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Autore Discussione: THE THIRD COMING (From West coast to New York)  (Letto 76212 volte)
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78Luca
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« Risposta #375 inserito:: 29 Ottobre 2008, 09:34:58 »


18/07/2008 Sabato.
La sveglia suona all 8.00 am; il risveglio è davvero traumatico.
Nonostante le pochissime ore di sono in questi ultimi giorni, le motivazioni fanno superare anche la stanchezza e mi alzo senza ripensamenti.
Vado subito in bagno a darmi una sciacquata poi esco subito. Ritrovarsi a Central Park la mattina appena usciti da casa è una meraviglia indescrivibile.
Come colazione prendo un fantastico eggs on roll with bacon (costo un paio di Dollari) da un baracchino che avevo già avvistato il giorno precedente sulla Broadway, nei pressi di Columbus, andando verso Times Sq.
Purtroppo devo andare in giro con lo zaino, un po’ scomodo a dir la verità, ma ho una missione da compiere...
Tra gli eventi in programma in città oggi ci sono l’incontro di calcio NY Red Bulls – LA Galaxy (con Beckham), forse l’incontro più importante della stagione, ed il Siren Music Festival a Coney Island. Non ho in programma di andare a nessuno dei due comunque, visto che il mio tempo da stare a NY è così limitato.
Sono giunto al mio terzo viaggio nella Big Apple, tutte le cose più turistiche le ho già visitate, dai palazzi celebri alla 5th Avenue, da Lady Liberty a Central Park, etc., quindi, per non rischiare di far diventare il mio soggiorno praticamente identico ai precedenti visitando sempre le stesse cose, mi ero già studiato fin prima di partire un itinerario molto dettagliato (e bello pieno!) su tutti i luoghi a cui avrei fatto visita stavolta.
Se nei primi viaggi si fa in modo di vedere la città nel suo aspetto più globale, in quelli successivi si cerca invece di entrare un po’ più nel dettaglio, visitandola per singoli obiettivi.
Purtroppo nemmeno quest’anno riuscirò ad andare alla Federal Reserve in quanto, ovviamente, nei giorni di week end è chiusa. Peccato, mi piacerebbe davvero, prima o poi spero di riuscire a visitarla.
Mentre gusto il mio delizioso panino, ritorno sui miei passi ed attraverso Central Park per andare a vedere i Victoria Gardens, di cui avevo visto una foto su Amny.
Il solo entrare in Central Park è un piacere infinito! Questo parco, con i suoi splendidi paesaggi, riesce sempre a mettermi in uno stato d’animo profondamente sereno e farmi provare sensazioni fantastiche!
I Victoria Gardens in realtà sono delle giostre messe nel Wallman Rink (pista di pattinaggio), che ovviamente adesso non è ghiacciata. Speravo fosse qualcosa di meglio, ma certo la vista panoramica è davvero straordinaria da qui (foto N° 561, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/).
Proseguo la mia passeggiata andando verso sud, fino ad arrivare al meraviglioso laghetto ed al suo splendido piccolo ponte (The Pond, foto N° 562, 563 e 564).
Ditemi voi se vi sembra di essere in una mega-metropoli quando vi trovate in un posto così!
Esco dal parco immettendomi sulla 5th Ave diretto verso la meravigliosa libreria Rizzoli (31W 57th St tra 5th e 6th Ave), dove ero già stato anche l’anno scorso.
Ormai non è più la prima volta che passo davanti allo spettacolare cubo di vetro del negozio dell’Apple e nemmeno da Tiffany, da Louis Vuitton e da tutte le boutique più costose ed esclusive, ma devo ammettere che si prova sempre un fremito piacevole.
Arrivo alla Rizzoli però purtroppo al sabato apre solamente alle 10.30 am (normalmente alle 10) ed io sono molto in anticipo. Proseguo allora con quel che viene successivamente nel mio programma della giornata, con l’intenzione di tornare qui dopo.
Faccio un giro sulla 5th Ave fino al Rockefeller Center. Al suo ingresso sulla 5th Ave trovo una bella ed alta struttura interamente costruita in filo d’acciaio (che però leggo rimarrà solo fino al giorno dopo) che riproduce il Top of the Rock (foto N° 565). Davvero molto bella.
La famosa pista di pattinaggio è ovviamente scongelata e su di essa si trova un bar con tanti tavolini (foto N° 566). Non sapevo che nel periodo estivo la pista venisse utilizzata in questo modo. Questo è solo un esempio, ma avendo la possibilità di visitare la città anche in stagioni diverse si riescono a scoprire un sacco di particolari interessanti.
Mi incammino quindi verso Lexington Ave, la quale, all’altezza della 51st St, è chiusa al traffico in quanto c’è un mercatino (foto N° 567). Non sono un appassionato di queste cose, ma devo ammettere che rendere isola pedonale questa zona da sicuramente la possibilità di poter apprezzare una New York molto diversa dal solito. È bellissimo passeggiare in mezzo alla strada con la vista su altissimi grattacieli in qualsiasi direzione si guardi! Anche l’atmosfera è davvero molto famigliare, tranquilla, rilassata, sublime.
Prendo la metro alla fermata sulla 51st St e scendo alla 33rd St. in quanto voglio andare a visitare la Morgan Libray Expansion (33 E 36th St., at Fifth Avenue http://www.themorgan.org/), edificio progettato dal “maestro” Renzo Piano.
Arrivato, devo però constatare che almeno vedendola da fuori è veramente orribile.
Il suo ingresso è formato semplicemente da una vetrata sovrastata da antiestetici pannelli in cemento. Anche entrando comunque non mi sembra nulla di particolare, a parte il bel parquet, ed inoltre per addentrarmi veramente dovrei pure pagare 12 $. Esco deluso quindi.
Ritorno sulla 5th Ave incamminandomi verso la 23rd St per andare a prendere la metro e tornare alla Rizzoli.
L’atmosfera cittadina è totalmente diversa rispetto a quella che si avverte nei giorni lavorativi, percepisco un senso di profonda rilassatezza nella gente anziché la solita frenesia. Oggi è sabato e possono tranquillamente passeggiare senza fretta.
Io invece rimango sorpreso dal fatto che ormai non mi serve nemmeno più una cartina per girare tra le meraviglie di Manhattan, nemmeno per vedere dove sono le stazioni della metro (per lo meno quelle che ho utilizzato più volte). Posso finalmente godermi anche io la città senza stare sempre a controllare mille cose, di non tralasciare qualcosa durante il cammino o di programmare l’itinerario più logico.
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78Luca
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« Risposta #376 inserito:: 29 Ottobre 2008, 09:36:09 »


L’unica cosa di cui ho bisogno è il foglio con segnate le tappe della mia giornata, non ho bisogno di nient’altro.
In questa splendida giornata soleggiata, che via via va sempre più scaldandosi, mi sento quasi come se fossi un residente, ed è una sensazione fantastica!
Non dovendo continuamente guardare mappe o cartine posso finalmente passeggiare guardandomi intorno, osservando la città in maniera più profonda, scavando dentro la sua anima e scoprendo un sacco di particolari che nei viaggi precedenti non avevo mai notato. Nella zona del bellissimo Flatiron Building, ad esempio, mi accorgo che i palazzi circostanti sono costruiti con stili architettonici completamente diversi tra loro, alcuni sembrano anche davvero antichi (foto N° 568). Il contrasto architettonico tra gli edifici è davvero bello, così come sono molto belli gli antichi lampioni un po’ arrugginiti col tempo che si trovano in questo punto. Vedo inoltre che su molti palazzi (non solo in questa zona a dir la verità) si trovano ancora le vecchie cisterne contenti l’acqua, anche di questo non me ne ero mai accorto.
Sono solo piccoli particolari, però mi da soddisfazione riuscire a notarli ed inoltre mi fanno pensare che anche se New York è sempre soggetta a vertiginosi cambiamenti, osservando bene si riesce a vedere anche il passato di questa città, quello che sopravvive nel presente.
  
