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Autore Discussione: THE THIRD COMING (From West coast to New York)  (Letto 80570 volte)
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78Luca
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« Risposta #60 inserito:: 05 Agosto 2008, 08:17:26 »


Proseguiamo nel nostro giro ed in breve arriviamo al Fillmore (foto N° 80, 1805 Geary Blvd), storico locale per musica live di cui vi avevo già parlato. Anche in questa zona comunque ci sono davvero delle splendide case (foto N°81). Da notare la perfezione delle chiome degli alberi e delle aiuole. Inizia a farsi tardi, se vogliamo essere al Fisherma’s Wharf per l’1 dobbiamo davvero sbrigarci! Nel nostro percorso in direzione nord scorgiamo degli splendidi panorami della baia (foto N° 82 e 83). Passiamo anche dal Lafayette park, intorno al quale ci sono tante altre belle casette, poi ci incamminiamo su Polk St. Questa è la via più commerciale del quartiere di Nob Hill, anche se a dir la verità non è che ci sia granché. Nonostante il passo veramente spedito, arriviamo al Pier 39 all’1.30 pm, con i festeggiamenti che sono già cominciati e con un mare di gente ad assistere. Nessuna traccia della parata, o almeno noi non abbiamo visto niente. Proprio però all’inizio del molo c’è un palco sul quale si esibiscono a turno un sacco di cantanti, alcuni anche davvero bravi e coinvolgenti. C’è ad esempio un gruppo di sole ragazze che fanno coreografie spettacolari! (foto N° 84). Rimaniamo per un po’ ad osservare, poi entriamo all’Hard Rock Cafè che si trova proprio li accanto. Enea deve comprare una maglietta per sua madre, mentre io rimango a godermi la bella musica che passano (This charming man degli Smiths e Get Back dei Beatles, grandi!!!). Dobbiamo ancora pranzare, così guardiamo un po’ i ristoranti della zona, anche se immaginiamo che i prezzi non possono essere proprio economici. Di fronte all’Hard rock si trova il Wipeout, bar & grill in tema surfistico (foto N° 85), così decidiamo di darci un’occhiata. Troviamo troppa gente, ma anche dei cartelli spettacolari appesi alle pareti! (foto N° 86 e 87). Alla fine prendiamo una pizza in una pizzeria al taglio vicino a Washington Sq. e la andiamo a mangiare in un pub che si trova li a fianco, come ci aveva suggerito di fare la bella barista. Facciamo un altro giro nella splendida North Beach, quindi andiamo in Market St. Faccio un salto al visitor center,dove prendo un sacco di deplian e guide interessanti, poi ci dedichiamo un po’ allo shopping, del resto in questa zona c’è solo l’imbarazzo della scelta. Entriamo al Westfield, grande e moderno centro commerciale, dove al negozio dell’Hollister prendo due magliette in saldo per 13 $  ognuna. Hollister è una catena molto simile ad Abercrombie, ma secondo me molto meglio! Bob Dylan l’hanno scorso aveva spiegato che questa marca va più di moda sulla costa ovest (infatti diverse maglie riportano i nomi di località di mare tipo Newport beach, appunto su questa costa) mentre Abercrombie è più gettonata sulla costa est. Entrambe comunque usano tessuti in cotone vellutato davvero fantastici! Anche come negozi quelli Hollister mi piacciono molto di più rispetto a quelli con musica da discoteca a palla e con profumo davvero troppo intenso di Abercrombie. Qua c’è musica alla Beach boys, tavole da surf e monitor dal quale si vede via web-cam la spiaggia di Huntington beach in diretta, la USA Surf  City: FAVOLOSO!!!
Potrebbe quasi sembrare per uno spot della Hollister… comunque questa marca mi piace davvero molto.
È ancora piuttosto presto, ma se vogliamo essere al Fischerman’s Wharf per le 9 pm per vedere i fuochi d’artificio dobbiamo rientrare velocemente a casa. E così facciamo.

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Claudia81
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« Risposta #61 inserito:: 05 Agosto 2008, 09:28:03 »


Grande Luca, il tuo racconto è sempre super travolgente.
Bellissimo il cane che vi osservava dall'alto, avrà notato che "nn eravate di quel quartiere"  Wink
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78Luca
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« Risposta #62 inserito:: 06 Agosto 2008, 08:13:51 »


