la prima volta Courtney Love e più precisamente al Satyricon (foto N° 316, 125 NW 6th Ave btw NW Davis St e NW Church St http://beta.satyriconpdx.com/). Purtroppo ho letto che il locale originale è stato abbattuto nel 2003 per poi essere riaperto nel 2006, quindi non è proprio la stessa cosa. Ora appare come un locale piuttosto dark, come penso fosse anche al tempo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 08:17:26
Mentre giriamo per le strade dell’Old Town arriviamo ad un bar che attira decisamente la nostra attenzione. Dalla vetrina si vedono diversi videogiochi ormai vintage tipo Pac-Man, ma la cosa bella è che in mezzo a tutti questi videogiochi c’è una band che suona live! Spettacolo!
Purtroppo scattare una foto che prenda tutto è impossibile, questa (foto N° 317) è quella che sono riuscito a fare. Mi fermerei almeno giusto per un attimo, ma dato che l’ingresso è a pagamento ed abbiamo una gran voglia di continuare nell’esplorazione, procediamo oltre.
Arriviamo a Chinatown (possibile che non ci sia una città che non ce l’abbia??! Solo Seattle!) che incredibilmente ci sembra anche questa precisa ed ordinata; nessuno in giro ovviamente (foto N° 318). Poco distante da qui troviamo un lounge davvero bello, il Pala Lounge (NW 3rd Ave and Couch http://www.palalounge.com/), ricavato in un bel palazzo vecchio in mattoni ed illuminato adeguatamente. Purtroppo però è chiuso e possiamo ammirarlo solo da fuori (foto N° 319).
Arriviamo così al Tube (foto N° 320, 18 NW 3rd Ave at W Burnside St. http://www.barflymag.com/bar/tube.html), di cui avevo letto “Vi sentite abbastanza trendy da frequentare questo locale cilindrico e di colore menta in falso stile Odissea nello spazio?”
Oh, si che mi sento trendy… Entriamo quindi.
Dalla mia foto (N° 321) forse non si intuisce bene, però effettivamente è un locale molto cool, il dj mette ottima musica elettronica d’atmosfera ed il clima in generale è proprio piacevole. Peccato solo sia un po’ spento; usciamo.
Arriviamo così al Dante’s (foto N° 322, 1 SW 3rd & W Burnside http://www.myspace.com/dantesportland), dove si trovano, o almeno così avevo letto, musica live e gelide bariste.
Non vedo davvero l’ora di vedere queste bariste!
Arrivandoci davanti troviamo un classico bar americano con atmosfera bella carica. Il nome del locale è naturalmente un omaggio al sommo poeta e sull’ingresso la scritta recita “Lasciate ogne speranza voi che entrate”.
Badate bene che l’errore di scrittura non l’ho fatto io… comunque apprezzo l’impegno.
Dall’interno provengono luci violacee che creano un atmosfera davvero particolare, ma soprattutto notiamo che sui cubi danzano giovani ragazze in topless con le stelline giusto a coprire quel poco…
Ovviamente ci fermiamo qui!
O almeno ci fermeremmo qui, dato che il buttafuori all’ingresso è davvero spiacente ma “Nello Stato dell’Oregon per entrare nei locali è necessario mostrare il passaporto”, che ovviamente non abbiamo con noi.
Ma vattela a xxxxxxxxxxxxxxxxxx!!
Proprio non capisco perché a volte facciano queste storie, continuo a credere che sia per tenere fuori i turisti (ed allora fanno bene). Peccato.
Entriamo nella zona SW della città passando dal Saucebox: (214 SW Broadway at W Burnside St. http://www.saucebox.com/), ristorante lounge frequentatato da personaggi famosi (anche se non credo che in città ci siano poi tutti ‘sti personaggi famosi…). Ad ogni modo è chiuso.
Giriamo un po’ a caso per la zona, anche se questa sembra essere nulla di particolare, niente a che vedere con il Pearl District. Arriviamo così al Ringlers Annex (foto N° 323, 1223 SW Stark St. http://www.mcmenamins.com/index.php?loc=45) grazioso pub con cripta nel seminterrato illuminata da candele in un edificio in stile flatiron. E cripta sia!
In realtà comunque la cripta non è che una accogliente stanza con luci normali più qualche candela sui tavoli. Non c’è molta gente però, così continuiamo nell’esplorazione.
Prossima tappa è la Crystal Ballroom (foto N° 324, 1332 W Burnside St btw SW 13rd e SW 14th St http://www.mcmenamins.com/Crystal/), sala nella quale si svolgono i concerti più importanti in città. C’è una pista galleggiante che risponde ad ogni minima sollecitazione, ma il locale è chiuso e non potremo mai vederla.
Per stasera abbiamo visto abbastanza, ci incamminiamo così verso casa attraversando il Willamette River sul Broadway Bridge ma dall’alto lato stavolta. Da qua abbiamo una bella vista sui graziosi appartamenti sottostanti con piscina fantastica e sullo skyline cittadino (foto N° 325 e 326).
Alle 2 am siamo a letto.
Che dire di questa lunghissima giornata se non che è stata strepitosa, con l’inizio del viaggio on the road, Aberdeen, Astoria, Kurt, i Goonies, Cannon Beach, l’Oregon ed infine Portland. Se Seattle ci ha piacevolmente stupiti ma in fondo già sapevo che era una bella città, Portland ci ha letteralmente spiazzati, strabiliati! Non mi aspettavo nulla di particolare ed invece, in particolare nel Pearl District, siamo rimasti davvero stupefatti della straorinaria cura degli arredi, dai giochi di luce, dai loft, dai lampioni con le ceste di fiori e dal design in generale… insomma tutto meravigliosamente perfetto! E chi l’avrebbe mai detto!  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 21 Ottobre 2009, 09:23:34
Ah ecco, meno male che hai ricominciato Luca: stavo per procedere con una rivendicazione per far sì che continuassi il tuo racconto! ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Claudia81 - 21 Ottobre 2009, 09:58:15
Sempre troppo bello!!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 14:08:12
Grazie ragazzi, in effetti è mancato molto anche a me scrivere e quindi rivivere il tutto. Spero di riprendere a postare con un buon ritmo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 21 Ottobre 2009, 16:04:17
Oh,finalmente il continuo del racconto  :D
non mi ricordo se l'hai già detto,ma come mai la tua caviglia è malandata? e sempre quando sei in viaggio  :(


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2009, 16:19:36
Citazione
Oh,finalmente il continuo del racconto  :D
non mi ricordo se l'hai già detto,ma come mai la tua caviglia è malandata? e sempre quando sei in viaggio  :(
Purtroppo con tutti i chilometri macinati la caviglia negli ultimi due anni mi si è sempre gonfiata tantissimo! Quest'anno però ha cominciato molto prima dello scorso anno, ma per fortuna la cremina ha fatto miracoli prima che mi disperassi come lo scorso anno!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 22 Ottobre 2009, 13:41:37
finalmente :D non vedevo l'ora di leggere il continuo...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: armida - 23 Ottobre 2009, 19:25:35
dov'è il tuo racconto del 2007 su long island?


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 23 Ottobre 2009, 21:17:30
Evvai.....Luca non ci ha dimenticati. :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2009, 11:40:41
Citazione
dov'è il tuo racconto del 2007 su long island?
Lo trovi qui http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1193379581/240 a partire dalla mia Reply N°241


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2009, 11:41:37
Citazione
Evvai.....Luca non ci ha dimenticati. :)
Certo che no!  ;)
Solamente problemi col mio pc  :'(
Grazie anche a te Ettore!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Ottobre 2009, 09:28:08
21/07/2009 Lunedì – Portland.
Sveglia alle 7.30 am, mangiamo qualche biscotto e siamo fuori. Davvero non vediamo l’ora di iniziare a visitare questa città che si è mostrata tanto sorprendente.
Tanto sorprendente almeno quanto le condizioni meteo; anche stamattina è una splendida giornata soleggiata, incredibile!
Pensate che avevo portato con me la giacca dei soci, in pratica un k-way, proprio in previsione della pioggia che avremmo sicuramente trovato a Seattle e Portland, e siccome non avrei potuto andare in giro con l’ombrello per non sembrare un rammollito od uno della California (come imparato su facebook…), una giacca di questo tipo sarebbe stata necessaria. Ed invece c’è di nuovo un Sole meraviglioso!
Ci incamminiamo verso il centro città riattraversando il Willamette River sul Broadway Bridge ammirando la sua bella struttura (foto N° 327, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/).
In pratica rifacciamo un po’ il giro già fatto ieri sera, allargando il raggio di azione.
Appena scesi dal ponte abbiamo subito una bella visuale sulla Union Station (foto N° 328), con sullo sfondo il piacevole skyline cittadino.
Ci ritroviamo di nuovo nello splendido Pearl Distric che come ieri sera ci trasmette sensazioni fantastiche. Tutto già visto e ben visitato, ma è di nuovo sorprendente immergersi in questo clima così sereno, circondati da splendidi loft e con le strade costeggiate da lampioni adornati da cesta fiorite (foto N° 329). Estremamente perfetto, una piccola oasi felice!
Non che ci sia qualcosa di particolare da vedere in questa zona, ma il piacere è trasmesso proprio dal fatto di passeggiare spensierati. Il tenore e la qualità di vita in questa città è veramente alto; non è come a New York o Los Angeles dove si avverte la presenza di super-mega-milionari circondati da un infinità di gente normale o che tira avanti come può, qua sembra che la ricchezza sia ben distribuita e che veramente tutti abbiano una vita fantastica!
Già adoro Portland e adoro l’Oregon, veramente un gran Stato!
Come vi raccontavo gli edifici sembrano tutti rammodernati da poco oppure costruiti di recente ma con stile. Per rendere un po’ l’idea dello stile architettonico utilizzato un ottimo esempio è il Pearl Health Center (foto N° 330, 721 NW 9th Ave http://www.pearlhealthcenter.com/), di fronte al quale capitiamo nel nostro cammino. Anche il suo interno è concepito davvero con ottimo stile e buon gusto (foto N° 331).
Proseguiamo nella nostra visita ritrovandoci in un piccolo ma accogliente ed invitante parchetto che rende ancor più armonioso questo splendido quartiere (foto N° 332).  
Ci spostiamo ora verso ovest per raggiungere il quartiere di Nob Hill. Zigzagando tra le vie per cogliere e godere il più possibile di questo elegante quartiere, incontriamo un sacco di case come quelle che si trovano a San Francisco (foto N° 333); davvero belle. La strada principale e più commerciale della zona è la 23rd Ave, lungo la quale incontriamo caffetterie, boutique e gallerie (foto N° 334), il tutto sempre immerso in un piacevolissimo clima spensierato.
Torniamo verso est attraversando il North Park Blocks, all’interno del quale notiamo una decina di pittori con tele su cavalletto intenti a realizzare le loro opere. Arriviamo quindi di nuovo nel Pearl District ammirando di nuovo i suoi splendidi edifici (foto N° 335 e 336).
Il traffico è inesistente ed anche di gente in giro ne incontriamo davvero poca, anche se non riesco a darmi una spiegazione.
Procediamo sempre verso est arrivando a Chinatown che con i colori del giorno, nonostante i camion trasporto merce, appare radiosa; incredibile (foto N° 337).
Anche Francesco ed Alessandro in Lazarus sono passati da queste parti http://www.youtube.com/watch?v=RneOFRJZsQI&NR=1 (verso il minuto 4, anche se il meteo era decisamente diverso…).
Passiamo anche dal Classical Chinese Garden, il solito splendido giardino cinese con laghetto. Non entriamo ma si vede tutto benissimo anche da fuori attraverso alcuni varchi nel muro perimetrale.
A questo punto abbiamo praticamente visitato tutta la zona North West della città e passiamo così all’Old Town, da dove incominciamo ad ammirare i luccicanti grattacieli di Downtown.
Iniziamo la visita dalla Skidmore Fountain (SW 1st Ave at SW Ankeny St), situata in una piazzetta dove si tiene il Saturday Market (che ovviamente oggi non c’è essendo lunedì). La fontana è piuttosto anonima ma i palazzi che la circondano sono bellissimi (foto N° 338). Non riesco ancora a capire se trattasi di edifici realmente storici (ma che storia può avere Portland?!) risistemati e tirati a lucido, oppure se sono invece nuove costruzioni create con questo design.
Fatto sta che sono veramente belli. Certo però di nuovo non posso fare a meno di chiedermi com’era questa città una decina di anni fa, probabilmente il disastro più assoluto!
A pochi passi troviamo il bar dal quale inizia il tour degli Shanghai Tunnel (foto N° 339, 211SW Ankeny St corner of 2nd and Ankeny, c’è un bar qui http://www.shanghaitunnel.com/). Questi, secondo la leggenda, sono dei tunnel sotterranei dove veniva portata la gente che veniva trovata ubriaca nei bar. Da qua li imbarcavano e li facevano remare con rotta Shanghai.
Anche questo visto in Lazarus, http://www.youtube.com/watch?v=FnbQwR487zY&NR=1 (minuto 2,45). Si dice che nei tunnel ci siano ancora i fantasmi della gente che è rimasta intrappolata quaggiù, ma ‘ste cose a me…
Ad ogni modo non avevamo fatto il tour dei close di Edimburgo (che hanno delle storie simili ma sono almeno molto più caratteristici) e non facciamo nemmeno questo.
Sempre nello stesso filmato (minuto 5,16), Francesco ed Alessandro vanno al Doug Fir Loung ad assistere al concerto dei Times New Viking, scatenata band dell’Ohio passati di recente anche in Italia. Il Doug Fir comunque è in programma per stasera.
Andiamo ora verso sud  passando alcune strade un po’ trasandate che ben si sposano con l’atmosfera dell’Old Town. Siamo colti da un languorino ed avremmo davvero voglia di una seconda colazione da Starbucks od ancor meglio in una caffetteria indipendente. Vediamo diversa gente andare in giro con i classici bicchieroni di caffè, segno che siamo vicini, ma proprio non riusciamo a trovare niente. Pazienza, rimandiamo.
La prossima meta è il Benson hotel (309 SW Broadway btw SW Oak St e SW Stark St.  http://www.bensonhotel.com/) con la sua elegante e raffinata lobby (foto N° 340).
Non so voi, ma a me piace andare a vedere questi lussuosi alberghi, mi trasmettono sempre sensazioni positive. Ci starebbe bene un buon barbour, ma forse alla mattina sarebbe un discorso un po’ pesante…


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Ottobre 2009, 09:31:16
Rimaniamo giusto qualche minuto, il tempo per una breve sosta su quegli invitanti divani, poi ripartiamo diretti alla Powell's Books (1005 W Burnside St btw 10 SW St e 11 SW St), la più grande libreria indipendente degli Stati Uniti, come già vi dicevo (foto N° 341).
Effettivamente entrandoci è veramente enorme, però non ha il fascino e quell’atmosfera della Elliott Bay Book di Seattle, della City Light di San Francisco, della Rizzoli di New York e nemmeno della Libreria All'Arco di Reggio Emilia!
Ci fermiamo però alla caffetteria dove prendo una pasta ed un bicchiere di iced coffee, che mi gusto seduto ad un tavolino che dà sulla vetrata esterna. Davvero ottima questa cosa delle caffetterie nelle librerie.
Ripartiamo diretti ora al vero centro della città, ovvero Pioneer Courthouse Square. Ho letto che in quest’ampia piazza dominata dalla splendente Fox Tower (foto N° 342 e 343), vi si tengono spessissimo concerti e manifestazioni, soprattutto in estate quando gli impiegati vanno a pranzare seduti sugli scalini. Purtroppo non troviamo nessun avvenimento, però il contrasto tra questa piazza in mattoni rossi ed i bianchi e candidi edifici che la delimitano è davvero bellissimo. Ai bordi della piazza, a fianco la Fox Tower, si trova il bell’edificio della Nordstrom cittadina.
Due blocchi più a sud si trova Niketown (930 SW 6th Ave btw SW Taylor St e SW Salamon St.). Io non sono proprio un estimatore di questa marca, ma dato che è stata fondata in Oregon (ad Eugene, 200 km a sud di Portland, ndr) una visita mi sembra doverosa.
Nulla di impressionante comunque, quello di New York è sicuramente molto meglio.
Passiamo quindi dalla Central Library (801 SW 10th Ave btw SW Yamhill St e SW Taylor St.), situata in un elegante edificio. La cosa che apprezzo maggiormente è la scritta sulla porta di ingresso “I have always imagined that Paradise will be a kind of library”, bellissima citazione di un poeta argentino.
Giusto un blocco più a sud si trova l’Arlene Schnitzer Concert Hall (1111 SW Broadway at SW Main St. http://www.pcpa.com/), situata in un bel palazzo storico (foto N° 344) con giusto di fronte invece un palazzo moderno altrettanto bello (foto N° 345).
Questa mescolanza di stili mi piace davvero molto, il contrasto tra l’antico ed il moderno ha un impatto fortissimo ed è sempre gradevole.
Altri due passi e siamo ora al Heathman Hotel (1001 SW Broadway btw SW Salmon St e SW Main St. http://portland.heathmanhotel.com/). La particolarità di quest’albergo (oltre al fatto di avere dei concierge in costume! Foto N° 346) è che il bibliotecario rifornisce la biblioteca dell’albergo di libri autografati dagli autori che vi hanno soggiornato! Spettacolare!
I libri si possono prendere liberamente, basta solo aprire le librerie (foto N° 347) e riconsegnarli prima di lasciare l’albergo.
Avrei tanto voluto lasciare qua una copia del mio libro (che naturalmente avevo con me in previsione di questo!), ma non avendo nemmeno soggiornato nell’albergo mi sarei sentito un po’ un intruso... Ed ancor più intruso mi sarei sentito se lo avessi addirittura lasciato accanto alla mitica copia di On the Road di Korouac, presente anch’essa!
Davvero bello anche questo albergo, ho letto oltretutto che la sera vi si tengono serate jazz ma non avremo il tempo necessario per verificarlo.
Data la vicinanza, solamente un blocco più ad ovest, ci immergiamo nella bellissima atmosfera del South Park Blocks (foto N° 348), il “Central Park” cittadino. Passiamo da un negozietto per prendere un panino ed una mela, poi ci fermiamo a pranzare seduti su di una panchina immersa nel verde. Questo parco è largo solamente un isolato, ma è una piccola oasi costeggiata da imponenti edifici (foto N° 349).
Poco più in là avvistiamo anche un campanile che fa molto Firenze (foto N° 350).
In questa zona del Downtown si concentrano alcuni tra i grattacieli più appariscenti come PacWest Center ed il Wells Fargo Center, tutti costruiti in acciaio e vetro che ben contrastano con gli edifici antichi (foto N° 351, 352 e 353). L’impatto è sempre molto forte ma a me piace tantissimo.
Quello che inoltre mi piace tantissimo è proprio passeggiare tra le strade di questa splendida città, non si sa davvero mai cosa aspettarsi, ogni incrocio è una continua e splendida sorpresa!
Arriviamo al Portland Building (410 SW 5th Ave at SW Madison St) sul quale si trova Portlandia, la seconda statua in rame più grande degli USA, dopo Lady Liberty ovviamente (foto N° 354). Portlandia rappresenta la Dea del commercio.
Altra cosa che mi piace davvero molto di questa città è che essendo così raccolta ogni pochi passi c’è qualcosa da ammirare, stavolta è il turno della bella torre del KOIN Center che sbuca tra le piante (foto N° 355).
Sempre a pochi passi si trova la splendida Ira Keller Fountain (300 SW Clay St btw SW 4th Ave e SW 3rd Ave), con il palazzo del Portland Plaza a dominare lo sfondo (foto N° 356). La gente viene qui per staccare un attimo in pausa pranzo, c’è chi prende il Sole e chi invece immerge le gambe in acqua per cercare un po’ di refrigerio, come è intenta a fare una bella ragazza che rimaniamo ad ammirare per un po’…
Spledida davvero questa zona, tant’è vero che gli scatto una ventina di foto!
Torniamo nel South Park Block spingendoci più a sud ora per andare a visitare la Portland State University. Questa si sviluppa lungo i due lati del parco e qui troviamo un’atmosfera davvero allegra e gioiosa, con la gente intenta nel pranzo o a socializzare (foto N° 357). Anche noi veniamo fermati da una signora piacevolmente stupida dal fatto che dall’Italia ci sia della gente che viene a visitare Portland. Ci da inoltre un sacco di dritte su cosa visitare che già conoscevo, ma la chiacchierata è davvero piacevole.
L’edificio dell’università visitabile dal pubblico, lo Student Union, è un palazzo moderno ed accogliente; sembra più di essere nella lobby di un albergo che in un’università! (foto N° 358). La visita è come sempre molto interessante, troviamo anche uno store dove vorrei acquistare una maglietta con il simbolo del riciclaggio (visto che in Oregon è così ben fatto, ndr), ma purtroppo non trovo la mia taglia.
Troviamo però una mostra dove ci sono i più svariati oggetti in esposizione, tutti costruiti interamente in zucchero; spettacolare!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Ottobre 2009, 09:35:03
Usciamo ammirando un po’ gli altri edifici del campus, questi molto più classici (foto N° 359).
A questo punto abbiamo praticamente visitato tutta la zona ad ovest del fiume, l’unica cosa che ci rimane è vedere la città dall’alto. Giusto per questo ci sarebbe il Portland Aerial Tram (http://www.portlandtram.org/ $4 il Round trip. Note: The Tram ticket machines located at the lower terminal only accept credit and debit cards, and quarters. They do not accept paper bills or other coins.), in pratica una funivia che parte dal Willamette River e lo collega con il campus della Oregon Health & Science University, situata sulla sommità di Marquam Hill.
Sarebbe un’esperienza davvero fantastica da fare, ma (stupidamente, ndr) scegliamo di fare dell’altro visto che questo forse ci ruberebbe troppo tempo.
Risaliamo così la città verso nord costeggiando il fiume sul Tom McCall waterfront park, parco lungo due miglia. Da qua si ha una bella vista sul waterfront e sull’Hawthorne Bridge (foto N° 360), anche se la vista migliore è dall’altra sponda del fiume in quanto consente di vedere lo skyline cittadino.
L’unica cosa che ci da un po’ di problemi è in caldo asfisiante, 32 °C che non mi sarei davvero mai immaginato di trovare qui. Arrivando da quasi ormai dieci giorni trascorsi nel grande nord con temperature molto più clementi, oggi soffriamo il caldo pesantemente e beviamo un sacco di acqua. Certo c’è anche chi ha trovato altri rimedi per combattere la calura, come questi ragazzi che schiamazzano allegramente tra le acque della fontana che si trova giusto all’estremità sud del parco (foto N° 361).
Lungo la SW Naito Parkway, strada che costeggia il parco, si trova una delle stranezze di Portland, il Mill Ends Park, ovvero il parco più piccolo al mondo con il suo diametro di soli due piedi (foto N° 362). A me sembra un po’ una scemenza ma almeno è simpatico.
Ok, non saremo saliti sulla funivia, ma alla vista della città dall’alto non rinunciamo.
Saliamo quindi al 30° piano dalla US Bancorp Tower dove si trova il Portland City Grill Bar (111 SW 5th Ave btw W Burnside St e SE Oak St. www.portlandcitygrill.com), ristorante elegantissimo.
Questa città continua a riservare delle sorprese a ripetizione. La vista dall’alto non sarà da togliere il respiro come quella di New York, ma nell’insieme c’è un nonsochè di armonioso. Verso nord ammiriamo il Fremont Bridge e il Broadway Bridge (foto N° 363), ad est la Rose Garden Arena dove giocano i Portland Trail Blazers (NBA - pallacanestro) e l’Oregon Convention Center (foto N° 364), ed infine verso sud, con la vista più bella, il Willamette River con diversi ponti, alcuni grattacieli e la bella torre del KOIN Center (foto N° 365).
Naturalmente anche il ristorante è bellissimo, un locale di gran classe concepito con sobrietà e buon gusto (foto N° 366).
Fine della visita della zona ovest della città, almeno per il momento.
Scendiamo dalla torre e ci avviamo verso la zona est riattraversando il fiume sull’ormai solito Broadway Bridge. Da qui possiamo ammirare la splendida piscina che vedevamo ieri sera ed un po’ di skyline cittadino (foto N° 367). Certo non dev’essere male abitare in quei palazzi!
Non so che darei per farmi un bagno ora, in fantastica piscina che promette refrigerio e belle ragazze, o almeno così sembrano da quassù…
All’estremità del ponte si ha una vista sullo skyline quasi completa, davvero bello (foto N° 368).
Ora che siamo tornati nell’east side ci incamminiamo verso il Lloyd Center. Questo centro commerciale dista solamente 1 km dal Broadway Bridge, ma sarà il caldo assurdo, il calore che sale dall’asfalto, od anche il fatto che questa zona della città è costruita senza nessun minimo gusto del bello (praticamente soltanto asfalto e cemento), fatto sta che anche il solo camminare è quasi una sofferenza.
Ci pensa l’aria condizionata del centro commerciale a farci riprendere un po’. Incredibile ma anche il Lloyd Center è davvero bello! È un centro molto vasto nel quale ci sono negozi eleganti e c’è persino una grande pista di pattinaggio sul ghiaccio, spettacolare! (foto N° 369).
Sia Enea che io compriamo un paio di Converse. Sfrutto ulteriormente l’opportunità di acquisti tax free da Hollister, catena più economica che fa parte del marchio A&F e che ora ha purtroppo aperto anche a New York (anche se lo scoprirò solamente quando sarò ormai tornato in Italia) e che quindi di sicuro si appresta ad essere invasa dagli italiani.  
Io preferisco di gran lunga Hollister ad A&F; davvero non capisco tutta questa smania dei turisti italiani di andare a fare acquisti nello store sulla 5th Ave Newyorkese. Hollister ha capi della stessa qualità che oltretutto costano molto meno, in Italia nessuno ce li ha ed oltretutto secondo me sono anche molto più belli con scritte a tema Californiano.
Quest’anno comunque vi acquisto una polo blu a $30.
Ci fermiamo in un 7 Eleven che troviamo lungo la strada per prendere le cose per la cena, poi torniamo al motel, che si trova a meno di un chilometro dal Lloyd Center, giusto per il tempo di posare le borse, bere un mezzo gallone d’acqua e salire in macchina.
Torniamo ora nella zona ad ovest della città, diretti al grande Washington Park. Questo parco è attraversato da una stradina percorribile in macchina, poi si parcheggia nei pressi delle varie attrattive e si gira la zona a piedi. La giornata volge al termine per cui visitiamo tutto piuttosto in fretta e solo quello che maggiormente ci attrae.
Troviamo giardini curati, bei prati verdi, ed un clima davvero sereno e pacifico; anche questo è davvero splendido! (foto N° 370).
Visitiamo l’ampio roseto, anche se non è la stagione migliore per vedere i fiori al massimo dello splendore (foto N° 371), e le zona nei pressi del Japanese Garden, quindi risaliamo in auto e scendiamo all’Hoyt Arboretum (foto N° 372).
“Guarda c’è una volpe!” dice ad un certo punto Enea facendomi distogliere lo sguardo da questa foresta così perfetta.
“Eh, spettacolo!! Però secondo me non è una volpe!” dico io.
“No?! E allora che cos’è?!” dice Enea.
“Boh, secondo me dev’essere un coyote od un amimale del genere…” suppongo io.
“Eh… no! Secondo me no! Secondo me è una volpe” insiste Enea.
“Beh, proviamo a chiamarlo allora e vediamo… VOLPEEE!!” sbraito, con l’animale che resta immobile ed impassibile.
Provo allora ad urlare “COYOTEEE!!!” e stavolta si gira a guardarci dandomi un cenno d’intesa…
“Vedi! Te l’avevo detto che era un coyote!! Questa è la prova inconfutabile e capisce anche l’italiano!”  
“Beh, effettivamente…” conclude Enea ammettendo di aver sbagliato.
Quindi il coyote, che evidentemente deve avere di meglio da fare che stare qua ad ascoltare le nostre scemenze, si allontana; non prima che gli abbia scattato una foto però! (N° 373).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Ottobre 2009, 09:35:34
Risaliamo in auto. Prima di tornare in motel abbiamo ancora un po’ di tempo a disposizione, così decidiamo di trascorrerlo nell’Hawthorne District. Questo quartiere nella zona South east della città, lungo l’Hawthorne Blvd (tra la SE 30th e SE 45th St), è il quartiere neo-hippy. Niente di impedibile comunque, ci sono soltanto un sacco di caffetterie e negozi vari tutti in stile anni ’60 (foto N° 374).
Data la scarsità di tempo che ci rimane a disposizione scorriamo la via un paio di volte senza mai scendere dalla macchina però.
Ormai sono talmente appagato e galvanizzato dalla straordinaria e sorprendente bellezza di questa città che nulla potrebbe farmi cambiare idea!
Ritorniamo in motel con questa piacevolissima sensazione di appagamento totale: decisamente I Love Portland!    


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 26 Ottobre 2009, 15:28:30
La scenetta con il coyote/volpe deve essere stata esilarante  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Ottobre 2009, 17:47:04
Citazione
La scenetta con il coyote/volpe deve essere stata esilarante  ;D
Si il nostro solito delirio... ehehe!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 26 Ottobre 2009, 18:27:55
 ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 27 Ottobre 2009, 16:45:42
anche io voto x il coyote...aveva la coda troppo piccolina x essere una volpe...cmq bella portland...mi da l'impressione di quelle città americane non molto vive che si vede nei film


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 27 Ottobre 2009, 16:55:11
Citazione
[...]Hollister, catena più economica che fa parte del marchio A&F e che ora ha purtroppo aperto anche a New York (anche se lo scoprirò solamente quando sarò ormai tornato in Italia) e che quindi di sicuro si appresta ad essere invasa dagli italiani.  
Io preferisco di gran lunga Hollister ad A&F; davvero non capisco tutta questa smania dei turisti italiani di andare a fare acquisti nello store sulla 5th Ave Newyorkese. Hollister ha capi della stessa qualità che oltretutto costano molto meno, in Italia nessuno ce li ha ed oltretutto secondo me sono anche molto più belli con scritte a tema Californiano.

Verooo!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2009, 08:11:56
Oggi abbiamo girato veramente tanto a piedi ma la cremina sta finalmente facendo effetto e la caviglia si sta ormai sgonfiando; meno male.
Scaldo il panino e la squisitezza del 7 Eleven con il microonde, quindi doccia poi ci prepariamo per uscire. Infilo una camicia e siamo fuori.
Stasera come da programma scegliamo di stare nella zona est della città, quindi si esce in macchina.
Girare a piedi questa zona non ha senso, non c’è niente da vedere ed inoltre è piuttosto vasta. L’unica cosa che mi spiace è che dovremo rientrare abbastanza preso in quanto domattina ci alzeremo fin prima dell’alba. Mi spiace molto non tornare anche stasera nella zona ovest, ma purtroppo il tempo è quello che è.
Prima tappa della serata è la Rimsky-Korsakoff House (707 SE 12th Ave btw SE Alder St e SE Morrison St. http://rimskys.blogspot.com/). Questo è uno dei locali più geniali della storia. È un posto un po’ eccentrico privo di insegna e simile a una casa privata nella quale viene diffusa nell’ambiente rilassante musica classica. In pratica è una specie di caffetteria, ricavata però in una classica abitazione americana con tanto di veranda all’ingresso (foto N° 375, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/).
Fin ancora prima di entrare questo posto già mi ha preso totalmente! Queste luci simili alle decorazioni natalizie rendono poi questo locale veramente eccentrico, un posto davvero unico!
Apriamo la porta d’ingresso ed entriamo. È una sensazione stranissima quella che provo mentre entro, mi sembra davvero di andare a casa di qualcuno solo che in questo caso non lo conosco!
È come entrare in un telefilm americano, la casa del resto è esattamente uguale a quella che abbiamo visto milioni di volte in tv, con un piccolo ingresso e la scala con balaustra in legno che porta al piano di sopra. C’è anche una libreria con tanti libri messi a disposizione per i clienti che hanno voglia di leggere qualcosa. Passiamo nel salone, anche questo un classico se non fosse per l’illuminazione decisamente anticonformista, con carta da parati, lunghe tende alle finestre e diversi quadri alle pareti. Ci sono anche molti tavolini ed inoltre nell’ambiente è veramente diffuso un dolce ed amabile suono di musica classica! Un posto incredibile, strepitoso!!
Peccato solo che non ci sia praticamente nessuno (foto N° 376) se non qualche ragazzo nell’altra piccola ed ancor più intima saletta. A dir la verità sono anche un pochino a disagio, insomma la sensazione è realmente quella di stare a casa di qualcuno, quindi per timidezza purtroppo scatto pochissime foto ed oltretutto di pessima qualità.
Ho letto comunque (anche se diffido molto degli articoli italiani…) che questi tipi di posti in America stanno andando davvero alla grande  http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_01/iodonna-ristoranti-clandestini_4750208a-ae93-11de-b62d-00144f02aabc.shtml Anche se questo in questione non credo sia un locale clandestino.
Rimarrei davvero volentieri, ma dato che non c’è praticamente nessuno alla fine usciamo.
In ogni caso per stasera ci sono ancora almeno altri due posti nei quali voglio assolutamente andare. Il primo, nonché il prossimo, è la Lucky Labrador Brewing Company (915 SE Hawthorne Blvd btw 9th e 10th St http://www.luckylab.com/). Anche questa classica birreria di Portland è decisamente particolare, la sua principale caratteristica è che ha un patio all’aperto alla quale gli avventori possono liberamente accedere accompagnati dal loro cane! Spettacolo!
Questo posto già mi sembrava spettacolare fin da casa ed infatti ne avevo anche scaricato la (fantastica!) canzone dal sito ed inserita quindi nella colonna sonora del viaggio (CD 2).
Parcheggiamo l’auto lungo la strada esattamente di fronte alla birreria (foto N° 377) ed entriamo. Il posto è veramente enorme, con un lungo bancone, e costruito praticamente interamente in legno, dalle travi allo scricchiolante parquet. I frequentati, almeno stasera, sono persone abbastanza avanti con l’età (foto N° 378), ma ciò che ci colpisce e ci diverte maggiormente è che c’è una puzza di pelo di cane bagnato impressionante!!
La cosa ancor più strana è che nel patio esterno, dove effettivamente troviamo qualcuno accompagnato dal proprio cane, di odori non ce ne sono. Solo dentro dove i cani non possono entrare??!
Andiamo al bancone ed ordiniamo una birra a caso di quelle di loro produzione, poi ci sediamo a gustarcela nel patio esterno; cheers! (foto N° 379).
Gran posto anche questo, davvero caratteristico, ed inoltre dev’esse fantastico venire al pub accompagnati dalla propria bestiola! Inoltre mi sembra proprio anche il posto ideale dove trascorrere una bella serata tranquilla tra amici, magari giocando a briscola in 5!
Anche la birra è ottima, una buona lager robusta e bella fresca; ne avevo abbastanza di quelle simil Bud che butti giù senza nemmeno accorgertene!
Purtroppo il nostro tempo a disposizione è pochissimo, per cui ci fermiamo soltanto una mezz’oretta, già pronti per la prossima meta.
È ora il turno del Doug Fir Lounge (830 E Burnside St. btw SE 8th e SE 9th St. All’interno del Jupiter Hotel http://www.dougfirlounge.com/). Questo è il posto nel quale sono venuti anche Francesco ed Alessandro in Lazarus per vedere il concerto dei Times New Viking. Vi si tiene un concerto praticamente ogni sera, con una selezione musicale molto ricercata (tra cui i Crocodiles con i Raveonettes il 7 Novembre!). Se abitassi a Portland probabilmente sarei qua tutte le sere!
Lasciamo la macchina sempre lungo la strada e ci avviamo verso questo fantastico lunge (foto N°380). Nel vederlo in tv mi sembrava un locale molto underground, perfetto proprio come sala concerti, in realtà questa però si trova al piano interrato che però adesso è chiusa.
Ma il concerto di stasera che fine ha fatto??!
Boh, pare non essercene traccia. Facciamo allora un giro nel lounge al piano terra che è davvero bellissimo! Realizzato con arredi in legno, luci basse d’atmosfera, tavolini con lumino per creare la situazione, falò nel patio all’aperto ed anche quale piccolo spazio ancor più intimo (foto N° 381). Peccato che scatti delle foto praticamente tutte molto mosse e soprattutto che non ci sia praticamente nessuno. Sarebbe bello rimanere in questo posto fantastico, ma da soli che ci stiamo a fare?!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2009, 08:15:26
Boh, pare non essercene traccia. Facciamo allora un giro nel lounge al piano terra che è davvero bellissimo! Realizzato con arredi in legno, luci basse d’atmosfera, tavolini con lumino per creare la situazione, falò nel patio all’aperto ed anche quale piccolo spazio ancor più intimo (foto N° 381). Peccato che scatti delle foto praticamente tutte molto mosse e soprattutto che non ci sia praticamente nessuno. Sarebbe bello rimanere in questo posto fantastico, ma da soli che ci stiamo a fare?!
Visto allora che la serata si sta velocemente avviando verso la conclusione decidiamo di tornare nel posto che ci ha colpito ed entusiasmato maggiormente, ovvero la Rimsky-Korsakoff House, un posto unico al mondo!
Pochi minuti e siamo di nuovo davanti alla casa. Adesso troviamo più gente rispetto a prima, c’è anche qualche ragazzo seduto al tavolino nella veranda all’ingresso.
Anche dentro troviamo alcuni tavoli occupati; prendiamo posto vicino la porta che poi scopriremo essere la cucina.
Veniamo accolti dalle due rapidissime e gentilissime cameriere che oltretutto sono anche molto carine; una bionda ed una mora, perfette!
Oltretutto sembrano realmente le padrone di casa, perfettamente a loro agio nel loro sottoveste corto ed infradito.
Prendiamo entrambi un gelato alla menta con cioccolato che ci viene servito nel giro di pochi minuti. Lo assaggio ed è talmente squisito da non poterci credere! Anzi è probabilmente il miglior gelato che abbia mai assaggiato in assoluto! Il tutto accompagnato da questa atmosfera così originale, con queste luci dalla tonalità inquietante ma con il calore della musica classica a riscaldare l’ambiente e con l’affascinante sensazione di essere beatamente a casa di qualcuno che nemmeno conosciamo circondati da diversi ragazzi sconosciuti pure loro!
Potrebbe essere sia il luogo perfetto per un omicidio in stile certi film americani ambientati nei college, ma anche il luogo ideale per trascorrere una serata irripetibile; per fortuna nel nostro caso non muore nessuno…
Finiamo presto il gelato ma si è già fatta ora di avviarci verso casa, purtroppo.
Prima di uscire però voglio provare l’ulteriore sensazione di salire la scalinata che si trova entrando in casa che porta al primo piano, dove si trova il bagno.
Non c’è molto da vedere però, giusto qualche porta che presumo acceda a qualche ripostiglio a ad altre stanze private.
Già che ci sono ne approfitto per andare in bagno, anche se la stanza è completamente buia e ci metto un attimo prima di trovare l’interruttore per accend…“UHMM!!! PORCA VACCA!!”
Quasi mi è venuto un colpo!!!
Ma porca xxxxxxxxxxxxx ma che xxxxx è sta roba?!??!
Come la stanza si illumina mi compare un manichino vestito di tutto punto e con la faccia da pazzo sdraiato in terra! Ma che xxxxx di scherzo è!??!! (foto N° 382)
E chi si va ad immaginare di ritrovarsi un manichino in bagno che oltretutto ti appare dal nulla nascosto dall’oscurità! Quasi mi è venuto davvero un infarto!
Cioè, alla fine con il senno di poi è una cosa davvero spettacolare ed anche il bagno è fantastico, ma porca vacca, ti appare ‘sto manichino così all’improvviso che sembra davvero un cadavere, come fa a non venirti un colpo!?
Lo dicevo io che questo era il posto perfetto per un omicidio!
Scendo le scale tornando nel piccolo atrio all’ingresso dell’abitazione.
“Enea devi andare assolutamente in bagno!”
“Perché?” chiede lui senza voglia.
“Te vacci e fidati che non rimarrai deluso!” concludo.
Lo vedo salire le scale mentre me lo immagino andare a tastoni, appoggiare la mano al muro avvolto nel buio alla ricerca dell’interruttore e poi ritrovarsi la sorpresa una volta che la stanza si illumina…
Nel frattempo io lancio uno sguardo alla libreria; incredibile, tra i vari ritratti presenti ce n’è uno di un personaggi che è praticamente identico a Bettino Craxi!!
Eccolo che scende, ma ovviamente col fatto che lo avevo avvertito qualcosa si aspettava e quindi purtroppo non ha subito stesso choc che ho subito io. Lo vedo però scende le scale sorridente, segno che ha apprezzato…
Torniamo a casa; è solamente mezzanotte quando sistemiamo un po’ le nostre cose e ci mettiamo a dormire, ma domani è già ora di ripartire.
Come sempre quando sono all’ultimo giorno in una città i pensieri mi scorrono veloci quando chiudo gli occhi.
Che dire di Portland? Certo è una cittadina piccola, perlomeno nella zona ad ovest del Willamette River (che è poi la zona da vedere), costruita perfettamente a misura d’uomo, ed in un’unica giornata siamo riusciti a visitarla tutta. Ma tra tutte le città sia Europee che Americane che ho visitato è sicuramente quella che mi ha stupito di più!
Certo le sensazioni e l’energia che New York ti trasmette non si provano da nessun altra parte, a Londra, Manchester, Liverpool, etc. mi sento pienamente nel mio mondo, Las Vegas è la cosa più stratosferica che esista sulla faccia della terra… ma per tutti questi posti fin prima di partire avevo delle aspettative, sapevo già più o meno quello che avrei trovato, anche se fino a quando non si arriva non ci si può esattamente rendere conto. Anche su Portland ovviamente mi ero informato molto, sapevo tutto quello che c’era da vedere e le cose da fare, ma sono rimasto davvero sbalordito dalla sua semplice ma splendida normalità. A parte forse i tanti ponti non ha nemmeno cose od edifici così caratteristici da identificarla in qualcosa, ma è proprio lo stupore che si prova passeggiando tra le strade perfette, con continue sorprese dietro l’angolo, a renderla magnifica.
In un’unica giornata si riesce a visitarla tutta, ma io un bel week end ce lo trascorrerei davvero volentieri; le serate nel fine settimana devono essere molto divertenti.
Ovviamente non vi sto consigliando di venirci appositamente (a Seattle si però!), ma se qualcuno avrà mai intenzione di fare un tour del North West degli Stati Uniti allora diventa una tappa assolutamente da inserire, anche per un giorno soltanto! Questa città mi ha davvero conquistato!

Non abbiamo quasi nemmeno fatto in tempo da arrivare che domani è già ora di ripartire, con arrivo finale in California.
Inizia il vero viaggio on the road, con tappe lunghissime macinando chilometri su chilometri di asfalto. Ad attenderci una levataccia ed una tappa che sarà infinita ma strepitosa, la madre di tutte le tappe.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 29 Ottobre 2009, 10:37:50
noooo stupendo il manichinooo...ma cosa sono andati a pensare questi...grandioso :D cmq non vedo l'ora di iniziare a leggere il viaggio on the road!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 29 Ottobre 2009, 15:11:44
Troppo forte il manichino...da infarto!!!  ;D ...e adesso,on the road  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Winter Flower - 29 Ottobre 2009, 17:06:50
[size=13]Luca mi manca ancora da leggere il tuo racconto :-[.. e dal momento che ci sono parecchie pagine... mi metterò a leggere a poco a poco e poi ti dirò cosa ne penso...  ;)[/size]


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2009, 18:06:45
Citazione
[size=13]Luca mi manca ancora da leggere il tuo racconto :-[.. e dal momento che ci sono parecchie pagine... mi metterò a leggere a poco a poco e poi ti dirò cosa ne penso...  ;)[/size]
Caspita ti aspetta un duro lavoro allora!  ;D
 ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Winter Flower - 29 Ottobre 2009, 18:16:48
Citazione
Citazione
[size=13]Luca mi manca ancora da leggere il tuo racconto :-[.. e dal momento che ci sono parecchie pagine... mi metterò a leggere a poco a poco e poi ti dirò cosa ne penso...  ;)[/size]
Caspita ti aspetta un duro lavoro allora!  ;D
 ;)
[size=13]infatti  ;D
però lo faccio con piacere perchè a me piacciono i racconti di viaggio e non voglio mica perdermi il tuo  ;)[/size]


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Novembre 2009, 08:29:22
21/07/2009 Martedì – Partenza da Portland OR, Timberline Lodge OR, Cottage Grove OR, San Bruno CA, Mountain View CA.
La sveglia suona alle 5 am. Il risveglio comunque non è difficile, sono subito smanioso e carico di entusiasmo, pregustandomi già il lunghissimo viaggio di oggi che ci porterà fino in California dopo aver attraversato tutto l’Oregon. Non vedo l’ora di essere di nuovo sulla strada.
Chiudiamo le valige e partiamo, tenendo i biscotti per la colazione pronti in macchina.
La prima tappa di giornata è il Timberline Lodge, albergo situato all’interno della Mt. Hood National Forest giusto ai piedi dello splendido monte. Non si tratta però semplicemente di un albergo, è molto ma molto di più…
Si trova comunque ad un centinaio di chilometri in direzione sud-est rispetto a Portland.
Imbocchiamo subito la Hwy 26 che ci porterà fin quasi a destinazione. A quest’ora della mattina, con il Sole che sta velocemente sorgendo, ovviamente in giro per le strada non troviamo molto traffico; già però si incomincia a vedere lo splendido Mt. Hood con la sua cima che appare lontanissima all’orizzonte (foto N° 383, link http://www.flickr.com/photos/42973204@N07/).
Mangiamo un po’ di biscotti ascoltando la radio, che però ben presto lascia spazio al CD 2 di Going Up The Country. Selezioniamo subito le bellissime Portland, Oregon (Loretta Lynn & Jack White http://www.youtube.com/watch?v=XK5D8nWADTQ) e la canzone del Lucky Labrador per un degno saluto a Portland, città davvero sorprendente.
È uno splendido martedì mattina, l’aria è fresca, il cielo è sereno e nulla al mondo potrebbe turbarmi. La Hwy 26 attraversa un paesino davvero buffo, Zigzag (gran nome!), dove comunque non c’è praticamente nulla se non il caratteristico ristorante Zigzag Inn (http://www.zigzaginn.com/). Dopo un’ottantina di km abbandoniamo la Hwy seguendo la deviazione per il Timberline Lodge. Ora la strada comincia a salire ed il paesaggio diventa sempre più incontaminato, con una fittissima foresta a dominare il panorama (foto N° 384 e 385).
Non c’è niente di meglio che attraversare questi scenari così puri e perfetti che ascoltando le dolcissime sognanti melodie degli Shins e dei Decemberist (http://www.youtube.com/watch?v=Z9JKoCtoox8 http://www.youtube.com/watch?v=uBL4Ofh-NVo http://www.youtube.com/watch?v=E5H8DwJI0uA), davvero perfette.
Adoro l’Oregon, lo adoro immensamente, è un qualcosa di cui andare fieri, ne sento quasi un senso di appartenenza!
Ho letto che la strada che porta al Timberline Lodge, il Mt. Hood Loop, è riconosciuto come uno degli scenari automobilistici più pittoreschi degli USA, ed in effetti l’attraversamento è a dir poco stupendo.
In breve, con la strada che continua  a salire, la vegetazione  scompare quasi completamente lasciando spazio quasi solo alla roccia, in diversi punti coperta dalla neve (foto N° 386). Stupendo.
Alle 7.10 am arriviamo a quota 2.000 metri arrivando finalmente al Timberline.
Parcheggiamo la macchina e scendiamo. C’è un Sole meraviglioso a rischiarare lo splendido cielo azzurro, ma la temperatura è di 15 °C ed indossare la giacca dei soci è necessario.
All’apice dell’entusiasmo e carichi di adrenalina ci avviamo verso l’albero (foto N° 387, 388 e 389).
Sicuri che non lo avete mai visto? Non vi sembra un’immagine già vista? Proprio non ci arrivate?!
Beh allora ve lo dico io, questo è l’albergo nel quale sono state effettuate le riprese dello straordinario film di Kubrick “Shining” (http://www.youtube.com/watch?v=wBEwYxnrv_Y).
Un film straordinario, immortale, leggendario!
Nel film, dove l’albergo è chiamato Overlook Hotel, dicono che esso si trova in Colorado, mentre in realtà è in Oregon ad un’ora e mezza da Portland. Purtroppo solamente le esterne sono state girate qui, tutte le sequenze degli interni sono state realizzate in studi a Londra ed anche l’inquietante labirinto in siepi in realtà non esiste (http://www.youtube.com/watch?v=WgxAkocAPmg&feature=related); anche perché la siepe che si vede nel film è formata da piante che non sopravvivrebbero alle rigide temperature invernali che si raggiungono qui. Poco importa comunque, l’imponente ed altezzosa aria che questo albergo trasmette, insieme alla vista della cima del Mt. Hood a 3.428 m alle sue spalle, è comunque più che sufficiente per far venire i brividi!
Nel film lo si vede completamente ricoperto di neve (come sull’homepage del sito! http://www.timberlinelodge.com/); ora non ce n’è ma il piazzale è comunque gremito di sciatori che si stanno recando agli impianti di risalita.  
L’albergo è stato dichiarato patrimonio nazionale nel 1977 ed è talmente popolare da essere una delle località più visitate dello Stato con più di due milioni di persone all’anno che passano di qui.
Mentre gli sciatori infilano gli scarponi e tutta l’attrezzatura, è con grande orgoglio che noi invece entriamo dall’ingresso principale (foto N° 390)
L’interno è completamente diverso rispetto a quello ammirato nel film, interamente realizzato con grandi blocchi di roccia ed in legno. L’atmosfera, grazie anche all’illuminazione dalla calda tonalità, è quanto mai intima; bellissimo! (foto dalla 391 alla 394).
Purtroppo i corridoi con l’accesso alle camere non sono visitabili da chi non vi soggiorna, comunque la minacciosa stanza 237 (http://www.youtube.com/watch?v=HQJJto27dQg&feature=related) non esiste.
Ho letto che negli anni successivi all’uscita di questo film molti alberghi avevano provveduto ad eliminare questo numero di stanza proprio per il senso di angoscia che il film aveva attribuito a questo numero. Non so dirvi se questa cosa sia vera o meno, comunque mi sarebbe davvero piaciuto verificarne l’assenza, peccato. Spiando i corridoi dagli oblò sulla porta d’ingresso ho comunque visto che sono del tutto uguali a quelli del piano terra dove ci sono delle stanze private (foto N° 395).
Ovvio però che essendo stato girato qui il film almeno un piccolo omaggio ad esso era d’obbligo, ed ecco infatti che troviamo un’accetta conficcata su una tavola di legno riportante il numero 237 (foto N° 396)… “Cappuccetto Rosso…Sono il lupo cattivooo!!” (http://www.youtube.com/watch?v=UoqZWdwHsVs)
Una delle scene migliori della storia del cinema!! Grandissimo Jack Nicholson!!!
Saliamo al piano di sopra trovando un altro grande atrio dall’altissimo soffitto costruito interamente in legno, dove l’atmosfera rimane stupenda (foto N° 397 e 398). Sulla parete che da sul retro troviamo una grande vetrata dalla quale possiamo ammirare la straordinaria vista sul Mt. Hood che appare a due passi (foto N° 399).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Novembre 2009, 08:37:03
Non so che darei per poter soggiornare qui almeno una sera, godendomi il grande camino acceso, le fioche luci provenienti dalle lampade, l’estremo senso di pace che infonde la natura nella quale questo albergo è immerso, poi un buon whisky ed un buon libro da gustare davanti al fuoco; dev’essere bellissimo. Certo per gli sciatori questo è il Nirvana.
Usciamo sulla grande balconata situata proprio sopra l’ingresso principale con la vista sulla vallata sottostante che si apre all’infinito. Quindi usciamo dall’albergo facendo il giro sul suo retro. Qua troviamo una splendida piscina che inevitabilmente dev’essere pesantemente risaldata per potercisi immergere (foto N° 400, link http://www.flickr.com/photos/44249411@N03/). Fare il bagno in quella piscina con vista sul Mt. Hood dev’essere favoloso! (foto N° 401, un po’ zummata).
Completiamo il giro trovando anche l’accesso dal quale in Shining uscivano con il gatto delle nevi (foto N° 402).
A poche decine di metri si trova un altro edificio con la zona bar e l’immancabile store. Ovviamente ci sono anche le magliette raffiguranti il volto di Jack Nicholson nella scena in cui sfonda la porta con l’accetta, ma potevano essere fatte un pochino meglio per cui esco a mani vuote.
Prima di risalire in auto e ripartire diamo un ultimo sguardo al meraviglioso Mt. Hood (foto N° 403) ed al Timberline Lodge (foto N° 404), favolosi!
Se vi interessa vedere altre foto dell’albergo o alcuni cenni storici potete andare a questi link: http://www.historic-hotels-lodges.com/oregon/timberline-lodge/tour/index.html#05
http://www.historic-hotels-lodges.com/oregon/timberline-lodge/tour/timberline-lodge.html

Negli ultimi anni ho avuto l’immensa fortuna di poter andare su molti dei luoghi dove sono stati girati alcuni tra i miei film preferiti; Trainspotting, Vanilla Sky, Il principe cerca moglie, i Goonies, etc., ed adesso anche Shining! Ed alcuni devono ancora venire…
Sono le 8.15 am, si riparte, anche se per andare a prendere l’I 5 che ci condurrà fino in California dobbiamo quasi tornare a Portland.
Carichi a mille di adrenalina selezioniamo dal CD l’esaltante The Heinrich Maneuver degli Interpol (http://www.youtube.com/watch?v=Ha_bppvZ0a8&feature=fvst), con Paul Banks che ci chiede come vanno le cose nella West Coast.
Alla grande vecchio mio, alla grande!

Durante il tragitto passiamo da un altro paesino con il nome spettacolo, ovvero Boring!
Certo la gente qua non si deve divertire molto… ma il nome è favoloso!
Poco dopo ci fermiamo per fare rifornimento ($30 – 2,799 $ al gallone).
Ci aspetta ora, o meglio mi aspetta ora visto che come sempre alla guida ci sono io mentre Enea in breve si addormenta, una bella tirata di circa 200 km prima di arrivare alla prossima meta, Cottage Grove. A me guidare piace tantissimo e lo faccio ben volentieri, oltretutto così mi sento totalmente coinvolto ed il vero padrone della strada.
Certo anche io avverto un po’ di stanchezza per la levataccia, così inserisco il CD dei Does It Offend You, Yeah? (confermati dallo scorso anno!) con la fantastica Battle Royale che subito mi scuote e mi rinvigorisce. http://www.myspace.com/doesitoffendyou
Il paesaggio si mantiene molto vario ed è davvero interessantissimo vedere i campi coltivati con chissà che cosa che ci scorrono a fianco. Le coltivazioni da queste parti hanno dei colori davvero molto accesi, si passa dal bordeaux al verde al giallo, etc. (foto N° 405, anche se pessima, i campi sono molto più belli e le coltivazioni molto più estese di come vedete qui). Ci scorrono a fianco anche diverse fattorie in stile Smallville (foto N° 406); anche se ne abbiamo già viste parecchie sono sempre entusiasmanti queste apparizioni!
Ma la cosa più spettacolare di tutte sono i molti camion che trasportano grossi tronchi d’albero (foto N° 407); questa si che è una cosa caratteristica della zona!
Arriviamo a Cottage Grove, paesino di poco più di 9.000 abitanti situato giusto a fianco la traiettoria della I 5, alle 11.10 am, trovando il bellissimo cartello che ci dà il benvenuto (foto N° 408).
Avete fatto caso a quanto sono belli i cartelli di benvenuto riportanti l’indicazione del paese negli USA? Davvero fantastici, soprattutto se li paragoniamo a quelli Italiani tristi e bianchi.
Per quale motivo Cottage Grove?
Ma perché Cottage Grove è conosciuto come la Capitale del west dei ponti coperti!
In giro tra il paese e la contea in cui si trova, Lane County, ci sono 20 ponti coperti, di cui 14 di essi ancora attraversabili con alcuni mezzi! (http://cottagegrove.net/history/covered_bridges/index.html foto + indicazioni per trovare i ponti).
Favoloso!!
Questi storici ponti venivano costruiti interamente in legno e quindi coperti per tenervi al di fuori la pioggia e le intemperie.
Io già da casa mi ero stampato una mappa da google maps e vi avevo segnato la posizione dei ponti più vicini. Senza una mappa di questo tipo è praticamente impossibile trovarli e comunque avremmo sprecato troppo tempo.
Iniziamo dal Centennial Bridge che si trova in pieno Downtown (corner of Main Street and River Road, foto N° 409). Nonostante il suo aspetto antico questo è di costruzione abbastanza recente, 1987. Il suo aspetto storico è probabilmente dovuto anche al fatto che per la costruzione sono stati utilizzati assi di legno provenienti dallo smantellamento di un altro ponte.
Comunque sia è fantastico e poterlo attraversare a piedi è una gioia! (foto N° 410).
Risaliamo in auto, il prossimo ponte da vedere è il Chambers Railroad Bridge (foto N° 411).
Questo è l’unico ponte ferroviario coperto rimasto in Oregon. É molto vecchio, risalente al 1925, e l’età la dimostra tutta; questa si che è storia!
Passiamo al prossimo ponte.
Mentre giriamo per le strada riusciamo finalmente a mettere in parole un pensiero che già avevamo inconsciamente in testa fin dallo Stato di Washington ma che fino ad ora non era mai uscito dalle nostre menti; qua nei cantieri stradali è pieno di belle ragazze!
È una cosa incredibile, mentre da noi per questo tipo di attività si trovano soltanto extracomunitari, in questa zona d’America i cantieri sono invece portati avanti da giovani ed avvenenti ragazze! Questa si che sarebbe una cosa da esportare, sopporteremmo tutti quanti ben più volentieri le code ed i disagi causati dai cantieri stradali! Spettacolare!
La nostra prossima visita è dedicata allo Stewart Bridge, ponte costruito nel 1930 e rimasto aperto al passaggio di automobili fino al 1982 (foto N° 412, 413, 414).
La sensazione migliore che si prova stando all’interno di questi ponti è quella olfattiva; si avverte un meraviglioso odore di legno invecchiato dal tempo, un ottimo legno da whisky!!
Il nostro tour dei ponti non è ancora terminato, passiamo così al Currin Bridge, costrutito nel 1925 (foto N° 415 e 416).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Novembre 2009, 08:41:22
Straordinari, questi ponti sono davvero straordinari, tremendamente caratterisitici!
Ne avrei altri ancora segnati ma purtroppo gli indirizzi sono piuttosto vaghi e Google maps non riusciva a trovare la posizione precisa. Già per il Currin Bridge abbiamo fatto molta fatica ad arrivarci e lo abbiamo praticamente avvistato per caso.
Si è ormai fatta l’1 pm, è tempo di riprendere il nostro lungo viaggio. Ci dirigiamo così verso la I 5 avvistando qualche paesaggio proprio da Oregon (foto N° 417); ruscello tranquillo con piccolo ponte ad attraversarlo, il tutto immerso nella folta vegetazione incontaminata, bellissimo!
Riprendiamo la Interstate che in questo tratto è costeggiata da un autentico muro di altissime piante! (foto N° 418).
Guardare il navigatore ora non è molto incoraggiante, indica che dovremo seguire l’autostrada per ben 416 miglia (665 km!) fino al prossimo svincolo nei pressi di San Francisco, e che arriveremo a destinazione alle 8.39 pm!
Magari comunque, in realtà i tempi non potranno che allungarsi!
Dopo poco ecco infatti che ci fermiamo in una stazione di servizio per il pranzo. L’ho già ricordato anche nei miei precedenti racconti, comunque negli USA i cartelli indicanti le stazioni di servizio sono davvero comodi in quanto indicano quali fast food si troveranno. Grazie a questi diventa così semplice evitare i McDonald’s, (in assoluto la peggior catena, non riesco proprio a capire come si siano diffusi così tanto… se non ovviamente per il prezzo dato che sono i più economici) ed i Burger King (non così schifoso come il McDonald’s ma il livello è poco sopra), al primo Wendy’s che troviamo ci fermiamo immediatamente! Questa come catena è invece davvero ottima, anzi direi la migliore forse insieme a Jack in the Box. Partiamo subito alla grande, ho bisogno di un sacco di calorie e mi prendo un favoloso Baconator gigante (il nome dice già tutto! http://www.wendys.com/food/Product.jsp?family=1&product=4), patatine fritte ed un bicchierone di 7 Up. Tante belle calorie tutte per me!
Ovviamente non c’è assolutamente il tempo per fermarsi a mangiare, così mi pappo il tutto mentre guido. Come già detto anche nei viaggi precedenti per queste cose le macchine americane sono comodissime, a fianco il cambio su ogni auto si trova un apposito spazio dove appoggiare il bicchiere in modo che non si rovesci. Per la mentalità americana ci deve essere la possibilità di poter trovare cibo ovunque, consumandolo dove meglio si crede. Ecco il perché di questi porta bicchieri.
Lungo il tragitto ci sarebbero altre meraviglie da vedere tipo il Crater Lake, il lago più profondo di tutti gli Stati Uniti (592 m). Questo meraviglioso lago dalle acque di un blu intensissimo (http://www.terragalleria.com/parks/np.crater-lake.html) è situato all’interno dell’unico parco nazionale dell’Oregon, ma la deviazione rispetto alla I 5 sarebbe troppo lunga (un centinaio di km all’andata più altri 100 al ritorno) e così a malincuore dobbiamo rinunciarvi.
Tra le tante altre meraviglie che questo incantevole Stato ha da offrire, assolutamente da vedere sarebbero le Painted Hills (http://www.trekearth.com/gallery/North_America/United_States/West/Oregon/Painted_Hills/), ma queste sono nel mezzo dello Stato e pertanto veramente troppo lontane.
Durante il tragitto troviamo anche una cosa davvero spettacolare, ovvero il trasporto di una casa! (foto N° 419).
Man mano che ci avviciniamo al confine con la California il paesaggio rapidamente muta, il verde lascia spazio al giallo ed i boschi si trasformano in arida steppa (foto N° 420 e 421). È straordinario poter attraversare tutto lo Stato per il lungo e vedere via via come cambia il paesaggio. Guardo il termometro della macchina ed indica che fuori ci sono ben 39 °C, te lo credo che non possono nascere altro che erbacce qui!  
Ormai siamo vicini al confine, è ora di mettere la spensierata California Waiting dei Kings of Leon (http://www.youtube.com/watch?v=ThbKL5k0CbQ&feature=related), proprio da viaggio on the road verso il Sole!
L’Oregon mi lascia delle sensazioni intensissime, straordinarie. Forse come paesaggi non sarà così vario come la California (probabilmente il più vario in assoluto con le spiagge, le scogliere, i deserti, le metropoli, le alte cime, le cascate di montagna, etc.), ma è davvero magico! Quello che ho provato andando in giro lungo queste strade, passeggiando tra le magnifiche streets di Portland come sull’infinita spiaggia di Cannon Beach, dal Timberline Lodge ad Astoria, è un qualcosa che ti prende dentro e ti conquista totalmente. Sensazioni davvero mai provate prima, quasi come un senso di appartenenza ad un determinato posto, bellissimo. Insomma, adoro immensamente e smisuratamente questo Stato, sono fiero di esserci stato e sono sicuro che ne sarei ancor più fiero se ci fossi nato!
Poco dopo l’ingresso in California ci fermiamo in una piccola stazione di servizio per fare rifornimento. Non so se il fatto di non far parte di una grande catena di distribuzione tipo Chevron può influire positivamente o negativamente sul prezzo della benzina, comunque qua costa ben 3,089 $ al gallone! Cavolo ma costa così tanto la benzina in California?!
Intendiamoci, cifre ridicole se paragonate ai prezzi italiani, ma ben superiore a quanto pagato sin ora. Nel dubbio mettiamo soltanto $20.
Già che ci siamo entriamo anche nella stazione di servizio per andare il bagno.
Spettacolare! Proprio il classico posto senza tempo da Route 66! (foto N° 422 e 423). La parete con le targhe appese è davvero fantastica!
Quanto sarebbe bello fermarsi a mangiare qualcosa al bancone in questo posto sperduto nella steppa a centinaia di chilometri dalla vita?!
Ovviamente però è sempre il tempo a mancarci, così mi reco rapidamente in bagno in modo almeno da…“UHMM!!! MA VAFFAxxxxx!!!! Andate a xxxxxx voi e i vostri manichini di xxxxx!!!”
Come entro nel bagno mi ritrovo un altro manichino come era successo nella casa a Portland, stavolta dentro alla vasca da bagno! (foto N° 424).
Stavolta è una donna dalle mani mozzate… ma come già l’altra volta il ritrovarsi ‘sta figura davanti all’improvviso mi ha fatto rischiare l’infarto!
Consiglio: se vi capiterà mai di andare in Oregon o comunque vicino ai suoi confini state bene attenti tutte le volte che andate in bagno, le sorprese sono dietro l’angolo… o meglio dietro la porta!
Approfittiamo della sosta per fare anche il cambio alla guida, con Enea che passa al volante per la prima volta in questa vacanza. Non che io sia stanchissimo, ma visto che la meta finale è ancora infinitamente lontana, un’alternanza è sicuramente meglio.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Novembre 2009, 08:45:04
Attraversiamo lo splendido Shasta Lake (foto N° 425), poi ci fermiamo nuovamente per fare rifornimento. Stavolta siamo in un’area di servizio grande ed i prezzi tornano normali, 2,599 $ al gallone. Alla fine quindi sono molto più convenienti le catene della grande distribuzione che non le più piccole. Ne approfittiamo allora per mettere $30 che bastano per fare quasi un pieno. Già che siamo fermi, anche se non sono che le 7.30 pm e quindi prestissimo, approfittiamo del Wendy’s per la cena. Vai col secondo strepitoso Baconator di giornata!!
Ovviamente accompagnato da patatine fritte e bicchierone gigante di 7 Up!
Quella mezza cartuccia di Enea… invece non ce la fa e si accontenta di un misero hamburger.
Ripartiamo immediatamente. Visto che si mangia mentre si guida meglio che torni io al volante; Enea si è comunque già fatto un buon 300-400 km filati.
Il paesaggio nel frattempo diventa ancor più stepposo. Una cinquantina di km prima di Sacramento abbandoniamo la I 5 dopo centinaia e centinaia di km per seguire lo svincolo sulla I 505 in direzione San Francisco. Davanti a noi si apre ora uno scenario incredibile, con infinite dune di sabbia che con i tenui colori del tramonti appaiono magnifiche, e con l’autostrada sgombra tutta per noi (foto N° 426). Un paesaggio da sogno.
Senza guardare le foto ormai non saprei nemmeno più quante volte la vista davanti a noi è completamente mutata, talmente sono vari gli scenari attraversati.
“Eccoci, ci siamo, finalmente il Bay Bridge e la baia di San Francisco!”
“Ma no, un attimo, aspetta, non è questo il Bay Bridge e soprattutto alla sua fine ci dovrebbe essere il Financial District di San Francisco!”
“Beh, allora dove siamo?! E poi che è sta baia!?”