Arrivi alla Rizzoli, finalmente aperta. Una mia amica mi aveva commissionato l’acquisto di un libro di filosofia (in inglese) che le serve per l’università e che ordinando dall’Italia pagherebbe molto di più. Mi rivolgo ad un commesso indicando il titolo, ma dice che loro non lo hanno e che non è nemmeno sicuro che il libro sia ancora disponibile.
Salgo allora le scale, dove sapevo avrei trovato il reparto con libri italiani, per effettuare la mia “consegna”. Il mio principale obiettivo della spedizione Newyorkese è infatti lasciare una copia del mio libro in questa fantastica libreria (di sicuro la mia preferita al mondo).
Vorrei fare una sorta di “donazione” lasciando una copia ad una commessa (tutte italiane in questo reparto), ma poi penso che magari potrebbero anche rifiutarlo per qualsiasi motivo, quindi estraggo la mia copia della zaino e decido di lasciarla in bella mostra su un tavolo, insieme agli altri libri (foto N° 569).
Che spettacolo! Cazzetti alla Rizzoli di New York!!!
Ci sta anche benissimo!!!
Non so che fine farà questa copia, naturalmente non può essere messa in vendita in quanto nel catalogo non la troveranno, magari la butteranno via o magari qualcuno se la porterà a casa per leggerla, fatto sta che il solo sapere che il mio libro è anche a New York mi fa stare veramente bene!
Non importa se ce l’ho portato io stesso, ho sempre desiderato che arrivasse a New York e finalmente ce l’ho fatta! È comunque una bella soddisfazione!  
Faccio un altro giro della libreria lasciando anche 3-4 volantini in giro dove capita (foto N° 570).
Troppo spettacolare!
Magari se un giorno potessi veramente arrivare ad essere distribuito fin qui!
 
È quasi mezzogiorno, facendo due conti sulla mia tabella di marcia mi rendo conto che è ancora abbastanza presto, così decido di andare a Coney Island al Siren Music Festival, anche se non potrò rimanerci per molto. Lo sapevo che alla fine non avrei potuto resistere.
Il mio programma così ben studiato nei minimi particolari su ogni tappa è già andato stravolto.
Un’ora di metro e sono là.
In mezzo al “Village Voice”, giornale che sponsorizza l’evento, avevo trovato un depliant che indicava gli spettacoli musicali (tutte band sconosciute comunque, alcune anche di NY www.villagevoice.com/siren) ed avevo scoperto che c’erano due palchi con esibizioni in contemporanea.
Già il tragitto in metro comunque è molto piacevole, con il treno affollato di gente che se ne va al mare (al mare a NY, spettacolare!) e con le solite belle viste sull’East River quando le rotaie passano in superficie.
Appena scendo dal vagone vengo investito da una botta di caldo ed umidità pazzesca.
Il famoso luna park è ancora bello funzionante, rispetto alla mia visita di due anni fa non noto alcuna differenza. Lo smantellamento e la riqualificazione della zona per fortuna (almeno per come la vedo io) sono ancora molto lontani, con la Wonder Wheel e tutte le altre giostre più celebri ancora al loro posto (foto N° 571).
Il boardwalk, le strade della zona e la spiaggia sono affollatissimi di gente che si gode la bella giornata di Sole. È davvero straordinario poter visitare questa zona anche d’estate, anche se preferivo la Coney  pacifica e desolata di ottobre, un vero Paradiso.
Come molti di voi che leggete sapranno, questa è forse la spiaggia più celebre di New York, frequentata da gente appartenente ad un ceto socio-economico piuttosto basso. Per trovare località e spiagge più esclusive bisogna andare più avanti in Long Island, verso Southampton. In quelle zone, che avevamo visitato lo scorso anno, si trovano le residenze estive dei ricchi broker Newyorkesi (anche se in questo periodo di tracollo per i mercati finanziari non se la passano certo più come una volta) e di coloro che durante il resto dell’anno abitano nell’Upper East Side.
Per i concerti è ancora presto, così, dopo aver fatto un giro per il luna park (e dopo aver visto un tipo in un’attrazione che si fa tirare la roba in faccia!), entro anche io in spiaggia.
Sono un po’ indeciso su che direzione prendere, così decido di seguire la scritta “Lucky”… (foto N° 572). Sono sicuro che mi guiderà nel posto giusto!
Trovata una posizione, la  ragazza “fortunata” stende il suo telo da mare, si toglie canotta e braghette e va quindi a farsi un bagno in mare, lasciando tutte le sue cose incustodite.
In Italia col cavolo che lo farei!
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« Risposta #377 inserito:: 29 Ottobre 2008, 09:37:49 »


Sarà anche la spiaggia dei “poveri” ma evidentemente i furti non esistono.
Viene anche a me una gran voglia di fare un bagno, ma purtroppo non ho il costume. Fare il bagno a New York sarebbe stato davvero molto cool!
La spiaggia è si affollata (foto N° 573 e 574), ma questo è niente rispetto alle spiagge romagnole in luglio ed agosto. Anche l’acqua mi sembra molto migliore.
Ritorno verso il boardwalk trovando nel bel mezzo della spiaggia una palma che spara un getto d’acqua in aria nebulizzandola (foto N° 575). Mi ci piazzo sotto per un po’ per avere un po’ di refrigerio. È un piacere istantaneo che dura poco, ma almeno subito te lo godi alla grande.  
È solamente poco più dell’1 pm, ma a causa del caldo e dell’umidità già mi sono bevuto i 4 succhi di frutta che avevo nello zaino.
Mi incammino ora verso il Main Stage per andare a vedere un po’ il concerto.
Lungo il percorso che porta al palco trovo tre ragazze veramente fantastiche, in bikini ed immerse in una piccola piscinetta per bambini, che rinfrescano la gente bagnandoli con una spugna (foto N° 576). È una cosa davvero spettacolare!
Ci sono sacco di ragazzi che, attratti da loro, vanno a farsi strizzare la spugna in testa o semplicemente farsi un po’ bagnare!
Non mi tiro certo indietro, ed è una goduria assurda!
Una bella rinfrescata è un autentico sollievo sotto questo Sole!
Leggendo sul depliant dell’evento scoprirò poi che stanno promuovendo “College” (www.college-themovie.com), film sulla falsa riga di pellicole alla “American Pie”, o almeno così mi sembra vedendo il trailer sul sito.
Arrivo al Main Stage dove si stanno esibendo i “Dragons of Zynth” (www.myspace.com/dragonsofzynth Fla, ti piaceranno! Sia questi che quelli che vengono dopo, anche se di certo la loro dimensione è quella live!), band di Brooklyn (foto N° 577).
Sono davvero spettacolari, con un suono psichedelico molto distorto e “selvaggio”, come soltanto la scena underground di Brooklyn può avere. Inoltre sul palco hanno una presenza scenica eccezionale, molto carismatici e grintosi. Anche il loro look è davvero spettacolare, molto colorato.
Mi piacerebbe rimanere per tutta la loro esibizione, ma non posso trascorrere l’intera giornata a Coney Island, così mi concedo solo un paio di canzoni poi passo all’altro palco, il Stillwell Stage. Qua trovo ad esibirsi i “These are Powers” (www.myspace.com/thesearepowers), band che si divide tra Brooklyn e Chicago. Questi sono forse un po’ meno “selvaggi”, ma rimangono comunque molto psichedelici ed underground. Mi ricordano forse un po’ i “The Apes” (www.myspace.com/theapes), band che mi aveva stupito lo scorso anno all’apertura del concerto dei Klaxons.
Qua http://siren.villagevoice.com/specials/siren/2008_eventPics.php trovate delle foto molto migliori rispetto a quelle scattate da me.
È ora di tornare verso Manhattan e riprendere il mio itinerario.
Mentre mi incammino verso la stazione metro, trovo un banchetto dove regalano magliette sulle quali, tramite uno stampo sul quale versano vernice arancione, viene disegnato il logo di un altoparlante: spettacolarissimo!!!
Ognuna è praticamente un pezzo unico dato che il logo viene messo un po’ a caso. Sarebbe la pubblicità di un magazine. Mi metto in fila per  prendere la mia fantastica maglietta, ma capisco subito che ci vorrebbero delle ore, per cui, verso le 2 pm, dopo aver mangiato 2 hot dog + acqua a 3 $ in un negozio a fianco Nathan’s, risalgo in metro.
Nessuna traccia della parata delle Sirene purtroppo, si vede che quest’anno non l’hanno fatta.
Nel loro viaggio in “Lazarus” anche il Nongio e Catellan sono passati da Coney Island, in occasione del loro ultimo giorno trascorso in America, dopo un lunghissimo mese in viaggio. Qui http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/dettaglio.asp?id_prog=533&id_epis=539&page=1&id=288126 trovate un bel filmato estratto dal programma. Sebbene fosse il 4 Luglio, purtroppo non hanno nemmeno accennato alla gara dei mangiatori di hot dog da Nathan’s. Il filmato è un po’ lungo, dura 13 minuti, ma vi consiglio davvero di vederlo. A parte Coney, il video inizia con il Nongio e Catellan a Central Park, ormai in preda alla malinconia in quanto giunti al capolinea del loro lunghissimo e fantastico tour. Dai loro discorsi emerge esattamente come mi sento anche io ora, ormai prossimo al rientro in Italia.
Quando sei in viaggio per così tanto tempo ti sembra di essere via da sempre. Il viaggio e la vita di tutti i giorni sembrano mischiarsi, creando una confusione mentale dalla quale è difficile uscirne; qual è veramente la realtà? È questa facile in America fatta di centinaia di chilometri percorsi in auto attraverso posti e scenari da sogno, oppure è quella della vita che mi attende in Italia, con il lavoro, l’impegno e tutte le solite cose?
Conosco benissimo la risposta, ma sembra così lontana, quasi offuscata da tutti questi giorni trascorsi spensieratamente, che non sembra davvero essere il prossimo passo.  
Non vi pentirete di vedere il filmato, e comunque andare a Coney Island come ultima tappa è veramente un bel modo per chiudere un viaggio.

