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Autore Discussione: THE THIRD COMING (From West coast to New York)  (Letto 78050 volte)
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MegRyan
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« Risposta #30 inserito:: 31 Luglio 2008, 12:57:00 »


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Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 Embarrassed


è strano perchè nn appena clicchi si apre la pagina.... forse sono stata fortunata  Wink
Adesso si!
Boh!
 Cheesy
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Meg Ryan
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« Risposta #31 inserito:: 31 Luglio 2008, 22:10:21 »


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Grazie mille del consiglio, lho prenotata per le 7.30 di domenica mattina, dici che troverò lo stesso coda?
Preziosissimo, aspetto a leggere il tuo racconto per carpirti molte info, mi mancano 9 giorni alla partenza  Wink
Ho paura che per il ritiro auto ci sia sempre coda, ho visto che bastano 2/3 persone davanti per farti perdere anche un'ora! Noi l'avevamo presa per le 7, siamo arrivati per primi (prima ancora che l'impiegato!) eppure ci abbiam perso almeno 40 minuti! Non è che sia infatti eccezionalmente un tipo svelto...
Cavolo, parti prestissimo! Cerco di darmi da fare con il racconto, domattina metterò la prossima tappa, con anche un mare di foto!
Grazie mille, tutti i dati cmq per la macchina li ho già immessi tramite internet in maniera tale che la persona mi debba dare solo la copia da firmare e le chiavi della macchina oltre che ad effettuare la strisciata della carta  Wink
Attendo con ansia per leggere il tuo racconto  Wink
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« Risposta #32 inserito:: 01 Agosto 2008, 01:19:27 »


bell'inizio luca e poi come sai la parte di s. francisco mi interessa particolarmente  Wink
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« Risposta #33 inserito:: 01 Agosto 2008, 08:22:51 »


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Grazie mille, tutti i dati cmq per la macchina li ho già immessi tramite internet in maniera tale che la persona mi debba dare solo la copia da firmare e le chiavi della macchina oltre che ad effettuare la strisciata della carta  Wink
Mi spiace dirtelo, ma pure noi avevamo fatto così, poi invece 40 minuti di attesa (ed eravamo i primi!) li abbiamo fatti comunque! Anche perchè nel frattempo il commesso faceva delle chiamate in assicurazine perchè c'era un tipo che aveva riconsegnato l'auto incidentata... spero che a voi vada meglio che a noi!
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« Risposta #34 inserito:: 01 Agosto 2008, 08:23:44 »