Attraversiamo un ponte proprio carino (foto N° 427); scoprirò soltanto guardando le mappe che la baia che attraversa è chiamata San Pablo Bay, ancora lontana da San Francisco.
La vista del tramonto sulla baia è un qualcosa di indescrivibile, anche se purtroppo nessuna foto che gli scattiamo gli rende minimamente giustizia (foto N° 428).
Il traffico che incontriamo subito dopo è però un qualcosa di allucinante, tutte le quattro corsie sono strapiene di gente che torna verso la città e più che guidare mi sento realmente trasportato dalla gran massa, come se non avessi altra scelta. Mi sento come se fossi caduto lungo le rapide di un torrente e venissi trasportato dalla corrente. Una spiacevole sensazione del genere l’avevo provata soltanto un’altra volta, quando da Boston eravamo arrivati a Newark ed oltretutto senza navigatore; che casino impressionante di strade!
Il traffico comunque scorre bene, con tutti che si mantengono in rigoroso livello con il limite di velocità.
Ancora una sessantina di km poi ecco finalmente il Bay Bridge, la porta di accesso a San Francisco! Ormai si sono fatte le 9 pm ed il buio ha completamente calato il suo mantello sulla città. Paghiamo il pedaggio del ponte (il prezzo varia a seconda di quante persone si trovano sul veicolo, per due persone paghiamo 4$), quindi selezioniamo un adeguato sottofondo musicale, la meravigliosamente nostalgica San Francisco di Scott McKenzie http://www.youtube.com/watch?v=eKeXkhxiq6I

If you're going to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair
If you're going to San Francisco
You're gonna meet some gentle people there


Stupenda!
Purtroppo con il buio le foto dell’imponente Bay Bridge ci vengono uno schifo, ma la vista del Financial District che si apre davanti a noi è impareggiabile! (foto N° 429, anche se schifosa pure questa).
Avevo dimenticato quanto fosse splendido il distretto finanziario di questa città, ma in effetti il suo skyline non lo si può che ammirare dal lato della baia dove si trova Oakland.
Solo New York può vantare uno skyline ancor più suggestivo, con tutte le altre città non c’è storia!
Peccato davvero non ci si possa fermare almeno un pochino in città, la nostra destinazione finale per stasera è ancora lontanissima!
Il termometro indica che la temperatura esterna è di 13 °C, oggi abbiamo fatto davvero un’impressionante alternanza di escursioni termiche!
San Bruno dista da San Francisco una ventina di km lungo la Hwy 101, praticamente a fianco l’aeroporto.
Si è fatto ormai tardissimo, questa però è l’ultima tappa intermedia del nostro lunghissimo viaggio  prima della meta finale Mountain View, per cui rispettiamo il programma.
Cosa c’è di tanto interessante da vedere a San Bruno?
C’è la sede di YouTube!!
L’area a sud della baia di San Francisco rappresenta quella regione che viene comunemente chiamata Silicon Valley. Fu chiamata "Silicon" per la fortissima concentrazione di industrie legate ai semiconduttori e ai computer, basati sul silicio, e "Valley" dal nome della Santa Clara Valley. Il capoluogo e città principale di quest’area è San Jose, circondata da numerose cittadine che così formano una metropoli di circa 4 milioni di abitanti.
La prima azienda di elettronica civile nata della Silicon Valley fu la Hewlett-Packard, fondata nel 1939, da due laureati dell'Università di Stanford (la cui sede è a Palo Alto).
Ancora un po’ di pazienza ed arriviamo finalmente davanti alla favolosa sede di YouTube LLC!
(901 Cherry Ave, San Bruno, CA).
YouTube è stata fondata nel febbraio 2005 da Chad Hurley (amministratore delegato), Steve Chen (direttore tecnico) e Jawed Karim (consigliere), che erano stati tutti dipendenti di PayPal. Nel giugno 2006 l'azienda ha comunicato che quotidianamente vengono visualizzati circa 100 milioni di video, con 65.000 nuovi filmati aggiunti ogni 24 ore. L'azienda di analisi Nielsen/NetRatings valuta che il sito abbia circa 20 milioni di visitatori al mese. L'incremento di popolarità che il sito ha avuto dalla sua fondazione gli ha permesso di diventare il quarto sito più visitato nel mondo dopo Google, Msn e Yahoo. Il 10 ottobre 2006 Google compra YouTube per 1,65 miliardi di dollari pagati in azioni proprie.
Naturalmente arrivandovi praticamente di notte non è sicuramente l’orario ideale per una visita, ma già sapevo che l’ingresso ai visitatori non era consentito. Essendo Mountain View, dove soggiorneremo stanotte, distante circa 50 km da qui, avevo così programmato soltanto una visita notturna durante la tappa di questa giornata. Come molti di voi ricorderanno anche Fabio Volo nel suo programma Italo Americano era passato da questa fantastica sede, facendosi guidare all’interno da una ragazza italiana che lavora qui, Anna Gatti. Io che naturalmente mi ricordavo di questa cosa avevo provveduto a contattarla attraverso Facebook!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Novembre 2009, 08:47:50
Facebook non è soltanto un passatempo dove si trovano test scemi o giochini più o meno divertenti, secondo me è una invenzione straordinaria! A perte il concetto di privacy che a volte può venire a meno (certo dipende molto da quante informazioni personali vogliamo caricare), è realmente uno strumento in grado di mettere in comunicazione chiunque, anche due sconosciti che si trovano a migliaia e migliaia di km di distanza, quindi, se usato correttamente, può essere una fonte di risorse infinite!
Anna era stata molto gentile, mi aveva risposto praticamente immediatamente dicendomi però che non era possibile effettuare una visita della sede di YouTube e nemmeno di Google. Mi aveva inoltre spiegato che per quanto riguarda Italo Americano la redazione della trasmissione aveva preso accordi con il loro PR team e quindi era stato organizzato il tutto. Purtroppo lei nei giorni in cui saremmo passati sarebbe stata via per lavoro, quindi in ogni caso non avrebbe potuto fare niente per aiutarci.
Poco male, anche una visita dall’esterno della sede va più che bene e questa non me la leva nessuno. Scendiamo dall’auto trovando un freddo davvero pungente. Sono ancora in braghette corte indossate per essere più comodo durante il viaggio, ma almeno la giacca dei soci bisogna proprio che me la infili.
Welcome to YouTube! (foto N° 430) Spettacolo!
Questo è l’ingresso principale dal quale entrava anche Fabio Volo (http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=509&page=1&id=255755&uri=mgid:uma:video:mtv.it:255755 per rivedere la puntata, chi non l’ha già vista deve assolutamente farlo!).
Saliamo la scalinata e guardiamo attraverso la vetrata (foto N° 431 e 432).
In America i contratti di lavoro sono molto diversi rispetto ai nostri, non essendoci contratti a tempo indeterminato il lavoratore è continuamente motivato nel cercare di dare il meglio, mentre un datore di lavoro per tenersi stretto il dipendente meritevole oltre che sullo stipendio mette a disposizione di questo vari benefit. Come si vede nella puntata ciò che offre YouTube e soprattutto Google (la cui visita nel video viene di seguito), è qualcosa di straordinario; quanto sarebbe bello lavorare in un posto così!!
Evviva la meritocrazia!!

Facciamo un giro intorno all’edificio trovando pure una vetrata che si affaccia sulla piscina! (foto N° 433, questa nemmeno Fabio Volo ve l’aveva mostrata!)
Arriviamo sul retro dove si trova lo splendido YouTube Cafè! (foto N° 434 e 435). Altro che le nostre tristissime mense aziendali!
Qua ci sono anche i tavolini con gli ombrelloni colorati dove nel video si fermavano a pranzare (foto N° 436, 437 e 438). Tutto estremamente fantastico!
Peccato non poter entrare, comunque anche già essere qui è pazzescamente cool!! So Geek!!
Essendo l’orario di lavoro libero ed essendo l’azienda aperta h 24, vediamo che negli uffici al primo piano effettivamente qualcuno al lavoro c’è.
È tutto così estremamente Geek che rimaniamo per un po’ di tempo scattando foto su foto e facendo diverse volte il giro intorno all’edificio!
Potete vedere qualche altra immagine qui http://www.officesnapshots.com/category/youtube/
Infine ripartiamo in direzione Mountain View stavolta senza ulteriori fermate. Questa cittadina, distante circa 45 km da San Bruno, insieme a Palo Alto è quella nella quale si trovano il maggior numero di aziende della New Economy. Ci sarà modo di visitarla domani.
È tardissimo, è veramente ora di recarsi al motel. Visto che siamo in giro prima però decidiamo di farci un giro almeno in macchina lungo le strade principali del centro dove si trovano i bar. Non che la vita notturna in questo paese prometta follie, ma è interessante vedere anche questo suo aspetto. Passiamo così su Castro Street, che tra El Camino Real ed Evelyn Avenue è la zona in cui sono situati i negozi, i pub, i ristoranti e qualche palazzo culturale come il Mountain View's performing arts center. Beh, anche qua rimaniamo stupiti!
Non che ci sia molto in giro, anzi, ma la sensazione che cogliamo girando lungo queste strade perfette è quella di essere a Milano Marittima, incredibile! I bar sono più o meno simili a quelli della cittadina romagnola in periodo di fuori stagione, ma la cosa più incredibile e che si ha proprio la sensazione che arrivando in fondo alla strada arriveremo al mare! (che da qua dista una quarantina di km). Non lo so, forse è una cosa che non ha molto senso, ma sia io che Enea abbiamo esattamente la sensazione di essere a Milano Marittima!
Bene, ora che siamo stati anche nella Riviera Romagnola d’America possiamo finalmente andare al Motel che avevamo prenotato, Pacific Inn Of Mountain View (1984 W El Camino Real, Mountain View CA http://www.pacifichotels.com/index.html#). Ormai in tutti i motel c’è la reception h 24, ma per essere sicuri di non aver problemi al check in avevo inviato una mail per avvisare che saremmo arrivati molto tardi (farò così per tutte le restanti tappe durante il viaggio).
Arriviamo che sono le 10.40 pm dopo aver percorso in giornata ben 810 miglia (1296 km!!).
E di questi un buon 900 km abbondanti guidati da me!! Mamma mia, impressionante, ma ancor più impressionante è vedere visualizzato sulla mappa la tappa di giornata http://maps.google.it/maps?f=d&source=s_d&saddr=Portland+OR&daddr=Mountain+View+CA&hl=it&geocode=&mra=ls&vps=1&jsv=184a&sll=41.442726,12.392578&sspn=14.909472,28.256836&num=10 Praticamente mezza America!!
Temevamo molto questa tappa, avevo il forte sospetto che stavolta avremmo davvero esagerato, ed in effetti sono abbastanza stanco ma credevo molto peggio.
La nostra stanza è fantastica, con un bel lettone, un bagno grandissimo ed una vasca enorme! Troviamo inoltre la sorpresa del cioccolatino riposto sopra il cuscino; sempre una sorpresa graditissima questa dei cioccolatini!
La mia caviglia è ormai finalmente a posto, oggi l’ho riposata parecchio e posso finalmente interrompere con la cremina.
Sistemiamo le nostre cose, doccia meravigliosa ed alle 12.15 am ci corichiamo a dormire. Che giornata che è stata! Questo si che è essere On the Road!
Davanti a noi solo poche ore di sonno, ma la consapevolezza che anche domani sarà un’altra giornata incredibile, anche se da qui alla fine del viaggio ormai lo saranno quasi tutte! Ed io sono già carichissimo e pronto per ripartire!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 02 Novembre 2009, 18:56:49
wow che magnifica avventura...attraversare l'oregon ed arrivare in california...woww ma mi sa che questo è solo l'inizio!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 02 Novembre 2009, 22:19:24
Magnifica,avventura veramente...ma sono fissati con sti manichini nel bagno ;D ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: klm99sf - 03 Novembre 2009, 01:17:01
Luca, quanto ti invidio l'entusiasmo che hai.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 03 Novembre 2009, 12:02:13
Citazione
wow che magnifica avventura...attraversare l'oregon ed arrivare in california...woww ma mi sa che questo è solo l'inizio!
Dici bene Ettore!  :D :D
Il viaggio on the road è un qualcosa di strepitoso!

Citazione
Magnifica,avventura veramente...ma sono fissati con sti manichini nel bagno ;D ;D ;D
Sono fantastici!! Certo però che quando te li becchi di sorpresa... un qualche accidente ce lo tiri!

Citazione
Luca, quanto ti invidio l'entusiasmo che hai.
Pensa che io invece invidio te per i viaggi che riesci a fare! Le tue avventure simil speleologo devono essere straordinarie! Peccato che prendersi su dall'Europa appositamente per fare dei giri del genere sarà quasi impossibile. A proposito, sei andato poi in Alaska?


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:24:47
Ops, I did it again...
Allora, scusate ma il prossimo pezzo del racconto mi è di nuovo uscito lunghissimo... Anche in questo caso però mi sembrava davvero un peccato spezzare in due la narrazione della giornata, per cui preferisco postarlo tutto in una volta.
Quella che segue è stata una giornata davvero straordinaria, di sicuro una delle migliori, vedete comunque voi se avete un'oretta di tempo a disposizione o altrimenti spezzate pure il racconto secondo le vostre esigenze.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:26:41
22/07/2009 Mercoledì – Mountain View, Santa Cruz, Monterey, 17-Mile Drive, Big Sur, Santa Barbara.

Sveglia alle 6.15 am, sarà un’altra giornata infinita e piena di soddisfazioni, come piacciono a me.
Abbondante colazione in motel poi carichiamo le nostre valige e siam già pronti a ripartire.
Peccato solo che sia una triste mattinata fredda e grigia; speriamo che il tempo cambi perchè oggi c’è davvero bisogno del Sole.
É ancora prestissimo così, prima di iniziare con i veri obbiettivi di giornata, facciamo un giro lungo le vie centrali di Mountain View in direzione Palo Alto.
Castro St. con questo cielo grigio non ci appare più gioiosa come Milano Marittima, ora sembra piuttosto cupa e malinconica (foto N° 439, link http://www.flickr.com/photos/44249411@N03/). Forse comunque è ancora davvero troppo presto.
Mountain View e Palo Alto, le due principali cittadine della Silicon Valley, sono collegate tra loro attraverso El Camino Real, ma sono così vicine che praticamente non vi è confine.  
La principale attrattiva di questo paese è sicuramente la sede della Stanford University, vera fucina di talenti tra cui Larry Page e Sergey Brin fondatori di Google. La strada che vi arriva è un magnifico viale costeggiato da grosse palme che richiamano molto le atmosfere SoCal (Southern California, foto N° 440). La sede poi è fantastica, completamente immersa nel verde ed in stile messicano (foto N° 441, su google maps ci sono un sacco di foto se interessano).
Sarebbe davvero bello fermarsi a visitarla ma impiegheremmo davvero troppo tempo. Entriamo così nel centro cittadino, preciso ed ordinato, passando anche dalla sede di Facebook (156 University Avenue, Palo Alto) anche se però, come già avevo visto con la street view, è un palazzo normale senza insegne e non è che ci sia molto da vedere. È comunque straordinario essere nel posto dove è stato creato questo social network che racchiude una comunità ormai praticamente globale! L’interno del palazzo però dev’essere davvero molto bello, almeno a giudicare dalle foto in internet http://www.officesnapshots.com/location/united-states/california/palo-alto/  (Gran sito!) http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/tecnologie/uffici-segreti/28.html
Passiamo ora dalla sede della Hewlett-Packard (3000 Hanover St, Palo Alto) e questa si che è straordinaria! Il campus è enorme, circondato da pratini verdi curatissimi e perfetti, e si trovano insegne con il logo HP fin dall’accesso del viale principale. Arriviamo fino all’ingresso con la sede che appare più come un residence che come zona destinata ad uffici; davvero bella, peccato non lo siano altrettanto le mie foto (N° 442 e 443).
Bene, è ora di tornare a Mountain View ed iniziare veramente con il  programma di giornata.
Durante il percorso avvistiamo alcuni tipici ragazzi locali in bicicletta diretti verso i loro uffici, uno ha installato sul caschetto un piccolo fanale, mentre un altro indossa una maglia-mucca ed orribili Crocs rosse; questi si che sono dei perfetti prototipi di Nerd! (foto N° 444 e 445).
La città di Mountain View (70.000 abitanti http://www.mountainview.net/free-guide/)  deve il suo nome alla vista delle Santa Cruz Mountains. Qui o nelle sue immediate vicinanze vi hanno sede tutte le principali aziende della New Economy od industrie legate alla tecnologie in generale. Tra le principali si trova il quartier generale di Google (Googleplex, ndr), Yahoo!, Weebly (offre spazi web per fare siti gratuitamente), ebay, Amazon, Twitter, Mozilla. Si trova inoltre il Computer History Museum (1401 N. Shoreline Blvd., Mountain View).
Google maps in questo caso semplifica di molto il lavoro di ricerca, ecco infatti una mappa con tutti gli indirizzi delle principali aziende! http://maps.google.com/maps/ms?msa=0&msid=116902503709131988190.00045d3f5316b5f8a187b  
Ovviamente iniziamo la nostra visita da Google! (1600 Amphitheatre Parkway, Mountain View http://www.google.com/corporate/address.html  http://it.wikipedia.org/wiki/Googleplex)
Come già ricordato nel precedente capitolo di questo racconto, anche Fabio Volo in Italo Americano era stato in visita al Googleplex dopo essere andato da YouTube (http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=509&page=1&id=255755&uri=mgid:uma:video:mtv.it:255755 se non lo avete già visto fatelo assolutamente, è fantastico!!)
Prima di partire avevo trascorso infinite ed infinite ore in internet alla ricerca di informazioni utili per poter effettuare una visita al campus. In rete avevo trovato notizie discordanti, pure Anna Gatti mi aveva detto che non era possibile accedere, ma avevo anche visto tantissime foto di ragazzi in visita.
Naturalmente avevo contattato tramite Facebook anche Christian Fasulo, responsabile dello sviluppo dei mercati internazionali che già aveva guidato Fabio Volo all’interno del Googleplex, ma purtroppo non ho avuto risposte da parte sua.
Ovvio però che non demordo, impostiamo il navigatore ed in pochi minuti arriviamo al vastissimo campus.
Spero di non annoiarvi con le informazioni generiche che metto sempre all’inizio di ogni argomento nuovo, ma anche per Google, da vero Nerd, per me è interessante spendere due parole.
Innanzitutto vi segnalo un link dove trovate un fantastico video di presentazione dell’azienda da loro realizzato mentre ci guidano all’interno della sede descrivendo vari aspetti: fantastico!  http://www.youtube.com/watch?v=eFeLKXbnxxg&feature=player_embedded
La missione di Google è organizzare le informazioni a livello mondiale e renderle universalmente accessibili e fruibili. Come primo passo verso tale obiettivo, i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, hanno messo a punto un nuovo approccio alla ricerca online, che ha inizio in una camerata della Stanford University e si diffonde rapidamente in tutto il mondo tra chi esegue ricerche di informazioni. Google è ora riconosciuto come il maggiore motore di ricerca al mondo, un servizio gratuito di facile utilizzo che di norma restituisce risultati pertinenti in una frazione di secondo. Larry Page, President of Products, e Sergey Brin, President of Technology, hanno fondato Google nel settembre 1998. Da allora l'azienda è cresciuta progressivamente. Attualmente conta più di 10.000 dipendenti in tutto il mondo.
"Googol" è il termine matematico per indicare un 1 seguito da 100 zero. L'uso del termine da parte di Google riflette la missione dell'azienda, volta a organizzare l'immensa quantità di informazioni disponibili sul Web.

Potrei annoiarvi molto ma molto di più ma per stavolta mi accontento così…
Il campus di Google è quello nettamente più bello rispetto a tutte le altre aziende. Immerso nel verde con pratini curati, aiuole fiorite e scritte colorate Google ad identificare i vari building. Alcuni sono indicati semplicemente con un numero progressivo, altri invece hanno dei geeky names come il P greco, spettacolare!! (foto N° 446, 447, 448).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:30:59
L’area principale del Googleplex, nonché dove si trova il visitor center, si sviluppa intorno al Building 43, che però si rivela un po’ complicato da trovare. Dopo aver chiesto un po’ di informazioni riusciamo finalmente ad arrivarci, fantastico! (foto N° 449 e 450).
Questo è anche l’edificio nel quale era venuto Fabio Volo ed immediatamente ritroviamo tutti quei particolari già visti in tv: gli ombrelloni colorati, il campo da beach volley dove giocano i dipendenti, le biciclette gratuite per spostarsi da un edificio all’altro, uno spazio dove chiunque può coltivare le proprie piantine e persino un tirannosauro ed un dente di squalo davanti all’edificio N° 41! Tutto estremamente fantastico!!! In questo caso è decisamente meglio far parlare le foto (dalla N° 451 alla 458).
Lavorare qua, in quest’ambiente pieno di giovani e con tutti questi benefit dev’essere favoloso, un vero piacere!
Questi qua stanno in un bel paese, hanno un lavoro fantastico, abitano soltanto ad un’ora da San Francisco, hanno la baia a due passi e l’Oceano Pacifico soltanto a poche decine di chilometri; cosa volete di più dalla vita!?!?
L'interno dell'edificio (http://www.officesnapshots.com/2008/02/19/google-mountainview-headquarters/) è arredato in modo originale con lampade colorate, giganteschi palloni di gomma, divani rossi e sempre all'interno della struttura si trovano anche numerosi servizi e luoghi di ritrovo per i dipendenti come ad esempio ambulatori medici, bar, sauna, palestra, lavanderia e ristoranti.
Peccato solo che noi di tutto questo riusciamo a vedere pochino.
Ogni porta d’accesso è apribile esclusivamente con il badge dei dipendenti e comunque sulle porte è anche riportata un’etichetta che indica di prestare attenzione al fatto che nessuno si infili dietro una volta strisciato il badge.
Purtroppo effettivamente, come avevo anche letto, nessuna di queste aziende della Silicon Valley ha previsto un tour per i turisti ed anzi proteggono i loro accessi per mantenere i cosiddetti segreti aziendali.
Persino per entrare in reception ci vuole il badge!
Ad un certo punto vediamo un numeroso gruppo di ragazzi accompagnati da una guida che entrano in reception; non mi va di accodarmi di nascosto ma almeno è l’occasione giusta per chiedere informazioni! Chiediamo quindi alla guida se è possibile entrare e lei ci risponde affermativamente, ottimo! (anche se mi rendo conto solo ora che forse pensava facessimo parte del tour!).
Almeno siamo dentro! (foto N° 459).
Dopo un attimo in cui ci eravamo ormai sfiduciati convinti di non riuscire nemmeno ad entrare, finalmente l’entusiasmo ritorna alle stelle!
I ragazzi del tour tramite il computer a fianco le lampade si stampano delle etichette adesive riportante i loro nomi e quindi se le appiccicano ai vestiti.
Noi purtroppo non possiamo farlo, così chiediamo informazioni alla ragazza. Ci spiega che purtroppo la visita è riservata soltanto a coloro che hanno ricevuto un invito (presumo quindi riservato a chi ha accordi in un qualche modo lavorativi con Google).
Sollecitata dalla mia domanda dice anche che c’è uno Store Google, ma per andarci bisogna oltrepassare la porta che dalla reception entra veramente nella sede di Google e che naturalmente è ad accesso con badge!
Noooo!!!!!!!
Cavolo, beh qua si sono persi già da me un centinaio di Dollari che avrei di certo investito in magliette ed in chissà che altro! Voglio anche io la mia maglietta di Google!!!
Almeno però, essendo tutte le pareti realizzate con vetrate, riusciamo a vede anche all’interno della struttura! (foto N° 460 e 461).
Usciamo dalla reception facendo un altro giro nel campus. Stavolta troviamo anche una palestra molto attrezzata dove alcuni ragazzi si stanno allenando, ed una piscina che è un colpo di genio! (foto N° 462). Come dimensioni è poco più di una vasca da bagno, lunga all’incirca 3-4 metri, ma è possibile nuotarvi dentro grazie al movimento dell’acqua in direzione contraria! In pratica si nuota rimanendo fermi sul posto e c’è pure una bagnina per ‘sta cosa!
Stavolta non so se classificare questa come una cosa da Geek o da Nerd!
Si è ormai fatta ora di andare, ma prima naturalmente mi faccio una foto seduto sotto gli ombrelloni colorati! (foto N° 463) Fantastico!
Nel frattempo per fortuna è uscito anche il Sole, di cui avremo davvero bisogno nel corso del pomeriggio.
Altra cosa per me entusiasmante è vedere la scritta Google nei parcheggi riservati ai dipendenti! (foto N 464). Ma ancor più entusiasmante è il parcheggio per auto elettriche dove c’è la possibilità di ricaricare le propria macchina! (foto N° 465). Così si fa ad incentivare l’uso di auto ecologiche!!
Se vi può interessare vi segnalo inoltre un sito veramente fantastico dove si trovano varie curiosità, oltre che una perfetta vista dal satellite dalla quale si vedono bene anche i tetti completamente di ricoperti da pannelli fotovoltaici che nel complesso formano un impianto da 1,6 MW!! (per farvi capire la sua reale dimensione considerate che normalmente in una abitazione si installa un impianto da 3 kW, per cui questo corrisponde a 533 impianti per abitazioni!)
http://wiki.worldflicks.org/lunch_area.html#coords=%2837.422089,%20-122.084029%29&z=19   Trovate info anche per tante altre città!
La nostra visita a Mountain View però non è ancora terminata, è arrivato il momento di andare alla Nasa!
In città infatti si trova il Nasa Ames Research Center (http://www.nasa.gov/centers/ames/home/index.html   http://lcross.arc.nasa.gov/), cioè la sede Californiana della Nasa.
Anche per questa avevo speso in internet un sacco di ore alla ricerca di informazioni utili ed almeno avevo visto che c’era un visitor center! Per essere ancor più sicuro avevo inoltre inviato una e-mail ottenendo in risposta la conferma della possibilità della visita! (http://www.nasa.gov/centers/ames/about/contact_us.html)
Wow! Andrò veramente alla Nasa!!

L’entusiasmo tuttavia svanisce in fretta. L’accesso alla sede, che peraltro dalla strada non si vede neppure, è protetto da una guardiola, mentre il visitor center non è altro che un tendone installato in un parcheggio (foto N° 466).
Ma che è, il circo?!?!!
Con l’entusiasmo rapidamente precipitato sotto i tacchi, parcheggiamo l’auto ed entriamo nel tendone. All’interno di questo si trovano dei grandi schermi sui quali vengono proiettate immagini dallo spazio, teche in vetro contenenti tute spaziali e vari oggetti che gli astronauti utilizzano nei loro soggiorni in orbita, e persino la riproduzione di uno shuttle (foto N° 467 e 468).
Nulla di particolarmente eccitante comunque.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:35:14
L’unica cosa veramente bella è una piccola sala dove troviamo una teca contenente una roccia lunare e soprattutto con le pareti che sono ricoperte da immagini di astronauti che passeggiano sul nostro satellite! (foto N° 469). Ovvio che mi faccio scattare qualche foto dove sembra che anche io sono sulla Luna, e non ho nemmeno bisogno della tuta spaziale!!
Dopo il consueto momento dedicato alle scemate, usciamo dal tendone ed entriamo in un altro piccolo edificio di fronte, dove si trova lo store. Questo però è forse l’unico store al mondo che non riesce a tentarmi minimamente, il merchandising vario è veramente orrendo; ed io che volevo la mia maglietta della Nasa!
Avevo letto che nel tour si potevano fare delle simulazioni di volo e visitare la più grande galleria del vento al mondo, ma di tutto questo non vediamo niente. Purtroppo l’enorme quantità di cose da fare oggi ci impone di andarcene senza informarci oltre.
Ci dirigiamo ora verso il vicino paese di Sunnyvale avvistando lungo il percorso numerose aziende aerospaziali e diverse parabole orientate verso lo spazio!
Spaziale!
A Sunnyvale si trova il Yahoo Headquarters (701 First Ave, Sunnyvale, CA). Per questo e per le altre aziende non è che mi fossi informato molto, conoscevo giusto gli indirizzi. In breve comunque arriviamo a destinazione (foto N° 470). Per accedere al parcheggio, e quindi all’area visitatori, dobbiamo oltrepassare una guardiola. Qua ad accoglierci troviamo una ragazzona nera completamente ricoperta dai colori di Yahoo! A parte la divisa ha infatti le sfumature dei capelli viola, così come viola è il rossetto, il make up degl’occhi ed anche le unghie! Yahoo!
Ci avvisa però che all’interno del campus è vietatissimo introdurre macchine fotografiche o visitare altre zone che non siano esclusivamente il visitor center. Dice inoltre che ci sono telecamere ovunque e che quindi non c’è davvero la possibilità di fare nient’altro che quanto da loro previsto.
Dopo questo terrorismo psicologico già mi passa la voglia di visitare la sede, ma già che siamo qua facciamo almeno un salto allo store. Questo si trova all’interno della struttura ai margini di un bel prato centrale sul quale sta provando una jazz band! Purtroppo però non ci possiamo avvicinare!
Lo store è veramente deludente, piccolo, con poche cose ma con una marea di scemenze, niente a che vedere con le genialate della Microsoft!
Yahoo mi è sempre stato un po’ antipatico come motore di ricerca ed ora ancor di più! W Google!!!
Passiamo ora alla SunPower Corporation (3939 N. 1st Street, San Jose CA). Qui si trova la sede amministrativa di quest’azienda produttrice di pannelli fotovoltaici, una delle marche che tra l’altro utilizzo più spesso nel mio lavoro e dei quali tra l’altro siamo anche dealer nella nostra zona.
L’haedquarter è immerso nel verde e riparato da graziose piante dalle foglie multicolori; davvero bello, non sembra nemmeno una sede amministrativa, più che altro appare come un bel residence! (foto N° 471).
Soltanto ora però mi viene in mente che avrei potuto portare con me il biglietto da visita che tengo nel cassetto in ufficio di un loro manager commerciale che era venuto presso la nostra sede, magari avrei potuto chiedere di lui ed entrare!
“Scusi, non è che serve un responsabile marketing per il mercato italiano?!? Conosco già i vostri prodotti, il mercato italiano e pure le varie procedure burocratiche!”
Va beh, in ogni caso per me essere qui è già una bella gratificazione!
Non so se effettivamente ne valga o meno la pena, però tra le altre aziende da visitare nei paraggi di sicuro ci sarebbe anche l’Apple Headquarters (1 Infinite loop, Cupertino, CA), ma siamo già piuttosto in ritardo sui tempi della tabella di marcia e quindi procediamo oltre avviandoci verso Santa Cruz.
Usciamo dalla SunPower immettendoci sulla strada (foto N° 472), lungo la quale più avanti troveremo tantissime altre bellissime sedi come ad esempio Canon ed eBay.
La Silicon Valley è decisamente entusiasmante!!

Santa Cruz (57.000 abitanti) è la cittadina sulla costa più grande in questa zona, e da qui dista soltanto una cinquantina di chilometri. Ovviamente mentre siamo in avvicinamento selezioniamo dal CD la Californiana Santa Cruz (You’re Not That Far) degli irlandesi The Thrills! http://www.youtube.com/watch?v=ekP3x_RNTkQ
Questa canzone l’ho sempre avvertita lontanissima da me e dal mio mondo, ed invece ormai ci sono anche io!
Arriviamo in questa cittadina dalle forti influenze spagnole parcheggiando l’auto nei pressi del Wharf, zona in cui si sviluppa l’area commerciale.
Questi paesi Californiani sono tutti costruiti con il medisimo piacevole stile, con un bellissimo molo che si inoltra nell’oceano per un centinaio di metri ed una meravigliosa strada costiera a fiancheggiare la spiaggia. Naturalmente ci incamminiamo anche noi sul molo (foto N° 473) ricavandone quelle deliziose sensazioni di benessere che la brezza marina della California riesce a trasmettere.
La particolarità di questo pier è che alla sua fine si trova una grosso buco recintato dove guardare i leoni marini che si stendono sui pali di fondazione; ce ne sono a decine e sono davvero fantastici!!! (foto N° 474 e 475). Troppo simpatici!
Addirittuara ce ne sono un paio su di una barchetta a remi! (foto N° 476).
Non ne avevo mai visti così tanti tutti insime e così vicini! Non possono che metterti allegria con i loro versi!
Giusto sotto al pier, a pelo d’acqua, si trova una piattaforma sulla quale ce ne sono un’altra decina a riposare, ma ad un certo punto arriva una tipa che deve pulire e così li scaccia con la gomma dell’acqua (foto N° 477), con loro che tornano in mare (foto N° 478). Bellissimi!!!
Ovviamente registro anche diversi filmati!
Per il resto il mare è di un blu intenso molto bello, la spiaggia non è molto vasta ma su di essa si trova un grande luna park simile a quello sul molo di Santa Monica (foto N° 479).
Ritorniamo in macchina facendo un giro su Beach St., strada che costeggia la spiaggia (foto N° 480).
Oggi l’oceano è pacifico (battuta!), ma Santa Cruz è anche una rinomata località per il surf, così ci avviamo verso Streamers Lane, spiaggia appunto riservata a chi vuole cavalcare le onde. Si trova anche un museo del surf; noi vediamo una statua rappresentante un surfista ad indicarlo. Il tratto di costa sulla scogliera qua è davvero molto bello (foto N° 481 e 482), così come le abitazioni che si trovano lungo W Cliff Dr., la sua strada panoramica (foto N° 483). Ovviamente solo belle, allegre e solari ragazze qui, che escono dalla loro graziosa casetta ritrovandosi praticamente il mare ai loro piedi (foto N° 484).
Tutto davvero bellissimo!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:37:25
Ritorniamo alla macchina, è già ora della prossima meta.
La prossima destinazione è Monterey, nel quale arriviviamo dopo aver attraversato il grazioso paesino di Seaside. Dal cd stavolta mettiamo Seaside dei The Kooks, che non si riferisce esattamente a questo paesino ma la sua sognante armonia è ora perfetta come colonna sonora http://www.youtube.com/watch?v=VbnvqCqz7_k

Monterey (30.000 abitanti), insieme all’adiacente Pacific Grove ed alla lussuosa Carmel-by-the-sea, forma la Monterey Peninsula, nota per la sua bellezza, i magnifici campi da golf in riva al mare e per l’acquario.
Parcheggiamo l’auto e ci dirigiamo verso il Fisherman’s Wharf passando dalla graziosa piazzetta principale (foto N° 485). Il Fisherman’s Wharf si rivela disgustosamente turistico come quello di San Francisco, con la differenza però che questo mi piace ancora di meno (foto N° 486). Ha un aspetto retrò nel senso di superato ma soprattutto mi mette davvero tristezza con i suoi negozietti turistici  veramente kitsch. Ad imbruttire ulteriormente il tutto sembra che il Sole abbia definitivamente lasciato spazio al grigiore sia del cielo che di questa cittadina.
Sole, devi assolutamente tornare fuori!!
Sono ormai le 2 pm passate abbondantemente e non abbiamo ancora pranzato, così alla prima pizzeria che vediamo ci fermiamo giusto il tempo per ordinare poi usciamo mangiando mentre passeggiamo.
In breve ne abbiamo abbastanza, così ritorniamo in auto e passiamo all’altra zona turistica della città, Cannery Row, in direzione Pacific Grove. In quest’area si trova anche il Monterey Bay Aquarium (www.montereyabyaquarium.org), acquario così rinomato che la guida recita “L’esperienza più meravigliosa che si possa fare a Monterey è visitare questo meraviglioso acquario”.
Naturalmente noi non ne abbiamo neanche lontanamente il tempo, ed anche questa zona piena di negozietti turistici e cinfrusaglie varie non mi piace per niente, anche se non è così pessima come il wharf (foto N° 487).
Decisamente saltabile Monterey, per nulla caratteristica.
Anche in Lazarus erano passati di qua ricavandone più o meno le mie stesse sensazioni. Almeno però loro erano riusciti a creare qualche scenetta divertente… http://www.youtube.com/watch?v=CQ4s2w2VFMw&feature=related

Pacific Grove (16.000 abitanti) è una tranquilla cittadina con abitazioni vittoriane e magnifici campi da golf. É però soprattutto rinomata come il Butterfly Town USA, come recita il cartello di benvenuto in città, in quanto in estate è invasa da sciami di farfalle monarca (http://it.wikipedia.org/wiki/Danaus_plexippus). Sarà che la giornata è grigia, ma noi non ne avvistiamo nemmeno una.
Arriviamo nella cittadina attraverso la costiera Oceanview Blvd, che più avanti diventa Sunset Dr., e fermandoci al Lover’s Point. Qua ci sono dei pratini verdi molto belli, ma la vista del mare, tanto rinomata, a me sembra solo triste (foto N° 488) ed inoltre l’acqua è cosparsa di alghe stagnanti che creano un cattivo odore davvero molto intenso.
Risaliamo in auto delusi ritornando su Oceanview Blvd fino al Point Pinos Lighthouse, faro costruito nel 1855 davvero molto carino nonchè il più antico ancora in funzione di tutta la West Coast (foto N° 489).
Poco più avanti inizia la 17-Mile Drive, strada panoramica a pagamento che da Pacific Grove arriva fino a Pebble Beach. Arriviamo al pedaggio (foto N° 490), paghiamo $9,25 quindi ci danno una mappa con indicati i punti panoramici  e vi accediamo.
Avevo viste tante belle foto di questa strada e nutrivo quindi buone aspettative, che però vengono presto disilluse. Il primo punto in cui ci fermiamo è il Point Joe, desolata spiaggia bianca che mi mette una malinconia infinita (foto N° 491). Sarà il fatto che sono decisamente di cattivo umore perchè il programma odierno prevedeva di ammirare più tardi il tramonto dalla costa californiana ed il Sole invece non c’è (e non avremo certo altre occasioni per rimediare!), o forse anche il disgustoso fetore che arriva dal mare, fatto sta che non riesco proprio a godermi questa zona.
L’unica cosa che apprezzo sono i magnifici campi da golf sui quali brucano alcuni cerbiatti (foto N° 492, spettacolo!) e la colorata vegetazione che cresce sulla spiaggia, davvero graziosa (foto N° 493).
Il punto che più di ogni altro identifica la 17-Mile Drive, con la sua immagine che si trova anche sulla copertina della mappa e che vi mostreranno in tutte le foto in internet che potrete vedere, è il Lone Cypress (http://en.wikipedia.org/wiki/File:Lone_Cypress.jpg), una bella pianta di cipresso cresciuta su uno scoglio in riva al mare.
Ovviamente di fare la foto bella al cipresso sullo scoglio isolato da tutto il resto sono capace anche io, ma la triste verità è che ‘sta storia del cipresso solitario e sconsolato è un po’ una montatura ed in effetti non è che sia così isolato rispetto al resto (foto N° 494).
Tutta questa zona comunque mi ricorda molto La Jolla, paese poco a nord di San Diego che avevamo visitato lo scorso anno e che già mi aveva profondamente deluso, fetore del mare incluso.
L’unica cosa che mi piace davvero molto sono alcuni cipressi simili a bonsai cresciuti sulla roccia insieme ad altre piante ormai secche ma parecchio ornamentali (foto N° 495).
Pebble Beach, meta finale della 17-Mile Drive, si rivela molto più carina ma anche parecchio finta e costruita. Belli davvero però i campi da golf perfetti in riva al mare (foto N° 496 e 497).

Usciamo dalla strada a pagamento con la considerazione finale che la visita alla 17-Mile Drive è veramente inutile, una perdita di tempo prezioso che più avanti nel corso della giornata rimpiangeremo parecchio.
Arriviamo così a Carmel by-the-sea (4.000 abitanti). Subito ci fermiamo in spiaggia che almeno questa si rivela molto carina e serena, con sabbia bianca finissima (foto N° 498).
Rimaniamo giusto un attimo comunque, poi attraversiamo il paese su Ocean Avenue trovando tanti splendidi cottages in stile normanno e molte gallerie d’arte. Davvero lussuoso e ben costruito questo paesino, peccato soltanto che non ce lo possiamo godere in quanto la macchina è ormai in riserva e non so quanta autonomia abbiamo ancora in questo stato!
Di solito abbiamo sempre fatto rifornimento quando il carburante arrivava al livello dell’ultima delle quattro tacche, però ormai è parecchio che non incontriamo distributori!
La nostra vista a Carmel alla fine si riduce quindi in soltanto una affannosa ricerca di una stazione di servizio che riusciamo finalmente a trovare dopo aver chiesto un po’ informazioni! ($ 30,01 – 2,799 $ al gallone).
Siamo salvi!
Ora che abbiamo il pieno siamo più sereni e tutto sembra volgere per il meglio. Inizia infatti ora la principale tappa di giornata, ovvero la visita lungo il Big Sur.
Big Sur non è il nome di un paese, in questo tratto costiero della California peraltro non esiste un paese vero e proprio.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:40:46
Big Sur è più un’esperienza che un luogo tangibile, la sua cruda bellezza incute quasi timore. Non esistono semafori, banche o centri commerciali, e quando il Sole tramonta le strade sono illuminate solo dalla Luna e dalle stelle. E in estate perfino quelle luci si spengono, perché spesso la costa è avvolta da una fitta nebbia…
Ecco la Hwy 1, sfondo per milioni di sogni e  migliaia di pubblicità di automobili…
La strada segue la pittoresca costa per 130 miglia (208 km) a sud fino a congiungersi con la Hwy 101 a San Luis Obispo...

Big Sur in pratica è questo tratto costiero della California attraversato dalla mitica Hwy 1, caratterizzato da parchi selvaggi e alte scogliere a picco sul mare.
Gli unici esercizi commerciali si concentrano nel tratto tra l’Andrew Molera State Park e il Pfeiffer Big Sur State Park.
L’entusiasmo rapidamente sale, mettiamo la Californiana Big Sur degli irlandesi The Thrills (http://www.youtube.com/watch?v=A1fGNCvZL_w&feature=fvst Bella bella e con un nostalgio video anni ’70!) a ripetizione e tutto cambia; spunta persino anche un meraviglioso Sole (foto N° 499).
Niente potrebbe andare meglio di così!
La Hwy 1, che in pratica seguiremo fino a Los Angeles, si arrampica sulle scogliere regalandoci viste mozzafiato (foto N° 500 e 501).    
Lungo tutto il percorso ci sarebbero varie attrattive da vedere o visitare, che però non sono facilmente individuaibli in quanto non esistono vere mappe di questa zona. La cosa perfetta è però che ogni 200 metri ci sono apposite piazzole di sosta dalle quali poter ammirare un panorama sempre diverso ma ogni volta meraviglioso. Risultato? Ogni 200 metri siamo sempre fermi, non arriveremo mai a Santa Barbara! (la nostra meta finale di giornata, ndr).
Le condizioni meteo, come già letto, mutano rapidamente anche nel breve spazio di pochi chilometri, passando dallo splendido Sole ad un cielo grigio e minaccioso, se non quando questo non si vede neppure a causa della nebbia che avvolge la strada e le montagne circostanti.
Dopo alcuni chilometri avvistiamo in lontananza un bel ponte (foto N° 502 e 503); in principio penso si tratti del più famoso Bixby bridge, mentre invece leggiamo dal cartello che questo è invece il Rocky Creek Bridge, altrettanto bello comunque.
Nel frattempo il meteo continua rapidamente a mutare di stato, con il cielo alle nostre spalle che si fa davvero minaccioso ma che regala delle tonalità di luce straordinarie! (foto N° 504)
Strepitoso, tutto assolutamente strepitoso!
La nostra intenzione sarebbe quella di fermarci ad osservare il tramonto dalla Morro Bay dato che questo dalle foto che avevo visto appariva talmente bello da non poterlo nemmeno esprimere a parole, solo che da dove siamo ora è distante all’incirca 150 km e noi siamo sempre fermi! Non ce la faremo mai ad arrivare in tempo per il tramonto!
Solo che come fai a non fermarti giusto almeno per un attimo quando vedi dalla scogliera dei panorami del genere?!? (foto N° 505). Impossibile!  
Il nostro viaggio diventa così quasi una corsa contro il tempo, con le soste che rimangono frequentissime ma anche brevissime, giusto il tempo di scattare una foto.
Non è necessario comunque doversi fermare per ammirare queste straordiarie viste che rimangono sempre ben visibili alla nostra destra.
Poi così, senza nessun avvertimento, ci appare davanti cogliendoci impreparati il Bixby Bridge, al quale posso scattare soltanto una foto in corsa (foto N° 506). Questo è uno dei simboli di Big Sur nonchè uno dei ponti più alti ad una sola arcata al mondo, 279 m di lunghezza e 79 m di altezza.
A ponte ormai superato troviamo una nuova piazzola di sosta dalla quale posso scattare un’altra foto alle infinite acque del Pacifico ed al Bixby Bridge ormai in lontananza (foto N° 507 e 508).
Non riesco davvero a trovare parole adatte per commentare la vista, tutto quello che mi appare davanti agli occhi è di una bellezza sconvolgente.
La strada prosegue con il Sole che scompare completamente offuscato da una nebbia fittissima (foto N° 509 e 510).
Spero solo di non fare tutta ‘sta corsa per arrivare in tempo per il tramonto alla Morro Bay e poi trovare la nebbia!
La nebbia sembra quasi un velo che si interpone tra noi, il mare e le scogliere, ma anche con questo sottile strato ad offuscare la visuale la vista sulla costa rimane straordinaria e comunque è tremendamente caratteristica! (foto N° 511).
Pochi chilometri comuque e questa quasi scompare del tutto, lasciando spazio ad un Sole incoraggiante ed a basse nuvole (foto N° 512 e 513).
Poco più avanti avvistiamo il Point Sur (foto N° 514). Questa è un’imponente roccia vulcanica che da lontano appare come un’isola ma in realtà è collegata con la terra ferma con un cordone litorale (anche se col salire della marea immagino diventi non raggiungibile in auto!). In cima alla roccia, a 110 m sul livello del mare, si trova il Point Sur Lightstation (http://www.youtube.com/watch?v=fjR2At2ZuYw&hl=it), un faro del 1899 restato in funzione fino al 1974.
Certo che la sua visita dev’essere estremamente suggestiva, ma ovviamente dobbiamo tirare avanti.
Incredibilmente però qua avvistiamo anche alcune mucche al pascolo! (foto N° 515)
E questi da dove vengono fuori?!?
Boh, probabilmente saranno animali selvatici visto che non ci sono abitazioni od altri segni di vita civilizzata a perdita d’occhio.
Torna ora il sereno ed anche noi sembriamo risorgere da uno stato di smarrimento causato dalla nebbia (foto N° 516).
Non c’è niente di meglio che attraversare questi selvaggi e continuamente in mutazione scenari accompagnati dalla strepitosa colonna sonora del film Into The Wild firmata Eddie Vedder! (http://www.youtube.com/watch?v=32Js2Ef5Ojg&NR=1)
Film di una bellezza straordinaria e con una colonna sonora talmente perfetta che non ci può essere l’uno senza l’altro!!
Magia pura.
Più avanti la Hwy abbandona la costa per inoltrarsi all’interno del Pfeiffer Big Sur State Park (foto N° 517). Un po’ mi spiace non vedere più le scogliere, ma anche addentrarsi nel parco è bellissimo. All’interno di questo ci sarebbero anche dei trails da seguire, con uno di questi che conduce fino alla bellissima Pfeiffer Beach (http://www.youtube.com/watch?v=I1XMaeKszZM), sarà però il fatto che andiamo di fretta ma non vediamo nessuna indicazione per arrivarci e perciò tiriamo dritto; peccato davvero.
La strada ritorna poi in breve a picco sulla scogliera con la vista che ritorna da sogno. È poi anche davvero straordinario ammirare quanto cambiano i colori a secondo se si guarda verso una prospettiva direttamente illuminata dal Sole o se invece la si osserva controluce (foto N° 518, 519 e 520).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:42:47
È tutto quanto davvero straordinario, sono davvero felice, non c’è altro posto al mondo in cui vorrei essere in questo momento. Chiunque dovrebbe godere di questi incredibili panorami!
Ormai totalmente conquistati dalle meraviglie di questo luogo realizziamo anche qualche filmato durante la guida con le colonne sonore di The Heinrich Maneuver (Interpol) ed ovviamente Big Sur (The Thrills); perfette!
Il Sole inizia velocemente ad abbassarsi con i colori che diventano più tenui regalandoci scenari inimmaginabili ed indescrivibili! (foto N° 521, 522, 523, 524)
Certo che non avrebbe quasi senso percorrere questa strada di mattina, si perderebbe tutto il fascino dei giochi di luce, dei colori del tramonto ed inoltre si avrebbe la quasi matematica certezza di trovare costantemente la nebbia. Inoltre questa strada è secondo me perfetta da percorrere in direzione sud in modo da avere il Sole sempre alle spalle (con il Sole negli occhi praticamente non si vedrebbe nulla!) e la magnifica scogliera ben illuminata costantemente alla destra, esattamente sotto di noi!
Molto più avanti, sempre nel Julia Pfeiffer Burns Park, ci sarebbe un altro dei punti più belli in assoluto del Big Sur, le McWay Falls (http://www.waterfallswest.com/waterfall.php?id=286 http://www.youtube.com/watch?v=oeSP30eIcfQ&feature=related), ma di nuovo non vediamo l’indicazione del trail per arrivarci e davvero a malincuore dobbiamo tirare avanti.
Altra splendida meta sarebbe la Jade Cove (http://www.hikinginbigsur.com/hikes_jadecove.html), ma il discorso è sempre lo stesso.
Procediamo fermandoci ad ammirare un’alta scogliera dalla bellezza sconvolgente (foto N° 525, 526). Chiunque in un posto da sogno come questo riuscirebbe a fare delle belle foto, anche uno come me totalmente negato!
Si sono fatte ormai le 7 pm ed il Sole molto rapidamente inizia davvero a calare nel mare. Siamo ancora indietrissimo ed a questo punto non nutriamo più alcuna speranza di arrivare alla Morro Bay con ancora i colori del giorno; poco male, non rimane che accontentarsi ed ammirare il tramonto da qui (foto 527, 528, 529, 530). Di una bellezza accecante, sconvolgente!
Il fascino e la bellezza di Big Sur è straziante; davanti a viste del genere si rimane ammutoliti, sconvolti, immensamente e totalmente intrisi da uno stato interiore di appagamento sconfinato, infinito! Il Sole in questo caso è veramente un disco infuocato ed abbagliante nel cielo!
A bordo di una Mustang decappottabile anche Francesco ed Alessandro erano partiti da San Francisco diretti a Los Angeles, viaggiando sulla Hwy 1, passando da Monterey ed attraversando Big Sur (http://www.youtube.com/watch?v=CQ4s2w2VFMw&feature=related Big Sur dal minuto 6, poi continua qui http://www.youtube.com/watch?v=VU8O7bL5qJA&NR=1&feature=fvwp impedibili, assolutamente straordinari!!)
Come dicono anche loro effettivamente questa strada diventerebbe ancor più perfetta nel percorrerla con una ragazza, magari una alla quale si vuole veramente bene. Tralascio le smancerie ma sono sicuro che avete capito la situazione che si verrebbe a creare.
La Hwy 1, soprattutto in questo suo tratto, è la strada più bella di qualsiasi altra sulla faccia della Terra; tutti quanti dovrebbero davvero poterla percorrere, è straordinaria, anzi molto di più! Di una bellezza incomparabile!
Come già facevano i ragazzi, anche noi a questo punto inseriamo il bell’album dei Last Shadow Puppets “The Age Of The Understatement”, che davvero ben si adatta al viaggio verso il tramonto e che comunque già sarebbe da avere per la stupenda immagine di copertina (http://www.ondarock.it/recensioni/2008_thelastshadowpuppets.htm)
Praticamente un sogno lucido ad occhi aperti (http://www.youtube.com/watch?v=VVFNFascIak).
Forse sarebbe davvero il caso di dedicare alla visita del Big Sur due giornate in modo da poter seguire i vari trails e raggiungere anche i punti accessibili soltanto a piedi come le straordinarie McWay Falls. Così però forse si perderebbe un po’ quel meraviglioso senso di sconvolgimento nel quele inevitabilmente si cade nell’attraversare questa zona in un’unica giornata, quindi alla fine diventa una questione di scelte. Potessi tornare indietro di sicuro almento eviterei di perdere tempo a Monterey, Pacific Grove e soprattutto nella 17-Mile Drive!
Dopo le 7.30 pm le tenebre iniziano ad impossessarsi del mare, delle scogliere ed anche di noi.
Ormai in queste condizioni non si vede più nulla, a questo punto l’unico costante pensiero è quello di arrivare a Santa Barbara il più presto possible.
Durante il percorso la strada passa da San Simeon dove l’attrazione principale sarebbe l’Hearst Castle (http://en.wikipedia.org/wiki/Hearst_Castle). Poco più a nord altra favolosa spiaggia sarebbe Piedras Blancas (http://www.beachcalifornia.com/piedras.html) sulla quale numerose colonie di elefanti marini si distendono al torpore del Sole.
Arriviamo alla Morro Bay senza ormai inutili soste. Si sono fatte le 8.40 pm, il buio avvolge tutto e dell’oceano si avverte soltanto una percezione e qualche bagliore.
Mancano ancora 120 miglia (192 km) prima di arrivare a Santa Barbara, un’infinità.
La nostra meta finale ci appare lontanissima laggiù da qualche parte, talmente distante da non avere nemmeno una cognizione razionale di quanto relamente manchi ancora. Tutto appare estremamente confuso, quasi non avessimo più una guida o una meta da seguire (foto N° 531).
Ci siamo alzati prestissimo, abbiamo già percorso una marea di chilometri ed attraversato talmente tanti scenari da non rendersene nemmeno conto, ma ora davvero, l’unica cosa che voglio veramente è arrivare il più presto possible.
Il cd dei Last Shadow Puppets continua a scorrere, ascolto su ascolto. Ormai lo avremo già sentito  quattro o cinque volte di fila ma non ho nemmeno più la forza e le motivazioni per alzare il braccio fino all’autoradio e toglierlo.
Si passa da San Luis de Obispo (con il suo eccentrico Madonna Inn ed il Bubble Gum Alley http://en.wikipedia.org/wiki/Madonna_Inn  http://en.wikipedia.org/wiki/Bubblegum_Alley), Pismo Beach (http://en.wikipedia.org/wiki/Pismo_Beach,_California) ed anche vicino a Los Olivos (dove si trova la Neverland di Michael Jackson http://it.wikipedia.org/wiki/Neverland_Ranch) ed a Solvang (Danish Village con case in stile nordico e mulino a vento http://www.solvangca.com/1/photo/index.html).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Novembre 2009, 08:43:32
Arriviamo finalmente a Santa Barbara che si sono fatte le 11 pm; credevo non saremmo arrivati mai più. In giornata abbiamo percorso 378 miglia (605), tutte guidate da me, che se andiamo a sommare a quelle che già avevamo percorso ieri andiamo a raggiungere oltre 1.900 km!!
Per fortuna domani sarà una giornata molto più tranquilla ed avremo modo di recuperare le energie.
Prima di arrivare al Motel ci fermiamo da Jack in The Box a prendere un doppio cheeseburger con patatine fritte; sono talmente stanco che una volta che sarò in stanza non ne vorrò davvero sapere di uscire, quindi meglio fermarci ora!
Il nostro Hacienda Motel (http://www.haciendamotel.com/) si rivela perfetto, con un’ottima stanza ed un bel bagno, come tutti i motel in generale del resto.  
Ceno faticosamente ed in fretta, sacrosanta doccia liberatoria, poi mi infilo a letto che sono le 12.45 am.
Sono davvero distrutto ed inoltre ho gli occhi sbarrati che quasi mi provocano dolore nel chiudere le palpebre. Davvero non saprei ricordare una volte precedente in cui mi ricordo di essere stato così stanco.
Davanti a me una rigenerante notte di pesantissimo sonno, ma se mi guardo indietro vedo la straordinarietà delle aziende della Silicon Valley, Google su tutte, e soprattutto l’accecante bagliore del tramonto su Big Sur.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 10 Novembre 2009, 10:17:03
Citazione
Ops, I did it again...
Allora, scusate ma il prossimo pezzo del racconto mi è di nuovo uscito lunghissimo... Anche in questo caso però mi sembrava davvero un peccato spezzare in due la narrazione della giornata, per cui preferisco postarlo tutto in una volta.
Quella che segue è stata una giornata davvero straordinaria, di sicuro una delle migliori, vedete comunque voi se avete un'oretta di tempo a disposizione o altrimenti spezzate pure il racconto secondo le vostre esigenze.

Vai tranquillo Luca. Penso che non ci sia nessuno qui che ti chiederà di accorciare, ci stai regalando molto.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 10 Novembre 2009, 11:42:57
WOWWW credo che vedere posti come google che è entrato prepotentemente nella vita di tutti sia una cosa mitica...xò credimi le sensazioni che hai provato viaggiando il big sur credo che siano davvero uniche non hanno pari,è stato stupendo leggere tutto d'un fiato...xò un salto a cupertino alla sede della apple dovevi farlo eh :P


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: framant - 10 Novembre 2009, 22:01:27
Va benissimo qualunque cosa, Luca.
Leggerti è un piacere. :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Novembre 2009, 11:11:32
Citazione
Citazione
Ops, I did it again...
Allora, scusate ma il prossimo pezzo del racconto mi è di nuovo uscito lunghissimo... Anche in questo caso però mi sembrava davvero un peccato spezzare in due la narrazione della giornata, per cui preferisco postarlo tutto in una volta.
Quella che segue è stata una giornata davvero straordinaria, di sicuro una delle migliori, vedete comunque voi se avete un'oretta di tempo a disposizione o altrimenti spezzate pure il racconto secondo le vostre esigenze.

Vai tranquillo Luca. Penso che non ci sia nessuno qui che ti chiederà di accorciare, ci stai regalando molto.
Grazie Spino!  ;)

Citazione
WOWWW credo che vedere posti come google che è entrato prepotentemente nella vita di tutti sia una cosa mitica...xò credimi le sensazioni che hai provato viaggiando il big sur credo che siano davvero uniche non hanno pari,è stato stupendo leggere tutto d'un fiato...xò un salto a cupertino alla sede della apple dovevi farlo eh :P
Hai ragione Ettore, Big Sur è veramente un'esperienza più che un luogo! Davvero straordinario!
Per la Apple poi me ne sono pentito subito dopo... Non sono mie, comunque qua ci sono alcune foto dell'Headquarter http://www.officesnapshots.com/2008/02/04/apple-hq-cupertino-campus/

Citazione
Va benissimo qualunque cosa, Luca.
Leggerti è un piacere. :)
Grazie mille anche a te Framant, anche per me è un piacere condividere con voi le mie esperienze.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Novembre 2009, 08:10:55
23/07/2009 Giovedì – Santa Barbara, Malibu, West Hollywood.