Dopo la doccia, usciamo che sono ormai le 8.30 pm. Dobbiamo ancora cenare ma non c’è tempo, qualcosa troveremo. Indosso una camicia azzurrina, jeans e giacca leggera. Prendiamo l’autobus N°45 (1,5 $) in Stockton St. e scendiamo al suo capolinea che stasera è anticipato in Washington Square. Accompagnati da una marea di gente, arriviamo al Fisherman’s Wharf. Stasera però c’è davvero freddo! Questa zona della città, essendo sulla baia, è spesso ventilata e l’aria mi fa davvero venire i brividi! Il fatto è che non puoi nemmeno vestirti troppo visto che poi quando entri nei locali già così si muore dal caldo! C’è però parecchia nebbia ed il Golden Gate Bridge non si vede per nulla. Poco dopo inizia lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Vengono sparati contemporaneamente da due punti, dal Pier 39 e dal vicino Aquatic Park. L’effetto luminoso è straordinario in quanto il colore del fuoco si riflette tra tutte le particelle d’acqua nel cielo e questo assume delle colorazioni straordinarie che si diffondono lungo tutto l’orizzonte orizzonte! A seconda del colore del fuoco il cielo diventa rosso oppure giallo, fantastico! Davvero incredibile l’effetto dei fuochi d’artificio tra la nebbia, non l’avrei mai immaginato! Lo spettacolo è lunghissimo, una mezz’oretta in tutto. Terminata l’esibizione attraversiamo la strada e troviamo subito un locale per andare a mangiare che non sembra niente male, Johnny Rockets (81 Jefferson St. http://www.johnnyrockets.com/index2.php) . È una catena tipo fast food, ma l’ambientazione è straordinaria in quanto tutto nel locale, dall’arredamento al bancone, dalle cose appese alle pareti alla musica, è ricreato appositamente per farti fare un tuffo negli anni ’70! Spettacolo! Mi ricorda un sacco il bar del film “Ritorno al futuro”, quando George McFly (il padre di Michael J. Fox, ndr) chiede per la prima volta alla sua futura moglie di uscire e per trovare il coraggio di parlarle dice al barista “Dammi un latte, al cioccolato!”
Spettacolo! (foto N° 88 e 89, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/)
La cameriera ci trova due posti liberi e ci fa accomodare al bancone; io sono proprio a fianco di un tipo sui 60 anni vestito e truccato da pagliaccio! Fa morire dal ridere!
C’è anche un’altra cosa spettacolare, cioè che i camerieri portano una targhetta riportante il loro nome e da dove provengono!
Ci prendiamo un paio di hamburger e patatine fritte (una decina di $ a testa), poi ci rituffiamo nel freddo della città. Per tornare verso Union sq. prendiamo di nuovo l’autobus, anche se c’è così tanta gente in giro per le strade che ci impieghiamo un sacco di tempo.
Ci ritroviamo davanti al Ruby Skye (420 Mason Street, just off Union Square) senza nemmeno cercarlo ed a dir la verità non sembra affatto male, ma preferiamo continuare il nostro giro in perlustrazione. Inoltre per stasera avevamo in programma il 1015 Folsom (1015 Folsom St., SoMa, www.1015.com)  di cui avevo letto che era la sala da ballo più importante della città. Mentre ci incamminiamo sulla 4th St. per raggiungerlo, ci passa a pochi metri di distanza un ragazzo di corsa, con subito dietro di lui un poliziotto che lo insegue e con il rumore delle sirene che stanno arrivando! Cade una pistola a non più di 5 metri da noi, non so se appartenente al poliziotto o al fuggitivo, fatto sta che allora un altro poliziotto si ferma e la raccoglie. Che cavolo di scena!
A parte questo però non vedremo mai episodi che possono essere definiti “pericolosi”.
Arriviamo al 1015 Folsom dove troviamo una gran fila all’ingresso, anche se la gente non è che ci ispiri molto. Quando sento che l’ingresso costa 40 $ (35 $ in lista) ce ne andiamo. Cosa?!? 40 $ per un posto che non è nemmeno granché?!?! Scherziamo?!? Con 40 Dollari ci vado al Marquee (a NY, ndr) due volte! Ritorniamo allora al Ruby Skye ma adesso c’è davvero troppa fila per entrare. Decidiamo allora di andare a vedere il rooftop bar del Marriott hotel che oltretutto si trova non troppo distante da lì (55 Fourth Street). La hall, come sempre in questa catena alberghiera, è molto vasta e carina, anche se forse un po’ troppo luminosa. Saliamo in ascensore ed arriviamo al lounge. Un cartello indica che è chiuso (dopo le 12.30 am mi pare), ma in realtà c’è ancora diversa gente; è solo il servizio che è terminato. La vista dalle ampie vetrate è fantastica, anche se purtroppo, non avendo appoggi, le foto vengono tutte mosse. Ne inserisco giusto una (la N° 90) in cui si vedono il Bay Bridge ed il SF Moma per cercare di rendere un pochino l’idea. Molto bello anche il lounge, con le luci spente e solo i bagliori che arrivano da fuori ad illuminarlo. Rimaniamo una decina di minuti poi ritorniamo a casa. Alle 1.30 am siamo già a letto.
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« Risposta #63 inserito:: 06 Agosto 2008, 14:52:44 »


Luca fantastico il bar stile "Ritorno al futuro", sembra proprio quello...!!! A NY lo paragoneresti ad Ellen Stardust? Comunque è stato emozionantissimo leggere la tua descrizione dello spettacolo pirotecnico....non è mai facile trovare le parole per certi eventi, ma tu lo hai fatto rivere, bravo!!!
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« Risposta #64 inserito:: 06 Agosto 2008, 15:20:12 »


Anche l'inseguimento  Shocked paura!!!!
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« Risposta #65 inserito:: 06 Agosto 2008, 16:46:04 »


Citazione
Luca fantastico il bar stile "Ritorno al futuro", sembra proprio quello...!!! A NY lo paragoneresti ad Ellen Stardust? Comunque è stato emozionantissimo leggere la tua descrizione dello spettacolo pirotecnico....non è mai facile trovare le parole per certi eventi, ma tu lo hai fatto rivere, bravo!!!
A dire il vero da Ellen Stardust non ci sono mai andato, ma da quello che ho letto nel forum in quello mi sembra che facciano più intrattenimento rispetto a questo dove invece non ne fanno. Comunque è proprio un gran posto!