03/07/2008 Giovedì
Sveglia alle 8.30 per una prima visita alla città. Il fuso orario non ci crea assolutamente nessun problema.
Per poter comprendere davvero questa affascinante città è necessario andare a studiare la sua formazione. Mi sembra incredibile che siano davvero parole mie, io che a scuola odiavo storia, comunque cerco brevemente di mettere i tratti più salienti. Nel 1850 la California divenne il 31° stato dell’Unione e la popolazione di San Francisco passo in poco tempo da 800 abitanti a 25.000. I nuovi arrivati, quelli della corsa all’oro (La California infatti è il Golden State), vennero soprannominati ‘49ers. Con l’aumento sempre più smisurato della popolazione crebbe anche la delinquenza, fino al 1906, quando il “Big One” (terremoto di magnitudo 8,3 della scala Ritcher) rase al suolo gran parte della città. Ecco perché non ci sono edifici particolarmente storici in città. San Francisco venne comunque ricostruita nel giro di poco tempo, con la costruzione del Bay Bridge (ponte sulla baia che collega Oakland) nel 1936, e del famosissimo Golden Gate Bridge (ponte sulla baia a nord che collega la cittadina di Sausalito ed ancora più a nord Muir Wood, foresta di sequoie visibile anche nel film “Vertigo” di Hitchock) l’anno successivo. Durante la seconda guerra mondiale la Bay area divenne una delle principali basi navali sul Pacifico. Gli anni ’50 furono quelli del beat, quel movimento culturale che ha come autori più rappresentativi Kerouac e Ginsberg. Gli anni ’60 furono invece quelli degli hippy, dove la musica rock, i capelli lunghi ed il “Flower power” erano mischiati a droghe come marijuana e LSD, oltre che all’amore libero. Nel gennaio del 1967 oltre 20.000 hippy si ritrovarono al Golden Gate park per assistere ad un concerto gratuito ed iniziando così quella che sarebbe diventata la “Summer of Love”. Le band più in voga erano senz’altro i Gratefull Dead, i Jefferson Airplane (leggendaria la loro “Somebody to love”), Jenis Joplin e Jimi Hendrix. Dall’altra parte della baia, a Berkeley, iniziavano invece le prime rivolte studentesche. Negli anni ’70 anche i gay decisero di venire allo scoperto, organizzando il primo gay pride. Negli anni ’80 ci furono i primi casi di AIDS ed alla fine del decennio le vittime erano già migliaia. Gli anni ’90 furono un periodo di grandissima crescita economica con la nascita delle “Dot.com” (questa è praticamente la zona della cosiddetta Silicon Valley) Naturalmente tutti i vari settori beneficiarono della crescita. Alla fine degli anni ’90 le dot.com erano praticamente tutte fallite, con la conseguenza che il tasso di disoccupazione schizzò alle stelle. Per questo molti abitanti scelsero di lasciare la città, dove i prezzi delle abitazioni erano ormai proibitivi.
Un’altra cosa, anche se questa l’ho solamente letta sulla Lonely Planet e non l’ho verificata, non si dice Frisco! Questo perché negli anni ’60 del XIX secolo, un famoso squilibrato di San Francisco, un certo Norton, si autoproclamò imperatore degli Stati Uniti (Spettacolo!!!) e tra le assurde leggi promulgate c’era anche quella che vietava di riferirsi alla città con il termine Frisco. La gente del posto era piuttosto affezionata a questo strano personaggio ed i bar e i ristoranti traevano pure beneficio dalla sua fama. Tuttavia questa sua imposizione è stata raramente rispettata, dato che San Francisco è una parola molto lunga, fino a quando, quasi un secolo dopo, un giornalista del Chronicle (il principale quotidiano cittadino), l’ha riportata in auge. Gli abitanti sembrano rispettare questa cosa e la Lonely dice che se ci si rivolge alla città con il termine “Frisco” quasi sicuramente sarete corretti. Purtroppo non ho avuto l’occasione di verificarlo.
Questo è solo un brevissimo accenno della storia recente, naturalmente più ci si informa meglio si riuscirà a capire la città e trarne più soddisfazione. Come film da vedere, soprattutto per le tematiche musicali-culturali-editoriali, consiglio senz’altro Almost famous - Quasi famosi (davvero fantastico!), Dig (sul rapporto tra i gruppi Brian Jonestown Massacre e i Dandy Warhols, con un breve accenno ai Black Rebel Motorcycel Club. Fantastico anche questo!), Io non sono qui (musica-cultura, fantastica colonna sonora di Bob Dylan), Vertigo (storico film di Hitchock), La ricerca della Felicità (San Francisco dei giorni nostri), Fuga da Alcatraz e The Rock.

Mangiamo qualche biscotto portato dall’Italia e siamo già fuori. Subito una foto all’ostello (foto N°4, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), noi abbiamo la stanza proprio sopra il tendone rosso. Fotografo anche i primi sali-scendi cittadini che ci apprestiamo a percorrere (foto N°5). Al primo Sturbucks prendo il mio bel bicchierone di caffè americano. Prima tappa Union square; è una fantastica mattinata soleggiata. Prima di partire avevo controllato più volte la situazione meteo e nel periodo di nostra permanenza ci sarebbero stati sempre sui 25° con Sole, per cui non mi ero portato nemmeno un maglione nonostante la sera si scendesse sotto i 20° (anche intorno ai 15°). Della famosa nebbia che si crea a causa del calore delle correnti marine che non riesce ad uscire dalla baia in quanto circondata dalle montagne non v’è la minima traccia. Sarà il clima, sarà la radiosa luce del Sole del mattino che illumina la piazza, ma già mi sembra tutta un’altra città rispetto ieri sera e già mi piace tantissimo! Ecco qualche scatto di Union sq. (dalla foto n°6 alla 10) sulla quale, in Post St e Geary St., si affacciano tutte le più importati catene di magazzini (tipo Macy’s)
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« Risposta #35 inserito:: 01 Agosto 2008, 08:24:46 »


