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New York: la vostra meta! => Appena rientrati => Discussione aperta da: 78Luca - 28 Luglio 2008, 08:03:40



Titolo: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Luglio 2008, 08:03:40
Come da titolo, questo è stato il nostro terzo viaggio negli Usa ed ancora una volta abbiamo cercato di allargare i nostri orizzonti sul continente americano. È naturale infatti che ogni viaggio non deve mai essere valutato singolarmente, ma è studiato secondo le esperienze che già si sono vissute in passato.
Per tenere il tutto unito vi risegnalo pertanto il mio viaggio di Ottobre 2006 a NY: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1138634025/15#15
ed il viaggio di Ottobre 2007 (Toronto, Niagara Falls, Boston, Cape Cod, NY): http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1193379581/0#0
Segnalo inoltre la discussione sul forum che mi ha aiutato non poco nella programmazione del viaggio di quest’anno: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1184925358/0#0

I protagonisti siamo sempre io (Luca, al tempo della partenza ormai prossimo alla fatidica soglia dei 30 anni) ed Enea (29).
Questa volta avevamo assolutamente dei vincoli sulle date della nostra permanenza, visto che il mio abituale compagno di viaggi doveva essere a San Diego per un convegno che iniziava a partire da Sabato 19 Luglio. Tutto il programma di viaggio quindi è stato studiato a ritroso, facendo però in modo di fare un week-end a San Francisco e a Los Angeles ed arrivare invece durante la settimana a Las Vegas (dato che nel fine settimana i prezzi vengono più che raddoppiati). Inoltre io sarei partito da San Diego, direzione NY, da solo e sempre da solo sarei tornato a casa in Italia, visto che lui si fermerà in un università in Oklahoma per i successivi due mesi.

Partiamo subito con il programma di viaggio ed un po’ di cifre:

02/07/2008 Mercoledì: Partenza da Milano Linate, volo British airways con scalo a Londra (costo andata / ritorno 690,67 €), arrivo a NY al JFKe ripartenza per San Francisco con volo Virgin America (137,87 € + 25 $ per il secondo bagaglio). Notte a San Francisco.
Alloggio: AAE Amsterdam in San Francisco – 749 Taylor St. San Francisco. Tel 1 415 673 3277 (32,97 € a testa al giorno, bagno privato)

03/07/2008 Giovedì: San Francisco
Alloggio: AAE Amsterdam in San Francisco

04/07/2008 Venerdì: San Francisco
Alloggio: AAE Amsterdam in San Francisco

05/07/2008 Sabato: San Francisco
Alloggio: AAE Amsterdam in San Francisco

06/07/2008 Domenica: San Francisco.
Alloggio: AAE Amsterdam in San Francisco

07/07/2008 Lunedì: Partenza da San Francisco, Locke (città fantasma vicino Lodi sulla Hwy 99), Bodie (città fantasma del far west dei cercatori d’oro), Yosemite park (ingresso 20 $), Mono Lake, Bishop.
Alloggio: Mammoth Lakes – Motel 6, 3372 Main St. US 395 at Sr 203
Costo: 77.56 $ (49,44 €) + 2,99 $ per WiFi in room (totale da dividere)

08/07/2008 Martedì: Lone Pine, Death Valley, Las Vegas.
Alloggio: Luxor – Las Vegas, 3900 Las Vegas Blvd South - Las Vegas NV 89119-1000. Tel. 702-262-4000  www.luxor.com 137.32 $ (92.01 €), per 2 notti, da dividere (cioè 46 € a testa totali per 2 notti)

09/07/2008 Mercoledì: Las Vegas.
Alloggio: Luxor – Las Vegas

10/07/2008 Giovedì: Partenza da Las Vegas ed arrivo a Los Angeles, passando dal Red Rock Canyon (Ingresso 5$). Durante il percorso si passa anche da Calico (città fantasma, ingresso 6 $ a testa)
Alloggio: Alta Cienega Motel, 1005 North La Cienega Blvd - West Hollywood www.altacienegamotel.com Tel. (310) 652-5797 Costo: 25,71 € al giorno, a testa.

11/07/2008 Venerdì: Los Angeles
Alloggio: Alta Cienega Motel

12/07/2008 Sabato: Los Angeles
Alloggio: Alta Cienega Motel

13/07/2008 Domenica: Spiagge a Nord di Los Angeles: Malibu, Santa Monica, Venice beach
Alloggio: Alta Cienega Motel

14/07/2008 Lunedì: Spiagge a sud di Los Angeles: Orange County con Seal beach
Alloggio: Alta Cienega Motel

15/07/2008 Martedì: Orange County (OC)
Alloggio: Travelodge Costa Mesa Newport Beach, 1951 Newport Blvd. Tel. 949-650-2999
Costo: 99.64 $ (totale da dividere)

16/07/2008 Mercoledì: San Diego.
Alloggio: Hostelling International - 521 Market St, San Diego Downtown Tel. (619) 525-1531
Costo: 21,92 € a notte, a testa (bagno in comune)

17/07/2008 Giovedì: San Diego.
Alloggio: Hostelling International

18/07/2008 Venerdì: volo San Diego – New York (da solo) effettuato da Delta (135.82 € +  25 $ per il secondo bagaglio, che però non mi faranno pagare)
Alloggio: West side YMCA - 5 West 63rd St., NY – Tel. (212) 875-4100
Costo: 105 $ al giorno (bagno in comune)

19/07/2008 Sabato: New York
Alloggio: West Side YMCA - 5 West 63rd St., NY - Tel. (212) 875-4100

20/07/2008 Domenica: New York e volo NY – Milano Malpensa (British airway)

21/07/2008 Lunedì: Arrivo a Milano alle 14.00 e rientro a casa


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Luglio 2008, 08:04:16
Per ogni città avevo inoltre anche già fatto più o meno una programmazione di cosa visitare giorno per giorno (senza una pianificazione di questo tipo si rischia fortemente di tralasciare molte cose), anche se poi è ovvio che quando sei li è difficile rispettare quello studiato a tavolino.

Come sempre viaggio il più low-cost possibile, anche se quest’anno il volo Milano – New York l’ho pagato davvero molto avendolo preso ormai tardi. Tutto comunque prenotato in internet, voli, alberghi, ostelli, assicurazione medica e auto.
I voli li ho prenotati da www.expedia.it a parte quello NY-SFO che ho preso direttamente da www.virginamerica.com (questo expedia non me lo proponeva). Molto utile è sempre anche http://www.whichbudget.com/it/ ma quello Virgin era sicuramente il migliore sia per economicità, sia perché diretto. Per trovare gli ostelli ho utilizzato www.hostelworld.com visto che c’è una mappa che visualizza la posizione di tutti quelli che propone, ma poi ho prenotato con www.hostelz.com in quanto ho notato che è leggermente più economico.
Per Mammoth Lakes abbiamo prenotato su www.motel6.com (catena di motel)
Per Las Vegas ho prenotato direttamente dal sito del Luxor (Pyramid Deluxe Room, quella più economica. Scegliendo l’opzione “non-refundable rate offer”, cioè pagando subito tutto all’atto di prenotazione e non rimborsabile, si ottengono le tariffe più basse)
Per Los Angeles ho prenotato direttamente dal sito dell’albergo www.altacienegamotel.com
Per Newport abbiamo prenotato su www.travelodge.com (catena di motel un po’ più lussuosa del Motel6)

Inoltre ho preso l’assicurazione medica su www.viaggisicuri.com (costo 59,97 €), polizza Argento, massimale di 5 milioni di €

Auto: Noleggiata con la compagnia National (http://www.nationalcar.com/) Categoria compatta, (Kia Rondo LXV6, un monovolume praticamente), Pick up a San Francisco (750 Bush St., nei pressi di Union Sq.) e Drop off a San Diego all’aereoporto (3280 North Harbour Drive)
Costo totale per 10 giorni: 690,45 $, comprensivi di Navigatore GPS, guidatore aggiunto, pieno di carburante alla partenza, ed assicurazione supplementare LDW (Loss Damage Waiver, esonero di responsabilità in caso di perdita del veicolo), CDW (Collision Damage Waiver, esonero di responsabilità in caso di incidente al veicolo) e Roadside plus, assicurazione della National che dovrebbe essere tipo la LIS (assicurazione supplementare di responsabilità civile che aumenta la somma già esistente per legge).
Avevo con me anche la patente internazionale, fatta lo scorso anno, sulla quale però resto scettico sulla sua validità e sulla reale necessità di farla.

Tutti i prezzi che ho messo sono tasse incluse.

Per preparare il viaggio, oltre che questo forum e la guida della California della Lonely Planet (davvero ben fatta), ho usato tantissimo internet. Come prima cosa consiglio a tutti coloro che faranno un viaggio tipo questo di andare sul sito del visitor center della città che vi interessa e di farvi spedire a casa (tutto gratuito) la guida che mettono a disposizione (in inglese ovviamente). Queste sono disponibili sia in formato elettronico, da scaricare dal sito, che in formato cartaceo (che inviano a casa). Basta scrivere su un qualsiasi motore di ricerca “visitor center Los Angeles” (nel caso di Los Angeles) che appare subito il sito interessato. Queste guide non sono certo descrittive come quelle della Lonely Planet, ma sono molto dettagliate ed utilissime perché ci sono le cartine, tante foto, liste degli alberghi, etc. Inoltre contengono gli eventi. È consigliabile quindi richiederla 2-3 mesi prima della partenza (ne prima, ne dopo, altrimenti si rischia che non arrivi in  tempo) per avere una guida aggiornata al periodo in cui si andrà via. Io me ne sono fatte spedire quasi una decina, visto che abbiamo visitato tanti luoghi diversi. Inoltre, sempre 2-3 mesi prima di partire su Rete A avevano trasmesso un programma di 4-5 puntate chiamato “Sulle strade della California” (o qualcosa del genere) davvero ben fatto e che mi ha dato tantissimi spunti sulle cose da vedere, soprattutto per quel che riguarda la scena musicale.

Questo è tutto quello che riguarda la programmazione, dal prossimo post inizierò a raccontare il viaggio vero e proprio. Quest’anno proverò ad essere sempre molto dettagliato, ma anche molto più sintetico, cercando magari di fare un racconto che sia meno romanzo e più guida, in quanto tutte le esperienze accumulate in questo e nei precedenti viaggi faranno da sfondo al nostro prossimo libro (di cui c’è già una traccia pronta da mesi e non vedo l’ora di iniziare!) Non vorrei illudere nessuno però, non è detto che questo venga poi pubblicato e non è nemmeno detto che lo voglia pubblicare io; tutto dipende se saremo in grado di ottenere un risultato che riterremo valido. Se la nostra prima pubblicazione è stata abbastanza semplice da scrivere, questa invece non lo sarà per nulla, anche perché il progetto è davvero ambizioso (quando si fa qualcosa del resto perché non farla al meglio delle proprie possibilità?)
Non temete però, sapete che la sinteticità nello scrivere non è certo tra le mie qualità (questo primo post ed i miei precedenti racconti lo dimostrano ampiamente), ed inoltre, con un viaggio così lungo, sono sicuro che anche il resoconto di quest’anno verrà piuttosto corposo. Anche perché, come sempre, ne sono successe davvero delle belle…

Alla prossima per il vero inizio del racconto!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ASTERFRED - 28 Luglio 2008, 08:28:49
Ciao 78Luca.
Non vedo l'ora di leggere i tuoi racconti.......e che siano corposi! ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: carlize - 28 Luglio 2008, 10:21:50
Tra second and Third coming mi si sono incrociati gli occhi! ;D
Allora  a presto Luca per il nuovo racconto :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 28 Luglio 2008, 11:05:49
Anch'io aspetto con ansia il racconto delle vostre avventure  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 28 Luglio 2008, 12:20:27
WoW Luca!!!
Che inzio!!!
 :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 28 Luglio 2008, 15:04:23
Mitico!! non vedo lora di leggere il tuo racconto!!  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 28 Luglio 2008, 16:09:51
Vai Luca: esprimiti come tuo solito alla grande.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 28 Luglio 2008, 19:01:08
Attendo l'inizio......................................................................................................


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 28 Luglio 2008, 22:01:26
Le premesse sono ottime.... :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Elena1983 - 29 Luglio 2008, 13:42:21
Bentornato Luca!!!
 non vedo l'ora di leggere i tuoi racconti :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bermon - 29 Luglio 2008, 14:02:48
Mi metto in coda anch'io per leggere il tuo diario di viaggio, anche perchè anche noi per il prossimo anno abbiamo in mente la West Coast... ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 29 Luglio 2008, 14:51:59
luca fai partire il racconto dai..che ho gia la bava alla bocca :D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Audrey - 29 Luglio 2008, 20:53:48
oh yeah!! ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 29 Luglio 2008, 23:27:15
Ciao Luca e bentornato, una sola domanda visto che hai citato 750 bush street, in quanto ho prenotato la macchina anch'io con pick up a San francisco ma la compagnia è della Alamo.
La domanda è questa:Ci sono più compagnie allo stesso indirizzo?
Com'era il luxor, prenotato anch'io per il giorno 20/21 agosto ?
Grazie mille


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Luglio 2008, 08:20:09
Davvero onorato che i miei racconti interessino tanto, grazie mille a tutti!
Vediamo di iniziare allora...

X potus878: per il Pick-up dell'auto a San Francisco è esattamente come dici, allo stesso indirizzo c'è sia National che Alamo, con un unico sportello. Devi dire la compagnia con la quale hai noleggiato. Ti consiglio di arrivare 10-15 min prima dell'apertura delle 7 am, altrimenti troverai coda di sicuro e ti parte almeno 1 ora prima di riuscire a partire!
Per il Luxor direi benissimo, ma se riuscirò a tornare a LV stavolta ne sceglierei un altro, dato che questo mi sembra uno dei più pacchiani. Forse la prossima volta me ne andrei all'Hard Rock (anche se è off strip) visto che ci sono i migliori pool party, ma tu se ben ricordo viaggi con famiglia, quindi per te va benissimo! Le stanze sono davvero belle e molto spaziose!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Luglio 2008, 08:20:59
01/07/2008 Martedì
Ultimo giorno di lavoro in attesa delle meritatissime vacanze. Devo assolutamente finire tutti i progetti in corso visto che starò via tre settimane ed ho un sacco di scadenze da rispettare. Alla fine, in un modo o nell’altro, chiudo tutto. Ceno prestissimo visto che verso le 20.30 la madre di Enea passa a prendermi per portarci in stazione a Parma. Dato che domattina il volo per NY è fissato per le 8.15 ci tocca di nuovo dormire in aeroporto, a Linate. Arriviamo in treno a Milano centrale e da qua in taxy (visto che per Linate le corse dei bus navetta terminano alle 21.35. Per fortuna sono solo 11-12 €) all’aeroporto, poco prima di mezzanotte. Cerchiamo una panchina sulla quale riposare, ma ovviamente sarà una nottata lunghissima e quasi insonne. Cerchiamo almeno di riderci su canticchiando la canzone di Bugo “C'è crisi” (http://it.myspace.com/bugomusic) che ci accompagna fin da quando siamo saliti in treno “C’è crisi dappertutto, dappertutto c’è crisi…”
E di crisi ce n’è davvero da vendere…

02/07/2008 Mercoledì
Come già detto, prendiamo il volo per NY con scalo a Londra (con cambio di terminal). Sfrutto la prima tratta dormendo un po’. Sono solo due ore di volo ma non mi passano più. Buffo che invece le nove ore per NY quasi volino. Sulla seconda tratta trascorro il tempo riguardandomi tutti gli “storici” in preparazione al viaggio; ho davvero dei kg di carta con me. Ascolto un po’ di musica dalla play list dell’aereo e mi devo davvero ricredere su Adele (www.myspace.com/adelelondon); gran voce e sound che crea un clima davvero piacevole. Per il resto del tempo dormo, come sempre in aereo. Meglio risparmiare energie per evitare il jet-lag (San Francisco ha un fuso orario di ben 9 ore rispetto all’Italia). Arriviamo al JFK con un’oretta di ritardo, ma comunque in tempo per prendere il volo Virgin America programmato per le 7.50 pm. (dopo il cambio di terminal con l’air train).
In origine avevamo pensato di rimanere a NY per una sera, ma avremmo praticamente perso una giornata di vacanza facendo così, per cui abbiamo scelto di effettuare tutti i voli in un’unica giornata (davvero stremante comunque, sembra di essere in volo da una vita). Certo che se il ritardo fosse stato superiore (avevamo un margine di 3 ore e 40 minuti per fare tutto) avremmo anche potuto perdere la coincidenza, ma abbiamo accettato il rischio. Passiamo dall’immigration, ritiriamo le nostre valige (sia io che Enea viaggiamo con due valige a testa) e ci rechiamo al check in Virgin, dove paghiamo un supplemento di 25 $ per il secondo bagaglio. Mentre aspettiamo di salire a bordo dell’aereo notiamo che OGNI Americano trascorre l’attesa chiacchierando al cellulare. Chissà che cosa avranno da dire proprio non lo so. Noi invece rimaniamo affascinati da una biondina in gonna che rimane per almeno 20 minuti (!!!) in ginocchio mentre si gode il suo bel lecca-lecca. Mamma mia che scena…
Saliamo in aereo, veramente bello e spazioso! Ha dei colori che ricordano un sacco il design della Apple (foto N°1, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/) ed infatti il grande monitor LCD (si vede benissimo anche il monitor del sedile a fianco) è proprio della Apple! Sicuramente l’aereo migliore di sempre; seguono quelli dell’Air Canada, molto simili comunque. Dò un’occhiata agli intrattenimenti sul monitor e scopro che si può addirittura chattare con gli altri passeggeri! Non avevo mai visto una chat in aereo! Faccio una prova mandando un invito di partecipazione ad Enea, poi faccio un giro dell’aereo per individuare la “fortunata” da invitare… Cavolo, purtroppo tutte le ragazze più carine viaggiano in coppia! Metto allora semplicemente un messaggio in ogni chat disponibile, magari qualcuno mi contatterà. Nessuno risponderà mai. Ma che cavolo, guardateveli a casa i film!
L’aereo decolla. Riconosco chiaramente Coney Island ed il suo luna park, la Statua della Libertà, i vari ponti e Staten Island. C’è inoltre un fenomeno atmosferico del quale ancora non riesco a darmi spiegazione. Guardando verso nord si vede chiaramente la linea dell’orizzonte chiara, mentre qua ormai è notte (foto N°2). Sarà forse perché a quella latitudine le giornate in estate durano più a lungo e si riesce a vedere la luce? Boh, chi lo sa.
Volo perfetto (6 ore), le hostess passa una sola volta con il carrello, ma basta chiedere e ti portano da bere tutte le volte che vuoi. Arriviamo con mezz’oretta di ritardo. Morale, dopo il ritiro delle valige si è gia fatta mezzanotte, per cui perdiamo l’ultima corsa della metropolitana (BART) per un pelo. Prendiamo allora il bus N°292 (ci sarebbe anche il 397 che porta in città, ma arriva prima il 292) esternamente l’aeroporto che per 1.50 $ ci porta fino in centro città (mezz’oretta di tragitto). Scendiamo nei pressi di Union Sq (il vero centro cittadino), e da li, a piedi, ci incamminiamo verso l’ostello. Non c’è praticamente nessuno in giro, la città mi appare grigia, sporca e vecchia. La stessa Union sq. non mi fa certo una bella impressione. In fondo però in quasi tutte le città in cui sono stato il primo impatto non è stato molto positivo, per cui non mi faccio impressionare più di tanto. Arriviamo in ostello all’1.30 am. Al check in ci danno le lenzuola, dobbiamo pure farci il letto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Luglio 2008, 08:21:12
Apriamo la porta della camera (foto N°3). Beh, direi che va più che bene. È una stanza da 4 con i letti a castello (ma ci costa meno di altri ostelli con camera da 2 ed inoltre siamo vicinissimi a Union sq), bagno in camera… “Ehi, un momento… ma dov’è la porta del bagno?!?”
“Ops, non vedo la presenza della porta del bagno…”  
Ci mangiamo allora un panino portato da casa, doccia, facciamo i letti, poi alle 2.30 ci stendiamo. Nonostante il fuso orario e le interminabili ore di volo (17 effettive, più tutti gli scali) non siamo stanchi visto che abbiamo riposato. Faremmo anche un giro in città, ma mi sembra inutile dato che avevamo già visto che in giro non c’era nessuno. Meglio riposarsi ed alzarsi presto domattina. Mi addormento facendo un po’ di calcoli: Il 2 Luglio 2008 è stato il giorno più lungo della mia vita visto che con i fusi orari per me è durato 33 ore. Ma non è tutto, se consideriamo che il giorno prima del volo mi sono alzato presto per andare al lavoro, poi ho dormito un pochino solo su una panchina a Linate, in tutto sono stato 53 ore senza stendermi su un vero letto! Possibile che sia un record?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 30 Luglio 2008, 11:07:52
Grande Luca, l'inizio del tuo racconto è bellissimo e travolgente  :)
Mi sa che il tuo è davvero un nuovo record... e a proposito la schiena il giorno dopo era alquanto dolorante?!?!?!?
Aspetto con ansia il seguito  ;)


p.s.: magnifica la foto n.2


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 30 Luglio 2008, 11:40:11
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 30 Luglio 2008, 11:44:20
Ciao Luca!!!
Che figata l'aereo della Virgin!
Anch'io feci più o meno la stessa cosa che avete fatto voi, ovvero sono arrivato a San Francisco tardino, ho preso la Bart e poi il taxi per andare all'albergo, di fianco a Union Square (se ricordo bene, Market Street?): arrivati lì davanti in taxi non c'era nessuno, solo barboni, che come avrai notato al tramonto spuntano come funghi.
Visto che roba?
Mi ha detto un ragazzo italiano che vive a San Francisco da anni, che il motivo della presenza di così tanto homeless, è che anni fa l'allora sindaco della città promulgò una legge per cui ai senza tetto spettava un assegno mensile per potersi permettere un affitto, purtroppo ottendendo il risultato di aumentare il numero di clochard in città, il cui assegno va principalmente a finire in alcool...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 30 Luglio 2008, 11:46:15
Citazione
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[


è strano perchè nn appena clicchi si apre la pagina.... forse sono stata fortunata  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 30 Luglio 2008, 11:59:35
Ma quando siete arrivati,dopo tutto quel sali scendi dagli aerei,avete baciato il suolo  ;D ;D ;D


Citazione
Citazione
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[


è strano perchè nn appena clicchi si apre la pagina.... forse sono stata fortunata  ;)

anche io le vedo


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 30 Luglio 2008, 12:17:51
Fantastiche le foto dell'aereo... :D
Per me l'inizio di un viaggio è sempre la parte più bella e travolgente!!! Credo che il tuo racconto diverrà da record per visite e risposte!!! :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 30 Luglio 2008, 12:58:28
Citazione
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[

Anch'io non riesco. Mi dice "pagina non trovata".


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 30 Luglio 2008, 13:42:19
grande inzio luca...qui si aspetta con ansia il continuo...cmq a me il link foto funziona!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 30 Luglio 2008, 15:09:46
Citazione
Citazione
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[

Anch'io non riesco. Mi dice "pagina non trovata".


Ora va: boh.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Luglio 2008, 16:34:50
Grazie mille a tutti!
Per le foto forse ci sono un po' di problemi sul server di flickr. Per chi ancora non riesce a vederle l'unico consiglio che posso dare è di riprovare, sperando che tutto venga risolto.

X Claudia: la schiena tutto bene, non abbiamo avuto nessun dolore in conseguenza al viaggio, nemmeno problemi con il fuso!

X Pippo: Hai ragione, la situazione homeless a San Francisco è davvero impressionante. Quello che hai raccontato allora conferma l'impressione che si ha subito, cioè che la loro è anche una scelta di vita. Comunque ne parlerò anche nei prossimi post


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 30 Luglio 2008, 22:08:00
Citazione
Davvero onorato che i miei racconti interessino tanto, grazie mille a tutti!
Vediamo di iniziare allora...

X potus878: per il Pick-up dell'auto a San Francisco è esattamente come dici, allo stesso indirizzo c'è sia National che Alamo, con un unico sportello. Devi dire la compagnia con la quale hai noleggiato. Ti consiglio di arrivare 10-15 min prima dell'apertura delle 7 am, altrimenti troverai coda di sicuro e ti parte almeno 1 ora prima di riuscire a partire!
Per il Luxor direi benissimo, ma se riuscirò a tornare a LV stavolta ne sceglierei un altro, dato che questo mi sembra uno dei più pacchiani. Forse la prossima volta me ne andrei all'Hard Rock (anche se è off strip) visto che ci sono i migliori pool party, ma tu se ben ricordo viaggi con famiglia, quindi per te va benissimo! Le stanze sono davvero belle e molto spaziose!
Grazie mille del consiglio, lho prenotata per le 7.30 di domenica mattina, dici che troverò lo stesso coda?
Preziosissimo, aspetto a leggere il tuo racconto per carpirti molte info, mi mancano 9 giorni alla partenza  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 31 Luglio 2008, 09:20:56
Citazione
Citazione
Grazie mille del consiglio, lho prenotata per le 7.30 di domenica mattina, dici che troverò lo stesso coda?
Preziosissimo, aspetto a leggere il tuo racconto per carpirti molte info, mi mancano 9 giorni alla partenza  ;)
Ho paura che per il ritiro auto ci sia sempre coda, ho visto che bastano 2/3 persone davanti per farti perdere anche un'ora! Noi l'avevamo presa per le 7, siamo arrivati per primi (prima ancora che l'impiegato!) eppure ci abbiam perso almeno 40 minuti! Non è che sia infatti eccezionalmente un tipo svelto...
Cavolo, parti prestissimo! Cerco di darmi da fare con il racconto, domattina metterò la prossima tappa, con anche un mare di foto!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 31 Luglio 2008, 12:57:00
Citazione
Citazione
Io non riesco a vedere le foto sul link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/
 :-[


è strano perchè nn appena clicchi si apre la pagina.... forse sono stata fortunata  ;)
Adesso si!
Boh!
 :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 31 Luglio 2008, 22:10:21
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Grazie mille del consiglio, lho prenotata per le 7.30 di domenica mattina, dici che troverò lo stesso coda?
Preziosissimo, aspetto a leggere il tuo racconto per carpirti molte info, mi mancano 9 giorni alla partenza  ;)
Ho paura che per il ritiro auto ci sia sempre coda, ho visto che bastano 2/3 persone davanti per farti perdere anche un'ora! Noi l'avevamo presa per le 7, siamo arrivati per primi (prima ancora che l'impiegato!) eppure ci abbiam perso almeno 40 minuti! Non è che sia infatti eccezionalmente un tipo svelto...
Cavolo, parti prestissimo! Cerco di darmi da fare con il racconto, domattina metterò la prossima tappa, con anche un mare di foto!
Grazie mille, tutti i dati cmq per la macchina li ho già immessi tramite internet in maniera tale che la persona mi debba dare solo la copia da firmare e le chiavi della macchina oltre che ad effettuare la strisciata della carta  ;)
Attendo con ansia per leggere il tuo racconto  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: DylanDog - 01 Agosto 2008, 01:19:27
bell'inizio luca e poi come sai la parte di s. francisco mi interessa particolarmente  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 08:22:51
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Grazie mille, tutti i dati cmq per la macchina li ho già immessi tramite internet in maniera tale che la persona mi debba dare solo la copia da firmare e le chiavi della macchina oltre che ad effettuare la strisciata della carta  ;)
Mi spiace dirtelo, ma pure noi avevamo fatto così, poi invece 40 minuti di attesa (ed eravamo i primi!) li abbiamo fatti comunque! Anche perchè nel frattempo il commesso faceva delle chiamate in assicurazine perchè c'era un tipo che aveva riconsegnato l'auto incidentata... spero che a voi vada meglio che a noi!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 08:23:44
03/07/2008 Giovedì
Sveglia alle 8.30 per una prima visita alla città. Il fuso orario non ci crea assolutamente nessun problema.
Per poter comprendere davvero questa affascinante città è necessario andare a studiare la sua formazione. Mi sembra incredibile che siano davvero parole mie, io che a scuola odiavo storia, comunque cerco brevemente di mettere i tratti più salienti. Nel 1850 la California divenne il 31° stato dell’Unione e la popolazione di San Francisco passo in poco tempo da 800 abitanti a 25.000. I nuovi arrivati, quelli della corsa all’oro (La California infatti è il Golden State), vennero soprannominati ‘49ers. Con l’aumento sempre più smisurato della popolazione crebbe anche la delinquenza, fino al 1906, quando il “Big One” (terremoto di magnitudo 8,3 della scala Ritcher) rase al suolo gran parte della città. Ecco perché non ci sono edifici particolarmente storici in città. San Francisco venne comunque ricostruita nel giro di poco tempo, con la costruzione del Bay Bridge (ponte sulla baia che collega Oakland) nel 1936, e del famosissimo Golden Gate Bridge (ponte sulla baia a nord che collega la cittadina di Sausalito ed ancora più a nord Muir Wood, foresta di sequoie visibile anche nel film “Vertigo” di Hitchock) l’anno successivo. Durante la seconda guerra mondiale la Bay area divenne una delle principali basi navali sul Pacifico. Gli anni ’50 furono quelli del beat, quel movimento culturale che ha come autori più rappresentativi Kerouac e Ginsberg. Gli anni ’60 furono invece quelli degli hippy, dove la musica rock, i capelli lunghi ed il “Flower power” erano mischiati a droghe come marijuana e LSD, oltre che all’amore libero. Nel gennaio del 1967 oltre 20.000 hippy si ritrovarono al Golden Gate park per assistere ad un concerto gratuito ed iniziando così quella che sarebbe diventata la “Summer of Love”. Le band più in voga erano senz’altro i Gratefull Dead, i Jefferson Airplane (leggendaria la loro “Somebody to love”), Jenis Joplin e Jimi Hendrix. Dall’altra parte della baia, a Berkeley, iniziavano invece le prime rivolte studentesche. Negli anni ’70 anche i gay decisero di venire allo scoperto, organizzando il primo gay pride. Negli anni ’80 ci furono i primi casi di AIDS ed alla fine del decennio le vittime erano già migliaia. Gli anni ’90 furono un periodo di grandissima crescita economica con la nascita delle “Dot.com” (questa è praticamente la zona della cosiddetta Silicon Valley) Naturalmente tutti i vari settori beneficiarono della crescita. Alla fine degli anni ’90 le dot.com erano praticamente tutte fallite, con la conseguenza che il tasso di disoccupazione schizzò alle stelle. Per questo molti abitanti scelsero di lasciare la città, dove i prezzi delle abitazioni erano ormai proibitivi.
Un’altra cosa, anche se questa l’ho solamente letta sulla Lonely Planet e non l’ho verificata, non si dice Frisco! Questo perché negli anni ’60 del XIX secolo, un famoso squilibrato di San Francisco, un certo Norton, si autoproclamò imperatore degli Stati Uniti (Spettacolo!!!) e tra le assurde leggi promulgate c’era anche quella che vietava di riferirsi alla città con il termine Frisco. La gente del posto era piuttosto affezionata a questo strano personaggio ed i bar e i ristoranti traevano pure beneficio dalla sua fama. Tuttavia questa sua imposizione è stata raramente rispettata, dato che San Francisco è una parola molto lunga, fino a quando, quasi un secolo dopo, un giornalista del Chronicle (il principale quotidiano cittadino), l’ha riportata in auge. Gli abitanti sembrano rispettare questa cosa e la Lonely dice che se ci si rivolge alla città con il termine “Frisco” quasi sicuramente sarete corretti. Purtroppo non ho avuto l’occasione di verificarlo.
Questo è solo un brevissimo accenno della storia recente, naturalmente più ci si informa meglio si riuscirà a capire la città e trarne più soddisfazione. Come film da vedere, soprattutto per le tematiche musicali-culturali-editoriali, consiglio senz’altro Almost famous - Quasi famosi (davvero fantastico!), Dig (sul rapporto tra i gruppi Brian Jonestown Massacre e i Dandy Warhols, con un breve accenno ai Black Rebel Motorcycel Club. Fantastico anche questo!), Io non sono qui (musica-cultura, fantastica colonna sonora di Bob Dylan), Vertigo (storico film di Hitchock), La ricerca della Felicità (San Francisco dei giorni nostri), Fuga da Alcatraz e The Rock.

Mangiamo qualche biscotto portato dall’Italia e siamo già fuori. Subito una foto all’ostello (foto N°4, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), noi abbiamo la stanza proprio sopra il tendone rosso. Fotografo anche i primi sali-scendi cittadini che ci apprestiamo a percorrere (foto N°5). Al primo Sturbucks prendo il mio bel bicchierone di caffè americano. Prima tappa Union square; è una fantastica mattinata soleggiata. Prima di partire avevo controllato più volte la situazione meteo e nel periodo di nostra permanenza ci sarebbero stati sempre sui 25° con Sole, per cui non mi ero portato nemmeno un maglione nonostante la sera si scendesse sotto i 20° (anche intorno ai 15°). Della famosa nebbia che si crea a causa del calore delle correnti marine che non riesce ad uscire dalla baia in quanto circondata dalle montagne non v’è la minima traccia. Sarà il clima, sarà la radiosa luce del Sole del mattino che illumina la piazza, ma già mi sembra tutta un’altra città rispetto ieri sera e già mi piace tantissimo! Ecco qualche scatto di Union sq. (dalla foto n°6 alla 10) sulla quale, in Post St e Geary St., si affacciano tutte le più importati catene di magazzini (tipo Macy’s)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 08:24:46
La prima cosa da fare arrivati in città sarebbe quella di recarsi al visitor center (a fianco la stazione di Powell St, un piano sotto il livello della strada, www.sfvisitor.org) per prendere mappe, depliant e cartine con i percorsi dei mezzi pubblici, ma io mi sono già stampato un sacco di cose da internet, per cui non ne  abbiamo bisogno. Inoltre anche in ostello ho già raccattato un sacco di cose utili. Vi segnalo però qualche sito da dove poter stampare mappe:
BART: www.bart.gov è la metro, in funzione fino a mezzanotte, ma non la si usa mai ad eccezione di quando si arriva dall’aeroporto o per andare a Berkeley, rinomata università
MUNI: www.sfmuni.com autobus e Cable Car (storici tram su rotaia). I biglietti per gli autobus (anche notturni) costano 1.50 $, per i Cable Car 5 $. Abbonamento per 3 giorni 18 $. È possibile passare da un autobus all’altro con lo stesso biglietto mi sembra entro un’ora dalla sua emissione.
Ci incamminiamo verso nord, percorrendo un pezzo della 49 Mile Scenic Drive (segnalata sulle cartine ed in strada con appositi cartelli) passando davanti ad un grande negozio della North Face (180 Post St., praticamente a fianco Union sq.) dove scopro che sono già iniziati i saldi. Domani sarà il 4 Luglio (festa dell’Indipendenza Americana) ed i ribassi in America ci sono in occasione delle festività nazionali. Nei giorni successivi acquisterò qui una giacca / k-way a 62.92 $. Cosa importante, solamente a NY e nel suo Stato non vengono applicate le tasse sull’abbigliamento (fino ad importi sotto ai 110 $), qua in California sono del 8,5 %, sempre molto inferiori all’Italia comunque. Arriviamo su Grant Ave at Bush St., dove c’è la Chinatown Gate (foto N°11). Procediamo lungo la via e con grande sorpresa mi accorgo che questa Chinatown mi piace! (foto N°12) Incredibile, di solito è la zona di ogni città che mi fa più schifo, ma qua è tutto diverso, non c’è il solito “casino” e la solita puzza asfissiante, qua è tutto molto ordinato, preciso e davvero ben costruito. Scoprirò poi nei prossimi giorni che questa via rappresenta un’eccezione, basta girare in un’altra street per tornare nella “solita” Chinatown. Giriamo su California St. che in questo tratto ha una pendenza incredibile! Tutti questi sali-scendi sono un’autentica tortura per le gambe, ma sono davvero favolosi! Quando si arriva nel punto più alto basta allontanarsi di pochi metri per non vedere più la strada sotto! Scatto una foto al Bay Bridge in lontananza tra i palazzi (foto N°13). I motori delle auto devono essere davvero ben “allenati” per affrontare tutte queste salite e nei parcheggi si ha l’impressione che basti una folata di vento per farle ruzzolare giù (foto N°14). Arriviamo ad un piccolo parco giochi dove il cartello all’ingresso (foto N°15)  indica che “E’ vietato l’ingresso agli adulti se non accompagnati dai bambini”. Spettacolo!
Arriviamo al Transamerica Building (foto N°16), palazzo con uffici che secondo me è un po’ il Chrysler building di San Francisco. Molto bello il contrasto tra i nuovi edifici del financial distric e le vecchie costruzioni del quartiere. Davvero bello il suo giardinetto, con gli impiegati intenti nella pausa pranzo (foto N°17). Da qua inizia la Columbus Ave che taglia tutto in diagonale (un po’ come la Broadway a NY) il quartiere di North Beach. Questa zona è la Little Italy di San Francisco, molto più bella di quella di NY, e con i tricolori appesi sui pali dell’illuminazione. Arriviamo alla libreria City Lights Books  (Foto N° 18, 261 Columbus Ave, North beach, la migliore della città e la migliore libreria indipendente degli USA. Fondata nel 1957 e frequentata dagli autori beat. www.citylights.com ) Torneremo dopo.
In città ci sarebbero anche altre libreria che meritano una visita, ma purtroppo non ce l’abbiamo fatta:
Green Apple books: All’angolo tra Clement St. e 6th Ave.
McDonald’s bookshop: 49 Turk St. (Union sq) libri e dischi usati. Più di un milione di libri.
Stacy’s bookstore: 581 Market St (Union sq) La più antica libreria indipendente, fondata nel 1923. Su 4 piani. www.staceys.com
Sul marciapiede dal lato opposto al Lusty Lady Theater (1033 Kearny at Broadway, a fianco di Hustler, Peep shop di cui avevo letto un articolo su Repubblica) troviamo delle divertentissime ed entusiasmanti scritte sul marciapiede! (dalla foto N°19 alla 26)

Torniamo alla City Lights ed entriamo. La libreria è davvero fantastica, si avverte nell’aria un qualcosa, come il profumo di un epoca mitica che è ormai finita ma che non smette di vivere anche nel presente, come tutte le leggende del passato. Già sul bancone all’ingresso c’è una copia di “On the Road”, libro che definirei immortale; chiunque l’abbia letto non può non essersi immedesimato nel giovane Kerouac ed aver sognato il viaggio ad occhi aperti. Appesi alle pareti poi ci sono ovunque poster che ritraggono i grandi dell’epoca beat. È fantastico essere qua dentro. Metto un po’ di foto (dalla N°27 alla 36). Esattamente di fianco alla libreria si trova il Vesuvio Cafè (255 Columbus Ave) che al tempo era un ritrovo beat.
Ci incamminiamo quindi verso il financial distric, scoprendo che questa zona è davvero molto carina, con dei bei palazzi ma anche qualche angolo verde (foto N°37) ed inoltre non è caotica come quella di NY.  Veramente molto piacevole.
Procediamo dirigendoci verso l’Embarcadero fino ad arrivare all’Hyatt hotel. Avevo visto un servizio su questo albergo, per cui entriamo. L’atrio e la zona del check in sono davvero fantastici! All’interno il suo design è davvero particolare, con la luce del Sole che filtra e ti trasmette un senso di serenità (foto N°38 e 39). Non mi sono segnato l’indirizzo preciso, comunque basta chiedere. Di Hyatt hotel ce ne sono diversi in giro per la città, quello di cui vi parlo io è all’Embarcadero.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 08:25:39
Facciamo anche un giro in ascensore per vedere il panorama dalle varie vetrate, molto bello. So che c’è anche un rooftop lounge, ma purtroppo è riservato ai clienti dell’albergo. Proseguiamo nell’esplorazione della zona fino ad arrivare alla Justin Herman Plaza. Questa zona è davvero fantastica! Siamo arrivati proprio nel momento della pausa pranzo e sia la piazza che le strade intorno sono gremite di gente. La città grigia e spenta che vedevo ieri sera non esiste più, ora è diventata una città soleggiata, piena di luce, colori e persone. La piazza è circondata dalle palme e nel suo mezzo si trova una fontana con un monumento molto particolare. Da qua inoltre si ha una bella vista sul Bay Bridge e sul Ferry Building, da dove partono traghetti, oltre che rinomato centro commerciale con diversi ristoranti (foto N°40 e 41). Ci sediamo in un tavolino e pranziamo con l’ultimo panino portato dall’Italia; non si sa come ma sembra essere ancora abbastanza buono. Visitiamo il Ferry building, poi ci incamminiamo lungo la baia. Uno scatto al bellissimo Bay Bridge, poi arriviamo al Rincon point park, dove si trova un bellissimo monumento (anche se purtroppo in ristrutturazione), un arco con la freccia che si conficca nel terreno (foto N° 42). A questo punto il programma della giornata prevede di fare il giro sul Cable Car, i vecchi tradizionali tram su rotaia. La tratta più bella è sicuramente quella che va dalla stazione di Powell St. fino a Bay St., vicinissima al Fisherman’s Wharf. Arriviamo quindi in Powell St. at Market St., dove troviamo una lunga coda essendo la tratta più frequentata, anche se nel giro di mezz’oretta saremo già sul Cable Car. Facciamo i biglietti (5 $), ma non pensiamo di fare l’abbonamento per gli autobus (18 $ per 3 giorni) in quanto non ci sembra che lo utilizzeremo spesso dato che la città non ci sembra molto grande. Sbagliavamo però. Il Cabel Car ha un percorso su rotaia unidirezionale ed al termine di ogni linea è presente una piattaforma rotante (manualmente!) per permettere al tram di fare l’inversione. Ecco che finalmente ne arriva uno, così assistiamo a questo rituale. Vediamo scendere l’autista che, con l’aiuto di un addetto che lo aspetta già a terra, fa ruotare il tram: spettacolare! Vorrei troppo dargli una mano! (foto N°43). La particolarità di questi mezzi è che sono aperti lateralmente e nel senso della lunghezza ci sono della panchine sulle quali sedersi. Secondo me però è molto più emozionante farsi il percorso in piedi, attaccati al palo sul gradino esterno alle panchine: si viaggia praticamente stando fuori dal tram! Finalmente arriva il nostro turno per salire, io vado da un lato, Enea dall’altro. Nella foto N°44 potete vedere l’autista alle prese con quella specie di timone che manovra il mezzo, oltre ad un ottimo esemplare di ragazza presente a bordo…
Si parte, il viaggio è davvero spettacolare ed io me ne sto praticamente mezzo fuori al tram! La cosa più bella è quando si incrociano gli altri Cable Car che vengono in direzione opposta, ci si passa così vicini che batterei “il 5” a tutti! Superate le salite arrivano le lunghe discese dalle quali abbiamo un primo fantastico scorcio sulla baia (foto N°45). Il viaggio dura una ventina di minuti ed io mi diverto a realizzare anche un sacco di filmati un po’ scemi. Arrivati ci incamminiamo verso il Fisherman’s Wharf, l’area più turistica della città (foto N°46). Il Pier 39 (foto N°47) può essere paragonato al Pier 17 di NY, anche se questo è molto più caotico. Molto meglio quello di NY insomma. Ci sono tanti ristorantini, negozietti di souvenir, l’Hard rock Cafè, tutti intrattenimenti per turisti. Da qua però si ha una fantastica vista su Alcatraz (foto N°48 e 49), The Rock, il celebre penitenziario di massima sicurezza che dal 1933 al 1963 ha ospitato i più pericolosi criminali in quanto considerato a prova di fuga, viste le correnti marine che circondano l’isola e l’acqua molto fredda. Questo fino a quando nel 1962 Frank Morris e i fratelli Anglin riuscirono ad evadere a bordo di una zattera da loro stessi costruita. La fuga è stata poi resa celebre dal film del 1979 di Clint Eastwood “Fuga da Alcatraz”. L’isola si trova a 1,5 miglia (2,4 km) dalla terraferma. Per visitarla i traghetti della Blue & Gold fleet partono dal Pier 41 di Fisherman’s Wharf (costo 16 $). Ho letto che è assolutamente meglio prenotare fin prima di partire www.blueandgoldfleet.com
A me che avevo comunque pochi giorni da restare in città è bastato vedere il film, oltre che a “The Rock”, con Sean Connery.
Alcatraz si vede benissimo, ma si vede benissimo anche l’assenza del Golden Gate Bridge, disperso tra la nebbia (foto N°50). Al Pier 39 inoltre si riunisce una colonia di leoni marini che si sdraiano al torpore del Sole (foto N°51). Girando per il molo, che comunque non ci entusiasma per nulla essendo davvero troppo turistico, troviamo anche il ristorante Crab House (foto N°52) consigliato da Spino. Purtroppo però a me non piace per nulla ne il pesce ne i crostacei in generale, per cui non posso provarlo anche se i toni entusiastici con cui ne aveva parlato ancora mi solleticano. Prendo la mia brava felpetta con zip con la scritta “San Francisco” (21,69 $ tasse comprese) in un negozietto, quindi decidiamo di andare a vedere la città dall’alto salendo sulla Coit tower (alta 295 piedi, 88 m), nella vicina zona di Telegraph Hill. Percorriamo anche un pezzo di Lombard St., la celebre via che ha un tratto in discesa appositamente disegnato in modo tortuoso a causa della forte pendenza, anche se in questa zona è semplicemente un bel viale dritto ed alberato. Arriviamo ai piedi della Coit Tower (4,5 $ per salire) che la nebbia sta quasi per “divorare” Alcatraz (foto N° 53). È una cosa che ci ricorda un sacco il film “La storia infinita”, quando c’è il Nulla che avanza e porta via con se tutto quanto. Quelli della mia generazione non possono non averlo visto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 08:25:50
Saliamo i gradini e lo spettacolo che ci ritroviamo davanti è a dir poco sensazionale. Fantastica vista sul financial distric (foto N° 54), sul Bay Bridge (foto N° 55), sul Fisherman’s Wharf con Alcatraz ormai sparita tra la foschia (foto N° 56) e sul Nulla che avanza sempre più inesorabile (foto N°57). Scendiamo e scatto una bella foto alla Coit Tower che sbuca dalle splendide casette del quartiere (foto N° 58). Ci avviamo verso Russian Hill passando da Washington square, meraviglioso parchetto con tanta gente che si rilassa (foto N° 59). Passiamo dal “San Francisco Rock Poster” (1851 Powell St., North Beach), storico negozio nel quale troviamo appunto poster e materiale fotografico di tante band (foto N° 60).
I sali-scendi delle strade, mentre ci incamminiamo su Lombard St., ci entusiasmano sempre più, nonostante la fatica nel percorrere le salite (foto N° 61). È fantastico ed al tempo stesso misterioso il fatto che non si riesca a vedere al di là della sommità della strada! Sarebbe fantastico scendere la discesa in skateboard! Dopo un po’ di cammino arriviamo nel celebre tratto tortuosissimo di Lombard St. (a Russian Hill, segnato su tutte le mappe comunque), con tanti turisti impegnati alla guida del viale adornato da splendidi fiori (foto N° 62). Bellissima anche la vista dall’altro lato di Lombard St., con la Coit Tower che sovrasta l’orizzonte (foto N° 63). Facciamo un giro del quartiere e praticamente per caso (visto che è una via talmente breve che sulle mappe non è segnalata, cercatela su google maps prima di partire) ci imbattiamo in Russell St., via dove al numero 29 si trova la casa nella quale Jack Kerouac ha scritto “On the Road” (foto N° 64).
Con il Nulla che avanza sempre più, ci dirigiamo verso Union Sq. e da qui ai bellissimi Yerba Buena Gardens (foto N° 65 e 66). Il bellissimo palazzo del design a “fetta di salame” è il SF Moma. Entriamo anche nel vicino Metreon (101 Fourth St.), centro commerciale-cinema, ma ne usciamo praticamente subito. Facciamo anche un breve salto da Macy’s (170 O’Farrel St.)
Sono quasi le 8 pm, così ci fermiamo a prendere un paio di panini per la cena, poi torniamo in ostello per prepararci per la nostra prima serata. Mentre cammino mi rendo sempre più conto di un fatto però, cioè che si sia io che Enea abbiamo la pelle davvero arrossata. Cavolo, ci siamo scottati a San Francisco!      


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Gana - 01 Agosto 2008, 11:06:31
..uhhhh... quanti ricordi!!
Grazie Luca per avermi fatta rituffare nuovamente nella magica atmosfera di S. Francisco!!
 8-) 8-) 8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: DylanDog - 01 Agosto 2008, 11:12:00
grazie luca  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Franca123 - 01 Agosto 2008, 11:17:00
Grazie Luca per il tuo fantastico racconto!!! ;) San Francisco dev'essere qualcosa di eccezionale!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 01 Agosto 2008, 12:03:13
Deve essere veramente bella San Francisco.....la voglio vedere anche io  :'( bellissime foto e racconto [smiley=thumbsup.gif]


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 01 Agosto 2008, 12:05:06
Troppo bello il tuo racconto Luca e poi avere il supporto visivo delle foto  permette di immedesimarsi ancor di più nel tuo splendido viaggio.
Grazie ancora  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 01 Agosto 2008, 14:27:50
Come al solito unico!!! Ed è solo l'inizio....

Cmq l'idea del Nulla della Storia Infinita è mitica :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 01 Agosto 2008, 17:18:04
grande :D...xò i crostacei li dovevi mangiare....
spino io non ti deluderò!!  ;D ;D ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 01 Agosto 2008, 17:28:04
Ragazzi/e ed in particolar modo Luca, guardate questo filmato

http://www.comedycentral.com/videos/index.jhtml?videoId=168622&title=authentic-bender


il punto più importante è al trentesimo secondo....  
è la Lombard street postata nella foto n.62  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Agosto 2008, 17:50:15
Citazione
Ragazzi/e ed in particolar modo Luca, guardate questo filmato

http://www.comedycentral.com/videos/index.jhtml?videoId=168622&title=authentic-bender


il punto più importante è al trentesimo secondo....  
è la Lombard street postata nella foto n.62  ;D
Che spettacolo!!!!! Davvero bello!!!!

Come sempre grazi emille a tutti!  :)

Hai ragione Ettore, per un attimo ho pensato davvero di entrare (il locale poi è anche molto carino), ma proprio il pesce ed i crostacei non mi piacciono...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 01 Agosto 2008, 17:57:32
Peccato, quei granchi sembrano così appetitosi  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Gana - 01 Agosto 2008, 19:27:15
..il consiglio di Spino andava seguito!!! ..noi abbiamo mangiato lì.. e al pensiero le papille gustative ballano ancora la rumbaaaaa!!! :D :D ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 02 Agosto 2008, 09:59:39
Citazione
..il consiglio di Spino andava seguito!!! ..noi abbiamo mangiato lì.. e al pensiero le papille gustative ballano ancora la rumbaaaaa!!! :D :D ;)
Mi dite qual'è il locale ?
Grazie mille  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 02 Agosto 2008, 19:44:40
Citazione
Citazione
..il consiglio di Spino andava seguito!!! ..noi abbiamo mangiato lì.. e al pensiero le papille gustative ballano ancora la rumbaaaaa!!! :D :D ;)
Mi dite qual'è il locale ?
Grazie mille  :)
Crub House al Pier 39, lo vedi nella mia foto N°52


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 02 Agosto 2008, 23:19:03
Citazione
Citazione
Citazione
..il consiglio di Spino andava seguito!!! ..noi abbiamo mangiato lì.. e al pensiero le papille gustative ballano ancora la rumbaaaaa!!! :D :D ;)
Mi dite qual'è il locale ?
Grazie mille  :)
Crub House al Pier 39, lo vedi nella mia foto N°52
Grazie mille


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Agosto 2008, 08:08:50
Ok, sia io che Enea siamo di carnagione abbastanza chiara, ma mai avrei pensato di scottarmi semplicemente camminando sotto il Sole di questa città. Il nostro colorito è quello tipico del ciclista, faccia, collo e braccia rosse con il resto del corpo bianco! Non te ne rendi conto mentre passeggi, ma il Sole della California picchia davvero forte! Per fortuna Enea ha portato con se la crema doposole che almeno all’inizio trasmette un senso di sollievo.
Come se non bastasse mi tocca anche aggiustare lo sciacquone del water!!! Incredibile!
Premendo la levetta per far scorrere l’acqua questa non scende, così apro la cassetta e vedo che la catenella si è staccata dalla leva. Ci metto un attimo a sistemarla, ma mi sembra il colmo dover aggiustare un cesso a San Francisco.
Dopo la cena e la doccia ci prepariamo per uscire. San Francisco non è per nulla una città con locali eleganti, per cui indosso jeans con una camicia nera abbastanza sportiva portata fuori dai pantaloni. Probabilmente sarò comunque il più elegante in città. Indosso anche una giacca leggera, visto che la sera fa freschino, intorno ai 16°. La night life della città non propone mega discoteche o locali che si possano veramente definire da ballo, per cui l’ideale sarebbe assistere a qualche concerto in questo tempio della musica. Purtroppo però nel periodo di nostra permanenza non c’è nulla che mi interessi. Certamente il locale per musica live più storico è il Fillmore (1805 Geary Blvd, angolo Fillmore St., Japantown, a nord di Haight St. www.thefillmore.com Storico locale dove è iniziato il movimento che ha avuto come culmine la Summer of love. Ad ogni concerto regalavano la locandina dell’evento ed una mela, visto che la gente spendeva i soldi in musica e droghe e non rimaneva più nulla per il cibo!)
Non ricordo se era poco prima che arrivassi o se poco dopo, comunque qua, oltre che a tenersi tutte le date più importati, ci passeranno i Block Party con i Does it offend you, yeah? come band di supporto: per me sarebbe un concerto impedibile!!! Altra data interessante poco dopo che ce ne andremo sarà quella degli scozzesi Fratellis.
Altre sale storiche che hanno ospitato concerti memorabili purtroppo ora non esistono più:
Winterland: 2101 Sutter Street (at the corner of Post Street and Steiner Street, Pacific Heights)
Locale importante del movimento della Summer of love, chiuso nel 1978
Ora è un ristorante d’atmosfera. (415) 563-5025 www.winterlandrestaurant.com
Avalon Ballroom: 1268 Sutter Street (one building east of the corner of Sutter and Van Ness)
Altro locale live importante. Adesso è un teatro.

Il Cafè Du Nord: (2170 Market St., Upper Market St., vicino a Castro www.cafedunord.com ex spaccio di alcolici clandestino stile anni ’30. Jazz, blues) è invece un locale che ospita concerti di gruppi minori, ma basta dare un’occhiata sul myspace di tante band per capire quanto è frequentato.
Per preparare bene un viaggio come questo servirebbe un anno di tempo per tutte le ricerche, noi lo abbiamo programmato in 6 mesi, con il matrimonio di un nostro amico (Giuly, ndr) di mezzo, le feste di addio al celibato, più tutti vari appuntamenti con il nostro libro. Come se non bastasse 10 giorni prima di partire mi sono insaccato un dito; una settimana di stecca, tolta giusto un paio di giorni prima della partenza! Risultato, non è che abbia segnato tanti locali in città per trascorrere la serata, anche perché non è che ce ne siano tantissimi. Facciamo così affidamento sulla joonbug list, di cui mi arrivano settimanalmente le newsletter e che lo scorso anno ci aveva ben consigliato a Boston. Per stasera propone il Fluid (662 Mission St.), ma prima voglio passare da alcuni locali che avevo segnato, giusto per farci un giro almeno. Andiamo così al 111 Minna (111 Minna Street, SoMa), locale classificato come art gallery/bar/nightclub (We are in the business of Art & Leisure).
Come consigliato da Pippo, per entrare nei locali portiamo con noi il passaporto, ma ci fanno entrare anche con la sola carta d’identità (ma tranquilli, arriverà anche il momento in cui servirà il passaporto…). Questo locale mi sembra davvero fantastico! Appese alla pareti ci sono un sacco di quadri e poi ci sono anche tanti oggetti particolari. Ho delle foto che fanno davvero schifo, comunque vi metto quello che ho (N° 67 e 68, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/) . Ad ogni modo è un locale dove passare una serata tranquilla a chiacchierare con gli amici, ma non è quello che vogliamo noi, per cui andiamo al Fluid. La gente in fila non mi sembra granché; decidiamo comunque di provare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Agosto 2008, 08:09:11
L’ingresso costa 20 $, davvero un’esagerazione se penso che è tanto quanto si paga al Marquee a NY. Il locale è pienissimo, c’è un grande bar centrale con il percorso tutto intorno. Sarebbe tipo un lounge, però con musica alta e disgustosa. Non mi piace per nulla neanche la gente (80% asiatici, 10% neri, 10% bianchi). Insomma, è vero che c’è una Chinatown vastissima, ma i miei gusti sono troppo diversi. Fuori inoltre ci sarà anche freschino, ma qua dentro c’è davvero caldo! Alla fine c’è anche qualche bella ragazza, ed anzi, ce n’è una che per un attimo fa la robot-dance! “Ehi, guarda quella! Come diceva Austin Power di sua moglie Liz Hurley quando ha scoperto che in realtà era un robot, è un’autopa!”  
Dopo un’oretta decidiamo che ne abbiamo abbastanza ed usciamo. Mentre percorriamo un breve tratto di Market St. (la via principale per lo shopping) diretti verso il Bambuddha lounge (601 Eddy St., Tenderloin, situato ai bordi di una piscina adiacente al Phoenix hotel http://www.bambuddhalounge.com), incrociamo un ragazzo ed una ragazza. Non capisco esattamente quello che dicono mentre ci scorrono davanti, ma mi suona molto come “Prenditi una birra amico!” mentre con il braccio allungato ci passano due lattine. Che spettacolo!
Non possiamo che accettarle, esaltati e divertiti! Solo dopo qualche minuto che beviamo mi viene in mente che in America (o almeno nello Stato di NY, ma credo proprio in tutta America) non si possono bere alcolici per strada. Ok che questa è una birra light, ma fatto sta che la scoliamo in due sorsi e procediamo. Del Bambuddha avevo letto sulla Lonely “Seguite le top model che entrano e ordinate un coco-tini o un lychee-tini…”
Non vedevo l’ora di seguire una bella modella, anche se so perfettamente che le guide per i locali sono molto inaffidabili. Inoltre avrei preso proprio volentieri un bell’apple-tini, drink preferito di JD di Scrubs! Attraversiamo il quartiere di Tenderloin, letteralmente gremito di homeless! Di questo quartiere si dice che stanno sorgendo un gran numero di bar alla moda, ma che è anche frequentato dai senza tetto; beh, almeno la seconda affermazione è di sicuro vera! È una cosa impressionante, non ne avevo mai visti tanti tutti insieme. Ci sentiamo un po’ a disagio non essendoci abituati, e da Italiani sospettosi e diffidenti teniamo bene gli occhi aperti. Quel che ci deve entrare in testa però è che qua non siamo in Italia, dove avremmo tutti i sacrosanti motivi per stare sull’attenti, ed in realtà non sono affatto pericolosi; se ne stanno semplicemente a chiacchierare tra di loro. Al massimo ti chiedono “Got change?” (Hai del resto?). Penso davvero che San Francisco sia la città con più homeless d’America. È una situazione che si può anche vedere nel bellissimo film “La ricerca della felicità”. Secondo me però la loro è anche una scelta di vita. Insomma, va bene la crisi di fine anni ’90, ma ce ne sono davvero troppi per non pensare che sia una condizione che accettano. Mentre camminiamo vediamo inoltre uno strano tipo, tutto da solo, intento a fare delle strane mosse da ninja! “Ma che cavolo di gente c’è in giro?!?!?”
Arriviamo al Bambboddha, ma purtroppo è chiuso. La descrizione della Lonely comunque di sicuro mi sembra esagerata, anche se dalle foto del sito effettivamente sembra molto bello. Percorriamo un altro tratto del Tenderloin, che mi sembra abbastanza degradato ma con anche diversi bei murales, in direzione Union sq. Ad un certo punto ci ritroviamo al Clifton hotel (496 Geary St) con la sua Redwood room, lounge al piano terra. Entriamo e scopriamo che è un lounge davvero fantastico! Arredato davvero con ottimo gusto e di gran classe! Purtroppo a quest’ora è praticamente deserto, così usciamo diretti verso casa. Sono già le 3 am quando ci sdraiamo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 04 Agosto 2008, 10:07:45
Grazie Luca per tutto quello che ci stai regalando.
Tornando alla Crab House, se c'è qualcuno che ci vuole andare, consiglio come antipasto i roasted mussels (sono cozze preparate in un modo che non vi dico per non rovinare la sorpresa) e poi un bel granchio con ricetta della casa. Mi fermo qui  ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 04 Agosto 2008, 10:43:49
Luca i tuoi racconti sono sempre molto interessanti e pieni di informazioni utlili.
:)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: potus878 - 04 Agosto 2008, 11:17:38
Citazione
Grazie Luca per tutto quello che ci stai regalando.
Tornando alla Crab House, se c'è qualcuno che ci vuole andare, consiglio come antipasto i roasted mussels (sono cozze preparate in un modo che non vi dico per non rovinare la sorpresa) e poi un bel granchio con ricetta della casa. Mi fermo qui  ;D ;D ;D
Di sicuro terro cara questa informazione, sono in partenza il 9 di agosto ed un assaggio di queste prelibatezze non me lo faccio mancare  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 04 Agosto 2008, 14:45:15
Non pensavo che la situazione homeless fosse rispecchiata esattamente nel film “La ricerca della felicità”....un motivo in più per apprezzare questa fantastica pellicola!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Agosto 2008, 08:16:46
Troppo gentili come sempre, grazie a voi che aveve voglia di leggere i miei lunghi racconti!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Agosto 2008, 08:17:14
04/07/2008 Venerdì
Sveglia ore 8.30. Oggi è il giorno dell’Indipendenza Americana e la città si appresta a festeggiare adeguatamente. Nei giornalini con eventi presi in ostello (Bay City Guide, www.baycityguide.com, anche qua ci sono tante mappe da scaricare) scopriamo che al Fisherman’s Wharf ci saranno concerti ed una parata, a partire dall’1 pm, mentre in serata, con inizio alle 9 pm, ci saranno i fuochi d’artificio sulla baia!.
Colazione con dei biscotti portati dall’Italia e siamo subito fuori. E’ una giornata un po’ uggiosa e dopo un po’ che cammino infilo la giacca; non c’è freddo ma non voglio ritrovarmi fradicio senza nemmeno accorgermene. Meglio che non ci sia il Sole comunque, così abbiamo un po’ di tregua per la scottatura. Andiamo su Market St. e ne percorriamo un piccolo tratto in direzione ovest, attraversando di nuovo il Tenderloin, fino ad arrivare al Civic Center. Qua si trovano i più importanti edifici comunali, come la City Hall (foto N°69, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), costruita sul modello di San Pietro in Vaticano, e la Main Library. Anche in queste zone troviamo un sacco di barboni, molti con un carrello della spesa dove tengono le loro cose. Se vedete in giro un carrello sappiate che nelle vicinanze c’è anche il proprietario. Torniamo su Market St. fino ad arrivare al quartiere di Mission, zona abitata prevalentemente da ispanici. La Lonely dice che anche quando il resto della città è sotto la nebbia qua splende sempre il Sole! Questo perché è più in alto rispetto ad altri quartieri. Percorriamo Dolores St., la strada principale, e questo quartiere ci piace subito davvero un sacco! Sembra di essere in Messico! Tutto il viale è costeggiato da palme e case davvero molto carine (foto N° 70). Arriviamo alla Mission Doleres Basilica (foto N° 71), tipica missione spagnola e al Mission Dolores Park (foto N° 72). Ci sono tante famiglie che fanno giocare i bambini e che preparano il pic-nic. Inoltre la Lonely aveva ragione, da qua si vedere che nel resto della città c’è un po’ di foschia, mentre qua non ce n’è per niente. Giriamo un po’ a zig-zag tra le vie (davvero splendido questo quartiere, con tante belle case!) fino alla 20th St., che percorriamo verso ovest in direzione Castro. A Mission troviamo anche diversi negozi vintage; al civico N°826 di Valencia St. la Lonely prometteva che avremmo trovato  un negozio che vendeva articoli da pirata! Che Spettacolo! Purtroppo però arriviamo che è presto, aprirà nel pomeriggio, comunque scrutando tra l’oscurità del locale qualcosa in tema con i pirati sembra che ci sia davvero!
Castro è il famoso quartiere gay della città, con la sua arteria principale Castro St. che è letteralmente cosparsa di bandiere con l’arcobaleno (foto N° 73) e di negozi di abbigliamento in tema con la zona. Pensavo che la fama gay di questo quartiere fosse un po’ montata (come del resto capita in tanti gay village di altre città), ma mi rendo subito conto invece che non c’è una sola persona in giro che sia eterossuale! Sempre su questa via, che percorriamo verso nord, sorge il Castro theatre. Da Castro non saremmo neanche troppo lontani per Twin Peaks (solo però un quartiere omonimo della cittadina ai confini con il Canada protagonista della celebre serie tv di primi anni ‘90), collina dalla quale si ha una vista stupenda della città, ma se vogliamo assistere ai festeggiamenti dobbiamo procedere secondo i programmi; speriamo di poterci tornare. Dopo un po’ di cammino arriviamo in Alamo square, grazio parchetto sul quale sorge (in Steiner St.) forse un dei simboli di San Francisco, cioè le Painted Ladies, le “Sette sorelle”, ovvero sette case una a fianco all'altra in puro stile vittoriano, magnifiche (foto N° 74). Davvero bello anche il contrasto coi i palazzi del downtown in lontananza.
Proseguiamo in direzione nord, ma mentre giriamo in un’area residenziale ci accorgiamo di essere osservati dall’alto (foto N° 75), spettacolo! Troviamo anche una fantastica Cadillac (foto N° 76); quanto sarebbe bello farsi un viaggio nel deserto con quella!
Arriviamo ad Alta Plaza, un parco a più livelli sulla cui sommità si trovano campi da tennis e da basket, ma non distruggetevi le gambe come abbiamo fatto noi per andare fin su, non ne vale proprio la pena ed inoltre nemmeno il panorama è granché. Andiamo in Fillmore St., dove ci fermiamo un attimo al Noha's NY Bagels (2213 Fillmore St., foto N° 77). Enea prende un Bagel, mentre io un ottimo cinnamon twist. Mentre gustiamo i nostri dolcetti mi accorgo che sul bancone c’è un contenitore che invita a lasciare il proprio biglietto da visita per una specie di concorso (foto N° 78). Inserisco allora uno dei biglietti pubblicitari che abbiamo stampato e distribuito in giro per fare pubblicità al nostro libro (foto N°79); ci sta anche bene!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Agosto 2008, 08:17:26
Proseguiamo nel nostro giro ed in breve arriviamo al Fillmore (foto N° 80, 1805 Geary Blvd), storico locale per musica live di cui vi avevo già parlato. Anche in questa zona comunque ci sono davvero delle splendide case (foto N°81). Da notare la perfezione delle chiome degli alberi e delle aiuole. Inizia a farsi tardi, se vogliamo essere al Fisherma’s Wharf per l’1 dobbiamo davvero sbrigarci! Nel nostro percorso in direzione nord scorgiamo degli splendidi panorami della baia (foto N° 82 e 83). Passiamo anche dal Lafayette park, intorno al quale ci sono tante altre belle casette, poi ci incamminiamo su Polk St. Questa è la via più commerciale del quartiere di Nob Hill, anche se a dir la verità non è che ci sia granché. Nonostante il passo veramente spedito, arriviamo al Pier 39 all’1.30 pm, con i festeggiamenti che sono già cominciati e con un mare di gente ad assistere. Nessuna traccia della parata, o almeno noi non abbiamo visto niente. Proprio però all’inizio del molo c’è un palco sul quale si esibiscono a turno un sacco di cantanti, alcuni anche davvero bravi e coinvolgenti. C’è ad esempio un gruppo di sole ragazze che fanno coreografie spettacolari! (foto N° 84). Rimaniamo per un po’ ad osservare, poi entriamo all’Hard Rock Cafè che si trova proprio li accanto. Enea deve comprare una maglietta per sua madre, mentre io rimango a godermi la bella musica che passano (This charming man degli Smiths e Get Back dei Beatles, grandi!!!). Dobbiamo ancora pranzare, così guardiamo un po’ i ristoranti della zona, anche se immaginiamo che i prezzi non possono essere proprio economici. Di fronte all’Hard rock si trova il Wipeout, bar & grill in tema surfistico (foto N° 85), così decidiamo di darci un’occhiata. Troviamo troppa gente, ma anche dei cartelli spettacolari appesi alle pareti! (foto N° 86 e 87). Alla fine prendiamo una pizza in una pizzeria al taglio vicino a Washington Sq. e la andiamo a mangiare in un pub che si trova li a fianco, come ci aveva suggerito di fare la bella barista. Facciamo un altro giro nella splendida North Beach, quindi andiamo in Market St. Faccio un salto al visitor center,dove prendo un sacco di deplian e guide interessanti, poi ci dedichiamo un po’ allo shopping, del resto in questa zona c’è solo l’imbarazzo della scelta. Entriamo al Westfield, grande e moderno centro commerciale, dove al negozio dell’Hollister prendo due magliette in saldo per 13 $  ognuna. Hollister è una catena molto simile ad Abercrombie, ma secondo me molto meglio! Bob Dylan l’hanno scorso aveva spiegato che questa marca va più di moda sulla costa ovest (infatti diverse maglie riportano i nomi di località di mare tipo Newport beach, appunto su questa costa) mentre Abercrombie è più gettonata sulla costa est. Entrambe comunque usano tessuti in cotone vellutato davvero fantastici! Anche come negozi quelli Hollister mi piacciono molto di più rispetto a quelli con musica da discoteca a palla e con profumo davvero troppo intenso di Abercrombie. Qua c’è musica alla Beach boys, tavole da surf e monitor dal quale si vede via web-cam la spiaggia di Huntington beach in diretta, la USA Surf  City: FAVOLOSO!!!
Potrebbe quasi sembrare per uno spot della Hollister… comunque questa marca mi piace davvero molto.
È ancora piuttosto presto, ma se vogliamo essere al Fischerman’s Wharf per le 9 pm per vedere i fuochi d’artificio dobbiamo rientrare velocemente a casa. E così facciamo.



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 05 Agosto 2008, 09:28:03
Grande Luca, il tuo racconto è sempre super travolgente.
Bellissimo il cane che vi osservava dall'alto, avrà notato che "nn eravate di quel quartiere"  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 06 Agosto 2008, 08:13:51
Dopo la doccia, usciamo che sono ormai le 8.30 pm. Dobbiamo ancora cenare ma non c’è tempo, qualcosa troveremo. Indosso una camicia azzurrina, jeans e giacca leggera. Prendiamo l’autobus N°45 (1,5 $) in Stockton St. e scendiamo al suo capolinea che stasera è anticipato in Washington Square. Accompagnati da una marea di gente, arriviamo al Fisherman’s Wharf. Stasera però c’è davvero freddo! Questa zona della città, essendo sulla baia, è spesso ventilata e l’aria mi fa davvero venire i brividi! Il fatto è che non puoi nemmeno vestirti troppo visto che poi quando entri nei locali già così si muore dal caldo! C’è però parecchia nebbia ed il Golden Gate Bridge non si vede per nulla. Poco dopo inizia lo spettacolo dei fuochi d’artificio. Vengono sparati contemporaneamente da due punti, dal Pier 39 e dal vicino Aquatic Park. L’effetto luminoso è straordinario in quanto il colore del fuoco si riflette tra tutte le particelle d’acqua nel cielo e questo assume delle colorazioni straordinarie che si diffondono lungo tutto l’orizzonte orizzonte! A seconda del colore del fuoco il cielo diventa rosso oppure giallo, fantastico! Davvero incredibile l’effetto dei fuochi d’artificio tra la nebbia, non l’avrei mai immaginato! Lo spettacolo è lunghissimo, una mezz’oretta in tutto. Terminata l’esibizione attraversiamo la strada e troviamo subito un locale per andare a mangiare che non sembra niente male, Johnny Rockets (81 Jefferson St. http://www.johnnyrockets.com/index2.php) . È una catena tipo fast food, ma l’ambientazione è straordinaria in quanto tutto nel locale, dall’arredamento al bancone, dalle cose appese alle pareti alla musica, è ricreato appositamente per farti fare un tuffo negli anni ’70! Spettacolo! Mi ricorda un sacco il bar del film “Ritorno al futuro”, quando George McFly (il padre di Michael J. Fox, ndr) chiede per la prima volta alla sua futura moglie di uscire e per trovare il coraggio di parlarle dice al barista “Dammi un latte, al cioccolato!”
Spettacolo! (foto N° 88 e 89, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/)
La cameriera ci trova due posti liberi e ci fa accomodare al bancone; io sono proprio a fianco di un tipo sui 60 anni vestito e truccato da pagliaccio! Fa morire dal ridere!
C’è anche un’altra cosa spettacolare, cioè che i camerieri portano una targhetta riportante il loro nome e da dove provengono!
Ci prendiamo un paio di hamburger e patatine fritte (una decina di $ a testa), poi ci rituffiamo nel freddo della città. Per tornare verso Union sq. prendiamo di nuovo l’autobus, anche se c’è così tanta gente in giro per le strade che ci impieghiamo un sacco di tempo.
Ci ritroviamo davanti al Ruby Skye (420 Mason Street, just off Union Square) senza nemmeno cercarlo ed a dir la verità non sembra affatto male, ma preferiamo continuare il nostro giro in perlustrazione. Inoltre per stasera avevamo in programma il 1015 Folsom (1015 Folsom St., SoMa, www.1015.com)  di cui avevo letto che era la sala da ballo più importante della città. Mentre ci incamminiamo sulla 4th St. per raggiungerlo, ci passa a pochi metri di distanza un ragazzo di corsa, con subito dietro di lui un poliziotto che lo insegue e con il rumore delle sirene che stanno arrivando! Cade una pistola a non più di 5 metri da noi, non so se appartenente al poliziotto o al fuggitivo, fatto sta che allora un altro poliziotto si ferma e la raccoglie. Che cavolo di scena!
A parte questo però non vedremo mai episodi che possono essere definiti “pericolosi”.
Arriviamo al 1015 Folsom dove troviamo una gran fila all’ingresso, anche se la gente non è che ci ispiri molto. Quando sento che l’ingresso costa 40 $ (35 $ in lista) ce ne andiamo. Cosa?!? 40 $ per un posto che non è nemmeno granché?!?! Scherziamo?!? Con 40 Dollari ci vado al Marquee (a NY, ndr) due volte! Ritorniamo allora al Ruby Skye ma adesso c’è davvero troppa fila per entrare. Decidiamo allora di andare a vedere il rooftop bar del Marriott hotel che oltretutto si trova non troppo distante da lì (55 Fourth Street). La hall, come sempre in questa catena alberghiera, è molto vasta e carina, anche se forse un po’ troppo luminosa. Saliamo in ascensore ed arriviamo al lounge. Un cartello indica che è chiuso (dopo le 12.30 am mi pare), ma in realtà c’è ancora diversa gente; è solo il servizio che è terminato. La vista dalle ampie vetrate è fantastica, anche se purtroppo, non avendo appoggi, le foto vengono tutte mosse. Ne inserisco giusto una (la N° 90) in cui si vedono il Bay Bridge ed il SF Moma per cercare di rendere un pochino l’idea. Molto bello anche il lounge, con le luci spente e solo i bagliori che arrivano da fuori ad illuminarlo. Rimaniamo una decina di minuti poi ritorniamo a casa. Alle 1.30 am siamo già a letto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 06 Agosto 2008, 14:52:44
Luca fantastico il bar stile "Ritorno al futuro", sembra proprio quello...!!! A NY lo paragoneresti ad Ellen Stardust? Comunque è stato emozionantissimo leggere la tua descrizione dello spettacolo pirotecnico....non è mai facile trovare le parole per certi eventi, ma tu lo hai fatto rivere, bravo!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 06 Agosto 2008, 15:20:12
Anche l'inseguimento  :o paura!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 06 Agosto 2008, 16:46:04
Citazione
Luca fantastico il bar stile "Ritorno al futuro", sembra proprio quello...!!! A NY lo paragoneresti ad Ellen Stardust? Comunque è stato emozionantissimo leggere la tua descrizione dello spettacolo pirotecnico....non è mai facile trovare le parole per certi eventi, ma tu lo hai fatto rivere, bravo!!!
A dire il vero da Ellen Stardust non ci sono mai andato, ma da quello che ho letto nel forum in quello mi sembra che facciano più intrattenimento rispetto a questo dove invece non ne fanno. Comunque è proprio un gran posto!

Come sempre grazie a tutti  :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Agosto 2008, 08:06:49
05/07/2008 Sabato
Sveglia alle 8 am. Colazione con qualche biscotto e siamo fuori. Stamattina c’è già uno splendido Sole ad illuminare la città ed allora, per proteggere l’ustione, ci mettiamo la crema solare (in giro a San Francisco con la protezione! Vi rendete conto?!?!) Dato che le zone peggio ridotte sono la faccia ed il collo mi metto anche il cappellino degli Yankees con la visiera calata giù quel che basta ed una polo con colletto tirato su.
Abbiamo già visitato molto, per cui valutiamo che la zona ovest della città, quella con i parchi, possiamo farla domani nel nostro ultimo giorno di permanenza; stamattina si va a Berkeley (rinomata università). Andiamo allora alla stazione della metro (BART) di Powell St., visto che la linea rossa porta direttamente a Downtown Berkeley, dove si trova l’università appunto. Il biglietto della metro non ha un costo fisso, ma è in base alla distanza. C’è un tariffario appeso alle pareti a fianco delle macchinette automatiche per fare i biglietti. Impostiamo la tariffa corretta (6,80 $ andata e ritorno) poi scendiamo al binario. Lo spazio per l’attesa è veramente ampio ed in perfetto stato, nulla a che vedere con le stazioni vecchie e sporche di NY (e di quasi tutte le città del mondo). Ma che cavolo, solo qua giù però c’è scritto che il sabato i treni per Berkely iniziano le corse alle 10.30! E’ vero che forse non è il giorno migliore per andarci, ma dato che siamo nel periodo estivo e le lezioni sono già sospese pensavo che un giorno valesse l’altro, non immaginavo che cambiassero gli orari! Abbiamo quasi 45 min. da aspettare, ma non possiamo nemmeno uscire dalla stazione altrimenti dovremmo rifare il biglietto. Ne approfitto allora per guardarmi un po’ di depliant e guide prese al visitor center. Finalmente arriva il treno ed in 25 min. di corsa arriviamo. Poche centinaia di metri di cammino ed arriviamo all’ingresso del campus (foto N°91, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/) . Come in tutti i campus all’ingresso troviamo un cartellone con la sua mappa, la studiamo un attimo e decidiamo di attraversarlo tutto lungo il percorso principale. Il campus è davvero molto verde con il pratino tenuto ottimamente, dei bei viali alberati ed edifici imponenti (foto N° 92, 93, 94). Lungo i viali ci sono anche appesi dei manifesti con dichiarazioni degli studenti che fanno troppo ridere, soprattutto l’ultima foto direi… (N° 95, 96, 97). Arrivati fino in fondo troviamo lo stadio da football di fronte al quale si trova un meraviglioso campetto da calcio sintetico (foto N° 98) sul quale stanno giocando un padre con il figlio. Nel mezzo del campo c’è la scritta gialla Cal. (California, ndr). Ritorniamo verso l’ingresso entrando nel dipartimento di paleontologia, l’unico edificio aperto. Non è che ci sia molto da vedere comunque, a parte il grosso scheletro di un dinosauro. In giro troviamo anche qualche studente con la maglietta dell’università in dosso intento nel fare da cicerone alla gente al seguito. Davvero molto bello come campus, sicuramente al pari di quelli visitati lo scorso anno a Toronto, Boston e NY.
Ritorniamo alla stazione metro, nei pressi della quale in un negozio di souvenir prendo una maglietta con la scritta “Cal”, anche se preferirei “NoCal” (North California, ndr).
Risaliamo sul treno con il viaggio che si rivela davvero uno spasso visto che il conducente è in vena di battute! Si sente infatti uscire dagli altoparlanti la sua voce mentre canticchia o dice con voce divertente cose del tipo “Relax” o “Wonderfull Sunny day!”, o ancora “Have a great week-end!” Spettacolare!!!! Di un buon umore entusiasmante e contagioso!!!! Noi ovviamente ce la ridiamo di brutto!
Scendiamo alla stazione di Powell St. e ci fermiamo a pranzare da Sega Food (235-237 Powell St., panino più bibita 10 $ circa). Quasi di fronte a questo bar troviamo Tad’s steak house (120 Powell St.), bisteccheria di cui ci aveva parlato Giuly (ricordate l’addio al celibato ad Amsterdam?), passato anche lui da San Francisco nel suo viaggio di nozze; lo proveremo stasera.
Arriviamo in Union Sq. dove vediamo che si sta svolgendo un concerto (foto N° 99). Si tratta di uno di quei gruppi che mettono testi religiosi su basi musicali rock-pop:

That’s could be the name of the Lord
That’s could be your name Jesus…


É una cosa davvero spettacolare!!! Il ritmo è travolgente e c’è un barbone che va sotto il palco e se la balla tutta facendoci morire dal ridere!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Agosto 2008, 08:07:12
Prendiamo l’autobus N°45 ed andiamo a vedere l’Aquatic Park che ancora non avevamo visto. La giornata è serena e da qua abbiamo una prima bellissima vista sul Golden Gate Bridge in lontananza (foto N° 100). Ci incamminiamo sul molo al termine del quel si arriva al punto più vicino ad Alcatraz, di cui si ha una bella visuale. Ottima la vista anche sul Downtown, con la scritta “Ghirardelli” (celebre cioccolateria, ndr) in bella vista (foto N° 101). Andiamo allora in Ghirardelli Sq., piazzetta intorno alla quale ci sono tantissimi negozi di cioccolato o merchandising vario dell’omonimo brand. Vorremmo provare ad assaggiare la cioccolata, ma c’è così tanta fila che abbandoniamo subito l’idea. Proseguiamo il nostro cammino verso ovest attraversando tutto il Fort Mason (un bel parchetto) e procedendo su Marina Blvd. Questa strada è davvero meravigliosa! C’è un grandissimo marciapiede per pedoni e biciclette; guardando a destra si ha il Golden Gate sempre in bella vista, mentre sul lato sinistro della strada sorgono centinaia di casette veramente bellissime! Peccato che le foto non rendano giustizia a questa zona così bella. Arriviamo quindi allo Yacht Harbour (foto N° 102 e 103), ottimo punto panoramico. Subito a fianco inizia il Presidio Park, zona una volta principalmente militare ed in cui oggi sorgono campi da golf, il Letterman digital art center di George Lucas ed il fantastico Palace of Fine Arts (foto N° 104, 105 e 106). Peccato che sia tutto circondato da impalcature, con i lavori oltretutto fermi (e mi sembra da un bel po’). L’acqua del laghetto è di un verde smeraldo meraviglioso!
Dato che siamo vicini decidiamo di farci un giro nel quartiere di Marina. Chestnut St. è la via principale sulla quale sorgono ristornati e negozi ed è davvero una zona fantastica! È sicuramente l’area più elegante della città ed anche la gente che incrociamo (che evidentemente abita in zona) è vestita con molto gusto. La cosa particolare è che se si gira in un’altra strada non ci sono più negozi, ma solo abitazioni, tutte davvero molto belle. In pratica gli esercizi commerciali sono situati su quest’unica via, Chestnut St., mentre tutto il resto è zona residenziale; molto comodo direi. Lo stesso discorso vale per Union St. a Cow Hollow dove troviamo negozi, boutique e ristoranti rinomati; davvero molto bella ed elegante anche questa zona. Sarà un caso che in questi due quartieri non incrociamo mai ne asiatici ne neri? Non direi proprio, chissà quanto costano queste fantastiche case! Di sicuro insieme a Mission questa è la zona della città che preferisco.
Riprendiamo l’autobus per andare verso casa, quando ad un certo punto salgono alcuni ragazzi completamente vestiti di bianco con fascia rossa legata in vita. Qualcuno chiede a loro dove vanno, così dicono che sono di origine spagnola, che oggi è San Firmino (celebrato in Spagna con la corsa dei tori mi sembra) e che si riuniscono con i loro connazionali in un bar a North Beach! Che spettacolo!
Quando scendono decidiamo di seguirli. Arriviamo così al pub (foto N° 107) dove anche dentro c’è un numeroso gruppo di ragazzi vestiti come loro intenti a fare brindisi (per una volta nella vita vorrei essere spagnolo pure io!) ed un buffo personaggio che gioca a bigliardo con le corna da vichingo in testa (foto N° 108): che spettacolo!!!
Da qua andiamo a casa a piedi per prepararci per la serata.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 08:06:40
Stasera usciamo prestissimo dato che dobbiamo ancora cenare. Indosso una camicia nera con sopra una giacca leggera.
Andiamo da Tad’s steak house, come da programma. All’ingresso c’è un lungo bancone, si ordina (ottima bistecca, più contorno, più patata o patatine fritte e bibita per 16 $), si paga, poi ti danno una specie di cerca persone (enorme però!); quando questo inizia a vibrare e ad illuminarsi si va al bancone e si prende quanto ordinato. Mangiamo molto bene spendendo poco: la mia prima steak in America! Il locale è molto grande, anche se piuttosto spartano.
Per la serata abbiamo già stabilito di andare a Mission dato che sapevamo che era una zona molto “viva”. Le zone più movimentate sono tra Mission St. e Valencia St. Tra queste due arterie sulla 16th, 18th e 22nd St. ci sono tanti bar e locali notturni. Prendiamo l’autobus N°14 in Mission St., ma solo perché ce lo indica un ragazzo gentile che ci chiede dove vogliamo andare, altrimenti non so se lo avremmo trovato. Le mappe degli autobus infatti, come ci diceva anche Ravestorm, non sono aggiornatissime, neppure quelle appese alla fermata, e questa linea la visualizzava su un’altra street. Scendiamo alla 18th St. ed incominciamo a girare la zona andando verso sud. E’ ancora piuttosto presto e non c’è molta gente in giro, così ne approfittiamo per entrare praticamente in tutti i bar che incontriamo. E ce ne sono davvero molti che sono strepitosi! Ad esempio ce n’è uno che come ambientazione sembra di essere in un negozio di un parrucchiere, con poltrona e casco asciuga capelli! Ogni bar comunque ha la sua tematica e vale veramente la pena fare un salto in quasi tutti. In altri ricordo che venivano proiettati film storici in bianco/nero direttamente sulle pareti con mattoni faccia-vista, davvero bellissimo! Troviamo anche un’albergo-ristorante con terrazza panoramica, ma purtroppo stasera c’è una festa privata. Nel frattempo la zona si sta riempiendo ed adesso c’è davvero un sacco di gente in giro. Arriviamo fino alla 22nd St, facendo a zig zag tra le streets tra le Valencia e Mission St., poi torniamo indietro su Valencia St. fino ad arrivare alla 16th St. Qua ritorniamo su Mission St., però in questo tratto ci sono davvero una marea di homeless! Come sempre non è che siano pericolosi, ma ci si sente alquanto a disagio dovendo procedere quasi facendo lo slalom per evitarli!
Per chi ha voglia di girare per bar questa è una zona che non può davvero mancare! Fantastica! Forse è anche l’unica zona davvero viva della città ed è piena di giovani.
Non ricordo esattamente il nome di tutti i locali in cui siamo stati, ne riporto giusto alcuni di quelli che avevo segnato e che sono sicuro che mi sono piaciuti molto:
Atlas Cafè: 3049 20th St. Locale bohemien frequentato da artisti con alone delle loro opere alle pareti. http://www.atlascafe.net/
Make out Room: 3225 22nd St. Locale con opera d’arte sempre diverse alle pareti ed in cui suonano band indie. http://www.makeoutroom.com/
Casanova Lounge: 527 Valencia St. Il Casanova è un locale superkitsch, con quadri di velluto e un camino di plastica incandescente. http://www.casanovasf.com/
Elbo Room: 647 Valencia St. www.elbo.com affollato dalla tipica gente di Mission.
Alla fine, dopo aver tanto girato, decidiamo di fermarci a bere qualcosa proprio all’Elbo Room, forse il più carino. Al piano di sopra c’è una sala dove si sta svolgendo un concerto, prezzo 10 $, ma c’è un cartello che indica che chi indossa un vestito (il Power Suit!) paga solo 5 $. Che spettacolo!
Noi però restiamo nella sala al piano terra dove mettono musica indie a palla, anche se a volte un po’ troppo dura. Sia io che Enea prendiamo delle birre sconosciute, diverse tra loro ma ugualmente disgustose! Non riusciamo neppure a finirle!
Rimaniamo fin verso l’1, poi prendiamo l’autobus ed all’1.30 siamo a letto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 08:17:26
06/07/2008 Domenica
Sveglia alle 8.10 am. Stamattina abbiamo in programma di girare la città in bicicletta. Si perché non si può venire a San Francisco e non fare un giro in bici lungo il Golden Gate Bridge ed attraverso i parchi. Inoltre non vedo l’ora di affrontare tutti quei Sali-scendi, dev’essere spettacolare!
Che illuso che ero! In realtà vi assicuro che affrontare quelle tremende salite è umanamente impossibile! Comunque il giro in bici è assolutamente obbligatorio nonostante ci si rompa davvero le gambe!
Gli ostelli hanno sempre delle convenzioni con dei bike rental, così chiediamo dove possiamo noleggiare e ci viene indicato il “Bike the Bay” (2661 Taylor St, tra North point e Beach St.); costo 24 $ a testa per l’intera giornata. Anche oggi è una splendida giornata soleggiata, così indossiamo le braghette corte, visto che ci sarà da pedalare parecchio. Stavolta siamo un po’ più previdenti e mi metto la protezione solare anche sulle gambe. La “6” dovrebbe essere sufficiente, non mi sono mai scottato sulle gambe. Per proteggere il collo dai raggi solari invece lo avvolgo blandamente con la sciarpa della Reggiana che porto sempre con me nei viaggi.
Ci incamminiamo quindi su Taylor St. dalla quale possiamo di nuovo ammirare uno spettacolare scorcio del Bay Bridge (foto N° 109, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/). Come potevo pensare di poter affrontare delle salite come quella della foto? Non si vede nemmeno la strada sotto!!!
Arrivati al Bike the Bay ritiriamo la bici ed iniziamo il nostro tour, diretti verso il Golden Gate Bridge. Ripercorriamo tutta la strada già fatta ieri, attraversando Fort Mason, e lungo tutta Marina Blvd. Proprio a Fort Mason affrontiamo la prima salita, che oltretutto è anche decisamente lunga… Sopravvalutando le mie reali possibilità la assalgo con un rapporto decisamente troppo duro, con il risultato che dopo poche pedalate mi pianto e devo tornare indietro per poter cambiare e mettere un rapporto molto più leggero! È qua che ho capito che sarebbe stata davvero dura oggi!
La giornata è splendida, ma il Golden Gate è completamente avvolto dalla nebbia. È vero che è molto caratteristico, ma sinceramente preferivo attraversarlo con il Sole per non inumidirmi fin nelle ossa.
In breve arriviamo al Presidio, dove al visitor center che incontriamo sulla strada che costeggia la baia prendiamo una mappa del parco. Costeggiamo alcune spiagge sulla baia, ed arriviamo a Fort Point con il ponte sempre più nascosto dalla nebbia (foto N° 110), fantastico! È proprio da qua che nel film “Vertigo” la donna cade in acqua (foto N° 111). Sotto il ponte ci sono anche diversi surfisti che cavalcano le onde schivando le rocce (foto N° 112), grandi! Seguiamo le indicazioni per chi è in bicicletta (andando in direzione Sausalito sul ponte le biciclette viaggiano sul marciapiede di sinistra, mentre i pedoni su quello di desta) e finalmente siamo sul Golden Gate (foto N°113 e 114). Indossiamo anche la giacca visto che qua si fa davvero freschino e soprattutto umido. Alla fine pedalare tra la nebbia è davvero spettacolare e caratteristico, mai avrei pensato che potesse essere così entusiasmante! Mi devo davvero ricredere, molto meglio il ponte sotto la nebbia che col Sole! Dopo poco ci si inizia a scaldare e non si avverte più freddo, anzi mi tiro su pure le maniche della giacca. Il marciapiede però è strettino e si deve procedere in fila indiana per far passare anche le bici che vengono nell’altro senso di marcia. Peccato solo che il ponte sia davvero trafficatissimo di auto e c’è costantemente un gran rumore! Bellissima anche la vista… che non c’è proprio dato che siamo tra la nebbia! Però siamo veramente in alto!
Terminato il ponte termina anche la nebbia; via la giacca, ricomincia il caldo. Siamo ora nella Marin County, per raggiungere Sausalito c’è ancora qualche chilometro da fare però. C’è un altro breve tratto in salita e poi una discesa lunghissima dove si raggiungono velocità elevatissime! Davvero fantastico il brivido della velocità, soprattutto però cerco di non pensare al fatto che al ritorno la discesa sarà una lunghissima salita! Sausalito è un paesino davvero grazioso, con le prime casette direttamente sulla spiaggia e poi su a seguire le colline (foto N° 115). Anche il centro del paese è molto carino e vivace. Ci fermiamo a prendere un hamburger in un omonimo rivenditore (737 Bridgeway St., hamburger ed acqua costo 8.46 $) e poi in un market per prendere un po’ di cioccolata per fare il pieno di energie. Prendiamo quella di Ghirardelli con il caramello, una vera prelibatezza, davvero meravigliosa!
Iniziamo la salita verso il Golden Gate per tornare indietro. Lo stile ciclistico di Enea è quello di utilizzare un rapporto minimo e di affrontare la salita lentissimamente senza mai fermarsi; io invece non ce la faccio proprio ad andare così piano e fare centinaia di pedalate al minuto, mi trovo molto meglio con un rapporto intermedio, alzarmi sui pedali e darci sotto fino a quando sono morto dalla fatica! Raggiunto questo punto mi fermo per riposarmi ed aspettare Enea. Il socio però rimane sempre e costantemente staccato ed io mi fermo decine di volte per riposarmi ed aspettarlo. Terminiamo la salita non si sa come ancora vivi, con le cosce che vanno a fuoco ma con la vista del pianeggiante Golden Gate che ci da speranza e refrigerio (foto N° 116).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 08:17:53
Attraversato di nuovo il ponte siamo ora diretti verso il Lincoln Park. Anziché fare la strada breve che attraversa il Presidio torniamo indietro per visitare un po’ questo parco. Vorrei vedere il Letterman Digital Arts Center, ma in realtà non c’è nulla da vedere. Cerchiamo allora di tagliare verso il centro del parco per accorciare la strada, anche se orientarsi non è per niente semplice nonostante la cartina viste le scarse indicazioni. Vorrei allora andare a vedere il campo da golf che comunque è verso il Lincoln park, quando ad un certo punto commettiamo il terribile errore di imboccare Arguello Blvd, una strada lunga, con salita infinita che ti distrugge fin dentro e ti succhia via ogni energia vitale. Stacco Enea con il mio passo più e più volte, ma devo fermarmi e riposare ogni 50 m! Poi finalmente “la luce”, la fine della strada, un po’ di discesa ed arriviamo fuori dal parco, incredibilmente ancora vivi!
Nei negozietti vendono le magliette con la scritta “I biked Golden State Bridge”, ma altro che Golden Gate, dovremmo fare noi la maglietta “I biked Arguello Blvd!”
Terribile se ci ripenso ora.
Facciamo la strada che costeggia il parco scorrendo sulla desta il campo da golf, di cui comunque non si vede praticamente nulla, ed il Mountain Lake, che in realtà è poco più di una pozzanghera.
Arriviamo a Baker beach, spiaggia con sabbia scura dalla quale si ha la visione del Golden Gate tra la nebbia. Procediamo praticamente costeggiando la baia anche se siccome la strada è un po’ interna non si vede il mare. Arriviamo a Sea Cliff che secondo me dev’essere tipo la Bel Air di San Francisco. Ci sono infatti strade d’accesso con pilastri sui quali è inciso il nome del quartiere (foto N° 117), ma soprattutto decine e decine di case davvero molto belle (foto N° 118, anche se purtroppo non rende per nulla l’idea). Anche i giardini sono tutti molto curati ed in giro ci sono un sacco di auto costose; si vede subito che è un quartiere abitato da gente con ottime capacità economiche. Arriviamo quindi al Lincoln Park. Vorremmo proseguire sul percorso che costeggia la baia ma è un sentiero che si può solo fare a piedi, per cui procediamo sulla strada che fiancheggia il parco. Ora Enea rimane staccato addirittura in pianura! Dice che non è stanco, però quello è il suo passo e procede lentamente in quel modo. Per un po’ mi fermo di continuo per aspettarlo poi, visto che si sta facendo anche tardi, decido di procedere con il mio passo (cercando di fargli capire che deve alzare il suo ritmo…) e tiro dritto fino a Sutro Baths, staccandolo di qualche minuto. Ravestorm in particolare aveva consigliato una visita a questa zona e di certo ci ha suggerito davvero bene! Davanti a noi si apre l’infinità dell’Oceano Pacifico ed avverto davvero la forza della natura. Nessun scatto può rendere giustizia alle sensazioni provate da uno scenario così immenso, comunque vi metto qualcosa (foto dalla N° 119 alla 122). Nelle foto N° 121 e 122 potete vedere anche il ristorante Cliff House che si trova giusto sulla scogliera e dal quale si ha un panorama da favola. Anche di questo ristorante ci aveva parlato Ravestorm, oltre che Spino e KLM. Se guardate con attenzione la foto 119 potete notare che si trova anche una grotta, così scendiamo la scogliera per entrarvi. Mi sento un piccolo speleologo  mentre vi accedo, pronto con la mia fotocamera per realizzare il filmato della grotta. In realtà quando si arriva alla fine non è che ci sia molto da vedere, ma è comunque decisamente piacevole la sensazione che il rumore delle onde e l’umidità della sabbia ti trasmettono. Nella foto N° 123 siamo a metà del percorso, con la “luce” dell’uscita già bella intensa.
Risaliamo in bici, diretti stavolta verso il vicino Golden Gate Park, con subito una bella salita da affrontare. Enea rimane di nuovo staccato; mi volto per vedere dov’è rimasto. E che cavolo però, ha un rapporto così blando ed un’andatura così lenta che addirittura viene superato dalla gente a piedi!!! Non scherzo, c’è davvero della gente che lo supera a piedi!  
Arriviamo al paco e lo percorriamo tutto nella sua lunghezza. Davvero molto, molto bello, molto simile a Central park. Solo seguirne i percorsi si rivela più complicato del previsto; a volte mancano indicazioni, mentre alcune strade che vorremmo percorrere guardano sulla cartina si rivelano poi tipo delle tangenziali, quindi non percorribili in bici. Ad ogni modo una vera meraviglia! Ci sono diversi laghetti, ma anziché fermarci, dato che è tardi, ci soffermiamo solo sui punti già prestabiliti.
Arriviamo così al de Young museum (foto N° 124), ma purtroppo la sua magnifica struttura è in ristrutturazione. La foto non rende assolutamente la vastità e la bellezza dei giardini che lo circondano. L’ingresso è gratuito, così leghiamo le bici e facciamo una visita veloce. È un museo d’arte moderna, piuttosto spoglio a dir la verità, ma per me è già fantastico come fabbricato in se. Davvero molte belle le sue ampie sale (foto N° 125). Prossima tappa è lo Stow lake, con la sua graziosa cascatella (foto N° 126). Riprendiamo la bici e quasi senza accorgercene, dato che sulla nostra cartina non era segnato, passiamo davanti al Botanical Garden, molto carino anche questo (foto N° 127). Risaliamo in sella fino al Japanese Tea Garden. Questo giardino ha l’ingresso con il classico arco cinese/giapponese, oltre al quale ci sono meravigliosi giardini (foto N° 128). L’ingresso però è a pagamento (questione di pochi Dollari comunque), così, dato che si fa sempre più tardi, scegliamo a malincuore di non visitarlo ma di procedere alle tappe successive. Si potrebbe discutere sul fatto se è meglio vedere poche cose ma bene, o se è meglio vedere tutto quanto ma velocemente. Io sono sicuramente per la seconda ipotesi, per me è decisamente meglio avere una panoramica il più possibile globale e completa; se avrò la possibilità un giorno di tornare vedrò le cose che mi sono piaciute maggiormente con più tranquillità.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 08:18:09
Rimontiamo sulla bici. Girare il parco in questo modo è straordinariamente fantastico! Molte strade sono chiuse al traffico e c’è un sacco di gente che corre, che pattina o che va in bicicletta come noi. Un sacco di altra gente invece se la gode, standosene semplicemente sdraiata sul prato. Quanto mi piacerebbe potermi rilassare dopo tutti questi chilometri già percorsi, ma per tornare indietro dobbiamo ancora attraversare tutta la città!
La tappa successiva è il Conservatory of Flower, davvero fantastico! (foto N° 129, 130, 131) Peccato solo che la serra sia già chiusa e non possiamo farci una visita.
Siamo ormai all’uscita del parco, sarebbe bello fare un giretto nel vicino quartiere di Richmond e alla San Francisco University, ma il tempo scarseggia, così ci dirigiamo subito al quartiere di Haight – Ashbury. In questa zona è iniziato il movimento musicale hippy culminato nella Summer of Love del 1967. I segni del passato rimangono su molti muri, ancora pieni di murales colorati (foto N° 132). Questa per me è la vera zona storica di San Francisco, essere qua negli anni ’60 dev’essere stato davvero spettacolare! Purtroppo oggi di quella atmosfere rimane davvero poco, le strade sono cosparse principalmente di negozietti e posti i cui mangiare. Qualcosa di spettacolare ancora però rimane… (foto N° 133). Molto carina comunque questa zona. Ci spostiamo infine su Asbury St., dove nella casa al civico 701 hanno suonato una volta i Gratefull Dead (foto N° 134). Ci sarebbe ancora l’Ameoba Music (storico ed immenso negozio di musica, 1855 Haight St.) da vedere, ma non c’è proprio più tempo. Il giro del quartiere è terminato, ci rimane solamente una cosa da fare prima di ritornare al bike rental, cioè percorrere la famosa discesa di Lombard St. in bicicletta!
Da dove ci troviamo ora ci sono davvero un sacco di km ancora da percorrere e sinceramente dopo aver affrontata salite terribili (Arguello Blvd, mamma mia… i brividi…) sotto un Sole incessante è veramente dura. Dato allora che non abbiamo altre cose particolari da vedere scegliamo di fare un percorso che sia sempre e solo in discesa! Non guardiamo mai la cartina, come vediamo una discesa ci buttiamo. Adesso si che si ragiona! Poi così è davvero divertente e si raggiungono velocità anche molto elevate. Dopo una ventina di minuti arriviamo a destinazione, prima però c’è da affrontare la salita. E questa signori è “La Salita!” con la S maiuscola! Sfido chiunque a riuscire a percorrere il tratto di Lombard St. che precede la famosa discesa, è davvero al di là delle capacità umane!
Pure procedendo a piedi faccio davvero fatica, tanto che mi verrebbe davvero voglia di fermarmi a riposare. Non so davvero come faccia la gente ad abitare qui. Purtroppo ci sono un sacco di auto, tutti turisti naturalmente, ma vedo che anche per loro non è semplice. Inoltre sono praticamente ferme in coda perché quando si arriva alla fine della discesa bisogna fermarsi ad uno stop. Eccoci finalmente all’apice della Salita (foto N° 135) pronti ad affrontare la fantastica discesa (foto N° 136). Filmo tutto, è davvero spettacolare, con tutte queste curve e con le aiuole perfette piene di fiori. Peccato solo che ci siano così tante auto che ci costringono a frenare di continuo ed a procedere davvero lentissimi. Tutti ci guardano divertiti, ovviamente siamo gli unici in bicicletta.  
Arrivati allo stop adesso c’è una lunghissima e ripidissima discesa che ci fa raggiungere velocità davvero elevatissime! È fantastico!!! Continuo a filmare, con la mano con cui reggo la fotocamera che trema tutta! Arriviamo al bike rental che sono ormai le 7.30. Siamo stremati, abbiamo percorso davvero una marea di km, non oso stimare quanti, ma almeno abbiamo visitato praticamente tutta la città. Soltanto Twin Peaks è rimasta fuori, purtroppo. I piedi sono ancora incredibilmente perfetti, ma inizia a farmi un po’ male la caviglia sinistra. Non so se è proprio la caviglia o una contrattura al polpaccio, ma certo non è un buon segno. Di sicuro la combinazione marea di km percorsi a piedi nei giorni precedenti, più la marea di km percorsi oggi in bici non ha giovato.
Dopo una giornata così dispendiosa di energie ci vuole proprio una cena che ci rimetta in forza, per cui ce ne andiamo anche stasera da Tad’ s steak house. Saliamo in autobus ed andiamo direttamente là per non sprecare tempo. Cena fantastica, a guardare il piatto nella foto mi viene decisamente ancora appetito… (foto N° 137)
Infine ritorniamo in ostello.  