Sveglia alle 7.35 am. Era tanto ormai che non dormivamo sette ore, un po’ di riposo ci voleva.
Chiudiamo le valige, indosso i miei vestiti da California con camicia a quadretti da portare aperta con maglietta sotto, salutiamo l’Hacienda Motel e si riparte.
Colazione con i biscotti in macchina.
Sarà un luogo comune, ma a Santa Barbara (93.000 abitanti) ci sono veramente solo che delle belle ville! Questa città è rinomata per essere una località in cui la gente facoltosa viene a vivere una volta andata in pensione e dove quindi può godere del meraviglioso clima e del mare.
Girando in auto a caso per le strade attraversiamo dei bei viali alberati sui quali sorgono splendide abitazioni, con giardino perfetto ovviamente (foto N° 532, link http://www.flickr.com/photos/44249411@N03/)
L’influenza spagnola in questo paese è parecchio evidente, la si avverte immediatamente nello stile architettonico dei palazzi più antichi, dalle tante Chiese e soprattutto dalla Mission Santa Barbara, definita anche “la regina delle missioni” (foto N° 533).
Tutto davvero molto bello.
La giornata è serena, l’aria è leggera e spensierata, i giardinieri curano i pratini perfetti, i ragazzi fanno jogging e le signore portano a spasso il cane; te lo credo che vogliono vivere tutti qui, è un paese perfetto!
Ci dirigiamo verso lo Stearns Wharf (il molo cittadino) passando su State St. Questa viale alberato è la principale strada della città, su di esso si trovano gli esercizi commerciali ed i locali notturni, il tutto immerso nel solito meraviglioso clima sereno (foto N° 534).
Della serie “Stress” è una parola che non esiste sul mio vocabolario…
Il molo è costruito sempre sulla falsa riga di tutti gli altri, con la camminata sulle assi di legno che ci inoltra per un centinaio di metri nel blu dell’oceano (foto N° 535). Anche su questo, alla sua estremità, c’è un grande buco recintato che permette di guardare il fondale ed i pali di sostegno, stavolta niente leoni marini però.
Restiamo un po’ a goderci la magnifica atmosfera poi risaliamo in auto diretti verso nord su Cabrillo Blvd, meravigliosa strada costiera. Su questo ampio viale circondato da altissime palme sorgono altre bellissime abitazioni con vista direttamente sull’oceano; splendido (foto N° 536).
Purtroppo forse non avverto più quel senso di esaltazione che sentivo lo scorso anno esplorando questi paesini californiani e le loro meravigliose spiagge, la seconda volta forse non si rimane più sbalorditi da ogni cosa, riesco però a godermi maggiormente il tutto, a metabolizzare questo clima così pacifico e sentirmi parte di esso, ed è una sensazione decisamente piacevole.
Dopo poche centinaia di metri arriviamo alla Leadbtter Beach, splendida spiaggia delimitata da un verde giardinetto ed alte palme, rinomata per essere un buon posto per il surf ed il wind surf; oggi però il mare sembra essere tranquillo (foto N° 537).
Giriamo l’auto e ci mettiamo stavolta in direzione sud. Di nuovo ci fermiamo però poche centinaia di metri dopo, su Channel Drive nei pressi dello splendido Biltmore Hotel e della piccola Butterfly Beach che si trova di fronte (foto N° 538). Questo è un posto molto posh, tant’è che la Lonely Planet indica che vi avremmo trovato personaggi in completo di Armani ed occhiali Gucci.
Non vediamo niente di tutto ciò, ma il lusso è evidente.
Un ragazzo sta facendo yoga in spiaggia, mi chiedo che tensione dovrà mai scaricare. Di certo però è rilassante stare ad ammirarlo.
Risaliamo in macchina costeggiando la costa ed immettendoci in strade laterali che entrano in aree con vegetazione abbondante e spontanea. È proprio nel nostro girovagare che troviamo l’accesso ad una casa, praticamente immersa nella foresta, davanti al quale è radunato un numeroso gruppetto di lavoratori ispanici… Esattamente come mi immagino il classico luogo in cui vive un trafficante di droga colombiano!
Scatto una foto al volo senza fermarmi, si sa mai che si tratti realmente di una cosa del genere… (foto N° 539)
La zona interna di Santa Barbara, sui pendii delle colline, è chiamata Santa Barbara Wine Country in quanto si trovano moltissimi vigneti. Un film carino da vedere dove i protagonisti fanno un viaggio girando tra le degustazioni dei vari vigneti è Sideways.
Un paio di chilometri a sud di Santa Barbara si trova Summerland, splendida località dal nome decisamente invitante. Usciamo dalla Hwy 101 giusto per farci un giro, approfittando anche del fatto che dobbiamo fare rifornimento ($ 20 – 3,099 $ al gallone).
Non che ci sia qualcosa di particolare da vedere, ma è piacevole ritrovarsi immersi in questa piccola località.
Poco più a sud, subito dopo Carpenteria, si trova il Rincon Beach Park, classificato come la Best Surf Beach della contea di Santa Barbara (uscita dalla Hwy 101 Bates Road, subito dopo l’uscita Santa Claus Lane, spettacolo!).
È ovvio che ci fermiamo.  
Parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo lungo il viale sterrato, sul quale si trova un cartello a forma di tavola da surf dove sono indicate alcune regole da rispettare (foto N° 540).
Già mi piace!
Il percorso passa in mezzo alla vegetazione spontanea ed in breve arriva ad una piccola ed appartata spiaggia (foto N° 541). Questa si trova giusto sotto la Hwy, ma ha un aspetto così naturale e selvaggio che sembra di essere in un mondo incontaminato; decisamente una bella sensazione. L’oceano è piuttosto piatto ma già arrivano alcuni ragazzi in muta e tavola da surf; hanno persino costruito un capanno in legno con tetto in foglie di palma dove magari attendere l’onda o mangiarsi qualcosa! E c’è persino un’amaca! (foto N° 542).
Bellissimo!
Ripartiamo sulla Hwy 101 con la meravigliosa vista sul mare costantemente alla nostra destra. Ad un certo punto avvistiamo un isolotto, un piccolo atollo con alte palme in mezzo all’acqua raggiungibile con un caratteristico ponte fantastico! (foto N° 543)
Ci avviciniamo, ma quando siamo all’inizio del ponte scopriamo da un cartello che si tratta di una base militare e pertanto non vi si può andare; che spreco.
Una cinquantina di chilometri a sud di Santa Barbara la Hwy 101 abbandona la costa per andare sull’interno, così prendiamo la Hwy 1 per un breve tratto fino ad immetterci, poco prima di Malibu, sulla meravigliosa Pacific Coast Highway (PCH, ndr) fiancheggiata direttamente dal mare e dalle montagne (foto N° 544).
La costa della California è decisamente favolosa.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Novembre 2009, 08:13:18
La giornata di oggi è interamente dedicata alle spiagge, per cui, una decina di chilometri prima di Malibu, ci fermiamo alla Leo Carrillo State Beach.
Anche questa è una spiaggia piccola, incontaminata e perfetta per i surfisti (foto N° 545), che come sempre amano l’estremo andando a surfare vicino all’unico scoglio nel mare (foto N° 546).
Davvero perfetta per il surf!
Pochi chilometri più a sud si trova la mia spiaggia preferita in assoluto della California, El Matador State Beach, dove già eravamo stati lo scorso anno.
Se consideriamo anche il precedente viaggio arrivando fin qui posso ora dire, con un certo orgoglio, di aver percorso tutta la costa ovest degli Stati Uniti da nord a sud. Rimarrebbero giusto quei dieci chilometri che separano San Diego da Tijuana, la prima città del Messico, che ora mi pento ancor di più di non aver visitato.
Posso comunque ritenermi più che soddisfatto.
Parcheggiamo l’auto, compiliamo il cartellino, inseriamo $ 5 nell’apposita cassetta (avevo già spiegato tutto nel mio racconto dello scorso anno, inutile che mi ripeta) e scendiamo la scogliera (foto N° 547, 548, 549, 550, qua ci sono anche alcune mie foto dello scorso anno http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/).
La vista è straordinaria!
Sulla spiaggia troviamo diversi ragazzi ma senza troppo affollamento, il giusto. Ci sono inoltre alcune ville con accesso diretto sulla spiaggia, chissà quanto devono costare (foto N° 551).
Facciamo una passeggiata in riva al mare, anche se però per oltrepassare le ville devo passare sotto i piloni di fondazione arrampicandomi sugli scogli.
Enea rinuncia subito, io invece con un balzo riesco ad evitare l’onda.
Vado avanti un altro po’ poi torno indietro a recuperare il mio amico (foto N° 552).
Torniamo nella zona più animata dove le rocce delle scogliere entrano praticamente in acqua (foto N° 553, 554, 555). Così naturale, così perfetta.
Stavolta l’onda mi prende in pieno, così mi decido a togliermi le scarpe e pure la maglietta.
Questa spiaggia è frequentata da diversi tipi di gente, ci sono le famiglie, ragazzi estremamente tatuati tipici di LA, fino ad alcune ragazze davvero deliziose. C’è una ragazza bionda ed abbronzata in bikini nero che ci lascia poi praticamente di sasso, una vera sirena!
E… sì, se vi state chiedendo se le ho scattato una foto la risposta è sì, più di una, però mi vergogno troppo a postarle…
Rimaniamo quasi un’ora, godendoci le meraviglie di questa spiaggia nascosta e realizzando qualche filmato scemo alla JD di Scrubs.
Risalgo la scogliera scattando un’ultima foto al grande e bellissimo masso (foto N° 556).

Sulla nostra auto mi sento ormai perfettamente a mio agio. L’unica cosa che mi dà noia è il telecomando della chiave visto che tutte le volte che premo il pulsante per la chiusura, questo fa dare un colpo di clacson che spezza l’armonia di questo posto. Questa è una cosa che c’è praticamente in tutte le macchine americane (o almeno quelle che ho guidato io), ora me ne lamento ma più avanti verrà utile, eccome se verrà utile…
Prossima fermata è Zuma Beach, giusto un paio di chilometri più a sud di El Matador.
Su questa grande spiaggia così tipica della California (foto N° 557) sono state girate gran parte delle riprese di Baywatch. Inutile negarlo ora, prima o poi tutti lo abbiamo guardato. Niente bagnine mozzafiato comunque, purtroppo.
Me ne accorgerò soltanto quando guarderò le foto a casa, ma mentre scattavo una foto alla bagnina ho pure inquadrato un delfino (o uno squalo?!) in mare a pochi metri dalla riva!
Nella foto si vede giusto una pinna nera che esce dall’acqua e la pelle lucida, comunque presumo si trattasse di un delfino visto che non assistiamo a scene di panico o cose simili. Bellissimo comunque che si spingano fin così a riva, anche se ammetto che se fossi stato in acqua ed avessi avvistato una pinna avrei fatto un certo scatto verso riva!
Ripartiamo fermandoci un paio di chilometri dopo nella piccola lussuosa località di Point Dume, dove sorgono diverse bellissime ville circondate dalle palme (foto N° 558).
Vorremmo scendere nell’appartata spiaggia, ma a quest’ora l’apposito parcheggio (giusto con soltanto una decina di piazzole!) è ormai tutto pieno e lungo la strada non si può lasciare la macchina, così a malincuore rinunciamo.
Pazienza, in fondo però c’eravamo stati anche lo scorso anno. Per venire qua comunque bisogna davvero arrivare di mattina.
Procediamo ora senza soste fino a Malibu, una decina di chilometri più avanti. Tra le località costiere della LA County questa con il suo fascino si lussuoso ma anche naturale, è decisamente la mia preferita. Può essere benissimo presa a rappresentare la bellezza della costa californiana.
Parcheggiamo l’auto praticamente nello stesso posto dello scorso anno, nei pressi di un centro commerciale, quindi ci avviamo a piedi lungo la strada.
È ora di pranzo, così andiamo a rifocillarci da Jack in the Box che si trova giusto davanti alla rinomata spiaggia di Surfinder. Doppio cheeseburger, patatine fritte e limonata per il mio pranzo decisamente americano. Sfrutto anche l’unlimited refill uscendo con il bicchierone pieno, tanta dissetante limonata tutta per me.
Uno dei miei sogni di questo viaggio è fare surf sulla mitica spiaggia di Surfinder così, prima di immergere i piedi nella sabbia, ci rechiamo al negozio di surf che si trova cento metri più avanti per prendere informazioni sul noleggio dell’attrezzatura. Avendo già fatto una prima esperienza di surf lo scorso anno nelle pacifiche acque di Seal Beach, quest’anno niente corso, solo attrezzatura, e voglio anche delle belle onde!
Il ragazzo del negozio è un tipo in gamba e simpatico, ci spiega un po’ tutto e dice anche che è piuttosto inusuale trovarne degli italiani da queste parti in questo periodo, di solito arrivano ad Agosto; meno male…
A domenica allora, non vedo l’ora di tornare a surfare!!
Facciamo la passeggiata sul molo con la passerella in legno, rimanendo ad ammirare le dolci colline a picco sul mare e soprattutto i surfisti; ancora due giorni e lì ci sarò anche io!
(Anche di Malibu e Surfider avevo già messo diverse foto lo scorso anno, inutile che torni ad inserirne, potete vederle sempre allo stesso link di prima http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/).
Passeggiamo quindi un po’ sulla spiaggia ammirando i surfisti che risalgono a riva. Le spiagge sono sempre divise, c’è la zona in cui fare il bagno e la zona dedicata ai surfisti, che per una volta si devono accontentare di non fare surf estremo visto che la zona intorno al pier è riservata ai bagnanti (foto N° 559).
Che voglia di entrare in acqua con muta e tavola!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Novembre 2009, 08:16:21
Attendiamo domenica però, come da programma.
Risaliamo in auto diretti sempre verso sud sulla bellissima PCH. Non che ci interessi troppo vedere le case dei personaggi famosi che si trovano sulle colline di Malibu, però avvistiamo una stradina che si arrampica e decidiamo di seguirla. Ottima scelta.
Arriviamo ad una mega villa che non so a chi appartenga però nel cortile ci sono auto di lusso e fiori curati, e la vista dell’oceano sottostante è particolarmente rigogliosa (foto N° 560).
Capito perché vengono a vivere qui??! È favoloso!
Anche Francesco in Lazarus veniva a girare da queste parti, tra Zuma e le ville di Malibu http://www.youtube.com/watch?v=LXvxnb61EW4
Il nostro viaggio lungo la costa californiana non è ancora terminato, riprendiamo la PCH fino ad arrivare alla Will Rogers State Beach, tre chilometri prima di Santa Monica. Anche questa spiaggia è stata utilizzata per le riprese di Baywatch (foto N°561).
Quest’anno decidiamo di non fermarci a Santa Monica, che sarà anche la località costiera più carina per quanto riguarda il paese, ma la spiaggia proprio non mi piace, sembra quasi di essere a Riccione con tutto quell’affollamento ed il luna park sul molo.
Già che siamo in attraversamento del paese decidiamo però di fermarci da Epic Records (2100 Colorado Ave, Santa Monica).
Ricordate lo scorso anno quando vi parlavo di questo telefilm/reality, The Hills, ambientato a Los Angeles?
Bene, Epic Records è dove lavora Audrina. Quest’anno purtroppo in Italia non avevano trasmesso nessuna nuova serie (fino al momento della mia partenza, ndr) e purtroppo per guardare le nuove puntate in streaming in internet non avevo avuto tempo, per cui non avevo aggiornamenti recenti. Nonostante come serie sia un po’ una scemenza (anche se rispecchia esattamente la vita a Los Angeles), per chi viene da queste parti può essere davvero un’ottima fonte da cui trarre cose da vedere in città, soprattutto per chi è al primo viaggio e soprattutto per i locali notturni.
“Ma dopo quando siamo lì cosa vuoi fare, vuoi provare ad entrare?” chiede Enea.
“Eh sì!! Cosa facciamo, stiamo fuori?! Dai che andiamo a trovare Audrina!” rispondo.
Detto, fatto, o quasi…
Purtroppo col fatto che non avevamo aggiornamenti recenti su The Hills arriviamo da Epic Record trovando l’edifico completamente sgombro! (foto N° 562)
Peccato davvero perché come uffici sarebbero veramente belli e peccato anche perchè pure quest’anno niente Audrina!
Non si è ancora fatto tardi, ma decidiamo comunque di avviarci verso il nostro motel a WeHo (West Hollywood, ndr) in modo da poterci preparare per la serata in tutta tranquillità, almeno per una volta.
Percorriamo quindi tutto il Santa Monica Blvd che ci porterà direttamente al Motel e che oltretutto ci da la possibilità di viaggiare pure quest’anno sul tratto finale della Route 66! (foto N° 563). Attraversiamo anche tutta Beverly Hills con le sue favolose villette ed i verdi giardini, passando davanti anche alla bella City Hall (foto N° 564).
Arriviamo all’Alta Cienega Motel (1005 N La Cienega Blvd, West Hollywood www.altacienegamotel.com) sulle note di People Are Strange dei Doors, come omaggio a Jim  Morrison visto che pure lui ha abitato qui per diversi mesi http://www.youtube.com/watch?v=GJY8jJkDoMY

Oggi tutto sommato abbiamo percorso un tratto abbastanza breve, in totale le miglia percorse sono state 115 (184 km).
Questo comunque è lo stesso motel nel quale abbiamo alloggiato lo scorso anno (alcune mie vecchie foto http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page9/), confermato in quanto è quello che costa meno ed oltretutto è situato in posizione davvero perfetta per come vogliamo vivere noi la città.
La camera che ci capita è pure migliore rispetto alla precedente, anche se sempre piuttosto squallida come piace a noi…
Inizio a sistemare un po’ le mie cose e lavare un po’ di biancheria, mentre nel frattempo Enea si reca al 7 Eleven che si trova a 50 metri per gli acquisti per la cena.
Finalmente da stasera, dopo tanti chilometri On the Road, si tornano a fare le cose sul serio!



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 18 Novembre 2009, 09:46:59
Sai Luca che mi stai facendo venir voglia di tornare in California?
Che figata, nebbia di mattina presto e dopo un gran sole, aria fresca e asciutta, spiagge, ville e acqua gelida...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 18 Novembre 2009, 10:17:25
Citazione
Sai Luca che mi stai facendo venir voglia di tornare in California?
Che figata, nebbia di mattina presto e dopo un gran sole, aria fresca e asciutta, spiagge, ville e acqua gelida...
Io non ne ho mai abbastanza!  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 18 Novembre 2009, 19:59:27
Ciao a tutti e ciao soprattutto a Luca (dato che è il creatore della discussione)! Sono diversi mesi che vi seguo, ma fino ad ora non ho scritto nessun messaggio, non c'è un motivo particolare, ma ero così preso a seguire i vari racconti che ho deciso di rimandare fino ad oggi.

In realtà avrei anche voluto aspettare la conclusione del racconto (straordinario tra l'altro) per farmi avanti, per complimentarmi per il viaggio e per il curatissimo diario, ma non credo ce ne sia bisogno, nel senso che i complimenti sono già più che meritati a questo punto, nonostante il viaggio sia poco più che alla metà (credo).

Detto questo devo dire Luca, che il tuo resoconto è davvero appassionante, credo di aver scoperto più cose sugli USA leggendo i tuoi racconti, che in tutti gli altri siti che ho visitato (nonostante in questo forum di spunti ce ne sono tantissimi, complimenti!). E non nego che ogni mattina mi collego al forum per vedere se c'è qualche aggiornamento! E' davvero un appuntamento immancabile! ;)

Io non sono mai stato negli Stati Uniti, ma spero di poter organizzare qualcosa per il 2011 o il 2012 sulla costa orientale.
Anche se leggere di questo viaggio mi fa venire una voglia indescrivibile di visitare la West Coast, spero ci sarà spazio per entrambe (in due momenti diversi naturalmente).

Una piccola curiosità, se posso, mi chiedevo, come fai ad essere così preciso e dettagliato? E' la tua memoria ad avere capacità sovraumane o tenevi una specie di diario durante il viaggio? ;)
E' una domanda di poco conto, lo so, ma sono rimasto talmente impressionato dal modo in cui scrivi che mi è sorta naturale.

Grazie per il racconto e ancora tanti tanti complimenti!
Resto sintonizzato per il seguito!

Ciao, Stefano.




Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 18 Novembre 2009, 21:40:20
Citazione
Ciao a tutti e ciao soprattutto a Luca (dato che è il creatore della discussione)! Sono diversi mesi che vi seguo, ma fino ad ora non ho scritto nessun messaggio, non c'è un motivo particolare, ma ero così preso a seguire i vari racconti che ho deciso di rimandare fino ad oggi.

In realtà avrei anche voluto aspettare la conclusione del racconto (straordinario tra l'altro) per farmi avanti, per complimentarmi per il viaggio e per il curatissimo diario, ma non credo ce ne sia bisogno, nel senso che i complimenti sono già più che meritati a questo punto, nonostante il viaggio sia poco più che alla metà (credo).

Detto questo devo dire Luca, che il tuo resoconto è davvero appassionante, credo di aver scoperto più cose sugli USA leggendo i tuoi racconti, che in tutti gli altri siti che ho visitato (nonostante in questo forum di spunti ce ne sono tantissimi, complimenti!). E non nego che ogni mattina mi collego al forum per vedere se c'è qualche aggiornamento! E' davvero un appuntamento immancabile! ;)

Io non sono mai stato negli Stati Uniti, ma spero di poter organizzare qualcosa per il 2011 o il 2012 sulla costa orientale.
Anche se leggere di questo viaggio mi fa venire una voglia indescrivibile di visitare la West Coast, spero ci sarà spazio per entrambe (in due momenti diversi naturalmente).

Una piccola curiosità, se posso, mi chiedevo, come fai ad essere così preciso e dettagliato? E' la tua memoria ad avere capacità sovraumane o tenevi una specie di diario durante il viaggio? ;)
E' una domanda di poco conto, lo so, ma sono rimasto talmente impressionato dal modo in cui scrivi che mi è sorta naturale.

Grazie per il racconto e ancora tanti tanti complimenti!
Resto sintonizzato per il seguito!

Ciao, Stefano.



Ciao Stefano. Anche se, in qualche misura l'hai gia' fatto qui, ti inviterei a scrivere un messaggio di presentazione nella sezione "Benvenuto".


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Novembre 2009, 08:39:34
Ma che bello ricevere questi complimenti così alla mattina!  :)
Per il racconto, come avrai notato, scrivere è una delle mie passioni e, nonostante ne siano già venute fuori 15 pagine di racconto, in effetti non siamo che a metà viaggio ancora!
Sembra increbibile anche a me, ma ancora devono venire migliaia di chilometri percorsi sull'asfalto, l'attraversamento di aridi deserti e tramonti indimenticabili, escursioni nei fiumi e le pazze nottate di Las Vegas... insomma ancora un sacco di cose e soprattutto New York come meta finale!
Per quanto riguarda la scrittura indubbiamente ho buona memoria, ma porto anche sempre con me in viaggio un moleskine dove annotare i miei appunti, ed un po' con quello, con le foto e le varie ricevute di viaggio, insomma alla fine riesco a ricostruire il tutto.
Augurissimi allora per i tuoi prossimi futuri viaggi!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 19 Novembre 2009, 11:34:18
Citazione
Ciao Stefano. Anche se, in qualche misura l'hai gia' fatto qui, ti inviterei a scrivere un messaggio di presentazione nella sezione "Benvenuto".

Si senz'altro! Passo subito nella sezione di "Benvenuto" per un saluto! ;)

Citazione
Ma che bello ricevere questi complimenti così alla mattina! :)

Sono più che meritati, e si estendono a tutti i tuoi racconti, anche quelli dei viaggi passati, che ho letto pagina per pagina! :)

Citazione
Per quanto riguarda la scrittura indubbiamente ho buona memoria, ma porto anche sempre con me in viaggio un moleskine dove annotare i miei appunti, ed un po' con quello, con le foto e le varie ricevute di viaggio, insomma alla fine riesco a ricostruire il tutto.

Grazie per aver soddisfatto questa piccola curiosità! ;) Te lo chiedevo perchè penso debba dare una bella soddisfazione rileggere del proprio viaggio, magari a distanza di anni, rivedere posti, rivivere certi momenti... credo proprio che lo adotterò come consiglio! Anche se fondamentale poi è l'abilità e la passione nello scrivere, come dicevi qualche riga fa.

Citazione
Sembra increbibile anche a me, ma ancora devono venire migliaia di chilometri percorsi sull'asfalto, l'attraversamento di aridi deserti e tramonti indimenticabili, escursioni nei fiumi e le pazze nottate di Las Vegas... insomma ancora un sacco di cose e soprattutto New York come meta finale!

Cercherò di non perdere neanche una delle prossime puntate!

Citazione
Augurissimi allora per i tuoi prossimi futuri viaggi! :D

Ti ringrazio molto! Spero davvero si possano realizzare, in ogni caso, quando arriverà il momento, non esiterò a scrivere qui nel forum per chiedere consigli e pareri! ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Novembre 2009, 12:01:50
Ah ma allora sei un lettore di lunga data!  ;D
Comunque non ti nascondo che effettivamente qualche volta vado pure io a rivedere alcuni pezzi dei miei vecchi racconti e quando mi immergo nella lettura mi è poi difficile staccarmi!
Se anche non partecipassi al forum io il mio racconto lo scriverei comunque; andare a rileggere quello che si è vissuto è davvero bellissimo e ti da delle grandi soddisfazioni!
Grazie di nuovo!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 19 Novembre 2009, 14:26:41
Citazione
Ah ma allora sei un lettore di lunga data!

Si di lunga data si, ma non così lunga per seguire "live" i tuoi altri racconti! Quelli me li sono letti tutti d'un colpo, mettendoci qualche pausa per mangiare e dormire!  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 21 Novembre 2009, 16:57:31
grande luca...leggerti oggi pomeriggio con il freddo che fa...e immaginare le spiagge della california non ha prezzo!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 21 Novembre 2009, 16:58:22
ps la foto della sirenetta però si doveva postare eh!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 23 Novembre 2009, 08:22:34
Citazione
ps la foto della sirenetta però si doveva postare eh!
::) ::) ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 23 Novembre 2009, 08:26:17
Cerchiamo di prepararci velocemente, il tempo a West Hollywood, per lo meno di sera, scorre sempre troppo in fretta e le cose da fare sono tantissime.
Per stasera abbiamo in programma veramente un sacco di locali, troppi effettivamente, ma i giorni di permanenza sono pochi e bisogna vivere in fretta.
Già per fare le liste, anche per posti magari di riserva, ho impiegato quasi un’ora in internet.
Via, usciamo, indossando il Power Suit ovviamente.
WeHo è nettamente la mia parte preferita di Los Angeles, quella più raffinata. Certo anche a LA ci sono diversi posti con musica rock e diverse celebri sale per musica live (dove peraltro in alcune eravamo già stati lo scorso anno), ma in questa città non c’è musica che piace a me, il tipico hard rock californiano non mi si addice. Tanto vale quindi buttarsi nei locali più hipster frequentati anche dai personaggi del jet set; del resto l’aspetto migliore di questa città è proprio questo, la sua sfavillante nightlife.
 Lo scorso anno odiavo Hollywood, troppo incasinata e frequentata da gente che a NY sarebbe tipo quella della Bridge and Tunnel crowd, in realtà però basta conoscere i posti giusti; tra l’altro proprio quest’anno hanno aperto alcuni locali in cui dovremo assolutamente andare.
In pratica WeHo per cominciare la serata bevendo qualcosa, poi a ballare ad Hollywood.
Avrei voluto iniziare la serata dal Foxtail (9077 Santa Monica Blvd, WeHo, a fianco del Troubadour), ma Sarah, ragazza che lavora nell’organizzazione di Bolthouse (dove lavora anche Haidi di The Hills, ndr), mi aveva avvertito che purtroppo era attualmente chiuso per rinnovo del locale e mi aveva quindi fatto altre proposte. Ora comunque è stato riaperto con il nome MI6 (http://clubmi6.com/).
Il primo locale della serata diventa così l’Apple Lounge (665 N Robertson Blvd btw W Santa Monica Blvd e Melrose Ave, WeHo http://www.applerestaurantlounge.com/), anche se quando ci passiamo davanti in macchina ci rendiamo subito conto che si trova nella zona gay cittadina. Cavolo, ‘sta zona mi aveva già fregato lo scorso anno. Questo non dovrebbe essere un locale gay ma preferiamo passare ai locali successivi.
Restiamo comunque a WeHo passando davanti al bellissimo Pacific Design Center (8687 Melrose Ave, WeHo http://www.pacificdesigncenter.com/ foto N° 565, link http://www.flickr.com/photos/44249411@N03/), ed arrivando al Villa Lounge (8623 Melrose Ave btw San Vicente Blvd e Huntley Dr. http://www.villalounge.com/) che dalle foto sembra davvero bellissimo.
Purtroppo però è ancora troppo presto ed all’ingresso, a parte il buttafuori, non c’è nessun altro.
Avrei in mente di andare in qualche altro locale in zona, ma se poi vogliamo trascorrere la maggior parte della serata in quelli ai quali teniamo maggiormente diventa già necessario iniziare a fare un po’ di tagli.
Si va quindi in direzione Sunset Strip, il punto più caldo e rinomato della nightlife di WeHo.
Questa zona si trova soltanto a poche centinaia di metri rispetto al nostro motel, così, visto che poi parcheggiare è praticamente impossibile, riportiamo a casa la macchina ed usciamo a piedi, come era già nostra abitudine dallo scorso anno.
La verità è che muoio dalla voglia e dalla frenesia di tornare al Ketchup (8590 Sunset Blvd, WeHo
http://www.dolcegroup.com/ketchup/) ristorante-lounge favoloso dove lo scorso anno eravamo rimasti praticamente ipnotizzati ammirando la ragazza della reception che correva su per la scala…
(Chi ha letto il mio precedente resoconto sono sicuro che ricorda di cosa sto parlando…)
Ho aspettato un intero anno prima di tornarci, veramente non vedo l’ora di esserci di nuovo, sperando di ritrovare anche lei.
Incamminarsi lungo il Sunset Blvd passando davanti ai vari localini e ristoranti che si affacciano sul marciapiede si rivela un vero piacere. Lo scorso anno questo celebre viale non mi aveva particolarmente impressionato, forse anche perché inevitabilmente mi veniva da paragonarlo con le zone di New York. Il fatto è che New York e Los Angeles sono due città totalmente differenti tra le quali fare dei paragoni diventa impossibile e pure sbagliato. L’East Coast e la West Coast sono veramente due mondi diversi, quasi altre nazioni, prima si riesce ad accettarlo ed a capirlo e meglio si godrà anche di ciò che LA ha da offrire.
Ovviamente anche per me la Big Apple è il massimo, ma credo che LA sia ingiustamente sottovalutata. È una città strana e difficile sotto molti punti di vista, ma con un po’ di esperienza e se si sa dove andare, allora diventa fantastica, strepitosa!
Il Ketchup si affaccia sulla famosa Sunset Plaza (foto N° 566); mi avvicino all’ingresso con un misto di sensazioni che vanno dall’eccitato allo speranzoso, ma anche un po’ agitato.
Sistemo la cravatta ed entriamo.
Purtroppo però in reception non troviamo la splendida ragazza mora dello scorso anno. Non che questa sia deludente, anzi, ma la verve e la frizzantezza dell’altra erano impareggiabili. E poi c’era stata quella scena…
Saliamo le scale trovando il solito splendido ambiente con tante belle ragazze a cena. (link alle mie foto dello scorso anno http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/page10/). Nella zona bar però non c’è molto, così dopo poco ce ne andiamo. Percorriamo quindi il Sunset Blvd a ritroso per ritrovare tutti gli altri nostri locali preferiti.
Innanzitutto ci fermiamo però al Grafton on Sunset (8462 West Sunset Blvd btw N La Cienega e N Olive Dr. http://www.graftononsunset.com/?chebs=gl_grafton), locale molto cool all’interno di un albergo. Non c’è però moltissima gente e non vediamo neppure la piscina.
Iniziamo a fare le cose davvero sul serio entrando al Katana (8439 W Sunset Blvd http://www.katanala.com/ http://www.katanarobata.com/katana).
Già salire la scalinata in marmo di accesso mi fa sentire bene.
Questo ristorante-lounge è veramente uno dei posti più hip di LA, già ci aveva particolarmente impressionato lo scorso anno. La riconferma però è ancor più gradita, vi giuro che ovunque guardi tra le varie sale di questo intimo ma veramente grande ristorante vedo solo delle ragazze ognuna delle quali potrebbe benissimo essere una modella!
É davvero impressionante, non può che infonderci una bella dose di buon umore, con uno smagliante sorriso che appare naturale sui nostri volti.
Fin che siamo in zona però vogliamo tornare anche in tutti gli altri fantastici lounge che già avevano deliziato le nostre serate un anno fa.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 23 Novembre 2009, 08:30:17
Prossima tappa è il Mondorian Hotel, che si trova giusto di fronte al Katana (8440 W Sunset Blvd http://www.mondrianhotel.com/#/home/). Come già vi avevo narrato, questo albergo ha due lounge, il più esclusivo è lo Sky Bar situato sull’attico ai bordi della piscina (http://www.mondrianhotel.com/default.aspx#/explore/?id=skybar), ma anche il ristorante-lounge è favoloso. Ci rechiamo all’ingresso dello Sky Bar, che ha un entrata separata rispetto al resto dell’hotel. Qua troviamo il selezionatore, lo ammetto, un ragazzo veramente bello, alto 1,90 cm se non di più, moro, abbronzato, spalle larghe, elegante e pure molto alla mano. Non siamo in lista e come presupponevo è dispiaciuto ma non può farci passare. Lo vedo però che apprezza il nostro look ed i nostri eleganti vestiti, così ci dice di farci mettere in lista e di tornare domani sera.
Vedremo.
Lo salutiamo ed entriamo nell’albergo. La grande hall con il pavimento in parquet e luci basse d’atmosfera è davvero molto accogliente. Lo scorso anno nell’elegante ristorante avevamo incontrato, tanto per cambiare, veramente tante ragazze bellissime, fini ed eleganti.
Il problema delle belle donne è un grave problema che affligge Los Angeles. Qua cercano in ogni modo di smaltirle ma senza riuscirvi… come disse Francesco in Lazarus dopo un paio di giorni in città…
Stasera però questo grave problema lo si avverte un po’ meno del solito, c’è apparecchiato solamente il lungo tavolo centrale per quella che all’apparenza potrebbe anche essere una cena di lavoro (foto N° 568). Ci affacciamo alla grande vetrata in fondo alla sala dalla quale si gode di una vista strepitosa sulla città sottostante. In fondo alla sala c’è poi anche l’accesso per l’ampio patio esterno costruito intorno alla piscina. Qua l’illuminazione diretta è quasi inesistente, c’è soltanto un po’ di luce diffusa attraverso candele o lumini d’arredo; tutto molto bello e d’atmosfera.
Ad ogni modo non possiamo inoltrarci molto in quanto l’accesso è riservato ai clienti dell’albergo.
Passiamo così al The Standard Hotel che si trova cento metri più avanti sul Sunset Blvd (foto N° 569, 8300 Sunset Boulevard WeHo http://www.standardhotels.com/hollywood/).
Se ricordate anche di questo albergo con il bellissimo lounge vi avevo già parlato lo scorso anno, era quello deve l’attrazione principale è una ragazza in slip e canotta sdraiata dentro ad una teca in vetro… ovviamente un richiamo irresistibile per i maschietti (alcune mie foto dello scorso anno http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page5/).
Stasera c’è una bella biondina che legge un libro.
Ad ogni modo l’atmosfera qui dentro è sempre splendida come ricordavo, tutto estremamente bello.
Ok, inizia a farsi tardi, è ora di andare ad Hollywood.
Ritorniamo velocemente in motel passeggiando sul Sunset Blvd (foto N° 570). Prendiamo la macchina e via verso Hollywood lungo l’Hollywood Blvd, il Boulevard of Broken Dreams, con i Does It Offend You Yeah che pompano duro nell’autoradio.
Una delle cose che mi da più soddisfazione è che ormai ci destreggiamo benissimo tra queste zone, non c’è nemmeno bisogno di impostare il navigatore. Ci sentiamo quasi di casa ed è decisamente una bella sensazione.
Avvistiamo la Walk of Fame con le stelle nei marciapiedi, l’Hollywood & Highlands, il Chinese Theatre, il Kodak Theatre, ed insomma tutte le attrazioni più disgustosamente turistiche della zona di Hollywood. I marciapiedi sono come sempre strapieni di gente che si ferma ad assistere agli spettacoli degli artisti di strada.
Tiriamo dritto da tutto ciò passando davanti al Mood (6623 Hollywood Blvd., Hollywood http://www.moodla.com/), dove però non sembra esserci molta gente in fila.
Torniamo allora leggermente indietro passando dal Les Deux (1638 N Las Palmas Ave http://www.dolcegroup.com/lesdeux/). Questo è veramente un locale da Los Angeles, nel quale tra l’altro andavano spesso le ragazze di The Hills, ma per me c’è veramente troppa gente bridge and tunnel e non ci fermiamo nemmeno.  
Ci rechiamo quindi verso il Green Door (1429 Ivar Ave btw W sunset Blvd e De Longpre Ave http://www.greendoorsupperclub.com/) avvistando anche il grande Ameoba Music cittadino (foto N° 571, 6400 Sunset Blvd, Hollywood  http://www.amoeba.com/).
La serata al Green Door sembra essere interessante, così decidiamo di fermarci qui. Per fortuna avvistiamo un parcheggio a pagamento economico a poche centinaia di metri su Ivar Ave (tariffa flat $5), così lasciamo presto la macchina.
Scordatevi di parcheggiare gratis a LA, le piazzole free non esistono nemmeno.
Saremmo in lista (superstarsvip), ma siccome è già passata mezzanotte ci tocca pagare per entrare ($20 a testa). Qua le serate iniziano e finiscono molto prima che da noi in Italia e come entriamo il locale è già strapieno.
Il posto è veramente fantastico, un bel salotto elegante in stile proibizionismo che per questa gente è veramente uno spreco. Sembra quasi di assistere ad una caricatura del personaggio tipico di Hollywood, con la stragrande maggioranza dei ragazzi che ci sembrano solamente un branco di coglioni!
Perdonatemi l’espressione colorita, ma qualsiasi Italiano o chiunque abbia un minimo di buon gusto non può che definirli tali! Cose che non si riescono a spiegare, sono solamente da vedere.
“Qui non parlano americano, parlano un americano diverso, più cretino…” altra massima di Francesco in Lazarus dopo tre-quattro gorni in città.  
Ed in effetti cretini mi sembrano davvero.
Per fortuna c’è anche qualche ragazza decisamente carina ed un po’ più aggraziata.  
La stragrande maggioranza dei presenti è comunque decisamente gente da Hollywood, termine non certo positivo per me (40% bianchi, 40% ispanici ed asiatici, 20% neri).  
Certo non posso non ammettere quanto sia interessante ed estremamente divertente stare ad osservarli. Già lo scorso anno vi raccontavo dei balletti hot in cui si lanciano i ragazzi e le ragazze di queste parti (succede a volte anche a NY, ma niente di comparabile…), ma tutto quello che avevo visto fino ad ora è niente in confronto! Assistiamo a delle scene inenarrabili, delle cose, ma delle cose che non si possono neanche raccontare ai minori… roba che forse neanche nel Kamasutra; praticamente un’orgia!
Invece qui è tutto normale!
Non serve conoscersi, semplicemente si va da una ragazza, la si prende e si iniziano a fare tutte queste acrobazie!
E lei sarà ben contenta di farlo!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 23 Novembre 2009, 08:32:43
So che non ci crederete, ma vi assicuro che non esiste la minima possibilità di rifiuto! Che siate belli o brutti, alti o bassi, magri o super-obesi, asiatici o di qualunque razza possiate immaginare, lei ci starà sempre! Cioè, la gente da Hollywood non ha davvero un minimo, un briciolo, del senso del gusto, proprio non riescono a distinguere tra il bello ed il brutto, sono così, non resta che capirlo ed adeguarsi. E vi assicuro che chi si adegua si divertirà, si divertirà come mai aveva fatto prima!
Noi comunque non possiamo che morire dal ridere ogni volta (praticamente di continuo) che assistiamo a nuove scene con posizioni diverse, guardandoci increduli senza neppure tentare di trattenere le risate! Che gente!!
Ovviamente qualche foto la scatto, come fai a non scattare foto quando un tipo si sdraia in terra in mezzo alla gente con la ragazza che ci si butta sopra dimenandosi!
Basta, basta, ho già raccontato anche troppo, ed anche le foto non posso che censurale!
Non è che poi siano tutti così, c’è anche gente normale, e se certe cose danno fastidio basta spostarsi.
A parte tutto questo il Green Door come locale è veramente bello, ed anche la musica è ottima considerando che siamo a LA. Tra le canzoni che ricordo hanno messo un remix favoloso di Use Somebody dei Kings of Leon, Live Your Life di Rihanna feat. T.I. ed un paio di pezzi di Michael Jackson di cui riconosco solo Billie Jean.
La serata scorre veloce ed alle 2 am finisce tutto; spengono la musica, accendono le luci e la gente comincia lentamente ad uscire.
Alle 2.30 am siamo già a letto.
Di sicuro è stata una serata divertente, e di sicuro abbiamo la consapevolezza di essere tornati a Los Angeles!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Novembre 2009, 08:14:16
24/07/2009 Venerdì – Los Angeles.

Sveglia alle 8.10 am. Era da Vancouver che non rimanevamo a letto fino a così tardi, ma  a Los Angeles, per quanto mi piaccia, non è che ci sia poi molto da vedere, soprattutto considerando che siamo al secondo soggiorno qui.
Una volta alzati però via di corsa, ci si prepara e si sale subito in macchina con la squisitezza del 7 Eleven come colazione.
Direzione Hollywood.
Le attrazioni principali da vedere in questa città già le avevamo visitate lo scorso anno e tutte quelle cose sul cinema tipo Universal Studios non ci interessano (saranno anche pur belli ma per me sono inesorabilmente un parco divertimenti per turisti da spennare), non ci resta che andare per obiettivi mirati e quindi posti che lo scorso anno avevamo saltato.
Il tour del cinema me lo faccio da me.
Percorriamo il Sunset Blvd, poi l’Hollywood Blvd arrivando nella zona più movimentata nei pressi dell’Hollywood & Highland, punto più caldo sulla Walk of  Fame. Tiriamo dritto comunque, ma svoltiamo poche centinaia di metri più avanti su N Las Palmas Ave, dove al civico 1738 si trova il Las Palmas Hotel (foto N° 572, linl http://www.flickr.com/photos/44249411@N03/).
Lo riconoscente?
No?
Ne siete proprio sicuri?
Neppure le donne?

E va bene, allora ve lo dico io, questo è l’albero dove è stata filmata la scena finale di Pretty Woman, dove Richard Gere scala la torre e salva lei…
Spettacolo!
Beh, non è che siamo proprio dei fan di questo film… ma riconosco che è un passo immortale nella storia del cinema, e comunque è divertente essere qui!
L’albergo si trova in una strada desolata dove non c’è praticamente null’altro che uno squallido parcheggio ed altri squallidi edifici (foto N° 573, l’edificio scuro subito dopo il Las Palmas Mexican Restaurant è il Les Deux, locale notturno che però all’interno è veramente bello); pazzesco che 50 metri più avanti, subito dopo il Les Deux, incroci l’Hollywood Blvd!

Benvenuti a Hollywood! Qual è il vostro sogno? Tutti vengono qui, questa è Hollywood, la città dei sogni! Alcuni si avverano, altri no, ma continuate a sognare, questa è Hollywood!! Si deve sognare, perciò continuate a sognare!!
Eccovi anche il finale del film! http://www.youtube.com/watch?v=FjeZNDoja20&feature=related
Questa comunque è una caratteristica tipica di LA, giri la via, magari provenendo da una zona molto cool, e c’è la possibilità di ritrovarsi in aree desolate come questa.
Ripartiamo tornando sull’Hollywood Blvd ma svoltando poche centinaia di metri dopo su Vine St. Qua si trova il bel palazzo che ospita l’Avalon cittadino (foto N° 574), locale che mi intriga parecchio anche se sarà difficile trovare il tempo per andarci, e sopprattutto la sede della Capitol Records (foto N° 575, http://www.hollywoodandvine.com/). Questo building ha varie curiosità: la prima è che la luce lampeggiante dell’alta torre sul rooftop di notte lampeggia in modo da riprodurre la parola Hollywood in codice morse (super cool!!), la seconda è che sull’ampio murales che si trova all’esterno e che in parte potete vendere anche nella mia foto, sono riprodotti gli artisti della casa discografica, e la terza, che è poi quella che interessa a noi, è che nella lobby sono esposti molti dischi d’oro vinti da vari artisti tra i quali i Beatles!!
Purtroppo, come prevedevo, veniamo stoppati ancor prima di entrare ma poco importa, già dalla vetrata si riescono comunque a vedere i dischi d’oro dei Fab Four!! (foto N° 576).
Grandi!
Sul marciapiede all’esterno poi, tra le varie stelle della Walk of Fame, oltre a quella di Roy Rogers (gli indimenticabili  anni dei Roy Rogers come jeans…), si trovano anche quelle di John Lennon e George Harrison (foto N° 577 e 578).
Ovviamente poi mi scatto anche una foto con loro!
Dopo questo doveroso omaggio è ora di andare a visitare alcune cose nella zona più famosa di Hollywood.
Lasciamo l’auto nell’enorme parcheggio coperto del centro commerciale (Hollywood & Highland), quindi ce ne andiamo un po’ a spasso ammirando la Hollywood Sign, il Kodak Theatre ed il Grauman's Chinese Theatre. Alla mattina comunque non c’è ancora tutta quella ressa di turisti e si possono anche vedere con calma le impronte delle mani e dei piedi dei personaggi famosi che si trovano sul marciapiede all’esterno del Teatro Cinese. Inutile che metta foto anche di questa zona, vi segnalo il link a quelle che avevo fatto lo scorso anno http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page4/
All’ingresso del centro commerciale c’è poi anche una ragazza vestita da coniglietta di Playboy con la quale è possibile farsi una foto, a pagamento ovviamente. Nei paraggi comunque ci sono anche tanti altri supereroi.  
Senza cercarla ci capita sotto gli occhi anche la stella di Michael Jackson, deceduto ormai da un mese. Mi aspettavo chissà che di commemorativo, ed invece i fan hanno depositato soltanto un mazzo di fiori ed alcune foto (foto N° 579).
Magari nel corso della giornata se ne aggiungeranno altre.
Passeggiando sulla Walk of Fame è impossibile non camminare a testa bassa, diventa inevitabile andare a scorrere velocemente con lo sguardo tutti i nomi che sono riportati sulle stelle, sorridendo compiaciuti quando si incontrano i propri idoli o facendo una faccia schifata quando invece si incontrano nomi che a nostro parere non meritano questo riconoscimento.
Va beh, passiamo al vero motivo per cui ci siamo spinti in questa zona che di certo non ci fa impazzire, ovvero per visitare il Roosevelt Hotel (foto N° 580, 7000 Hollywood Blvd http://www.hollywoodroosevelt.com/index.php?page=hrh), albergo super hip nel pieno centro di Hollywood.
Già dall’ingresso si intuisce quanto questo albergo sia riservato a gente di un certo livello, ma è la zona dell’atrio e del ristorante che maggiormente ci impressiona, con fontana centrale intorno alla quale si trovano divani in pelle, volte, capitelli e antichi lampadari, tutto in stile un po’ retrò e messo ancor più in risalto da candidi fiori bianchi disposti in apposite fioriere sui tavolini; davvero meraviglioso (foto N° 581).
Meno male che stamattina sono uscito in camicia, anche se con jeans al ginocchio.
Giriamo tutto l’albergo da cima a fondo, trovando ogni volta gradite sorprese e altri splendidi elementi d’arredo sapientemente illuminati.
Arriviamo alla bella piscina con alcune ragazze già in acqua (foto N° 582). Impensabile che 20 metri più in là ci sia l’Hollywood Blvd con la Walk of Fame!
Alla domenica pomeriggio comunque qui organizzano dei party ai quali anche le ragazze di The Hills a volte hanno partecipato; sarebbe davvero bello venirci.
Rimaniamo in tutto una mezz’ora abbondante poi usciamo ritornando alla macchina.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Novembre 2009, 08:17:58
Per pagare il parcheggio dell’Hollywood & Highland un cartello indica che chi ha fatto acquisti all’interno del centro commerciale ha uno sconto (o non paga proprio? Ora non ricordo). Fatto sta che noi prendiamo un Twix a testa in un baracchino facendoci fare lo scontrino ed abbiamo risolto il problema. Era inoltre anche da un parecchio che non mangiavo un Twix e ne avevo davvero voglia!
Prossima tappa è la bottega della stilista Ashley Paige (1616 N Cahuenga Blvd at Hollywood Blvd) dove Lauren di The Hills veniva inviata da Teen Vogue come assistente per una sfilata. In tv mi era sembrata una cosa davvero molto cool, peccato solo che le riprese erano di ormai un paio di anni fa ed ora al suo posto c’è una galleria. La foto direi che posso evitare di caricarla.
Iniziamo ora con le piccole chicche che questa città ha da offrire recandoci all’incrocio tra il Sunset Blvd & Courtney Ave (foto N° 583).
Cos’ha di così particolare questo incrocio?
Ha che questo è l’incrocio dove Hugh Grant, nel lontano 1995, ha caricato in macchina la prostituta Divine Brown per poi essere arrestato per prostituzione!
Da non credere!!
Beh va beh, del resto ve l’avevo detto che a Los Angeles non è che ci sia poi molto da vedere!
Comunque figuratevi che per Divine c’è addirittura una pagina su Wikipedia! http://en.wikipedia.org/wiki/Estella_Marie_Thompson
Ma soprattutto però, caro Hugh, chi te lo ha fatto fare che stavi con Liz Hurley che per me è sempre stata una delle donne più belle al Mondo!!??

Passiamo alla prossima chicca…
Ci avviamo quindi verso Beverly Hills viaggiando sul Sunset Blvd. È così inusuale percorrere questo viale di mattina; non lo so, io quando penso a questa strada me la immagino sempre di notte, con i localini gremiti di gente, le grosse macchine tirate a lucido che mi sfrecciano davanti e le caratteristiche luci gialle che regalano quel tocco di fascino.
È comunque interessante vedere anche la sua versione diurna, notando un sacco di particolari o stramberie che magari di notte, distratti da altre cose, passano inosservate.
Ci si rende conto di essere arrivati a Beverly Hills quando il viale inizia a essere costeggiato da giardini verdi curatissimi e l’atmosfera generale sembra ancor più easy di quella che è già nelle altre zone. Parcheggiamo l’auto in una strada laterale, quindi entriamo nel bellissimo Will Rogers Memorial Park (foto N° 584). Noi però non siamo venuti fin qui per ammirare la fontana, i bei pratini o le graziose palme, niente di tutto questo, noi siamo venuti per andare a vedere il bagno pubblico di questo parco! (foto N° 585).
Perché?! Come mai?!?
Semplicemente perché questo è il luogo in cui, nel 1998, fu arrestato quello sporcaccione di George Michael per atti osceni in luogo pubblico!
Che roba!!
In pratica aveva seguito un uomo andare in bagno ed una volta dentro aveva incominciato a fargli proposte sessuali, diciamo così, non immaginando però che la preda era in realtà un poliziotto in borghese!!
È con un po’ di schifo e ribrezzo che scosto la porta d’ingresso, ma una foto all’interno va assolutamente fatta! (foto N° 586).
Se ricordate poi George aveva anche fatto un video musicale dove si alludeva chiaramente a questo fatto, il video di Let’s Go Outside (chiaro invito a fare outing, ndr) http://www.youtube.com/watch?v=-PuiV27GGCA
Comunque è divertentissimo vedere i posti dove sono successe queste cose!
Ok basta, lo prometto, niente più chicche…
Chiaramente questa è una città che potrebbe avere centinaia di chiavi di interpretazione, ognuno può andare alla ricerca di ciò che più gli interessa. Una ricerca curiosa potrebbe essere quella di andare alla ricerca dei luoghi rap o delle gang (a tal proposito vi segnalo il film Havoc – Fuori Controllo, con la bellissima Anne Hathaway), ma sono cose decisamente troppo al di fuori del mio mondo… molto meglio le disavventure di Hugh & George!
Praticamente di fronte al parco, circondato dalle palme, si trova il Beverly Hills Hotel (foto N° 587, 9641 Sunset Blvd http://www.thebeverlyhillshotel.com/), che andiamo ora a visitare.
Devo dire la verità però, essendo a Beverly Hills mi aspettavo chissà chè, qualcosa di speciale. Non posso dire che non è bello, ma più che un albero ha le sembianze di un centro congressi (foto N° 588). Insomma, manca un po’ di atmosfera, non ha un richiamo così forte da farmi venire voglia di soggiornarvi (meglio il mio squallido ma molto rock motel!). La cosa che mi entusiasma di più è il bagno… per asciugarsi le mani, accanto ai lavandini, ci sono dei piccoli contenitori dove sono riposte diverse salviettine in stoffa, che una volta utilizzate vanno poi buttate in apposite ceste a pavimento. Sembra proprio di buttarle via ed è così divertente!
Perdonate ma non sono così abituato a questi lussuosismi…
È ora di pranzo, così torniamo in auto e ci fermiamo lungo un bel viale alberato a mangiare un po’ di frutta presa in mattinata al nostro 7 Eleven di fiducia. Dopo non so ormai più quanti giorni consecutivi dove i nostri pasti sono stati esclusivamente hamburger e patatine fritte, un po’ di mele, pesche e banane erano proprio quel che ci voleva!
Certo però che pezzenti starsene qua a mangiare della frutta in macchina a Beverly Hills, ci scambieranno per i servi!
A questo punto non saremmo troppo lontani per andare a fare un giro su Rodeo Drive, la via più famosa al mondo per lo shopping insieme alla 5th Avenue, ma concordiamo che probabilmente sarà più bello visitarla più avanti verso fine pomeriggio.
“Che ne dici di andare a fare un salutino ad Heidi adesso?!”
“Ci sta sempre!”

Eccoci qua anche quest’anno tornare alla ricerca di Heidi (di The Hills, anche se ultimamente ha fatto davvero troppe sedute dal chirurgo…). Ad esser sinceri già avevo provato a chiamarla poco fa, visto che ho ancora il suo numero memorizzato nel mio telefono, ma non aveva risposto nessuno… Pazienza, le faremo una sorpresa!
Torniamo quindi nella nostra WeHo arrivando alla Bolthouse Production (8000 Beverly Blvd http://www.bolthouseproductions.com/), società organizzatrice di eventi per la quale lavora Heidi, parcheggiando l’auto a pochi metri dalla sede. Anche qua non aggiungo foto ma vi rimando alle precedenti http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page7/
Non sembra esserci del gran movimento, anche il concierge del parcheggio sotterraneo non sembra essere troppo indaffarato.
Una cosa che mi è sempre rimasta impressa del telefilm è che quando la gente arrivava qui semplicemente spingeva la porta d’ingresso ed entrava. Eppure noi lo scorso anno l’avevamo trovata chiusa dall’interno, come giusto che sia. Provo allora ad entrare nel reality, quando vi arriviamo, senza neppure dire niente o pensarci sopra, spingo la porta e questa si apre!
Cavolo!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Novembre 2009, 08:20:29
“Oh, che facciamo qui?!”
Ci ragioniamo appena due secondi e saliamo la rampa di scale che porta agli uffici.
Siamo davvero dentro alla Bolthouse!
Il cuore batte forte, non abbiamo la minima idea di cosa aspettarci e di cosa andremo a trovare, ma la voglia di scoprirlo è tanta. Ci accorgiamo ben presto però che qua stanno sbaraccando tutto; gli uffici sono praticamente tutti spogli di mobilia, con gli ultimi scatoloni nei corridoi pronti da portar via. Soltanto nella confortevole sala d’attesa rimangono un bel divano con tappeto e tavolino in vetro.
Che peccato però, una volta che riusciamo ad entrare ormai la Bolthouse non c’è più!
Peccato anche perché questi uffici con il parquet sono veramente belli!
Procediamo con passo esitante, quasi in punta di piedi, incerti su quanto spingerci oltre e sempre sul chi va là. Poi ad un certo punto un rumore, dei passi che sembrano avvicinarsi sempre più…
Non dico che ci buttiamo di corsa giù dalla scale, anche perché equivarrebbe ad un’ammissione di colpa, ma pur sempre di fuga in ritirata si tratta!!
Mentre il tipo è ormai alle nostre spalle, giusto a due passi, scendiamo la rampa di scale con naturalezza e siamo fuori, liberi, con il tipo che esce con noi.
Soltanto ora ci rendiamo veramente conto che trovandoci dentro avrebbero potuto accusarci di qualsiasi cosa, di stare rubando, di fare del vandalismo o chissà che altro.
Anche stavolta l’abbiamo scampata bella... però la tentazione della porta aperta era irresistibile e ci ha reso incoscienti.
Meglio comunque non stare troppo qua davanti a bighellonare, ritorniamo in auto e via da qui.
A questo punto la sede di Bolthouse si dovrebbe essere trasferita da qualche altra parte, a me ignota però.
Una volta in salvo, esaurita la presa di coscienza e la tensione, si può iniziare a scherzarci su, fantasticando di notti in cella e di sonore lavate di capo...
A poche centinaia di metri si trova l’area commerciale chiamata The Grove, che per me è la zona pedonale con i negozi in assoluto più bella al mondo! (foto http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page6/). Passeggiare in queste stradine animate, soleggiate e piena di vita è un autentico piacere. Giriamo buttando l’occhio qua e là tenendoci lo store di A& F per ultimo. Per quanto non apprezzi molto questa marca, l’appuntamento in questo negozio a LA è impedibile. Pur essendo abbastanza simile a quello sulla 5th Ave Newyorkese, disposto su più piani, con affreschi e cose varie, l’atmosfera è completamente diversa, cioè molto migliore. Non c’è mai quella ressa e quell’affollamento (in gran parte di italiani) che si trova in quello di NY e che mi crea un senso di repulsione, qua è tutto molto più rilassato, per nulla opprimente ma anzi invitante. Inoltre la musica è un po’ più bassa ed il profumo non ti stordisce. A Los Angeles comunque di italiani non ce ne sono, ma se anche ce ne fossero l’unico punto in cui si possono incontrare penso sia sulla Walk of Fame.
Le splendide ragazze come sempre ci accolgono con ampi sorrisi, facendoci ovviamente venire il buon umore ed un bel ghigno felice stampato in volto. La cosa più bella però è che sono tutte, come del resto anche i ragazzi, in camicia di Noel, ed è una cosa davvero molto sexy!
Pare infatti che quest’anno vadano molto di moda, anche se non ho visto nessuno in giro indossarle, quelle tipiche camicie a quadretti che andavano tanto in UK sul finire degli anni ’80; beh, alle ragazze stanno davvero molto bene! Grande la camicia di Noel!
Trovo anche alcuni capi che mi piacciono, ma le tasse sull’abbigliamento, che di per se già non è economicissimo, mi suggeriscono che se proprio proprio al massimo mi conviene fare acquisiti a NY (dove sono tax free, ndr).
Visto che siamo in zona decidiamo di andare pure a dare un’occhiata a dove abitavano le ragazze di The Hills (The Villas at Park La Brea 5555 W 6th St, foto  http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page7/), anche se è da un po’ che nessuna di loro sta più lì e forse neppure lo scorso anno quando eravamo venuti ci stavano ancora.
Davvero bellissima comunque come zona, veramente di alto livello, con il The Grove a due passi ed un sacco di altri localini deliziosi comodi, comodi. Tra l’altro questa zona non è neppure visibile con la street view di google maps in quanto è praticamente tutta un’area privata.
Prossima tappa è il Page Museum at the La Brea Tar Pits (Hancock Park, 5801 Wilshire Blvd. Btw Curson and Fairfax http://www.tarpits.org/). Questo è in pratica un parco dove finti animali sono immersi in una fossa di acqua mista a catrame (tar pit, appunto). Se vedendolo in foto come idea può essere anche bella e simpatica (foto N° 589), dal vivo non mi convince molto ed inoltre l’odore del catrame non è per nulla piacevole. Inoltre mi sembra insensato andare a pagare ($7, ndr) per visitare un parco che è già ben visibile pure da fuori.
Restiamo pertanto solo pochi minuti passando subito alle prossime mete.
La sede di Teen Vogue, dove lavoravano Lauren e Whitney (sempre di The Hills ovviamente), anche se ormai un paio di anni fa, non è molto distante da qui (6300 Wilshire Blvd).
Scarico Enea dall’auto e parcheggio poco più avanti. Quando sono ormai praticamente sotto il bel palazzo in acciaio e vetro (foto N° 590) in attesa che arrivi il mio amico, mi avvicina un signore piuttosto anziano. Dapprima, forse anche un po’ incredulo, non capisco bene quello che mi dice, così mi ripete la domanda ed intuisco che mi sta chiedendo se sono un certo tizio di una serie televisiva Americana mai sentita!
In fondo avrei anche potuto dargli soddisfazione e rispondergli affermativamente, ma poi in effetti, pensandoci, mi avrebbe sicuramente fatto altre domande alle quali non avrei saputo rispondere ed allora meglio così.
Che sia stata la camicia che indosso ad ingannarlo?
Ma in fondo è soltanto una camicia leggera bianca in lino, portata fuori dai jeans, che tra l’altro sono pure al ginocchio!
Certo per essere a LA, dove sembra che le magliette più di moda siano quelle riportanti dei grossi e bruttissimi teschi sul petto, sono davvero molto cool ed insolito!
Entriamo nel palazzo ma sulla tavoletta che indica le aziende presenti nell’edificio ne troviamo talmente tante che c’è da perdersi! Certo Lauren e Whitney non lavorano più qui, ma sarebbe bello girare per i corridoi dove avevano il loro ufficio e magari incontrare anche Lisa Love! (responsabile  Teen Vogue di LA, ndr).
Vedendoci incerti ed alla ricerca di qualcosa, i ragazzi delle security ci chiedono cosa stiamo cercando. Inutile negare, sarebbe una perdita di tempo ed oltretutto non otterremmo nessun risultato. Così, sfacciatamente, gli dico che cerchiamo la sede di Teen Vogue.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Novembre 2009, 08:23:21
Purtroppo però rispondono che il venerdì pomeriggio i ragazzi escono prima, se non sbaglio alle 2 pm, e che ora non c’è più nessuno.
Cioè, questi qua fanno un bel lavoro, o almeno che a loro piace, lavorano in un ambiente giovane, in un palazzo fantastico, in una zona spettacolare, casomai guadagnano anche bene, ed al venerdì finiscono pure alle 2!??!
Ho proprio sbagliato tutto nella vita…
Passiamo ora da People’s Revolution (7005 Melrose Avenue btw N La Brea Ave e Sycamore Ave http://www.peoplesrevolution.com/). Questa è un’agenzia organizzatrice di eventi nel campo della moda per la quale hanno lavorato sia Whiteny (passata poi più avanti alla sede di NY prima del lavoro attuale sempre a NY) che Lauren, che per quanto ne so dovrebbe effettivamente essere ancora qui. Se da Teen Vogue al venerdì però finiscono così presto è probabile che anche qui facciano altrettanto.
Arriviamo trovando la vetrata della bottega tutta impacchettata (foto N° 591).
“Oh no! Mica si saranno trasferiti anche questi qua!?!”
Ci avviciniamo per guardare oltre la porta a vetri trovando qualcuno al lavoro (foto N° 592). Forse stanno soltanto facendo dei lavori di allestimento, comunque nessuna traccia di Lauren, purtroppo.
In ogni caso è davvero interessante passare da una zona all’altra della città, ci regala l’opportunità di vedere la varia gente che popola i quartieri, con personaggi a volte anche un po’ strani, ed i tanti bellissimi murales che altrimenti avremmo perso. Insomma, LA non ha certo il fascino di NY ma a me piace comunque davvero molto.
Riprendiamo l’auto fermandoci per fare benzina ($ 30 – 2,859 $ al gallone).
A LA, oltre a Rodeo Drive e Melmose Place, c’è anche un’altra zona rinomata per essere meta di star della tv che vanno a fare shopping, quest’area è lungo Robertson Blvd a WeHo.
Quest’anno riusciamo finalmente ad andarci.
Parcheggiamo l’auto lungo la strada facendoci succhiare le monetine dal parchimetro, quindi iniziamo la nostra passeggiata. Troviamo diversi negozi anche se in realtà nessuno in particolare cattura la mia attenzione. Ci sono invece diversi localini dove fermarsi a bere qualcosa dev’essere senz’altro molto piacevole. Di un negozio in particolare però, Kitson (115 S Robertson Blvd http://www.shopkitson.com/), avevo letto che  “Per essere all’ultima moda. Una delle tappe principali delle celebrità, infatti fuori troverete molti paparazzi.”
Ci avviciniamo però non vediamo ne paparazzi ne celebrità ne tanto meno cose alla moda (foto N° 593 e 594). Anzi a me sembra pure abbastanza banale.
Proseguiamo nella nostra passeggiata arrivando al negozio Rock & Republic (103 S Robertson Blvd http://rockandrepublic.com/#/home) dove finalmente troviamo i paparazzi! (foto N° 595).
In breve fuori dal negozio si raduna un bel gruppetto di curiosi di sapere chi è che sta suscitando le loro attenzioni. Anche noi guardiamo dentro ma non riconosciamo nessuno. Sentiamo però la gente parlare e scopriamo che si tratta di Ciara (foto N° 596) che io ovviamente non so nemmeno chi sia. Guardano poi in internet scoprirò che trattasi di una specie di Rihanna che ha già venduto milioni di dischi.
Terminiamo il giro della via entrando anche da Kitson uomo (altrettanto deludente a quello donna) ed incontrando un altro murales davvero strepitoso (foto N° 597).
Già che siamo per negozi riprendiamo l’auto andando a fare un giro lungo Melrose Place (http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page5/), con lo store di Fred Segal (8100 Melrose Ave at N Crescent Heights Blvd) ricoperto di rampicanti che rimane il mio preferito della zona.
Abbiamo superato ormai la metà del pomeriggio, è tempo di tornare a Beverly Hills, Rodeo Drive.
Parcheggiamo praticamente nello stesso punto in cui avevamo lasciato l’auto lo scorso anno.
Prima di buttarci nel lusso della celebre via, quest’anno facciamo visita al Beverly Wilshire Hotel (9500 Wilshire Blvd giusto all’imbocco di Rodeo Dr, Beverly Hills http://www.fourseasons.com/beverlywilshire/), l’albergo nel quale Richard Gere alloggia per una settimana, se ben ricordo, con Julia Roberts in Pretty Woman (http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page4/). All’interno l’albergo ovviamente è totalmente diverso da quello che appare nel film, ma il lusso rimane sfarzoso senza essere troppo appariscente (foto N° 598). Anche qua in bagno ci sono le salviettine per asciugarsi le mani da buttare via!
Passeggiare su Rodeo Drive è sempre un’esperienza.
Certo la seconda volta non si rimane più impressionati come la prima, e non facciamo nemmeno bene caso alle boutique che incontriamo lungo il nostro cammino, ma è sempre piacevole vedere che tipo di persone si trovano in questa zona. Molti ovviamente sono turisti, ma si trova anche la classica anziana signora con varie sedute di chirurgia estetica alle spalle per cercare di sconfiggere il tempo che passa.
Un po’ finta come zona, forse troppo da copertina, quasi uno stereotipo della lussuosità californiana, ma il Sole che filtra tra le palme è davvero in grado di far apparire tutto quanto  meraviglioso.
Questa città è veramente piena di contrasti, situazioni od aspetti che potrebbero essere negativi vengono mitigati dal meraviglioso clima temperato e dalla piacevole sensazione easy che si respira costantemente, creando quasi un incantesimo dal quale non ci si può svegliare.
Si sta facendo tardi, riprendiamo la macchina mettendoci in direzione verso casa.
Percorriamo tutto il Sunset Blvd ammirando gli invitanti localini di WeHo che ci scorrono davanti (foto N° 599). Questi posti sono perfetti per un aperitivo di fine pomeriggio, così rilassanti e ritempranti dopo una giornata lavorativa (anche se concerto non dura…), mentre con il calare della sera diventano posti affascinanti dove passare un’intima serata.
Ad allietare i nostri momenti in auto ci pensa Radio FM 98.7 (http://www.987fm.sg/index), davvero ottima stazione considerando la musica che mettono abitualmente in questa città. Le band che passano più frequentemente sono i Pearl Jam ed i Green Day.
Spiando dentro al Ketchup già vediamo che non c’è nemmeno oggi la mia morettina, pazienza; in serata comunque verremo di sicuro. A questo punto probabile che non lavori più qui.
Scarico Enea al 7 Eleven per fare acquisti per la cena, mentre io me ne torno in motel a sistemare il mio bucato di ieri.
Come avete letto oggi non è che si siano fatte delle gran cose, eppure la giornata è stata piena di passaggi tra un posto e l’altro ed in effetti abbiamo poi visitato molte mete. Ma questa è Los Angeles, è fatta così, il tempo passa quasi senza accorgersene, e pur non essendo mai usciti dalla città anche oggi abbiamo percorso in auto oltre 100 km!        