Temevo che salendo sul treno tutto accaldato mi sarei preso uno di quei colpi da ricordare, invece, sorprendentemente, l’aria condizionata non mi da il colpo di grazia, mi fa anzi risorgere!
Vorrei fermarmi a Dumbo alla stazione di York St., ma, come temevo (dato che non si capiva bene dalla mappa della subway), la linea che prendo non ferma a questa stazione ma tira dritto. Mi sarebbe piaciuto andare a vedere il Brooklyn Bridge da Dumbo, ma purtroppo nulla da fare. Da Washington St, strada vicina alla fermata alla quale sarei voluto scendere, si ha la vista del ponte come nella locandina del film “C’era una volta in America”, come segnalato più volte sul forum.
Scendo allora per andare a South St. Seaport, passando davanti alla City Hall ed al suo fantastico parchetto.
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« Risposta #378 inserito:: 29 Ottobre 2008, 09:38:56 »


Entro nello store di Abercrombie in Fulton St, ma non trovo le magliette che avevo visto sul loro sito, così esco ancor più rimbambito del solito dalla musica.
Trovo anche un Dunkin’ Donuts, ma il solo pensiero di mangiare qualcosa di così stomachevolmente dolce con quest’afa già mi fa stare male e purtroppo devo rinunciare.
Arrivo fino al bellissimo Pier 17 per vedere le cascate. Le avevo già viste dalla metro nell’attraversamento dell’East River, ma anche da qua fanno abbastanza schifo. Non ci stanno proprio, troppo forzate, non hanno proprio senso, ed inoltre la struttura dalla quale cade l’acqua è davvero orribile (foto N° 579). Scatto una foto ad ognuna delle cinque cascate giusto per “dovere di cronaca”, ma spero vi basti quella che ho inserito. Figurativi che quella che ho messo è la cascata “più bella”, ed è davvero un bel dire.
A questo punto mi incammino verso il WTC per andare a vedere a che punto stanno i lavori a Ground Zero. Mi fermo però un attimo in un negozietto su Fulton St per prendere una maglietta che ho sempre desiderato, cioè quella con “I Love NY” in versione Irlandese, verde con il trifoglio al posto del cuore, bellissima! Spendo 10 $ che per queste magliette sono un po’ tanti, ma in questo periodo non si trova da nessun’altra parte. Quello del negozio mi attacca anche una pezza lunghissima vedendomi con indosso la maglietta “I Love Canada”, chiedendomi da dove vengo e tutti i viaggi che ho fatto. Davvero molto gentile e simpatico, però ho ancora tante cose da vedere oggi ed appena riesco mi divincolo dal discorso e procedo lungo il mio cammino.
Arrivato al WTC trovo una torre, lungo il perimetro di Ground Zero, che non mi sembra ci fosse lo scorso anno, anche se potrei sbagliare (foto N° 580). Di sicuro comunque è bellissima, con le sue vetrate che si specchiano nel cielo azzurro quasi confondendosi.
A Ground Zero mi sembra che i lavori stiano finalmente un po’ procedendo, anche se ci vorranno ancora diversi anni prima che siano conclusi. È comunque veramente interessante fare un confronto anno per anno di come si evolvono i lavori.
Già che sono qua faccio un salto da Century 21, in quanto durante il viaggio ho perso il mio portamonete chissà dove. Purtroppo però non trovo ne un nuovo portamonete, ne i boxer della Jockey. In compenso però c’è un casino di gente assurdo.
Faccio un salto veloce al WFC per andare in bagno e per vedere Ground Zero dall’altro. Mi viene in mente che oggi è sabato e che sarebbe bellissimo poter ammirare una Wall St. insolitamente deserta, senza la solita gente che passa freneticamente da un edificio all’altro.
Forse però mai mi sono sbagliato tanto, quando vi arrivo la trovo piena di turisti col naso all’insù, davvero disgustosa.
È vero che anche io sono pur sempre un turista, ma questa “invasione” mi disturba proprio.
Sono ormai le 4 pm, così decido di andare a Soho a vedere un po’ di belle ragazze in giro per negozi... Come sempre non rimango certo deluso.
Entro anche un attimo da Balthazar (80 Spring St.), ristorante molto rinomato nel quale lo scorso anno Anna78 aveva incontrato Kate Moss.
Passo quindi dalla sede di Marc Jacobs (72 Spring St.), dove erano state inviate Lauren e Whitney di The Hills dal magazine per il quale lavorano (Teen Vogue). Purtroppo però non c’è nemmeno un’insegna e dalla vetrata si vede solo un piccolo atrio con un ascensore che porta agli uffici ai piani di sopra. Soltanto la targa sul campanello conferma l’effettiva presenza della sede.
Mi incammino ora per vedere il nuovo palazzo in costruzione a SoHo, dove hanno già comprato un appartamento tanti personaggi noti (tra cui Ibrahimovic), al 246 di Spring Street.
Passeggiare tra i negozi a SoHo è sempre un vero piacere. Il palazzo comunque è un po’ fuori dalla sua zona commerciale ed anche lo stile architettonico è molto diverso. Ancora qualche mese e sarà pronto (foto N° 581).
Nell’arco della giornata provo diverse volte a chiamare Marion per farmi mettere in lista per stasera al Guest House (locale che veroslist propone per stasera, ora però propone anche il Mansion), ma purtroppo non riesco mai a trovarla.
Il mio vero obiettivo per la serata però è il Room Service, uno dei locali più cool di New York.
Provo quindi a chiamare (212 – 254 5709) per cercare di farmi mettere in lista, anche se già lo scorso anno ci avevano detto che non era possibile.
La centralinista di fatti dice che solo la manager può farlo, così mi lascia il suo indirizzo e-mail: perfetto! (jessica@roomserviceny.com)  
È tempo ora di andare a fare un giro nel Greenwich Village per concludere magnificamente questa splendida giornata.
Mi incammino quindi sulla 6th Ave fino ad arrivare a Bleecker st., che percorro tutta verso ovest fino alla fine. Questo tratto nel Village è immensamente stupendo! Sicuramente la zona che mi piace di più di tutta NY! (insieme a Cetral Park).
È una zona tranquilla con casette stupende, viali alberati ed atmosfera tranquilla e rilassata, una vera meraviglia!!! Non è che ci sia qualcosa di particolare da vedere, me è straordinariamente fantastico già il solo fatto di passeggiare in questa zona!
Fa ancora un gran caldo però, così mi fermo in una yogurteria-gelateria che mi sembra una di quelle cose che vanno molto di moda adesso a Manhattan, dato che ne ho viste anche altre in giro. Si trova al numero 267 Bleecker St e si chiama Yogurtland (foto N° 582, qua trovate altre foto http://www.yelp.com/biz_photos/mBl1KHFIqOpWBpPT8ey_WA?select=DSsF5TSQfu4IP4Jkpy5uZQ).
Al suo interno trovo tanti ragazzi giovani ed alla moda, evidentemente abitanti di questo quartiere.
In pratica si tratta di un self service, entri, prendi la tua coppetta e “spilli” lo yogurt dalla macchina, quanto ne vuoi e tutti i gusti che vuoi (ce ne sono una decina). Sullo yogurt-gelato si possono poi mettere tante altre cose tipo Smarties e cose di questo tipo.
Quindi si paga tutto al peso.
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« Risposta #379 inserito:: 29 Ottobre 2008, 09:39:28 »