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 08 Agosto 2008, 11:24:00
Grande Luca, il tuo racconto lascia sempre senza parole. Super dettagliato e vedendo le foto ci si immerge per davvero nel tuo fantastico viaggio.
Inoltre penso che girare in bici per una città di permetta ancor meglio di assaporarla e da quanto si evince dalle tue parole è stato proprio così.
  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 14:17:05
Grazie mille Claudia, mi fa davvero piacere che il mio racconto ti piaccia!

In queste sere mi ci sono messo davvero d'impegno per cercare di terminare almeno il racconto di San Francisco, così a seguire vi metto anche l'ultima sera in città...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 14:17:19
Arrivato a casa faccia la conta dei danni e scopro che mi sono scottato le gambe! Ma che cavolo, non mi era mai successo prima ed inoltre ci avevo pure messo la protezione! Inutile, il Sole in California picchia davvero forte. La caviglia è un po’ gonfia, ma dopo un po’ di riposo non mi duole più, almeno per ora.
Oggi è stato il nostro ultimo giorno a San Francisco ed un po’ di riflessioni sono necessarie. Di sicuro è una città fantastica, tutti quei sali-scendi sono davvero incredibili e caratteristici (anche se faticosissimi!), inoltre ci sono un sacco di quartieri molto belli e totalmente diversi tra loro. Mi è piaciuta molto la zona dell’Embarcadero, molto movimentata e piena di vita, North beach con le sue librerie storiche, Marina con la perfezione delle splendide casette, le strade lungo la baia (ma non al Fisherman’s Wharf, troppo affollato), poi il Golden Gate Bridge, l’elegante e pacifica zona di Sea Cliff, il Lincoln park con le spettacolari viste da Sutro Baths, il meraviglioso Golden Gate park, la zona di Mission dove sembra di essere in Messico ed infine la spettacolare discesa in bici di Lombard St. Molto, molto diversa come città rispetto a quelle che avevo visitato sino ad ora in America (NY e Boston, ndr); cambiare di costa è veramente come cambiare continente. Se NY ormai la conosciamo tutti (o almeno in molti nel forum), di Boston si rimane sorpresi per la sua eleganza, con gli splendidi giardini ed i fantastici e pacifici quartieri residenziali; lo stampo inglese si nota davvero parecchio. A San Francisco invece si nota un po’ (a Mission di sicuro) l’influenza Spagnola,  ma anche un miscuglio di altre razze (tipo quella italiana). Di sicuro NY rimane il top, mentre tra le altre due forse alla fine preferisco Boston, ma solo perché io adoro lo stile inglese. Comunque davvero una gran bella città San Francisco, da vedere di sicuro. Peccato solo per la nightlife, vissuta in modo turistico è un po’ deludente, ma sono sicuro che potendo uscire con la calma e tutto il tempo necessario che solo un residente può avere alla fine anche qua ci si diverte parecchio. Vivessi qua sarei tutte le sere a Mission o a Marina (dove mi piacerebbe vivere se abitassi qui, ma ci vorrebbero davvero un sacco di money!), dove andrò stasera…
Domani si parte verso lo Yosemite park, ci aspetta il noleggio dell’auto e la sveglia suonerà prestissimo, già programmata per le 5.45 am.
Visto che ci alzeremo prestissimo Enea decide di rimanere in casa a riposarsi e di andare a letto presto, mentre io non voglio perdere neanche un attimo ed esco comunque. Sarà così un primo banco di prova di quando mi ritroverò a NY ad uscire da solo.
Doccia, sistemo le valigie lasciando fuori solo quello che ancora mi servirà ed esco. Camicia nera fuori dai pantaloni, jeans e giacca leggera.
Mi incammino verso Marina. Sarei tentato di prendere l’autobus, ma così farei lo stesso percorso già visto più volte, mentre voglio percorrere strade che ancora non ho mai fatto. Inoltre mi scordo a casa pure la moneta per il biglietto, così camminare diventa l’unica soluzione. Non so se è il mio passo veloce (per arrivare il prima possibile…) che mi scalda o se è semplicemente la serata che non è per nulla fredda, fatto sta che dopo poco mi tolgo addirittura la giacca. Attraverso tutto Nob Hill passando su Jackson St., strada sulla quale sorgono delle abitazioni davvero fantastiche! Ma che dico abitazioni, questi sono dei veri palazzi! Fantastici! Di sicuro le abitazioni più belle in città.
Nonostante il ritmo elevato impiego 40 minuti per arrivare a Marina. Mi era così piaciuta l’eleganza di questo quartiere di giorno che volevo assolutamente vederlo anche di notte. Inoltre avevo segnato anche un paio di posti di cui la Lonely faceva una “interessante” recensione:
Perry’s: 1944 Union St. E’ uno di quei locali dove si va per cercare avventure
Matrix Fillmore: 3138 Fillmore St. Gente ben vestita che cerca avventure http://www.matrixfillmore.com/matrixfillmore/


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 14:17:38
Ovviamente so che le guide esagerano sempre,  ma di sicuro la curiosità te la mettono.
Peccato solo che la domenica è notoriamente una serata “morta”, pazienza.
Nel mio cammino incontro davvero pochissima gente lungo le strade, anche se è vero che passeggio prevalentemente per aree residenziali. Nella zona intorno a Fillmore St. qualche bar c’è, ma sono tutti ben lontani dall’essere pieni. Mi dirigo subito al Matrix Fillmore. Di fronte c’è una pizzeria dal nome assurdo, “Pizza Orgasmica”. Ma che cavolo di roba! Comunque di sicuro ti fa sorridere.
Il Matrix invece mi sembra fin da subito un lounge elegante, ha una bella vetrata con vista sulla strada. Mi controllano i documenti e sono dentro. Molto carino davvero (foto N° 138, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), c’è un lungo bancone di fronte al quale si trova l’area con i divanetti ed un bel fuoco che arde, molto d’atmosfera. Peccato solo che ci sia davvero poca gente. C’è anche un'altra sala, molto carina anche questa, ma completamente deserta. Rimango un attimo ad osservare la gente poi esco, diretto verso il Perry’s. Pochissima gente in strada, ma come zona devo dire che mi piace. Quando arrivo purtroppo è chiuso. Da quel che si vede sembra più un ristorante che un lounge. È ancora prestino, per cui mi viene l’idea di andare sulla baia e vedere il Golden Gate Bridge di notte, approfittando del fatto che stasera c’è davvero sereno. Quando arrivo la delusione è immensa, il celebre ponte non è per nulla illuminato! C’è giusto qualche luce solo per segnalare l’ingombro. Non capisco proprio perché sia tenuto così buio, in fondo il Bay Bridge è bello illuminato!
Ho perso solo tempo, meglio tornare al Matrix Fillmore alla svelta. All’ingresso mi ricontrollano i documenti, così, vedendo che sono italiano, mi presentano un ragazzo sulla quarantina che si trova giusto dietro di me. Anche lui è italiano e dice che per lavoro viaggia spesso tra Italia e San Francisco. Sembra abbastanza di casa in questo locale. Facciamo due chiacchiere poi lo saluto ed entro. Adesso c’è un po’ più gente rispetto a prima. Il posto è carino, anche la gente è tutta abbastanza elegante, nulla straordinario comunque. È la prima volta che esco da solo, così vorrei davvero mettermi in gioco, anche per fare una sorta di “collaudo” in preparazione a NY.  Mi sposto al bancone dove non so perché ma immagino che si metta la gente che è da sola; magari qua ci sono più occasioni per conoscere qualcuno. Ordino una Budweiser, il barista mi fa anche ripetere per essere sicuro di aver capito bene, ma alla fine mi presenta un cocktail che in Italia si chiama Torello (cocktail al gusto di caffè). Non so come si possa chiamare qua in America questo drink, ma penso che sia davvero difficile che abbia un nome che possa avere qualche assonanza con la parola “Budweiser”!  
Rimango una ventina di minuti senza combinare nulla, poi esco. Di sicuro nel week end dev’essere davvero un bel locale questo.
Voglio tornare a casa presto visto che domattina ci si alza all’alba. Stavolta vorrei quindi prendere l’autobus per tornare indietro. Il problema è che non ho moneta e per pagare il biglietto bisogna necessariamente avere l’importo giusto; pazienza, pagherò 2 $ anziché 1,5 $, penso tra me e me. Quando arriva il bus N°30 salgo e porgo i miei 2 $ all’autista, ma lui dice che non va bene, allora chiede a quello dietro di me se ha 50 cent e lui li mette per me! Vorrei ripagarlo con 1 $, ma lui dice che va bene così. “Thank you!”
All’arrivo in ostello trovo la stanza al buio, con Enea già a letto. Sono solo le 11.45 pm quando mi sdraio, la caviglia è un po’ gonfia, ma adesso ci aspettano due giorni in cui saremo praticamente sempre in auto, spero di recuperare. Da domani si incomincia a fare sul serio, da domani incomincia il Viaggio, quello con la V maiuscola.



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 08 Agosto 2008, 15:47:17
Nn vediamo l'ora  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 08 Agosto 2008, 16:40:11
Citazione
Ovviamente so che le guide esagerano sempre,  ma di sicuro la curiosità te la mettono.
Peccato solo che la domenica è notoriamente una serata “morta”, pazienza.
Nel mio cammino incontro davvero pochissima gente lungo le strade, anche se è vero che passeggio prevalentemente per aree residenziali. Nella zona intorno a Fillmore St. qualche bar c’è, ma sono tutti ben lontani dall’essere pieni. Mi dirigo subito al Matrix Fillmore. Di fronte c’è una pizzeria dal nome assurdo, “Pizza Orgasmica”. Ma che cavolo di roba! Comunque di sicuro ti fa sorridere.
Il Matrix invece mi sembra fin da subito un lounge elegante, ha una bella vetrata con vista sulla strada. Mi controllano i documenti e sono dentro. Molto carino davvero (foto N° 138, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), c’è un lungo bancone di fronte al quale si trova l’area con i divanetti ed un bel fuoco che arde, molto d’atmosfera. Peccato solo che ci sia davvero poca gente. C’è anche un'altra sala, molto carina anche questa, ma completamente deserta. Rimango un attimo ad osservare la gente poi esco, diretto verso il Perry’s. Pochissima gente in strada, ma come zona devo dire che mi piace. Quando arrivo purtroppo è chiuso. Da quel che si vede sembra più un ristorante che un lounge. È ancora prestino, per cui mi viene l’idea di andare sulla baia e vedere il Golden Gate Bridge di notte, approfittando del fatto che stasera c’è davvero sereno. Quando arrivo la delusione è immensa, il celebre ponte non è per nulla illuminato! C’è giusto qualche luce solo per segnalare l’ingombro. Non capisco proprio perché sia tenuto così buio, in fondo il Bay Bridge è bello illuminato!
Ho perso solo tempo, meglio tornare al Matrix Fillmore alla svelta. All’ingresso mi ricontrollano i documenti, così, vedendo che sono italiano, mi presentano un ragazzo sulla quarantina che si trova giusto dietro di me. Anche lui è italiano e dice che per lavoro viaggia spesso tra Italia e San Francisco. Sembra abbastanza di casa in questo locale. Facciamo due chiacchiere poi lo saluto ed entro. Adesso c’è un po’ più gente rispetto a prima. Il posto è carino, anche la gente è tutta abbastanza elegante, nulla straordinario comunque. È la prima volta che esco da solo, così vorrei davvero mettermi in gioco, anche per fare una sorta di “collaudo” in preparazione a NY.  Mi sposto al bancone dove non so perché ma immagino che si metta la gente che è da sola; magari qua ci sono più occasioni per conoscere qualcuno. Ordino una Budweiser, il barista mi fa anche ripetere per essere sicuro di aver capito bene, ma alla fine mi presenta un cocktail che in Italia si chiama Torello (cocktail al gusto di caffè). Non so come si possa chiamare qua in America questo drink, ma penso che sia davvero difficile che abbia un nome che possa avere qualche assonanza con la parola “Budweiser”!  
Rimango una ventina di minuti senza combinare nulla, poi esco. Di sicuro nel week end dev’essere davvero un bel locale questo.
Voglio tornare a casa presto visto che domattina ci si alza all’alba. Stavolta vorrei quindi prendere l’autobus per tornare indietro. Il problema è che non ho moneta e per pagare il biglietto bisogna necessariamente avere l’importo giusto; pazienza, pagherò 2 $ anziché 1,5 $, penso tra me e me. Quando arriva il bus N°30 salgo e porgo i miei 2 $ all’autista, ma lui dice che non va bene, allora chiede a quello dietro di me se ha 50 cent e lui li mette per me! Vorrei ripagarlo con 1 $, ma lui dice che va bene così. “Thank you!”
All’arrivo in ostello trovo la stanza al buio, con Enea già a letto. Sono solo le 11.45 pm quando mi sdraio, la caviglia è un po’ gonfia, ma adesso ci aspettano due giorni in cui saremo praticamente sempre in auto, spero di recuperare. Da domani si incomincia a fare sul serio, da domani incomincia il Viaggio, quello con la V maiuscola.


Mitico!! bellissimo il tuo racconto!

A propoisito di birre hai provato la Anchor Steam?
La bud e' un po' da redneck  ;D
 


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 08 Agosto 2008, 18:04:05
Citazione
Mitico!! bellissimo il tuo racconto!

A propoisito di birre hai provato la Anchor Steam?
La bud e' un po' da redneck  ;D
 
Grazie mille!
Ogni volta che sono all'estero cerco sempre di sentire birre mai sentite, per cui non saprei dirti esattemente se l'ho sentita o meno...
Chiaro che quando vai in un lounge un po' carino hanno solo le birre più comuni...
I tuoi interventi sono sempre interessanti perchè scopro sempre un sacco di termini per me ancora sconosciuti. Ad esempio, ho cercato il significato di redneck ed ho trovato "Individuo del sud degli Usa". Ma chi è esattamente che usa questo termine? Forse gli abitanti della Florida?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 08 Agosto 2008, 20:24:07
Citazione
Citazione
Mitico!! bellissimo il tuo racconto!

A propoisito di birre hai provato la Anchor Steam?
La bud e' un po' da redneck  ;D
 
Grazie mille!
Ogni volta che sono all'estero cerco sempre di sentire birre mai sentite, per cui non saprei dirti esattemente se l'ho sentita o meno...
Chiaro che quando vai in un lounge un po' carino hanno solo le birre più comuni...
I tuoi interventi sono sempre interessanti perchè scopro sempre un sacco di termini per me ancora sconosciuti. Ad esempio, ho cercato il significato di redneck ed ho trovato "Individuo del sud degli Usa". Ma chi è esattamente che usa questo termine? Forse gli abitanti della Florida?

La birra che ti ho citato e' di San Francisco, mi sembra sia anche una delle piu' vecchie degli USA.

In generale i redneck ci sono in ogni lato degli USA, sono cmq piu' comuni negli stati del sud.
Solitamente sono la classe operaia e meno acculturata, vivono nelle zone rurali mai in citta', guidano dei fuoristrada enormi e spesso fanno uso della bandiera confederata per distinguersi.
Hanno una moda tutta loro, portano vestiti che si usano per andare a caccia, brands tipo mossy oak per intenderci, con colori mimetici che raffiguarano canneti e foglie varie.
Sono fanatici del Nascar...
Di solito se ne stanno fra di loro e non danno fastidio, io non condivido certi pregiudizi raziali che hanno ma alla fine qui c'e' la liberta' di pensiero..


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Franca123 - 08 Agosto 2008, 20:38:18
Complimentissimi per il racconto e per lo splendido viaggio!!! ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 09 Agosto 2008, 12:45:40
come sempre bello e divertente leggere i tuoi racconti e pieni di indicazioni preziose!dai che ora si aspetta il resto!!! 8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 09 Agosto 2008, 14:19:42
grande luca!!!!
evviva il torello ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 09 Agosto 2008, 16:30:41
Luca leggo sempre con piacere i tuoi racconti e ho dato un'occhiata anche alle foto.
A me come birra in USA mi piace un casino la MILLER.
:)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 09 Agosto 2008, 16:32:17
Le foto al Golden Bridge andavano fatte quando c'era un po' di chiarezza..  forse tipo il giorno prima.. ho visto altre foto che sono parecchio chiare e il cielo è davvero celeste! ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 09 Agosto 2008, 18:59:08
Come sempre grazie a tutti!
Grazie in particolare a Bob Dylan per la spiegazione interessante, ho inquadrato il tipo di persona!
La Miller è una analcolica, c'era una bella scena in Scrub quando c'era una Dottoressa che si chiamava appunto Miller e nel presentarsi agli altri dottori diceva "Vi proibisco di dire facciamoci una Miller!"  ;D ;D ;D
Di foto del Golden Gate ne ho anche nelle belle giornate di Sole, anche se non da sotto il ponte ma da lontano, comunque se devo dire la verità ha molto più fascino con la nebbia, davvero caratteristico!

P.S. Un grande saluto a Fla, è bello risentirti!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 08:21:23
07/07/2008 Lunedì
Sveglia alle 5.45 am, come da programma.
Chiudiamo le valige ed usciamo dall’albergo. Ci aspetta davvero un lungo viaggio da fare oggi, per cui abbiamo prenotato l’auto per le 7.00 am, orario in cui apre l’agenzia di noleggio (National). Arriviamo al 750 Bush St., dove si trova l’agenzia, che tra l’altro si trova a poche centinaia di metri dal nostro ostello, con circa 15 minuti d’anticipo. Il parcheggio delle auto è già aperto, mentre in ufficio non c’è ancora nessuno; aspettiamo allora. Finalmente arriva l’impiegato e poco dopo di lui anche diverse altre persone come noi qua per ritirare l’auto. Meno male che siamo arrivati per primi. Purtroppo l’impiegato contemporaneamente alla nostra pratica manda avanti anche quella di un altro che ha riconsegnato l’auto incidentata e ci fa perdere un sacco di tempo! Avevamo prenotato un’auto della categoria economy che per tutto il periodo di noleggio ci sarebbe costata 532.19 $, ma quando ci vede con tutto il nostro carico di valige l’impiegato inizia ad insistere per farci passare all’auto di categoria immediatamente superiore, la compact, perché dice che con un auto piccola non avremmo avuto abbastanza spazio. Avevo già letto diverse volte in internet di questa cosa, per cui rifiutiamo nonostante lui ce lo chieda più volte. Quando però vedo arrivare una Mini allora ecco che accettiamo subito. La Mini è effettivamente davvero troppo piccola per tutta le valige che abbiamo ed inoltre è anche troppo rigida e consuma molto. Poi non mi sembra assolutamente il tipo d’auto ideale per attraversare il deserto. La nuova auto (Kia Rondo LXV6) ci costa  690,45 $ cioè circa 160 $ in più rispetto al previsto, ma credetemi, ne valeva davvero la pena. Appena salgo mi sento già perfettamente a mio agio, il tipo d’auto ideale per un viaggio come il nostro e per il nostro carico di bagagli. Finalmente alle 7.40 am siamo pronti per partire.
I’m On The Road Again.
Guidare le auto con cambio automatico ormai non è più assolutamente un problema visto che già lo scorso anno avevamo percorso quasi 2.000 km, anzi, è ancora più semplice di quelle con cambio manuale. Basta ricordarsi che quando si parcheggia bisogna mettere il cambio nella posizione “P”, altrimenti non si riesce ad estrarre le chiavi. Impostiamo il navigatore ma in principio sembra che non prende bene il segnale e ci da solamente indicazioni assurde. Uscire dalla città si rivela più complicato del previsto. Solo quando decidiamo di ignorarlo e di seguire l’orientamento riusciamo ad arrivare al Bay Bridge. La tappa principale della giornata sarà lo Yosemite Park, ma prima faremo sosta a Locke, città fantasma vicino Lodi sulla Hwy 99. L’attraversamento del Bay Bridge non si rivela fantastico come pensavo in quando il nostro senso di marcia viaggia nel piano di sotto del ponte e la vista è decisamente rovinata.
Finalmente il navigatore si riprende ed inizia a dare indicazioni sensate. Per tutto il viaggio comunque controlleremo quello che propone confrontandolo sulla cartina per essere sicuri.
Appena fuori Oakland, situata dall’altra parte della baia rispetto a San Francisco, il paesaggio è fin da subito completamente differente rispetto alle magnifiche zone verdi che avevamo attraversato lo scorso anno attraversando il New England. Ci ritroviamo tra la steppa delle montagne, dove sembra che nessun tipo di vegetazione possa crescere in un ambiente arido come questo. Sulla montagne c’è anche un grandissimo parco eolico con decine e decine di generatori. Soprattutto in Italia si discute molto sul deturpamento del paesaggio di questi generatori, ma io non trovo affatto che rovinino la vista, è anzi interessante vederli ed inoltre penso che sia anche giusto chiudere un occhio se poi si ottiene energia pulita (anche se gli Usa non è che siano particolarmente virtuosi in questo). Certo io che per lavoro mi occupo soprattutto in questi ultimi anni di energie rinnovabili (fotovoltaico) potrei avere un giudizio influenzato. Il paesaggio comunque è straordinario, scatto una foto proprio nell’istante in cui ci supera una fantastica Cadillac (foto N° 139, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), in lontananza si vedono anche alcuni generatori). Più procediamo, più la terra si inaridisce. La vista è sempre più incredibile e le strade desolate (foto N° 140). Incontriamo anche una grande mandria di mucche al pascolo (foto N° 141), ci manca solo la casa nella prateria. E’ impressionante comunque vedere tutti questi campi deserti recintati per centinaia e centinaia di km, così come i cavi dell’energia elettrica senza che per decine e decine di km ci siano villaggi (vedete tutto nella foto N° 139). Ma non facevano prima ad interrare i cavi anziché metterli su palo?!?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 08:24:05
Peccato solo che le stazioni radio non propongano un giusto sotto fondo musicale adatto al paesaggio. Facciamo zapping passando tra un canale e l’altro per un’oretta, ma niente da fare, nessuna stazione sembra essere mai adatta. Di sicuro le stazioni del New England erano molto migliori! Prima di partire però (anche se ho fatto la terribile dimenticanza di scordarmi a casa“Howl”, il fantastico terzo CD  dei Black Rebel Motorcycle Club, band di SF, che per il viaggio sarebbe stato davvero perfetto)  avevo fatto appositamente un album che ci accompagnasse sulla strada nel nostro lungo viaggio. Ogni canzone è stata scelta in quanto si può identificare con le varie zone che attraversiamo e la scaletta è stata messa nell’ordine corretto del nostro itinerario. Queste sono dunque le canzoni che compongono l’album dal titolo forse un po’ banale, ma significativo quanto basta, “California Here We Come”

CD1 (Da ascoltare da San Francisco fino a Las Vegas)
1. California (Phantom Planet)
2. On The Road Again (Canned Heat)
3. California dreaming (Beach Boys)
4. White Rabbit (Jefferson Airplane)
5. Cry Baby (Jenis Joplin)
6. Hey Joe (Jimi Hendrix)
7. Somebody To Love (Jefferson Airplane)
8. America (The Razorlight)
9. I Get Around (Beach Boys)
10. Take it easy (Eagles)
11. These boots are made for walking (Nancy Sinatra)
12. Sam's Town (The Killers)
13. Break On Through (The Doors)

CD2 (Da ascoltare da Las Vegas fino a San Diego)
1. Light My Fire (The Doors)
2. Hollywood (Madonna)
3. Beverly Hills (Weezer)
4. Malibu (Hole)
5. Unwritten (Natasha Bedingfield)
6. Road house blues (The Doors)
7. California Girls (Beach Boys)
8. Riders On The Storm (The Doors)
9. Ode to LA (The Raveonettes)
10. Surfin' U.S.A. (Beach Boys)
11. Surf city (Jan & Dean And The Beach Boys)
12. I Will Not Fall (Wire Train)
13. I Filosofi (Max Pezzali – Hidden Track)
14. My Friend (Groove Armada – Hidden Track)

Ascoltare alcune tra le canzoni più famose dell’epoca della Summer of Love (dalla 4 alla 7 del CD1) appena usciti da San Francisco è davvero fantastico! Realizzo anche alcuni video della zona che attraversiamo mettendo come sottofondo musicale “Take it easy” (anche se noi con tutta la strada che abbiamo da percorrere non ce lo possiamo certo permettere…) e “These boots are made for walking”, spettacolari!
Nessuno rispetta i limiti, ma io non voglio esagerare e mantengo una velocità di circa 5-10 miglia sopra il consentito per non andare troppo oltre. Purtroppo il nostro navigatore, sicuramente di bassa qualità, ha delle mappe piuttosto scadenti e non riusciamo neppure a visualizzare bene la zona geografica che attraversiamo. Locke, la nostra prima tappa, non è neppure segnata, così dobbiamo impostare un paese vicino. Prima di riuscire a trovarla comunque ci giriamo un sacco di volte intorno e quando finalmente ci arriviamo la delusione è enorme; non è altro che un gruppo di case situate lungo la riva di un fiume! Purtroppo forse ci siamo fatti prendere un po’ troppo la mano da questi famigerati Ghost town ed abbiamo sprecato circa due ore considerando che abbiamo allungato anche la strada per lo Yosemite. Non scatto nemmeno foto in quanto non c’è proprio nulla da fotografare!
Riprendiamo la nostra rotta fermandoci poco dopo mezzogiorno in un bel paesino, Walnut Grove, per pranzare. Questo si che è davvero un bel paese! Molto western, con il saloon e quell’aria un po’ retrò (foto N° 142). Prendiamo un panino e lo mangiamo mentre viaggiamo per non perdere ulteriore tempo. Vorrei prendere un buon whiskey al saloon, ma siccome devo guidare meglio non correre il rischio di superare il tasso alcolico consentito. La temperatura è abbastanza calda, ma non esageratamente, tant’è che non accendiamo neppure l’aria condizionata in macchina. Ripartiamo attraversando i meravigliosi paesaggi che la Hwy 4 e la Hwy 120 offrono, tra steppa, ranch e bestiame al pascolo. Non sappiamo ancora bene quanto frequentemente troveremo delle stazioni di servizio in questa zona, per cui decidiamo che ci fermeremo ogni volta che il serbatoio andrà sotto la metà della sua capienza per non rischiare di rimanere stupidamente a secco. Ci fermiamo quindi. Per fare rifornimento scopriremo più avanti nel viaggio che ogni catena di distributori ha procedure diverse. Sono tutti self service, qua dobbiamo solamente entrare nello shop, dire l’importo che vogliamo mettere (20 $), la pompa che utilizziamo e selezionare direttamente sulla pompa il tipo di carburante, “Regular” nel nostro caso. La benzina qua costa 4,599 $ al gallone, cioè 1,21 $ al litro, cioè 0,77 € al litro! (al tasso di conversione con il quale avevamo preso i Dollari, cioè 1€ = 1.57 USD). Se consideriamo che in Italia la benzina è arrivata fino al limite di 1,60 € al litro la differenza è enorme! Anche in America comunque i prezzi sono davvero saliti tantissimo, ancora più che in Italia visto che ad ottobre 2007 la benzina ci costava 2,929 $ al gallone! Un aumento incredibile! Per nostra fortuna, visto oltretutto che l’Euro è salito ulteriormente da ottobre (da 1.39 a 1.57), per noi è sempre davvero economica.
Negli altri rifornimenti utilizzeremo sempre la carta di credito per il pagamento visto che direttamente sulla pompa c’è l’apposito lettore per le carte. Ma non è così semplice, alcune volte c’è da digitare un pin (00000 mi diranno in una catena di distributori), altre volte c’è comunque da andare a pagare dentro, altre volte ancora per sbloccare la pompa bisogna abbassare la leva che regge la pistola/valvola; insomma un sacco di complicazioni inutili. Ad ogni modo la sosta mi permette di scattare qualche foto anche alla nostra bella macchina (foto N° 143) immatricolata nel Tennessee, “The Volunteer State”. Ancora oggi non capisco perché ci siano un sacco di auto, la nostra compresa, che non hanno la targa davanti.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 08:24:36
Arriviamo allo Yosemite nel primo pomeriggio. Il parco, situato nel cuore della Sierra Nevada, ha diverse entrate; per noi l’accesso più diretto dalla direzione in cui veniamo è Big Oak Flat Entrance (raggiungibile direttamente dalla Hwy 120), che è comunque anche l’entrata più comoda per raggiungere i sentieri assolutamente da non perdere. L’ingresso costa 20 $ per auto (valido per 7 giorni), oppure 50 $ se si vuole fare il pass per entrare in tutti i parchi (National Park Pass), ma nel nostro caso non conviene. Sempre all’ingresso ci danno una mappa del parco (sulla quale sono segnati anche i pochissimi distributori presenti) ed il suo giornale. Avevamo già stampato da internet le mappe (www.nps.gov/yose), ma questa è molto più comoda e globale visto che le nostre stampe erano per forza di cose parziali di una certa area altrimenti non si leggevano le scritte. Il paesaggio non è più arido come quello attraversato sin ora, qua è tutto un grande bosco con piante anche molto alte, sequoie in alcune zone. Lungo le strade si trovano cartelli indicanti la frequenza della radio dei parchi (1040 AM mi pare), ma noi purtroppo non riusciremo mai a riceverla, ne qui ne alla Death Valley. Il parco è enorme, ha una estensione di 3.000 km2 (pari a quella dello stato del Rhode Island!) e si trova ad un’altitudine compresa tra i 600m ed i 4.000m. In inverno ci sono anche diverse aree sciistiche. Ci sarebbero centinai e centinaia di km di sentieri da percorrere, sia in auto che a piedi, ed occorrerebbero diversi giorni per vedere tutto. Noi purtroppo siamo limitati ad alcune ore di visita e quindi solamente ai percorsi più comuni, cioè la Yosemite Valley e la Tioga Road. Volendo si può girare il parco con l’apposito free shuttle che effettua fermate nelle principali 21 aree da vedere.    
Al primo bivio, anziché prendere la Tioga Road che faremo dopo, prendiamo la Big Oak Flat Road che ci condurrà fino alla Valley. Non lo si può certo descrivere in un racconto, neppure inserendo centinaia di foto, ma il parco è davvero stupendo!  Pur essendo in estate non incontriamo tanta gente e possiamo davvero goderci i magnifici paesaggi  con fiumi di montagna (foto N° 144), praterie oltre le quali si intravedono le montagne (foto N° 145) e le strade sempre costeggiate da altissime piante. Arriviamo alla Bridalvail fall (foto N° 146) nei pressi di Tunnel View, così chiamata perché le sue acque si nebulizzano mentre cadono. Procediamo quindi lungo la strada fino ad arrivare a Glacier point, il punto panoramico più alto del parco e dal quale si ha una visione della Valley a 360°. Impressionante l’immensità della vallata da qui, anche se non si riesce a fotografare bene in quanto appunto si apre troppo al nostro orizzonte (foto N° 147, 148 e 149). Da qua ci sarebbe un percorso da percorrere a piedi che raggiunge il Mirror Lake, splendido laghetto la cui foto viene messa su tutte le guide, nel quale si specchia l’Half Dome, fantastico monolito di granito chiamato così per la sua inconsueta forma. In questo periodo il lago è sicuramente in secca e comunque purtroppo non avremmo neanche il tempo per andarci. A questo punto il sentiero gira e torna indietro. Nei pressi dello Yosemite Village avvistiamo la Lower Fall (foto N° 150). Da qua si ha anche una fantastica visione dell’Half Dome (foto N° 151). Attraversiamo un altro splendido bosco (foto N° 152), quindi lasciamo l’auto nell’apposito parcheggio per arrivare fino ai piedi della Lower Fall. Per arrivarci bisogna percorrere a piedi un magnifico sentiero, lungo circa 1 km, che passa in mezzo ai boschi (foto N° 153). E’ vietato uscire dai percorsi prestabiliti per dare una possibilità alle piante, come indica il simpatico cartello (foto N° 154) certamente ispirato dalla canzone di John Lennon “Give peace a chance”. Arriviamo a dove dovrebbe esserci il torrente formato dalle acque che scendono dalla cascata (foto N° 155), ma come vedete in questo periodo è completamente in secca. Ancora un po’ di cammino ed arriviamo sino ai piedi della Lower Fall (foto N° 156). Davvero impressionante vedere il torrente completamente in secca (foto N° 157). Purtroppo l’estate è sicuramente il periodo più sbagliato per vedere le cascate, in quanto queste riducono quasi del tutto la loro portata. Il periodo migliore è la primavera, solo che se si viene in questo periodo si troverà la Tioga Road chiusa, in quanto questa strada è praticabile generalmente solo tra Maggio e Ottobre a causa delle abbondanti nevicate. Si deve per cui fare una scelta se vedere le cascate o la Tioga Road, o meglio ancora venire a visitare il parco due volte e quindi vedere tutto!
Anche così comunque il panorama che si apre ai nostri occhi è davvero bellissimo. Qua nelle vicinanza ci sarebbe anche la Upper Fall da vedere, raggiungibile sempre solo tramite sentiero pedonale, ma purtroppo non abbiamo il tempo per andare. Ritorniamo fino al bivio che avevamo trovato poco dopo l’ingresso nel parco e ci fermiamo per fare rifornimento di carburante visto che eravamo quasi in secca! (costo 5,079 $ al gallone, il prezzo più alto dell’intera vacanza). Qua si trova anche Toulumne Grove, una piccola foresta di sequoie. Imbocchiamo quindi la lunghissima Tioga Road. Come dicevo questa strada è aperta solamente nei mesi estivi ed attraversa tutto il parco da ovest ad est per 64 miglia, fino a  risbucare oltre il Tioga Pass sulla Hwy 120 nei pressi del Mono Lake.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 08:24:52
Ora c’è Enea alla guida, così io posso scatenarmi e scattare decine e decine di foto lungo i paesaggi che attraversiamo. Sulla strada sono ben visibili i segni che la neve lascia sull’asfalto (foto N° 158). Questa zona dovrebbe entrare di diritto tra le Sette Meraviglie del Mondo!!! La diversità dei paesaggi che ci scorrono davanti è talmente bella che è impossibile non rimanerne sbalorditi! Incontriamo dapprima laghetti (foto N° 159), poi la strada si arrampica diventando un vero e proprio percorso di montagna (foto N° 160) con la vegetazione sempre più rada nel panorama roccioso. Arriviamo al vasto Tenaya Lake (foto N° 161), nei pressi di Olmsted Point. Sarebbe il posto ideale dove fermarsi per un pic-nic o semplicemente rimanere a godere del panorama. A queste quote la temperatura è almeno di una decina di gradi inferiore rispetto a Glacier Point e secondo me si raggiungono a mala pena i 20°. Dopo il 4 o 5 ascolto consecutivo del CD1 ce ne siamo un po’ stancati, ma la radio purtroppo non riceve nulla. Inseriamo così il CD che avevo portato da ascoltare quando saremmo usciti la sera a Las Vegas e a Los Angeles, vale a dire “You have no idea what you’re getting yourself into”, il fantastico album (anche se con sonorità decisamente troppo riconducibili ai Duft Punk, ai Chemical Brothers ed in alcuni punti ai Klaxons, a volte quasi rischiando il plagio) degli inglesi “Does it offend you, Yeah?”.
Adesso la musica è talmente inappropriata ed in contrasto con il panorama che attraversiamo che alla fine risulta invece ancora più spettacolare! Del resto comunque il panorama è anche in contrasto con se stesso dato che nel giro di pochi km tutto cambia.
Si sta facendo davvero tardi, il Sole incomincia a calare (foto N° 162), anche se del resto qua ad est delle vette delle montagne il tramonto arriva decisamente presto. Abbiamo ancora tantissima strada da percorrere prima di arrivare a Mammoth Lakes, dove alloggeremo stanotte, senza contare che prima dovremo anche passare dal Mono Lake e Bodie che si trovano nella direzione opposta. Purtroppo non si possono proprio più rispettare i limiti e viaggiamo mantenendo una rotta elevata tanto quanto queste strade di montagna possono consentire. Durante il percorso il panorama rimane ininterrottamente sorprendente, incrociando piccoli fiumi ed ampie vallate, fino quando ad un certo punto succede, proprio a noi.
All’improvviso purtroppo assistiamo ad una scena narrata da molti ma alla quale nessuno sinora aveva mai assistito (beati tutti gli altri…), l’arrivo dei Rengers a sirene spiegate…  


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bermon - 13 Agosto 2008, 11:55:31
STU-PEN-DO !!!! :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 13 Agosto 2008, 14:17:47
Ma,ti sei fermato sul più bello....leggerò il seguito fra 3 giorni,al ritorno dalle mie "vacanze"  :-?
Le foto dello Yosemite sono meravigliose!!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 13 Agosto 2008, 14:29:35
Nei pressi dello Yosemite Village avvistiamo la Lower Fall (foto N° 150). Da qua si ha anche una fantastica visione dell’Half Dome (foto N° 151).

Animale(:-) ), non hai manco citato El Capitan?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 14:51:31
Citazione
Ma,ti sei fermato sul più bello....leggerò il seguito fra 3 giorni,al ritorno dalle mie "vacanze"  :-?
Le foto dello Yosemite sono meravigliose!!!!!
Sul più brutto, vorrai dire...  :(
il seguito lo sto ancora scrivendo, cerco di postarlo il prima possibile...

Grazie mille Bermont!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 14:54:27
Citazione
Nei pressi dello Yosemite Village avvistiamo la Lower Fall (foto N° 150). Da qua si ha anche una fantastica visione dell’Half Dome (foto N° 151).

Animale(:-) ), non hai manco citato El Capitan?
Si lo so, hai ragione, ma è che ci sarebbero così tante cose da citare che è praticamente impossibile metterci dentro tutto!

P.S. spero ci descriverai almeno un pochino le tue vacanze, magari un giorno ce la farò anche io a fare un viaggio come il tuo!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 13 Agosto 2008, 15:08:01
I miei racconti fanno schifo, non sono un grande narratore. I tuoi sono dei veri e propri reportages, complimenti!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Agosto 2008, 15:47:27
Citazione
I miei racconti fanno schifo, non sono un grande narratore. I tuoi sono dei veri e propri reportages, complimenti!!!
Grazie per i complimenti, ma davvero non mi sembra che tu sia un narratore così malvagio, anzi, i tuoi post sono sempre molto divertenti!
Beh, se cambi idea e ti va di scrivere qualcosa io leggo volentieri!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 13 Agosto 2008, 19:43:19
Luca, sono in vacanza  e non ho sempre l'accesso ad un PC, non posso quindi leggere il tuo racconto ma non appena torno a casa mi faccio una scorpacciata. Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto. Io e Valda ne abbiamo discusso ed abbiamo avuto impressioni leggermente diverse appena torno ne discutiamo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bermon - 13 Agosto 2008, 22:45:18
Citazione
Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto.

Quale libro, se posso chiedere? ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Agosto 2008, 18:34:33
Citazione
Luca, sono in vacanza  e non ho sempre l'accesso ad un PC, non posso quindi leggere il tuo racconto ma non appena torno a casa mi faccio una scorpacciata. Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto. Io e Valda ne abbiamo discusso ed abbiamo avuto impressioni leggermente diverse appena torno ne discutiamo.
Mi fa davvero piacere che il libro ti sia piaciuto! Aspetto il tuo ritorno allora!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Agosto 2008, 18:38:44
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Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto.

Quale libro, se posso chiedere? ::)
Il libro che abbiamo scritto io ed il mio amico Enea (quello in viaggio con me) Se clicchi sulla mia firma arrivi al mio sito.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 16 Agosto 2008, 19:03:09
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07/07/2008 Lunedì
Sveglia alle 5.45 am, come da programma.
Chiudiamo le valige ed usciamo dall’albergo. Ci aspetta davvero un lungo viaggio da fare oggi, per cui abbiamo prenotato l’auto per le 7.00 am, orario in cui apre l’agenzia di noleggio (National). Arriviamo al 750 Bush St., dove si trova l’agenzia, che tra l’altro si trova a poche centinaia di metri dal nostro ostello, con circa 15 minuti d’anticipo. Il parcheggio delle auto è già aperto, mentre in ufficio non c’è ancora nessuno; aspettiamo allora. Finalmente arriva l’impiegato e poco dopo di lui anche diverse altre persone come noi qua per ritirare l’auto. Meno male che siamo arrivati per primi. Purtroppo l’impiegato contemporaneamente alla nostra pratica manda avanti anche quella di un altro che ha riconsegnato l’auto incidentata e ci fa perdere un sacco di tempo! Avevamo prenotato un’auto della categoria economy che per tutto il periodo di noleggio ci sarebbe costata 532.19 $, ma quando ci vede con tutto il nostro carico di valige l’impiegato inizia ad insistere per farci passare all’auto di categoria immediatamente superiore, la compact, perché dice che con un auto piccola non avremmo avuto abbastanza spazio. Avevo già letto diverse volte in internet di questa cosa, per cui rifiutiamo nonostante lui ce lo chieda più volte. Quando però vedo arrivare una Mini allora ecco che accettiamo subito. La Mini è effettivamente davvero troppo piccola per tutta le valige che abbiamo ed inoltre è anche troppo rigida e consuma molto. Poi non mi sembra assolutamente il tipo d’auto ideale per attraversare il deserto. La nuova auto (Kia Rondo LXV6) ci costa  690,45 $ cioè circa 160 $ in più rispetto al previsto, ma credetemi, ne valeva davvero la pena. Appena salgo mi sento già perfettamente a mio agio, il tipo d’auto ideale per un viaggio come il nostro e per il nostro carico di bagagli. Finalmente alle 7.40 am siamo pronti per partire.
I’m On The Road Again.
Guidare le auto con cambio automatico ormai non è più assolutamente un problema visto che già lo scorso anno avevamo percorso quasi 2.000 km, anzi, è ancora più semplice di quelle con cambio manuale. Basta ricordarsi che quando si parcheggia bisogna mettere il cambio nella posizione “P”, altrimenti non si riesce ad estrarre le chiavi. Impostiamo il navigatore ma in principio sembra che non prende bene il segnale e ci da solamente indicazioni assurde. Uscire dalla città si rivela più complicato del previsto. Solo quando decidiamo di ignorarlo e di seguire l’orientamento riusciamo ad arrivare al Bay Bridge. La tappa principale della giornata sarà lo Yosemite Park, ma prima faremo sosta a Locke, città fantasma vicino Lodi sulla Hwy 99. L’attraversamento del Bay Bridge non si rivela fantastico come pensavo in quando il nostro senso di marcia viaggia nel piano di sotto del ponte e la vista è decisamente rovinata.
Finalmente il navigatore si riprende ed inizia a dare indicazioni sensate. Per tutto il viaggio comunque controlleremo quello che propone confrontandolo sulla cartina per essere sicuri.
Appena fuori Oakland, situata dall’altra parte della baia rispetto a San Francisco, il paesaggio è fin da subito completamente differente rispetto alle magnifiche zone verdi che avevamo attraversato lo scorso anno attraversando il New England. Ci ritroviamo tra la steppa delle montagne, dove sembra che nessun tipo di vegetazione possa crescere in un ambiente arido come questo. Sulla montagne c’è anche un grandissimo parco eolico con decine e decine di generatori. Soprattutto in Italia si discute molto sul deturpamento del paesaggio di questi generatori, ma io non trovo affatto che rovinino la vista, è anzi interessante vederli ed inoltre penso che sia anche giusto chiudere un occhio se poi si ottiene energia pulita (anche se gli Usa non è che siano particolarmente virtuosi in questo). Certo io che per lavoro mi occupo soprattutto in questi ultimi anni di energie rinnovabili (fotovoltaico) potrei avere un giudizio influenzato. Il paesaggio comunque è straordinario, scatto una foto proprio nell’istante in cui ci supera una fantastica Cadillac (foto N° 139, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/), in lontananza si vedono anche alcuni generatori). Più procediamo, più la terra si inaridisce. La vista è sempre più incredibile e le strade desolate (foto N° 140). Incontriamo anche una grande mandria di mucche al pascolo (foto N° 141), ci manca solo la casa nella prateria. E’ impressionante comunque vedere tutti questi campi deserti recintati per centinaia e centinaia di km, così come i cavi dell’energia elettrica senza che per decine e decine di km ci siano villaggi (vedete tutto nella foto N° 139). Ma non facevano prima ad interrare i cavi anziché metterli su palo?!?

Ancora complimenti per il tuo racconto.

Solo non condivido l'osservazione secondo sulla produzione d'energia pulita negli USA. Qualche mese fa la BBC ha mostrato un reportage il quale ha fatto notare che alcuni stati degli USA sono confomri a kyoto mentre molti stati dell'europa pur avendo firmato sono lontani anni luce. Ci sono contee nel midwest che vivono esclusivamente di corrente eolica, stati come l'oregon bagnao il naso a svezia e altri pionieri nel settore.
La volonta' qui c'e', e dove ci sono le risorse e' stata applicata, mentre purtroppo in europa si parla molto ma alla fine si fa poco...
L'auto ad idrogeno e' stata inventata in europa ma dove circola?..negli USA, bmw la vende....ciao!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bermon - 16 Agosto 2008, 21:15:26
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Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto.

Quale libro, se posso chiedere? ::)
Il libro che abbiamo scritto io ed il mio amico Enea (quello in viaggio con me) Se clicchi sulla mia firma arrivi al mio sito.


dev'essere simpatico! ;)..pensavo fosse un libro di viaggi! ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Agosto 2008, 18:37:48
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Ancora complimenti per il tuo racconto.

Solo non condivido l'osservazione secondo sulla produzione d'energia pulita negli USA. Qualche mese fa la BBC ha mostrato un reportage il quale ha fatto notare che alcuni stati degli USA sono confomri a kyoto mentre molti stati dell'europa pur avendo firmato sono lontani anni luce. Ci sono contee nel midwest che vivono esclusivamente di corrente eolica, stati come l'oregon bagnao il naso a svezia e altri pionieri nel settore.
La volonta' qui c'e', e dove ci sono le risorse e' stata applicata, mentre purtroppo in europa si parla molto ma alla fine si fa poco...
L'auto ad idrogeno e' stata inventata in europa ma dove circola?..negli USA, bmw la vende....ciao!!!
Beh, l'argomento è molto complesso. Non ho sottomano i dati della produzione di energia rinnavabile degli USA, ma già non aderire al protocollo di Kyoto (per altro quasi inutile visto che già da parecchio si sta discutendo delle futere strategie) non è un buon segnale. Molti Stati Europei hanno aderito anche se si sa benissimo che non riusciranno a rispettare le loro quote di riduzione delle emissioni di CO2, per questo è stato creato l'escamotage di poter comprare quote da altre nazioni più virtuose. L'Italia è messa bene nella produzione di energia idroelettrica, abbastanza bene nell'eolico ma malissimo in quella fotovoltaica. Pensare che paesi come la Germania, con una latitudine notevolmente più svantaggiosa della nostra, producano 10 volte in più energia dal Sole che noi è preoccupante. In Italia adesso finalmente stanno aprendo i primi distributori con l'idrogeno (ce ne sono 3/4 mi pare), ma la sua vera distribuzione è distante ancora chissà quanti anni. Purtroppo gli USA sono uno dei Paesi più inquinanti al mondo e se consideriamo la notevole diversità del territorio che hanno a disposizione (quindi con notevole disponibilità di Sole, vento ed acqua) potrebbero senz'altro fare di più. Ripeto, adesso non ho i dati corretti sulla produzione USA, ma purtroppo siamo ancora tutti schiavi del petrolio, in Europa come in USA.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Agosto 2008, 18:40:27
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Nel frattempo ho però letto il tuo libro che mi è piaciuto molto.

Quale libro, se posso chiedere? ::)
Il libro che abbiamo scritto io ed il mio amico Enea (quello in viaggio con me) Se clicchi sulla mia firma arrivi al mio sito.


dev'essere simpatico! ;)..pensavo fosse un libro di viaggi! ::)
Quello sui viaggi sarà il mio secondo libro, ma ci vorrà ancora un po' di tempo...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 17 Agosto 2008, 21:29:26
Ciao Luca, ero rimasto un pò indietro ma ho recuperato subito la lettura!!! :D Ora ha inizio una fase del tuo viaggio che mi attrae particolarmente....Che belle le foto del parco, quelle foreste, quegli alberi attraversati da una luce unica....sembra di entrare in uno dei tantissimi film made in Usa.... ;)
Cmq i cavi della corrente non li interrano perchè costerebbe almeno il doppio....beh anche lì qualcosa la vogliono risparmiare no?! ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Agosto 2008, 21:45:56
Dal nulla ad un certo punto vediamo spuntare un’auto con sirena proprio dietro di noi e che intima a fermarci. Non riesco proprio a capire da dove essere spuntata fuori, è comparsa così, all’improvviso, e purtroppo proprio dietro di noi.
È una scena che ho letto tante volte nelle guide, “Se venite fermati dalla polizia rimanete in auto con le mani ben in vista…”
Andavamo decisamente oltre il limite consentito, non abbiamo nessuna scusante e se ci capita uno che vuol fare il fenomeno con il “classico turista italiano” è veramente grigia…
Non so cosa scorra tra i pensieri di Enea, ma di sicuro tra i miei affiorano tutte le ipotesi peggiori… Passaporto stracciato, notte in cella, spediti a casa direttamente con il primo aereo, messi alla gogna pubblica, ramanzina con i fiocchi; insomma non so bene quali siano i poteri che hanno i Rengers del parco (soprattutto con il cuore a mille come in quel momento…) ma non vedo certo prospettive rosee…
Lentamente scende dall’auto una ragazza, si avvicina al mio finestrino e chiede la patente ad Enea. (Enea mostra solo la patente italiana, ndr). Poi passa dall’altra parte della macchina e ci spiega serenamente che “Il motivo per il quale siete stati fermati è perché andavate a 90 miglia orarie in un punto in cu c’erano i 45….”
EHHhh!!! 90 miglia orarie?!?! Adesso, va bene tutto, è vero che andavamo abbastanza forte, ma a meno che tu non faccia Schumacher di cognome è impossibile andare ai 90 (144 km/h) in strade di montagna!!! Saremo andati al massimo ai 65-70! Ovviamente sia io che Enea non diciamo nulla e non proviamo neppure a difenderci visto che siamo pesantemente dalla parte del torto. Ci chiede dove alloggiamo stanotte. “Mammoth Lakes” rispondiamo. Così penso capisca che infondo siamo solo dei bravi ragazzi che devono ancora fare un sacco di strada per arrivare a destinazione; ci chiede quindi di mostrare i passaporti. Diciamo che li abbiamo nella valigia dentro al bagagliaio dell’auto. Così scendiamo, ma in quest’auto piena di tasti e bottoni non riusciamo proprio a trovare il tasto giusto da premere per aprire il portabagagli! A San Francisco ce lo avevano aperto quelli dell’agenzia e fino ad ora non avevamo ancora avuto bisogno di aprirlo! Allora lei, che tra l’altro è più o meno una nostra coetanea ed è anche molto carina oltre che gentile, ci fa un sorriso e ci spiega che “E’ importante rispettare il limite di velocità consentito perché questa è una zona con molti turisti e ci sono frequentemente anche attraversamenti della strada da parte di animali…”
Detto questo ci lascia andare senza nessuna terribile punizione, torna sulla sua auto ed in un lampo, così come era arrivata, ora sparisce.
Di lusso, c’è andata veramente di lusso.
Ci rimettiamo in marcia, rispettando rigorosamente il limite ora, ovvio. Avete presente quando si dice il silenzio assordante? Beh per qualche minuto il silenzio in auto fa davvero parecchio rumore! Poi per forza di cose si deve tornare a parlare e per sdrammatizzare sull’accaduto non possiamo fare altro che scherzare sulle conseguenze che ci sarebbero potute essere. Questa comunque è la dimostrazione che in America, come io stesso dicevo nel mio precedente racconto, se viaggi oltre il limite consentito prima o poi ti beccano visto che hanno i radar per misurare la velocità ovunque. A noi comunque è andata davvero bene che a fermarci siano stati i Rangers e non la polizia e che a fermarci sia stata una ragazza così gentile e comprensiva. Sarebbe stata una gran beffa comunque se avessero punito proprio noi che abbiamo sempre rispettato ogni singola regola, anche della cosa più assurda siamo sempre stati rispettosi. Purtroppo la fretta (e gli ancora tanti km da percorrere) ci hanno fatto fare questo tipo di esperienza… Vedete voi se ne vale la pena affrontare questo rischio.
Arriviamo così al Tioga Pass, l’uscita del parco (foto N° 163, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/). Scendo dall’auto per fare qualche foto. Qua a 3031 m di quota fa piuttosto freschino e c’è ancora un cumulo di neve, a luglio! (foto N° 164).
Questo parco è una vera meraviglia e merita davvero una visita (almeno una). Preciso che tutte le informazioni che ho messo io non sono altro che le nozioni basilari, ci sarebbero tantissime altre cose da dire, ma non voglio dilungarmi ulteriormente. Su internet comunque si trovano un sacco di info. Il giornale del parco propone tre itinerari diversi a seconda se si resta per uno, due o tre giorni, anche se a dir la verità quello che consiglia di fare in tre giorni noi lo abbiamo visitato in poche ore, anche se di corsa. Temo sia difficile comunque per un Europeo rimanere qua più di un giorno in quanto di solito questa meta viene inclusa in un qualche tour della California, però meriterebbe davvero una visita approfondita.
La strada ora procede quasi sempre in discesa e dopo poco arriviamo allo splendido Tioga lake (foto N°165). Ad un certo punto la macchina fa uno strano rumore, come se avessimo bucato, ed in effetti si sentono parecchie vibrazioni. Controllo le gomme ma sembra tutto a posto. Ripartiamo, Enea dice che ci sono dei problemi ai freni. In effetti quando prova a frenare le macchina vibra e si sente anche parecchio rumore. Forse le pastiglie dei freni si sono un po’ surriscaldate lungo la discesa; speriamo tengano butta, se la macchina ci abbandona qui non ci troveranno mai più.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Agosto 2008, 21:46:26
Per fortuna i problemi sembrano pian piano migliorare. Terminiamo la discesa arrivando al bivio sulla US 395 dalla quale già si vede il vastissimo Mono Lake. Girando a destra si arriva a Mammoth Lakes, noi però svoltiamo a sinistra per vedere il lago e per andare a Bodie. Sulla mia guida c’è una foto del lago in inverno con l’acqua mezza ghiacciata e sembra davvero fantastico. In questo periodo le acque si sono molto ritirate invece, così posso arrivare a piedi dove probabilmente in primavera non potrei (foto N° 166). Vedete quell’isolotto roccioso bianco nella foto? È completamente ricoperto di gabbiani!!! Una cosa impressionante, mai visti così tanti in vita mia! Sembra davvero l’oasi del gabbiano, con il loro verso che rompe il silenzio della pacifica vallata. Anche il loro odore è bello forte. Purtroppo l’acqua è stagnante e quindi piuttosto putrida, almeno a riva, comunque il lago è molto bello (foto N° 167 e 168). Risalgo in auto e procediamo sulla US 395 prima, poi sulla Provinciale 270 e dopo una ventina di miglia arriviamo all’ingresso del parco di Bodie. A dir la verità non sapevo fosse un parco, credevo fosse semplicemente un Ghost town. Ad ogni modo c’è una sbarra in mezzo alla strada ed anche se questa è alzata il cartello indica che il parco chiude alle 7 pm. Siamo arrivati tardi, sono già le 8,15 pm. Ci spiace molto ma decidiamo di tornare indietro. La sbarra è alzata, ma non ci va di infrangere il divieto di accesso dopo le 7 ed inoltre non si sa mai che ci chiudano dentro, anche se è piuttosto remota come ipotesi. Poi sembra anche che la notte comici ad arrivare ed infatti nel giro di una mezz’oretta sarà davvero buio.  
Ritorniamo sulla US 395 in direzione sud stavolta e dopo una quarantina di miglia finalmente arriviamo a Mammoth Lakes, dove trascorreremo la notte. È un paesino turistico di circa 7.000 abitanti situato a 2.378 m d’altezza, d’inverno i turisti sono attratti dalle vicine montagne che la rendono una delle migliori località sciistiche della California. Ad ogni modo a noi appare completamente deserta. Arriviamo al Motel 6, dove avevamo prenotato per stanotte, alle 9.30 pm dopo un totale di 493 miglia percorse in giornata (789 km). Spino ci aveva consigliato davvero bene con questa catena di Motel, sono molto economici ma comunque davvero confortevoli. Ci sembra proprio di stare in un film, il Motel infatti è la classica struttura a due pieni costruita intorno ad uno sputo di piscina (foto N° 169). Davvero fantastico! Facciamo il check in facendo aggiungere il WiFi in room per 2.99 $ in più, visto che ne avrò bisogno più tardi, e ci facciamo consigliare un posto dove mangiare che sia ancora aperto a quest’ora. La ragazza allora ci consiglia John’s pizza che sta proprio dall’altro lato della strada. “So che per voi non è il massimo venire fin qua e poi mangiare qualcosa di Italiano, ma è giusto per mangiare qualcosa”, dice.
Non c’è problema, la pizza va più che bene. Entriamo in camera solo un attimo per posare le valige (foto N° 170). Davvero molto bella e grande, con due fantastici letti queen size, tv e bagno in camera con vasca; non sono abituato a tutti questi lussi in vacanza! È la prima vota che abbiamo la tv in camera negli Usa! (anche se poi non avremo nemmeno il tempo di accenderla…)
Andiamo quindi da John’s (foto N° 171) e ci mangiamo proprio una bella pizza. Sfruttiamo appieno anche l’unlimited drink recuperando tutti i liquidi persi durante questa lunghissima giornata, anche se avevamo in macchina un gallone di acqua a testa. Il locale poi è davvero fantastico, proprio il classico posto americano (foto N° 172) e c’è persino il bigliardo con il juke box ed i video poker (foto N° 173) che sono forse il massimo del divertimento che il paese possa offrire.
Terminata la cena torniamo al Motel. Faccio una fantastica doccia rigeneratrice poi tengo per qualche minuto la caviglia sotto l’acqua corrente gelata. Purtroppo, nonostante oggi abbiamo percorso pochissima strada a piedi, è tornata a gonfiarsi e vorrei cercare di farla sgonfiare un po’.  Enea si infila a letto e dopo pochi secondi cade addormentato. Io invece resto sul suo note book fino alle 12.30 am (a proposito, fondamentale il computer in un viaggio come questo, se non altro per scaricare le foto e per inviare mail a casa. Volevo collegarmi tramite web-cam, ma 9 ore di fuso sono davvero troppo scomode) per fare la lista per i club. Si perché domani sera, dopo aver attraversato tutta la Death Valley, si arriva a Las Vegas!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 19 Agosto 2008, 22:18:26
Meno male che la Ranger vi ha graziato  ;D  se no ci potevi fare il racconto delle giornate passate in prigione in USA  ;D ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bermon - 20 Agosto 2008, 10:54:57
ma che bello questo racconto!Non vedo l'ora di leggere della Death Valley! :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Agosto 2008, 18:15:38
08/07/2008 Martedì
Sveglia alle 6.00 am, ci aspetta un’altra lunghissima giornata.
Chiudiamo le valigie, ci spalmiamo la protezione solare, facciamo il check out e siamo di nuovo in strada con il Sole che sta sorgendo. Prima però faccio un’altra foto al Motel con le prime luci del mattino (foto N° 174, link http://www.flickr.com/photos/29070477@N05/).
I’m On The Road Again.
Bishop, cittadina western lungo la US 395 nonché nostra prima tappa di giornata, da qua dista una quarantina di miglia. Come colazione mangiamo qualche grosso biscotto americano al cioccolato mentre siamo in viaggio.
La US 395 in questo tratto è praticamente sempre in discesa ed attraversa una vallata circondata da montagne e paesaggi straordinari (foto N° 175). Incontriamo anche una caratteristica fattoria (foto N° 176) e poco più avanti le mucche al pascolo. Se tutto sommato questa zona subito dopo Mammoth Lakes è anche abbastanza verde, man mano avanziamo il paesaggio si fa sempre più stepposo ed arido. Arriviamo a Bishop ma non c’è proprio nulla da vedere. È solo un paese sperduto che sorge lungo la US 395 e ci fermiamo solamente per fare benzina (40 $, costo 4,799 $ al gallone) e pulire il parabrezza. Altre 50-60 miglia ed arriviamo a Lone Pine, seconda tappa di giornata. A differenza di Bishop questo ci appare fin da subito un bel paesino. Prima di fermarci lo scorriamo tutto fino ad arrivare al visitor center, in prossimità dello svincolo sulla Hwy 136 che porta alla Death Valley. Entriamo al visitor center dove prendo un sacco di guide dei parchi. Chiediamo anche dove si trova il lago, visto che nei dintorni appunto ci dovrebbe essere un lago. Ci dicono che in realtà è solamente un “pond” e che in questa stagione è davvero poco più che una pozzanghera. Ringraziamo e torniamo in paese. Lone Pine è l’ultimo centro abitato prima di entrare nella famigerata Valle della Morte, per cui entriamo in uno shop per prendere un po’ di cibo per il pranzo, una bella scorta di galloni d’acqua e per fare un paio di foto con in testa il cappello da cow-boy che hanno in vendita!
La commessa ci chiede se stiamo andando alla Death Valley; rispondiamo affermativamente.
“Fate bene allora a prendere tanta acqua, ne avrete davvero bisogno!”
Usciti facciamo un giro lungo la via, davvero molto caratteristica (foto N° 177 e 178). C’è un saloon, ma anche volendo non posso prendere il mio maledetto whisky visto che alla mattina naturalmente è chiuso. Risaliamo in auto, facciamo altri 10 $ di benzina per avere il serbatoio pieno (4,729 $ al gallone) e dalla US 395 svoltiamo a sinistra sulla Hwy 136, che poi più avanti diventa Hwy 190, diretta alla Death Valley.
Il paesaggio fin da subito diventa desertico (foto N° 179), che spettacolo! Ai nostri occhi si spalanca una distesa immensa e completamente arida. Dopo diversi km troviamo l’insegna del parco (foto N° 180). A differenza di molti parchi dove l’ingresso si paga ad un apposito casello con sbarra posto sul confine geografico del parco stesso, nella valle della morte la postazione dei Rangers si trova quasi nei pressi del Visitor Center, cioè molto più avanti. Ho letto che “Durante le ore più calde in estate la postazione dei Rangers è addirittura vuota, lasciando al buon senso un offerta libera (che solo noi italiani non diamo)”.
Normalmente comunque l’ingresso costerebbe 10 $ ad auto, con il pass valido per 7 giorni.
Procediamo per diversi km senza che ci sia nemmeno bisogno di accendere l’aria condizionata, tenendo solamente il finestrino leggermente abbassato. “Sarebbe questo il terribile caldo della Valle della Morte? Si, fa caldo, ma si arriverà a 30° al massimo!”
Quanto ci sbagliavamo…
Procedendo lungo la strada si arriva al Rainbow Canyon (foto N°181), dove per la prima volta scendiamo dall’auto. La foto purtroppo non rende giustizia alla vastità del canyon e dell’immenso panorama che si apre a 360°. Dev’essere bellissima questa zona con i colori del tramonto.
Risaliamo in auto con la temperatura che inizia a salire man mano che ci addentriamo nella vallata. Adesso tenere spenta l’aria condizionata è davvero impossibile. Il motivo per cui in questo parco si formano temperature elevatissime è facilmente spiegabile. Nella Valle della morte sorge il punto più basso di tutto l’emisfero nord, Badwater, che si trova a -86 slm, mentre tutto attorno gli alti picchi del Panamint Range, frutto dell’azione delle placche continentali (non a caso passa da qui la temuta Faglia di S. Andrea), superano i 3300 metri di altitudine. Basti pensare che Telescope Peak (3368 m), la vetta più alta del Panamint Range (parte ovest del parco), dista in linea d’aria dal suo opposto Badwater non più di 20 km. Il Mount Whitney, la più alta vetta degli USA (4418 metri), si trova invece a non più di 100km dal punto più depresso. Questa conformazione geologica scatena all’interno della valle un clima al limite della sopportazione fisica. Le fresche correnti oceaniche e della vicina Sierra Nevada non riescono a mitigare la temperatura a causa delle alte vette che circondano un po’ dappertutto la vallata. Le temperature medie estive sono tra i 40 e 50° e già a partire della primavera il termometro supera i 40°.
La strada è completamente deserta e si apre davanti a noi fin dove la vista può arrivare (foto N° 182). Quella striscia bianca che vedete prima delle montagne è il Lake Hill, un lungo bacino completamente asciutto. Questa zona mi sembra il luogo ideale dove scattare la foto che sogno di fare da una vita (foto N° 183). Certo l’asfalto è rovente, ma per pochi secondi si riesce a resistere e comunque ne valeva davvero la pena.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Agosto 2008, 18:16:56
Diverse miglia dopo arriviamo a Stovepipe Wells con le sue sand dunes (dune di sabbia, foto N° 184). Siamo esattamente a metà del parco, sia nel senso longitudinale che in quello latitudinale. Qua il deserto ha un aspetto più classico, forse come tutti lo immaginiamo. Poco più avanti si trova il Devil’s Corn Field (foto N° 185), dove troviamo tantissimi “ciuffi” di sterpaglia, tanto che sembrano quasi ornamentali. Scendiamo dall’auto per avvicinarci. La temperatura è pazzesca, ma tutti quei ciuffi ci stanno davvero simpatici. Prima di ripartire approfitto della sosta per registrare un video panoramico della zona mettendo come sottofondo musicale “I Get Around” dei Beach Boys…
Round round round......
I get around round........
Round......
Round......
Round......

Round round I get around
I get around
Yeah
Get around round round I get around

I get around driving up and down  the same old street
I got to find a new place where the kids are hip…

FAVOLOSA!!!

Ripartiamo ma ci fermiamo subito poco dopo perché devo realizzare un altro video spettacolare, cioè io che mi incammino lungo la strada desolata con la canzone “These boots are made for walking” come sottofondo (foto N° 186)…
You keep saying you got something for me
Something you call love but confess
You've been a'messin' where you shouldn't 've been a'messin'
And now someone else is getting all your best
Well, these boots are made for walking, and that's just what they'll do
One of these days these boots are gonna walk all over you

Are you ready, boots?
Start walkin'


SPETTACOLO!

A questo punto arriviamo ad un bivio, noi prendiamo la direzione a destra verso Furnace Creek (che è anche in direzione Las Vegas), mentre andando a sinistra si va allo Scotty’s Castle e a Ubehebe Crater (un immenso cratere vulcanico di 800 metri di diametro, possibilità di camminare lungo il bordo e di scendervi dentro). Mi spiace perdere queste zone, ma si trovano a più di 50 km in direziona opposta alla nostra. Molto interessante però la storia di questa specie di castello. Più che per la bellezza dell’edificio e del suo interno quello che maggiormente colpisce è infatti proprio la storia legata allo Scotty’s Castle. Walter Scott era un abile truffatore che aveva fatto le sue fortune facendo credere ad ignari acquirenti che negli attuali luoghi della Death Valley c’era dell’oro. Facendosi dare soldi per costruire fantomatiche miniere riuscì ad accumulare cifre davvero ingenti. Tra questi magnati pure un certo Mr. Johnson affidò alcuni averi al truffatore. Solo che un giorno Johnson decise di andare a vedere i luoghi del suo investimento scoprendo che in quella zona di oro non c’era alcuna traccia. Johnson era una persona con una malattia respiratoria cronica, una volta giunto in questi luoghi scoprì ben presto i benefici fisici del clima secco della valle, tanto da decidere di stanziarsi definitivamente nella Death Valley e facendo erigere questa sontuosa dimora.
Al posto di denunciare Walter Scott, il potente magnate, che era in parte guarito, decise di essere riconoscente con il truffatore concedergli un vitalizio, nonché l’eredità stessa dell’immobile di Scotty’s Castle. Walter Scott passò quindi da un gran delinquente ad una sorta di eroe positivo!
Dopo una ventina di km arriviamo a Furnace Creek. Qua si trova anche il visitor centre dove si dovrebbe pagare l’ingresso al parco (almeno credo), ma della postazione dei Rangers dove lasciare un’offerta noi non ne vediamo proprio traccia. Andiamo subito al Visitor centre per prendere qualche mappa e per andare in bagno. Mi lavo le mani e scopro che non esiste nessuna differenza tra l’acqua fredda e quella calda, entrambe sono ad una quarantina di gradi. “Hanno finito l’acqua fredda!”
Usciamo ed andiamo a Furnace Creek (-57m slm, foto N° 187 e 188). Questa è una sorta di oasi nel deserto, un  po’ secca per la verità, dove si trova un albergo, un campeggio (ovviamente chiuso in questo periodo), un campo da golf, piscina, etc. Ci fermiamo a pranzare all’ombra di una palma, ma uscire dall’auto per mangiare è davvero impossibile. Dobbiamo anzi tenerla accesa per far andare l’aria condizionata!
Subito dopo Furnace Creek c’è un bivio, noi teniamo la destra sull’Hwy 178 per raggiungere Badwater. Lungo il percorso, che dovremo comunque rifare per tornare indietro (25 km circa), ci sarebbe anche l’Artist Drive da percorrere, che purtroppo però è chiusa, non so per quale motivo. Questo è un percorso a senso unico (che in ogni caso faremmo al ritorno dato che poi sarebbe nella nostra direzione) che porta all’Artist’s Palette (tavolozza dell’artista), un meraviglioso piccolo anfiteatro di rocce colorate che assumono svariate colorazioni nei diversi momenti della giornata.
Poco dopo arriviamo al Devil’s Golf Course (foto N° 189), un percorso sterrato (e che quindi non facciamo) che porta nel bel mezzo del lago salato. Ancora pochi km ed arriviamo a Badwater. Come accennavo in precedenza, questa è la più grande depressione dell’emisfero nord e si trova a -86 slm. È un grande lago completamente in secca, a parte qualche piccola pozzanghera, dove tutto ciò che è rimasto sono i sali minerali che si sono depositati sul terreno quando si sono ritirate le acque (foto N° 190 e 191). Il riflesso del Sole qua è pazzesco. Per fortuna, come mi aveva consigliato Pippo, ho con me gli occhiali da sole, altrimenti non si riuscirebbe proprio a tenere gli occhi aperti. Questo grande bacino è completamente circondato dalle montagne ed è per questo che il caldo non riesce ad uscire ed anzi ristagna fino a raggiungere la temperatura attuale di circa 50°! Si può rimanere fuori dall’aria condizionata solo per pochi minuti, poi resistere penso diventi umanamente impossibile. È uno scenario indescrivibile.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Agosto 2008, 18:18:28
È vero che si è quasi sempre all’aria condizionata, ma in tutta la giornata berremo entrambi quasi un gallone d’acqua a testa. È consigliato di bere frequentemente perché la disidratazione può avvenire molto più facilmente di quello che si pensa e senza avvertirla subito. Noi comunque beviamo perché abbiamo davvero sete!
Ritorniamo al bivio di Furnace Creek dove adesso prendiamo l’altra direzione, sull’Hwy 190. Poco prima, ancora sull’Hwy 178, c’era anche un sentiero da fare a piedi che porta al Golden Canyon, ma farlo in questa stagione è improponibile. Ci sono comunque anche tanti altri percorsi nel parco da fare a piedi.
Siamo ora diretti a Zabriskie Point, celebre punto d’osservazione immortalato nell’omonimo film di Antonioni datato 1970. In quasi 40 anni l’erosione ed il vento hanno abbastanza modificato gli scenari (foto N° 192 e 193) confrontandoli con il film, ma la vista rimane sempre straordinaria con la polvere rocciosa color oro che assume colorazioni diverse ad ogni ora della giornata. Anche qua l’alba ed il tramonto devono essere splendidi.
Poco prima dell’uscita del parco, sull’Hwy 190, c’è uno svincolo verso destra che porta dopo una ventina di km di percorso a Dante’s View, l’unico punto panoramico della valle (1669m slm). E’ raggiungibile affrontando una strada parecchio in salita, con degli strappi finali davvero consistenti (15%). È consigliato spegnere l’aria condizionata per non affaticare troppo il motore e così facciamo. Una volta arrivati in alto la vista si apre all’infinito sotto di noi, indescrivibile. Dante’s View domina l’intera valle, sotto di noi c’è Badwater e l’immensa distesa salata di Devil's Golf Course, mentre di fronte si trova la grande catena montuosa di Panamint Range (foto N° 194). Il clima qua è decisamente migliore con il vento che spazza via l’afa. Siamo comunque sempre intorno ai 30°.
Cambio alla guida, è il turno di Enea. Ripercorriamo la strada dalla quale siamo venuti fino a rimetterci sulla Hwy 190 e poco dopo si arriva alla fine del parco.
“Grazie a Dio siamo usciti da questa valle della morte!” come disse uno dei superstiti dei 49rs che capitò in questo deserto durante il periodo della corsa all’oro e da cui prende il nome questo parco nazionale.
La temperatura rimane comunque sempre intorno ai 40° e la terra davvero arida. Saremo anche usciti dalla Death Valley ma non dal deserto e lungo il percorso si trovano centinaia di cactus. Alla Death Valley Junction la strada cambia di nome diventando Hwy 127. Poco dopo entriamo ufficialmente nel Nevada, portando a quota 7 il numero di Stati che abbiamo attraversato in America (comprendendo quelli dello scorso anno, ndr). Ci fermiamo a Pathrump per fare benzina (40$, 4,239 $ al gallone) e subito dopo imbocchiamo la Hwy 160 che ci porterà dritti a Las Vegas. Poco prima di arrivarvi troviamo lungo la strada un paese con centinaia di orribili case a schiera tutte uguali di una tristezza infinita, poi finalmente si iniziano a vedere in lontananza i mega resort. Siamo arrivati! La vista di questi enormi complessi mi carica l’entusiasmo a mille! È una cosa incredibile, un attimo prima sei nel deserto e poco dopo ti ritrovi in questa megalopoli costruita praticamente dal nulla e nella quale sono ricreate alcune delle città più belle al mondo. Ovviamente di autostrada non abbiamo speso nulla, chissà perché in Italia ci siamo abituati al fatto che per qualsiasi cosa si debba pagare.
Il nostro albergo è il Luxor, situato nel South Strip e costruito sul modello dell’antica città greca. Il Las Vegas Blvd nel tratto in cui sorgono tutti questi mega alberghi viene chiamato Strip, dividendosi in South, Center e North Strip. Arriviamo all’ingresso principale (foto N° 195, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/), dove si trova la sfinge accovacciata, ma qua c’è solo il “Valet parking”, cioè il parcheggio con posteggiatore. Allora facciamo il giro passando dal dietro dell’albergo sulla strada parallela ad ovest dello Strip, fino a trovare il parcheggio gratuito. Se i parcheggi “Valet” sono tutti segnalati in modo più che chiaro, quelli free invece non lo sono per nulla e la prima volta non è molto semplice trovarli. La temperatura esterna segna 42°, ma in questo parcheggio al coperto secondo me si arriva anche oltre i 50°! C’è un caldo allucinante ed insopportabile! Sono le 5 pm ed in totale oggi abbiamo percorso 403 miglia (645 km).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Agosto 2008, 18:18:55
Entriamo al Luxor da un ingresso sul retro percorrendo la passerella che sovrasta le belle piscine. Ho letto che questo albergo ha l’atrio più grande al mondo ed in effetti quando entriamo ci troviamo completamente spaesati. Siamo stanchi, carichi di valige ed in più dobbiamo orientarci in questa specie di labirinto per trovare il banco check in! Nell’atrio, come del resto in tutti gli altri alberghi, si trova l’enorme casinò pieno di tavoli da gioco e slot machine. Il suono emesso da queste è impressionante; ci sono centinai di persone che vi stanno giocando contemporaneamente facendo si che il rumore che emettono diventi un sottofondo costante che ricorda un grande organo. Avevo stampato una mappa del casinò per arrivare al banco check in, ma anche nella hall ci sono comunque diverse mappe. I casinò sono costruiti appositamente in modo da far perdere l’orientamento al cliente per far si che questo passi al suo interno il più tempo possibile e quindi farlo giocare. Per questo ci si sente così confusi e spaesati. In realtà, una volta capita la schematica con la quale sono costruiti, ci si riesce ad orientare anche entrando in posti dove ancora non si è mai stati, a parte il Caesars Palace che è davvero enorme e pieno di gallerie con negozi.
Avevo scelto questo albergo perché siccome non sono mai stato in Egitto mi attraevano molto la piramide egizia e la Sfinge. Inoltre è uno dei più economici ed al suo interno vi è la discoteca Lax, dove avevo in programma di andare domani sera. Gli alberghi in sé in settimana sono davvero economici, certo che però il prezzo comprende solo il pernottamento, qualsiasi cosa è a parte ed è soprattutto sul resto che vivono.
Sbrighiamo le formalità del check in, dove faccio aggiungere il WiFi in room (16 $ al giorno) e finalmente saliamo in camera. Per avere una camera con vista sullo Strip bisogna pagare un sovrapprezzo, ma secondo me è inutile, non ha davvero senso. Potrebbe essere una scelta motivata solo se si alloggia al Bellagio o in uno dei resort in quella zona, ma per me sarebbero comunque soldi sprecati. La camera è enorme e fantastica! (foto N° 196) Abbiamo due enormi letti King size e bagno con box doccia dove ci si potrebbe stare comodamente anche in quattro! In realtà la camera è molto più buia di come appare nella foto, per rispettare il tema della piramide. C’è anche la tv ovviamente, ma non avremo mai nemmeno un secondo di tempo per accenderla! Dal corridoio al nostro piano abbiamo pure un’ottima vista sulla zona della hall con i negozi (foto N° 197), favoloso! Dalla nostra finestra abbiamo invece la vista sul palazzo dorato del Mandalay Bay. Sono le 6 pm, io sono sempre più eccitato perché l’albergo è fantastico, mentre Enea continua a mostrarsi scettico sulla città perché completamente “finta”. Ma è quello il bello! In quale altro posto puoi trovarti in Egitto e 100 metri dopo a NY con vista in lontananza della Torre Eiffel? È favoloso!!! Inoltre è vero che è tutto quanto completamente finto, ma è tutto costruito in un modo incredibilmente perfetto!
Cambierà presto idea comunque, eccome se la cambierà!
Lui allora rimane in camera per fare la doccia, mentre io intanto vado in esplorazione nell’albergo e scatto un po’ di foto (foto N° 198, 199, 200). Presa confidenza con l’atrio esco dirigendomi verso il Mandalay Bay. Come avevo letto c’è pure un treno su binario sopraelevato che effettua il tragitto dall’Excalibur fino al Mandalay, passando dal Luxor. Se da fuori il palazzo dorato del Mandalay Bay non è che mi piaccia molto (foto N° 201), a parte il bel giardino con cascata dove dei novelli sposi stanno facendo il book fotografico, appena entro già mi piace molto di più. Mi sembra molto più elegante del Luxor e meno pacchiano. Mi ero prefissato di tornare entro le 7 pm dato che dobbiamo uscire presto, così percorro la galleria interna tra il Mandaly ed il Luxor, lungo la quale si trovano decine e decine di negozi (in pratica si potrebbe anche rimanere in città senza mai uscire alla luce del giorno!), ed arrivo puntuale in camera per prepararmi per la sfavillante serata in quel di Las Vegas!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 24 Agosto 2008, 12:11:11
Grande Luca. Mi stai facendo venire una nostalgia indescrivibile. Tutti i posti che stai descrivendo, come al solito in modo mirabile, mi fanno tornare alla mente momenti e luoghi indimenticabili.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 24 Agosto 2008, 14:40:45
Complimenti ancora!!

Cavolo non sapevo fosse cosi' cara la benzina sulla west coast, nel periodo delle tue vacanze quando c'e' stato il picco nel prezzo della benzina io l'avevo vista appena sotto ai 4 dollari massimo...e ora scesa di un buon 50 cents.

Cmq sento parlare benissimo di Las Vegas, non solo per la sua strip ma anche come citta' residenziale...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 24 Agosto 2008, 15:01:03
Deve essere un bel cambiamento passare dal deserto a Las Vegas  ;D

Las Vegas è un'altra città che mi piacerebbe visitare   :D

bellissime le foto  [smiley=thumbsup.gif]


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 25 Agosto 2008, 11:40:26
Luca come sempre il tuo racconto è bellissimo e super dettagliato, nn vedo l'ora di poter leggere il proseguo. Il momento in cui vi ha fermato il ranger mi ha tenuta col fiato sospeso e sono contenta che tutto sia andato per il meglio!  :)

Volevo inoltre ringraziarti ancora una volta per l'indirizzo internet che mi hai inoltrato per far richiesta della guida gratuita..... incredibile ma vero è giunto a casa mia in data 18 agosto un plico con all'interno la guida ufficiale ed autorizzata di  Las Vegas ed annessa ad essa guide  e mappe. Grazie ancora Luca  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 25 Agosto 2008, 17:46:53
Troppo gentili, come sempre  ;)
X Spino, sono davvero contento che il racconto ti faccia riaffiorare i ricordi tei tuoi viaggi in queste zone; mi è dispiaciuto molto per te che purtroppo il "viaggetto" che avevi in mente sia saltato... speriamo solo rimandandolo!

X Bob Dylan, hai ragione, purtroppo anche in USA nel periodo di luglio (con il petrolio al limite dei 150 $ al barile) il prezzo della benzine era quasi raddoppiato rispetto ad ottobre del 2007! Certo però che rispetto al prezzo al di stributore italiano, dove in quel periodo costava quasi 1,60 € al litro (!!!!!!!!) costava comunque meno della metà!!!! Mi sembra incredibile, è vero che noi abbiamo più passaggi durante il processo di vendita, ma raddoppiare il prezzo mi sembra sinceramente inqualificabile (le casse dello Stato comunque ringraziano)

X Fetentella, Las Vegas è assolutamente super, non può davvero mancare nei viaggi che uno fa! Tu sei già stata 2 volte a NY, ti consiglio davvero, se riuscirai di nuovo a tornare, di trascorrerci qualche giorno! Come vedi comunque non si spende molto in settimana e come ci ha detto KLM apriranno anche la tratta della fantastica virgin america NY-LV!

X Claudia, l'incontro coi rangers è stato da brividi... per fortuna ora posso ricordare il tutto con un sorriso sul volto...
La guida di LV ti consiglio davvero di studiartela per bene, è fatta benissimo, forse la migliore (sicuramente la più voluminosa  ;)) di tutte quelle che mi sono fatto inviare dai vari visitor center considerando anche le altre città.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 25 Agosto 2008, 21:12:17
Citazione
 

X Fetentella, Las Vegas è assolutamente super, non può davvero mancare nei viaggi che uno fa! Tu sei già stata 2 volte a NY, ti consiglio davvero, se riuscirai di nuovo a tornare, di trascorrerci qualche giorno! Come vedi comunque non si spende molto in settimana e come ci ha detto KLM apriranno anche la tratta della fantastica virgin america NY-LV!

 

Oltre a vederla,se non fossi già sposata,mi ci sposerei  ;D deve essere veramente suggestivo il matrimonio nelle "chiesette" aperte 24 ore su 24....solo io e lui...che romantica che sono :D forse si possono rinnovare i voti di matrimonio se uno è già sposato boh!!!  :-?

sto andando off topic  ;D





Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 25 Agosto 2008, 22:19:57
Incredibile.....prima eri tra le montagne i laghi e le foreste del big foot, poi nel deserto e nella desolazione più assoluta, e dal nulla nella città più luminosa al mondo!!!! Senza parole davvero sono rimasto... :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 26 Agosto 2008, 22:32:38
ho letto tutto d'un fiato il tuo racconto...e come sempre non ho parole sufficienti per dirti quanto lo trovo bello!poi ci si mettono questi scenari fantastici...diventa tutto ancora piu bello
grande luca...aspetto il continuo!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 27 Agosto 2008, 17:54:33
Citazione

X Bob Dylan, hai ragione, purtroppo anche in USA nel periodo di luglio (con il petrolio al limite dei 150 $ al barile) il prezzo della benzine era quasi raddoppiato rispetto ad ottobre del 2007! Certo però che rispetto al prezzo al di stributore italiano, dove in quel periodo costava quasi 1,60 € al litro (!!!!!!!!) costava comunque meno della metà!!!! Mi sembra incredibile, è vero che noi abbiamo più passaggi durante il processo di vendita, ma raddoppiare il prezzo mi sembra sinceramente inqualificabile (le casse dello Stato comunque ringraziano)

Hai ragione, cmq qui negli USA alla fine spendo gli stessi soldi, se non di piu' in benzina (ho un auto che fa 12 km con un litro), le distanze che percorro quotidianamente sono ben maggiori, anche solo per fare la spesa devo farmi 15 miles andata e ritorno, per prendere l'autostrada sono 10, da noi e tutto piu' localizzato e vicino. il sabato sera quando esco mi faccio 80 miles andata e ritorno, ed e' poi solo la prossima cittadina a Nord della mia.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 08:15:07
Come sempre troppo gentili, grazie mille a tutti.