Come sempre grazie a tutti  Cheesy
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78Luca
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« Risposta #66 inserito:: 07 Agosto 2008, 08:06:49 »


05/07/2008 Sabato
Sveglia alle 8 am. Colazione con qualche biscotto e siamo fuori. Stamattina c’è già uno splendido Sole ad illuminare la città ed allora, per proteggere l’ustione, ci mettiamo la crema solare (in giro a San Francisco con la protezione! Vi rendete conto?!?!) Dato che le zone peggio ridotte sono la faccia ed il collo mi metto anche il cappellino degli Yankees con la visiera calata giù quel che basta ed una polo con colletto tirato su.
Abbiamo già visitato molto, per cui valutiamo che la zona ovest della città, quella con i parchi, possiamo farla domani nel nostro ultimo giorno di permanenza; stamattina si va a Berkeley (rinomata università). Andiamo allora alla stazione della metro (BART) di Powell St., visto che la linea rossa porta direttamente a Downtown Berkeley, dove si trova l’università appunto. Il biglietto della metro non ha un costo fisso, ma è in base alla distanza. C’è un tariffario appeso alle pareti a fianco delle macchinette automatiche per fare i biglietti. Impostiamo la tariffa corretta (6,80 $ andata e ritorno) poi scendiamo al binario. Lo spazio per l’attesa è veramente ampio ed in perfetto stato, nulla a che vedere con le stazioni vecchie e sporche di NY (e di quasi tutte le città del mondo). Ma che cavolo, solo qua giù però c’è scritto che il sabato i treni per Berkely iniziano le corse alle 10.30! E’ vero che forse non è il giorno migliore per andarci, ma dato che siamo nel periodo estivo e le lezioni sono già sospese pensavo che un giorno valesse l’altro, non immaginavo che cambiassero gli orari! Abbiamo quasi 45 min. da aspettare, ma non possiamo nemmeno uscire dalla stazione altrimenti dovremmo rifare il biglietto. Ne approfitto allora per guardarmi un po’ di depliant e guide prese al visitor center. Finalmente arriva il treno ed in 25 min. di corsa arriviamo. Poche centinaia di metri di cammino ed arriviamo all’ingresso del campus (foto N°91, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/) . Come in tutti i campus all’ingresso troviamo un cartellone con la sua mappa, la studiamo un attimo e decidiamo di attraversarlo tutto lungo il percorso principale. Il campus è davvero molto verde con il pratino tenuto ottimamente, dei bei viali alberati ed edifici imponenti (foto N° 92, 93, 94). Lungo i viali ci sono anche appesi dei manifesti con dichiarazioni degli studenti che fanno troppo ridere, soprattutto l’ultima foto direi… (N° 95, 96, 97). Arrivati fino in fondo troviamo lo stadio da football di fronte al quale si trova un meraviglioso campetto da calcio sintetico (foto N° 98) sul quale stanno giocando un padre con il figlio. Nel mezzo del campo c’è la scritta gialla Cal. (California, ndr). Ritorniamo verso l’ingresso entrando nel dipartimento di paleontologia, l’unico edificio aperto. Non è che ci sia molto da vedere comunque, a parte il grosso scheletro di un dinosauro. In giro troviamo anche qualche studente con la maglietta dell’università in dosso intento nel fare da cicerone alla gente al seguito. Davvero molto bello come campus, sicuramente al pari di quelli visitati lo scorso anno a Toronto, Boston e NY.
Ritorniamo alla stazione metro, nei pressi della quale in un negozio di souvenir prendo una maglietta con la scritta “Cal”, anche se preferirei “NoCal” (North California, ndr).
Risaliamo sul treno con il viaggio che si rivela davvero uno spasso visto che il conducente è in vena di battute! Si sente infatti uscire dagli altoparlanti la sua voce mentre canticchia o dice con voce divertente cose del tipo “Relax” o “Wonderfull Sunny day!”, o ancora “Have a great week-end!” Spettacolare!!!! Di un buon umore entusiasmante e contagioso!!!! Noi ovviamente ce la ridiamo di brutto!
Scendiamo alla stazione di Powell St. e ci fermiamo a pranzare da Sega Food (235-237 Powell St., panino più bibita 10 $ circa). Quasi di fronte a questo bar troviamo Tad’s steak house (120 Powell St.), bisteccheria di cui ci aveva parlato Giuly (ricordate l’addio al celibato ad Amsterdam?), passato anche lui da San Francisco nel suo viaggio di nozze; lo proveremo stasera.
Arriviamo in Union Sq. dove vediamo che si sta svolgendo un concerto (foto N° 99). Si tratta di uno di quei gruppi che mettono testi religiosi su basi musicali rock-pop:

That’s could be the name of the Lord
That’s could be your name Jesus…


É una cosa davvero spettacolare!!! Il ritmo è travolgente e c’è un barbone che va sotto il palco e se la balla tutta facendoci morire dal ridere!!!
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« Risposta #67 inserito:: 07 Agosto 2008, 08:07:12 »