Io forse, preso dall’entusiasmo, esagero un po’ e praticamente mi faccio una coppa enorme!
Spendo circa 5.50 $ e li valgono davvero tutti, eccome se li valgono tutti!!!
È davvero buonissimo, allevia almeno istantaneamente il calore ed inoltre è anche una cosa davvero cool qua a New York!
Mangio la mia coppetta mentre proseguo nella passeggiata (con il risultato che presto si scioglie…) ed arrivo alla Magnolia Bakery (401 Bleecker st. at 8th Ave, http://www.magnoliacupcakes.com/) che l’ho già finito.
Qua nei dintorni abitava Fabio Volo quando era a NY per fare Italo Americano.
Magari potessi permettermi di prendere casa anche io qui!
Trovo un po’ di fila all’esterno (foto N° 583), così mi accontento di guardare da fuori attraverso la vetrina. Ci sono dei dolcetti artigianali che sembrano davvero squisiti! (foto N° 584)
Ne prenderei volentieri un po’, ma ho appena finto la mia bella coppona di yogurt-gelato e non è cha mi vadano molto.
Gran scelta comunque quella di Fabio Volo di vivere qua, è davvero fantastico.
Mi incammino allora sulla meravigliosa ed alberata Perry St (foto N° 585) fino ad arrivare al Doma Cafè (17 Perry St. at 7th Ave, foto N° 586 e 587), caffetteria la cui vetrina appare sulla copertina del suo ultimo libro, “Il giorno in più”.
Entro.
Che dire, è difficile trovare le parole adatte per descrivere l’atmosfera che si respira all’interno di questa caffetteria. Tra un caffè e l’altro c’è chi legge un libro, chi naviga col laptop, chi scambia due chiacchiere con un amico o chi semplicemente se ne resta affacciato alla vetrina ad osservare la gente che passa in strada. L’ambiente è talmente accogliente e favoloso che non ci sono parole abbastanza significative per poterlo descrivere neppure minimamente!!!
È davvero fantastico, un posto perfetto per trovare l’ispirazione giusta!
Il buon Fabio deve aver trascorso infiniti pomeriggi qua dentro mentre scriveva il suo libro.
Anche io rimarrei per ore ed ore anche se attualmente è piuttosto piena e non c’è nemmeno posto per sedersi. Purtroppo non riesco a scattare delle foto internamente in quanto, senza accomodarmi ad un tavolino, mi sembrerebbe di rovinare quella magnifica atmosfera che vi si respira. Ormai però nel forum sono già in diversi quelli che sono stati qua e che hanno messo qualche foto.
Fabio Volo comunque di NY ne sa davvero parecchio.
Continuo il mio giro sulla meravigliosa Bleecker St. arrivando fino al suo termine, praticamente nel Meatpacking.
Ne approfitto allora per andare a vedere lo Hudson Bar and Books (636 Hudson St. At Horatio St  http://www.barandbooks.cz/ scotch cocktails – cigar bar, foto N° 588), bar lungo e stretto davvero accoglientissimo, con la particolarità che vi si trova una libreria contente tanti volumi e che al suo interno si può fumare, sigari in particolare, davvero fantastico e di gran classe!!!
Vengo accolto da una splendida cameriera e dal barista mi chiede se può darmi qualcosa da bere.
Prenderei un buon barbour davvero molto volentieri, ma sono ormai le 7 pm, tardissimo, così dico che sarebbe un vero piacere, ma sono in ritardo.
“Ti capisco” dice, “anche io sono sempre in ritardo”.
Un grande!!!
Mi dirigo quindi in fretta alla stazione sulla 14th St, dove prendo la metro fino a Union Square.
Faccio un salto veloce nel vicino Barnes & Nobel (33E 17th St., fantastica libreria dove lo scorso anno avevamo visto la presentazione dell’ultimo libro di Nick Hornby, oltre che al bravissimo musicista Josh Rouse!) per trovare il libro per la mia amica, ma nemmeno qua sanno essermi utili.
Ceno allora da Whole Food a Union Square con il solito piatto che prendevo lo scorso anno (maccheroni al formaggio, agnello e purè, tutto buonissimo! Foto N° 589), solo che purtroppo hanno aumentato il prezzo di ben 3 $ rispetto a pochi mesi fa, portandolo a 12.99 $.
Impagabile come sempre comunque la vista dalle ampie vetrate della sala-ristorante (foto N° 590), sembra di essere direttamente in piazza!
Cenare qua, nelle lunghe tavolate a fianco di tantissima altra gente, mi fa sempre sentire un vero Newyorkese, ed è una sensazione davvero bella.
Purtroppo però davo cenare davvero in fretta e furia, senza quindi potermi godere l’atmosfera fino in fondo.
Riparto in metro fino a Columbus Circle, dove entro al TWC per andare in internet nel negozio Samsung. Invio una e-mail a Marion per farmi mettere in lista al Guest House (anche se le avevo già detto la sera precedente che ci sarei andato) e le lascio anche un messaggio in segreteria telefonica per sicurezza. Mando inoltre una e-mail a Jessica del Room Service anche se so benissimo che non mi metterà mai in lista visto che non sa neanche chi sono.
Salgo anche un attimo al Dizzy's Club Coca-Cola (Jazz at Lincoln Center) per vedere se hanno ancora al suo ingresso quella rivista gratuita alla quale lo scorso anno era allegato un fantastico cd jazz, ma purtroppo stavolta non la trovo.
Scendo di corsa quindi, ma non è ancora tempo di tornare a casa, purtroppo mi rimane ancora da trovare il libro della mia amica. Faccio allora un salto veloce al Barnes & Nobel che si trova vicinissimo al Lincoln Center (a due passi dal mio ostello), incamminandomi sulla Broadway. Scopro che in questo suo tratto ci sono tanti negozietti di alimentari, compreso un Duane Reade, oltre a vedere un tipo che passeggia tranquillamente con il suo gatto in testa!!!
Da morir dal ridere!
Sempre più ansioso parchè si sta facendo tardissimo, arrivo al Barnes & Nobel che ormai fa già buio, ma purtroppo nemmeno qua lo hanno e non sanno neanche dirmi se è ancora in stampa!
Torno quindi a casa talmente velocemente, visto quanto si è fatto tardi, che mi sento davvero con l’acqua alla gola!
Sono stanco, accaldato e disidratato, ma non ho nemmeno un minuto di tempo per riposarmi, già mi devo preparare per la serata che sta arrivando, l’ultima a New York e soprattutto l’ultima di questo viaggio in America.
Sono già davvero carico però!
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« Risposta #380 inserito:: 29 Ottobre 2008, 11:02:04 »