X BobDylan, hai ragione, è che in America gli spazi sono praticamente infiniti! Spero almeno che attraversi dei bei paesaggi durante i tuoi spostamenti! (anche se fores dopo un po' che ci vivi del paesaggio te ne freghi e vorresti essere più vicino!)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 08:15:41
Nonostante anche oggi abbiamo percorso pochissima strada a piedi la mia caviglia continua a rimanere gonfia, brutto segnale davvero. Anche quella di Enea si sta gonfiando sempre più. Purtroppo come al solito abbiamo esagerato nel percorrere tutta quella marea di km a piedi nei primi giorni di vacanza. Sarebbe stato meglio prendere qualche volta in più l’autobus a San Francisco, ma quando sei su un mezzo di trasporto non vivi la città nello stesso modo che girandola con le tue gambe.
Faccio una doccia meravigliosa ed alle 8 pm siamo pronti per uscire. Indosso il vestito gessato blu, camicia nera a costine e cravattino nero sottile; finalmente si rincomincia con il look che avevamo lo scorso anno a NY. Anche Enea è in giacca e cravatta con un abito scuro. Mettiamo l’acqua in “frigo”, cioè sulla bocchetta del ventil-convettore della nostra camera, ed usciamo. Il principale dispendio di energia elettrica in città penso sia proprio quello per il condizionamento, ancor più che per l’illuminazione. È impossibile vivere in questa città senza aria condizionata, anzi, è proprio una città da vivere al chiuso, che tu sia in un qualche resort o in macchina per spostarti da un posto all’altro. Se consideriamo che questi alberghi sono davvero enormi e che il condizionamento funziona costantemente 24 ore al giorno fino all’autunno inoltrato (ma magari è in funzione anche in quel periodo anche se le temperature non lo renderebbero necessario!), il consumo di energia è mostruosamente incalcolabile!
Ceniamo nel buffet del nostro albergo per risparmiare tempo. A Las Vegas i pasti si fanno nei buffet degli alberghi, non importa dove si alloggia, ci si può spostare da un albergo all’altro. Il buffet al Luxor costa 23 $ a testa. Su internet si trovano le liste con i prezzi dei buffet di tutti gli alberghi, Pippo l’aveva pure postata sul forum. In linea di massima comunque più un albergo è costo e più lo è anche il suo buffet. I pranzi costano in genere 7-8 Dollari in meno rispetto alle cene. Ovviamente in città ci sono anche posti in cui è possibile spendere meno, dove vanno i locali, ma per chi rimane pochi giorni come noi è un’inutile perdita di tempo, che infondo è il bene più prezioso.
Per prima cosa si arriva alla cassa dove si paga, quindi arriva un cameriere che ti accompagna al tavolo e chiede cosa si vuole da bere. Pippo consigliava di prendere la Coca Cola in quanto l’acqua qua è piuttosto schifosa e priva di sali minerali, ma non ho voglia di roba gasata e mi faccio portare l’acqua comunque. Beh, Pippo aveva proprio ragione! Va giù liscia senza nemmeno accorgersene ma ti rimane oltretutto un vago sapore di cloro davvero pessimo. Quando il cameriere vede che stai per terminare il bicchiere passa e te lo riempie. Tutte le altre volte prenderò sempre la Sprite. Per il cibo ci sono dei lunghissimi banconi tutto a self service, dove si prende tutto quello che uno vuole tutte le volte che si vuole. Io che sono un po’ magrolino di natura, ho pure la tendenza nei viaggi a perdere qualche chilo dato che dormiamo sempre poco e facciamo un sacco di strada a piedi, così tento subito un recupero di ciò che ho perduto fin ora ingozzandomi fino a sentire lo stomaco scoppiare! Prendo spaghetti (abbastanza buoni), carne, purè, dolci e frutta, Enea va un po’ più leggero con salmone, verdure e roba tipo messicana che a me disgusta già nel vederla. Ci alziamo da tavola finalmente pronti per tuffarci nella notte di Las Vegas!
Uscire dall’aria condizionata per andare nel parcheggio è una botta di calore incredibile! Rispetto al giorno si è un po’ rinfrescato, ma siamo comunque sempre intorno ai 35-36°!
Saliamo in auto immettendoci sullo Strip in direzione nord. Beh, è davvero fantastico! È praticamente una Times Square gigante, piena di luci, colori e con tantissimo traffico. Una bella fila di palme è posta nel mezzo della carreggiata per separare i sensi di marcia. Realizziamo un video mettendo come colonna sonora “Battle Royale” dei Does it offend you, yeah? (http://www.myspace.com/doesitoffendyou se volete sentirvi qualcosa, anche se temo che non piaceranno praticamente a nessuno) che per l’occasione è davvero perfetta. Peccato solo che a causa del traffico praticamente siamo sempre fermi nonostante ci siano 3/4 corsie per senso di marcia. La nostra piramide di sera è davvero fantastica! (foto N° 202, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/) Sulla punta c’è un faro di cui ho letto è uno dei più potenti al mondo ed il suo fascio luminoso, orientato verso l’alto, è visibile pure dallo spazio! Va beh, questa mi sembra un po’ pretenziosa come affermazione, ma la luce è sicuramente bella intensa. Uno alla volta ci scorrono davanti tutti gli alberghi, l’Excalibur (il castello delle favole, l’unico che davvero non mi piace per niente) poi, citando solo quelli che più mi piacciono, il New York New York (con la Statua della Libertà, l’Empire State Building, il Chrysler Building, il Brooklyn Bridge, fantastico!), MGM Grand, il Paris (Foto N° 203), il Bellagio (dove arriviamo giusto mentre è in scena il grandioso spettacolo delle fontane danzanti, favoloso! Foto N° 204), ed infine il Caesars Palace, dove avemmo trascorso la serata (foto N° 205). Se già Las Vegas mi aveva conquistato con quel poco che avevo visto sotto la luce del Sole, la sua versione notturna è davvero grandiosa, niente è paragonabile a lei. Anche qua trovare il parcheggio gratuito non è semplice in quanto segnalato malissimo ma, dopo averci girato intorno un paio di volte, finalmente lo troviamo. Il Luxor da qua disterà circa 1,5 km, ma farsela a piedi è improponibile, arriveremmo in discoteca completamente fradici di sudore. Discorso diverso se si esce giusto con l’intento di fare un giro lungo lo Strip, magari per vedere le fontane del Bellagio ed entrare giusto in qualche albergo, in questo caso allora senza la macchina si è pure più liberi.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 08:16:09
Il parcheggio è un’enorme struttura su più piani con un caldo atroce, soffitto bassissimo (tanto che ho sempre la sensazione di toccare con il tettuccio della macchina!) ed inoltre è anche già bello pieno. Troviamo finalmente posto ed entriamo nel favoloso Caesars Palace. Se la mia considerazione sul Luxor già era scesa entrando al Mandalay Bay ora scende definitivamente. Il nostro albergo insomma è perfetto giusto per spendere poco (intendiamoci però, è comunque perfetto!), ma è davvero molto pacchiano, mentre il Caesars Palace è maestoso, sfarzoso e molto più elegante, con statue, capitelli, fontane ed affreschi ai soffitti che riconducono all’antica Roma; incredibile! In alcune gallerie il soffitto è dipinto in modo da riprodurre il cielo (scopriremo il giorno successivo che questo è stato fatto anche in altri alberghi) ed ho letto che l’intensità della luce e dell’azzurro varia in modo da riprodurre l'alba, il giorno, il tramonto e la notte in un ciclo di tre ore; succede solo a Las Vegas! (foto N° 206)
La nostra intenzione era quella di trascorrere la serata nella discoteca del Caesars Palace, il Pure (http://www.myspace.com/purelv - http://www.purethenightclub.com/ - http://www.purelv.com/).
Ci sono diverse indicazioni all’interno del complesso, ma prima di riuscire a trovarlo ci mettiamo non poco tempo dato che questo più che un casinò è un vero e proprio labirinto! Nel nostro girovagare incrociamo un paio di PR che ci danno l’ingresso omaggio, perfetto! Avevo fatto la lista per entrare, ma se non si doveva neppure pagare era sicuramente meglio!
Per le liste a Las Vegas diciamo che è un gran “casino”, nel senso che ci sono decine e decine di siti che le propongono; ne segnalo qualcuno interessante:
http://www.travelnice.com/free-vip-las-vegas-guest-list.html
http://las-vegas.travelnice.com/results.html
In questi due vengono segnati tutti i locali aperti nella serata che selezionate, per cui sono davvero molto utili.
http://vegas.napkinnights.com/events/index.php?gl=1
http://www.clubvibes.com/guestlist/?city=36
http://www.vegas.com/nightlife/
In genere ogni lista propone locali diversi. Io per stasera però avevo utilizzato www.clubzone.com
La scelta dei locali a LV è talmente ampia che bisogna leggere e studiarsi un bel po’ di cose prima di incominciare ad orientarsi almeno un pochino. Inoltre la cosa più difficile, come in tutte le città  Usa, è sapere quando c’è la serata “giusta”. Credetemi però, io di ricerche ne avevo fatte davvero parecchie ed ero praticamente certo che il Pure (che tra l’altro anche Pippo mi aveva consigliato) per stasera fosse il Top. Mi ero comunque messo in lista in diversi altri locali, tra cui lo Studio 54 all’MGM Grand, il Tao al Venetian ed  il Coyote Ugly al New York New York (http://www.coyoteuglysaloon.com/vegas/). Arriviamo al Pure alle 10.40 pm circa. I siti consigliano di arrivare entro le 11 e considerando la fila che già c’è ora abbiamo fatto davvero bene ad arrivare anche un po’ prima. I tavoli da gioco arrivano praticamente fin all’ingresso, affollati da un sacco di gente intrattenuta dalle sexy croupier in canottiera argento luccicante. E ci sono anche le cubiste! Naturalmente mezze svestite…
La fila dei biglietti omaggio è troppo lunga ed inoltre ci sembra anche che non facciano entrare nessuno, così ci mettiamo in quella delle liste. Quando arriva il nostro turno dico che siamo nella clubzone list, ma il buttafuori, nero ovviamente, dice che il mio nome non è sulla lista! Fa anche controllare a me, ma effettivamente il nome non c’è, maledetta clubzone! Ad ogni modo sembra un ragazzo gentile ed accomodante, nulla a che vedere con gli arroganti buttafuori di NY. Ci chiede fino a quando rimaniamo a LV e dico che domani è l’ultima sera (cioè che è la nostra sola possibilità di entrare al Pure, dato che domani è chiuso). Passano 5 minuti durante i quali fa entrare altra gente, così gli chiedo se ci consiglia di entrare dall’ingresso dove ci sono i biglietti omaggio. “Aspetta un attimo” dice e dopo poco mostriamo la Carta d’Identità (avevamo anche il Passaporto ma non è stato necessario mostrarlo) e ci fa entrare, a gratis! Questo perché il Pure, come tutti i locali di un certo livello a NY, è pieno di tavoli e normalmente la gente entra comprando delle bottiglie. L’ingresso a pagamento come nelle discoteche italiane non esiste. Il locale è un po’ più grande rispetto gli standard Newyorkesi, ma lo stile è sempre quello (foto N° 207). Non c’è tanta gente ancora, ma in breve si riempirà per bene. Tra i ragazzi siamo decisamente i più eleganti, a parte i buttafuori c’è solamente un altro gruppo di ragazzi vestiti in giacca e cravatta come noi. Per il resto il livello di eleganza rimane piuttosto basso. Le ragazze invece sono tutte o quasi vestite bene, anche se poi però magari abbinano l’abito con le infradito, davvero una mancanza di stile. Non che sia un problema per me, anzi non mi interessa proprio, ma di sicuro una che vive a Manhattan non lo farebbe mai. Il posto mi piace subito molto, ci sono un sacco di belle ragazze e sono proprio di buon umore. Ho notato che qua (e più avanti anche a Los Angeles) la gente non dice “How you doing?” quando incontrano qualcuno, qua dicono “How’s going?” o “What’s up?” (questo più a LA forse). Lo dico a diverse ragazze e l’effetto della mia domanda mi fa venire in mente quando in “Friends” Joey chiede alla ragazza di turno “Come ti va…”
Mi rispondono sempre molto gentili, sorridenti e felici, anche se “inspiegabilmente” non cadono immediatamente ai miei piedi come succede invece a Joey…


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 08:16:38
Gli Americani comunque hanno “tattiche” diverse dalle nostre per “agganciare” le ragazze. Di solito arrivano alle loro spalle, mettono le mani sui loro fianchi e si lanciano quindi in balli davvero moltoooo “hot”, con movimenti del bacino a strettissimo contatto… A Los Angeles questa cosa poi è davvero incredibile! Diverse ragazze non si girano nemmeno quando vengono avvinghiate, semplicemente si mettono a ballare con chi le stringe. E comunque chiunque balla con chiunque, il rifiuto non esiste. Capita così di vedere ragazzi tutto sommato bruttini con ragazze simil modelle… Io però mi devo ancora abituare a questo tipo di approccio, non sono ancora pronto…
Il Power Suit comunque non sembra avere lo stesso “potere” che aveva avuto lo scorso Ottobre a NY. Ci metterò un po’ di tempo a capire questa cosa, ma nei mesi estivi, quelli del turismo di massa quindi, il “livello” della gente si abbassa molto (a NY in particolar modo) e per i presenti essere in maglietta o in giacca e cravatta non fa nessuna differenza. Anzi, per la maggior parte della gente è normale essere in maglietta (anche se in teoria ci sarebbe il dress code all’ingresso), il vestito lo indossa solo chi lavora nel locale. Inoltre se a NY c’è comunque un turismo più Europeo, qua a LV arrivano anche migliaia di persone dai più sperduti Stati americani e molti magari non l’avevano mai nemmeno visto uno in cravatta! Enea poi, che normalmente quando siamo fermi sta sempre spalle al muro ed anche quando siamo in pista è sempre comunque abbastanza statico, viene scambiato più volte per uno che lavora al Pure! I ragazzi normalmente gli chiedono “Lavori qui?” mentre le ragazze cercano sempre il bagno. Quando Enea risponde che non sa dove sia, le ragazze rimangono sempre imbarazzate per la loro domanda.
Bella anche la musica se consideriamo che in America nei locali carini mettono di solito rap e hip hop che a me proprio non piacciono. Tra le canzoni che conosco ci sono “Pieces of me” (Britney Spears), “The way I are (Timbeland), 4 minuts (Madonna, con questa la gente “esplode!”), Don’t Cha (Pussycat Dolls), Umbrella e Don’t stop the music (Rihanna), Bleading love (Leona Lewis), American Boy (Kayne West) ed un fantastico remix di “Like a prayer” di Madonna (dove la gente esplode di nuovo!). Del famoso Vegas-Style comunque nessuna traccia, questo potrebbe benissimo essere un club di NY. Mi piace veramente molto, ma immaginavo qualcosa di più “pazzo”. Insomma per me Las Vegas è per gli Americani un po’ quello che per noi Europei è Ibiza, con la differenza però che i club di Ibiza sono realmente incredibilmente “pazzi” oltre che davvero enormi. Chi c’è stato mi capirà, chi invece non c’è mai andato purtroppo si è perso un posto unico al mondo.
Il locale è collegato internamente con il Pussycat Dolls Lounge, privè di proprietà dell’omonimo gruppo pop e davvero molto chic. Dalla vetrata riusciamo a vedere un palco sul quale si esibiscono in un balletto delle ragazze, probabile che sia uno spettacolo del “Cercasi la nuova Pussycat Dolls”, in Italia trasmesso da MTV, anche se non l’ho mai guardato (ed ora me ne pento!). Preso da una momentanea euforia sulle Pussycat Dolls ad un certo punto mi sembra pure di vedere una di loro che mi passa a fianco, tra l’altro l’unica di cui mi ricordo. Ci metterò un po’ per convincermi che in realtà non è lei veramente ma solo una che le somiglia molto. Il lounge ad una certa ora viene poi aperto a tutti. Verso l’1 am la musica si interrompe e dalla consolle del DJ un rapper (evidentemente famoso in America visto che tutti lo acclamano) canta un paio di pezzi live. Tutti sono esaltati, a me invece fa solo schifo.
Più o meno verso le 2 am il Pussycat Dolls lounge e la terrazza panoramica che si trova su da un paio di rampe di scale vengono aperte a tutti. La terrazza è fantastica ed enorme; da qua si ha una fantastica vista dello Strip e degli alberghi nelle vicinanze, in particolare sul Paris (foto N° 208).
Ritorniamo giù e chi mi vedo passare a fianco? Mike Tyson con i suoi tatuaggi sulla faccia!!! E stavolta non si tratta di sosia, è veramente lui! Istintivamente mi si stampa il sorriso sul volto, vedertelo a fianco è incredibile! Diversi ragazzi gli danno una pacca sulla spalla salutandolo come un vecchio amico, io invece preferisco stargli alla larga, metti che gli girino i due minuti e questo è capace di massacrarti in due secondi! Me lo aspettavo più alto a dir la verità, invece sarà all’incirca 175 cm, mentre il ritiro dall’attività l’ha fatto ingrassare a dismisura ed ha un culone enorme! Sembra un elefante! Una volta tornato a casa in Italia ho letto un articolo in cui c’era scritto che il buon Mike e Paris Hilton avevano tenuto a battesimo un nuovo locale aperto all’Hard Rock solo una decina di giorni dopo che noi eravamo partiti da LV! Sembra infatti che Mike e Paris siano diventati i personaggi ideali da avere come ospiti all’inaugurazione di un nuovo locale e che portino bene. Bravo Mike insomma, di sicuro la gente lo ama ed è simpatico vedertelo a fianco.  
Alle 2.30 am, quando diversa gente se n’è ormai già andata, usciamo. Facciamo un altro giro del favoloso Caesars Palace uscendo anche sullo Strip, poi ritorniamo in auto e quindi al Luxor.
Sono già le 4 am quando ci sdraiamo sui rispettivi king size bed, stanchissimi, ma con le mille luci di Las Vegas ancora negli occhi.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 28 Agosto 2008, 09:54:36
Non ci posso credere Luca, hai visto da vicino Tyson! E' sempre stato uno dei miei idoli, a te non è scappata neanche una foto?
Caruccia la terrazza sulla Strip eh?!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 28 Agosto 2008, 10:49:47
Wow sieti riusciti ad entrare gratuitamente in discoteca.... che fortuna!!!!
Anch'io se avessi visto Tyson avrei avuto la tua stessa reazione.... nn si può mai sapere con un tipo del genere  ;D
Luca volevo chiederti due info:
il personale all'interno del Luxor parla anche italiano? Ed inoltre volevo chiederti se avete usufruito delle piscine del Luxor e quindi se vi hanno dato una card o qualcosa del genere per potervi accedere.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 14:08:35
Citazione
Non ci posso credere Luca, hai visto da vicino Tyson! E' sempre stato uno dei miei idoli, a te non è scappata neanche una foto?
Caruccia la terrazza sulla Strip eh?!!!
Sì, sì, grande Tyson! E' uno di quei personaggi come Gascogne ai quali è impossibile non affezionarsi! Niente foto però, metti che si inc....  nella migliore delle ipotesi mi stacca un orecchio  ;D (Holyfield però ne sa qualcosa...)
La terrazza del Pure sullo Stip è qualcosa di sensazionale! Fantastica!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 14:14:25
Citazione
il personale all'interno del Luxor parla anche italiano? Ed inoltre volevo chiederti se avete usufruito delle piscine del Luxor e quindi se vi hanno dato una card o qualcosa del genere per potervi accedere.
Se il personale parla italiano a dir la verità non l'ho verificato, ma ci sono addetti di un po' tutte le provenienze quindi qualcuno si potrebbe pure provare. Di sicuro ispanici ce ne sono, quindi male che vada c'è anche lo spagnolo. Comunque qua forse sono anora più abituati che a NY ai turisti stranieri, quindi ti garantisco che di problemi con la lingua non ce ne sono sicuramente.
Sono stato anche in piscina, nel prossimo pezzo del racconto, dove narrerò del secondo giorno a LV ci arrivo e metto pure qualche foto. Per entrarvi bisogna mostrare la tessera badge della camera che serve per aprire la porta. Funziona così in tutti gli alberghi, quindi purtroppo si può entrare esclusivamente nella piscina di dove alloggi. C'è inoltre a fianco la piscina un gabbiottto dove ti danno il telo per sdraiarti e che poi bisogna lascaire in una apposita cassetta in prossimità dell'uscita.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 28 Agosto 2008, 15:31:25
Citazione
Citazione
il personale all'interno del Luxor parla anche italiano? Ed inoltre volevo chiederti se avete usufruito delle piscine del Luxor e quindi se vi hanno dato una card o qualcosa del genere per potervi accedere.
Se il personale parla italiano a dir la verità non l'ho verificato, ma ci sono addetti di un po' tutte le provenienze quindi qualcuno si potrebbe pure provare. Di sicuro ispanici ce ne sono, quindi male che vada c'è anche lo spagnolo. Comunque qua forse sono anora più abituati che a NY ai turisti stranieri, quindi ti garantisco che di problemi con la lingua non ce ne sono sicuramente.
Sono stato anche in piscina, nel prossimo pezzo del racconto, dove narrerò del secondo giorno a LV ci arrivo e metto pure qualche foto. Per entrarvi bisogna mostrare la tessera badge della camera che serve per aprire la porta. Funziona così in tutti gli alberghi, quindi purtroppo si può entrare esclusivamente nella piscina di dove alloggi. C'è inoltre a fianco la piscina un gabbiottto dove ti danno il telo per sdraiarti e che poi bisogna lascaire in una apposita cassetta in prossimità dell'uscita.

Grazie mille Luca per le info e scusami se ho richiesto delle info che poi avresti illustrato in seguito con il tuo racconto... sorry   :-[


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 28 Agosto 2008, 15:59:31
Citazione
Grazie mille Luca per le info e scusami se ho richiesto delle info che poi avresti illustrato in seguito con il tuo racconto... sorry   :-[
Non ti preoccupare, nessun problema  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 29 Agosto 2008, 08:43:19
Cavolo Luca.. devo avere un po' il tempo di riprendere il tuo racconto, io sono rimasta a leggere l'utlimo giorno di San Francisco!!!
 :-[


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 08:21:30
09/07/2008 Mercoledì.
Sveglia alle 9.30 am, mai ci eravamo svegliati così tardi in America, anche se in realtà le ore di sonno non sono poi state molte. Colazione con qualche biscotto che ancora ci rimaneva, poi ci prepariamo per uscire.
“Che dici, mi metto la maglia Polizei o sarà eccessiva?” dico chiedendo consiglio ad Enea.
“Beh, siamo a Las Vegas, non penso che ci sia qualcosa di eccessivo…”
“Hai ragione, Polizei sia!”
Mi infilo allora la mia maglietta-ricordo di Berlino, verde e con la scritta “POLIZEI” bianca sul petto, spettacolare! Diverse persone durante la giornata mi fermeranno facendo battute sul mio status di poliziotto e comunque sorridendo non appena mi vedono, un vero successo!
L’unica cosa che continua ad andare male è la condizione delle nostre caviglie. Purtroppo sia io che Enea abbiamo la caviglia sinistra sempre gonfia nonostante negli ultimi due giorni abbiamo camminato pochissimo; decidiamo così che saremmo andati in farmacia a prendere una crema.
Usciamo dalla camera scendendo nella hall, dove c’è già un sacco di gente impegnata al gioco. È incredibile, pure quando sei al bar magari per fare colazione puoi giocare visto che ci sono i video-poker incastonati nel bancone!
Usciamo. Il programma della giornata prevedere di visitate tutti gli alberghi, o almeno i principali. Ci incamminiamo dunque sullo Strip in direzione nord. La prima foto della giornata la faccio alla sfinge accovacciata del nostro albergo (foto N° 209, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/). Questo è l’ingresso principale, nonché dove si trovano i posteggiatori per il valet parking. Il primo albergo che incontriamo nel nostro cammino è l’Excalibur (foto N° 210), anche se questo mi fa talmente schifo che non vi entriamo neppure. Insomma va bene la maestosità e tutto il resto, ma questo mi sembra vada un po’ troppo oltre anche per LV. Davvero troppo pacchiano, scatto una foto giusto per dovere di cronaca. Quel percorso sopraelevato che vedete sono i binari del treno-navetta che da qua arriva fino al Mandalay Bay.
Subito dopo si trova il New York New York (foto N° 211), con la ricostruzione della Statua della Libertà, dell’Empire State Building, del Chrysler Building e persino delle giostre di Coney Island (il binario rosso nella foto sono le montagne russe!). Ovviamente qua entriamo! Al suo interno sono ricreate le stradine di Soho, di Little Italy e di altre zone Newyorkesy, sembra davvero di essere a Manhattan!!! (foto N° 212). Davvero stupendo! Io ne sono davvero entusiasta ed anche Enea, che prima di partire era molto scettico su questa città, incomincia a mostrare i primi segni di apprezzamento (con ancora negli occhi la serata precedente, ovvio!). Passiamo davanti anche al Coyote Ugly, ovviamente chiuso a quest’ora. Ho letto inoltre che al bar in Times square ogni sera a mezzanotte c’è lo spettacolo della celebre palla che viene aperta nella location originale per il capodanno!
Usciamo e scatto altre foto da angolazioni diverse, con i particolari del Brooklyn bridge (foto N° 213) e della Statua delle Libertà con Ellis Island (foto N° 214). Davvero stupendo, un capolavoro di ingegno ed architettura!
Subito di fronte, attraversato lo Strip, si trova l’MGM Grand (foto N° 215), con il gigantesco leone dorato all’ingresso. Al suo interno c’è lo Studio 54, ricostruzione del leggendario locale Newyorkese. Usciamo attraversando lo Strip sulla passerella soprelevata per tornare dal lato del New York New York, quando mi passa davanti una stangona bionda, capello lungo e fluente, cappello da cow-boy in testa, short cortissimi ed aderenti e stiva lazzi, sembra proprio Daisy Duke di Hazard! (ricordate il fantastico telefilm con i cugini Bo and Luke ed il Generale Lee?).
Proprio una bella Texana con fiocchi penso tra me e me!
Vedendomi mi dice qualcosa, anche se in maniera totalmente incomprensibile. Così, vedendomi perplesso, stavolta mi dice in inglese “Pensavo fossi Tedesco (come lei, ndr) con quella maglietta… Ma sei davvero un poliziotto?!?”
“No… certo che no, l’ho presa quando siamo andati in vacanza a Berlino…” rispondo in Inglese.
Quando però scopre che veniamo dall’Italia si mette pure a parlare in Italiano, di cui oltretutto ha una buona conoscenza!
“Lo parlo perché il mio ex ragazzo era Italiano… io sono di Colonia, sto qua a LV qualche giorno poi vado in Florida…”
“Ma sei qui da sola? Pensa che io ero sicurissimo che fossi Texana!”
“Si sono sola. Sono venuta qua a LV per fare shopping, solo che il mio ragazzo si annoia a portarmi in giro per negozi ed allora sono venuta da sola…”
“Beh, io ti accompagnerei più che volentieri…”
“Davvero?!? Speravo tanto me lo chiedessi!!! Poi dopo magari se ti va possiamo andare nel tuo albergo a giocare alla ladra e al poliziotto…”


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 08:22:48
Eh si, sarebbe stato davvero bello se la conversazione avesse preso realmente questo risvolto…
Mi spiace deludervi ma in realtà rimaniamo a fare due chiacchiere per una decina di minuti, poi ognuno va per la sua strada.
Davvero grande comunque la maglietta “POLIZEI”!!!
Il prossimo in cui entriamo è il Mirage, dove nel suo atrio è ricreata una foresta pluviale, con l’habitat di una tigre reale albina ed un vulcano alto 30 m che erutta ogni 15 minuti dalle 19 a mezzanotte (che però purtroppo non vedremo). La foresta tutto sommato è un po’ una scemenza, sembra più un posto fatato tipo il bosco dei 7 nani (foto N° 216), ma è divertente perché è pieno di animali finti che si muovono, tipo pappagalli, farfallone giganti e serpenti (spettacolari questi!). La gabbia delle tigri è invece una vera crudeltà!!! È una recinzione in vetro dentro la quale è ricostruita una piccola montagna con cascata, etc., ma le tigri, talmente abituate a stare in cattività, in uno spazio così limitato e sempre costantemente sotto gli occhi della gente, più che dei felini della savana sembrano diventati dei gattoni d’appartamento! (foto N° 217). Che tristezza, è una vera crudeltà!
Passiamo ora al Montecarlo (foto N° 218). Dall’esterno sembra molto carino ed elegante, in realtà internamente non è niente di particolare, c’è solamente il solito casinò. È soltanto mezzogiorno, ma decidiamo di approfittare del buffet di questo albergo dato che il prezzo è piuttosto economico (15 $). Come la sera precedente ci abbuffiamo fino a scoppiare di pasta, carne, dolci e frutta.
Terminato il mega-pranzo usciamo trovando subito nelle vicinanze una farmacia (CVS pharmacy). Ovviamente, come in tutte le farmacie americane, non hanno solamente medicinali in vendita, ma anche abbigliamento, alimentari e tantissime altre cose. Cerchiamo una pomata antinfiammatoria adatta per le nostre malandata caviglie, ne troviamo circa una decina di diversi tipi, tutte con cortisone! È la solita storia, qua in America anche per il sintomo più leggero le cura è sempre veramente aggressiva. In mancanza di alternative ne prendiamo dunque una, anche se non siamo  proprio al colmo della gioia per la bomba che ci dovremo spalmare.
Un po’ dappertutto ma in particolar modo sui marciapiedi di questa zona si trovano dei tipi, di solito in gruppi da 3/4 persone, che come ti avvicini a loro ti allungano, praticamente obbligandoti a prenderli, dei biglietti pubblicitari sui quali sono stampate le foto di tante ragazze seminude. Ad ogni gruppo che incontriamo praticamente mi ritrovo sempre in mano una ventina di figurine di ragazze… proprio una bella collezione del porno di Las Vegas! Non so dirvi poi che tipo di “prestazioni” offrano queste ragazze (che di sicuro comunque non sono quelle ritratte nella foto…), comunque c’è scritto il “prezzo” ed un numero da chiamare. Dopo la chiamata in una ventina di minuti dovrebbero raggiungerti in camera. Probabile che si limitino allo strip (salvo compenso extra…), non credo che la prostituzione sia legale nemmeno a Las Vegas.
In questo tratto dello Strip stanno costruendo diversi nuovi alberghi, probabilmente nel giro di un annetto saranno terminati. Si perché qua tutto si rinnova molto velocemente, quando un albergo non va più di moda semplicemente lo si demolisce e ci si costruisce sopra di nuovo!
Entriamo a questo punto al Planet Hollywood ma non ci sembra nulla di particolare, è solamente un casinò come tanti. È incredibile comunque come la gente si accanisce nel gioco. Sia io che Enea non siamo per nulla interessati in quanto proprio non ci piace, ma di sicuro questi esagerano! Le donne che lavorano nei casino poi sono incredibili. Molte ovviamente sono in abbigliamento sexy per attrarre il cliente, ma la particolarità che le accomuna praticamente tutte è il silicone! Credo che siano veramente poche a non aver fatto il ritocchino, non solo al seno ma alla “carrozzeria” in generale. Ed in effetti ci sono molte sessantenni che dimostrano 30 anni!
Chi nasce a Las Vegas comunque sa già fin dal principio cosa farà nella vita, lavorerà all’intero di un qualche casinò!
A fianco del Planet Hollywood si trova anche il Miracole Mile, cioè una lunga e bellissima galleria con cielo azzurro, pavimento lucido e con centinaia di negozi. Io mi fermo da H&M dove compro un paio di pantaloni corti in saldo a 10,78 $. Anche in Nevada ci sono le tasse sull’abbigliamento che corrispondono al 7,8% dell’imponibile, inferiori quindi a quelle applicate in California (8,5 %).
Arriviamo ora nel tratto dello Strip più elegante e che più mi piace, dove i primi resort che incontriamo sono il Bellagio ed il Paris. Il Bellagio è una grande ricostruzione di un paesino sul lago di Como, con graziose casette affacciate lungo la riva del lago proprio come nell’originale (foto N° 219 e 220), favoloso!!! Penso ci sia più acqua qua dentro che in tutto il deserto del Nevada! Celebri sono le fontane danzanti all’interno del lago che di sera, ogni 15 minuti fino a mezzanotte, offrono uno spettacolo meraviglioso su musiche di Celine Dion, Pavarotti, Bocelli, Frank Sinatra, Ennio Morricone, etc. Durante il giorno lo spettacolo è molto meno frequente, non so se ogni mezz’ora o ogni ora. La cosa spettacolare però è che dal lago di Como, attraversato lo Strip, si ha una fantastica visione dell’altissima torre Eiffel del Paris! (foto N° 221).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 08:23:25
Entriamo al Bellagio ed anche al suo interno questo albergo si conferma davvero bellissimo ed elegante. Vi è infatti un bel giardino molto curato, con la ricostruzione delle statue dei Presidenti, boschetti dove vi passa in mezzo un trenino ed un plastico dell’hotel con le sue fontane danzanti, tutto bellissimo! (foto N° 222, 223 e 224). Entriamo quindi al Paris. Anche questo è davvero meraviglioso, con al suo interno la ricostruzione delle strade della capitale Francese sotto un bel cielo azzurro (foto N° 226 e 227). All’interno di ogni albergo ci sono le celebri piccole chiesette (Wedding Chapel) dove ci si sposa velocemente; siccome troviamo l’indicazione decidiamo di andare a vedere questa. Scopriamo che purtroppo non sono visitabili ma troviamo al suo esterno la fantastica sorpresa di una coppia appena sposata! Lei alta, bionda ed in bianco, lui asiatico, piccoletto e sempre molto elegante. Purtroppo non vediamo la Cappella in quanto già chiusa, ma è fantastico vedere i novelli sposi!
Troviamo un’altra indicazione che porta alle piscine, quindi la seguiamo. La cosa fantastica è che la piscina non si trova al piano terra ma ad un piano più elevato ed inoltre è proprio sotto la torre Eiffel!  (foto N° 228). Dalla piscina si ha davvero una vista meravigliosa della torre! A proposito, come nell’originale anche qua si può salire, tramite un ascensore in vetro che porta ad un terrazzo panoramico (9 $). Sulla torre vi è inoltre un ristorante. Purtroppo però per le piscine non è come per i buffet dove ognuno entra in qualsiasi albergo, qua per accedervi bisogna mostrare il badge della camera.
Sono sempre più esaltato dalla “magnificenza” di Las Vegas ed anche Enea è ormai totalmente in sintonia con il mio giudizio. “Un giorno dovremo tornare però rimanendo più di due giorni! Una bella settimana è quello che ci vuole!” Sarà forse paradossale, ma sono inoltre sempre più convinto che il tempo che si trascorre a Las Vegas a giocare è veramente tempo sprecato! Sarà che io non ho per nulla la passione del gioco, ma questa città è cosi piena di cose da fare e da vedere che non c’è proprio tempo per giocare! Se potessi rimanere per una settimana me ne andrei tutte le sera in qualche locale, ovviamente scegliendo sempre le serate migliori, rimarrei fino alla chiusura (verso le 4 am), mi alzerei a mezzogiorno, pranzo a buffet, poi il pomeriggio lo trascorrerei girando tra i resort o rilassandomi in piscina. Da fare assolutamente ci sarebbero anche i pool party organizzati dai vari alberghi (il migliore dovrebbe essere quello dell’Hard Rock, Rehab pool party) che iniziano a mezzogiorno e terminano al tramonto. Qua possono entrare tutti, anche i non guest dell’albergo, ma ovviamente c’è da pagare (sui 20-30 $). A parte la nightlife o i pool party ci sono anche poi degli spettacoli maestosi da vedere come ad esempio il “Sirens of TI” al Treasure Island (TI), uno spettacolo che si svolge su due navi pirata e con fuochi d’artificio ogni notte. Ogni albergo ha i propri spettacoli o altre attrazioni (a pagamento) da vedere, nel nostro ad esempio c’è il museo di Tutankamon (10 $), dove sono sicuro ci sono ricostruzioni fedelissime. Comunque anche una settimana sarebbe davvero pochina per vedere tutto!
Usciamo. Anche esternamente il Paris è davvero grandioso! (foto N° 229 e 230)
Passiamo ora al Flamingo, all’interno del quale è costruito un habitat con fenicotteri e piante tropicali, incredibile! (foto N° 231 e 232)
Non ci si riesce davvero a rendere conto di come sia possibile ricreare talmente tanti scenari così differenti tra loro in questa città; ogni singola cosa è un perfetto esempio di fantasia, ingegno ed abilità dell’uomo.
Ieri sera non l’avevo visto, ma al Caesars Palace c’è pure una ricostruzione del Colosseo! (foto N° 233) Certo non si può andare a Roma senza trovare il Colosseo, vi pare? Avrebbero potuto fare una copia un po’ più fedele però. Entriamo per vedere lo show della fontana di Atlantis con fuoco e fiamme (non ho capito però se è uno spettacolo a pagamento o gratuito) e le statue parlanti, ma le indicazioni sono troppo approssimative e non troviamo nulla.
Passiamo quindi al Mirage (foto N° 234), all’interno del quale si tiene uno spettacolo sui Beatles, “The Beatles Love”. Probabilmente è lo spettacolo più rinomato a LV e questo lo vedrei davvero volentieri! Dentro l’albergo c’è anche il “Revolution”, bar che prende il nome da una fantastica canzone, sempre dei Beatles (foto N° 235).
Passiamo davanti al Treasure Island (foto N° 236) ed arriviamo quindi al Venetian. Devo ammettere che ero molto eccitato per questo albergo, ma il primo impatto è stato davvero deludente. La ricostruzione di Piazza San Marco e dei canali (con i gondolieri!) mi sembra troppo piccola (foto N° 237 e 238). Non appena entriamo però il mio giudizio cambia completamente! Troviamo infatti grandi saloni con affreschi al soffitto fantastici (foto N° 239), i soliti splendidi vicoli dove sono ricostruite le stradine di Venezia sotto un bel cielo azzurro (foto N° 240), ed una serie infinita di canali da attraversare lungo i quali i gondolieri portano a spasso i turisti (foto N° 241). Tutto assolutamente fantastico, perfetto!!! Io che purtroppo non sono ancora mai stato a Venezia dovevo venire fino a Las Vegas per visitarla! Anzi è addirittura meglio dell’originale, con l’acqua di un azzurro fantastico! I gondolieri inoltre non sono mica scemi, fanno solo finta di remare, in realtà sotto la gondola c’è un motore e loro si servono del remo solo per dare la direzione. In America l’uomo deve fare il meno possibile! (anche le gondole di Venezia però penso che adesso siano dotate di motore, giusto?).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 08:23:57
Passiamo ora al Wynn (foto N° 242). Al suo esterno troviamo una meravigliosa cascata inserita un bellissimo giardino (foto N° 243), mentre internamente è sicuramente il resort più elegante e lussureggiante(foto N° 244 e 245), con arredi fantastici e gallerie di negozi lussuosi. Forse in questo albergo vi è una clientela con un’età media un po’ più elevata rispetto agli altri e sicuramente molto abbiente.
Il tempo è davvero voltato, si è già fatta ora di tornare verso il Luxor. Usciamo dal Wynn attraversando lo Strip sul passaggio pedonale sopraelevato che ci permette di avere una fantastica visione guardando verso nord della Stratosphere Tower (foto N° 246). Su questa torre vi è un ristorante ed una terrazza panoramica (10 $) da dove poter ammirare Las Vegas dall’alto. Vedere la città ed i suoi mega alberghi circondati dal deserto e dal nulla più assoluto dev’essere fantastico! La torre è decisamente somigliante alla CN Tower di Toronto, sarà un caso? Trovandoci a LV direi proprio di no, probabile che sia la sua replica.
Abbiamo visitato, anche se davvero di fretta e sicuramente abbiamo trascurato diverse cose, tutti i principali alberghi. Tra quelli che vorrei davvero vedere rimangono solamente il Palms e l’Hard Rock, ma entrambi sono off Strip e bisogna andarci in macchina. Il primo è diventato meta per celebrità quando vengono in città, come Britney Spears che ha trascorso qui la sua prima notte di nozze! Qui inoltre è stato girato MTV Real World a Las Vegas. L’Hard Rock invece secondo me è frequentato prevalentemente da giovani ed ha i migliori pool party (almeno credo). Per una mia futura visita a LV prenderò sicuramente in considerazione l’Hard Rock come albergo, pur non avendolo visitato. Purtroppo riusciremo ad andare solo al Palms in serata.
Ora che abbiamo visitato praticamente tutti i resort principali posso dire che i miei preferiti sono sicuramente il Bellagio, il Paris, il Caesars Palace, il Venetian ed il Wynn, che guarda caso sono anche i più costosi ed eleganti!
Torniamo velocemente verso il Luxor, ripercorrendo tutto lo Strip e passando di nuovo davanti a tutti i fantastici alberghi. Passando davanti al Bellagio siamo davvero fortunati in quanto arriviamo giusto nell’attimo in cui incomincia lo spettacolo delle fontane danzanti sulla musica di Elton John. È uno spettacolo davvero grandioso, con una colonna sonora perfetta e con i getti delle fontane che raggiungono altezze elevatissime (quasi alte quanto l’albergo!), con un fragore d’acqua impressionante. Filmo tutto, meraviglioso! Ovviamente di sera lo spettacolo è ancora migliore, con tutte le luci della coreografia in contrapposizione al buio del cielo.
Voglio precisare che questa mia piccola guida su LV è ovviamente molto sommaria e per forza di cose ho citato solo quanto visitato e comunque ciò che rispecchia i miei gusti. Per chi è davvero interessato ad andare in questa stratosferica città in internet si trovano una marea di informazioni, ma vi consiglio soprattutto di farvi inviare a casa la guida dal Visitor Center, davvero ben fatta, con tutti gli alberghi, gli spettacoli, i locali, dove fare shopping, le Wedding Chapel e qualsiasi altra info vi occorra. Naturalmente anche io, se posso, sono ben felice di rispondere ad eventuali curiosità.
C’è inoltre un film che vi consiglio di vedere assolutamente, “21”, ambientato tra Boston (MIT ed Harvard) e Las Vegas, con splendide viste panoramiche dello Strip e di tutti i suoi casinò. Vederlo dopo poco che sono stato a Las Vegas è stato davvero fantastico! Inoltre secondo me è davvero un gran film, fatto davvero bene, con una trama perfetta e pieno di colpi di scena! (Ringrazio Fla che me ne ha parlato!)
Durante la giornata ho pure raccolto in giro per gli alberghi e nelle apposite cassette lungo lo Strip un sacco di giornali e riviste, tutte molto interessanti e con tanti coupon-sconti, anche se difficilmente utilizzabili. Sconti per i buffet non ho trovato nulla, nonostante abbia preso davvero una marea di depliant e giornali.
Arrivati al Luxor Enea va subito in camera a fare la doccia, mentre io invece voglio assolutamente farmi un bagno nella fantastica piscina. È vero che la parte dello Strip che abbiamo percorso sarà lunga solamente 1,5 km circa, ma girando per gli alberghi praticamente abbiamo camminato tutto il giorno senza mai fermarci; un bagno rilassante è proprio quello che ci vuole!
Salgo in camera per mettermi il costume poi mi precipito subito in piscina, dalla quale si ha una vista fantastica sulla nostra piramide (foto N° 247 e 248). Appoggio il telo che ti danno su una sdraia e mi immergo immediatamente in acqua. Meraviglioso!!! L’acqua è circa sui 40° e stare in ammollo qua dentro è una goduria pazzesca!!! Non uscirei mai più, ma purtroppo il tempo scarseggia e dopo poco esco. Peccato solo che l’ambiente sia troppo tranquillo e che ci siano pochi giovani. Forse il nostro albergo è più “per famiglie” che per il classico divertimento da Las Vegas. Rimango un altro poco a rilassarmi stando meravigliosamente sdraiato sulla sdraia poi, rigenerato come non mai, salgo anche io in camera per prepararmi per una nuova entusiasmante e luccicante serata a Las Vegas!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 01 Settembre 2008, 11:15:33
Qualche anno fa ho trascorso le mie ferie quasi interamente a Las Vegas. Credo che se si resiste alla tentazione di giocare (e io ho giocato solo 20 dollari alle slot machines solo per poter dire di averlo fatto), credo che sia il modo migliore e più economico di fare una vacanza. L'allooggio ed il cibo costano davvero poco anche rapportato ai costi italiani e tra piscina, spettacoli gratuiti e spettacoli e locali di tutti i tipi per ogni tasca, il tempo vola nel divertimento e nel relax.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 01 Settembre 2008, 11:22:02
Sono rimasta senza parole, leggendo il tuo racconto ed avendo le foto a portata di mano sembra davvero di essere lì con voi due.
Troppo bella la scena della texana/tedesca  :)
Nn vedo l'ora di poter leggere della vostra fantastica serata a Las Vegas  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 01 Settembre 2008, 11:48:52
Grandissimo!!! Anch'io ho comprato la maglietta "Polizei" a Berlino quando andai in gita l'ultimo anno di liceo, io l'ho presa verde scura e nera. :D
Cmq mi ero sempre immaginato questa cattedrale nel deserto come un posto molto caro....beh mi ero sbagliato. Gli enormi complessi hotel-casino sono incredibili, e le ricostruzioni poi...penso però che anch'io appena arrivato lì resterei un pò bloccato sul fatto che è "finto" ma poi mi lascerei andare. Che delusione l'MGM e il Montecarlo....mentre mi ha sorpreso questo Wynn!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 01 Settembre 2008, 13:21:45
Eh eh...te l'avevo detto io che Las Vegas è una figata di posto!!!
Alla faccia di tutti quelli che consigliano di passarci solo una notte...i quali di questo posto fantastico non hanno capito ovviamente nulla...E' GODURIA ALLO STATO PURO!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 01 Settembre 2008, 14:00:13
"Perchè Las Vegas è Las Vegas"
Wow che città figa. Anche io alloggiavo al Luxor. Mi è rimasto un bellissimo ricordo di Las Vegas e vorrei proprio tornarci prima o poi. E' una città bellissima in cui puoi fare di tutto come anche scriveva sopra Spino. E' davvero incredibile.
 ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: maurizio20 - 01 Settembre 2008, 14:08:17
Luca c'è ancora quel casinò dove come spettacolo veniva inscenata una battaglia fra due navi ? Una mi sembra di ricordare fosse una nave pirata, ma è stato un poco di anni fa.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 01 Settembre 2008, 14:13:46
Citazione
Luca c'è ancora quel casinò dove come spettacolo veniva inscenata una battaglia fra due navi ? Una mi sembra di ricordare fosse una nave pirata, ma è stato un poco di anni fa.

Treasure Island: è ancora al suo posto con la sua battaglia fra galeoni.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: maurizio20 - 01 Settembre 2008, 14:24:31
Citazione
Citazione
Luca c'è ancora quel casinò dove come spettacolo veniva inscenata una battaglia fra due navi ? Una mi sembra di ricordare fosse una nave pirata, ma è stato un poco di anni fa.

Treasure Island: è ancora al suo posto con la sua battaglia fra galeoni.

Grazie: era quello che mi era piaciuto di più  8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 14:55:06
Las Vegas è un posto davvero sensazionale, sterpitoso, unico!
Possiamo definirla con i termini più esaltanti ma saremmo comunque ancora ben lontanti dal rendere l'idea a chi ancora non c'è mai stato!
Vi consiglio davvero di vedere il film "21" e di fare sempre caso al nome dei Casinò dove entrano per capire i posti in cui vanno. Il Palms, anche se non è sullo Strip, ha una terrazza incredibile, favoloso!!!

Confermo Spino per il Treasure island, avrei accennato a questo spettacolo proprio nel prossimo pezzo del racconto in quanto sarebbe quello che mi ispira di più! Purtroppo però con poco tempo non si riesce a vedere tutto quello che uno vorrebbe!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 01 Settembre 2008, 15:40:48
21 è un film davvero fantastico io l'ho visto appena è arrivato nella sala cinematografica della mia città e ne sono rimasta davvero affascinata....


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 01 Settembre 2008, 16:17:41
Luca, non siete andati a nessuno spettacolo?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 16:38:57
Citazione
Luca, non siete andati a nessuno spettacolo?
Purtroppo no, entrambe le sere siamo andati in giro per club.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 01 Settembre 2008, 16:45:03
Citazione
Citazione
Luca, non siete andati a nessuno spettacolo?
Purtroppo no, entrambe le sere siamo andati in giro per club.

Peccato, gli shows a Las Vegas sono veramente eccezionali. Fra una settimana apre lo show di Chris Angel con il circ du soleil che dovrebbe essere una cosa veramente spettacolare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 01 Settembre 2008, 16:49:37
Citazione
Citazione
Citazione
Luca, non siete andati a nessuno spettacolo?
Purtroppo no, entrambe le sere siamo andati in giro per club.

Peccato, gli shows a Las Vegas sono veramente eccezionali. Fra una settimana apre lo show di Chris Angel con il circ du soleil che dovrebbe essere una cosa veramente spettacolare.
Immagino, ho visto qualche filmato su youtube.
Qualcuno per caso ha assistito a quello sui Beatles? (che è quello che mi incusiosisce di più)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 01 Settembre 2008, 17:08:06
Citazione
Citazione
Citazione
Citazione
Luca, non siete andati a nessuno spettacolo?
Purtroppo no, entrambe le sere siamo andati in giro per club.

Peccato, gli shows a Las Vegas sono veramente eccezionali. Fra una settimana apre lo show di Chris Angel con il circ du soleil che dovrebbe essere una cosa veramente spettacolare.
Immagino, ho visto qualche filmato su youtube.
Qualcuno per caso ha assistito a quello sui Beatles? (che è quello che mi incusiosisce di più)

Si, l'ho visto. Molto bello, specialmente se ti piacciono i Beatles. Il cirque du Soleil e' sempre una cosa spettacolarissima.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 01 Settembre 2008, 17:09:44
Citazione
Fra una settimana apre lo show di Chris Angel con il circ du soleil che dovrebbe essere una cosa veramente spettacolare.

Nooooo, non lo sapevo, non avresti dovuto dirmi questo, due miti messi insieme. Adesso non penserò ad altro che non sia un viaggio a Las Vegas mannaggia.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 01 Settembre 2008, 17:12:14
Citazione
Citazione
Fra una settimana apre lo show di Chris Angel con il circ du soleil che dovrebbe essere una cosa veramente spettacolare.

Nooooo, non lo sapevo, non avresti dovuto dirmi questo, due miti messi insieme. Adesso non penserò ad altro che non sia un viaggio a Las Vegas mannaggia.


Io ho visto lo show di Angel al Luxor un paio di anni fa, ma questo nuovo show dovrebbe essere una cosa spaziale.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 01 Settembre 2008, 17:27:11
Ragazzi, stiamo entrando in un campo che è anche un mio hobby. Per coloro i quali vanno a Las Vegas e vogliono vedersi uno show magico DEVONO andare al Montecarlo a vedere Lance Burton, penso che in questo momento sia il numero uno al mondo nel suo genere.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 02 Settembre 2008, 09:31:27
Citazione
Ragazzi, stiamo entrando in un campo che è anche un mio hobby. Per coloro i quali vanno a Las Vegas e vogliono vedersi uno show magico DEVONO andare al Montecarlo a vedere Lance Burton, penso che in questo momento sia il numero uno al mondo nel suo genere.


Speriamo di riuscire a beccarlo  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 08:23:24
Dopo la fantastica e meravigliosa doccia, iniziamo a prepararci per la serata. Indosso l’abito nero, camicia bianca a costine, cravattino nero sottile; Enea è in abito gessato scuro. Prima però ci spalmiamo la crema al cortisone sulle rispettive malandate caviglie, speriamo faccia presto effetto, ce n’è davvero bisogno. Siccome come sempre è tardi e che bisogna uscire prestissimo, decidiamo di andare a cena anche stasera nel buffet del Luxor in modo da risparmiare tempo.
Di nuovo ci ingozziamo fino a scoppiare facendo bis e tris di ogni portata. Sarà forse l’ultima volta che ceneremo così bene in questa vacanza, per cui sfruttiamo l’occasione fino in fondo.
Il programma della serata prevede di andare a ballare nel club del nostro albergo, il LAX, ma prima vorremmo andare a vedere quanto meno il Palms.
A parte gli alberghi sullo Strip ci sarebbe anche un’altra zona dove vivere la nightlife in città, cioè nella sua zona a nord, il downtown Las Vegas, che si concentra intorno alla Fremont St. Experience. Gli alberghi di questa zona sono i più vecchi ed i preferiti dai giocatori più seri che vengono appositamente per giocare. In Fremont St. c’è una volta d’acciaio ad arco lunga 420 m che crea una galleria pedonale di 5 isolati tra Main St. e Las Vegas Blvd, con spettacolari luci e colori come nel Las Vegas style; insomma una visita la meriterebbe proprio. È una zona creata per contrastare lo strapotere dei resort dello Strip www.vegasexperience.com
Purtroppo con un solo giorno e mezzo di permanenza il tempo a disposizione è decisamente troppo poco per poter vedere anche questa parte della città.
Di seguito comunque elenco alcune delle cose principali da vedere:
Golden Nugget (129 E Fremont St. www.goldennugget.com) da vedere lo “Hand of Faith” il più pesante pezzo d’oro mai trovato (28 kg), custodito nella lussuosa lobby. C’è inoltre una vasca con squali ed una piscina favolosa!
Binion’s (128 E Fremont St. www.binions.com) è il posto dove vanno a giocare i veri cowboy del Nevada, si fanno puntate molto alte a poker.
Da non perdere l’insegna al neon ormai divenuta simbolo della città, il Cowboy Vegas Vic degli anni ‘50  e la più recente Vegas Vickie che saltella sui tacchi sopra uno strip club.
Casino hotel (1897 Main St. www.mainstreetcasino.com) ha al suo esterno il vecchio vagone ferroviario che Buffalo Bill utilizzò per attraversare gli USA.  

La zona lungo il Las Vegas Blvd tra lo Strip e il Downtown è chiamata Naked City in quanto è una zona desolata.

Saliamo quindi in auto diretti verso il Palms. Lo Strip è come sempre trafficatissimo, ma sempre fantastico con la sua esplosione di luci, colori e rumori. Arriviamo davanti al Bellagio proprio mentre è in corso lo spettacolo delle fontane, pazzesco e maestoso come al solito. Non conosco la canzone sulla quale danzano le fontane ma è assolutamente perfetta per lo spettacolo.
Arriviamo quindi al Palms (foto N° 249, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/), situato vicino al coloratissimo Rio. Questo albergo, come vi dicevo diventato meta delle celebrità quando vengono in città, offre un sacco di intrattenimenti. Al piano terra troviamo il classico casinò, come in tutti gli altri resort, ed in più il ristorante italiano “Nove”, dove vengono spesso avvistate celebrità (e stavolta secondo me potrebbe essere vero, foto N° 250). Il resto non riusciamo a vederlo, ma di questo albergo mi piacerebbe anche visitare il Ghost Bar, ultra lounge al 55° piano che accoglie celebrità tra panorami a 360° e arredi fantascientifici ed il Rain club, dove si entra attraverso un avveniristico tunnel luminoso fino ad arrivare ad una pista in bambu con nebbia e spettacoli pirotecnici. Britney Spears ha fatto qui un concerto improvvisato! Ci sono inoltre il Moon Club ed il Playboy Club (al 52° piano della Fantasy Tower). Da vedere anche la Hugh Hefner Sky Villa con piscina favolosa!
Ritorniamo in auto percorrendo di nuovo lo Strip, in direzione opposta stavolta, diretti al Luxor. Siamo di nuovo fortunatissimi ed arriviamo davanti al Bellagio proprio mentre inizia un nuovo spettacolo delle fontane! Il traffico stavolta ci agevola e ci permette di godere di tutto lo spettacolo su una dolcissima base musicale di pianoforte con la facciata dell’albergo illuminata di rosa. Spettacolo maestoso come sempre!
Riparcheggiamo l’auto nel nostro free parking e verso le 10.40 pm siamo all’ingresso del LAX. Per tutte le serate è consigliato arrivare entro le 11.00 pm, altrimenti si rischia di non entrare o di fare file infinite. So già in partenza che la serata sarà molto simile alla precedente in quanto l’evento è organizzato dallo stesso management della festa del martedì al Pure; stesso DJ (tra l’altro il resident DJ dell’omonimo locale di Los Angeles), stessa musica, probabilmente la stessa gente e… pure lo stesso buttafuori, che ci riconosce subito… “Hi guys, you’re back…”
Stasera sono più tranquillo di ieri per la lista dato che l’ho fatta direttamente dal sito del locale
http://www.myspace.com/laxlv // www.laxthenightclub.com    
Gli dico quindi il mio nome, ma di nuovo mi fa vedere che è assente anche stavolta nella lista!
Ma come è possibile?!?!
“Ieri sera vi ho fatto entrare lo stesso, va bene una volta, ma due non posso proprio” dice.
Cosa posso dire, ha perfettamente ragione. Ho ancora un asso nella manica da giocarmi però “Stasera siamo guest dell’albergo” dico speranzoso.
Mostriamo quindi i nostri badge e pochi istanti dopo siamo dentro, di nuovo senza pagare nulla! Gran città Las Vegas, dove l’ingresso ai locali è gratuito! Di nuovo è stata sufficiente la Carta d’Identità per entrare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 08:23:41
In breve il locale si riempie. La gente è praticamente la stessa di ieri sera, riconosco un sacco di facce. Chi non c’è è perché è già partito, mentre quelli che ieri non c’erano è perché sono arrivati solo oggi in città. Il locale in se è un po’ più grande rispetto al Pure, ma è sempre un club che potrebbe esserci anche a NY (foto N° 251). Come sempre ci sono un sacco di tavoli intorno alla pista e tanti altri ce ne sono lungo la passerella al piano superiore. Ci sono anche tante belle ragazze, anche se forse meno di ieri. La musica però è abbastanza disgustosa, tra le uniche canzoni “sopportabili” che mettono ci sono American Boy (Estelle feat. Kayne West), Walk this way (Steven Tyler feat. Run D.M.C.), Bleading Love (Leona Lewis), Umbrella (Rihanna) ed il fantastico remix di Like a Prayer di Madonna. Enea preferisce questa serata, mentre per me invece il Pure era meglio, ma devo ammettere che anche qua non è male. Faccio un autoscatto di me ed Enea allungando il braccio, così, come prevedevo… una ragazza si offre per farci una foto, anche se nei miei piani speravo che fosse la splendida ragazza a fianco ad offrirsi…
Conosciamo qualche altra ragazza, tra cui Bobby Joe (gran nome!) del Texas, una vera cowgirl!
Anche stasera il livello di eleganza è piuttosto basso, anzi ancora più basso, siamo di nuovo gli unici in giacca e cravatta a parte il gruppo di ragazzi che c’era anche ieri sera. Le ragazze sono sempre vestite carine, mentre i ragazzi sono praticamente tutti in maglietta. In diversi, come al solito, si affidano ad Enea per sapere dov’è il bagno…
Ci sono un gruppo di ragazze che festeggiano i 21 anni di una di loro e quindi il raggiungimento dell’età legale per bere alcolici, con la festeggiata che indossa una maglietta con la scritta “Buy me a drink, I’m 21!” Spettacolare!!!!
Facciamo un giro della passerella al piano di sopra, quando ad un certo punto incrociamo un tipo che mi saluta con un entusiasmante “Hey Man In Black!”
Grandissimo!!!
In effetti mi mancano solo gli occhiali da sole per essere un Men In Black perfetto!
Mentre siamo li che continuiamo il nostro giro vedo che Enea rimane un attimo attardato, così mi fermo ad aspettarlo. Quando arriva mi dice che una ragazza lo ha fermato e gli ha chiesto perché indossa la cravatta!
Scoppio immediatamente a ridere!!! “E te cosa le hai risposto?!?” chiedo curioso.
“Because it’s cool!” dice lui, con io che scoppio a ridere di nuovo!
“Solo che poi” aggiunge, “Mi ha risposto qualcosa che però proprio non ho capito.”
Peccato, sarebbe stato interessante sapere cosa ne pensava.
Torniamo giù in pista. Passano non più di 5 minuti ed una ragazza mi si avvicina e mi fa la stessa domanda… “Why are you wearing a tie?” (Perchè indossi la cravatta?)
Faccio un velocissimo ragionamento mentale, poi decido di rispondere esattamente come ha fatto Enea per vedere se io riesco a capire cosa dice lei dopo… “Because it’s cool!” dico entusiasta.
Lei, senza scomporsi minimamente, fa una faccia come per dire “Bah, se lo dici te…” con io che mi allontano sorridendo ironicamente…
Che cos’è che fa figo allora, il cappello di paglia che ha in testa il tuo ragazzo?!?!?
Rimango perplesso, sarebbe interessante sapere da dove proviene tutta questa gente. Probabilmente, come Bobby Joe, molti sono della campagna del Texas o giù di lì.
È qua comunque che decido che la prossima volta che verrò a Las Vegas (perché devo assolutamente tornare!) sarà durante il week end. È verissimo che anche durante la settimana c’è un sacco di gente, ma le feste migliori iniziano a partire dal giovedì, inoltre, con i prezzi degli alberghi più che raddoppiati, magari si alzerà anche un po’ il “livello” della gente. Cavolo la prossima volta spenderò una fortuna! Comunque dovrò assolutamente rimanere per più tempo ed andare a qualche pool party (su youtube si trovano un sacco di video).
Verso l’1.30 am Enea dice che è stanco, che gli fa male la caviglia e decide di andare in camera.
Io invece resto ancora per un po’. E faccio proprio bene visto che poco dopo succede finalmente una cosa spettacolare, proprio da Las Vegas! Vedo infatti “piovere” dall’alto biglietti da 1 Dollaro! All’inizio penso ad uno scherzo, che siano soldi falsi, ma poi vedo che la gente si affretta a raccoglierli così acchiappo anche io un biglietto al volo e rimango stupito nel vedere che sono soldi veri! It’s raining Dollars!!! Che spettacolo!
Dopo un po’ cadono altri Dollari con io che riesco ad acchiappare un altro biglietto, fantastico! Pensavo allora che ci fosse qualcuno che li tirava dall’alto, ma piovono proprio dal soffitto, non riesco a capire in che modo!
Rimango fino alle 2.00 am, faccio un ultimo giro nel casinò del Luxor, quindi salgo in camera. Racconto al socio l’accaduto, metto le ultime cose in valigia ed alle 2.30 am mi sdraio anche io. Davanti a noi abbiamo solo pochissime ore di sonno ed un’altra giornata con un lunghissimo trasferimento. Certo lasciare quel “mondo a parte” di Las Vegas mi spiace tantissimo, ma in fondo domani arriveremo nella città degli angeli, Los Angeles!  


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 03 Settembre 2008, 11:05:01
nooooooo bellissimo....grande lucaaa
come sempre...certo che mi sarei fatto proprio una bella doccia sotto i dollari anche io...e poi come dice vasco...senti che fuori piove...senti che bel rumore
 ;D ;D ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 03 Settembre 2008, 11:05:32
In Italia se nn hai la cravatta nei locali vieni molto snobbato.... si vede proprio che Las Vegas è un mondo al "contrario"
Troppo forte l'evento della pioggia di dollari, davvero spettacolare :)
Volevo chiederti una info su una cosa che nn mi è molto chiara: Praticamente per poter entrare nella discoteca del Luxor basta esibire il badge della stanza? Cioè si fa la stessa procedura che si attua per l'ingresso in piscina?  :)

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 11:39:54
Citazione
nooooooo bellissimo....grande lucaaa
come sempre...certo che mi sarei fatto proprio una bella doccia sotto i dollari anche io...e poi come dice vasco...senti che fuori piove...senti che bel rumore
 ;D ;D ;D ;D ;D
Il rumore dei soldi... uno splendido fruscio di banconote...  ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 11:51:34
Citazione
In Italia se nn hai la cravatta nei locali vieni molto snobbato.... si vede proprio che Las Vegas è un mondo al "contrario"
Troppo forte l'evento della pioggia di dollari, davvero spettacolare :)
Volevo chiederti una info su una cosa che nn mi è molto chiara: Praticamente per poter entrare nella discoteca del Luxor basta esibire il badge della stanza? Cioè si fa la stessa procedura che si attua per l'ingresso in piscina?  :)

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?
Per entrare al Lax la cosa penso sia un po' più complessa. Per prenotare la stanza al Luxor ci sono un sacco di modalità differenti (trovi tutto sul sito dell'albergo), io ho scelto quella più economica in assoluto (ho dovuto pagare tutto in fase di prenotazione, ma almeno ho risparmiato un qualcosina). C'è una prenotazione per l'albergo che comprende già di suo l'ingresso al LAX ed infatti ho visto diverse persone che avevano un badge della stanza diverso dal mio (sul loro c'era proprio la scritta LAX, il mio era più anonimo).
La prossima volta io tornerò sicuramente nel week-end, quindi credo che in quei giorni entrare solamente con il badge senza essere in lista sarà dura. Per te con le tue esigenze va benissimo i giorni infrasettimanali (ti costano anche molto meno) e quindi non dovresti avere difficoltà ad entrare mostrando il badge. Comunque ti consiglio di provare a metterti in lista al sito che ho postato, forse il mio nome non c'era perchè l'avevo fatta troppo tardi (è meglio farla il giorno prima). Ricordati che il LAX non è aperto tutte le sere, ma al mercoledì si. Un giro fossi in te lo farei davvero visto che si entra pure gratis!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 03 Settembre 2008, 13:39:27
Citazione

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?

Eh no Claudia, purtroppo a piedi e' parecchio lunga. Tieni presente che il Luxor e' proprio all'inizio della Strip e Freemont e' parecchio oltre la fine della Strip dall'altra parte. In tutto sono circa 7.5 miglia (circa 12 Km).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 03 Settembre 2008, 14:08:46
Hey Luca... ho visto che sei stato al NewYork NewYork... ti sei fermato la sera al Coyote Ugly???
:D
Ci sono delle ragazze bellissime che fanno lo spettacolo la sera.. assolutamente da vedere....
Cmq.. complimenti, racconto sempre ricco e pieno di info. Sapevo che Las Vegas ti sarebbe piaciuta. Ti sento molto più emozionato rispetto a tappe come Los Angeles o San Francisco. Non so... è una sensazione... ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 14:08:56
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Citazione

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?

Eh no Claudia, purtroppo a piedi e' parecchio lunga. Tieni presente che il Luxor e' proprio all'inizio della Strip e Freemont e' parecchio oltre la fine della Strip dall'altra parte. In tutto sono circa 7.5 miglia (circa 12 Km).
Scusa dimenticavo di rispondere a questa domanda!
E' vero, sono lontanissimi ed inoltre non avrebbe comunque senso farsela a piedi visto che si attraversa una zona della città dove non c'è proprio nulla se non grandi complessi abitativi, Naked City appunto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 03 Settembre 2008, 14:09:07
Secondo me le texane vi hanno scambiato per newyorkesi.... ;) 8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 03 Settembre 2008, 15:48:14
Citazione
Citazione
Citazione

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?

Eh no Claudia, purtroppo a piedi e' parecchio lunga. Tieni presente che il Luxor e' proprio all'inizio della Strip e Freemont e' parecchio oltre la fine della Strip dall'altra parte. In tutto sono circa 7.5 miglia (circa 12 Km).
Scusa dimenticavo di rispondere a questa domanda!
E' vero, sono lontanissimi ed inoltre non avrebbe comunque senso farsela a piedi visto che si attraversa una zona della città dove non c'è proprio nulla se non grandi complessi abitativi, Naked City appunto.


 :o :o :o e sono un pò tanti 12 km a piedi!!!!
Ma c'è un modo alternativo al noleggio della macchina per poterci arrivare? Tipo taxi o bus?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 16:31:18
Citazione
Secondo me le texane vi hanno scambiato per newyorkesi.... ;) 8-)
8-) 8-) 8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 16:34:40
Citazione
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Citazione
Citazione

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?

Eh no Claudia, purtroppo a piedi e' parecchio lunga. Tieni presente che il Luxor e' proprio all'inizio della Strip e Freemont e' parecchio oltre la fine della Strip dall'altra parte. In tutto sono circa 7.5 miglia (circa 12 Km).
Scusa dimenticavo di rispondere a questa domanda!
E' vero, sono lontanissimi ed inoltre non avrebbe comunque senso farsela a piedi visto che si attraversa una zona della città dove non c'è proprio nulla se non grandi complessi abitativi, Naked City appunto.


 :o :o :o e sono un pò tanti 12 km a piedi!!!!
Ma c'è un modo alternativo al noleggio della macchina per poterci arrivare? Tipo taxi o bus?
Entrambi direi. Il taxy potresti fartelo chiamare dalla reception di qualsiasi albergo, mentre per i bus non ricordo se sulla guida del visitor center siano segnati o meno, comunque fanno la rotta di tutto lo strip.
http://www.vegas.com/transportation/buses.html Qua dovresti trovare mappe e prezzi


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 03 Settembre 2008, 16:43:45
Citazione
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Citazione

p.s.: Fremont Stree è molto distante dal Luxor? Ci si può arrivare a piedi?

Eh no Claudia, purtroppo a piedi e' parecchio lunga. Tieni presente che il Luxor e' proprio all'inizio della Strip e Freemont e' parecchio oltre la fine della Strip dall'altra parte. In tutto sono circa 7.5 miglia (circa 12 Km).
Scusa dimenticavo di rispondere a questa domanda!
E' vero, sono lontanissimi ed inoltre non avrebbe comunque senso farsela a piedi visto che si attraversa una zona della città dove non c'è proprio nulla se non grandi complessi abitativi, Naked City appunto.


 :o :o :o e sono un pò tanti 12 km a piedi!!!!
Ma c'è un modo alternativo al noleggio della macchina per poterci arrivare? Tipo taxi o bus?
Entrambi direi. Il taxy potresti fartelo chiamare dalla reception di qualsiasi albergo, mentre per i bus non ricordo se sulla guida del visitor center siano segnati o meno, comunque fanno la rotta di tutto lo strip.
http://www.vegas.com/transportation/buses.html Qua dovresti trovare mappe e prezzi

grazie mille Luca  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Settembre 2008, 17:53:43
Citazione
grazie mille Luca  ;)
:)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 03 Settembre 2008, 21:42:39
La pioggia di dollari!! :o  :o bellissimo!!solo in America può accadere  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 04 Settembre 2008, 00:45:44
Se ti avessi incontrato, ti avrei chiesto anche io perche' indossi la cravatta?   ;D  ;)

Non sono stato in tanti club a NYC,pero' a LA e MIA non ho mai visto nesuno metterla al di fuori di halloween...

Cmq gli americani in generale non hanno gusto nel vestirsi, e si vestono un po' tutti nello stesso modo.

Bel racconto!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Settembre 2008, 08:09:51
Citazione
Se ti avessi incontrato, ti avrei chiesto anche io perche' indossi la cravatta?   ;D  ;)

Non sono stato in tanti club a NYC,pero' a LA e MIA non ho mai visto nesuno metterla al di fuori di halloween...

Cmq gli americani in generale non hanno gusto nel vestirsi, e si vestono un po' tutti nello stesso modo.

Bel racconto!!
Spettacolo se me lo avessi chiesto anche tu!  ;D
Me ne sono davvero reso conto anche io adesso che in quanto a gusto decisamente lasciano molto a desiderare...
A NY comunque il livello medio è molto più alto.
Le ragazze invece sono per la maggior parte vestite sempre carine ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 04 Settembre 2008, 14:47:46
Citazione
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Se ti avessi incontrato, ti avrei chiesto anche io perche' indossi la cravatta?   ;D  ;)

Non sono stato in tanti club a NYC,pero' a LA e MIA non ho mai visto nesuno metterla al di fuori di halloween...

Cmq gli americani in generale non hanno gusto nel vestirsi, e si vestono un po' tutti nello stesso modo.

Bel racconto!!
Spettacolo se me lo avessi chiesto anche tu!  ;D
Me ne sono davvero reso conto anche io adesso che in quanto a gusto decisamente lasciano molto a desiderare...
A NY comunque il livello medio è molto più alto.
Le ragazze invece sono per la maggior parte vestite sempre carine ;)

Si credo anche io che a nyc il livello sia un altro, grazie anche all'influenza estera forse, nei casino' hanno un dress-code?

confermo sulle ragazze  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Settembre 2008, 14:51:26
Citazione
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Citazione
Se ti avessi incontrato, ti avrei chiesto anche io perche' indossi la cravatta?   ;D  ;)

Non sono stato in tanti club a NYC,pero' a LA e MIA non ho mai visto nesuno metterla al di fuori di halloween...

Cmq gli americani in generale non hanno gusto nel vestirsi, e si vestono un po' tutti nello stesso modo.

Bel racconto!!
Spettacolo se me lo avessi chiesto anche tu!  ;D
Me ne sono davvero reso conto anche io adesso che in quanto a gusto decisamente lasciano molto a desiderare...
A NY comunque il livello medio è molto più alto.
Le ragazze invece sono per la maggior parte vestite sempre carine ;)

Si credo anche io che a nyc il livello sia un altro, grazie anche all'influenza estera forse, nei casino' hanno un dress-code?

confermo sulle ragazze  ;)
No, nei casinò si può andare tranquillamente come uno vuole (chissà quante ne hanno viste...), mentre invece nelle discoteche teoricamente ci sarebbè, ma alla fine, come diceva Pippo, gli unici problemi che ti possono fare sono per le scarpe se non le hai scure.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Settembre 2008, 15:00:17
Citazione
Hey Luca... ho visto che sei stato al NewYork NewYork... ti sei fermato la sera al Coyote Ugly???
:D
Ci sono delle ragazze bellissime che fanno lo spettacolo la sera.. assolutamente da vedere....
Cmq.. complimenti, racconto sempre ricco e pieno di info. Sapevo che Las Vegas ti sarebbe piaciuta. Ti sento molto più emozionato rispetto a tappe come Los Angeles o San Francisco. Non so... è una sensazione... ;)
Meg ho visto solo ora il tuo commento...
Al Coyote Ugly non sono andato, però ero stato in quello originale a NY, so degli spettacoli di cui parli  8-)
Sicuramente di LV sono veramente esaltato, del resto come non esserlo! SF la vedo molto più come una città in cui si vive bene (a parte il tempo, anche se io sono stato davvero fortunato) senza però tutte quelle cose spettacolari che solo LV più darti.
Nelle prossime tappe arriverò a LA e successivamente ad OC (Orange County) e credetemi, io ci starei davvero bene pure lì!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Settembre 2008, 08:11:00
10/07/2008 Giovedì.
Sveglia alle 6.30 am, anche se tra chiudere le valige, il check out ed una serie di altre cose riusciamo a partire solo alle 8.00 am. La caviglia con la cremina non è affatto migliorata, anzi, è più gonfia che mai! So che il cortisone tende a gonfiare, ma ora non si vede nemmeno l’osso talmente è gonfia! Un po’ spaventato decido di interrompere subito il trattamento, mentre Enea si spalma di nuovo quella “bomba”. Non sapendo cos’altro prendere come antinfiammatorio prendo allora una Tachipirina, anche se non è che sia esattamente la cosa più indicata.
Il programma della giornata prevede di arrivare a Los Angeles. Prima però andremo a visitare il vicino Red Rock Canyon, situato a 20miglia (32 km) ad ovest dello Strip. Durante il percorso verso LA ci fermeremo anche a Calico, un altro Ghost town.
Saliamo in macchina, I’m on the road again.
Nelle vicinanze di LV da vedere ci sarebbe anche quel gioiello di ingegneria che è l’Hoover Dam,  diga in cemento alta 217 m sul Lake Mead, vicino al confine con l’Arizona. La nostra scelta ricade sul Red Rock Canyon in quanto l’Hoover Dam è in direzione opposta rispetto alla strada verso Los Angeles, ma soprattutto perché già avendo dovuto rinunciare alla visita del Grand Canyon, almeno un Canyon (anche se infinitamente più piccolo) volevamo vederlo. Nell’area urbana di LV inoltre ci sono anche vasti outlet (sulle mappe del visitor center sono segnati), ma se volete il mio modesto parere i vestiti li trovate dappertutto, mentre Las Vegas ed i bellissimi paesaggi da cui è circondata li trovate solo qui.
Devo ammettere che per un po’ mi era anche balzata in testa l’idea di avvicinarmi all’Area 51, la famosa base militare segretissima dove si vocifera che siano stati trovati gli extra terrestri. Non che mi faccia impressionare da queste leggende, ma mi affascina comunque la segretezza di questa base. Se andate su google maps e mettete “Area 51” come indirizzo, potete vedere che sulla mappa non viene visualizzata, me se mettete la vista dal satellite si possono vedere i fabbricati di superficie. Da Las Vegas non è molto lontana, si trova poco più a nord, ma alla fine ho deciso di lasciare perdere perché comunque lungo il tragitto si trovano cartelli che indicano l’ingresso in un’area militare e l’assoluto divieto procedere oltre. Quindi in pratica non si riesce a vedere niente.
Dallo Strip prendiamo la I-15 in direzione sud, usciamo in Blue Diamond Rd (NV 160) che va verso ovest, e poi giriamo a destra sulla NV 159. Il paesaggio attraversato è ovviamente stepposo e circondato da catene montuose. In una quarantina di minuti arriviamo all’ingresso del parco (foto N° 252, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/), dove ci danno l’apposito giornale con mappa e dove c’è da pagare 5 $ per auto. Il Red Rock Scenic Drive è un percorso a senso unico, ad anello, di 13 miglia (21 km) che inizia al visitor center. Durante il suo percorso ci sono vari punti panoramici e sentieri da percorrere a piedi. Come intuibile dal nome del parco, intorno a noi ci sono montagne rocciose di tonalità sul rossastro (foto N° 253). Il Canyon è di dimensioni purtroppo abbastanza ridotte ed in foto non sembra nemmeno un canyon. Facciamo tutto il percorso fermandoci nelle varie terrazze panoramiche, dalle quali si ha una bella vista sulla vallata circondata dalle montagne (foto N° 254). Terminato il percorso ci rimettiamo subito in direzione Los Angeles, con i cactus che fiancheggiano la strada, quasi ad accompagnarci nel nostro lungo percorso (foto N° 255).
Una volta rimboccata la I-15 South non dobbiamo nemmeno più preoccuparci del percorso visto che dovremo percorrerla per più di 200 miglia. Possiamo quindi rilassarci ed ammirare i panorami desertici che attraversiamo mentre ascoltiamo un po’ di buona musica. Purtroppo la radio raramente passa qualcosa di interessante, per cui rimettiamo il nostro “California Here We Come” ripartendo dal CD1. Man mano che ci avviciniamo a Los Angeles mi sembra quasi di riuscire a raggiungere il sogno californiano, quello dove si incontrano infiniti chilometri di spiagge dove splende sempre il Sole e dove ci sono tramonti mozzafiato, dove la gente vive pacificamente facendo surf e aspettando l’onda (quella grande), dove di sera ci si incontra con gli amici davanti ad un falò improvvisato in riva all’oceano, trascorrendo la serata bevendo birra e sbraitando canzoni accompagnati da una chitarra ed ogni volta te ne vai con una ragazza diversa… Non prima che un amico ti abbia battuto il “cinque” di approvazione però!
Dalla radio ecco che esce la sognante “California Dreaming” dei Beach Boys
All the leaves are brown (all the leaves are brown)
and the sky is gray (and the sky is gray).
I've been for a walk (I've been for a walk)
on a winter's day (on a winter's day).
I'd be safe and warm (I'd be safe and warm)
if i was in L.A. (if I was in L.A.).
California Dreaming (California dreamin')
on such a winter's day!

Stopped in to a church I passed along the way.
Well, I got down on my knees (got down on my knees)
and I pretend to pray (I pretend to pray).
You know the preacher lights the coal (preacher lights the coal).
He knows I'm gonna stay (knows I'm gonna stay).
California Dreamin' (California dreamin')
on such a winters day!

- musical interlude -

All the leaves are brown (all the leaves are brown)
and the sky is gray (and the sky is gray).
I've been for a walk (I've been for a walk)
on a winter's day (on a winter's day).
I'd be safe and warm (I'd be safe and warm)
if i was in L.A. (if I was in L.A.).
California Dreamin' (California dreamin')
on such a winter's day (California dreamin')
on such a winter's day (California dreamin')
on such a winter's day!


Impossibile non sognare ad occhi parti con una canzone così; Brian Wilson e soci devono essersela goduta parecchio nei favolosi anni ’60!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Settembre 2008, 08:13:16
Per rendere tutto quanto perfetto ci mancherebbe solo di viaggiare su una Cadillac decappottabile, con il braccio fuori dal finestrino, il vento che ci passa tra i capelli ed i Beach Boys a tutto volume! Finito il sogno ad occhi aperti ritorno nella nostra comoda Kia, intenti nell’attraversamento del Mojave desert per centinaia di chilometri, come sempre tutto recintato pazientemente (foto N° 256). Lungo la strada rimangono i residui di grosse carcasse di pneumatici usurati che non hanno resistito all’asfalto rovente. Anche nell’attraversamento della Death Valley ne avevamo visti tantissimi, sembra il posto deve i copertoni vengono a morire, tipo un loro infinito cimitero che si protrae lungo tutto il percorso. Per fortuna noi non abbiamo mai avuto nessun tipo di inconveniente. Mentre inseriamo il CD2 con Jim Morrison e la sua “Light my Fire” a darci il benvenuto, notiamo che proprio ai piedi delle montagne, dall’altra parte della carreggiata, c’è un laghetto! (foto N° 257, non so se riuscite a vederlo dato le dimensioni ridotte della foto). Come fa ad esserci un lago nel bel mezzo di un deserto?!? È incredibile!
Solo andando avanti ancora per pochi km vediamo che pian piano il lago svanisce… (foto N° 258) era un miraggio!!!! Questo si che è incredibile! È impossibile da spiegare, ma forse per un fenomeno di riflessioni tra la sabbia ed il cielo si vede proprio dell’acqua nel bel mezzo del nulla! È solo procedendo lungo il percorso e quindi cambiando l’angolazione della visuale che questo piano piano svanisce, fino a sparire completamente! È davvero fantastico, un esperienza che non avrei mai pensato di fare!
Per il pranzo non ci fermiamo nemmeno per non rallentare il nostro cammino, mangiamo lungo il percorso un po’ di frutta presa nei buffet di Las Vegas e dei biscotti che ancora ci erano rimasti. Ci fermiamo solo poco prima di Calico per fare rifornimento di carburante (35$ / 4,489$ al gallone). Arriviamo a Calico (foto N° 259) e fin da subito ci sembra molto diverso dei deludenti ghost town incontrati fino ad ora. L’ingresso costa 6 $, stavolta non a macchina ma a testa. (Se vi interessa potete arrivare con la Google street view fino a qui, già comunque l’ingresso al paese è molto carino). Ci danno un depliant con la mappa del villaggio ed un piccolo riassunto della storia di questo paese. In pratica Calico è stata fondata nel 1881 grazie alla ricchezza di argento della zona estratto in più di 500 miniere. Da qua sono stati prelevati ben 86 milioni di Dollari in argento. La popolazione crebbe velocemente sino a raggiungere le 1200 unita nel 1887 ed in città aprirono ben 22 Saloon ed un distretto a luci rosse. Quando però nel 1907 il prezzo dell’argento crollò da 1.31 $ all’oncia a 0.63 $ Calico terminò la sua prosperità diventando presto un paese fantasma.
Oggi Calico è uno dei pochissimi paesi con miniere negli Stati Uniti occidentali, grazie all’aiuto di Mr. Walter Knott che nel 1966 donò il paese alla contea di San Bernardino facendolo diventare un parco regionale. Grazie a questo il paese sopravvive ancora oggi. Davvero una storia affascinante. Venendo ai fatti recenti c’è scritto che il paese nel 2001 contava 8 residenti. In pratica gli edifici sono stati conservati e restaurati facendo diventare Calico un paese d’epoca e meta di turisti. Parcheggiamo l’auto e ci avviamo a piedi verso il paesino. C’è un Sole cocente e la temperatura è davvero elevata, saremo sui 35°. Arrivando all’ingresso del paese già mi sembra tutto fantastico! (foto N° 260). La strada centrale passa davanti a tutte le botteghe, con le classiche costruzioni western e c’è persino la scritta “CALICO” sulle montagne; neanche fosse Hollywood!
Peccato solo che la strada sia asfaltata anziché polverosa come sarebbe stata all’epoca e che non arrivi gente a cavallo che poi lo lega e lo lascia a dissetarsi nell’abbeveratoio! Il resto però è rimasto intatto, con la Town Hall (foto N° 261), l’ufficio dello Sceriffo (foto N° 262, con a fianco le bare già pronte!) dove a fianco la porta è appesa la tabella con i programmi delle sparatorie (foto N° 263, fantastico!!!) e con al suo interno pure la vasca da bagno (foto N° 264, ci manca solo Terence Hill / Trinità in ammollo!!!!), la bottega del barbiere (foto N° 265), la prigione (foto N° 266) con dentro il bandito pellerossa (foto N° 267) e poi tanti altri negozi, come ristoranti, Saloon, negozi di souvenir (dove è possibile fare il manifesto con la scritta “WANTED” e la taglia con la propria immagine!), etc. Dalla strada si sente arrivare l’allegra musica di pianoforte uscire dai ristoranti, proprio come sarebbe stato più di un secolo fa! Sarà anche tutto turistico, ma è una cosa talmente meravigliosa che già vale la pena fare un viaggio in America appositamente per venire fin qua in mezzo a questo deserto!!! È davvero tutto incredibilmente fantastico!
Arrivando in fondo alla via notiamo che ci sono due strani personaggi in mezzo alla strada con un po’ di persone che stanno a guardali all’ombra di un porticato. Avvicinandoci scopriamo che sono due sceneggianti che recitano la parte dei banditi! (foto N° 268). Che spettacolo!!! Cappello in testa, stivali con speroni, bottiglia di whisky, cinturone e bavaglio davanti la bocca!
In pratica uno è il bandito ormai esperto e collaudato, quello che di rapine ne ha già fatte parecchie, l’altro invece è un po’ scemo ed alle prime armi. L’esperto tenta di insegnargli come impugnare la pistola (da morire dal ridere, con in principiante che non riesce ad estrarla dal cinturone e poi invece di mettere il dito sul grilletto lo mette dentro la canna, quindi la punta incautamente contro al “boss” facendolo schizzare via, etc.) e come coprirgli le spalle quando lui andrà ad assaltare la banca. Filmo tutto, anche se purtroppo mi sono perso l’inizio.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Settembre 2008, 08:14:36
Ad un certo punto allo “scemo” parte inavvertitamente un colpo, facendo volare via dalla testa dell’altro il cappello e facendolo imbestialire! “Put your gun away!” (Metti via quella pistola!)
Ormai spazientito gli affida comunque il fucile mentre lui si alza il bavaglio a coprire il volto e si appresta ad andare a svaligiare la bottega… “Quando esco urla alla gente di stare indietro!” (Get off the street!) “Prova un po’ a dirlo?” lo invita.
“Get off the street!!!” urla quasi comicamente il principiante con la faccia un po’ da ubriaco!
“Ok, va bene, ma prova di nuovo.”
“Get off the street!!!” ripete di nuovo lui praticamente uguale alla prima volta.
“Ok, sei pronto, coprimi le spalle e di alla gente di stare indietro quando esco” dice l’esperto impugnando la pistola mentre entra nel negozio.
“Ok gente, questa è una rapina, alzate le mani!” (This is a bank rob, put your hands up!)
“Give me the money, money, money, money….” (Dammi tutti i soldi, i soldi, i soldi…) lo sento urlare da dentro il negozio. “Everybody get down on the ground and don’t move!” (Tutti quanti giù a terra e non muovetevi!) lo sento di nuovo gridare.
Quindi esce con il classico sacchetto con dentro il bottino, esultando “Hey Jack, we’re rich!” (Hey Jack, siamo ricchi!)
“Get off the streets!!!” Urla l’altro, mentre fa partire un colpo di fucile che colpisce proprio il suo amico, che cade a terra, ormai cadavere, a pancia in su. Tutti quanti scoppiamo a ridere!
“Oh, oh…” sussurra, come a dire “L’ho combinata grossa…”
Quindi si avvicina al cadavere, gli appoggia il fucile sulla pancia, e… “Ok, everybody be quiet, he’s not gonna wake up…” (Ok, state tutti calmi, non si sveglierà!)
Poi vede il sacchetto con il bottino e si china a raccoglierlo “What’s this?” (Cos’è questo?). Guarda dentro e vedendo il gruzzoletto di soldi esulta felice e si allontana con lo spettacolo che termina qui!
È stata una cosa fantastica, una delle cose più divertenti in assoluto dell’intera vacanza!!!
Tranquilli però che, come direbbe il vecchio Max (Pezzali, ndr), “Il meglio deve ancora arrivare” (tra l’altro la canzone di chiusura del mio cd della vacanza dello scorso anno…) e di cose assolutamente fantastiche, ma di un fantastico incredibile ce ne saranno ancora parecchie nel corso della vacanza!
Comunque gli attori sono davvero bravi e parlano con un accento semplicissimo da capire. Terminato il tutto si prestano volentieri per fare foto con il pubblico, che spettacolo!
Ci inoltriamo nel paese trovando delle sagome di cartone dove mettere la testa e scattare la foto. Me ne faccio scattare una dove io sarei vestito da prete dell’epoca con a fianco la perpetua, che in questo caso manca di testa in tutti i sensi… Spettacolo! Peccato però che non sono per niente credibile! A parte la strada principale ci sono anche altri viottoli dove troviamo le abitazioni, l’albergo d’epoca (solo da vedere naturalmente, non ci si alloggia veramente) ed altre costruzioni (foto N° 269 e 270). Saliamo i sentieri e guardiamo la cittadina dall’alto (foto N° 271), incredibile con il deserto tutto intorno. C’è anche un trenino che ti fa fare il giro delle miniere (foto N° 272), ma noi facciamo solamente il giro a piedi di altre miniere (1 $, filmo tutto ma non ho foto purtroppo). Adesso si che mi sento uno speleologo in missione! Si attraversano lunghe miniere dove ogni tanto si incontrano dei manichini-operai con piccone in mano per rendere l’idea di come lavoravano. C’è anche un punto dove c’è una brandina dove il minatore (il manichino in questo caso) si andava a stravaccare dopo una massacrante giornata di lavoro. Tutto davvero fantastico, peccato non avere fatto anche il giro sul treno. Purtroppo però la nostra visita al paese già si stava prolungando sin troppo con tutta la strada che ancora ci rimaneva da fare.
Arriviamo alla scuola (foto N° 273 e 274) e quindi al ristorante-saloon (foto N° 275).
Il nostro giro termina qui. Se nei vostri viaggi vi trovate ad attraversare questa zona ricordatevi assolutamente di fermarvi in questo paesino, è assolutamente fantastico!
Ritorniamo sulla I-15 riprendendo la rotta verso Los Angeles. Per ingannare il tempo vengono fuori i soliti discorsi senza senso, mentre dalla radio esce il fantastico suono delle canzoni che ho messo su CD. Ad un certo punto ci sorpassa una vecchia Cadillac mezza scassata, anche se poco dopo rallenta. Sono io a superarlo stavolta e mentre lo affianchiamo ci giriamo a destra verso il sorridente autista che ci saluta allegramente sporgendosi fuori dal finestrino…
“Ma è Flea!!! È il bassista dei Red Hot Chili Peppers!!! Spettacolo!!!! Grande Flea!”
Ovviamente, almeno credo, non è che fosse Flea veramente, ma era davvero un sosia più che perfetto! Devo dire che a  me i RHCP stanno parecchio antipatici, anche se di canzoni belle ne hanno fatte parecchi, ed anche se sono dei surfisti, però l’incontro con “Flea” è stato davvero divertente con quei suoi occhi da pazzo spiritato!
Percorriamo ancora diversi chilometri poi giriamo verso ovest sulla I-10 West. Siamo ormai alla latitudine di Los Angeles ed in lontananza si incominciano a vedere i grattacieli del downtown, non molto numerosi a dir la verità se li paragoniamo a quelli di NY. Il nostro albergo si trova nel quartiere di West Hollywood (WeHo), per cui dobbiamo attraversare tutta la città per circa un centinaio di km direi. Man mano che ci avviciniamo al downtown incontriamo ai lati della nostra carreggiata quelle famose lunghissime e larghissime lingue d’asfalto delle freeway. Queste in pratica sarebbero tipo le nostre tangenziali, solo con molte più corsie. Passiamo anche sotto ai celebri “grovigli” delle rampe delle corsie di accelerazione che si vedono in tutte le foto di LA dall’alto. Non è sia squisitamente bello dal punto di vista estetico, comunque di sicuro è impressionante e molto caratteristico vedere tutto quell’asfalto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Settembre 2008, 08:15:07
Giriamo sulla 101 North che va verso WeHo, con l’emozione e la voglia di arrivare che aumenta sempre più. “Los Angeles amico! Ci siamo!”
Giriamo infine sul Santa Monica Blvd, che sarebbe praticamente l’ultimo tratto della Route 66. Siamo ormai usciti dall’autostrada e dalle freeways, questa è una strada normale, a due corsie per senso di marcia però. Arriviamo finalmente a WeHo (West Hollywood); non mi sembra vero… non mi sembra vero che faccia così schifo! Viaggiando, almeno su questa strada, incontriamo solo costruzioni basse, piuttosto vecchie e con negozi e botteghe abbastanza squallidi e fatiscenti.
Niente paura però, come già vi avevo detto per San Francisco, quasi in tutte le città in cui sono stato al primissimo approccio non è che mi siano subito piaciute. Ci fermiamo in un distributore per fare rifornimento in modo da essere poi a posto per almeno qualche giorno (35$ / 4,499$ al gallone), poi finalmente arriviamo al nostro Motel; Alta Cienega Motel, 1005 North La Cienega Blvd - West Hollywood.
La disponibilità di hotel, anche a prezzi davvero economici, che c’è per LA è impressionante.
Prima cosa su questa città però, Los Angeles praticamente non esiste!
Questa città non è altro che un mega agglomerato urbano di tantissime cittadine praticamente indipendenti (Malibu, Santa Monica, Venice beach, Hollywood, West Hollywood, Beverly Hills, Bel Air, Brentwood, Westwood, Pasadena, il Downtown, etc. tanto per citarne solamente alcune, quelle che più o meno tutti abbiamo sentito nominare), ragione per cui questa città assume una larghezza davvero smisurata, oltre 1.200 chilometri quadrati la sua estensione. Diventa quindi fondamentale scegliere la location dell’albergo nella zona più adatta al tipo di soggiorno che si vuole fare. Ormai conoscete me ed Enea, noi vogliamo vivere la città anche di notte e la zona di West Hollywood è sicuramente il punto più strategico. Anche nel downtown (lontanissimo comunque da WeHo) ci sono diversi lounge panoramici nei grattacieli, davvero molto belli (non ci andremo mai però) e sicuramente di livello molto più alto dello standard di quelli di Hollywood e WeHo, ma la scelta è infinitamente minore e comunque si è davvero troppo distanti dalle restanti zone della città da visitare. Anche Hollywood va benissimo, ma io preferisco WeHo in quanto c’è meno “casino” di turisti. Altra cosa da tenere in considerazione è che è impossibile visitare LA senza avere la macchina. È vero che con la combinazione metro + autobus si va dappertutto (forse impiegando anche meno tempo visto che con la metro non si rischiano certo gli ingorghi), ma una vota che si giunge nel quartiere di destinazione la zona sarà poi comunque davvero troppo vasta da girare a piedi! Questa città non è stata creata a misura di pedone, è proprio stata creata per essere girata in macchina! In tutti i quartieri in cui si va le zone pedonali o comunque dove c’è un minimo motivo d’interesse per cui girare a piedi sono davvero poche! Scordatevi NY, questa città è esattamente il suo opposto e gran parte della giornata la si trascorre in auto.
Dopo una presentazione del genere dubito che ci possa essere qualcuno che ha visto crescere dentro di sè la voglia di conoscere questa città, eppure vi assicuro che vale la pena di vistarla, anche se però bisogna partire già ben preparati e con mete precise per dove andare, altrimenti ci si perde davvero nella sua immensità e nella sua dispersività.
Il terzo motivo per cui ho scelto questo albergo, dopo che per la sua economicità e la location, è che lo avevo visto in quel programma di Rete A sulla California di cui accennavo all’inizio del racconto. In questo albergo infatti ha alloggiato per diversi mesi Jim Morrison. Avevano fatto vedere anche la sua stanza, completamente ricoperta di scritte e graffiti frutto del suo genio-delirio. È possibile alloggiarvi con qualche dollaro di sovrapprezzo rispetto alle tariffe standard; a me comunque bastava vederla.
Arriviamo a destinazione (foto N° 276) molto prima del previsto, sono solamente le 4.15 pm ed in totale abbiamo percorso 348 miglia (557 km). Proprio di fronte al motel si trova un enorme CVS (farmacia-supermercato, stessa catena di quella dove avevamo preso la cremina a LV) ed al suo fianco un 7 Eleven; non possiamo davvero chiedere di meglio!
Entriamo per il check in. Anche questo è il classico motel su due piani (foto N° 277) e noi siamo davvero fortunati dato che proprio ora stanno sistemando la stanza di Jim Morrison e possiamo vederla internamente! (foto N° 278, 279 e 280). Il buon Jim doveva essere proprio in una fase acuta di delirio quando ha fatto tutte quelle scritte che comunque rappresentano una sorta di patrimonio artistico sicuramente da custodire. Proprio in quel momento arriva un lungo macchinone americano dal quale scende un tipo tutto tatuato ed una ragazza davvero splendida, ma… un attimo… è Fergie (cantante dei Black Eyed Peas)?!? Mi avvicinano e mi chiedono se quella che vedono è la stanza di Jim Morrison. Glielo confermo, neanche vivessi qua da sempre! Di nuovo ci metto un po’ a convincermi che si tratta di una sosia, comunque davvero bellissima.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 05 Settembre 2008, 08:15:21
Anche la nostra stanza non è che sia esattamente confortevole (foto N° 281, anche se qui appare migliore di quello che in realtà è), ma abbiamo due queen bed, bagno in camera e pure la televisione. È anche tutto pulito anche se davvero vecchio. Di certo abbiamo dormito in posti molto peggiori, soprattutto a NY. Alla fine è anzi un posto perfetto, il classico squallido motel! Ora è di proprietà di una coppia di asiatici straordinariamente gentili, anzi talmente tanto gentili che purtroppo la mia mente italiana induce al sospetto.
Decidiamo che per andare in giro la giornata è ormai persa e che forse è meglio rimanere a riposarsi e leccarci le ferite (leggasi le caviglie gonfie, ndr). Usciamo solo per andare a fare la spesa al 7 Eleven, dove finalmente torno a prendere la squisitezza mangiata tantissime volte lo scorso anno (avevo addirittura postato una foto!), e per fare un sopralluogo da CVS. È qua che mi scatta l’insensato trip delle patatine… Vedendo le infinite possibilità di scelta mi viene una voglia improvvisa, neanche fossi una donna incinta o il Cassano di “Guida al campionato” (magari qualcuno di voi lo ha visto, ndr). Fatto sta che ne devo prendere assolutamente un sacchetto. Eppure in Italia non le mangio mai! A Los Angeles invece dovrò prendere il mio bel sacchetto ogni sera!
Torniamo quindi al motel, dove scopriamo di avere anche la connessione WiFi gratuita, e dove abbiamo finalmente un po’ di tempo per riposarci prima di prepararci per la serata. E questa tregua per noi è un’occasione più unica che rara!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 05 Settembre 2008, 10:52:00
Wow che viaggio appassionante ricco di emozioni... area 51, il miraggio e poi Calico davvero fantastica!!!!! La stanza di Jim Morrison!!!!!
Grazie Luca ancora una volta per averci permesso di leggere e vivere questa tua magnifa avventura  :)
Nn vedo l'ora di leggere il seguito


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 05 Settembre 2008, 14:34:18
Fichissimo il Saloon di Calico....ci mancava soltanto che entrasse Clint Eastwood ;D
Wow che darei per avvicinarmi soltanto alle recinzioni dell'Area51 e leggere i cartelli d'avviso...su google col satellite la individuai seguendo le coordinate di vari siti, ma le immagini non erano naturalmente limpide! Lì vicino invece si possono vedere chiarissimamente tantissimi crateri dei test nucleari degli anni 50 e 60...
Ma avete visto i negozi per quelle strade deserte che commerciano sugli "alieni"???