Prendiamo l’autobus N°45 ed andiamo a vedere l’Aquatic Park che ancora non avevamo visto. La giornata è serena e da qua abbiamo una prima bellissima vista sul Golden Gate Bridge in lontananza (foto N° 100). Ci incamminiamo sul molo al termine del quel si arriva al punto più vicino ad Alcatraz, di cui si ha una bella visuale. Ottima la vista anche sul Downtown, con la scritta “Ghirardelli” (celebre cioccolateria, ndr) in bella vista (foto N° 101). Andiamo allora in Ghirardelli Sq., piazzetta intorno alla quale ci sono tantissimi negozi di cioccolato o merchandising vario dell’omonimo brand. Vorremmo provare ad assaggiare la cioccolata, ma c’è così tanta fila che abbandoniamo subito l’idea. Proseguiamo il nostro cammino verso ovest attraversando tutto il Fort Mason (un bel parchetto) e procedendo su Marina Blvd. Questa strada è davvero meravigliosa! C’è un grandissimo marciapiede per pedoni e biciclette; guardando a destra si ha il Golden Gate sempre in bella vista, mentre sul lato sinistro della strada sorgono centinaia di casette veramente bellissime! Peccato che le foto non rendano giustizia a questa zona così bella. Arriviamo quindi allo Yacht Harbour (foto N° 102 e 103), ottimo punto panoramico. Subito a fianco inizia il Presidio Park, zona una volta principalmente militare ed in cui oggi sorgono campi da golf, il Letterman digital art center di George Lucas ed il fantastico Palace of Fine Arts (foto N° 104, 105 e 106). Peccato che sia tutto circondato da impalcature, con i lavori oltretutto fermi (e mi sembra da un bel po’). L’acqua del laghetto è di un verde smeraldo meraviglioso!
Dato che siamo vicini decidiamo di farci un giro nel quartiere di Marina. Chestnut St. è la via principale sulla quale sorgono ristornati e negozi ed è davvero una zona fantastica! È sicuramente l’area più elegante della città ed anche la gente che incrociamo (che evidentemente abita in zona) è vestita con molto gusto. La cosa particolare è che se si gira in un’altra strada non ci sono più negozi, ma solo abitazioni, tutte davvero molto belle. In pratica gli esercizi commerciali sono situati su quest’unica via, Chestnut St., mentre tutto il resto è zona residenziale; molto comodo direi. Lo stesso discorso vale per Union St. a Cow Hollow dove troviamo negozi, boutique e ristoranti rinomati; davvero molto bella ed elegante anche questa zona. Sarà un caso che in questi due quartieri non incrociamo mai ne asiatici ne neri? Non direi proprio, chissà quanto costano queste fantastiche case! Di sicuro insieme a Mission questa è la zona della città che preferisco.
Riprendiamo l’autobus per andare verso casa, quando ad un certo punto salgono alcuni ragazzi completamente vestiti di bianco con fascia rossa legata in vita. Qualcuno chiede a loro dove vanno, così dicono che sono di origine spagnola, che oggi è San Firmino (celebrato in Spagna con la corsa dei tori mi sembra) e che si riuniscono con i loro connazionali in un bar a North Beach! Che spettacolo!
Quando scendono decidiamo di seguirli. Arriviamo così al pub (foto N° 107) dove anche dentro c’è un numeroso gruppo di ragazzi vestiti come loro intenti a fare brindisi (per una volta nella vita vorrei essere spagnolo pure io!) ed un buffo personaggio che gioca a bigliardo con le corna da vichingo in testa (foto N° 108): che spettacolo!!!
Da qua andiamo a casa a piedi per prepararci per la serata.
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78Luca
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« Risposta #68 inserito:: 08 Agosto 2008, 08:06:40 »


Stasera usciamo prestissimo dato che dobbiamo ancora cenare. Indosso una camicia nera con sopra una giacca leggera.
Andiamo da Tad’s steak house, come da programma. All’ingresso c’è un lungo bancone, si ordina (ottima bistecca, più contorno, più patata o patatine fritte e bibita per 16 $), si paga, poi ti danno una specie di cerca persone (enorme però!); quando questo inizia a vibrare e ad illuminarsi si va al bancone e si prende quanto ordinato. Mangiamo molto bene spendendo poco: la mia prima steak in America! Il locale è molto grande, anche se piuttosto spartano.
Per la serata abbiamo già stabilito di andare a Mission dato che sapevamo che era una zona molto “viva”. Le zone più movimentate sono tra Mission St. e Valencia St. Tra queste due arterie sulla 16th, 18th e 22nd St. ci sono tanti bar e locali notturni. Prendiamo l’autobus N°14 in Mission St., ma solo perché ce lo indica un ragazzo gentile che ci chiede dove vogliamo andare, altrimenti non so se lo avremmo trovato. Le mappe degli autobus infatti, come ci diceva anche Ravestorm, non sono aggiornatissime, neppure quelle appese alla fermata, e questa linea la visualizzava su un’altra street. Scendiamo alla 18th St. ed incominciamo a girare la zona andando verso sud. E’ ancora piuttosto presto e non c’è molta gente in giro, così ne approfittiamo per entrare praticamente in tutti i bar che incontriamo. E ce ne sono davvero molti che sono strepitosi! Ad esempio ce n’è uno che come ambientazione sembra di essere in un negozio di un parrucchiere, con poltrona e casco asciuga capelli! Ogni bar comunque ha la sua tematica e vale veramente la pena fare un salto in quasi tutti. In altri ricordo che venivano proiettati film storici in bianco/nero direttamente sulle pareti con mattoni faccia-vista, davvero bellissimo! Troviamo anche un’albergo-ristorante con terrazza panoramica, ma purtroppo stasera c’è una festa privata. Nel frattempo la zona si sta riempiendo ed adesso c’è davvero un sacco di gente in giro. Arriviamo fino alla 22nd St, facendo a zig zag tra le streets tra le Valencia e Mission St., poi torniamo indietro su Valencia St. fino ad arrivare alla 16th St. Qua ritorniamo su Mission St., però in questo tratto ci sono davvero una marea di homeless! Come sempre non è che siano pericolosi, ma ci si sente alquanto a disagio dovendo procedere quasi facendo lo slalom per evitarli!
Per chi ha voglia di girare per bar questa è una zona che non può davvero mancare! Fantastica! Forse è anche l’unica zona davvero viva della città ed è piena di giovani.
Non ricordo esattamente il nome di tutti i locali in cui siamo stati, ne riporto giusto alcuni di quelli che avevo segnato e che sono sicuro che mi sono piaciuti molto:
Atlas Cafè: 3049 20th St. Locale bohemien frequentato da artisti con alone delle loro opere alle pareti. http://www.atlascafe.net/
Make out Room: 3225 22nd St. Locale con opera d’arte sempre diverse alle pareti ed in cui suonano band indie. http://www.makeoutroom.com/
Casanova Lounge: 527 Valencia St. Il Casanova è un locale superkitsch, con quadri di velluto e un camino di plastica incandescente. http://www.casanovasf.com/
Elbo Room: 647 Valencia St. www.elbo.com affollato dalla tipica gente di Mission.
Alla fine, dopo aver tanto girato, decidiamo di fermarci a bere qualcosa proprio all’Elbo Room, forse il più carino. Al piano di sopra c’è una sala dove si sta svolgendo un concerto, prezzo 10 $, ma c’è un cartello che indica che chi indossa un vestito (il Power Suit!) paga solo 5 $. Che spettacolo!
Noi però restiamo nella sala al piano terra dove mettono musica indie a palla, anche se a volte un po’ troppo dura. Sia io che Enea prendiamo delle birre sconosciute, diverse tra loro ma ugualmente disgustose! Non riusciamo neppure a finirle!
Rimaniamo fin verso l’1, poi prendiamo l’autobus ed all’1.30 siamo a letto.
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« Risposta #69 inserito:: 08 Agosto 2008, 08:17:26 »