Luca sei davvero unico!!!!!
Lasciare il tuo libro il libreria è stata davvero una mossa azzeccata  [smiley=thumbsup.gif] sicuramente un giorno di questi qualcuno ti contatterà e così......
Fantastico il resto del racconto ed inotre ho molto apprezzato il reportage fatto da Coney Island.
Aspetto il seguito per sapere com'è andata la notte newyorkese  Wink
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« Risposta #381 inserito:: 29 Ottobre 2008, 13:00:35 »


WOW Shocked Shocked Shocked

Giornata pazzesca!!!! Vissuta al massimo!!! Grande! Ma come ti è venuta in mente l'idea di lasciare il libro? Comunque quelle tre con le spugne a Coney Island potevano anche togliersi le pettorine arancioni con quel caldo no? Wink
Che dire, il Village è un posto speciale....ora non oso immaginare la tua ULTIMA notte!!! Cheesy
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« Risposta #382 inserito:: 29 Ottobre 2008, 15:09:16 »


Te sei pazzo!!!!! hai lasciato il tuo libro alla Rizzoli a NYC  Shocked Grin speriamo che lo prenda qualcuno che lo vuole pubblicare anche la  Wink

Giornata bella piena direi....non oso immaginare la serata,visto che sarà anche l'ultima  Cry
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« Risposta #383 inserito:: 29 Ottobre 2008, 17:50:19 »


L'idea di lasciare il libro alla Rizzoli mi era già venuta anche lo scorso anno, solo che ancora non era uscito. Quest'anno però non mi sono certo fatto scappare l'occasione!
Sono pronto ad inondare la libreria di copie nei prossimi viaggi se non mi contatta nessuno!  Grin
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« Risposta #384 inserito:: 31 Ottobre 2008, 09:24:25 »


Faccio una doccia velocissima poi inizio subito a prepararmi.
Stasera indosso il vestito nero, camicia bianca e cravatta bordeaux; me ne vado da New York in grande stile.
Di solito l’ultima sera sono sempre molto malinconico per via dell’imminente partenza, non stavolta però. La malinconia l’ho già lasciata sbollire a San Diego, mi rimane ancora un’ultima serata e sono davvero deciso a godermela alla grande!
Appena fuori dall’aria condizionata mi ritrovo in un caldo malvagio ed insopportabile, così sfilo la giacca ed avvolgo le maniche della camicia, anche se vorrei proprio levarmela del tutto!
Prima di andare al Room Service (35 E 21st St. btwn. Park and Broadway http://www.roomserviceny.com/) anche stasera decido di andare a fare un giro veloce sia nel Meatpacking che a Chelsea.
Avevo con me anche una bella lista di rooftop bar che non siano sempre i soliti “The View” del Marriott Hotel o la Rainbow Room del Rockefeller Center (anche se in quest’ultimo non ci sono mai andato) o ancora quello del Gansevoort Hotel, ma purtroppo con due sole serate a disposizione non riesco certo a fare tutto quello che vorrei.
Per trovarne un bella lista basta inserire come chiave di ricerca “rooftop bar New York” su qualsiasi motore di ricerca, comunque, per comodità, ne riporto qualcuno anche io (tenete presente però che non sono stato in nessuno di questi):
230 Fifth (230 Fifth Ave., penthouse, between 26th and 27th Sts., 212-725-4300)
On top of the New York Market Center near Madison Square Park. With views of the Met Life Building, the Empire State Building, NYC's largest rooftop venue attracts a steady stream of finance types. [They] flock here for the Miami Vice-like decor of palm trees, stuffed safari animals, and an endless expanse of wooden benches.
Bar 13 (35 E. 13th Street, between Broadway and University Place, 212-979-6677) www.bar13.com
Its location between NYU’s Washington Square campus and Union Square makes this a prime destination for students stuck in the city. Amid the palms and illuminated panels, revelers can pretend they're in South Beach—and of legal drinking age. Get there early (before 10pm) on the weekends to avoid a $10 cover charge.
A60 (60 Thompson Street, between Spring and Broome Streets, 877-431-0400)
Though a members-only bar, there are tricks to cracking open A60. Try reserving a room at the hotel downstairs. Two separate rooftop areas present guests with picturesque midtown and lower Manhattan skyline views. The bar has room for up to 100 people, and offers pricey exotic drinks.
Cabana at the Maritime Hotel (88 Ninth Avenue, between 16th and 17th streets, 212-242-4300)
Consistently ranked as one of the city’s best rooftop escapes, Cabana at the Maritime fulfills your summer fantasies. In the summer, this bar in the meat-packing district feels like a cross between a trendy L.A. nightclub and a retro luxury cruise liner, complete with heat lamps, leafy plants, tropical wallpaper, lounge cushions, and plenty of strappy sandals and halter tops on the tanned female clientele
Salon de Ning  (700 Fifth Ave. at 55th St., 212-956 2888)
Newly opened, this rooftop bar and lounge on the terrace of the Peninsula Hotel
Pooldeck (44 W  63rd St. at Broadway; 212-265-7400)
With swimming, lounging, cocktails, massages, and glittering city views on its agenda, the brand new bi-level Pooldeck atop the UWS Empire Hotel. Hotel guests (or well-connected shysters) can take advantage of the spectacular, vacation-style space whose top level features the pool and a rows of lounge chairs.
Highbar (251 W. 48th St., 15th floor, 212-956-1300)
Easygoing Hells Kitchen locals.
Alma (187 Columbia St. at DeGraw St., 718-643-5400)
This hip, three-story space in Red Hook is consistently referred to as one of the best rooftop spots in the city.
Me'Bar (17 W. 32nd St. between Broadway and Fifth Ave., 212-290-2460)
Found in the thicket of bustling Koreatown, this semi-hidden and underappreciated bar on the 14th floor of the La Quinta Inn provides a basic approach to outdoor boozing.
The Delancey (168 Delancey St. at Clinton St., 212-254-9920)
Part rock club and part lounge.
Bookmarks . (299 Madison Ave., 14th floor, at 41st St., 212-983-4500)
There’s something decidedly glamorous about the whole idea of "cocktails on the terrace at sundown" and Bookmarks—the rooftop lounge perched atop the Library Hotel—fits the bill with its stacks of classic books, greenhouse solarium and outdoor terrace whose sunroof encloses the fully heated outside space.
Patroon (160 E. 46th St. between Lexington and Third Aves., 212-883-7373)
Decked with low-lit lanterns, cabana-esque striped awnings and heaters for chilly nights.
Rise (2 West St. at Battery Place, 212-344-0800)
Perched on the 14th floor of the Ritz-Carlton Battery Park, this award-winning swanky bar draws consistent crowds with its stunning panoramic views of the harbor, Ellis Island and the Statue of Liberty.