La prima cosa da fare arrivati in città sarebbe quella di recarsi al visitor center (a fianco la stazione di Powell St, un piano sotto il livello della strada, www.sfvisitor.org) per prendere mappe, depliant e cartine con i percorsi dei mezzi pubblici, ma io mi sono già stampato un sacco di cose da internet, per cui non ne  abbiamo bisogno. Inoltre anche in ostello ho già raccattato un sacco di cose utili. Vi segnalo però qualche sito da dove poter stampare mappe:
BART: www.bart.gov è la metro, in funzione fino a mezzanotte, ma non la si usa mai ad eccezione di quando si arriva dall’aeroporto o per andare a Berkeley, rinomata università
MUNI: www.sfmuni.com autobus e Cable Car (storici tram su rotaia). I biglietti per gli autobus (anche notturni) costano 1.50 $, per i Cable Car 5 $. Abbonamento per 3 giorni 18 $. È possibile passare da un autobus all’altro con lo stesso biglietto mi sembra entro un’ora dalla sua emissione.
Ci incamminiamo verso nord, percorrendo un pezzo della 49 Mile Scenic Drive (segnalata sulle cartine ed in strada con appositi cartelli) passando davanti ad un grande negozio della North Face (180 Post St., praticamente a fianco Union sq.) dove scopro che sono già iniziati i saldi. Domani sarà il 4 Luglio (festa dell’Indipendenza Americana) ed i ribassi in America ci sono in occasione delle festività nazionali. Nei giorni successivi acquisterò qui una giacca / k-way a 62.92 $. Cosa importante, solamente a NY e nel suo Stato non vengono applicate le tasse sull’abbigliamento (fino ad importi sotto ai 110 $), qua in California sono del 8,5 %, sempre molto inferiori all’Italia comunque. Arriviamo su Grant Ave at Bush St., dove c’è la Chinatown Gate (foto N°11). Procediamo lungo la via e con grande sorpresa mi accorgo che questa Chinatown mi piace! (foto N°12) Incredibile, di solito è la zona di ogni città che mi fa più schifo, ma qua è tutto diverso, non c’è il solito “casino” e la solita puzza asfissiante, qua è tutto molto ordinato, preciso e davvero ben costruito. Scoprirò poi nei prossimi giorni che questa via rappresenta un’eccezione, basta girare in un’altra street per tornare nella “solita” Chinatown. Giriamo su California St. che in questo tratto ha una pendenza incredibile! Tutti questi sali-scendi sono un’autentica tortura per le gambe, ma sono davvero favolosi! Quando si arriva nel punto più alto basta allontanarsi di pochi metri per non vedere più la strada sotto! Scatto una foto al Bay Bridge in lontananza tra i palazzi (foto N°13). I motori delle auto devono essere davvero ben “allenati” per affrontare tutte queste salite e nei parcheggi si ha l’impressione che basti una folata di vento per farle ruzzolare giù (foto N°14). Arriviamo ad un piccolo parco giochi dove il cartello all’ingresso (foto N°15)  indica che “E’ vietato l’ingresso agli adulti se non accompagnati dai bambini”. Spettacolo!
Arriviamo al Transamerica Building (foto N°16), palazzo con uffici che secondo me è un po’ il Chrysler building di San Francisco. Molto bello il contrasto tra i nuovi edifici del financial distric e le vecchie costruzioni del quartiere. Davvero bello il suo giardinetto, con gli impiegati intenti nella pausa pranzo (foto N°17). Da qua inizia la Columbus Ave che taglia tutto in diagonale (un po’ come la Broadway a NY) il quartiere di North Beach. Questa zona è la Little Italy di San Francisco, molto più bella di quella di NY, e con i tricolori appesi sui pali dell’illuminazione. Arriviamo alla libreria City Lights Books  (Foto N° 18, 261 Columbus Ave, North beach, la migliore della città e la migliore libreria indipendente degli USA. Fondata nel 1957 e frequentata dagli autori beat. www.citylights.com ) Torneremo dopo.
In città ci sarebbero anche altre libreria che meritano una visita, ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta:
Green Apple books: All’angolo tra Clement St. e 6th Ave.
McDonald’s bookshop: 49 Turk St. (Union sq) libri e dischi usati. Più di un milione di libri.
Stacy’s bookstore: 581 Market St (Union sq) La più antica libreria indipendente, fondata nel 1923. Su 4 piani. www.staceys.com
Sul marciapiede dal lato opposto al Lusty Lady Theater (1033 Kearny at Broadway, a fianco di Hustler, Peep shop di cui avevo letto un articolo su Repubblica) troviamo delle divertentissime ed entusiasmanti scritte sul marciapiede! (dalla foto N°19 alla 26)