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 05 Settembre 2008, 16:06:13
Che spettacolo il paesino fantasma!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 09 Settembre 2008, 08:15:33
Per preparare questo viaggio mi ci sono volute infinite ore di ricerche in internet (ottima tra l’altro la guida della rivista Where, www.wherela.com disponibile anche per tante altre città), oltre che un accurato studio della Lonely Planet. Per informarmi sulla nightlife di LA però, nella quale avevamo tra l’altro poche sere a disposizione, ho utilizzato un mezzo piuttosto insolito, cioè la tv.
Su MTV infatti hanno trasmesso fino a poco prima della mia partenza un telefilm-reality, “The Hills”, ambientato proprio a LA. Immagino che molti di voi non l’abbiano mai visto, ma diciamo che le protagoniste sono un gruppo di giovani ragazze, tutte piuttosto benestanti, che abitano a WeHo e che vanno spesso in giro per locali. Come telefilm sarebbe veramente una grandissima scemenza (come anche tante altre serie tv targate Usa però) dato che le ragazze sembrano non fare proprio il classico chilo, ma il bello è che in qualsiasi posto vadano, che sia discoteca o caffè o semplicemente luogo di lavoro, mettono sempre un sottotitolo con l’indicazione del nome del posto ed il quartiere in cui si trova. Insomma, una vera guida della città!
Inoltre gli episodi sono tutti davvero recenti (lo si capisce in base alle canzoni che mettono, ndr) e se ben ricordo nella seconda serie, cioè dove sono arrivati in Italia, avevano anche già festeggiato il capodanno di inizio 2008. Io, con pazienza certosina, mi sono sempre trascritto puntata per puntata i vari locali in cui andavano e poi li ho cercati in internet per avere l’indirizzo completo. Mi ha detto Enea dall’Oklahoma che nella versione americana mettono pure il titolo delle canzoni che passano!
Su http://soundtrack.mtv.com/the-hills si trova la scaletta delle canzoni di ogni episodio, con la possibilità di ascoltare.
Ovviamente a parte questo ho fatto anche altre ricerche per mio conto, ma praticamente le informazioni tratte da The Hills mi sarebbero già bastate visto che sembravano tutti locali di ottimo livello nei quali non vedevo l’ora di esserci anche io!
Inoltre le ragazze in questione sono anche tutte piuttosto carine (alcune anche molto!), quindi alla fine il programma si riusciva a seguire lo stesso nonostante la scemenza. Poi forse mi sono fatto prendere un po’ la mano ed ho iniziato a cercare un modo per riuscire a contattarle!
Ho iniziato a cercare da Audrina Patridge, quella che esteticamente mi piace di più. Non ci ho messo molto a trovarla su myspace (http://www.myspace.com/audrinaxo o http://www.mtv.com/photos/?fid=1592130&view=thumb  per foto ), anche se non ho ottenuto nulla più che entrare a far parte della sua rete di amici. L’ho cercata anche su facebook (in America praticamente tutti hanno un account su questo social network), ma a suo nome ci sono decine e decine di account, probabile che siano “fans” che si spacciano per lei. Man mano le ricerche si sono fatte sempre più appassionanti ed alla fine ho scoperto che mi ci stavo pure divertendo!
Non ho trovato neppure nessun indirizzo del luogo dove lavora, cioè da Epic Records a Santa Monica (o almeno questo è quello che fanno vedere nel telefilm-reality). Purtroppo Audrina era andata. La seconda scelta era la pur sempre bellissima Heidi Montag. Purtroppo non sono riuscito a trovare nemmeno dei suoi contatti (non so dirvi perché, visto che alla fine era semplicissimo, www.myspace.com/heidimontag o http://www.mtv.com/photos/?fid=1592133&view=thumb per foto), ma ho però  trovato dove lavora (almeno sempre per quel che fanno vedere in tv), cioè da Bolthouse Productions SBE (8000 Beverly Blvd, WeHo), società organizzatrice di eventi. Giusto per curiosità ho cercato anche Lauren Conrad, la vera protagonista della serie, anche se non è che mi piaccia tanto. Comunque l’ho aggiunta nella rete di amici di myspace (http://www.myspace.com/laurenconrad o http://www.mtv.com/photos/?fid=1592128&view=thumb per foto). Whitney Port (http://www.mtv.com/photos/?fid=1592132&view=thumb per foto) è forse quella che rispetto alle altre capisce leggermente di più ed è anche sicuramente la più posata ed elegante, ma non l’ho nemmeno cercata.
Su www.iamonmtv.com si può chattare con le ragazze (sempre che siano realmente loro a rispondere…) ma questa sito l’ho scoperto soltanto dopo il viaggio e comunque mi sembra davvero troppo patetico.
Comunque uno degli obiettivi dei nostri giorni a LA era di uscire con Audrina o Heidi, o almeno di vedere le ragazze in giro per i club. Chiaro che di belle ragazze ne avremmo trovate tante, ma così, con degli obiettivi, era più divertente.
Indosso il vestito nero, camicia bianca a costine e cravattino nero. Stasera si va all’Area (643 N. La Cienega Blvd, WeHo www.sbe.com/area/), locale in cui le ragazze di The Hills sono andate spessissimo (sempre prendendo un tavolo, come in America fanno tutti) e nel quale anche Bolthouse organizza serate (anche se però di martedì, quando purtroppo non saremo più a LA).
Usciamo verso le 10 pm dirigendoci subito verso l’Area. Non sappiamo ancora bene come muoverci in questa città, per cui preferiamo andare direttamente dove abbiamo stabilito per non correre il rischio di arrivare tardi (anche se il locale è sulla nostra via) e non riuscire ad entrare.
Il locale si rivela davvero vicinissimo al nostro motel, ci sarà circa 1 km di distanza. Per le dimensioni di LA praticamente è sotto casa. La Cienega Blvd comunque non mi fa una grande impressione dal punto di vista estetico, è una strada di scorrimento con due corsie per senso di marcia e con i soliti fabbricati bassi ai lati.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 09 Settembre 2008, 08:16:07
Immediatamente ci imbattiamo nella più grande difficoltà cittadina, ovvero trovare parcheggio. Anche qua come a LV, in ogni posto c’è il “valet parking” dove si posteggia immediatamente pagando 10-15 $, ma proprio non ci va di sprecare soldi in questo modo, così facciamo un giro esplorativo. Parcheggi gratuiti proprio non ce ne sono, lungo la strada ci sono i parchimetri nei quali inserire le monete, ma sono tutti già occupati. Giriamo allora per una strada laterale e dopo un po’ troviamo finalmente posto. È buffo, basta uscire dalla strada principale che attraversa il quartiere, in questo caso La Cienega Blvd, per far si che la zona diventi immediatamente davvero graziosa. Ci renderemo conto solo più avanti che in questa città è vero che lungo le strade principali ogni zona appare abbastanza squallida, ma basta immettersi in una strada laterale di minore importanza per ritrovarsi in splendidi e pacifici quartieri residenziali con tutte le case dotate di splendido giardinetto all’ingresso.
Non ci sembra ci siano divieti di sosta, così parcheggiamo senza dover pagare nulla oltretutto. Col senno di poi penso che però sia impossibile che effettivamente si potesse parcheggiare. Oltre che guardare se ci sono cartelli su palo che indicano dei divieti, bisogna anche guardare sulla costa del marciapiede che non ci siano numeri (che indicano la piazzola di sosta abbinata ad una abitazione) e che questa non sia dipinta di rosso o verde. Mi sembra di aver capito che il colore rosso indichi che il posteggio è riservato (all’abitazione o negozio che si trova oltre il marciapiede), mentre il verde indica che si può parcheggiare solo per un tempo limitato, di solito 15 o 30 minuti. In ogni caso di certo in una zona residenziale tutti i posti sono riservati.
All’ingresso del locale non troviamo troppa gente, ma ci fanno aspettare lo stesso. Per fortuna le temperature cittadine non sono nemmeno paragonabili a quelle di LV, qua siamo sui 24-25°. Con la giacca fa un po’ caldo, ma lo si può sopportare tranquillamente.
Per essere più tranquillo di riuscire ad entrare mi ero messo in lista su due differenti siti, su www.clubplanet.com e su http://www.myspace.com/SneakSvip (mandata mail a sneaksvip@gmail.com).
Sento pronunciare ad una ragazza il nome della lista sneaksvip, così anche io decido di utilizzare quella e siamo subito dentro. Ingresso 20 $, di nuovo è stato sufficiente mostrare la Carta d’Identità e la tipa non ha nemmeno controllato che il mio nome fosse effettivamente sulla lista.
Il posto ci sembra subito molto carino ed elegante, ma purtroppo le foto mi vengono tutte mosse, ne inserisco giusto una (N° 282, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/)  
In breve il locale si riempie senza però essere troppo affollato. Delle ragazze di The Hills non v’è traccia, ma ce n’è sono altre comunque molto carine, tra le quali una davvero fantastica. Il locale comunque purtroppo è affollato da asiatici e neri, con la conseguenza che la musica è abbastanza disgustosa. Le uniche canzoni che ricordo e che conosco sono Gimme More e Pieces of me di Britney Spears (con la gente che si scatena) ed il solito fantastico remix di Like a Prayer di Madonna.
A testimonianza del fatto che il senso del bello in America non esiste, la tipa fantastica viene “avvinghiata” da dietro da un ragazzo nero veramente brutto e sì lasciano andare in un ballo talmente hot quasi da censura… Trascorrerà praticamente tutta la serata con lui, incomprensibile, almeno per noi. Anche qua nessuno fa caso ai nostri eleganti vestiti. Le ragazze come sempre sono tutte vestite carine, mentre i ragazzi indossano magliette assurde con scritte o disegni troppo evidenti e di cattivo gusto. Insomma forse sono un po’ deluso da questo posto, ma probabile che non abbiamo beccato la serata giusta (che dovrebbe essere il martedì con l’organizzazione Bolthouse). Di sicuro mi aspettavo un tipo di gente diversa, dato che il locale è davvero molto elegante. Ad un certo punto ci passa a fianco una tipa che ci lascia la scia del suo profumo, solo che questo ha il classico odore dei deodoranti dei bagni pubblici!!! Incredibile, non possiamo fare altro che scoppiare a ridere!!!
Proviamo a buttarci in pista. Enea viene scambiato come sempre per uno dello staff del locale e qualche ragazza gli chiede dov’è il bagno.
“I don’t know” è la sua risposta ormai più che collaudata. Io provo a guardarmi intorno ed a seguire un po’ la musica, ma piano piano mi accorgo che le palpebre si fanno davvero pesanti e che le immagini scorrono a rilento e sempre più offuscate… mi sto praticamente addormentando ballando!!! È incredibile, ci andiamo a sedere un attimo prima che caschi davvero a terra addormentato!  
Sono già dieci giorni che siamo via ed evidentemente un po’ di stanchezza per i continui lunghi spostamenti incomincia ad affiorare. Mi riprendo e stiamo un po’ in giro, ma poi verso l’1.30 am usciamo ed andiamo verso il motel. Alle 2 am siamo già a letto. Speriamo davvero di riprendere tutte le forze.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 10 Settembre 2008, 17:07:17
Io ho visto Audrina in un hukka bar a West Palm Beach, era l'unica del cast...in tarda serata poi era ospite di un noto club a clematis street.

Proprio l'altra sera andava in onda la nuova serie, sono stati al LAX.. :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 10 Settembre 2008, 17:49:27
Citazione
Io ho visto Audrina in un hukka bar a West Palm Beach, era l'unica del cast...in tarda serata poi era ospite di un noto club a clematis street.

Proprio l'altra sera andava in onda la nuova serie, sono stati al LAX.. :D
Che spettacolo!!! Non hai tentato l'aggancio?  ;)
In Italia purtroppo siamo ancora indietro con le puntate, ferme alla seconda serie.
Mi ha detto Enea dall'Oklahoma che nell'ultima serie trasmessa in America hanno fatto una festa in spiaggia a Malibu, non vedo l'ora di vederla!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2008, 08:17:11
11/07/2008 Venerdì.
Sveglia alle 8 am. Facciamo colazione con i biscotti acquistati al 7 Eleven, quindi saliamo in auto. Non siamo molto attrezzati in quanto a cartine della città (anche perché forse è impossibile averne davvero una completa date le sue dimensioni!), quindi decidiamo di fare un salto al vicino centro commerciale Beverly Center (8500 Beverly Blvd, WeHo) dove la Lonely Planet indica esserci un visitor center. Come mappe abbiamo solo quella riguardante la zona di WeHo fino ad arrivare ad est sull’Hollywood Blvd ed alla sua Walk of Fame (la via dove nel marciapiede sono incastonate le stelle con i nomi dei personaggi famosi), presa al motel e quella del Downtown, inserita nella guida che mi sono fatto inviare del visitor center. Abbiamo anche quelle della Lonely Planet, ma girare con la guida in mano è abbastanza scomodo. Inoltre avevo già  scaricato dai siti dei rispettivi visitor center le mappe di Venice beach e Santa Monica.
Parcheggiamo l’auto nell’immenso parcheggio coperto e su più piani del Beverly Center. Nemmeno qua il posto è gratuito, con 2 $ guadagniamo abbastanza tempo per fare i nostri giri. Arriviamo così presto che i negozi sono ancora chiusi, anche se apriranno a breve. Il centro commerciale è davvero molto grande, con negozi tipo Macy’s, Bloomingdale’s, H&M, etc. Ho letto che questo centro è apparso anche in diversi film, ma non me ne viene in mente neanche uno. C’è un Apple store, con tantissima gente in fila al suo esterno.... “Saranno in fila per comprare l’iPhone!” dico come battuta per prenderli un po’ in giro; scoprirò solo alcuni giorni dopo che era proprio così!
In quei giorni infatti era stato immesso sul mercato il nuovo modello, che tra l’altro è andato esaurito in pochissime ore in tutti gli store sparsi per l’America (circa 160). Questa caccia disperata all’iPhone con la gente disposta ad aspettare per ore (se non addirittura passare la notte davanti al negozio, come era successo a NY!) mi sembra davvero insensata; comunque contenti loro contenti tutti.
Del visitor center comunque non v’è traccia, c’è solo un costumer service che però fornisce indicazioni esclusivamente sul centro commerciale.
Il programma originario della giornata prevedeva di andare in giro per Hollywood, WeHo, Beverly Hills, Bel Air, etc., ma realizziamo fin da subito che è decisamente troppo pieno.
Dal programma originale dei nostri 4 giorni a LA avevo già tolto la visita ai famosi Universal Studios (100 Universal City Plaza, nei pressi di Griffith Park www.universalstudioshollywood.com), nei quali ci sono i set cinematografici dei film realizzati da questa casa di produzione, in quanto mi sembravano decisamente troppo una “americanata”, come si dire generalmente in gergo. Il nostro amico Giuly era passato anche da qua nel suo viaggio di nozze e ci aveva mostrato i video da lui realizzati. A parte però i set di Jurassik Park e Water world (quest’ultimo davvero bello) non avevo visto nessun altro film di quelli che lui ci aveva mostrato, ed inoltre gli spettacoli mi sembravano davvero troppo realizzati sulla base di ciò che è divertimento per l’Americano medio. Quel che aveva però fatto pendere la bilancia definitivamente dalla parte di non farvi visita è stato l’incendio accaduto lo scorso Giugno, nel quale era andato distrutto il campanile con l’orologio del film “Ritorno al Futuro”, cioè il set che in assoluto avrei voluto più vedere!
Piuttosto allora sarei andato ai Warner Bros Studios (3400 Riverside Dr., Burbank, San Fernando Valley www.wbstudiotour.com) dove è possibile vedere la Batmobile e soprattutto il Cafè Central Perk di Friends! Decidiamo di non andare nemmeno qui però, così avremmo praticamente guadagnato un giorno in più da dedicare alla città.
Certo però che se consideriamo che questa è una città dove non si trovano edifici rilevanti dal punto di vista storico e nemmeno di particolarmente belli dal punto di vista architettonico, cioè che diventa caratteristico allora sono proprio i set cinematografici, sia che si trovino nei vari Studios, sia quelli dei luoghi aperti sparsi per la città.
Anche noi comunque avremmo avuto la nostra visita cinematografica. Rifacciamo un attimo i programmi e decidiamo così di recarci subito al 12629 Riverside Dr., North Hollywood, Los Angeles, dove si trova il Sacred Heart Hospital, cioè l’ospedale all’interno del quale è girato Scrubs! Di tutte le varie location cinematografiche questa era di certo quella a cui tenevamo di più! Ne impostiamo quindi la destinazione sul navigatore. È importante ricordare che nell’inserire la via non bisogna mettere Los Angeles come città, ma il quartiere (ad esempio Hollywood, Beverly Hills, etc), altrimenti si rischia di andare in tutt’altra direzione. Girare questa città senza navigatore, almeno per chi va per la prima volta, penso sia davvero impossibile. Orientarsi fra le tante e famigerate freeways (tipo le nostra autostrade, però gratuite e fino a 6/7 corsie per senso di marcia!) è davvero problematico e senza la sapiente guida parlante non saremmo mai riusciti ad arrivare a destinazione.
Percorriamo quindi La Cienega Blvd in direzione nord, che oltretutto ci da modo di avere una prima vista sulle famose colline, The Hills appunto (foto N° 283, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/), fino ad arrivare ad immetterci nella freeway (foto N° 284). Per fortuna il traffico mattutino è ormai smaltito ed in una ventina di minuti arriviamo a destinazione.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2008, 08:18:15
L’avevo già visto con la street view di google maps, ma ritrovarsi davanti l’ospedale, per noi appassionati di questa serie, è davvero fantastico! Nella realtà ovviamente non si chiama “Sacro Cuore”, ma University Medical Center ed è un vecchio ospedale (mezzo in rovina!) ormai inutilizzato, se non appunto come set televisivo (foto N° 285). Parcheggiamo l’auto e proviamo ad avvicinarci. Facciamo un giro intorno all’edificio indisturbati, trovando tanti piccoli particolari davvero fantastici! (foto N° 286, 287 e 288). Già il fatto di vedere i vasi con la scritta “Scrub” e la scritta “JD” su una colonna è bellissimo! In giro ci sono tanti proiettori ed attrezzatura varia, tutta quanta tenuta in modo piuttosto confusionario. Ad un certo punto però incontriamo una guardia che ci avvisa che non possiamo stare qui, così ci allontaniamo e proviamo ad entrare dall’ingresso principale (foto N° 289) dove c’è il parcheggio dei dipendenti che fanno sempre vedere in tv! Purtroppo c’è una guardiola e veniamo di nuovo stoppati. Ci dicono che ora non stanno filmando, ma che comunque l’ingresso è vietato. Non esiste un tour organizzato di questo set e loro non hanno la possibilità di farci entrare. Sono molto gentili e disponibili però, ci chiedono da dove veniamo e mi sembrano anche un po’ sorpresi che siamo venuti fin qua per vedere l’ospedale. Chiedo se almeno possiamo entrare giusto appena nel parcheggio, solo per fare una foto all’ingresso, ma dicono che proprio non possono permettercelo.
Ci suggeriscono allora di provare a tornare lunedì pomeriggio, quando le riprese saranno in atto. Ringraziamo per l’informazione e ce ne andiamo con un sapore agrodolce in bocca. Certo è stato fantastico ed emozionante vedere l’ospedale, ma già che c’eravamo sarebbe stato perfetto riuscire ad entrarvi! Lunedì pomeriggio sarà difficile riuscire a venire visto che il programma prevede di visitare le spiagge a sud di LA e quindi saremo in tutt’altra direzione.
“Dobbiamo assolutamente trovare il modo di tornare lunedì! Sai se poi dovessero servire delle comparse ed alla fine riuscissimo pure ad apparire in un episodio di Scrubs!”
“Magari!!! Sarebbe fantastico!!!”
“E magari conosciamo anche JD ed Il Dottor Cox!”
Risaliamo in auto elettrizzati da questi discorsi.
Ci rimane da spendere il finale di questa mattinata e tutto il pomeriggio, così decidiamo di andare a fare visita al Downtown, il centro finanziario. Torniamo su una freeway che in mezz’oretta ci porta a destinazione. Rimane solo il problema più grosso ora, trovare parcheggio! Dopo un po’ che giriamo alla fine troviamo posto lungo una strada non troppo distante dal visitor center. Inseriamo un po’ di moneta nel parchimetro, giusto quella necessaria per avere tempo di andare al punto di informazioni turistiche (685 S Figueroa St., Downtown www.visitlosangeles.info). Il Downtown a prima vista non mi sembra affatto così brutto come spesso viene dipinto, anzi ci sono alti palazzi imponenti che potrebbero stare benissimo pure nel contesto di NY (foto N° 290). Gli spazi tra un edificio e l’altro però qua sono sicuramente superiori ed anche il traffico, pur intenso, è senz’altro meno caotico. Insomma in California si fa senz’altro una vita più tranquilla e rilassata, anche nel cuore del centro finanziario cittadino. Le costruzioni antiche sono poi praticamente affiancate alle moderne, creando un mix di stili in contrasto davvero gradevole. Di grattacieli comunque ce n’è sono molti meno e di sicuro sono più bassi rispetto a quelli di NY, a dimostrazione del fatto che questa città è costruita prevalentemente in senso orizzontale e non in verticale.
Al visitor center troviamo una marea di cataloghi, di mappe ed altre cose interessanti, tipo guide di zone della città che ancora non avevo come Hollywood, West Hollywood, Downtown, Huntington Beach, etc. Allo sportello c’è poi un’anziana signora, direi sugli 80 anni, pronta a fornire indicazioni (una di quelle che Locomotiva nel suo report chiamava “zietta”!) che è davvero vitale ed irresistibile! È infatti sempre pronta a fare battute con tutti quelli che le passano davanti. C’è un signore ad esempio che come me prende un sacco di cataloghi ed allora, mentre questo fa per uscire, lei gli chiede se rimarrà in città per un mese!
Mamma mia, chissà allora cosa dirà a me quando vedrà tutte le cose che ho in mano…
Mentre le passiamo davanti rimane infatti sbalordita per l’innumerevole quantità di materiale da me raccolto, ed allora mi chiede quanto rimarremo in città.
“Una settimana” rispondo allungando un po’ il periodo per giustificare almeno un pochino tutto quello che ho preso.
“Ti ci vorrà una settima solo per guardare tutte quelle cose che hai preso!” risponde lei facendomi scoppiare a ridere.
“Vuoi una borsina per mettere dentro tutto?” aggiunge.
“La avrebbe?” rispondo.
“Se ce l’ho? Ne ho una, ne ho due… ho tutte quelle che vuoi!”
Davvero gentilissima e simpaticissima.
Ritorniamo in auto alla ricerca di un parcheggio che ci dia la possibilità di rimanere un po’ più a lungo. Il nostro navigatore purtroppo non fornisce nessuna informazione a parte quelle su come raggiungere la destinazione immessa, ma alla fine lo troviamo all’845 di Olive St. at 8th Ave. Questo ha una tariffa flat di 5 $, cioè per tutto il giorno. Come temperatura saremo sui 28-29°, ma considerando che c’è poca umidità direi che si sta benissimo.
Poche strade più a sud di qua ci sarebbe la Staples Center Arena, sede della squadre di basket (Lakers e Clippers), hockey su ghiaccio (Kings) e football al coperto (Avengers), ma noi siamo diretti verso nord. Di nuovo il Downtown ci appare molto bello, sicuramente la zona della città che fino ad ora c’è piaciuta di più. Arriviamo in Persching Sq. (foto N° 291), bellissima piazza colorata circondata da palazzi. Poche centinai di metri più avanti verso nord si arriva nel vero cuore finanziario e lo stile delle costruzioni diventa molto più moderno (foto N° 292).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2008, 08:18:47
Nei dintorni troviamo un bar e ci fermiamo a mangiare un panino. Procediamo quindi sempre su Olive St. verso nord passando davanti alla bella sede del Los Angeles Times (foto N° 293) ed alla City Hall (foto N° 294). Ho letto che qua si potrebbe anche entrare e salire all’Observatori Desk (entrando da Spring St.), ma noi da qua tagliamo verso ovest per andare a vedere il fantastico palazzo futuristico che ospita la Walt Disney Concert Hall (111 S Grand Ave, foto N° 295). Un blocco più a sud c’è anche il Museum Of contemporary Art (MOCA), ma la sua facciata è in ristrutturazione. Comunque non sembrava nulla di che. Continuiamo di nuovo in direzione nord passando da un magnifico parchetto con enorme fontana (foto N° 296), giusto a sud della Cathedral of Our Lady of The Angel (555 W Temple St., foto N° 297). Questa dalle foto che avevo visto appariva senz’altro più bella, anche se forse non scelgo l’inquadratura migliore per fotografarla. Arriviamo fino alla ormai vicina e rinomata Olvera St., in realtà una piazzetta, sede di mercatini Messicani e costruzioni che riconduco appunto a quel Paese (foto N° 298 e 299). Nulla di particolarmente interessante comunque. Torniamo quindi verso la macchina attraversando tutta Little Tokyo, il Toy Disctrict ed il Fashion District. Soprattutto quest’ultime due zone ci incuriosiscono molto. Non lasciatevi impressionare dal nome, di fashion non c’è proprio nulla, si tratta di zone della città dove tutto appare un po’ vecchio e lasciato a se stesso. Soprattutto i negozi di abbigliamento attirano la nostra attenzione, con capi veramente di 30 anni fa, ma soprattutto negozi davvero spettacolari! Ce ne sono alcuni infatti dove si vende solo ed esclusivamente un prodotto, tipo solo borsette, solo calze di spugna, solo mutante, etc. All’interno si vedono scaffali sui quali sono riposti migliaia e migliaia di calze, oppure mutante, etc; non possiamo fare altro che procedere nella nostra direzione divertiti. Fare fotografie è difficile perché effettivamente non c’è proprio nulla da fotografare, diciamo che come zona potrebbe essere tipo una Chinatown, però senza cattivi odori e senza il solito “casino”. Se vi interessa potete vederla nel  videoclip di “La lunga estate caldissima” degli 883. Ok, come canzone è abbastanza imbarazzante, comunque il video è “divertente” e si vedono appunto queste zone.  http://www.youtube.com/watch?v=d5EUkExcb7k&feature=related
Non riesco comunque davvero a capire come si faccia a dire che il Downtown di LA sia brutto o poco interessante, finora è la zona della città che ci è piaciuta di più!
Torniamo a WeHo ed andiamo al Pan Pacific Park, un grazioso parco dove due ragazzi di “The Hills” erano venuti a correre una volta. Troviamo campi da baseball, playground, giostre per bambini e tanti sentieri per la corsa; una piccola oasi nella città insomma (foto N° 300, anche se non si vede praticamente nulla da qui).
Non sono sicurissimo di quello che vi scrivo ora, ma penso che questo parco si possa vedere anche nell’indimenticabile video della fantastica canzone dei Blink 182 “What's My Age Again?”
Anche le altre scene sono sicuramente tutte quante girate a WeHo, o almeno così mi sembra. http://www.youtube.com/watch?v=rCjbphQH2iE
Usciamo dal parco andando verso la W 3rd St. che in questo tratto è davvero carina, con palme ed aiuole floreali sui marciapiedi. La caviglia però purtroppo inizia a farmi davvero male. Non che abbiamo percorso tanta strada a piedi, ma col fatto che già non si è mai sgonfiata ora sta peggiorando sempre più. Enea invece, che non ha mai interrotto la cura con il cortisone, dice che anche la sua è gonfissima, ma che ormai non gli fa più assolutamente male. Il gonfiore è dovuto al cortisone, ma almeno il dolore per lui in un paio di giorni è passato. Proverò a ricominciare anche io la terapia da stasera, nel frattempo cerco di tenere duro.
Arriviamo al Farmer’s Market (6333 W 3th St. www.farmersmarketla.com), storico mercato con prodotti agricoli ma non solo, ormai in funzione dal 1934 (foto N° 301).
Pochi passi ancora ed arriviamo al The Grove (foto N° 302), splendida area commerciale che si concentra intorno ad una magnifica fontana (foto N° 303) con musica rilassante di sottofondo. Qui le ragazze di The Hills vengono spesso. Anche il viale d’accesso è molto carino (foto N° 304), con tutti i negozi più di moda presenti. Il negozio più carino in assoluto però è sicuramente quello di Abercrombie & Fitch (foto N° 305), anzi questo è sicuramente il negozio di questa catena più bello che avessi mai visto! Al suo interno sono presenti grandi quadri ed un arredamento a tema fatto davvero con buon gusto, peccato che ci sia sempre la solita musica da discoteca. Quel che però è sorprendente è che le commesse sono davvero tutte quante splendide! Mai visto un negozio con ragazze così carine! Provo a cercare un paio di magliette che avevo visto online sul sito ma, o non ci sono, o vedendole in foto mi sembravano più belle (nemmeno a NY le ho poi trovate). Usciamo proprio mentre succede una cosa meravigliosa… cioè il cambio di turno della commessa, ovviamente stupenda anche la nuova arrivata!
Altro che il cambio della guardia!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2008, 08:19:05
Torniamo verso la macchina passando dai CBS Studios (foto N° 306) all’interno dei quali vengono registrati talk show e soap opera. Ho letto che è possibile anche entrare gratuitamente e seguire le riprese, basta prendere i biglietti nell’apposito botteghino.
Sono poco più delle 5 pm, è ancora piuttosto presto. “Che facciamo adesso, andiamo a trovare Heidi? La Bolthouse è anche qua vicino!” (Heidi di The Hills, ndr).
“Perfetto!”
Risaliamo in auto ed in pochi minuti arriviamo alla Bolthouse Production SBE (8000 Beverly Blvd, WeHo, foto N° 307. Tra l’altro questa è anche la stessa inquadratura che fanno vedere in tv). Parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo verso il suo ingresso. In tv la serie viene spacciata come un reality, cioè con la vita della quattro principali protagoniste sempre sotto l’occhio attento della telecamera, pronta a riprendere i fatti più salienti delle loro vite. In realtà non so effettivamente quanto ci sia di vero in tutto quello che fanno vedere e non posso nemmeno essere sicuro che Heidi lavori veramente qui. Potrebbe benissimo anche essere tutto recitato. Inoltre non sappiamo neppure che orari di lavoro facciano, ma vale comunque la pena tentare.
La porta d’ingresso agli uffici è oscurata e chiusa a chiave, perciò non riusciamo neppure a vedere all’interno. Facciamo allora un giro sul retro (foto N° 308), da dove una volta Heidi era uscita scendendo le scale esterne con il suo fidanzato Spencer ad attenderla in auto. Sembra tutto tranquillo, torniamo all’ingresso principale. Ogni tanto vediamo uscire qualcuno dalla parta, con io che mi aspetto sempre da un momento all’altro che sia lei. Probabile che facciano orari flessibili e che ognuno si gestisca come meglio crede. Trascorrono una decina di minuti, sono già uscite diverse persone, ma di Heidi nessuna traccia.
Mi chiedo solo come mai tutte le volte che vengo in America sono sempre sulle traccia di qualche ragazza (ricordate lo scorso anno?). Comunque di sicuro è emozionante.
Passano una decina di minuti. “Qua stiamo sprecando tempo, alla prossima persona che esce chiedo se almeno lavora qui davvero” dico. E così faccio.
Con mia grande sorpresa (dato che ero fermamente convinto che fosse tutta una messa in scena) mi viene confermato che effettivamente lavora qui, anche se non sanno dirmi se si trova ancora in ufficio. Passano altri 10 minuti nei quali teniamo costantemente monitorata la situazione (neanche fossimo due investigatori in appostamento…). ma di lei nessuna traccia.
Non pensavo sarei arrivato a tanto, ma mi convinco che l’unica soluzione è provare a citofonare e chiedere di lei. Strano ma tutta questa situazione mi sa di già vissuta… (sempre lo scorso anno, ndr).
Mi risponde la centralinista (che se è realmente  quella che ogni tanto fanno vedere in tv è molto carina anche lei) e le dico che sto cercando Heidi Montag.
“Hai un appuntamento?” chiede.
Rispondo di no.
“Ok, aspetta un attimo…”
Non so bene cosa devo aspettare e soprattutto cosa attendermi ora, se una nuova comunicazione citofonica oppure Heidi che esce da quella porta. Fatto sta che sento l’agitazione salire dentro di me, con la situazione che mi ricorda davvero sempre di più quella dello scorso anno.
Passano 4/5 minuti poi, improvvisamente, la porta si apre…


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 11 Settembre 2008, 14:25:37
Da quanto ho letto mi gira la testa!!!! :o Los Angeles devo essere sincero mi attira molto poco....però credo ci siano dei locali pazzeschi ;) Mentre gli Universal Studios li avrei visitati, nonostante siano un' americanata, sarebbero sfiziosi. Chi c'era dietro la porta???


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 11 Settembre 2008, 14:31:32
E che cavolo!!!ma lo fai apposta,non ti puoi fermare così tutte le volte,voglio sapere chi è apparso da quella porta!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 11 Settembre 2008, 17:19:03
Citazione
E che cavolo!!!ma lo fai apposta,non ti puoi fermare così tutte le volte,voglio sapere chi è apparso da quella porta!!!!
Hai ragione!!! Scusate ma è più forte di me!
Comunque sto terminando il racconto della giornata, l'ho spezzettata perchè il tutto diventava decisamente troppo lungo!
Lo posto il prima possibile comunque!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 11 Settembre 2008, 19:25:01
Oh,io scherzavo!! ;D  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 12 Settembre 2008, 08:03:01
Citazione
Oh,io scherzavo!! ;D  ;D
Si, lo so, tranquilla   :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 08:15:40
Diciamo che non succede esattamente ciò che mi aspettavo, tra le varie ipotesi che avevo immaginato questa non l’avevo proprio prevista. Dalla porta esce infatti un omone enorme e nero, al quale io ed Enea affibbieremo presto il nome di “Bestione”.
Il Bestione ci guarda un secondo con aria interrogativa poi ci interroga “Siete voi che cercavate Heidi?”
La mia risposta tarda un attimo ad arrivare, tra la testa mi frulla ben più di un pensiero. Cosa gli rispondo adesso? Se rispondi di si magari questo qua si inc...a e chissà cosa è capace di fare, ma è chiaro che se rispondo di no tutto quanto finisce qui. Non avrebbe senso non giocarsela fino in fondo, penso, mentre dico “Sì, siamo noi”.
Il Bestione si rivela sorprendentemente amichevole, dice infatti che Heidi in questo momento non è al lavoro.
“E’ fuori città?” chiedo.
Risponde che non lo sa, sa solo che non è al lavoro. Aggiunge però che se vogliamo possiamo provare a contattarla lunedì e così dicendo mi detta il numero di telefono di Heidi!
Non ci credo!!! Comunque vada avrò il numero di Heidi memorizzato nella mia rubrica!!! Ancora oggi quando lo rivedo non posso non fare un sorriso!
Ringraziamo il Bestione per la sua gentilezza e risaliamo in auto elettrizzati.
Tutta questa sua disponibilità mi fa comunque riflettere. È vero che in internet si vedono foto delle ragazze di The Hills nei vari party di LA e LV con presenti anche tanti altri personaggi del mondo dello spettacolo ben più famosi di loro, ma se questo qua è arrivato al punto da darmi il numero di telefono forse significa che qua sotto a cercare Heidi non c’era mai venuto nessuno e che in realtà le protagoniste di questa serie non è che siano poi così popolari, perlomeno da queste parti. In internet si trovano una marea di info in merito a The Hills, tra forum vari e siti web dedicati; magari sono più celebri nel resto dell’America ed all’estero che in casa loro, del resto è sempre difficile essere profeti in “patria”. Per noi Italiani sarebbe stato scontato capire chi eravamo, cioè dei ragazzi venuti appositamente per conoscere Heidi, ma, se incomincio a capire almeno un pochino la mentalità Americana, è probabile che il Bestione non si sia nemmeno posto il problema di chi fossimo e ci ha semplicemente dato tutte le informazioni da noi richieste con la consueta gentilezza che contraddistingue questo popolo.
Non so darmi una risposta esatta, comunque poco importa.
Il tour di The Hills non è ancora finito per oggi, ed approfittiamo della vicinanza per andare a fare un salto al Cafè Sushi (8459 Beverly Blvd, WeHo), locale nel quale le ragazze sono andate a cena più volte. Pochi minuti e ce lo ritroviamo davanti (foto N° 309, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/page2/). Sembra un locale piuttosto informale, un posto tranquillo dove gustarsi in santa pace un buon aperitivo o la cena.
Sono poco più delle 6 pm, è ancora piuttosto presto, così decidiamo di fare un salto all’appartamento in cui vivono attualmente Audrina e Lauren (o almeno in Italia siamo arrivati a questo punto nella serie). In Tv fanno vedere che le ragazze abitano in un meraviglioso complesso residenziale chiamato “Hillside Villas” e che questo si trova a WeHo. Cercano in internet ho scoperto che in realtà non esiste un complesso che abbia esattamente questo nome, che di “Villas” ce n’è sono diversi sparsi per la città e che nessuno sa esattamente dove sia quello utilizzato per le riprese. Ho trovato il sito internet di queste residenze, tutta davvero fantastiche http://www.thevillasapts.com/ ed infine ho guardato l’indirizzo di dove si trovano. Alla fine il candidato migliore per essere davvero l’appartamento in questione mi sembrava proprio l’unico che si trova a WeHo (“The Villas at Park La Brea”, 5555W 6th St., WeHo) al quale oltretutto ci trovavamo molto vicino in questo momento. Pochi minuti di macchina e ce lo ritroviamo di fronte (foto N° 310). Splendido, l’appartamento è davvero splendido! Purtroppo però non mi sembra quello che cercavamo. Al suo ingesso purtroppo c’è una guardiola e quindi non possiamo avvicinarci più di tanto. C’è un gran via-vai di gente però, tra chi torna a casa e chi invece è già pronto per uscire per la cena. Tutte auto di lusso, ovviamente. C’è un parcheggio sotterraneo nel quale vediamo entrare davvero decine e decine di auto, forse serve da posteggio anche per gli altri appartamenti confinanti. Aspettiamo circa cinque minuti ma non succede nulla di particolarmente interessante. La zona in cui è immerso questo appartamento è davvero magnifica, con tanto verde, aiuole curate e tutte le case con il classico splendido giardinetto all’ingresso (foto N° 311). Incredibile ma troviamo pure qua un tifoso dei Red Sox! (squadra di baseball di Boston ed acerrimi rivali degli Yankees, ndr). Vediamo infatti un’auto con la targa personalizzata “Fenway P” (cioè Fenway Park, appunto stadio dei Red Sox, foto N° 312). È vero che sono i rivali degli Yankees, anche se forse sono soprattutto loro che sentono la rivalità, ma devo ammettere che sono senz’altro i tifosi migliori d’America! (almeno per quel che ho visto io). A parte tutto ciò che avevamo visto lo scorso anno a Boston (tifosi che festeggiavano l’eliminazione degli Yankees ai play off e magliette-spettacolo varie), mi Enea mi ha raccontato che a San Diego ha visto in giro un tipo con una maglietta con la scritta “Un tifoso degli Eagles si compra la tazza degli Eagles, un tifoso dei Kings compra il cappellino dei Kings, un tifoso dei Red Sox compra una maglia degli Yankees e un accendino!”


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 08:16:45
Cavolo, io sono per gli Yankees, ma quasi quasi questa maglietta spettacolare la vorrei pure io!!!
Successivamente vediamo anche una targa dell’Arizona, il Grand Canyon State, fantastica, con il Sole che tramonta dietro le montagne ed i cactus! Sicuramente tra le targhe dei vari Stati che abbiamo visto è quella che mi piace di più in assoluto! (foto N°313)
A questo punto possiamo avviarci verso casa. Guidando per le strade di LA avviene uno strano fenomeno. Se ho ben capito, qua la precedenza negli incroci non regolati da semaforo non si assegna con il classico metodo di dare la precedenza al veicolo che viene da destra, ma piuttosto sembra che la precedenza l’abbia il primo che impegna l’incrocio. Fatto sta che ogni auto che troviamo agli incroci rimane sempre ferma fino a quando non passiamo noi, anche se magari impegniamo l’incrocio per secondi o terzi! Ora ho capito! La precedenza l’ha sempre l’Italiano!!!
A parte gli scherzi, gli Italiani sono sicuramente abituati ad avere ritmi “più scattanti” al volante, mentre gli americani hanno uno stile di guida più “rilassato”, ecco perché passiamo sempre noi per primi. O forse è semplicemente una questione di maggior civiltà da parte loro che hanno sicuramente una maggior attenzione nel rispetto del codice della strada. Fondamentale però rispettare il pedone, questo ha sempre e comunque la precedenza! Anche se la strada che attraversa è larghissima e lui ha appena iniziato ad attraversarla dall’altro lato, è tassativo fermarsi e aspettare pazientemente! Purtroppo a noi è capitato qualche volta che non avevamo nemmeno notato il pedone dall’altro lato della strada intento nell’attraversamento e siamo passati. Eravamo lontanissimi da lui e non abbiamo minimamente rischiato di investirlo, ma ci siamo presi dietro una sfilza di vaffa… a non finire!    
Dopo queste ultime ore trascorse a cercare le protagoniste di The Hills ed i vari luoghi che si vedono nella serie, il Sole che tramonta su La Cienega Blvd mi fa persino apparire questa strada molto meno squallida del solito. Anzi i colori tenui del tramonto la fanno apparire persino gradevole e le colline in lontananza (The Hills, ndr) sono magnifiche (foto N° 314).
Inseriamo il CD e selezioniamo la splendida ed allegra canzone di Natasha Bedingfield “Unwritten”, cioè la sigla di The Hills.

I am unwritten, can't read my mind, I'm undefined
I'm just beginning, the pen's in my hand, ending unplanned

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten

Oh, oh, oh

I break tradition, sometimes my tries, are outside the lines
We've been conditioned to not make mistakes, but I can't live that way

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions
Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins

Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten

Staring at the blank page before you
Open up the dirty window
Let the sun illuminate the words that you could not find

Reaching for something in the distance
So close you can almost taste it
Release your inhibitions

Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins

Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in
No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins
The rest is still unwritten
The rest is still unwritten
The rest is still unwritten

Oh, yeah, yeah


Davvero splendida, solare ed adattissima per concludere la nostra bella giornata.
Prima di fare ritorno a casa ci fermiamo da 7 Eleven e da CVS per prendere il solito panino per la cena, la squisitezza, un po’ di frutta e… le patatine, ovvio.
Appena entriamo in camera apro subito il sacchetto, ma devo fare davvero un grande sforzo di volontà per staccarmene e lasciarne un po’ anche ad Enea. Non so davvero cosa mi prenda, perché poi mi è venuto questo trip della patatine non riesco proprio a capirlo. Sono come una droga dalla quale non riesci proprio a staccarti!




Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 08:17:11
Mentre ceniamo approfitto un po’ del tempo a disposizione per sfogliare tutti i cataloghi presi al visitor center e per leggere anche alcuni giornali raccolti nelle apposite cassette lungo le strade. Trovo un articolo interessante sui Coldplay sul “Los Angeles Metromix” (www.metromix.com ottimo sito e c’è pure per altre città, tipo NY). Vi traduco i pezzi più salienti…
Già il titolo è uno spettacolo: “In difesa dei Coldplay – Chris Martin sa perché odiate la sua band e non gliene può fregà de meno!” (He coulden’t care less!)
In pratica l’articolo è una grossa presa in giro di questo cantante che “appare tanto sui tabloid quanto sulle rivista musicali grazie anche alla moglie Gwyneth Paltrow, alla figlia Apple ed al figlio Moses”.
Poi fa una rivelazione, “How do I know you’re gay? You listen to Coldplay!” (Come faccio a sapere che sei gay? Perché ascolti i Coldplay!) Da morir dal ridere!
Questa stessa frase la troverò anche sul LA Weekly (www.laweekly.com) con l’articolo stavolta scritto da una donna!
L’articolo poi riprende un pezzo del New York Times che li ha definiti la “Band più insopportabile della decade!” (“Cosa? Non hanno mai sentito parlare dei Nickelback?” si chiede il giornalista). “Non è facile essere un fan dei Coldplay, specialmente per un ragazzo”
“Grazie ad un piccolo (Ok, un grande aiuto, commenta il giornalista) del produttore Brian Eno, l’ultimo successo discografico dei Coldplay sembra il miglior album da loro mai realizzato.”
Io però su questo non sono per nulla d’accordo, il loro secondo album, “A Rush of Blood to the Head”, era davvero fantastico e sicuramente di gran lunga il mio preferito.
“Dopo che la critica ha classificato come spazzatura il loro precedente album “X&Y” (in effetti è l’album che piaceva meno anche a me, troppo lungo ed un po’ noioso, anche se “Fix You” è davvero fantastica, ndr), Martin l’ha presa da uomo dichiarando recentemente al Rolling Stone che in effetti sono più grandi di quanto siano in realtà bravi”.
“Brian Eno ha cambiato tutto, dicendogli che le loro canzoni erano troppo lunghe (Ma in quest’album ci sono due canzoni ben oltre i 6 minuti ed una di oltre 7!!! Ndr), siete troppo ripetitivi, usate gli stessi trucchi troppo spesso ed i vostri testi non sono abbastanza buoni”.
“In 20 minuti di lavoro con lui ci siamo scordati di tutti i record di vendite precedenti”, dice Martin. (quali record? aggiungo io, visto che nonostante il loro sapiente espediente di far uscire quest’album a metà settimana, anziché il lunedì come sempre avviene in Inghilterra, per battere il record di vendite in una sola settimana tutt’ora appartenente agli Oasis con “Be Here now”, non ci sono andati nemmeno andati lontanamente vicini!!! Ndr).
L’articolo conclude dicendo che con “Viva la Vida” che diventerà uno dei migliori e più affermati singoli dell’anno, con un grande guadagno e con il miglior album della loro carriera, non c’è assolutamente nessun motivo per odiare i Coldplay nel 2008!
Che spettacolo!!!
Lo ammetto, a me i Coldplay piacciono, come dicevo il loro secondo album è strepitoso, ma questo articolo mi ha fatto troppo morire dal ridere!!! (Pippo mi sono pure ricreduto sul loro nuovo album che in effetti non è male, anche se continuo a pensare che la scelta di lavorare con Brian Eno non mi è piaciuta per nulla visto che sta cercando di trasformarli negli U2 e che si sono completamente “venduti” e che hanno modificato il loro sound appositamente per fare successo in America!).
Chris Martin però non mi sta affatto simpatico, penso che sia un gran lecca piedi (basta leggere le sue interviste). Comunque meno male che non abbiamo preso i biglietti per il concerto che terranno in città (Los Angeles, ndr) lunedì 14, replicato poi la sera successiva!
Ho voluto riportato tutto questo articolo soprattutto per i maschietti. Siete avvertiti, pensateci su due volte quando vi trovate in America prima di rivelare che siete dei fan dei Coldplay!
Anche se vi capita di andare in Gran Bretagna non credo che la situazione cambi molto però, visto che pure lo scozzese (e grandissimo!!!) Irvine Welsh nel suo ultimo libro li derideva abbastanza.
Dopo esserci fatti due risate con questo articolo incominciamo a prepararci allegramente per la nuova serata.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 15 Settembre 2008, 11:35:55
Wow Luca il tuo viaggio è davvero spettacolare!!!!
Ho letto tutto dun fiato il seguito visto che questi giorni nn ho potuto collegarmi ed è tutto davvero fantastico.
Aspetto di leggere il seguito   ;)

p.s.: nn hai qualche foto del "bestione"? ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 14:15:58
Citazione
p.s.: nn hai qualche foto del "bestione"? ;D
Eheheh, no, niente foto del bestione... ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 15 Settembre 2008, 14:58:10
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 15 Settembre 2008, 15:01:17
Eh beh Luca...dopo i primi 2, strepitosi, fantastici, apocalittici album dei ragazzi (Oasis), l'attesa era incredibile...e il record è ancora lì che resiste...

I Coldplay andrò a vederli il 19 settembre a Casalecchio, vediamo come sono dal vivo: come ti dicevo, a me l'album piace, come te continuo a preferire il secondo, ma anche X & Y non mi dispiace...Fix You su tutte.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 15 Settembre 2008, 15:41:59
io questa heidi non so' chi sia,pero' red sox 4ever!!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 16:59:30
Citazione
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D
;D ;D ;D
Non è ancora finita però...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 15 Settembre 2008, 17:00:43
Citazione
Citazione
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D
;D ;D ;D
Non è ancora finita però...


Ti piace torturarci....eh ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 17:01:15
Citazione
Eh beh Luca...dopo i primi 2, strepitosi, fantastici, apocalittici album dei ragazzi (Oasis), l'attesa era incredibile...e il record è ancora lì che resiste...

I Coldplay andrò a vederli il 19 settembre a Casalecchio, vediamo come sono dal vivo: come ti dicevo, a me l'album piace, come te continuo a preferire il secondo, ma anche X & Y non mi dispiace...Fix You su tutte.
Attendo allora il tuo giudizio sul live, vediamo di cosa è capace di fare Chris Martin sul palco.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 17:02:39
Citazione
io questa heidi non so' chi sia,pero' red sox 4ever!!!!!
No.... Abbiamo un'infiltrata di Boston nella curva di New York!!!  ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 15 Settembre 2008, 17:03:07
Citazione
Citazione
Citazione
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D
;D ;D ;D
Non è ancora finita però...


Ti piace torturarci....eh ;D
;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 15 Settembre 2008, 19:18:08
Citazione
Citazione
Citazione
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D
;D ;D ;D
Non è ancora finita però...


Ti piace torturarci....eh ;D

E' vero!!hai il famoso numero di telefono  ;)  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Settembre 2008, 08:10:17
Citazione
Citazione
Citazione
Citazione
Quindi niente Heidi  :( ma solo il Bestione  ;D
;D ;D ;D
Non è ancora finita però...


Ti piace torturarci....eh ;D

E' vero!!hai il famoso numero di telefono  ;)  ;D
;) 8-)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 16 Settembre 2008, 12:55:03
Citazione
Citazione
io questa heidi non so' chi sia,pero' red sox 4ever!!!!!
No.... Abbiamo un'infiltrata di Boston nella curva di New York!!!  ;D ;D ;D

ma no scherzavo!!!
e' che proprio l'altro giorno ho visto un film su un tizio fissato con i red s. ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Settembre 2008, 14:04:50
Citazione
Citazione
Citazione
io questa heidi non so' chi sia,pero' red sox 4ever!!!!!
No.... Abbiamo un'infiltrata di Boston nella curva di New York!!!  ;D ;D ;D

ma no scherzavo!!!
e' che proprio l'altro giorno ho visto un film su un tizio fissato con i red s. ;D
Meno male! La curva degli Yankees allora rimane compatta!  ;D
Come si chiama il film che magari me lo vado a vedere?
Purtroppo bisogna ammettere che i tifosi di Boston sono davvero spettacolari!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 08:20:48
Dopo la doccia mi spalmo subito la cremina sulla caviglia; c’è davvero bisogno di un miracolo talmente mi fa male. Indosso il vestito gessato blu, camicia bianca e cravatta blu; praticamente il Power Suit originale. Per stasera il programma prevede di andare ad Hollywood dove c’è l’inaugurazione di un nuovo locale, il “Rise”, situato al 4° piano del centro commerciale Hollywood & Highland (6801 Hollywood Blvd, qui si trovano anche la “Walk of Fame”, il Chinese Theatre ed il Kodak Theatre). Mi ero messo in lista attraverso il sito www.superstarsvip.com che oltretutto mi garantiva anche un ingresso VIP da un’entrata speciale! Non sapevo cosa significasse esattamente ingresso VIP, comunque di sicuro ero esaltato! L’unica cosa che mi dava un po’ di noia era che avevo programmato le serate a LA in modo da andare ogni sera in uno di quei fantastici locali visti più volte in The Hills; questo non era uno di quelli, ma non potevamo certo mancare ad un’inaugurazione ad Hollywood! Per sicurezza mi ero comunque messo in lista anche al LAX (lista dal sito, www.laxhollywood.com/), locale in cui le ragazze vanno spesso (dove il resident DJ è quello che avevamo trovato nella sua sede di LV). Già che ci sono metto anche qualche altro sito dove fare liste a LA:
www.myspace.com/sneaksvip
sneaksvip@gmail.com
http://nightlife.meetup.com/611/
www.thrillist.com/metro
Se già a NY per chi va la prima volta fare le liste è un vero “casino”, qua lo è di sicuro molto di più! A NY ci sono siti che permettono di metterti in lista in più posti, mentre a LA ogni sito ti propone solamente 2/3 locali. Se consideriamo che l’offerta di club è quasi infinita, diventa veramente difficile riuscire a districarsi tra i vari siti e trovare quello giusto per le proprie esigenze.
Saliamo in auto.
Prima di recarci ad Hollywood vogliamo fare un giro sul famosissimo Sunset Strip, strada che nel suo tratto a WeHo è letteralmente gremita dai locali più ambiti della città. Il nostro motel è davvero vicino ed in un paio di minuti massimo ci immettiamo sullo Strip.
Scordatevi le zone pedonali del Meatpackig district e di Chelsea a NY, ma anche del folgorante mondo pieno di luci di LV, questa è una strada con due corsie per senso di marcia (più la corsia per il parcheggio da ambo i lati), illuminata solo dall’illuminazione pubblica e trafficatissima tra l’altro. Non ci sono particolari giochi di luci od effetti scenografici, tutto è più “normale”, solo con centinai di bar, ristoranti e lounge, tutti di un certo livello.
Per stasera mi accontentavo di vedere due posti; il primo lo avevo trovato sulla Lonely Planet, nel secondo ci sono andate le ragazze di The Hills:
Mondorian Hotel (Sky Bar): 8440 W Sunset Blvd., WeHo, Bar dell’hotel con piscina. La Lonely dice che è frequentato dalla gente più alla moda con pattuglie di aspiranti attrici/modelle in cerca di agenti o produttori. http://www.mondrianhotel.com/mondrian_hotel_skybar.asp
The Standard Hotel: 8300 Sunset Boulevard, WeHo www.standardhotel.com
Questo hotel in città ha anche altre due sedi:
6639 Hollywood Blvd (Hollywood)
550 S Flower St. (Downtown). Rooftop bar, Lounge all’aperto tra i grattacieli. Piscina per raffrescarsi se l’atmosfera diventa troppo calda. Ci sono i materassini per sedersi.

Impieghiamo ben più di mezz’ora per trovare posto da parcheggiare, girando sia sul Sunset Strip che sulle sue strade laterali. Alla fine abbiamo una botta di fortuna e troviamo posto giusto ad un paio di isolati di distanza da dove siamo diretti. I parchimetri hanno costi diversi a seconda della zona della città in cui si parcheggia, ovviamente la zona del Sunset Strip è forse una delle più care in assoluto. Inseriamo un po’ di moneta poi ci incamminiamo.
Per primo entriamo al Mondorian Hotel. La descrizione che vi ho riportato dalla Lonely, per quanto non ci si possa fidare delle guide in fatto di locali, si avvicina quanto mai alla realtà! Troviamo infatti un salone lungo e stretto, con tanti tavoli con la gente ancora a cena e con tante, e dico veramente tante, ragazze fantastiche! È davvero probabile che ci siano delle modelle!
Il locale è inoltre affollatissimo. Il salone termina con una vetrata dalla quale si possono ammirare dall’alto le luci di WeHo (il bar è al piano terra, ma il Sunset Strip, essendo quasi ai piedi delle colline, è comunque abbastanza più in alto rispetto alle restanti zone di WeHo). Non che ci siano grattacieli o cose particolari da ammirare, ma già la vista dell’immensità della città aprirsi davanti ai nostri occhi è veramente affascinante. Il locale poi è davvero raffinato, con tutti i presenti vestiti con buon gusto. Finalmente anche noi col vestito possiamo fare la nostra discreta figura!
C’è anche una terrazza esterna immensa e dalla quale la vista sulla città toglie ancor di più il respiro, ma purtroppo oltre ad un certo punto non possiamo andare visto che è riservata ai clienti dell’albergo. Davvero affollatissima anche questa comunque.
Purtroppo non riesco a fare foto (probabilmente mi avrebbero richiamato…), ma fidatevi, è un posto davvero favoloso! Forse come tipo di locale è però più adatto per venire con la ragazza per una cenetta romanica e per farla rimanere a bocca aperta per gli affascinanti panorami.
Di sicuro però una visita la merita proprio.
Usciamo e passiamo ora allo Standard Hotel (foto N° 315, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/)  Sono 140 numeri civici di distanza rispetto al Mondorian Hotel, ma in realtà si trovano solamente ad un blocco di distanza visto che i numeri non sono consecutivi come in Italia, ma ad ogni isolato ricominciano dal centinaio successivo (cioè dal civico 8300 si passa al civico 8400 anche se non si è arrivati ad avere il civico 8399; poi il blocco successivo sarà l’8500 e così via).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 08:22:28
Di nuovo è sufficiente mostrare la Carta d’Identità per entrare. All’ingresso con noi troviamo una coppia, entrambi sui 40 anni, con lei che non ha portato i documenti e quindi non li fanno entrare. Si vede benissimo che ha più di 21 anni, ma le regole sono regole, senza documento comprovante l’età non si entra!
Rispetto al locale precedente sembra molto meno affollato, ma la hall all’ingresso è davvero un piccolo gioiello (foto N° 316 e 317), con un arredamento davvero gradevole, molto “intimo” direi. Ci si sente completamente a proprio agio, con grandi e soffici tappeti pelosi (anche a soffitto!), morbidi divani e lampade futuristiche.
Ma la cosa che rende questo posto assolutamente unico è un’altra. Vedete nella foto N° 316 quella sorgente luminosa dietro il banco della reception? Ebbene, quella è una teca di vetro nella quale è “esposta” tipo museo una splendida modella in canotta e mutandine bianche, intenda a leggersi un libro stando comodamente sdraiata!!! È una cosa di un fantastico incredibile!!!! Davvero entusiasmante! Potete vedere qualcosa qui http://www.standardhotels.com/?detectqt=false&
Oltre a questa sala c’è poi anche uno splendido cortiletto interno a cielo aperto, con tanti tavolini disposti intorno ad una piscina (foto N° 318). Davvero bellissimo, peccato che come fotografo purtroppo non faccio progressi. L’atmosfera intima che si avverte rende il locale il luogo ideale dove trascorrere una dolce serata con la propria ragazza.
Ritorniamo alla macchina con direzione Hollywood Blvd, Hollywood.

Everybody comes to Hollywood
They wanna make it in the neighborhood
They like the smell of it in Hollywood
How could it hurt you when it looks so good?

Shine your light now
This time it's got to be good
You get it right now, yeah
'Cause you're in Hollywood

There's something in the air in Hollywood
The sun is shining like you knew it would
You're riding in your car in Hollywood
You got the top down and it feels so good

Everybody comes to Hollywood
They wanna make it in the neighborhood
They like the smell of it in Hollywood
How could it hurt you when it looks so good?

I lost my memory in Hollywood
I've had a million visions, bad and good
There's something in the air in Hollywood
I tried to leave it but I never could

Shine your light now
This time it's got to be good
You get it right now, yeah
'Cause you're in Hollywood

There's something in the air in Hollywood
I've lost my reputation, bad and good
You're riding in your car in Hollywood
You got the top down and it feels so good

Music stations always play the same songs
I'm bored with the concept of right and wrong

Everybody comes to Hollywood
They wanna make it in the neighborhood
They like the smell of it in Hollywood
How could it hurt you when it looks so good?

Shine your light now
This time it's got to be good
You get it right now, yeah
'Cause you're in Hollywood

'Cause you're in Hollywood
'Cause you're in Hollywood
In Hollywood (repeat twice)

(Spoken)
Check it out, this bird has flown

Shine your light now
This time it's got to be good
You get it right now, yeah
'Cause you're in Hollywood

'Cause you're in Hollywood
'Cause you're in Hollywood
In Hollywood (repeat twice)

Push the button
Don't push the button
Trip the station
Change the channel
(repeat three times)


Grande Madonna!
La sua splendida canzone (“Hollywood”, ndr), quanto mai perfetta per l’occasione, ci accompagna giusto nel cambio di neighborhood da West Hollywood ad Hollywood, visto che il tragitto è solamente di qualche minuto.
Anche l’Hollywood Blvd è davvero trafficatissimo, con un grande via vai di gente a piedi nei pressi del centro commerciale (Hollywood & Highland). Questa è una delle zone più popolari al mondo, qua vengono assegnati gli Oscar ai migliori film (all’interno del Kodak Theatre) e qua si trovano le stelle incastonate nel marciapiede che rendono omaggio alle star (Walk of Fame, su entrambi i lati dell’Hollywood blvd).
Purtroppo non siamo emozionati come la prima volta che abbiamo messo piede in Times Square, ma è comunque fantastico esserci… “Hollywood, amico!!!”
Il centro commerciale ha un suo parcheggio al coperto enorme (ma veramente enorme!) e su più piani. Peccato che praticamente tutti vengano qua a parcheggiare e dobbiamo girare parecchio per trovare posto. Scordatevi comunque il free parking, anche qua c’è un pedaggio che ha un importo massimo di 10 $ se si lascia l’auto tutta la notte.
Parcheggiamo e saliamo nel centro commerciale. Non immaginatevelo come il solito fabbricato tipo parallelepipedo all’interno del quale ci sono le solite centinaia di negozi, questo è del tutto diverso. Si tratta di una struttura su quattro piani con gallerie che portano ad una piazzetta circolare a cielo aperto e con fontana. Insomma, molto carino.
È ancora abbastanza presto, decidiamo di fare un salto al Rise per vedere la situazione e poi andare a vedere com’è il LAX, vicinissimo tra l’altro. Il locale è al quarto piano,  ma quando vi arriviamo non riusciamo ad individuarlo. Troviamo solamente il “The Highlands”, locale che già avevo segnato nel mio “storico”, ma non riusciamo a capire dove sia il Rise. La gente che entra al The Highlands però non è che ci attiri troppo, per cui andiamo a fare un giro lungo l’Hollywood Blvd come nei programmi.
Questa zona, almeno di sera, non mi piace per nulla. Subito all’uscita del centro commerciale troviamo tantissima gente sul marciapiede riunita intorno ad un gruppo di ragazzi neri che fanno break dance con lo stereo a palla; decisamente non è roba che fa per me. Su internet si legge spesso che questa zona può essere pericolosa e che è piena di homeless, a me non sembra ne l’una ne l’altra cosa. Voglio dire, un po’ di senza tetto ci sono, ma non mi sembra assolutamente che ci possano essere situazioni di pericolo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 08:24:17
Solo che questa è Hollywood, dovrebbe essere il posto più figo del pianeta, ed invece per le strade si vede gente prevalentemente di colore o ispanici, gente del proletariato e di basso livello sociale insomma. Non sono deluso perché sapevo già prima di partire quello che avrei trovato, ma vorrei fosse tutto molto diverso, che questo quartiere si desse “una bella ripulita” e tornasse agli antichi splendori degli anni ‘20. Il viale comunque è cosparso di locali, negozietti turistici, posti in cui fare uno spuntino veloce, etc.; tutto abbastanza squallido però.
Percorriamo un bel tratto della Walk of Fame camminando sulle stelle, anche se non riusciamo a fare troppo caso ai nomi riportati su di esse visto il gran via vai di gente che c’è sul marciapiede. Neppure la Walk of Fame mi entusiasma più di tanto però, le stelle sono decisamente troppe e la cosa secondo me perde un po’ di prestigio. Inoltre, per quello che vedo, ci sono anche un sacco di nomi di gente che non ho neppure mai sentito!
Camminando verso est arriviamo al Geisha House (foto N° 319, 6633 Hollywood Blvd), ristorante indicato da tutte le guide come molto chic e nel quale anche le ragazze di The Hills erano andate per una cena di compleanno. Pochi passi ancora ed arriviamo al ristorante italiano “Bella” (foto N° 320), visto sempre in The Hills. Ancora pochi minuti di cammino ed arriviamo al Lax (1714 N Las Palmas Ave, Hollywood). Rimaniamo davvero delusi, solo ragazzi di colore in fila con la solita musicaccia che proviene dall’interno. Avete presente la bridge & tunnel crowd di NY? Ecco, praticamente il livello della gente è quello, solo che temo che ad Hollywood sia la normalità e non un fenomeno che si verifica nel week end. Forse non sarà la serata giusta, ma da ciò che si vede in The Hills sembrava un locale di un certo livello, invece stasera non lo è per nulla. Per le registrazioni del telefilm magari il locale verrà affittato e forse quelle che si vedono sono tutte comparse, ma con quello che abbiamo scoperto fino ad ora, alla fine questa serie mi sembra anche più “reale” e corrispondente al vero di quel che immaginavo, quindi non credevo che il Lax fosse molto diverso da come appare in tv. Speriamo sia solo la serata sbagliata.
Torniamo velocemente al centro commerciale salendo al 4° piano. Finalmente notiamo che accanto all’ingresso del The Highlands c’è un’altra porta con ingresso separato, magari sarà quello il Rise.
Non ci sbagliamo. Diciamo il nome della lista, mostriamo la Carta d’Identità, ci mettono un braccialetto adesivo intorno a polso, e quindi entriamo (20 $ mi sembra). Non ci mettiamo molto a capire che questo locale è davvero immenso. Non è che ci sia una sala particolarmente vasta, ma ci sono una serie di scale e di ingressi ed alla fine ci ritroviamo ogni volta in un posto diverso. L’ingresso VIP consiste nella possibilità di accedere al Rise, che sarebbe la sala Privè del The Highlands, ed il braccialetto serve appunto come pass per passare da un locale all’altro. Il Rise però non è una semplice sala a parte come avviene per quasi tutti i privè, è praticamente un altro locale ed è davvero bellissimo! Ci sono infatti splendidi e comodissimi divani in pelle disposti intorno ad un tavolino davanti al camino con il fuoco acceso (foto N° 321, fantastico!), una vastissima terrazza con vista magnifica direttamente sull’Hollywood Blvd (foto N° 322), ed una piccola e intima sala da ballo dove si è praticamente a contatto con il DJ! Tutto quanto davvero bellissimo, peccato ci sia poca gente.
Scendiamo le scale trovando il passaggio per entrare al The Highlands. Questo locale è completamente differente. Prima di tutto sembra davvero un rustico, con mattoni faccia vista in stile antico e sempre diverse sale. Anzi, l’impressione che si ha è proprio quella di stare in un castello! (foto N° 323). La pista centrale stavolta è davvero vasta; ancora non c’è tanta gente ma ben presto il locale si riempirà, senza però essere troppo affollato. Peccato solo per la gente, quasi tutti neri o asiatici, pochissimi bianchi, tra l’altro praticamente tutti ispanici. Cosa ne consegue? Che la musica è pressochè inascoltabile! Le uniche canzoni che riconosco sono Yeah di Usher (non spaventatevi, conosco il nome di questa orrenda canzone solo perché inserita nel fantastico film con Will Smith “Hitch”), Say it right di Nelly Furtado e Stronger di Kayne West, ed è un bel dire…
Il locale sarà anche bellissimo, mai mi sarei aspettato un posto tanto particolare all’interno di un centro commerciale, ma lo devo proprio ammettere, la serata procede nella noia più totale.
C’è bisogno di dirlo che siamo stra-nettamente i più eleganti? Qua addirittura anche diverse ragazze sono in abiti piuttosto trasandati, anche se comunque qualche buon esemplare c’è….
Definire i ragazzi invece si fa dura. Molti indossano orribili camicione sbottonate a quadri, altri magliette inguardabili con disegni troppo evidenti; insomma, la prima cosa che gli è capitata in mano l’hanno indossata.
Sarà il fatto che sono davvero deluso da come sta andando la serata, fatto sta che la caviglia mi fa un male pazzesco! Mi sembra incredibile, quest’anno, fino ad ora, non mi è venuta nessuna vescica ai piedi per il tanto camminare, ma la caviglia è completamente fuori uso! Credetemi, non sono uno che esagera, ma sono praticamente disperato e non so davvero come potrò cavarmela nei prossimi giorni. L’unica mia speranza è che la cremina agisca miracolosamente su di me come ha fatto per Enea.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 08:25:16
Mentre siamo in giro passando da una sala all’altra, ad un certo punto vengo fermato da un gruppo di 7/8 ragazze asiatiche che festeggiano un addio al nubilato direi, o almeno questo è quello che mi viene da pensare a giudicare dai tanti “gadget” di cui una di loro è fornita…
“Sta a vedere che adesso mi chiedono se sono uno che lavora qua dentro” penso tra me e me, invece la futura sposina mi chiede se voglio partecipare ad un gioco.  
Non mi tiro indietro visto anche che le sue amiche sono li che mi guardano con un sorriso a 32 denti e non posso certo fare il rompi scatole. Intorno al collo le amiche le hanno messo una specie di collana formata da tanti bigliettini da strappare, ognuno dei quali rappresenta una sorta di penitenza. Me ne fa prendere uno. Leggo: “Farsi insegnare da qualcuno a giocare a golf”.
“Mi devi insegnare a giocare a golf, mi devi insegnare a giocare a golf!” mi dice entusiasta la sposina.
“Ma come? Qua? Così?” chiedo.
“Sì, sì, fammi vedere come si fa!” insiste lei.
Beh, non ho mai avuto l’occasione di praticare questo sport, ma quando ero ragazzino mi esaltavo tantissimo con il cartone animato “Tutti in campo con Lotti”, dove c’era appunto il protagonista che era un vero campione (quelli più o meno della mia età non possono non ricordarlo!). Sapevo che prima o poi tutti quei pomeriggi spesi davanti alla tv (indimenticabile “Bim, Bum, Bam”!!!) sarebbero venuti utili…
Mi posiziono allora dietro di lei appoggiando il petto alla sua schiena, poi le prendo le mani come se stessimo impugnando realmente una mazza da golf, una leggera flessione delle gambe per assumere la posizione di tiro più corretta, poi carichiamo il colpo alzando le braccia all’indietro e “Spa-ghe-tti!” penso tra me e me (come faceva Lotti!) mentre eseguiamo un lancio stilisticamente perfetto!
Spettacolo!!! Se avessimo effettuato realmente un lancio avremmo sicuramente centrato la buca!  
Non ne ero molto convinto all’inizio, ma è stato davvero divertentissimo!!! Brave le sue amiche nell’organizzazione della fasta e delle penitenze!
Le esprimo i miei migliori auguri per il futuro e quindi ritorniamo sui nostri passi.
Facciamo un altro giro poi rientriamo svogliatamente in pista.
Non la vedo nemmeno arrivare, ma così, dal nulla, una ragazza dai tratti ispanici mi si lancia completamente addosso stingendomi  a stretto contatto e praticamente obbligandomi a ballare con lei! Ha una carica ed un entusiasmo mai visti, davvero travolgente e dilagante, ed in pochi attimi coinvolge anche Enea scagliandosi addosso pure a lui! È anche piuttosto carina, ricciolina con sorriso contagioso ed ottimo fisico messo in risalto da un top corto che le lascia scoperto il pancino. Pochi minuti dopo praticamente ci obbliga a seguirla e raggiungere le sue amiche che si trovano a pochi passi di distanza. Una è davvero molto bella, anche se non sembra molto disponibile, mentre l’altra è forse più larga che alta e non fa altro che ridere senza nessun motivo apparente.
La carica della ricciolina non si è certo esaurita però e di nuovo mi si lancia addosso trascinandomi in un ballo talmente hot, ma talmente hot ed a stretto contatto che di più non si può!
Poi torna da Enea che però è un po’ imbarazzato da tutte queste cose alle quali in Italia non siamo certo abituati. Allora coinvolge anche una ragazza asiatica vestita in modo davvero sexy e si lanciano loro due in un balletto da censura ai minori… Mamma mia che roba…
Quindi torna da Enea piegandosi in avanti, mentre quasi mi sembra di sentirla mormorare, nonostante le musica alta, “Ti prego, sculacciami!”
Che spettacolo!!! Sto troppo morendo dal ridere!!!
Enea ride anche lui, visibilmente in imbarazzo ed un po’ restio ad esaudire il suo incontrollabile desiderio, ed allora la sento realmente pregarlo “This is Hollywood!!! Don’t be shy!” (Questa è Hollywood!!! Non essere timido!)  
Visto che però Enea non realizza i suoi “bisogni”, ecco allora che torna da me…
“Beh, se quello che vuole è essere sculacciata, allora avrà ciò che desidera!” penso mentre le assesto un paio di manate decise e ben indirizzate!
Da morir dal ridere!!!
Tutte queste scene si prolungano per una mezz’oretta circa, con un sacco di altra gente sempre più coinvolta. Qua è tutto completamente diverso rispetto agli altri locali in cui sono stato fino ad ora, non dico solamente facendo paragoni con l’Italia perché sarebbe troppo ovvio, ma anche rispetto ai club di NY, di LV e tutte le altre città visitate nei nostri viaggi. Qua l’atmosfera è davvero “bollente” e non ci sono tanti gruppetti separati, in questo locale si è tutti in grande gruppo!
Per i presenti però questa penso sia la normalità, “’Cos this is Hollywood!!!”
Come sempre per “agganciare” le ragazze non è che ci si va a parlare, le si “prende” da dietro e si inizia a ballare a strettissimo contatto. Assolutamente nessuna si tira mai indietro, chiunque vada.
Dopo un po’ ci stacchiamo dalla ricciolina, anche se non ci separano mai più di due metri, e proprio in quel momento arriva un ragazzo di colore che si ferma ad osservare la sua carica esplosiva. La fissa per un attimo poi si rivolge a me facendomi un chiaro segno, quasi come a dire “Beh? Che stai aspettando? Prenditela, no!”
Potrò mica tirarmi indietro, no? Ed allora la “ri-agguanto” da dietro e tutto ricomincia di nuovo…
Nel frattempo sono arrivare anche 5/6 cubiste in abbigliamento decisamente succinto che si scatenano in balletti indefinibili…
Se all’inizio ero totalmente annoiato, adesso persino non avverto nemmeno il male alla caviglia talmente sono distratto da mille altre cose!
Purtroppo il dolore però si ripresenta con tutti gli arretrati non appena ci si separiamo dal gruppo. Torniamo al bellissimo Rise dove rimango decisamente affascinato da una biondina forse di 3/4 anni più grande di me e dal vestito bianco svolazzante. Un sogno, purtroppo però è già in compagnia.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 08:25:43
Torniamo di nuovo al The Highlands trovando in una sala minore uno spettacolo improvvisato che fino ad ora avevo visto solamente nei film. In questa sala, dove c’è musica beat-house, c’è un numeroso gruppo di ragazzi disposi a cerchio intorno ad un ragazzo che balla in modo molto sciolto e facendo mosse particolari! Spettacolo!
Ognuno rimane a ballare dentro allo stretto cerchio umano 40-50 secondi poi lascia spazio a qualcun altro; è davvero una cosa spettacolare!!! Proprio da film americano!
Ovviamente quelli che si lanciano nei balli sono quasi tutti ragazzi o ragazze di colore, davvero tutti quanti bravissimi e snodati. Anche gli asiatici non se la cavano malaccio, mentre i pochi bianchi che provano sono decisamente più “legati” nei movimenti. È inutile, noi bianchi non ce l’abbiamo proprio nel sangue il ritmo, questa è decisamente una cosa per neri. Davvero uno spettacolo! Realizzo anche un sacco di video.
Insomma, questo è un locale decisamente al di fuori dai nostri gusti, ma ci siamo davvero divertiti.
Verso l’1.30 am usciamo dirigendoci verso il parcheggio. La caviglia mi fa malissimo e sono anche davvero stanco. Prima di avere il mio meritato riposo c’è però un piccolo scoglio da superare, cioè ritrovare la macchina! Sarà il fatto che più che un parcheggio assomiglia ad un labirinto, sarà che siamo stanchi, fatto sta che non riusciamo a trovarla!
Non mi sembra ci fosse in nessuna delle auto che avevamo noleggiato lo scorso anno sulla costa est, ma qua, sulla costa ovest, tutte le chiavi delle auto sono dotate di un pulsante che premendolo fa suonare il claxon alla propria macchina. In principio non capivo l’utilità di questa cosa, mi sembrava quasi un gioco inutile e per lo più rumoroso, ora invece mi appare come mia unica fonte di speranza!
Non siamo certo gli unici in giro alla ricerca dell’auto perduta, anche diversi altri ragazzi sono nelle nostre stesse condizioni. Il fatto è che questi parcheggi sono davvero dei labirinti nei quali si perde completamente l’orientamento! È vero che si sono cartelli numerati che indicano i settori, ma evidentemente non sono sufficienti.
Premo il pulsante della chiave praticamente ad ogni passo, ma purtroppo non avvertiamo nessun segnale; questo significa che siamo ancora troppo lontani dalla nostra Kia! Decidiamo allora stupidamente di separarci pensando di facilitare la ricerca, ed invece l’unico risultato che otteniamo è che ora, oltre a non trovare l’auto, non ci troviamo nemmeno più tra di noi!
Girando un angolo infatti non mi rendo conto che vado a finire su un altro piano ed anche quando vedo i cartelli che indicano un livello diverso ci metto un po’ per realizzare questa cosa. Non riesco davvero a darmi una spiegazione di come sia possibile che mi trovi ad un piano diverso.
Sono disperato; la mia caviglia è a pezzi, sono stanchissimo, non riesco più a ritrovare la macchina ed ora ho perso anche il mio amico!
Ci vuole calma, un po’ più di serenità; ricominciamo tutto da capo. Faccio un respiro profondo, rifletto un attimo e quindi riprendo le scale mobili. Arrivo finalmente al piano corretto, ma anche schiacciando il pulsante di nuovo niente suono del claxon. Provo allora a chiamare “Enea!”, così sento la sua voce che mi guida fino a ritrovare al macchina.
Che sofferenza che è stata! Una mezz’oretta abbiamo impiegato per ritrovarla; sono sfinito!
Paghiamo 8 $ di parcheggio, non poco se consideriamo che per tutta la notte la tariffa flat era di 10 $ e che i valet parking costano poco di più (10-15 $).
Ci immettiamo sull’Hollywood Blvd, ora non più così affollato, dirigendoci verso il nostro motel. Ci fermiamo solo un attimo da IN-N-OUT Burger (foto N° 324, 7009 Sunset Blvd, hollywood), dove ho letto che praticamente tutti (anche le celebrità) si fermano al take away per uno spuntino prima di tornare a casa dopo essere usciti dai club di Hollywood. Qua Paris Hilton, circa un’annetto fa ormai, era stata arrestata in quanto trovata al volante ubriaca e senza patente (che le era già stata ritirata perché colta ubriaca, ndr).
Sono le 2.30 am quando ci sdraiamo per dormire. Prima però mi spalmo la cremina sulla caviglia, al momento la mia unica fonte di speranza.  


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 17 Settembre 2008, 09:50:23
Wow Luca che giornate emozionanti!!!!!
Troppo forte la scena del golf, anch'io ricordo Lotti ed i suoi mitici SPA-GHE-TTIIIII ;D
Cmq la mia impressione sulla crema era corretta....lei nn ha portato molto giovamento alla tua caviglia, ma le ragazze si ;D ;D ;D
Vi immagino mentre disperati tentate di ritrovare l'auto, in quei momenti si è molto angosciati e poi con la caviglia dolorante diventa un'impresa ancor più difficile, l'importante cmq è che l'abbiate trovata!
Splendide come sempre le foto.
Attendo il proseguo del racconto.........


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 17 Settembre 2008, 11:50:17
si e' vero le camicie a quadri vanno molto,io personalmente le trovo orrende.


il titolo del film non lo ricordo e' una commedia/romantica..c'e' drew barrymore innamorata di un tizio malato per i r.s.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 12:06:18
Citazione
Wow Luca che giornate emozionanti!!!!!
Troppo forte la scena del golf, anch'io ricordo Lotti ed i suoi mitici SPA-GHE-TTIIIII ;D
Cmq la mia impressione sulla crema era corretta....lei nn ha portato molto giovamento alla tua caviglia, ma le ragazze si ;D ;D ;D
Vi immagino mentre disperati tentate di ritrovare l'auto, in quei momenti si è molto angosciati e poi con la caviglia dolorante diventa un'impresa ancor più difficile, l'importante cmq è che l'abbiate trovata!
Splendide come sempre le foto.
Attendo il proseguo del racconto.........
Grazie mille Claudia!
E' proprio vero che certe cose ti fanno dimenticare tutto...  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 12:08:04
Citazione
si e' vero le camicie a quadri vanno molto,io personalmente le trovo orrende.


il titolo del film non lo ricordo e' una commedia/romantica..c'e' drew barrymore innamorata di un tizio malato per i r.s.
Trovato il film: L'amore in gioco.
Cavolo, leggendo la scheda del film http://filmup.leonardo.it/sc_feverpitch.htm
già i Red Sox mi stanno più simaptici  ;D
E' inutile, i loro tifosi sono i più forti!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 17 Settembre 2008, 15:37:16
Che seratina divertente!!! ;)
La ragazza sotto vetro era tipo Flavia Vento a Libero  ;D  ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 17 Settembre 2008, 17:19:29
Citazione
Che seratina divertente!!! ;)
La ragazza sotto vetro era tipo Flavia Vento a Libero  ;D  ;D ;D
E' vero, ci ho pensato anche io!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Settembre 2008, 08:17:11
12/07/2008 Sabato.
Sveglia alle 8 am. Colazione coi soliti biscotti poi ci prepariamo per la giornata.
Purtroppo la mia caviglia non è per nulla migliorata ed è ancora gonfissima. Procedo ancora con la cura, non avrei alternative comunque.
Il programma della giornata prevede di visitare il Westside, cioè l’insieme dei quartieri di West Hollywood, Westwood, Brentwood, Bel Air e Beverly Hills.
Dalla nostra La Cienega Blvd ci immettiamo sul Wilshire Blvd, lungo viale che attraversa tutta la città da est ad ovest e che nel suo tratto di Beverly Hills ospita numerose abitazioni di VIP.
In merito alle abitazioni delle star del cinema su internet si trovano un sacco di indicazioni, ad esempio potete andare qui http://www.seeing-stars.com/
A me non è che interessi esattamente dove abita una certa celebrità, ma il giro tra le ville è sicuramente una delle cosa da fare in questa città.
Non impieghiamo troppo tempo per arrivare a Westwood. La zona è molto carina, non che ci siano cose particolari da vedere, ma i viali sono fiancheggiati da palme e da tanti piccoli spazi verdi che rendono davvero gradevole la nostra visita. Troviamo tutte le abitazioni VIP che avevo segnate, ma più che singole case sono appartamenti all’interno di palazzi.
Non scendiamo mai dall’auto, queste zone non sono costruite a misura di pedone ed inoltre girare a piedi proprio non avrebbe senso visto che non c’è nulla di particolare da vedere. Giriamo per qualche strada laterale ritrovandoci davanti ai moderni fabbricati dell’UCLA (University California at Los Angeles). Ritorniamo sul Wilshire Blvd attraversando tutto Brentwood fino ad arrivare a Santa Monica, in realtà più vicina di quel che pensavo. Torneremo in queste zone domani, per cui torniamo indietro cambiando strada.
Attraversando le Santa Monica Mountains sulla Freeway 405, ad un certo punto troviamo l’indicazione per il Getty Center (1200 Getty Center Drive, www.getty.edu); non abbiamo in programma di andarci, ma visto che siamo qua decidiamo almeno di passarci davanti in auto. Così facendo però praticamente ci immettiamo nella fila per entrarvi, con il risultato che ormai non possiamo più tirarci indietro visto che si deve oltrepassare una guardiola con  sbarra.
Il Getty Center è un rinomato centro culturale di livello mondiale dove si trovano opere di pittura, fotografia, scultura, arti decorative e altre collezioni in un fantastico spazio in cima a una collina affacciata sulle Santa Monica Mountains. Contrariamente allo stereotipo comune Los Angeles possiede anche una personalità intellettuale e raffinata con centri importanti come questo.
L’ingresso è gratuito ma bisogna pagare però qualche Dollaro per il parcheggio.
Dall’ingresso dove si entra in auto comunque non si vede assolutamente nulla, se non solamente le colline. Per arrivare al bellissimo edificio che ospita le collezioni ci sono due modi, il più semplice e comodo è prendere un silenzioso tram su rotaia senza conducente che porta direttamente su, l’altro è percorrere un sentiero in salita, piuttosto lungo a dir la verità, che attraversa le montagne e lungo il quale si trova una collezione di sculture all’aria aperta.
In principio ci incamminiamo lungo il sentiero, ma poi le condizioni della mia caviglia suggeriscono che forse è meglio tornare indietro ed utilizzare il tram.
In cinque minuti questo ci porta fin all’ingresso del centro (Foto N° 325, link  http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/), attraversando bellissime viste panoramiche delle colline. Le collezioni d’arte che vi troviamo al suo interno sono davvero affascinanti, ma ciò che rende fantastico questo museo è proprio la magnifica architettura del suo stabile (foto N° 326), con fontane (foto N° 327), incantevoli giardini con anche un cactus garden su terrazzo (foto da N° 328 a 331) e punti panoramici dai quali si intravedono i lontani grattacieli del Downtown (foto N° 332) e la vastissima lingua d’asfalto della Freeway 405 (foto N° 333). Tutto assolutamente fantastico.
Peccato solo che la caviglia mi faccia un male pazzesco al punto che ogni passo che faccio è una sofferenza e zoppico vistosamente.
Riprendiamo il tram per tornare nel parcheggio. Per fortuna siamo soli nella carrozza ed allora posso sedermi tenendo la gamba sinistra leggermente sollevata per farvi arrivare meno sangue e quindi sgonfiare un po’ la caviglia. Questo mi da grande sollievo, ma purtroppo ha una brevissima durata, giusto fino a quando rimetto il piede a terra, con la caviglia che torna a gonfiarsi come in origine. Non so davvero come farò a proseguire, per fortuna adesso si torna in auto.
Ci dirigiamo ora verso Bel Air (foto N° 334). Questa zona è una splendida area residenziale nella quale risiedono centinaia di celebrità in ville favolose.
Avevo letto che per entrare nella zona residenziale c’era da oltrepassare un lussuoso cancello (attraversabile liberamente da tutti, ndr); noi ci arriviamo praticamente per caso.
Come latitudine siamo a nord del Sunset Blvd, comunque girando un po’ per la zona non si hanno troppe difficoltà a trovarlo (foto N° 335). Oltre il cancello troviamo una pacifica zona residenziale, con nessuna auto in transito a parte la nostra e magnifiche abitazioni con giardinetti fantastici (foto N° 336 e 337). Davvero un posto da favola anche se per pochissimi.
Ho letto che l’edificio più rappresentativo della zona è il Bel Air hotel (701 N Stone Canyon Rd, Bel Air, http://www.hotelbelair.com/ situato in mezzo al verde, in cui arrivano in continuazione limousine lunghissime dai finestrini scuri. Hotel costosissimo, se non potete permettervelo venite almeno per un drink nel bar con camino), ma noi non lo vediamo e non ci mettiamo nemmeno a cercarlo.
Comunque fare un giro nel quartiere è un vero piacere, si avvertono davvero sensazioni fantastiche. Senza auto però non si riuscirebbe assolutamente a girare questa zona.
Passiamo ora a Beverly Hills.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Settembre 2008, 08:17:59
I quartieri sono piuttosto vicini ed in breve arriviamo. Questo è il quartiere residenziale delle star per eccellenza, specialmente nella zona a nord di Sunset Blvd confinante con Bel Air.
Anche in questo quartiere non è che si sia qualcosa di particolare da vedere, a parte Rodeo Drive, la strada sulla quale si trovano i negozi più lussuosi. Facciamo semplicemente un giro senza meta, fino a quando incontriamo lungo la strada un tipo che vende le mappe con segnati gli indirizzi delle abitazioni dei personaggi celebri (10 $). Non si può andare a LA senza fare questa specie di tour.
Ci sono anche dei tour organizzati per questa cosa (www.moviestarhomestour.com per esempio), ma come sempre preferiamo il fai-da-te. Acquistiamo la mappa (in vendita anche sull’Hollywood Blvd nei pressi dell’Hollywood & Highland, basta fare un giro a piedi sulla Walk of Fame e troverete tantissime persone che la vendono) ed iniziamo subito a consultarla per studiare come girare la zona in modo logico. Essendo questa zona in collina vi potete lontanamente scordare i reticolati di Manhattan, qua sono tutte stradine che si arrampicano ed una valutazione va decisamente fatta.
Oltre a tutti gli indirizzi, questa mappa può comunque essere utile perché sono segnati un sacco di alberghi, car rental, locali, divertimenti vari, ed un sacco di altri servizi.
Con un evidenziatore segniamo sulla mappa le case che ci interessa vedere, tipo quella di Courtney Cox (Monica di Friends), Jennifer Aniston (Rachel di Friends), Beckham, Eddie Murphy, Ozzy Osbourne, Tom Cruise e Katie Holmes, e tantissimi altri, in modo da creare un percorso il più sensato possibile. È davvero curioso che questi personaggi famosi abbiano scelto di abitare tutti nella stessa zona, non riesco proprio a capirne il motivo. È vero che è praticamente uno status symbol possedere una casa qui, lungo le strade che si arrampicano su per le colline, ma non riesco a capire il motivo all’origine di questa cosa. Perché ad esempio non stanno tutti in un’altra città tipo NY? Beh, il clima fantastico della SoCal (Southern California, ndr) in confronto a quello pessimo di NY potrebbe già essere una buona base di partenza, ma il fatto è che abitando tutti vicini è inevitabile che le loro strade siano continuamente trafficate da turisti in visita.
Quest’area residenziale comunque è davvero vasta e con strade tortuose, senza macchina non si riuscirebbe a visitare assolutamente niente, a meno di fare il tour organizzato.
Scopriamo ben presto che le star riescono comunque a rispettare la loro privacy nonostante il gran via vai, infatti dalla strada le case, per lo meno dei personaggi veramente celebri, non si vedono assolutamente. Tutto ciò che si vede è un cancello di ingresso, se si è fortunati si riesce ad intravvedere una strada che si arrampica sulla collina, ma l’abitazione non si vede per nulla.
Con queste condizioni scattare foto è praticamente impossibile. Beckham ha addirittura solamente un cancello piccolissimo al suo ingresso (1135 San Ysidro Dr., Beverly Hills), mentre Eddie Murphy almeno ha un entrata quasi principesca (foto N° 338, 2727 Benedict Cyn., Beverly Hills). Lungo il nostro percorso arriviamo anche a casa di Avril Lavigne e suo marito Deryck Whibley (cantante dei Sum 41) che mi sembra relativamente inferiore al livello della zona, ma almeno si riesce a vedere (Foto N° 339, 1156 San Ysidro Dr., Beverly Hills).
Fare un giro di questa zona è sicuramente bellissimo ed eccitante, ma dopo un po’ si incomincia anche ad annoiarsi visto che per la maggior parte delle volte si vedono solamente dei cancelli. Decidiamo così di saltare tutti gli altri indirizzi segnati (al massimo li andrò a vedere con la street view di google maps. Impressionante comunque vedere dal satellite la quantità di campi da tennis e piscine che ci sono in questa zona!) e di arrivare direttamente alla Playboy Mansion (10236 Charing Cross Road, Holmby Hills). Per i maschietti questa residenza non può che essere considerata come una specie di Tempio dove avvengono cose meravigliose. Come sempre purtroppo si riesce a vedere ben poco però (foto N° 340), giusto il cancello d’ingresso oltre al quale si intravede l’enorme giardino. Stasera so che qui ci sarà una festa, costo del biglietto d’ingresso 1.000 Dollari!!!!
Non so bene chi ci sarà e che cosa succederà, ma se potessi permettermelo di certo non mancherei!!!
So che ci sarà un’altra festa martedì 15, stavolta un po’ più economica, appena 750 Dollari il biglietto d’ingesso…
Ci fermiamo un attimo in prossimità dell’ingresso, giusto nel momento in cui arriva una splendida ed affascinante ragazza che va a suonare il campanello…
“E’ una coniglietta, è una coniglietta di Playboy!!!” esclamiamo insieme esaltati!
Sentiamo che le rispondo qualcosa dal citofono, così lei parcheggia l’auto lungo la via, prende le sue cose e si avvia a piedi verso il cancello, con io che le scatto un paio di foto a tradimento attraverso lo specchietto retrovisore (foto N° 341) e poi al suo bel lato B… (foto N° 342).
Bellissima, niente da dire.
La avvicina un auto lungo la strada e sento che le chiedono se è una modella, ma lei risponde di no. Beh, non sarà una coniglietta, magari è una PR dell’organizzazione della serata, resta comunque semplicemente splendida.
Decidiamo di finire qui il nostro tour delle abitazioni di Beverly Hills e di passare a Mulholland Drive, strada che attraversa le colline fino a quasi Malibu.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Settembre 2008, 08:18:37
Di seguito riporto alcuni locali interessanti di Beverly Hills, anche se purtroppo non avremo mai l’occasione di andarci.
Avalon Hotel: 9400 W Olympic Blvd, Beverly Hills. www.avalonbeverlyhills.com  I personaggi più trendy sorseggiano drink nell’ultrasofisticato bar-ristorante Blue on Blue.
Nate’n Al: 414 N Beverly Dr., Beverly Hills. http://www.natenal.com/ Ristorante. L’aspetto non è il massimo ma con un po’ di fortuna si incontra qualche attore. Da dom a ven 7.30-20.45, Sab 7.30-21.30
Spago: 176 N Canon Dr., Beverly Hills. http://www.wolfgangpuck.com/restaurants/finedining/spago/beverlyhills/index.php Ristorante. Rinomato per la possibilità di incontrare stelle di prim’ordine e per la buona cucina. I tavoli più ambiti sono quelli sotto il centenario ulivo italiano. Se non riuscite a trovare un tavolo libero non disperate: la bellezza dell'ambiente è una delizia per gli occhi quanto la famosa clientela.

Avevo inoltre cercato in internet la scuola della serie tv Beverly Hills 90210 (vero e proprio cult per quelli della mia generazione), ossia il West Beverly High School. Anche nella realtà  è  una scuola, Torrance High School, situata però al 2.220 W.Carson St. di Torrance che è un po’ lontano da qui.

Arriviamo in Mulholland Drive. Avevo letto che lungo questa strada si nascondono grandi attori in case spettacolari ed al 776 della tortuosa Torreyson Dr. spunta come un UFO la Chempsphere che si vede nel film “Omicidio a luci rosse.”
Non ho mai neppure sentito nominare questo film, comunque avevo visto una foto di questa residenza circolare situata su una torre ed era davvero spettacolare!
Percorriamo praticamente tutta la strada, ma purtroppo non avvistiamo nulla di particolarmente interessante.
A questo punto siamo un po’ stanchi di girare alla ricerca di abitazioni, così decidiamo di tornare verso Hollywood. Sono quasi  le 2 pm e la fame si fa pesantemente sentire, così ci fermiamo in un 7 Eleven che troviamo lungo la strada per un panino.  
Arrivati ad Hollywood parcheggiamo nel solito parcheggio del centro commerciale e possiamo dedicarci alla visita della zona.
È solamente adesso che me ne accorgo, ma la caviglia ora, pur rimanendo gonfissima, non mi fa più per niente male!!! Ma come è possibile?!?! Solamente poche ore fa non riuscivi praticamente a camminare ed ora sto già bene?!?! Beh, meglio così! Il miracolo della cremina si è ripetuto anche su di me! Meno male, altrimenti non avrei davvero saputo come fare ad andare avanti in questa vacanza.
Per prima cosa arriviamo all’ingresso del Kodak Theatre (dove vengono assegnati gli Oscar, foto N° 343). Non ci sembra granché, di sicuro è molto più emozionante percorrere la scalinata che porta all’ingresso (foto N° 344), percorsa negli anni dagli attori e registi più bravi e celebri. Ci regala un particolare entusiasmo vedere le bacheche disposte lungo la scala con lo storico di tutti i film che hanno vinto l’Oscar fino ad ora (nella foto N° 345 c’è “One flee over the cuckoo’s nest”, ossia “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, meraviglioso film con il grandissimo Jack Nicholson!). Fantastico vedere anche “Annie Hall” (“Io e Annie” di Woody Allen) per il 1977 e Rocky per il 1976!
Saliamo al piano più alto del centro commerciale appositamente per avere una bella vista sulla celebre Hollywood Sign, cioè la scritta “Hollywood” sulle colline (The Hills… Foto N° 346. In realtà la foto è abbastanza zummata, la scritta è piuttosto lontana, ma questo è comunque uno dei pochi punti in città dal quale riuscire a vederla). Fantastica! È davvero bellissima! Non so quello che darei per toccare le lettere! Avevo anche iniziato un po’ ad informarmi su come raggiungere la scritta fino ad arrivare al punto da riuscire a toccarla davvero, poi però ho letto che si dovrebbe attraversare una proprietà privata ed allora ho lasciato perdere.
Scendiamo fino al piano terra incamminandoci sulla Walk of Fame in direzione ovest. Nella mappa con le abitazioni delle celebrità sono segnate le posizioni delle stelle con il rispettivo nome indicato sopra, ma è molto più eccitante camminare rimanendo sempre sorpresi di chi si trova. Il marciapiede nei pressi del centro commerciale è davvero affollatissimo però ed è impossibile scattare foto, ma per fortuna allontanandosi si riesce a vedere tutto con più calma. Tra quelle che mi fa più piacere avvistiamo le stelle celebrative di Steven Spielberg, The Doors, Bruce Willis, Micheal J Fox e del grandissimo Jack Nicholson (foto N° 347). C’è persino Mickey Mouse, spettacolo!
Arriviamo davanti al teatro cinese (foto N° 348), affollatissimo di turisti. Non so se si possa entrare, comunque di sicuro non lo farei con tutta la confusione che c’è. Sul marciapiede al suo ingresso si trovano le impronte delle mani e varie scritte realizzate da tanti personaggi (foto N° 349), ma a causa della gran confusione perdiamo subito la pazienza e ce ne andiamo poco dopo. Non mi sembrava nulla di imperdibile comunque.
Procedendo ulteriormente verso ovest la gente finalmente si dirada ed ora abbiamo molto più spazio per girare, tanto che riesco anche a scattare qualche foto del bel viale (foto N° 350).
La Walk of Fame comunque continua a non emozionarmi più di tanto; di sicuro è fantastico vedere i nomi dei propri idoli, coloro che ti hanno fatto sognare in tanti film, ma le stelle sono sicuramente troppe e tutto sembra perdere d’importanza.
“Visto che mi sono dato degli obbiettivi da realizzare entro i 30 anni, magari tra qualche anno incomincerò a pensare anche alle cose da fare entro i 40… Che ne dici di una bella stella col mio nome sulla Walk of Fame?!?!”
“Beh, non mi sembra male come idea… Ci starebbe anche bene il tuo nome!” risponde il socio.
Tra una scemenza e l’altra arriviamo alla fine della Walk of Fame all’incrocio con la N La Bra Ave, dove troviamo il gazebo con l'insegna (foto N° 351). Qua c’è anche la stella dei Beatles! Ovviamente mi faccio scattare una foto coi Fab Four!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Settembre 2008, 08:20:55
Attraversiamo la strada e risaliamo l’Hollywood Blvd sul marciapiede che ancora non abbiamo percorso. Anche da questo lato ci sono le stelle, ma ormai le scoriamo velocemente. In questa zona si trovano tanti negozietti, per lo più di cose turistiche. Lungo il viale c’è anche l’ingresso principale del Kodak Theatre (foto N° 352).
Risaliamo al centro commerciale per vedere di nuovo la fantastica Hollywood Sign e colgo anche l’occasione per fotografare la splendida piazzetta centrale dall’alto (foto N° 353).
Torniamo alla macchina e ci mettiamo in marcia con direzione Beverly Hills, Rodeo Drive. Stamattina non ci eravamo fermati in quanto preferivamo visitare la famosissima via per lo shopping di pomeriggio, quando forse avremmo trovato più gente in giro per i lussuosi negozi.
Ci vuole un sottofondo musicale adatto per l’occasione, qualcosa che ci accompagni verso il punto più rinomato di Beverly Hills, ed allora dal CD facciamo partire la rockettara “Beverly Hills” dei Weezer (http://www.youtube.com/watch?v=M4iTyHItFwg)
 
Where I come from isn't all that great
My automobile is a piece of crap
My fashion sense is a little whack
And my friends are just as screwy as me

I didn't go to boarding schools
Preppy girls never looked at me
Why should they I ain't nobody
Got nothing in my pocket

[Chorus]
Beverly Hills - That's where I want to be! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...
Beverly Hills - Rolling like a celebrity! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...