Faccio quindi un giro nel Meatpacking, notando che il Lotus (409 W 14th St tra 9th and 10th
www.lotusnewyork.com) sembra finalmente chiuso. Non l’ho mai potuto sopportare quel posto, anche se in realtà non è che ci sia un motivo ben preciso. Rifaccio un giro completo della zona come ieri sera, ma alla fine non mi va di entrare in nessun posto particolare, anche perché il Revel non sembra proprio più quello di una volta e perché in questo momento non mi va nemmeno di andare al 5ninth.
Decido allora di tornare al vicino Hudson Bar and books, dove ero stato nel pomeriggio. Magari, se non c’è troppa confusione, potrei prendere un buon Macallan od un Glen Grant, tanto per cominciare la serata con qualcosa di “rispettabile”.
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« Risposta #385 inserito:: 31 Ottobre 2008, 09:26:15 »


Arrivo, ma purtroppo è decisamente troppo affollato per prendere il mio whiskey, impiegherei troppo tempo ed inoltre l’atmosfera è anche un po’ rovinata con tutta questa confusione. Inoltre adesso c’è anche della gente che “sporca” la fragranza del sigaro con le maledette sigarette. Io non fumo nemmeno, ma quando venite qua fatevi un bel sigaro anziché le solite sigarette!
Non lo so, lo vedo molto bene il connubio barbour e sigaro.
Vengo accolto dalla splendida cameriera che già avevo incontrato nel pomeriggio, ma le dico che ora è troppo affollato e che magari tornerò più tardi. So già che invece purtroppo non ce la farò.
Non credo comunque che mi abbia riconosciuto, rispetto ad oggi pomeriggio il mio cambio di look è decisamente significativo.
Esco incamminandomi verso Chelsea, dove una bella passeggiata tra un locale e l’altro è sempre molto piacevole. È ancora molto presto comunque e non è che ci sia tanta gente in giro.
Nel frattempo incomincio un po’ ad avvertire la formazione di qualche vescica ai piedi, tutta colpa delle maledette scarpe eleganti! Beh, non si svilupperanno visto che domani me ne vado.
Mi reco quindi di volata al Room Service, dove sarà meglio arrivi piuttosto presto.
Per nulla speranzoso mi metto in fila all’ingresso, dove trovo lo stesso simpatico e gentile selezionatore dello scorso anno. È ancora un po’ presto per entrare ed in fila ci sono solamente 4-5 persone.
Un buttafuori, tanto per fare un po’ di conversazione, mi chiede da dove vengo. Quando rispondo “Italy” mi chiede se mi piace NY.
“Cavolo, è la terza volta che vengo!”
“Se ti va allora facciamo cambio, te rimani qui a NY e io vado in Italia…”
Non ha capito proprio un ca*** dalla vita.
Una tipa in fila accanto a me mi attacca discorso sentendo che sono Italiano, dato che è stata per un po’ di tempo in Italia e parla la nostra lingua abbastanza bene.
È simpatica ed è sempre divertente conversare all’estero con un residente che parla Italiano; mi rispecchio in loro e mi sembra quasi di vedere me stesso quando sono invece io che devo parlare nella loro lingua. Ricordo che a volte ho fatto anche delle figuracce vergognose, non in questo viaggio però.
Di viso è anche piuttosto carina, ma per il resto non è che sia proprio bellissima e di sicuro non mi va di conversare in Italiano tutta sera; già dovrò farlo nei prossimi mesi a venire.
Mi chiedono se sono in lista ed io rispondo che me l’ha fatta Jessica (anche se sono sicuro che in realtà non c’è, visto anche che le avevo mandato la e-mail tardissimo e visto anche che in questo locale c’è praticamente solo buttle service!).
La ragazza scorre le lista presenti nella sua carpetta, sono sicuro che non trova niente (anche perché poi dall’Italia, quando controllerò la mia mail, vedrò che Jessica non mi ha manco risposto!), ma sentendo il nome della manager ecco che mi si spalancano le porte!
Incredibile! Ed anche a gratis!
Finalmente, al terzo anno che vengo a NY, riesco ad entrare in qualsiasi locale, anche nei più cool!
Solo non ho capito il perché da quest’anno, in quasi tutti i locali, si sono messi a passare la tessera-documento (degli Americani) in uno scanner, ed a fotografare invece i documenti degli stranieri. Probabile che sia per avere i nominativi dei presenti in caso di eventuali bisogni. Io non ho niente da nascondere quindi non mi interessa, certo però che è un po’ una violazione della privacy.
Dentro comunque è ancora praticamente deserto, c’è solo qualche tavolo occupato da un numeroso gruppo di persone, una ventina circa, riunite evidentemente per un compleanno.
Il locale è molto carino ed elegante, stretto e lungo, con tanti tavolini, dei candelabri raffinati ed il soffitto a specchio.
Prendo il solito coca-rum per ingannare l’attesa (11 $ + mancia).
Dopo un po’ che aspetto che il locale incominci a riempirsi, si spengono le luci  ed entra un tipo accompagnato da un amico.
“Surprise!” gridano in coro tutti gli altri, con lui che fa la faccia sbalordita!
Neanche fossimo all’asilo...
Finalmente inizia ad arrivare un po’ di gente, ma, anche se mi spiace ammetterlo, devo dire che mi aspettavo qualcosa di meglio.
Alla mezza sento di nuovo che sto sprecando la serata ed inoltre ho davvero voglia di vedere Marion… Certo qualche bella ragazza c’è anche qua, ma sono comunque un po’ deluso.
Scatto così una foto, cogliendo probabilmente l’attimo in cui c’è più luce (N° 591, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/), ed esco per andare al Guest House.
Non si sa mai che decida di tornare però, quindi mi faccio fare il timbro sulla mano, anche se il buttafuori dice che non ne avrei bisogno e che si ricorderà di me.
Arrivo che è ormai tardissimo, l’1 am.
Lo scorso anno di sabato questo posto era letteralmente invaso dalla Bridge and Tunnel crowd, ma ora sembra proprio non essercene traccia. Evidentemente la crisi economica si fa pesantemente sentire anche nei dintorni di Manhattan.
Dico che sono sulla veroslist, ma i selezionatori, due ragazzi molto giovani, rispondono che su quella lista stasera è già entrata anche troppa gente!
Dico allora che sono anche nella clubplanet list, ma rispondono che non hanno quella lista.
Ma come?!?
Mi chiedono allora, piuttosto sottovoce, di pagare per entrare (ovviamente i soldi se li intascherebbero loro! Bast***i!).
Probabilmente mi fanno questa richiesta perché hanno capito che sono italiano e si sa che gli italiani sono pronti a tutto! Già a Monaco di Baviera c’era capitata la stessa identica cosa!
Scommetto che ad un Americano non lo avrebbero mai chiesto!
Mi sta davvero su ‘sta cosa, ma è la mia ultima sera a New York, non posso fare altro che accettare
Uno mi chiede 15 $ per farmi entrare.

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« Risposta #386 inserito:: 31 Ottobre 2008, 09:27:48 »