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 25 Novembre 2009, 12:41:12
Siiiiiiii,l'ho riconosciuto...è mitica quella scena,come potevo dimenticarmene  :D
grazie!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Novembre 2009, 17:49:05
Citazione
Siiiiiiii,l'ho riconosciuto...è mitica quella scena,come potevo dimenticarmene  :D
grazie!
;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 25 Novembre 2009, 18:28:56
a leggere il tuo racconto m'hai fatto venì voglia di vedere the hills..cmq spettacolare come sempre...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: klm99sf - 26 Novembre 2009, 03:29:54
Citazione
a leggere il tuo racconto m'hai fatto venì voglia di vedere the hills..cmq spettacolare come sempre...


Noooo, the hills noooooooo..per favore...noooooooo   ;).

Dovreste vedere le tirate per il culo che le tipe di  the hills si prendono un po' ovunque nei programmi comici o satirici.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: klm99sf - 26 Novembre 2009, 03:38:16
Luca, l'aneddoto di Ciara mi ha fatto ricordare un fatto simile che mi e' successo 7 o 8 anni fa. Fraquentavo un corso in un istituto sulla 44esima, e mentre stavo attraversando Times Square per andare a lezione, ho visto un gruppo immenso di ragazzine urlanti di fronte ad MTV. Ovviamente curioso, mi sono avvicinato e ho chiesto ad una occhialuta e apparecchiata ( nel senso dei denti) teenager chi fosse il cantante che stavano osannando. Sta deficiente mi si mette ad urlare a squarciagola quanto Justin Timberlake fosse figo. Avreste dovuto vedere la reazione quando le ho chiesto...chi e' Justin Timberlake? ( sapevo degli N'sync perche' facevano la pubblicita' di Chili's..ma pensa te che sapevo i nomi dei membri della Band...).Quasi mi accoltellano lei e un'orda di cretine al seguito. Mi hanno insultato fino a che non ho girato l'angolo.  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Novembre 2009, 10:30:52
Citazione
Citazione
a leggere il tuo racconto m'hai fatto venì voglia di vedere the hills..cmq spettacolare come sempre...


Noooo, the hills noooooooo..per favore...noooooooo   ;).

Dovreste vedere le tirate per il culo che le tipe di  the hills si prendono un po' ovunque nei programmi comici o satirici.
Hai ragione! Però Speidi (l'unione dei nomi di Heidi e Spancer...) è fantastica!
Hai mai visto l'aftershow dopo la puntata? (che in italia non trasmettono ma alcune sono streaming) C'è della roba veramente assurda!
Io comunque lo guardo perchè sono talmente scemi che mi fanno troppo ridere! Secondo me però rispecchia davvero molto la vita di una certa categoria di ragazzi di LA ed inoltre si imparano un sacco di posti fantastici!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Novembre 2009, 10:31:38
Citazione
Luca, l'aneddoto di Ciara mi ha fatto ricordare un fatto simile che mi e' successo 7 o 8 anni fa. Fraquentavo un corso in un istituto sulla 44esima, e mentre stavo attraversando Times Square per andare a lezione, ho visto un gruppo immenso di ragazzine urlanti di fronte ad MTV. Ovviamente curioso, mi sono avvicinato e ho chiesto ad una occhialuta e apparecchiata ( nel senso dei denti) teenager chi fosse il cantante che stavano osannando. Sta deficiente mi si mette ad urlare a squarciagola quanto Justin Timberlake fosse figo. Avreste dovuto vedere la reazione quando le ho chiesto...chi e' Justin Timberlake? ( sapevo degli N'sync perche' facevano la pubblicita' di Chili's..ma pensa te che sapevo i nomi dei membri della Band...).Quasi mi accoltellano lei e un'orda di cretine al seguito. Mi hanno insultato fino a che non ho girato l'angolo.  ;D
Questa è fantastica!!!
Bisogna stare attenti a quelle terribili ragazzine!  ;D ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: klm99sf - 26 Novembre 2009, 15:13:23
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Citazione
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a leggere il tuo racconto m'hai fatto venì voglia di vedere the hills..cmq spettacolare come sempre...


Noooo, the hills noooooooo..per favore...noooooooo   ;).

Dovreste vedere le tirate per il culo che le tipe di  the hills si prendono un po' ovunque nei programmi comici o satirici.
Hai ragione! Però Speidi (l'unione dei nomi di Heidi e Spancer...) è fantastica!
Hai mai visto l'aftershow dopo la puntata? (che in italia non trasmettono ma alcune sono streaming) C'è della roba veramente assurda!
Io comunque lo guardo perchè sono talmente scemi che mi fanno troppo ridere! Secondo me però rispecchia davvero molto la vita di una certa categoria di ragazzi di LA ed inoltre si imparano un sacco di posti fantastici!

Avresti dovuto vedere l'equivalente dell'isola dei famosi con quei due.
Comuqnue non guardo mai le trasmissioni "vere"..proprio non ce la faccio. Guardo sempre gli estratti stile"mai dire the hills", etc.

Buon giorno del tacchino a tutti!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 26 Novembre 2009, 16:04:57
Addirittura "l'isola dei famosi"!!!?? Non sapevo nemmeno ci fosse "mai dire the hills", deve fare morire dal ridere!!

P.S. Sto guardano un po' la parata in streaming!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: klm99sf - 26 Novembre 2009, 17:03:51
Citazione
Addirittura "l'isola dei famosi"!!!?? Non sapevo nemmeno ci fosse "mai dire the hills", deve fare morire dal ridere!!

P.S. Sto guardano un po' la parata in streaming!

Non c'e' proprio" mai dire the hills" , ma ci sono dei programmi dove prendono in giro gli altri programmi. Uno di questi e' "The soup". Non so se si riesca a vederlo anche online.

Comunque pensa ai reality show in Italia...e moltiplica per 1000.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 27 Novembre 2009, 08:14:48
Eccolo! http://www.tv.com/the-soup/show/28386/summary.html
E' questo, no?
Proverò a darci un'occhiata! Anche in Italia comunque trasmettono, su MTV, alcuni programmi americani che non saprei nemmeno come definire... tipo Becoming Best friend of Paris Hilton, od ancora un programma dove ci sono due ragazzi (purtroppo non so come si chiama!) che fanno degli scherzi alla gente... Sono cose talmente sceme che fanno troppo ridere proprio da quanto sono sceme!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 29 Novembre 2009, 13:29:27
Citazione
Citazione
Addirittura "l'isola dei famosi"!!!?? Non sapevo nemmeno ci fosse "mai dire the hills", deve fare morire dal ridere!!

P.S. Sto guardano un po' la parata in streaming!

Non c'e' proprio" mai dire the hills" , ma ci sono dei programmi dove prendono in giro gli altri programmi. Uno di questi e' "The soup". Non so se si riesca a vederlo anche online.

Comunque pensa ai reality show in Italia...e moltiplica per 1000.

cacchio allora ci sarà davvero tanto da ridere! :D:D cmq ho visto qualche puntata di the hills in streaming....ahah mi fa morire quello spencer ahaah e ora che ricordo l'avevo visto in una puntata di how i met your mother ahahha


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 30 Novembre 2009, 08:12:02
Citazione
cacchio allora ci sarà davvero tanto da ridere! :D:D cmq ho visto qualche puntata di the hills in streaming....ahah mi fa morire quello spencer ahaah e ora che ricordo l'avevo visto in una puntata di how i met your mother ahahha
Spencer è davvero una cosa, ma una cosa... Porca vacca, è indescrivibile!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 30 Novembre 2009, 08:14:36
Il panino del 7 Eleven consumato freddo senza scaldarlo al microonde, che in questo motel non abbiamo a disposizione, è tutta un’altra cosa, in peggio ovviamente.
Almeno però risparmiamo sia soldi che tempo visto che in cinque minuti la cena è già bella che terminata. E poi almeno c’è il dolce, la prelibata squisitezza!
Perdo un’altra mezz’oretta abbondante in internet per farci mettere in lista per alcuni locali. Vorrei andare al Myhouse però mi rispondono che stasera non hanno la lista in quel locale ma all’h.wood. Poco male, in fondo avevo previsto di andare in quel locale domani sera, non faremo che invertire il programma.
Doccia, indossiamo il rispettivo Power Suit ed usciamo come d’abitudine a piedi.
Direzione Sunset Blvd, prima tappa Ketchup.
La mia bella morettina come avevamo visto nel pomeriggio non c’è, ma anche la ragazza che troviamo in reception non v’è dubbio che sia splendida. Saliamo le scale trovando come sempre il ristorante gremito; sarebbe davvero bello venire a cenare qui con un bel gruppo di amici.
Stasera anche la zona bar è molto movimentata, anche se non c’è nessun motivo in particolare che ci spinge a rimanere. Il Katana sarà sicuramente meglio, così usciamo incamminandoci proprio verso di esso. Passeggiare lungo il Sunset Strip scorrendo i localini è sempre un piacere.
Arrivati al Katana saliamo subito la splendida scalinata esterna. Come siamo su, nella zona con i tavoli all’esterno, Enea dice di riconoscere in una ragazza Stephanie di The Hills.
Provo a guardare.
A me non sembra lei, certo un po’ di somiglianza la riconosco anche io, ma non credo sia lei.
Ripensandoci ora da casa però mi rendo conto che in effetti forse Enea non aveva tutti i torti, in fondo le ultime sue immagini che ho visto in tv risalgono a filmati di un paio di anni fa (dato che in Italia ancora non avevano trasmesso nuove serie di The Hills, ndr) e se consideriamo che questo è uno dei locali in cui le ragazze sono venute diverse volte, allora potrebbe essere stata davvero lei.
Entriamo nel ristorante trovando il solito affascinante ambiente, davvero bellissimo, bellissimo quanto lo sono le ragazze che animano questo locale.
Anche le cameriere potrebbero benissimo essere tutte modelle.
Ci fermiamo nella zona bar ordinando un Pinot Californiano ($9 + mancia) restando a consumarlo al bancone. Mentre osservo la gente che passa non posso fare a meno di constatare che è davvero straordinario essere qui e che presto tutto questo mi mancherà.
Terminato il bicchiere di vino usciamo diretti al prossimo bar, quello del Mondorian Hotel.
Ormai il tour dei locali è collaudato e mi sembra davvero il giro giusto.
Iniziamo dallo Sky Bar trovando sempre lo stesso elegante ragazzo di ieri sera a fare selezione all’ingresso. Non riesco davvero a crederci quando, avvicinandoci, ci saluta e ci chiede se ci siamo fatti mettere in lista per stasera.
Non pensavo davvero si sarebbe ricordato di noi con tutta la gente che transita da qui!
Sapevo di non avere speranze per entrare ma tanto valeva fare un tentativo, anche se però non credevo si sarebbe ricordato di ieri sera. Il fatto è che per ‘sto posto non riesco proprio a trovare qualcuno che mi metta in lista e, siccome è un locale nel quale faremmo soltanto una toccata e fuga, non avevo mai nemmeno perso troppo tempo per cercarla.
Di nuovo è spiacente, ma si raccomanda davvero di farci mettere in lista per domani in quanto il sabato qui è la serata migliore ed è davvero gremito di gente.
Mi piace comunque ‘sto tipo, per nulla snob ma anzi cordiale ed amichevole.
Passiamo dal lounge del Mondorian giusto due minuti, poi andiamo subito allo Standard Hotel per vedere la ragazza nella teca di vetro di stasera.
Dalla biondina di ieri siamo passati alla morettina di oggi, sempre in slip e canotta e sempre molto sexy.
Piacevole davvero questa routine di venire a vedere la ragazza della teca…
È tempo di andare ad Hollywood, così rientriamo velocemente in motel per prendere l’auto.
Il Sunset Blvd e l’Hollywood Blvd ci scorrono veloci al ritmo dei Does It Offend You Yeah.
Lasciamo l’auto nell’enorme parcheggio coperto dell’Hollywood & Highland facendo ben attenzione a dove parcheggiamo, visto che in questo autentico labirinto lo scorso anno una sera avevamo fatto tremendamente fatica per ritrovarla.
Provare per credere.
L’h.wood (1738 N. Orange http://www.thehwood.com/) si trova esattamente dietro il Grauman's Chinese Theatre, nel cuore di Hollywood, ma a meno che ne siate già a conoscenza è un locale che di sicuro non si trova per caso, essendo un po’ nascosto. Arrivando in fila ci guardiamo intorno con il sorriso compiaciuto che ci spunta di nuovo sul volto, indovinate un po’ il perché…
Quando la vedo però sono davvero sorpreso; come selezionatrice all’ingresso troviamo Pamela, ragazza che lo scorso anno lavorava per Bolthouse e che ci aveva fatto entrare all’Hyde. Questo è in assoluto uno dei club più esclusivi di LA, se adesso lavora qui evidentemente deve aver fatto parecchia strada nel suo campo!
Nel giro di pochi minuti, grazie alla lista di C.J., siamo dentro e pure a gratis.
Facciamo subito un giro in perlustrazione con il locale che si rivela incredibilmente splendido. Come tipo di posto potrebbe benissimo sembrare un locale dell’epoca del proibizionismo, con pareti in mattoni a vista, lampadari antichi, divani in pelle, ritratti dall’aspetto storico alle pareti e mobili di antiquariato, tutto davvero bellissimo. Il classico salotto buono.
Inoltre c’è anche un patio all’aperto da dove ammirare il cielo sbucare tra gli alti palazzi. La sensazione che regala è straordinaria, sembra quasi di respirare l’aria e le atmosfere della Hollywood di una volta, quella delle star veramente grandi, mica quella mal frequentata dei tempi d’oggi.
Il locale ancora non è pienissimo; sarò noioso e non mi crederete, però mi tocca constatare di nuovo che ovunque guardiamo, qualsiasi ragazza che incrociamo, è di una bellezza straordinaria, una cosa che ha quasi dell’impossibile!
Questo grave problema che affligge Los Angeles è tremendamente difficile da debellare…  
Alla fine i presenti saranno suddivisibili in 70% bianchi, 20% asiatici e 10% neri, percentuali che ad Hollywood hanno dell’incredibile.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 30 Novembre 2009, 08:17:10
Più avanti nel corso della serata, quando il locale sarà ormai gremito, il grado medio di bellezza si assesterà su livelli più umani… ma che rimangono comunque eccezionali.
Ad un certo punto mi ritrovo a fianco ad una tipa ed al suo ragazzo, con lei che mi ferma immediatamente e mi chiede se sono un certo tizio di una certa serie televisiva!
Ma ancora!?!
Evidentemente in tv ci dev’essere qualcuno che mi assomiglia o forse, direi più probabilmente, qua la gente appena vede uno che indossa un vestito pensa subito si tratti di un personaggio famoso!
Mi spiace deluderla, ma in pratica è come se non lo facessi visto che sembra non ascolti nemmeno la mia risposta negativa, nella sua testa ha già stabilito che io sono quello là!
Per tutta la serata mi avvicinerà dicendomi ogni volta qualcosa!
DJ Jim Saviano mette davvero dei gran pezzi (altra cosa incredibile per LA!). Il momento migliore è quando piazza la musica di Star Wars mentre immediatamente vengono distribuite una dozzina di spade laser, con la gente che inizia a sfidarsi al duello! Favolosooo!!!! (foto N° 600, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Purtroppo non riusciamo ad accaparrarci la spada laser, ma è comunque una trovata geniale, divertentissima!
Tra le altre canzoni ricordo Rebellion degli Arcade Fire, Satisfaction del concittadino Benny Benassi (grande!), Call On Me di Eric Prydz, World Hold On di Bob Sinclair, alcuni brani di Michael Jackson tra cui Billie Jean (pensate che nei miei precedenti viaggi non avevo mai sentito MJ nei locali ed invece ora lo mettono di continuo…), Bom Boom Pow e la favolosissima I Gotta Feeling dei Black Eyed Peas (con la gente che esplode, anche se in Italia ancora non le avevo mai sentire), due straordinari remix di Sweet Child O’Mine dei Guns e soprattutto Use Somebody dei Kings of Leon (la canzone che metteranno più spesso a LA insieme a I Gotta Feeling e MJ) e finalmente per i nostri occhi anche Lady Gaga con la fantastica doppietta una dietro l’altra di Just Dance e Poker Face! Scene di delirio, anche se pensavo pure peggio!
Passiamo una serata bellissima divertendoci un casino! Nettamente il miglior locale di Los Angeles, presto anche questo mi mancherà!
Le serate qua finiscono sempre abbastanza presto con la gente che verso le 2 am inizia ad uscire.
Quando il locale è ormai quasi vuoto usciamo anche noi andando a riprendere la macchina.
Dispiace veramente lasciare un posto come questo; prima di uscire lancio un’ultima occhiata per cercare di imprimerlo bene nella mia mente, ma ormai non ce n’è più bisogno, di certo non me ne scorderò.
Per fortuna per ritrovare l’auto impieghiamo soltanto pochi minuti a verso le 2.40 am siamo già sdraiati a letto.
Davanti ai miei occhi riscorrono veloci le immagini di questa serata e la vista senza tempo del cielo sbucare tra i palazzi della Hollywood di una volta. Poche ore di sonno davanti a noi ma io già non vedo l’ora che faccia giorno, perché domani si va a fare surf!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 01 Dicembre 2009, 11:19:15
la trovata delle spade laser è eccezionale!grandee...e ora aspetto di sapere com'è andata col surf ahah :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Dicembre 2009, 08:17:01
25/07/2009 Sabato – Los Angeles.

Sveglia alle 7 am. Quattro ore di sonno o poco più, fatto sta che non sono per nulla stanco ma anzi sono già carichissimo; oggi si va a fare surf!!!
Ricordo la nostra precedente cavalcata sulle onde come fosse storia di ieri, ho aspettato un anno intero ma finalmente è arrivato il momento di tornare sulla tavola!
Ci prepariamo al volo, indosso i miei vestiti da surfista e via veloci verso Malibu, chi tardi arriva non piglia l’onda!
Anche per la nostra ultima giornata a Los Angeles, prima di trasferirci a Las Vegas, colazione in macchina con l’abituale squisitezza del 7 Eleven.
A quest’ora di sabato mattina in strada non c’è molto traffico ed arriviamo a Beverly Hills in pochi minuti. Sui marciapiedi la piacevole visione di ragazzi e ragazze che fanno jogging.
La strada per Malibu è però ancora lunga, filiamo via che è un piacere.
Inserisco il CD selezionando Fun Fun Fun dei Beach Boys, tanto per entrare in atmosfera.
Questa si che è California!
Arriviamo sulla PCH così mettiamo a tutto volume la carichissima Surf Wax America dei Weezer (http://www.youtube.com/watch?v=52FgoqFPxKc), la canzone del surf di quest’anno, che ci esalta ancor di più se mai ce ne fosse bisogno!

The sea is foaming like a bottle of beer
The wave is coming but I ain't got no fear
I'm waxing down so that I'll go real fast
I'm waxing down because it's really a blast
I'm going surfin cos I don't like your face
I'm bailing out because I hate the race
Of rats that run round and round in the maze
I'm going surfing, I'm going surfing!

You take your car to work
I'll take my board
And when you're out of fuel
I'm still afloat

My buddies and their honeys all come along
They seem invincible as they surf along
The sea is rolling like a thousand pound keg
We're going surfing, we're going surfing!

You take your car to work
I'll take my board
And when you're out of fuel
I'm still afloat

All along the undertow
Is strengthening it's hold
I never thought it would come to this
Now I can never go home

You take your car to work
I'll take my board
And when you're out of fuel
I'm still afloat

All along the undertow (you take your car to work)
Is strengthening it's hold (I'll take my board)
I never thought it would come to this (and when you're out of fuel)
Now I can never go home (I'm still afloat)

You take your car to work
I'll take my board
And when you're out of fuel
I'm still afloat

You take your car
I'll take my board
You take your car
I'll take my board
Let's go!


We're going surfing, we're going surfing!!!
Percorrere la PCH in questo stato di esaltazione è ancor più straordinario, impareggiabile!
Arriviamo a Malibu parcheggiando la macchina lungo la strada praticamente di fronte all’ingresso di Surfinder, la spiaggia.
C’è un vero tempo da lupi, nuvole basse che offuscano la costa e temperatura che arriverà a mala pena a 18 °C (foto N° 601, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Cavolo, anche il mare è bello grosso!  Arrivano onde schiumanti di rabbia a ripetizione, per la gioia dei numerosi surfisti già in acqua.
E va bene, volevo le onde e le ho ottenute!
Andiamo al negozio di surf ma lo troviamo ancora chiuso.
E che cavolo! Chi è il surfista che dorme quando c’è un mare così!
Non ci sono nemmeno cartelli indicanti l’orario di apertura, per cui non ci resta che aspettare.
Inganniamo l’attesa andando sul molo, almeno possiamo assistere alle prodezze dei surfisti! Veramente, non ne ho mai visti così tanti (foto N° 602). Effettivamente il mare però è veramente grosso e certo non è l’ideale per due pivellini delle onde come noi. Poco importa, oggi si è stabilito che farò surf e lo farò!
The sea is foaming like a bottle of beer, the wave is coming but I ain't got no fear!
Incosciente che non sono altro.
Rimaniamo sul molo inoltrati nell’Oceano almeno una mezz’oretta, tra il vento che fischia, le onde che schiumano e i surfisti che se la godono.
Torniamo a riva, ormai un bel po’ infreddoliti, andando a fare un giro sulla spiaggia e mischiandoci tra i surfisti. Quindi passiamo dall’altro lato della spiaggia passando sotto il molo (foto N° 603 e 604) e verso le 9 am proviamo a tornare al negozio di surf.
Ancora chiuso!?? Ma a che cavolo di  ora aprono??!  
Chiediamo informazioni nel negozio a fianco e ci dicono che dovrebbero arrivare verso le 10 am.
Porca vacca, ci siamo alzati prestissimo per niente!
Abbiamo ancora da aspettare un’ora così torniamo in macchina e schiaccio un pisolino, non faccio certo fatica a prendere sonno.
Alle 10 am in punto siamo di nuovo là davanti, con un paio di ragazzi che ci raggiungono e rimangono in attesa con noi.
Dopo poco arriva il tipo, era ora!
Ho sensazioni per nulla positive mentre apre la bottega facendoci entrare, e poco dopo purtroppo si avvera quanto temevo.
Ci spiega infatti che oggi è un Big Day for surfing, il mare è veramente grosso tanto che ci sono addirittura diversi professionisti già in acqua lesti a prendere l’occasione, o meglio l’onda, al volo.
Dopo il Big Wednesday (Un mercoledì da Leoni, ndr), il Big Saturday!
È desolato, capisce il nostro rammarico, ma non se la sente di darci tavola e muta e mandarci in mare allo sbaraglio. È vero che già una volta abbiamo provato, ma è la nostra esperienza è praticamente zero. Anche per i ragazzi che volevano fare il corso niente di fatto, dice che non ha senso mandarli in mare in queste condizioni, non si divertirebbero per niente in quanto non riuscirebbero a stare in piedi una volta ed il corso di surf più che altro diventerebbe un corso di sopravvivenza!
Delusione e sconforto totale.
Certo però io sono uno che non molla mai, ci deve pur essere una soluzione, una qualche possibilità, anche perché oggi è l’unica occasione che abbiamo a disposizione!!
“Credi che nel pomeriggio le cose possano migliorare e le onde diventare un po’ meno grosse?” gli chiedo.
“Naa… il mare è già da ieri che è in questo stato ed il bollettino meteo indica che sarà così anche domani. Il primo giorno in cui siete venuti, quello era un buon giorno per chi ha poca esperienza, ma oggi proprio no.”
E va beh, ma giovedì siamo arrivati che era già pomeriggio e non ne avevamo nemmeno il per fare surf! (eravamo in viaggio tra Santa Barbara e Los Angeles, ndr).
Non ce la faccio proprio ad uscire dal negozio così, inesorabilmente sconfitto, cioè, o oggi o probabilmente mai più! Di sicuro mai più per questo viaggio.
Il morale è sotto i tacchi, lo sconforto è enorme.
Idea!      
“Pensi allora che le cose vadano un po’ meglio a Zuma?” chiedo. (Zuma beach, spiaggia qualche chilometro più a nord di questa, ndr)
“Naa… a Zuma ti romperai una gamba di sicuro!”
Porca vacca…


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Dicembre 2009, 08:21:10
In ogni caso ancora non mi arrendo, devo andare di persona a controllare come stanno le cose. Se c’è anche una sola minima speranza devo per forza rincorrerla. E comunque ho segnato anche altri surf shop dove eventualmente noleggiare l’attrezzatura.
In breve arriviamo a Zuma, ma come ci era stato detto il mare rimane bello grosso.
Tutti i nostri programmi sembrano sgretolarsi.
“Ed ora?”
“Mah, proviamo ad andare verso sud e speriamo bene...”
Riprendiamo la PCH in direzione contraria stavolta, ma con il fragore e la visione delle alte onde sempre presenti alla nostra destra.
Eppure a me non fanno paura, non sembrano così enormi. Che sia proprio così incosciente io?
Ci fermiamo in qualche negozietto turistico lunga la PCH ma non troviamo nulla di interessante. Vediamo però esposti i bollettini meteorologici con la previsioni dei venti e le condizioni del mare, ma c’è talmente tanta roba che in pratica non ci capisco nulla. Sembrano previsioni ottime comunque, almeno per i surfisti esperti…
Arriviamo fino a Santa Monica con la situazione che rimane immutata. In ogni caso comunque non vorrei fare surf qui, questa località proprio non riesco a sentirla mia.
Lentamente ma inesorabilmente le residue speranze stanno via via scomparendo, ma chi lo sa, e se a Venice Beach le cose fossero diverse?
È la nostra ultima possibilità ed inoltre sarebbe fantastico fare surf a Venice!
Già che siamo qua però ci sono alcune mete da visitare; rimandiamo il tutto al pomeriggio quindi.
Tra Santa Monica e Venice praticamente non c’è confine, i due paesi sono attaccati e separati soltanto da una piccola striscia, come una terra di nessuno, questa zona in gergo è chiamata Dogtown.
C’è un film fantastico ambientato da queste parti, Lords of Dogtown, (di cui già vi avevo parlato lo scorso anno, http://cinema-tv.corriere.it/film/lords-of-dogtown/03_58_29.shtml per il trailer) che parla della storia vera, risalente al 1975, di alcuni ragazzi surfisti del posto che poi diventeranno delle leggende dello skate. Inoltre c’è anche un documentario in proposito, Dogtown And Z-Boys, sempre molto molto interessante.
Prima tappa della nostra ricerca dei luoghi apparsi nel film è lo Zephyr Shop, il negozio di surf dove si forma la squadra dei ragazzi. Il nome attuale è Horizons West Surfboard Shop ed è gestito da uno di loro (2011 Main St at Bay St, Santa Monica). Purtroppo quando vi arriviamo lo troviamo chiuso, ma è davvero una splendida sensazione quella che proviamo ritrovandoci qui davanti (foto N° 605). Per gli appassionati di surf o skate questo è il massimo.
In vetrina ci sono un sacco di riferimenti a questi ragazzi di Dogtown che sono diventati delle leggende. Troviamo inoltre varie tavole con lo splendido marchio Dogtown (foto N° 606), ed anche la maglia degli Z-Boys con il logo Zephyr (nel film però erano blu).
Sarebbe davvero fantastico entrare, peccato davvero, ma già essere qui è davvero esaltante!
La zona di Dogtown appare veramente come la terra di nessuno, lontana anni luce dalla benestante Santa Monica, ma anche della a suo modo stilosa Venice. Sembra un po’ trascurata, ma con alcuni murales davvero fantastici (foto N° 608).
Si è ormai fatta ora di pranzo. Ottimo, l’orario coincide perfettamente per la nostra prossima meta, il Rae's Restaurant (2901 Pico Blvd, Santa Monica http://www.yelp.com/biz_photos/RdBU1PBsfad_c-ZC1W2sPw?select=Cb4uxlhHjoTUv6gMS9hokw) Anche i ragazzi andavano a mangiare in questo old school diner (foto N° 609), prendendo posto in fondo al locale (foto N° 610) seduti accanto alla parete in mattoni a vista; in pratica dove ci piazziamo anche noi!
Davvero un posto fantastico!
Dubito che abbiano mai visto dei turisti qui, o perlomeno dei turisti europei (se non qualche appassionato del film).
Ordiniamo cheseburger con patatine e coca (unlimited refill), e prim’ancora che ce li portino arrivano con la caraffa di caffè a riempirci il bicchiere; troppo americano!
I panini sono di uno squisito inimmaginabile, rispetto ad ogni tipo di fastfood proprio non c’è assolutamente paragone! Inoltre anche i tipi del locale sono di una gentilezza e di una cortesia estrema; davvero un posto old school ed anche davvero economico visto che in due spendiamo $ 12.28.
Risaliamo in auto arrivando fino in fondo ad Ocean Park Blvd, dove la strada termina sulla spiaggia (Ocean Park, foto N° 611). Questo era il vero cuore di Dogtown e qui una volta c’era il molo intorno al quale, all’inizio del film, i ragazzi andavano a surfare http://www.youtube.com/watch?v=WL4AeTfDVOE&feature=fvw
Questo molo decadente è poi stato abbattuto, quindi purtroppo ora non esiste più.
Mentre girovaghiamo in perlustrazione incontriamo anche un ragazzo (o una ragazza?!?) in skate, un vero Z-Boy! (foto N° 612).
Siamo ormai arrivati a Venice, ma trovare da parcheggiare si rivela complicatissimo. Troviamo un buco libero che siamo ormai lontanissimi dalla spiaggia ma in mancanza di alternative ci fondiamo subito.
Prima di andare in spiaggia però dobbiamo vedere i famosi canali costruiti in stile alla Venezia Italiana, visto che lo scorso anno non li avevamo trovati.
Stupidamente però ho dimenticato la mappa di Venice in motel, ricordo più o meno la zona ma trovarli non è semplicissimo.
All’improvviso, così, senza nessun motivo, mi viene irresistibilmente in mente la canzone di Daniele Groff Lamerica (http://www.youtube.com/watch?v=UuoWzStjoqM), sono anni che non la ascolto ma in questo preciso momento ne ho una voglia pazzesca! Non possiamo quindi fare altro che passeggiare canticchiandola allegramente!

Tu sei la mia isola
sei tu la mia america
non posso stare senza stare con te…


Grande Daniele Groff e gran canzone!
Arriviamo casualmente alla biblioteca di Venice, così entriamo per chiedere informazioni e ne usciamo con una mappa, ottimo!
In pratica comunque eravamo già arrivati, avvistiamo un altro strepitoso murales che preannuncia i canali (foto N° 613), giriamo l’angolo, ed eccoli! (foto N° 614 e 615). Sono davvero fantastici!
In questa zona sorgono abitazioni davvero splendide, ognuna con il proprio piccolo molo dove attraccare la propria barchetta, che spettacolo!
L’area è interamente pedonale con il marciapiede a costeggiare i canali che ci da la possibilità di vistare ben benino la zona. Passeggiando praticamente a fianco le case è inevitabile sbirciare un po’ dentro; quanto sarebbe fantastico abitare in una qualsiasi di tutte queste!! (foto N° 616, 617, 618). La mia preferita in assoluto però è quella del Surfer Boy, con l’insegna Love is spoken here, davvero splendido! (foto N° 619)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Dicembre 2009, 08:24:24
Anche Pam, la ragazza di Jim Morrison, abitava da queste parti, o perlomeno questo è quello che si vede nel bellissimo film The Doors http://www.youtube.com/watch?v=bx5m9IlPBb4&feature=related
Continuiamo a girovagare senza seguire un percorso preciso; niente da dire, questa zona è magnifica!! (foto N° 620, 621, 622).
Nei canali comunque, anche se magari non sembra, c’è pochissima acqua, giusto un paio di spanne, e così anche per i bambini che vi entrano non ci sono pericoli.
Ci avviamo quindi verso la spiaggia attraversando il paese, ritrovando la fantastica scritta Venice e quel favoloso ambiente hippy che magari sarà anche un po’ costruito ma che è sempre davvero piacevole! (link alle mie vecchie foto http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/page11/).
C’è persino un autobus con la scritta sul display Have a Nice Day!
Controlliamo speranzosi la situazione onde, ma questa è sicuramente la località in cui sono più grosse in assoluto e nemmeno un pazzo come me entrerebbe in mare!
Fine delle speranze, quest’anno niente surf.
Uno dei principali obiettivi di questo viaggio è così svanito nel nulla, volatilizzato senza alcuna possibilità. La delusione ovviamente è tanta, ma sarà il fatto che le speranze si sono affievolite a poco a poco, od il fatto che venendo dai Venice Canals arrivo in spiaggia in uno stato emotivo compiaciuto, o ancora che da questa vacanza abbiamo già avuto talmente tante soddisfazioni che diventerebbe persino troppo lungo riepilogarle, fatto sta che non riesco nemmeno a rammaricarmi più di tanto, o almeno più del dovuto.
La verità è che sono ormai forse sono un po’ appagato, sono talmente tanti i luoghi meravigliosi che abbiamo visitato che davvero non mi sentirei nemmeno in diritto di dispiacermi per qualcosa che invece purtroppo ci è saltata (proprio questo però!??!).
In ogni caso forse comunque è stato meglio che sia andata così visto che stasera, quando controlleremo un po’ di notizie in internet, scopriremo che a Newport Beach, una sessantina di chilometri a sud di Venice, è morto un surfista dopo essere stato scaraventato contro uno scoglio da un’onda di cinque metri.
Va beh, io non sarei certo andato vicino agli scogli, ma in ogni caso ho salvato le gambe.
Scendiamo in spiaggia ad osservare le onde rimanendo quasi sconvolti da tanta potenza e fragore. Quando poi queste rimbalzano contro gli scogli frangionde l’effetto è impressionante (foto N° 623). Basta comunque raffrontare l’altezza  delle onde con il molo per capire quanto queste sono alte (foto N° 624). In acqua nemmeno un pazzo di surfista.  
Facciamo un giro lungo la spiaggia poi ci incamminiamo sul pier arrivando fino alla sua fine, inoltrati nell’Oceano spumante di rabbia. L’acqua, rimbalzando contro i piloni di fondazione, schizza su fin quasi a bagnarci.
Rimaniamo parecchio ad assistere a questo affascinante fenomeno della natura, scattando foto su foto.
Torniamo sulla terra ferma facendo un giro sulla lunga passeggiata del Boardwalk, il viale che costeggia la spiaggia. Se lo scorso anno rimanevo incredibilmente stupito ed impressionato per qualsiasi cosa che incontravamo, quest’anno non sono più sbalordito ma riesco a godermi maggiormente il tutto. Le case che si trovano nei pressi del pier sono un vero sogno, costruite con un design geniale ma allo stesso tempo confortevole, vivere qui con questa vista sul mare dev’essere meraviglioso. Lungo il boardwalk si incontra poi di tutto, centinaia di negozietti turistici con magliette sceme ma divertenti, botteghe di tatuatori, bar pseudo-hippy, artisti di strada, giocolieri, etc… qualsiasi stranezza possa venirvi in mente qui potete trovarla. Ma l’aspetto ancor più curioso è la gente che si incontra, il meltin pot è ancor più evidente che a New York, un enorme miscuglio di ogni tipo di razza. Qui si incontra ogni tipo di persona, dal vecchio barbagianni che di sicuro ne ha viste parecchie (foto N° 625, grandissimo!!), alla stangona bionda alta 1.90 cm sui rollerblade (foto N° 626). Non mancano poi nemmeno acconciature quanto meno bizzarre, uomini tatuati all’inverosimile, giovani genitori di colore dall’aspetto diciottenne o poco più ma con figlia di 7-8 anni… nel mezzo tutta la massa di gente che comunque non può essere definita normale, perché qui di normale non c’è nulla, qui è soltanto tutto straordinario!
Venice ha una forza potentissima, che ti entra dentro e ti conquista!
Sui muri degli edifici tantissimi murales, tutti fantastici ovviamente, ma il vero capolavoro è una sorta di raffigurazione della Notte Stellata di Van Gogh (foto N° 627). Titolo dell’opera “Homage to a Starry Night.”
Quella sera dev’essere stata meravigliosa.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 02 Dicembre 2009, 08:25:14
Ne abbiamo già parlato più volte tra di noi, sappiamo bene sia io che Enea che questa molto probabilmente sarà l’ultima volta che verremo da queste parti e certo avvertiamo già un malinconico senso di nostalgia. Provo a rincuorare il mio amico.
“Vecchio mio, guardati bene intorno perché questa è l’ultima volta che vieni qui, poi non ci verrai mai più!”
“Anche te veh!” Risponde il socio.
“Bah, chi lo sa!? Te di sicuro, io invece non si sa mai…”
Ora si che l’ho rincuorato… Comunque la cosa migliore da fare per combattere questa vena malinconica è appunto quella di scherzarci su.
È ora di tornare alla macchina (al link già suggeritovi in precedenza trovate altre foto scattate lungo il boardwalk http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/page11/).
Anche in Lazarus erano venuti in visita da queste parti, eccovi il filmato http://www.youtube.com/watch?v=SrkwCmhugIA&feature=related (a partire dal min. 4, che poi continua qui http://www.youtube.com/watch?v=QYr_iGAKOpE&NR=1).
Ci rimettiamo in marcia verso WeHo, fermandoci però al Westfield (http://westfield.com/centurycity/), splendido ed elegante centro commerciale che si sviluppa all’aperto, nel quale si trovano tutti i brand più noti (foto N° 628). Facciamo un salto veloce da Hollister, uscendo però a mani vuote.
Imbocchiamo ora il Sunset Blvd che non molleremo più fino ad arrivare a WeHo. Ovviamente ci sintonizziamo su Radio FM 98.7, godendoci la musica, la strada ed i bellissimi paesaggi di Beverly Hills.
Arriviamo a Weho, il nostro quartiere, ed alla bella Sunset Plaza (foto N° 629).
Il Sole inizia lentamente a calare, più i colori si fanno tenui e più questa zona cresce di fascino. I locali vanno via via riempiendosi di ragazzi che cercano un po’ di relax in attesa che la serata abbia ufficialmente inizio. In questo punto la strada è molto trafficata, facendoci procedere praticamente a passo d’uomo. Poco male, abbiamo così l’occasione di osservare le belle ragazze in vestitino corto che sfilano sui marciapiedi, vedere che alla reception del Ketchup c’è la solita bella morettina di ieri, e di salutare alcune LA girls che ci affiancano in macchina…
Gran città Los Angeles, se la si vive nel modo giusto è strepitosa!
Ancora non si è fatto troppo tardi, così stasera mi fermo anche io al 7 Eleven per la spesa.    
Analizziamo la situazione: biscotti portati dall’Italia, finiti. Acquistiamo la squisitezza per la prossima colazione, ma poi, riflettendoci, pensiamo che a Las Vegas, nostra prossima tappa e nella quale ci trasferiremo domani, sarà dura trovare uno shop in cui fare un po’ di spesa; ma si dai, già che ci siamo compriamo anche un po’ di squisitezze per i prossimi giorni…
Morale della favola, alla fine usciamo con i soliti cheeseburger, mela e twix per la cena, più ben, e dico ben, dodici squisitezze!!
Mi sento addirittura in imbarazzo quando andiamo alla cassa a pagare, praticamente gliele abbiamo prese tutte! A Los Angeles ne avranno anche viste di tutti i colori ma scommetto che questa ancora gli mancava. In totale spendiamo 30.49 Dollari che per un 7 Eleven dev’essere forse un record visto che è uno di quei market dove solitamente si acquistano pochi prodotti per volta.
Arrivati in motel non posso fare altro che disporre le squisitezza sul letto ed immortalare il momento in una foto (N° 630); 15.90 Dollari di squisitezza!!
A parte il surf bellissima giornata anche oggi, quanto mi mancherà questa città!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Dicembre 2009, 08:01:22
Mentre ci prepariamo per la serata non possiamo fare a meno di ascoltare Daniele Groff visto che è tutto il giorno che ne ho voglia

Tu sei la mia isola
sei tu la mia america
non posso stare senza stare con te…


Grande!
Solita mezz’oretta in internet per le liste, indossiamo i vestiti e quindi usciamo, decisi nel volerci godere quest’ultima serata a WeHo ed Hollywood.
Come d’abitudine usciamo a piedi, risalendo per l’ultima volta il tratto in salita di La Cienega Blvd
che porta sul Sunset Strip. Le meravigliose colline di Hollywood, The Hills, appaiono buie e rasserenanti davanti a noi.
Stasera non facciamo il solito giro collaudato ma iniziamo dal Katana.
Semplicemente divino salire la scalinata esterna, ansiosi ed eccitati di scoprire il movimento di stasera. Ad attenderci le solite strepitose cameriere ma molta meno gente del solito. In effetti anche il traffico sul Sunset Strip mi sembrava molto meno caotico, tant’è che per attraversarlo a piedi abbiamo impiegato un attimo anziché i diversi minuti di attesa come avviene di solito.
Rifletto un attimo. L’unica spiegazione possibile è che quelli che mancano stasera se ne sono andati a Las Vegas per il week end oppure nella loro casa di Santa Monica!
Sempre piacevole comunque il Katana, qui dentro si ricevono sempre splendide sensazioni.
All’ingresso dello Sky Bar del Mondorian Hotel troviamo invece già diversa gente in fila. Come ci aveva detto l’elegante ragazzo delle liste, di nuovo presente, stasera è la serata più ambita qui e si entra presto. Non tentiamo neppure però visto che non siamo in lista nemmeno stasera.
Un centinaio di metri più avanti arriviamo allo Standard Hotel, naturalmente curiosi di vedere la ragazza della teca di stasera.
Purtroppo però al nostro arrivo la troviamo vuota, forse è ancora troppo presto.
“Sarebbe fantastico assistere all’arrivo al lavoro della ragazza della teca!”
“Un episodio narrato da  molti ma al quale nessuno ancora ha mai assistito…”

Nell’attesa ci spostiamo nel cortile interno intorno alla piscina, con il solito splendido ed intimo ambiente. Di tanto in tanto ci rechiamo a controllare l’arrivo della ragazza, fatto sta che purtroppo ci perdiamo l’ingresso nella teca e la troviamo già dentro; porca vacca non abbiamo assisito alla scena!
Dopo la bionda e la mora, stasera è il turno dell’indonesiana, ce n’è davvero per tutti i gusti.
Dato che fino ad ora è trascorso meno tempo del previsto, usciamo diretti al XIV (8117 Sunset Blvd  http://www.sbeent.com/xiv/), nuovissimo ristorante aperto quest’anno con organizzazione Bolthouse.
Davvero elegantissimo e di gran classe, anche se però purtroppo non ha una zona bar per chi desidera solamente gustarsi un drink. O meglio, il bancone bar in effetti c’è, ma per arrivarci bisogna oltrepassare la reception dove chiedono la prenotazione e così alla fine usciamo.
Percorriamo il Sunset Strip a ritroso buttando anche un veloce sguardo al raffinato lounge dello Chateau Marmont hotel: (8221 W Sunset Blvd  http://www.chateaumarmont.com/). Questo lounge dall’aspetto retrò ma terribilmente affascinante è però frequentato da una clientela più borghese e comunque decisamente più avanti con l’età rispetto a noi. Dubito fortemente comunque che saremmo riusciti ad entrare.
Ultima tappa prima di trasferirci ad Hollywood è il Ketchup, non potevamo che concludere le nostre serate a West Hollywood che facendo una puntatina in questo bel lounge.
Ad accoglierci sempre la solita splendida morettina che ci infonde buon umore.
L’ambiente è sempre bellissimo, ma anche qui meno gente rispetto al solito, così usciamo e torniamo al motel per prendere la macchina.
Stasera il programma prevede di andare al Myhouse (7080 Hollywood Blvd btw N La Brea Ave e N Sycamore Ave http://www.myhousehollywood.com/). Anche se probabilmente nessuno di voi conosce questo posto di nome, sono comunque sicuro che tutti ne avete sentito parlare. Questo infatti è il locale dove lo scorso maggio si erano conosciuti Paris Hilton e Cristiano Ronaldo, con i media gossippari di tutto il mondo a riportarne la notizia.
L’asso portoghese per l’occasione non aveva badato a spese ed alla fine il conto era stato di alcune decine di migliaia di Dollari! Beh, io ovviamente spero di spendere un po’ meno… ma innanzi tutto spero di riuscire ad entrare visto che tutte le liste di mia conoscenza non prevedevano l’ingresso normale ma esclusivamente con bottle service.
Date le sicure difficoltà all’ingresso, alle 11 pm siamo già davanti al locale.
Rimane soltanto il problema del parcheggio.
Giusto a fianco il Myhouse un insegna indica “Parcheggio pubblico”; mi puzza terribilmente ma non possiamo permetterci di sprecare tempo, così vi entriamo.
Alla fine altro che parcheggio pubblico, il ticket per lasciare l’auto è di ben 20 Dollari!! Manco ci fosse il servizio con posteggiatore!
Va beh, lasciamo perdere. Ci rechiamo velocemente all’ingresso del locale dove troviamo già una discreta fila.
E chi ti incontri come selezionatrice?!
La solita Pamela! Porca vacca, avessi saputo che lavorava anche qui l’avrei contatta per la lista e non avremmo avuto problemi! Purtroppo ora è tardi.
All’ingresso ovviamente schiere di belle ragazze intorno a noi. Capisco subito però che si mette male e quando Pamela si avvicina per chiederci il nome della lista non posso fare altro che giocarmi la carta C.J., sapendo che è un suo amico, ma sapendo anche che per stasera qui ha solamente una lista per bottle service.
Così non può farci entrare ovviamente.
Non demordo però e decidiamo di provare a rimanere comunque, si sa mai che la sitazione si sblocchi. Questo poi è l’unico locale nel quale vorrei assolutamente entrare per stasera, nonché il migliore. Poi, dopo essere andati ieri sera all’h.wood, dobbiamo assolutamente entrare anche qui!
Rimaniamo quindi, mentre la gente, tutta con ingresso ai tavoli, ci sfila davanti entrando.
I minuti di attesa iniziano a diventare decine di minuti, con la situazione che non sembra cambiare. Visto tutte le belle ragazze che ci scorrono a fianco però il tempo non scorre così lento come sarebbe stato altrimenti… anche se mi sembra che ieri sera all’h.wood le cose fossero ancora migliori. Passa un’ora, ma in fondo anche a Seattle nella nostra ultima serata avevamo atteso così tanto prima di riuscire ad entrare; rimaniamo un altro po’.
Trascorrono altre decine di minuti; va bene tutte le ragazze che ci scorrono intorno, ma qua stiamo buttando via la nostra ultima serata per cui ci imponiamo un termine ultimo.
Anche questo purtroppo scade, per cui, non avendo proprio alcuna possibilità di entrare, abbandoniamo la fila e ce ne andiamo; peccato davvero.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Dicembre 2009, 08:04:17
Mi vergogno quasi a scriverlo, ma in tutto siamo rimasti in attesa ben un’ora e quaranta minuti!!
Come dicevo però non è stato tempo totalmente buttato via, anche il solo vedere la gente che entrava è stato comunque interessante. Certo mi spiace molto però non essere riuscito ad entrare.
“Ed ora?”
“Bah, visto che abbiamo il parcheggio pagato per tutta la sera e visto che lo abbiamo anche pagato 20 Dollari, proviamo con i club nei paraggi.”

Altro posto molto esclusivo è Teddy, lounge del Roosevelt Hotel (7000 Hollywood Blvd http://www.hollywoodroosevelt.com/index.php?page=hrh), albergo nel cuore di Hollywood che già ci aveva deliziato ieri.
Non siamo in lista però, ed in pochi secondi capisco che non abbiamo speranze di entrare. Meglio non sprecare altro tempo prezioso.
Le alternative però non sono vicinissime, così purtroppo bisogna tornare a prendere la macchina.
Proviamo quindi con l’Avalon (1735 N. Vine St http://www.avalonhollywood.com/). In questo bel locale (vi ho postato la foto esterna il giorno della vista a Capitol Records, ndr), in precedenza un teatro, nel corso degli anni vi hanno suonato dei certi Beatles, dei certi Nirvana ed anche un certo Frank Sinatra…
Di nuovo abbiamo però il problema del parcheggio.
Giriamo diversi minuti ma non si trova assolutamente manco un posto libero. Alla fine troviamo un parcheggio, anche se non proprio vicinissimo, a pagamento ma a soli $5 flat. Purtroppo dovremo però assolutamente tornare a riprendere l’auto entro le 2.30 am in quanto poi dopo chiudono.
Abbiamo altre alternative? Direi proprio di no, andata.  
Arriviamo davanti all’Avalon trovando un manifesto indicante che il 14 agosto qui si terrà un dj set dei Does it Offend You Yeah!
Quanto sarebbe fantastico esserci!!
Andiamo all’ingresso. Purtroppo per questa serata non ho nessun nome di liste, così vado con il nominativo del PR che le faceva ieri, Preston Gaspar.
Il selezionatore ci pensa un attimo poi dice che non crede che Preston abbia una lista anche per stasera.
“Bah, non lo so, lui mi ha detto di dire il suo nome all’ingresso…” recito io, manco fossimo vecchi amici.
Nulla da fare, però ci dice che se vogliamo possiamo comunque entrare pagando i $20 di biglietto.
Riflettiamo un attimo poi decidiamo che 20 Dollari sono un po’ tanti considerando che in ogni caso potremmo rimanere soltanto per un’oretta e mezza e visto anche che in fila non c’è nessuno e quindi dentro potrebbe esserci poco.
In ogni caso dev’essere un gran posto.
Passiamo allora al Bardot che si trova nello stesso edificio ma con un ingresso laterale separato (stesso indirizzo, http://www.bardothollywood.com/). Ex Spider Club, questo Venetian Salon trasmette fin dall’esterno sensazioni nostalgiche della Hollywood fascinosa di una volta (intuibili anche dal bel sito internet).
Per questo posto, porca vacca, sarei anche riuscito a farmi mettere in lista ma non pensavo ci saremmo venuti e così non avevo sprecato ulteriore tempo. Grossissimo errore!!
All’ingresso incontriamo gente dall’aspetto davvero stravolto, con facce sconvolte ed abbigliamenti perlomeno bizzarri, anche se molto stilosi. Ho la sensazione che una volta entrati potrebbe davvero succedere qualsiasi cosa e chissà cosa andremmo ad incontrare; di sicuro qualcosa di spettacolare! Quando poi ci si mette anche la curiosità è chiaro che si vorrebbe assolutamente entrare, ma senza lista niente da fare.
Ultima possibilità per stasera, il Bar Delux (1624 N Cahuenga Blvd at Hollywood Blvd http://www.bardelux.com/). In questo club faceva la DJ Samantha Ronson (http://www.myspace.com/samantharonson), la fidanzata di Lindsey Lohan…
Qua finalmente siamo in lista, Rami Atherton, ed in un attimo siamo dentro. Gratis ovviamente.
Il club ci appare subito un po’ buio, stretto ma lungo. Lunghi e maestosi tendoni alle pareti, lampadari di cristallo, vetrate colorate, caminetto acceso e molti divani; davvero confortevole, praticamente un salotto!
Facciamo subito un giro arrivando in fondo al locale, non che ci voglia molto tempo. Non c’è tantissima gente, anzi si respira già un po’ di atmosfera da fine serata, ma vi assicuro che quel che resta è strepitoso!! La stragrande maggioranza di gente rimanente sono ragazze e di queste almeno il 70-80% è incredibilmente bellissima!!
Terribile, davvero terribile questo grave problema che affligge LA…
Più in generale invece diciamo che ci sono un 98% di bianchi ed un 2% di neri.
Questo bar è talmente stretto che alla fine non sappiamo bene dove posizionarci, così ci piazziamo alla balconata con alcune ragazze che ci ronzano intorno.
La musica è fantastica, con DJ Edski (http://www.myspace.com/djedskione) che mette gli strepitosi remix di Use Somebody dei Kings of Leon, World Hold On di Bob Sinclair ed addirittura una grandiosa versione di It’s not Over Yet dei Klaxons!  
La miglior musica in assoluto nei club americani! (con la sola eccezione del Don Hill’s di NY, ndr).
Alla fine trascorriamo una serata fantastica, esattamente il miglior modo per congedarci con questa straordinaria città! Rimaniamo giusto poco più di un’oretta, fino a quando alle 2 am accendono le luci per far uscire la gente.
Non siamo riusciti ad entrare al Myhouse ma alla fine poco importa visto che abbiamo scoperto questo club, un’autentica rivelazione! Peccato forse che non vi siamo venuti prima, ma quando esco sono così soddisfatto che alla fine non cambierei nulla di questa serata, anzi forse è stata così bella anche per come sono andate le cose nel suo complesso.
Recuperiamo la macchina avviandoci verso il motel ripercorrendo l’Hollywood Blvd ed il Sunset Blvd per l’ultima volta; mi mancheranno tantissimo.
Se lo scorso anno ero rimasto stupito da WeHo, quest’anno è stata invece Hollywood a sorprendermi. Lo scorso anno l’avevo bocciata senza pietà mentre stavolta me la sono goduta alla grande. Questa è la dimostrazione che con un po’ di esperienza e se si sa dove andare, questa città ha veramente tanto da offrire, perlomeno di notte. Di giorno invece, se qualcuno ci vorrà venire, pensate solo a rilassarvi e prendervela comoda, come quelli che abitano da queste parti sembrano fare.
Si sono fatte le 2.50 am quando ci sdraiamo a letto. Domani si parte di nuovo, direzione Las Vegas, la Sin City!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: maurizio20 - 07 Dicembre 2009, 08:47:35
Citazione
Se lo scorso anno ero rimasto stupito da WeHo, quest’anno è stata invece Hollywood a sorprendermi. Lo scorso anno l’avevo bocciata senza pietà mentre stavolta me la sono goduta alla grande. Questa è la dimostrazione che con un po’ di esperienza e se si sa dove andare, questa città ha veramente tanto da offrire, perlomeno di notte.

L.A. lascia spesso perplesse le persone, ma data la sua enorme estensione, o sai dove andare o puoi anche fare decine e decine di km a vuoto: per me è una città unica e bellissima e non è solo Venice Beach, Studios e Disneyland, ma molto molto di più.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Dicembre 2009, 11:55:38
Citazione
Citazione
Se lo scorso anno ero rimasto stupito da WeHo, quest’anno è stata invece Hollywood a sorprendermi. Lo scorso anno l’avevo bocciata senza pietà mentre stavolta me la sono goduta alla grande. Questa è la dimostrazione che con un po’ di esperienza e se si sa dove andare, questa città ha veramente tanto da offrire, perlomeno di notte.
L.A. lascia spesso perplesse le persone, ma data la sua enorme estensione, o sai dove andare o puoi anche fare decine e decine di km a vuoto: per me è una città unica e bellissima e non è solo Venice Beach, Studios e Disneyland, ma molto molto di più.
Non posso che concordare con te!
Sarebbe davvero interessante sapere come l'hai vissuta tu questa città. Conoscendo come vivi NY e le altre mete di cui hai raccontato sono sicuro che verrebbero fuori molti aspetti interessanti. Non è che per caso ne hai fatto un racconto in internet? (su questo forum non mi pare di ricordare un tuo racconto in proposito).

A proposito, andare sui luoghi di Lords of Dogtown è stato fantastico!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: maurizio20 - 07 Dicembre 2009, 14:40:11
Il fatto è che la prima volta ci sono stato nel 1989 e quindi niente macchina fotografica digitale.
Comunque alloggiai nella zona di Venice Beach e oltre alle tappe obbligate (Disneyland, Studios e un poco di Beverly Hills, oltre a Rodeo Drive) feci alcune puntate a Watts ( i disordini del 1965 http://en.wikipedia.org/wiki/Watts_Riots) e poi in altri quartieri in cui era stato ambientato il film di Dennis Hopper Colors

(http://i11.servimg.com/u/f11/13/01/39/46/colors10.jpg) (http://www.servimg.com/image_preview.php?i=2122&u=13013946)

Il titolo del film Colors, fa riferimento ai colori che identificavano l'appartenenza ad una delle 2 gang: rosso per i Bloods e blu per i Crips

Ora incredibilmente grazie a internet la storia delle gang di L.A. ha dei siti  che documentano un aspetto certamente violento di L.A. , ma che fa parte della storia recente della città.

Due di questi siti sono

http://www.streetgangs.com/

e

http://www.knowgangs.com/


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 07 Dicembre 2009, 16:26:41
Immaginavo cose interessanti di questo tipo da parte tua!  :D
Io purtroppo non ci sono stato, ma anche in Lazarus andavano alla ricerca delle gand proprio a Watts http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/dettaglio.asp?id_prog=533&id_epis=532&page=1&id=279899
Tutto molto interessante. Sempre qui è stata girata la scena di Terminator 2 quando Schwarzenegger in moto è inseguito dal camion dentro al tunnel.
Peccato solo non poter vedere le tue foto, dannate vecchie tecnologie!  :P


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 08 Dicembre 2009, 23:19:06
Eh sì Maurizio, concordo con Luca: piacerebbe un sacco anche a me vedere le tue foto di allora!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: maurizio20 - 09 Dicembre 2009, 09:42:44
Citazione
Eh sì Maurizio, concordo con Luca: piacerebbe un sacco anche a me vedere le tue foto di allora!

Non ne scattai: non era il caso di andare a complicarsi ulteriormente la vita tirando fuori una macchina fotografica  ;D
oggi con le piccole digitali e i telefonini forse sarebbe diverso...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 09 Dicembre 2009, 09:52:53
Citazione
Citazione
Eh sì Maurizio, concordo con Luca: piacerebbe un sacco anche a me vedere le tue foto di allora!

Non ne scattai: non era il caso di andare a complicarsi ulteriormente la vita tirando fuori una macchina fotografica  ;D
ehehe! credo di capire a cosa ti riferisci...  ;D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Dicembre 2009, 08:13:45
26/07/2009 Domenica – Da Los Angeles a Las Vegas.