Look at all those movie stars
They're all so beautiful and clean
When the housemaids scrub the floors
They get the spaces in between

I wanna live a life like that
I wanna be just like a king
Take my picture by the pool
Cause I'm the next big thing!

[Chorus]
Beverly Hills - That's where I want to be! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...
Beverly Hills - Rolling like a celebrity! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...

[Bridge]
The truth is...I don't stand a chance
Its something that you're born into...
And I just don't belong...

No I don't - I'm just a no class, beat down fool
And I will always be that way
I might as well enjoy my life
And watch the stars play

[Chorus]
Beverly Hills - That's where I want to be! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...
Beverly Hills - Rolling like a celebrity! (Gimme Gimme)
Living in Beverly Hills...


Spettacolare! Dirigersi verso una località con in sottofondo una canzone che tende ad esaltarla è davvero fantastico! I definitly want to be in Beverly Hills!

Riusciamo a trovare parcheggio non troppo lontani da Rodeo Drive, arrivandoci passando davanti al Beverly Wilshire Hotel (Whilshire Blvd at Rodeo Drive), l’albergo in cui Richard Gere porta Julia Roberts nel film “Pretty Woman” (foto N° 354). In questo punto inizia il tratto di Rodeo Drive in cui ci sono i negozi. Questi sono praticamente gli stessi che si trovano anche sulla 5th Ave a NY, ma devo dire che la bellezza di questa via è impareggiabile! Oltre che da boutique costose la via è fiancheggiata anche da palme ed aiuole floreali, con macchine lussuose che la percorrono ed un clima meraviglioso! (foto N° 355 e 356). Se proprio dobbiamo trovare un difetto, per rendere il tutto ancor più perfetto mancherebbe solo il marciapiede in marmo, ma già così di per se questa via è davvero splendida. Durante il nostro cammino incontriamo pure un gioiellino niente male (foto N° 357). Ci mancherebbe solo di incontrare Paris Hilton o una delle sue socie in giro per lo shopping per rendere la nostra visita ancor più entusiasmante, ma purtroppo troviamo solo anziane signore, tiratissime ovviamente.
Torniamo alla macchina e ci avviamo verso WeHo passando davanti alla bella Town Hall di Beverly Hills. La giornata volge al termine, ma prima di tornare in motel abbiamo ancora un po’ di tempo. Decidiamo così di andare a vedere qualche localino visto in The Hills dove le ragazze vanno solitamente per l’aperitivo o per la cena.
Passiamo così da “Pane e Vino” (8265 Beverly Blvd, WeHo, foto N° 358), poi in Melrose Place. Ricordate la serie televisiva anni ’90 nata da uno spin-off di Beverly Hills 90210?
In tv non credo che Melrose Place si sia mai vista, ma i ragazzi abitavano in un appartamento simil motel (cioè con la classica piscina) in questa zona. In realtà non si tratta esattamente di una piazza come suggerirebbe il nome, ma è piuttosto una strada, laterale della nostra La Cienega Blvd, dove si trovano tanti negozi di un certo livello (foto N° 359, anche se purtroppo non rende per nulla). Nella serie televisiva i ragazzi apparivano abbastanza squattrinati, ma non credo che vivere in questa zona di WeHo sia esattamente economico.
Passiamo ora sul Sunset Blvd dove a quest’ora, con il Sole che lentamente comincia a tramontare, si respira davvero un’atmosfera magnifica, con la gente intenta nell’aperitivo seduta ai tavolini dei bar disposti sul marciapiede. Qua ci sono un sacco di locali dove vengono abitualmente le ragazze di The Hills, come il Ketchup (8590 Sunset Blvd, WeHo, http://www.dolcegroup.com/ketchup/
foto N° 360) ed il One Sunset (foto N° 361, 8730 Sunset Blvd, WeHo http://www.theonerestaurants.com sede di Los Angeles del One di New York, Meatpacking District).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 19 Settembre 2008, 08:21:13
Praticamente senza accorgercene ci ritroviamo al Viper Room (8852 W Sunset Blvd, WeHo, http://www.viperroom.com/), locale appartenuto a Johnny Depp che dalla guide viene descritto come elegante, in stile Art Decò e frequentato da celebrità, ma almeno vedendolo dall’esterno sembra piuttosto decadente.
Per oggi il nostro tour può dirsi concluso, così facciamo ritorno verso il motel. Ci fermiamo per fare rifornimento di carburante nel distributore di fronte al nostro 7 Eleven di fiducia (40$ - 4,659$ al gallone) e quindi ci fermiamo proprio al 7 Eleven per prendere qualcosa per la cena, oltre alle patatine ed alla squisitezza…
In due giorni abbiamo visitato praticamente tutta la città, anche se naturalmente in modo molto veloce; da domani si passa alle spiagge. Prima però c’è ancora una serata tutta da vivere!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 19 Settembre 2008, 09:53:04
Luca leggere i tuoi racconti tutti dun fiato è qualcosa di davvero fantastico, noto con piacere che anche qui avete trovato una bella fanciulla che ha allietato la vostra vista..... ora sono davvero curiosa di leggere della serata trascorsa..... e ancor più di leggere e vedere il reportage fatto in spiaggia  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 19 Settembre 2008, 12:43:12
Mi hai fatto sognare con queste foto,ricordandomi tutti quei bellissimi telefilm anni 90  :D



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 22 Settembre 2008, 14:46:37
Appena arrivati divoro avidamente le patatine come aperitivo prima di cena.
Non capisco davvero cosa mi prenda, ma sono come una droga fatale dalla quale non riesco a staccarmi. Mi occorre davvero un grande sforzo di volontà per fermarmi e lasciarne un po’ ad Enea.
Abbiamo un po’ di tempo a disposizione, quindi mi dedico un po’ alla lettura dei giornali presi ieri.
Scopro che il “LA Weekly” (www.laweekly.com) è davvero interessante, con la programmazione di tutti gli eventi in città ed un sacco di articoli curiosi. Molto simile al “Village Voice” di NY, anche come formato. Altro giornale interessante è il “LA City Beat” (www.lacitybeat.com), sempre con tutti gli eventi. Il “LA Xpress” invece è un po’ particolare… ci sono solo due pagine con notizie, altre due con argomenti musicali e tutte le altre sono pubblicità di telefoni erotici ed interviste a porno star!
Quindi cena, doccia, poi ci si inizia a preparare per la serata. Nonostante ora la caviglia non mi duole continuo con la terapia della cremina ancora per almeno un paio di giorni, si sa mai che peggiori di nuovo.
Per stasera prendiamo una decisione davvero sofferta, ovvero rinunciamo ai nostri vestiti eleganti. Come raccontavo già anche lo scorso anno non è che questo sia il nostro normale abbigliamento quando siamo in Italia, ma ce ne eravamo appropriati in America in quanto avevamo avuto dei piacevoli riscontri. Inoltre prendavamo tutto quasi come un gioco, come per assumere un’identità diversa oltre oceano; una sorta di vita parallela in un altro continente insomma.
Capite dunque che per noi è davvero una triste ma inevitabile rinuncia, del resto dobbiamo ammettere che qua i vestiti non hanno l’effetto che avevano a NY lo scorso anno.
Il cambio di look comunque è abbastanza graduale, io infatti indosso la giacca con sotto una maglietta e jeans, mentre Enea, anche lui in jeans, non rinuncia neppure alla camicia sotto alla giacca.
Per stasera ho fatto la lista al Lax (www.laxhollywood.com/) ed all’Element (1642 N Las Palmas Ave, Hollywood, lista da http://www.myspace.com/SneakSvip). Quest’ultimo non è un locale visto in The Hills, ma vedendo le foto in internet non mi sembrava male.
Saliamo in auto immettendoci sul Sunset Blvd dove realizzo uno splendido filmato mentre scorriamo tutto il viale.
Prima tappa è il Chateau Marmont hotel (8221 W Sunset Blvd, WeHo http://www.chateaumarmont.com/). La Lonely dice che “Tutte le star hanno consumato un drink nel lobby-bar (Lindsey Lohan, Cameron Diaz, etc)”. Qui inoltre è dove è morto John Belusci per overdose.
Riusciamo a trovare parcheggio non troppo lontano anche se non possiamo sostarvi più di mezz’ora. Arriviamo ma purtroppo stasera c’è un party privato e non possiamo entravi.
Passiamo allora al vicino Hyatt Hotel: (8401 W Sunset Blvd, WeHo http://www.westhollywood.hyatt.com/hyatt/hotels/index.jsp) in quanto generalmente in questi lussuosi alberghi si trovano sempre dei lounge molto carini e se ho ben capito ci dovrebbe pure essere una rooftop pool. “Qui si esibivano i Led Zeppelin che una volta hanno fatto addirittura una gara in moto nei corridoi!” riporta la Lonely.
Purtroppo però l’intero albergo è in ristrutturazione, con la reception che ci appare completamente sventrata.
Passiamo allora ad Hollywood, dove lasciamo l’auto nell’ormai abituale parcheggio dell’Hollywood & Highland. Mentre saliamo in ascensore per uscire dal parcheggio ci ritroviamo insieme a qualche ragazzo/a in abbigliamento alquanto particolare… I ragazzi indossano camicia sbarazzina e cravattino, mentre le ragazze sono in camicetta bianca maliziosamente sbottonata e gonnellino scozzese, decisamente mooolto provocante!
“Ma questi dove andranno vestiti così?!? Ci sarà una festa a tema?!?!”
“Boh, chi lo sa, solita tattica?”
Ed eccoci qua intenti nell’ormai abituale pedinamento per scoprire dov’è ‘sta festa fantastica!
Del resto per scoprire i posti migliori a volte bisogna seguire qualcuno e fidarti di dove ti porta, ovvio che bisogna individuare la persona giusta da seguire.
In questo caso forse sarebbe stato più semplice chiedere dove stavano andando, ma così, scoprendo il tutto a poco a poco, è decisamente più divertente!
Seguendoli incontriamo presto altri ragazzi vestiti più o meno con lo stesso look, fino a quando scopriamo che c’è una festa a tema con abbigliamento da scolaretti (anche se decisamente sexy!) al Rise. Che spettacolo!!!
A questo punto, anche se noi non siamo in tema, vorremmo davvero andare a questa festa che ci sembra spettacolare! Solo ci dispiacerebbe trascorrere di nuovo la serata in un posto nel quale siamo già stati, la sera precedente per giunta, quindi, siccome è ancora abbastanza presto, prima di decidere il da farsi ci concediamo un giro dei locali della zona di Hollywood.
Passiamo così dal Lax ma purtroppo la situazione è praticamente identica a quella della sera precedente. Delusi, ci avviamo allora verso il vicino Element, ma purtroppo la storia non cambia. A fianco di questo locale c’è il Les Deux (1638 N. Las Palmas Ave, Hollywood, http://www.dolcegroup.com/lesdeux/), dove le ragazze di The Hills vanno spesso e dove Heidi, di venerdì, vi aveva festeggiato il compleanno. Stasera però è chiuso. Probabile comunque che l’Element ed il Les Deux siano locali gemelli, un po’ come avviene a NY per l’Home ed il Guest House.
Decidiamo allora di tornare al Rise anche se ci siamo già stati; stasera è nettamente il miglior locale della città e vale davvero la pena tornarci. Non siamo in lista stasera, ma assumendo un atteggiamento naturale e provando ad utilizzare la lista di ieri speriamo di riuscire ad entrare ugualmente.
Arriviamo al banco delle liste ma purtroppo veniamo subito stoppati “Private Party, guys”.
Cavolo! C’era da immaginarselo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 22 Settembre 2008, 14:46:56
Decidiamo allora di provare ad entrare al Mood (6623 Hollywood Blvd, Hollywood http://www.moodla.com/) visto che in precedenza, passandoci davanti, non ci sembrava male.
Incamminandoci sull’Hollywood Blvd ad un certo punto incrociamo un cantante di strada che è praticamente la rincarnazione di Jimi Hendrix. Un vero sosia coi fiocchi! Ed infatti subito dopo attacca la fantastica “Hey Joe”. Spettacolo!
Arriviamo al Mood e proviamo a metterci in fila. Non ci sembra nulla di eccezionale, ma sicuramente rispetto agli altri locali la gente è di un livello un gradino più alto. Mi chiedo solo come sia possibile che in tutta Hollywood ci sia praticamente solo “bridge and tunnel” people. Speriamo che sia solo perché siamo nel week-end, penso tra me e me. Sicuramente se un giorno riuscirò a tornare in questa città verrò nei giorni infrasettimanali.
Adesso però è ormai tardi, il locale è già super affollato ed in mezz’oretta che rimaniamo in fila non facciamo neppure un passo in avanti. Decidiamo così di lasciare perdere, chissà quanto ci sarebbe stato da aspettare ancora.
È ancora presto però per andare a letto e, non avendo praticamente altre alternative, decidiamo di cambiare totalmente genere di locale e ce ne andiamo al  “Whisky a go-go” (8901 W Sunset Blvd, WeHo www.whiskyagogo.com).
Questo è uno storico locale per musica live dove hanno incominciato la loro carriera i The Doors e tanti altri. Anche Fabio Volo in “Italo Americano” era passato di qua, anche se solo di pomeriggio e quindi senza entrarvi.
Riprendiamo la macchina ed in una decina di minuti arriviamo a destinazione (Foto N° 362, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/). Troviamo da parcheggiare esattamente di fronte al locale. È ormai l’1 am passata, a quest’ora il concerto è finito da un pezzo ed è rimasta sola poca gente intrattenuta dal DJ che passa musica rock-elettronica (foto N° 363). Stare in questo tempio del rock, con tantissime foto dei gruppi che sono passati di qua appese alle pareti, è sicuramente fantastico anche se me lo immaginavo molto più grande come locale. C’è però una bella passerella al piano di sopra dalla quale si ha una vista privilegiata della pista. Tutto quanto è sponsorizzato Jack Daniel’s, dai tavoli agli sgabelli, fino alle classiche targhe appese ai muri; favolose!
Stasera come concerto c’erano le cover dei The Who ed allora sui tavoli si trovano dappertutto le maschere del chitarrista! Spettacolari!!! Anche io ovviamente prendo la mia!
Rimaniamo per un po’ poi usciamo. Purtroppo questa serata è andata praticamente sprecata. Nonostante la nostra buona volontà, anche nel passare da un posto all’altro, alla fine non si è trovato nulla dove trascorrere la serata. Almeno però abbiamo visto un sacco di locali e siamo pure stati al Whisky a go-go!
Sono le 2.00 am quando torniamo al motel e ci mettiamo a letto in attesa di andare al mare il giorno successivo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:53:07
13/07/2008 Domenica.
La sveglia suona alle 7.45 stamattina. Per risparmiare tempo faremo colazione in auto; ci diamo una sciacquata poi usciamo subito. Il programma di oggi prevede di vistare le spiagge a nord di Los Angeles, cioè Malibu, Santa Monica e Venice Beach. A Santa Barbara avevamo già rinunciato in partenza fin dall’Italia, da LA dista circa un centinaio di Km e vedere tutto in un’unica giornata è impensabile. Speriamo di poterla visitare in un futuro il più prossimo possibile.
Purtroppo non posso infilarmi le braghette corte in quanto non ho ancora terminato la terapia con la cremina ed ho letto (e già verificato…) che il Sole causa l’arrossamento dei punti trattati. Mi scoccia molto questa cosa, ma non posso fare altrimenti.
Poco importa, siamo pronti per partire e già il nostro entusiasmo è alle stelle, non vediamo l’ora di arrivare in queste meravigliose località!
Con la Freeway n° 10 arriviamo fino a Santa Monica e da qui imbocchiamo la Pacific Coast Highway, comunemente chiamata PCH, in direzione nord. Questa è una strada panoramica che percorre tutta la costa sull’Oceano Pacifico per centinaia e centinaia di chilometri, una meraviglia indescrivibile!!! (foto N° 364, link http://www.flickr.com/photos/29884591@N08/) In pratica la strada è l’unica divisione che c’è tra l’Oceano e le montagne che davvero vi si trovano a ridosso. È tutto fantastico, è tutto perfetto! Domenica mattina, con ancora poca gente in giro in macchina (ma con già i surfisti sulla tavola!), la strada è completamente nostra! Potremmo viaggiare fin oltre l’orizzonte, fin oltre la vista ci consente di arrivare, tutto quel che occorre è questa strada, una macchina, un buon amico ed un appropriato sottofondo musicale. Certo viaggiare su una Harley sfrecciante sarebbe il massimo, ma non ci possiamo certo lamentare.
Superata Santa Monica, dove ci fermeremo al ritorno, siamo ormai prossimi ad arrivare a Malibu.  Ci vuole una canzone adatta alla nostra destinazione, così dal Cd selezioniamo “Malibu” delle Hole

Crash and burn
All the stars explode tonight
How'd you get so desperate
How'd you stay alive
Help me please
Burn the sorrow from your eyes
Oh, come on be alive again
Don't lay down and die

Hey, hey
You know what to do
Oh, baby drive away to Malibu

Get well soon
Please don't go any higher

How are you so burnt when
You're barely on fire
Cry to the angels
I'm gonna rescue you
I'm gonna set you free tonight, baby
Pour me over

Hey, hey
We're all watching you
Oh, baby fly away to Malibu
Cry to the angels
And let them swallow you
Go and part the sea, yeah, in Malibu

....And the sun goes down
I watch you slip away
And the sun goes down
I walk into the waves
And the sun goes down
I watch you slip away
And I walk
And I knew
Love would tear you apart
Oh and I knew
The darkest secret of your heart

I'm gonna follow you
Oh baby, fly away, yeah, to Malibu
Oceans of angels
Oceans of stars
Down by the sea is where you
Drown your scars
...I can't be near you
The light just radiates
I can't be near you
The light just radiates....


“…’Cos I’m driving to Malibu!” Una meraviglia assoluta! Filmo un lungo tratto della strada con noi in viaggio e questo splendido sottofondo musicale ad accompagnarci!
Tra l’altro questa canzone (e anche tutto il resto dell’album) vede la collaborazione al basso della splendida e sensuale Melissa Auf Der Maur (http://www.myspace.com/aufdermaur). Potete vedere il bellissimo video di questa canzone qui: http://www.youtube.com/watch?v=UeLXwFRKK_Y
Arriviamo a Malibu ma tiriamo ancora dritto, prima abbiamo alcune altre spiagge da visitare che si trovano poco più avanti.
La segnaletica stradale però scarseggia e senza il navigatore forse non ci renderemmo nemmeno conto, se non poco dopo, che siamo finalmente arrivati a Point Dume (foto N° 365). Questo non è un vero e proprio paese, diciamo che troviamo giusto qualche casa isolata l’un l’altra. Ma che dico casa, delle ville meravigliose! (foto N° 366).
Troviamo un piccolo parcheggio e vi lasciamo la macchina incamminandoci verso il mare lungo un percorso stepposo. Il panorama che si apre ai nostri occhi è indescrivibile, con la scogliera che cala a picco direttamente nell’Oceano e solo un piccolo tratto di spiaggia (foto N° 367). Le bellissime ville si trovano giusto a pochi metri dalla scogliera, regalando così agli abitanti una vista da sogno!!!
Decisamente una località per pochi fortunati o per chi si è ritirato ad una vita tranquilla (sempre per chi ha potuto economicamente permettersi di comprare casa qui, ovvio).
Scendiamo attraverso un sentiero fino a raggiungere la piccola spiaggia dove troviamo un paio di pescatori (foto N° 368).
Stare ai piedi del mare con l’imponente scogliera alle spalle regala emozioni forti, con la natura a dominare sull’uomo.
“Oceano Pacifico, amico!”
Rimaniamo per un po’ ad ascoltare il rumore del mare e tutte le sensazioni che ci trasmette, poi
risaliamo il percorso fino a raggiungere un punto panoramico. Qui troviamo una targa che indica la storia di Point Dume e che questo è il punto più a ovest della Santa Monica Bay.
Ritorniamo in auto imboccando la direzione verso Malibu. Ci fermiamo però a Zuma, una bellissima spiaggia lunga un paio di miglia adatta per il body-surfing a quanto ho letto (foto N° 369). Qua vediamo anche la prima torretta dei bagnini in stile Baywatch (foto N° 370). Spettacolare!!! Ci mancano soltanto Pamela Anderson e Carmen Electra!
Risaliamo in auto stavolta per fermarci a El Matador (foto N° 371), una piccola spiaggia nascosta da scogliere dove il surf è difficile, anche se la vera stagione delle onde inizia verso ottobre. L’accesso alla spiaggia ed al suo parcheggio è un po’ particolare, come indica il cartello (foto N° 372).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:54:27
Per potervi accedere bisogna inserire 4 $ in un’apposita busta che si trova a fianco il cartello e quindi lasciare un biglietto sul cruscotto dell’auto. Tutto questo per limitare gli accessi alla spiaggia visto che, se ho ben capito, è un’area protetta.
Vietato fare gli “Italiani”, ogni tanto passa qualcuno a prelevare la busta con i soldi ed a controllare le auto. Visto che noi comunque non possiamo fermarci per molto ci limitiamo a guardare l’Oceano sporgendoci  dalla scogliera (foto N° 373 e 374) rimanendo senza parole, una vera meraviglia!
Non riesco nemmeno ad immaginare quanto dev’essere splendido ammirare il tramonto da qua, vedere il Sole che pian piano “cala” nell’acqua regalando una serie di colori ed emozioni infinite. Credetemi io non sono per nulla un tipo “da spiaggia”, le mie vacanze, per lo meno quasi tutte quelle degli ultimi 8 anni, le ho sempre trascorse in qualche città, prima in giro per l’Europa ed ora per l’America, ed è forse quello il mio “habitat” naturale, ma sfido chiunque a non innamorarsi fatalmente e portarsi poi nel cuore una località come questa e come quelle che ci apprestiamo a visitare.
Mentre siamo in adorazione sul ciglio della scogliera ci passano a fianco un paio di ragazze alquanto stravaganti (foto N° 375), con la faccia dipinta di bianco e le labbra rosse… spettacolari!!!!
Non so ben cosa rappresenti quella maschera bianca che hanno in volto, ma di sicuro è molto simpatica!
È dura lasciare un posto così, ma siamo solo all’inizio della mattinata, abbiamo ancora tantissime cose da vedere e non siamo ancora neppure arrivati a Malibu!
Ripartiamo per fermarci pochi attimi dopo a Latigo Beach, spiaggia nella quale nel film “Point Break” Keanu Reeves viene attaccato da Anthony Kiedis (cantante dei Red Hot Chili Peppers che proprio non sopporto ma che ha una parte in questo fantastico film!) e dai suoi amici dopo che aveva osato surfare nella “loro” spiaggia (foto N° 376). Come viene ripetuto più volte nel corso del film il surf è più una cosa spirituale che un semplice atto fisico, è una vera filosofia di vita, ed alcune spiagge “appartengono” di fatto alla “tribù” locale. Questa cosa l’ho letta anche sulla Lonely Planet che sconsigliava vivamente ai turisti di praticare surf in alcune località tipo Huntington Beach, la Surf City USA. Qua, specie se uno è alle prime armi, rischia seriamente di essere aggredito dai surfisti locali! (perlomeno nel periodo buono per le onde)
Ognuno ha la sua zona insomma ed è giusto rispettare questa sorta di regolamento non scritto.
Nel film Keanu Reeves cavalcava onde imponenti, ma oggi il mare è piatto come una tavola; la stagione migliore è ancora lontana.
È ora di arrivare a Malibu. Ci sono ormai pochi chilometri a dividerci, così riempiamo il tempo di percorrere il breve tratto di strada selezionando dal CD “I Filosofi” di Max Pezzali      

Non mi è mai piaciuto stare in spiaggia
a guardare il mare chissà perchè
mi sembrava di sprecare il tempo
una stupidaggine inutile,

e invece
adesso sono qui tranquillo,
guardandomi il tramonto a mollo,
ad osservare il sole
sorridere....

Qui l'inverno è così lontano
non sembra neanche che tornerà
gli abiti pesanti, il freddo, il senso di oppressioni della città

e invece
adesso sono qui tranquillo,
seduto in acqua fino al collo,
ad osservare il mare
sorridere...

E le storie sulle onde
dei Filosofi del Surf
aspettando quella grande
sulla tavola
sulla tavola...

E lo sguardo all'orizzonte
dei Filosofi del Surf
in attesa delle onde
sulla tavola
sulla tavola...

E chissà se vale la pena di passare
la vita a correre
o se invece la migliore mossa non sia
di starmene immobile

e tanto
se l'onda arriva, arriva e basta
non serve perderci la testa
e allora tanto vale
sorridere...

E' finita la mia birra mi sa
che il chiosco fra poco chiuderà
perchè il sole si è tuffato in mare
devo tornare alla civiltà

e intanto
mi fermo a respirare il vento
con i colori del tramonto
e l'universo sembra
sorridere....

E le storie sulle onde
dei Filosofi del Surf
aspettando quella grande
sulla tavola
sulla tavola...

E lo sguardo all'orizzonte
dei Filosofi del Surf
in attesa delle onde
sulla tavola
sulla tavola...


Grande, davvero grande Max!!!
Canzone favolosa pesantemente ispirata da Point Break, con ogni principiante alla ricerca del suo Filosofo del surf! Sento mia ogni parola di questa canzone “Non mi è mai piaciuto stare in spiaggia a guardare il mare chissà perché, mi sembrava di sprecare il tempo una stupidaggine inutile, e invece adesso sono qui tranquillo,guardandomi il tramonto a mollo, ad osservare il sole sorridere...”
“E lo sguardo all'orizzonte dei Filosofi del Surf in attesa delle onde sulla tavola, sulla tavola...”
Favolosa!!! Non vedo l’ora di poter essere anch’io sulla mia tavola!!!!
Incredibilmente questa canzone non è diventata un singolo per cui non c’è un video ufficiale, ma qualcuno ne ha comunque messo uno amatoriale su youtbube http://www.youtube.com/watch?v=NLOIf_YNnxw fantastico!
Arriviamo a Malibu ma dobbiamo subito tornare un po’ indietro in quanto non riusciamo a trovare posto dove parcheggiare. Alla fine lasciamo l’auto ad 1 km circa di distanza da Surfinder, una delle spiagge più rinomate in assoluto per il surf, dove c’è un piccolo complesso commerciale con qualche negozio. Malibu non ha un vero e proprio paese, c’è solo questo piccolo complesso di negozi ed il resto sono soltanto magnifiche ville che si ergono sui colli al di sopra della Pacific Coast Highway. La vista dev’essere strepitosa da li.
Questa località è sempre stata frequentata da celebrità fin dagli anni ’30 ed è tutt’ora casa di divi della tv e del cinema. Arrivando nei pressi del Pier (foto N° 377) non faccio fatica a capirne il perché, il paesaggio è di una bellezza mozzafiato!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:55:35
Ci incamminiamo quindi sul Pier (foto N° 378), dove in fondo al quale si trova un ristorante-cafè. Lungo il Pier si trovano diversi pescatori ed il rumore delle onde è spezzato solo da quello dei tanti gabbiani che volano in alto nel cielo azzurro di questa meravigliosa giornata. Arriviamo fino in fondo, da dove abbiamo una vista a dir poco magnifica del Pier, delle colline circostanti (foto N° 379), della spiaggia (Surfinder, appunto la famosissima spiaggia di Malibu) e dei tantissimi surfisti in mare aperto (foto N° 380 e381). Che invidia!!!
Molti rimangono seduti o sdraiati sulla tavola “aspettando quella grande”, che però oggi difficilmente arriverà (sempre perché siamo fuori stagione).
Da qua abbiamo inoltre possiamo ammirare sia  alcune delle bellissime villette sulle colline che quelle costruite direttamente sulla spiaggia (foto N° 382). Scendiamo dal Pier e facciamo una passeggiata in spiaggia. Oggi c’è una specie di ritrovo, con diversi tendoni dove vendono mute (wetsuit) ed attrezzature varie (foto N° 383). Rimaniamo per un po’ ai piedi dell’Oceano ad ascoltare il rumore delle onde e ad osservare i surfisti di ritorno con la loro tavola in mano (foto N° 384). La spiaggia poi non è troppo affollata ed anzi si sta benissimo (Foto N° 385). Siamo totalmente conquistati da questa piccola località un po’ selvaggia ed allo stato naturale, qua la vita dev’essere davvero meravigliosa.
Rimarrei pure seduto in spiaggia per ore a guardare il mare senza avere l’impressione di sprecare il tempo o senza che mi sembri una stupidaggine inutile, è davvero troppo bello!
Non c’è tempo però, ci sono ancora troppe località da visitare oggi.
Ovviamente però, prima di risalire dalla spiaggia, mi faccio scattare una foto accanto alla torretta dei Life Guard!
Prima di ripartire ci fermiamo in un fast food (Jack in the Box, catena dal nome che mi è davvero simpatico!) che si trova sulla strada, di fronte al Pier, dove prendiamo un hamburger, patatine ed il solito e comodissimo unlimited drink.
A malincuore risaliamo in auto, diretti ora verso Santa Monica.
Durante il tragitto si affianca la Pepperdine University, famosa per la scuola di legge a quanto ho letto. Ha un campus molto verde.
Si passa anche da Pacific Paslisades, dove c’è la Getty Villa e dove sono state girate gran parte delle puntate di “Baywatch”. Inutile negarlo ora, tutti prima o poi abbiamo visto almeno qualche puntata.
Non ci mettiamo molto ad arrivare a Santa Monica, ma impieghiamo molto più tempo a trovare parcheggio. Alla fine lasciamo l’auto in un parcheggio a pagamento con tariffa flat distante un paio di km dalla spiaggia. Qua troviamo qualcuno che si dimostra molto sensibile in termine di inquinamento ambientale e suggerisce le auto ad idrogeno per ridurre le emissioni di CO2 (foto N° 386). Queste targhe personalizzate sono davvero spettacolari ed ingegnose! Molto bella anche la targa della California con la balena che si immerge nell’Oceano.
Siamo abbastanza lontani ma poco male, questo ci dà la possibilità di attraversare una lunga zona residenziale con casette in legno con staccionata bianca, giardinetto ed una piccola veranda all’ingresso; decisamente un quartiere fantastico! Non che siano abitazioni particolarmente eleganti, ma sono decisamente caratteristiche e trasmettono un senso di intimità. Scommetto che non sono nemmeno chiuse a chiave!
Inoltre ci sono tantissimi che tengono la tavola da surf in giardino pronta all’uso!
Nel nostro cammino passiamo davanti alla City Hall (foto N° 387) e da altri palazzi burocratici che però non sono nulla di particolare. Questa comunque è di sicuro la cittadina costiera più grande della zona e con il maggior numero di abitanti. Abbiamo già alcune mappe, per cui facciamo senza passare dal Visitor Center (1920 Main St, S. Monica. www.santamonica.com e Visitor kiosk: 1400 Ocean Ave, S. Monica)
Prima di arrivare in spiaggia terminiamo il giro del paese visitando anche la zona commerciale dopo aver visto quella burocratica. I negozi si concentrano sulla Third Street Promenade, strada pedonale interna parallela al mare compresa tra il Whilshire Blvd e la Broadway. Questa praticamente è la Rodeo Drive di Santa Monica ed è davvero splendida! I negozi sono sempre più o meno i soliti anche se qua sono sicuramente meno opulenti, ma la caratteristica migliore di questa strada è proprio la piacevole sensazione di pace che si avverte camminandoci. Ci sono inoltre splendide aiuole modellate a forma di dinosauro o altri animali preistorici che sono davvero irresistibili (foto N° 388, 389 e 390). Davvero carinissima questa zona. Ho letto che ci sono spesso concerti di artisti di strada lungo la via ed anche noi siamo così fortunati da potervi assistere! (foto N° 391).
Tra l’altro la cantante è davvero splendida! Anche la loro armoniosa musica mi piace molto, davvero adatta da ascoltare in una cittadina costiera come questa.
Qualche altro negozio si trova anche sulla 2nd St., ma c’è davvero poco ed è meglio  passare ad altro. Arriviamo quindi sull’Ocean Ave, strada panoramica con vialetti pedonali immersi in un giardino fronte mare (la strada è parallela al mare, ndr) con palme altissime. Questa strada delimita  la città sull’Oceano che si trova una ventina di metri più in basso rispetto. In questo grazioso giardino molti si fermano per riposare, altri invece fanno jogging o tante altre attività. Davvero splendido! (foto N° 392).
In corrispondenza del Whilshire Blvd si trova la statua della Santa protettrice del paese, Santa Monica (foto N° 393).
Di seguito arriviamo nel tratto più significativo e storico del paese, vale a dire dove il Santa Monica Blvd termina su Ocean Ave, cioè il tratto finale della storica Route 66!
Abbiamo l’enorme piacere di percorrere quest’ultimo tratto a piedi, con l’Oceano che si apre immensamente sotto di noi. C’è anche una targa che segnala la fine di questa Hystoric Route (foto N° 394).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:57:06
Spero davvero un giorno di riuscire non solo a pochi metri di questa leggendaria strada, ma di percorrerla tutta partendo da Chicago; una volta arrivati qua, con l’Oceano che si apre all’infinito all’orizzonte e con la targa ad evidenziare la tua impresa, la soddisfazione che si prova dev’essere enorme.
Diamo un ultimo sguardo alla Santa Monica Bay dall’alto (foto N° 395), poi ci incamminiamo verso il Pier (foto N° 396). Questo molo è famoso per ospitare un parco giochi simile a quello di Coney Island di NY, ma io preferisco di gran lunga quello Newyorkese.
Non lo so, per me un molo che si inoltra così tanto nell’Oceano deve trasmetterti una sensazione di pace e tranquillità, ma qua, essendoci il parco giochi, naturalmente è tutto molto caotico.
Alla fine del molo, percorrendo la passerella in legno molto simile a quella di Coney Island, si arriva al solito ristorante (foto N° 397). Oltre al Luna Park sul molo si trovano diverse bancarelle e negozietti turistici dove acquisto per 11 $ una T-shirt rossa con il logo e la scritta dei Santa Monica Life Guard. Una cosa molto turistica ma alla quale proprio non posso rinunciare! Avrò un bel ricordo indossandola in Italia.
Mentre torniamo indietro assistiamo anche ad una cosa bellissima, cioè i ragazzi e le ragazze del musical “Mamma Mia!” che cantano, battono le mani ed inscenano un piccolo spettacolo per auto-promuoversi (foto N° 398). Davvero bellissimo!!! “Mamma mia, Here we go again!”
Il loro dilagante e contagiante entusiasmo mi fa davvero salire una voglia irresistibile di andare a vedere questo spettacolo, peccato però purtroppo che ho sempre qualche altra priorità e quindi nemmeno quest’anno riuscirò ad assistervi quando sarò a NY.
La vista della spiaggia da quassù è ovviamente splendida (foto N° 399).
Malibu è Santa Monica non sono molto distanti, ma i paesaggi sono completamente diversi.
Se Malibu ha un fascino molto selvaggio ed incontaminato, con le montagne che praticamente calano nel mare, Santa Monica invece è molto più simile alla nostra Riccione, con spiaggia vastissima ed affollata e con molta confusione a causa della gente attratta dal Luna Park. Ovviamente la confusione e l’affollamento delle spiagge romagnole non è nemmeno lontanamente paragonabile con quello che c’è qui, però venendo da Malibu forse un po’ disturba.
Se ancora non l’avete capito specifico chiaramente che per me Malibu è molto, molto meglio della confusionaria Santa Monica.
Scendiamo in spiaggia e notiamo una cosa davvero particolare e molto macabra. Non ho ben capito se quello che c’è sulla spiaggia è un vero cimitero o una cosa commemorativa (ma penso si tratti realmente di un cimitero), ma fatto sta che si trovano centinaia di croci bianche conficcate nella sabbia.  Diamo un’occhiata e scopro che si tratta di un omaggio a caduti della marina, ma penso si tratti di una cosa completamente fuori luogo per almeno due motivi: il primo è che proprio mi sembra irrispettoso nei confronti dei caduti costruire un cimitero qua, a fianco ad un Luna Park ed alla gente che fa il bagno e si diverte, ed il secondo è che appunto, essendo la spiaggia un tipico luogo di  svago e divertimento, questa cosa causa sentimenti e stati d’animo in contrapposizione.
Facciamo un giro lungo la spiaggia (foto N° 400) poi passiamo dal lato opposto del molo passandovi sotto, accanto ai sui pali di sostegno, seguendo il percorso su passerella in legno. Passare sotto il molo accanto ai pali è una cosa che mi ha sempre affascinato tantissimo; davvero caratteristico, finalmente ho fatto anche questo.
Arrivati dall’altro lato abbiamo un’altra bella visuale del Pier e del suo Luna Park (foto N° 401, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/)  
Certo che stando in spiaggia ci verrebbe proprio voglia di toglierci tutto di dosso e rimanere solo in braghette corte, invece posso concedermi di sfilare solo la maglietta a causa della maledetta caviglia!
Purtroppo siamo di nuovo di corsa, è ormai pomeriggio inoltrato e ci rimane da vedere l’ultima tappa della giornata, Venice. Ritorniamo velocemente alla macchina riattraversando il fantastico quartiere residenziale e ci mettiamo in viaggio.
Poco prima di partire avevo visto un film fantastico ambientato a Venice (anche se ambientato nel 1975), “Lords of Dog Town”, dove ci sono un gruppo di ragazzi con la passione per il surf e per lo skate; se vi piacciono queste cose ed avete intenzione di venire da queste parti vi consiglio davvero di vederlo.
Il tragitto è breve, tra Santa Monica e Venice non c’è praticamente confine. La città naturalmente prende il nome dalla nostra Venezia. Fu creata nel 1905 da un eccentrico erede del tabacco, Abbot Kinney, come parco divertimenti, con tanto di ruota panoramica, canali e gondolieri. Con il tempo purtroppo i canali sono stati quasi tutti ricoperti dalle strade, ma alcuni sono stati restaurati ed ora sono fiancheggiati da belle ville. La Venice Canal Walk è accessibile sia da Venice che da Washington Blvd, ma a dir la verità noi non troviamo nulla di particolare, se non un unico canale piuttosto simile ad una delle tante bonifiche presenti nella bassa pianura reggiana dove abitiamo.
Prima di parcheggiare facciamo un giro esplorativo del paese (foto N° 402) alla ricerca di ciò che mi ero segnato da vedere, cioè la simpatica statua Ballerina Clown (angolo tra Rose Ave e Main St, foto N° 403) e il Chiat/Day Building, di fronte al quale sorgono un paio di binocoli alti 3 piani (340 Main St, foto N° 404).
Continuiamo a girare per un po’ per il paese in auto percorrendo le vie interne parallele al mare ed immettendoci in qualche strada laterale; tutto molto bello, allegro e “vivo”.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:57:44
Questa località è completamente diversa sia dalla selvaggia Malibu che dalla caotica Santa Monica, questo è il regno degli hippy, dei seguaci della new age, dei musicisti di strada e dei motociclisti, insomma tutto quanto un po’ per fricchettoni. Ovunque ci sono gallerie d’arte (magari con esposizioni incomprensibili) e muri dipinti da murales con disegni spettacolari! Delle tre località marine è sicuramente quella più “alla buona”, ma è decisamente un posto fantastico!!!
La zona più affollata è quella dell’Ocean Front Walk, strada pedonale sul lungo mare comunemente chiamata Venice Boardwalk.
Ci mettiamo un po’ per trovare parcheggio, poi lasciamo l’auto in una zona residenziale non troppo distante dal mare e di sicuro popolata da veri surfisti!
Immediatamente ci immettiamo sull’Ocean Front Walk, che percorriamo tutto. Questo è un posto di uno spettacolare indescrivibile!!! Si trovano personaggi di ogni tipo, tra musicisti hippy intenti a suonare canzoni loro o di miti del passato, gente che corre, altra in rollerblade, in skateboard o particolari tricicli, altri che si accampano con tende ad igloo negli splendidi giardinetti e si sdraiano per riposare, individui quasi completamente tatuati, alcuni anche con tatuaggi davvero orribili (abbiamo visto una ragazza con tatuato su ciascun polpaccio un palo della luce, con i cavi che idealmente proseguono da un polpaccio all’altro!), etc. Insomma, un mondo completamente a parte e dallo spirito molto libertino. Anche i negozi ed i vari esercizi commerciali sono davvero spettacolari ed a tema con la località. Si trovano tantissimi negozi di tatuaggi o di piercing, con le loro pareti d’ingresso ricoperte da bellissimi murales, molti negozi di abbigliamento con merchandising su Venice e tante altre cose molto particolari come tutto quello che un venditore di strada può vendere, da strumenti musicali a dipinti su tela . Il tutto è fiancheggiato da alte palme che segnano il confine tra il marciapiede e l’inizio della spiaggia, assolutamente fantastico!
Ovviamente il Boardwalk è affollato da tantissima gente, ma non avverto per nulla quel senso di confusione che invece sentivo a Santa Monica, qua è soltanto spettacolare!
Vi metto un po’ di foto di questa incredibile zona (N° 405, 406 e 407).
Entriamo in qualche negozietto scoprendo che tutto è estremamente economico, in alcuni vendono anche 3 magliette a 10 $. Ovviamente faccio qualche spesuccia per avere il mio buon ricordo di Venice.
Ho letto che i residenti a questa zona preferiscono Abbot Kinney Blvd tra North Venice Blvd e Main St., in quanto affollata da boutique, gallerie, bar e ristoranti, ma noi però, percorrendola in macchina, non abbiamo visto niente di particolarmente interessante.
Procedendo sul Boardwalk verso sud arriviamo nel suo tratto più particolare, cioè Muscle Beach, una vera palestra a cielo aperto dove ci sono alcuni grossi palestrati che si allenano (foto N° 408) Sempre qua si trovano diversi campi da tennis ed alcuni playground (foto N° 409).
Solo a Venice ci possono essere delle cose del genere!
Continuando in direzione sud la località diventa più tranquilla ed i negozi di abbigliamento e di tatuatori lasciano spazio a ad abitazioni moderne davvero meravigliose! Non riesco nemmeno ad immaginare quanto deve essere fantastico abitare qua, praticamente sulla spiaggia ed in un posto così! (foto N° 410 e 411). Quasi ogni abitazione ha una piccola ed accogliente veranda al suo ingresso, in alcune c’è anche l’amaca in giardino, e sono praticamente tutte abitate da ragazzi giovani intenti nell’aperitivo con i loro amici!
Quanto mi piacerebbe abitare qua!!!
Tutte le mattine prima del lavoro infilerei la  muta ed andrei in mare con la mia tavola (rigorosamente Bear ed abbellita da tematiche floreali!). Ed una volta tornato dal lavoro?
Me ne tornerei in mare di nuovo, ovvio! Poi magari una bella corsetta od un po’ di skate sul Boardwalk ed infine ci si ritrova con gli amici per l’aperitivo mentre intanto il Sole cala lentamente nell’Oceano.
Dev’essere fantastico vivere veramente così. Purtroppo è un sogno che rimarrà sicuramente tale, ma è bello ogni tanto permettere alla mente di liberare i pensieri e di correre dove vuole.  
Andando verso il Pier arriviamo ad un bar, punto di ritrovo di motociclisti evidentemente, con tante Harley al suo esterno ed una macchina davvero spettacolare!!! (foto N° 412).
Ci incamminiamo sul Pier, quello dove i ragazzi di “Lords of Dog Town” (che sarebbe Venice Beach, ndr) venivano a surfare facendo lo slalom tra i piloni che lo sorreggono, fantastico!
A dir la verità il Pier è molto diverso da quello del film che invece è molto più simile a quello di Santa Monica. Questo molo è molto più pacifico ed alla sua estremità non vi è neppure il solito ristorante (foto N° 413). Ovviamente però i surfisti sono ben presenti, tutti davvero molto bravi e tutti concentrati nei pressi del Pier (foto N° 414). Anche la spiaggia è meravigliosa e decisamente pacifica, almeno a quest’ora con il tramonto ormai prossimo. Impossibile poi non sentirsi parte integrante di Baywatch in uno scatto come quello nella foto N° 415. Spettacolo!
Manca solo Mitch Buchannon (David Hasselhoff di Baywatch, ndr) al volante!
Facciamo una passeggiata in spiaggia, tra bambini che giocano con la sabbia e surfisti che tornano in mare dopo aver cavalcato l’onda (foto N° 416). Diamo un ultimo sguardo al Pier (foto N° 417), poi ritorniamo sul Boardwalk. Purtroppo il tempo, come sempre, ci è tiranno.
Ripercorriamo tutto il marciapiede a ritroso incontrando davvero i personaggi più strani, come un tipo vestito direi da pianta (foto N° 418). C’è anche un’area con muretti e sponde create appositamente per permettere agli skaters di fare le loro evoluzioni e persino un relitto di una nave in spiaggia (foto N° 419).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 10:57:59
Avverto realmente quel senso di “libertà” tanto ricercato dagli autori dell’epoca beat o da tanti ragazzi viaggiatori solitari attraverso l’America in diversi film. È un posto incantevole, meraviglioso, non me ne andrei mai più; tutto ciò di cui ho bisogno è qui e qui potrei veramente fare quel tipo di vita tanto sognato.
Forse però i sogni sono tanto belli in quanto tali.
Non c’è tempo però per pensare a queste cose, è tardissimo, sono le 8 pm passate ed è veramente ora di tornare alla macchina. Sempre sul Boardwalk incontriamo tanti negozi con tavole da surf  e cose varie da mare; sono davvero tentatissimo di acquistare una fantastica e colorata short board (15-20 $), ma purtroppo poi non saprei come riportarla in Italia, quindi a malincuore desisto.
Le guide dicono che la zona di Venice non è proprio sicurissima dopo il tramonto. Io non so dirvi esattamente come sia in quanto di sera non ci siamo mai stati, ma immagino che il Boardwalk e la spiaggia siano frequentati prevalentemente da hippy e homeless, ma definire la zona pericolosa mi sembra un po’ esagerato.
Ci rimettiamo in viaggio verso il motel attraversando la bellissima Beverly Hills.
È stata una giornata incantevole, perfetta. Non saprei trovare altre parole per descriverla, per cui non mi sforzo nemmeno per trovare aggettivi più significativi. Ho sempre sognato di fare un viaggio come questo ed auguro a chiunque di avere la possibilità di venire a visitare queste zone.
Arriviamo a WeHo tardissimo, sono le 9 pm circa. Facciamo un salto al 7 Eleven per la cena e per le patatine, quindi rientriamo subito al motel.
Non c’è tempo per risposare, dobbiamo cenare e prepararci alla svelta, una nuova serata già incombe!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 24 Settembre 2008, 11:08:59
Caro Luca mi stai facendo rivivere l'anno in cui ho percorso la Route 66.
Ricordo bene la spiaggia El Matador perchè ci andai accompagnato su una decappottabile da un'amica che vive a Santa Monica e ricordo bene anche la distesa di croci bianche conficcate nella sabbia della spiaggia di Santa Monica e che rappresentano ciascuna un caduto in Iraq (mi ricordo che qualcuno aveva anche provocatoriamente esposto un cartello nel quale si chiedeva di piantare anche le croci relative ai morti Iracheni provocati dai raid Americani). E' tutto documentato nel mio video che a questo punto mi sa che ti manderò. Ti contatto in privato.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 11:40:58
Grazie mille Spino! Sono davvero felice che il mio racconto ti faccia almeno un pochino rivivere giorni che sono sicuro sono stati fantastici!
Percorrere la PCH fino ad arrivare a El Matador su una decapottabile dev'essere una meraviglia incredibile!!!!
Spero davvero di riuscire a tornare in queste zone e riuscire a visitarle con più calma (e magari su di una decappottabile  ;))
Nessun racconto o fotografia può rendere veramente giustizia a quanto visitato, queste zone sono indimenticabili ed assolutamente da vedere!
Ti ho risposto al PM, sei di una gentilezza incredibile!
Grazie!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 24 Settembre 2008, 12:28:47
zona molto bella questa di LA.
Anche se a memoria, ci sono stato nel 2001 il mare non era cosi' bello e pulito, ricordo che dopo la pioggia nei giorni sucessivi era sconsigliato entrare in acqua, e i pochi surfisti portavano tutti la muta completa (cuffia, guanti e scarpe) in piena estate...anche se la California si sta impegnando molto per l'ambiente tutte le acque chiare finiscono ancora in mare..

Io e un amico, anche lui pilota stiamo organizzando per il nuovo anno un giro della California, noleggiando un piccolo aereo da turismo a Van Nuys (aeroporto dove e' stato girato "casablanca"), il tour prevede la Baja California (non vedo lora di fare colazione con huevos rancheros come quando da bambino vivevo in centro america), San Diego (dove vivono le miei cugine), Catalina, ed in fine un tour enogastronomico di Napa e Sonoma, passando per Palo Alto, a trovare un ex compagno di scuola, Benjamin Hewlett (porpio lui, l'erede di HP) nel suo ranch...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Settembre 2008, 14:19:49
Citazione
zona molto bella questa di LA.
Anche se a memoria, ci sono stato nel 2001 il mare non era cosi' bello e pulito, ricordo che dopo la pioggia nei giorni sucessivi era sconsigliato entrare in acqua, e i pochi surfisti portavano tutti la muta completa (cuffia, guanti e scarpe) in piena estate...anche se la California si sta impegnando molto per l'ambiente tutte le acque chiare finiscono ancora in mare..

Io e un amico, anche lui pilota stiamo organizzando per il nuovo anno un giro della California, noleggiando un piccolo aereo da turismo a Van Nuys (aeroporto dove e' stato girato "casablanca"), il tour prevede la Baja California (non vedo lora di fare colazione con huevos rancheros come quando da bambino vivevo in centro america), San Diego (dove vivono le miei cugine), Catalina, ed in fine un tour enogastronomico di Napa e Sonoma, passando per Palo Alto, a trovare un ex compagno di scuola, Benjamin Hewlett (porpio lui, l'erede di HP) nel suo ranch...
Beh l'acqua non è che sia limpida, per fare un paragone è un po' tipo quella del nostro mar Tirreno, ma mi sembra comunque che vada più che bene. Una muta per fare surf è comunque sempre necessaria (magari non intera e sottile), stando al largo l'acqua diventa freschina...
Solo una cosa non ho capito, in alcune spiagge, tipo a Laguna beach e La Jolla dove arriveremo nei prossimi giorni, perchè non vengono tolti i sedimenti di alghe che si depositano sulle spiagge?
Forse magari è un modo per mantenere inalterato l'habitat, ma a volte il loro odore diventa davvero intenso e nauseante!

Gran bel viaggio quello che farai! Spettacolare l'aereoporto del film Casablanca! Anche Catalina mi ispira davvero molto!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 25 Settembre 2008, 09:44:30
E' tutto così meraviglioso!!!!!!!
Nn riesco ad aggiungere altro.
Hai ragione.... che invidia i surfisti  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 26 Settembre 2008, 08:22:34
Come vi dicevo non c’è tempo per rilassarci, mangiamo subito le patatine, poi cena e doccia.
Mi prendo solo un attimo per rendermi conto che mi sono un po’ scottato anche oggi!
Non che siamo rimasti fermi al Sole, ma evidentemente è bastato davvero poco per farmi di nuovo arrossare la pelle, giusto quei pochi minuti in cui stavo senza maglia. Eppure la crema protettiva me l’ero spalmata!
Così, oltre a spalmarmi la cremina sulla caviglia, che adesso non mi fa male ma è sempre molto gonfia, mi devo dare pure quella dopo sole.  
Ci prepariamo davvero di fretta. Lo sospensione dell’utilizzo dei vestiti eleganti è durato poco, stasera torniamo ad indossarli. Il programma prevede infatti di andare in uno dei club più di classe della città, l’Hyde (8029 W Sunset Blvd, WeHo, http://www.sbe.com/nightlife/nl_hyde.html), e quindi un abbigliamento consono è di rigore.
Qui è dove Britney Spears è stata pizzicata (di martedì però, ndr) dai paparazzi giusto il giorno dopo che un giudice le aveva imposto dei controlli settimanali a seguito del suo “abituale, frequente e continuativo” uso di sostanze stupefacenti ed alcol. Questo locale è frequentato veramente da stelle della musica e del cinema, anche se è probabile che affittino tutto il locale e vengono con i loro amici. Private Party insomma.
Questo locale inoltre fa parte dell’organizzazione Bolthouse, ma purtroppo per stasera non eravamo in lista. Questo ci impone di arrivare veramente presto, ben vestiti e sperare che ci facciano entrare ugualmente, anche se dubito fortemente.
Indosso quindi il vestito nero, camicia bianca a costine e cravatta bordeaux.
Appena pronti ci dirigiamo subito sul Sunset Blvd dove come sempre trovare parcheggio si rivela un’impresa, tanto che impieghiamo almeno una mezz’oretta. Arriviamo all’Hyde che sono appena le 11 pm e non c’è neppure una persona in fila; troviamo solo un paio di buttafuori e la ragazza delle liste.
Ci chiedono se siamo in lista, ma purtroppo dobbiamo rispondere di no.
Senza lista ovviamente non si entra assolutamente. Sarebbe perfettamente inutile e patetico provare ad insistere, per cui chiedo almeno se c’è un modo per farsi mettere su quella maledetta lista almeno per domani sera. La bellissima Pamela allora mi allunga il suo elegante bigliettino da visita con i suoi riferimenti per poterla contattare.
Salutiamo e ci incamminiamo verso il vicinissimo Ketchup (8590 Sunset Blvd, WeHo, http://www.dolcegroup.com/ketchup/  foto N° 420, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/)
In questo locale erano venute Heidi e Lauren di The Hills con i rispettivi fidanzati, sapevo quindi che non era un club ma piuttosto un lounge-ristorante.
Il locale si trova al primo piano, al piano terrà c’è solamente una piccola reception con al banco una ragazza dai capelli lunghi e castani davvero incantevole.
Entriamo dalla porta a vetri e per gentilezza chiedo se possiamo salire le scale e quindi andare al lounge.
“Certamente!” risponde lei con entusiasmo. Quindi si alza di scatto dalla sua postazione e ci precede sulle scale salendole di corsa e mettendo in risalto il suo splendido e meraviglioso “bon-bon” ondeggiante, avvolto da un paio di pantajet neri.
Sia io che Enea rimaniamo praticamente ipnotizzati a bocca aperta davanti a questa magnifica visione… Una cosa incredibile, un “bon-bon” davvero fantastico!
“Non potrò dimenticare mai più questa scala!!!”
Ora io non so dirvi perché si sia precipitata sulle scale di corsa proprio davanti a noi mostrandoci quindi il suo meraviglioso di dietro ondeggiante; fosse stata una ragazza italiana sarei praticamente sicuro del gesto compiuto con malizia fatto appositamente per mostrarci il suo lato “migliore”, ma trattandosi di una Americana non ci capisco più nulla. Vi ho già detto e ripetuto più volte della completa mancanza di gusto e di senso del bello che hanno sia i ragazzi che le ragazze di qua, con tutte quelle scene viste nelle discoteche sia di LV che di LA, quindi dubito che una Americana sia capace di queste malizie  (o per lo meno la maggior parte non lo sono di sicuro visto che comunque sarebbero molto più dirette e senza tanti fronzoli…), ma davvero non mi spiego il motivo di questa indimenticabile corsetta sulle scale.
Saliamo anche noi al piano di sopra trovando un vasto ambiente illuminato con luci dalla tonalità rossa, lunghe tavolate con divanetti disposti intorno ed un splendida vetrata a tutta parete con vista sul Sunset Strip, tutto assolutamente fantastico!!! (foto N° 421). Inoltre tutte le ragazze presenti sono davvero molto molto carine! Dalle casse esce la fantastica canzone “Time to Pretend” degli MGMT (gruppo di Brooklyn, www.myspace.com/mgmt se volete sentirla). Questa canzone ha inoltre un video davvero favoloso, di una psichedelia acida pazzesca, con loro che sembrano appena usciti dal film “I guerrieri della notte”! http://www.youtube.com/watch?v=XnXRfhIDLtA&feature=user  
I presenti sono praticamente tutti venuti per cena, che se ormai hanno terminato. C’è anche un’altra saletta più piccola ed intima adibita alla zona bar (foto N° 422). Approfittiamo allora di questo ambiente così carino per andare a fare una sosta in bagno. Anche questo è davvero bellissimo, confortevole e senza neppure l’inserviente come c’è praticamente dappertutto.
Torniamo nella zona ristorante, ma è ovvio che non possiamo rimanere così in piedi in mezzo al locale e non ci fermiamo nemmeno nella zona bar in quanto tra non molto chiuderà (verso mezzanotte penso). Comunque come locale è davvero fantastico, l’ideale per venire con un gruppo di 4-5 amici per la cena alla quale segue la piacevole conoscenza delle splendide ragazze da cui è frequentato.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 26 Settembre 2008, 08:22:57
Rimaniamo una decina di minuti poi scendiamo le scale. La splendida e seducente ragazza della reception è rientrata al suo posto e sta chiacchierando con un barista che le ha portato un calice di vino. Enea mi precede ed esce per primo dalla porta a vetri, mentre io prima di uscire mi volto per salutarla. Lei allora sorridente mi sussurra deliziosamente “Bye… I like your suit!”
Io non so se con quel “your” intendesse il “tuo” (cioè il mio, ndr) o i “vostri” vestiti, dato che non mi rendo conto se mette la “s” finale nella parola suit per farla diventare plurale, ma cos’è che fa il sottoscritto dopo questo bel complimento pronunciato con tanta grazia?
Niente, non fa assolutamente niente!
Mi esce solamente un sorriso mentre varco la porta, evidentemente sono ancora troppo choc per la scena della scala. Davvero di una bellezza conturbante.
Soltanto quando sono fuori dal locale con entrambi i piedi mi rendo conto di quanto sono incredibilmente scemo!
Una ragazza stupenda come questa mi butta un amo così invitante ed io non lo colgo al volo?!?!
Non ci siamo proprio!!!! Si vede che sono davvero ancora sotto choc!
Tornare dentro e riprendere la situazione ormai sarebbe patetico e non saprei nemmeno bene come fare a questo punto, quindi ci allontaniamo. Avrò per sempre sia dei rimorsi che dei rimpianti! Davvero una spiacevolissima sensazione.
Questa comunque è la dimostrazione che almeno le ragazze di un certo livello sono in grado di apprezzare i nostri vestiti eleganti! Non faremo nessun effetto alla maggioranza ma almeno attraiamo le più carine! Beh, mi può stare bene…
È ovvio che adesso far prendere il verso giusto alla serata sarà davvero dura, ma almeno ci proviamo. Nella scaletta delle preferenze per stasera ora è il turno dello Sugar (1716 N. Cahuenga Blvd, Hollywood, http://www.sugarhollywood.com/), dato che le foto che avevo visto in internet mi invogliavano abbastanza. Riusciamo a trovare parcheggio non troppo distanti, ma quando arriviamo all’ingresso troviamo una fila lunghissima e la gente non ci piace per niente. La solita storia insomma.
Non demordiamo e proviamo a questo punto ad andare all’Opera (1650 N Schraeder Blvd, Hollywood, http://operahollywood.com/), locale in cui erano state le ragazze di The Hills. Questo però nemmeno in tv mi ispirava troppo, sempre per il fatto della musica e della gente. Di fatti, dopo averlo visto da fuori, rinunciamo ad entrare.
Per stasera sembra proprio che non ci sia nulla di bello, ma noi imperterriti insistiamo a cercare un buon locale. È il turno del Lax, che però purtroppo non si discosta di molto dalle altre serate. Proviamo allora all’Element ma la storia non cambia ed il Lex Deux, che si trova giusto a fianco, sembra essere di nuovo chiuso.
Cavolo, ma a Los Angeles c’è solo bridge and tunnel people?!?!
Non sapremmo più dove altro andare, abbiamo già girato un sacco di locali stasera, per cui decidiamo di cambiare totalmente zona. La prossima tappa è il Troubadour (9081 Santa Monica Blvd WeHo, http://www.troubadour.com/), storico locale per musica live che ha fatto esordire gli Eagles e Tom Waits. Molti artisti di calibro diciamo medio vengono ad esibirsi in questa sala nella tappa di Los Angeles. Lo scorso anno erano stati avvistati tra il pubblico pure i fratelli Gallagher degli Oasis per vedere i Kings of Lion, se ben ricordo.
Percorriamo il Sunset Strip passando davanti al fantastico Ketchup, ormai chiuso, poi tagliamo per La Cienega Blvd fiancheggiando l’Area che anche stasera sembra affollata. Infine ci immettiamo sul Santa Monica Blvd. Arriviamo al Troubadour ma purtroppo è chiuso (foto N° 423).
Peccato davvero perdersi questa storica sala.
Praticamente di frotte si trova Hustler (7734 Santa Monica Blvd, WeHo), cantena di negozi di intimo ed abbigliamento erotico famosissima in America, dove sapevo che sul marciapiede al suo ingresso c’era una sorta di Walk of Fame delle porno star! Attraversiamo quindi  la strada ed andiamo a dare un’occhiata trovano le impronte (delle mani…) delle e dei pornostar più famosi.  
Questa zona comunque sembra abbastanza viva, per cui decidiamo che non è ancora ora di andare a casa ed andiamo allora in esplorazione.
In questo tratto del Santa Monica Blvd ed in alcune vie laterali ci saranno almeno una decina di locali, tutti molto vicini l’un l’altro. Parcheggiamo ed andiamo in quello che sembra il più movimentato. Ci sembra fin da subito diverso come club rispetto a quelli visti fin ora in città, i buttafuori hanno un abbigliamento più informale e sono particolarmente sorridenti mentre mostriamo loro le nostre Carte d’Identità. Entriamo, facciamo una decina di passi guardandoci attorno, ma poi contemporaneamente ci assale un dubbio… “Ma non è che siamo finiti in un locale gay?!?!” esclamiamo praticamente simultaneamente.
“Mah, guarda un po’ là che scena…”
Sì, si tratta indubbiamente di un locale gay!!! Siamo imbarazzatissimi e ci affrettiamo ad uscire.
Chissà cosa avranno pensato di noi vedendoci vestiti in questa maniera!
Torniamo in auto passando davanti a qualche altro locale, ma sono tutti club per gay, basta osservare un attimo e si vede benissimo anche da fuori! Siamo finiti nella zona gay della città!
“E che cavolo! È vero, ce l’avevo anche scritto che la zona di WeHo sul Santa Monica Blvd era la zona gay di LA!” Magari guardarci prima?!?
A questo punto è decisamente ora che la serata termini, per cui ci dirigiamo verso il motel.
È solamente l’1.20 am quando ci sdraiamo. Sono molto deluso, abbiamo girato un sacco di posti ma nessuno sembrava abbastanza decente da potervi entrare. Mi rimane l’amarezza per aver praticamente sprecato questa serata, ma almeno mi addormento con un’immagine meravigliosa ancora ben impressa nella mente, l’indimenticabile scala delle meraviglie del Ketchup!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: bobdylan - 26 Settembre 2008, 11:00:38
Siete fantastici!!!





Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 26 Settembre 2008, 14:17:03
Citazione
Siete fantastici!!!
8-) 8-) 8-)
Si fa quello che si può...
Grazie mille!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 26 Settembre 2008, 18:49:24
Mi sarebbe piaciuto essere lì con voi per poter guardare le vostre facce mentre eravate nel locale  ;D



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Settembre 2008, 18:51:12
Citazione
Mi sarebbe piaciuto essere lì con voi per poter guardare le vostre facce mentre eravate nel locale  ;D
Meglio di no, credimi!  ;D
Comunque te la puoi facilmente immaginare...  :P


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:29:01
Prima di postarvi la prossima parte del racconto voglio segnalarvi un nuovo programma di MTV, "Lazarus", che vede il grandissimo Nongiovane e Alessandro Catellan in giro per l'America. Ora sono in California, ma hanno accennato che arriveranno anche a NY.
Questo programma secondo me è molto migliore di quello di Fabio Volo in quanto in quanto per ogni luogo che vanno a visitare mettono sempre dei riferimenti, cosa che in Italo-Americano non avveniva e consentiva di godersi bene le immagini solo a chi c'era già stato in quella determinata città. Inoltre il Nongiò e Catellan per me sono molto più divertenti di Fabio Volo che a volte si prende un po' troppo sul serio e si crede un po' troppo un filosofo, oltre a buttare tutte le interviste sulla politica.
Purtroppo viene trasmesso in un orario scomodissimo, dalle 18 alle 18.30, e neppure io riesco a vederlo tutto, comunque ho visto che in questi giorni sono a Los Angeles e sono andati in tutti i luoghi che vi ho descritto! Da Malibu a Zuma Beach, dal Wishky a Go Go al Viper Room, e persino nel mio motel entrando nella stanza di Jim Morrison!
Qua trovate qualche bellissimo e divertente filmato:  http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/index.asp?id_prog=533&from=hp
Grande Nongiò!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:29:25
14/07/2008 Lunedì.
Sveglia alle 7.30 am. Oggi è il nostro ultimo giorno a Los Angeles.
Si prospetta un’altra giornata di mare, stavolta con destinazione spiagge a sud di LA.
Ci prepariamo il più velocemente possibile tenendo la colazione per quando saremo in viaggio in moda da risparmiare tempo. Anche oggi purtroppo devo indossare gli scomodissimi pantaloni lunghi anche andando la mare siccome purtroppo devo spalmarmi ancora la cremina sulla caviglia che finalmente sembra incominci a sgonfiarsi un po’. Avevo intenzione di non spalmarla oggi, ma ho preferito utilizzarla un giorno in più perché per domani devo essere assolutamente informa. Domani infatti sarà il gran giorno, quello che aspetto da una vita, quello che tramuterà il sogno in realtà.
Prima tappa della giornata è Seal Beach. A quest’ora della mattina il traffico per strada, con la gente che si reca al lavoro, non è ancora smaltito e troviamo quindi un po’ di intasamenti. Anche una volta che ci siamo immessi sulla Freeway il traffico continua ad essere sostenuto nonostante le sei corsie per senso di marcia. Viaggiando però con due persone a bordo possiamo utilizzare l’ultima corsia di sinistra. Questa infatti è una corsia privilegiata che si trova in tutte le Freeway, utilizzabile da viaggia con almeno due persone a bordo (su alcune Freeway bisogna essere almeno in tre, comunque è sempre tutto ottimamente segnalato) ed è naturalmente molto più scorrevole di tutte le altre cinque messe insieme! L’unico problema è che il nostro assurdo navigatore satellitare ci avvisa degli svincoli in cui dobbiamo uscire solamente al massimo un miglio di preavviso e credetemi, doversi portare nella corsia di destra dovendone attraversare cinque non è granché come preavviso! Soprattutto con questo traffico!
Arriviamo a Seal Beach, che tra l’alto è il primo paese che si incontra entrano nella Orange County (OC, così chiamata appunto per le numerose coltivazioni di arance), dopo aver percorso 38 miglia (61 km) impiegando 1.15 ore. Poco prima di entrare nel centro di questa cittadina, che conta circa 24.000 abitanti, ci fermiamo per fare benzina (40$ - 4.499 $ al gallone).
Non ho una mappa del paese, ma in tutte questa cittadine costiere la vita e le aree commerciali si sviluppano nei pressi del Pier, della strada di accesso che vi porta (chiamata quasi sempre Main St. in tutti i paesi) e nella strada panoramica che costeggia l’Oceano (Ocean Ave praticamente in tutti i paesi). Impostiamo quindi Main St. sul navigatore e dopo pochi minuti arriviamo a destinazione.
Come mai abbiamo scelto di fermarci proprio in questa cittadina di cui sono sicuro praticamente nessuno di voi ha mai nemmeno sentito nominare? Perché, come vi scrivevo poc’anzi, domani sarà il gran giorno, il giorno in cui finalmente faremo surf!
Questo è infatti l’obiettivo principale di tutta la vacanza, ma anche una delle cose che devo assolutamente fare nella vita.
La nostra “spedizione” in California ruotava praticamente intorno a questo obbiettivo, tutto il resto veniva dopo. Ho già avuto occasione di provare altri sport acquatici, ma il surf è il top. Più ancora che una sfida con il mare con il suo fragore e la sua potenza, è qualcosa in cui credere, una vera filosofia di vita. Guardatevi il film “Point Break” (recentemente trasmesso in tv tra l’altro) e capirete.
Ovviamente prima di partire avevo fatto tante ricerche per trovare la location che si rivelasse l’ideale per due principianti come noi ed alla fine, tra le tante, la mia scelta era ricaduta su Seal Beach. Quel che dobbiamo fare stamattina è incominciare a prendere confidenza con il posto e soprattutto prendere informazioni su dove fare lezioni. Ormai mi conoscete, sapete che io sono sempre e comunque per il fai-da-te, ma credetemi, quando si ha a che fare con sport di questo tipo qualche lezione è davvero necessaria. Andando allo sbaraglio da soli si rischia davvero di non riuscire a combinare niente.
Parcheggiamo l’auto giusto in Main St. a poche centinaia di metri dal molo. Questo paesino ci appare fin da subito delizioso, molto tranquillo e pacifico, con molti negozi ospitali lungo la sua via principale, per lo più con articoli da mare. È qua che incominciamo a notare che c’è una notevole percentuale di giovani (per la maggior parte ragazze) che hanno fasciature ai polsi o alle caviglie; evidentemente le distorsioni con il surf e lo skate sono sempre in agguato.
Carinissima davvero questa zona. Arriviamo ai piedi del molo, che si inoltra per ben 574 m nell’Oceano (foto N° 424, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/), dove troviamo una targa commemorativa che indica che questo è stato distrutto da una tempesta nel 1983 e ricostruito nell’anno successivo grazie al contributo dell’intera comunità. Non sapevo che in queste zone della California si potessero verificare tempeste di tale intensità, magari è stato un evento eccezionale.
Ci incamminiamo sul lunghissimo Pier, come sempre affollato da pescatori. È sempre splendido passeggiare sulla passerella in legno in una meravigliosa giornata soleggiata come questa, ne ricaviamo sensazioni meravigliose. Decisamente la California è uno Stato straordinario!
Arrivando infondo al molo troviamo un simpaticissimo pellicano per nulla intimorito dalla presenza dell’uomo, anzi, cerca pure di rubare quanto pescato dai pescatori! Pesci facili!
Troviamo anche il solito ristorante Ruby’s (foto N° 425), catena presente su quasi tutti i moli. Per chi ama il pesce dev’essere splendido mangiare qui.
Rimaniamo per un po’ a goderci la rinfrescante brezza marina ed il rumore dei gabbiani.
Com’è lontana la nostra vita in Italia! Mi sembra di essere via da casa da sempre ed invece sono trascorsi solamente 12 giorni!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:30:46
Resterei qua a godere di questa mesta meraviglia della natura per ore ed ore, ma la giornata è ancora lunghissima e piena di cose da fare. Torniamo indietro invidiano per un attimo i ragazzi in acqua che stanno prendendo lezioni di surf (foto N° 426), ma domani ci sarò anch’io. Il mare è piatto e calmo ed è proprio per questo motivo che questa località è particolarmente indicata per chi si appresta per la prima volta a provare a cavalcare una tavola. Le cose bisogna farle un po’ gradualmente ed andando dove ci sono onde più grosse si rischi di esserne poi travolti ogni volta.
La spiaggia come sempre è vastissima e mai troppo affollata; decisamente confortevole e con diversi campi da beach volley con tanti ragazzi che giocano. Guardano in direzione nord si riescono anche ad intravvede i palazzi di Long Beach (foto N° 428). Scendiamo in spiaggia ed accanto al molo troviamo il campo d’addestramento dei Junior Lifeguard (Foto N° 429), che spettacolo!!!
Ai bambini viene proprio data una maglietta con indicata questa cosa! Se fossi nato in California lo avrei seguito di certo anche io il corso!!!
Ci avviciniamo ai bagnini (foto N° 430) e chiediamo loro se sanno a chi dobbiamo rivolgerci per prendere lezioni di surf. Prontamente ci indicano un furgone nel parcheggio dove sostano gli istruttori. Ci avviamo e troviamo una ragazza che ci lascia un depliant (www.mmsurfingschool.com) e che ci spiega che ci sono vari tipi di lezioni. Noi scegliamo la lezione di gruppo della durata di tre ore che ha un costo di 65 $ a persona. Infine dice di presentarsi qui domattina alle 8 am.
Cavolo, per essere qua a quell’ora domattina dovremo alzarci davvero all’alba!
Per oggi qua abbiamo fatto tutto quel che dovevamo fare, per cui facciamo un altro giretto del paese e quindi torniamo in auto; prossima destinazione Huntington Beach.
Questa non è soltanto un’altra cittadina costiera (per altro molto più grande dato che conta 200.000 abitanti), è riconosciuta ufficialmente come la “Surf City USA” in quanto sede annuale di una competizione del campionato mondiale di tale specialità! È inoltre rinomata per la quantità delle sue bellezze femminili locali, rese celebri dalla bella canzone di Jan and Dean in collaborazione con Brian Wilson dei Beach Boys “Surf City – Two girls for every boy” (http://www.youtube.com/watch?v=HSS5xujeRaY  spettacolare!)

Two girls for every boy…

I bought a '30 Ford wagon and we call it a woodie (Surf City, here we come)
You know it's not very cherry, it's an oldie but a goodie (Surf City, here we come)
Well, it ain't got a back set or a rear window
But it still gets me where I wanna go

And we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun
You know we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun, now
Two girls for every boy

You know they never roll the streets up 'cause there's always somethin' goin' (Surf City, here we come)
You know they're either out surfin' or they got a party growin' (Surf City, here we come)
Yeah, and there's two swingin' honeys for every guy
And all you gotta do is just wink your eye

And we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun
You know we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun, now
Two girls for every boy

And if my woody breaks down on me somewhere on the surf route (Surf City, here we come)
I'll strap my board to my back and hitch a ride in my wetsuit (Surf City, here we come)
And when I get to Surf City I'll be shootin' the curl
And checkin' out the parties for a surfer girl

And we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun
You know we're goin' to Surf City, 'cause it's two to one
You know we're goin' to Surf City, gonna have some fun, now
Two girls for every boy


Ci può essere una canzone più perfetta di questa per esaltare questa splendida cittadina, meta ideale dove fare suf, e dove ci sono due ragazze per ogni ragazzo?!?!
No!!! È veramente perfetta, è stupenda ed esaltante!!!
“Surf City here we come ‘couse it’two to one!!!”
Arriviamo ad Huntington Beach più carichi ed esaltati che mai!
Mi ero fatto spedire a casa la guida dal visitor center, giusto almeno per avere una mappa, così impostiamo nel navigatore la solita Main St. per arrivare al Pier. Come già vi dicevo questi paesi sono costruiti tutti con lo stesso stile urbanistico, la vita e gli esercizi commerciali si concentrano nella zona del Pier e quindi sulla via dalla quale vi si accede (Main St.) e sulla strada che costeggia il mare (di solito Ocean Ave ma in questo caso la PCH, Pacifc Coast Highway).
Trovare parcheggio stavolta si rivela un po’ più difficoltoso così siamo costretti ad allontanarci qualche centinaio di metri da questa zona. Troviamo posto in una zona residenziale davvero fantastica (foto N° 431), ancor più bella di quella che avevamo attraversato a Santa Monica. Anche la costa del marciapiede, dove è indicato il numero civico dell’abitazione (e quindi il rispettivo posto auto, ndr) è decorata in modo davvero fantastico! (foto N° 432). Qua tutto quello che si vedere riconduce al mare ed al surf e molti tengono la loro tavola direttamente in giardino, comoda e pronta all’uso. Avvicinandoci al centro troviamo poi qualche murales davvero bellissimo; non c’è bisogno che vi dica cosa vi è rappresentato, vero?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:31:24
Main St. (foto N° 433, infondo alla via si vede già il tetto rosso del ristorante Ruby’s, all’estremità del Pier) è la solita strada accogliente con tanti bar tranquilli ed informali dove godersi uno spuntino ed i soliti fantastici negozi di surf ed abbigliamento da surfista. All’esterno di uno di questi, sul marciapiede, si trova la Walk of Fame del surf, con i nomi di tutti i surfisti più leggendari, spettacolo!! (foto N° 434). Arriviamo fino in fondo al larghissimo Pier (foto N° 435) dal quale come sempre si hanno viste stupende della lunghissima ed assolata spiaggia, sulla quale si trovano numerosi campi da beach volley (foto N° 436), e dei surfisti (foto N° 437).
Che dire, una meraviglia, non chiedo niente di più.
Girando anche per la spiaggia dobbiamo ammettere che il motivo per cui è famoso questo paese è assolutamente corrispondente al vero! Già ce ne eravamo accorti passeggiando su Main St, ma quello che Jan and Dean cantano nella loro canzone  è ancora attualissimo, è veramente pieno di ragazze bellissime! Two girls for every boy!!!!
Non lo dico facendomi influenzare dalla canzone, è esattamente così! Cosa si vuole di più dalla vita? Sole, mare, belle onde, clima favoloso ed almeno due ragazze fantastiche a testa!
Ora non è periodo per onde grosse e tutti possono provare a cavalcarle, ma quando queste arrivano seriamente (verso ottobre come vi dicevo) ho letto che qua il surf è molto competitivo e chi non è abile nel destreggiarsi sulla tavola si attirerà le ire dei surfisti locali che si vantano di essere molto aggressivi. Un po’ quello che succedeva a Keanu Reeves in Point Break insomma.
Per i principianti quindi meglio scegliere altre località.
Si è già fatto mezzogiorno così ci fermiamo a mangiare un’ottima pizza in un locale sulla PCH proprio a fianco il negozio con la Walk of Fame, con una splendida vista sulla spiaggia.
Il programma ora prevederebbe di visitare alcune altre spiagge nei dintorni, ma alla fine concordiamo che avremo tempo anche domani dopo il surf per queste, quindi scegliamo di tornare all’ospedale dove girano Scrubs visto che ci avevano detto di venire proprio oggi pomeriggio!
Saliamo in auto ma purtroppo la Freeway è trafficata ed arriviamo che sono quasi le 3 pm impiegando quasi due ore di viaggio.
Arriviamo alla guardiola dove troviamo la solita guardia gentile che vedendoci si ricorda subito di noi. Ci dice però che adesso stanno registrando e che quindi non possiamo entrare.
Ma come?!? Ma se mi avevi praticamente promesso che avrei fatto la comparsa e da qua avrebbero notato le mie notevoli doti recitative al punto che sarei diventato in breve la prossima nuova star di Hollywood!!!
Ci suggerisce quindi di provare a tornare tra un’oretta, quando dovrebbero avere ormai già terminato.
Ci rimane quindi un’oretta libera che decidiamo di riempire andando a vedere l’Hollywood Bowl, arena per concerti all’interno del vastissimo Griffith Park (2301 N Highland Ave www.hollywoodbowl.com). Si tratta di un grande anfiteatro all’aperto che ospita importanti concerti. Per chi volesse assistere le prove mattutine sono gratuite.  
Griffith Park (foto N° 438) è un parco enorme, le sue dimensioni sono cinque volte quelle di Central Park, quindi girarlo a piedi è impensabile. Tra le varie attrazioni ospitate dal parco ci sono gli Universal Studios (100 Universal City Plaza, www.universalstudioshollywood.com), le colline con la Hollywood Sign e la giostra dei cavalli “Griffith park Merry go round”. Per chi è interessato nelle vicinanze ci sarebbe anche un negozio che vende abiti indossati dagli attori nei film (“It’a wrap”, 3315 W Magnolia Ave, Burbank).  
Arrivati all’Hollywood Bowl lasciamo l’auto nel grande parcheggio e ci incamminiamo verso l’arena. L’ingresso è molto affascinate con tante colonne, una in fila all’altra, riportanti ognuna una lettera fino a formare la scritta “Hollywood Bowl”. Di sera dev’essere molto scenografico.
Anche l’arena è davvero splendida (foto N° 439) ed anche questa, con il buio della notte a circondare il palco, dev’essere impressionante. Certo non è il luogo adatto per concerti rock, ma è l’ideale per opere teatrali ed opera.
Abbiamo ancora tempo, così, tornati alla macchina, decidiamo di andare almeno a vedere l’ingresso degli Universal Studios. Non c’è però molto da vedere a dir la verità, giusto la scritta installata sopra le sbarre ai caselli d’ingresso e l’entrata alla City Walk, un viale con negozi, ristoranti, set cinematografici e locali notturni.
È ancora presto, per cui ci dirigiamo ora al Griffith Observatory (2800 E Observatory Rd. www.griffithobs.org) che si trova giusto sulla cima di una collina. La struttura che ospita l’osservatorio è molto signorile (foto N° 440), ma il motivo principale che ci ha spinto qui è che da qua si ha una splendida vista sulla Hollywood Sign (foto N° 441)! In realtà anche in questa foto la scritta è un po’ zummata, ma questo penso sia davvero uno dei punti migliori ed affascinanti da dove poterla ammirare. Facciamo tutto il giro intorno all’edificio trovando anche una scultura raffigurante il volto di James Dean. La targa nel piedistallo indica che una delle principali scene del film “Rebel without a cause” (Gioventù bruciata) è stata girata qui e questo ha fatto si che l’osservatorio ha visto accrescere la sua reputazione internazionale. Spiega inoltre che anche tante altre scene di altri film sono stati girati qui. In effetti, a parte la Hollywood Sign, la vista sulla città è impressionante, impressionante quanto l’enorme distesa di palazzi ed abitazioni che si spingono fin dove la vista può arrivare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:32:07
Assistiamo anche ad una scena curiosa, ovvero una ragazza che fotografa lo skyline mettendo in primo piano il suo nano da giardino! (portatile in questo caso, foto N° 442). Ancora non ne ero a conoscenza, ma in effetti quella di andare in vacanza con il nanetto è una tendenza che sta andando sempre più in voga ed i proprietari immortalano i paesaggi con il piccoletto in primo piano. Un mesetto fa anche in Italia su tutti i telegiornali avevano dato la notizia che un nano da giardino era stato restituito alla legittima proprietaria dopo un “rapimento” durato più di un anno. Il piccoletto non era arrivato da solo però, con lui, in una borsa, c’erano anche le foto (alcune davvero spettacolari!) di tutti i posti in cui era stato e nel quale era ritratto, tra cui Sidney e la muraglia Cinese se ben ricordo. Avevo controllato in internet tutte le varie località per vedere se si trattava dello stesso nanetto che avevamo visto qua, però Los Angeles non era tra le mete immortalate.
Per me è una cosa da pazzi, però è divertente!
È ora. Torniamo alla macchina avviandoci verso l’ospedale. Percorriamo a ritroso le tortuose stradine di Griffith Park, ma i personaggi curiosi non sono ancora finiti, ed ecco allora che superiamo un asiatico che corre con una strana maschera, tipo da saldatore, agganciata alla testa!
“Che gente!”
Lungo il percorso troviamo finalmente una cabina telefonica dopo che per tutto il giorno non ne avevamo vista nemmeno una. “E’ ora di chiamare Heidi!”
Alzo la cornetta e compongo il numero speranzoso. Non mi sento per nulla ottimista, però mi piacerebbe davvero incontrarla dato che è veramente molto carina. È il nostro ultimo giorno in città quindi purtroppo non ci rimangono altre possibilità. Se tutto andasse bene però questa potrebbe diventare davvero una giornata memorabile dopo la visita alla Surf City, Scrubs ed alla fine Heidi!
In testa comunque ho pensieri molto confusi ed ingarbugliati mentre sento il telefono squillare, in effetti non mi sono nemmeno preparato niente e non so bene cosa dire, e poi non so neach…Rispondono!!!
“Si… posso parlare con Heidi Montag per favore?” chiedo.
“Chi la desidera?” mi sento rispondere.
Dico semplicemente il mio nome.
“One moment”.
One moment?!??! Cavolo allora vuole dire che ma la passano davvero!!!!
Sento un paio di squilli mentre si passano la chiamata interna; non ci posso credere, me la passano davvero… Adesso che cosa le dico?!!? Certo incontrarla direttamente di persona all’uscita di Bolthouse era molto più semplice e ci sarebbero state meno difficoltà con…Rispondono di nuovo!
“Si… sto cercando Heidi Montag.” ripeto.
In effetti, essendo abituato alla voce della doppiatrice italiana (visto che MTV è pieno di programmi dove mettono i sottotitoli per le traduzioni non potevano fare così anche per The Hills anziché doppiare i personaggi?!?!), non mi rendo nemmeno conto se sto già parlano con lei o con qualcun’altra!  
“One moment” mi rispondono di nuovo.
E che cavolo, quanti giri di chiamate interne devono fare prima di passarmela?!?! Forse però ci siamo davvero!
Sento di nuovo una voce; stupidamente attacco anche io a parlare sovrapponendomi e così non capisco nemmeno bene cosa mi dice, però dovrebbe davvero essere Heidi!! WoW!!!
Purtroppo però mi rendo conto in pochi istanti che è una segreteria telefonica, probabilmente la sua personale. Cavolo, adesso si fa ancora più difficile però! Che cosa le posso lasciare di messaggio?!?! Se già prima era problematico, adesso dovrei dire almeno qualcosa che possa lasciare il segno…
“Ciao Heidi, mi chiamo Luca, sono uno scrittore italiano ed un appassionato di The Hills. Sono qua in LA per qualche giorno, vorrei incontrarti. Se ne hai voglia chiamami al numero…. etc. etc. Ciao”.
L’unica speranza alla quale posso aggrapparmi per rendermi almeno un pochino interessante è la storia dello scrittore. È chiaro che ognuno deve cercare di valorizzare il più possibile i propri aspetti positivi e magari, come in questo caso, ingigantire anche un po’ le cose. Non mi rimane che attendere.
“Porca ***** però!! Le ho detto il numero senza mettere il prefisso italiano!!!
“Va beh, magari se chiama e vede che ci sono dei problemi va a cercare lei il prefisso” dice Enea.
“Eh si… dubito che arrivi a capire che manca il prefisso… ed inoltre per quale motivo si dovrebbe sforzare per uno che non sa nemmeno chi sia!”
È chiaro che non posso richiamare ancora, mi farebbero di nuovo tutti quei giri di chiamate e farei soltanto la figura del pirla con lei.
“Facciamo così, dopo Scrubs torniamo di nuovo da Bolthouse e proviamo a vedere se esce. È anche vero che se ha risposto una segreteria probabilmente significa che non c’è nemmeno oggi, ma non si sa mai che non abbia risposto solo perché in quel momento non era in ufficio”.
In effetti è anche l’ultima possibilità che ci resta.
Ci dirigiamo ora velocemente verso l’ospedale, dove arriviamo in pochi minuti.
Parcheggiamo e ci rechiamo alla guardiola. Appena arrivati il tipo chiama qualcuno con il walkie-talkie e pochi attimi dopo ci dice “Ok, let’s go”.
Let’s go?!?!!? Stiamo davvero per entrare nell’ospedale di Scrubs!!!!!!!!!!!!!
Non ci posso credere!!! Siamo davvero sorpresi e felicissimi!!!
Per chi è un grande appassionato come noi di questa serie riuscire ad entrare nell’ospedale è davvero un piccolo sogno che si realizza! Sono ormai anni che seguiamo la serie, fin dalla prima puntata, senza perdere mai nemmeno un episodio, gente come JD ed il Dottror Cox sono diventati nel corso del tempo dei veri e propri idoli; se incontrassimo anche loro non ci sarebbero parole per descrivere quanto sarebbe fantastico!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:32:32
Mentre ci accompagna verso l’ingresso dell’ospedale attraversando il parcheggio dei dipendenti che si vede spesso in tv, la guardia ne approfitta per darci qualche anticipazione (anche se non richiesta!) sulla nuova serie che stanno girando, l’ottava (in Italia sono arrivati a trasmettere la sesta). Dice che questa dovrebbe essere veramente la serie finale, ma che già anche altre in precedenza dovevano esserlo, quindi non si sa mai. Scrubs ha avuto un successo enorme sia in America che nel resto del mondo, incredibile e davvero insperato, quindi è chiaro che fin che le cose vanno bene si va avanti. Ci rivela anche qualche anteprima su quello che succede nelle puntate in registrazione (che non vi svelo per non rovinarvi la sorpresa…) e così veniamo a conoscenza di episodi davvero incredibili, al tempo stesso spettacolari ma anche con qualche rimpianto per alcune cose. Ad ogni modo non riesco ancora a rendermi ben conto di tutto.
Arriviamo all’ingresso dove si trova la scritta “Sacred Heart Hospital” ed il fantastico mega cartellone dove c’è il Dottor Kelso insieme a tanta altra gente. Spettacolo assoluto!!!!!
Qua veniamo accolti da un altro ragazzo che ci guiderà tra i corridoi, così salutiamo la gentile guardia ed entriamo! Mamma mia, è incredibile!!!!
Salire i quattro scalini e solcare la porta d’ingresso da dove entrano i dottori è una emozione fantastica!!!
Giriamo per una lunghissima serie di corridoi, mentre la nostra personalissima guida ci racconta aneddoti e cose interessanti. Filmo tutto ovviamente!
“Tutto appare molto diverso in tv, non è vero?” chiede.
Non so come facciano ma in effetti fanno davvero dei miracoli!
Tanto per cominciare c’è un “casino” di roba dappertutto, tutto abbastanza confusionario. I corridoi sono quasi sempre ricoperti da moquette mentre in tv appaiono in ceramica e sempre belli lucidi, ed anche il controsoffitto è abbastanza disastrato e sporco mentre in tv è perfetto! Non so davvero come facciano a sistemare il tutto.
La prima tappa in cui ci porta è la caffetteria (foto N° 443), apparsa solamente in alcune puntate delle ultime serie. Continuiamo il giro lungo i corridoi (foto N° 444) passando accanto a varie sale tecniche ed aree create appositamente per permettere agli attori di riposarsi o divertirsi tra un ciak e l’altro. Ho l’impressione che tutti i protagonisti siano davvero coinvolti in questo progetto e che si divertano ad aggiungere qualche personalizzazione, tipo quella messa dal Todd nella foto N° 445! Vedendola non possiamo fare altro che scoppiare a ridere!!!
È impossibile riuscire a ricreare lo stato mentale nel quale ci troviamo, è davvero un tour fantastico che mai avrei nemmeno immaginato di poter fare!
Girando ancora per i corridoi, arriviamo all’appartamento di JD e Turk (foto N° 446 e 447). Vedendolo ora in foto effettivamente lo riconosco abbastanza chiaramente, ma vi assicuro che standovi dentro non ci rendiamo nemmeno conto di dove ci troviamo fino a quando ce lo dice la nostra guida. È sorprendente quanto un posto ti appaia diverso trovandotici dentro, ma tutto sembra ritornare uguale non appena lo rivedi sullo schermo. Anzi, ti appare addirittura più “reale” sullo schermo!
Ci dice che adesso l’appartamento è abbastanza incasinato in quanto hanno dovuto fare dei cambi di scenografia e cose varie. Peccato solo non vedere anche Rowdie, il favoloso cane impagliato!
Il ragazzo che ci fa da guida è davvero molto simpatico e gentile, ci lascia tutto il tempo per girare, per fare foto e prendere contatto con l’ambiente, un grande!
Prossima tappa è la reception-sala d’ingresso (foto N° 448 e 449), dove ci svela altri particolari sulle riprese ed alcuni trucchi che utilizzano davvero divertenti. È sorprendente quanto in realtà sia più piccola di quel che sembra, tanto che non so nemmeno bene dove posizionarmi per fare una foto che inquadri tutto.
Arriviamo quindi in sala mensa (foto N° 450 e 451), sempre un po’ disastrata. Anche questa sullo schermo, ed anche nelle mie foto, appare più grande di quello che è. Inoltre continua quella stranissima sensazione che fa si che un posto ti appaia più “reale” vedendolo in foto ed in tv anziché trovandotici dentro.
Questa era l’ultima tappa, percorriamo un’altra serie di corridoi fino ad arrivare all’uscita.
È stata un’esperienza fantastica, impossibile da descrivere. Non sono stato agli Universal Studios, ma di sicuro preferisco mille volte il piccolo tour privato che ci hanno fatto fare qui appositamente per noi. Non avremo visto scenografie impressionanti e spettacoli con effetti speciali come ci sono agli Studios, ma l’atmosfera, l’intimità e la famigliarità con la quale ci sono stati mostrati i vari set di Scrubs rendono il tutto impareggiabile. Inoltre tutti quanti sono stati estremamente gentili e disponibili con noi; non erano certo obbligati a farci entrare e a portarci in giro, ma sono stati di una disponibilità incredibile. Oltretutto non abbiamo pagato assolutamente nulla!
Non abbiamo incontrato nessun attore ma poco importa, non posso certo recriminare, anzi!
Ringraziamo di cuore, salutiamo, quindi torniamo in auto che siamo al settimo cielo.
Se adesso riuscissimo anche ad incontrare Heidi diventerebbe davvero una giornata molto più che perfetta.
Torniamo a WeHo ed in una ventina di minuti siamo alla Bolthouse Production, dove ricominciamo l’appostamento davanti alla porta d’ingresso.
Sono le 5.45 pm e c’è un gran via vai di ragazzi che escono e vanno nel garage seminterrato a prendere l’auto. Nonostante siano tutti o quasi ragazzi giovanissimi tutti possiedono auto davvero di ottimo livello. O da Bolthouse pagano bene oppure sono estremamente indebitati!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 08:33:10
Magari le paghe non saranno male, ma propendo anche per la seconda ipotesi visto che in America il concetto di risparmio ed avere qualcosa da parte forse non esiste nemmeno. L’acquisto tramite finanziamento è praticamente la prassi qui.
Io rimango “di guardia” alla porta principale mentre Enea va a fare un sopralluogo sul retro. Pochi secondi dopo però lo vedo tornare “C’è il Bestione nel parcheggio sul retro, meglio non farsi vedere” dice.
Continua ad uscire un sacco di gente ma di Heidi nessuna traccia. Non posso di nuovo citofonare, adesso sarebbe davvero troppo e diventerei troppo insistente.
Rimaniamo per una mezz’oretta poi purtroppo siamo costretti ad alzare bandiera bianca.
Peccato davvero, anche quest’anno (come l’anno scorso per Ann…) ho fatto davvero tutto quello che potevo fare, anzi forse ho fatto pure di più del possibile, ma di nuovo è mancato quel pizzico di fortuna che in certi casi è purtroppo necessaria.
In ogni caso mi sento a posto, non ho rimorsi, so che di più proprio non potevo fare; pazienza.
Chi lo sa, magari riuscirò a tornare a LA anche l’anno prossimo e stavolta sarò più fortunato.
Vorrei ora andare a fare un giro nelle vie e nei negozi dove ho letto che i personaggi famosi vanno a fare shopping, ma ormai è tardi ed è ora di tornare verso casa.
Riporto comunque di seguito giusto qualche riferimento:
Fred Segal: 8100 Melrose Ave. Cameron Diaz  e Gwyneth  Paltrow vengono a rifarsi il guardaroba qui.
Kitson: 115 S Robertson Blvd. Per essere all’ultima moda. Una delle tappe principali delle celebrità, infatti fuori troverete molti paparazzi.
West 3rd St.: Una delle zona migliori per lo shopping di LA. Tra La Cienega Blvd e Fairfax Ave è zona pedonale.
Da vedere anche La Brea Blvd tra Beverly Blvd e West 3trd St.
Ci sarebbe inoltre anche Amoeba Music da vedere (6400 W Sunset Blvd, WeHo), sede cittadina dell’omonimo negozio di San Francisco. L’informatissimo personale e le stazioni d'ascolto vi consentiranno di orientarvi fra il mezzo milione circa di CD, DVD, video e dischi di vinile, nuovi e usati. I suoi concerti gratuiti sono leggendari (guardare la lista della programmazione su LA Weekly) È un posto fantastico per qualunque esigenza, sia che cerchiate pezzi rari e canzoni fuori edizione, sia che vogliate semplicemente comprare un disco della Top 40.