06/07/2008 Domenica
Sveglia alle 8.10 am. Stamattina abbiamo in programma di girare la città in bicicletta. Si perché non si può venire a San Francisco e non fare un giro in bici lungo il Golden Gate Bridge ed attraverso i parchi. Inoltre non vedo l’ora di affrontare tutti quei Sali-scendi, dev’essere spettacolare!
Che illuso che ero! In realtà vi assicuro che affrontare quelle tremende salite è umanamente impossibile! Comunque il giro in bici è assolutamente obbligatorio nonostante ci si rompa davvero le gambe!
Gli ostelli hanno sempre delle convenzioni con dei bike rental, così chiediamo dove possiamo noleggiare e ci viene indicato il “Bike the Bay” (2661 Taylor St, tra North point e Beach St.); costo 24 $ a testa per l’intera giornata. Anche oggi è una splendida giornata soleggiata, così indossiamo le braghette corte, visto che ci sarà da pedalare parecchio. Stavolta siamo un po’ più previdenti e mi metto la protezione solare anche sulle gambe. La “6” dovrebbe essere sufficiente, non mi sono mai scottato sulle gambe. Per proteggere il collo dai raggi solari invece lo avvolgo blandamente con la sciarpa della Reggiana che porto sempre con me nei viaggi.
Ci incamminiamo quindi su Taylor St. dalla quale possiamo di nuovo ammirare uno spettacolare scorcio del Bay Bridge (foto N° 109, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/). Come potevo pensare di poter affrontare delle salite come quella della foto? Non si vede nemmeno la strada sotto!!!
Arrivati al Bike the Bay ritiriamo la bici ed iniziamo il nostro tour, diretti verso il Golden Gate Bridge. Ripercorriamo tutta la strada già fatta ieri, attraversando Fort Mason, e lungo tutta Marina Blvd. Proprio a Fort Mason affrontiamo la prima salita, che oltretutto è anche decisamente lunga… Sopravvalutando le mie reali possibilità la assalgo con un rapporto decisamente troppo duro, con il risultato che dopo poche pedalate mi pianto e devo tornare indietro per poter cambiare e mettere un rapporto molto più leggero! È qua che ho capito che sarebbe stata davvero dura oggi!
La giornata è splendida, ma il Golden Gate è completamente avvolto dalla nebbia. È vero che è molto caratteristico, ma sinceramente preferivo attraversarlo con il Sole per non inumidirmi fin nelle ossa.
In breve arriviamo al Presidio, dove al visitor center che incontriamo sulla strada che costeggia la baia prendiamo una mappa del parco. Costeggiamo alcune spiagge sulla baia, ed arriviamo a Fort Point con il ponte sempre più nascosto dalla nebbia (foto N° 110), fantastico! È proprio da qua che nel film “Vertigo” la donna cade in acqua (foto N° 111). Sotto il ponte ci sono anche diversi surfisti che cavalcano le onde schivando le rocce (foto N° 112), grandi! Seguiamo le indicazioni per chi è in bicicletta (andando in direzione Sausalito sul ponte le biciclette viaggiano sul marciapiede di sinistra, mentre i pedoni su quello di desta) e finalmente siamo sul Golden Gate (foto N°113 e 114). Indossiamo anche la giacca visto che qua si fa davvero freschino e soprattutto umido. Alla fine pedalare tra la nebbia è davvero spettacolare e caratteristico, mai avrei pensato che potesse essere così entusiasmante! Mi devo davvero ricredere, molto meglio il ponte sotto la nebbia che col Sole! Dopo poco ci si inizia a scaldare e non si avverte più freddo, anzi mi tiro su pure le maniche della giacca. Il marciapiede però è strettino e si deve procedere in fila indiana per far passare anche le bici che vengono nell’altro senso di marcia. Peccato solo che il ponte sia davvero trafficatissimo di auto e c’è costantemente un gran rumore! Bellissima anche la vista… che non c’è proprio dato che siamo tra la nebbia! Però siamo veramente in alto!
Terminato il ponte termina anche la nebbia; via la giacca, ricomincia il caldo. Siamo ora nella Marin County, per raggiungere Sausalito c’è ancora qualche chilometro da fare però. C’è un altro breve tratto in salita e poi una discesa lunghissima dove si raggiungono velocità elevatissime! Davvero fantastico il brivido della velocità, soprattutto però cerco di non pensare al fatto che al ritorno la discesa sarà una lunghissima salita! Sausalito è un paesino davvero grazioso, con le prime casette direttamente sulla spiaggia e poi su a seguire le colline (foto N° 115). Anche il centro del paese è molto carino e vivace. Ci fermiamo a prendere un hamburger in un omonimo rivenditore (737 Bridgeway St., hamburger ed acqua costo 8.46 $) e poi in un market per prendere un po’ di cioccolata per fare il pieno di energie. Prendiamo quella di Ghirardelli con il caramello, una vera prelibatezza, davvero meravigliosa!
Iniziamo la salita verso il Golden Gate per tornare indietro. Lo stile ciclistico di Enea è quello di utilizzare un rapporto minimo e di affrontare la salita lentissimamente senza mai fermarsi; io invece non ce la faccio proprio ad andare così piano e fare centinaia di pedalate al minuto, mi trovo molto meglio con un rapporto intermedio, alzarmi sui pedali e darci sotto fino a quando sono morto dalla fatica! Raggiunto questo punto mi fermo per riposarmi ed aspettare Enea. Il socio però rimane sempre e costantemente staccato ed io mi fermo decine di volte per riposarmi ed aspettarlo. Terminiamo la salita non si sa come ancora vivi, con le cosce che vanno a fuoco ma con la vista del pianeggiante Golden Gate che ci da speranza e refrigerio (foto N° 116).
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« Risposta #70 inserito:: 08 Agosto 2008, 08:17:53 »