“Affare fatto amico” basta che ti levi di torno e mi fai entrare!
Poi però interviene l’altro che me ne chiede addirittura 40!!!
What?!?!? Te sei fuori!!! 40 $ sono davvero troppi!!!”
Concordiamo allora, in modo sempre più losco, per 20 $.
Purtroppo però ho solo o 50 $ attaccati (che non gli darei mai!), oppure 14 $, che però non gli bastano. Inoltre, come li tiro fuori per darglieli, subito si allontanano dicendomi di metterli via! (perché se li beccano chiedere dei soldi all’ingresso gli fanno davvero il c**o!)
Mi fanno chiaramente capire che sto rompendo a forza di insistere, ma sono anche sicuro però che insistendo alla fine entrerei. Non mi va proprio però di stare li a pregarli quando sono persino riuscito ad entrare in un posto molto più cool di quello come è il Room Service!!!
Me ne vado quindi con stile porgendo loro la mia stretta di mano “It doesn’t matter, my friends…”  
Certo però che se potessi tornare indietro ‘sti due sbarbatelli me li dovevo proprio mangiare!
Avrei dovuto chiamare un buttafuori o qualcun’altro e raccontare la storia dei soldi, vedi come mi avrebbero fatto immediatamente entrare!
Certo che con l’autorità che hanno questi due dureranno poco qui, probabile che non conoscano neppure i locali che ci sono dall’altro lato della strada!
Devo ammettere però che il Guest House sembra proprio niente male stasera, con un sacco di ragazze molto carine. Sento inoltre che sarebbe un posto molto più “da festa” che il Room Service e che mi divertirei di più qui.
Provo allora a chiamare Marion da una cabina, ma nulla da fare, probabilmente è già dentro.
Avrei dovuto provare a chiamare Veronique, ma in quel momento non mi è passato per la testa. Lei è la vera “leader” della veroslist, mi dirà Enea che come faceva il suo nome tutte le porte si spalancavano!
Decido allora di tornare al Room Service, magari adesso sarà meglio.
È tardissimo, quindi stavolta prendo un taxy ed arrivo che è ormai l’1.40 am.
Adesso all’ingresso c’è davvero una fila bella lunga, ma io, grazie al timbro, che il buttafuori non guarda  nemmeno visto che si ricorda effettivamente di me, passo subito avanti ed entro.
Cavolo adesso è proprio bello! Ci sono davvero un sacco di nice girls!
Anche la musica non è male, piuttosto simile a quella del Marquee. Tra i pezzi che mettono ricordo “Gimme More” di Britney Spears, “World holds on” di Bob Sinclair, “Mr. Brightside” dei Killers (grandi!!!), “Banquet” dei Bloc Party, “Stronger” di Kayne West, “Livin’on a prayer” di Bon Jovi e “I kissed a girl” di Katy Perry.
Me ne sto in giro passando da una zona all’altra, senza combinare nulla di memorabile comunque.
Verso le 3 am esco per tornare a casa.
Salgo in metro prendendo la linea gialla sulla 23rd St, anche se non passa proprio da Columbus Circle vi arriva vicino e scendo alla 57th St at 7th Avenue.
Pochissima gente in giro, praticamente solo qualche operatore intento nella pulizia delle strade. Fiancheggio Central Park fino a casa. È notte inoltrata, sono solo e non c’è polizia per strada, ma non avverto assolutamente nessun timore e nessun segnale di pericolo, alla faccia di quelli che continuano ad essere scettici sulla sicurezza di New York.
Terminano così anche per quest’anno le mie serate Americane e Newyorkesi. Sembrava non finissero mai ed invece anche stavolta si è giunti al capolinea; me la sono goduta comunque.
Prima di sdraiarmi sistemo un po’ la valigia in modo da essere subito pronto domattina, poi, verso le 3.45 am mi metto a dormire.
Mi rimane un’ultima giornata da trascorrere a New York e sono ben deciso di godermela tutta!
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« Risposta #387 inserito:: 31 Ottobre 2008, 15:34:13 »


 Cry

Che bella abitudine è stato leggere il tuo racconto; pazzesco che sia finito...
Complimenti per essere entrato al Room Service, locale elegantissimo!!!
Anch'io non fumo, ma ci sono dei locali a New York dove per forza devi entrare, sederti con un bel bicchiere di Bourbon Whisky e gustarti un sigaro...ti sentirai come all'epoca del proibizionismo!
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« Risposta #388 inserito:: 04 Novembre 2008, 10:15:33 »


19/07/2008 Domenica - Ultimo giorno a New York.
Sveglia per le 8.00 am. Sono davvero stanco, distrutto.
I miei occhi vitrei pare non vogliano aprirsi e mi sembrano trascorsi soltanto dieci minuti da quando sono andato a dormire. Faccio davvero fatica ad alzarmi, mai fatta così tanta. Per un attimo medito persino di rimanere a letto un altro po’, ma è soltanto un pensiero fugace che scaccio nella frazione di un secondo. Mi rimane soltanto un unico giorno da trascorrere a New York e sto a letto?!!? Non esiste!
Inoltre, pur essendo l’ultimo giorno, il programma della giornata è come sempre bello intenso visto che il mio volo partirà dal JFK soltanto alle 8.00 pm.
Mi alzo facendo un grande sforzo di volontà, ma sono talmente intontito che non mi sento nemmeno in me, come se fossi su un altro pianeta, dove tutto è estremamente confuso.
Vado in bagno a darmi una sciacquata, poi, quando torno in camera, guardo l’orologio per controllare che ora si è fatta.
Rimango sconvolto.
Non credo davvero ai miei occhi, sono soltanto le 7.15 am.
Com’è possibile?!?
La sveglia è suonata veramente?!? Me la sono soltanto immaginata?!?
Non può essere suonata visto che l’avevo lasciata puntata alle 8.00 am come la mattina precedente. Ma allora come ho fatto a svegliarmi?!? Che abbia sentito un rumore provenire dal corridoio? Un’altra sveglia di una stanza confinante? Non riesco proprio a darmi una spiegazione, ma sono sbalordito.
Il dormire così poco e tutta la stanchezza accumulata in viaggio mi stanno rovinando!
Ecco perché non ho incontrato nessuno nei corridoi ed in bagno, è ancora prestissimo!
Mi rimetto allora a letto, aspettando che la sveglia suoni all’orario prestabilito, alle 8.00 am.
Certo per riaddormentarmi non ci metto molto, giusto il tempo di chiudere gli occhi e mi ritrovo nel mondo dei sogni.
Sembrano passati soltanto pochi secondi quando la sveglia stavolta suona veramente, ma anche giusto una quarantina di minuti di riposo supplementare sono stati sufficienti per ritemprarmi e riportarmi alla vita.
Chiudo i miei bagagli, scendo nella hall e lascio tutto nell’apposito deposito, anche se mi chiedono 1 $  a valigia. Manco fossimo a Las Vegas dove si paga a parte qualsiasi extra! Credo che tra un po’ metteranno anche l’aria da respirare a pagamento!
Per il momento niente colazione, decido di farla più avanti nel corso della mattinata, in un posto speciale.
Sono a New York, è domenica mattina, e cosa si fa a New York la domenica mattina?
Ma certo, si va a correre a Central Park!
Eh no, purtroppo no, quest’anno no, anche se mi dispiace un sacco stavolta devo rinunciare. Quest’anno ho soltanto poco più di due giorni da dedicare alla Big Apple, quindi, mio malgrado, sono costretto a rinunciare alla mia abituale corsa domenicale a Central Park. Peccato.
Come da programma inizio la mia visita dall’Upper West Side, il quartiere dove si trova il mio ostello. Avevo già visitato sia questa zona che l’east side anche lo scorso anno, ma ho nuovi ed interessanti obiettivi a cui dedicarmi.
Prendo la linea rossa della metro e scendo alla 72nd St. Qua voglio semplicemente vedere la stazione della metro (at Broadway) in quanto è quella che appare in “Die Hard 2” quando Simon, il terrorista, chiama Bruce Willis ed il suo nuovo socio ad un telefono pubblico per fare l’indovinello. Questa inoltre è una delle poche stazioni in superficie di Manhattan.
Ad ogni modo non riconosco esattamente la location e non vedo nemmeno il telefono pubblico al quale hanno risposto.
Quel che però è davvero fantastico è che la strada in questo tratto è chiusa al traffico in quanto si sta svolgendo una corsa! (Foto N° 592 e 593, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/)
Cavolo, ma proprio quest’anno che non corro ci dev’essere una corsa?!?!
Già mi pento di non avere le mie braghette e scarpe da ginnastica ai piedi per poter gareggiare con loro!
Comunque un’altra cosa davvero spettacolare è che ci sono diverse persone ad assistere, nel bel mezzo della strada, che hanno dei cartelli di incitamento per i proprio parenti od amici (foto N° 594 e 595). Davvero fantastici!!!
L’atmosfera che si respira in questa zona, in questa splendida domenica mattina, è incredibile, mi fa sentire davvero bene. È meraviglioso!
Procedo nella mia passeggiata fino al 2245 Broadway at 80th Street per vedere Zabar’s, market nel quale entrava Woody Allen in “Manhattan” (foto N° 596). Ormai diversissimo comunque a distanza di più di 30 anni.
Visitare queste zone con obiettivi ben precisi è molto stimolante per me, ed inoltre ti dà realmente la possibilità di ricordare quanto si è visitato, cosa che invece col tempo si perderebbe.
Poi è anche divertente andare in giro seguendo le location dei proprio film preferiti!
Passando davanti ad una Chiesa mi viene in mente che staranno celebrando la messa domenicale e che sarebbe interessante magari dare giusto un’occhiata, ma i canti gospel proprio non li sopporto ed inoltre le funzioni durano troppo.
Il mio giro dell’east side quindi termina qui, è ora di passare sul lato ovest.
Attraverso tutto Central park, dove nel frattempo è arrivata la corsa.
Cavolo, di nuovo mi viene una voglia immensa di gareggiare con loro! Proprio quest’anno dovevano farla ‘sta corsa?!?! Perché non c’era anche gli anni scorsi?!?!?
Il parco come sempre mi trasmette sensazioni davvero fantastiche. Mi sento davvero bene quando sono immerso in questi magnifici scenari, con laghi, ponti, immensi prati verdi e tanta gente che corre, passeggia o rimane semplicemente sdraia a terra per rilassarsi.
Ad un certo punto scatto una foto proprio nell’istante in cui una splendida biondina corre verso di me (N° 597), impreziosendo ancor di più il paesaggio.
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« Risposta #389 inserito:: 04 Novembre 2008, 10:16:24 »