Ci mettiamo sulla rotta di casa percorrendo stradine secondarie anziché la solita La Cienega Blvd ed è davvero impressionate il fatto che basti uscire dalla squallida strada di scorrimento per trovarsi immersi in una meravigliosa e pacifica area residenziale dove ogni casa ha un giardino fantastico! (foto N° 452). Questa nella foto è una strada parallela a La Cienega Blvd a pochissimi metri di distanza. Davvero non riesco a capire come si faccia a dire che Los Angeles è così brutta, certo non è NY, ma sono due mondi completamente diversi.
Prima di rientrare al motel come sempre passiamo a far la spesa al 7 Eleven e poi al CVS.
Infine rientriamo al motel in attesa di preparaci per la nuova serata, l’ultima a Los Angeles.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 30 Settembre 2008, 10:51:20
Citazione
Arrivati all’Hollywood Bowl lasciamo l’auto nel grande parcheggio e ci incamminiamo verso l’arena. L’ingresso è molto affascinate con tante colonne, una in fila all’altra, riportanti ognuna una lettera fino a formare la scritta “Hollywood Bowl”. Di sera dev’essere molto scenografico.
Anche l’arena è davvero splendida (foto N° 439) ed anche questa, con il buio della notte a circondare il palco, dev’essere impressionante. Certo non è il luogo adatto per concerti rock, ma è l’ideale per opere teatrali ed opera.

Sull'Hollywood Bowl vi do un'altra informazione. Ci sono stato due volte ed entrambe le volte sono rimasto colpito dal fatto che più che un teatro, questo sia un enorme picnic. La sera, infatti, gli spettatori si portano da casa vivande dei generi più diversi che vengono consumate in loco ovunque ci sia un piccolo spazio disponibiloe. Ho visto con i miei occhi una famiglia dotata di un grande cesto contenente i generi alimentari che sono stati consumati su un plaid steso sull'erba a fianco della platea come se si fosse in campagna. Il massimo è stato però raggiunto da una coppia che era seduta davanti a me nel teatro e che sembrava non aver nulla da mangiare; a metà concerto però è apparso dal nulla una specie di tubo dal quale lui ha estratto una bottiglia di Champagne e due flute con i quali hanno brindato a non so cosa. Questa del picnic all'Hollywood Bowl è una caratteristica del luogo e quindi, se ci andrete, adeguatevi  ;).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 11:05:53
Citazione
Citazione
Arrivati all’Hollywood Bowl lasciamo l’auto nel grande parcheggio e ci incamminiamo verso l’arena. L’ingresso è molto affascinate con tante colonne, una in fila all’altra, riportanti ognuna una lettera fino a formare la scritta “Hollywood Bowl”. Di sera dev’essere molto scenografico.
Anche l’arena è davvero splendida (foto N° 439) ed anche questa, con il buio della notte a circondare il palco, dev’essere impressionante. Certo non è il luogo adatto per concerti rock, ma è l’ideale per opere teatrali ed opera.

Sull'Hollywood Bowl vi do un'altra informazione. Ci sono stato due volte ed entrambe le volte sono rimasto colpito dal fatto che più che un teatro, questo sia un enorme picnic. La sera, infatti, gli spettatori si portano da casa vivande dei generi più diversi che vengono consumate in loco ovunque ci sia un piccolo spazio disponibiloe. Ho visto con i miei occhi una famiglia dotata di un grande cesto contenente i generi alimentari che sono stati consumati su un plaid steso sull'erba a fianco della platea come se si fosse in campagna. Il massimo è stato però raggiunto da una coppia che era seduta davanti a me nel teatro e che sembrava non aver nulla da mangiare; a metà concerto però è apparso dal nulla una specie di tubo dal quale lui ha estratto una bottiglia di Champagne e due flute con i quali hanno brindato a non so cosa. Questa del picnic all'Hollywood Bowl è una caratteristica del luogo e quindi, se ci andrete, adeguatevi  ;).
Insomma, come allo stadio per una partita di baseball o di football, ogni occasione è buona per mangiare!
Dev'essere fantastico però accamparsi in questa magnifica arena!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 30 Settembre 2008, 11:36:24
Pazzesco, ero rimasto indietro col racconto, ma ora che ho letto tutto non so da dove cominciare!!! Sei la solita guida del touring club!!! E' talmente grande e vasto ciò che hai visto che non so come riesci a parlarne così bene...non credo che tu abbia mentito o ingigantito la frase ad Heidi dicendole che sei uno scrittore. Tutto magnifico, ma il top è la scala del Ketchup...io che sono alto sicuramente sarei sbattuto a terra per vedere i "gradini"....cmq solo 12 giorni e hai fatto tutte ste cose è da paura!!! :D
Complimenti a entrambi ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 30 Settembre 2008, 12:07:48
Citazione
Pazzesco, ero rimasto indietro col racconto, ma ora che ho letto tutto non so da dove cominciare!!! Sei la solita guida del touring club!!! E' talmente grande e vasto ciò che hai visto che non so come riesci a parlarne così bene...non credo che tu abbia mentito o ingigantito la frase ad Heidi dicendole che sei uno scrittore. Tutto magnifico, ma il top è la scala del Ketchup...io che sono alto sicuramente sarei sbattuto a terra per vedere i "gradini"....cmq solo 12 giorni e hai fatto tutte ste cose è da paura!!! :D
Complimenti a entrambi ;)
Eh... la scala del Ketchup è indimenticabile, ancora me la sogno di notte!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Ottobre 2008, 08:08:46
Prima di cena iniziamo il solito triste rito di sistemare le valigie visto che domani si riparte di nuovo. Nel corso di questo viaggio è diventata ormai un’abitudine sistemare continuamente le nostre cose visto cha abbiamo toccato diverse località. Ogni volta però si avverte sempre un po’ di tristezza visto che ci si affeziona ai luoghi visitati.
Stasera abbiamo in programma di andare all’Hyde, così inviamo una e-mail a Pamela (pamela@sbe.com), la splendida ragazza delle liste, o meglio VIP Hostess, come scritto sul suo raffinato biglietto da visita marchiato “Hyde Lounge”.
Pochi minuti dopo ci risponde col suo BlackBerry scrivendo un bel “Ok” di conferma.
Brava Pamela!
Cena, doccia e di nuovo siamo a prepararci per un’altra serata.
Stasera andiamo finalmente in un club davvero cool e dobbiamo essere impeccabili, quindi indosso il mio vestito gessato blu, camicia nera a costine e cravattino nero sottile.
Siamo però veramente stanchi di dover girare ogni volta almeno mezz’ora prima di trovare parcheggio lungo il Sunset Blvd, così stasera, visto anche che tutti i locali dove vogliamo passare sono abbastanza vicini al nostro motel (a non più di 1,5 km), decidiamo di uscire a piedi.
Mi sembra davvero incredibile uscire a piedi a Los Angeles, in questa città enorme!!!
Ci incamminiamo su La Cienega Blvd e quando siamo ormai arrivati al suo termine, in prossimità dell’incrocio sul Sunset Strip, incrociamo dei ragazzi che viaggiano su un auto scappottata. Questi, capendo che siamo usciti a piedi, ci guardano e ci indicano divertiti!
Effettivamente non penso che gli capiti tanto spesso di vedere gente a piedi come noi.
Prima tappa della serata è il One Sunset (8730 Sunset Blvd, WeHo http://www.theonerestaurants.com), lounge dove le ragazze di The Hills sono andate all’after party di una band dopo il concerto.
Come vi dicevo già in un precedente capitolo del racconto, questa è la sede di LA del bellissimo locale di NY (1 Little West 12 st, a fianco Gansevoort hotel,  Meatpacking district).
È ancora molto presto però e già da fuori si vede che ancora non c’è molta gente. Molto simile a quello di NY comunque, con davvero una bella atmosfera.
Vediamo di nuovo passare i ragazzi con la macchina scappottata che subito ci riconoscono e di nuovo ci indicano divertiti!
Passiamo allora al vicino Ketchup (8590 Sunset Blvd, WeHo).
Ho sempre ben fissa nella mia mente l’immagine della sera precedente della meravigliosa ragazza della reception che corre lungo la scala delle meraviglie, ma spero di aver superato lo choc e di non rimanere senza parole pure stasera. Chi lo sa, magari si riesce a  riprendere il discorso da dove è stato interrotto... Inoltre stasera indosso un vestito molto più di classe di quello della sera precedente, per cui preparati bella mia, stiamo arrivando!
Quando arriviamo però avviene quello che temevo, cioè che le ragazza delle meraviglie non è di turno ed al suo posto c’è una collega. Rimango deluso, ovvio, anche se essere scontenti di trovare una biondina del genere ad accoglierti mi sembra davvero impossibile. Davvero stupenda anche questa, anche se molto meno estroversa, molto meno frizzante e più professionale.
Almeno una corsetta sulle scale però potresti farla!
Andiamo al piano di sopra trovando il solito ambiente accogliente gremito da ragazze fantastiche; decisamente un locale meraviglioso! Venendo solo per fare un giro è ovvio che dopo pochi minuti non si sa più dove stare, ma per le cene è davvero il luogo ideale.
Peccato che dobbiamo sempre contenere le spese e a qualcosa dovremo pur rinunciare.
Scendiamo quindi le scale dirigendoci verso l’uscita, salutiamo la meravigliosa biondina e questa non mi fa neppure i complimenti per il vestito!
Ah… sarai anche stupenda, ma la tua collega dai capelli castani è decisamente un’altra cosa…
È ancora presto, così abbiamo il tempo per incamminarci verso il Katana (8439 W Sunset Blvd, WeHo, http://www.katanarobata.com/katana/). Anche questo ristorante lo avevo già potuto ammirare in The Hills, visto che le ragazze vi erano venute per cena.
La scelta di uscire a piedi comuque è stata una mossa davvero azzeccata, senza auto si è decisamente più liberi, non si ha lo stress del dover trovare parcheggio e si può passare da un locale all’altro senza vincoli. Inoltre passeggiare lungo il Sunset Strip è davvero fantastico visto che vi si trovano una lunga serie di locali e ristorantini tutti uno in fila all’altro ed i tavolini sono disposti anche lungo il marciapiede. Davvero splendido quindi incamminarsi lungo questo viale.
Il nostro motel sarà un po’ squallido, ma la posizione in cui si trova, considerando anche che di fronte abbiamo pure il 7 Eleven ed un enorme CVS, è davvero più che perfetta!
In breve arriviamo al Katana (Foto N° 453, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/) ed entriamo salendo la scenografica scalinata. Già sulla balconata all’ingresso troviamo tanti tavolini e divanetti, illuminati artisticamente da poche splendide lampade che fanno molta atmosfera, inoltre anche qua ci sono ragazze talmente meravigliose che non mi stupirei davvero se tra di loro ci fossero delle modelle.
Questi sono i locali che vogliamo frequentare! Altro che quelli di Hollywood dove c’è solo bridge and tunnel people!
Entriamo girando tra varie sale, ognuna con caratteristiche ed arredi diversi, ma sempre ugualmente splendide e con un’atmosfera davvero impareggiabile. Anche all’interno troviamo decine di ragazze stupende, davvero incredibile. Come locale inoltre è davvero vasto ed anche se è completamente diverso, l’atmosfera che vi si respira mi ricorda molto quella dell’altrettanto favoloso Buddakan di NY (220  9th Ave at 16th St, Meatpacking District).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Ottobre 2008, 08:09:53
Purtroppo non riesco a scattare foto all’interno in quanto in questi locali di classe sono sempre molto gelosi della loro privacy ed i camerieri mi verrebbero immediatamente a stoppare.
Anche qua però, se non si viene per cenare o al meno per prendere un drink, dopo un po’ non si sa più che fare, così scendiamo le scale ed usciamo.
Purtroppo non possiamo fermarci molto visto che è meglio essere all’Hyde piuttosto presto.
Anche l’Hyde comunque è vicinissimo (8029 W Sunset Blvd, WeHo), a soli quattro blocchi di distanza dal Katana, e quando sono appena le 11 pm siamo già al suo ingresso.
Non troviamo nessuno in fila, solo un paio di buttafuori. Purtroppo la splendida Pamela sembra non esserci. Ad ogni modo diciamo che lei ci ha messo sulla guest list e ci fanno subito entrare.
A gratis! Fantastico!
Questo penso sia davvero un dei lounge-disco più di classe di LA. Fin dal suo esterno è appeso un cartello che indica che è severamente vietato scattare foto; la solita privacy.
Una volta dentro il locale mi appare fin da subito molto carino ed elegante, anche se piuttosto piccolo, con il parquet e con diversi accoglienti tavolini e divanetti in pelle nera disposti lungo un corridoio centrale che funge anche da pista. Insomma un classico locale di quelli che si trovano a NY nella zona di Chelsea, dove tutti entrano prendendo il tavolo. Ecco perché siamo entrati senza pagare nulla, l’ingresso normale non esiste e si entra “only for the bar”, come ci dicevano i buttafuori lo scorso anno nella grande mela.
C’è un’unica particolarità però, cioè che è completamente vuoto! Vuotissimo!!!
Ci sono solamente sei o sette cameriere, tutte ovviamente molto carine, ma noi siamo gli unici guest di tutto il locale!!!
È una situazione stranissima ed anche un po’ imbarazzante, ma del resto in ogni serata ci dovrà pur essere qualcuno che entra per primo. Solo che ancora a noi non era mai capitato!
Forse effettivamente siamo arrivati un po’ presto, ma era pur sempre meglio non rischiare di rimanere fuori considerando anche che questa è la nostra ultima serata in città.
Arrivando in fondo alla sala troviamo sulla destra un breve corridoio che porta alla zona bar, dove c’è un piccolo bancone. Qua c’è anche una rampa di scale che saliamo per vedere dove portano, ma conducono solamente al bagno e a una terrazzina con vista su un cortile interno adibito a parcheggio. Probabilmente la balconata è la zona riservata ai fumatori.
Scendiamo le scale tornado al bar. Non essendoci assolutamente ancora nessuno a parte noi, l’unica cosa che possiamo fare per riempire l’attesa è ordinare subito un drink.
Questa situazione mi ricorda tremendamente il fantastico film “Shining”, quando il grande Jack Nicholson, in preda alle visioni causate dalla prolungata solitudine, si siede al bancone del bar completamente vuoto ed inizia a parlare con un barista immaginario…
“Salve Lloyd, c’è poca gente stasera… ahhhh!!!”
“Lei ha ragione Sir, che cosa prende?”
“Una domanda molto azzeccata caro Lloyd, perchè si da il caso, amico mio, che ho due pezzi da venti e due da dieci qui nel mio portafogli, e temevo che ci rimanessero fino a Seal Beach… Allora facciamo una cosa, tu mi passi una bottiglia di bourbor con del ghiaccio e un bicchierino; che dici ci riesci Lloyd? Non è che hai troppo da fare… ahhh!”
“Sono sempre a sua disposizione”.
“Sei l’uomo che cercavo. Allora, tira fuori tutto che mi faccio una bevuta Lloyd, così mi tira su! È il senso del dovere che ci frega amico mio, il senso del dovere ci frega!”
Favoloso, bellissimo, superlativo!!!
Grandissima interpretazione del grandissimo Jack Nicholson e brillantissima anche la mente del compianto ma indimenticato Stanley Kubrick che ha concepito questo capolavoro!
Noi ordiniamo solamente due Jack on the rocks per la non proprio modica cifra di 13 $ a testa più 1 $ di mancia (sempre a testa). L’ingresso è gratuito, ma essendo un locale di questo livello è ovvio che poi i drink sono costosi.
Visto che non c’è nient’altro da fare ci accomodiamo al bancone sedendoci su di uno sgabello. Passano una quindicina di minuti e finalmente arrivano due ragazze che come noi ordinano subito qualcosa da bere. Poco dopo arriva anche l’affascinate Pamela avvolta nel suo elegante vestito. Splendida davvero, anche se la  morettina delle meraviglie del Ketchup è impareggiabile.
Un po’ per volta finalmente incominciano ad arrivare altri clienti e, quando manca ormai poco a mezzanotte, il locale è praticamente pieno. Abbiamo trascorso praticamente una quarantina di minuti soli con “Lloyd” prima che il locale si riempisse, senza essere esageratamente affollato però. Dopo tante ricerche nelle precedenti serate, questo sembra essere finalmente il tipo di locale che intendevamo frequentare, con tante ragazze splendide e con tutti i presenti vestiti in modo adeguato, anche se noi comunque spicchiamo con i nostri vestiti.  
Ci alziamo dal bar ed andiamo nella sala con i tavolini che, come vi dicevo, funge anche da piccola pista. Più che altro la gente chiacchiera tra loro in piccoli gruppetti. La musica è quel misto di R&B ed house tipo quella che mettono al Marquee a NY, senza mai però essere troppo invadente ed a volume troppo alto. Questo locale incarna esattamente la sua definizione di lounge-club.
Purtroppo non riusciamo a combinare un granché; sarebbe il tipo di locale perfetto dove venire con 5/6 amici, prendere un tavolo e conoscere poi gli altri dei tavoli a fianco. Scommetto che sarebbe davvero una splendida serata.
Usciamo comunque prestissimo, non è ancora neppure mezzanotte e mezza, ma domattina dobbiamo alzarci all’alba (o forse questa non sarà neanche ancora arrivata!) e qualche ora dovremo pur dormirla.
Facciamo così un’altra splendida passeggiata sul Sunset Strip, l’ultima, dirigendoci verso il motel.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Ottobre 2008, 08:10:24
Una volta arrivati chiudiamo le valigie lasciando fuori solamente quello che ci servirà domani e quindi ci sdraiamo che è ormai l’1.00 am.
Ovviamente, prima che gli occhi mi si chiudano definitivamente (il che avviene abbastanza velocemente data ormai la stanchezza accumulata nel corso di tutti questi giorni), viene naturale fare un bilancio di questi giorni trascorsi a Los Angeles.
Molti, se non praticamente tutti, la giudicano una brutta città, tranquillamente trascurabile, salvando solamente le splendide località costiere come Malibu, Santa Monica e Venice Beach. La mia opinione è invece molto differente. Certo è una città particolare a cominciare dalle sue enormi dimensioni che fanno si che più che di Los Angeles città per me più corretto parlarne riferendosi ai vari distretti (tipo Hollywood, Beverly Hills, Downtown, etc.). Certo la differenza con NY è enorme, forse per LA non vale la pena visitarne ogni singolo quartiere (Watts è poi meglio evitarlo davvero, link http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/dettaglio.asp?id_prog=533&id_epis=532&page=1&id=279899), ma io non posso che darne un giudizio totalmente positivo.
Noi vi abbiamo trascorso delle giornate davvero splendide che ci hanno regalato emozioni a non finire e sensazioni impagabili, a cominciare dalle meravigliose località costiere, poi gli splendidi quartieri residenziali di Beverly Hills con le abitazioni dei personaggi famosi, il tour di Scrubs, gli appassionanti appostamenti per incontrare Heidi, ed anche la zona di Downtown a me è piaciuta molto. Anche per quanto riguarda i locali, a parte quelli della zona di Hollywood (dove comunque abbiamo trascorso una serata davvero divertente al The Highlands), siamo stati in bar, lounge e ristoranti talmente belli e con un’atmosfera talmente intima che di certo non me li dimenticherò.
Poi c’è sempre l’indimenticabile scena della corsa sulla scala delle meraviglie ad allietare i miei sogni…  
Devo aggiungere inoltre che aver seguito tutte le puntate di The Hills nel corso dei mesi precedenti la partenza mi ha semplificato tantissimo la ricerca sui locali che altrimenti mi avrebbe preso mesi di tempo. Inoltre grazie a questa serie ho trovato aree davvero splendide come il The Groove che altrimenti non avrei mai visitato; è stato davvero fantastico ripercorrere le orme delle ragazze e trovare tutti i luoghi visti in tv, peccato solo non aver incontrato nessuna di loro.
La città mi lascia comunque la sensazione che sia molto più bello viverci che non visitarla come turista. Capisco perfettamente le ragioni di chi ne ha espresso un giudizio negativo, sicuramente con pochi giorni di permanenza è difficile lasciarsi coinvolgere, ma sono anche convinto che vivendo qui si riesce a godersela parecchio.
Fondamentale comunque è di sicuro la scelta della zona dove si alloggia. Per chi vuole fare una vacanza tipo la nostra, cioè visitare il più possibile senza rinunciare ad andare in giro la sera, direi che la zona di WeHo è la più indicata. Se invece si preferisce fare vita da spiaggia rimanendo solamente un paio di giorni e magari visitare giusto la zona di Hollywood e la sua Walk of Fame, allora direi che la zona migliore dove alloggiare è nei pressi di Santa Monica.
In ogni caso assolutamente da evitare un albergo nella zona di Downtown, davvero troppo lontano da tutto. Fondamentale insomma partire con le idee chiare e già ben informati su quello che si vuole visitare, altrimenti questa città di sicuro non vi piacerà. A differenza di NY (o almeno di Manhattan), dove è piacevole anche il solo camminare senza meta tra le strade lasciandosi guidare dall’istinto, qua o si va con le idee chiare su dove si vuole andare o altrimenti è meglio non andarci nemmeno.
Città come Boston e San Francisco sono davvero fantastiche ma difficilmente ci tornerò in quanto posso ritenere che la mia esperienza turistica sia più o meno conclusa ed un altro viaggio non so quanto potrebbe aggiungere alla precedente visita, avendole già “esplorate” in modo abbastanza completo. Ci sarebbe quindi il forte rischio di far diventare il viaggio piuttosto simile al precedente, mentre a Los Angeles invece ci tornerei molto volentieri!
A Los Angeles infatti, come anche per NY, questo di sicuro non potrebbe avvenire visto che comunque mi rimane ancora molto da fare. Tanto per cominciare mi godrei maggiormente le zona di Malibù e di Venice Beach, magari potrei fare anche una visita agli Universal Studios o a quelli della Warner Bros (anche se comunque sono sempre piuttosto scettico su queste cose) e di sicuro andrei di nuovo a “caccia” di Heidi od ancor meglio Audrina, nel caso riuscissi a trovare qualche contatto.
Questa in ogni caso è stata la mia esperienza a Los Angeles, da domani si passa ad Orange County ed alla SoCal (Southern California).
Mi addormento con la dolce consapevolezza che domani finalmente sarà il giorno in cui un mio piccolo sogno che cullavo da anni si realizzerà, il giorno in cui farò surf.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 03 Ottobre 2008, 13:39:07
Caspita che viaggio! Grazie dei consigli su LA, saranno senz'altro utilissimi...il One di LA è spettacolare davvero; ma non avevo capito che mi suggerivi il One di NewYork vicino al Gansevoort hotel ::) avevo letto Ono.... ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 03 Ottobre 2008, 14:12:32
Citazione
Caspita che viaggio! Grazie dei consigli su LA, saranno senz'altro utilissimi...il One di LA è spettacolare davvero; ma non avevo capito che mi suggerivi il One di NewYork vicino al Gansevoort hotel ::) avevo letto Ono.... ;D
No, era proprio l'Ono che ti suggerivo!
A NY ci sono entrambi questi locali, sia l'Ono che il One. Sono a distanda di pochi metri l'uno dall'altro, con in mezzo il Gansevoort Holtel. Diciamo che guardando frontalmente l'albergo l'Ono si trova a sinistra (è il ristorante-lounge dell'albergo, e si trova al piano terra. L'albergo ha anche un lounge sul terrazzo), il One è destra.
L'Ono è un ristorante-lounge, il One è un lounge-disco.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 03 Ottobre 2008, 14:15:25
Preciso come sempre, grazie! Ora portaci sulle onde del Pacifico... :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 03 Ottobre 2008, 17:57:06
Meraviglioso come sempre il tuo racconto  Luca  [smiley=thumbsup.gif]


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:14:10
Quello che segue sarà il giorno in assoluto più bello dell'intero viaggio. Il racconto è lunghissimo visto che narro di tantissime cose e di diverse località, se siete di fretta non leggetelo subito, aspettate e tenete il racconto per quando avrete un po' più di tempo prima di "immergetevi" nel meraviglioso clima della California...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:15:47
15/07/2008 Martedì.
La sveglia suona alle 5,45 am, o almeno così credevo di averla impostata.
Appena sento l’irritante squillo mi alzo subito già bello carico e pronto ad affrontare la sfida con il mare, ma soltanto quando ritorno in camera dopo essere stato in bagno mi accorgo che in realtà sono ormai quasi le 7.00 am.
Rimango sbalordito.
Chiudo e riapro gli occhi 3-4 volte sperando che sia soltanto un’allucinazione, ma alla fine sono costretto ad arrendermi all’evidenza, cioè ho sbagliato a puntare la sveglia e l’ho impostata un’ora dopo di quel che volevo, alle 6,45 am!!!
Non mi era mai capitato di sbagliarmi, proprio oggi che dobbiamo andare a fare surf doveva succedere?!?!?!??!?!?!?!?
Iniziamo così una disperata corsa contro il tempo.
In dieci minuti siamo già fuori dalla stanza, facciamo il check out dal motel ed alle 7.15 am siamo in auto.
Se vi interessa a questo link http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/lista_video.asp?id_prog=533&page=1&id=279900
potete vedere un simpatico filmato tratto dal programma di MTV “Lazarus”, nel quale il Nongio e Catellan vengono a visitare la stanza di Jim Morrison, con il Nongio che viene contattato dall’aldilà…
Il mio abbigliamento da surfista è composto da boxer da mare scuri comprati a LV, canotta grigia della partecipazione a una 24 ore di beach volley nel mio paese e ciabatta infradito Hawaianas nera; spero sia un buon look per un vero “filosofo” del surf.
Non ci resta che sperare che la lezione inizi un po’ in ritardo e soprattutto di riuscire ad arrivare a Seal Beach in un tempo da record.
All’ingresso della Freeway mi piazzo subito sulla scorrevole  pool car, la corsia riservata a quelli che viaggiano con almeno due persone a bordo, e non mi ci tolgo più. Purtroppo i limiti di velocità non si possono rispettare oggi, anche se comunque non andiamo mai troppo oltre al consentito (sarebbe comunque impossibile a causa del traffico).
Enea è pessimista, dice che non ce la possiamo fare e che al massimo faremo la lezione del pomeriggio (sempre che ci sia). Non mi do per vinto però, ce la possiamo ancora fare, così, per entrare nel giusto clima della giornata, seleziono dal Cd “Surfin’ Usa” dei Beach Boys (http://www.youtube.com/watch?v=gbRKfieMsdQ)

If ev’rybody had an ocean across the U.S.A.,
Then ev’rybody’d be surfin’ like Californ-I-A.
You’d see ‘em wearin’ their baggies. Huarachi sandals, too.
A bushy bushy blonde hairdo. Surfin’ U.S.A.

You’ll catch ‘em surfin’ at Del Mar. Ventura County Line.
Santa Cruz and Trestles. Australia’s Narabine.
All over Manhattan, and down Doheny way.
Ev’rybody’s gone surfin’. Surfin’ U.S.A.

We’ll all be plannin’ out a route we’re gonna take real soon.
We’re waxin’ down our surfboards. We can’t wait for June.
We’ll all be gone for the summer. We’re on safari to stay.
Tell the teacher we’re surfin’. Surfin’ U.S.A.

At Haggarty’s and Swami’s. Pacific Palisades.
San Onofre and Sunset. Redondo Beach, L.A.
All over La Jolla, and Waimea Bay.
Ev’rybody’s gone surfin’. Surfin’ U.S.A.

Everybody's gone surfin'
Surfin' U.S.A.

Everybody's gone surfin'
Surfin' U.S.A.

Everybody's gone surfin'
Surfin' U.S.A.


Canzone davvero splendida ed adattissima alla nostra giornata. Oltretutto ci fa anche passare un po’ le angosce della corsa contro il tempo. Oggi è in programma che avremmo surfato ed in un modo o nell’altro lo faremo.
Fare surf non è un semplice capriccio od un occasione da cogliere visto che siamo in California, in California ci siamo venuti apposta per farlo! Fare surf inoltre, oltre ad essere in assoluto il principale obiettivo della vacanza, è anche una di quelle cose che mi sono prefissato di riuscire a fare prima di compiere 30 anni, ed il mio compleanno ormai è li che incombe. Nella vita secondo me è giusto darsi degli obiettivi e delle scadenze (ovviamente per le cose che si possono programmare), altrimenti certe cose vengono sempre rimandate e si corre il rischio di non riuscire più a farle. Ancora non riesco a rendermene conto, ma sono davvero ormai prossimo a compiere 30 anni, anche se proprio non me li sento assolutamente.
Il passaggio dai 20 ai 30 penso sia una delle fasi più delicate nel corso della vita, seconda forse solo a quella del raggiungimento della maggiore età. È naturale fermarsi un attimo a riflettere, fare un bilancio generale di come stanno andando le cose ed iniziare a pensare seriamente al futuro.
È una sorta di crisi di mezza età, anticipata di parecchio però.
Ecco quindi perché per me è fondamentale darsi delle scadenze, per essere sicuri di riuscire a realizzare ciò a cui si tiene veramente ed il surf per me è una di quelle cose che sicuramente stanno ai primi posti.
Forse sono solamente delle paranoie assurde, chi lo sa, sarà il tempo a stabilirlo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:17:19
Ci siamo ormai lasciati alle spalle LA, per cui è giusto riservarle un degno tributo viste tutte le fantastiche sensazioni che ci ha lasciato. Seleziono quindi la bellissima “Ode to LA” dei Raveonettes, ottimo gruppo danese, in questo caso però influenzato pesantemente dal surf-rock (http://www.youtube.com/watch?v=wQObOsQxKDo)

Come on let's go to where it's fun
I want a slice of L.A. sun
Whoa ho ho ho

Honey let's go
(Feels like you never have to)
Honey let's go
(Come down you don't really want to)
Honey let's go
(Stay out is all you need to)
Honey let's go
(Go to sleep you don't really want to)

So come along and pay the price
This ain't New York this tasty slice
Whoa ho ho ho

Honey let's go
(Feels like you never have to)
Honey let's go
(Come down you don't really want to)
Honey let's go
(Stay out is all you need to)
Honey let's go
(Go to sleep you don't really want to)

Take a minute listen to this town
Don't you ever feel you have to come
Take a minute she won't let you down

See you excited in her arms
L.A. and all her crazy charms
Whoa ho ho oh
Honey let's go
(Feels like you never have to)
Honey let's go
(Come down you don't really want to)
Honey let's go
(Stay out is all you need to)
Honey let's go
(Go to sleep you don't really want to)


Non c’è modo migliore di congedarsi dalla luminosa Los Angeles che con questa solare canzone dal ritornello coinvolgente! Splendido poi il pezzo in cui cantano “Take a minute listen to this town, Don't you ever feel you have to come, Take a minute she won't let you down”.Ed hanno proprio ragione!
Non credevo sarei mai venuto in questa città, ma ora la lascio con la consapevolezza che ne avrò presto nostalgia e vorrò ritornarci.
Ora però andiamo verso Orange County, un mondo completamente diverso. Niente più metropoli, solo deliziosi paesini e tanti, tanti chilometri di spiagge naturali.
Prima di partire avevo letto parecchio in proposito al surf, ma soprattutto avevo visto diversi film che consiglio davvero a chi è interessato.
Il primo è ovviamente “Un mercoledì da leoni” (Big Wednesday) film ormai storico datato anno ’78 che narra della “gigantesca mareggiata dalla primavera del 1974”, delle  tavole Bear (le più vendute), belle ragazze, feste, etc., insomma la vera vita californiana da spiaggia di quegli anni.
Se non sbaglio però diverse scene sono girate nella NoCal e nei pressi di San Francisco.
Davvero molto bello, ma forse lo si apprezza ancora di più guardandolo al ritorno del viaggio.
Il secondo è “Point Break”, film davvero meraviglioso che ho già citato più volte. Chi ama il surf (ma anche a chi non interessa) non può assolutamente perdersi questo film. Perfetto, fantastico!
Il terzo è “Riding Giants – Surf estremo”, anche se forse è più un documentario che un film vero e proprio. Parla infatti dei personaggi nella leggenda del surf che sono stati in grado di affrontare onde alte praticamente come palazzi (come quelle di Mavericks, nei pressi di SF), anche se alcuni non ne sono usciti vivi. Molto interessante ma lo consiglio solo a chi è veramente appassionato.
Non ne conosco altri ma se qualcuno sa aggiungerne io di sicuro li guardo volentieri.
Quelli da me citati consiglio di vederli nell’ordine in cui li ho presentati.
Particolarmente emozionante è il momento in cui vediamo il cartello che indica che stiamo entrando nella Orange County (foto N° 454, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/), segno che ormai siamo arrivati; ce le possiamo ancora fare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:20:07
Ci vuole un altro sottofondo musicale adeguato, qualcosa che ci incoraggi e che ci infonda ulteriore fiducia in noi stessi. Seleziono quindi “I will not fall” dei Wire Train, canzone estratta dalla colonna sonora di “Point Break”. (http://www.myspace.com/wiretrain)

To rise and fall
without the hands of gravity
to see it all
my hand to cover up my eyes
to move inside
suspended by my sense of self
along the line
the river flows and so do I

and Charles Atlas stands upon the beach
upon his head and says
I will not fall
I will not fall
I will not fall

to live the groove
is everything that I need
to see you move
when grace is just a simple wisdom
to feel
to live
to speak the truth at every junction
to be with you
and with myself and my suspicion

and Charles Atlas stands upon the beach
upon his head and says
I will not fall
I will not fall
I will not fall

and Charles Atlas stands upon the beach
upon his head and says
I will not fall
I will not fall
I will not fall

I, I, I, I, I will not fall


Grandissimi!!! Nemmeno io cadrò!
Arriviamo a Seal Beach alle 8.15 am, nel tempo record di un’ora di viaggio da WeHo. Abbiamo impiegato 15 minuti in meno di ieri ma siamo comunque in ritardo, speriamo bene.
Purtroppo stamattina non c’è posto dove parcheggiare in Main St, così ci immettiamo in una via laterale e lasciamo l’auto a 300 m di distanza dal Pier. Arriviamo di volata in spiaggia dove troviamo già gli altri ragazzi partecipanti al corso, una trentina in tutto, con la muta indosso. Chiediamo agli istruttori se facciamo ancora in tempo a partecipare e ci rispondono in modo affermativo!
“Evvai!!!! Surf amico!”
Paghiamo i 65 $ del corso e quindi ci consegnano le mute, mentre intanto gli altri ragazzi sono già in spiaggia.
Essendo arrivati per ultimi ci capita quello che rimane… Ad Enea tocca una muta di almeno una misura più larga, tanto che sulla pancia non gli sta nemmeno aderente, a me invece ne arriva una iper-aderente, tanto che i miei primi movimenti sono piuttosto robotici in attesa che si allarghi un po’. Non riesco nemmeno respirare a pieni polmoni tanto mi è stretta!
Sembriamo proprio Fantozzi ed il ragionier Filini quando sono invitati a cena nella villa in collina dei Conti Servelloni Mazzanti Vien dal Mare… “Fantozzi e Filini arrivarono con due micidiali frak presi in affitto, Filini sembrava un mutilato, Fantozzi praticamente in bermuda!"Spettacolare!!!
Le mia muta inoltre ha uno squarcio sulla coscia, con la leggenda (inventata da noi ovviamente…) che narra sia stata causata dal morso di uno squalo!
Raggiungiamo gli altri in spiaggia dove uno degli istruttori sta incominciando a spiegare un po’ di cose.
Siamo proprio un gruppo mal assortito! Sono praticamente tutti ragazzini sui 12-13 anni ed i restanti sono signori di mezza età. Noi ci collochiamo esattamente in quella via di mezzo che non c’entra niente! È un po’ imbarazzante, ma alla fine poco importa, l’importante è fare surf!
Ci fanno sdraiare pancia a terra sulla sabbia e ci mostrano come alzarci quando saremo sulla tavola. Niente di particolare comunque, mani a terra, si fa forza sulle braccia e ci si tira su. Ci chiedono di farlo uno per volta per vedere se lo facciamo correttamente e, quando arriva il mio turno, per ultimo, lo faccio particolarmente bene visto che spingendomi con le braccia mi alzo di scatto senza nemmeno appoggiare le ginocchia a terra. L’istruttore, sorpreso, mi chiede allora se ho già fatto surf.
“No” rispondo, “L’ho solo visto fare in Point Break!”
Ovviamente il secondo pezzo della risposta rimane nella mia mente. Rispondo semplicemente di no.
Si congratula allora con me, ma dice anche che visto che adesso ci sono onde piccole non è importante alzarsi sulla tavola velocemente, ma di concentrarmi sulla coordinazione.
Va bene, finalmente siamo pronti, ci consegnano le tavole.
Mai mi sarei immaginato che il mio esordio avvenisse su una tavola tanto orrenda!!! Altro che tavola della Bear! Sono tutte di color azzurrino, lunghe circa tre metri, imbottite di gomma piuma (la tavola può arrivare in testa più facilmente di quanto si pensi…) e peseranno almeno 20 kg!!! Agghiaccianti!
Inoltre la mia in fondo è mezza rotta e tenuta insieme da un bel giro di nastro adesivo grigio! Probabilmente lo squalo quella volta ha azzannato sia la muta che la tavola…
Non mi importa nulla comunque, tutto quello che voglio è solo fare surf.
Si parte, aggancio il leash alla caviglia (corda che da un capo è attaccata alla tavola e dall’altro è da agganciare alla caviglia tramite con allaccio rapido a strappo), prendo la tavola sottobraccio, attraverso la lunga spiaggia e finalmente entro in acqua. Davvero gelida!
Non sarà certo questo però a fermarmi.
Andiamo al largo dove ci sono già gli istruttori ad attenderci. Di istruttori ce ne sono diversi, ognuno segue 3-4 ragazzi; io ed Enea capitiamo in una zona dove ad istruirci c’è una ragazza asiatica (o più probabilmente Hawaiiana o giù di li) con l’apparecchio ai denti.
Certo il mio “filosofo” del surf lo immaginavo molto diverso! Il massimo grado che può ottenere è quello di diventare il mio mentore, che comunque già non è male…
Ci siamo, è il mio turno.
Mi sdraio sulla tavola poi mi avvicino all’istruttrice che quando vede arrivare un’onda buona mi da una spinta per farmi prendere un po’ di velocità e mi invita a nuotare per aumentarla. Eccola, arriva l’onda, è ormai dietro di me. Sento il mio mentore urlare “Up!”, è il momento giusto, faccio leva con le braccia sulla tavola e mi tiro su in piedi, ci sono… ma purtroppo perdo subito la coordinazione e cado in acqua.
È la prima volta, infondo può capitare, non me la prendo. Anche Enea fa la mia stessa fine.
Riprendo la tavola e mi porto nuovamente al largo, pronto per ritentare.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:21:05
Arriva l’onda, inizio a nuotare per prenderla e quindi mi tiro su in piedi appena sento il mio mentore urlare “Up!”, ma purtroppo anche questa volta mi sbilancio e cado subito!
Porca *****! Esclamo stizzito tirando un pugno all’acqua! Non sono venuto fin qua per cadere continuamente da una tavola! Stavolta ce la devo fare!
Arriva di nuovo l’onda buona, ricevo la spinta, inizio a nuotare con vigore mettendocela tutta, poi, quando arriva il momento giusto, mi tiro su deciso e grintoso e stavolta riesco a cavalcarla tutta dall’inizio alla fine! Una sensazione meravigliosa, fantastica!!!
Mi volto subito per tornare al largo e prendere la prossima onda e trovo il mio mentore pronto ad applaudirmi fiera di me!
Arriva un’altra onda; beh, se ce l’ho fatta prima ce la devo fare di nuovo. Nuoto con grandi bracciate, poi quando arriva il momento giusto mi tiro su di scatto (come Point Break insegna!) e di nuovo riesco a cavalcare tutta l’onda dall’inizio alla fine, fino ad arrivare praticamente in spiaggia!
È una cosa davvero fantastica!!!! Non c’è nulla che possa scrivere che possa andare neanche lontanamente vicino a quello che si prova quando si è in piedi sulla tavola, bisogna provarlo e basta.
È una sfida con il mare e l’unica arma che si ha a disposizione è una tavola. La felicità e l’entusiasmo che si hanno nel cavalcare un’onda sono impagabili, davvero una soddisfazione enorme!
Anche Enea finalmente riesce a farsi tutta l’onda fino in spiaggia ed allora ci battiamo un bel “cinque” pieno di soddisfazione!
Una volta che si impara un po’ la tecnica ed a rimanere coordinati sulla tavola, fare surf non è poi così difficile (perlomeno con queste onde da principiante), anzi sinceramente pensavo sarebbe stata molto più dura!
Dopo un po’ che ho iniziato a prendere confidenza provo anche a fare qualche cambio di direzione, ed un po’ ci riesco pure, nonostante la ridotta forza dell’onda ed il peso incredibile della tavola non mi favoriscano di certo!
Ovviamente a volte mi capita ancora di cadere, ma si tratta di episodi isolati.
L’unico possibile rischio in questo sport (a parte gli squali…) sono le distorsioni. Quando ci si rende conto che si sta per cadere è meglio gettarsi subito in acqua piuttosto che provare a rimanere in piedi, così si che si rischia davvero una distorsione alle ginocchia. Altro piccolo pericolo è il leash che spesso, quando si cade o mentre si cammina per tornare al largo, si impiglia tra le dita dei piedi. Per il resto tutto quanto è assolutamente semplice e fantastico!
Capita a volte che dal mio mentore c’è un po’ di fila, così mi rivolgo all’istruttore a fianco, un ragazzo Messicano (non lo avrei mai detto!) spettacolare, con i capelli lunghi e cappello da pescatore anche in acqua! Quando incominciamo ad avere un po’ di confidenza, mentre aspettiamo che arrivi l’onda (seduto sulla tavola!), facciamo anche un po’ di conversazione con gli istruttori. Il mio mentore abita vicino a San Diego ed è li che lei va di solito a fare surf in quanto ci sono onde più grandi rispetto a qua (magari va nella Del Mar citata nella canzone “Surfin’ USA”!).
Conferma comunque che questa ancora non è stagione, le onde più grandi arrivano verso ottobre.
Tre fantastiche ore filano via in un batter d’occhio. Affino sempre di più la tecnica al punto che praticamente non cado quasi più ed ora mi sento pronto e voglioso per onde più grandi. Anzi, ora ho “bisogno” di onde più grandi!
Torno verso riva davvero contento e soddisfatto ed è veramente una piacevole sensazione. Io che di solito sono sempre molto critico e riesco sempre a trovare una piccola sfumatura che potevo fare un po’ meglio, stavolta non posso dire niente, se non essere solamente finalmente soddisfatto e gratificato dalla meravigliosa esperienza.
Chiunque dovrebbe farlo almeno una volta!
Il principale obbiettivo della vacanza è stato realizzato ed io già non vedo l’ora di tirare un’altra riga sulla mia lista, stilata ormai più di tre anni fa, di cose da fare prima dei 30 anni (foto N° 455).
Peccato che sia rimasto fuori solo l’unico obbiettivo che mi avrebbe davvero cambiato la vita…
La prossima volta che farò surf (già non vedo l’ora!!!) magari noleggerò una tavola e farò tutto per conto mio anziché prendere lezioni. Di sicuro cercherò anche onde un po’ più serie, si ha sempre bisogno di nuove e più emozionanti sfide.
Avevo già provato a fare sci nautico (difficilissimo!) in Algarve, zona a sud del Portogallo, e kite-surf (molto difficile anche questo) a Tenerife, ma la mia vera vocazione è sicuramente il surf! Lo sci nautico ora non mi entusiasma più, kite-surf è molto, molto bello, ma il surf è un’emozione infinita!!!
Ritorniamo in spiaggia dove scattiamo decine di foto con le nostre tavole (foto N° 456), orribili ma  hanno fatto più che degnamente il loro compito. Infine aiutiamo gli istruttori a riporle sul furgone. Colgo l’occasione per fare uno scatto nel quale compaiono sia il mio mentore (la ragazza sul furgone di destra) che il simpatico Messicano (il tipo di spalle col cappello).
Soddisfatti di noi stessi, facciamo un ultimo giro sullo splendido molo di Seal Beach, poi ritorniamo in auto per avviarci verso la prossima destinazione, Hermosa Beach.
Che giornata meravigliosa è oggi!
Come meta finale della giornata abbiamo Newport Beach, dove già abbiamo il motel prenotato, ma visto che ieri pomeriggio siamo andati a fare il tour di Scrubs, ora dobbiamo recuperare le zone che abbiamo saltato.
Hermosa si trova più a nord, verso Los Angeles, quindi ritorniamo da dove siamo venuti abbandonando momentaneamente Orange County.
Arrivati, troviamo parcheggio in una via laterale della strada principale cittadina, Pier Ave, che conduce dritta al molo. Appena scesi dall’auto veniamo subito fermati da un signore curioso… “Davvero siete venuti fin qua dal Tennessee?!?” Chiede sorpreso vedendo la tarda della nostra auto.
“No, it’s a rental car” rispondiamo, rassicurandolo sulla nostra salute mentale.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:22:17
Pier Ave (foto N° 458) è come sempre una via molto carina piena di negozi di surf ed abbigliamento da mare, oltre che di tanti localini dove mangiare qualcosa. Decisamente uno splendido paese, oltretutto letteralmente pieno di belle ragazze come ad Huntington Beach! Anche qua però diverse sono state vittime di distorsioni ed hanno delle fasciature. La donna surfista ha comunque un fascino decisamente irresistibile su di me.
Ci incamminiamo sul molo e, sarà la meravigliosa giornata soleggiata, sarà la leggera brezza marina, o forse il fatto che abbiamo appena fatto surf, ma fatto sta che questa ci appare come la spiaggia più bella (a parte Malibu e Venice Beach ovviamente). Anche l’acqua è di un azzurro meraviglioso (foto N° 459). Dopo un giro sulla bella spiaggia ritorniamo in paese su Pier Ave per cercare un posto dove fermarci a pranzare. Questa strada è davvero fantastica, è esattamente come si idealizza la California, con un’infinita spiaggia a due passi, negozi di surf ad ogni angolo, giovani surfisti biondi in giro senza maglietta e tante belle ragazze con solo il bikini indosso ed addirittura scalze! Qua la gente esce di casa vestita del solo costume da mare, senza neppure le ciabatte, tutto quello che occorre è il mare ed una tavola, fantastico!
Ci fermiamo a mangiare in un localino assolato molto caratteristico, dove due pezzi di pizza ed una bibita costano 6 $. La cosa divertente è però il cartello appeso all’ingresso “No shirt - No shoes -  No problem”, spettacolare! (foto N° 460).
Purtroppo nei tavolini fuori non c’è posto, quindi ci sediamo dentro anche se mi spiace parecchio non poter osservare le ragazze che passano lungo la via. Anche internamente il locale è una vera meraviglia, con una bacheca dove sono appese decine e decine di foto di amici che hanno festeggiato qualcosa qui e biciclette agganciate alle pareti (foto N° 461). La vera particolarità è però il soffitto, dove ogni teglia appesa celebra chi è riuscito ad entrare nel “Whole pan club”, cioè chi è riuscito a mangiare un intero tegame di pizza! (foto N° 462). Spettacolare che per ciascuno (e ce ne sono davvero tanti visto che il soffitto è praticamente ricoperto!) è segnato il nome, in alcuni casi anche il soprannome, l’età, il peso, dove risiede e la data in cui ha compiuto l’impresa!
La pizza è ottima e noi restiamo a mangiarla su un tavolo piano che però al posto del classico ripiano in legno ha incastonato un video dove chi vuole può giocare a Pac-Man!
Incredibile, solo in California!      
Dispiace davvero andare via da un paese così bello, ma la giornata è ancora lunga.
Mentre ci incamminiamo verso la macchina troviamo uno striscione che indica che ci sarà presto un festival del surf (foto N° 463), peccato davvero non poterci essere!
Salutiamo le splendide ragazze di questo splendido paese e ci mettiamo in marcia verso la prossima tappa, Redondo Beach.
Ci vuole un sottofondo musicale adatto però, così inseriamo la quanto mai adeguata “California Girls” dei Beach Boys (http://www.youtube.com/watch?v=ONo9jIKxaqI)

Well East coast girls are hip
I really dig those styles they wear
And the Southern girls with the way they talk
They knock me out when I'm down there

The Midwest farmer's daughters
Really make you feel alright
And the Northern girls with the way they kiss
They keep their boyfriends warm at night

I wish they all could be California
I wish they all could be California
I wish they all could be California girls

The West coast has the sunshine
And the girls all get so tanned
I dig a french bikini on Hawaii island dolls
By a palm tree in the sand

I been all around this great big world
And I seen all kinds of girls
Yeah, but I couldn't wait to get back in the states
Back to the cutest girls in the world

I wish they all could be California
I wish they all could be California
I wish they all could be California girls

I wish they all could be California
(Girls, girls, girls yeah I dig the)
I wish they all could be California
(Girls, girls, girls yeah I dig the)
I wish they all could be California
(Girls, girls, girls yeah I dig the)
I wish they all could be California
(Girls, girls, girls yeah I dig the)


Che meraviglia di canzone!!!! E quanto è veritiera!!!
 
Arriviamo a Redondo Beach in pochi minuti data la vicinanza.
Questo paese però è molto diverso dagli altri, non c’è la solita classica Main St, la strada principale che conduce dritti sul Pier e non c’è neppure un classico molo come in tutti gli altri paesi. Diciamo che il tutto è costruito su vari moli, sopra i quali ci sono negozi, ristoranti, etc., tutto in modo un po’ confusionario. Intorno ai vari Pier poi c’è anche il porto con piccole imbarcazioni (dove si trova persino una molto pretenziosa via chiamata Portofino Way!) ed un grande parcheggio coperto dentro al quale è ricavata una enorme sala giochi! Tutto però è davvero troppo confusionario, realizzato apparentemente senza nessun studio urbanistico e vedere questo grande parcheggio accanto ai Pier ed al porto è davvero bruttissimo dal punto di vista estetico.
Gran parte della costa è protetta delle correnti marine tramite una lunga fila di massi sopra i quali si trovano diverse foche e leoni marini appollaiati al caldo Sole. A parte questo però questo paese non ci piace per niente e facciamo un giro lungo i Pier solamente perché sappiamo che su uno di essi si trova il locale in cui andavano spesso i ragazzi della serie “OC”.
Non ci mettiamo molto a trovarlo, così mi faccio immortalare in una foto accanto a questo locale (foto N° 465).
Prima di ritornare alla macchina faccio qualche scatto che dia un po’ una visione panoramica dalla zona, anche se non si sa bene come fotografarla (foto N° 465 e 466).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:22:47
A parte la zona sul mare il paese è composto prevalentemente da inestetici palazzoni residenziali e grandi alberghi, anche questi non molto gradevoli. Questo paese insomma non ci è piaciuto per nulla.
Si è ormai fatta ora di avviarci verso Newport Beach, tappa finale della nostra giornata.
Purtroppo dobbiamo saltare Marina del Rey in quanto in direzione opposta alla nostra. Altro paese di una certa rilevanza sarebbe Long Beach, dove l’attrazione principale è la Queen Mary (www.queenmary.com), un grande transatlantico di costruzione britannica più grande e più lussuoso persino del Titanic. Ferma a Long Beach dal 1967, è ora un albergo infestato dagli spettri, o almeno così dice la leggenda. Accanto alla Queen Mary si trova lo Scorpion, un sottomarino sovietico dove è possibile entrare.
Tutto questo però non è sufficiente per farci fermare, preferiamo dedicare più tempo alla visita di Newport Beach.
Impieghiamo circa un’oretta per attraversare un bel pezzo di Orange County fino ad arrivare nella nostra bella ed enorme stanza al Travelodge, che ha oltretutto un’ampia vetrata che da sulla fantastica piscina! (foto N° 467 e 468). Finalmente una bella stanza dopo le cinque notti trascorse nello squallido motel di LA (anche se come posizione era perfetto)! Travelodge è una catena di motel di ottima qualità, sicuramente superiori rispetto ai Motel 6, ma ovviamente il soggiorno costa anche di più. Noi comunque avevamo scelto questa struttura in quanto gli alberghi di questa zona sono tutti molto costosi e questa era la soluzione migliore in un rapporto vicinanza al paese ed economicità.  
Newport è la cittadina principale dell’Orange County, ma per una fantastica e quanto mai azzeccata descrizione vi rimando alla foto N° 469 tratta dalla Lonely Planet.
“Comprati una macchina, fallito!” Spettacolare!
Posiamo le valige e ci avviamo subito a fare un giro in paese.
Newport si estende lungo una baia con numerose isolette ed insenatura. L’agglomerato che forma questo paese comprende Balboa Island, Balboa Peninsula, Corona del Mar,  Newport Coast, Fashion Island e Back Bay, solo per citare le principali.
La celebre serie tv “The OC” è ambientata qui a Newport Beach.
Il nostro albergo si trova ad un paio di km dal paese, ed in pochi minuti, viaggiando sulla Pacific Coast Highway, vi arriviamo. Nel corso del pomeriggio visiteremo gran parte delle zone elencate in precedenza, scoprendo che non c’è un centro vero e proprio, ma come al solito i negozi ed i vari esercizi commerciali si concentrano nella zona del Pier (Newport Pier).
Come prima tappa scegliamo di percorrere tutta la Balboa Peninsula, lunga 6 miglia (9,6 km) e larga un quarto di miglio (400 m) fino ad arrivare alla sua estremità. All’inizio della penisola, da un lato bagnata dall’Oceano e dall’altro dalla baia, abbandoniamo la PCH per immetterci sull’unica strada che la attraversa nella sua intera lunghezza, il Balboa Blvd. Passiamo dalla zona del Newport Pier, che si trova subito al’inizio, poi procediamo uscendo soltanto qualche volta dalla strada principale per immetterci in qualche laterale a caso. Essendo la penisola così stretta, le vie laterali sono lunghe soltanto un centinaio di metri e sono tutte senza uscita in quanto terminano o sulla spiaggia (quelle in direzione dell’Oceano) o direttamente sulla baia. Lungo tutta questa zona non si trovano altro che case, ma non semplici abitazioni, l’intera zona residenziale è una meraviglia assoluta! La descrizione del paese fornita dalla Lonely Planet è davvero perfetta visto si intuisce immediatamente quanto siano benestanti gli abitanti di questa zona.
Tutto è estremamente perfetto, non c’è una singola cosa che avrebbe bisogno di essere modificata. C’è un clima meraviglioso, uno splendido Sole che illumina e riscalda senza avere mai troppo ne caldo ne troppo freddo, ci sono pochissime auto in giro per strada, i ritmi della vita appaiono lenti e pacifici, tutti quanti sono molto ricchi, abitano in case fantastiche ed anche i ragazzi e le ragazze sono tutti molto carini! Il senso di perfezione si avverte ovunque si butti l’occhio, “perfetto” è la parola che esce dalla nostra bocca più volte (e ripetutamente!) durante tutta la nostra visita. Davvero incredibile, perfetto!
Incrociamo pure alcune persone che se ne vanno in giro sulla macchinina che si usa nei campi da golf, ma sulla penisola di campi non ce ne sono! Questo è il comodo mezzo che utilizzano per spostarsi da una parte all’altra, tanto non piove mai!
Ovviamente in garage hanno anche un SUV o un auto di lusso da 60.000 $ o più!
Incredibile anche il fatto che sia i ragazzi che le ragazze sono tutti belli!
Insomma, non c’è miglior parola per descrivere questa zona che “perfetto”!
Arrivati in fondo alla penisola giungiamo al West Jetty Park, piccolo giardino fiorito con graziose palme, dal quale si possono ammirare le abitazioni di Corona del Mar dall’altro lato della baia, o meglio del canale visto che questo è l’ingresso nell’Oceano (foto N° 470). Ovviamente tutto quel che ci circonda è stupendo, dalla vista al clima, fino alle ragazze.
Finito il parco si arriva ad una spiaggia di sabbia finissima che costeggia tutta la penisola dal lato dell’Oceano, davvero bellissima con le sue dune di sabbia e la sua incantevole tranquillità. C’è anche un molo in massi che si inoltra per diverse centinaia di metri nell’Oceano e che delimita il canale di ingresso nella baia. Ci incamminiamo fino ad arrivare circa alla sua metà (foto N 471). Da qua si ha veramente una splendida vista della spiaggia e della costa di Corona del Mar, bellissimo.
Torniamo indietro quando proprio in quell’istante passa un motoscafo che traina una persona su paracadute regalandogli di sicuro una vista straordinaria (foto N° 472).
Avevamo fatto questa cosa anche noi a San Antonio (Ibiza), davvero stupendo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:23:40
Vorrei rimanere qua per sempre, o almeno fino a vedere il tramonto con il Sole che cala nel mare, ma abbiamo ancora tanto da visitare, per cui risaliamo in auto.
Percorriamo a ritroso il Balboa Blvd fino ad arrivare al soleggiato Peninsula Park (foto N° 473) dove troviamo altissime palme dal tronco sottile. Qua c’è anche il Balboa Pier, sul quale ci incamminiamo e dal quale si ha una bella vista sulla stretta spiaggia (foto N° 474). Arriviamo fino in fondo poi torniamo indietro facendo un giro nei paraggi del Pier. Come sempre troviamo diversi negozi e localini, tutti perfetti ovviamente, non c’è una virgola fuori posto (foto N° 475).
Risaliamo in auto per dirigerci ora su Bay Island. Attraversiamo lo splendido ponte adornato da magnifici fiori (foto N° 476), ma scopriamo che si tratta di una piccola isoletta privata! (foto N° 477). Questo si che è veramente per gente di alto livello! Addirittura hanno un’isola tutta per loro!
Guardandola su Google maps si vede che sull’isola ci saranno una quindicina di case, un campo da tennis e 6 o 7 moli. Ovviamente ognuno ha la sua barca!
Non ho parole davvero per descrivere quanto sia magnifico tutto quello che vediamo! Ogni cosa su cui si posa la nostra vista è semplicemente fantastica!
Risaliamo in auto fino ad arrivare al Newport Pier (foto N° 478). Questa zona può essere definita come il centro del paese anche se è molto diversa dalla concezione di centro che abbiamo in Italia. Da noi il centro del paese coincide solitamente con una piazza, qua invece ci sono sempre i soliti splendidi negozietti e qualche locale. Incamminandoci sul Pier abbiamo una bella vista sulla spiaggia (foto N° 479). Questa è un po’ più affollata delle altre, ma visto che siamo nella zona più frequentata è abbastanza comprensibile. Il termine affollato comunque in questo caso è quanto mai relativo visto che si respira sempre un clima molto pacifico. Da qua si vedono anche le altissime palme, non ne avevo mai viste di così alte.
Tornati in auto è ora il turno di visitare Lido Island. Questa è l’isola più grande, ma in realtà sarà lunga solamente un paio di km. Per visitarla c’è una strada principale che l’attraversa tutta, ma anche un percorso ad anello che ne fa il giro completo. La vera particolarità di quest’isola però, oltre che essere meravigliosa, è che ci sono tantissime vie chiamate con il nome di città Italiane! Non riesco a comprenderne il motivo, ma probabilmente sarà molto cool vivere in via Trieste, piuttosto che in via Bologna o via Genova a Newport!
Come sempre ci sono meravigliose abitazioni di fronte le quali sono parcheggiati grossi SUV. In giro troviamo ancora qualcuno che si sposta con la macchinina dei campi da golf (foto N° 480). Uno spettacolo assoluto!  
Gli abitanti di questa cittadina danno proprio l’impressione di non conoscere assolutamente il significato della parola “stress”, del resto per quale motivo dovrebbero preoccuparsi di qualcosa? Sono pieni di soldi, vivono in case meravigliose, la delinquenza non esiste, il clima è meraviglioso ed in più sono anche tutti belli e bravi! Cosa si vuole di più dalla vita!
Proviamo a stilare una scaletta che riassuma la giornata tipica dell’abitante di Newport Beach:
Ore 9.30 am – Sveglia e colazione
Ore 10.30 am – Corsetta lungo la spiaggia e poi in mare a fare surf
Ore 12.30 pm - Pranzo, poi un po’ di riposo
Ore 2.30 pm - Partita a golf o tennis, oppure giro in barca
Ore 4.30 pm - Galà di beneficenza al Country Club in favore dei bambini delle famiglie povere che guadagnano solamente 200.000 $ all’anno
Ore 5.30 pm – Surf poi aperitivo in un qualche localino
Ore 7.00 pm – Cena
Ore 8.30 pm – Festa con falò sulla spiaggia

Che vita meravigliosa dev’essere!!!!!
Ovviamente tutto è un paradosso, è una scaletta che immaginiamo mentre scherziamo entusiasti su questo paese, ma non dov’essere poi molto diversa…
Usciamo dall’isola e ci dirigiamo ora verso Fashion Island. A differenza di quanto potrebbe suggerire il nome di questo quartiere non si tratta di un’isola, è chiamata Fashion Island in quanto in questa zona si concentrano diversi centri commerciali. Scordatevi però il classico magazzino chiuso ed affollato tipo Macy’s, questo è realizzato sulla falsa riga del The Grove di Los Angeles, è un posto da vivere all’aria aperta, passeggiando tra le palme lungo sentieri costeggiati da eleganti lampade, il tutto in un clima di perfetta armonia (foto N° 481).
Sempre a Fashion Island si trova anche il centro finanziario con alti e moderni palazzi.
Nelle vicinanze si trovano le sedi di diverse concessionarie auto, dove la casa costruttrice più economica che incontriamo è la BMW!
Proprio da barboni…
Percorriamo ora il fantastico ponte fiancheggiato da lampade a gas, alle quali sono appesi cesti di fiori, e decine di bandiere Americane (foto N° 482, notate che la perfezione con cui spira il vento fa sventolare le bandiere in modo perfettamente identico l’un l’altra) che ci porta su Balboa Island. Anche questa è una splendida zona completamente residenziale. Fuori da ogni casa c’è l’auto parcheggiata in strada, mentre sul retro che da sul mare è parcheggiata la barca (foto N° 483).
Ma non si stufano mai di vivere così meravigliosamente?!?!
Non hanno mai la voglia o l’esigenza di un qualche imprevisto, qualcosa che ravvivi un po’ la loro meravigliosa vita?
Probabilmente no, ed anche a me andrebbe più che bene così!
Non appena avevo visto West Jetty mi ero ripromesso che avrei fatto un bagno prima di sera in quell’incantevole mare, ma ormai ho già capito da un po’ che non riuscirò a farlo dato che le zone che attraversiamo sono sempre l’una più incantevole dell’altra e ci prendono tutto il tempo.
Mi riprometto allora che almeno farò il bagno nella stupenda piscina del nostro motel.
Il Sole lentamente inizia a calare mentre ci dirigiamo a Corona del Mar.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 08:23:53
Poco prima di arrivare a destinazione ci fermiamo in un distributore dove mettiamo 10 $ di carburante (4,519 $ al gallone).
Percorriamo una strada panoramica dalla quale possiamo ammirare la fantastica scogliera a picco sull’Oceano (foto N° 484) illuminata dai colori tenui del tramonto, fino ad arrivare in un’area residenziale con abitazioni davvero magnifiche (foto N° 485 e 486).
Questa è praticamente la zona lussuosa della città (perché tutte le altre visitate fino ad ora non lo erano?!?!), la sua Beverly Hills. Di sicuro la megavilla in cui abita Seth di OC si trova da queste parti.
In breve arriviamo al Lookout Point, cioè la zona che ammiravamo da West Jetty.
Qua si trova anche la State Beach, splendida spiaggia dove sono già accesi diversi falò (foto N° 487 e 488). Che meraviglia!!!
Percorriamo il percorso che ci porta sulla cima della scogliera, il Lookout Point appunto, dal quale possiamo ammirare lo splendido tramonto sulla baia e su West Jetty proprio mentre passa una splendida barca a vela (foto N° 489).
Che meraviglia dev’essere osservare il tramonto dalla barca mentre si fa ritorno verso casa attraversando la baia!
Anche da qua comunque la vista non è incantevole e la scogliera è bellissima (foto N° 490).
Si è fatto ormai tardissimo, sono le 8.00 pm passate, quindi purtroppo non ci rimane che tornare verso la macchina e rientrare in motel.
Appena saliti in auto ci vediamo attraversare la strada da una bella coppia di cinquantenni con lui in polo azzurra e scarpa da tennis bianca, lei in pinocchietto e golfino perché la sera c’è un po’ di brezza, che si dirigono verso la spiaggia potando al guinzaglio i loro tre candidi e perfettamente identici tra loro barboncini bianchi (foto N° 491).
Comprati una macchina, fallito! eheheheh….
Rientriamo velocemente verso casa fermandoci solo da Pizza Hut per prendere un paio di pizze da asporto da gustarci nella tranquillità della nostra meravigliosa stanza.
Arriviamo in motel che sono ormai le 8.45 pm ed il  Sole è già calato. Come mi ero ripromesso mi fiondo subito nella splendida piscina, ma appena immergo i piedi nell’acqua gelida cambio subito parere e purtroppo devo rinunciare. Con un piccolo sforzo iniziale il bagno si potrebbe anche fare, il vero problema però si verificherebbe una volta uscito dall’acqua visto che la temperatura sta calando velocemente. Purtroppo niente bagno in mare e neppure in piscina, l’unico piccolo e minuscolo neo in una giornata che mi lascia dentro sensazioni meravigliosamente fantastiche ed appaganti.
È stata una giornata davvero meravigliosa, dal surf fino alla visita di questa incredibilmente fantastica cittadina. Insomma, una giornata perfetta!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 07 Ottobre 2008, 10:01:51
Fantastico Luca....... avete fatto surf (http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)
Ma è qualcosa di davvero magnifico!!!! Piacerebbe tanto anche a me poterlo fare, è una di quelle cose tipiche americane che ti rimane dentro dopo aver visto migliaia di film e telefim. Spero di riuscirci anch'io un giorno.
I posti poi che avete visitato sono qualcosa di davvero unico al mondo e kissà magari  hai ragione in merito alla  scaletta giornaliera.....
Sarebbe davvero meraviglioso poter vivere almeno per una settimana così.... vabbè dai facciamo un anno!!!!!
 Siete davvero mitici!
 (http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 07 Ottobre 2008, 10:07:23
Per quanto riguarda la lista stilata inerente alle cose da fare prima dei 30 anni possiamo affermare che sei a buon punto e per quanto riguarda il punto ancora in sospeso diciamo che hai tempo e modo per farlo..... ogni settimana c'è il superenalotto  ;) (http://www.vocinelweb.it/faccine/party/pag2/33.gif)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 07 Ottobre 2008, 10:52:53
Claudia mi ha tolto la parola di bocca. Io volevo dire che il surf l'hai fatto, il libro l'hai pubblicato, ora non ti resta che diventare milionario (di Euro naturalmente).
Per quanto invece riguarda Corona del Mar aspettiamo che si connetta Valda: lei ha dei parenti lì e non mi stupirei se in qualche tua foto si vedesse anche la loro casa.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 07 Ottobre 2008, 12:33:56
Sono senza parole. Possiamo definirlo il vostro più bel giorno del viaggio? Favoloso davvero, posto incantevole ed esperienze che ti rimarranno dentro per sempre.


P.S. scusa Luca, ora che ci ripenso, ma a Newport Beach non hanno girato parte del film "bibbia" Blow? Quando George (Johnny Depp) e Tonno (Ethan Suplee) arrivano in California e cominciano i loro traffici con Barbara e Derek Foreal ? ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: valda64 - 07 Ottobre 2008, 14:20:08
Non ci credo, praticamente siete passati davanti casa di mio cugino!?!?!!? La foto 484, l'avete fatta in un punto che si chiama Inspiration Point, se non ricordo male, praticamente alle tue spalle c'è la via dove abita mio cugino, sta circa 5/6 case più in dentro!!!
Il mondo è veramente piccolo!!!!
La spiaggia lì sotto mi piace molto con quello scoglio in mezzo al mare.
Grazie Luca, per il racconto e per avermi fatto rivedere un posto a me molto caro!! :-*


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 14:30:01
Citazione
Fantastico Luca....... avete fatto surf (http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)
Ma è qualcosa di davvero magnifico!!!! Piacerebbe tanto anche a me poterlo fare, è una di quelle cose tipiche americane che ti rimane dentro dopo aver visto migliaia di film e telefim. Spero di riuscirci anch'io un giorno.
I posti poi che avete visitato sono qualcosa di davvero unico al mondo e kissà magari  hai ragione in merito alla  scaletta giornaliera.....
Sarebbe davvero meraviglioso poter vivere almeno per una settimana così.... vabbè dai facciamo un anno!!!!!
 Siete davvero mitici!
 (http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)(http://www.vocinelweb.it/faccine/sport/40.gif)
Fare surf è una cosa davvero meravigliosa!!! E' un'esperienza davvero fantastica che consiglio a tutti!
Spero di rifarlo al più presto!
Per il punto della lista che ancora mi rimane da realizzare... sarebbe davvero una grande soddisfazione raggiungerlo grazie a meriti propri e non solo grazie alla fortuna, ma diciamo che anche la vincita la Superenalotto mi andrebbe benissimo!!! Soprattutto con il montepremi di questi giorni  :P


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 14:31:51
Citazione
Claudia mi ha tolto la parola di bocca. Io volevo dire che il surf l'hai fatto, il libro l'hai pubblicato, ora non ti resta che diventare milionario (di Euro naturalmente).
Per quanto invece riguarda Corona del Mar aspettiamo che si connetta Valda: lei ha dei parenti lì e non mi stupirei se in qualche tua foto si vedesse anche la loro casa.
Ricordavo infatti che Valde aveva accennato più volte a questo paese. Se avessi io dei parenti che abitano li mi farei ospitare tutte le estati fino a quando non mi cacciano a forza  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 14:33:01
Citazione
Sono senza parole. Possiamo definirlo il vostro più bel giorno del viaggio? Favoloso davvero, posto incantevole ed esperienze che ti rimarranno dentro per sempre.
Hai perfettamente sintetizzato la giornata  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 14:36:38
Citazione
Non ci credo, praticamente siete passati davanti casa di mio cugino!?!?!!? La foto 484, l'avete fatta in un punto che si chiama Inspiration Point, se non ricordo male, praticamente alle tue spalle c'è la via dove abita mio cugino, sta circa 5/6 case più in dentro!!!
Il mondo è veramente piccolo!!!!
La spiaggia lì sotto mi piace molto con quello scoglio in mezzo al mare.
Grazie Luca, per il racconto e per avermi fatto rivedere un posto a me molto caro!! :-*
Corona del Mar è un paesino di una bellezza incredibile! Il clima è fantastico, le case magnifiche, le spiagge pacifiche ed i tramonti meravigliosi!
Beati davvero i tuoi parenti che abitano in questo posto meraviglioso!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 07 Ottobre 2008, 15:47:33
Wow che giornata stupenda!!!
beh,due cose spuntate dalla lista non è poco,in bocca al lupo per la terza (http://www.vocinelweb.it/faccine/icone/14.gif)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Ottobre 2008, 17:43:14
Citazione
Wow che giornata stupenda!!!
beh,due cose spuntate dalla lista non è poco,in bocca al lupo per la terza (http://www.vocinelweb.it/faccine/icone/14.gif)
Grazie mille!
Beh, naturalmente la terza la auguro anche a tutti voi!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 10 Ottobre 2008, 08:22:15
Rientro in camera dove mi gusto l’ottima e riempiente pizza di Pizza Hut seduto in divano davanti alla tv. Decisamente non siamo abituati a tutto questo lusso in vacanza, è tutto davvero perfetto!  
Dopo una splendida doccia ci prepariamo per uscire. Non ho molte informazioni sulla nightlife in zona, giusto quello che riporta la Lonely Planet. Non avremmo comunque nemmeno voglia di chiuderci dentro qualche club stasera, che peraltro qua praticamente non esistono a parte i bar della zona del Newport Pier. Quello che vorremmo davvero fare è andare ad una festa sulla spiaggia, con il classico falò e la gente che balla intorno al fuoco; come si vede nei film!
Tuttavia dubito che ci possano essere feste simili in questo elegante paese. La Lonely dice che cose di questo tipo si possono trovare verso Huntington Beach, ma magari sono feste che si tengono nel week end, e stasera, essendo martedì, non troveremmo nulla. Inoltre vorremmo rimanere a Newport.
Stasera ovviamente niente vestiti eleganti, jeans e maglietta.
Porto con me anche una giacca leggera visto che la brezza marina è piuttosto fresca e non si sa mai che torni utile. Siamo ancora sui 20 C° comunque.
Proviamo ad andare a chiedere consiglio su dove trascorrere la serata in reception, ma appena vi arriviamo capisco subito che la ragazza non ci sarà di grande aiuto…
Le chiediamo se sa qualcosa in merito a feste sulla spiaggia, ma dice che non ne sa nulla. Chiediamo allora cosa fanno e dove vanno alla sera i ragazzi di Newport.
“Vanno in giro per bar” risponde.
Chiediamo allora consiglio su dove andare, ma dice che non ne conosce e che lei non è una che esce spesso.
Va beh, non uscirai spesso, ma almeno una volta sarai uscita in vita tua, o no?!?
Non avendo molte alternative andiamo al lounge che suggerisce la Lonely, il Tentation Ultra Lounge (4647 Macarthur Blvd, Newport www.tenrestaurantgroup.com/tentation)  
La guida dice che “questo è il locale più di tendenza di Newport e cerca di fare colpo con cascate multipiano, un bar di onice, dei separè appartati e un patio per i fumatori di sigari. Ma quel che rende questo posto così tipico dell’OC è l’orgoglio con cui i clienti di entrambi i sessi mostrano i propri corpi scolpiti dalla ginnastica”. Molto invogliante come recensione.
In una quindicina di minuti di viaggio vi arriviamo.
L’ingresso è davvero scenografico, con una cascatella che termina in un piccolo stagno ornato dalle tipiche piante che si trovano nei laghetti. L’ingresso si trova oltre lo stagno, che si attraversa passando su un piccolo ponte (foto N° 492, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/). Bellissimo davvero.
L’illuminazione decorativa contribuisce a rendere l’ambiente ancor più affascinante.  
Il locale è davvero molto vasto, ma purtroppo praticamente desolato e non entriamo nemmeno.
Scommetto però che nel week end è frequentato da bella gente, in abiti eleganti, che sorseggia cocktail raffinati.
Decidiamo allora di provare ad andare a vedere se siamo così fortunati da trovare una festa sulla spiaggia; sarebbe davvero l’ideale nonché fantastico.
Ci dirigiamo così verso il Newport Pier, l’unico posto dove immaginiamo si potrebbe fare una cosa del genere visto che è la zona più frequentata.
Arrivati parcheggiamo l’auto e ci incamminiamo sul Pier. Purtroppo di feste non vi è nemmeno l’ombra ed anzi la spiaggia è completamente deserta. La Luna piena alta nel cielo, il rumore delle calme onde e la leggera brezza che sale dal mare, creano un’atmosfera romantica magnifica. Peccato non essere qua con una ragazza, magari quella splendida morettina del Ketchup di LA…
La luminosissima Luna illumina la spiaggia in modo sorprendente, non dico a giorno ma davvero non c’è bisogno di luci artificiali, ci si vede benissimo. Il suo bagliore che si riflette nel mare è semplicemente magnifico e rasserenante.
Vivere qui dev’essere davvero una meraviglia indescrivibile.
Certo per i ragazzi giovani il paese non offre grandi divertimenti, ma direi che si possono ben accontentare.
Restiamo per un po’ a godere delle fantastiche sensazioni che la spiaggia ed il mare ci trasmettono, poi ripercorriamo il molo tornando verso il paese.
Nei pressi dell’inizio del Pier si trovano 4-5 bar, probabilmente gli unici locali di tutta la Balboa Peninsula.
Passiamo davanti a tutti poi alla fine decidiamo di entrare in uno che ci sembra davvero affollato di ragazzi giovani. Arriviamo al controllo documenti presentando la Carta d’Identità, ma il buttafuori dice che non è sufficiente e vuole vedere i nostri passaporti!
Che cosa?!?!? Ma se fino ad ora non me l’hanno mai chiesto nemmeno nei club più cool di San Francisco, Las Vegas e Los Angeles, me lo vieni a chiedere proprio te in questo piccolo bar di paese?!?!?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 10 Ottobre 2008, 08:23:03
Mi sembra davvero assurdo, così mi allontano sorridendo ironicamente. Di certo non mi metto ad insistere per entrare in un bar di paese; poco male, me ne vado in un altro.
Di solito alla sera abbiamo sempre portato con noi i passaporti anche se non ne avevamo mai avuto bisogno, non immaginavo di certo che proprio qua ci avrebbero fatto delle storie.
Andiamo a vedere allora un altro bar, ma la fila all’ingresso sembra non avanzi mai, così entriamo in un uno piuttosto vuoto ma comunque molto carino (Stag Bar, 121 McFadden Place, Newport).
Sembra proprio il classico bar, con un lungo bancone in stile pub e con in fondo alla sala un paio di tavoli da bigliardo. La barista inoltre è una splendida biondina, il che di certo contribuisce a rendere il nostro giudizio sul locale ancor più positivo.
Prendiamo una birra rimanendo al bancone ad osservare la gente che piano piano incomincia a riempire il locale. Davvero un ottimo posto dove trascorrere una serata tranquilla. Ci sono un paio di grandi televisori che trasmettono immagini di spericolati surfisti, un juke box ed i bigliardi, ormai occupati da un gruppo di ragazzi. Ad un certo punto uno di questi si avvicina al juke box e cosa mette? “Fu**ing in te bushes” degli Oasis!
Questa è la fantastica canzone che apre l’album “Standing On The Shoulder Of Giants”, nonchè la traccia utilizzata in tutte le date live mentre salgono sul palco! Davvero fantastica!
Soprattutto però è davvero sorprendente sentire che i residenti di questa zona apprezzano questo tipo di sound, credevo avessero gusti più morbidi e non avrei mai immaginato!
Sentendoci parlare in Italiano succede un’altra cosa sorprendente, cioè un ragazzo che ci attacca discorso nella nostra lingua! Davvero incredibile anche questo!
Ci chiede da dove veniamo e dice che è stato in Italia e che le italiane sono davvero delle belle ragazze (va beh, non usa proprio queste parole… eheheh)
Vecchio mio, io non mi lamento neppure delle Americane!

Seduto al bancone del bar vediamo un ragazzo che indossa una maglietta a tema con le ormai prossime elezioni Presidenziali. Non ne avevo ancora mai parlato, ma durante tutto il nostro viaggio abbiamo visto numerosissime testimonianze di come la gente è schierata politicamente e di quanto siano coinvolti nella vita politica (molto più che in Italia, per lo meno nelle città Californiane, ndr).
La California sarà anche uno Stato tradizionalmente Repubblicano ma, in particolar modo a San Francisco, ovunque ci girassimo c’erano slogan pro-Obama, il candidato Democratico. Ovunque c’era gente in giro con la maglietta, ma abbiamo visto anche cartelli appesi alle abitazioni, adesivi attaccati alle auto, etc., insomma davvero una moltitudine di diverse espressioni pro-Obama. Qua invece riscontriamo che la gente è decisamente Repubblicana e questo ragazzo indossa una maglietta con la scritta “Nobama – Keep The Chance”.
Rimaniamo fino a mezzanotte circa, poi usciamo per andare a vedere se nel frattempo si è smaltita un po’ di fila nel locale di prima. Purtroppo la situazione sembra identica a quella precedente, ma qua ritroviamo di nuovo il ragazzo che parla Italiano che ci saluta di nuovo simpaticamente! Davvero un grande!
Non c’è molto altro da fare, per cui ritorniamo verso il nostro bellissimo motel.
Sistemiamo un po’ le valige in modo da essere subito pronti per ripartire domattina e quindi ci mettiamo a letto che è ormai mezzanotte e mezza.
Il nostro viaggio on the road giunge purtroppo verso la conclusione, domani arriveremo infatti a San Diego, la nostra ultima tappa insieme.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 10 Ottobre 2008, 09:56:38
Peccato non essere entrati al locale.... :( e anche il tuo viaggio sta per finire.... :'(sembra impossibile!!! Ormai è un'abitudine leggere al mattino il tuo racconto, lo sostituisco al giornale!!! Prima di partire spero di leggere la fine....


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: valda64 - 10 Ottobre 2008, 10:37:30
Non ci posso credere, Balboa è praticamente un buco, e tra l'altro nelle mie varie passeggiate da quelle parti, ho sempre visto ragazzi bevuti di birra a più non posso e non mi sembravano proprio 40/50enni  ;D ;D ;D mi sa che hanno cambiato un pò di cose dal mio ultimo viaggio ;) oppure il prete della congregazione ha fatto mettere i "chiavistelli" al peccato  ;D ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: valda64 - 10 Ottobre 2008, 10:41:55
Grazie del bellissmo racconto Luca, sei veramente bravo a scrivere! Complimenti davvero, anche per le foto, un reportage fantastico! [smiley=dankk2.gif]  [smiley=tekst-toppie.gif]


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 10 Ottobre 2008, 11:57:03
Citazione
Peccato non essere entrati al locale.... :( e anche il tuo viaggio sta per finire.... :'(sembra impossibile!!! Ormai è un'abitudine leggere al mattino il tuo racconto, lo sostituisco al giornale!!! Prima di partire spero di leggere la fine....
Mi sa che leggerai il finale del racconto quando tornerai dal tuo viaggio visto che dopo San Diego c'è ancora il mio week end da solo a New York...
Il mio racconto durerà ancora per un po' quindi...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 10 Ottobre 2008, 11:57:36
Citazione
Grazie del bellissmo racconto Luca, sei veramente bravo a scrivere! Complimenti davvero, anche per le foto, un reportage fantastico! [smiley=dankk2.gif]  [smiley=tekst-toppie.gif]
Grazie Valda, troppo gentile, come sempre  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 10 Ottobre 2008, 12:01:00
Citazione
Citazione
Peccato non essere entrati al locale.... :( e anche il tuo viaggio sta per finire.... :'(sembra impossibile!!! Ormai è un'abitudine leggere al mattino il tuo racconto, lo sostituisco al giornale!!! Prima di partire spero di leggere la fine....
Mi sa che leggerai il finale del racconto quando tornerai dal tuo viaggio visto che dopo San Diego c'è ancora il mio week end da solo a New York...
Il mio racconto durerà ancora per un po' quindi...


E che cavolo mi perdo proprio NY...uffa


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Ottobre 2008, 11:14:44
Citazione
Citazione
si e' vero le camicie a quadri vanno molto,io personalmente le trovo orrende.


il titolo del film non lo ricordo e' una commedia/romantica..c'e' drew barrymore innamorata di un tizio malato per i r.s.
Trovato il film: L'amore in gioco.
Cavolo, leggendo la scheda del film http://filmup.leonardo.it/sc_feverpitch.htm
già i Red Sox mi stanno più simaptici  ;D
E' inutile, i loro tifosi sono i più forti!
Ieri sera ho visto questo film.
Devo dire che dal titolo non mi sembrava promettesse nulla di buono ed invece mi sono davvero dovuto ricredere (anche perchè, come spesso capita, la traduzione italiana del titolo ne da un'idea totalmente sbagliata).
Davvero un bel film, dove c'è questo tizio che ha fatto dei Red Sox il suo credo di vita. Mi spiace davvero ribadirlo, ma i tifosi dei Red Sox sono davvero i migliori d'America!
Inoltre rivedere Boston è stato qualcosa di davvero fantastico; è una città assolutamente meravigliosa!!!
Il baseball comunque è davvero uno sport fantastico, peccato davvero che in Italia praticamente non esista, anche se comunque non avremmo neanche lontanamente la cultura per apprezzarlo.
Guardando questo film, con la passione-ossessione nei confonti della propria squadra del cuore, mi è subito venuto in mente un film simile però sul calcio: "Febbre a 90°" tratto dal libro di Nick Hornby (Fever Pitch il titolo inglese). Io ho letto sia il libro (in quanto Hornby è uno dei miei autori preferiti) sia visto il film, però purtroppo non sono riscito a godermi nessuno dei due visto che la squadra in questione è l'Arsenal ed io, da buon tifoso del Tottenham (ma anche del Liverpool), i Gunners proprio non li posso vedere  >:(
Quando però ieri sera ho visto i titoli di coda non potevo credere ai miei occhi, anche questo film (L'amore in gioco) è tratto dal libro di Hornby! In pratica è la versione americanizzata, nella quale si è sostituito il calcio con il baseball!
In coclusione bravi i tifosi dei Red Sox, ma Let's go Yankees and Tottenham! (e Liverpool!)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 14 Ottobre 2008, 08:52:28
16/07/2008 Mercoledì.
Sveglia alle 7.00 am. Raccogliamo le nostre cose poi facciamo subito il check out, risparmiando la colazione per quando saremo in auto in modo da guadagnare tempo.
Oggi arriveremo a San Diego, ma durante il percorso faremo un paio di soste per vedere altre località; la prima è Laguna Beach.
Questo è un paese di 25.000 abitanti non troppo distante da Newport e rappresenta uno dei tratti di costa più belli tra quelli a sud di Los Angeles. Ho letto che la gente del posto paragona la propria località alla Costa Azzurra. Un tempo era una località prevalentemente abitata da artisti, ma ora, grazie alla bellezza naturale del paesaggio, questi hanno lasciato spazio a residenti molto più facoltosi.
“Laguna Beach” era anche il nome di una serie trasmessa in Italia da MTV qualche anno fa (che però non ho mai guardato abitualmente dato che al tempo ancora non immaginavo che un giorno sarei venuto da queste parti) dal quale è nato lo spin-off di maggior successo “The Hills”, con Lauren (e credo anche Heidi) che abbandona il suo paese natale per trasferirsi a Los Angeles.