Attraversato di nuovo il ponte siamo ora diretti verso il Lincoln Park. Anziché fare la strada breve che attraversa il Presidio torniamo indietro per visitare un po’ questo parco. Vorrei vedere il Letterman Digital Arts Center, ma in realtà non c’è nulla da vedere. Cerchiamo allora di tagliare verso il centro del parco per accorciare la strada, anche se orientarsi non è per niente semplice nonostante la cartina viste le scarse indicazioni. Vorrei allora andare a vedere il campo da golf che comunque è verso il Lincoln park, quando ad un certo punto commettiamo il terribile errore di imboccare Arguello Blvd, una strada lunga, con salita infinita che ti distrugge fin dentro e ti succhia via ogni energia vitale. Stacco Enea con il mio passo più e più volte, ma devo fermarmi e riposare ogni 50 m! Poi finalmente “la luce”, la fine della strada, un po’ di discesa ed arriviamo fuori dal parco, incredibilmente ancora vivi!
Nei negozietti vendono le magliette con la scritta “I biked Golden State Bridge”, ma altro che Golden Gate, dovremmo fare noi la maglietta “I biked Arguello Blvd!”
Terribile se ci ripenso ora.
Facciamo la strada che costeggia il parco scorrendo sulla desta il campo da golf, di cui comunque non si vede praticamente nulla, ed il Mountain Lake, che in realtà è poco più di una pozzanghera.
Arriviamo a Baker beach, spiaggia con sabbia scura dalla quale si ha la visione del Golden Gate tra la nebbia. Procediamo praticamente costeggiando la baia anche se siccome la strada è un po’ interna non si vede il mare. Arriviamo a Sea Cliff che secondo me dev’essere tipo la Bel Air di San Francisco. Ci sono infatti strade d’accesso con pilastri sui quali è inciso il nome del quartiere (foto N° 117), ma soprattutto decine e decine di case davvero molto belle (foto N° 118, anche se purtroppo non rende per nulla l’idea). Anche i giardini sono tutti molto curati ed in giro ci sono un sacco di auto costose; si vede subito che è un quartiere abitato da gente con ottime capacità economiche. Arriviamo quindi al Lincoln Park. Vorremmo proseguire sul percorso che costeggia la baia ma è un sentiero che si può solo fare a piedi, per cui procediamo sulla strada che fiancheggia il parco. Ora Enea rimane staccato addirittura in pianura! Dice che non è stanco, però quello è il suo passo e procede lentamente in quel modo. Per un po’ mi fermo di continuo per aspettarlo poi, visto che si sta facendo anche tardi, decido di procedere con il mio passo (cercando di fargli capire che deve alzare il suo ritmo…) e tiro dritto fino a Sutro Baths, staccandolo di qualche minuto. Ravestorm in particolare aveva consigliato una visita a questa zona e di certo ci ha suggerito davvero bene! Davanti a noi si apre l’infinità dell’Oceano Pacifico ed avverto davvero la forza della natura. Nessun scatto può rendere giustizia alle sensazioni provate da uno scenario così immenso, comunque vi metto qualcosa (foto dalla N° 119 alla 122). Nelle foto N° 121 e 122 potete vedere anche il ristorante Cliff House che si trova giusto sulla scogliera e dal quale si ha un panorama da favola. Anche di questo ristorante ci aveva parlato Ravestorm, oltre che Spino e KLM. Se guardate con attenzione la foto 119 potete notare che si trova anche una grotta, così scendiamo la scogliera per entrarvi. Mi sento un piccolo speleologo  mentre vi accedo, pronto con la mia fotocamera per realizzare il filmato della grotta. In realtà quando si arriva alla fine non è che ci sia molto da vedere, ma è comunque decisamente piacevole la sensazione che il rumore delle onde e l’umidità della sabbia ti trasmettono. Nella foto N° 123 siamo a metà del percorso, con la “luce” dell’uscita già bella intensa.
Risaliamo in bici, diretti stavolta verso il vicino Golden Gate Park, con subito una bella salita da affrontare. Enea rimane di nuovo staccato; mi volto per vedere dov’è rimasto. E che cavolo però, ha un rapporto così blando ed un’andatura così lenta che addirittura viene superato dalla gente a piedi!!! Non scherzo, c’è davvero della gente che lo supera a piedi!  
Arriviamo al paco e lo percorriamo tutto nella sua lunghezza. Davvero molto, molto bello, molto simile a Central park. Solo seguirne i percorsi si rivela più complicato del previsto; a volte mancano indicazioni, mentre alcune strade che vorremmo percorrere guardano sulla cartina si rivelano poi tipo delle tangenziali, quindi non percorribili in bici. Ad ogni modo una vera meraviglia! Ci sono diversi laghetti, ma anziché fermarci, dato che è tardi, ci soffermiamo solo sui punti già prestabiliti.
Arriviamo così al de Young museum (foto N° 124), ma purtroppo la sua magnifica struttura è in ristrutturazione. La foto non rende assolutamente la vastità e la bellezza dei giardini che lo circondano. L’ingresso è gratuito, così leghiamo le bici e facciamo una visita veloce. È un museo d’arte moderna, piuttosto spoglio a dir la verità, ma per me è già fantastico come fabbricato in se. Davvero molte belle le sue ampie sale (foto N° 125). Prossima tappa è lo Stow lake, con la sua graziosa cascatella (foto N° 126). Riprendiamo la bici e quasi senza accorgercene, dato che sulla nostra cartina non era segnato, passiamo davanti al Botanical Garden, molto carino anche questo (foto N° 127). Risaliamo in sella fino al Japanese Tea Garden. Questo giardino ha l’ingresso con il classico arco cinese/giapponese, oltre al quale ci sono meravigliosi giardini (foto N° 128). L’ingresso però è a pagamento (questione di pochi Dollari comunque), così, dato che si fa sempre più tardi, scegliamo a malincuore di non visitarlo ma di procedere alle tappe successive. Si potrebbe discutere sul fatto se è meglio vedere poche cose ma bene, o se è meglio vedere tutto quanto ma velocemente. Io sono sicuramente per la seconda ipotesi, per me è decisamente meglio avere una panoramica il più possibile globale e completa; se avrò la possibilità un giorno di tornare vedrò le cose che mi sono piaciute maggiormente con più tranquillità.
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« Risposta #71 inserito:: 08 Agosto 2008, 08:18:09 »