Sveglia alle 9 am. Stamattina ce la prendiamo comoda alzandoci piuttosto tardi visto che a Los Angeles ormai abbiam finito tutto e comunque non dobbiamo arrivare a Las Vegas troppo preso. Inoltre, a partire dai prossimi giorni, inizierà un vero tour de force, dormire poco–centinaia e centinaia di chilometri percorsi.
Chiudiamo tutto e lasciamo l’ostello. Colazione come sempre in auto.
Alla domenica mattina in strada non c’è praticamente nessuno. Decidiamo comunque di andare a fare un giro lungo Robertson Blvd, dove avevamo incontrato Ciara con paparazzi al seguito. Non so se alla domenica a WeHo i negozi siano aperti e, nel caso, neppure da che orario, ma non si sa mai di beccare qualcuno di interessante in giro per spese.
Robertson Blvd ci compare quasi completamente deserto, in un clima surreale, con vetrine di negozi come Armani, D&G ed altri atelier prestigiosi, ma con praticamente nessuno in giro. Che tristezza.
Non che io sia proprio di cattivo umore, ma senz’altro sono in uno stato emotivo molto spiacevole, malinconico e depresso, accompagnato da un senso di oppressione gravato da un certo nervosismo.
Insomma, mi dispiace davvero tantissimo lasciare questa città. È vero che di giorno non c’è poi molto da fare, ma bastano le serate per farti rimpiangere di non avervi soggiornato per un periodo più lungo. E comunque di giorno si può sempre andare a fare surf, onde giganti permettendo.
Come se non bastasse questo mio stato piuttosto confusionario, ci si mette anche il socio…
Le strade che escono da WeHo in direzione Downtown LA e poi successivamente verso i sobborghi più esterni, sono assolutamente prive di qualsiasi cosa da vedere, ma nonostante questo lui, armato della sua macchina fotografica, sembra voler mappare tutte queste strade in una sua personale street view visto che praticamente ogni trenta secondi scatta una foto attraverso il parabrezza, con la sua macchinetta che emette quel ci-ciù decisamente insopportabile!!
Ogni trenta secondi una foto, ed ogni trenta secondi quel rumore della macchinetta che mi da davvero ai nervi!!
Porca vacca, meglio che mi dia una calmata. Insomma è vero che stiamo andando a Las Vegas e nei prossimi giorni ci aspettano tante mete straordinarie che sogno da anni, solo che per il momento appaiono talmente lontane da non riuscire nemmeno ad identificarle nel mio orizzonte mentale. Per il momento sto soltanto lasciando Los Angeles ed, ancor peggio, ho la consapevolezza che probabilmente non ci verrò mai più.
Sarà meglio uscire al più presto da questa città prima che io vada veramente fuori di testa.
Imbocchiamo la freeway con i palazzi di Downtown che sfilano alla nostra sinistra, e dopo qualche decina di chilometri ce la lasciamo alle spalle.
Usciti dalla città non c’è più nulla, a parte gli altri viaggiatori che sembrano accompagnarci nel nostro viaggio non ci sono altre forme di vita; soltanto steppa, calde ed aride terre assolate nelle quali crescono cactus ed erbacce. La I 15 che già avevamo percorso lo scorso anno in direzione opposta da Las Vegas a Los Angeles appare assolutamente desolata, mentre la temperatura esterna rapidamente si porta a sfiorare i 40 °C; benedetta sia l’aria condizionata.
Quella odierna di Las Vegas è soltanto una tappa intermedia nel nostro viaggio, una tappa di avvicinamento alla terza fase della nostra vacanza in comune diretti verso i parchi dello Utah e dell’Arizona. Torneremo poi a Las Vegas successivamente, chiudendo un percorso quasi ad anello attraverso questi parchi.
Comunque sia, terza fase del viaggio e quindi terzo ed ultimo CD da Going Up The Country, la colonna sonora che ci accompagna da quando ci siamo messi on the road.  
CD3: Las Vegas A/R
01. Dig, Lazaurs, Dig - Nick Cave And The Bad Seeds
02. America – Simon & Garfunkel
03. Route 66 - Chuck Berry
04. Horse With No Name - America
05. Time to Pretend - MGMT
06. Young Folks – Peter Bjorn & John
07. Mr. Brightside (Jacques Lucont’s Thin White Duke Remix) – The Killers
08. Scar Tissue - Red Hot Chilli Peppers
09. Arizona - Kings Of Leon
10. Ramblin' On My Mind - Eric Clapton
11. Maggie Mae – The Beatles
12. Cold Desert - Kings Of Leon
13. Road Trippin - Red Hot Chilli Peppers
14. King of The Road - Roger Miller
15. All These Things That I’ve Done – The Killers
16. Exitlude – The Killers
17. Moving To New York – The Wombats
18. Top Of The World – Pussycat Dolls (Hidden Track)
19. Nord Sud Ovest Est – 883 (Hidden Track)
20. Forever Young - Alphaville (Hidden Track)

Le prime canzoni di quest’album ben si adattano alle aride terre che attraversiamo, il Mojave Desert è ormai alle porte e con un appropriato sottofondo musicale si riesce a godere ancor di più degli scenari che ci scorrono a fianco.
Ci fermiamo per fare rifornimento ($ 25 – 2,959 $ al gallone) approfittando come sempre della sosta per dare una lavata al parabrezza con l’apposita spazzola che si trova in ogni distributore negli USA.
Prendiamo anche un paio di panini per il pranzo, mele e Twix, anche se questo lo mangerò che sarà ormai sciolto ed appiccicato alla confezione.
Enea, non guidando, colto dalla sonnolenza si addormenta, svegliandosi solo a tratti.
“Hey guarda, eccolo là il miraggio, stavolta non mi frega però!”Già lo scorso anno nell’attraversamento di queste zone, in lontananza avevamo avvistato un grande specchio d’acqua nel bel mezzo di questa terraccia secca dove non cresce nulla, se non che, quando vi eravamo giunti ormai in prossimità, lo avevamo visto svanire. Un miraggio insomma.
Morale della favola, il miraggio mi frega invece anche stavolta, in questo caso non si tratta di un’apparizione ma realmente di uno specchio d’acqua, il classico pond fangoso (foto N° 631, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Comunque non ho la più pallida idea di come sia possibile trovare acqua da queste parti!  
Altre foto di questa zona potete vederle nelle foto che ho caricato lo scorso anno http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page7/
Appena superato il confine tra la California ed il Nevada si incontra subito un primo paesino, Primm, dove praticamente non v’è null’altro che uno squallido casinò circondato dal deserto. Incredibile, sono proprio maniaci.
Iniziamo finalmente ad avvicinarci a Las Vegas, che spunta realmente dal nulla nel bel mezzo del deserto. Ci vuole un sottofondo musicale che ci carichi per bene, così selezioniamo le favolose Time to Pretend e Young Folks tratte dalla colonna sonora di quel fantastico film che è 21 (girato tra Boston e LV, ndr). Di seguito mettiamo al massimo volume Mr. Brightside nella strepitosa versione remixata http://www.youtube.com/watch?v=3c2dX9WAuyw&feature=related
Favolosa, 100% Las Vegas! Stiamo arrivando!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Dicembre 2009, 08:17:30
La vista di questa incredibile città che cresce davanti ai nostri occhi ascoltando questa canzone è ancor più esaltante!
Prima di recarci in albergo però, l’Hard Rock Hotel, andiamo a vedere la famosa insegna Welcome to Fabulous Las Vegas, visto che lo scorso anno ce l’eravamo persa. L’insegna si trova sul Las Vegas Blvd S, chiamato comunemente Strip, poche centinaia di metri a sud del Mandalay Bay. Qua si trova un apposito parcheggio dove lasciare l’auto giusto il tempo per una foto con la scritta, fantastica! (foto N° 632).
Sul retro dell’insegna invece, visibile da chi esce da LV, la scritta dice Drive Carefully and Come Back Soon.
Risaliamo in auto più esaltati che mai, diretti verso l’albergo. Solo che tutte le volte che arrivo a Las Vegas, sarà il senso di esaltazione o non so cosa, fatto sta che rischio sempre o di immettermi in corsie sbagliate o comunque di combinare dei guai alla guida!  
Autocontrollo, please!
L’Hard Rock Hotel (4455 Paradise Rd www.hardrockhotel.com/) non si trova sullo Strip, la strada lungo la quale si trovano tutti i principali e più rinomati resort, ma di questo proprio non mi importa nulla. Chi viene a LV fondamentalmente lo fa per due motivi, o per il gioco d’azzardo e per godendosi gli straordinari casinò, oppure per la sfavillante nightlife che questa città ha da offrire.
Neanche da dire, la motivazione che ci ha indotto fin qui è la seconda, anche perchè il gioco proprio non ci interessa. Nonostante nei giorni di week end i prezzi degli alberghi vengano raddoppiati o forse più, stavolta mi sarebbe davvero piaciuto trascorrere qui venerdì-sabato-domenica, le serata migliori, ma in fase di programmazione del viaggio era stato impossibile conciliare tutte e tre queste serate. Accontentiamoci comunque della domenica che è comunque strepitosa, se non ancor di più.
Seconda volta a Las Vegas, dunque un po’ di esperienza la avevamo già. E proprio per esperienza ho capito che chi viene in questa città soltanto per un giorno o poco più, è meglio scegliere l’albergo in base al locale in cui si vuole poi trascorrere la serata. Questo perché per la maggior parte dei resort la tariffa della camera comprende anche l’ingresso nei club, ma anche perché altrimenti si perde un sacco di tempo nello spostarsi da un posto all’altro. Lo Strip sarà lungo anche solamente poco più di un chilometro, ma vi assicuro che di sera ci si impiega un’infinità di tempo per percorrerlo in auto. Anche guidando sulle sue parallele non è si risparmi poi molto tempo.
Ovviamente queste sono tutte considerazioni valide per chi a LV c’è già stato almeno una volta, per chi è alla prima esperienza allora è sicuramente meglio soggiornare lungo lo Strip; non potrete che rimanere sbalorditi.
L’Hard Rock ci costava in partenza un po’ più degli altri alberghi (52 € a testa), ma ci dava poi la possibilità di entrare gratuitamente al Body English, il miglior locale per la domenica sera, e soprattutto al Rehab, il pool party pomeridiano. Alla fine quindi risparmieremo parecchio.
Non volevo arrivare troppo presto a destinazione perché avevo letto che il check in iniziava a partire dalle 4 pm, anche se mi sembrava improbabile. Arrivare all’Hard Rock comunque si rivela abbastanza complicato, LV è costantemente un cantiere in corso e siccome qua le strade sono praticamente tutte a carreggiate separate arrivarvi è quasi un’impresa. Come sempre i parcheggi gratuiti degli alberghi sono mal segnalati e pure non vicinissimi, ma finalmente avvistiamo la classica insegna a forma di chitarra che preannuncia l’Hard Rock e quindi il nostro arrivo a destinazione.
Se non chè, quando sto ormai per parcheggiare, la macchina di colpo si spegne.
Panico totale.
Rigiro immediatamente la chiave ma la batteria non dà nessun cenno di vita, così, di punto in bianco.
Terrore.
Porca xxxxxxx, lo sapevo! Ormai ‘sta macchina l’abbiamo stressata troppo, con troppi chilometri percorsi in pochi giorni e soprattutto con la tirata di oggi attraverso il deserto ad oltre 40 °C!
Faccio un sospiro profondo, rigiro la chiave, aspetto un attimo che si resetti tutto quanto e faccio di nuovo per avviarla. Stavolta si accende!
Sospiro di sollievo, veramente sospiro di sollievo. Fossimo rimasti a terra con la batteria sarebbe stato davvero un casino; innanzitutto ci sarebbe saltata sicuramente questa giornata e magari anche i piani per i giorni successivi visto che faremo trasferimenti quotidiani ed oltretutto sempre davvero molto lunghi.
Parcheggio la macchina ma d’ora in avanti non sarò più tranquillo, sempre col timore che possa abbandonarci da un momento all’altro. In giornata comunque abbiamo percorso 313 miglia (500 km).
Il caldo è atroce, soprattutto in questi parcheggi coperti su più piani è una cosa davvero invivibile.
Entriamo nel casinò (http://www.hardrockhotel.com/) per fare il check in ed immediatamente ne rimango conquistato! Questo è molto diverso da tutti quelli che abbiamo visitato lo scorso anno (praticamente tutti quelli lungo lo Strip, ndr), innanzitutto è molto più piccolo e molto meno incasinato (sfido chiunque a non perdersi in un normale casinò di LV la prima volta che ci entra!), ci sono molti meno tavoli da gioco, molte meno slot machine ed insomma tutti questi tipi di cose. Addirittura non si sente nemmeno quel costante rumore simile ad un organo che emettono le slot. È davvero fantastico!
Ma la cosa ancor migliore è che nell’ambiente è diffusa musica rock e la prima canzone ad accoglierci è la fantastica D’You Know What I Mean degli Oasis! È destino!
Dovevamo venire fino a Las Vegas per sentire della musica come si deve!!
Sentiremo inoltre It’s My Life di Bon Jovi ed anche Morning Glory, sempre degli Oasis!!
Check in veloce, ci facciamo mettere in lista per stasera al Body English e ci mettono al polso un braccialetto che ci da diritto ad entrare gratuitamente al Rehab.
Il corridoio che porta alle stanze è spettacolare, con moquette sulla quale sono disegnate grosse note musicali, mentre come paraluce per le lampade a parete sono utilizzati i piatti della batteria!
Dalle foto che avevo visto in internet le camere non mi sembravano così belle come quelle del Luxor (dove avevamo alloggiato lo scorso anno, ndr), ed invece rimango di nuovo stupito; è assolutamente strepitosa! (foto N° 633, anche se nemmeno la mia rende l’idea).
Enorme, con due letti king size con soffici cuscini ed un morbidissimo piumone, molto luminosa, mega schermo piatto alla parete, ed un bel bagno; non chiedevo niente di meglio!
È vero che veniamo dalla quella topaia dove alloggiavamo a LA ed il contrasto è quanto mai fortissimo, ma questa stanza è davvero bellissima! Sarà una nottata gratificante!
Non c’è tempo però, il Rehab ci aspetta.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Dicembre 2009, 08:22:16
Rehab, nome che è tutto un programma, è il pool party domenicale che si tiene nella piscina di questo resort. Di feste in piscina a LV ce ne sono tante, ma questo è il Pool Party dalla doppia P maiuscola. Se mai avete visto dei filmati in televisione in proposito, di sicuro si riferivano a questo.
Altro pool party domenicale che dovrebbe essere molto bello, anche se un po’ più tranquillo (parola grossa per Las Vegas…), è il Wet Republic all’MGM (http://wetrepublic.com/) dove c’è quasi sempre come ospite un personaggio famoso. Giusto solo due o tre settimane fa a suonare qui c’era il nostro concittadino Benny Benassi, anche se però non mi sarei perso il Rehab (http://www.rehablv.com/) per nulla al mondo.
Ci cambiamo mettendoci in assetto da piscina e quindi scendiamo. Sono gasatissimo.
Grazie al braccialetto saltiamo un bella fila all’ingresso ed in un attimo siamo dentro.
La visione che si apre ai nostri occhi è galattica… piscina fantastica circondata dalle palme, diversi ombrelloni di paglia, molte cabans ed anche un tratto in cui è costruita una spiaggia in sabbia con questa che entra fin dentro l’acqua. Ma la cosa pazzesca è la gente, la piscina è letteralmente gremita, con il dj che mette musica più o meno house ad alto volume e la folla che si scatena! (foto N° 634).
L’atmosfera è carichissima e l’impatto fortissimo.
Facciamo un giro esplorativo e dopo pochi passi sono già felice! (foto N° 635 e 636). This is Vegas!!
Rimaniamo per un po’ a bordo piscina sconvolti ed ammutoliti, osservando voracemente la gente.
La festa inizia fin dalla mattina ma entrando a metà pomeriggio si arriva quando l’atmosfera è già al top e così è ancor più bello. Pazzesco, tutto questo è pazzesco!
Vi segnalo un paio di filmati, il primo è un bel video di presentazione che mostra l’ingresso e tutta la piscina, il secondo invece è bello carico e rende bene l’idea di cos’è questo posto!
http://www.youtube.com/watch?v=lVQX0RG8pec
http://www.youtube.com/watch?v=N1P2wrAaTcU&feature=fvw
Notiamo che un sacco di persone tengono in mano un bicchierone in plastica gigante; non so cosa ci sia dentro ma lo voglio!
Ci rechiamo al bar quindi e ci prendiamo il nostro bel bicchierone da un litro a testa, con la barista che lo riempie metà di vodka e metà di Red Bull (foto N° 637); una vera bomba!!
Il tutto alla modica… cifra di $22 a testa + mancia! Va beh, ne valeva la pena…
Brindiamo, lunga vita al Rehab! (foto N° 638).
Altra cosa spettacolare è che il bicchiere, chiuso con un tappo, in acqua galleggia!
Ne bevo un sorso poi faccio una considerazione. Sono a Las Vegas, devo essere un po’ fuori!
Non devo guidare, non devo fare niente, devo solo divertirmi!
Siccome l’alcol lo reggo abbastanza bene decido allora di bermi tutto il bicchierone in fretta in modo che faccia più effetto…
Le ultime parole famose.
Si insomma, non che la testa proprio mi giri (ed in ogni caso girerebbe nel verso giusto!), ma da li a poco mi spunterà sul volto un sorriso quasi permanete che durerà fino a sera!
Adoro Las Vegas!  
Spero solo di non fare la fine di ‘sto qua (foto N° 639), che alle 5 di pomeriggio gira già col secchiello in testa!
Il bar è circondato dalla piscina che qui forma quasi un fossato, ma la cosa incredibile è che ci sono tavoli da gioco anche dentro l’acqua! (foto N° 640) Proprio non ci rinunciano mai!!
Comunque davvero spettacolare!
Con un po’ di Vodka & Reb Bull nelle budella adesso sono già in clima Las Vegas ed inizio davvero a divertirmi. Ad un certo punto iniziano pure a cadere fiocchi di simil neve artificiale dal cielo, spettacolare!!! (foto N° 641).
È vero, avevo letto che la festa di oggi si chiama Christmas in July! Solo a Las Vegas!!
La gente comunque è pazza, è assolutamente pazza! Come festa potrebbe ricordare un po’ lo stile di Ibiza, solo che qua anziché esserci gente Europea sono tutti Americani, ma non americani di New York o comunque di qualche città che abbia un po’ di stile, Americani del Texas, dell’Ohio, del New Mexico, dell’Oklahoma… gente insomma che è proprio matta dentro!!
Vediamo così ragazzi e ragazze quasi completamente tatuate o con la scritta sulla schiena dello Stato dal quale provengono, ragazzi in boxer e cravatta, chi si butta in piscina appositamente per prendersi una bella panciata, cappelli di Babbo Natale, ragazzi con braccioli e salvagente giraffa, creste altissime ed acconciature bizzarre, chiappe al vento, bikini sexy, ed un tale mix di persone che è persino difficile da raccontare! Ci sono poi anche ragazze esteticamente orrende ma anche ragazze che mamma mia… Vi metto qualche foto di tutto questo… (dalla N° 642 alla 646).
Anche tanto silicone ovviamente, silicone ovunque, anche se mi aspettavo di trovarne ancor di più. Delle scene poi, ma delle scene... che la censura mi impone di non raccontare!
Ad un certo punto poi vediamo anche un tipo, veramente un grande, che non ha un bicchiere gigante come tutti gli altri, il suo beveraggio è contenuto dentro ad una chitarra dalla quale spunta una cannuccia!!!!! Fantastica!!! (foto N° 647).
È talmente un grande che si sfila la chitarra e me la passa per farmi scattare una foto!!! (meglio censurare però, credetemi…)
Cioè, come fai a non amare un posto come Las Vegas dove ci sono cose come queste!?!?
Ad un certo punto vediamo una sui 45 anni o giù di li che è praticamente identica a Lisa Love! (direttrice di Teen Vogue America, dove lavoravano Lauren e Whitney di The Hills, ndr).
Ma è lei??! Cioè, è davvero uguale!
Devo sapere.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Dicembre 2009, 08:23:33
Con la scusa allora di fare un brindisi le attacco discorso (mentre vedrò poi che il coglionazzo del mi socio nel mentre mi scattava pure una foto!). Purtroppo dice di non chiamarsi Lisa, quindi non si tratta di lei. La somiglianza però è davvero impressionante.
La musica è sempre più coinvolgente e l’atmosfera sempre più carica, con la gente che davvero si scatena (foto N° 648). Anche io ormai sono al top!
Enea non mi sembra molto intenzionato di entrare in piscina, allora gli mollo le mie cose ed entro in acqua. Ufficiale: da questo momento non rispondo più di me stesso! E mi diverto, mi diverto da morire!! Sarà la vodka, sarà questa atmosfera incredibile, sarà Las Vegas, saranno tutte ‘ste ragazze disinibite, fatto sta che niente è paragonabile al Rehab, la miglior cosa che ho mai fatto in vita mia!!
Le ore scorrono veloci, anche se non ho la più pallida cognizione del tempo. Ogni tanto rivedo Enea a bordo piscina, a volte con la mia macchina fotografica in mano… Scoprirò poi solamente dopo che scattando foto su foto è arrivato a scattarne circa 200 (!!), preso com’è anche lui da ‘sta festa spettacolare! Penso che abbia fotografato tutte o quasi le ragazze presenti, non so quante consenzienti o meno, ma ci sono anche un sacco di primi piani che guardano verso la camera! Anche io sono in parecchie foto…
A volte invece lo vedo sparire per non so quanto tempo; chissà dove sarà andato e che starà combinando…  
A me comunque, se ancora non ve ne foste accorti, Las Vegas da decisamente alla testa… adesso ne ho le prove! Meno male che non sono un giocatore altrimenti ne uscirei con le ossa rotte!
Senza praticamente accorgermene il Sole comincia lentamente a calare e la piscina a svuotarsi.
Ritrovo il mio amico. A parte noi non c’è rimasta molta altra gente ed anche la musica è ormai spenta. Avrei voluto che questa festa non finisse mai!
L’orologio dice che sono quasi le 8 pm, o almeno così mi sembra visto che prima di riuscire a rendermene conto ci impiego almeno un minuto, talmente sono saturo di adrenalina.
È ora di ritornare un po’ in me stesso, anche se ho ancora il sorriso stampato in volto.
Prima di uscire dalla piscina ci fermiamo allo shop dove entrambi compriamo la maglietta con il logo Rehab ($22.95). Decisamente da avere!
Anche il bicchierone ovviamente rimane tra i miei cimeli!
Alla fine comunque è davvero impossibile non spendere dei soldi a Las Vegas, anche se magari all’inizio gli alberghi costano poco.
Mentre usciamo per andare in camera vediamo un ragazzone nero altissimo, direi sui 2,15 m. Io di basket non so niente, ma Enea lo riconosce in Greg Oden dei Portland Trail Blazers.
Sono sicuro che anche lui se la sarà spassata!
È stata una giornata pazzesca, come solo a Las Vegas possono essere… I definitely need much more Rehab!!
E non è ancora finita!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 10 Dicembre 2009, 18:13:06
che peccato che non hai potuto far surf :(

oddio la festa a LV è qualcosa di esaltante...strepitosooooo


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Dicembre 2009, 11:44:09
Adesso potete capire perchè volevo andare a Las Vegas anche a capodanno...   :P


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: sm4shing - 11 Dicembre 2009, 13:35:32
luca,il tuo racconto è davvero fuori misura :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Dicembre 2009, 14:08:07
Citazione
luca,il tuo racconto è davvero fuori misura :D
Thanks!  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 12 Dicembre 2009, 01:27:17
Citazione
Adesso potete capire perchè volevo andare a Las Vegas anche a capodanno...   :P

eheheheh adesso capisco  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 13 Dicembre 2009, 15:54:51
Fantastico Luca,
hai riassunto perfettamente il tipo di vita e di vacanza che si fa a Las Vegas, non a caso è la meta vacanziera di moltissimi americani e fortunatamente non è ancora invasa dal turismo di massa come NYC.
Mi hai fatto rivivere le sensazioni a dir poco goliardiche della prima volta in cui ci sono andato, con il gruppo a bordo piscina che strimpellava di brutto, beveroni a forma di palloni da football, silicone, tatuaggi e tanta spensieratezza!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 16 Dicembre 2009, 08:02:50
Citazione
Mi hai fatto rivivere le sensazioni a dir poco goliardiche della prima volta in cui ci sono andato, con il gruppo a bordo piscina che strimpellava di brutto, beveroni a forma di palloni da football, silicone, tatuaggi e tanta spensieratezza!
La prima volta non si scorda mai... eeheheh!
Las Vegas è davvero mega!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 16 Dicembre 2009, 08:06:29
Faccio una doccia meravigliosa poi rimango per un po’ a godermi la confortevolezza di questa splendida stanza. Niente cravatta, non ho voglia di sentirmi chiedere tutta sera come mai la indosso. Mi infilo la giacca con sotto una maglietta. Quindi usciamo.
Soltanto dalla stanza, mica dall’Hard Rock.
Siamo venuti a Las Vegas ma in pratica non usciamo mai da questo casinò dato che anche per cenare rimaniamo qui, e sempre qui, al Body English, trascorreremo la serata. Come già vi dicevo avevo programmato tutto questo di proposito, per risparmiare sia tempo che money.
Scendiamo nel casinò trovando tanta buona musica rock diffusa nell’ambiente ed i soliti cimeli di artisti come ci sono in tutti gli Hard Rock Cafè. Ci sono le chitarre dei Kings of Leon, dei Sex Pistols, dei Travis, dei Puddle of Mudd, dei Pearl Jam (anche una loro muta!), di Eric Clapton, dei Queen, Bob Dylan, etc. Ci sono anche un sacco di costumi utilizzati in vari videoclip, ed ecco allora Christina Aguilera, Britney Spears, Katy Perry, Rolling Stones, Ok Go, Steven Tyler, The Killes, Pink, Michael Jackson, Bon Jovi… Insomma, un infinità di memorabilia.
Facciamo un giro completo del casinò, trovando conferma che tra tutti quelli di Las Vegas questo è nettamente il mio preferito! La zona riservata ai tavoli da gioco ed alle slot machine è molto più piccola rispetto a quella degli altri alberghi e questo per noi che non siamo assolutamente appassionati di gioco è molto meglio. È molto meglio perché così c’è meno casino e non ci si perde come avviene puntualmente dalle altre parti. Lo spazio tolto al casinò è utilizzato per i vari locali; ce ne sono diversi ed alcuni anche molto grandi. In questo albergo inoltre, al The Joint (http://www.hardrockhotel.com/las-vegas/clubs/the-joint-by-rogue/), si tengono la maggior parte dei concerti più importanti in città. E da Las Vegas tutte le band più famose ci passano eccome. (L’altra area cittadina maggiore è forse il Pearl Theater all’intreno del Palms http://www.palmspearl.com/).
Se ci aggiungiamo che inoltre sempre qui ci sono il Rehab ed il Body English, allora questo è di sicuro il mio resort preferito di Las Vegas!
In questa città sono stati girati diversi film, ma il mio preferito in assoluto è di sicuro 21 (http://www.youtube.com/watch?v=Ek07Z9EpvFY trailer).
La storia inizia nei campus universitari di Boston, ma le parti principali sono state girate tutte qui, tra l’Hard Rock, il Palms (dove soggiorneremo quando torneremo in città alla fine del nostro viaggio in comune) ed il Red Rock.
Nel film la prima volta che arrivano a LV, dopo aver fatto uno straordinario giro panoramico in limousine per la città, arrivano all’Hard Rock entrando dall’ingresso principale (http://www.youtube.com/watch?v=-NThsFs4Pwo&feature=PlayList&p=200DC2F9185F3326&index=3). Non possiamo fare un ingresso altrettanto spettacolare, ma a modo nostro anche noi interpretiamo la scena arrivando alla fantastica scritta When This House is Rocking, Don't Bother Knocking (foto N° 649, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Quindi entriamo arrivando fino ai gradini dove il grandissimo Jim Sturgess inciampa, disorientato da questo sfavillante mondo! (foto N° 650, la giacca rossa nella teca è di Katy Perry, quella sulla destra è la mise di Britney Spears nel video Baby One More Time, mentre quello prima delle scale è il costume di Christina Aguilera in Dirrty).
Nel film non si vede, comunque dall’altro lato della porta d’ingresso si trova un’altra scritta spettacolare The only Notes That Matter, Come In Wads, tratta da una canzone dei Sex Pistols (foto N° 651).
Grandissimo film, grandissima storia, grandissimi attori, colonna sonora fantastica e location strepitose!
A Las Vegas puoi diventare tutto quello che vuoi!
Chiaro che guardando questo film ti viene troppo voglia di giocare a Black Jack, ma so già che se perdessi le prime mani allora me ne stancherei subito.
Peggio ancora se vincessi! Diventerei sempre più avido fino a perdere tutto quello vinto, andrei sotto, mi innervosirei e cercherei di recuperare quello che sto perdendo… ed andrei sempre più in rosso!
Ma chi me lo fa fare tutto questo?!?!
Non è molto meglio allora rilassarsi, godersi questa incredibile città, andare al Rehab ed alla sera al Body English?!

L’unico difetto dell’Hard Rock è non ha un buffet come invece hanno quasi tutti gli altri alberghi, per cui per cena non ci resta che andare in un ristorante. Tra cucine giapponesi od altre cose etniche (che io non mangio, ndr), alla fine la scelta si riduce al Rare 120° (http://www.hardrockhotel.com/las%2Dvegas/dining/rare%2D120%B0/). Molto carino davvero, un bel ristorante lounge dal design moderno. Oltretutto è praticamente deserto, a parte noi ci sono soltanto un altro paio di tavoli occupati. Risultato: in pratica abbiamo una nostra cameriera di tavolo, una ragazza nata e cresciuta a Las Vegas molto carina e simpatica e con la quale facciamo subito amicizia.
Ogni portata sul menu è però molto costosa così, dato che comunque dai nomi dei piatti non si capisce bene cosa in realtà siano, decidiamo di prendere una delle cose che costano meno.
Quando Mandy ci porta la nostra ordinazione non credo davvero ai miei occhi… in pratica polpette, patatine fritte ed un paio di salsine! (foto N° 652)
Cioè, bello e presentato bene eh, ma per mangiare due polpette ho preferito rimuovere quanto abbiamo speso!
Ah, che bella mangiata…
Terminate le polpette usciamo dal Rare 120°… “Dai che andiamo a mangiare adesso!”
Per fortuna che almeno abbiam fatto scorta di squisitezze a Los Angeles!
Per entrare al Body English è ancora presto, così torniamo nel casinò facendo un giro tra i tavoli da gioco in mezzo ai quali ci sono scatenate ballerine di lap dance che allietano la vista dei giocatori e non.
Giusto perché 21 mi ha condizionato un casino, quest’anno decidiamo di investire ben un Dollaro nelle slot machine. Con un solo Dollaro si hanno più colpi a disposizione, abbasso la leva diverse volte e dopo un po’ finalmente vinco!!!!!!
21 vittoria grande baldoria!!
Soltanto che invece di sputare la grana quella dannata macchinetta ci regala dei colpi in più!
Ma porca vacca, già sono pure troppi quelli che avevamo anche prima!
Voglio soltanto i miei bigliettoni!!
Non so se avremmo dovuto schiacciare qualche bottone in particolare per riscuotere la vincita, fatto sta che in totale dobbiamo tirare la leva ben venti volte per esaurire tutti i colpi a disposizione!
Pensare che dopo 5/6 volte già mi ero stufato!
Verso le 23.15 pm andiamo a metterci in fila al Body English (http://www.hardrockhotel.com/las-vegas/clubs/body-english/). Il party domenicale si chiama Sunday School.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 16 Dicembre 2009, 08:08:19
In fila davanti a noi conosciamo tre ragazzi svedesi che attaccano bottone con tutti e tutte; sono davvero simpaticissimi! Uno poi è davvero incontenibile e mi dispensa alcune sue massime in fatto di ragazze. Curioso che i detti in uso in Italia vengano utilizzati anche nelle altre parti del mondo!
Rimaniamo in fila almeno una ventina di minuti, gli svedesi si fanno impazienti così si accordano col buttafuori che si intasca i loro Dollari e li fa entrare.
A me invece non va di pagare quando so che con la lista si entra gratuitamente. Inoltre è ancora presto ed il locale ora sarà praticamente vuoto.
Passano dieci minuti e siamo dentro anche noi.
Il Body English è davvero carino, abbastanza simile al Lax (all’interno del Luxor, ndr) dove avevamo trascorso una serata lo scorso anno. Pista centrale con una balconata al primo piano che gira tutto intorno.
In breve il locale si riempie per bene con una miriade di bellissime ragazze!
Davvero incredibile!
Anche il livello in generale della gente è più alto rispetto al solito, cioè non si trovano i soliti campagnoli in cappello di paglia provenienti da chissà quale cittadina sperduta nelle campagne americane, sembra anzi di essere in un buon club di LA. La musica è molto carica, house gestita in modo giusto per far divertire gli americani. Con I Gotta Feeling la gente esplode, come sempre.  
Ogni tanto ribecchiamo in giro gli svedesi facendo gruppo compatto.
Tutto quanto in questo locale viene spettacolarizzato al massimo, con giochi di luce abbinati ai fumi che vengono sparati in pista, folate di gas rinfrescante e cose di questo tipo (foto N° 653).
L’apice della spettacolarizzazione però avviene quando portano ai tavoli delle bottiglie giganti di Champagne, direi almeno da 5 litri. La musica viene interrotta e sostituita con suoni epici, con una squadra di ragazze, ovviamente bellissime ed in certi abitini, al seguito della bottiglia come fosse una processione. Anche le luci vengono pressoché spente lasciando che ad illuminare il locale siano soltanto le luci di servizio e soprattutto quei fuochi d’artificio fatti a candelina che vengono portati a mano dalle ragazze durante la processione.
Davvero non saprei nemmeno immaginare una celebrazione più spettacolare di questa!
Quasi come fosse un evento epocale! A Las Vegas riescono davvero a valorizzare al massimo qualsiasi cosa!
Forse come locale in se il Body English non è così bello come il Pure (al Caesars Palace, ndr) considerando anche che questo ha una strepitosa terrazza con vista panoramica sulla Torre Eiffel e tutto lo Strip, ma se consideriamo che qua è affollatissimo di ragazze a dir poco splendide, l’ambiente in se, tutte queste coreografie, la musica e tutto il resto, questo è in assoluto il miglior posto di Las Vegas! Così come l’Hard Rock, per chi se la vuole soltanto godere e non gliene frega nulla del gioco, è il miglior albergo!
Nonostante tutto questo però non riesco ad inserirmi pienamente nella serata, rimango sempre un po’ in disparte, osservo curioso ma non agisco. Non lo so, forse sono già un po’ appagato dalla giornata trascorsa al Rehab, come non esserlo del resto, o forse ho soltanto ormai smaltito l’effetto della Vodka & Red Bull ed avrei bisogno di rimettermi le ali… Non lo so, fatto sta che comunque non mi sento totalmente coinvolto. Certo rimango piacevolmente sbalordito per ogni cosa che mi accade intorno ed alla fine è comunque una grande serata.
W l’Hard Rock Hotel!!
Purtroppo non possiamo rimanere fin troppo tardi visto che domattina ci alzeremo praticamente all’alba, così all’1.40 am usciamo.
Come sono fuori mi appare il volto di Kurt con la didascalia che riporta il titolo di una delle sue canzoni più allarmanti (foto N°654). Certo che quel verso e quello sguardo avrebbero dovuto far presagire qualcosa.
È bello comunque ritrovare Kurt anche qui, sembra quasi che ci stia accompagnando nel viaggio. A fianco la foto un’altra bacheca contiene tutti gli album dei Nirvana e varie altre fotografie.
Sono le 2 am quando mi sdraio nel morbido e meraviglioso lettone, avvolto dai candidi e soffici cuscini bianchi e dal piumone. Rimarrei in questo letto per giorni e giorni di fila, invece saranno soltanto poche ore.
Domani si riparte, sarà una tappa eccezionalmente lunga e faticosa, ma finalmente si entra nell’entroterra americano iniziando a visitare i suoi famosi parchi.
Ed io già non vedo l’ora.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 16 Dicembre 2009, 10:00:49
Mi ero un pò perso questo diario e ho riiniziato a leggerlo da Portland... eccezionale come sempre! Di questa città ho sentito dire un gran bene e per noi amanti del rock ha un felice presente; qui si stabiliscono bands da ogni parte degli Stati Uniti. Oltre a quelle da te citate aggiungo i Portugal the Man e gli Everclear! Inoltre pare che ci sia mooolto verde! Non vedo l'ora di poter continuare nella lettura..


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 16 Dicembre 2009, 10:48:08
Andrea ti aspettano allora lunghissime ed interminabili ora davanti al computer... eheheh!
Portland è bellissima, oltre ogni immaginazione ed aspettativa!
Non conosco quelle band, vado a farmi una cultura!  ;)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: AndreaC-84 - 16 Dicembre 2009, 14:13:27
ascolta e non te ne pentirai!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 16 Dicembre 2009, 16:08:46
Ascoltati su myspace! Gli Everclear sono forse un rock un po' troppo americano per i miei gusti british, i Portugal the Man invece mi gustano, un po' come i Decemberist!
A Portland comunque c'è davvero una bella scena musicale!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:08:04
27/07/2009 Lunedì – Zion National Park, Bryce Canyon, arrivo a Moab UT.

Sveglia alle 6.30 am dopo poco più di quattro ore di sonno. Dormendo però in questo soffice letto, avvolto nel candido e morbido piumone, mi sento riposato come ne avessi dormite almeno il doppio ed anche  più.
Tra chiudere tutto, fare il check out, caricare le valige in auto e tutto il resto passa però praticamente un’oretta. Alle 7.30 am ci mettiamo in movimento, gustandoci subito la squisitezza per colazione.
Già a quest’ora della mattina il termometro a Las Vegas segna 34 °C, pazzesco.
Ultima settimana di viaggio e tappa lunghissima oggi, una delle più impegnative di tutte; non c’è un minuto da perdere.
Inizia ufficialmente la terza fase del nostro viaggio, tutta on the road tra lo Utah e l’Arizona, percorrendo centinaia e centinaia di chilometri in queste terre di cui il solo nominarle mi induce a vagare con la mente su una lunghissima striscia di asfalto.
Terza fase della vacanza e fine della mia organizzazione, da adesso in avanti la guida diventa Enea, andiamo bene…
Io amo moltissimo organizzare i viaggi, studiare nei dettagli ogni qualsiasi cosa mi possa interessare lungo i percorsi e le città che attraversiamo, ma essendo questa vacanza così lunga ed essendo talmente tante le mete che abbiamo toccato, se volevo prepararmi bene sulle città proprio non ce la facevo ad informarmi anche sui parchi in cui ci apprestiamo ad andare. Da qui l’incarico di lasciarne l’organizzazione ad Enea.
Fino ad ora è andato tutto quanto perfettamente, ogni singolo obiettivo è stato centrato e niente sarebbe potuto andare meglio di così. Ne è valsa veramente la pena di spendere tutte quelle ore ad informarmi. Abbiamo mancato solo il surf, purtroppo, ma nonostante la mia buona volontà ancora non sono riuscito a governare i moti ondosi. Ci lavorerò…
Di Enea non mi fidavo neanche un po’, sapevo benissimo che lui per informarsi non ci avrebbe dedicato neanche lontanamente il tempo che ho impiegato io e neanche tutta la mia passione.
Ovviamente però nei mesi precedenti la partenza lo avevo tartassato per bene, quasi interrogandolo per verificare a che punto stavano i preparativi…
Fiducia zero, comunque staremo a vedere.
Lasciamo l’Hard Rock salutando la grande insegna a forma di chitarra ed immettendoci subito sulla I 15 diretti verso nord. Tutti i resort dello Strip ci scorrono dal finestrino, il Luxor, il New York New York, poi più avanti l’altissima torre dello Stratosphere, etc., davvero emozionante.
Bastano però pochi minuti per lasciarsi questi capolavori di ingegneria alle spalle, Las Vegas sparisce dopo poche manciate di chilometri lasciando spazio soltanto ad una lunghissima striscia di asfalto che attraversa il nulla, solo deserto (foto N° 655, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Ci fermiamo per fare rifornimento ($ 30 – 2,699 $ al gallone) dando come sempre anche una bella spazzolata ai vetri. Un centinaio di chilometri dopo abbandoniamo il Nevada con la I 15 che attraversa uno spigolo di Arizona (guardare su Google maps per capire).
Il paesaggio intorno a noi si fa sempre più stepposo, o meglio roccioso, dato che veniamo affiancati da catene montuose dal coloro rossastro. Vivere da queste parti è veramente impossibile, neppure un minimo di vegetazione riesce a farsi largo tra la roccia; certo però il paesaggio è stupendo.
La colonna sonora ideale, che vado ad inserire, per attraversare queste terre è il rock & roll folkeggiante del fantastico album Howl dei Black Rebel Motorcycle Club, un suono che si integra perfettamente con lo scenario circostante (http://www.youtube.com/watch?v=slXcHNHEOqg).
Una trentina di chilometri e l’Arizona lascia spazio allo Utah, sesto ed ultimo Stato attraversato nel nostro viaggio (più la British Columbia, Canada). Con lo Utah il numero dei miei Stati attraversati comprendendo anche i viaggi precedenti arriva ad 11 (più Ontario e British Columbia, Canada).
Qua cambiamo anche di fuso orario, lo Utah rispetto all’Italia è a -8 anziché i -9 delle zone dove siamo stati fino ad ora. Non che a noi cambi molto comunque.
Abbandoniamo la I 15 svoltando sulla Hwy 9, con la strada che inizia a salire e gli scenari che si fanno sempre più rossastri e sempre più belli (foto N° 656 e 657). Questa strada ci conduce dritta, dritta fino all’ingresso dello Zion National Park (http://www.nps.gov/zion/index.htm), prima tappa di giornata. Da Las Vegas abbiamo percorso 166 miglia (266 km)
Questo parco in pratica è un canyon scavato in milioni di anni dal Virgin River. Ci sarebbero diversi punti da visitare ma Enea dice che per ragioni di tempo probabilmente saremo costretti a fare un’unica scelta. Dice anche che forse in un punto dovremo attraversare un fiume, che spettacolo!!  
Arriviamo al casello d’ingresso dove facciamo il National Park Pass, un pass dalla validità di un anno solare dal costo di $80 (ad auto, non a persona, ndr) che da diritto ad entrare in tutti i parchi nazionali. Noi non è che ne visiteremo molti ma facendolo risparmieremo comunque qualche Dollaro. All’ingresso inoltre, come avviene in tutti i parchi, ci consegnano il giornale del parco che non si ha mai tempo di sfogliare per bene, ma che racchiude una miriade di informazioni utilissime.
Tra l’inizio di Aprile e la fine di Ottobre questo parco può essere visitato soltanto utilizzando gli appositi shuttle bus, e non con i propri mezzi, a causa dell’elevato affollamento di visitatori in questo periodo. Il servizio bus è davvero molto efficiente, portando i visitatori nei pressi di ogni attrazione.
Lasciamo l’auto nel grande parcheggio del visitor center e saliamo sul bus. Ovviamente parcheggi all’ombra nemmeno a pagarne, quando risaliremo in auto ci sarà da morire.
Il percorso attraversato dal bus (http://www.nps.gov/PWR/customcf/apps/maps/showmap.cfm?alphacode=zion&parkname=Zion%20National%20Park) è davvero bellissimo, passando in mezzo a queste alte ed imponenti montagne rossastre. Peccato solo che le vetrate del bus non siano molto panoramiche, avrebbero sicuramente potuto farle meglio. Scendiamo al capolinea per intraprendere il Riverside Walk Trail.
All’inizio del percorso si trovano cartelli con foto e mappe delle zone che si vanno ad attraversare, tutto ben segnalato. Ci incamminiamo lungo il sentiero di buon passo per distaccare gli altri visitatori e, se possibile, percorrerlo da soli, il più possibile immersi nella natura. La camminata costeggia il Virgin River, che in questa stagione appare come un piccolo torrente piuttosto in secca, affiancato da alte pareti rocciose (foto N° 658). Il tracciato è affollato anche da scoiattoli giocherelloni che ogni tanto sbucano fuori di corsa.
Dopo una buona camminata il percorso si interrompe arrivando nel fiume, che nel frattempo è andato allargandosi.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:12:29
“Si però te” dico rivolgendomi ad Enea “Quando mi hai detto che c’era da attraversare un fiume, mi avevi fatto capire che lo si attraversava nel senso della larghezza non nel senso della lunghezza!!” (foto N° 659).
Qui finisce il Riverside Walk ed inizia The Narrows, le strettoie, con le pareti del canyon che si fanno più ravvicinate, attraverso le quali scorre il Virgin River.
Alla fine non possiamo interrompere la nostra escursione qui, e non posso fare altro che prendere la Decisione Drastica N°1: Piedi in mare!
Sfilo scarpe e calze ed immergo i piedi in acqua, mentre intanto Enea estrae le ciabatte dalla sua tracolla con io che lo invidio da morire. “Chebbastardo… potevi dirmelo di portare le ciabatte!!”
L’acqua non è fredda e non da nemmeno sensazioni spiacevoli, soltanto che camminare scalzo sulle rocce del fiume ricoperte da quel sottile strato di alghe scivolose è davvero complicatissimo, ed ogni passo è un costante rischio di scivoloni in acqua! Oltretutto nella mia tracolla, avendo già la bottiglia d’acqua ed altre cose, non ho nemmeno spazio per le scarpe e devo procedere con queste in mano riducendo ulteriormente il già precario equilibrio! (foto N° 660).
Ogni passo è una sofferenza, a volte le rocce che vado a calpestare non sono nemmeno ben levigate dallo scorrere del fiume e rischio anche di ferirmi. Senza parlare poi del rischio di prendere una storta alle caviglie. L’andatura si fa così lentissima, tutti quelli che avevamo ben distanziato lungo il percorso finiscono col raggiungerci e superarci con disinvoltura. Quando un vecchietto mi allunga la mano, vedendomi in pesante difficoltà, per aiutarmi a risalire la riva del fiume, capisco che non si può più andare avanti così.
Alla fine Decisione Drastica N°2: Scarpe in mare!
Continuare scalzi è davvero impraticabile, mi siedo su un masso e mi rinfilo calze e scarpe. Immergo il primo piede in acqua un po’ incerto e non proprio volentieri, ma superato l’ostacolo del  primo piede il secondo lo immergo quasi con naturalezza.
Riprendo il mio cammino.
Guadare il fiume con le scarpe ora è una goduta. Non mi devo più preoccupare per ogni singolo passo su che pietra poggerà il mio piede e con le scarpe ora non ho più difficoltà di equilibrio; la passeggiata diventa agevole e fantastica!
Mi volto indietro a controllare il mio amico.
Ora le tanto invidiate ciabatte non gliele invidio per nulla, solo ora mi accorgo che anche lui è in pesante difficoltà e godo! Così impara a non avvertirmi!
Con le ciabatte appare anzi ancor più in difficoltà di quando io ero scalzo, c’è sempre il rischio che questa si sfili o che si incastri da qualche parte. Inoltre ha avuto la brillante idea di infilarsi i jeans lunghi! Ben gli sta!
Almeno io sono in braghette corte!
“Enea devi toglierti quelle ciabatte e metterti le scarpe! Fidati, dopo non avrai più problemi”.
In realtà di problema dopo poco se ne presenta subito un altro, cioè che l’acqua nel Virgin River inizia a salire talmente tanto che e ad un certo punto arriva fino alla vita!
Decisione Drastica N°3: Palle in mare! (foto N° 661).
Cioè, la prima volta che gli faccio organizzare qualcosa e guardate dove mi ha portato!!
Certo però non possiamo fermarci qui, così, dopo un primo approccio con l’acqua in certe zone da uomini non proprio gradevole… gradualmente inizio ad abituarmi e la prendo in ridere.
Anche il mio socio sembra divertito dal contatto dell’acqua con certe zone… (foto N° 662).
Dopo qualche centinaio di metri di guadata profonda, le acque iniziano a farsi più basse e si procede più facilmente. Anche se all’inizio ero piuttosto scettico, devo dire che guadare il fiume si rivela divertentissimo e non avrei mai nemmeno immaginato che questo canyon, con queste alte e strette pareti rocciose, potesse essere talmente bello! (foto N° 663).
Dopo non so quantificare bene quanti chilometri di attraversamento con i piedi a mollo, ad un certo punto Enea chiede: “Dobbiamo andare avanti ancora molto?”
“Come se dobbiamo andare avanti ancora molto?! Fino a quando siamo arrivati, no?!” rispondo.
“Arrivati dove?” chiede lui con tono curioso.
“Non dobbiamo arrivare fino alla fine?!” chiedo preoccupato per le sue reali conoscenze di questo parco.
“A ma non si arriva mai, è tutto così, chissà per quanti chilometri va avanti…”
“Va beh ma non dobbiamo arrivare fino alla zona che abbiamo visto nella foto all’inizio del percorso?!?” (foto N° 664).
“Si va beh, ma chissà dov’è…” risponde pacifico lui.
“E che cavolo, dimmelo prima allora, no!! Quanto cavolo andavamo avanti ancora se non dicevi qualcosa!?!”
(In realtà, riguardando ora anche le mappe, non credo che The Narrows, il percorso nel fiume, fosse ancora molto lungo, e la zona della foto in questione potrebbe benissimo essere una delle qualsiasi già attraversate, scattata ovviamente da un fotografo un po’ migliore del sottoscritto…).
“Cioè, fino ad ora la mia organizzazione è stata perfetta, mentre invece la prima volta che ti faccio fare da guida a te mi porti dentro ad un fiume, guadandolo per chilometri, e senza arrivare da nessuna parte!! Lo sapevo che non mi dovevo fidare!!”
A parte gli scherzi è stato tutto estremamente fantastico, veramente all’avventura, sembra di essere entrati nel film Scappo dalla Città – La vita l’amore e le vacche! http://www.youtube.com/watch?v=ERz5s9qYuR0&NR=1
Favoloso!!!
Comunque noi siamo organizzati in questo modo, ma c’è gente invece previdente in costume da bagno ed addirittura racchettoni da sci!
Ripercorriamo The Narrows a ritroso, poi anche il percorso in terra battuta del Riverside Walk (2 miglia il round trip di questo), tornando all’inizio del sentiero.
Purtroppo il tempo è volato, non c’è tempo per effettuare altre escursioni, così risaliamo sul bus per tornare al visitor center dove abbiamo l’auto. Durante il tragitto abbiamo l’occasione di ammirare altri splendidi scorci (foto N° 665 e 666).
Incredibile, come scendo dall’autobus sono già completamente asciutto!
Solamente le scarpe sono ancora umide ma tempo una mezz’oretta, talmente fa caldo (37 °C), e pure quelle saranno asciutte come prima. Anzi meglio di prima visto che nella guadata le mie Adidas Galaxy bianche ormai vecchie ed ingiallite dal tempo, sono tornate di un bel bianco come quando le avevo comprate!
Incredibile, avevo provato di tutto inutilmente per sbiancarle, chi si immaginava bastasse guadare un fiume?!?



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:15:24
Avevo letto che per la visita di questo parco e degli altri in generale, era assolutamente necessario spalmarsi crema solare e protezioni varie per il Sole. A me comunque è bastato un cappellino per non avere problemi, fondamentale però una bottiglia d’acqua al seguito.
Purtroppo dobbiamo quindi tralasciare la visita alle Emerald Poll (http://www.youtube.com/watch?v=E4u7csEim34) e alla Weeping Rock (http://www.youtube.com/watch?v=-5lWW68qMBY&feature=fvsr), tra le altre principali attrattive di questo parco. Nulla comunque penso sia più bello ed emozionante di una passeggiata lungo The Narrows (http://www.youtube.com/watch?v=3d_NYEXF1Yk&feature=related).
Lo Zion ci lascia stupefatti e piacevolmente soddisfatti. Non sarà così rinomato come la Monument Valley od il Grand Canyon, ma secondo me la sua visita è altrettanto irrinunciabile. Inoltre, grazie all’attraversamento, abbiamo davvero la sensazione di averlo vissuto questo parco, ed è una percezione straordinaria.
Risaliamo in auto immettendoci di nuovo sulla Hwy 9, che attraversa tutto il parco per poi uscirne. La strada qui è davvero splendida, stretta e tortuosa, circondata da altissime montagne rosse ed inoltre è dipinta di ugual tonalità per non contrastare con il paesaggio circostante, stupenda! (foto N° 667). Al sec. 34 di questo splendido filmato, con la meravigliosa musica dei Sigur Ròs come sottofondo, potete ammirarla anche voi http://www.youtube.com/watch?v=sA1A67Kr3ok&feature=fvsr    
Esiste al mondo qualcosa di più bello?!?
Senza parole, ci lascia davvero ammutoliti, bellissima.
Pochi chilometri più avanti gli scenari cambiano totalmente, così come i colori che ci circondano. Da un rosso roccioso si passa ad un verde piuttosto rigoglioso (foto N° 668).
Di nuovo rimango stupito, mi ero sempre immaginato lo Utah come uno stato arido, roccioso e completamente rosso; la sorpresa è davvero piacevole. Più avanti lungo la strada spunta anche uno splendido promontorio roccioso così, dal nulla (foto N° 669).
Mezzogiorno è passato da un pezzo e non abbiamo ancora mangiato. Finalmente, arrivati poco prima di Orderville, dove finisce la Hwy 9 ed imbocchiamo la deviazione sulla Hwy 89, troviamo una stazione di servizio dove prendere un po’ di rinfrescante frutta.
Pesche e mele, sembra di rinascere.
Sfruttiamo la sosta per fare anche rifornimento ($20 – 2,759 $ al gallone).
La Hwy 89, diretta verso il Bryce Canyon, si rivela altrettanto verde ed ancoro più rigogliosa, con nuvoloni neri e minacciosi che però incombono su di noi. Dopo poco infatti inizia a piovere.
Ecco come fa ad esserci tutto questo verde, evidentemente da questa parti le precipitazioni devono essere abbastanza frequenti.
Sembrerà strano, ma qui anche la pioggia appare meravigliosa, malinconica ma non triste, persino rassicurante.
Ora capisco quando i Babyshambles nella loro finta allegra You Talk in un verso cantavano “Utah, remember Utah in the rain”.
Ora anche io potrò ricordalo così.
La colonna sonora che ci accompagna è la straordinaria raccolta per il film Into The Wild di Eddie Vedder. Stupenda e perfetta queste zone.
Nei pressi dello svincolo sulla Hwy 12, sulla quale andiamo ad immetterci, iniziano a rivedersi quelle splendide formazioni rocciose dalla tonalità rossastra. Questa Hwy taglia tutto il Bryce Canyon da ovest ad est, attraversando la Dixie National Forsest (foto N° 670) e costeggiando il Red Canyon, che come suggerisce il nome sono delle alte montagne dalla tonalità rossa accesa e dalle forme davvero particolari dovute dall’erosione del vento e dei fenomeni atmosferici (foto N°671).
Di una bellezza estrema.
Si svolta poi sulla Hwy 63 che si introduce nel parco fino ad arrivare al suo ingresso, e quindi al casello. Questo è un parco nazionale, quindi si entra col pass fatto allo Zion.
Al solito ci consegnano gli utilissimi giornali-guida del parco.
Si sono ormai fatte le 5.45 pm, la temperatura esterna, qua a quota 2300 metri, è di 22 °C, si sta benissimo.
Il Bryce Canyon National Park, nonostante il nome, in realtà non è un vero canyon, è piuttosto un altopiano calcareo eroso delle forse della natura. Ciò che caratterizza maggiormente questo luogo sono i tanti pinnacoli multicolore che sfidano le leggi di gravità. Questi pinnacoli sono chiamati Hoodoo. Anche in questo parco è in funzione un  servizio navetta per spostarsi tra le varie attrattive, non obbligatorio comunque. Noi utilizziamo la nostra auto; data la pochezza di tempo a disposizione avremo oltretutto modo di visitare una sola meta.
I nuvoloni sono sempre in agguato sulle nostre teste così, nella tracolla, oltre alla solita immancabile bottiglia d’acqua, inserisco anche la giacca dei soci; si sa mai.
Parcheggiamo l’auto a Sunset Point camminando fino ad arrivare all’immensa voragine (foto N° 672 e 673). Senza parole, di nuovo siamo senza parole.
Come si fa a descrivere certe sensazioni di vastezza e di immensità che soltanto certe straordinarie bellezze della natura riescono a trasmetterti?!
È davvero impossibile, molto meglio far parlare le immagini. Rimaniamo in silenzio, osservando e vagando lontano con la mente (foto N° 674).
Uno dei cartelli indicativi suggerisce di visitare il parco anche al calare del buio per ammirare il cielo e le stelle; non oso nemmeno immaginare l’atmosfera di magia e che giochi di luce ci devono essere in una notte di Luna piena da questo dirupo!  
Passeggiamo lungo il precipizio fino ad arrivare, 800 metri dopo, a Sunrise Point. Le foto ovviamente si sprecano, passo dopo passo lo scenario cambia e con questo anche la luce che si riflette sui pinnacoli; siamo praticamente costretti a scattare continuamente delle foto! (N° 675 e 676).
Da Sunrise Point inizia il percorso che scende entrando nel cuore del parco (foto N° 677). I sentieri che guidano all’interno in pratica formano un tracciato circolare girando tutto intorno al parco e risalendo a Sunset Point. Per fare questo bisogna imboccare prima il Queen Garden Trail e successivamente il Navajo Loop (totale 2,9 miglia / 4,6 km la combinazione). Ovviamente ci sono anche altri sentieri, alcuni riservati da percorrere a cavallo: quanto sarebbe fantastico??!
Se si deve scegliere però, come suggerisce anche il giornale del parco, Queen Garden Trail + Navajo Loop sono senz’altro la combinazione migliore.
Imbocchiamo il sentiero restando passo dopo passo sempre più meravigliati dalla straordinaria bella della natura, dai naturali fenomeni di erosione che hanno conferito queste forme e colori ai pinnacoli (foto dalla N° 678 alla 686).
La visita con i colori ed il riflesso del tramonto è qualcosa di straordinario, eccezionale.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:18:14
L’erosione, oltre a levigare delicatamente la roccia, ne fa assumere anche forme davvero particolari, formando archi e finestre, o comunque massi che letteralmente sfidano la forza di gravità senza riuscire a rendersi conto di come possano stare in equilibrio senza staccarsi del restante blocco.
La combinazione del Queens Garden Trail e del Navajo Loop prosegue in discesa con un dislivello totale di 177 metri, fino ad arrivare alla base di questo straordinario anfiteatro naturale che le pareti di roccia vanno a formare (foto N° 687 e 688).
Tanti scoiattoli scorrazzano intorno a noi ed è una visione che mette davvero allegria. Altra cosa positiva è che incontriamo pochissima gente così riusciamo a goderci queste meraviglie indisturbati.
La stragrande maggioranza dei presenti comunque sono francesi, chissà come mai ce ne sono così tanti.
In uno spiazzo vediamo che qualcuno si è divertito ad impilare piccole rocce una sopra l’altra, ce ne sono centinaia! È davvero incredibile come possano restare in equilibrio, sembrano quasi fissati con un collante!
Il tratto finale del percorso è ancor più bello, con il sentiero che si stringe e si inerpica tra le altissime pareti rocciose. La salita da affrontare ora appare impressionante (foto N° 689), praticamente si recupera in un unico breve tratto tutti quei 177 metri di discesa! Questa zona è chiamata Wall St. in quanto l’altezza e la vicinanza delle pareti regalano una sensazione che in effetti è abbastanza simile a quella avvertita passeggiando tra i grattacieli della City.
In realtà però non è che facciamo tutta questa fatica, forse però anche spinti dal dilagante entusiasmo. Guardando verso il basso l’impressione si fa ancora più forte (foto N° 690). Proseguiamo nelle ultime centinaia di metri facendo decine e decine di foto, guardando sia verso l’alto che verso il basso (foto N° 691 e 692).
Quando si riconquista la vetta, a Sunset Point, la soddisfazione è enorme, e la vista ci ripaga e per tutti gli sforzi (foto N° 693).
Vi segnalo anche un bellissimo video, oltretutto con la visuale del Bryce innevato! http://www.youtube.com/watch?v=KG5EwypPtPc&feature=related
Leggo ora sul giornale del parco che è suggerito seguire il percorso in senso orario, come in effetti abbiamo fatto noi, ed anche secondo me così è ancor più bello!
Ci sarebbero altre zona da visitare in questo parco, ma se si ha poco tempo come noi questa è la zona assolutamente da non farsi scappare.
Davvero non osavo nemmeno immaginare che il Bryce fosse talmente bello, ed altrettanto lo Zion.
Risaliamo in auto che si sono fatte le 7 pm. In totale per percorrere i due trails abbiamo impiegato 1 ora e 15 minuti.
Peccato solo che per arrivare a destinazione adesso ci manchino da percorrere oltre 400 km!!
Moab, dove alloggeremo questa notte, appare come una meta irraggiungibile.
Non c’è un minuto da perdere. Ci rimettiamo in marcia tornando sulla Hwy 89 direzione nord. La luce del giorno incomincia ad affievolirsi, oltretutto con un cielo coperto di nuvole che regala scorci straordinari (foto N° 694).
La strada attraversa infinite ed incontaminate praterie senza incontrare la minima presenza umana. L’autoradio passa sempre la sentitissima colona sonora di Into The Wild, nelle terre selvagge.
Qualche decina di chilometro dopo la Statale attraversa Panguitch, un piccolo paesino western sperduto in questa vallata. Il Saloon ed i pochi esercizi commerciali scorrono attraverso i finestrini della macchina.
Di li in avanti solo campi e praterie, bestiame al pascolo, cavalli selvatici e qualche rarissima fattoria. Completamente immersi nella natura incontaminata (foto N° 695, 696, 697 e 698).
Eravamo dubbiosi se ci convenisse svoltare sulla I 15 per arrivare sulla I 70, che poi ci condurrà fino a Moab, in quanto essendo la I 15 una Interstate avrebbe avuto dei limiti di velocità superiori rispetto alla Hwy 89. I cartelli però indicano che la velocità massima è di 65 mph, quindi, essendo già buona, decidiamo di continuare su questa.
Velocemente il buio inizia ad invadere la vallata ed allora inseriamo il cd dei Last Shadow Puppets, chissà poi perché diventato l’album da ascoltare nei trasferimenti notturni.
Arriviamo allo svincolo sulla I 70, sulla quale ci immettiamo. Mancano ancora centinaia di chilometri prima di arrivare a Moab e l’orario di arrivo previsto dal navigatore diventa quasi una sfida contro il tempo per me. Come tutti gli altri pochi veicoli che incontriamo mantengo una velocità leggermente superiore a quella consentita, ed ogni volta che riesco a recuperare un singolo minuto sull’orario previsto per l’arrivo, dentro di me esulto come se avessi segnato il gol della vittoria.
Ero molto curioso fin prima di partire per questo trasferimento notturno. Mi chiedevo come sarebbe stato attraversare queste zone di notte, che sensazioni avremmo avvertito attraversando quelli che mi immaginavo come deserti ed in realtà sono verdi vallate.
Sarà poco poetico ma in realtà non avvertiamo niente, null’altro che non sia stanchezza e desiderio di arrivare il prima possibile, ma Moab sembra non arrivare mai. L’unica cosa che vorrei veramente in questo momento è che esistesse il teletrasporto!
Gli occhi iniziano un po’ a dolermi dopo ore di guida, così ci fermiamo velocissimamente in corsia di emergenza per fare il cambio alla guida. Eseguiamo la manovra in fretta ma in realtà credo che potremmo pure metterci a giocare a pallone in autostrada visto non incrociamo macchine da chilometri.
I Last Shadow Puppetts scorrono a ripetizione; quante volte li abbiamo ascoltati ormai di fila? Quattro? Cinque?
In ogni caso ne io ne Enea abbiamo la forza di volontà per allungare il braccio fino all’autoradio e mettere qualcosa di diverso.
Ci fermiamo per fare rifornimento ($ 20 – 2,749 $ al gallone). Lascio Enea a riempire il serbatoio mentre io vado a dare un’occhiata allo shop per cercare qualcosa da mettere sotto i denti. In pratica però purtroppo non hanno niente ed esco a mani vuote.
Ritorno alla macchina trovando Enea già chiuso dentro di essa, nervoso e con la faccia schifata.
“Beh, che succede?” chiedo.
“C’è pieno di cimici di xxxxx in questo posto!!! Ero li che facevo benzina e mi arrivavano addosso da tutte le parti!!!” risponde irritato.
Guardo intorno ed in effetti ne noto una quantità impressionante, sono dappertutto, un grosso sciame.
Fuggiamo da questo posto maledetto!
Torno alla guida, Enea si è già fatto almeno un buon centinaio di chilometri.
È già tardissimo, manca ancora molto e dobbiamo ancora cenare! Soltanto che lungo questa Intestate si incontrano veramente pochissime aree di servizio ed oltretutto non sono direttamente sulla strada ma bisogna uscire ed entrare nei piccoli paesini che sorgono lungo di essa.
“Proviamo ad uscire a Green River per vedere se troviamo qualcosa? È il paese più grande lungo il percorso.”


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:19:44
Così facciamo, ma purtroppo troviamo soltanto due fast food, Buger King e McDonald’s tra l’altro, che sono pure chiusi! Oltre al danno (di non mangiare), pure la beffa (di perdere tempo inutilmente). Speriamo di arrivare veramente il più in fretta possibile.
Sono gli ultimi chilometri che percorriamo sulla I 70. Una trentina di chilometri dopo Green River svoltiamo infatti sulla Hwy 191 che ci porterà fino alla tanto agognata Moab.
Di nuovo enormi nuvoloni all’orizzonte; non che ci sia luce per vederli ma si percepiscono benissimo. Il cielo è continuamente dilaniato da enormi lampi che si diramano e propagano lungo tutto il nostro campo visivo. Le scariche sono praticamente continue, uno dietro l’altra, con solo pochi secondi di intervallo; mai visto nulla di simile!
Un fenomeno naturale quanto mai spettacolare ma che induce anche molto timore.
Enea, per altro sbalordito come me, mi racconta allora di questi storm alert, delle vere tempeste di fulmini, con cui aveva già un po’ familiarizzato lo scorso anno nel suo soggiorno in Oklahoma. Ci sono delle zone degli Usa, e lo Utah evidentemente è una di queste, in cui questo fenomeno atmosferico è realmente un problema tale è la quantità di fulmini che cadono a terra. Mi racconta di quanto spesso le previsioni meteo venissero trasmesse in tv e mantenute pure in un angolino dello schermo anche durante altri programmi. Durante queste tempeste di fulmini tutti se ne stanno al sicuro dentro agli edifici; e te lo credo!
In Italia ci sono degli studi che monitorizzano la quantità di fulmini che cadono a terra, l’interno territorio è mappato e ad ogni località, in base agli anni precedenti, sono assegnati un certo numero di fulmini annui. Sicuramente questa cosa c’è anche negli Usa, ma basta stare qua dieci minuti per vedere che in lasso di tempo così breve ne cadono di più che in Italia in un intero anno! (a titolo informativo, l’Italia infatti non ha problemi di questo tipo).
È inevitabile mettersi a fantasticare durante gli ultimi chilometri che ci rimangono da percorrere, sul fatto che se si riuscisse ad immagazzinare questa enorme quantità di energia tutti i problemi legati al petrolio, alle centrali nucleari, alle energie rinnovabili, alle emissioni di CO2 nell’aria, etc. verrebbero in pratica risolte. Purtroppo però non ci si riuscirà mai, sia per questioni tecniche che di sicurezza.
Se non altro tutti questi discorsi su possibili invenzioni e conseguente arricchimento istantaneo, ci hanno mantenuto svegli e pimpanti negli ultimi chilometri da percorrere.
Quando iniziamo a vedere le prime abitazioni, segno che ormai siamo arrivati, provo gioia, vera ed autentica gioia.
Non che si veda molto con il buio, però Moab appare come un paesino tra le montagne, di cui si percepisce la presenza.
Finalmente arriviamo al motel dove facciamo subito il check in. Si è fatta mezzanotte ed in totale oggi abbiamo percorso 573 miglia (859 km). Sembra impossibile che stamattina siamo partiti da Las Vegas.
Sono stravolto dalla stanchezza, dai chilometri percorsi e gli occhi mi bruciano per la lunga concentrazione alla guida notturna.
E dobbiamo ancora cenare!
Portiamo le valige in camera poi chiediamo in reception se possiamo sperare di trovare qualcosa di aperto a quest’ora. Ci dicono che lungo la via troveremo un Denny’s, ottimo.
Non si tratta del solito fast food però, questo è molto più simile ad un ristorante, anche se sperduto in questa terra infestata dai fulmini.
Ordino un doppio cheeseburger e mi portano un paninazzo davvero enorme, servito con la più grande porzione di patatine che avessi mai visto!! La razione da Bud Spancer!
Mi sforzo, cerco di fare davvero tutto il possibile, ma non ce la faccio proprio a mangiarle tutte, sento la pancia che mi scoppia. Ottimo anche il paninazzo, ma non riesco proprio a gustarmelo sia per la stanchezza che per l’aria condizionata sparata a livelli non umani! Ed io sono anche in braghette corte dal viaggio odierno!
Pochissima gente intorno a noi negli altri tavoli, ma tra tutti questi non ce n’è uno che abbia un aspetto vagamente normale! Facce stravolte, occhiaie profonde, coloriti cadaverici, depressione cronica ed abbigliamenti che sembrano provenire dal peggiore dei flea market di Amsterdam!
E ti credo che si sono ridotti in questo stato, provateci voi a vivere in un posto che sarà anche bello dal punto di vista della natura, ma che è completamente isolato dalla vita per centinaia e centinaia di chilometri! Inoltre il migliore dei luoghi di ritrovo che possono avere è questo gelido ristorante!
Tornati al motel faccio subito la doccia e non so come ma trovo un briciolo di forza per scaricare le foto sul pc. Oggi ne ho fatte una marea e per domani ho l’impressione che le cose non cambieranno di molto.
Anche se arrivare fin qui è stata una faticaccia (mai come quella della tappa Mountain View-Big Sur-Santa Barbara comunque), uno sforzo del genere era assolutamente necessario altrimenti mai saremmo riusciti a rispettare i programmi per la giornata che verrà. (Grazie a Spino per i suggerimenti in fase di organizzazione!)
In un viaggio come questo le ore di luce sono da sfruttare il più possibile, quindi diventa necessario effettuare gli spostamenti col buio.
Ci sdraiamo che si è fatta l’1.45 am. Le sensazioni derivanti da questa giornata sono di estrema soddisfazione, mai avrei immaginato che lo Zion ed il Bryce fossero talmente belli, ma anche il viaggio on the road, per quanto stremante, è stato bellissimo.
Domani altri strepitosi parchi ci attendono, ma nel frattempo meglio pensare a recuperare le forze.
E non faccio certo fatica ad addormentarmi.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 21 Dicembre 2009, 09:23:24
Con questo pezzo del racconto straordinariamente lungo, per quest'anno vi saluto. Nei prossimi giorni infatti non avrò assolutamente tempo per scrivere il seguito, per cui le puntate riprenderanno nel nuovo anno. Ho già buttato giù diversi pezzi comunque, non mi rimane che da sistemarli.
Nel frattempo vi auguro un felice Natale ed uno straordinario anno nuovo!!  :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 21 Dicembre 2009, 10:51:43
da las vegas alla natura selvaggia :D
che spettacolo pure le foto!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 21 Dicembre 2009, 22:00:42
Davvero impressionate! Spettacolare! :)

Buone Natale e buon anno anche a te!!