Torniamo alla City Lights ed entriamo. La libreria è davvero fantastica, si avverte nell’aria un qualcosa, come il profumo di un epoca mitica che è ormai finita ma che non smette di vivere anche nel presente, come tutte le leggende del passato. Già sul bancone all’ingresso c’è una copia di “On the Road”, libro che definirei immortale; chiunque l’abbia letto non può non essersi immedesimato nel giovane Kerouac ed aver sognato il viaggio ad occhi aperti. Appesi alle pareti poi ci sono ovunque poster che ritraggono i grandi dell’epoca beat. È fantastico essere qua dentro. Metto un po’ di foto (dalla N°27 alla 36). Esattamente di fianco alla libreria si trova il Vesuvio Cafè (255 Columbus Ave) che al tempo era un ritrovo beat.
Ci incamminiamo quindi verso il financial distric, scoprendo che questa zona è davvero molto carina, con dei bei palazzi ma anche qualche angolo verde (foto N°37) ed inoltre non è caotica come quella di NY.  Veramente molto piacevole.
Procediamo dirigendoci verso l’Embarcadero fino ad arrivare all’Hyatt hotel. Avevo visto un servizio su questo albergo, per cui entriamo. L’atrio e la zona del check in sono davvero fantastici! All’interno il suo design è davvero particolare, con la luce del Sole che filtra e ti trasmette un senso di serenità (foto N°38 e 39). Non mi sono segnato l’indirizzo preciso, comunque basta chiedere. Di Hyatt hotel ce ne sono diversi in giro per la città, quello di cui vi parlo io è all’Embarcadero.
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« Risposta #36 inserito:: 01 Agosto 2008, 08:25:39 »