Rimontiamo sulla bici. Girare il parco in questo modo è straordinariamente fantastico! Molte strade sono chiuse al traffico e c’è un sacco di gente che corre, che pattina o che va in bicicletta come noi. Un sacco di altra gente invece se la gode, standosene semplicemente sdraiata sul prato. Quanto mi piacerebbe potermi rilassare dopo tutti questi chilometri già percorsi, ma per tornare indietro dobbiamo ancora attraversare tutta la città!
La tappa successiva è il Conservatory of Flower, davvero fantastico! (foto N° 129, 130, 131) Peccato solo che la serra sia già chiusa e non possiamo farci una visita.
Siamo ormai all’uscita del parco, sarebbe bello fare un giretto nel vicino quartiere di Richmond e alla San Francisco University, ma il tempo scarseggia, così ci dirigiamo subito al quartiere di Haight – Ashbury. In questa zona è iniziato il movimento musicale hippy culminato nella Summer of Love del 1967. I segni del passato rimangono su molti muri, ancora pieni di murales colorati (foto N° 132). Questa per me è la vera zona storica di San Francisco, essere qua negli anni ’60 dev’essere stato davvero spettacolare! Purtroppo oggi di quella atmosfere rimane davvero poco, le strade sono cosparse principalmente di negozietti e posti i cui mangiare. Qualcosa di spettacolare ancora però rimane… (foto N° 133). Molto carina comunque questa zona. Ci spostiamo infine su Asbury St., dove nella casa al civico 701 hanno suonato una volta i Gratefull Dead (foto N° 134). Ci sarebbe ancora l’Ameoba Music (storico ed immenso negozio di musica, 1855 Haight St.) da vedere, ma non c’è proprio più tempo. Il giro del quartiere è terminato, ci rimane solamente una cosa da fare prima di ritornare al bike rental, cioè percorrere la famosa discesa di Lombard St. in bicicletta!
Da dove ci troviamo ora ci sono davvero un sacco di km ancora da percorrere e sinceramente dopo aver affrontata salite terribili (Arguello Blvd, mamma mia… i brividi…) sotto un Sole incessante è veramente dura. Dato allora che non abbiamo altre cose particolari da vedere scegliamo di fare un percorso che sia sempre e solo in discesa! Non guardiamo mai la cartina, come vediamo una discesa ci buttiamo. Adesso si che si ragiona! Poi così è davvero divertente e si raggiungono velocità anche molto elevate. Dopo una ventina di minuti arriviamo a destinazione, prima però c’è da affrontare la salita. E questa signori è “La Salita!” con la S maiuscola! Sfido chiunque a riuscire a percorrere il tratto di Lombard St. che precede la famosa discesa, è davvero al di là delle capacità umane!
Pure procedendo a piedi faccio davvero fatica, tanto che mi verrebbe davvero voglia di fermarmi a riposare. Non so davvero come faccia la gente ad abitare qui. Purtroppo ci sono un sacco di auto, tutti turisti naturalmente, ma vedo che anche per loro non è semplice. Inoltre sono praticamente ferme in coda perché quando si arriva alla fine della discesa bisogna fermarsi ad uno stop. Eccoci finalmente all’apice della Salita (foto N° 135) pronti ad affrontare la fantastica discesa (foto N° 136). Filmo tutto, è davvero spettacolare, con tutte queste curve e con le aiuole perfette piene di fiori. Peccato solo che ci siano così tante auto che ci costringono a frenare di continuo ed a procedere davvero lentissimi. Tutti ci guardano divertiti, ovviamente siamo gli unici in bicicletta.  
Arrivati allo stop adesso c’è una lunghissima e ripidissima discesa che ci fa raggiungere velocità davvero elevatissime! È fantastico!!! Continuo a filmare, con la mano con cui reggo la fotocamera che trema tutta! Arriviamo al bike rental che sono ormai le 7.30. Siamo stremati, abbiamo percorso davvero una marea di km, non oso stimare quanti, ma almeno abbiamo visitato praticamente tutta la città. Soltanto Twin Peaks è rimasta fuori, purtroppo. I piedi sono ancora incredibilmente perfetti, ma inizia a farmi un po’ male la caviglia sinistra. Non so se è proprio la caviglia o una contrattura al polpaccio, ma certo non è un buon segno. Di sicuro la combinazione marea di km percorsi a piedi nei giorni precedenti, più la marea di km percorsi oggi in bici non ha giovato.
Dopo una giornata così dispendiosa di energie ci vuole proprio una cena che ci rimetta in forza, per cui ce ne andiamo anche stasera da Tad’ s steak house. Saliamo in autobus ed andiamo direttamente là per non sprecare tempo. Cena fantastica, a guardare il piatto nella foto mi viene decisamente ancora appetito… (foto N° 137)
Infine ritorniamo in ostello.  