Al prossimo racconto!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 22 Dicembre 2009, 14:56:50
Grazie Luca,Buon Natale e Buon Anno anche a te  :-*
aspetto il nuovo anno per il seguito...


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Gennaio 2010, 09:13:23
Prima di riprendere con il racconto dopo la lunga pausa Natalizia vi riporto un breve riassunto di quanto narrato fin’ora.
Dopo aver trascorso una giornata a New York siamo partiti alla volta di Vancouver, visitando questa pacifica città ed i suoi splendidi boschi nei dintorni. Quindi con il Greyhound siamo arrivati a Seattle dove abbiamo ripercorso i luoghi dei Nirvana, di Kurt Cobain e di altre band del movimento grunge. Abbiamo visitato anche il Microsoft HQ nella vicina Redmond.
Noleggio auto ed inizio del viaggio on the road. Durante il percorso per arrivare a Portland abbiamo sostato ad Aberdeen, cittadina nella quale è cresciuto Kurt Cobain, ad Astoria, cittadina vittoriana nella quale è stato girato il film “The Goonies” ed infine a Cannon Beach, spiaggia dove è stata girata una scena sempre dei “Goonies”. Portland ci ha letteralmente sorpreso, mai avremmo immaginato che questa città potesse essere tanto perfetta!
Via di nuovo in auto per la tappa più lunga del viaggio, quasi 1300 km fino ad arrivare a Mountain View, nel cuore della Silicon Valley. Durante il percorso abbiamo fatto tappa al Timberline Lodge, dove sono state effettuate le riprese esterne del film “The Shining” ed a Cottage Grove, conosciuto come “Il paese dei ponti coperti”. Nella Silicon Valley abbiamo poi visitato gli HQ di YouTube, Google e Yahoo!
Via quindi di nuovo in auto lungo la mitica Hwy 1, strada costiera che percorre tutta la California, fino ad arrivare a Santa Barbara completamente affascinati dalla straordinaria bellezza di Big Sur. Indescrivibile.
Il giorno seguente siamo arrivati a Los Angeles (West Hollywood), dopo aver visitato alcune spiagge lungo il percorso come El Matador e Malibu. Qualche giorno nella città degli angeli per goderci un po’ di nightlife come si deve, e via alla volta di Las Vegas, la Sin City!
Qua abbiamo partecipato al Pool Party più strepitoso a memoria d’uomo… il Rehab all’Hard Rock Hotel!
Il giorno dopo siamo subito ripartiti con un’altra tappa lunghissima fino ad arrivare a Moab, nello Utah, passando dallo Zion National Park (con guadata del Virgin River…) e dal Bryce Canyon, anche questo di una bellezza sconvolgente.
Arriviamo a Moab a notte fonda e devastati dalle fatiche di giornata. È da qui che riprende il mio racconto.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 13 Gennaio 2010, 09:21:22
28/07/2009 Martedì – Arches National Park, Mill Canyon, Dead Horse Point State Park, Monument Valley, arrivo a Tuba City AZ.

Sveglia ore 7.00 am. Chiudiamo tutto e siamo di nuovo pronti a ripartire; colazione come sempre in macchina con la squisitezza. Prima tappa di giornata sarà Arches National Park, situato qualche chilometro a nord di Moab. La scorsa notte arrivando in questo paesino, nonostante il buio, avevo avvertito la presenza delle montagne che lo circondavano, ora con la luce del giorno posso finalmente ammirarle. Moab comunque è poco più di una strada, la Hwy 191, che lo attraversa tutto da nord a sud e lungo la quale si trovano alcuni motel e qualche negozio (foto N° 699, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/).
Tiriamo dritto con il paese che velocemente scompare lasciando spazio soltanto alla strada fiancheggiata dalle montagne (foto N° 700).
C’è veramente un clima armonioso nell’aria, un radioso senso di pace che i raggi di Sole offuscati qua e la dalle nuvole non fanno altro che rafforzare. Mi sento veramente bene.
La Highway in breve inizia ad arrampicarsi sulle montagne (foto N° 701) e dopo poche centinaia di metri abbiamo un bellissimo scorcio sulla vallata sottostante (foto N° 702).
Questo è lo Utah come me lo immaginavo! Mica tutte quelle verdi praterie che abbiamo attraversato ieri!
Ok, è vero che ci troviamo nello Stato dello Utah, ma la colonna sonora che mi risulta ideale da accostare nell’attraversamento di questa zona, e che vado ad inserire, è Arizona dei King of Leon http://www.youtube.com/watch?v=5BDJiXY_Jxs

That taste
All I ever needed
All I ever wanted
Too dumb to surrender


Di una meraviglia estrema, una meraviglia che esprime esattamente il mio stato d’animo!
L’ascoltiamo non so quante volte di fila, realizzando anche un bellissimo filmato mentre saliamo i tornanti (foto N° 703). Altra canzone estremamente perfetta per questa situazione è Cold Desert, sempre dei Kings of Leon http://www.youtube.com/watch?v=bWkYu-hYTZs
C’è magia nell’aria, c’è veramente magia.
In tutta mattina non ascolteremo altro che queste due canzoni, mettendole a ripetizione e alternandole di volta in volta.

L’ingresso ad Arches (http://www.nps.gov/ARCH/index.htm - la mappa http://www.nps.gov/PWR/customcf/apps/maps/showmap.cfm?alphacode=arch&parkname=Arches%20National%20Park) sarebbe di $10 a veicolo, ma noi al casello mostriamo il National Park Pass e siamo dentro, dopo che ci hanno consegnato i soliti utilissimi giornali del parco. 
Arches preserva una zona non molto vasta nella quale però si trova la più alta concentrazione al mondo di archi naturali. Qui vento, pioggia, ghiaccio e grandi escursioni termiche, hanno lavorato incessantemente per milioni di anni dando vita ad oltre duemila archi di ogni forma e dimensione, che assieme a pinnacoli e incredibili rocce in bilico creano uno dei più sorprendenti e sontuosi paesaggi del West americano. Non per niente il luogo è stato scelto in più di un’occasione come set naturale per girarvi alcune sequenze cinematografiche.

Il primo viewpoint che si incontra dopo l’ingresso dal visitor centre è Park Avenue. Questa in pratica è una sfilata di rocce che ricordano vagamente la sequenza di palazzi della nota via Newyorchese (foto N° 704). Scendiamo dalla macchina per arrivare fino in fondo alla passerella ed ammirare la grande vallata racchiusa dalle pareti rocciose, attraverso le quali filtrano i raggi del Sole ad impreziosire ulteriormente il panorama (foto N° 705). Bellissimo.
Alle 8.30 di mattina oltretutto ci sono soltanto 23 °C, il clima ideale.
Ripartiamo costeggiando una selvaggia prateria con le nuvole del cielo che quasi vanno a richiamare il tema dei numerosissimi cespugli (foto N° 706).
Poco più avanti si trova Courthouse View Point, con una serie di imponenti formazioni rocciose (foto N° 707). Ci fermiamo giusto un attimo poi ripartiamo subito, con la strada sempre affiancata da bellissime visuali (foto N° 708).
Pietrified Dunes, alcuni chilometri più avanti lungo il percorso, è una grande vallata sabbiosa e stepposa, dove le dune a causa dei fenomeni atmosferici si sono in pratica pietrificate (foto N° 709).
Tiriamo dritto fino ad incontrare lungo la strada una cosa davvero bizzarra, non menzionata per altro nelle mappe. In pratica incontriamo un imponente roccia, quasi a sorvegliare la strada, che noi accostiamo immediatamente alla Sfinge Egizia! (foto N° 710).
Ditemi voi se non è somigliante?! Neanche a farlo apposta!
Il fenomeno dell’erosione è davvero curioso ed a volte regala delle “sculture” inimmaginabili!
La prossima sosta è a Balanced Rock, dove si trova un grande masso in equilibrio che sembra voler sfidare le leggi di gravità (foto N° 711). È davvero inspiegabile come faccia a rimanere bilanciato, certo però quando ci passo praticamente sotto non sono proprio tranquillissimo (foto N° 712).


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 13 Gennaio 2010, 09:27:00
Ripartiamo di nuovo fino ad arrivare alla zona chiamata The Windows Section. Come suggerisce il nome, qua l’erosione ha scavato nella roccia fino a creare dei grandi buchi che l’attraversano, delle vere e proprie finestre (foto N° 713). Intraprendiamo il percorso per arrivare fin sotto alle finestre.
All’inizio di ogni sentiero, in ogni parco, c’è sempre un cartello che indica il percorso, la sua lunghezza, cosa vedere ed il livello di difficoltà. Solitamente tendono un po’ ad esagerare sulla difficoltà (almeno per me, per gli americani chissà…), questo comunque è lungo 1,1 miglia (1,8 km) ed è classificato come easy.
Pochi minuti di cammino e siamo praticamente sotto al primo squarcio che si apre nella roccia, la North Windows (foto N° 714). La cosa più bella è che praticamente non ci sono altri visitatori ed ammirare queste zone indisturbati è ancor più piacevole… Se solo non ci fosse un’allegra famigliola piazzata proprio sotto la finestra e che proprio non ne vuole sapere di cavarsi dalle…
No, per una volta non erano italiani… comunque maleducatissimi!!
Innervositi rinunciamo ad attraversare la finestra, prima che la rabbia salga ulteriormente.
Giriamo i tacchi e passiamo al Turret Arch (foto N° 715), a poche centinaia di metri di distanza, infine chiudiamo il giro con la South Window (foto N° 716).
Tutto davvero entusiasmante!
Torniamo all’inizio del percorso e da qui ci incamminiamo lungo la deviazione che porta al Double Arch (foto N° 717 e 718). Da lontano non sembra, ma è solo facendo un confronto con le persone che ci si rende conto di quanto siano enormi questi “buchi”.
È inevitabile pensare a questa zona come una terra “viva”, nel senso che l’erosione è sempre costante e se magari tra una decina d’anni dovessi tornare da queste parti, chi lo sa, potrei anche notare dei cambiamenti.
Anche qua notiamo una specie di Sfinge (foto N° 719); sono dappertutto!!!
“Non è che ‘sti buchi in realtà sono stati fatti dagli antichi egizi?!?!”
“Eheh!”

Alle nostre spalle la grande muraglia della Parade of Elephant (foto N° 720 e 721), anche se a me più che elefanti queste rocce ricordano degli enormi panettoni!
Risaliamo in auto ripartendo ora verso il Delicate Arch Viewpoint. Il trasferimento stavolta è un po’ più lungo, una ventina di chilometri direi, così abbiamo la possibilità di rimettere a ripetizione Arizona e Cold Desert!
Il Delicate Arch è il punto più identificativo di questo parco, ma non solo, questo arco è il simbolo dello Stato dello Utah e lo si trova raffigurato persino sulle targhe delle auto!
Parcheggiamo la macchina ma rimaniamo alquanto delusi (foto N° 722 e 723).
Beh? Tutto qui?! Possibile che sto archetto sia tanto rinomato?!?
Rimaniamo un po’ perplessi, ci sembra che la fama di questo piccolo arco sia in realtà un po’ spropositata. Ad ogni modo la prossima tappa prevedere di seguire il trail che vi ci porta, così lo vedremo da vicino.
Il sentiero con la relativa piazzola di sosta si trova alcuni chilometri più avanti, così ripartiamo attraversando ora scenari molto diversi da quelli ammirati fin’ora (foto N° 724 e 725). Qua il rossiccio si mischia con tanti altri tipi di roccia formando una moltitudine di colori; bellissimo.
Parcheggiamo l’auto ed arriviamo all’inizio del percorso dove si trova il Wolfe Ranch (foto N° 726). Il sentiero che porta al Delicate Arch, 3 miglia il round trip (4,8 km) senza ombra e con un’ascesa di 146 metri, è classificato come “Strenuous”; penso che non ci siano bisogno di traduzioni…
In effetti già all’inizio ci appare come una salita bella lunga e ripida (foto N° 727). È inoltre assolutamente consigliato (come anche Spino mio aveva avvertito!) di portarsi dell’acqua.
Il termometro della macchina indicava ora 28 °C, ma ben presto i percepiti sembreranno 50!
In effetti questo penso sia il sentiero più impegnativo che abbiamo mai affrontato; nulla di impossibile, ma pesante lo è senz’altro, soprattutto a causa del gran caldo. Senz’acqua credo che sarei morto nel giro di poche centinaia di metri…
Ad ogni modo il sentiero è molto selvaggio, non ci sono grandi indicazioni e gli unici riferimenti sono le solite file di massi impilati l’uno sopra l’altro, i rock cairn, che indicano la via da seguire.
Di ombra in effetti, a parte qualche piccolo spazio, non ne incontriamo davvero mai e camminare in salita sotto il Sole è abbastanza faticoso. Il paesaggio rimane costantemente roccioso ma molto vario, con la roccia levigata dolcemente dal vento (foto N° 728). Ancora poche centinaia di metri e finalmente ci siamo.
Visto da vicino il Delicate Arch fa tutto un altro effetto e non appare nemmeno più tanto piccolo come ci sembrava dal viewpoint, anzi è davvero enorme! (foto N° 729 e 730).
Oltretutto è davvero splendido il contesto in cui si trova, situato in una specie di anfiteatro di roccia modellata dal vento.
Gran simbolo per uno Stato! 
Avvicinandosi poi appare ancor più bello, come nemmeno il più geniale degli architetti avrebbe saputo progettare! (foto N° 731). In effetti un po’ delicato però, non mi da esattamente una sensazione di stabilità e sicurezza.
Certo però che ammirare il tramonto, od ancor meglio una notte stellata da qui, dev’essere qualcosa di impagabile (http://www.nps.gov/arch/naturescience/lightscape.htm).
Prima di girare i tacchi e ritornare alla macchina ci concediamo una breve sosta trovando un spazio d’ombra; dopo tutta sta sudata cinque minuti di riposo ce li siamo guadagnati.
Ovviamente la strada del ritorno, con il percorso in discesa, è molto più agevole.
Proprio però non posso trattenere un sorriso quando oramai alla fine, all’inizio del trail cioè, un padre di famiglia con prole al seguito ed abbigliamento totalmente inadeguato, mi chiede se è ancora lunga la strada per arrivare all’Arco.
Vorrei rispondergli che secondo me è meglio che si fermino qui e rinuncino subito, ma alla fine dico soltanto che sono solamente all’inizio e che il percorso è molto duro.
Io li ho avvertiti.
Arriviamo alla macchina; in totale abbiamo impiegato un’ora e mezza.
Arches ha ancora alcune cose da offrire, così ripartiamo sempre diretti verso nord (foto N° 732) fino ad arrivare allo Skyline Arch (foto N° 733 e 734).
È tutto così perfetto, persino le nuvole in cielo sembrano disegnare la sagoma un cuore.
Ultimo arco da vedere è il Landscape Arch, qualche chilometro ancora più a nord.
Per arrivare a questo arco bisogna percorrere il Devils Garden Trailhead, nome che è tutto un programma… Il percorso, 1,6 miglia (2,6 km) il round trip, è classificato come easy, ma quello che lo rende impegnativo è la temperatura, nel frattempo salita fino a 37 °C. Solita bottiglia d’acqua e cappellino degli Yankees per me, nessun’altra precauzione.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 13 Gennaio 2010, 09:30:12
Camminiamo sotto il sole cocente attraverso stretti ed imponenti passaggi rocciosi (foto N° 735), fino a raggiungere il Landscape Arch (foto N° 736 e 737).
Cavolo questo si che sembra davvero delicato!
L’impressione è che l’arcata, essendo così sottile, possa spezzarsi da un momento all’altro!
Questo qua, se magari tornerò davvero tra una decina d’anni, non c’è più di sicuro! (scherzo ovviamente, ndr).
Più avanti lungo questo trail ci sarebbe da vedere anche il Double O Arch, ma ormai siamo ampiamente al di fuori dalla tabella di marcia quindi torniamo velocemente verso la macchina.
Manco un filo d’ombra, se non avessi con me l’acqua cadrei cotto al Sole! Non sono l’unico però a soffrire la calura… davanti a noi un gruppo di ragazzi col loro cagnolino lasciato libero, con questo che precede costantemente il padrone di 3-4 metri per avere poi un breve riparo sotto agli arbusti e quindi ripartire di scatto ogni volta che viene raggiunto! Cosa non si fa per pochi secondi all’ombra!
Poverino, chissà quanto starà soffrendo!
Arriviamo alla macchina ripartendo immediatamente. Percorriamo tutta la strada a ritroso, da nord verso sud, uscendo dal parco e ritornando sulla Hwy 191.
Se mai un giorno qualcuno di voi che legge vorrà venire da queste parti può guardare i filmati di cui di seguito metto i link e rivedersi tutto quello che abbiamo visitato noi.
http://www.youtube.com/watch?v=Q7VmSlKxuF0&feature=related
http://www.youtube.com/watch?v=c2Kir6wiS3g&feature=related

Percorriamo la Hwy 191 verso nord, in direzione opposta a Moab, scorgendo dei panorami proprio da Utah (foto N° 738).
Il prossimo obbiettivo di giornata è il Mill Canyon, che si trova lungo la Hwy 191 al chilometro 141, 15 km a nord di Moab. Questo parco, Mill Canyon - Dinosaur Trail, è una zona nella quale ci sono impronte di dinosauri e ossa fossilizzate; uno spettacolo pazzesco!!!
Il parco è ad accesso libero e non vi sono ne sorveglianti ne caselli all’entrata, l’intera visita viene svolta autonomamente. Per arrivare bisogna percorrere due miglia di strada sterrata, all’inizio battuta (foto N° 739), poi man mano che si va avanti diventa ghiaiosa.
Tutte queste premesse però, insieme al fatto che non vi è proprio nessun altro a parte noi, mi inducono ad un leggero sospetto…
“So già che ne valeva la pena…”
“Anche secondo me…”
concorda Enea.
Finalmente arriviamo in fondo alla strada sterrata, dove si trova uno spiazzo che funge da parcheggio. Desolazione più totale, non un’anima viva.
Magari però è meglio.
Non ci sono grandi indicazioni, soltanto qualche cartello ad indicare il percorso da seguire (foto N° 740). Ci incamminiamo lungo il sentiero trovando diverse targhe che indicano la presenza di ossa fossilizzate di dinosauri od altri animali preistorici ma in principio non riusciamo ad individuare proprio nulla! Poi però, scrutando attentamente, in effetti notiamo qualcosa nella roccia, resti ossei che si sono calcificati e diventati un tutt’uno con questa.
Si va beh, uno però si immagina di trovare impronte enormi di dinosauro ed invece di deve accontentare di vedere cose del tipo quelle nella foto N°741!! (il cartello indica che sono delle vertebre di non so bene quale animale preistorico).
Steven Spielberg!!!! Vogliamo  un’altra piccola Jurassic Park!!!
(http://www.youtube.com/watch?v=Bim7RtKXv90 Grandissimo film!!)
Di questi resti ossei ce ne sono molti e probabilmente per chi ha fatto un certo tipo di studi possono anche essere molto interessanti, ma a noi sembra di perdere tempo, per cui torniamo presto alla macchina.
Oltretutto dobbiamo percorrere a ritroso quei due chilometri sterrati in mezzo a questo assoluto deserto! Ne approfittiamo almeno per girare un video con la colonna sonora della semplicemente strepitosa Cold Desert dei Kings of Leon; bellissima!
Torniamo sulla Hwy 191 prendendo stavolta la deviazione per Dead Horse Point State Park (http://www.utah.com/maps/moab/index.htm). Questo non è un parco nazionale, per cui bisogna pagare. All’ingresso però non c’è un casello come negli altri parchi, si arriva in auto al visitor center dove bisogna pagare  $10 a veicolo, come indicato dal cartello lungo la strada.
Dead Horse Point è un Canyon scavato nel corso del tempo dallo scorrere del Colorado River, in pratica una specie di Grand Canyon, soltanto di dimensioni molto più ridotte.
Ai tempi del far-west i cow-boys usavano intrappolare qui le mandrie di cavalli selvatici per catturare facilmente gli esemplari migliori, mentre gli altri, lasciati liberi, normalmente se ne andavano. Un giorno però capitò inspiegabilmente che i cavalli non trovarono la via d’uscita e lì morirono di sete. Rinvenuti i resti il luogo prese in nome di Dead Horse Point che ancora oggi porta. Certo è una bella beffa morire di sete osservando il fiume che scorre, ma si trova seicento metri più in basso ed è praticamente irraggiungibile. 
Tutto questo è spiegato in un cartello che si trova all’overlook point, dove ci fermiamo per osservare lo sconfinato canyon che si apre davanti ai nostri occhi. Tutto estremamente fantastico, anche se con i colori del tramonto lo sarebbe ancor di più (foto N° 742, 743 e 744).
A rovinare il panorama c’è però un qualcosa di azzurrino in fondo alla vallata che non saprei proprio dire di che cosa si tratta ma di certo è creato dall’uomo (foto N° 745).
É arrivato ora il momento di dedicarci alla principale meta della giornata, la Monument Valley.
Chi fin da ragazzino non ha sognato almeno una volta di andarci??!
Finalmente dopo averla ammirata in tanti film ed averla sognata, immaginata e desiderata così a lungo, tra non molto anche noi ci saremo!
Ripartiamo sulla Hwy 191 diretti verso sud. Ci fermiamo soltanto un attimo a Moab per fare rifornimento ($ 20.01 – 2,779 $ al gallone) e per prendere un hamburger nella stazione di servizio.
La strada è dapprima affiancata dalle alte e rossastre catene montuose, poi via via queste scompaiono fino a che ci ritroviamo in ampie e steppose radure. Di nuovo i paesaggi che non mi aspettavo di vedere nello Utah.
Enea dice che per godere delle viste e dei meravigliosi colori del tramonto dovremmo arrivare verso le 4 pm (5 pm l’orario Navajo), ma so già che nonostante tutta la mia buona volontà alla guida non ce la faremo mai ad arrivare a destinazione a quell’ora. Oltretutto, nonostante viva come sempre il viaggio come una corsa contro il tempo, stavolta non riesco praticamente mai a recuperare minuti rispetto all’orario di arrivo che prevedere il navigatore, e la cosa mi indispettisce terribilmente.
Tuttavia sembra non esserci il problema di dover vedere il Sole calare, infatti il cielo è molto nuvoloso ed inizia pure a piovere!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 13 Gennaio 2010, 09:33:04
Sfortuna?
Direi ben peggio! Vi pare possibile andare una volta nella vita alla Monument Valley e trovare la pioggia! È una vera iettatura!!

“Utah, remember Utah in the rain...”

Dalla Hwy 191 svoltiamo sulla Hwy 163 che ci condurrà dritti a destinazione. Il paesaggio torna roccioso e rossastro, proprio da Utah. La pioggia va e viene, il cielo comunque rimane coperto.
Poco dopo arriviamo al Mexican Hat, una roccia a forma di cappello messicano tenuta in equilibrio da chissà quale principio fisico (foto N° 746). In realtà la mia foto è un po’ zummata, ci sarebbe un percorso per avvicinarsi ulteriormente ma non c’è tempo.
Dalla strada ora letteralmente sorge, comparendo davanti ai nostri occhi, la spettacolare visione dei monoliti che tanto identificano nell’immaginario collettivo la Monument Valley, una visione da sogno! (foto N° 747)
Questa strada appare anche nel film “Forrest Gump”, quando a Forrest viene voglia di farsi una corsetta… fino ad arrivare proprio qui! (http://www.youtube.com/watch?v=YKTLHKIOIzQ min 5.10).
Non posso però fare a meno di pensare che è veramente un’ingiustizia che non ci sia il Sole. Tutte le volte che ho immaginato questo momento me lo sono sempre visto con i colori del tramonto, non credevo nemmeno che qui potesse piovere!
La Monument Valley è forse il parco americano per eccellenza, una vera icona nell’immaginario collettivo. É situata nello Stato dello Utah ma giusto al confine con l’Arizona. É una riserva degli indiani Navajo e per questo non è neppure indicata con precisione in nessuna mappa. (su Google maps è stata indicata solamente a partire da pochi giorni fa, dnr). La zona Navajo non assume l’orario dello Utah ma sono un’ora avanti. Non essendo uno Stato questa riserva Navajo non ha confini su nessuna mappa e non si sa mai bene quale sia effettivamente l’orario; non che un’ora soltanto cambi di granchè le cose. Ovviamente la Monument non è un parco nazionale ed all’ingresso paghiamo $5 a testa. Ci viene consegnata una mappa con l’indicazione dei percorsi ed i vari punti panoramici. Siamo un’ora in ritardo rispetto ai tempi prestabiliti, ma a questo punto poco importa.
Nonostante la mia assoluta avversione per i tour organizzati, avevo davvero preso in considerazione il suggerimento di Spino di visitare il parco con questi http://www.trailhandlertours.com/ in quanto ti portano anche in zone che per chi esegue la visita autonomamente non sono accessibili, ma le condizioni meteo sono così da schifo e sono talmente depresso per questo, che a questo punto mi sembra insensato avere dei costi aggiuntivi.
Armati di mappa iniziamo la visita con la nostra auto lungo i percorsi sterrati di quel tipico color rossastro dovuto della presenza dell’ossido di ferro nella terra. Il percorso si segue comunque agevolmente, solo ci sono alcune grosse pozzanghere causate dalla pioggia e bisogna viaggiare a velocità moderata.
La nostra Chrysler ne uscirà comunque completamente zozza!
La piaggia va e viene, ma ad un certo punto inizio a credere che siamo perseguitati dalla nuvoletta di Fantozzi dato che sembra piovere soltanto quando ci fermiamo ed usciamo dalla macchina!
Nonostante la sorte ci sia avversa e non ci siano le condizioni ottimali, il panorama dal primo punto di vista che offre il percorso, The Mittens and Merrick Butte, probabilmente il più celebre, è pazzescamente straordinario! (foto N° 748).
Ci siamo davvero!!   
Le foto ovviamente si sprecano, cogliamo ogni minimo particolare, ogni inquadratura umanamente possibile! (foto N° 749 e 750). Straordinario!!
Ci rimettiamo in marcia (foto N° 751) arrivando al secondo punto indicato nella mappa, Elephant Butte (foto N° 752). Alcuni di questi monoliti, a parere di chi li ha nominati, avrebbero delle sembianze con degli animali, un elefante in questo caso. Io non è che lo riconosco così chiaramente ma poco importa, essere su questo percorso sterrato è pazzesco!
Terza tappa è il Three Sisters, tre monoliti alti e sottili che hanno quasi una funzione decorativa! (foto N° 753).
La cosa più bella dell’essere qui è però proprio il fatto di scendere dall’auto e calpestare questa terra rossiccia e granulosa; il fatto di sporcarmi le scarpe di questo terriccio mi fa sentire bene, mi fa sentire davvero qui!
Il John Ford’s Point, il prossimo punto lungo il percorso, è uno dei punti di visita più celebri ma io inspiegabilmente non ho foto di questo! Accontentatevi di quello che offre internet http://it.wikipedia.org/wiki/File:USA_10279_Monument_Valley_Luca_Galuzzi_2007.jpg
Passiamo dal Camel Butte (foto N° 754, è vero che ci sono due gobbe, ma ci riconoscete un cammello voi??), dal The Hub (foto N° 755), dal Totem Pole (foto N° 756), ed arriviamo a Sands Spring (foto N° 757). Vicino al Camel Butte si trova anche un recinto con alcuni cavalli; mi ha sempre affascinato l’idea di andare al galoppo tra queste terre, ma più che altro questi sembrano dei muli vecchi e stanchi travestiti da cavallo!
Per fortuna sembra abbia smesso definitivamente di piovere ed il cielo forse si è aperto anche un po’. Siamo ormai totalmente conquistati dalla questa vallata, siamo davvero felici di essere qui.
Dall’autoradio selezioniamo la mitica Nord Sud Ovest Est degli 883  (http://www.youtube.com/watch?v=znKDzQexgcY&feature=related), una delle canzoni (e degli album!) che hanno segnato maggiormente la mia adolescenza facendomi sognare ogni volta!

NORD SUD OVEST EST
e forse quel che cerco neanche c'è
NORD SUD OVEST EST
starò cercando lei o forse me


Strepitosa, geniale, indimenticabile; grande Max!!
Non la toglieremo più fino all’uscita dalla Monument, ascoltandola a ripetizione per forse 10, 15 volte? Chissà, di certo un’oretta bellissima trascorsa in questa strepitosa terra con il vecchio Max a farci da guida!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 13 Gennaio 2010, 09:36:13
Arriviamo ad Artist’s Point, sicuramente uno dei look out panoramici più straordinari al Mondo! (foto N° 758, 759, 760).
Decine e decine di foto, uno scenario che ti lascia realmente senza fiato, ma è soprattutto il modo in cui ti fa sentire che è indescrivibile. Completamente spiazzato, impreparato a tutto ciò.
Passiamo quindi alla North Window (foto N° 761), che non ha bisogno di ulteriori commenti, quindi chiudiamo il tour con l’ultima tappa, The Thumb, che però è solamente una grande roccia.
Sconcertati da tanta bellezza ci avviamo verso il punto d’inizio del percorso, anche se non posso fare a meno di fermarmi ogni poche decine di metri per scattare altre foto (foto N° 762).
Con Nord Sud Ovest Est che ancora passa a ripetizione, ne approfitto per fare un filmato a 360° di questa immensa vallata mettendo la canzone come colonna sonora; niente di più perfetto al Mondo!
Arriviamo all’inizio del percorso trovando qualche Navajo Hogan, tipiche casette indiane (foto N° 673).
Stiamo quasi per ripartire ed uscire dalla Monument Valley quando così, tutto ad un tratto, ecco spuntare la luce del Sole che illumina con tonalità straordinarie i Mittens e tutta la vallata! (foto N° 764 e 765).
“Che roba! Indescrivibile!” 
E sempre così, all’improvviso, compare anche un insperato e meraviglioso arcobaleno di cui si vedrebbe persino tutta l’arcata se non fosse che ci sono ancora le nuvole che vanno ad offuscare il suo tratto superiore (foto dalla N° 766, alla 770, anche se in foto l’arcobaleno appare più sbiadito di quanto è invece in realtà).
Come si fa a commentare l’immenso scenario che si apre davanti ai nostri occhi e soprattutto quello che ti trasmette ed il modo in cui ti fa sentire??
È impossibile, ma di sicuro è una soddisfazione enorme essere qui ed a questo punto siamo addirittura stati fortunatissimi ad essere arrivati con la pioggia visto che poi ci ha regalato questa gioia!!!
È da pazzi andarsene da un posto così, ma piano piano l’arcobaleno si dissolve nell’aria così che anche noi ci decidiamo a rimetterci in macchina.
Prima di arrivare a destinazione, il motel dove trascorreremo la notte a Tuba City, dobbiamo ancora percorrere circa 150 km, quindi meglio mettersi in moto alla svelta.
Di solito chi visita la Monument Valley come paese di appoggio per la notte sceglie Kayenta per la vicinanza (una cinquantina di chilometri), ma qua i motel sono tutti costosissimi, per cui abbiamo optato per Tuba City. Anche qua i prezzi non sono certo bassi, ma almeno saremo già in direzione per la tappa di domani.
Appena fuori dalla Monument, sulla Hwy 163, incontriamo il cartello “Come Back Soon to Scenic Utah” e subito dopo “Arizona – The Grand Canyon State Welcomes You”. Oltre che fermarmi per fotografare i cartelli non posso fare a meno di accostare continuamente lungo la strada per scattare le ultime foto ai Mittens illuminati da questo purple sky dai riflessi straordinari! (foto N° 771, 772 e 773). Pazzesco, tutto ciò è davvero pazzesco!
Togliamo dall’autoradio gli 883 e li sostituiamo con Forever Young degli Alphaville (http://www.youtube.com/watch?v=n7CuJ8cR9sg) che di nuovo metteremo a ripetizione facendola scorrere per una buona mezz’oretta consecutiva, quasi a voler intrappolare tutte queste straordinarie sensazioni in una canzone. E ci riesce! 
Mentre la Statale 163 ci scorre davanti con il cielo che assume delle tonalità sempre più straordinarie ed accecanti (foto N° 774 e 775), non posso fare a meno di pensare che vorrei davvero che almeno per un po’ il tempo si potesse fermare, che questa giornata non finisse mai, e che questo vulcano straripante di sensazioni, che sarei io in questo momento, si mantenga sempre così vivo come sono ora, per sempre.

Let us die young or let us live forever
We don't have the power but we never say never
Sitting in a sandpit, life is a short trip
………………………………………
So many adventures couldn't happen today
So many songs we forgot to play
So many dreams swinging out of the blue
We let them come true

Forever young, I want to be forever young
Do you really wanna live forever, forever, forever?


“Scorre piano piano la Statale 163, passa posti che io mai e poi mai avrei pensato fossero così…
La mia auto scorre piano sulla 163, attraversa dei profumi che poi un metro dopo non li senti più,
io respiro e mando giù, prima di perderli che non si sa mai…
Basta un giorno così.”

Sembra che nulla possa fermarci o che possa arrestare la nostra corsa lungo questa infinita strada. Prima di arrivare a Tuba City sostiamo solamente un attimo a Kayenta per fare rifornimento ($ 25 – 2,669 $ al gallone) ed in un fast food, purtroppo Burger King, per prendere un hamburger come cena
Arriviamo al motel verso le 9.30 pm dopo aver percorso in giornata 388 miglia (621 km). Guardando gli orologi scopriamo che anche Tuba City fa parte della zona Navajo e ne assume l’orario.
Nonostante le faticacce di giornata non siamo per nulla stanchi ma anzi ancora pieni di adrenalina. Prima di andare a letto ci facciamo la doccia con comodo e ci prendiamo pure tutto il tempo di cui abbiamo bisogno per navigare in internet.
Si è fatta ormai l’1 am quando ci corichiamo a dormire. Il nostro lungo viaggio on the road sta ormai per giungere al capolinea, ma davvero non posso già lasciare spazio a sentimenti malinconici quando davanti ai miei occhi ho ancora il bagliore del cielo color porpora sulla Monument Valley.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 13 Gennaio 2010, 17:51:23
Luca, mi stai facendo tornare in mente quei luoghi incredibili. Grazie infinite.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 14 Gennaio 2010, 11:07:08
Luca, mi stai facendo tornare in mente quei luoghi incredibili. Grazie infinite.
:) :)
Ho provato a raccontare la mia esperienza come meglio potevo, ma la verità è che le sensazioni che ti trasmettono quei posti sono davvero impossibili da descrivere. Mi considero fortunato di averle potute provare.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Gennaio 2010, 09:14:51
29/07/2009 Mercoledì – Grand Canyon, arrivo a Las Vegas.

Sveglia alle 6.30 am secondo l’orario Navajo, le 5.30 am nel resto dell’Arizona.
Nel prezzo del motel è compresa anche la colazione così ne approfitto per fare il breakfast all’inglese che a me piace tanto. Uova all’occhio di bue e salsiccia, buonissima, anche se in dimensioni troppo ridotte rispetto alla mia fame da lupi.
Carichiamo le valige in macchina e ci rimettiamo in viaggio per quella che sarà la nostra ultima tappa on the road nonché l’ultimo giorno che io ed Enea trascorreremo insieme. In quest’ultima tappa del viaggio visiteremo il Grand Canyon, che da Tuba City è abbastanza vicino, per poi arrivare a Las Vegas dove trascorreremo la serata.
Si parte.
La strada subito dopo Tuba City è fantastica, con un asfalto splendente che va a contrastare con i tenui colori del deserto (foto N° 776, link http://www.flickr.com/photos/45205494@N08/); così bella che sembra quasi disegnata.
La mattinata, accompagnata da un buon sottofondo musicale, è veramente piacevole, mi sento profondamente rilassato, completamente a mio agio.
In una quarantina di minuti facciamo ufficialmente il nostro ingresso al Grand Canyon.
Parco Nazionale, ingresso compreso nel pass. Al casello mi chiedono curiosi cosa è successo alla nostra auto, alludendo alle fiancate ancora completamente imbrattate di polvere rossiccia.
“Eh, ieri siamo stati alla Monument Valley…” rispondo.
“I know…” conclude con un sorriso la ragazza mentre allunga il braccio per consegnarmi mappa e giornale del parco.
Il Grand Canyon (http://www.nps.gov/grca/index.htm - mappa http://www.nps.gov/PWR/customcf/apps/maps/showmap.cfm?alphacode=grca&parkname=Grand%20Canyon%20National%20Park) non ha certo bisogno di presentazioni, come tutti sapete è un’immensa gola creata dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale. È lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri.
Il lunghissimo Canyon separa il parco in North Rim e South Rim, percorsi che costeggiano la profonda voragine lungo i quali si trovano diversi punti panoramici in cui sostare e vari trail da seguire. Anche se in linea d’aria ci sarebbero soltanto 16 km tra il South Rim Village ed il North Rim Village, in realtà ci si impiega 5 ore in auto per percorrere il tragitto di circa 350 km. Naturalmente questo impone una scelta, solitamente si visita il parco percorrendo il South Rim in quanto ci sono molti più punti panoramici e sentieri da seguire. Così faremo anche noi.
Ho letto che gli scenari, la vegetazione ed il clima tra i due Rims possono essere molto diversi a causa della differenza di altitudine, di media sui 2.200 metri nel South e 2.500 metri nel North.
La lunga strada d’accesso che porta fino al Grand Canyon Village, chiamata Desert View Drive, è molto diversa da quel che mi aspettavo, un lungo rettilineo circondato da folta vegetazione (foto N° 777). Lungo questa strada si incontrano diversi punti panoramici, ognuno con comodo parcheggio.
È con grande entusiasmo che ci fermiamo nel primo che si incontra, Desert View Point.
Si sono fatte le 7.45 am ed in totale per arrivare qui da Tuba City abbiamo percorso 57 miglia (91 km).
Ci affacciamo all’immenso dirupo che si sviluppa sotto di noi (foto N° 778 e 779). La vista del Colorado River parecchie centinaia di metri sotto di noi è ciò che mi galvanizza maggiormente.
Di nuovo pesantemente condizionato dal film Into The Wild, il mio sogno sarebbe quello di fare rafting nell’impetuoso scorrere di questo fiume (http://www.youtube.com/watch?v=32GnAVUB2ic&feature=player_embedded# minuto 1.56), pur non avendo nessun tipo di esperienza in merito; si sa che sono un incosciente…
Sogno spezzato fin prima di partire comunque, non ne abbiamo assolutamente il tempo ed inoltre non so nemmeno quali tipi di permessi ci vogliano. Nel caso, invece, avrei sicuramente fatto un po’ di preparazione specifica.
Alle 7.45 am ci sono 22 °C, una temperatura ed un clima fantastico.
Prima di ripartire ne approfittiamo per fare rifornimento ($ 15,02 – 3,099 $ al gallone) visto che poi non troveremo altri distributori fino a quando non usciremo dal parco.
Ripartiamo fermandoci praticamente in tutti i punti panoramici successivi che incontriamo lungo la Desert View Drive, anche se la vista rimane praticamente sempre la stessa. La cosa interessante che noto è la presenza di tanti corvi che sembrano essere i veri padroni/guardiani del parco (foto N° 780).
Se devo essere sincero però il Grand Canyon non è che, almeno per ora, mi entusiasmi più di tanto. Si insomma, questa enorme voragine di sicuro ti fa rimanere sbalordito ma non mi sento “partecipe”, mi sento più un “osservatore”, non riesco a sentirmi “coinvolto”.
Innanzitutto con i colori del tramonto sarebbe tutto estremamente più bello ed inoltre qua non è come negli altri parchi dove ci sono escursioni, tour o cose di questo tipo alle quali prendere parte e che ti fanno sentire di averlo “vissuto”, qua è tutto molto più complicato.
Ovviamente anche qua ci sono diversi trail da intraprendere e se proprio non potevo fare rafting nel Colorado River, mi sarebbe piaciuto almeno poterlo raggiungere a piedi, potervi immergere le mani. Guardando però sul giornale del parco scopro (dato che la guida per i parchi rimane Enea e non mi aveva avvertito!) che i percorsi che portano al fiume sono tutti sui 10 km di lunghezza (più altri 10 per il ritorno!), con fortissime ascese ovviamente! Inoltre il giornale fa anche una sorta di terrorismo mentale, nel senso che è assolutamente sconsigliato intraprendere sentieri così lunghi in un’unica giornata (bisognerebbe restare a dormire nei rifugi, ndr), diffidano dal percorrerli nelle ore più calde della giornata (dalle 10 am alle 4 pm), avvisano che lungo questi non si trova acqua e nemmeno ombra, consigliano un abbigliamento adeguato con le protezioni del caso e comunque di non camminare ad un ritmo troppo elevato che ti impedisca di poter parlare per la fatica… “Tu sei l’unico responsabile di te stesso!” 
Qualcos’altro per scoraggiarti e non farti intraprendere i sentieri??! Cioè, si muore quasi sicuramente??!
Impavidi… nonostante queste premesse decidiamo che almeno un sentiero va seguito. Non riusciremo ad arrivare fino al fiume, purtroppo, ma vedere il Canyon solamente dall’alto mi sembra troppo uno spreco, un non visitarlo davvero. Visto però che non riusciremo ad arrivare fino al Colorado River allora almeno dobbiamo fare qualcosa che non ci prenda tutta la giornata in modo da poter arrivare a Las Vegas, che il navigatore indica a cinque ore di macchina da qui, in un orario decente.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Gennaio 2010, 09:18:09
Arriviamo al Gran Canyon Village e da li al visitor center, dove ci facciamo consigliare.
Di nuovo ci fanno tutte le raccomandazioni del caso, sempre molto gentilmente, e ci indicano il South Kaibab Trail fino ad arrivare a Cedar Ridge; 4,8 km il round trip, da compiere in 2-4 ore, senza la possibilità di trovare nè acqua nè ombra e con un’ascesa di 347 metri. Perfetto!
Prima di iniziare il trail ci rechiamo però al Yavapai Point, poco distante dal visitor center. Questo è forse uno dei migliori punti di osservazione in quanto da qui si può vedere tutto il canyon nella sua ampiezza (foto N° 781). Qua si trova inoltre un altro info point con tanti cartelli informativi ed ampie vetrate che permettono di godersi la vista (foto N° 782). C’è inoltre un plastico che riproduce il canyon sul quale sono riportati tutti i punti di osservazione (foto N° 783).
Ci fermiamo quindi nell’enorme market del Village per prendere un po’ di cose per il pranzo; pesche, banane e Twix.
Lasciamo l’auto nel vastissimo parcheggio del market, da qui in avanti la visita del parco è consentita solamente utilizzando gli appositi shuttle-navetta. Ci sono tre linee diverse che portano ai vari punti panoramici, ognuna ovviamente interconnessa con le altre. Noi prendiamo la linea verde fino a Yaki Point, dove inizia il South Kaibab Trail.
Il nostro equipaggiamento da hiking è come sempre molto professionale… Per me berretto degli Yankees acquistato a NY, maglietta UBC (University of British Columbia, ndr) proveniente da Vancouver, braghette corte Gap prese lo scorso anno a San Francisco e scarpe da calcetto (con un ottimo grip!) comprate al centro commerciale Grande Emilia a Modena… (più tracolla di Berlino con acqua e cibo); Enea invece… beh, lasciamo perdere…
Iniziamo a scende il sentiero che fin da subito effettivamente non appare molto incoraggiante, bello ripido, polveroso e completamente al Sole (foto N° 784). Ad ogni modo fin da subito finalmente mi sento molto più dentro al parco ora, molto più partecipe; stare ad osservare il canyon dall’alto sarà anche impressionante ma dopo poco non mi diceva più nulla. Ora invece è tutto molto più bello ed anche il panorama riesco ad apprezzarlo maggiormente man mano che scendiamo (foto N° 785, 786 e 787).
Scendendo poi quasi non si avvista nemmeno più quel leggero strato di foschia mattutina che avvolge il canyon ed inoltre vedere la gente sotto di noi che ci precede lungo il percorso mi mette allegria (foto N° 788, 789 e 790).
Dopo una buona camminata, nulla di così impegnativo comunque e nemmeno paragonabile con il trail che abbiamo percorso ad Arches, ecco che avvistiamo finalmente il nostro punto d’arrivo, Cedar Ridge, con la casetta-box con i bagni (foto N° 791).
Prima cosa che facciamo, visto che troviamo posto all’ombra sotto una pianta, è fermarci e pranzare. Consumare la nostra succosa frutta fresca dopo questa bella sudata è un autentico piacere, un qualcosa che ti fa sentire subito bene.
Ecco che subito si avvicina uno scoiattolo per nulla timido richiamato dall’odore del cibo che arriva a spingersi fin ai nostri piedi! (foto N° 792).
Ci ronza intorno goloso, ma il nostro pasto è composto esclusivamente da frutta, non so se possa essere di suo gradimento (?!)
Visto che non si becca niente allora lui che fa?!
Agguanta il sacchetto dove abbiamo messo i noccioli delle pesche per poi buttarle, quindi rosica tutto fino a scappare e rifugiarsi sotto un arbusto con una noce!!
Una scena che mi ricorda troppo questo film http://www.youtube.com/watch?v=dVJOf_EBLQg&feature=related quando il gatto entra dalla finestra…
Sto fijo de na… Spettacolare!!!!!!!!
Terminato il succoso pranzo andiamo quindi in esplorazione e subito avvistiamo anche una splendida Steller’s Jay! (foto N° 793).
Ok, lo ammetto, non sono certo un esperto od un appassionato di birdwhatching ed ho identificato questo uccello soltanto sul giornale del parco, ma queste rondini blu sono bellissime!
Da qua comunque, 347 metri più in basso rispetto il livello del look out point, il panorama è molto migliore e riesco ad apprezzare molto di più il Grand Canyon (foto N° 794, 795 e 796).
Certo però sarebbe straordinario poter compiere anche i successivi 500 metri di dislivello ed arrivare fino al punto più in basso; da li si che queste altissime pareti rocciose apparirebbero in tutta la loro imponenza!
Riprendiamo il cammino in direzione opposta per risalire (foto N° 797 e 798). Il sentiero è molto polveroso ed adesso il Sole picchia come si deve, tuttavia questa lunga salita è molto meno impegnativa del previsto; insomma il percorso intrapreso ad Arches rimane nettamente il più difficoltoso che abbiamo fatto.

“Hey UBC!!” mi sento dire ad un certo punto.
Incrociando due ragazze, una, alludendo alla mia maglietta della University of British Columbia, mi saluta calorosamente!
Ci fermiamo allora un po’ a chiacchierare e dicono di venire da Vancouver.
Che spettacolo! Noi eravamo là non so più ormai quanti giorni e quanti chilometri fa!
Spiego allora che non siamo di Vancouver ma che la mia è soltanto una maglietta turistica, l’itinerario che abbiamo fatto precedentemente per arrivare fin qui e quello che ci attende nei prossimi giorni. Loro fanno lo stesso e la chiacchierata è davvero molto piacevole!
Alla fine poi ognuno riprende la propria strada con noi che saliamo e loro che scendono.
Arrivati in cima controllo l’orologio, in totale abbiamo impiegato 40 minuti sia per scendere che per salire, molto meno di quanto prevedeva il giornale. Evidentemente sono proprio tempi per Americani quelli indicati…


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Gennaio 2010, 09:23:29
Vorremmo a questo punto prendere l’autobus ed andare a vedere qualche altro punto panoramico, ma le file per salire sono decisamente troppo lunghe, dovremmo aspettare almeno il secondo o terzo giro per poter salire, così, visto che alla fine tra un punto panoramico e l’altro non è che cambi poi molto, saliamo su un autobus che ci riporti alla macchina.
Alle 2.25 pm ripartiamo da Market Plaza nel Village diretti verso Las Vegas.
Il Grand Canyon mi lascia emozioni un po’ in contrasto tra di loro, non vorrei dire che sono deluso perché sarebbe davvero troppo, ma di certo non me lo sono goduto come avrei voluto. Innanzitutto non poter arrivare fino al Colordado River è stato davvero un grande dispiacere, ed anche se abbiamo percorso un sentiero non mi sento di averlo vissuto veramente questo parco.
Mi sono sentito molto più partecipe allo Zion (con l’attraversamento del fiume!), al Bryce (con il Navajo Loop che lo percorre tutto intorno), ad Arches (con il lungo sentiero fino all’arco simbolo dello Utah) ed alla Monument Valley, che è imparagonabile con qualsiasi altra cosa.
E comunque, per chi visita il Grand Canyon in giornata come abbiamo fatto noi, allora è meglio percorrerlo in direzione inversa, cioè partendo da Las Vegas per poi arrivare a Tuba City, in modo da poterlo ammirare con i colori del tramonto quando sicuramente farà tutto un altro effetto. Percorrendolo come abbiamo fatto noi Sin City è troppo tentatrice, bisogna assolutamente arrivarvi in un orario decente e questo, data la lontananza, comporta di uscire dal parco già nel primo pomeriggio. A Tuba City invece vi si può arrivare anche nel cuore della notte che tanto non si perde nulla. Il mio consiglio comunque è decisamente quello di restarvi a dormire una notte in modo da poter arrivare fino al fiume, chiaramente dipende da quanto tempo si ha a disposizione.
Del tanto rinomato Skywalk (http://www.grandcanyonskywalk.com/), di cui penso tutti abbiate sentito nominare, a dir la verità non mi frega assolutamente nulla, lo trovo una cosa terribile, con un impatto ambientale devastante! Se consideriamo inoltre che si trova in una riserva degli indiani Hualapai la trovo una cosa ancor più scandalosa! Come hanno potuto dei nativi costruire una cosa del genere??! Un terribile sfruttamento del loro territorio, anche a costo di devastarlo, solo per fare cassa!!
Opinione mia ovviamente. Comunque se vi può interessare lo Skywalk si trova nel Grand Canyon West (http://www.nps.gov/grca/planyourvisit/skywalk.htm), in direzione Las Vegas quindi, a circa 400 km dal South Rim (5 ore di guida). Inoltre per poterlo raggiungere bisogna percorrere 10 miglia di strada sterrata (http://www.youtube.com/watch?v=BvzlZuWrJNw) e pagare un apposito biglietto (http://www.grandcanyonskywalk.com/faqs.html)  

Come siamo fuori dal parco il paesaggio intorno a noi ritorna quello ammirato ormai per centinaia e centinaia di chilometri, desertico e stepposo, con questa infinita striscia d’asfalto sulla quale l’auto sembra scorrere senza bisogno di essere controllata (foto N° 799).
Per arrivare a Las Vegas l’unica strada possibile è l’I 40 e bisogna fare un giro piuttosto lungo per arrivare a prenderla. Sono le ultime centinaia di chilometri che percorriamo on the road in questo strepitoso ed indimenticabile viaggio. È così strano, sembrava quasi che saremmo restati a girovagare su e giù per il paese all’infinito, o almeno fino a quando si trova una strada da percorrere. Mi sembra davvero il momento perfetto per inserire dal nostro cd di viaggio la traccia che da il nome all’album, Going Up the Contry dei Canned Heat, filmando il paesaggio che ci scorre a fianco con il sottofondo di questa canzone. http://www.youtube.com/watch?v=Hf0Dm-OaTNk

I'm going up the country, babe don't you wanna go
I'm going to some place where I've never been before
I'm going, I'm going where the water tastes like wine
We can jump in the water, stay drunk all the time
I'm gonna leave this city, got to get away
All this fussing and fighting, man, you know I sure can't stay
Now baby, pack your leaving trunk, you know we've got to leave today
Just exactly where we're going I cannot say, but We might even leave
the USA 'Cause there's a brand new game that I want to play
No use of you running, or screaming and crying
'Cause you've got a home as long as I've got mine


Porca vacca mi vengono i brividi. Mi faccio travolgere da un mix di sensazioni da un lato straordinarie se ripenso a tutto quello che abbiamo vissuto (e devo addirittura fare uno sforzo di memoria per risalire mentalmente indietro con i giorni!), ma dall’altro infinitamente malinconiche perché tutto questo sta velocemente giungendo alla sua naturale conclusione.

Quando il navigatore indica che manca ormai un’ora e mezza a Las Vegas decidiamo di rimettere i tre cd che compongono Going Up The Contry dall’inizio, ascoltando soltanto i punti più significativi. Un piccolo e potente concentrato in modo da rivivere e ritornare con la mente a tutto ciò che abbiamo vissuto in questi 19 giorni di viaggio.
Ed il risultato è incredibilmente straordinario!
Si parte da Vancouver con Brian Adams per poi arrivare immediatamente a Seattle con i Nirvana ed i Pearl Jam, quindi si entra in Oregon ed a Portland con le meravigliose melodie dei Decemberist, in California con i Kings of Leon ed i The Thrills, a Los Angeles con i The Doors, per poi iniziare il vero viaggio on the road con Nick Cave e Simon & Garfunkel, fino ad arrivare in Arizona, di nuovo con i Kings of Leon, ed alla Monument Valley con Nord Sud Ovest Est e Forever Young.
Intensissimo, eccitante, sognante, appagante. Niente di meglio.
An aesthetic voyager whose home is the road.





Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Gennaio 2010, 09:25:58
Quasi senza accorgercene, talmente siamo immersi nei nostri pensieri, arriviamo all’Hooverd Dam, enorme diga sul Lake Mead che segna il confine tra l’Arizona ed il Nevada (foto N° 800, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/ - http://en.wikipedia.org/wiki/Hoover_Dam - http://www.hooverdambypass.org/).
Purtroppo, nello stato confusionale in cui mi trovo, prima di parcheggiare l’auto dimentico di spegnere l’aria condizionata e passiamo così direttamente ai 40 °C del deserto; terribili.
C’è persino la possibilità di vistare questa diga al suo interno; non so bene cosa si possa vedere ma presumo che durante il tour si arrivi ai generatori idroelettrici.
Questa diga sarà anche un capolavoro dal punto di vista della progettazione, ma resta il fatto però che anche questa secondo me ha un impatto ambientale terrificante. Se consideriamo però tutti i GW di energia pulita che vengono prodotti qui, allora ben vengano queste cose! Soprattutto considerando le enormi quantità di energia di cui ha bisogno la ormai vicinissima Las Vegas.
Adesso inoltre stanno anche costruendo un altro ponte, l’Hoover Dam Bypass (foto N° 801), i cui lavori si prevede vengano terminati per il settembre 2010.
Ripartiamo immediatamente lasciando definitivamente alle spalle l’Arizona ed entrando in Nevada.
Mentre il cd ancora scorre nell’autoradio, Las Vegas, il capolinea del nostro viaggio, si fa sempre più vicina. Sentimenti sempre più in contrasti si impadroniscono di me; da una parte vorrei non raggiungerla mai per prolungare il più possibile la nostra avventura, da un’altra invece sono ovviamente eccitato di arrivarci e comunque ben più che soddisfatto di tutte queste cose che abbiamo fatto.
Arrivano i The Killers, originari proprio di Las Vegas, con la loro All These Things That I’ve Done
(http://www.youtube.com/watch?v=sZTpLvsYYHw)
Mamma mia, e di cose ne abbiamo fatte davvero tante; straordinaria.

Con Las Vegas ormai alle porte (foto N° 802), arriva anche la canzone che in pratica va a chiudere il nostro album, Exitlude, con i The Killers che ci danno il loro saluto finale http://www.youtube.com/watch?v=We_U7zkjmvk

We hope you enjoyed your stay
It’s good to have you with us, even if it’s just for the day
We hope you enjoyed your stay
Outside the sun is shining, seems like heaven ain’t far away


È finita, è veramente finita.
Mi prende davvero male, una botta di nostalgia estrema servita concentrata in un’unica razione ed il risultato è davvero pesante. Mi prende un magone incredibile e non nascondo che se non avessi questa vecchia e dura pellaccia stavolta ci potrebbe quasi scappare la lacrimuccia.
Questa canzone e questa tappa segnano un era, il futuro che ci attende è sia per me che per Enea molto incerto; non mi sto a dilungare su tutti i motivi ma sarà davvero improbabile che riusciremo di nuovo a fare un viaggio del genere insieme, o perlomeno un viaggio così lungo.
È quasi come alla fine di un sogno, quando devi affrontare la realtà.
E questa tappa che va a chiudersi, nonostante io abbia ancora un’intera giornata da trascorrere a Las Vegas ed un intero week end a New York davanti a me, effettivamente è la fine di un sogno.
Capirete, e quindi mi scuserete, se per una volta il vostro vecchio anche lui si fa prendere da una botta di sentimentalismo.   
 