Facciamo anche un giro in ascensore per vedere il panorama dalle varie vetrate, molto bello. So che c’è anche un rooftop lounge, ma purtroppo è riservato ai clienti dell’albergo. Proseguiamo nell’esplorazione della zona fino ad arrivare alla Justin Herman Plaza. Questa zona è davvero fantastica! Siamo arrivati proprio nel momento della pausa pranzo e sia la piazza che le strade intorno sono gremite di gente. La città grigia e spenta che vedevo ieri sera non esiste più, ora è diventata una città soleggiata, piena di luce, colori e persone. La piazza è circondata dalle palme e nel suo mezzo si trova una fontana con un monumento molto particolare. Da qua inoltre si ha una bella vista sul Bay Bridge e sul Ferry Building, da dove partono traghetti, oltre che rinomato centro commerciale con diversi ristoranti (foto N°40 e 41). Ci sediamo in un tavolino e pranziamo con l’ultimo panino portato dall’Italia; non si sa come ma sembra essere ancora abbastanza buono. Visitiamo il Ferry building, poi ci incamminiamo lungo la baia. Uno scatto al bellissimo Bay Bridge, poi arriviamo al Rincon point park, dove si trova un bellissimo monumento (anche se purtroppo in ristrutturazione), un arco con la freccia che si conficca nel terreno (foto N° 42). A questo punto il programma della giornata prevede di fare il giro sul Cable Car, i vecchi tradizionali tram su rotaia. La tratta più bella è sicuramente quella che va dalla stazione di Powell St. fino a Bay St., vicinissima al Fisherman’s Wharf. Arriviamo quindi in Powell St. at Market St., dove troviamo una lunga coda essendo la tratta più frequentata, anche se nel giro di mezz’oretta saremo già sul Cable Car. Facciamo i biglietti (5 $), ma non pensiamo di fare l’abbonamento per gli autobus (18 $ per 3 giorni) in quanto non ci sembra che lo utilizzeremo spesso dato che la città non ci sembra molto grande. Sbagliavamo però. Il Cabel Car ha un percorso su rotaia unidirezionale ed al termine di ogni linea è presente una piattaforma rotante (manualmente!) per permettere al tram di fare l’inversione. Ecco che finalmente ne arriva uno, così assistiamo a questo rituale. Vediamo scendere l’autista che, con l’aiuto di un addetto che lo aspetta già a terra, fa ruotare il tram: spettacolare! Vorrei troppo dargli una mano! (foto N°43). La particolarità di questi mezzi è che sono aperti lateralmente e nel senso della lunghezza ci sono della panchine sulle quali sedersi. Secondo me però è molto più emozionante farsi il percorso in piedi, attaccati al palo sul gradino esterno alle panchine: si viaggia praticamente stando fuori dal tram! Finalmente arriva il nostro turno per salire, io vado da un lato, Enea dall’altro. Nella foto N°44 potete vedere l’autista alle prese con quella specie di timone che manovra il mezzo, oltre ad un ottimo esemplare di ragazza presente a bordo…
Si parte, il viaggio è davvero spettacolare ed io me ne sto praticamente mezzo fuori al tram! La cosa più bella è quando si incrociano gli altri Cable Car che vengono in direzione opposta, ci si passa così vicini che batterei “il 5” a tutti! Superate le salite arrivano le lunghe discese dalle quali abbiamo un primo fantastico scorcio sulla baia (foto N°45). Il viaggio dura una ventina di minuti ed io mi diverto a realizzare anche un sacco di filmati un po’ scemi. Arrivati ci incamminiamo verso il Fisherman’s Wharf, l’area più turistica della città (foto N°46). Il Pier 39 (foto N°47) può essere paragonato al Pier 17 di NY, anche se questo è molto più caotico. Molto meglio quello di NY insomma. Ci sono tanti ristorantini, negozietti di souvenir, l’Hard rock Cafè, tutti intrattenimenti per turisti. Da qua però si ha una fantastica vista su Alcatraz (foto N°48 e 49), The Rock, il celebre penitenziario di massima sicurezza che dal 1933 al 1963 ha ospitato i più pericolosi criminali in quanto considerato a prova di fuga, viste le correnti marine che circondano l’isola e l’acqua molto fredda. Questo fino a quando nel 1962 Frank Morris e i fratelli Anglin riuscirono ad evadere a bordo di una zattera da loro stessi costruita. La fuga è stata poi resa celebre dal film del 1979 di Clint Eastwood “Fuga da Alcatraz”. L’isola si trova a 1,5 miglia (2,4 km) dalla terraferma. Per visitarla i traghetti della Blue & Gold fleet partono dal Pier 41 di Fisherman’s Wharf (costo 16 $). Ho letto che è assolutamente meglio prenotare fin prima di partire www.blueandgoldfleet.com
A me che avevo comunque pochi giorni da restare in città è bastato vedere il film, oltre che a “The Rock”, con Sean Connery.
Alcatraz si vede benissimo, ma si vede benissimo anche l’assenza del Golden Gate Bridge, disperso tra la nebbia (foto N°50). Al Pier 39 inoltre si riunisce una colonia di leoni marini che si sdraiano al torpore del Sole (foto N°51). Girando per il molo, che comunque non ci entusiasma per nulla essendo davvero troppo turistico, troviamo anche il ristorante Crab House (foto N°52) consigliato da Spino. Purtroppo però a me non piace per nulla ne il pesce ne i crostacei in generale, per cui non posso provarlo anche se i toni entusiastici con cui ne aveva parlato ancora mi solleticano. Prendo la mia brava felpetta con zip con la scritta “San Francisco” (21,69 $ tasse comprese) in un negozietto, quindi decidiamo di andare a vedere la città dall’alto salendo sulla Coit tower (alta 295 piedi, 88 m), nella vicina zona di Telegraph Hill. Percorriamo anche un pezzo di Lombard St., la celebre via che ha un tratto in discesa appositamente disegnato in modo tortuoso a causa della forte pendenza, anche se in questa zona è semplicemente un bel viale dritto ed alberato. Arriviamo ai piedi della Coit Tower (4,5 $ per salire) che la nebbia sta quasi per “divorare” Alcatraz (foto N° 53). È una cosa che ci ricorda un sacco il film “La storia infinita”, quando c’è il Nulla che avanza e porta via con se tutto quanto. Quelli della mia generazione non possono non averlo visto.
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« Risposta #37 inserito:: 01 Agosto 2008, 08:25:50 »