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« Risposta #72 inserito:: 08 Agosto 2008, 11:24:00 »


Grande Luca, il tuo racconto lascia sempre senza parole. Super dettagliato e vedendo le foto ci si immerge per davvero nel tuo fantastico viaggio.
Inoltre penso che girare in bici per una città di permetta ancor meglio di assaporarla e da quanto si evince dalle tue parole è stato proprio così.
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« Risposta #73 inserito:: 08 Agosto 2008, 14:17:05 »


Grazie mille Claudia, mi fa davvero piacere che il mio racconto ti piaccia!

In queste sere mi ci sono messo davvero d'impegno per cercare di terminare almeno il racconto di San Francisco, così a seguire vi metto anche l'ultima sera in città...
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« Risposta #74 inserito:: 08 Agosto 2008, 14:17:19 »


Arrivato a casa faccia la conta dei danni e scopro che mi sono scottato le gambe! Ma che cavolo, non mi era mai successo prima ed inoltre ci avevo pure messo la protezione! Inutile, il Sole in California picchia davvero forte. La caviglia è un po’ gonfia, ma dopo un po’ di riposo non mi duole più, almeno per ora.
Oggi è stato il nostro ultimo giorno a San Francisco ed un po’ di riflessioni sono necessarie. Di sicuro è una città fantastica, tutti quei sali-scendi sono davvero incredibili e caratteristici (anche se faticosissimi!), inoltre ci sono un sacco di quartieri molto belli e totalmente diversi tra loro. Mi è piaciuta molto la zona dell’Embarcadero, molto movimentata e piena di vita, North beach con le sue librerie storiche, Marina con la perfezione delle splendide casette, le strade lungo la baia (ma non al Fisherman’s Wharf, troppo affollato), poi il Golden Gate Bridge, l’elegante e pacifica zona di Sea Cliff, il Lincoln park con le spettacolari viste da Sutro Baths, il meraviglioso Golden Gate park, la zona di Mission dove sembra di essere in Messico ed infine la spettacolare discesa in bici di Lombard St. Molto, molto diversa come città rispetto a quelle che avevo visitato sino ad ora in America (NY e Boston, ndr); cambiare di costa è veramente come cambiare continente. Se NY ormai la conosciamo tutti (o almeno in molti nel forum), di Boston si rimane sorpresi per la sua eleganza, con gli splendidi giardini ed i fantastici e pacifici quartieri residenziali; lo stampo inglese si nota davvero parecchio. A San Francisco invece si nota un po’ (a Mission di sicuro) l’influenza Spagnola,  ma anche un miscuglio di altre razze (tipo quella italiana). Di sicuro NY rimane il top, mentre tra le altre due forse alla fine preferisco Boston, ma solo perché io adoro lo stile inglese. Comunque davvero una gran bella città San Francisco, da vedere di sicuro. Peccato solo per la nightlife, vissuta in modo turistico è un po’ deludente, ma sono sicuro che potendo uscire con la calma e tutto il tempo necessario che solo un residente può avere alla fine anche qua ci si diverte parecchio. Vivessi qua sarei tutte le sere a Mission o a Marina (dove mi piacerebbe vivere se abitassi qui, ma ci vorrebbero davvero un sacco di money!), dove andrò stasera…
Domani si parte verso lo Yosemite park, ci aspetta il noleggio dell’auto e la sveglia suonerà prestissimo, già programmata per le 5.45 am.
Visto che ci alzeremo prestissimo Enea decide di rimanere in casa a riposarsi e di andare a letto presto, mentre io non voglio perdere neanche un attimo ed esco comunque. Sarà così un primo banco di prova di quando mi ritroverò a NY ad uscire da solo.
Doccia, sistemo le valigie lasciando fuori solo quello che ancora mi servirà ed esco. Camicia nera fuori dai pantaloni, jeans e giacca leggera.
Mi incammino verso Marina. Sarei tentato di prendere l’autobus, ma così farei lo stesso percorso già visto più volte, mentre voglio percorrere strade che ancora non ho mai fatto. Inoltre mi scordo a casa pure la moneta per il biglietto, così camminare diventa l’unica soluzione. Non so se è il mio passo veloce (per arrivare il prima possibile…) che mi scalda o se è semplicemente la serata che non è per nulla fredda, fatto sta che dopo poco mi tolgo addirittura la giacca. Attraverso tutto Nob Hill passando su Jackson St., strada sulla quale sorgono delle abitazioni davvero fantastiche! Ma che dico abitazioni, questi sono dei veri palazzi! Fantastici! Di sicuro le abitazioni più belle in città.
Nonostante il ritmo elevato impiego 40 minuti per arrivare a Marina. Mi era così piaciuta l’eleganza di questo quartiere di giorno che volevo assolutamente vederlo anche di notte. Inoltre avevo segnato anche un paio di posti di cui la Lonely faceva una “interessante” recensione:
Perry’s: 1944 Union St. E’ uno di quei locali dove si va per cercare avventure
Matrix Fillmore: 3138 Fillmore St. Gente ben vestita che cerca avventure http://www.matrixfillmore.com/matrixfillmore/
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