In periferia della città mi fermo per fare rifornimento ($ 7 – 2,659 $ al gallone), inserendo giusto il minimo di benzina indispensabile per riconsegnare l’auto con il serbatoio al livello di quando l’abbiamo noleggiata. Ne approfittiamo anche per prendere un panino come cena.
Va bene la malinconia e tutto il resto, ma hey, abbiamo ancora una serata da trascorre insieme, per giunta a Las Vegas, e siamo ben decisi ad onorarla come si deve!
Per risollevarci e per acclimatarci con lo sfavillante mondo di Las Vegas, inseriamo quindi lo strepitoso remix di Mr. Brightside dei The Killers, diventati a questo punto praticamente dei nostri compagni di viaggio http://www.youtube.com/watch?v=3c2dX9WAuyw&feature=related


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 19 Gennaio 2010, 09:26:39
Per la seconda parte del nostro soggiorno a Las Vegas avevo scelto di alloggiare al Palms. Nemmeno questo è sullo Strip ma, come già vi avevo detto, di questo non mi importa nulla. Il Palms è il resort più hip in assoluto, quello nel quale alloggiano i personaggi celebri quando vengono in città, anche se questo avviene prevalentemente nel week end. Al suo interno si trova inoltre una delle arene per concerti più importanti ed alcuni dei locali più rinomati come il Playboy Club, il Ghost Bar (con la sua strepitosa terrazza panoramica al 55° piano!), il Moon (con altra strepitosa terrazza panoramica) ed il Rain (dove il resident DJ al sabato è Paul Oakenfold! Purtroppo però questo club è aperto soltanto il venerdì ed il sabato).
Arriviamo al Palms alle 7 pm dopo aver percorso 274 miglia (438 km) dal Grand Canyon Market Plaza ed un totale di 362 miglia (579 km) in giornata.
Stavolta trovare il parcheggio gratuito è un gioco da ragazzi, già eravamo venuti qui lo scorso anno per fare un giro e comunque per questo albergo è facilissimo da trovare.
La zona riservata al Casinò è piuttosto anonima, ma questo lo avevamo già visto ed inoltre, come ormai saprete, a noi non interessa per niente dato che non ci staremo nemmeno mai.
Check-in in pochi minuti, quindi saliamo in camera.
Vedendo le foto delle stanze (quelle più economiche ovviamente, ndr) in fase di prenotazione queste non mi sembravano proprio il massimo, ma del resto anche quella dell’Hard Rock non mi sembrava bellissima ed invece poi eravamo rimasti stupiti, questa invece si rivela proprio come l’avevo vista, cioè insignificante (foto N° 803). Anche il letto è un queen size anziché il solito king. Intendiamoci, perfetta e comunque sempre molto meglio dello standard al quale siamo abituati, ma di sicuro la meno bella di quelle in cui abbiamo soggiornato a LV.
In compenso però c’è un bagno enorme e soprattutto, scostando la tenda che nasconde l’ampia vetrata, abbiamo la sorpresa di poter godere di una strepitosa vista sulla parte sud dello Strip, con la piramide nera del Luxor ed i palazzi dorati del Manalay Bay! (foto N° 804).
Rimango non so quanto tempo incantato ad ammirare il panorama, scattando foto su foto. Non vedo l’ora che faccia buio per poter ammirare tutte le luci!
Non c’è tempo però per fermarsi, l’ultima serata che trascorreremo insieme sta già per iniziare!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 19 Gennaio 2010, 12:46:49
ma che spettacoloooo....ma dai poi pure il finale quasi sentimentaleee :)
cmq non sai che darei pure io per fare un po di rafting alla into the wild :D
ah ma pure la sveglia navajo era obbligatoria??? :P


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 22 Gennaio 2010, 09:07:51
Dopo una doccia tonificante iniziamo a prepararci per la serata.
Sono ormai definitivamente finiti i tempi in cui si usciva con la cravatta a Las Vegas, ci chiederebbero continuamente come mai la indossiamo. Mi metto comunque la giacca con una maglietta sotto.
Mentre mi preparo però mi accorgo di avere gli occhi praticamente sbarrati!
Sarà la fatica che ormai si è accumulata in tutti questi giorni, il dormire poco e sempre di fretta, od ancora tutti quei chilometri alla guida, fatto sta che quando sbatto le palpebre gli occhi mi fanno quasi male! In effetti sono anche davvero molto arrossati, con i capillari ben visibili.
Metto una goccia di Collirio.
Generalmente questo in pochi minuti ha sempre fatto l’effetto desiderato, ma stavolta non succede nulla. Metto allora una seconda goccia, ma di nuovo nulla.
Lascio perdere allora, riproverò domani, nel frattempo mi tengo gli occhi sbarrati.
Prima di uscire non posso fare a meno di rimanere a lungo affacciato all’ampia vetrata, restando incantato davanti alla strepitosa visione dello Strip ora illuminato (foto N° 805 e 806, http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/).
Rimarrei per ore a contemplare questa vista, faccio davvero fatica a scostarmi.
Avevo letto che il fascio luminoso che esce dalla punta della piramide nera del Luxor è talmente potente da essere visibile fin nello spazio; lo scorso anno non ci avevo creduto, ma ammirandola da qui in effetti forse devo ricredermi.
Il programma di stasera prevedere di andare allo Studio 54 (http://www.mgmgrand.com/nightlife/studio-54.aspx), all’interno del MGM Grand.
Poter trascorre una serata allo Studio 54, l’originale Newyorkese ovviamente, per me è sempre stato un sogno; in mancanza d’altro voglio almeno provare la sua ricostruzione di Las Vegas.
Prima di tutto però, siccome è ancora abbastanza presto, ci dedichiamo all’esplorazione del Palms. Questo resort è formato dal tre torri: quella nella quale alloggiamo noi, dove si trova anche il Ghost Bar, la Fantasy Tower dove si trovano il Moon, il Rain ed il Playboy Club, ed infine il Palms Place, la torre più lussuosa. Ogni torre naturalmente è interconnessa con passaggi interni.
Seguiamo un lunghissimo corridoio con tappeto mobile fino ad arrivare al Palms Place.
Qua non è che ci sia molto da visitare, in questa torre in pratica ci sono soltanto alloggi, ma già entrando in reception si intuisce che è nettamente di un altro livello rispetto alla nostra! (foto N° 807, anche se purtroppo non rende assolutamente!)
Porca vacca perché devo essere pezzente anche una volta che vado nell’albergo più cool??!
Girovagando troviamo un ristorante con atmosfera fantastica e piscina favolosa! (foto N° 808, anche se nemmeno questa rende giustizia). Nettamente di un’altra categoria il Palms Place.
È tempo di andare, quindi saliamo in macchina.
L’MGM si trova nella zona a sud dello Strip, che quindi andiamo a percorrere con il fantastico remix di Mr. Brightside a tutto volume. Passare attraverso questo folle mondo fatto di strabilianti luci e colori, con la Torre Eiffel del Paris, il lago di Como del Bellagio, il Brooklyn Bridge, la Statua della Libertà ed i vari grattacieli del New York New York, il castello delle fiabe dell’Excalibur, la piramide del Luxor, etc. si rivela come sempre pazzesco, estremamente entusiasmante!
Peccato solo che come sempre lo Strip, nonostante quattro corsie per senso di marcia, sia talmente intasato di traffico che in pratica siamo sempre fermi.
Purtroppo per arrivare all’MGM, causa i soliti lavori stradali, dobbiamo fare un giro pazzesco. Per fortuna riusciamo ad arrivarvi senza commettere errori, altrimenti avremmo dovuto rifare tutto il giro. Anche individuare il parcheggio gratuito si rivela abbastanza semplice.
L’MGM in se come albergo però non mi piace molto, appare troppo convenzionale per essere a Las Vegas; troppo da convention.
Sono da poco passate le 11 pm quando arriviamo allo Studio 54 inserendoci nella coda. Non che questa sia troppo affollata e sinceramente appare pure piuttosto triste, ma in fin dei conti è ancora prestissimo. Avevo fatto la lista attraverso il sito dell’albergo, ma quando arriva il nostro turno il selezionatore, di chiari origini italiane, o almeno così pare dal suo aspetto, dice che il mio nome non è presente.
Lascia che a controllare sia direttamente io, passandomi la carpetta con i nomi, così scopro che un qualche furbacchione ha americanizzato il mio cognome scrivendolo con la “y” finale anziché con la “i”.
Non mi sembra un tipo molto rigido e probabilmente basterebbe insistere giusto un pochino per fargli capire che in realtà il nome segnato è proprio il mio, fatto sta che però non ne ho voglia, così ritorniamo in coda.
Passano giusto un paio di minuti prima che ci richiami facendoci saltare tutta la fila.
Dice che possiamo entrare però purtroppo dobbiamo pagare i $ 20 di biglietto per l’ingresso.
Accettiamo.
Mentre ci dirigiamo verso la cassa mi allunga il suo biglietto da visita… “Se un giorno verrò in Italia ricordati di quella sera che ti ho fatto entrare…”
“Of Course!” ribatto io amichevolmente.
Guardo il biglietto, Frankie Santalucia. Lo sapevo, l’italiano si vede lontano un miglio.
Il fascio luminoso puntato in terra all’ingresso per riprodurre la scritta “Studio 54” mi infonde una ventata di euforia, mentre muovo i primi passi entrando.
Ben presto però questa si dissolve nel nulla.
Tanto per cominciare il locale è assolutamente vuoto, ma questo già lo immaginavo. Soprattutto però appare come un capannone pieno di strutture ed impalcature varie, con una piccola pista centrale (foto N° 809). L’unica cosa che ti infonde davvero entusiasmo è l’enorme scritta luminosa “Studio 54” che sovrasta il DJ; fantastica! (foto N° 810).
Stiamo un po’ in giro nell’attesa che il locale si animi, ma la fiducia in questo posto si è ormai ridotta al lumicino.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 22 Gennaio 2010, 09:10:37
Dopo la mezzanotte, che sembrava non arrivare mai più, un po’ di gente arriva, e si azzarda pure ad andare in pista. Saremo in tutto comunque una settantina di persone o giù di li (foto N° 811).
La maggior parte dei presenti poi appaiono come i tipici campagnoli americani, abituati a vivere in zone completamente fuori dal Mondo…
La cosa che mi mette più tristezza però sono le cubiste. Ci sono quattro ragazze, ovviamente in abitini provocatori, che si alternano sui due cubi, soltanto che nessuna di loro ha le cosce più piccole delle mie!!!
Ma porca vacca, ma se metti le cubiste almeno metti delle ragazze che siano veramente belle, no??!
Nonostante tutto decidiamo di aspettare ancora un pochino prima di andarcene.
Alle 12.30 am constatiamo che stiamo totalmente sprecando la serata, quindi filiamo velocemente via di qui.
Caro Frankie Santalucia, se un giorno verrai in Italia mi ricorderò di te sì!!
Proprio deluso dalla Studio 54, o almeno per com’è questa sera.
La serata migliore del mercoledì sarebbe quella del Lax, club all’interno del Luxor, soltanto che già vi eravamo andati lo scorso anno ed abbiamo voglia di vedere posti nuovi. Decidiamo alla fine di tornare al Palms e di andare nei locali che si trovano all’interno di esso. Questi io li avrei già in programma per domani sera, ma almeno così se li può godere anche Enea.
Percorrere lo Strip a ritroso con Mr. Brightside che esce dalle casse è sempre un’esperienza. Lo Strip è in pratica una enorme Times Square, soltanto molto più grande e folle; davvero pazzesco!
Svoltiamo su W Flamingo Rd arrivando alle tre torri del Palms (foto N° 812. Palms sulla destra, Fantasy Tower a sinistra e Palms Place sullo fondo).
Parcheggiamo l’auto e ci dirigiamo verso il Ghost, dove grazie al nostro badge della stanza accediamo gratuitamente.
C’è un apposito ascensore dedicato per salire fino al 55° piano dove si trova questo locale.
Quando le porte dell’ascensore si riaprono il mio entusiasmo è ormai alle stelle. In questo locale infatti si trova la strepitosa terrazza che appare nel film 21, dopo una favolosa panoramica dall’alto del Palms (http://www.youtube.com/watch?v=x2GlMW7TFlc&feature=PlayList&p=200DC2F9185F3326&index=5 min. 5.50)
Di uno straordinario pazzesco!!!!!!!!!!!!! Talmente pazzesco che solamente a Las Vegas potrebbe essere così!!!!!!!!!
Attraversiamo il lounge senza quasi fare nemmeno caso al fatto che stasera sia praticamente deserto, l’unica cosa di cui ci importa è la terrazza, ed una volta che l’abbiamo raggiunta la sensazione che provo è bellissima.
Affacciarsi alla vetrata ed ammirare questo pazzo mondo che si apre sotto di noi è una cosa che davvero non ha prezzo; nessun’altra città al mondo è così sbalorditiva! (foto dalla N° 813 alla 818).
Pensare che solamente poche ore fa eravamo al Grand Canyon mi sembra ora quasi impossibile. Dalle incredibili bellezze della natura, alle incredibili bellezze costruite dall’uomo!
Finora non me ne ero ancora mai reso conto, ma Las Vegas appare davvero enorme! (foto N° 819). Solo ammirandola dall’alto è possibile rendersene conto comunque.
Praticamente senza controllo scatto una miriade di foto, senza averne mai abbastanza.
Ve lo dicevo io che Las Vegas mi dava alla testa… Ma del resto come non rimanere affascinati da tutto questo?!
Immortalo così in decine di foto il luccicante Rio (il palazzo luminoso rosso e viola, N° 814), la Stratosphere Tower (N° 815), la brillante piramide nera del Luxor, il dorato Mandalay Bay ed i luccicanti palazzi nuovi del Center Strip.
Incredibile davvero.
Quando ho sedato almeno un pochino la mia necessità di foto posso finalmente godermi la terrazza.
Peccato davvero che ci sia così poca gente e che l’atmosfera non sia così carica come nel film (foto N° 820 e 821); nei giorni di week end dev’essere bellissimo.
Il caldo comunque è sconcertante, pensavo che al 55° piano si sarebbe stati un pochino meglio, che sarebbe circolata almeno un po’ di aria, invece niente di tutto ciò.
Torniamo brevemente dentro. In effetti il Ghost è un lounge molto carino, d’atmosfera, naturalmente con ampie vetrate per godere del panorama. Praticamente semideserto, ma ci sono comunque alcune ragazze carine (foto N° 822).
Torniamo sulla terrazza. Stavolta il tema centrale delle mie foto diventa la Fantasy Tower (foto N° 823), nella quale si riconoscono il Playboy Club (penultimo piano, con luce rossa che filtra tra le vetrate) ed il Moon (sopra il Playboy Club, con terrazza panoramica). Bellissima.
Scendiamo e cambiamo torre, andando proprio nella Fantasy Tower.
Il solo entrare nel Playboy Club, ovviamente gratuitamente grazie ai nostri badge, è già di per sé spettacolare.
Rimango piuttosto deluso però. Al di là di questa atmosfera vagamente peccaminosa, con luci basse e rosse, e con le ragazze-croupier vestite da conigliette, di trasgressivo c’è ben poco. Ci sono si delle immagini della prima pagina ed altri richiami al famoso magazine, ma per il resto non è altro che un lounge con tavoli da gioco (foto N° 824 e 825).
Non rimaniamo molto quindi, e comunque per la maggior parte del tempo me ne sto affacciato alle vetrate ammirando la strabiliante insegna del Palms (foto N° 826).
Verso l’1.30 am torniamo in camera. A quest’ora ci sono ancora 38 °C, incredibile!

Avrei certamente desiderato che la nostra ultima serata fosse più movimentata, ma sono talmente appagato per tutto quello che abbiamo fatto in questo viaggio e talmente gratificato dalle meravigliose vedute panoramiche di Las Vegas che davvero non riesco ad avere rimpianti nemmeno sforzandomi.
Mentre Enea chiude le valige io finisco di scaricare le foto e le copio sulla chiavetta usb; da domani sarò senza computer.
Ci stendiamo a dormire che sono ormai le 2 am. Non tiro nemmeno la tenda a coprire la vetrata, sono talmente ammaliato e rapito da tutte queste luci e da questo strepitoso panorama che voglio godermelo il più a lungo possibile.
Il senso di nostalgia che provavo oggi mentre arrivavamo in città è ormai completamente svanito, ora provo soltanto un profondo ed avvolgente senso di appagamento.
Ed addormentarsi con questa vista è bellissimo.     



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Gennaio 2010, 09:09:45
30/07/2009 Giovedì – Las Vegas.

Sveglia alle 6 am.
Fa un po’ impressione alzarsi così presto a Las Vegas, ma Enea ha l’aereo stamattina presto e quindi la sveglia è anticipata.
Mentre Enea si prepara e sistema le sue ultime cose io rimango in silenzio affacciato alla vetrata, affascinato dai colori dell’alba sullo Strip (foto N° 827, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/).
Anche la piscina del Palms, giusto sotto la nostra camera, appare molto invitante (foto N° 828); devo decisamente andare a fare un tuffo nel tardo pomeriggio.
Ho ancora gli occhi rossissimi ma pazienza, vedremo stasera.
Scendiamo nel parcheggio caricando le valige in macchina. Già alle 6.30 am ci sono 30 °C, pazzesco.
Per arrivare all’aeroporto il navigatore ci fa evitare lo Strip ed in cinque minuti di macchina arriviamo a destinazione. Accosto davanti alla zona delle partenze quindi scendo aiutando il socio a scaricare le valige.
È sempre così strano salutarsi in questo modo in America, con ognuno che prende la sua strada. Lo scorso anno, a San Diego, ero stato io ad andarmene nel cuore della notte, stavolta tocca a lui partire per primo. Le destinazioni rimangono le stesse però, io domani me ne andrò a New York mentre lui è in partenza per l’Oklahoma, dove parteciperà a dei progetti di ricerca in una università. Lo scorso anno il suo soggiorno era durato ben due mesi, quest’anno si limiterà a tre settimane che passeranno velocissime sia per lui che per me.
Il momento dei saluti è sempre un po’ imbarazzante, ne io ne lui siamo bravi in queste cose, anzi non sappiamo mai bene come comportarci. Un sorriso, una fraterna stretta di mano, ed ognuno comincia la sua nuova avventura.
In questo preciso istante si chiude veramente un’epoca. Inizia però anche la seconda parte del mio viaggio.

Risalgo in macchina e parto.
Stavolta per tornare indietro faccio lo Strip, tanto a quest’ora non c’è nessuno e si viaggia bene. Stare sulla nostra macchina da solo dopo tutti quei chilometri percorsi insieme è davvero stranissimo. Non accendo nemmeno la radio; la città a quest’ora è deserta e c’è una quiete quasi irreale ma meravigliosa. Proprio quello che non ti aspetti da Las Vegas.
Sono sereno, sono veramente sereno ed appagato mentre i resort dello Strip mi scorrono a fianco.
Rientro in albergo (foto N° 829) con l’intenzione di stirare la giacca del vestito, ormai preoccupatamene stropicciata a causa dei troppi spostamenti. Come la prendo in mano però mi rendo subito conto che va bene saper stirare, ma come cavolo si fa la piega alla manica di una giacca!??!!?
Lascio quindi il ferro da stiro del Palms al suo posto senza nemmeno toccarlo e decido di lasciare perdere prima di fare danni peggiori.
Mi metto allora a letto mentre sfoglio un po’ i giornali raccolti a Las Vegas. Inutile uscire presto in questa città, che ci vado a fare lungo lo Strip deserto??! Resto quindi un po’ sdraiato, solamente ad ammirare la fantastica vista dalla finestra. Scatto un’altra bella decina di foto, non ne ho mai abbastanza (foto N° 830).
Esco che sono le 9,30 am prendendo la macchina, direzione North Strip - Downtown Las Vegas. Poco dopo essere passato sotto la Stratosphere Tower (foto N° 831) trovo il cartello “Welcome to Fabulous Downtown Las Vegas”; fico! (foto N° 832).
Arrivo quindi alla Little White Chapel, probabilmente la cappella più famosa di LV nonché quella dove si sono sposati Ross e Rachel in Friends! (foto N° 833 http://www.youtube.com/watch?v=Iu2N-XWfjpg&feature=related) Spettacolo!
Naturalmente ore è deserta così ne approfitto per scattare una foto anche all’interno attraverso i vetri (purtroppo non viene granché). Sull’ingresso laterale, dove si arriva con la macchina, c’è anche un’auto-tributo ad Elvis (foto N° 834); veramente da Las Vegas!
Mi rimetto sullo Strip verso nord fino ad arrivare alla zona in cui si trova la Fremont St. Experience. Lascio la macchina in un parcheggio pubblico free anche se mi sembra inverosimile trovare qualcosa di gratuito in questa città ed ho una gran paura che al ritorno non la troverò più.
Questa zona è completamente diversa rispetto allo Strip, non che sia proprio degradata ma sicuramente appare più vecchia e trascurata; lo sfarzo dei principali resort appare lontano centinaia di chilometri.
La Fremont St. Experience è una volta d’acciaio ad arco lunga 420 m che crea una galleria pedonale di cinque isolati tra Main St. e Las Vegas Blvd. È vero che l’arcata bisognerebbe vederla di sera con lo spettacolo delle luci (http://www.youtube.com/watch?v=gY0gl3nKA5s - http://www.vegasexperience.com/), però per me non è nemmeno lontanamente comparabile con tutto quello che sorge lungo lo Strip! (foto N° 835)
Sotto la galleria si trovano decine di negozietti di souvenir a prezzi ridicoli (tipo 4 magliette $10, ma la qualità è pessima) e diversi alberghi anche di ottimo livello.
Qua si trova anche una delle icone cittadine, il cowboy Vegas Vic (foto N° 836), al quale ora hanno trovato una compagna, la Vegas Vickie (foto N° 837); fighi!
Entro al Golden Nugget (http://www.goldennugget.com/), lussuoso albergo con bellissima piscina dove c’è una vasca nella quale nuotano anche degli squali! (foto N° 838). Nella hall di questo resort ci doveva essere una pepita d’oro, “Hand of Faith”, la più grande mai trovata (28 kg!), ma io non riesco a trovarla. Giro un po’ ma niente. Esco allora e vado al Binion’s (http://www.binions.com/), il posto dove vanno a giocare i veri cowboy del Nevada e si fanno puntate molto alte a poker. Il casinò qua mi sembra molto meno bello e piuttosto retrò, ma trovo una sala un po’ isolata dove un cartello recita “The place that made poker famous”. Eccoli lì i famosi cowboy del Nevada!
Non c’è molta gente però sembrano tutti giocatori seri, piuttosto avanti con l’età (foto N° 839) e niente a che vedere con il turista che normalmente va a farsi spennare nei casinò dello Strip.
Mi ringalluzzisco un po’ ammirando le ragazze-croupier in reggiseno, quindi trovo un tavolo dove ci sono una bella quantità di mazzette da 100 $ disposte a piramide e che formano la bella cifra di 1 milione di Dollari. Molta gente a fare fotografare qui, naturalmente a pagamento; bah…
Io scatto la mia bella foto sfocata e sono contento (foto N° 840).
Certo che non occupano molto posto, eh?


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Gennaio 2010, 09:11:26
Esco e torno alla macchina, che sorprendentemente c’è ancora.
Visitare la zona nord di Las Vegas comunque non ha proprio senso, è davvero desolata ed in giro, a parte sotto la lunga arcata, non c’è nessuno (se non brutte facce). Ha senso solo se si viene per giocare in modo serio. La Fremont St. Experience è stata creata per cerca di contrastare un po’ lo strapotere dei resort dello Strip ma non c’è proprio paragone, nemmeno lontanamente! Venire qui è come cercare di evitare le zone turistiche in una città creata appositamente per i turisti; che senso ha??!
Allora chi è che viene a Las Vegas ed alloggia qui? Alla fine anche questi sono turisti!
Rimango perplesso.
Mi rimetto in viaggio verso sud con l’intenzione di visitare i casinò. Parcheggio al Caesars Palace, visto che ci eravamo già stati l’anno scorso, anche se il parcheggio qui è davvero enorme e so già che per ritrovare la macchina dovrò forse mettermi a pregare. Scatto un po’ di foto alla zona per cercare almeno di aiutarmi, mappa del casinò inclusa visto che indica il punto dal quale sono entrato. Entro al Casears con l’intenzione di andare a vedere lo spettacolo gratuito delle fontane di Atlantis visto che lo scorso anno non eravamo riusciti a trovarle.
Guardo la mappa del casinò e le trovo immediatamente; com’è che l’anno scorso non c’eravamo riusciti??!
Il Caesars comunque è davvero fantastico, con questo cielo azzurro così reale e con una fontana di Trevi nuova di zecca! (foto N° 841). Inoltre ci sono tutti i negozi più lussuosi e persino un cavallo di Troia da Fao Schwartz! (foto N° 842) Vi entro subito naturalmente e stare all’interno del cavallo è davvero spettacolare, quasi come entrare nella storia!
Arrivo alla fontana, molto bella davvero, trovando le statue di Nettuno ed un grande acquario con i relitti di Atlantide.
Lo spettacolo si tiene ogni ora a partire dalle 11 am. Ottimo, sono proprio le 12 am e lo show, che dura una decina di minuti, inizia subito. Attraverso un sistema automatizzato le statue scompaiono venendo sostituite da tre umanoidi (davvero molto reali!) che rappresentano il Re morente di Atlantide, sua figlia ed il figlio. Le luci tutt’intorno si abbassano ed inizia la storia. Praticamente il Re non sa a chi lasciare il trono così i due fratelli se lo litigano. Il Re per questo si altera un pochino… e scatena fuoco e fiamme (foto N° 843), ed è per questo che Atlantide viene poi distrutta e quindi sommersa dalle acque.
È uno spettacolo esageratissimo ma che rappresenta in pieno lo stile di Las Vegas, ed inoltre è fatto talmente tanto bene che in ogni caso non può non piacere! Per queste cose sono davvero dei mostri!
È ora di pranzo così vado alla ricerca di un posto in cui fermarmi. Alla fine trovo una pizzeria dove prendo un paio di fette; buone. Prima di uscire dal Caesars, grazie all’unlimited refill, riempio di nuovo il mio bicchierone; mi aiuterà a sopravvivere nella passeggiata sotto il Sole cocente che vado ad iniziare.
Il primo casinò che visito è il Bellagio. Questo rispetto allo scorso anno si è davvero molto rinnovato. Nel giardino interno non ci sono più il trenino e le statue dei presidenti, al loro posto c’è una serra, dei bei giardini con fiori (finti) alti tre metri e tanti annaffiatoi sospesi dai quali esce continuamente acqua! Ci sono anche due orsi contadini che fanno morire dal ridere!!
Tutto molto divertente!
Esco ritrovandomi di fronte la torre Eiffel del Paris, ma non entro. Purtroppo non riesco nemmeno a beccare lo spettacolo delle fontane danzanti nel lago del Bellagio. Vorrei invece entrare all’Aria (http://www.arialasvegas.com/), nuovissimo e luccicante resort che verrà inaugurato tra qualche mese con spettacolari fuochi d’artificio (http://multivu.prnewswire.com/mnr/citycenter/40449/).
Attualmente appare come un cantiere in via di terminazione (foto N° 844), peccato. Non so se fa parte dello stesso complesso, ma giusto a fianco stanno ultimando i lavori anche per un nuovo palazzo dal design molto particolare e che a me ricorda un po’ il Royal Ontario Museum di Toronto, davvero bello! (foto N° 845)
Continuo la mia passeggiata sullo Strip verso sud (non vi posto foto nuove però vi rimetto il link a quelle dello scorso anno http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page9/), passo davanti al Monte Carlo ed all’Hard Rock ristorante che aprirà da qua a poco, o almeno così mi sembra. Entro al NY-NY dopo aver attraversato il Brooklyn Bridge. Faccio un giro tra le stradine di Soho poi esco e mi incammino verso l’Hooters hotel. Ho proprio voglia di vedere un po’ di ragazze in shorts adesso…


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 25 Gennaio 2010, 09:15:02
C’è però un caldo atroce e soltanto uno svitato come me può farsi tutta quella strada a piedi sotto al Sole! Almeno però ne valeva la pena… rimango infatti un po’ deluso dalle ragazze di Hooters ed anche il casinò non è nulla di chè. Esco e ritorno sullo Strip.
Visto che sono arrivato fin qua… decido di andare pure al Mandaly Bay. Vado a vedere la bella piscina ma soprattutto cerco un bar che hanno aperto quest’anno, il Minus 5 (http://www.minus5experience.com/index.php?option=com_content&task=view&id=45&Itemid=42&location=lasvegas). Trattasi di bar con temperatura costante a -5 C° tutto realizzato in ghiaccio, anche i bicchieri sono fatti di ghiaccio! Per entrare ti danno un giaccone e gli stivali, se ne hai bisogno. L’ingresso però, comprensivo di giacca e drink, costa $ 35, così procedo oltre. Peccato però, spettacolare ma decisamente troppo caro. Mi accontento di scattargli una foto da fuori anche se non si vedere nulla (foto N° 846).
Visto che sono arrivato fino a qua… adesso non posso non entrare nel nostro vecchio Luxor!
Anche in questo noto aggiornamenti, hanno messo la mostra Bodies e fatto qualche altro cambiamento. Risalgo lo Strip e finalmente… incontro i tipi con le figurine delle donnine con i numeri da chiamare. A me fanno troppo ridere! Alla fine credo che sia veramente impossibile rifiutare ogni volta, anche perché mi scappa troppo da ridere. Pure alle ragazze le allungano sfacciatamente!
Entro al Mirage, ho voglia di rivedere il Revolution Bar, omaggio ai Beatles.
Otre a questo trovo un’altra cosa davvero straordinaria. In questo resort si tiene lo spettacolo “Beatles Love” del Cirque Du Soleil e c’è uno store interamente dedicato ai Fab Four davvero favoloso! Il luminoso corridoio d’ingresso è talmente entusiasmante che scatto non so quante foto! (foto N° 847, 848 e 849). Un giorno dovrò assolutamente trovare il modo per fare anche io una foto con le pose dei quattro!   
Rimango nello store più di mezz’ora ascoltandomi non so quante canzoni dei Beatles, mentre penso che dev’essere fantastico lavorare in un posto dove li puoi ascoltare continuamente (o si arriverà ad odiarli?!?). Alla fine però me ne esco a mani vuote, ci sarebbero così tante cose che vorrei che non so proprio decidermi. Faccio uno sforzo incredibile allora ed esco diretto al Fashion Show Mall, di fronte al Wynn. Qua c’è il negozio di Hollister ma hanno sempre la solita roba ed esco di nuovo a mani vuote. So che con il resto della collezione non c’entrerebbe niente, ma speravo avessero qualcosa di eccezionale in tema Las Vegas!
Sono già più delle 5 pm e sono molto in ritardo sulla mia tabella di marcia. Mi piacerebbe molto entrare al Venetian ed al Paris, ma voglio assolutamente andare in piscina al Palms prima che chiuda (credo alle 7 pm). Torno allora al Caesars per riprendere la macchina dopo essere passato dal Treasure Island (dove fanno lo spettacolo Sirens of TI http://www.youtube.com/watch?v=FPZavd2BAcU anche se la zona con i velieri dei pirati mi sembra un po’ piccolina).
Guardando la mappa del Caesars ritrovo subito il parcheggio ma il difficile viene adesso, ovvero ritrovare la piazzola dove ho lasciato la macchina! Tra il caldo pazzesco del parcheggio coperto e la paura che non la troverò mai più, mi sale l’agitazione. Tiro fuori il telecomando ed inizio a schiacciare il bottone per far suonare il clacson, ma niente da fare!
So che vi sembrerà pazzesco, ma se avrete l’occasione una volta di lasciare la macchina in uno di questi parcheggi allora sono sicuro che vi verrò in mente mentre vagate nella ricerca dell’auto perduta…
Cerco di ragionare e mantenere la calma, a poco a poco ritrovo la retta via, poi finalmente sento suonare il clacson e ritrovo la piccoletta!
In questo caso c’è proprio da dire che il telecomando mi ha allungato la vita!
Torno al Palms di corsa solo che mi sbaglio ed invece di svoltare a destra subito dopo il Caesars tiro dritto! Porca vacca!!
Svolto allora su Tropicana Road dopo aver perso non poco tempo tra il traffico dello Strip. Mi fermo anche a fare benzina ($ 5 – 2,639 $ al gallone) visto che il serbatoio è leggermente sotto il livello al quale devo consegnarlo.
Corro in camera, mi infilo il costume e mi precipito giù carico di entusiasmo per andare in piscina! Arrivo che sono le 5.55 pm e la trovo già chiusa!!!! Noooo!!!!!!!
Ho saltato il Venetian ed il Paris per venire qui di corsa e me la ritrovo chiusa!
Scoprirò poi che l’orario di chiusura è fissato per le 6 pm ma oggi hanno addirittura anticipato!
Torno allora in camera, preparo la valigia ed i vestiti per la serata, quindi mi stendo una quarantina di minuti visto che ormai non ho più niente da fare e visto che sono tornato troppo presto (per niente).
Ultima serata a Las Vegas e domani sarò a New York; cosa si può desiderare di più??!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 27 Gennaio 2010, 09:09:58
Dopo la doccia mi preparo per uscire. Infilo giacca e camicia e sono pronto.
Ho ancora gli occhi rossissimi, con i capillari ben visibili. Due gocce di Collirio. Non sembra cambiare molto ma almeno un piccolo miglioramento lo noto.
Ceno con due pezzi di pizza in una pizzeria del Palms. C’è anche un McDonald’s, dove naturalmente non andrei mai, ed un buffet che non dovrebbe costare tanto. Preferisco spendere poco comunque ed in più la pizza è buona. L’unica cosa è che i tipi, ispanici, non appena vedono che sono Italiano iniziano ad attaccarmi discorso in spagnolo con la loro insensata allegria.
Ma proprio a me che cerco in ogni modo di evitare gli Italiani??! Non ne ho proprio voglia di mettermi a giocare per trovare le cose in comune…
Appena finito di mangiare filo via.
Prima di buttarmi per locali, visto che è ancora presto, mi viene la malsana idea di andare a fare un giro al vicino Rio (http://www.riolasvegas.com/casinos/rio/hotel-casino/property-home.shtml). Era già dallo scorso anno che volevo visitare quel luminosissimo albergo, ecco l’occasione giusta.
Prendo la macchina ed in un battibaleno sono là. Problema: ci sono non so quanti parcheggi esterni sopraelevati tutti uguali, ritrovare la macchina sarà un’impresa!
Prendo dei punti di riferimento, scatto anche una foto, ed entro sicuro nel casinò. Nulla di particolare comunque, molto più bello fuori che dentro. Una PR carina mi allunga un biglietto omaggio per il Voodoo lounge (http://www.riovegasnights.com/), bellissimo locale panoramico all’interno di questo albergo, ma per stasera ho già altri programmi.
È ora di tornare al Palms.
Siccome questo casinò è enorme, per non perdermi tra i suoi meandri mentre andavo in esplorazione mi sono sempre tenuto rasente al muro alla mia destra, ma tutto ciò non è stato sufficiente. Anche girandomi e tornando indietro non riesco proprio più a trovare l’ingresso dal quale sono entrato!!
Mi sono completamente e totalmente perso!!
Faccio diversi giri avanti ed indietro, ma niente da fare! Ogni volta trovo cose diverse, anche spettacoli con animazione tipici da piazza, ma del mio ingresso non c’è traccia. Avevo preso riferimenti all’esterno del parcheggio ma all’interno del casinò semplicemente mi tenevo sulla destra. Cos’altro potevo fare??!
Alla fine Decisione Drastica N°4, esco dal primo ingresso che trovo e male che vada farò il giro intorno al casinò fino a trovare il mio parcheggio. Passo davanti alla splendida piscina Voodoo beach e mi ritrovo nel caldo più atroce. Giro per non so quanto, anche in mezzo alle zone di carico e scarico neanche fossi un ladruncolo qualunque, ma il mio parcheggio sembra non vedersi mai. Tra il caldo terribile, la camicia, il fatto che si sta facendo tardi e soprattutto l’autentico terrore che stavolta c’è davvero il serio rischio che la macchina non la troverò mai più, l’agitazione e l’angoscia sale sempre più.
Dopo un buon quarto d’ora che giro intorno al casinò, finalmente ecco spuntare i punti di riferimento che mi ero preso e poco dopo la macchina.
Sono salvo, non morirò di caldo in questo dannato parcheggio!
Torno velocemente al Palms e salgo subito al Ghost con  alcuni ragazzi simpatici che in ascensore mi attaccano discorso. Arrivo sulla terrazza ma anche stasera c’è pochissima gente. Ovviamente scatto un sacco di altre foto alla città sottostante.
Comunque entrare negli stessi posti dov’è stato girato 21 è bellissimo, se su questa terrazza ci fosse poi anche l’atmosfera che c’era nel film sarebbe strepitoso!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 27 Gennaio 2010, 09:12:28
Rimango per un po’ quindi mi avvio verso il Moon (http://www.n9negroup.com/#/moon/main/), nella Fantasy Tower.
Mi tocca davvero pagare il biglietto per entrare come mi avevano detto in fase di check in al Palms!
Alleggerito di $ 20 posso ora prendere l’ascensore e salire. L’ingresso comprende anche l’accesso al Playboy club, dove inizialmente mi fermo. Anche stasera però non è che mi esalti troppo questo locale, c’è poca gente come la sera prima e non so mai dove fermarmi. I seguenti filmati mi confermano che a Las Vegas bisogna venirci nel week end, anche se si spende molto di più per le stanze http://www.palmsevites.com/palmstv/playboyvideo.html (tra questi c’è anche un filmato con le suite più belle, strepitose, del Palms).
Rimango comunque una ventina di minuti scattando foto un po’ qua e un po’ là.
L’unica cosa è che sono talmente svarionato che mentre vago, involontariamente, tutte le volte che mi fermo vado a sbattere contro qualche coniglietta!! (foto N° 850, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/). Solo che non è colpa mia, lo giuro!
È che magari mi fermo un attimo, poi quando riparto loro casualmente sono sempre dietro appiccicate a me e mi vengono a sbattere addosso! Ci manca poco che faccia pure cadere il vassoio ad una coniglietta!
Ok, prima di combinare altri guai è meglio trasferirsi al Moon, che si trova al piano di sopra, il 53°. 
Arrivo che il locale è praticamente vuoto così ne approfitto per girare. Non è poi molto differente rispetto al Ghost, c’è una sala interna dove si balla, con i tavoli lungo il perimetro, ed una terrazza panoramica praticamente uguale, solo un po’ più piccola (foto N° 851). La vista però da qui mi piace persino ancor di più in quanto si vede la terrazza del Ghost sull’altra torre!
Ritorno dentro ma la situazione non è cambiata granché, ancora poca gente, ma almeno adesso ci sono alcune ragazze che fanno un po’ di lap dance sui tavoli...
Nel giro di un’oretta finalmente il locale si riempie (foto N° 852). Ogni tanto esco sulla terrazza ma c’è talmente tanto caldo anche al 53° piano che ogni volta dovrei poi bere un litro d’acqua per recuperare. Stasera soffia anche un po’ di vento, ma è disgustosamente caldo!
Rientro in pista ma dopo poco capisco forse il principale motivo per cui andavo a sbattere contro le conigliette del Playboy Club, cioè che sono mortalmente stanco!
Mi spiego, non è che sento tanto la stanchezza, o almeno al cervello non arriva quell’impulso, è solo che ho gli occhi completamente sbarrati!! Non che mi si chiudano, sono proprio spalancati, sbarrati, quasi come se non riuscissi più a chiuderli! Una sensazione stranissima, sono completamente fuori fase!
Non importa però, è la mia ultima serata a Las Vegas e sono davvero deciso a godermela fino in fondo. Mi butto nella mischia cercando di stare sempre nel vivo dell’azione.
C’è anche un gruppo di ragazzi italiani che dal loro accento sembrano provenire più o meno dalle mie parti. Logicamente però mi guardo bene dallo svelargli il mio segreto e gli giro sempre alla larga. Sembrano tipi a posto ma preferisco stare per conto mio.
Poi all’improvviso, senza nessun reale motivo logico, inizio a riprendermi e la serata sembra girare nel verso giusto. Inizio a divertirmi, mettono della buona musica (le solite canzoni), e le ragazze iniziano a fare i loro balletti… (Niente comunque in confronto a LA)

Alla fine trascorro davvero una grande serata. Era iniziata molto lenta ma è stata una escalation continua, sicuramente la migliore mai trascorsa a Las Vegas! Adoro questa città!!!
Arriva l’1.30 am, orario in cui avevo programmato di andare. Sarà il destino o non so cosa, fatto sta che proprio in quel momento mettono Poker Face di Lady Gaga, che viene fatta davvero alla grande!!! (per via di come la vive la gente…) Finalmente carichissima!!
Quando si raggiunge il picco della serata è veramente ora di andare per non iniziare la fase di discesa. Ho trascorso una notte stupenda, voglio andarmene da Las Vegas con negli occhi ciò che vedo ora.
Faccio per dirigermi verso l’uscita quando sento che la canzone successiva è I Kissed a Girl di Katy Perry, così, prima di uscire, mi guardo bene intorno per vedere se accade qualcosa di meraviglioso… Purtroppo non succede, o almeno io non lo vedo, però anche questa è stata davvero strepitosa!
Il mio ultimo ricordo di Las Vegas è questo e non poteva essere migliore.
Chiudo le valige e mi stendo che sono ormai le 2 am. Si prospettano poche ore di sonno (praticamente niente) ed il volo per New York nell’immediato futuro. Ora però avanti a me ho soltanto l’ultima straordinaria visione dello Strip dalla vetrata della stanza. Non tiro nemmeno la tenda, voglio addormentarmi con questa visuale (foto N° 853). Ed il sonno è dolcissimo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 27 Gennaio 2010, 18:35:58
Anche se di nascosto sono sempre incollato a questa discussione! Non vedo l'ora di leggere la parte finale del viaggio! :)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Gennaio 2010, 09:01:07
Anche se di nascosto sono sempre incollato a questa discussione! Non vedo l'ora di leggere la parte finale del viaggio! :)
;) ;)
Sembra incredibile, ma dopo mesi e mesi stiamo finalmente arrivando agli ultimi giorni!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Gennaio 2010, 09:05:25
31/07/2009 Venerdì – From Las Vegas to New York.

La sveglia suona alle 3.30 am dopo una fantastica… ora e mezza di sonno.
Chiudo tutto, faccio il check out dal Palms e salgo in macchina impostando il navigatore per riconsegnare l’auto. Lascio che ad immergermi nella nuova fase della viaggio siano i The Wombats, selezionando da “Going Up The Country” la loro Moving to New York che mi scuote e mi carica per bene http://www.youtube.com/watch?v=lv773plAGuM

I've just had the craziest 3 weeks
Like a party bag of lies, booze and then deceit
And I don't know why I want to voice this out loud
It's therapeutic somehow

So I'm moving to New York
'Cos I've got problems with my sleep
And we're not the same and I will wear that on my sleeve
So I'm moving to New York
'Cos I've got issues with my sleep
Looks like Christmas came early
Christmas came early for me

I put one foot forward and ended up 30 yards back
Am I loosing touch or am I just completely off the track
And I don't know why I want to voice this out loud
It's therapeutic somehow

So I'm moving to New York
'Cos I've got problems with my sleep
And we're not the same and I will wear that on my sleeve
So I'm moving to New York
'Cos I've got issues with my sleep
Looks like Christmas came early
Christmas came early for me


Come la canzone finisce, già ormai esaltato pregustandomi i posti dove sarà tra poche ore, faccio proseguire il cd con le Pussycat Dolls, Top of The World http://www.youtube.com/watch?v=8L-qneLXdts

Give me them bright lights, long nights
High rise, over time... (pussycat dolls)
Give me the bright lights, long nights
Party til the sun is rising
High rise, over time
Working til the moon is shining
Hot guys, fly girls... never thought I'd say it
I feel on top of the world
I feel on top of the world... hey}

Am ready for the pressure,.. the drama and the pleasure.
Got my whole life here in front of me
Am taking over when I hit the streets.
Glamour glitter and gold nothing is stopping you nothing is stopping me.
In this frenzy out of control, am gonna stay in pursuit do what I got to do

[Chorus]

It's like a rollercoaster... One step away am closer
I can see it there within me reach, won't let the city get on top of me (heeeey... u)
Glamour glitter and gold nothing is stopping you nothing is stopping me.
In this frenzy out of control, am gonna stay in pursuit do what I got to do

[Chorus]

I can do it on my own (can't stop me)
They can never place my hold (can't slow me down)
The only thing I know... is that I won't fall and not have it all


Questa è esattamente New York City!!!!!!!!
Sono veramente pronto!! Grandissima canzone, veramente esaltante e Newyorkese al 100%!
Mai avrei pensato di poter parlare così di una canzone delle Pussycat Dolls, ma bisogna davvero arrendersi all’evidenza!!!

Peccato solo che il navigatore mi faccia fare un giro lunghissimo per arrivare al drop off della National, all’aeroporto, che tra l’altro praticamente non è segnalato da nessuna indicazione stradale.
Consegno l’auto dopo aver tagliato il traguardo di 3422 miglia percorse in questo viaggio, ovvero 5475 km; niente male!
“È un bel viaggio da Seattle a qui, eh?” dice il posteggiatore mentre mi allunga la ricevuta della consegna dell’auto.
Eh, insomma… dillo a me che le ho guidate quasi tutte! E poi non sai il giro che abbiamo fatto!
Sommando questi chilometri con quelli percorsi nei viaggi precedenti, somma che andrò a fare una volta rientrato a casa, arriviamo ad un totale di 10547 km percorsi tra le strade USA. Superata quota 10000!!

Prendo il bus navetta per arrivare al mio terminal di partenza ed arrivo al check in della Continental. Io mi chiedo perché con tutti i lavori inutili che ci sono in America devono risparmiare proprio sul personale delle compagnie aeree?! Per fare il check in infatti, come anche avviene per voli Delta negli aeroporti USA, non si va al banco ma lo si fa con una macchinetta.
Ma che senso ha??! Tanto poi devi andare al banco per depositare le valige, dove sta il risparmio??! Ed anche la fila non è che si snellisce molto…
Come lo scorso anno a San Diego la macchinetta non trova la mia prenotazione, così devo farmi aiutare. Alla fine tutto ok, vado al banco, pago $ 40 per i bagagli, poi mi reco al gate.
Durante il tragitto trovo un grande cartellone che riporta “What happens here, stays here” con la scritta Vegas sotto (foto N° 854, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/); fantastico!
In effetti alcune storie è meglio farle rimanere qui…
Ci sono slot machine addirittura fin giusto prima di salire in aereo. Basta, non ho nessun altro ricordo di questo aeroporto; forse anche per me stesso alcune cose che sono successe a Las Vegas sono rimaste a Las Vegas! Giusto così comunque.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Gennaio 2010, 09:11:18
Non vedo grosse differenza tra Delta e Continental (in diversi mi dicevano che tra le compagnie americane la seconda è forse la migliore in assoluto, ndr), anzi sono praticamente uguali.
La differenza la fanno solo i compagni di viaggio e stavolta mi è toccato finalmente davvero bene; una bellissima famigliola olandese cordiale e felice. Io siedo nel posto corridoio, alla mia destra ho il padre ed al finestrino la figlia sedicenne o giù di li. Nei tre posti davanti il resto dell’allegra famiglia. Finalmente un po’ di civiltà; gentilissimi e cordiali, mi sembra che tutti quelli che mi stanno intorno mi amino.
Altra gran cosa è il personale di bordo… tutti quanti allegrissimi e pronti a fare battute, addirittura il cappy (capitano, ndr) fa battute! “Please turn off your cell phone, iphone, blackbarry, strawbarry, Halle Barry…” Ma poi si corregge con qualcosa del tipo “No, no, Halle Barry lasciatela pure accesa…”
SPETTACOLARE!!! Anche il cappy che fa battute!   
Pochi posti più avanti di me c’è invece una ragazzina che avrà sui 12 anni che viaggia da sola con una sua coetanea!
Avrà anche solamente 12 anni però è già una vera diva! In un paio d’ore di volo, grazie al suo carisma ed ai suoi atteggiamenti da star, ha già conquistato le attenzioni e le battute del personale di bordo! Ad un certo punto sento uno Stewart che si allontana dopo la sua ennesima richiesta e dice (scherzando, ndr) “Le donne sono tutte uguali, non ne hanno mai abbastanza!”
È il volo più divertente che abbia mai preso e pensare che volevo soltanto dormire!
Nonostante tutto non sono molto stanco comunque.

Atterriamo a Newark poco prima delle 3 pm in leggero anticipo. Il cappy saluta e ringrazia i passeggeri con la solite formule… “Thanks for flying Continental, bla, bla, bla…” Tutto ok se non che alla fine del discorso di rito aggiunge anche “Go Red Sox!”
Ma vaffa…..!!!
Sono quasi tentato di andare in cabina e regalargli il mio berretto degli Yankees!!
Devo ammettere però che è stato divertentissimo ed in effetti tutti scoppiamo a ridere!
Infine, sempre con il microfono, saluta “Isabella” che a questo punto credo sia la ragazzina-diva!
Eravamo in fondo all’aereo ed hanno sentito parlare della ragazzina fin in cabina!?!
Lei, da vera diva, non si scompone nemmeno!

Per arrivare a Manhattan avevo prenotato fin da casa lo Shuttle, così recupero le valige e mi reco al Ground Transportation desk con le 3 pm che sono passate da poco. Qua mi indicano un telefono dal quale schiacciare un bottone che mi mette in comunicazione (chiamata gratuita) con quelli dello shuttle. Avviso che sono arrivato e dopo un po’ mi viene a prendere l’autista.
Parto per Manhattan insieme ad altre 6/7 persone. Ovviamente, causa la solita sfortuna, io sono l’ultimo ad essere accompagnato all’albergo. Forse meglio così però visto che tutti gli altri stanno più o meno a Midtown e tutti in alberghi tipo Hilton.
Ma sono proprio sempre  il più pezzente di tutti??!!
Durante la traversata del NJ piove di brutto ma per fortuna all’arrivo, nonostante il cielo grigio, non viene giù nulla. Arrivo al West Side YMCA, zona Columbus Circle, alle 4.40 pm. In totale, da quando ho avvisato che ero arrivato, ho impiegato 1,40 h per arrivare. Se avessi preso airtrain + treno + metro avrei impiegato più o meno lo stesso tempo ma con molto più sbattimento ed avrei anche speso circa uguale (19 $ + 2 di mancia).
Check in e salgo in camera. Sarà che arrivo dai galattici resort di Las Vegas, ma stavolta il YMCA mi fa un’impressione tutta diversa rispetto lo scorso anno, dove sempre qui avevo alloggiato. Intendiamoci, va bene eh, solo che il confronto è impressionante. C’è pure un bidone in corridoio per raccogliere l’acqua piovana che filtra attraverso il solaio!
Arrivo in camera (foto N° 855) e scosto subito la tenda dal muro per verificare la vista dalla piccola finestra, però mi accorgo che questa in pratica serve solo per coprire le crepe nel muro!
In realtà mi accorgerò poi solo il giorno dopo che ho invece una vista anche carina con panoramica su Central Park (foto N° 856), anche se devo mettermi un po’ di lato per vederlo.
Appoggio le valige e scendo, ma nel frattempo ha iniziato a piovere! Porca vacca!
Indosso ho la giacca dei soci e vorrei uscire così ugualmente, ma siccome devo andare da Abercrombie è meglio tornare in camera a prendere l’ombrello per non bagnare poi gli acquisti.
Ebbene si, un’amica mi ha commissionato alcune spesucce da Abercombie così, visto che ho giusto un’oretta di tempo prima di andare a fare la spesa e preparami poi per la serata, decido di andarci subito.
Mi sono ridotto come il più classico degli italiani da me odiato che appena arrivato a NY subito vado da Abercrombie??! È che è lo store sulla 5th Ave si trova vicino al mio ostello ed ho giusto quell’oretta da riempire, mi giustifico.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Gennaio 2010, 09:14:10
Mi incammino lungo Central Park South dalla quale ho una malinconica ma allo stesso tempo fantastica vista su The Pond (foto N° 857), quindi taglio sulla 5th Ave.
Piove veramente forte, ed ovviamente quando piove dove si rifugia la gente?
O nei musei o nei negozi!!
Abercrombie è strapieno di gente ma soprattutto è strapieno di Italiani della peggior specie!!!!
Ce n’è una quantità incredibile! Tutti ragazzi poco più che ventenni che sognavano di venire a NY per andare da Abercrombie e non vedono l’ora di sfoggiare la maglietta col logo una volta tornati a casa… Possibile mi chiedo io?!!?
Mi sento soffocare in questo negozio affollatissimo, rimbambito dalla musica e dal disgusto.
L’unica cosa positiva è che le commesse (ma anche i commessi) indossano tutte la camicia di Noel ed è una cosa davvero sexy! W la camicia di Noel!
Faccio diversi giri tra i vari piani per cercare i vestiti che mi sono stati chiesti, ma proprio non riesco a trovarli. Guardo davvero dappertutto ma niente. Inoltre orientarsi in questo labirinto è un casino, la roba da uomo è mischiata con quella da donna e quasi si perde la cognizione del piano in cui ci si trova. Chiedo a diversi commessi/e ma nessuno sa dirmi dove posso trovare quello che cerco (avevo il nome di ogni capo, visto in internet, però questo non è riportato sulla targhetta).
Le commesse saranno anche molto carine e lo stesso vale per i commessi, ma a parte questo...
Preso dal senso di oppressione, dal gran casino e da tutti questi italiani che mi stanno intorno, quando sto quasi per rinunciare ed andarmene ecco che finalmente trovo prima il vestitino e subito accanto la giacchetta; finalmente!
Soddisfatto, mentre cerco una cassa per pagare vengo fermato da una ragazza, non italiana, che maliziosamente mi dice “Che carini…Scommetto che ti staranno benissimo!” alludendo ai vestiti da ragazza che porto in mano.
È carina e sembra pure simpatica, ma sinceramente non mi va di mettermi a fare lo scemo con una proprio mentre sto facendo una cosa carina per un’altra, così le sorrido e mi giustifico “Sono per la mia ragazza…”
“Oh… She’s so lucky…”
“Glielo riferirò…” concludo sorridendo.
Alla fine, ad acquisto eseguito, non mi dispiace nemmeno troppo essere venuto da Abercrombie; i vestitini che ho preso sono davvero carini e sarò felice di consegnarli. Sigillo la busta sperando che il profumo rimanga fino alla consegna; oltre ai vestiti vorrei portarle anche un po’ di odori da NY… o almeno di Abercrombie!
La roba da ragazza di questa marca comunque secondo me è molto più carina di quella da ragazzo.
Esco da Abercrombie che diluvia, ma sono a NY ed anche se piove non me ne frega niente. Sono finalmente tornato e questo è tutto ciò che conta.
Cammino sotto l’acqua con noncuranza, passo svelto e deciso, sicuro di me stesso. Cerco solo di evitare un po’ le pozzanghere ma se anche le prendo chissenefrega. Alla fine avrò le braghe zuppe fin quasi al ginocchio.
Quando rientrerò a casa sentirò poi al telegiornale, per quel che contano queste statistiche, che quella del 2009 è stata la seconda estate più piovosa di sempre a NY. Beh, in effetti io di acqua ne ho presa parecchia…
Ho ancora un po’ di tempo prima di tornare indietro così faccio velocemente un salto al 21 Club (21 W 52nd St. btw 5th e 6th Ave http://www.21club.com), favoloso e storico ristorante che appare in diversi film ma soprattutto in “Misterioso omicidio a Manhattan” di Woody Allen. Anche ammirandolo da fuori si vede che è proprio un posto di classe (foto N° 858).
Mi piacerebbe entrare ma non sono nelle condizioni e nell’abbigliamento giusto per poterlo fare (già fuori c’è scritto che per gli uomini è richiesta la giacca e durante la cena anche la cravatta). Peccato perché dal sito, e dal film, sembra davvero bello. Abbastanza costoso ovviamente.
Procedo oltre ritrovandomi casualmente davanti al nuovo futuristico visitor center che tra l’altro avevo segnato da vedere (foto N° 859, 810 Seventh Ave btw. 52nd and 53rd Sts.).
Risalgo quindi verso Columbus Circle incamminandomi sulla Broadway. È bello essere ritornati in città, avverto in modo davvero intenso la maestosità e l’imponenza dei grattacieli che mi circondano (foto N° 860).
Mi fermo al TWC per andare in internet nel negozio della Samsung, quindi scendo da Whole Food dove ovviamente prendo la squisitezza per cena. A noi due!
Purtroppo però ho anche preso del prosciutto abbastanza immangiabile, troppo affumicato ed anche davvero troppo come quantità. Fatto sta che riesco a papparmi solo metà squisitezza.
Ma che mi frega?!? Sono a New York, e questa è la mia serata!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 29 Gennaio 2010, 16:48:58
Mi fermo al TWC per andare in internet nel negozio della Samsung, quindi scendo da Whole Food dove ovviamente prendo la squisitezza per cena. A noi due!

Luca, mi chiedevo, la famosissima "squisitezza" che cos'è in realtà? :) Ricordo anche di aver visto una foto di una quantità spropositata di questi oggetti sparsi sul letto in un hotel (anche se non mi ricordo dove), si parla della stessa "squisitezza"? Eheh! :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 29 Gennaio 2010, 17:50:08
Mi fermo al TWC per andare in internet nel negozio della Samsung, quindi scendo da Whole Food dove ovviamente prendo la squisitezza per cena. A noi due!

Luca, mi chiedevo, la famosissima "squisitezza" che cos'è in realtà? :) Ricordo anche di aver visto una foto di una quantità spropositata di questi oggetti sparsi sul letto in un hotel (anche se non mi ricordo dove), si parla della stessa "squisitezza"? Eheh! :D
:D :D :D
Scusatemi se a volte non specifico bene ma utilizzo un linguaggio un po' mio  ;D
Comunque esistono due tipi di "squsitezza": Quella della foto di cui ricordi è un dolce acquistabile nei 7Eleven, è in pratica uno strudel ma ci sono anche con tanti altri gusti, tipo con ripieno di fragola, etc.
La “squisitezza” del Whole Food invece non è altro che un mega pezzo di croccante pane ciabatta,  dimensioni all’incirca 40x15 cm… Ricordo ancora la prima volta che l’avevo presa e me la sono mangiata tutta in pochi minuti… che delizia!
(il pane italiano è per me di gran lunga il migliore in assoluto, ma questa ciabatta è una vera "squisitezza"!)
 


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 29 Gennaio 2010, 21:13:46
Eheh!! ;D Grazie del chiarimento, in effetti avevo fatto confusione con i due tipi di "squistezza", però considerando che 7Eleven e Whole Food sono "catene" (giusto?) è una bella sorpresa trovare prodotti che ti conquistano così! :) Poi voglio dire, 600 centimetri quadrati di pane croccante, sono una bella soddisfazione, specie se dopo una bella camminata!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 30 Gennaio 2010, 12:47:34
Poi voglio dire, 600 centimetri quadrati di pane croccante, sono una bella soddisfazione, specie se dopo una bella camminata!
Si, sono proprio quelle soddisfazioni che ti fanno sentire un vero uomo!  ;D
7Eleven e Whole food sono due catene, ma di Whole Food ce ne sono soltanto 4-5 in città (ne avevo trovato uno anche a LA lo scorso anno), mentre di 7Eleven c'è ne sono tantissimi. Di 7Eleven ne trovi tantissimi anche in Inghilterra.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 01 Febbraio 2010, 09:15:36
Doccia veloce ed esco al volo.
Abito gessato blu, camicia nera a costine, cravattino nero sottile: sono davvero tornato in città.
Per stasera sono già d’accordo con Marion; venerdì sera, si va al Marquee ovviamente! (289 10th Ave at 27th St. www.marqueeny.com)
Per fortuna ha smesso di piovere e non fa nemmeno troppo caldo in Power Suit.
Comincio la mia serata facendo un giro nel Meatpacking, che nel giro di un anno è di nuovo cambiatissimo. Giro in esplorazione praticamente per tutte le vie, passando da Stella McCartney e dai suoi spettacolari manichini-robot in vetrina (foto N° 861, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/), fino ad arrivare da Diane Von Furstenberg (foto N° 862, 874 Washington St. at 14th St, sullo sfondo il The Standard Hotel) dove lavora Whitney. E qui è necessaria una premessa.
Nata come uno spin-off di The Hills con Whitney Port che da Los Angeles si trasferisce a NY, nel corso del 2009 in città è stata girata e quindi trasmessa una nuova serie, The City. Come serie non è poi così diversa da The Hills, le tematiche sono più o meno le stesse con le storie di un gruppo di ragazze sui 23-24 anni e le loro ambizioni lavorative. La differenza ovviamente la fa la città. Mentre in The Hills ogni puntata sembra futile, lenta e senza carattere, rappresentando in pieno lo stile di vita a Los Angeles, The City ha tutto un altro mordente. In ogni video si avverte la potenza della città che fa da sfondo, le riprese sono talmente straordinarie da esaltare all’ennesima potenza qualsiasi cosa appaia (tanto che secondo me la vera protagonista è New York, The City appunto, ndr), ed inoltre le storie si svolgono per gran parte nel Meatpacking ed a Soho, cioè le zone più cool! In poche parole secondo me è una serie fantastica!
In Italia non è mai stata trasmessa (perlomeno nelle tv in chiaro) ed a questo punto non credo lo faranno mai, ma si possono vedere tutte le puntate in streaming a questo link: http://www.mtv.com/shows/the-city/video.jhtml?filter=fulleps
Ovviamente è tutto in inglese ma secondo me, a parte Olivia e suo cugino che hanno un accento molto Newyorkse e quindi difficile, e Jay (Australiano), tutti gli altri protagonisti parlano in modo più che comprensibile. In ogni caso le storie non sono poi così difficili da capire anche se non conoscete la lingua. Vi consiglio di guardarvi il primo minuto e mezzo della prima puntata che secondo me sintetizza in modo stratosferico l’intera serie, se questo vi prenderà allora rimarrete esaltati dalle altre puntate! Io quel minuto e mezzo l’ho visto e rivisto non so quante volte!! Newyorkese al 100%!!! (o almeno per un certo tipo di Newyorkers).
Alla fine comunque il fatto di vederlo in inglese rende il tutto ancor più affascinate e Newyorkese! Anzi in italiano secondo me perderebbe tantissimo!
Dimenticavo, la sigla di questa serie è la straordinaria Top of The World delle Pussycat Dolls, che è davvero perfetta come colonna sonora!!
Oltretutto, dato che i protagonisti sono tutti ragazzi giovani, ovviamente girano per locali, sia per club che per lounge o ristorantini d’atmosfera, e chi non ha voglia di fare tante ricerche in internet può prendere spunto e trovare un sacco di posti bellissimi! Ovviamente io me li sono segnati tutti, nel racconto del giorno successivo capirete…
Ci vorrebbe anche un The City girato nell’East Village!

Il palazzo che ospita il negozio di DVF, già riqualificato dal 2007 comunque, è di sicuro il più affascinate nonché quello più di impatto dell’intera zona; davvero bellissimo! Ma è proprio tutta la via, Washington St, che lo scorso anno appariva come un cantiere ad aver guadagnato in fascino, con altre boutique che si mischiano tra i localini d’atmosfera. Straordinario il Meatpacking.
Procedo sulla strada incontrando l’High Line Park (foto N° 863, parco sulla sopraelevata tra 10th e 11th Aves da Gansevoort St alla 34th Street, anche se per il momento è aperta fin verso la 14th o 15th St) sotto al quale c’è un bar-ristorante fantastico! (foto N° 864, perdonate la qualità pessima). Scoprirò poi il giorno successivo che fa parte del favoloso Standard Hotel, costruito proprio sopra l’High Line, e che si chiama The Standard Grill (http://www.thestandardgrill.com/). L’atmosfera con queste luci basse, tra questi locali così cool ricavati dai vecchi magazzini con mattoni a vista, è strepitosa; sento davvero affiorare la forza di questa città.
Procedo oltre l’High Line lasciandomi alle spalle il The Standard (foto N° 865) ed arrivo al Revel (foto N° 866, 10-12 Little West 12 http://www.revel-ny.com/), il mio vecchio ed amatissimo Indie se qualcuno si ricorda del mio primo racconto. Proprio non posso non entrare!
Non sarà mai più favoloso come in quell’inizio di autunno del 2006 (che ricordi!!), ma è sempre stra-bellissimo. Purtroppo però, almeno stasera, nessuna traccia della barista biondina che a me piaceva tanto e che ho sempre ritrovato tutti gli anni.
Arrivo sulla 9th Ave, il cuore pulsante del Meatpacking (foto N° 867, qualità terribile, scusate), ed
entro al 675 Bar (675 Hudson St entrance on W 13th, near 9th Ave www.675bar.com - http://newyork.joonbug.com/scenetracker/This-Isnt-Your-Ordinary-Living-Room-SceneTracker-New-York/ou8ioSDRJWM ), vintage bar sotterraneo, uno dei miei principali obbiettivi.
La losca scalinata sotterranea d’ingresso sinceramente credo che suggerisca a chi non conosce questo nuovo bar di starne alla larga, ma sono proprio i posti come questi a regalare invece le sorprese migliori!
Si tratta di un bar sotterraneo, ex Level V, ricavato in uno spazio che sembra quasi un bunker, con mattoni a vista, volte, piccoli spazi intimi e soprattutto con arredi vintage. Di uno straordinario pazzesco! Luci basse d’atmosfera, musica rilassante in sottofondo, tappeti, giochi di società, videogame vintage e persino bigliardo e bigliardino! (foto N° 868 e 869) Bellissimo!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 01 Febbraio 2010, 09:18:42
Non rimango molto però, da solo in effetti non saprei nemmeno che fare visto che è soprattutto un posto dove trascorrere una serata tranquilla, e comunque non sono che all’inizio della mia serata!
Proseguo il mio giro nel Meatpacking passando davanti a diversi locali ammirati in The City ed al fantastico Pastis, sempre un vero punto di riferimento. Mi incammino quindi sulla 9th Ave verso Chelsea, quando incontro un bel gruppo di ragazze che festeggiano un addio al nubilato. Pedino ovviamente… (foto N° 870, un’immagine davvero Newyorkese!!)
Entrano al Buddakan (75 9th Ave at 16th St http://www.buddakannyc.com/) ed ovviamente entro anche io. Ci sarei entrato in ogni caso comunque, in tre anni dalla sua apertura non vi è mai stata una volta che venissi in città senza entrarvi. E mai mi ha deluso, anzi. Stasera poi non c’è nemmeno troppo casino ed almeno il 70 % dei presenti sono ragazze.
Ho poco tempo però, così ritorno sui miei passi. Mi scorre davanti il 1Oak (foto N° 871, 453 W 17th St btw 9th e 10th Ave http://www.1oaknyc.com/), uno dei locali aperti di recente, tra i più hip tra l’altro. Stasera è chiuso per una festa privata, ma in ogni caso non credo sarei riuscito ad entrare.
Passo davanti al Morimoto (88 10th Ave http://www.morimotonyc.com/), fantastico ristornante giapponese dove all’ingresso quest’anno hanno sistemato un tendone molto scenografico (foto N° 872), ed al The Gates (290 8th Avenue Btw 24th and 25th St http://thegatesnyc.com/), il locale più esclusivo della storia!
Pochi mesi fa, quando questo lounge è stato aperto, il proprietario Danny Kane ha distribuito a 125 selezionatissime persone una chiave d’oro come credenziale per entrare nel suo locale. Questa sorta di ambasciatori hanno avuto poi la possibilità di indicare dieci nomi a testa di persone a loro gradite, permettendo quindi anche a loro di accedervi. Questo si che è creare un posto davvero esclusivo!!
Le porte esterne sono aperte ed anche dal marciapiede riesco a vedere gli eleganti interni.
Decido di provare ad entrare nonostante la storia delle chiavi d’oro.
Alle liste ci sono un paio di ragazzi giovani che mi chiedono come mi chiamo, poi però mi dicono che stasera c’è un party privato e credevano che fossi tra gli invitati.
Ad ogni modo però l’esclusività non è durata a lungo, purtroppo. Sarà stata la crisi economica che ha colpito la città praticamente in ogni settore o non so che altro, fatto sta che ora (febbraio 2010, ndr) mi arriva l’invito praticamente a cadenza settimanale per andarci.
Arrivo davanti al Marquee alle 11 pm ma non c’è ancora nessuno in fila, neppure i buttafuori. Vado allora sulla 27th St, dove all’angolo con la 10th Ave hanno aperto un nuovo lounge, il Velour (http://velournyc.com), ma le vetrate sono oscurate da tende e non si vede l’interno. Percepisco comunque che dentro non c’è nessuno.
La 27th St è di una tristezza assoluta, mai stata così. L’Home, il Guest House ed il Cain sono chiusi (chissà poi perché??! C’è un festival musicale nel NJ questo week end con anche gli MGMT ma dubito che sia questo il motivo) ed il Pink Elephant (che ora, febbraio 2010, si chiama semplicemente Pink), dove adesso non c’è nessuno, aprirà solo più tardi. Persino il Bungalow 8 ha le porte spalancate e si vede l’interno, deserto!
Del Suzie Wongs non mi frega niente, non mi è mai piaciuto. Passo allora sulla 28th St guardando l’M2 (ex Mansion). Qua qualche ragazza sta entrando, ma non c’è praticamente nessuno. Va beh che è presto.
Ho ancora un’oretta scarsa prima dell’appuntamento con Marion, così decido di fare un salto al Mr. West (559 W 22nd St at 11th Ave). Mi sa un po’ fatica tornare indietro fino alla 22nd St però qua non saprei proprio che fare, non c’è nessuno in giro!
Il Mr. West è un nuovissimo locale aperto soltanto pochi mesi fa (adesso, febbraio 2010, è già chiuso da un po’!), comunque anche qua non trovo assolutamente nessuno se non una gran biondina alle liste... Noto però che sulla via sembra ci sia un set cinematografico, così procedo nell’esplorazione.
Poco più avanti infatti trovo tutte le attrezzature, luci, macchine, automobili, etc. Si sta per girare una scena proprio ora! Trovo anche un gruppetto di persone che magari passavano di qua casualmente come me e si sono fermate per assistere alle riprese.
Chiedo ad uno dei tecnici e mi dice che stanno girando un film, Going The Distance, con Drew Barrymore e lei recita anche in questa scena! Brava Drew!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 01 Febbraio 2010, 09:30:17
Il set è praticamente la ricostruzione dell’ingresso di un locale (nella realtà però non lo è!), con tanto di buttafuori e ragazzi in fila in attesa di entrare (foto N° 873, 874 e 875).
Ad un certo punto, quando le riprese stanno per iniziare, il direttore di scena deve addirittura chiedermi di spostarmi perché evidentemente, senza accorgermene, sono finito dentro al set!
Ma porca vacca sono in Power Suit, fammi fare almeno la comparsa davanti al locale, no??! (scherzo eh!)
Iniziano a filmare, con un paio di auto che scorrono lungo la strada per poi fermarsi pochi metri dopo (foto N° 876). Drew parla con un tipo poi entra nel locale. Fine delle riprese.
Tutta ‘sta messa in scena per pochi minuti di video!
Purtroppo però prima di scattare la foto a Drew mi è venuta la bella idea di aspettare fino ad avere l’inquadratura perfetta… che ovviamente non è mai arrivata! Alla fine di primi piani purtroppo ne ho solamente uno e per giunta è orribile! (foto N° 877)
Mi dicono che il film sarà terminato per settembre (ben prima che io finisca il mio racconto…) ed uscirà verso novembre (anche se guardando in internet ho trovato come data d’uscita Ottobre 2010???); non vedo l’ora di vederlo!
Aspetto altri 5-10 minuti per vedere se gli attori ora che hanno terminato se ne escono; dai Drew, andiamo al Marquee tutti insieme!!
Inizia a farsi davvero tardi però, così rinuncio e mi incammino. Arrivo al Marquee quando mancano ormai 5 minuti a mezzanotte e poco dopo ecco che arriva anche Marion. Sempre splendida! Facciamo due chiacchiere poi entriamo con tutto il gruppo, che mi sembra formato prevalentemente da ragazzi francesi. C’è anche una ragazza molto carina ed allegra che somiglia a qualcuno ma non mi viene chi. C’è l’ho sulla punta della lingua ma proprio non mi viene! Poi eccolo lì, finalmente lo rivedo… il selezionatore che mi sta più antipatico in tutta NY, Wass Stevens, con il suo solito look stravagante… Stasera indossa addirittura una giacca che sembra ricavata da un arazzo ottocentesco, con guanti coordinati ovviamente!
Una delle peggiori cose che ho mai visto in vita mia, davvero raccapricciante! Deve costare migliaia di dollari comunque.
Figuratevi che ‘sto tizio (http://www.wassnyc.com/) ha avuto dei ruoli in tantissimi film ed ha avuto una parte pure in pellicole importanti come World Trade Center e The Wrestler! Ma la cosa ancor più incredibile è che ‘sto tizio nel 2006 è stato classificato dal New York Post al 25° posto nella categoria “Uomini più sexy di NY”; ma fatemi il piacere…
Ad ogni modo sembra che nel lavoro di selezionatore/organizzatore se la cavi davvero bene visto che tutti i locali in cui ha lavorato sono sempre andati benissimo. (Ora però non so se è ancora al Marquee, avevo letto che era passato all’Avenue http://avenue-newyork.com/ anche se forse dipende dalle serate, ndr).
Mentre entro, gratis ovviamente, purtroppo colgo sono un sacco di cattivi presagi. Zero ragazze veramente carine ma soprattutto c’è un ragazzo italiano che mi sembra uno tipo PR (ed anche importante) che mi sta sul xxxxx in modo impressionante!!
Appena dentro poi vedo subito appese alle pareti ben tre bandiere italiane; lo sconforto si impadronisce di me.
C’è pochissima gente ancora comunque. Rimango un po’ con Marion, ogni tanto vado in giro poi torno a dirle qualcosa e lei è sempre davvero carina, gentile e simpatica.
Nel frattempo arriva un po’ di gente ma siamo ben lontani dal solito affollamento, tanto che riesco addirittura ad entrare ed uscire dalla pista senza troppe difficoltà. Rivedo la sosia che avevo visto all’ingresso e mi fermo un po’ in zona; ecco a chi assomiglia! È praticamente identica ad Amanda Knox!  Una copia perfetta, due gocce d’acqua!
Devo arrendermi all’evidenza comunque, il Marquee stasera è davvero disgustoso! Le bandiere italiane non sono state messe per fare i fighi, ma perché è davvero una serata italiana!! Ci sono veramente un sacco di italiani, tra cui un tavolo molto affollato dove si fanno portare diverse bottiglie, ed ogni volta è una festa! Mi viene il voltastomaco, sembra proprio di essere in Italia!
Guarda te se devo venire al Marquee, nel mio posto preferito, e devo vedermi rovinata la serata. È proprio più forte, non ci posso fare niente. È un’ingiustizia che io venga fino a NY e poi trovi questo schifo. Scommetto che oggi erano tutti da Abercrombie!
Peccato perché la musica è forse la migliore che hanno mai messo qua dentro (ovviamente in stile italiano per la serata).
La saletta al piano superiore va un po’ meglio, niente di chè comunque. Ad un certo punto poi mi accorgo pure di avere di nuovo gli occhi sbarrati!
All’1 am Marion va via, ed io non so più che fare. Resisto, tengo duro ancora per un po’, ma è davvero troppo uno schifo. Ne ho davvero abbastanza, all’1.30 am esco anche io ripromettendomi che non ci metterò mai più piede qui dentro.
Il giorno dopo, controllando la posta elettronica, scoprirò che si trattava realmente di una festa italiana e che mi era pure arrivato l’invito per partecipare! Si però a che cavolo di ora me lo hanno inviato??!! Se lo avessi saputo col cavolo che ci venivo!! Chi lo sa, magari potrei concedere al Marquee un’altra possibilità in futuro, ma adesso di sicuro non ne ho voglia.
Uscito, giro di nuovo sulla 27th St ma è davvero deludente. Sono così deluso che vorrei passare dall’M2 soltanto per vedere come vanno le cose lì, ma proprio non ce la faccio talmente sono sconfortato. La peggiore serata a NY di sempre. Meno male che almeno ho visto Drew.