Saliamo i gradini e lo spettacolo che ci ritroviamo davanti è a dir poco sensazionale. Fantastica vista sul financial distric (foto N° 54), sul Bay Bridge (foto N° 55), sul Fisherman’s Wharf con Alcatraz ormai sparita tra la foschia (foto N° 56) e sul Nulla che avanza sempre più inesorabile (foto N°57). Scendiamo e scatto una bella foto alla Coit Tower che sbuca dalle splendide casette del quartiere (foto N° 58). Ci avviamo verso Russian Hill passando da Washington square, meraviglioso parchetto con tanta gente che si rilassa (foto N° 59). Passiamo dal “San Francisco Rock Poster” (1851 Powell St., North Beach), storico negozio nel quale troviamo appunto poster e materiale fotografico di tante band (foto N° 60).
I sali-scendi delle strade, mentre ci incamminiamo su Lombard St., ci entusiasmano sempre più, nonostante la fatica nel percorrere le salite (foto N° 61). È fantastico ed al tempo stesso misterioso il fatto che non si riesca a vedere al di là della sommità della strada! Sarebbe fantastico scendere la discesa in skateboard! Dopo un po’ di cammino arriviamo nel celebre tratto tortuosissimo di Lombard St. (a Russian Hill, segnato su tutte le mappe comunque), con tanti turisti impegnati alla guida del viale adornato da splendidi fiori (foto N° 62). Bellissima anche la vista dall’altro lato di Lombard St., con la Coit Tower che sovrasta l’orizzonte (foto N° 63). Facciamo un giro del quartiere e praticamente per caso (visto che è una via talmente breve che sulle mappe non è segnalata, cercatela su google maps prima di partire) ci imbattiamo in Russell St., via dove al numero 29 si trova la casa nella quale Jack Kerouac ha scritto “On the Road” (foto N° 64).
Con il Nulla che avanza sempre più, ci dirigiamo verso Union Sq. e da qui ai bellissimi Yerba Buena Gardens (foto N° 65 e 66). Il bellissimo palazzo del design a “fetta di salame” è il SF Moma. Entriamo anche nel vicino Metreon (101 Fourth St.), centro commerciale-cinema, ma ne usciamo praticamente subito. Facciamo anche un breve salto da Macy’s (170 O’Farrel St.)
Sono quasi le 8 pm, così ci fermiamo a prendere un paio di panini per la cena, poi torniamo in ostello per prepararci per la nostra prima serata. Mentre cammino mi rendo sempre più conto di un fatto però, cioè che si sia io che Enea abbiamo la pelle davvero arrossata. Cavolo, ci siamo scottati a San Francisco!      
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« Risposta #38 inserito:: 01 Agosto 2008, 11:06:31 »


..uhhhh... quanti ricordi!!
Grazie Luca per avermi fatta rituffare nuovamente nella magica atmosfera di S. Francisco!!
 8-) 8-) 8-)
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« Risposta #39 inserito:: 01 Agosto 2008, 11:12:00 »


grazie luca  Wink
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« Risposta #40 inserito:: 01 Agosto 2008, 11:17:00 »


Grazie Luca per il tuo fantastico racconto!!! Wink San Francisco dev'essere qualcosa di eccezionale!!
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« Risposta #41 inserito:: 01 Agosto 2008, 12:03:13 »


Deve essere veramente bella San Francisco.....la voglio vedere anche io  Cry bellissime foto e racconto [smiley=thumbsup.gif]
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« Risposta #42 inserito:: 01 Agosto 2008, 12:05:06 »


Troppo bello il tuo racconto Luca e poi avere il supporto visivo delle foto  permette di immedesimarsi ancor di più nel tuo splendido viaggio.
Grazie ancora  Smiley
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« Risposta #43 inserito:: 01 Agosto 2008, 14:27:50 »


Come al solito unico!!! Ed è solo l'inizio....

Cmq l'idea del Nulla della Storia Infinita è mitica Cheesy
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« Risposta #44 inserito:: 01 Agosto 2008, 17:18:04 »


grande Cheesy...xò i crostacei li dovevi mangiare....
spino io non ti deluderò!!  Grin Grin Grin Grin Grin
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