Cerco di attraversare il parco nel modo più “dritto” possibile, senza guardare cartine indicanti le bellezze ed attrazioni, già ampiamente visitate lo scorso anno. Fiancheggio il Delacorte Theatre ed arrivo al magnifico Belvedere Castle (foto N° 598), con il suo fantastico laghetto dalle acque verdi. Sembrano colorate di questa tonalità appositamente per rendere ancor più incantato il paesaggio!
Osservando bene nell’acqua noto anche una folta comunità di tartarughe, tutte una in fila all’altra! (foto N° 599).
Nell’ampio prato oltre il lago trovo anche due bellissime donne (di cui una in bikini!) intente nello joga ed in esercizi di stretching. Dev’essere davvero distensivo fare joga ed esercizi con la mente immersi in questi magnifici paesaggi.
Trovo anche una bella coppia di ragazzi italiani con figlio piccolo che stendono un plaid e si sdraiano a terra per godersi questa magnifica domenica soleggiata.
Esco dal parco esattamente in corrispondenza dell’imponente palazzo del Metropolitan Museum, sulla 5th Ave all’altezza dell’80th St., nel bel mezzo del cosiddetto Museum Mile. Decido allora, come ogni anno, di passare a vedere se sono terminati i lavori di ristrutturazione della facciata del Guggenhaim Museum, anche se non sono molto speranzoso visto che nei miei precedenti due viaggi ho sempre visto i lavori abbastanza fermi.
Proprio stavolta che non me lo aspettavo vedo invece che l’orrenda e deturpante impalcatura, che ha offuscato la bella facciata del museo per anni, finalmente è stata tolta! (foto N° 600, link http://www.flickr.com/photos/32044598@N05/). Non credo che i lavori siano del tutto terminati, però, dopo tanta attesa, forse mi ero creato troppe aspettative. La spirale che costituisce la struttura è meno impressionante di quel che immaginavo ed anche la sua tonalità è forse un po’ anonima. Nelle fotografie in internet l’avevo sempre vista più tendente al giallo e quindi molto più luminosa.
Procedo nel mio cammino nell’Upper East Side dirigendomi ancora verso nord.
Arrivo in Madison Avenue tra la 94th e 95th Street, qua ci sarebbe un castello apparso in diversi film, ma purtroppo è completamente ricoperto da impalcature e praticamente non si vede (foto N° 601).
Il caldo e l’afa incominciano a farsi pesantemente sentire ed anche il mio stomaco ormai ha assolutamente bisogno di essere riempito, visto che sono ancora  a digiuno.
Meno male che il programma prevede ora proprio la colazione. La mia intenzione era di farla in una caffetteria particolare (DU-UT, 2nd Ave at 84th St), un posto di cui avevo letto lo scorso anno sull’Amny in cui era scritto che era ispirata al “Central Perk” di Friends. Non vedevo l’ora!
Già lo scorso anno c’eravamo passati ma il locale non era ancora stato aperto. Avevamo trovato la vetrina tutta impacchettata con appeso un cartello che diceva che si stava preparando una sorpresa o qualcosa di simile.
Arrivo speranzoso a destinazione, ma purtroppo la caffetteria non c’è già più! Sempre che mai ci sia stata! Al suo posto c’è una specie di bistrot, o qualcosa di simile, ma adesso è chiuso.
Basta, non ci vedo più dalla fame, così entro subito in uno Starbuks vicino che avevo visto durante il percorso. Questo è forse il peggiore della catena di tutta New York, ma almeno nel tavolo a fianco al mio c’è una giovane madre intenta a nutrire il suo piccolo e sorridente bambino, ed è una scena dolcissima che mi riempie il cuore di buoni sentimenti.
Preso dall’abitudine ho però preso scioccamente un fumante “Caffè Americano tall” come prendo sempre; già non c’è abbastanza caldo ed io vado pure a prendermi un caffè bollente! Che cavolo, non potevo prendere un bel caffè freddo?!!?
Ci metterò più di un’ora per finirlo, in attesa che si raffreddi un po’.
Riempita la pancia posso ora passare alla prossima tappa, ovvero The Hotel Carlyle (35 East 76th Street at Madison, http://www.thecarlyle.com/), dove Woody Allen va ad assistere ad un concerto jazz nel bel film “Hannah e le sue sorelle”.
Già dal suo ingresso mi appare come un albergo molto elegante, non troppo sfarzoso, di classe,  raffinato e riservato (foto N° 602).
Entro nella piccola e raffinata hall, trovando un salotto davvero di gran classe, con pavimenti in marmo tirati a lucido, lampadari di cristallo, fiori bianchi, etc. (foto N° 603).
Non so esattamente come si chiami questo stile architettonico (qualcuno lo sa?), ma di sicuro mi piace molto. Proprio un albergo da Upper East Side!
Purtroppo non riesco a vedere la saletta in cui il grande Woody assisteva al concerto, ma in compenso trovo qualche cliente, tutte di una bellezza, di un’eleganza e di un portamento davvero eccezionali!
Rimango dentro pochissimo comunque, visto che con la mia polo ed i jeans corti al ginocchio mi sento un po’ fuori luogo.
Di sicuro comunque un posto straordinario.  
Il tour delle location dei film di Wood Allen non è ancora finito però, ora è il momento del luogo forse più simbolico in assoluto, ovvero la panchina sotto il Queensboro Bridge (alla fine della 59th St) che appare nel film “Manhattan”.
Pochi minuti di metro e scendo alla stazione sulla 59th St.
Mi incammino lungo l’inizio del Queensboro bridge passando anche da Gustavino’s, rinomato ristorante che però è chiuso, come lo era anche lo scorso anno.
Arrivo fino in fondo alla via, al suo termine sull’East River.
La location è esattamente questa, anche confrontando il fermo-immagine del film sono sicuro che sia questa, ma purtroppo la panchina di Woody è stata tolta!!!! (foto N° 604 o 605, se preferite la versione in bianco/nero).
Mi sembra quasi un sacrilegio!
Confrontando la foto con il film noto un sacco di particolari differenti, a 30 anni di distanza dalla sua realizzazione un sacco di cose sono cambiate. Ad esempio quei brutti palazzoni sull’altra riva del fiume non c’erano, come del resto anche quell’edificio dalla copertura dorata su Roosevelt Island.
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