Da Newport percorriamo un bel tratto di PCH costeggiando l’Oceano ed in una mezz’oretta arriviamo a Laguna ed alle sue scogliere. Prima di scendere dall’auto e fare un giro in spiaggia, scegliamo di fare un giro nel Village, il centro cittadino.
Avevo letto che la Broadway, Ocean Ave e Forest Ave erano le tre strade più commerciali, lungo le quali si trovavano negozi, bar e ristoranti, ma a noi sembra tutto molto tranquillo. Certo alle 8.30 di mattina forse non ci può essere gran movimento, comunque non mi pare che il paese abbia troppo da offrire. Inoltre questa sarà anche una località nella quale risiedono persone molto abbienti, ma mi sembra decisamente una Newport di serie B, se non di C, ed è anche molto più ridotta come dimensioni. Non posso dire che non sia carina, ma forse arrivando da Newport è difficile poterla apprezzare veramente.
Parcheggiamo l’auto nei pressi di Heisler Park, parco con camminata che percorre tutta la scogliera dal quale la vista è semplicemente strepitosa! (foto N° 493 e 494, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/)
Guardando la scogliera in tv in “Laguna Beach” mi sembrava che questa fosse comunque molto più alta di quello che è in realtà, sarà che in tv tutto sembra sempre molto più “grande”.
Lungo il percorso incontriamo diversi ragazzi e ragazze intenti nel jogging; allenarsi con questa vista e con questo clima meraviglioso dev’essere davvero strepitoso!
Seguiamo il percorso fino a scendere la scogliera ed arrivare alla vasta Main Beach, dove un giovane ed aitante personal trainer sta tenendo una lezione di aerobica ad un gruppo di mature signore.
Queste zone sono le più opulente e lussuose della California ed è molto piacevole vedere anche queste cose, oltre ad essere divertente.
La spiaggia è davvero molto bella e pacifica e l’atmosfera come sempre è meravigliosa. C’è solo una cosa che infastidisce, cioè il fatto che la costa non viene ripulita dai sedimenti di alghe che si depositano sulla spiaggia e che col tempo, andando in decomposizione, emanano davvero cattivi odori.
Ritorniamo verso l’auto passando dal Crescent Bay Point Park, dal quale si ha un’altra fantastica vista della scogliera da un’angolazione diversa (foto N° 495 e 496).
Prima di rimetterci in marcia verso San Diego ci fermiamo per fare 10 $ di rifornimento (4,559 $ al gallone). Ormai non dovrebbe più mancarci tanta strada prima di arrivare e, visto che oggi dovremo restituire la nostra bella e fedele auto, cerchiamo di inserire solo la benzina che effettivamente utilizzeremo.
Prossima tappa è Dana Point, una bella e riparata spiaggia in fondo alla scogliera (foto N° 497) alla quale si accede attraversando un bellissimo parco davvero verde e con pratino molto curato.  
Risaliamo in auto con direzione La Jolla, paese distante solo una ventina di chilometri da San Diego.
Durante il tragitto avvistiamo pure un dirigibile in alto nel cielo ed un fantastico School Bus giallo molto caratteristico, favolosi!
La guida spiega che La Jolla (nome che la gente del posto dice derivi dallo spagnolo “Il Gioiello”) è caratterizzata dalla sua estrema ricchezza, con la sua posizione privilegiata sopra il tratto di costa  che la rende la località più pittoresca di San Diego. Si distingue per i suoi parchi immacolati, per le boutique esclusive, le calette sabbiose ed acque turchesi; insomma dev’essere una località meravigliosa!
Arrivati, parcheggiamo e facciamo subito un giro in paese. Nel Downtown le arterie principali sono Prospect Ave (la Rodeo Drive di La Jolla, o almeno così viene definita) e Girard Ave, che sono i posti migliori per fare shopping esclusivo. Lungo le strade incrociamo signore benestanti in giro per negozi ma, nonostante il clima pacifico che si respira, si avverte un certo senso di opulenza, e comunque il paragone con Newport non regge assolutamente.
È abbastanza simile invece a Laguna Beach, però con un centro cittadino più grande.
Percorriamo allora tutta la costa lungo la frastagliata scogliera. L'aria è tonificante e le piccole insenature sono davvero graziose. Passeggiare nel percorso lungo la scogliera è davvero piacevole, ci da modo di ammirare decine di ragazzi in kayak ed altri intenti nello snorkeling (foto N° 498) nelle tranquille e buie acque. Ho letto che da queste parti è molto facile incontrare il pesce Garibaldi (http://it.wikipedia.org/wiki/Hypsypops_rubicundus), pesce che ha una colorazione arancione acceso, spettacolare!
La Jolla Cove è una splendida caletta, mentre nei pressi della Children’s Pool (una spiaggia, ndr) ci sono i leoni marini (foto N° 499), fantastici!
Passeggiamo sempre in direzione sud lungo la scogliera, dalla quale abbiamo delle viste fantastiche (foto N° 500 e 501). Purtroppo anche qua in alcune spiagge i sedimenti di alghe non vengono raccolti e si avvertono cattivi odori.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 14 Ottobre 2008, 08:53:31
La Jolla ci piace, ma di sicuro non ci esalta come la perfetta Newport e nemmeno come prometteva la guida.
Risaliamo in auto seguendo un percorso di collina che ci permette di raggiungere una postazione panoramica, ma la vista dall’alto si rivela abbastanza deludente. In effetti non c’è poi molto da ammirare se non il mare.
Ritorniamo verso il paese fermandoci in un posto tranquillo dove pranzare con un sostanzioso hamburger e tante patatine fritte.
Siamo ora pronti per ripartire senza soste verso la tappa finale del nostro viaggio, San Diego.
Data la vicinanza non impieghiamo molto per arrivare.
Di questa città mi piace veramente molto l’introduzione che mette la Lonely Planet, visto che mi sembra inquadri perfettamente lo spirito cittadino:
“Mentre LA e SF si contendono il titolo di città numero uno, il terzo centro della California si gode lo spettacolo della sua magnifica posizione, poco più su della frontiera con il Messico. Con 70 miglia di costa (112 km)  ed il miglior clima d’America, gli abitanti di San Diego non devono dimostrare niente a nessuno; del resto sono già troppo impegnati a divertirsi”.
Grandissimi!!!
Aggiunge inoltre che San Diego ha uno degli zoo più grandi del mondo (sicuramente il più grande d’America), uno dei migliori parchi cittadini del paese all’interno del quale si trovano una serie di musei e teatri (Balboa Park), ed una vita notturna degna di New Oreleans (anche qui, come nella cittadina del Louisiana, i locali notturni sono concentrati praticamente su un’unica strada, la 5th Ave nel Gaslamp Quarter, lungo la quale c’è sempre una marea di gente!).
Se tutto ciò non bastasse qua o nelle vicinanze si ha la possibilità di fare surf (tra le principale località ci sono Imperial Beach, Coronado, Point Loma, Ocean Beach, Pacific Beach, Bird Rock, Windansea, La Jolla Cove e La Jolla Shores, fino a Del Mar e Solana Beach), immersioni, trekking, deltaplano, etc.
Vivere qui, considerando anche che il clima è davvero il migliore d’America, mai troppo caldo in estate e mite anche d’inverno (18 C°), dev’essere meraviglioso!
La città conta 1.300.000 abitanti ed è quindi la seconda città della California (dopo Los Angeles) e la settima degli Stati Uniti.
San Diego ospita inoltre molte installazioni della marina e dei Marines, che la rendono una delle maggiori basi militari del Pacifico. L’economia cittadina si basa sul turismo, sull’industria militare, sui cantieri navali, sul commercio marittimo, sulle biotecnologie e sull’informatica.
Nonostante il milione e passa di abitanti possa trarre in inganno, il centro cittadino è in realtà di dimensioni piuttosto contenute ed anche l’aeroporto si trova a soli 5 km di distanza in direzione nord-ovest. In qualunque zona della città ci si trovi si avvistano infatti ogni pochi minuti aerei vicinissimi che arrivano o che si levano in volo; davvero impressionante la loro vicinanza.
L’impatto con la città, come con qualunque altra per me, non è molto positivo.
La nostra prima destinazione è l’ostello, in modo da poter posare le valige, e per raggiungerlo attraversiamo tutto il Downtown ed il centro finanziario. La zona del Financial District, con i classici grattacieli, ricorda un po’ quella di Los Angeles, almeno sotto la luce del giorno, solo che qua tutto mi sembra un po’ più trascurato ed inoltre in giro non c’è un’anima viva!
Siamo nel cuore di San Diego, a quest’ora del pomeriggio lungo le strade dovrebbe esserci una gran quantità di auto con tassisti sempre pronti a schiacciare il claxons ed invece l’intera area mi appare completamente deserta!
Avete presente l’inizio del film “Vanilla Sky” quando Tom Cruise corre in una Times Square completamente deserta? (http://www.youtube.com/watch?v=dPzFnTUi5ew)
Ecco, questo è lo scenario che si presenta davanti ai nostri occhi, solo che la zona non ha così tanti e maestosi palazzi.
Arriviamo in ostello passando davanti all’imponente Hyatt Hotel, albergo nel quale Enea alloggerà nei prossimi giorni per partecipare ad un convegno.
L’ostello nel quale alloggeremo, l’Hostelling International (HI), lo avevo scelto per almeno un paio di motivi. Il primo è che si trova nel Gaslamp Quarter (zona con i locali notturni, come dicevo anche in precedenza), il secondo è che, se non ricordo male, era anche il più economico.
Arriviamo che sono da poco passate le 2.30 pm. Il check in sarebbe fissato per le 3.00 pm, ma ci fanno comunque già salire in camera. L’unica scocciatura è che non gli è sufficiente vedere la nostra Carta d’Identità ma pretendono il Passaporto, che sia io che Enea teniamo in valigia.
Neanche fossimo in discoteca!
Fin da subito intuiamo che questa è probabilmente la città più punk d’America, basta guardarsi intorno ed osservare la gente. Se per i ragazzi non è che cambi molto, visto che anche nelle altre città il loro stile è più o meno sempre lo stesso, le ragazze sono per la maggior parte molto diverse. Davvero molte, a cominciare da quella della reception, indossano maglie e pantaloni larghi, diversi piercing e vistosi tatuaggi. Ammetto di non essere un amante di questi ultimi, voglio dire, un disegno grazioso ci può anche stare, ma quando vedo una ragazza con un grosso ed evidente tatuaggio che le sbuca fuori dalla scollatura della maglietta penso sia davvero di cattivo gusto!
Non mi sembrano per nulla femminili un mega dragone o cose di questo tipo tatuate sul petto!
Ovvio che ognuno può fare quello che vuole, la mia è solamente una valutazione personale.
Ad ogni modo il clima di accoglienza e di gentilezza con la quale veniamo accolti, tipico degli Americani ed in particolare degli abitanti di questa città, è davvero bellissimo.
Anche l’ostello si rivela presto essere fantastico!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 14 Ottobre 2008, 08:54:48
Già mi entusiasmo non appena entriamo in ascensore per andare al nostro piano. Questo infatti è completamente tappezzato da fogli di giornale con articoli di avvenimenti storici ed ormai ingialliti dal tempo. Si va dall’assassinio della Principessa Diana, all’attacco alle Torri Gemelle, fino alla notizia di un uomo che è sopravvissuto all’attacco di uno squalo nei pressi di San Diego (foto N° 502).
È una cosa davvero geniale!
La nostra camera è piuttosto essenziale (foto N° 503), con un letto a castello con materassi larghissimi ed una finestra che da su un piccolissimo ma splendido cortiletto interno (foto N° 504). Il resto dell’ostello è davvero molto accogliente, colorato ed allegro; davvero bellissimo!
Le pareti dei corridoi sono dipinte con colori dalla tonalità che stimola il buon umore, appese alla pareti ci sono quadri particolari che si intonano perfettamente con l’ambiente, diverse mappe (in un bagno è appesa quella della Nuova Zelanda!), e tanti foglietti tipo bacheca nella parete riservata alle “News” (foto N° 505). Davvero splendido.
Ad ogni angolo inoltre si trovano divani  e salette accoglienti e c’è anche una confortevole sala tv, una saletta con i computer ed una enorme, meravigliosa ed attrezzatissima cucina!
Decisamente il miglior ostello di sempre!
Per San Diego ancora non avevo ben studiato un programma ma, visto che sono le ultime ore in cui avremo a disposizione la macchina, conveniamo nell’iniziare dai luoghi un po’ più distanti dal centro come il Balboa Park.
La città è interamente costruita con strade a reticolato come Manhattan, per cui è semplicissima da girare. In auto in pochi minuti di viaggio arriviamo nel grande parco.
Se Central Park di New York è principalmente apprezzato in quanto vera oasi e rifugio dallo stress e dalla frenesia cittadina, Balboa Park offre invece diversi teatri, musei ed una serie di altri edifici.
Attraverso Google maps già da casa mi ero scaricato un mappa per individuarne la posizione, tutti concentrati nella stessa zona comunque, e per dove parcheggiare l’auto.
Pochi minuti ed arriviamo a destinazione. Il parcheggio si trova esattamente sul retro del Spreckels Organ Pavilion, anfiteatro all’aperto sede di concerti di musica classica ed opera, molto bella davvero. Sul palco l’orchestra sta eseguendo le prove per lo spettacolo che probabilmente si svolgerà in serata, ma quel che davvero è impressionante è vedere gli aerei che vi passano dietro in fase di discesa verso il vicinissimo aeroporto! (foto N° 506). Ci accorgeremo poco dopo che questo è un avvistamento abituale nel parco e che ogni pochi minuti di distanza l’uno dall’altro c’è sempre un aereo che atterra. Spettacolare quando vedi sbucare l’aereo da dietro le chiome degli alberi!
A fianco di questa struttura ci dovrebbe essere il Japanese Friendship Garden, giardini che di solito sono sempre davvero molto belli e curati, ma in realtà non troviamo nulla di particolare.
Seguiamo il percorso che ci porta fino al vicino Visitor Center, ospitato in un bell’edificio in stile coloniale spagnolo (foto N° 507). L’edificio ospita anche il Prado Restaurant.
Entriamo dentro e ne approfitto per scattare una foto (N° 508) al grazioso cortiletto interno e per prendere una mappa dettagliata del parco al visitor center.
A parte i palazzi ed i musei, ciò che è davvero stupendo di questo parco è proprio l’atmosfera che vi si respira. Passeggiare lungo i percorsi che attraversano bellissime vedute (foto N° 509 e 510) trasmette una sensazione di benessere e di calma interiore. Inoltre è davvero fantastico vedere i ragazzi fare jogging lungo i verdi percorsi che portano ai musei, fa venire subito voglia anche a me di fare una bella corsetta!
Anche la temperatura ed il clima sono magnifiche, con un piacevole Sole splendente ad illuminare la giornata.
Seguendo la passeggiata di El Prado in direzione ovest, arriviamo fino alla fine del parco, dove si trova lo splendido Desert Garden (foto N° 511). Non c’è un motivo razionale, ma i cactus mi mettono sempre molta allegria, sono piante davvero simpatiche!
La vicinanza con il Messico si vede chiaramente, sia dal punto di vista della vegetazione che dal punto di vista stilistico delle costruzioni. Non per niente Tijuana, la prima città oltre il confine, si trova solamente a 15-20 km dal Downtown di San Diego.
Ci incamminiamo ora verso nord fino ad arrivare allo Spanish Village Art Center, caratterizzato dalla spettacolare pavimentazione colorata che infonde davvero allegria e buon umore! (foto N° 512).
Poco oltre il villaggio, sempre in direzione nord, si trova l’ingresso dello Zoo (www.sandiegozoo.org foto N° 513), che come vi dicevo è senz’altro il più rinomato d’America. Gli appassionati di “Friends” magari ricorderanno quando Ross, nella prima o seconda serie, aveva una scimmietta (Marcel, ndr), ma poi è costretto ad abbandonarla ed è proprio da questa struttura che viene accolta.
Purtroppo non c’è assolutamente il tempo per visitarlo, ma forse nemmeno lo avremmo fatto avendo già visitato diversi zoo nei nostri viaggi, in particolare quello davvero fantastico di Berlino.
Torniamo verso sud passando dal Carousel, classica giostra rotante con i cavalli, le giraffe, le zebre, etc. (foto N° 514). Magari è proprio questo Carosello che ha ispirato la fantastica dei Blink 182 “Carousel” (band punk-pop originaria di San Diego, anche se ormai sciolta) contenuta nel loro primo album. Di sicuro a noi piace crederlo.
Ci mettiamo di nuovo in marcia sul cammino di El Prado, in direzione est stavolta, fiancheggiando palazzi davvero splendidi (foto N° 515 e 516).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 14 Ottobre 2008, 08:55:22
In fondo al percorso arriviamo al San Diego Museum of Man, di fronte il quale si trova il Mingei International Museum con il suo splendido cortiletto interno (foto N° 517). Da qua praticamente facciamo il nostro ingresso nella giungla! (foto N° 518). In questa parte del parco la vegetazione è spontanea e molto fitta, con palme basse ed anche diversi tronchi abbattuti nel bel mezzo del sentiero; sembra realmente di stare nella giungla!
Prima di tornare alla macchina visitiamo anche gli atri edifici che si trovano nella zona a sud del parco in modo da averne una visione globale abbastanza completa.
Ho sempre sentito parlare di questo parco in modo molto positivo ed anche la Lonely Planet dava un’ottima recensione, ma non immaginavo davvero fosse tanto bello! A parte le splendide costruzioni ci sono grandi spazi verdi dove la vegetazione è davvero bellissima e molto varia, dal Desert Garden alla giungla nello spazio di poche centinaia di metri! Fantastico insomma!
Abbiamo ancora tempo a disposizione prima di riconsegnare l’auto, così ci rechiamo all’Old Town San Diego (http://www.oldtownsandiego.org/  http://www.oldtownsandiegoguide.com/).
Questa zona fu il luogo in cui sorse il primo insediamento civile spagnolo in California. Intorno al 1820 venne creata una piazza che, nel giro di 10 anni, fu circondata da capanne e da abitazioni in muratura. La piazza fu il centro di San Diego fino al 1872, quando il fulcro della città si spostò nel centro attuale. Oggi è una zona commerciale rivolta al turismo, dove trovano spazio tante bancarelle, ristoranti e negozietti in stile Messicano.
Parcheggiata l’auto entriamo dall’ingresso principale, ritrovandoci in una vasta piazza verde nella quale è parcheggiata una fantastica carrozza (foto N° 519). Ci incamminiamo verso Plaza del Pasado (foto N° 520), splendida piazzetta dalla verdissima erba nella quale si concentrano ristoranti messicani molto caratteristici (foto N° 521).
Pur essendo la zona antica della città non è che ci siano cose particolarmente storiche, a parte forse l’Immaculate Conception Church, solita Chiesa in stile Messicano. Diciamo che è un’area pedonale tranquilla dove è piacevole fare una passeggiata tra un negozietto e l’altro (foto N° 522).
Incomincia a farsi tardi, per cui ci avviamo verso l’aeroporto per consegnare la nostra fedele auto.
Non troppo distanta da qua, nei pressi della Mission Bay, ci sarebbe anche il parco acquatico SeaWorld (www.seaworld.com) da visitare, dove ci sono molte balene, squali, delfini e pinguini e soprattutto l’orca Shamu, diventata una dei simboli non ufficiali della città. L’ingresso però è abbastanza costoso (sui 50 $) e comunque, a parte che non ne avremmo nemmeno il tempo, non ci andrei neanche in quanto come sapete sono sempre molto scettico sui parchi divertimento. Sicuramente ci sono degli spettacoli con coreografie bellissime, ma queste cose create appositamente per i turisti non sono proprio per me.
Il distacco dall’auto è sicuramente un po’ malinconico dopo tanti giorni e soprattutto dopo tanti chilometri percorsi. Ormai la nostra bella Kia era diventata “una di noi”, la nostra fedele compagna di viaggio.
Partendo da San Francisco ed oltrepassando la sua baia, abbiamo attraversato tutto lo Yosemite Park e la Death Valley, fino ad arrivare agli incredibili mega-scenari di Las Vegas. Da qui poi siamo ripartiti verso Los Angeles attraversando il Mojave Desert, quindi abbiamo percorso la Pacific Coast Highway fino ad oltre Malibu in direzione nord, per poi scendere e raggiungere l’ultima tappa, San Diego appunto.
Ditemi voi se non abbiamo tutti i motivi per sentirci malinconici nel dover abbandonare la nostra amata auto! Chissà chi ti guiderà la prossima volta, speriamo abbia cura di te!
In totale negli 11 giorni in cui ci ha accompagnato abbiamo percorso la bellezza di 1.989 miglia (3.182 km). Mi spiace solo di non aver fatto cifra tonda e non essere arrivati a 2.000 miglia!  
Una volta che l’abbiamo riconsegnata, dall’aeroporto prendiamo l’autobus N° 992 che per 2,25 $ ci riporta fino al Downtown. Il tragitto è breve, ma a causa delle tante fermate e della sosta ad un passaggio a livello (dove rimaniamo fermi in attesa che passino ben tre treni!), impieghiamo una mezz’oretta circa per arrivare!
È ormai ora di cena, così decidiamo di fermarci a mangiare da Ciro’s, una pizzeria in Market St. praticamente di fronte al nostro ostello. Prendiamo una pizza “large” da dividere in due per 10 $, ma purtroppo fa abbastanza schifo. L’unica cosa positiva di questa pizzeria è, a parte l’unlimited drink, che restiamo a mangiarcela sui tavolini lungo il marciapiede mentre osserviamo la gente che passa. Davvero piacevole.
Al nostro ritorno in ostello troviamo una quindicina di ragazzi sul marciapiede al suo ingresso, che evidentemente si erano in un qualche modo dati appuntamento. Scopriamo così che nell’ostello tutte le sere viene organizzato qualcosa, per oggi era in programma un semplice ritrovo in cui tutti si presentavano l’un l’altro; davvero fantastica come cosa!
Guardando in bacheca scopriamo che per domani sera è in programma una cena etnica al costo di un paio di Dollari e poi film in DVD da guardare tutti assieme sui comodi divani della sala TV. Spettacolare!!!
Peccato solo che la cena, a parte che della cucina etnica di sicuro non riuscirei a mangiare nulla, si svolge alle 6.30 pm e noi a quell’ora non saremo nemmeno tornati in ostello dopo essere stati in visita della città.
È la prima volta che abbiamo l’occasione di alloggiare in un Hostelling International, ma di certo è la catena di ostelli migliore, sia per l’ospitalità delle loro strutture che per tutti gli eventi che organizzano.
Rientrati in camera non resta che fare una piacevolissima doccia e quindi prepararsi per la serata di San Diego.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Ottobre 2008, 08:41:01
Essendo San Diego la città più punk d’America, stasera non indossiamo certo i vestiti.
Io metto semplicemente i jeans ed una camicia nera abbastanza sportiva portata fuori dai pantaloni.
In camera non arriva la connessione WiFi, ma basta spostarsi in una delle tante sale comuni per ricevere perfettamente il segnale. Ormai manca davvero poco alla fine del nostro viaggio comune, giusto ancora due giorni poi saluterò Enea per volare a New York, dove trascorrerò il week-end.
È tempo quindi di fare un po’ di liste per i club in cui voglio andare.
Fatto il tutto siamo ora pronti per uscire. In città non ci sono mega discoteche, un po’ come per San Francisco, la gente la sera va nei bar. Questi ovviamente non hanno niente in comune con i bar italiani, questi sono locali dove di solito ci sono grandi schermi sui quali vedere eventi sportivi, spesso ci sono tavoli da bigliardo e musica con DJ che trasformano il posto praticamente in discoteca dopo una certa ora. Tutti questi locali sono concentrati nel Gaslamp Quarter, bellissimo quartiere soprattutto sotto la semi-oscurità della notte, dove è ancora possibile trovare qualche lampione a gas che da il nome alla zona.
In particolare i bar si concentrano sulla 5th Ave tra Market St. e la E St, ma altri locali più tranquilli si trovano anche nel resto del quartiere. I locali più cool (e lo sono davvero, come vedrete più avanti) non si trovano da questi parti, ma il centro cittadino è talmente piccolo che si raggiunge tutto comodamente a piedi.
Il nostro splendido ostello si trova su Market St at 5th Ave, nel punto migliore del Gaslamp Quarter e della sua vita notturna (non si avverte però assolutamente rumore stando in ostello). Appena usciamo quindi ci ritroviamo già catapultati in mezzo a centinaia e centinaia di ragazzi che passano da un bar all’altro.
Non immaginavo davvero che a San Diego la vita notturna fosse così movimentata, soprattutto nei giorni infrasettimanali!
Il clima e la temperatura sono di una meraviglia indescrivibile. L’aria così leggera ti fa sentire davvero bene ed inoltre si avverte quel senso di rilassatezza e voglia di divertirsi che riesce davvero a coinvolgerti. Fantastico davvero!
Percorriamo tutta la 5th Ave sia in un verso che nell’altro, entrando nei bar che attirano di più la nostra attenzione e buttandoci a volte in strade laterali. Lungo la 5th Ave si trovano tanti locali completamente diversi tra loro, c’è il classico bar enorme che poi diventa discoteca, piccoli localini ricavati in seminterrati dove suonano musica live, altri bar più tranquilli ed anche diversi ristoranti deliziosi dall’atmosfera molto intima e curata.
Percorriamo anche tutta la 6th Ave, che però è molto più tranquilla.
Prima di entrare definitivamente in un bar e trascorrervi la serata, decidiamo di passare da qualche locale un po’ fuori dal quartiere che avevo segnato dalla Lonely Planet o guardando in internet.
Andiamo così al Marriott Hotel salendo al rooftop bar (660 K St., Gaslamp quarter www.sandiegogaslamphotel.com bel sito davvero!). I rooftop bar di questi alberghi sono sempre una garanzia, in qualsiasi città vi troviate, ma nemmeno io immaginavo fino a questo punto.
Quando le porte dell’ascensore si aprono ci ritroviamo su di un’ampia terrazza illuminata soltanto da luci tenui ed un falò che crea davvero un’atmosfera a dir poco meravigliosa! (foto N° 523, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/) Il falò sul rooftop è una cosa geniale, davvero fantastico!
Il prossimo in cui andiamo, l’Ivy Hotel (600 F St. www.ivyhotel.com) si trova nella zona nord del Gaslamp Quarter. Pochi minuti di cammino ripercorrendo tutta la 5th Ave e vi arriviamo, ma…
Non credo davvero ai miei occhi!!! Come diceva Ceccherini nel film “Il Ciclone”, Dio c’è, ora c’ho le prove!!!
Proprio nell’attimo in cui arriviamo all’ingresso, vediamo arrivare in strada un autobus dal quale scendono un’infinità di ragazze, tutte incredibilmente fantastiche e molto sexy, con vestitini cortissimi che mettono in risalto le gambe abbronzate!
Non possiamo fare altro che rimanere ad assistere increduli a questa meravigliosa ed infinita sfilata, rimanendo a bocca aperta come ci era già capitato al Ketchup a Los Angeles… Che roba!!!
Una vera camionata di ragazze superfantastiche, praticamente il Paradiso terrestre!!!
Questa scena mi fa istintivamente venire alla mente una scena del film “Scemo+Scemo”con Jim Carrey, quando Jim ed il suo socio vengono fermati da un autobus sul quale viaggiano un’infinità di belle ragazze, tutte in bikini, e dicono a loro che hanno bisogno di un massaggiatore che le accompagni nel loro tour…
“Pensa a quei fortunati che viaggeranno con loro!” conclude lo scemo Jim rivolgendosi al suo amico… (http://www.youtube.com/watch?v=WVQSkQD4QVA)

Io, io, io! Io faccio dei massaggi fantastici!! Chiedetemelo vi prego! Portatemi con voi!!!

Non che ci sia bisogno del fuoco per riscaldarsi, visto che la serata è piacevolmente temperata, ma certo accovacciarsi sui divanetti intorno al braciere, guardando il fuoco ardere, è davvero bellissimo!
Ci affacciamo alla balaustra dalla quale abbiamo una fantastica vista sul Petco Park, stadio dove giocano i San Diego Padres (MLB - baseball, foto N° 524). I giocatori da qua appariranno minuscoli, ma guardarsi la partita stando comodamente su questa terrazza dev’essere davvero molto cool!
Da qua abbiamo anche una bella vista sulla zona ovest della città (foto N° 525). Purtroppo la terrazza non si affaccia verso est, dove si trova il Financial District con i suoi palazzi.
La zona bar si trova sotto una veranda illuminata con luce dalla tonalità verde molto particolare (foto N° 526, anche se nella realtà la luce verde non è cosi intensa ma molto più tenue).
Questo rooftop bar ci ha così stupiti che decidiamo di andare subito a vedere anche gli altri che avevo segnato!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 16 Ottobre 2008, 08:42:42
Capiamo subito che si tratta di un addio al nubilato (al quale partecipano una ventina ragazze!), così entriamo nella hall seguendole a breve distanza. Attraversiamo tutto l’ampio ed elegante salone, nel quale si trova anche un magnifico ristorante, poi le vediamo avvicinarsi agli ascensori per salire al rooftop.
Non posso certo farmi scappare di nuovo un’occasione come questa, dopo quella al Ketchup, così io ed Enea, come rapaci avvoltoi, entriamo in ascensore insieme ad un gruppetto di ragazze, anziché aspettare il prossimo giro…
Vorrei che questa corsa non finisse mai!
Forza dai, chiedetemelo, ditemi che avete bisogno di un massaggiatore!!! Io sono bravissimo!!!
Purtroppo, inspiegabilmente, sembra che non ne abbiano la necessità, così sono costretto ad attaccare discorso in modo più tradizionale…
La corsa in ascensore è però davvero troppo breve e, quando le porte si riaprono, le ragazze raggiungono subito le altre amiche.
Non riesco a capire se alloggiano in questo albergo o se invece poi se ne andranno, fatto sta che non restano mai tutte insieme in gruppo, alcune vagano apparentemente senza meta e senza motivo per i corridoi, mentre altre rimangono al bar della terrazza.
Se già ero rimasto piacevolmente e fantasticamente impressionato dalla bellezza straordinaria del rooftop bar del Marriott hotel, adesso non saprei proprio trovare la parole adatte per rafforzare ulteriormente il concetto; questa terrazza, al di là del fatto che è ottimamente frequentata, è davvero meravigliosamente fantastica!!! (foto N° 527).
Vorrei scattare una foto almeno ad un gruppetto delle ragazze, ma un po’ col fatto che non stanno mai ferme e un po’ col fatto che lo zoom sgrana, mi viene piuttosto mossa (foto N° 528).
Sulla terrazza c’è anche una fantastica piscina con tante sdraie imbottite disposte lungo il perimetro. Vorrei scattare una foto, ma vengo sorpreso da un cameriere che mi avvisa che è vietato. Maledetto!
Rimaniamo sempre più o meno intorno alle ragazze, anche se non mi sembra che abbiano deciso bene il da farsi.
Poi, ad un certo punto, vediamo che si incamminano verso l’ascensore ed iniziano a scendere.
No! No! No! Ma dove andate?!?!?
Scendiamo immediatamente anche noi, poi purtroppo le vediamo risalire sul pullman e ripartire verso una destinazione aimè ignota.
Seguiamo il pullman fin dove la vista riesce ad arrivare, fino a quando scompare all’orizzonte.
“Fine della serata, veloce come sei arrivata te ne sei andata…
Chissà se tu vivi qui, chissà dove abiti, se ti fermi o sei qui di passaggio…”

Non avrò mai più pace e penserò sempre a quel che poteva essere ma purtroppo non è stato!

A questo punto non ci rimane altro da fare che andare almeno a vedere il rooftop bar del W Hotel (421 West B St. at State St. www.whotels.com Se ho ben capito qua è la 1st St che taglia la città in est ed ovest). Anche questa catena alberghiera che è sempre una garanzia.
Per arrivarci dobbiamo attraversare praticamente tutto il Financial District.
Sotto il buio della notte i palazzi appaiono molto diversi rispetto ai tristi edifici che mi sembravano nel pomeriggio; ora mi sembrano molto affascinanti e moderni.
Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire, vista la tranquillità della zona nelle ore notturne.
Arriviamo al W Hotel ed al suo accogliente salone con banco bar (foto N° 529). Al piano superiore c’è una bellissima balconata che gira tutto attorno la sala, con appesi alle pareti dipinti in stile pop-art ed altri arredi dal design davvero fantastico (foto N° 530 e 531). Al piano terra si trova anche un’altra ampia sala con luci basse e divani comodissimi, molto intima, ma purtroppo è completamente vuota.
Il vero spettacolo di questo albergo però è la spiaggia ricavata sul rooftop con vista sui palazzi del Financial District (foto N° 532 e 533). Semplicemente meraviglioso!!!!
Anche qui c’è davvero pochissima gente, ma la spiaggia ed il falò creano un’atmosfera indescrivibile, meravigliosamente fantastica!!!
Sarebbe davvero fantastico rimanere ad appisolarsi distesi davanti al fuoco!
I lounge di San Diego sono davvero i più belli ed originali che ho mai visto, strepitosi!
Rimaniamo per un po’ a godere della fantastica atmosfera, poi decidiamo di ritornare nel Gaslamp Quarter. Facciamo una strada diversa rispetto all’andata, in modo da evitare i senza tetto. Ripercorriamo tutta la 5th Ave ed infine, dopo aver mostrato la Carta d’Identità, entriamo al Whiskey Girl (5th Ave at Market St. foto N° 534, http://www.thewhiskeygirl.com/), un vero bar americano!
A quest’ora si è praticamente trasformato in discoteca ed è strapieno di gente.
Non rimaniamo per molto comunque, dopo un po’ ci incamminiamo verso l’ostello, che si trova giusto ad un centinaio di metri.
Prima di rientrare in camera facciamo un giro lungo i corridoi, ormai praticamente deserti. C’è giusto qualcuno che guarda la tv e qualcun altro mezzo addormentato sul divano con un libro in mano.
È l’1.15 am quando ci sdraiamo nel nostro letto a castello. Alla fine non abbiamo fatto molto stasera, siamo praticamente stati sempre in giro passando in continuazione da un locale all’altro. Però devo tornare a constatare che i lounge di San Diego sono davvero fantastici ed inoltre, dopo la scena della scale delle meraviglie a Los Angeles, abbiamo assistito ad un altro evento pronto ormai ad entrare nella leggenda, l’arrivo di una camionata di ragazze superfantastiche!



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 16 Ottobre 2008, 12:05:30
Ho visto il film Secmo e più scemo e vi ho immaginati  ;D ;D ;D
Cmq siete sempre fortunati... le ragazze durante il vostro viaggio nn mancano mai di rallegrarvi   ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 18 Ottobre 2008, 15:43:10
Mitico Luca, qualcosa tipo il Whisky girl bar, a New York city esiste?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 18 Ottobre 2008, 15:46:03
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Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire,

No Luca, anche nel financial district non ci sono I barboni di notte. La zona di wall street  e' comunque cambiata molto negli ultimi anni. Locali aperti anche di notte e tanta polizia in giro.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 18 Ottobre 2008, 16:11:41
Citazione
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Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire,

No Luca, anche nel financial district non ci sono I barboni di notte. La zona di wall street  e' comunque cambiata molto negli ultimi anni. Locali aperti anche di notte e tanta polizia in giro.

Ho vissuto un mese in John Street nel pieno Financial District e posso dire che e' una bellissima zona e sicura come tutta Manhattan.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 18 Ottobre 2008, 19:01:33
Citazione
Mitico Luca, qualcosa tipo il Whisky girl bar, a New York city esiste?
Certo che ci sono anche a NY!
Un classico sport bar dove ero stato è il “Bar Nine” (9AVE tra 53 e 54 str.). Ci trovi solo residenti.
Se invece cerchi qualcosa di più movimenato, però sempre con atmosfera molto informale, allora la zona migliore è l'east village.
Di sicuro ti consiglio di fare un salto al Coyote Ugly (153 1st AVE tra la 9th e 10th St), troverai solo turisti ma di sicuro passi una serata divertente.
Ci sono anche altri bar in stile Coyote nel Meatpacking:
Hogs & Heifers: 13rd st at 10 Ave  
Red Rock West: 457 W 17th


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 18 Ottobre 2008, 19:05:23
Citazione
Citazione
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Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire,

No Luca, anche nel financial district non ci sono I barboni di notte. La zona di wall street  e' comunque cambiata molto negli ultimi anni. Locali aperti anche di notte e tanta polizia in giro.

Ho vissuto un mese in John Street nel pieno Financial District e posso dire che e' una bellissima zona e sicura come tutta Manhattan.
Beh NY è forse la città d'America con meno barboni tra tutte quelle che ho visitato, anche se forse li si nota di meno dato i milioni di residenti.
Mi chiedo allora dove vadano a dormire? Tutti in metropolitana e nelle stazioni? Io ne ho sempre visti pochissimi, per cui immaginavo andassero nel financial district.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 20 Ottobre 2008, 08:29:36
17/07/2008 Giovedì.
Sveglia alle 7.30 am, il programma della giornata è come sempre bello impegnativo.
Oggi infatti l’intenzione è quella di visitare tutta la città in bicicletta!
Non abbiamo più nulla da mangiare, così per colazione andiamo in un negozietto vicino all’ostello e prendiamo un po’ di biscotti e succhi di frutta. Sturbucks a San Diego non ricordo di averne visti.
Fatto il pieno di energie, siamo ora pronti per iniziare il nostro tour.
L’ostello è convenzionato con un negozio di noleggio biciclette, l’unico problema è che questo chiude alle 5.30 pm, decisamente prestissimo considerando tutta la strada che abbiamo in previsione di percorrere. Avevo segnati anche un altro paio di negozi presi dalla Lonely e da internet, ma purtroppo evidentemente sono stati chiusi. Ne avevamo visto un altro ieri sera, ma purtroppo adesso non ricordiamo dove si trovava esattamente. Non abbiamo altre alternative, così ci rechiamo al “Bike Rental” (6th Ave tra Market St. e Island St.), dove con 10 $ a testa noleggiamo le nostre bici.
Saltiamo in sella alla bersagliera ed iniziamo a pedalare; la città è nostra.
Iniziamo facendo un giro del nostro quartiere, il Gaslamp Quarter (foto N° 535, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/). Davvero bellissimo e con un’atmosfera magnifica, sembra di stare nel Meatpacking District di NY in una domenica mattina!
Nel passato questo quartiere ospitava attività commerciali come saloon, locali per il gioco d'azzardo, bordelli e fumerie d'oppio. Negli anni '60 il quartiere era notevolmente degenerato, infatti gli alberghetti cadenti e i bar erano frequentati solo da alcolizzati. Questo ambiente squallido rendeva la zona poco interessante per gli investitori dell'epoca ed è anche per questo motivo che molti dei suoi vecchi edifici sono sopravvissuti fino a oggi. Quando le imprese edili finalmente si fecero avanti, gli abitanti della zona e il consiglio di quartiere impedirono che gli edifici venissero demoliti e la zona venne dichiarata quartiere storico nazionale. Oggi gli edifici ristrutturati, che risalgono agli anni intorno al 1870, sono occupati da bar, ristoranti e gallerie e i lampioni in ferro battuto, che imitano le lampade a gas del XIX secolo, contribuiscono a dare al quartiere quella particolare atmosfera storica.
Percorriamo un po’ di strade, quindi ci dirigiamo verso ovest arrivando all’Embarcadero. Qua si trova il particolare San Diego Convention Center, progettato prendendo spunto da un transatlantico. Di fronte a questo si trova un magnifico specchio d’acqua circondato da alte palme, con i palazzi in secondo piano (foto N° 536). È davvero sorprendente come sia sufficiente una piccola piscinetta come questa per rendere fantastica una zona.
Percorriamo tutta la costa della baia, trovando enormi navi portaerei (foto N° 537). Io non sono un grande appassionato di queste cose, però devo ammettere che la statua del marinaio che bacia la sua bella (si sa che ogni marinaio ha una donna in ogni porto…) con la portaerei come sfondo è davvero bella! (foto N° 538).
Come vi dicevo San Diego ospita molte installazioni della marina e dei Marines, che la rendono una delle maggiori basi militari del Pacifico, ecco dunque perché ci sono tutte queste portaerei.
La prossima tappa è Coronado, isola che chiude la baia cittadina dal suo lato ovest. In realtà non si tratta proprio di un’isola in quanto è collegata alla terra ferma da una sottile striscia di sabbia nota come Silver Strand, che va verso sud fino a Imperial Beach e che chiude tutta la baia.
Anziché fare il lunghissimo giro sul Silver Strand, il modo più breve per arrivare a Coronado è attraversare lo spettacolare Coronado Bay Bridge, ponte lungo 3 km, ma già al negozio di bicilette ci avevano avvertito che questa era una specie di superstrada e che quindi non si poteva percorrerlo in bici. Rimane quindi un’unica soluzione, cioè andarci in traghetto.
Questo salpa dal Broadway Pier ad intervalli regolari di un’ora. Facciamo il biglietto (7 $ a testa per il round-trip comprensivo del supplemento per il trasporto delle bici), quindi saliamo a bordo.
Coronado è vicinissima, il battello impiegherà circa 5 minuti per arrivare a destinazione.
È una giornata fantastica, con un Sole meraviglioso a riscaldare piacevolmente l’ambiente.
Dal traghetto inoltre si ha una vista fantastica dello skyline di San Diego, al quale scatto subito una bella foto appena arrivati a destinazione (N° 539).
Non è New York ma è molto rilassante stare ad ammirarlo.
Coronado è una splendida e pacifica isola sulla quale vive gente benestante in bellissime abitazioni. La sua metà a nord fa parte della US Naval Air Station, ma l’attrazione principale è l’Hotel del Coronado. Questa istituzione di San Diego, molto amata e conosciuta più comunemente con il nome di Hotel Del, è situata lungo la costa dal lato dell’Oceano. Si tratta di uno stravagante edificio in legno con una facciata piena di torri coniche, cupole, torrette e balconi. Più che essere un albergo vero e proprio appare come un residence con tantissime abitazioni indipendenti. Il motivo per cui è diventato tanto celebre ed amato è che fu il luogo in cui nel 1959 venne girato parte del fantastico film “A Qualcuno Piace Caldo”, interpretato da Marilyn Monroe. Davvero un film divertente!
Per arrivarci dobbiamo quindi attraversare tutta l’isola, partendo da una splendida e colorata piazzetta (foto N° 540). Con le nostre bici comunque non impieghiamo molto tempo ad arrivare.
A parte l’Hotel del Coronado, celebre è anche la sua spiaggia, che  viene regolarmente classificata come una delle più belle della California.
Osservando la sua sabbia bianca finissima, con vista sul promontorio roccioso di Point Loma (foto N° 541), non me ne stupisco affatto, è davvero bellissima.
Qua inizia l’enorme struttura dell’Hotel Del (foto N° 542).
Pur non essendoci mai andato, la spiaggia bianca con l’albergo a ridosso mi appare come un paesaggio da Florida.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 20 Ottobre 2008, 08:31:19
Percorrere il marciapiedi in bicicletta oltre questo punto è vietato, per cui le leghiamo e proseguiamo a piedi. Nel nostro cammino fiancheggiamo tutta la lunghezza dell’albergo, davvero enorme e fantastico (foto N° 543, 544 e 545).
Facciamo anche un salto in spiaggia poi torniamo alle biciclette.
Giriamo praticamente tutt’intorno all’albergo fino ad arrivare al suo ingresso principale.
Entriamo quindi. Anche internamente è davvero molto bello e lussuoso, la grande quantità di legno levigato crea un ambiente caldo vecchio stile. Più che in un albergo la sensazione è quella di stare dentro ad un grande e sontuoso transatlantico, tipo il Titanic (foto N° 456).
Vorremmo ora pedalare almeno per un po’ lungo la sottile striscia di Silver Strand, ma ben presto ci accorgiamo che la distanza è troppa e che effettivamente non c’è poi nulla di significativo da vedere. La cosa più curiosa che capita è ci che attraversa la strada un numeroso plotone di militari, con i soldati che durante l’attraversamento cantano, urlano, incitano e fanno un gran casino! Spettacolare!
La nostra visita di Coronado a questo punto può dirsi conclusa, così ci avviamo verso il porto per tornare a San Diego.
Prima che il traghetto salpi abbiamo ancora una mezz’oretta di tempo, così ne approfittiamo per pranzare, visto che ormai è mezzogiorno passato.
Nelle vicinanze del porto si trovano molti negozietti e ristorantini semplici ma carini. Purtroppo però, vista l’ora, sono tutti pieni. Ci accontentiamo così di un hamburger mangiato in fretta e furia da Burger King.
Le prossime tappe sarebbero il promontorio roccioso di Point Loma, dal quale si ha un panorama stupendo sul mare e sulla città, e le cittadine costiere a nord di San Diego, cioè Ocean Beach, Mission Beach e Pacific Beach. In realtà mi ero già reso conto in mattinata che visitare tutto sarebbe stato impossibile, anche perché solo per andare a Point Loma dal Gaslamp Quarter ci sono almeno una ventina di chilometri di distanza. A malincuore quindi vi rinunciamo, anche se mi sarebbe davvero piaciuto vedere l’ottocentesco faro che si trova sulla punta del promontorio. Inoltre le scogliere regalano sempre viste e sensazioni mozzafiato, e da qui, durante la stagione delle migrazioni (da gennaio a marzo), si possono ammirare le balene grigie!
Che spettacolo che dev’essere! Purtroppo però dobbiamo procedere.
Scegliamo quindi di dedicare il resto della giornata alle cittadine costiere in direzione nord, anche se pure Pacific Beach è distante una quindicina di chilometri dal Bike Rental.
Pedalare fiancheggiando tutta la baia si rivela ancor più piacevole di quel che immaginavo.
Lungo tutto il percorso, oltre al marciapiede, c’è anche una comoda corsia riservata alle biciclette. Oltrepassiamo l’aeroporto e lo splendido porticciolo di Harbor Island, dove si trovano tante piccole e splendide imbarcazioni, quindi proseguiamo in direzione nord. A volte dobbiamo affrontare anche qualche piccolo strappo in salita, che dopo tanti giorni di viaggio si rivela piuttosto impegnativo da affrontare. Meno male che per ogni salita c’è sempre anche una discesa!
Le indicazioni stradali non sono chiarissime ed ogni tanto ci fermiamo per chiedere indicazioni.
La fatica incomincia davvero a farsi sentire, ma le motivazioni ci danno la forza necessaria per andare a vanti. Di queste tre località costiere (in ordine da sud verso nord Ocean Beach, Mission Beach e Pacific Beach) avevo letto descrizioni fantastiche:
Ocean beach è la località di mare più hippy di San Diego. L’arteria principale è Newport ave, con negozi di surf, tatuaggi e bar a forma di grotta. La strada termina a un isolato dall’Ocean beach Pier, lungo 800 m. Poco più a nord del molo si trova il quartier generale della vita da spiaggia, dove si gioca a volley e si fanno barbecue al calar del sole. A nord si trova il Dog Beach, dove i cani corrono liberamente. Qualche isolato a sud del molo c’è il Sunset Cliffs park, perfetto per ammirare il sole che si tuffa sotto l’orizzonte”…
Mission Beach e Pacific Beach:
“Non si può non amare un posto dove la gente si raduna ogni sera per applaudire il Sole che si tuffa nell’Oceano!
Tra il Mission Bay Channel e Pacific Beach si trovano 3 miglia di spiagge incontaminate in puro stile Californiano!
A Pacific Beach l’Ocean Front Walk pullula sempre di gente che fa attività fisica (bici, jogging). Sulla parallela Mission Blvd ci sono interi isolati di negozi di surf, locali dove si beve birra e motel anni ’60.  La vita si estende lungo Garnet Ave, con negozi, ristoranti ed abbigliamento vintage, negozi di surf. Alla sua estremità sorge il Crystal Pier (http://www.crystalpier.com/), dove la gente si raduna al tramonto per applaudire il Sole che si tuffa nell’Oceano e dove si trova l’albergo più eccentrico di San Diego, costruito proprio sopra le onde. Qua si pratica il surf più impegnativo.
Mission Beach è adatta per i principianti del surf. Belmont Park è frequentato da famiglie ed è una West Coast version di Coney Island”.

Finalmente arriviamo ad Ocean Beach, anche se purtroppo qua il Sole non splende più come in mattinata e c’è anzi parecchia foschia. La spiaggia è praticamente deserta e davvero pacifica (foto N° 547). Non lo so, forse mi aspettavo qualcosa di meglio, ma probabilmente basterebbe un bel Sole per farmi apprezzare totalmente questo posto.
Facciamo un giro lungo il Mission Bay Channel, passaggio dove le acque della vasta Mission Bay raggiungono l’Oceano.
A questo punto dovremmo procedere verso nord per arrivare a Mission Beach e Pacific Beach, ma sono ancora circa 4 km di strada e, considerando che sono già le 3 pm, a malincuore rinunciamo.
Alla fine, visto che non c’è nemmeno il Sole, conveniamo che forse è meglio ritornare in città e vede quel che ci rimane.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 20 Ottobre 2008, 08:32:37
Peccato davvero non poter ammirare il Sole che cala nell’acqua dal Crystal Pier di  Pacific Beach (non ci saremmo comunque riusciti visto che dovevamo riconsegnare le bici per le 5.30 pm), dev’essere qualcosa di straordinario!
Una cosa di questo tipo l’avevamo fatta un paio di volte sulla meravigliosa spiaggia del Cafè del Mar a San Antonio, Ibiza, dove ogni giorno, al tramonto, si radunano centina di ragazzi per vedere il Sole che cala nel mare. Quando anche l’ultimo spicchio di Sole scompare nell’acqua, scatta l’applauso comune che coinvolge tutta la spiaggia, regalandoti sensazioni uniche, davvero fantastico!
Nella Mission Bay mi sarebbe piaciuto anche fare un giro sulle due isolette che si trovano nel mezzo della baia, Fiesta Island e Vacation Isle, dove ho letto si trovano grandi parche bellissimi da girare in bicicletta od in rollerblade; purtroppo però dobbiamo rinunciare anche a queste.
Pedalando lungo il Mission Bay Chennel ad un certo punto ci ritroviamo ad un fantastico parco realizzato per permettere agli skateres di fare le loro evoluzioni (foto N° 548); dev’essere davvero divertente!
Prima di avviarci sulla strada del ritorno decidiamo di fare almeno un giro nel piccolo paese di Ocean Beach.
In internet avevo letto un racconto di un tipo che era stato da queste parti e ne avevo estratto una frase che mi aveva particolarmente entusiasmato…
“Siete in due, bene, fatevi una passeggiata a Ocean Beach, parla in italiano e alla prima californiana simpatica che ti passa davanti le dici "Ciao bella, come va?" ... il resto poi me lo racconti in separata sede ... magari con una mail privata…”
Spettacolare!!!
Io certo non sono il classico italiano che se ne va in giro a dire “Ahh bella!”, però sarebbe davvero fantastico provare se questa frase riscuote veramente così di successo!
La sfortuna però vuole che durante il nostro percorso praticamente non incontriamo nessuno e l’unica ragazza che incrociamo non è abbastanza carina per fare da cavia, peccato.
Il paese comunque è piccolissimo e non sembra avere un centro. É praticamente una zona residenziale per surfisti e ci sono naturalmente diversi negozi di surf!
È ora di riavviarci, così entriamo in un negozio di surf per farci indicare la strada da prendere per tornare a San Diego. Chiediamo alla bella commessa, ma dice che San Diego è lontana e bisogna prendere l’autobus.
Lo so che è lontana, è da li che veniamo e siamo venuti fin qua in bici!
“Ahh… allora dovete andare in direzione sud” dice.
Ma va?!?!
A questo punto usciamo e preferiamo cavarcela col nostro senso dell’orientamento. Sarà anche stata molto carina e pure surfista, ma purtroppo cervello zero.
Per fortuna troviamo subito la direzione giusta, ripercorrendo tutta la strada che passa dall’aeroporto, fino ad arrivare all’Embarcadero e a dove avevamo preso il ferry stamattina per Coronado.
Abbiamo ancora un po’ di tempo a disposizione prima di riconsegnare le bici, così ne approfittiamo per visitare il vicino Seaport Village.
Questo è un piccolo villaggio ricostruito in stile primo '900, dove si trovano negozietti caratteristici di souvenirs ed una serie di ristorantini di diverse nazionalità che si affacciano sulla baia. Ho letto che è consigliabile visitarlo al tramonto, quando i riflessi rossi del cielo colorano le acque dell’Oceano. Adesso è ancora un po’ presto però.
Passeggiamo tra i vari negozietti, che sono anche molto carini, ma avverto troppo quel senso di “villaggio creato per i turisti”, e non riesco ad apprezzarlo appieno, a parte uno splendido laghetto (foto N° 549).
Enea durante i suoi giorni di permanenza in città avrà modo di ritornare qui e mi racconterà via e-mail di quanto in realtà sia splendida questa zona potendola ammirare con calma.
La sua posizione direttamente sull’Oceano ed profondo senso di rilassatezza che emana, rendono la zona meta ideale dove gustarsi una birretta ammirando il tramonto.
Questa zona, come del resto San Diego in generale, si riesce ad apprezzarla solo gustandosela a poco a poco. Con un solo giorno e mezzo di permanenza come ho fatto io si riesce a visitare praticamente tutta la città, ma è difficile stabilire quel contatto, quel qualcosa in più che ti permette di immergerti nel clima cittadino e nella spensieratezza meravigliosa in cui vivono gli abitanti.
Sarebbe stato bello fare anche un giro a Tijuana, giusto almeno per entrare in Messico.
Mi ero anche informato su questa città dove la vita notturna è particolarmente piccante…
Chiaro però che se ogni volta dovessi visitare tutto quello che mi piacerebbe allora dovrei rimanere via sempre per dei mesi.
Prima di restituire le biciclette passiamo dal vicino Hyatt Hotel, dove da domani Enea andrà ad alloggiare per qualche giorno. Lui preferisce rimanere fuori e tenersi la sorpresa, così entro da solo, incuriosito anche dal fatto che l’Hyatt di San Francisco era davvero favoloso.
La hall è davvero maestosa, un salone lunghissimo ed altissimo, con pavimenti in marmo ed enormi tappeti. Girando un po’ trovo anche il vastissimo salone dove probabilmente si terrà il convegno. È sicuramente un albergo di gran lusso, ma non mi trasmette le stesse sensazioni positive ed intime come aveva fatto quello di San Francisco. Mi sembra un po’ “freddo” e non mi dà la  sensazione di un luogo in cui si alloggia, ma proprio una location ideale per congressi e convegni.
Torniamo al negozio di bici dove troviamo il titolare sdraiato sul divano mezzo addormentato.
Hanno davvero capito tutto qua.
Per tornare in ostello è presto, così decidiamo di andare a fare un giro nel centro commerciale cittadino, il colorato Horton Plaza (foto N° 550). Qua ci sono sempre i soliti negozi con anche Macy’s. Ovviamente compro la mia bella t-shirt con la scritta San Diego.
Valutiamo l’ipotesi di andare in autobus a Pacific Beach per applaudire il Sole calare nel mare, ma non c’è molto sereno e comunque verrebbe troppo tardi.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 20 Ottobre 2008, 08:32:59
Facciamo un ultimo giro in città fino ad arrivare al bellissimo City Park (foto N° 551), di fianco al quale si trova la fermata dell’autobus che domattina mi porterà in aeroporto.
Mentre ci avviamo verso l’ostello non posso fare a meno di farmi assalire dalla malinconia.
Ormai la vacanza è finita, per ora non riesco proprio a pensare che domani volerò a New York, dove trascorrerò il week end. Ora vedo solamente che la nostra vacanza in California è finita.
New York non fa parte di questo viaggio, è come se fosse un viaggio totalmente a parte, al quale però ancora non riesco a pensare. In effetti la distanza tra la costa est e quella ovest è enorme ed inoltre sono due mondi totalmente diversi.
Mi prende davvero male, sono veramente svuotato di energie e quando arriviamo in ostello devo assolutamente sdraiarmi almeno per un po’ sul letto e riposare.
Sono stati fin qui 16 giorni di viaggio intensissimi, con continui spostamenti da un posto all’altro, tantissimi chilometri percorsi in auto e mai un attimo di riposo. Le uniche pause che ci siamo concessi sono state giuste le poche ore di sono che abbiamo dormito.
Tuttavia la mia non è una vera fatica fisica, è semplicemente un calo di motivazioni. Sono queste infatti che ti spingono ad andare avanti, sempre e comunque, nonostante tutto.
Gli altri giorni, quando rientravamo a fine pomeriggio, ero sempre impegnato nella lettura dei giornali per trovare eventi oppure fare liste per i locali, o ancora, inviare e-mail a casa; ora tutto questo non c’è più. Per New York sono già organizzato e non ho più nulla da fare. È per questo che tutto ad un tratto avverto la fatica accumulata in questi giorni, come se si riversasse su di me tutta in un’unica botta, ed il peso è veramente insostenibile.
Beato Enea che resterà qui a San Diego ancora qualche giorno per poi andare in Oklahoma dove rimarrà altri due mesi.
Mentre Enea esce dalla stanza col computer, io resto sdraiato a riposare un po’ sul letto, con la camera in semi-oscurità. Sono così stanco che addirittura faccio fatica anche ad addormentarmi. Basta comunque tenere chiusi gli occhi per un po’ che cado in un sonno meraviglioso, ritemprante e rigeneratore. Il miglior riposino di sempre.
Mi sveglio una ventina di minuti più tardi, con le energie che stanno finalmente tornando.
Rimango sdraiato ancora per un po’ per ricaricarmi del tutto.
Finalmente incomincio a vedere una “via d’uscita” a questa situazione.
Ok, sono via da casa da sedici giorni, mi sembra di essere via da tutta la vita però.
Ok, domattina me ne vado dalla California e presto tornerò in Italia ed al lavoro, dove so già ad attendermi ci saranno decine di carpette e che dovrò recuperare le tre settimane perse nel più breve tempo possibile. Inoltre lascerò qui il socio e per la prima volta me ne andrò da solo.

Si ma ancora non torno a casa, sarò da solo ma vado pur sempre a New York!
Ecco! Finalmente riesco a vedere New York come prossima tappa del mio viaggio, l’angoscia e la stanchezza ora lasciano velocemente posto all’entusiasmo ed alla voglia di partire di nuovo. Finalmente riesco di nuovo a sentire quelle motivazioni necessarie per andare avanti, ormai sono già carico ed ho recuperato completamente le forze; New York aspettami, sto arrivando!!!

Mi alzo dal letto. In totale sono rimasto sdraiato una mezz’oretta scarsa, una piccola pausa che è stata davvero rigenerativa!
Sistemo un po’ le mie cose in valigia per essere pronto domattina, poi vado a recuperare Enea in sala computer.
È ormai ora di cena, così, come già deciso in precedenza, andiamo a prendere una pizza da asporto da “Gaslamp pizza” (5th Ave tra Market St. ed Island St.) che si trova giusto a poche centinaia di metri dal nostro ostello.
Nell’attesa che ci preparino la pizza ce ne restiamo seduti su una panchina sul marciapiedi fuori dal locale, ad osservare la gente che passa. È davvero fantastico!
Quando si è fermi e seduti si vede ogni cosa da una prospettiva diversa e tutto quello che mi circonda mi appare meraviglioso.
Usciamo con la nostra pizza fumante con l’intenzione di andare a mangiarla nella fantastica cucina del nostro ostello. Sorprendentemente quando arriviamo non vi troviamo nessuno, probabilmente hanno già cenato tutti. Meglio comunque, così abbiamo la cucina tutta per noi e possiamo godercela in santa pace.
L’ostello mette a disposizione un sacco di cose, tipo pancakes e uova, oltre a tante altre prelibatezze per farsi una colazione sostanziosa. Ci sono poi anche il caffè, vari tipi di cioccolate calde, tè, etc. Davvero fantastico!
Terminata la pizza mi verso un po’ di caffè dal bollitore di vetro, proprio come si vede nelle caffetterie nei film, fantastico!
Terminato il tutto non ci resta che fare una meritata doccia e quindi prepararci per l’ultima serata di San Diego.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 20 Ottobre 2008, 13:40:11
Scusa Luca, forse mi e' sfuggito, ma non siete andati nella Old Town di San Diego?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 20 Ottobre 2008, 14:40:55
Citazione
Scusa Luca, forse mi e' sfuggito, ma non siete andati nella Old Town di San Diego?
Si, siamo andati il giorno stesso che siamo arrivati in città, subito dopo il Balboa Park. ecco il link http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/300 nella mia reply N° 303.
Molto carina ma un po' troppo turisitca a mio avviso questa zona.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 20 Ottobre 2008, 14:55:29
Citazione
Citazione
Scusa Luca, forse mi e' sfuggito, ma non siete andati nella Old Town di San Diego?
Si, siamo andati il giorno stesso che siamo arrivati in città, subito dopo il Balboa Park. ecco il link http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/300 nella mia reply N° 303.
Molto carina ma un po' troppo turisitca a mio avviso questa zona.

OK, trovato: mi era sfuggito.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 21 Ottobre 2008, 04:21:00
Scusate ma solo a me sul forum le affermazioni sui barboni sono risultate offensive? Mica sono degli assassini, sono solo persone che hanno avuto ed hanno problemi di chissa' quale tipo. A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 21 Ottobre 2008, 09:15:36
Citazione
Scusate ma solo a me sul forum le affermazioni sui barboni sono risultate offensive? Mica sono degli assassini, sono solo persone che hanno avuto ed hanno problemi di chissa' quale tipo. A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada.
Matthew scusami se quello che ho scritto lo hai trovato offensivo, non era assolutamente mia intenzione. Forse ho fatto un discorso un po' sbrigativo, ma solo perchè ne avevo parlato molto più approfonditamente nei pezzi del racconto riguardanti San Francisco. Magari quei pezzi non li hai letti o forse solo non li ricordi, dato che ormai è passato un po' di tempo da quando li ho postati.
Il mio resoconto non è assolutamente una denigrazione nei loro confronti, tant'è vero che quasi sempre evito di rivolgermi a queste con l'appellativo di "barbone" (che mi sembra molto brutale come termine), ma li nomino spesso come "homeless", che mi sembra una parola molto più "morbida". Chiaro che ogni tanto devo anche variare parola...
Non mi sembrava però di aver scritto qualcosa di offensivo, ho solo riportato "un fatto di cronaca", cioè la realtà di SD. Mi hai mai visto scrivere cose del tipo che sono pericolosi o di questo tipo?
Ho solo messo che ci si può sentire a disagio camminado tra loro perchè in Italia non siamo abituati a vedere cose di questo tipo, visto che di solito queste persone sono molto più emerginate che in America. Magari prova a quotare il pezzo che ritenevi offensivo per spegarti meglio.
Capisco che il tuo discorso sui "fighetti" sia stato fatto solo per avere un altro "lato della medaglia", scusa però non c'entra assolutamente nulla, così come l'aggressività dell'ultima riga del tuo commento.



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 21 Ottobre 2008, 14:47:59
Citazione
Scusate ma solo a me sul forum le affermazioni sui barboni sono risultate offensive? Mica sono degli assassini, sono solo persone che hanno avuto ed hanno problemi di chissa' quale tipo. A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada.

A me non sono risultate offensive le parole scritte da Luca,lo conosco da un pò di tempo,tramite forum,e non ho mai letto topic in cui si riferisse in maniera offensiva verso qualcuno..... ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 21 Ottobre 2008, 16:56:17
Citazione
Citazione
Scusate ma solo a me sul forum le affermazioni sui barboni sono risultate offensive? Mica sono degli assassini, sono solo persone che hanno avuto ed hanno problemi di chissa' quale tipo. A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada.

A me non sono risultate offensive le parole scritte da Luca,lo conosco da un pò di tempo,tramite forum,e non ho mai letto topic in cui si riferisse in maniera offensiva verso qualcuno..... ;)

Confermo assolutamente.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 22 Ottobre 2008, 00:27:47
Citazione
.
Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire,

No Luca, anche nel financial district non ci sono I barboni di notte. La zona di wall street  e' comunque cambiata molto negli ultimi anni. Locali aperti anche di notte e tanta polizia in giro.


Erano queste le frasi che mi erano sembrate un po' irrispettose della dignita' di queste persone. Sono prese come paramentro di giudizio per definire la qualita' della citta' e ritengo con un accezione negativa. L'intervento successivo di Luca chiarisce tutto in senso positivo ....a proposito grazie Luca per le dritte sui locali.

tra parentesi il fatto che una persona non ha mai detto nulla di offensivo non vieta che possa averlo fatto ora, ma non e' questo il caso di Luca vista la replica.

Ciao


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 22 Ottobre 2008, 08:27:25
Citazione
Citazione
.
Lungo alcune strade di questa zona però si trovano davvero tantissimi homeless. Alcuni si trascinano stancamente da un posto all’altro, altri invece sono già distesi a terra avvolti in mezzo a coperte o cartoni. Come a San Francisco non c’è veramente una situazione di potenziale pericolo, ma di certo ci si sente a disagio attraversando i marciapiedi con loro distesi a terra.
Non sono mai stato nel Financial Distric di NY di notte, ma è probabile che anche qui la zona venga utilizzata dai barboni come luogo in cui andare a dormire,

No Luca, anche nel financial district non ci sono I barboni di notte. La zona di wall street  e' comunque cambiata molto negli ultimi anni. Locali aperti anche di notte e tanta polizia in giro.


Erano queste le frasi che mi erano sembrate un po' irrispettose della dignita' di queste persone. Sono prese come paramentro di giudizio per definire la qualita' della citta' e ritengo con un accezione negativa. L'intervento successivo di Luca chiarisce tutto in senso positivo ....a proposito grazie Luca per le dritte sui locali.

tra parentesi il fatto che una persona non ha mai detto nulla di offensivo non vieta che possa averlo fatto ora, ma non e' questo il caso di Luca vista la replica.

Ciao
Mi spiace allora se in principio queste mie frasi possano esserti sembrate irriguardose nei confronti di queste povere persone. Come ti dicevo però penso sia più corretto valutarle nella globalità del racconto, dove ne avevo già parlato molto più approfonditamente. Mi fa piacere però che tu abbia capito che non era assolutamente mia intenzione mancare di rispetto a nessuno e che tutto sia chiarito.

Ci tengo inoltre particolarmente a ringraziare Fetentella e Spino per il loro positivo intervento nei miei confronti.

Chiarito l'equivoco posso ora riprendere con il mio racconto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 22 Ottobre 2008, 08:35:06
Ovviamente nemmeno stasera indossiamo i vestiti, confermo la stessa camicia nera della sera precedente più jeans.
Stando dentro l’ostello non ce ne rendiamo conto, ma appena usciamo troviamo un Gaslamp Quarter più affollato che mai. La 5th Ave è veramente pienissima di ragazzi che vanno da un bar all’altro.      
Appena metto piede fuori dall’ostello scopro di essere in una condizione mentale di una rilassatezza pazzesca. Di solito nell’ultima sera di viaggio sono sempre un sacco malinconico, ma stavolta è tutto diverso. Fisicamente mi trovo a San Diego, ma con la testa sono ormai totalmente proiettato verso New York. Questa serata praticamente per me non esiste, non ce la faccio proprio ad inserirmici, ormai mi sono già rassegnato al fatto che la nostra vacanza in Californi è finita e sono totalmente al passo successivo, New York appunto. A questo punto non vedo l’ora di partire e di arrivarci.
Il programma comunque è di fare una serata tipo la precedente, andando un po’ in giro ed entrando nei bar che ci ispirano. Avevo letto sulla Lonely che nelle serate di giovedì, venerdì e sabato, la lobby del W Hotel (quello con la spiaggia sul rooftop) si trasformava in un locale con musica house; non riesco a capire come sia possibile fare una cosa del genere in una lobby, comunque magari si può fare un salto. Prima però facciamo un paio di giri sulla 5th Ave, trovando davvero tutti i bar pienissimi di gente. La strada inoltre è affollatissima anche, oltre che di taxy ed auto, di biciclette che portano in giro la gente. A San Diego di queste ce ne sono veramente tante, tutte guidate da ragazzi e ragazze giovani (alcune anche davvero molto belle!) che cercano di raccogliere qualche soldino (foto N° 552, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/).
Per stasera comunque il posto che sembra vada per la maggiore è sicuramente Deco’s (5th Ave tra F St. e E St. http://www.decos.tv/), locale che non sembra il classico bar ma piuttosto tipo discoteca.
Al suo ingresso ci sono centinaia di ragazzi giovanissimi, tutti appena ventunenni immagino, ed anche diversi poliziotti che cercano di farli rimanere sul marciapiede nonostante la ressa e di far scorrere regolarmente il traffico.
Sarebbe bello provare ad entrare, ma praticamente trascorreremmo tutta la serata in fila all’ingresso, vista la gran confusione.
Passiamo dal meraviglioso Ivy Hotel, che però sembra sempre molto tranquillo e con poca gente all’ingresso. Ci avviamo allora subito verso il W Hotel, ma quando arriviamo troviamo la stessa identica situazione della sera precedente, ovvero lobby e spiaggia fantastica, ma del club con musica house di cui parlava la guida non vi è traccia. Poco male, fare un giro in questo fantastico albergo è sempre un piacere.
Torniamo allora verso il Gaslamp Quarter ripassando dall’Ivy Hotel. Adesso al suo ingresso c’è una fila abbastanza lunga e per entrarvi bisogna pagare un biglietto. Se non fosse che domani  mi devo alzare prestissimo e che quindi non voglio fare troppo tardi proverei davvero ad entrare, dato che mi sembra sia davvero il posto più cool di tutta la città.
Ritornando sulla 5th Ave troviamo accovacciati a terra un paio di homeless, uno suona la chitarra, mentre l’altro, che somiglia veramente un sacco al Grande capo indiano del fantastico film “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, uno strumento mai visto. Dalle loro note e voci esce “Hey Joe”  di Jimi Hendrix, fantastica!
Stasera all’ingresso di quasi tutti i locali c’è una P.R. che cerca di convincerti ad entrare. Ad un certo punto veniamo fermati da una (very nice…) che insiste e a tutti i costi cerca di convincerci.
Le diamo questa soddisfazione scendendo una rampa di scale che porta ad un seminterrato.
È un piccolo locale un po’ lugubre con mattoni faccia-vista inscuriti dal tempo; potrebbe benissimo stare nell’East Village di NY. C’è un piccolo palco sul quale si sta esibendo una band che non sembra nemmeno male, però non c’è praticamente nessuno ad assistere, così risaliamo subito le scale ed usciamo.  
Arrivando davanti a Deco’s dall’altro lato della strada, ci accorgiamo che in realtà il locale vero e proprio si trova al primo piano, ma la cosa fantastica è che ci sono delle finestre attraverso le quali si vedono benissimo le splendide cubiste che ballano (foto N° 553, sopra al Fridays…), spettacolare!!!!
La fila all’ingresso però è ancora piuttosto lunga; peccato davvero perdersi un posto del genere.
Incomincia a farsi abbastanza tardi, così decidiamo di andare a trascorrere il finale di serata al Whiskey Girl, il bar dove eravamo stati anche la sera precendente.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 22 Ottobre 2008, 08:35:41
Anche stasera è molto affollato e non sembra essere male, anzi, solo che quando arriviamo a mostrare i documenti, al buttafuori non basta la nostra Carta d’Identità ma vuole vedere i passaporti (che stasera abbiamo lasciato in ostello).
Ma che cavolo! Ma se ieri sera ti andava bene la Carta d’Identità, perché stasera invece vuoi il Passaporto?!?!?!?!
Ci metteremmo non più di due minuti per fare un salto in camera ed andare a prenderli, ma mi fa completamente passare la voglia.
Evidentemente a partire dal giovedì sera qua cambia tutto, in diversi locali si paga per entrare ed in giro c’è ancora più gente che nei giorni precedenti. Anticipano il week end di un giorno insomma.
La Lonely Planet comunque aveva decisamente ragione quando scriveva che i cittadini di San Diego sono troppo impegnati a divertirsi anziché crearsi stupidi problemi o sciocche rivalità con gli abitanti di San Francisco e Los Angeles; davvero dei grandi!
Visto allora che inizia a farsi un po’ tardi e che almeno qualche ora sarebbe meglio la dormissi, facciamo un ultimo giro sulla 5th Ave poi torniamo in ostello.
Mi spiace davvero lasciare questo alloggio così accogliente, colorato e frequentato da giovani, sicuramente il miglior ostello di sempre.
Prima di rientrare in camera e sistemare le ultime cose in valigia, ne approfitto per fare un giro lungo i corridoi, ripassando dalla fantastica ed attrezzatissima cucina (foto N° 554) e dalla comoda sala TV (foto N° 555).
Tutto assolutamente bellissimo.
In giro non c’è nessuno, l’ostello sembra essere tutto per me e mi trasmette una sensazione intima decisamente piacevole, come se fosse casa mia.
Sono ormai le 12.15 am quando mi sdraio per dormire. L’immediato futuro mi riserva poco più di un paio di ore di sonno ed un lungo volo verso New York con cambio di fuso orario di tre ore.
Il fuso comunque è di sicuro l’ultimo dei miei pensieri dato che non ne ho mai sofferto, nemmeno per quello di nove ore quando dall’Italia siamo arrivati a notte inoltrata a San Francisco, una vita fa ormai.
San Diego è sicuramente una città molto bella, siamo riusciti a visitarla praticamente tutta, solo mi rammarico di non aver avuto il tempo necessario per andare a vedere il Sole calare nell’Oceano dal Crystal Pier di Pacific Beach. Sarebbe bastato anche un solo giorno in più per poter godere di quella fantastica zona di Pacific Beach e della Mission Bay, e per immergermi completamente nella realtà cittadina in modo da creare quel famoso “contatto”.
Peccato davvero, me la sarei goduta alla grande.
Non posso però certo lamentarmi, davanti a me ho un week end a New York tutto da vivere, quando in origine, nella programmazione del viaggio, non ci doveva neppure essere. Partendo per l’Italia di venerdì però avrei pagato il volo British molto di più rispetto a partire di domenica, per cui non ho avuto esitazioni nello spendere alla fine magari anche di più, ma almeno stare a New York, anziché regalare soldi alla British Airways.
Mi restano ancora pochi giorni da trascorrere in America, il mio socio resterà per altri due mesi abbondanti, beato lui che vivrà un’esperienza davvero fantastica, mentre io proprio non ho voglia di tornare, salvo che per la mia famiglia e gli amici.
Negli occhi però adesso ho solo New York, con i suoi palazzi, Central Park, il Village e tutto il resto, oltre alla fantastica vita notturna naturalmente.
Sarà la prima volta che viaggio da solo e che potrò contare solo ed esclusivamente sulle mie forze. Certo questo mi incuriosisce molto, soprattutto dopo aver letto il fantastico foto-racconto di Pippo dello scorso anno. Mi sembra un po’ strano andarmene via così, ma di sicuro è anche molto stimolante, la vedo come una nuova sfida.
Mi incuriosisce inoltre veramente molto come sarà andare in giro per i club. Forse girare la città da soli di giorno non sarà poi troppo diverso che in compagnia, ma andando per locali di sicuro cambia molto.
Ho una gran voglia però di scoprire come sarà, per cui belle Newyorkesi preparatevi, sto per tornare in città!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 22 Ottobre 2008, 10:29:17
Grande come sempre Luca e nn ti nascondo che (come sempre!!!!) attendo il proseguo del tuo fantastico viaggio!  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 22 Ottobre 2008, 12:54:23
Avete visitato dei luoghi meravigliosi,S.Diego bellissima!!!! adesso attendo la tua avventura in solitaria a NYC  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 22 Ottobre 2008, 14:38:18
Citazione
Scusate ma solo a me sul forum le affermazioni sui barboni sono risultate offensive? Mica sono degli assassini, sono solo persone che hanno avuto ed hanno problemi di chissa' quale tipo. A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada.

No certo, è molto più piacevole camminare in mezzo a persone ubriache, sporche e nullafacenti, la cui occupazione principale è elemosinare qualcosa per comprarci da bere e continuare ad ubriacarsi, o magari per farsi qualche cannetta di crack: fatti un giro per San Francisco dopo il tramonto (e dico lì perchè il posto dove ne ho vista la più alta concentrazione), anche nella stessa Union Square, e vedi che bell'aria tira.
Lo sai che a loro, in quella città, viene data una sovvenzione mensile che gli permetterebbe di vivere in posto quanto meno decoroso per un essere umano?
Lo sai che San Francisco è piena di barboni proprio per quel motivo?
Lo sai che i suddetti barboni continuano a vivere per strada, sporchi, puzzolenti, fatti e ubriachi, con i loro carrelli pieni di roba sudicia, sputtanandosi tutta la sovvenzione che ricevono in alcool e crack?
Io a San Francisco ci sono arivato di sera, erano le 23, non le 4, e il mio albergo era in O'Farrel Street, vicinissimo a Union Square: si è bloccato il baule del taxi, da cui dovevamo tirar fuori la valigie.
Mi sarebbe piaciuto vederti, e ripeto, eravamo in una bella zona, 4 energumeni senza grossi problemi, di cui 2 alti 2 mt., mentre si avvicinavano tutti quanti alla macchina, avrei proprio voluto vedere se avresti pensato che, poverini...hanno dei problemi...
LORO sono il loro problema, la voglia di far niente è il problema, il loro vivere da parassiti è un problema, a San Francisco come in tutto il mondo.

Ti fa schifo camminare in mezzo ai fighetti?
Ovvero, ti fa schifo camminare in mezzo a persone vestite bene, con un lavoro, 2 soldini da spendere e che pagano le tasse? (in proprio o il loro papino, dato che i "fighetti" sono "figli di papà"?).
Ti fa schifo andare nei locali frequentati da questo tipo di persone, che per forza di cose annoverano anche la versione femminile plurale del fighetto, ovvero "le fighette"?
Sì sì, le fighette, quelle con il capello giusto, vestite come si deve, con la borsetta intonata alle scarpe e il perizomino, tutte belle profumate...proprio quelle per cui si va nei locali...quelle per cui si fa la fila fuori, perchè non è certo per ascoltare la musica che i ragazzi fanno la fila fuori e le fighette di cui sopra entrano al volo...
Quindi, quando chiedi informazioni sulla vita notturna, vuoi qualche dritta sulle zone degradate, senza fighetti e con i barboni?
Ma sì dai, tanto non son mica assassini...

E quando fai shopping invece? Immagino che tu, come tutti i cristiani di questo mondo, vada all'outlet per comprare roba firmata a prezzi bassi vero?
Ma scusa, non sono i "fighetti" che vestono firmato?

Ah dimenticavo...scusa se ho violato la tua privacy... ;D ;D ;D

Luca, te invece sei sempre di prima categoria!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 22 Ottobre 2008, 15:21:26
Mi sa che avro' un po' da lavorare nel forum nei prossimi giorni.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 22 Ottobre 2008, 15:43:03
Citazione
Mi sa che avro' un po' da lavorare nel forum nei prossimi giorni.

Mi sa tanto di si  :-[


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 23 Ottobre 2008, 02:04:17
No Spino, non ti daro' da lavorare molto stavolta  ;) visto che non replichero' ulteriormente.  Per quanto riguarda il merito: mi sembrava di aver chiarito precedentemente. Quello che dice Pippo non avra' la mia replica, si risponde da solo, io ho un po' da fare. Inoltre mi dispiacerebbe intralciare il post di Luca, spero che l'altro sia daccordo e non ecceda con la lunghezza della replica/e.
Per le persone che hanno voglia di capire metto solo questo link e chiudo:

http://archiviostorico.corriere.it/2006/maggio/19/Morto_Natale_Morea_barbone_eroe_co_10_060519021.shtml

Ciao.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 23 Ottobre 2008, 07:08:54
Non voglio entrare in merito ala diatriba pro o contro "barboni" o pro o contro "fighetti/e" Matthew ha le sue idee, Pippo ne ha altre e se lo volete proprio sapere e per non fare la parte del Ponzio Pilato dico che a mio avviso sono un tantino forzate e accompagnate da un po' di ideolgismo entrambe. Penso che il problema piu' grande di questo paese e' lo schierarsi sempre da una parte o dall'altra senza vedere che siamo in un mondo che non e' fatto solo di bianco e nero ma che ha dentro di se' un'infinita scala di grigi. Penso quindi che sia Matthew (e' vero che gli homeless devono essere rispettati in quanto persone ma il rispetto deve essere reciproco altrimenti si sfocia in qualcos'altro che io chiamo "compassione" che e' forse peggio della mancanza di rispetto) sia Pippo (ci sono una miriade di persone, me compreso che per lavoro ne vedo tutti i giorni, che non vede nei fighetti/e qualcuno in qualche misura non dico da emulare ma verso il quale si nutre un giudizio dettato esclusivamente dall'estetica, io penso che forse bisognerebbe andare oltre i modelli che purtroppo ci vengono propinati tutti i giorni come modello dai media) penso dunque che entrambi abbiano assunto una posizione molto "di parte" (consentitemi il termine).
Sul merito dei messaggi invece io non ho ravvisato insulti od offese dirette, ma una certa "intolleranza' quella si. Sia da parte di Matthew:

"A me farebbe piu' schifo camminare in una via piena di fighetti. Bah, spero che nella vita non vi capiti di avere problemi e trovarvi in mezzo a una strada. "

che da parte di Pippo:

"E quando fai shopping invece? Immagino che tu, come tutti i cristiani di questo mondo, vada all'outlet per comprare roba firmata a prezzi bassi vero?
Ma scusa, non sono i "fighetti" che vestono firmato?

Ah dimenticavo...scusa se ho violato la tua privacy...  

Luca, te invece sei sempre di prima categoria!!! "

facendo intendere che Matthew e' invece di seconda categoria.

Ora mi aspetto che ciascun utente dara' un voto all'intolleranza dell'uno o dell'altro ma sono sicuro che ciascuno le potra' valutare in modo diverso senza approdare a nulla di costruttivo per il forum.

Per l'ennesima volta vi invito a pesare sempre molto bene quello che si scrive non per limitare le proprie convinzioni ma per esprimerle liberamente tenendo conto che altri, altrettanto legittimamente, potrebbero non condividerle e non per questo devono essere considerati "di seconda categoria".
Penso che l'istinto caratteriale di ciascuno di noi a volte prende il sopravvento rispetto alla razionalita' del libero pensiero, bisognerebbe forse riflettere su questo ma non voglio entrare in un merito squisitamente sociologico.




Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 23 Ottobre 2008, 08:13:23
Ciao Spino!
Come sempre sei un esempio di diplomazia: una sola piccola precisazione, quel "Luca, te invece sei sempre di prima categoria" era inteso come "scusa Luca se ti ho inquinato il post, nonstante mi sia dilungato a parlare di cose non troppo attinenti all'argomento, il tuo viaggio e relativo racconto sono sempre di prima categoria", mattewNY non c'entrava proprio, e Luca lo sa bene, perchè ci scriviamo spesso altrove.

Semplicemente, mi dà molto fastidio l'ipocrisia di chi sputa nel piatto dove mangia, quindi, a fronte di questo mp "Senti non mi va di stare a discutere con uno come te e intralciare il forum considerando che non posso dirti quello che penso li' che senno' mi censurano. Se vuoi replica qui e ti rispondo a tono. " ricevuto dal suddetto (e che a dir la verità mi ha un po' fatto tremare i pantaloni nell'armadio) proseguiremo in sede opportuna.

Grazie Spino e scusate la divagazione.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 23 Ottobre 2008, 08:47:26
Citazione
Ciao Spino!
Come sempre sei un esempio di diplomazia: una sola piccola precisazione, quel "Luca, te invece sei sempre di prima categoria" era inteso come "scusa Luca se ti ho inquinato il post, nonstante mi sia dilungato a parlare di cose non troppo attinenti all'argomento, il tuo viaggio e relativo racconto sono sempre di prima categoria", mattewNY non c'entrava proprio, e Luca lo sa bene, perchè ci scriviamo spesso altrove.

Semplicemente, mi dà molto fastidio l'ipocrisia di chi sputa nel piatto dove mangia, quindi, a fronte di questo mp "Senti non mi va di stare a discutere con uno come te e intralciare il forum considerando che non posso dirti quello che penso li' che senno' mi censurano. Se vuoi replica qui e ti rispondo a tono. " ricevuto dal suddetto (e che a dir la verità mi ha un po' fatto tremare i pantaloni nell'armadio) proseguiremo in sede opportuna.

Grazie Spino e scusate la divagazione.

Bene cosi'. In privato potete confrontarvi nel modo che ritenete piu' opportuno anche se mi permetto di farvi notare che non mi pare proprio il caso di litigare in un mondo dove purtroppo i litigi sono gia' troppo frequenti. Comunque non e' affare mio e poiche' sia con te che con Matthew ho avuto uno scambio di messaggi privati, se lo volete, mi propongo come "mediatore super partes" sempre pero' in privato per cercare di riportarvi ad un rapporto auspicabilmente amichevole come quello che ho io con tutti voi.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 23 Ottobre 2008, 10:29:35
Citazione
[...]anche se mi permetto di farvi notare che non mi pare proprio il caso di litigare in un mondo dove purtroppo i litigi sono gia' troppo frequenti. [...]

Esatto Spino, come sempre, lode alla tua diplomazia.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 23 Ottobre 2008, 14:04:10
Pensavo che il messaggio fosse chiamato privato perche' dovesse rimanere tale. A questo punto mi sembra il caso che lasci il forum, tanto ogni cosa che dico genera malumori ritengo incredibilmente e non voglio disturbare il lavoro di chi gestisce il sito. Ciao a tutti, ci si becca da qualche altra parte. Un abbraccio.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: matthewNY - 23 Ottobre 2008, 14:28:05
Solo un'ultimo dettaglio. Me ne vado anche perche' c'e' stata un offesa diretta a me in prima persona nella frase "te INVECE Luca sei di prima categoria" che OVVIAMENTE, a meno che non lo vogliate negare per forza, intende con l'invece che io sono una persona di seconda categoria. A cos'altro era riferito quell'invece, sentiamo. L'italiano e' uno e io avrei cancellato quel messaggio. Pensavo che sarei potuto essere utile visto che vivo li'. Continuero' solo a navigare come osservatore esterno.
Un caro saluto a Spino, Luca e agli altri utenti. Magari ci si becca a New York dal vivo in futuro. (o forse un giorno ci ripenso e mi rifaccio vio chissa').


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 23 Ottobre 2008, 14:34:00
Ripeto, se ti avessi voluto offendere l'avrei fatto senza problemi, qui o in privato, non ho difficoltà a dire quello penso nè a confrontarmi con chiunque, a prescindere dalla circostanza: ho già spiegato il significato di "invece" in quella frase.

A proposito, dato che "l'italiano è uno", ricordati che "un'altro" non si apostrofa.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 23 Ottobre 2008, 15:14:55
Penso che quando qualcuno abbandona il forum per questi motivi sia una sconfitta per tutti e mi dispiace molto. Non voglio comunque minimamente interferire con una scelta che spero sia stata ponderata.
Arrivederci a New York Matthew, spero di vedere anche te di fronte ad una pizza ed ad un boccale di birra nella cena che avremo con altri utenti.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Ottobre 2008, 15:42:40
Citazione
Solo un'ultimo dettaglio. Me ne vado anche perche' c'e' stata un offesa diretta a me in prima persona nella frase "te INVECE Luca sei di prima categoria" che OVVIAMENTE, a meno che non lo vogliate negare per forza, intende con l'invece che io sono una persona di seconda categoria.
Matthew scusa, senza offesa, ma il vittimismo lo eviterei proprio.
Voglio dire, non puoi lanciare critiche a destra e a manca e poi stupirti se vieni attaccato.
Mi spiego meglio. Ci sono stati diversi episodi in cui ti sei lanciato in critiche, rivolte oltretutto in modo piuttosto sgarbato, non soltanto con me, ma anche con Valda, tanto per fare un esempio.
Io magari mi sarò spiegato male sui barboni (e questo lo abbiamo risolto), ma la colpa di Valda era quella di riportare continuamente notizie esclusivamente in inglese. Se a uno gli sa fatica leggere in inglese può semplicemente evitare di leggere! Mi sembra che Valda contribuisca già abbastanza nel mantenere il forum ricco di news senza bisogno di fare nessunissimo commento aggiuntivo in italiano. Non credi di aver sminuito il suo “lavoro” in quell’occasione e di averle pure fatto passare la voglia di inserire ulteriori notizie che le capita di leggere?
Poi c’è stata la discussione sulla tua occupazione in Usa. Uno è libero di mantenere la propria privacy, ma ci sono maniere più carine per esprimersi di quelle che invece avevi usato tu.
Inoltre pensi che perché un messaggio è privato allora si possa deridere la gente?
Non credi che gli episodi spiacevoli che ti hanno coinvolto siano un tantino numerosi per pensare che è sempre colpa degli altri?
Anche perché nel tuo post di presentazione mi pare che in molto ti avessero accolto con entusiasmo.

Per concludere, in un forum possono capitare delle discussioni, si possono anche rivolgere critiche, ma l’importante è rivolgerle sempre in maniera garbata, altrimenti poi non bisogna stupirsi se si viene attaccati.

Mi spiace molto averti dovuto scrivere queste cose, se fai un giro nel forum ti puoi benissimo rendere conto che non mi sono mai inserito in nessuna discussione, ma se fossi in te invece di dire “me ne vado” o cose simili, mediterei un attimo sul fatto che effettivamente certi miei atteggiamenti possano risultare antipatici.
Inoltre a volte ammettere pubblicamente i propri errori o semplicemente fare un mea culpa è la migliore medicina per dimenticare tutti gli episodi spiacevoli.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 23 Ottobre 2008, 15:51:00
Grande racconto Luca, ho recuperato i giorni persi...San Diego è stata una sorpresa per me :D
Comunque sono due pagine che non si leggono i giorni del tuo viaggio, forse è il caso di andare avanti?! ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 23 Ottobre 2008, 16:36:59
Citazione
Grande racconto Luca, ho recuperato i giorni persi...San Diego è stata una sorpresa per me :D
Comunque sono due pagine che non si leggono i giorni del tuo viaggio, forse è il caso di andare avanti?! ;D
Grazie Shop  ;)
Piacerebbe anche a me continuare con il racconto, chiaro però che fino a quando non si chiarisce il tutto è un po' difficile.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 23 Ottobre 2008, 16:39:56
Citazione
Citazione
Grande racconto Luca, ho recuperato i giorni persi...San Diego è stata una sorpresa per me :D
Comunque sono due pagine che non si leggono i giorni del tuo viaggio, forse è il caso di andare avanti?! ;D
Grazie Shop  ;)
Piacerebbe anche a me continuare con il racconto, chiaro però che fino a quando non si chiarisce il tutto è un po' difficile.

OK Luca, penso che ormai le diverse posizioni siano state ampiamente espresse con chiarezza. Direi che ora è il caso di andare avanti col racconto che anch'io ho tanta voglia di continuare a leggere.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: klm99sf - 24 Ottobre 2008, 01:50:27
Bando alle ciancie. Vi devo fare uan rivelazione: quando Luca ed Enea sono venuti a New York, siamo usciti assieme e abbiamo passato un seratone con i controfiocchi. Tutti e tre con il nostro powersuit, abbiamo fatto nostra la notte newyorkese.

Luca, scusa se diffondo il video, ma ci siamo divertiti troppo quella sera...

http://www.youtube.com/watch?v=DXFd5Qtm_go

PS da ascoltare a PALLA!!!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 24 Ottobre 2008, 08:32:42
Citazione
Bando alle ciancie. Vi devo fare uan rivelazione: quando Luca ed Enea sono venuti a New York, siamo usciti assieme e abbiamo passato un seratone con i controfiocchi. Tutti e tre con il nostro powersuit, abbiamo fatto nostra la notte newyorkese.

Luca, scusa se diffondo il video, ma ci siamo divertiti troppo quella sera...

http://www.youtube.com/watch?v=DXFd5Qtm_go

PS da ascoltare a PALLA!!!!!!

 ;D ;D ;D ;D ;D

Sei un grande.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 08:45:54
Citazione
Bando alle ciancie. Vi devo fare uan rivelazione: quando Luca ed Enea sono venuti a New York, siamo usciti assieme e abbiamo passato un seratone con i controfiocchi. Tutti e tre con il nostro powersuit, abbiamo fatto nostra la notte newyorkese.

Luca, scusa se diffondo il video, ma ci siamo divertiti troppo quella sera...

http://www.youtube.com/watch?v=DXFd5Qtm_go

PS da ascoltare a PALLA!!!!!!
Spettacolare!!!!  ;D ;D ;D ;D ;D
Io naturalmente sono quello che in macchina sta dietro, quello che si è beccato la pupa migliore  ;D ;D ;D
Quella sera non indossavo la cravatta, ma ho sempre il mio stile  8-) 8-) ;D ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 08:56:38
Tornando un attimino più seri, sono stato contattato privatamente da Matthew, il quale mi ha lasciato un messaggio molto distensivo.
L'ho invitato anche a metterne uno pubblico in modo da chiudere definitivamente "il caso".
Nel caso si sentisse di fare come gli ho suggerito, proporrei, se possibile, di fare una bella pulizia ed eliminare tutto quello che col forum ha poco a che fare.

Poichè pure lui nel frattempo mi ha invitato a proseguire col mio racconto, vi posto di seguito il nuovo "capitolo", quello dove finalmente arrivo a New York!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 08:58:31
18/07/2008 Venerdì.
La sveglia suona alle 3.50 am.
È una levataccia, ma il mio volo decolla alle 6.45 am ed è meglio evitare di perderlo.
Non sono affatto stanco comunque, paradossalmente soffro molto di più quando dormo 5-6 ore rispetto a quando le ore di sonno sono solamente tre. Sarà che forse in così poco tempo non ci si addormenta nemmeno completamente, o forse il fatto che ancora poche ore e sarò a New York, fatto sta che sono subito molto vitale ed allegro.
Mangio un paio di biscotti come colazione, anche se a quest’ora certo faccio fatica a buttare giù qualcosa. Quindi vado a prendermi un caffè in cucina, dato che non vedevo l’ora di versarmi un’altra bella tazza dal bollitore. A quest’ora è però ormai freddo.
L’ultimo bicchiere e me ne andrò.
I colorati e vivaci corridoi dell’ostello, di solito sempre pieni di vita e di ragazzi giovani, ora sono completamente deserti. Di nuovo mi sento proprio come se fossi a casa mia, come se l’ostello fosse tutto per me.
Il mio soggiorno qui è ormai finito però, così torno in camera per prendere le valige.
Mi sembra così strano partire senza il socio; praticamente tutti i viaggi che abbiamo fatto abbiamo sempre viaggiato insieme, a volte c’erano anche altri amici, ma adesso mi sembra davvero stranissimo andare via lasciandolo qui.
C’è forse un po’ di imbarazzo nel salutarci, così gli auguro solamente un in bocca al lupo per il suo soggiorno, ed esco dalla stanza.
Tocca solamente a te adesso, vecchio mio, penso mentre mi incammino lungo il corridoio con le mie due valige.
Sono veramente “carico” comunque, non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza.
Faccio il check out dall’ostello, quindi mi incammino sulla 4th Avenue diretto alla fermata dell’autobus per l’aeroporto (il N° 992, tariffa di 2.25 $, fermata sulla 4th Ave at E St.).
Queste strade, che fino a poche ore fa erano letteralmente gremite di ragazzi, ora sono invece completamente deserte, con solo chi deve ripulire tutto ancora in giro.
Solo ora con questo clima così pacifico me ne accorgo, ma nel Gaslamp Quarter si trovano ancora alcuni lampioni con lampada a gas originali dell’epoca, anzi, ce n’è uno proprio sotto il nostro ostello.
La fermata è distante poco meno di un chilometro e certo non è molto agevole portare in giro due valige ormai ricolme di roba tra shopping, depliant e giornali raccattati tra una città e l’altra. Quando arriverò NY so già che mi toccherà fare una bella faticaccia per salire le lunghissime scale delle stazioni metro. Proprio per questo motivo a NY avevo scelto di alloggiare in un ostello che almeno fosse su una linea metro diretta dal JFK, senza dover mai effettuare cambi di linea e ridurre quindi al minimo la faticaccia.
La scelta era quindi ricaduta sul West side YMCA (5 West 63rd St at Central Park West), praticamente a due passi da Columbus Circle, che si raggiunge direttamente con la linea metro A blu dalla Howard Beach Station. Inoltre, sempre con la linea blu, avrò la metro diretta per Chelsea e per il Meatpacking District, dove ho intenzione di trascorrere le mie serate.
Purtroppo però pagherò anche molto più del solito per l’alloggio, 105 $ al giorno per una camera singola (bagno in comune). Restando solamente un paio di giorni è comunque ok, poi purtroppo è chiaro che viaggiando da soli si paga sempre di più per l’albergo.
Arrivo alla fermata dell’autobus qualche minuto in anticipo, così mi siedo un attimo a riposare, mentre vedo passare sul marciapiede qualche “simpatica” pantegana…
In America ci sono problemi di ratti praticamente in tutte le città in cui sono stato, a Boston avevo addirittura letto un articolo sul giornale in proposito.
In pochi minuti arriva l’autobus, anche se la conducente rimane per un po’ ad aspettare che arrivi altra gente prima di partire. Ne approfitto allora per fare un po’ di conversazione, giusto per vedere come me la cavo con mio inglese anche senza Enea (che lo parla e capisce molto meglio di me).
Bene direi, anzi, anche meglio del previsto.
Finalmente si parte ed in una mezz’oretta arriviamo a destinazione.
Trovo il terminal dal quale parte il mio volo Delta davvero molto affollato, purtroppo, con il personale di terra che appare un po’ in difficoltà nello smaltire tutta questa gente.
Sinceramente anche io mi trovo un po’ in difficoltà, perché il mio volo non prevedeva l’emissione di biglietti elettronici come in tutti gli altri che ho fatto fino ad ora, mi avevano inviato la carta d’imbarco direttamente a casa. Mi indirizzano verso una macchinetta dove effettuare il check in, ma, vedendomi un attimo spaesato, arriva subito una hostess molto gentile a darmi una mano. Strisciando però la mia Visa Electron con la quale avevo effettuato il pagamento del volo, la macchinetta non trova la mia prenotazione, così mi mandano in un banco con personale.
Già inizio a vedermi bloccato qui in questo aeroporto incasinato, ma per fortuna l’hostess trova subito la mia prenotazione e mi fanno anche imbarcare la seconda valigia senza pagare nessun supplemento quando invece avrei dovuto pagare 25 $, meglio così.
L’aereo è un po’ vecchiotto ed a me capita proprio l’ultima fila in fondo all’aereo, la peggiore forse. Qua c’è sempre un gran via vai di gente che va in bagno e non si riesce a stare molto in pace. Purtroppo anche la compagnia non è delle migliori; sono sul lato finestrino, ma a fianco a me c’è un arabo-amicano evidentemente allergico a qualcosa che lo fa starnutire praticamente per tutto il viaggio. Tra la gente che va in bagno e l’allergia di questo qua, sarà proprio un volo pessimo.
Per fortuna almeno i sedili sono abbastanza spaziosi e viaggio comodamente.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 08:59:48
Ogni sedile ha il suo monitor, ma non vengono distribuiti gli auricolari e così solo chi li ha con se può utilizzarli. Poco male, non mi interessa assolutamente vedermi i film o ascoltare musica, trascorro il mio viaggio ripassandomi “il piano d’azione” per New York e sfogliando l’interessante guida che mi ero fatto spedire a casa dal Visitor Center; davvero ben fatta.
Per chi è già stato a NY almeno una volta non ha senso comprare continuamente gli aggiornamenti delle guide, direi che questa, che oltretutto è aggiornata con cadenza trimestrale e contiene tutti gli eventi, è la migliore in assoluto. La potete ordinare da qui: http://nycvisit.com/content/index.cfm?pagePkey=11
Per chi invece a NY ancora non c’è mai stato, allora una guida un po’ più descrittiva direi che serve davvero.
Il resto del tempo dormo e mi riposo, in modo da risparmiare più energie possibili per quando ce ne sarà davvero bisogno.
Tengo sempre sul mio monitor visualizzata la rotta del volo, per rendermi conto di che zona stiamo sorvolando. Passiamo davvero vicinissimi al Grand Canyon, con il paesaggio sotto di noi che diventa completamente arido e roccioso; peccato aver dovuto tagliarlo da questo viaggio. Sorvoliamo anche il Lake Michigan, Detroit ed il Lake Erie, ma purtroppo è sempre piuttosto nuvoloso e riesco a vedere pochissimo.  
Comunque Virgin America (compagnia con la quale ho fatto il volo NY-SF) batte Delta Airlines almeno 10 a 0, sia come aerei, che come personale, che come tutto.
Arriviamo al JFK puntuali alle 3.30 pm ed io già non vedo l’ora di arrivare a Manhattan.
Ritiro le valige e mi dirigo subito a prendere l’air train.
Saranno la frenesia e l’entusiasmo che mi offuscano le idee, fatto sta che dapprima prendo l’air train che va in direzione contraria, poi, una volta imboccata la direzione corretta, invece di scendere ad Howard Beach scendo alla fermata prima dove si trova il parcheggio C.
E che cavolo!
Risalgo immediatamente sulla carrozza comunque e non perdo tempo.
Ad Howard Beach pago i 7 $ del biglietto air train + metro, quindi riparto immediatamente verso Manhattan.
La metro impiega un’ora esatta per arrivare a Columbus Circle, pensavo ci avremmo messo molto di più.
Risalire le scale della stazione metro con le luccicanti torri del Time Worner Center e Central Park come prima vista sulla città, mi riempie veramente di entusiasmo, se mai ce ne fosse bisogno.
Finally, I’m back in town!
Da Columbus Circle (sulla 59th St) mi faccio quattro strade a piedi su Central Park West per raggiungere l’ostello (sulla 63rd St).
Nonostante il peso delle valige è davvero una passeggiata inebriante di sensazioni positivissime.
Non posso però fare a meno di constatare che il clima rispetto a San Diego è decisamente peggiorato, non che avessi il minimo dubbio in proposito. Se a San Diego nonostante il Sole il mio corpo non ha  praticamente prodotto una goccia di sudore, qua nonostante ci siano solo 29 C°, come indica un termometro, c’è un’umidità pazzesca! Arrivo all’ostello praticamente grondante!
Anche il cielo purtroppo non è per niente limpido, le nuvole formano una cappa che non permette al calore di uscire dalla città.
Credo che New York sia uno dei pochi posti al mondo, per lo meno di quello industrializzato, ad avere un clima ancor’peggiore di quello della bassa pianura reggiana in cui vivo.
La struttura che ospita l’ostello ha una facciata fantastica, un bel palazzone antico tipo brown stone che si affaccia direttamente sul parco, anche se l’ingresso è sulla 63rd St (foto N° 556, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/). Mi sembra quasi di essere parte integrante in un film del grande Woody Allen alloggiando qui!
Entro ma purtroppo la mia prima impressione non è molto positiva. Nell’atrio trovo infatti una marea di bambini schiamazzanti in uniforme tipo scout. Già me li immagino festanti rincorrersi per i corridoi la mattina alle 6, invece non li rivedrò nemmeno più.
Check in ed in un attimo sono nella mia comoda camera al dodicesimo piano, proprio di fronte agli ascensori. Controllo subito la vista dalla finestra ma rimango molto deluso. Non che sperassi di avere addirittura la vista su Central Park, ma nemmeno su uno squallido cortiletto interno.
La stanza è di dimensioni abbastanza contenute, ma mi sembra pulita, confortevole e con un bel lettone grande. C’è inoltre addirittura la tv, un piccolo spazio incavato nel muro che fa da armadio ed il condizionamento, anche se un po’ rumoroso (foto N° 557)
Decisamente il miglior alloggio di sempre a New York, fin troppo lussuoso anzi. Meglio che non mi ci abitui se no nei prossimi viaggi sarà dura calare di nuovo di livello.
L’ostello comunque è davvero enorme, non riesco nemmeno ad immaginare quante camere potrebbero esserci. Il bagno è in comune, ma per ogni piano ce ne saranno quasi una decina e non avrò mai problemi a trovare posto. Gli scorsi anni a volte è invece capitato dovessi girare tra i vari piani per trovarne uno libero.
Tutto pulito e perfetto insomma, quindi mi sento davvero di consigliarlo come alternativa anche agli alberghi più economici, sempre che accettiate il bagno in comune.
Sono davvero esaltatissimo, finalmente sono tornato a New York e non intendo sprecare nemmeno un minuto. Esco subito quindi.
Sono le 6 pm, sia per domani che per domenica ho già un programma dettagliato su cosa fare, ma ora ho giusto un’oretta libera per fare due passi e guardarmi un po’ in giro.
Decido allora di imboccare la Broadway e di seguirla fino a Times Square, visto che di sicuro nei giorni seguenti non ci tornerò. Passando sulla Broadway mi fermo, come ormai d’abitudine, in entrambi i negozi “Blues” che incontro, in quanto volevo acquistare qualche paio di boxer della Jockey. Purtroppo però non hanno più questa fantastica marca!



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 09:00:58
Non mi sembra nemmeno vero di essere tornato, anche il solo fatto di passeggiare per strada ti regala delle sensazioni fantastiche. È una cosa totalmente irrazionale, ma sentire tutti i rumori del traffico, vedere quel fiume di gente muoversi in centinaia di direzioni diverse, tutte quelle luci e quei colori, insomma è una cosa speciale, unica.
Trovo le cassette lungo la strada contenenti l’Amny, il Metro ed il Village Voice; prendo la mia copia e la infilo subito nello zaino in modo da poterle guardare più tardi con comodo.
Arrivo a Times Square, sarà paradossale ed in contrapposizione con quanto scritto poche righe fa, ma questa è la parte della città che mi piace di meno. Ovviamente chi non è mai stato in questa città identifica New York con questa celebre piazza, sono un connubio praticamente indissolubile, ed anche io non nego di essere rimasto totalmente senza parole le prime volte che ci sono venuto. Ora però vedo tutto con occhi diversi, non mi sento più quel tipo di turista, quello che rimane a bocca aperta nel vedere i cartelloni luminosi, il traffico e la gente. Ormai non identifico più la città con questa zona, ora ho bisogno di altri posti, meno turistici e più “veri”, luoghi in cui respirare una New York diversa, più intima e da sentire più “tua”.
Sono sicuro che chi è venuto in questa città già più di una volta riesce a capire cosa sto cercando di esprimere.
Passo davanti anche al Cheetah Gentleman's Club (252 W 43rd St btwn 7th and 8th Ave, Times Square http://cheetahnyc.com/index.htm), ristorante nel quale il sushi ed il sashimi vengono serviti direttamente sul corpo nudo di una modella che, comportandosi da vassoio, se ne sta sdraiata su un tavolo, mentre la gente, usando i bastoncini di legno, preleva le delizie culinarie orientali. Da fuori ovviamente non si vede nulla.
Scatto giusto qualche foto alla lunga striscia gialla di taxy che si trova sempre in Times Square, poi mi incammino di nuovo sulla Braodway, in direzione contraria stavolta.
Sono passato di qua decine di volte, è buffo che non l’avessi mai notata prima, ma buttando lo sguardo in alto verso ovest, avvisto la Hearst Tower, palazzo dal design molto particolare (foto N° 558).
Tempo fa Valda (che ringrazio di nuovo) ci aveva postato una classifica con i “10 NYC Buildings Worth Seeing”  http://travel.msn.com/Guides/article.aspx?cp-documentid=461721&GT1=41000 ovvero i 10 palazzi che più vale la pena vedere a New York. Alcuni di questi li avevo già visitati, di altri invece ne ignoravo l’esistenza. Uno dei miei obiettivi di questi giorni era riuscire a terminare la lista, almeno per quelli che si trovano a Manhattan.
È ormai ora di cena, per cui entro al TWC (Time Worner Center) di Columbus Circle. Prima di andare da Whole Food faccio però un salto al negozio della Samsung al 3° piano per andare in internet e spedire un paio di e-mail.
Fatto il tutto scendo al piano interrato, dove si trova il vastissimo supermercato.
Vorrei prendere qualcosa nei banchi dove si trovano i piatti pronti e rimanere a mangiare nel salone, come avevamo fato un paio di volte lo scorso anno nel Whole Food di Union Square, ma purtroppo non trovo niente che mi vada bene, così mi limito a prendere qualche succo di frutta, un gallone d’acqua, prosciutto e la squisitezza del Whole Food, ovvero un super-maga-fantastico pane ciabatta di dimensioni circa 30x15 cm!
“A noi due!”