È vero che probabilmente una sola serata non fa testo e ci sarà pure un motivo se la maggior parte dei locali erano chiusi, però la sensazione è che per posti di un certo livello Los Angeles quest’anno abbia nettamente superato New York. Quest’anno la City sembra come in fase di attesa (forse a causa della crisi?), di locali nuovi, perlomeno nella zona ovest della città, non ne sono stati aperti poi molti e tutto ciò non è proprio da New York (ora invece, Febbraio 2010, si è già abbastanza rinnovata).
Torno a casa, mangio la metà della squisitezza che mi era rimasta, quindi mi corico che sono le 2.50 am pieno di delusione per la serata.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 09:26:38
01/08/2009 Sabato – New York.

La sveglia è per le 8 am; mi preparo ed esco subito. Sarà una giornata molto frenetica, Newyorkese.
Ritrovarsi subito a Central Park appena usciti di casa è una sensazione estremamente gratificante (foto N° 878, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/), impossibile cominciare la giornata in modo migliore.
La bella notizia è che oggi è una bellissima giornata di Sole con un clima ideale. Inizio la mia visita dall’UWS (Upper West Side) andando al Cafe La Fortuna (69 W 71st St between W Central Park & Columbus Ave). Durante le registrazioni di Double Fantasy questo cafè del West side era diventato per John Lennon una sorta di ufficio. (There are photos of him everywhere, and you can actually sit at his favorite table. But what I really love about this place besides the atmosphere, is the outdoor garden, avevo letto).
Avevo scoperto questo posto alla mostra fotografica sui Beatles tenutasi alla settimana della fotografia europea di Reggio; bellissima. Sapevo anche però che purtroppo la caffetteria era stata recentemente chiusa e quindi mi aspettavo di non trovare nulla, invece ora al suo posto c’è uno schifosissimo bazar! (foto N° 879) Ma guarda te! Quasi come avere saccheggiato un museo!
Sono di passaggio per il Dakota Building così mi fermo un attimo a scattare una foto. In quattro viaggi a NY non ho mai mancato una volta di rendere omaggio a John.
L’UWS comunque secondo me è bellissimo, di gran lunga migliore dell’UES; The West is the best!
Entro in Central park passando dal vicino Strawbarry Fields. Central Park è sempre meraviglioso ed anche quest’anno mentre arrivo trovo una corsa; porca vacca, tutte le volte che non corro io c’è una gara!
Arrivo fino a Columbus Circle dove salgo in metro. Sarà il fatto che forse sono ancora un po’ intontito o forse semplicemente il fatto che almeno una volta tutti gli anni mi sono sempre sbagliato a prendere la metro, fatto sta che invece di andare verso downtown prendo un treno espresso che mi porta fino ad Harlem alla 125th St! Attraverso i binari e mi rimetto subito nella direzione giusta, però ci perdo in totale almeno una ventina di minuti. La prossima tappa è vedere il Jacob K. Javits Convention Center (655 W 34th Street dalla 34th alla 39th Streets lungo la 11st Ave), ma in realtà non c’è poi nulla da vedere (foto N° 880). Al suo interno trovo operai che stanno montando una struttura, probabilmente stanno allestendo qualche spettacolo. Questa zona un po’ desolata della città mi ricorda vagamente il Downtown di Los Angeles (foto N° 881)
Non era tra i miei programmi però mi viene un improvviso ed irresistibile desiderio di andare in quella meraviglia di Bryant Park visto che non c’ero andato neppure lo scorso anno; quasi un sacrilegio. Visto che sono di strada decido allora di passare anche da Times Square e vedere l’isola pedonale. Normalmente questa è una zona della città alla quale starei alla larga (per via dei troppi turisti), ma alla fine credo che l’isola pedonale sia da vedere visto che potrebbe anche essere un esperimento irripetibile.
Ottima scelta comunque visto che durante il tragitto trovo un barrettino dove prendo eggs on roll with bacon e caffè per $ 2.50. Deliziosi!
Trovo inoltre l’Amny che ieri mi era sfuggito, così arrivo fino a Times Square, mi piazzo su una panchina libera, e mi metto a leggerlo lì!
Rimango soltanto una decina di minuti ma devo ammettere che fermarsi a leggere il giornale seduto in questa piazza è sensazionale! (nonché stranissimo, foto N° 882).
Purtroppo per oggi l’Amny non mette nessun evento. Trovo anzi un piccolo trafiletto con la notizia che la Canalis sta uscendo con George Clooney; ma a chi è che gliene frega??!?! Poi in America chi è che conosce la Canalis?!?! (Ad Agosto erano ancora all’inizio della loro storia, ndr).
Avvisto anche la celebre scalinata rossa di cui si è tanto parlato e che io fin’ora non avevo mai visto (foto N° 883).
Riparto arrivando sulla 5th Ave. Qua trovo un tipo con canna da pesca che da lezioni gratuite di pesca a mosca!! (foto N° 884) Spettacolo assoluto!!!!!!!!!!!!!!!
In pratica fa svolazzare avanti ed indietro la canna con il suo lungo filo giallo e c’è un casino di gente che si ferma giusto due minuti per provare!!! È pazzesco, siamo sulla 5th Ave a NY e la gente si ferma per provare la canna da pesca!!
Vorrei tanto provare anche io ma so già che poi mi farei prendere e probabilmente rimarrei delle ore; meglio che prosegua.
Registro un breve filmato quindi riparto senza mai fermarmi fino a Bryant Park. Anche qua non rimango certo deluso, c’è della gente che gioca a polo nel bel mezzo del prato!!! (foto N° 885) Fantastico!!
E la cosa ancor più bella è che vicino a loro ci sono un paio di ragazze con un cartello che riporta la scritta “Quiet! Game in progress” (foto N° 886)
Ecco, adesso mi è venuto voglia anche di giocare a polo!
Stavolta scatto delle foto talmente perfette, belle e pulite che non sembrano nemmeno delle fotografie ma piuttosto dei rendering... Anche quando le faccio perfette non vengono comunque bene!
Sul marciapiede intorno al prato c’è un’area dedicata al Bryant Park Reading Room, con uno scaffale colmo di libri che ognuno può prendere liberamente per poi fermarsi a leggerlo seduto ai tavolini (foto N° 887). Secondo voi questo non mi invoglia a fermarmi e mettermi a leggere immerso in questa meraviglia di parco??! Del resto come si fa, sfido chiunque a non rimanere scioccato da tanta bellezza!
C’è anche chi naviga in internet con il free WiFi e chi invece dipinge su tela.
L’unica cosa che spezza questo meraviglioso clima armonioso è il fatto che in giro ci sono una quantità di italiani impressionante; venire in estate a NY è terribile.
Prima di ripartire naturalmente usufruisco dello splendido e profumato bagno pubblico, notando che purtroppo la Public Library è tutta impacchettata per dei lavori di restauro.
Arrivo fino all’Empire per andare nel vicino negozio di scarpe nel quale avevo preso le mie prime Converse Newyorkesi, ma purtroppo non trovo quelle che cerco.
È ora di ripartire in direzione Meatpaking, dove trascorrerò molto ma molto più tempo di quanto avevo previsto.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 09:29:40
Inizio il mio personalissimo tour dei posti ammirati in The City passando subito da Diane Von Furstenberg (foto N° 888) a caccia di Whitney ed Olivia...
Entro giusto per fare un giro; il salone sarebbe immenso ma lo spazio dedicato all’area espositiva è molto limitato. Ovviamente tutti capi di alto livello ma non mi interesso dei prezzi. Solo stando fuori dal negozio, attraverso una vetrina, riesco a scorgere la scalinata che appare spesso in The City (foto N° 889).
Mangio un hot dog poi riparto. Mi fermo a scattare qualche foto al The Diner (foto N° 890, 44 9th Ave btw 14th e 15th St http://www.thedinernyc.com/), ristorantino tranquillo dove Whitney e Jay  andavano in uno dei loro primi appuntamenti. Molto carino davvero, classico posto da spuntino pomeridiano alla The Hills.
Solo ora con la luce del giorno mi rendo davvero conto di quanto sia splendido il palazzo che ospita il Chelsea Market (foto N° 891, 75 9th Ave Btw 15th and 16th St http://www.chelseamarket.com/), con un’architettura davvero particolare. Entro però almeno la metà dei negozi sono stati completamente svuotati. Sempre piacevole comunque farci un giro.
Giusto a fianco, subito prima di Buddakan, si trova uno dei posti che avevo segnato da vedere, 202 – Nicole Farhi (75 9th Ave btw 15th & 16th Streets www.nicolefarhi.com), una boutique/caffetteria davvero fantastica, imperdibile! (foto N° 892). Proprio il classico posto innovativo da Meatpacking! Ci sono anche alcuni tavolini fuori sul marciapiede (alla The Hills, ndr) dove sono sedute due ragazze carine (foto N° 893). Un posto fantastico!
I vestiti in vendita però sono forse un po’ troppo “da stilista”; i prezzi non sono altissimi ma nemmeno troppo economici.
Nel palazzo esattamente di fronte (foto N° 894) si trova invece la bellissima sede Newyorkese di Google (76 Ninth Avenue btw 15th e 16th St - 4th Floor, ma hanno anche un rooftop http://www.youtube.com/watch?v=OxQ3LiEKqtY). L’ingresso però purtroppo è chiuso e comunque la sede non è nemmeno indicata sulla targhetta.
Tornerò nel Meatpacking più tardi, ora mi incammino verso Chelsea.
Subito mi fermo da Fisch for the Hip (153 W 18th St. between 6th and 7th Avenue www.fischforthehip.com), altra boutique che avevo segnato, ma stavolta resto un po’ deluso visto che è piccolissima (foto N° 895); non entro nemmeno. Prossima tappa è Il Bastardo (191 7th Ave between 21st St & 22nd St http://www.ilbastardonyc.com/) una Tuscan steakhouse – caffetteria. Normalmente un nome del genere sarebbe più che sufficiente per tenermi alla larga il più possibile, ma siccome ci è andato Jay di The City decido di dargli una possibilità. In effetti come locale è molto carino, proprio un bel posto in cui rilassarsi (foto N° 896). Questo è anche il locale dove in The Hills si erano conosciuti Whitney e Jay dopo un suo concerto tenuto proprio qui. Dal sito si può vedere lo spezzone della puntata. In The Hills comunque io a questo punto non ci sono ancora arrivato.
Mentre passeggio mi ritrovo casualmente davanti ad una galleria, CHC Gallery (foto N° 897, 511 W 20th Street http://www.chcgallery.com/jun202009.html), così mi infilo dentro. È piuttosto piccolina, ma è la classica bottega che caratterizza il quartiere di Chelsea, fantastica! C’è pure la sagoma di un cane disegnata in terra come se fosse avvenuto un omicidio! (foto N° 898)
Prossima tappa è The Gagaosian (522W 21st Street at 10th Avenue http://www.gagosian.com/). Avevo letto che in questa galleria ad ingresso free erano esposti quadri di Picasso dell’ultimo periodo. L’edificio è molto vasto e percepisco che all’interno dev’essere spettacolare, peccato però che sia tutto chiuso (foto N° 899). Faccio un giro tutto intorno ma nulla da fare, peccato davvero.
Arrivo davanti al Marquee, il cui ingresso di giorno fa tutto un altro effetto (in negativo ovviamente, foto N° 900), poi faccio un giro lungo la 27th St. Vedendola sotto la luce del giorno è davvero impensabile che di sera questa diventi una delle strade più hip di NY (foto N° 901).
Scorro il Pink Elephant, l’Home, il Guest House ed il Cain (foto N° 902 e 903), poi torno indietro.
Solo adesso, nonostante tutte le volte che ci sono passato, noto che praticamente di fronte al Marquee c’è un parco. Dei ragazzi stanno giocando a squash, bello (foto N° 904).
Passo ora dal Terminal Stores (269 11th Avenue between 27th and 28th St http://www.thetrainnewyork.com/en/venue) che avevo catalogato come boutique. In realtà si tratta di una warehouse enorme un po’ in stile docks inglesi (foto N° 905) davanti alla quale sono passato non so quante volte senza sapere di cosa si trattasse. Il cartello indica che il sabato in estate è chiuso ma la porta si apre ed entro. All’interno non trovo nessuno ed anche come negozi è praticamente spoglio, salvo giusto un paio (foto N° 906 e 907). Ha davvero grandissimi potenzialità comunque, bel posto davvero.
Uscito incontro una ragazza carina che intuisco sta andando a prendere il Sole da qualche parte. Incuriosito, ovviamente pedino… Arrivo così allo Hudson River Park, un parchetto sull’Hudson River esattamente a fianco del Chelsea Pier, dove c’è un casino di gente distesa sull’erba a prendere il Sole (foto N° 908). Ecco una cosa che proprio non mi aspettavo di trovare a Manhattan! Davvero carino, sembra di essere al mare, solo che si ha la vista su tutto il NJ (foto N° 909).
Proseguo nel mio giro trovando poco distante un recinto per cani (sempre divertente, foto N° 910), fino ad arrivare sulla W 22nd St, dove ieri sera stavano girando il film. Trovo ancora diverse attrezzature (foto N° 911), però adesso non c’è nessuno. Scorro il Mr. West (foto N° 912) ed arrivo dove stavano filmando ieri sera. Come sempre con la luce del giorno il fascino tende un po’ a svanire (foto N° 913).
Pochi passi più avanti lungo la via si trova un palazzo in mattoni che invece di fascino ne ha da vendere (foto N° 914). Leggendo i cartelli credo che al suo interno sia stato ricavato un centro estetico o qualcosa del genere, fatto sta che è un palazzo che si potrebbe tranquillamente trovare anche nella vecchia Manchester! Bellissimo!
Visto che me la ritrovo sopra la testa cerco allora di seguire l’High Line Park, anche se so che in questa zona della città non è ancora stato aperto. Dopo aver preso visione di ciò mi incammino di nuovo verso il Meatpacking.
Arrivato, a questo punto proseguo lungo le strade già visitate ieri sera. Passo davanti al Revel (foto N° 915), al bellissimo Standard Grill costruito sotto l’High Line (foto N° 916), quindi vado al Brass Monkey (foto N° 917, 55 Little West 12th St http://www.brassmonkeynyc.com/), un pub un po’ isolato dove era andata Erin di The City.
È ora di salire sull’High Line (http://www.thehighline.org/) e devo ammettere che è veramente gradevole, geniale! (foto N° 918). Peccato solo che sia troppo affollato.



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 09:31:12
Appena saliti si ha subito la vista sullo Standard Hotel che è costruito proprio qua sopra. Esternamente però non è che sia proprio bellissimo come palazzo, appare più che altro come una costruzione anonima di qualche decina di anni fa.
Quando tornerò a casa leggerò un articolo riguardante proprio questo albergo costruito sull’High Line nel quale si dice che alcuni esibizionisti amano farsi ammirare dai visitatori del parco lasciando scostate le tende delle vetrate durante i loro piccanti incontri… Lo avessi saputo prima avrei prestato maggior attenzione!
La vista sul Meatpacking da quassù comunque è veramente piacevole (foto N° 919 e 920) e la splendida giornata di Sole contribuisce ulteriormente nel rendere deliziosa la mia visita. Durante il percorso trovo anche alcune sdraie con ragazzi e ragazze distesi al Sole (foto N° 921). Arrivo fino in fondo dopo aver percorso 4 streets credo. Ancora piuttosto corto come tratto ma davvero bellissimo questo parco. La vegetazione simil spontanea che cresce lungo i binari rende il tutto ancor più geniale (foto N° 922).
Scendo e passo a questo punto dal Pastis (foto N° 923, 9 9th Ave http://www.pastisny.com/), dove incontro molte ragazze veramente splendide. Questo storico bistrot, che tra l’altro appare anche nel favoloso “Melinda e Melinda” di Woody Allen, rimane un autentico punto di riferimento nel quartiere; gli anni passano ma rimane costantemente il posto migliore.
Arrivo allo Standard Hotel trovando al suo ingresso una piazzetta con tanti tavolini gialli dal design particolare, un bel tocco di colore alla zona (foto N° 924). Ma la cosa veramente spettacolare è che ad intrattenere i presenti c’è una band (tastiere di legno, batteria e violoncello) con i componenti del gruppo vestiti da animali pelosi!!! Due sono in rosa, l’altro in blu, di uno straordinario pazzesco!!!! (foto N° 925) Viene troppo voglia di andare ad abbracciarli o almeno accarezzarli!
Entro allo Standard che ovviamente è favoloso. È molto diverso dagli altri alberghi più cool, questo è arredato in modo moderno ed ha un’atmosfera più rilassata, gioiosa, divertente; mi piace davvero tantissimo.
Prossima meta è il Los Dados (foto N° 926, 73 Gansevoort St btw Washingtons St e 9th Ave http://www.losdadosmexican.com/), ristorante messicano - bar dove sono stati Whitney e Jay. Ennesimo posto carino alla The Hills.
È ora il turno del Fig & Olive (420 West 13th Street Btw Ninth Ave & Washington St. Ristorante - Lounge www.figandolive.com/), visto sempre in The City. Questo però non ha i tavolini sul marciapiede ed è rialzato rispetto al livello della strada, per cui non vedo praticamente niente.
Termino il mio giro nel Meatpacking passando di nuovo davanti al Pastis, straordinario!
Arrivando al Bagatelle (409 West 13rd St ristorante lounge http://www.bistrotbagatelle.com/) vedo che qua la “vita” è già cominciata, con musica da discoteca e tantissima gente! Cavolo, sono solo le 4 pm!
Comunque passeggiare tra le stradine del Meatpacking il sabato pomeriggio, in una bella giornata di soleggiata, trasmette delle sensazioni straordinarie, impagabili!
Procedo ora verso sud incamminandomi verso il West Village. Mi imbatto subito in un supermercato di quartiere (D’Agostino Supermarket http://www.dagnyc.com/ 790 Greenwich St) dislocato in una bella zona ombreggiata dalle tante piante presenti in queste zone. È tutto il giorno che cammino sotto il Sole, entro e compro una bottiglia d’acqua fresca ed un Twix.
Sarebbe meraviglioso fare ogni volta la spesa qui, anche perché significherebbe abitare in zona!
Passo dallo Spotted Pig (314 W 11st St at Greenwich St http://www.thespottedpig.com/)
Ristorantino - pub dove vengono spesso avvistati personaggi famosi (Rihanna, Whitney Port, etc.).
Esternamente appare più come la bottega di un fioraio che un pub viste le tante piante che quasi vanno a creare una piacevole veranda (foto N° 927). Siccome non ha insegna l’unico modo per riconoscerlo è un maialino appeso sopra la porta d’ingresso. Entro.
Il locale è davvero piccolino, ma ha un’atmosfera di una tale rilassatezza, pace e tranquillità che lo rendono di una meraviglia incredibile! Straordinario!
Naturalmente non scatto foto all’interno per non spezzare la magia. Veramente un posto da Village, un posto stupendo! Se ci vanno tanti VIP del resto ci sarà bene un motivo. Rimarrà il mio posto preferito in assoluto!
Ho ancora però tantissime cose da fare e da vedere oggi, per cui esco e proseguo nel mio giro.
Mi incammino verso il Magnolia Bakery (401 Bleecker Street at 11st St http://www.magnoliacupcakes.com/), dove come sempre c’è una lunghissima fila per entrare che prosegue anche girato l’angolo (foto N° 928). Durante il percorso incontro uno store di Marc Jacobs dalla bellissima vetrina colorata. C’è fila anche qui per entrare.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 09:33:19
Da Bleecker St devio sull’alberata Perry St, meravigliosa come sempre. Mi reco quindi al Doma Cafè (17 Perry St. at 7th Ave) visto che ho ancora il rimorso dallo scorso anno per non essermi potuto fermare a causa del troppo affollamento che avevo trovato. Stavolta va molto meglio, prendo un thè al limone e mi siedo ad un tavolo affacciato direttamente alla vetrina. Certo che Fabio Volo nello scrivere il suo libro (Il giorno in più, ndr) era immerso in un ambiente davvero eccezionale (foto N° 929).
Affacciato alla vetrata osservando la gente che passeggia per il Village ricavo delle piacevolissime sensazioni, anche se dopo essere stato allo Spotted Pig non riesco a gustarmi questa caffetteria fino in fondo. Non lo so, sarà il fatto che c’ero già stato o forse il fatto che voglio sempre quello che non posso avere, fatto sta che vorrei essere allo Spotted Pig anziché qui! Non sono mai contento.
In ogni caso gusto il rinfrescante thè al limone che mi da un senso di sollievo dopo la lunga camminata sotto il Sole. Un cartello indica che il venerdì qui è il magazine day, cioè chi porta in questa giornata almeno tre riviste da lasciare al Doma riceve gratuitamente o una tazza di caffè o di thè; fico!
Il tempo come sempre scarseggia, finisco la mia bevanda e sono pronto a ripartire.
Mi incammino ora sulla 7th Ave dove noto subito che a pochissimi passi di distanza dal Doma si trova il Village Vanguard (foto N° 930 http://villagevanguard.com/), noto locale jazz. Lo scorso anno non lo avevo visto. La prossima volta che tornerò a NY devo assolutamente trascorrere una seratina da queste parti.
Vado quindi al Jefferson Market Garden (Greenwich Ave tra 6th Ave e W 10th St), splendido giardino ben curato ed immerso nell’ombra dove si sposa Fabio Volo ne “Il giorno in più” (foto N° 931). Prati perfetti e bella vegetazione, insomma perfettamente in tema con la zona.
Fabio Volo sarà anche un tipo un po’ montato, però bisogna ammettere che di posticini carini a NY ne conosce davvero tanti.
Arrivo quindi all’Extra Virgin (259 W 4th St at Perry St. http://www.extravirginrestaurant.com/) caffetteria nella quale sono andati Whitney e Jay. Sempre con i tavolini sul marciapiede, ennesimo posto carino (foto N° 932).
Poco più avanti trovo invece un negozio davvero particolare… Sul tendone è riporta la scritta “The Bathroom”, praticamente è un negozio dove vendono soltanto accessori da bagno, spettacolare!! (foto N° 933)
Già che sono in zona vado anche a vedere il palazzo di Friends su Bedford Ave. Già visto diverse volte ma sempre entusiasmante! (foto N° 934).
Passeggio quindi lungo Barrow St e Commerce St (foto N° 935), che come Perry St sono due stupende strade alberate.
Ritorno su Bleecker St (foto N° 936). A quest’ora della giornata, in questa giornata meravigliosa, è d’obbligo una sosta da Yogurtland! (dalle mie foto dello scorso anno http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/2982914165/) Mi riprometto di prendere una dose di yogurt-gelato un po’ più piccola rispetto a quella gigante dell’anno scorso, ma quando sei lì come fai a limitarti?!? È tutto così squisito che devo proprio prendere praticamente un po’ di tutto ed alla fine mi ritrovo con una coppetta bella grande e $ 5,50 dollari in meno. Deliziosa!
Mentre mi gusto questa rinfrescante squisitezza, continuo a camminare fino al Cornelia Cafè (29 Cornelia St at Bleecker St. http://www.corneliastreetcafe.com/home.asp) dove sono andati Whitney e Jay. Questa però ha dei colori troppo sgargianti, non proprio confortevoli, ed è la caffetteria che apprezzo di meno tra tutte quelle ammirate (foto N° 937). 
Tappa successiva è il The Point (37a Bedford Street, www.thepointnyc.com/) E' un bar ma è soprattutto un posto per trovarsi, fare la maglia e poter comprare l'occorrente per il lavoro quindi è pieno di gomitoli, filati, ecc. (Tratto dal libro di Fabio Volo, ndr).
Mi ritrovo davanti una bottega-bazar dove effettivamente sembra esserci un po’ di tutto (foto N° 938). Davvero curioso come posto, non entro solamente perché ho ancora tante cose da vedere.
Proseguo su Bleecker St fino ad arrivare al Le Poisson Rouge (158 Bleecker St. btw. Thompson and Sullivan St http://lepoissonrouge.com/ di fronte al Back Fence). Avevo segnato questo posto come una galleria – bar molto cool, ma in realtà, a vederlo da fuori, appare più come un posto per musica live (però sempre cool). Sento infatti che stanno facendo il sound check probabilmente per il concerto che si terrà in serata.
A questo punto ho terminato la lista delle cose da vedere nel Village e mi incammino verso Soho che da qui è vicina.
È tutto il giorno che cammino praticamente senza sosta (tranne quella in Times Square) ma è una di quelle giornate assolutamente da ricordare. Sono qua a New York da solo, ma è sicuramente uno dei più bei pomeriggi che abbia mai trascorso. Non ho bisogno di niente, mi basta semplicemente passeggiare per queste strade per essere felice. E lo sono veramente.
Non c’è niente di più meraviglioso che trascorrere un sabato pomeriggio spensierato girando tra le strade del Meatpacking e del Village; come direbbe Max, “Basta un giorno così.”
Sono davvero felice ed appagato come non mi sentivo da tantissimo tempo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 09:34:46
Anche a Soho ho un sacco di cose da fare, oltre che ammirare le belle ragazze che vanno per negozi... Prima tappa è Once upon a tart (135 Sullivan St between Houston St & Prince St http://www.onceuponatart.com/), dove sono andati Allie e Adam di The City. É l’ennesimo ristorantino – caffetteria della giornata con i tavolini sul marciapiedi (foto N° 939).
The City mi ha fatto scoprire una marea di localini davvero splendidi, posti che magari  passerebbero inosservati passeggiando casualmente tra le strade ma che meriterebbero di fermarcisi almeno per un po’; peccato che io non ne abbia il tempo.
Comunque non sarebbe da me fermarmi, rilassarmi e godermi qualcosa, no, io sono sempre in continuo movimento, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, nuovi obbiettivi o nuovi stimoli, come una fame insaziabile. Così sono fatto, che ci volete fare?
Passo quindi da Dos Caminos (475 West Broadway at Houston St). Ristorante, qui sono stati avvistati qui Jessica Simpson e Ashlee Simpson. Guardo bene ma non vedo nessuna delle due... Gran bel locale comunque, giusto all’inizio della Soho più movimentata, ed infatti trovo molta gente intenta nell’aperitivo (foto N° 940).
Casualmente mi ritrovo alla Rock & Roll Hall Of Fame Annex (foto N° 941, http://www.rockannex.com/home), dove attualmente si tiene una mostra su John Lennon organizzata da Yoko Ono. Io però già ero rimasto deluso dal museo dei Beatles a Liverpool, per cui procedo oltre.
Arrivo all’Antique Garage (41 Mercer St btw Broome Street and Grand St http://www.antiquegaragesoho.com/) ristorantino tipico della zona, molto bello (foto N° 942), in cui sono stati Erin e JR di The City.
Sarebbe fantastico sedersi sul quel divano rosso, birra in mano, e stare semplicemente ad osservare la gente che passa. Sarà per la prossima volta.
É tardissimo, si sono fatte le 7 pm passate, la prossima tappa è Topshop (478 Broadway at Broome Street). Avrei ancora diversi posti da visitare però mi sa tanto che il mio tour terminerà qui per questioni di tempo.
Lo store di Topshop a NY è stato aperto soltanto da pochi mesi e festeggiato con un party da Balthazar al quale mi sarebbe tanto piaciuto partecipare… (http://newyork.joonbug.com/glamdamnit/starstudded-launch-for-topshop-glam-damn-it-new-york/sK8MSqX4bHz)
Il negozio si trova in un bel palazzo caratteristico del quartiere. Trovo dei vestiti un po’ particolari, sicuramente di buona qualità ma non esattamente nel mio stile. C’è anche la giacca che avevo preso a capodanno nello store di Edimburgo, io però l’avevo pagata meno grazie ai saldi. Presi singolarmente i vestiti che trovo non è che mi dicano granché, ma facendo delle combinazioni si ottiene un bel risultato. Capisco che non avrò la possibilità di girare per altri negozi per cui mi concentro su questo. Alla fine, visto anche che è tutto disposto in modo un po’ confusionario, vedo un manichino addobbato con buon gusto e mi compro esattamente quello che ha indosso lui!
Non sono cose esattamente nel mio stile ma lo diventeranno… Alla fine qui dentro ci spendo 40 minuti e $ 297,95! (Piccola nota: a NY le tasse sul vestiario per importi inferiori ai $ 150 non vengono applicate, se però ad esempio comprate due cose da $ 80, arrivando ad un totale di $ 160 quindi, allora le tasse le pagherete.)   
Adesso è veramente tardissimo, scappo in metro e scendo a Union Square.
Come ormai da tradizione, la mia ultima cena a New York si tiene al Whole Food che si trova qui. Oltretutto riesco a sedermi al mio solito fantastico abituale posto affacciato alla vetrata che dà sulla piazza (foto N° 943). Stavolta però non prendo il solito tris, mi limito ai maccheroni al formaggio ed alla porchetta (!!!) visto che non c’è l’agnello. Spendo qualche Dollaro in meno del solito ma la porchetta non è proprio il massimo, praticamente è pelle secca ed alla fine ne mangio pochissima.
Osservando dall’ampia vetrata noto che come sempre a Union square c’è un evento… stavolta hanno sbattuto in terra dei grossi blocchi di ghiaccio, la gente li prende e li sbatte a terra con violenza mandandoli in frantumi! Ci può essere qualcosa più da deficienti??!
Naturalmente è una cosa che fa per me!
Terminata la cena ecco infatti che mi precipito in piazza e vado anche io a scagliare in terra qualche blocco di ghiaccio! (foto N° 944) Niente di meglio per concludere la giornata!
Scappo di nuovo in metro, è tardissimo, è davvero ora di rientrare in ostello.

Sarà incredibile ma anche il mio rientro è da raccontare. Scendo dalla metro alla mia stazione in Columbus Circe, quando vedo che proprio davanti all’ingresso del TWC c’è un cartello che indica “Ufo Sighting – Stop here after sunset to see ufo’s in the night sky”  con 5/6 svampiti con la testa all’insù che scrutano il cielo (foto N° 945). Che coglionata! Però spettacolare!
Arrivo in ostello che sono le 8.50 pm, tardissimo, ma è stata una giornata straordinaria, indimenticabile.
Non c’è tempo però per compiacersi, la mia ultima bellissima notte a New York è già sul punto di iniziare!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 04 Febbraio 2010, 15:14:49
Niente male come sabato pomeriggio eh Luca?
Anzichè girare in centro da noi, vedendo le solite faccie da c**o che se la tirano a più non posso, ti sei fatto una vaschetta superlativa!
Quelle sono le mie zone preferite, in particolare l'incrocio Bleecker/Perry, i palazzi in ghisa affacciati sulle strade di mattoni di SoHo e Union Square.

A tal proposito, dato che condividiamo l'allergia al turista italiano tipico, guarda cos'ho trovato in rete, cercando curiosità su SoHo:
 "Strapieno di boutiques di lusso, è frequentatissimo dai turisti italiani, categoria contraddistinta dalla curiosa abitudine di viaggiare attraverso i continenti praticamente soltanto con lo scopo di fare shopping di capi di vestiario che potrebbero tranquillamente trovare nel negozio sotto casa. Sciamano a centinaia curvi sotto il peso di innumerevoli borse griffate, difficilmente gli passa per la testa che ci possa essere qualcosa di più interessante della vetrina di Prada e così facendo si perdono dei fantastici edifici che si possono vedere praticamente solo in questo quartiere".

Brava Dede!!!

 :D


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 04 Febbraio 2010, 15:32:25
Che ci vuoi fare Pippo... alla fine peggio per loro!
E' che purtroppo in alcuni periodi dell'anno di gente così a NY c'è pieno!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 04 Febbraio 2010, 20:09:01
Che bellissima giornata newyorkese mi hai fatto passare...che ricordi...grazie!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 05 Febbraio 2010, 12:38:51
Che bellissima giornata newyorkese mi hai fatto passare...che ricordi...grazie!!!
Guarda, è stata davvero fantastica, bellissima! Quanto vorrei ripeterla domani!!!!!!!! ;)

A proposito, neanche a farlo apposta ieri sera su MTV è inizito The City!
Io non l'ho visto ma, come dicevo, secondo me con le voci doppiate perde tantissimo. Comunque chi ha difficoltà con la lingua ora può gardarselo anche in Italiano!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Febbraio 2010, 10:55:50
Doccia poi mi preparo al volo. La vera notizia è che stasera non indosso il Power Suit.
Non ricordo neppure quando è stata la mia ultima notte a NY senza indossarlo, probabilmente bisogna risalire al primo viaggio del 2006, ma per stasera ho progetti molto diversi rispetto al solito. Stasera infatti si va nell’East Village ed a Williamsburg.
Jeans e camicia nera portata fuori sono perfetti per l’occasione.
Mi preparo a tempo di record ed alle 9.30 pm sono già pronto per uscire. Mi ributto in metro scendendo di nuovo in Union Square. C’è ancora il ghiaccio in terra, anche se stanno iniziando a portarlo via. Peccato, avrei voluto sbatterlo un altro po’…
Come sempre la piazza è molto animata, con tantissima gente.
Seguo la 4th Ave verso sud, quindi giro lungo qualche streets diretto ad est. In questa zona della città le strade sono veramente carine, dei bei viali alberati lungo i quali sorgono graziose casette (foto N° 946, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/).
Alle 10 pm sono già nel cuore dell’East Village, sulla 2nd Ave, che è veramente strapiena di locali. È impressionante, praticamente ad ogni civico corrisponde un locale. Questa zona non l’ho mai frequentata troppo di notte ma è veramente da vedere, strapiena di gente ed anche di auto (foto N° 947).  I locali naturalmente sono molto diversi da quelli del Meatpacking, sono tutti più informali ma ugualmente carini e di buon gusto. Quasi tutti ristorantini o comunque posti dove si cena e poi si rimane a bere. Alcuni poi sono a tema od hanno un design particolare (foto N° 948 e 949).
La gente è forse meno curata come look rispetto a chi si incontra nelle zone più hip, ma le belle ragazze certo non mancano.
È una NY più “sincera” rispetto a quella modaiola del Meatpacking e di Chelsea, sarà una banalità però è effettivamente così.
Percorro tutta la 2nd Ave dalla 10th St fino ad arrivare a Hudson St, il confine con il LES. Non che abbia il tempo di fermarmi da qualche parte, ma anche volendo non saprei proprio dove entrare; ci sono talmente tanti locali carini che la scelta sarebbe davvero difficile. Alla fine forse basta fermarsi in un bar qualunque, (un qualunque bar americano per chi ha visto Love Actually…), uno praticamente vale l’altro, tanto hanno tutti la stessa affascinante atmosfera. Passeggiare lungo la via, con tantissimi ragazzi in giro, è veramente bello.
Ritorno verso nord incamminandomi stavolta sulla 1st Ave, ed anche qui incontro tantissimi locali, forse appena leggermente meno che sulla 2nd Ave ma è sempre davvero molto bello. Vado anche a vedere alcuni posti che avevo segnato tipo il Boucarou (64 E 1st St Btw 1st and 2nd Aves http://www.boucaroulounge.com/ Ora già chiuso!) ed il Sutra Lounge (16 1st Ave at 1 St. http://www.sutranyc.com/home.htm) che però, pur essendo molto d’atmosfera, sinceramente mi sembrano più sullo stile Meatpacking che East Village; un po’ fuori posto insomma.
Visto che ci sono così tanti locali sulle Avenues, pensavo che le Streets a questo punto fossero praticamente deserte, ma sbagliavo! Anche lungo queste infatti trovo qualche posto veramente carino, forse più raffinato e tranquillo rispetto ai locali “di massa” che si trovano lungo le Aves.
Di solito l’ultima sera ho sempre avvertito quel senso di nostalgia anche se effettivamente non ero ancora partito, ma stavolta è tutto diverso. Abbiamo visto e fatto talmente tante cose straordinarie durante questo viaggio che proprio non è possibile essere malinconici. È una delle rarissime volte in cui mi sento di aver fatto tutto quello che potevo e l’ho fatto davvero al meglio. È rimasto fuori il surf che era una delle cose fondamentali, ma nemmeno questo riesce a scalfire il mio senso di appagamento. Ecco, sono veramente appagato, ed è una sensazione davvero piacevolissima.

Faccio infine un breve giro anche sulla 3rd Ave per completare l’esplorazione della zona. Qua però c’è molto meno e trovo solo un posto degno di nota, il lounge di un bell’albergo che però non ha insegna.
Torno a Union Square e riprendendo la metro fino a Bedford Ave, Williamsburg.
Arrivo che è ormai mezzanotte. La fermata della metro è situata nel vivo della zona, che però fin da subito non è che mi faccia una grande impressione. Se l’East Village mi sembra abbia fatto passi da gigante, questa zona deve farne ancora davvero parecchi. Non è che ci sia poi tantissima gente in giro, anzi, rispetto all’East Village non siamo neppure vicini alla metà come quantità (in proporzione, naturalmente l’East Village è molto più vasto). I palazzi sono più bassi e forse ti mettono un po’ meno in soggezione, ma l’atmosfera è meno suggestiva e comunque questa zona mi sembra sempre lasciata un po’ all’incuria, con immondizia in terra e cassonetti strapieni (foto N° 950). Soprattutto però di locali lungo Bedford Ave non è che ce ne siano poi così tanti, ed inoltre per lo più sono mezzi vuoti e non molto attraenti.
Subito mi reco a vedere il Public Assembly (ex Galapagos, 70 N. 6th St. bet. Wythe and Kent Aves www.publicassemblynyc.com/), che forse è il locale più rinomato del quartiere. Anche lungo la sua via c’è qualche localino, un po’ più d’atmosfera forse rispetto a quelli di Bedford Ave.
Il Public Assembly è molto alternativo e veramente bello come posto, almeno vedendolo da fuori attraverso la vetrata. È tutto in mattoni al grezzo con l’interno molto colorato in stile Klaxons (foto N° 951). Ci sono due sale (se ne vede solo una da fuori) in ognuna delle quali si sta tenendo un concerto. Ad ogni modo non è che ci sia tantissima gente, così procedo con l’intenzione di tornare più tardi.
Percorro tutta Bedford Ave (non che sia lunghissima, anzi) quindi vado al Barcade (388 Union Ave btw Ainslie St e Power St), che si rivela più lontano di come mi sembrava sulla cartina. Nel mezzo tra Bedford Ave e qua comunque c’è il nulla più assoluto, niente di niente. E nemmeno nessuno in giro. Sembra quasi una vecchia zona industriale ormai dismessa.
Incredibile ma riesco a trovare degli italiani persino qui!
Questi però mi sembrano dei residenti della zona, almeno a giudicare dagli argomenti di cui parlano.
Il Barcade è un bar un po’ particolare, ci sono infatti un sacco di videogiochi ormai vintage come Tetris e simili (foto N° 952). Carino e sempre molto alternativo come posto, però io terrei la musica un po’ più alta e metterei un sound indie molto più marcato. Così dovrebbe essere Williamsburg!
Mi piacerebbe davvero fermarmi a bere una birra, ma alla fine che senso ha trascorrere la serata qui?? Cioè, va bene che è un posto particolare e caratteristico della zona, ma con l’East Village non c’è paragone!
A parte questo bar nelle vicinanze poi non c’è assolutamente nient’altro.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 08 Febbraio 2010, 10:57:26
Torno allora su Bedford Ave, che mi delude di nuovo (speravo ci fossero molti più locali e molta più gente), quindi Public Assembly. Entro, ma quando si arriva al punto in cui c’è da pagare allora esco. Alla fine non mi va di restare qui, non ha davvero senso. Sarà anche molto carino come posto ma non me la sento di dire che sia meglio del Maffia  (locale di Reggio purtroppo ora chiuso, sigh!). L’unico punto in più a suo favore è che si trova a NY anziché a Reggio... non è sicuramente un punto da poco, ma di sicuro tutta questa attenzione che si da a Williamsburg (al punto da meritarsi canzoni, articoli vari, etc.) mi sembra un po’ esagerata.
Il mio comunque è un giudizio basato su una permanenza brevissima e probabilmente potrei aver beccato anche un week end sbagliato (anche ieri sera a Chelsea c’era pochissimo), però questo è quello che ho visto io. L’estate poi è sicuramente il periodo peggiore per venirci (ma questo anche a NY in generale…), spero di riuscire a tornare presto in una stagione diversa; in ogni caso a Williamsburg vorrei tornarci.
Dopo poco più di un’oretta quindi mi rimetto in metro e torno nell’East Village, che invece mi ha impressionato molto positivamente. Giro un po’ la zona alla ricerca di un posto in cui fermarmi, ma adesso anche qui c’è già molto meno ed i locali iniziano a svuotarsi. Decido allora di andare nel LES dove incontrerò sicuramente più gente.
Casualmente arrivo anche al Katz’s Delicatessen in cui ancora non ero mai stato (foto N° 953). Percorro tutta Ludlow St fino ad arrivare al Dark Room (165 Ludlow St), locale che frequentavano i ragazzi degli Interpol quando erano ancora agli inizi. Mi ha sempre ispirato questo posto ma purtroppo trovo una lunga fila all’ingresso e per giunta anche qui degli Italiani!
Proprio non ne posso più, è incredibile che ovunque vada ne trovi!! Alla fine Decisione Drastica N°5: mai più a NY in estate! (sperando di poter continuare a scegliere liberamente il periodo delle ferie). L’estate è veramente il periodo peggiore, sia come stagione che come gente!
Faccio un altro giro in zona, ma è tutta sera che cammino senza mai fermarmi ed a questo punto mi è anche passata un po’ la voglia. È bastato comunque un solo giorno a NY per farmi venire le vesciche ai piedi! Certo la passeggiata di oggi è stata un po’ lunghina… tra l’UWS, Chelsea, Meatpacking, West Village, Soho, East Village, Williamsburg ed infine LES!
Torno in ostello e mi metto a letto che sono ormai le 3 am. È la mia ultima notte in America dopo tre settimane trascorse qui. 


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 08 Febbraio 2010, 22:15:55
Sento che ormai siamo proprio agli sgoccioli purtroppo (anche se dirai che non ci vuole un genio a capirlo, visto l'ultima frase del post :laugh:)!

Da quel che ho letto in quest'ultima parte del racconto mi sembra che l'East Village sia un posto "un po' più da pub", mi sbaglio?
A questo proposito, mi sono sempre chiesto (o almeno da un po' di tempo a questa parte), se uno a New York volesse andare un locale informale, una sorta di pub appunto, a bere una birra e magari assistere un concerto live nel frattempo, in che zona dovrebbe dirigersi?
Non so mi sono sempre immaginato che ci fossero locali con un bancone di legno bello spesso, dove ti siedi bevi qualcosa e ascolti un po' di musica rock... :) è solo una fantasia o anche in minima parte rispecchia la realtà?

Scusa la domanda bizzarra!

P.S. Mi sa che nel penultimo post è rimasto pigiato il "corsivo". ;)



Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 09 Febbraio 2010, 10:55:58
Purtroppo nel forum da quando è stato aggiornato ci sono dei grossi problemi con il cursore quando il post è lungo, perde continuamente la posizione e ieri non riuscivo proprio a sistemare il corsivo! Ora ho inserito quel post da capo in modo da sistemare tutto.

Per l'East Village è effettivamente così come hai intuito. Certo anche qui ci sono locali un po' di tutti i tipi, ma per lo più sono posti in cui fermarsi a bere. Non proprio solo pub, più simili a ristorantini in cui ti fermi a bere qualcosa con tavoli anche sul marciapiede (in estate ovviamente).
Posti con musica live come quelli che intendi tu poi trovarne sia qui ma anche nel Village e su Bleeker St. Ricordo che Spino è stato diverse volte al Back Fence, a me sembrava un bel posto anche quello che si trova esattamente di fronte, Le Poisson Rouge. Nel mio primo viaggio ero stato all'Arlene's Grocery, pub con bancone e saletta tipo sala prove. Bel posto anche questo.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 09 Febbraio 2010, 20:42:47
Grazie per i consigli, sto dando un occhiata ai siti dei vari locali per farmi un'idea.

Ho anche scoperto una pagina di wikipedia in inglese che elenca tutte le principali vie di Manhattan, descrivendo per ciascuna i locali tipici, i luoghi dove passare... è davvero interessante! Per chi volesse ecco il link (http://en.wikipedia.org/wiki/Category:Streets_in_Manhattan).

Si per il corsivo, immagino le difficoltà, l'ho fatto notare giusto perchè me ne era accorto, anche se era una cosa del tutto secondaria!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Febbraio 2010, 09:04:11
Davvero ottimo il link a Wikipedia, me lo segno anche io!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Febbraio 2010, 09:08:31
02/08/2009 Domenica – Last Day.

La mia ultima chiamata mattutina Americana è fissata per le 8 am.
Subito una piacevole sorpresa ad attendermi… ovvero anche oggi piove! Ma come??!
Ma se dopo la meravigliosa giornata soleggiata di ieri sembrava che non sarebbe più piovuto per anni!?!?
La vista dalla finestra comunque mi soddisfa (foto N° 954, link http://www.flickr.com/photos/46710115@N02/); cioè, non che sia proprio bella dal punto di vista estetico, ma è molto Newyorkese con questo palazzo di fronte così vicino. Vedo un tipo attraverso una finestra, mi ricorda un po’ Friends quando nell’appartamento di fronte avevano il nudista grassone…
Avverto delle sensazioni irreali mentre mi preparo, con la consapevolezza che tutte le cose che farò oggi le farò per l’ultima volta. Comunque chiudo le valige e faccio il check out lasciando i bagagli nell’apposita saletta dell’ostello ($ 1 per valigia).
Come prima tappa della giornata avevo intenzione di andare nel Queens alla Water Taxy Beach (2 Borden Avenue, Long Island City, Queens. http://www.nywatertaxi.com/water-taxi-beach/), dato che l’idea della spiaggia a New York mi ha sempre affascinato, ma considerando le condizioni meteo non proprio favorevoli direi che il primo obbiettivo è già saltato.
Passo quindi direttamente alla seconda tappa, stavolta a Brooklyn.
Prendo la metro, scendo alla fermata di High St, quindi mi incammino verso il Manhattan Bridge percorrendo Washington St. Da questa strada è stata scattata la foto per la locandina di C’era una volta in America (potete avere questa vista con la street view mettendo “50 Washington St Brooklyn New York”); gran film!
La vista del ponte da qui è davvero fantastica, imponente. Scatto decine di foto per cercare di cogliere la posa più simile a quella della locandina, senza riuscirci troppo ovviamente (foto N° 955). Peccato per la brutta giornata che rende i colori così freddi rispetto all’immagine della New York di com’era una volta del film.
Mi incammino quindi verso il vicino Empire Fulton Ferry State Park, grazioso parchetto (nel quale volevo andare da almeno due anni senza mai averne il tempo!) dal quale si gode di una bellissima vista dello skyline di Manhattan con il Brooklyn Bridge ad impreziosire il tutto (foto N° 956, 957 e 958). Bello davvero, ho fatto proprio bene a venire qui.
In lontananza scorgo anche una minuscola visione della Statua della Libertà (foto N° 959); sarà che sono le ultime ore che mi rimangono da trascorrere nella City ma la sua vista mi fa sentire bene.
Torno a Manhattan e scendo a Union Square.
Finalmente ha smesso di piovere ma la mattinata rimane molto grigia e nebbiosa, tanto che della punta dell’Empire non si hanno notizie (foto N° 960). Compro un paio di Converse per un mio amico da Shoemania, quindi mi incammino fino al 226 E 13rd St. tra la 2nd e 3rd Aves. Qua c’è l’albergo, anche se in realtà non lo è, nel quale esercitava il mestiere Jodie Foster e dove si svolge la mitica scena finale di Taxi Driver, grandissimo film!! (foto N° 961 e 962 http://www.youtube.com/watch?v=LZ5ZNKGuRFM minuto 2.46)
Certo in oltre trent’anni il quartiere è cambiato parecchio ed anche il palazzo in questione appare ora molto diverso. Confrontando con il film però si riesce ancora a riconoscerlo, manca solo Jodie Foster tredicenne!
Ritorno verso Union Square passando dalle streets che più mi erano piaciute ieri sera e che ancora continuano ad affascinarmi.
Mi reco quindi alla Pete’s Tavern (129 E 18th St. at Irving Pl http://www.petestavern.com/), storica taverna risalente al 1864. A quest’ora i camerieri sono intenti nel pranzo (foto N 963).
Questa zona residenziale è davvero splendida, si avverte un senso di pace ed armonia nell’aria e sembra che tutti siano felici.

Volete sapere se sono malinconico per la partenza sempre più imminente?
Ebbene la risposta è no! Questo viaggio è stato così intenso, così entusiasmante e così straordinario che mi sento solamente felice e sereno, appagato in modo dilagante. Ho fatto tutto quello che dovevo e volevo fare, perché mai dovrei sentirmi malinconico?!
Arrivo fino alla E 23rd St passando dal grazioso Gramecy Park, che continua ad avere l’ingresso lucchettato. Da queste parti vi abita Whitney; butto lo sguardo verso l’alto per cercare di scorgere il palazzo dal tetto particolare, ma invano.
Non mi rimane ancora molto tempo da trascorrere a New York, così inizio ad avvicinarmi all’ostello. Salgo in metro fino ad arrivare alla E 51st St, dove scendo incamminandomi verso la 5th Ave. Su questa strada trovo una Chiesa davanti alla quale si è formata una gran folla di persone, noto anche diverse auto blu che proprio in questo momento stanno partendo. Chiedo allora ad uno che ha assistito alla scena che cosa stia succedendo, e lui risponde che c’era il Presidente.
Mi rimane un’oretta scarsa, faccio un giro sulla 5th Ave entrando da H&M, dove però non acquisto niente. Primo anno che non vi compro un paio di jeans.
Risalgo la Avenue verso Central Park fino ad arrivare da Abercrombie, che sta aprendo proprio ora. Una gran ressa di gente è gia à pronta per entrare. Mi viene una bella idea… Perché non andiamo a vedere le sexy commesse in camicia di Noel per l’ultima volta?!
Appena dentro già mi pento.
Proprio non potevo scegliere un’altra meta per trascorrere i miei ultimi minuti nella City??!
Qualsiasi altra cosa?!?
Gran casino ovviamente, mi sento asfissiare, mi sento veramente oppresso. Se non altro stando qui dentro mi ricarico di profumo e visto che il viaggio sarà lungo ne avrò bisogno...
Cerco subito l’uscita ma come sono fuori ecco la bella sorpresa… ha ripreso a piovere!
E viene giù anche bene!
Proprio adesso che devo andare a riprendere i bagagli?!  


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Febbraio 2010, 09:12:55
Arrivo in ostello e riprendo le valige. Avevo programmato di cambiarmi nel bagno della reception come avevo fatto lo scorso anno per affrontare il volo in maniera dignitosa, ma a questo punto con tutta l’acqua che viene è perfettamente inutile.
Avendo due valige ovviamente non riesco ad aprile l’ombrello e non mi rimane altro che prendere dell’acqua fino a quando arriverò alla stazione metro. Giacca dei soci riparami tu!
Come esco dall’ostello oltretutto mi rimane in mano la maniglia della valigia (che già nei giorni scorsi si era un po’ sfondata anche se non ho capito bene come e quando); ottimo… Ma perchè a me le valige non durano mai più di due anni?!
Arrivo in metro con le braghe fradice fin quasi al ginocchio, sudato come una bestia per la fatica di trascinare le valige il più in fretta possibile e con la giacca dei soci bagnata che mi sta tutta appiccicata alla pelle; praticamente un profugo!
Cerco di ricompormi e di asciugarmi alla bene meglio. Il treno per fortuna arriva in fretta e durante il tragitto per arrivare al JKF la giacca dei soci si asciuga completamente. Come scendo per andare a prendere l’air train ecco che adesso, sempre dalla stessa valigia, si stacca irrimediabilmente anche una ruota!! Ma porca xxxxxxx!!
D’ora in avanti dovrò praticamente trascinarla strusciandola per terra. Già immagino la fatica bestia che farò a Milano sul marciapiede in ciottoli della stazione centrale.
Che la City abbia intuito che non so quando sarà la prossima volta che tornerò e faccia di tutto per trattenermi qui?!
Visione romantica che non mi fa fare meno fatica ma almeno mi fa sentire desiderato.

Arrivo al terminal trovando come sempre un gran casino a causa di questi maledetti check in automatici e del fatto che Delta è una compagnia di xxxxx! Pranzo con uno schifoso cheeseburger da Burger King per poi scoprire che al piano superiore c’era Sbarro, xxxxx!
Ad ogni modo supero tutto ed arrivo al mio gate dove mi aspetta un’altra bella sorpresa… ci sono praticamente solo italiani!!!!
Non che mi aspettassi una situazione molto diversa, però non immaginavo neanche una tragedia del genere! Salgo in aereo mentre mi affiora una sensazione terribile, cioè che anche se effettivamente mi trovo ancora in territorio Newyorkese, in pratica sono già in Italia (visti i compagni di volo).
È forse la peggiore e triste tra tutte le considerazioni che potevo fare.
Come se non bastasse mi tocca come compagno di volo il peggiore di tutto l’aereo!
Se non altro almeno si rivela poi abbastanza mansueto, niente a che vedere con il maniaco che mi era capitato lo scorso anno…
L’aereo decolla, cerco di dormire un po’ ma inspiegabilmente non ho nemmeno troppo sonno. Recupererò poi appena tornato a casa le decine di ore di mancato riposo accumulate in queste tre settimane.
Con la mente non posso fare a meno di andare a ripercorrere questo lunghissimo viaggio, anche se è veramente uno sforzo talmente sono tanti gli scenari attraversati.
Sembra trascorsa ormai una vita da quando tre settimane fa atterravamo a Vancouver (con l’infinito interrogatorio alla dogana…), con le escursioni nei suoi selvaggi boschi; Seattle con la meravigliosa baia, i luoghi dove hanno suonato i Nirvana, la casa di Kurt, la nostra jam session (inascoltabile ma bellissima!), le terribili salite affrontate in bicicletta ed il fantastico campus della Microsoft a Redmond; Aberdeen con i luoghi in cui Kurt è cresciuto e dove è diventato quello che è stato, nel bene e nel male (From The Muddy Banks Of The Wishkah); Astoria con la casa dei Goonies ed il pazzesco amore a prima vista per l’Oregon; Portland, una vera sorpresa; il Timberline Lodge, cioè l’albergo dove è stato girato Shining; l’infinita ma splendida tappa verso la Silicon Valley; il campus di Google; Big Sur, di cui nessuna foto o racconto potrà mai nemmeno lontanamente rendere giustizia; Los Angeles, dove ormai mi trovo a meraviglia; le follie di Las Vegas; la guadata del fiume allo Zion NP; gli splendidi colori del Bryce Canyon, gli interminabili chilometri notturni per raggiungere le mete nei pressi dei parchi; le tempeste di lampi; Utah, remember Utah in the rain; gli incredibili archi naturali di Arches NP; l’arcobaleno e gli accecanti colori del crepuscolo sulla Monument Valley; l’enorme voragine del Grand Canyon; e poi, come sempre, la chiusura con il week end a New York, quasi come un sospirato ritorno a casa dopo un lunghissimo girovagare.
Home sweet home.
Troppe, forse veramente troppe cose da digerire ed assaporare tutte insieme. In viaggio diventa difficile rendersi realmente conto di quello che si sta vivendo quando ci si trasferisce continuamente, ma sarà bellissimo assimilare il tutto rivedendo le migliaia di foto e video scattate lungo il percorso e scrivendo questo lunghissimo racconto in lavorazione da mesi.
Perchè certe esperienze nella vita non si possono dimenticare, e questa è una di quelle. Non si potranno mai descrivere veramente, ma è splendido averle vissute in prima persona.

Sono in volo da ore, il buio avvolge la vista fuori dal finestrino.
New York è una certezza ormai alle spalle, mentre il futuro appare più distante e indefinito che mai. Mentre gli scorsi anni sul volo di ritorno avevo già la certezza che sarei presto ritornato nella City ed on the road sulle strade americane, stavolta davvero non so cosa ci sarà ad attendermi.
Ma a questo punto, dopo tutte le soddisfazioni che mi sono tolto, l’importante è il viaggio, non dove andrò.


THE END


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 10 Febbraio 2010, 13:05:55
Bene Luca, ora che hai finito permettimi di farti i più grandi complimenti. Non solo ci hai regalato come tuo solito un racconto molto completo e dettagliato, ma ci hai anche regalato le tue emozioni. Ho già inserito nel mio sito il racconto di un tuo precedente viaggio, se me ne dai il permesso vorrei inserire anche questo.
Bravo davvero.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 10 Febbraio 2010, 15:10:37
Bene Luca, ora che hai finito permettimi di farti i più grandi complimenti. Non solo ci hai regalato come tuo solito un racconto molto completo e dettagliato, ma ci hai anche regalato le tue emozioni. Ho già inserito nel mio sito il racconto di un tuo precedente viaggio, se me ne dai il permesso vorrei inserire anche questo.
Bravo davvero.
Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: pippo65 - 10 Febbraio 2010, 15:35:58
Mi associo ai complimenti di Spino, sei stato proprio bravo Luca a descrivere ogni minuzioso particolare del tuo viaggio: tante sensazioni sono le stesse che provo io l'ultimo giorno, soprattutto quando mi è capitato che fosse una giornata grigia e piovosa.

P.S. La foto "locandina" è bellissima, mi permetterò di copiartela nella mia prossima visita!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ARAGORN II - 10 Febbraio 2010, 19:18:25
Uno spettacolo, magnifico racconto! Non credo ci sia altro da aggiungere. :)

Mi dispiace solo che sia finito, mi ero veramente appassionato alla lettura!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Spino - 10 Febbraio 2010, 22:45:49
Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!

Inserito tra i racconti di viaggio.


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 11 Febbraio 2010, 12:41:34
Se vuoi inserisci pure il racconto nel tuo sito, anzi grazie a te per i complimenti e per le ottime dritte che mi hai dato nell'organizzare questo viaggio!!

Inserito tra i racconti di viaggio.
;)

Grazie per i complimenti anche a Pippo ed Aragorn, fa sempre piacere sapere di avervi appassionati nella lettura!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: Fetentella - 14 Febbraio 2010, 19:46:17
Complimenti Luca,bellissimo racconto!!!
E' stata una bella emozione viaggiare (con la mente) con te!
Grazie :-*


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 15 Febbraio 2010, 18:52:56
Complimenti Luca,bellissimo racconto!!!
E' stata una bella emozione viaggiare (con la mente) con te!
Grazie :-*
Grazie a te per avermi seguito in questo lungo viaggio! (e racconto...)


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: ettore82 - 21 Febbraio 2010, 12:35:53
ho appena finito di leggere l'ultimo giorno...e posso esclamare!
CHACCHIO CHE GRAN RACCONTOOOOO!!!


Titolo: Re: The Fourth Coming - Going Up The Country
Inserito da: 78Luca - 22 Febbraio 2010, 12:53:45
ho appena finito di leggere l'ultimo giorno...e posso esclamare!
CHACCHIO CHE GRAN RACCONTOOOOO!!!
Grazie Ettore, mi è piaciuto tantissimo scriverlo e rivivere tutto!