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 09:01:17
Mi incammino su Central Park West per tornare verso l’ostello sentendomi un vero Newyorkese del west side, decisamente una fantastica sensazione!
Preparo il mio bel paninazzo mentre mi dedico anche alla lettura dei giornali e guardo un po’ di tv.
Alla fine, dopo un po’ di zapping, lascio su un canale dove stanno trasmettendo un programma divertente, tipo reality, sulla vita della pornostar Jenna Jameson; brava Jenna!
Sfogliando l’Amny ed il Metro, scopro che in questo periodo oltre ad essere organizzati concerti e spettacoli gratuiti a Central Park e Bryant Park, ne vengono organizzati anche al Rockefeller Centre e che questa mattina, alle 7, c’era il concerto della bellissima Natasha Bedingfield (quella di “Unwritten”, sigla di “The Hills”). Purtroppo me la sono persa!
Dev’essere davvero fantastico poter assistere ad un concerto di primissima mattina, prima di recarsi al lavoro, immagino che faccia iniziare la giornata davvero con il piede giusto!
Ho scoperto che al Rockefeller Center ci sono concerti, tutti gratuiti, ogni venerdì mattina (nel periodo estivo) http://today.msnbc.msn.com/id/3041478/
Spero davvero che prima o poi riuscirò ad assistervi anche io!
Dato che il sabato e la domenica l’Amny ed il Metro non escono, ci sono segnati anche gli eventi per i giorni successivi. Vedo così che domenica, a Coney Island, ci sarà la Siren Music Festival Parade! Lo scorso anno avevo visto le foto di questo evento, in pratica era una parata stile carnevale con le ragazze vestite da sirena, spettacolare!
Ad ogni modo non so se riuscirò ad andare visto che il mio programma è già bello ricco ed il solo viaggio in metro per andare a Coney Island mi prenderebbe un’ora per l’andata ed un’ora per il ritorno. Vedremo quel che si riuscirà a fare.
Sul Metro leggo anche un’intervista fatta a Bill Lowrence, il creatore di “Scrubs”. Dice che la prossima serie del telefilm, di cui nel frattempo i diritti di messa in onda sono passati dalla NBC alla ABC a seguito dell’enorme successo, potrebbe essere davvero l’ultima, anche se non si sa mai. Aggiunge inoltre che potrebbero esserci importanti novità nel cast, con J.D. (il grandissimo Zach Braff!) che potrebbe uscire di scena.
Volente o nolente io sono già a conoscenza di tutto, visto che durante il tour dell’ospedale ci hanno spifferato tutte le principali novità, anche se non richieste…
A causa del caldo accumulato durante la giornata non ho tantissimo appetito e, nonostante mi sforzi di finire il fantastico panino, riesco a mangiarne solamente 2/3. Mi chiedo davvero come avevo fatto lo scorso anno a mangiarlo tutto da solo.
Incomincia a farsi tardi, così vado a fare la doccia per poi prepararmi per la mia serata Newyorkese.
Quest’anno sarò solo, ma sono finalmente tornato in città!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: valda64 - 24 Ottobre 2008, 10:41:49
Citazione
Tornando un attimino più seri, sono stato contattato privatamente da Matthew, il quale mi ha lasciato un messaggio molto distensivo.
L'ho invitato anche a metterne uno pubblico in modo da chiudere definitivamente "il caso".
Nel caso si sentisse di fare come gli ho suggerito, proporrei, se possibile, di fare una bella pulizia ed eliminare tutto quello che col forum ha poco a che fare.

Poichè pure lui nel frattempo mi ha invitato a proseguire col mio racconto, vi posto di seguito il nuovo "capitolo", quello dove finalmente arrivo a New York!

Bravi ad entrambi, mi sembra un'ottima soluzione.

P.S.: riguardo al video ...... non vedo l'ora di tornare a casa per vederlo ..... ragazzacci!!!! ;) :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 24 Ottobre 2008, 10:50:46
Citazione
Nel caso si sentisse di fare come gli ho suggerito, proporrei, se possibile, di fare una bella pulizia ed eliminare tutto quello che col forum ha poco a che fare.

Sono assolutamente d'accordo.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 24 Ottobre 2008, 13:11:19
Grande ritorno in città :D Viverla da soli secondo me dev'essere ancor più eccitante...Quando andrò avanti nel racconto ho un paio di notizie da darti in proposito ad alcune cose che hai già accennato ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 24 Ottobre 2008, 13:17:22
 ;D ;D ;D ;D ;D il video mi ha fatto morire dal ridere  ;D ;D ;D ;D ;D ;D




Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 14:33:47
Citazione
Grande ritorno in città :D Viverla da soli secondo me dev'essere ancor più eccitante...Quando andrò avanti nel racconto ho un paio di notizie da darti in proposito ad alcune cose che hai già accennato ;)
Ok, le leggerò volentieri  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 24 Ottobre 2008, 16:06:42
anche a me Time sq. da le stesse sensazioni.
e' una parte di ny che non mi ha mai attratto (anzi,che normalmente tendo a "costeggiare" pur di non passarci in mezzo)
la priva volta che sono andata a ny avevo l'hotel li vicino,l'avevo scelto per comodita,ma mi sono subito pentita.
l'inesperienza fa brutti scherzi  ;)

luca cmq the hills ti ha distrutto la psiche =D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 24 Ottobre 2008, 16:20:42
Citazione
luca cmq the hills ti ha distrutto la psiche =D
;D
Mi sa che hai ragione!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 09:43:44
La doccia dell’ostello si rivela sorprendentemente ancora più comoda di quel che pensavo, con un piatto doccia enorme e quindi comodissimo. Quasi ai livelli di Las Vegas!
L’unica cosa scomoda è che alcuni bagni non hanno la porta che si chiude a chiave, così bisogna esporre il proprio badge sull’oblò opacizzato della porta per far vedere che è occupato.
Una bella doccia era proprio quel che ci voleva dopo aver sofferto veramente molto il cambio di clima rispetto a San Diego.
Per stasera ho grandi progetti e già sono ottimamente organizzato.
Il venerdì è la serata migliore del Marquee, ma quest’anno vorrei andare in locali nei quali ancora non sono stato, per cui, a malincuore, vi rinuncio e scelgo di andare all’Ultra (37 West 26th St., btw Broadway and 6th Ave http://www.theultranyc.com/). Questo tra l’altro è il locale in cui era andato Ivo, l’amico di Fabio Volo, in “Italo Americano”.
Quest’anno per le liste per entrare nei locali non dovrei avere troppe difficoltà, alla fine, con due anni di esperienza alle spalle, ho trovato il sito che permette di entrare nei locali in cui voglio andare io, cioè www.veroslist.com
Mi sono iscritto alle newsletter e per stasera proponevano giusto l’Ultra ed il Marquee.
Attraverso Marion (marion@eventpremiere.com  Cel. 917-557-5787), una delle PR che coordina gli ingressi, mi ero fatto mettere in lista in entrambi; si sa mai che alla fine non resista alla tentazione di andare al favoloso Marquee…
Per stasera veroslist propone anche il Touch, locale di recente apertura che quest’anno ha sostituito il Float (240 W 52nd Street between 8th Avenue & Broadway, http://www.touchnewyorkcity.com/). Enea ci andrà, ma non me ne parlerà molto bene.
Marion è Francese, ma ha sempre risposto alle mie e-mail in un Italiano perfetto nonostante le prime volte le scrivessi in Inglese. Mi ha scritto anche che lei stasera sarà all’Ultra, bene, sono proprio curioso di vederla.
Altro contatto per la veroslist è direttamente Veronique, la PR principale (vero@veroslist.com Cell. 917-568-0979). Lei non avrò mai occasione di sentirla, comunque non  credo parli Italiano.
Finalmente stasera posso tornare a vestirmi in modo elegante, dopo che per qualche giorno i vestiti erano rimasti in valigia. Speriamo che riscuota lo stesso successo dell’anno scorso!
Indosso quindi l’abito gessato blu, camicia nera a costine e cravattino nero sottile.
So già che come uscirò dall’aria condizionata ci sarà da soffrire parecchio, soprattutto nelle caldissime stazioni metro sarà di sicuro un inferno!
Mi preparo in fretta in modo da uscire presto e poter quindi fare un giro nel Meatpackig District e a Chelsea, prima di andare all’Ultra.
Un’ultima sistemata al nodo della cravatta, quindi esco dalla stanza.
Non faccio nemmeno in tempo a richiudermi la porta alle spalle che vengo accolto da un bel “Wow!” di ammirazione!
Mi volto trovando una bella donna sui 38-40, con figlia all’incirca di 10 anni al seguito.
Cominciamo bene!
Bastava tornare a NY per trovare un po’ di gente che ne capisse qualcosa!
Anche loro stanno scendendo per andare nella hall, così facciamo la corsa in ascensore insieme.
Appena le porte di questo si richiudono, la madre mi chiede dove sono diretto e, quando dico che me ne vado a Chelsea per club, risponde “Ti divertirai di sicuro!”, con la figlia che mi guarda fisso dal basso verso l’alto neanche fossi il principe azzurro!
Certo che se stasera tutte le ragazze faranno così mi divertirò di sicuro sì!
Appena esco dall’ostello con la giacca indosso, mi arriva una prima botta intensa di calore, anche se temevo persino peggio.
Mentre mi incammino verso Columbus Circle per prendere la metro verso Chelsea, la mia prima destinazione per stasera, penso che è la prima volta che passeggio lungo Central Park di sera. Il parco mantiene comunque il suo fascino anche con questa semi-oscurità.
Come scendo nella stazione mi arriva la botta di caldo definitiva. Non riesco a stimare che temperatura ci possa essere, ma di sicuro siamo sui 40 C°. Resisto davvero pochissimo tempo con la giacca addosso, la sfilo subito ed avvolgo anche le maniche della camicia.
Il caldo lo si combatte come si può.
Per fortuna il treno arriva in pochi minuti ed una volta in carrozza benedico chi ha inventato l’aria condizionata.
Ricordo che tutti gli altri anni alla prima corsa in metro mi sono sempre sbagliato, prendendo un treno espresso anziché il local e vedendo poi il treno che tirava dritto alla fermata nella quale sarei invece dovuto scendere.
Stavolta, vecchio mio, non mi freghi più!
Ed invece quando arriviamo alla 23rd St, il treno anziché fermarsi tira dritto!
E che cavolo! Ci avevo anche guardato che non fosse un espresso!
Evidentemente devo aver visto male. Continua quindi inesorabilmente la serie negativa della prima corsa in metro, per il terzo anno di fila.
Scendo quindi alla 14th St. nel Meatpacking district; poco male, evidentemente il destino vuole che cominci da qui.
Non appena inizio il mio giro esplorativo mi accorgo immediatamente che la zona ha già avuto dei cambiamenti significativi rispetto all’ultima volta che ci sono venuto, solamente nove mesi fa.  
Sulla 9th Ave all’altezza della 14th St. hanno messo dei tavolini nel mezzo della strada, ricavando una piazzetta, e sempre qui hanno già aperto il nuovo Apple store. Questo però, per quanto possa essere bello, bisogna ammettere che il suo stile moderno nel contesto del quartiere non c’entra assolutamente nulla! L’intensa luce che proviene dal suo interno rovina anche un po’ l’atmosfera della zona, che per il resto ha luci piuttosto basse.
Ci sono inoltre un sacco di ristoranti nuovi ed hanno già tirato su un palazzo sulla 10th Ave.
La sensazione è che i cambiamenti comunque siano in peggio, cioè che come in Italia ci siano sempre meno club e sempre più ristoranti.
Ma ai ragazzi non piace più andare a ballare?!?


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 09:45:36
Mi incammino sulla 9th Ave verso sud passando davanti al Pastis (foto N° 559 link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/ 9th Ave at 14th St. http://www.pastisny.com/), celebre bistrot che si può ammirare anche nel fantastico film di Woody Allen “Melinda e Melinda”, uno tra i miei preferiti del grande Woody!
Praticamente di fronte si trova il Gansevoort hotel con al suo fianco il One (1 Little West 12), bellissimo lounge-disco.
Passo dal Kiss & Fly, locale di recente apertura che ha preso il posto dell’Aer lounge (W13rd St. at 9th Ave). Lo sorso anno questo locale era completamente sventrato ed impacchettato, ora lo hanno già aperto da qualche mese. Ero particolarmente curioso di vederlo in quanto avevo letto che era costruito nel Vegas-style ed ispirato dai party di Ibiza. Tuttavia non mi fa una grande impressione, vedo solo che ci sono tanti tavoli con gente a cena.
Chiedo al buttafuori se si tratta solamente di un ristorante.
Risponde che da un lato c’è il ristorante e dall’altro il club.
Ho letto inoltre che nascosto nel muro c’è un piccolo angolo segreto che sarebbe tipo la zona VIP, anche se si può vederla solamente entrando.
Arrivo davanti al 5ninth (all’inizio di Little West 12 at 9th Ave.
 http://www.5ninth.com/5NinthFlashLogo.html), bar che lo scorso anno ci era piaciuto davvero molto. Purtroppo però non ho tempo per entrare, così procedo lungo la via.
Arrivo al Revel (10 Little West 12 http://www.revel-ny.com/), il nostro amatissimo “Indie” del viaggio del 2006, dove vedo che hanno messo un banchetto all’ingresso, non so se è una cassa (mi confermerà Enea, quando arriverà a NY anche lui, che dopo una certa ora adesso si pagano 5 $ per entrare; scandalosi!). L’atmosfera comunque non è decisamente più quella di una volta, per cui non entro nemmeno.
Passo davanti al Cielo (18 Little West 12, http://cieloclub.com/) che a quest’ora sembra piuttosto tranquillo, ed arrivo al Tenjune (26 Little West 12, http://www.tenjunenyc.com/), ristorante che lo scorso anno aveva un’atmosfera favolosa e quest’anno pure. Sicuramente uno per posti più cool di NY.
Praticamente di fronte, dall’altro lato della strada, c’è il Budda house.
Arrivo fino in fondo alla via, poi mi incammino verso nord sulla 10th Ave.
Passo davanti a Hogs & Heifers (13rd st at 10 Ave, http://www.hogsandheifers.com/), bar in stile Coyote Ugly, anche se adesso mi sembra piuttosto tranquillo, poi procedo fino ad arrivare all’Earth NYC (116A 10th Avenue, btw 17th and 18th Street, www.earth-nyc.com), nuovo ristorante che guardandolo in internet mi sembra davvero fantastico. Da fuori si vede poco comunque.
Stando sulla 10th Avenue avvisto anche la teleferica di cui ci parlava Maurizio20.

Il Meatpacking è ora davvero affollato di ragazzi che girano tra club e ristoranti e la 9th Ave ha il traffico praticamente bloccato da una marea di taxy in coda. Una lunga fila gialla.
Davvero fantastica questa zona, peccato solo che sono troppo di fretta per potermela godere appieno e soprattutto che quest’anno ho soltanto due serate a disposizione.
Mi incammino verso Chelsea entrando solo un attimo al favoloso Buddakan (220 9 Ave at 16th st, http://www.buddakannyc.com/). Sicuramente uno dei miei ristoranti preferiti, anche se purtroppo non ho mai cenato in nessuno. Il locale è enorme e meraviglioso, anche se adesso, essendo week end, è troppo affollato. C’è un sacco di gente che viene qui anche solamente per farsi un drink.
Mi incammino ora velocemente verso Chelsea senza soste fino alla 21st St, che percorro fino ad arrivare al civico 547 W tra la 10th e 11st Avenues. Qua ci sarebbe dovuto essere El Flamingo, locale nel quale vanno a ballare la meravigliosa Charlize Theron ed il bravissimo Kennet Braght nel film “Celebrity” di Woody Allen. Ora però è diventata una galleria d’arte, per altro già chiusa anche questa.
Arrivo al Marquee (289 10th Avenue at 27th St. www.marqueeny.com). Sono davvero sicuro che voglio proprio andare all’Ultra?!?!
Ancora non c’è molta gente in fila ma, per quel poco che vedo, la serata di sicuro promette bene…
Passo oltre prima che inizi seriamente a pensare di rimanere qui.
Anche questa zona di Chelsea è molto cambiata. La 27th St., che era sempre molto illuminata, ora è proprio buia. Così però ha molto più fascino ed è ancora più bella.
Passo davanti al Bungalow 8 (515 W 27th St. tra 9th Ave e 10th Ave), dove purtroppo non ho mai avuto l’occasione di andare (anche se la scritta “No Vacancy” all’ingresso rivela che entrare qui è veramente dura…) e quindi al Pink Elephant (527W 27th st. http://www.pinkelephantclub.com/home.html).
È  piacevole rivedere quello schifoso di “Step Back”, lo stupido buttafuori da noi così rinominato in quanto non fa altro che ripetere continuamente questa frase. Noto con piacere che continua ad indossare le scarpe da ginnastica con le molle sopra al vestito elegante…
Ci sono ancora anche Angelo e tutti gli altri soliti coglionazzi che regolano l’ingresso a questo locale. Perdonatemi l’astio nei loro confronti, ma è risaputo che questi del Pink Elephant sono davvero insopportabili. Maledetto Bouncer!
Giusto a fianco c’è un locale nuovo, il Mansion (530W 28th St http://www.mansionnewyork.com/). Non avrò occasione di andarci, ma confermerà anche Enea che al sabato è davvero bello e si entra con la veroslist.
L’Home (532 West 27th St www.homeguesthouse.com), il suo gemello Guest House (542 W 27th St.) ed il Cain (544 W 27th St. tra 10th & 11th Aves www.cainnyc.com) sembrano essere ancora piuttosto tranquilli, ma sono sicuro che tra poco saranno pieni di belle ragazze.
Il Pre Post, meraviglioso ristorante-lounge nel quale eravamo stati un paio di volte nel 2006, purtroppo non esiste definitivamente più, al suo posto hanno fatto un lounge-disco. Chiedo al buttafuori come si chiama ora il locale e mi risponde “Suzie Wong’s” (547 West 27th Street, http://www.suziewongnyc.com/).


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 09:47:06
Non mi sembra granchè comunque, almeno vedendolo da fuori. Di sicuro il Pre Post era tutta un’altra cosa, oltre al fatto che era praticamente l’unico locale un po’ d’atmosfera della zona
Termino velocissimamente il mio giro esplorativo di Chelsea, che è sicuramente l’area con i locali più eleganti, poi mi dirigo all’Ultra.
Prima di entrarvi però faccio un salto al vicino 40/40 Club (6 West 25th Street, http://www.the4040club.com), locale che Contedracula ci aveva presentato come uno dei nuovi hip place di Manhattan. Quando vi arrivo davanti però non mi sembra nulla di entusiasmante, almeno vedendo la gente al suo esterno. Probabile che non sia la serata giusta o che sia già superato anche questo.
Passo allora all’Ultra. Chissà perché mi ero convinto che Marion fosse una delle ragazze delle liste all’ingresso. Fatto sta che chiedo di lei, ma sembrano non conoscerla nemmeno. Allora mi fanno entrare pagando 15 $. Ho sbagliato io però, in realtà lei è solo una che ha una lista (o meglio la gestisce con Veronique), se avessi nominato “Veroslist” anziché dire “Marion” sarei entrato gratis. Pazienza.
Il locale è ancora praticamente vuoto (poco più delle 11 pm) e grande poco più dell’Home.
Ne approfitto per fare un giro esplorativo, non che ci impieghi molto comunque, e per scattare una foto (N° 560), anche se non rende assolutamente l’atmosfera del locale, in realtà molto migliore di come appare. Tra l’altro praticamente becco l’unico momento in cui c’è luce, visto che per il resto del tempo sarà sempre abbastanza buio.
Qua dentro comunque anche con la giacca indosso si sta bene, anzi venendo da fuori sento la differenza di temperatura ed all’inizio ho pure qualche brivido di freddo a causa dell’aria condizionata!
Mentre aspetto che arrivi un po’ di gente, prendo un coca e rum da una bella barista (10 $ + 1 $ di mancia) e ne approfitto anche per fare due chiacchiere con lei, dato che non è ancora molto impegnata. Nemmeno lei comunque conosce Marion.
Vedo arrivare un gruppo di 5-6 ragazze, tutte piuttosto carine, ma anche un po’ svampite.
Non fanno altro che scattarsi foto a vicenda di continuo.
Nel frattempo inizia ad arrivare altra gente, così mi stacco dalla zona bar e vado a fare un altro giro. Vedo che in un tavolo, insieme ad una decina di ragazzi, c’è una biondina davvero molto carina. Lineamenti dolci, fisico snello e slanciato, pantaloni aderentissimi bianchi; bellissima.
Ovvio che rimango in zona. Mi accorgo però che lei è l’unica ragazza del gruppo, così lascio perdere. Non si sa mai che uno di loro sia il suo ragazzo.
Ero un po’ preoccupato per il fatto di andare per club da solo. Non per una questione di sicurezza, ma perché avevo il timore che dopo un po’ magari mi sarei annoiato.
Devo ammettere che all’inizio, appena entrato quando c’era poca gente, un po’ iniziavo a stancarmi, ma uscendo da solo sei anche un po’ obbligato a cercare di darti da fare, quindi ci sono anche le note positive.
Vedo che c’è anche un altro ragazzo da solo, lui però se ne sta un po’ più in disparte di me che invece cerco di inserirmi nella mischia. A volte ho l’impressione che mi segua per cercare di spalleggiarmi.
Ad ogni modo il locale non è niente di che. Probabilmente quando c’era venuto Ivo sarà stato molto simile a com’è ora, solo che le ragazze presenti, attratte dalla telecamera, si buttavano tutte su di lui facendo apparire il locale una bolgia!
La musica è abbastanza carina (il che significa che va già molto bene!), tra le canzoni che mettono riconosco “American Boy” di Estelle, “Around the World” dei Daft Punk, “Sexy back” di Justine Timberlake (che a distanza di ormai due anni da quando è uscita va ancora molto forte!), “Gimme More” di Britney Spears, “Highway to Hell” degli ACDC e la favolosa “Smells like Teen Spirit” dei Nirvana.  
Alle 12.30 am mi rendo conto che comunque questo locale non è niente di chè e che sto sprecando la serata. Decido allora decido di ricominciare tutto da capo ed andarmene al Marquee.
Mi incammino il più velocemente possibile, ma quando arrivo, verso l’1 am, trovo una lunghissima fila all’ingresso. Qua trovo sempre il solito barbetta che l’anno scorso indossava i guanti in pelle anche se c’erano circa 20 C°. Insopportabile. Gli altri però sono ok.
Mi aggiro allora un po’ avanti ed indietro per studiare il da farsi. Nel mentre un ragazzo in fila, vedendomi in giacca e cravatta, mi chiede se sono uno che lavora nel locale…
Ma no!! Anche qua?!?! Siamo a New York caro, apri gli occhi!!!
Va beh che era uno spagnolo, già detto abbastanza.
Senza un aiuto non ce la farò mai ad entrare, c’è davvero troppa gente. Mi viene allora in mente che dall’altra parte della strada, proprio di fronte al Marquee, c’è un telefono pubblico.
Decido di provare a chiamare Marion, del resto lei stessa mi aveva scritto che se avevo qualche problema all’ingresso potevo chiamarla.
Le dico che sono in fila, ma che c’è troppa gente e non riesco ad entrare.
Risponde che anche lei è li all’ingresso e dice di andare sotto la bandiera blu che si trova di fianco l’entrata.
Faccio come dice e… Sorpresa!!!
Marion è proprio quella fantastica biondina con i pantaloni bianchi che c’era all’Ultra!
Davvero bellissima!
Le dico allora che prima l’avevo vista all’Ultra e risponde che pure lei mi aveva visto.
È in compagnia dei suoi amici e mi spiega che per entrare, visto che ormai è tardissimo, dobbiamo un po’ riequilibrare il numero dei maschi e delle femmine in modo che siano più o meno pari.
Dice che stanno arrivando un paio di sue amiche e che quindi dovremmo riuscire ad entrare in pochi minuti.
Poco male, ne approfitto per fare due chiacchiere con lei…


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 09:48:55
È stupita nel vedermi da solo, così le racconto tutta la storia, che sono già stato un paio di settimane in California in viaggio con un amico, che lui è rimasto li per questioni universitarie e che anche io fino a stamattina ero a San Diego.
San Diego, non mi sembra vero, sembra già trascorso un secolo da quando l’ho lasciata, eppure non è trascorso neppure un giorno intero ancora.
È Francese, ma parla italiano molto bene perché ha vissuto in Italia per tre anni. I suoi amici sono tutti suoi connazionali, risultato, parla in Francese tutto il giorno e dice di conoscere meglio l’Italiano dell’Inglese!
Peccato, preferirei parlare un po’ in Inglese, sarebbe molto più intrigante, anche se così è senz’altro più comodo.
Rimaniamo a chiacchierare per un po’, poi arrivano le sue amiche e finalmente entriamo, a gratis!
Grande Veroslist!
È veramente appagante entrare senza pagare in un locale ambito come il Marquee, oltretutto scavalcando l’immensa ressa che c’era all’ingresso.
Marion dice che deve restare un attimo all’ingresso e che magari ci vediamo dopo in giro.
Purtroppo però la perdo di vista e non riesco più ad incontrarla, salvo una volta che la trovo con un ragazzo che a questo punto penso proprio sia il suo boy-friend.
Come entro mi rendo subito conto che proprio non c’è alcun motivo per andare alla ricerca di altri locali, il Marquee è e resta il miglior posto in assoluto!
Adesso non avverto più quello strano sentimento di disagio che avvertivo all’Ultra, qua ormai è come se fossi di casa e di certo non mi dispiace!
Ci sono davvero un sacco di belle ragazza, ma l’unico problema è che per la stragrande maggioranza sono già in coppia. Ci sono anche veramente tantissimi Spagnoli, New York in questo periodo sembra letteralmente invasa da loro, e la cosa non mi fa certo piacere dato che preferisco di gran lunga i popoli anglo-sassoni rispetto ai latini.
Gli Spagnoli poi sono particolari, hanno ritmi di vita eccessivamente lenti per i miei gusti ed inoltre anche il loro modo di vestire non mi piace, anche se stasera va già molto meglio del solito.
Sempre meglio trovare Spagnoli che Italiani comunque, se devo stare tra connazionali allora non vado neanche all’estero! In agosto immagino che New York ne sia invasa…
Comunque il risultato è che sono di nuovo decisamente il più elegante e praticamente l’unico in giacca e cravatta.
Ma anche qua a New York?!?! Maledetti spagnoli…
Cosa succede quindi? Che almeno in 3-4 mi chiedono dov’è il bagno!
Ebbasta!!
Il locale è stra-pieno, anche troppo, anzi decisamente troppo, ma almeno il livello delle ragazze qua è sempre il più alto. Certo però che la prima volta che eravamo venuti qui, un venerdì sera di Ottobre 2006, non potrò proprio scordarla, con tutte quelle meravigliose e superfantastiche modelle che avevamo trovato!
Faccio vari giri, sia al piano terra che al piano di sopra, ed anche nel privè al piano terra. Non entro mai in pista però, anche volendo sarebbe impossibile talmente è pressata la gente.
La musica è più o meno in linea con quella degli anni passati, abbastanza carina. Tra i pezzi che mettono riconosco “Rise Up” di Yves Larock, “World holds on” di Bob Sinclair, “Love is gone” di David Guetta, il fantastico remix di “Like a Prayer” di Madonna e “I kissed a girl” di Katy Perry, che in Italia ancora non avevo mai sentito, ma che in America rimarrà in vetta alla classifica dei singoli più venduti praticamente per tutta l’estate.
Ad ogni modo la serata scorre senza grandi avvenimenti, bella ma niente di eccezionale.
Alle 3 am esco ed arrivo a casa alle 4 am. Alla fine anche con la metro diretta ci si mette comunque un sacco di tempo visto che c’è da stare ad aspettare il treno.
Speravo di impiegarci molto meno quest’anno per tornare a casa (gli altri anni avevamo sempre dovuto fare un cambio di linea ed impiegavamo praticamente un’ora e mezza), ma pazienza.
L’importante è essere di nuovo a New York.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 27 Ottobre 2008, 11:01:09
Grande come sempre Luca!!!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: ettore82 - 27 Ottobre 2008, 13:49:50
finalmente.... di nuovo nella city :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 27 Ottobre 2008, 13:56:09
Bella notte Luca! E' incredibile quella strada quanti locali abbia uno dietro l'altro, ma precisamente quale hai percorso? Cmq ti appoggio in pieno riguardo agli spagnoli, non li sopporto per le tue stesse ragioni ed in più c'era un invasione anche quando sono andato io! >:(


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 15:36:01
Citazione
Bella notte Luca! E' incredibile quella strada quanti locali abbia uno dietro l'altro, ma precisamente quale hai percorso? Cmq ti appoggio in pieno riguardo agli spagnoli, non li sopporto per le tue stesse ragioni ed in più c'era un invasione anche quando sono andato io! >:(
Ho girovagato per tutte le strade del Meatpacking, dalla 11st alla 14th St e poi a Chelsea sulla 27th. Ormai ci sono passato molte volte, ma è sempre fantastico andarci!

Naturalmente grazie a tutti  :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 27 Ottobre 2008, 17:00:10
Grande serata newyorkese!!!! ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 27 Ottobre 2008, 18:07:14
Citazione
Ovvio che rimango in zona. Mi accorgo però che lei è l’unica ragazza del gruppo, così lascio perdere. Non si sa mai che uno di loro sia il suo ragazzo.

questo e' 1 errore che fanno tutti!
in realta' non e' mai in questo modo(o quasi)
poi dipende come ti poni,2 chiacchiere non creano scompiglio (credo)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 27 Ottobre 2008, 18:13:58
Sì è vero, di spagnoli ce n'erano davvero tanti anche ad agosto: io ho dato la "colpa" alle tariffe basse dei voli Iberia.
Ah...Marion...purtroppo quando sono andato io lei era in ferie...c'era solo Veronique...peccato!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 19:03:39
Citazione
Grande serata newyorkese!!!! ;)
Oooh Yessss!  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 19:10:15
Citazione
Citazione
Ovvio che rimango in zona. Mi accorgo però che lei è l’unica ragazza del gruppo, così lascio perdere. Non si sa mai che uno di loro sia il suo ragazzo.

questo e' 1 errore che fanno tutti!
in realta' non e' mai in questo modo(o quasi)
poi dipende come ti poni,2 chiacchiere non creano scompiglio (credo)
Magari hai ragione, dipende sempre da chi trovi comunque.
In Italia la rissa potrebbe scattare anche per molto meno... non credo comunque che i francesi siano così gelosi.
Ad Ibiza una volta sono stato a chiacchierare con una tedesca per una ventina di minuti, per poi scoprire che il tipo a fianco non solo era con lei, ma era il suo ragazzo! E mica mi ha detto nulla! Non controllava neanche!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 27 Ottobre 2008, 19:16:07
Citazione
Sì è vero, di spagnoli ce n'erano davvero tanti anche ad agosto: io ho dato la "colpa" alle tariffe basse dei voli Iberia.
Ah...Marion...purtroppo quando sono andato io lei era in ferie...c'era solo Veronique...peccato!
NY allora è stata invasa dagli spagnoli per tutta l'estate ed oltre!
Per Marion ti rifarai l'anno prossimo  ;)
Veronique l'ho vista solo di sfuggita, comunque per Enea anche lei ha un suo perchè...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 28 Ottobre 2008, 11:21:09
Citazione
Per Marion ti rifarai l'anno prossimo  ;)
Veronique l'ho vista solo di sfuggita, comunque per Enea anche lei ha un suo perchè...

Ah sì sì...ma Marion è Marion!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 09:34:58
18/07/2008 Sabato.
La sveglia suona all 8.00 am; il risveglio è davvero traumatico.
Nonostante le pochissime ore di sono in questi ultimi giorni, le motivazioni fanno superare anche la stanchezza e mi alzo senza ripensamenti.
Vado subito in bagno a darmi una sciacquata poi esco subito. Ritrovarsi a Central Park la mattina appena usciti da casa è una meraviglia indescrivibile.
Come colazione prendo un fantastico eggs on roll with bacon (costo un paio di Dollari) da un baracchino che avevo già avvistato il giorno precedente sulla Broadway, nei pressi di Columbus, andando verso Times Sq.
Purtroppo devo andare in giro con lo zaino, un po’ scomodo a dir la verità, ma ho una missione da compiere...
Tra gli eventi in programma in città oggi ci sono l’incontro di calcio NY Red Bulls – LA Galaxy (con Beckham), forse l’incontro più importante della stagione, ed il Siren Music Festival a Coney Island. Non ho in programma di andare a nessuno dei due comunque, visto che il mio tempo da stare a NY è così limitato.
Sono giunto al mio terzo viaggio nella Big Apple, tutte le cose più turistiche le ho già visitate, dai palazzi celebri alla 5th Avenue, da Lady Liberty a Central Park, etc., quindi, per non rischiare di far diventare il mio soggiorno praticamente identico ai precedenti visitando sempre le stesse cose, mi ero già studiato fin prima di partire un itinerario molto dettagliato (e bello pieno!) su tutti i luoghi a cui avrei fatto visita stavolta.
Se nei primi viaggi si fa in modo di vedere la città nel suo aspetto più globale, in quelli successivi si cerca invece di entrare un po’ più nel dettaglio, visitandola per singoli obiettivi.
Purtroppo nemmeno quest’anno riuscirò ad andare alla Federal Reserve in quanto, ovviamente, nei giorni di week end è chiusa. Peccato, mi piacerebbe davvero, prima o poi spero di riuscire a visitarla.
Mentre gusto il mio delizioso panino, ritorno sui miei passi ed attraverso Central Park per andare a vedere i Victoria Gardens, di cui avevo visto una foto su Amny.
Il solo entrare in Central Park è un piacere infinito! Questo parco, con i suoi splendidi paesaggi, riesce sempre a mettermi in uno stato d’animo profondamente sereno e farmi provare sensazioni fantastiche!
I Victoria Gardens in realtà sono delle giostre messe nel Wallman Rink (pista di pattinaggio), che ovviamente adesso non è ghiacciata. Speravo fosse qualcosa di meglio, ma certo la vista panoramica è davvero straordinaria da qui (foto N° 561, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/).
Proseguo la mia passeggiata andando verso sud, fino ad arrivare al meraviglioso laghetto ed al suo splendido piccolo ponte (The Pond, foto N° 562, 563 e 564).
Ditemi voi se vi sembra di essere in una mega-metropoli quando vi trovate in un posto così!
Esco dal parco immettendomi sulla 5th Ave diretto verso la meravigliosa libreria Rizzoli (31W 57th St tra 5th e 6th Ave), dove ero già stato anche l’anno scorso.
Ormai non è più la prima volta che passo davanti allo spettacolare cubo di vetro del negozio dell’Apple e nemmeno da Tiffany, da Louis Vuitton e da tutte le boutique più costose ed esclusive, ma devo ammettere che si prova sempre un fremito piacevole.
Arrivo alla Rizzoli però purtroppo al sabato apre solamente alle 10.30 am (normalmente alle 10) ed io sono molto in anticipo. Proseguo allora con quel che viene successivamente nel mio programma della giornata, con l’intenzione di tornare qui dopo.
Faccio un giro sulla 5th Ave fino al Rockefeller Center. Al suo ingresso sulla 5th Ave trovo una bella ed alta struttura interamente costruita in filo d’acciaio (che però leggo rimarrà solo fino al giorno dopo) che riproduce il Top of the Rock (foto N° 565). Davvero molto bella.
La famosa pista di pattinaggio è ovviamente scongelata e su di essa si trova un bar con tanti tavolini (foto N° 566). Non sapevo che nel periodo estivo la pista venisse utilizzata in questo modo. Questo è solo un esempio, ma avendo la possibilità di visitare la città anche in stagioni diverse si riescono a scoprire un sacco di particolari interessanti.
Mi incammino quindi verso Lexington Ave, la quale, all’altezza della 51st St, è chiusa al traffico in quanto c’è un mercatino (foto N° 567). Non sono un appassionato di queste cose, ma devo ammettere che rendere isola pedonale questa zona da sicuramente la possibilità di poter apprezzare una New York molto diversa dal solito. È bellissimo passeggiare in mezzo alla strada con la vista su altissimi grattacieli in qualsiasi direzione si guardi! Anche l’atmosfera è davvero molto famigliare, tranquilla, rilassata, sublime.
Prendo la metro alla fermata sulla 51st St e scendo alla 33rd St. in quanto voglio andare a visitare la Morgan Libray Expansion (33 E 36th St., at Fifth Avenue http://www.themorgan.org/), edificio progettato dal “maestro” Renzo Piano.
Arrivato, devo però constatare che almeno vedendola da fuori è veramente orribile.
Il suo ingresso è formato semplicemente da una vetrata sovrastata da antiestetici pannelli in cemento. Anche entrando comunque non mi sembra nulla di particolare, a parte il bel parquet, ed inoltre per addentrarmi veramente dovrei pure pagare 12 $. Esco deluso quindi.
Ritorno sulla 5th Ave incamminandomi verso la 23rd St per andare a prendere la metro e tornare alla Rizzoli.
L’atmosfera cittadina è totalmente diversa rispetto a quella che si avverte nei giorni lavorativi, percepisco un senso di profonda rilassatezza nella gente anziché la solita frenesia. Oggi è sabato e possono tranquillamente passeggiare senza fretta.
Io invece rimango sorpreso dal fatto che ormai non mi serve nemmeno più una cartina per girare tra le meraviglie di Manhattan, nemmeno per vedere dove sono le stazioni della metro (per lo meno quelle che ho utilizzato più volte). Posso finalmente godermi anche io la città senza stare sempre a controllare mille cose, di non tralasciare qualcosa durante il cammino o di programmare l’itinerario più logico.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 09:36:09
L’unica cosa di cui ho bisogno è il foglio con segnate le tappe della mia giornata, non ho bisogno di nient’altro.
In questa splendida giornata soleggiata, che via via va sempre più scaldandosi, mi sento quasi come se fossi un residente, ed è una sensazione fantastica!
Non dovendo continuamente guardare mappe o cartine posso finalmente passeggiare guardandomi intorno, osservando la città in maniera più profonda, scavando dentro la sua anima e scoprendo un sacco di particolari che nei viaggi precedenti non avevo mai notato. Nella zona del bellissimo Flatiron Building, ad esempio, mi accorgo che i palazzi circostanti sono costruiti con stili architettonici completamente diversi tra loro, alcuni sembrano anche davvero antichi (foto N° 568). Il contrasto architettonico tra gli edifici è davvero bello, così come sono molto belli gli antichi lampioni un po’ arrugginiti col tempo che si trovano in questo punto. Vedo inoltre che su molti palazzi (non solo in questa zona a dir la verità) si trovano ancora le vecchie cisterne contenti l’acqua, anche di questo non me ne ero mai accorto.
Sono solo piccoli particolari, però mi da soddisfazione riuscire a notarli ed inoltre mi fanno pensare che anche se New York è sempre soggetta a vertiginosi cambiamenti, osservando bene si riesce a vedere anche il passato di questa città, quello che sopravvive nel presente.
  
Arrivi alla Rizzoli, finalmente aperta. Una mia amica mi aveva commissionato l’acquisto di un libro di filosofia (in inglese) che le serve per l’università e che ordinando dall’Italia pagherebbe molto di più. Mi rivolgo ad un commesso indicando il titolo, ma dice che loro non lo hanno e che non è nemmeno sicuro che il libro sia ancora disponibile.
Salgo allora le scale, dove sapevo avrei trovato il reparto con libri italiani, per effettuare la mia “consegna”. Il mio principale obiettivo della spedizione Newyorkese è infatti lasciare una copia del mio libro in questa fantastica libreria (di sicuro la mia preferita al mondo).
Vorrei fare una sorta di “donazione” lasciando una copia ad una commessa (tutte italiane in questo reparto), ma poi penso che magari potrebbero anche rifiutarlo per qualsiasi motivo, quindi estraggo la mia copia della zaino e decido di lasciarla in bella mostra su un tavolo, insieme agli altri libri (foto N° 569).
Che spettacolo! Cazzetti alla Rizzoli di New York!!!
Ci sta anche benissimo!!!
Non so che fine farà questa copia, naturalmente non può essere messa in vendita in quanto nel catalogo non la troveranno, magari la butteranno via o magari qualcuno se la porterà a casa per leggerla, fatto sta che il solo sapere che il mio libro è anche a New York mi fa stare veramente bene!
Non importa se ce l’ho portato io stesso, ho sempre desiderato che arrivasse a New York e finalmente ce l’ho fatta! È comunque una bella soddisfazione!  
Faccio un altro giro della libreria lasciando anche 3-4 volantini in giro dove capita (foto N° 570).
Troppo spettacolare!
Magari se un giorno potessi veramente arrivare ad essere distribuito fin qui!
 
È quasi mezzogiorno, facendo due conti sulla mia tabella di marcia mi rendo conto che è ancora abbastanza presto, così decido di andare a Coney Island al Siren Music Festival, anche se non potrò rimanerci per molto. Lo sapevo che alla fine non avrei potuto resistere.
Il mio programma così ben studiato nei minimi particolari su ogni tappa è già andato stravolto.
Un’ora di metro e sono là.
In mezzo al “Village Voice”, giornale che sponsorizza l’evento, avevo trovato un depliant che indicava gli spettacoli musicali (tutte band sconosciute comunque, alcune anche di NY www.villagevoice.com/siren) ed avevo scoperto che c’erano due palchi con esibizioni in contemporanea.
Già il tragitto in metro comunque è molto piacevole, con il treno affollato di gente che se ne va al mare (al mare a NY, spettacolare!) e con le solite belle viste sull’East River quando le rotaie passano in superficie.
Appena scendo dal vagone vengo investito da una botta di caldo ed umidità pazzesca.
Il famoso luna park è ancora bello funzionante, rispetto alla mia visita di due anni fa non noto alcuna differenza. Lo smantellamento e la riqualificazione della zona per fortuna (almeno per come la vedo io) sono ancora molto lontani, con la Wonder Wheel e tutte le altre giostre più celebri ancora al loro posto (foto N° 571).
Il boardwalk, le strade della zona e la spiaggia sono affollatissimi di gente che si gode la bella giornata di Sole. È davvero straordinario poter visitare questa zona anche d’estate, anche se preferivo la Coney  pacifica e desolata di ottobre, un vero Paradiso.
Come molti di voi che leggete sapranno, questa è forse la spiaggia più celebre di New York, frequentata da gente appartenente ad un ceto socio-economico piuttosto basso. Per trovare località e spiagge più esclusive bisogna andare più avanti in Long Island, verso Southampton. In quelle zone, che avevamo visitato lo scorso anno, si trovano le residenze estive dei ricchi broker Newyorkesi (anche se in questo periodo di tracollo per i mercati finanziari non se la passano certo più come una volta) e di coloro che durante il resto dell’anno abitano nell’Upper East Side.
Per i concerti è ancora presto, così, dopo aver fatto un giro per il luna park (e dopo aver visto un tipo in un’attrazione che si fa tirare la roba in faccia!), entro anche io in spiaggia.
Sono un po’ indeciso su che direzione prendere, così decido di seguire la scritta “Lucky”… (foto N° 572). Sono sicuro che mi guiderà nel posto giusto!
Trovata una posizione, la  ragazza “fortunata” stende il suo telo da mare, si toglie canotta e braghette e va quindi a farsi un bagno in mare, lasciando tutte le sue cose incustodite.
In Italia col cavolo che lo farei!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 09:37:49
Sarà anche la spiaggia dei “poveri” ma evidentemente i furti non esistono.
Viene anche a me una gran voglia di fare un bagno, ma purtroppo non ho il costume. Fare il bagno a New York sarebbe stato davvero molto cool!
La spiaggia è si affollata (foto N° 573 e 574), ma questo è niente rispetto alle spiagge romagnole in luglio ed agosto. Anche l’acqua mi sembra molto migliore.
Ritorno verso il boardwalk trovando nel bel mezzo della spiaggia una palma che spara un getto d’acqua in aria nebulizzandola (foto N° 575). Mi ci piazzo sotto per un po’ per avere un po’ di refrigerio. È un piacere istantaneo che dura poco, ma almeno subito te lo godi alla grande.  
È solamente poco più dell’1 pm, ma a causa del caldo e dell’umidità già mi sono bevuto i 4 succhi di frutta che avevo nello zaino.
Mi incammino ora verso il Main Stage per andare a vedere un po’ il concerto.
Lungo il percorso che porta al palco trovo tre ragazze veramente fantastiche, in bikini ed immerse in una piccola piscinetta per bambini, che rinfrescano la gente bagnandoli con una spugna (foto N° 576). È una cosa davvero spettacolare!
Ci sono sacco di ragazzi che, attratti da loro, vanno a farsi strizzare la spugna in testa o semplicemente farsi un po’ bagnare!
Non mi tiro certo indietro, ed è una goduria assurda!
Una bella rinfrescata è un autentico sollievo sotto questo Sole!
Leggendo sul depliant dell’evento scoprirò poi che stanno promuovendo “College” (www.college-themovie.com), film sulla falsa riga di pellicole alla “American Pie”, o almeno così mi sembra vedendo il trailer sul sito.
Arrivo al Main Stage dove si stanno esibendo i “Dragons of Zynth” (www.myspace.com/dragonsofzynth Fla, ti piaceranno! Sia questi che quelli che vengono dopo, anche se di certo la loro dimensione è quella live!), band di Brooklyn (foto N° 577).
Sono davvero spettacolari, con un suono psichedelico molto distorto e “selvaggio”, come soltanto la scena underground di Brooklyn può avere. Inoltre sul palco hanno una presenza scenica eccezionale, molto carismatici e grintosi. Anche il loro look è davvero spettacolare, molto colorato.
Mi piacerebbe rimanere per tutta la loro esibizione, ma non posso trascorrere l’intera giornata a Coney Island, così mi concedo solo un paio di canzoni poi passo all’altro palco, il Stillwell Stage. Qua trovo ad esibirsi i “These are Powers” (www.myspace.com/thesearepowers), band che si divide tra Brooklyn e Chicago. Questi sono forse un po’ meno “selvaggi”, ma rimangono comunque molto psichedelici ed underground. Mi ricordano forse un po’ i “The Apes” (www.myspace.com/theapes), band che mi aveva stupito lo scorso anno all’apertura del concerto dei Klaxons.
Qua http://siren.villagevoice.com/specials/siren/2008_eventPics.php trovate delle foto molto migliori rispetto a quelle scattate da me.
È ora di tornare verso Manhattan e riprendere il mio itinerario.
Mentre mi incammino verso la stazione metro, trovo un banchetto dove regalano magliette sulle quali, tramite uno stampo sul quale versano vernice arancione, viene disegnato il logo di un altoparlante: spettacolarissimo!!!
Ognuna è praticamente un pezzo unico dato che il logo viene messo un po’ a caso. Sarebbe la pubblicità di un magazine. Mi metto in fila per  prendere la mia fantastica maglietta, ma capisco subito che ci vorrebbero delle ore, per cui, verso le 2 pm, dopo aver mangiato 2 hot dog + acqua a 3 $ in un negozio a fianco Nathan’s, risalgo in metro.
Nessuna traccia della parata delle Sirene purtroppo, si vede che quest’anno non l’hanno fatta.
Nel loro viaggio in “Lazarus” anche il Nongio e Catellan sono passati da Coney Island, in occasione del loro ultimo giorno trascorso in America, dopo un lunghissimo mese in viaggio. Qui http://www.mtv.it/tv/programmi/serie/dettaglio.asp?id_prog=533&id_epis=539&page=1&id=288126 trovate un bel filmato estratto dal programma. Sebbene fosse il 4 Luglio, purtroppo non hanno nemmeno accennato alla gara dei mangiatori di hot dog da Nathan’s. Il filmato è un po’ lungo, dura 13 minuti, ma vi consiglio davvero di vederlo. A parte Coney, il video inizia con il Nongio e Catellan a Central Park, ormai in preda alla malinconia in quanto giunti al capolinea del loro lunghissimo e fantastico tour. Dai loro discorsi emerge esattamente come mi sento anche io ora, ormai prossimo al rientro in Italia.
Quando sei in viaggio per così tanto tempo ti sembra di essere via da sempre. Il viaggio e la vita di tutti i giorni sembrano mischiarsi, creando una confusione mentale dalla quale è difficile uscirne; qual è veramente la realtà? È questa facile in America fatta di centinaia di chilometri percorsi in auto attraverso posti e scenari da sogno, oppure è quella della vita che mi attende in Italia, con il lavoro, l’impegno e tutte le solite cose?
Conosco benissimo la risposta, ma sembra così lontana, quasi offuscata da tutti questi giorni trascorsi spensieratamente, che non sembra davvero essere il prossimo passo.  
Non vi pentirete di vedere il filmato, e comunque andare a Coney Island come ultima tappa è veramente un bel modo per chiudere un viaggio.

Temevo che salendo sul treno tutto accaldato mi sarei preso uno di quei colpi da ricordare, invece, sorprendentemente, l’aria condizionata non mi da il colpo di grazia, mi fa anzi risorgere!
Vorrei fermarmi a Dumbo alla stazione di York St., ma, come temevo (dato che non si capiva bene dalla mappa della subway), la linea che prendo non ferma a questa stazione ma tira dritto. Mi sarebbe piaciuto andare a vedere il Brooklyn Bridge da Dumbo, ma purtroppo nulla da fare. Da Washington St, strada vicina alla fermata alla quale sarei voluto scendere, si ha la vista del ponte come nella locandina del film “C’era una volta in America”, come segnalato più volte sul forum.
Scendo allora per andare a South St. Seaport, passando davanti alla City Hall ed al suo fantastico parchetto.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 09:38:56
Entro nello store di Abercrombie in Fulton St, ma non trovo le magliette che avevo visto sul loro sito, così esco ancor più rimbambito del solito dalla musica.
Trovo anche un Dunkin’ Donuts, ma il solo pensiero di mangiare qualcosa di così stomachevolmente dolce con quest’afa già mi fa stare male e purtroppo devo rinunciare.
Arrivo fino al bellissimo Pier 17 per vedere le cascate. Le avevo già viste dalla metro nell’attraversamento dell’East River, ma anche da qua fanno abbastanza schifo. Non ci stanno proprio, troppo forzate, non hanno proprio senso, ed inoltre la struttura dalla quale cade l’acqua è davvero orribile (foto N° 579). Scatto una foto ad ognuna delle cinque cascate giusto per “dovere di cronaca”, ma spero vi basti quella che ho inserito. Figurativi che quella che ho messo è la cascata “più bella”, ed è davvero un bel dire.
A questo punto mi incammino verso il WTC per andare a vedere a che punto stanno i lavori a Ground Zero. Mi fermo però un attimo in un negozietto su Fulton St per prendere una maglietta che ho sempre desiderato, cioè quella con “I Love NY” in versione Irlandese, verde con il trifoglio al posto del cuore, bellissima! Spendo 10 $ che per queste magliette sono un po’ tanti, ma in questo periodo non si trova da nessun’altra parte. Quello del negozio mi attacca anche una pezza lunghissima vedendomi con indosso la maglietta “I Love Canada”, chiedendomi da dove vengo e tutti i viaggi che ho fatto. Davvero molto gentile e simpatico, però ho ancora tante cose da vedere oggi ed appena riesco mi divincolo dal discorso e procedo lungo il mio cammino.
Arrivato al WTC trovo una torre, lungo il perimetro di Ground Zero, che non mi sembra ci fosse lo scorso anno, anche se potrei sbagliare (foto N° 580). Di sicuro comunque è bellissima, con le sue vetrate che si specchiano nel cielo azzurro quasi confondendosi.
A Ground Zero mi sembra che i lavori stiano finalmente un po’ procedendo, anche se ci vorranno ancora diversi anni prima che siano conclusi. È comunque veramente interessante fare un confronto anno per anno di come si evolvono i lavori.
Già che sono qua faccio un salto da Century 21, in quanto durante il viaggio ho perso il mio portamonete chissà dove. Purtroppo però non trovo ne un nuovo portamonete, ne i boxer della Jockey. In compenso però c’è un casino di gente assurdo.
Faccio un salto veloce al WFC per andare in bagno e per vedere Ground Zero dall’altro. Mi viene in mente che oggi è sabato e che sarebbe bellissimo poter ammirare una Wall St. insolitamente deserta, senza la solita gente che passa freneticamente da un edificio all’altro.
Forse però mai mi sono sbagliato tanto, quando vi arrivo la trovo piena di turisti col naso all’insù, davvero disgustosa.
È vero che anche io sono pur sempre un turista, ma questa “invasione” mi disturba proprio.
Sono ormai le 4 pm, così decido di andare a Soho a vedere un po’ di belle ragazze in giro per negozi... Come sempre non rimango certo deluso.
Entro anche un attimo da Balthazar (80 Spring St.), ristorante molto rinomato nel quale lo scorso anno Anna78 aveva incontrato Kate Moss.
Passo quindi dalla sede di Marc Jacobs (72 Spring St.), dove erano state inviate Lauren e Whitney di The Hills dal magazine per il quale lavorano (Teen Vogue). Purtroppo però non c’è nemmeno un’insegna e dalla vetrata si vede solo un piccolo atrio con un ascensore che porta agli uffici ai piani di sopra. Soltanto la targa sul campanello conferma l’effettiva presenza della sede.
Mi incammino ora per vedere il nuovo palazzo in costruzione a SoHo, dove hanno già comprato un appartamento tanti personaggi noti (tra cui Ibrahimovic), al 246 di Spring Street.
Passeggiare tra i negozi a SoHo è sempre un vero piacere. Il palazzo comunque è un po’ fuori dalla sua zona commerciale ed anche lo stile architettonico è molto diverso. Ancora qualche mese e sarà pronto (foto N° 581).
Nell’arco della giornata provo diverse volte a chiamare Marion per farmi mettere in lista per stasera al Guest House (locale che veroslist propone per stasera, ora però propone anche il Mansion), ma purtroppo non riesco mai a trovarla.
Il mio vero obiettivo per la serata però è il Room Service, uno dei locali più cool di New York.
Provo quindi a chiamare (212 – 254 5709) per cercare di farmi mettere in lista, anche se già lo scorso anno ci avevano detto che non era possibile.
La centralinista di fatti dice che solo la manager può farlo, così mi lascia il suo indirizzo e-mail: perfetto! (jessica@roomserviceny.com)  
È tempo ora di andare a fare un giro nel Greenwich Village per concludere magnificamente questa splendida giornata.
Mi incammino quindi sulla 6th Ave fino ad arrivare a Bleecker st., che percorro tutta verso ovest fino alla fine. Questo tratto nel Village è immensamente stupendo! Sicuramente la zona che mi piace di più di tutta NY! (insieme a Cetral Park).
È una zona tranquilla con casette stupende, viali alberati ed atmosfera tranquilla e rilassata, una vera meraviglia!!! Non è che ci sia qualcosa di particolare da vedere, me è straordinariamente fantastico già il solo fatto di passeggiare in questa zona!
Fa ancora un gran caldo però, così mi fermo in una yogurteria-gelateria che mi sembra una di quelle cose che vanno molto di moda adesso a Manhattan, dato che ne ho viste anche altre in giro. Si trova al numero 267 Bleecker St e si chiama Yogurtland (foto N° 582, qua trovate altre foto http://www.yelp.com/biz_photos/mBl1KHFIqOpWBpPT8ey_WA?select=DSsF5TSQfu4IP4Jkpy5uZQ).
Al suo interno trovo tanti ragazzi giovani ed alla moda, evidentemente abitanti di questo quartiere.
In pratica si tratta di un self service, entri, prendi la tua coppetta e “spilli” lo yogurt dalla macchina, quanto ne vuoi e tutti i gusti che vuoi (ce ne sono una decina). Sullo yogurt-gelato si possono poi mettere tante altre cose tipo Smarties e cose di questo tipo.
Quindi si paga tutto al peso.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 09:39:28
Io forse, preso dall’entusiasmo, esagero un po’ e praticamente mi faccio una coppa enorme!
Spendo circa 5.50 $ e li valgono davvero tutti, eccome se li valgono tutti!!!
È davvero buonissimo, allevia almeno istantaneamente il calore ed inoltre è anche una cosa davvero cool qua a New York!
Mangio la mia coppetta mentre proseguo nella passeggiata (con il risultato che presto si scioglie…) ed arrivo alla Magnolia Bakery (401 Bleecker st. at 8th Ave, http://www.magnoliacupcakes.com/) che l’ho già finito.
Qua nei dintorni abitava Fabio Volo quando era a NY per fare Italo Americano.
Magari potessi permettermi di prendere casa anche io qui!
Trovo un po’ di fila all’esterno (foto N° 583), così mi accontento di guardare da fuori attraverso la vetrina. Ci sono dei dolcetti artigianali che sembrano davvero squisiti! (foto N° 584)
Ne prenderei volentieri un po’, ma ho appena finto la mia bella coppona di yogurt-gelato e non è cha mi vadano molto.
Gran scelta comunque quella di Fabio Volo di vivere qua, è davvero fantastico.
Mi incammino allora sulla meravigliosa ed alberata Perry St (foto N° 585) fino ad arrivare al Doma Cafè (17 Perry St. at 7th Ave, foto N° 586 e 587), caffetteria la cui vetrina appare sulla copertina del suo ultimo libro, “Il giorno in più”.
Entro.
Che dire, è difficile trovare le parole adatte per descrivere l’atmosfera che si respira all’interno di questa caffetteria. Tra un caffè e l’altro c’è chi legge un libro, chi naviga col laptop, chi scambia due chiacchiere con un amico o chi semplicemente se ne resta affacciato alla vetrina ad osservare la gente che passa in strada. L’ambiente è talmente accogliente e favoloso che non ci sono parole abbastanza significative per poterlo descrivere neppure minimamente!!!
È davvero fantastico, un posto perfetto per trovare l’ispirazione giusta!
Il buon Fabio deve aver trascorso infiniti pomeriggi qua dentro mentre scriveva il suo libro.
Anche io rimarrei per ore ed ore anche se attualmente è piuttosto piena e non c’è nemmeno posto per sedersi. Purtroppo non riesco a scattare delle foto internamente in quanto, senza accomodarmi ad un tavolino, mi sembrerebbe di rovinare quella magnifica atmosfera che vi si respira. Ormai però nel forum sono già in diversi quelli che sono stati qua e che hanno messo qualche foto.
Fabio Volo comunque di NY ne sa davvero parecchio.
Continuo il mio giro sulla meravigliosa Bleecker St. arrivando fino al suo termine, praticamente nel Meatpacking.
Ne approfitto allora per andare a vedere lo Hudson Bar and Books (636 Hudson St. At Horatio St  http://www.barandbooks.cz/ scotch cocktails – cigar bar, foto N° 588), bar lungo e stretto davvero accoglientissimo, con la particolarità che vi si trova una libreria contente tanti volumi e che al suo interno si può fumare, sigari in particolare, davvero fantastico e di gran classe!!!
Vengo accolto da una splendida cameriera e dal barista mi chiede se può darmi qualcosa da bere.
Prenderei un buon barbour davvero molto volentieri, ma sono ormai le 7 pm, tardissimo, così dico che sarebbe un vero piacere, ma sono in ritardo.
“Ti capisco” dice, “anche io sono sempre in ritardo”.
Un grande!!!
Mi dirigo quindi in fretta alla stazione sulla 14th St, dove prendo la metro fino a Union Square.
Faccio un salto veloce nel vicino Barnes & Nobel (33E 17th St., fantastica libreria dove lo scorso anno avevamo visto la presentazione dell’ultimo libro di Nick Hornby, oltre che al bravissimo musicista Josh Rouse!) per trovare il libro per la mia amica, ma nemmeno qua sanno essermi utili.
Ceno allora da Whole Food a Union Square con il solito piatto che prendevo lo scorso anno (maccheroni al formaggio, agnello e purè, tutto buonissimo! Foto N° 589), solo che purtroppo hanno aumentato il prezzo di ben 3 $ rispetto a pochi mesi fa, portandolo a 12.99 $.
Impagabile come sempre comunque la vista dalle ampie vetrate della sala-ristorante (foto N° 590), sembra di essere direttamente in piazza!
Cenare qua, nelle lunghe tavolate a fianco di tantissima altra gente, mi fa sempre sentire un vero Newyorkese, ed è una sensazione davvero bella.
Purtroppo però davo cenare davvero in fretta e furia, senza quindi potermi godere l’atmosfera fino in fondo.
Riparto in metro fino a Columbus Circle, dove entro al TWC per andare in internet nel negozio Samsung. Invio una e-mail a Marion per farmi mettere in lista al Guest House (anche se le avevo già detto la sera precedente che ci sarei andato) e le lascio anche un messaggio in segreteria telefonica per sicurezza. Mando inoltre una e-mail a Jessica del Room Service anche se so benissimo che non mi metterà mai in lista visto che non sa neanche chi sono.
Salgo anche un attimo al Dizzy's Club Coca-Cola (Jazz at Lincoln Center) per vedere se hanno ancora al suo ingresso quella rivista gratuita alla quale lo scorso anno era allegato un fantastico cd jazz, ma purtroppo stavolta non la trovo.
Scendo di corsa quindi, ma non è ancora tempo di tornare a casa, purtroppo mi rimane ancora da trovare il libro della mia amica. Faccio allora un salto veloce al Barnes & Nobel che si trova vicinissimo al Lincoln Center (a due passi dal mio ostello), incamminandomi sulla Broadway. Scopro che in questo suo tratto ci sono tanti negozietti di alimentari, compreso un Duane Reade, oltre a vedere un tipo che passeggia tranquillamente con il suo gatto in testa!!!
Da morir dal ridere!
Sempre più ansioso parchè si sta facendo tardissimo, arrivo al Barnes & Nobel che ormai fa già buio, ma purtroppo nemmeno qua lo hanno e non sanno neanche dirmi se è ancora in stampa!
Torno quindi a casa talmente velocemente, visto quanto si è fatto tardi, che mi sento davvero con l’acqua alla gola!
Sono stanco, accaldato e disidratato, ma non ho nemmeno un minuto di tempo per riposarmi, già mi devo preparare per la serata che sta arrivando, l’ultima a New York e soprattutto l’ultima di questo viaggio in America.
Sono già davvero carico però!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 29 Ottobre 2008, 11:02:04
Luca sei davvero unico!!!!!
Lasciare il tuo libro il libreria è stata davvero una mossa azzeccata  [smiley=thumbsup.gif] sicuramente un giorno di questi qualcuno ti contatterà e così......
Fantastico il resto del racconto ed inotre ho molto apprezzato il reportage fatto da Coney Island.
Aspetto il seguito per sapere com'è andata la notte newyorkese  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 29 Ottobre 2008, 13:00:35
WOW :o :o :o

Giornata pazzesca!!!! Vissuta al massimo!!! Grande! Ma come ti è venuta in mente l'idea di lasciare il libro? Comunque quelle tre con le spugne a Coney Island potevano anche togliersi le pettorine arancioni con quel caldo no? ;)
Che dire, il Village è un posto speciale....ora non oso immaginare la tua ULTIMA notte!!! :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 29 Ottobre 2008, 15:09:16
Te sei pazzo!!!!! hai lasciato il tuo libro alla Rizzoli a NYC  :o ;D speriamo che lo prenda qualcuno che lo vuole pubblicare anche la  ;)

Giornata bella piena direi....non oso immaginare la serata,visto che sarà anche l'ultima  :'(


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 29 Ottobre 2008, 17:50:19
L'idea di lasciare il libro alla Rizzoli mi era già venuta anche lo scorso anno, solo che ancora non era uscito. Quest'anno però non mi sono certo fatto scappare l'occasione!
Sono pronto ad inondare la libreria di copie nei prossimi viaggi se non mi contatta nessuno!  ;D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 31 Ottobre 2008, 09:24:25
Faccio una doccia velocissima poi inizio subito a prepararmi.
Stasera indosso il vestito nero, camicia bianca e cravatta bordeaux; me ne vado da New York in grande stile.
Di solito l’ultima sera sono sempre molto malinconico per via dell’imminente partenza, non stavolta però. La malinconia l’ho già lasciata sbollire a San Diego, mi rimane ancora un’ultima serata e sono davvero deciso a godermela alla grande!
Appena fuori dall’aria condizionata mi ritrovo in un caldo malvagio ed insopportabile, così sfilo la giacca ed avvolgo le maniche della camicia, anche se vorrei proprio levarmela del tutto!
Prima di andare al Room Service (35 E 21st St. btwn. Park and Broadway http://www.roomserviceny.com/) anche stasera decido di andare a fare un giro veloce sia nel Meatpacking che a Chelsea.
Avevo con me anche una bella lista di rooftop bar che non siano sempre i soliti “The View” del Marriott Hotel o la Rainbow Room del Rockefeller Center (anche se in quest’ultimo non ci sono mai andato) o ancora quello del Gansevoort Hotel, ma purtroppo con due sole serate a disposizione non riesco certo a fare tutto quello che vorrei.
Per trovarne un bella lista basta inserire come chiave di ricerca “rooftop bar New York” su qualsiasi motore di ricerca, comunque, per comodità, ne riporto qualcuno anche io (tenete presente però che non sono stato in nessuno di questi):
230 Fifth (230 Fifth Ave., penthouse, between 26th and 27th Sts., 212-725-4300)
On top of the New York Market Center near Madison Square Park. With views of the Met Life Building, the Empire State Building, NYC's largest rooftop venue attracts a steady stream of finance types. [They] flock here for the Miami Vice-like decor of palm trees, stuffed safari animals, and an endless expanse of wooden benches.
Bar 13 (35 E. 13th Street, between Broadway and University Place, 212-979-6677) www.bar13.com
Its location between NYU’s Washington Square campus and Union Square makes this a prime destination for students stuck in the city. Amid the palms and illuminated panels, revelers can pretend they're in South Beach—and of legal drinking age. Get there early (before 10pm) on the weekends to avoid a $10 cover charge.
A60 (60 Thompson Street, between Spring and Broome Streets, 877-431-0400)
Though a members-only bar, there are tricks to cracking open A60. Try reserving a room at the hotel downstairs. Two separate rooftop areas present guests with picturesque midtown and lower Manhattan skyline views. The bar has room for up to 100 people, and offers pricey exotic drinks.
Cabana at the Maritime Hotel (88 Ninth Avenue, between 16th and 17th streets, 212-242-4300)
Consistently ranked as one of the city’s best rooftop escapes, Cabana at the Maritime fulfills your summer fantasies. In the summer, this bar in the meat-packing district feels like a cross between a trendy L.A. nightclub and a retro luxury cruise liner, complete with heat lamps, leafy plants, tropical wallpaper, lounge cushions, and plenty of strappy sandals and halter tops on the tanned female clientele
Salon de Ning  (700 Fifth Ave. at 55th St., 212-956 2888)
Newly opened, this rooftop bar and lounge on the terrace of the Peninsula Hotel
Pooldeck (44 W  63rd St. at Broadway; 212-265-7400)
With swimming, lounging, cocktails, massages, and glittering city views on its agenda, the brand new bi-level Pooldeck atop the UWS Empire Hotel. Hotel guests (or well-connected shysters) can take advantage of the spectacular, vacation-style space whose top level features the pool and a rows of lounge chairs.
Highbar (251 W. 48th St., 15th floor, 212-956-1300)
Easygoing Hells Kitchen locals.
Alma (187 Columbia St. at DeGraw St., 718-643-5400)
This hip, three-story space in Red Hook is consistently referred to as one of the best rooftop spots in the city.
Me'Bar (17 W. 32nd St. between Broadway and Fifth Ave., 212-290-2460)
Found in the thicket of bustling Koreatown, this semi-hidden and underappreciated bar on the 14th floor of the La Quinta Inn provides a basic approach to outdoor boozing.
The Delancey (168 Delancey St. at Clinton St., 212-254-9920)
Part rock club and part lounge.
Bookmarks . (299 Madison Ave., 14th floor, at 41st St., 212-983-4500)
There’s something decidedly glamorous about the whole idea of "cocktails on the terrace at sundown" and Bookmarks—the rooftop lounge perched atop the Library Hotel—fits the bill with its stacks of classic books, greenhouse solarium and outdoor terrace whose sunroof encloses the fully heated outside space.
Patroon (160 E. 46th St. between Lexington and Third Aves., 212-883-7373)
Decked with low-lit lanterns, cabana-esque striped awnings and heaters for chilly nights.
Rise (2 West St. at Battery Place, 212-344-0800)
Perched on the 14th floor of the Ritz-Carlton Battery Park, this award-winning swanky bar draws consistent crowds with its stunning panoramic views of the harbor, Ellis Island and the Statue of Liberty.

Faccio quindi un giro nel Meatpacking, notando che il Lotus (409 W 14th St tra 9th and 10th
www.lotusnewyork.com) sembra finalmente chiuso. Non l’ho mai potuto sopportare quel posto, anche se in realtà non è che ci sia un motivo ben preciso. Rifaccio un giro completo della zona come ieri sera, ma alla fine non mi va di entrare in nessun posto particolare, anche perché il Revel non sembra proprio più quello di una volta e perché in questo momento non mi va nemmeno di andare al 5ninth.
Decido allora di tornare al vicino Hudson Bar and books, dove ero stato nel pomeriggio. Magari, se non c’è troppa confusione, potrei prendere un buon Macallan od un Glen Grant, tanto per cominciare la serata con qualcosa di “rispettabile”.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 31 Ottobre 2008, 09:26:15
Arrivo, ma purtroppo è decisamente troppo affollato per prendere il mio whiskey, impiegherei troppo tempo ed inoltre l’atmosfera è anche un po’ rovinata con tutta questa confusione. Inoltre adesso c’è anche della gente che “sporca” la fragranza del sigaro con le maledette sigarette. Io non fumo nemmeno, ma quando venite qua fatevi un bel sigaro anziché le solite sigarette!
Non lo so, lo vedo molto bene il connubio barbour e sigaro.
Vengo accolto dalla splendida cameriera che già avevo incontrato nel pomeriggio, ma le dico che ora è troppo affollato e che magari tornerò più tardi. So già che invece purtroppo non ce la farò.
Non credo comunque che mi abbia riconosciuto, rispetto ad oggi pomeriggio il mio cambio di look è decisamente significativo.
Esco incamminandomi verso Chelsea, dove una bella passeggiata tra un locale e l’altro è sempre molto piacevole. È ancora molto presto comunque e non è che ci sia tanta gente in giro.
Nel frattempo incomincio un po’ ad avvertire la formazione di qualche vescica ai piedi, tutta colpa delle maledette scarpe eleganti! Beh, non si svilupperanno visto che domani me ne vado.
Mi reco quindi di volata al Room Service, dove sarà meglio arrivi piuttosto presto.
Per nulla speranzoso mi metto in fila all’ingresso, dove trovo lo stesso simpatico e gentile selezionatore dello scorso anno. È ancora un po’ presto per entrare ed in fila ci sono solamente 4-5 persone.
Un buttafuori, tanto per fare un po’ di conversazione, mi chiede da dove vengo. Quando rispondo “Italy” mi chiede se mi piace NY.
“Cavolo, è la terza volta che vengo!”
“Se ti va allora facciamo cambio, te rimani qui a NY e io vado in Italia…”
Non ha capito proprio un ca*** dalla vita.
Una tipa in fila accanto a me mi attacca discorso sentendo che sono Italiano, dato che è stata per un po’ di tempo in Italia e parla la nostra lingua abbastanza bene.
È simpatica ed è sempre divertente conversare all’estero con un residente che parla Italiano; mi rispecchio in loro e mi sembra quasi di vedere me stesso quando sono invece io che devo parlare nella loro lingua. Ricordo che a volte ho fatto anche delle figuracce vergognose, non in questo viaggio però.
Di viso è anche piuttosto carina, ma per il resto non è che sia proprio bellissima e di sicuro non mi va di conversare in Italiano tutta sera; già dovrò farlo nei prossimi mesi a venire.
Mi chiedono se sono in lista ed io rispondo che me l’ha fatta Jessica (anche se sono sicuro che in realtà non c’è, visto anche che le avevo mandato la e-mail tardissimo e visto anche che in questo locale c’è praticamente solo buttle service!).
La ragazza scorre le lista presenti nella sua carpetta, sono sicuro che non trova niente (anche perché poi dall’Italia, quando controllerò la mia mail, vedrò che Jessica non mi ha manco risposto!), ma sentendo il nome della manager ecco che mi si spalancano le porte!
Incredibile! Ed anche a gratis!
Finalmente, al terzo anno che vengo a NY, riesco ad entrare in qualsiasi locale, anche nei più cool!
Solo non ho capito il perché da quest’anno, in quasi tutti i locali, si sono messi a passare la tessera-documento (degli Americani) in uno scanner, ed a fotografare invece i documenti degli stranieri. Probabile che sia per avere i nominativi dei presenti in caso di eventuali bisogni. Io non ho niente da nascondere quindi non mi interessa, certo però che è un po’ una violazione della privacy.
Dentro comunque è ancora praticamente deserto, c’è solo qualche tavolo occupato da un numeroso gruppo di persone, una ventina circa, riunite evidentemente per un compleanno.
Il locale è molto carino ed elegante, stretto e lungo, con tanti tavolini, dei candelabri raffinati ed il soffitto a specchio.
Prendo il solito coca-rum per ingannare l’attesa (11 $ + mancia).
Dopo un po’ che aspetto che il locale incominci a riempirsi, si spengono le luci  ed entra un tipo accompagnato da un amico.
“Surprise!” gridano in coro tutti gli altri, con lui che fa la faccia sbalordita!
Neanche fossimo all’asilo...
Finalmente inizia ad arrivare un po’ di gente, ma, anche se mi spiace ammetterlo, devo dire che mi aspettavo qualcosa di meglio.
Alla mezza sento di nuovo che sto sprecando la serata ed inoltre ho davvero voglia di vedere Marion… Certo qualche bella ragazza c’è anche qua, ma sono comunque un po’ deluso.
Scatto così una foto, cogliendo probabilmente l’attimo in cui c’è più luce (N° 591, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/), ed esco per andare al Guest House.
Non si sa mai che decida di tornare però, quindi mi faccio fare il timbro sulla mano, anche se il buttafuori dice che non ne avrei bisogno e che si ricorderà di me.
Arrivo che è ormai tardissimo, l’1 am.
Lo scorso anno di sabato questo posto era letteralmente invaso dalla Bridge and Tunnel crowd, ma ora sembra proprio non essercene traccia. Evidentemente la crisi economica si fa pesantemente sentire anche nei dintorni di Manhattan.
Dico che sono sulla veroslist, ma i selezionatori, due ragazzi molto giovani, rispondono che su quella lista stasera è già entrata anche troppa gente!
Dico allora che sono anche nella clubplanet list, ma rispondono che non hanno quella lista.
Ma come?!?
Mi chiedono allora, piuttosto sottovoce, di pagare per entrare (ovviamente i soldi se li intascherebbero loro! Bast***i!).
Probabilmente mi fanno questa richiesta perché hanno capito che sono italiano e si sa che gli italiani sono pronti a tutto! Già a Monaco di Baviera c’era capitata la stessa identica cosa!
Scommetto che ad un Americano non lo avrebbero mai chiesto!
Mi sta davvero su ‘sta cosa, ma è la mia ultima sera a New York, non posso fare altro che accettare
Uno mi chiede 15 $ per farmi entrare.



Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 31 Ottobre 2008, 09:27:48
“Affare fatto amico” basta che ti levi di torno e mi fai entrare!
Poi però interviene l’altro che me ne chiede addirittura 40!!!
What?!?!? Te sei fuori!!! 40 $ sono davvero troppi!!!”
Concordiamo allora, in modo sempre più losco, per 20 $.
Purtroppo però ho solo o 50 $ attaccati (che non gli darei mai!), oppure 14 $, che però non gli bastano. Inoltre, come li tiro fuori per darglieli, subito si allontanano dicendomi di metterli via! (perché se li beccano chiedere dei soldi all’ingresso gli fanno davvero il c**o!)
Mi fanno chiaramente capire che sto rompendo a forza di insistere, ma sono anche sicuro però che insistendo alla fine entrerei. Non mi va proprio però di stare li a pregarli quando sono persino riuscito ad entrare in un posto molto più cool di quello come è il Room Service!!!
Me ne vado quindi con stile porgendo loro la mia stretta di mano “It doesn’t matter, my friends…”  
Certo però che se potessi tornare indietro ‘sti due sbarbatelli me li dovevo proprio mangiare!
Avrei dovuto chiamare un buttafuori o qualcun’altro e raccontare la storia dei soldi, vedi come mi avrebbero fatto immediatamente entrare!
Certo che con l’autorità che hanno questi due dureranno poco qui, probabile che non conoscano neppure i locali che ci sono dall’altro lato della strada!
Devo ammettere però che il Guest House sembra proprio niente male stasera, con un sacco di ragazze molto carine. Sento inoltre che sarebbe un posto molto più “da festa” che il Room Service e che mi divertirei di più qui.
Provo allora a chiamare Marion da una cabina, ma nulla da fare, probabilmente è già dentro.
Avrei dovuto provare a chiamare Veronique, ma in quel momento non mi è passato per la testa. Lei è la vera “leader” della veroslist, mi dirà Enea che come faceva il suo nome tutte le porte si spalancavano!
Decido allora di tornare al Room Service, magari adesso sarà meglio.
È tardissimo, quindi stavolta prendo un taxy ed arrivo che è ormai l’1.40 am.
Adesso all’ingresso c’è davvero una fila bella lunga, ma io, grazie al timbro, che il buttafuori non guarda  nemmeno visto che si ricorda effettivamente di me, passo subito avanti ed entro.
Cavolo adesso è proprio bello! Ci sono davvero un sacco di nice girls!
Anche la musica non è male, piuttosto simile a quella del Marquee. Tra i pezzi che mettono ricordo “Gimme More” di Britney Spears, “World holds on” di Bob Sinclair, “Mr. Brightside” dei Killers (grandi!!!), “Banquet” dei Bloc Party, “Stronger” di Kayne West, “Livin’on a prayer” di Bon Jovi e “I kissed a girl” di Katy Perry.
Me ne sto in giro passando da una zona all’altra, senza combinare nulla di memorabile comunque.
Verso le 3 am esco per tornare a casa.
Salgo in metro prendendo la linea gialla sulla 23rd St, anche se non passa proprio da Columbus Circle vi arriva vicino e scendo alla 57th St at 7th Avenue.
Pochissima gente in giro, praticamente solo qualche operatore intento nella pulizia delle strade. Fiancheggio Central Park fino a casa. È notte inoltrata, sono solo e non c’è polizia per strada, ma non avverto assolutamente nessun timore e nessun segnale di pericolo, alla faccia di quelli che continuano ad essere scettici sulla sicurezza di New York.
Terminano così anche per quest’anno le mie serate Americane e Newyorkesi. Sembrava non finissero mai ed invece anche stavolta si è giunti al capolinea; me la sono goduta comunque.
Prima di sdraiarmi sistemo un po’ la valigia in modo da essere subito pronto domattina, poi, verso le 3.45 am mi metto a dormire.
Mi rimane un’ultima giornata da trascorrere a New York e sono ben deciso di godermela tutta!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 31 Ottobre 2008, 15:34:13
 :'(

Che bella abitudine è stato leggere il tuo racconto; pazzesco che sia finito...
Complimenti per essere entrato al Room Service, locale elegantissimo!!!
Anch'io non fumo, ma ci sono dei locali a New York dove per forza devi entrare, sederti con un bel bicchiere di Bourbon Whisky e gustarti un sigaro...ti sentirai come all'epoca del proibizionismo!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 10:15:33
19/07/2008 Domenica - Ultimo giorno a New York.
Sveglia per le 8.00 am. Sono davvero stanco, distrutto.
I miei occhi vitrei pare non vogliano aprirsi e mi sembrano trascorsi soltanto dieci minuti da quando sono andato a dormire. Faccio davvero fatica ad alzarmi, mai fatta così tanta. Per un attimo medito persino di rimanere a letto un altro po’, ma è soltanto un pensiero fugace che scaccio nella frazione di un secondo. Mi rimane soltanto un unico giorno da trascorrere a New York e sto a letto?!!? Non esiste!
Inoltre, pur essendo l’ultimo giorno, il programma della giornata è come sempre bello intenso visto che il mio volo partirà dal JFK soltanto alle 8.00 pm.
Mi alzo facendo un grande sforzo di volontà, ma sono talmente intontito che non mi sento nemmeno in me, come se fossi su un altro pianeta, dove tutto è estremamente confuso.
Vado in bagno a darmi una sciacquata, poi, quando torno in camera, guardo l’orologio per controllare che ora si è fatta.
Rimango sconvolto.
Non credo davvero ai miei occhi, sono soltanto le 7.15 am.
Com’è possibile?!?
La sveglia è suonata veramente?!? Me la sono soltanto immaginata?!?
Non può essere suonata visto che l’avevo lasciata puntata alle 8.00 am come la mattina precedente. Ma allora come ho fatto a svegliarmi?!? Che abbia sentito un rumore provenire dal corridoio? Un’altra sveglia di una stanza confinante? Non riesco proprio a darmi una spiegazione, ma sono sbalordito.
Il dormire così poco e tutta la stanchezza accumulata in viaggio mi stanno rovinando!
Ecco perché non ho incontrato nessuno nei corridoi ed in bagno, è ancora prestissimo!
Mi rimetto allora a letto, aspettando che la sveglia suoni all’orario prestabilito, alle 8.00 am.
Certo per riaddormentarmi non ci metto molto, giusto il tempo di chiudere gli occhi e mi ritrovo nel mondo dei sogni.
Sembrano passati soltanto pochi secondi quando la sveglia stavolta suona veramente, ma anche giusto una quarantina di minuti di riposo supplementare sono stati sufficienti per ritemprarmi e riportarmi alla vita.
Chiudo i miei bagagli, scendo nella hall e lascio tutto nell’apposito deposito, anche se mi chiedono 1 $  a valigia. Manco fossimo a Las Vegas dove si paga a parte qualsiasi extra! Credo che tra un po’ metteranno anche l’aria da respirare a pagamento!
Per il momento niente colazione, decido di farla più avanti nel corso della mattinata, in un posto speciale.
Sono a New York, è domenica mattina, e cosa si fa a New York la domenica mattina?
Ma certo, si va a correre a Central Park!
Eh no, purtroppo no, quest’anno no, anche se mi dispiace un sacco stavolta devo rinunciare. Quest’anno ho soltanto poco più di due giorni da dedicare alla Big Apple, quindi, mio malgrado, sono costretto a rinunciare alla mia abituale corsa domenicale a Central Park. Peccato.
Come da programma inizio la mia visita dall’Upper West Side, il quartiere dove si trova il mio ostello. Avevo già visitato sia questa zona che l’east side anche lo scorso anno, ma ho nuovi ed interessanti obiettivi a cui dedicarmi.
Prendo la linea rossa della metro e scendo alla 72nd St. Qua voglio semplicemente vedere la stazione della metro (at Broadway) in quanto è quella che appare in “Die Hard 2” quando Simon, il terrorista, chiama Bruce Willis ed il suo nuovo socio ad un telefono pubblico per fare l’indovinello. Questa inoltre è una delle poche stazioni in superficie di Manhattan.
Ad ogni modo non riconosco esattamente la location e non vedo nemmeno il telefono pubblico al quale hanno risposto.
Quel che però è davvero fantastico è che la strada in questo tratto è chiusa al traffico in quanto si sta svolgendo una corsa! (Foto N° 592 e 593, link http://www.flickr.com/photos/30807432@N04/)
Cavolo, ma proprio quest’anno che non corro ci dev’essere una corsa?!?!
Già mi pento di non avere le mie braghette e scarpe da ginnastica ai piedi per poter gareggiare con loro!
Comunque un’altra cosa davvero spettacolare è che ci sono diverse persone ad assistere, nel bel mezzo della strada, che hanno dei cartelli di incitamento per i proprio parenti od amici (foto N° 594 e 595). Davvero fantastici!!!
L’atmosfera che si respira in questa zona, in questa splendida domenica mattina, è incredibile, mi fa sentire davvero bene. È meraviglioso!
Procedo nella mia passeggiata fino al 2245 Broadway at 80th Street per vedere Zabar’s, market nel quale entrava Woody Allen in “Manhattan” (foto N° 596). Ormai diversissimo comunque a distanza di più di 30 anni.
Visitare queste zone con obiettivi ben precisi è molto stimolante per me, ed inoltre ti dà realmente la possibilità di ricordare quanto si è visitato, cosa che invece col tempo si perderebbe.
Poi è anche divertente andare in giro seguendo le location dei proprio film preferiti!
Passando davanti ad una Chiesa mi viene in mente che staranno celebrando la messa domenicale e che sarebbe interessante magari dare giusto un’occhiata, ma i canti gospel proprio non li sopporto ed inoltre le funzioni durano troppo.
Il mio giro dell’east side quindi termina qui, è ora di passare sul lato ovest.
Attraverso tutto Central park, dove nel frattempo è arrivata la corsa.
Cavolo, di nuovo mi viene una voglia immensa di gareggiare con loro! Proprio quest’anno dovevano farla ‘sta corsa?!?! Perché non c’era anche gli anni scorsi?!?!?
Il parco come sempre mi trasmette sensazioni davvero fantastiche. Mi sento davvero bene quando sono immerso in questi magnifici scenari, con laghi, ponti, immensi prati verdi e tanta gente che corre, passeggia o rimane semplicemente sdraia a terra per rilassarsi.
Ad un certo punto scatto una foto proprio nell’istante in cui una splendida biondina corre verso di me (N° 597), impreziosendo ancor di più il paesaggio.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 10:16:24
Cerco di attraversare il parco nel modo più “dritto” possibile, senza guardare cartine indicanti le bellezze ed attrazioni, già ampiamente visitate lo scorso anno. Fiancheggio il Delacorte Theatre ed arrivo al magnifico Belvedere Castle (foto N° 598), con il suo fantastico laghetto dalle acque verdi. Sembrano colorate di questa tonalità appositamente per rendere ancor più incantato il paesaggio!
Osservando bene nell’acqua noto anche una folta comunità di tartarughe, tutte una in fila all’altra! (foto N° 599).
Nell’ampio prato oltre il lago trovo anche due bellissime donne (di cui una in bikini!) intente nello joga ed in esercizi di stretching. Dev’essere davvero distensivo fare joga ed esercizi con la mente immersi in questi magnifici paesaggi.
Trovo anche una bella coppia di ragazzi italiani con figlio piccolo che stendono un plaid e si sdraiano a terra per godersi questa magnifica domenica soleggiata.
Esco dal parco esattamente in corrispondenza dell’imponente palazzo del Metropolitan Museum, sulla 5th Ave all’altezza dell’80th St., nel bel mezzo del cosiddetto Museum Mile. Decido allora, come ogni anno, di passare a vedere se sono terminati i lavori di ristrutturazione della facciata del Guggenhaim Museum, anche se non sono molto speranzoso visto che nei miei precedenti due viaggi ho sempre visto i lavori abbastanza fermi.
Proprio stavolta che non me lo aspettavo vedo invece che l’orrenda e deturpante impalcatura, che ha offuscato la bella facciata del museo per anni, finalmente è stata tolta! (foto N° 600, link http://www.flickr.com/photos/32044598@N05/). Non credo che i lavori siano del tutto terminati, però, dopo tanta attesa, forse mi ero creato troppe aspettative. La spirale che costituisce la struttura è meno impressionante di quel che immaginavo ed anche la sua tonalità è forse un po’ anonima. Nelle fotografie in internet l’avevo sempre vista più tendente al giallo e quindi molto più luminosa.
Procedo nel mio cammino nell’Upper East Side dirigendomi ancora verso nord.
Arrivo in Madison Avenue tra la 94th e 95th Street, qua ci sarebbe un castello apparso in diversi film, ma purtroppo è completamente ricoperto da impalcature e praticamente non si vede (foto N° 601).
Il caldo e l’afa incominciano a farsi pesantemente sentire ed anche il mio stomaco ormai ha assolutamente bisogno di essere riempito, visto che sono ancora  a digiuno.
Meno male che il programma prevede ora proprio la colazione. La mia intenzione era di farla in una caffetteria particolare (DU-UT, 2nd Ave at 84th St), un posto di cui avevo letto lo scorso anno sull’Amny in cui era scritto che era ispirata al “Central Perk” di Friends. Non vedevo l’ora!
Già lo scorso anno c’eravamo passati ma il locale non era ancora stato aperto. Avevamo trovato la vetrina tutta impacchettata con appeso un cartello che diceva che si stava preparando una sorpresa o qualcosa di simile.
Arrivo speranzoso a destinazione, ma purtroppo la caffetteria non c’è già più! Sempre che mai ci sia stata! Al suo posto c’è una specie di bistrot, o qualcosa di simile, ma adesso è chiuso.
Basta, non ci vedo più dalla fame, così entro subito in uno Starbuks vicino che avevo visto durante il percorso. Questo è forse il peggiore della catena di tutta New York, ma almeno nel tavolo a fianco al mio c’è una giovane madre intenta a nutrire il suo piccolo e sorridente bambino, ed è una scena dolcissima che mi riempie il cuore di buoni sentimenti.
Preso dall’abitudine ho però preso scioccamente un fumante “Caffè Americano tall” come prendo sempre; già non c’è abbastanza caldo ed io vado pure a prendermi un caffè bollente! Che cavolo, non potevo prendere un bel caffè freddo?!!?
Ci metterò più di un’ora per finirlo, in attesa che si raffreddi un po’.
Riempita la pancia posso ora passare alla prossima tappa, ovvero The Hotel Carlyle (35 East 76th Street at Madison, http://www.thecarlyle.com/), dove Woody Allen va ad assistere ad un concerto jazz nel bel film “Hannah e le sue sorelle”.
Già dal suo ingresso mi appare come un albergo molto elegante, non troppo sfarzoso, di classe,  raffinato e riservato (foto N° 602).
Entro nella piccola e raffinata hall, trovando un salotto davvero di gran classe, con pavimenti in marmo tirati a lucido, lampadari di cristallo, fiori bianchi, etc. (foto N° 603).
Non so esattamente come si chiami questo stile architettonico (qualcuno lo sa?), ma di sicuro mi piace molto. Proprio un albergo da Upper East Side!
Purtroppo non riesco a vedere la saletta in cui il grande Woody assisteva al concerto, ma in compenso trovo qualche cliente, tutte di una bellezza, di un’eleganza e di un portamento davvero eccezionali!
Rimango dentro pochissimo comunque, visto che con la mia polo ed i jeans corti al ginocchio mi sento un po’ fuori luogo.
Di sicuro comunque un posto straordinario.  
Il tour delle location dei film di Wood Allen non è ancora finito però, ora è il momento del luogo forse più simbolico in assoluto, ovvero la panchina sotto il Queensboro Bridge (alla fine della 59th St) che appare nel film “Manhattan”.
Pochi minuti di metro e scendo alla stazione sulla 59th St.
Mi incammino lungo l’inizio del Queensboro bridge passando anche da Gustavino’s, rinomato ristorante che però è chiuso, come lo era anche lo scorso anno.
Arrivo fino in fondo alla via, al suo termine sull’East River.
La location è esattamente questa, anche confrontando il fermo-immagine del film sono sicuro che sia questa, ma purtroppo la panchina di Woody è stata tolta!!!! (foto N° 604 o 605, se preferite la versione in bianco/nero).
Mi sembra quasi un sacrilegio!
Confrontando la foto con il film noto un sacco di particolari differenti, a 30 anni di distanza dalla sua realizzazione un sacco di cose sono cambiate. Ad esempio quei brutti palazzoni sull’altra riva del fiume non c’erano, come del resto anche quell’edificio dalla copertura dorata su Roosevelt Island.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 10:17:52
Cavolo, mi spiace veramente tantissimo, non riesco a credere che abbiano davvero levato la panchina. Per sicurezza faccio allora un altro giro in zona per essere sicuro di non aver sbagliato via, ma purtroppo non ci sono errori.
Il tempo passa per tutti lo sai, nessuno indietro lo riporterà nemmeno noi… e nemmeno New York.
Arrivo casualmente nella splendida e vicina Sutton Place (foto N° 606), dalla quale si ha sempre una bella vista su Roosevelt Island e sull’East River. In questa tranquilla ed armoniosa piazzetta c’è anche qualche piccolo divertimento per bambini e di fatti trovo diverse mamme con figli al seguito.
A questo punto mi prendo una pausa dalle ricerche delle location dei film e vado da Abercrombie sulla 5th Avenue. Cerco sempre le magliette che avevo visto sul sito, ma di nuovo non le trovo ed esco solo rimbambito dalla musica e dal profumo pesante diffuso nell’ambiente. Peccato davvero per questa micidiale combinazione perché come stile il negozio sarebbe anche molto bello.
Passo allora da H&M a prendere un paio di jeans che avevo visto in California, ma che avevo deciso di prendere a NY in quanto qui non ci sono tasse sull’abbigliamento. Mi piacciono molto i jeans di questa catena ed inoltre i miei modelli preferiti costano sempre anche meno di 40 $.
La prossima location che mi appresto a visitare si trova nei pressi della  St. Bartholomew's Church, lungo la 51st Street at Lexington Avenue. Qua c’è la grata, nei pressi della stazione metro, che faceva alzare la gonna a Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie è in vacanza”.
Purtroppo però tutto mi appare di nuovo molto cambiato col tempo (foto N° 607), tant’è vero che nel film di grate ce n’erano due, una a fianco all’altra, mentre adesso ne è rimasta soltanto una.
È comunque emozionante avere la consapevolezza di trovarsi in un posto tanto “immortale”, calpestare la stessa grata sulla quale è passata anche colei che probabilmente può essere considerata la stella più luminosa nella storia di Hollywood, anche se nel corso degli anni la grata sarà stata sostituita più volte.
È ora arrivato il momento di andare in una delle location che più mi piacerebbe vedere, cioè da dove è stata scattata la foto che compare sulla locandina di quel capolavoro di “C’era una volta in America”.
L’indirizzo è 28 Washington st, Dumbo, Brooklyn (si può vedere anche con la street view di google maps). Inoltre vorrei davvero visitare il fantastico parchetto che si trova giusto li vicino, l’Empire Fulton Ferry Sate Park.
Salgo sulla metro praticamente al volo per andarci, ma purtroppo, andando di fretta, sbaglio linea. Scendo allora per cambiarla, ma la stazione dalla quale passa la linea corretta è chiusa!
E che cavolo!
Evidentemente il destino non mi vuole proprio a Dumbo.
Visto che si sta facendo tardi, a malincuore, decido di lasciar perdere, ripromettendomi di andarci nel prossimo viaggio.
Sono ormai già le 2 pm, per pranzare mi piacerebbe andare da “Pane Peppe” a Tribeca (295 Greenwich St.) e mangiarmi di nuovo il panino più buono ed enorme della storia dell’umanità (lo scorso anno avevo anche postato la foto!), ma fa davvero troppo caldo per mangiarmi tutta quella roba. Mi accontento allora di un paio di ottimi hot dog.
Credo che luglio ed agosto siano i mesi meno indicati per visitare New York. È vero che in città nel periodo estivo sono organizzati tantissimi eventi gratuiti, tutti di ottimo livello tra l’altro, ma andare in giro con quest’afa, costantemente fradici di sudore, è davvero pesante. Se ci mettiamo inoltre che la città è ancor più presa d’assalto dai turisti (ad agosto immagino sia pieno di Italiani ovunque!), ecco allora che credo sia meglio scegliere altri periodi. Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre, nei miei precedenti viaggi ho sempre trovato un clima meraviglioso!
Comunque, per chi non si limita ad un unico viaggio, questa città è sicuramente da visitare anche in stagioni diverse tra loro; ogni volta si scopriranno cose nuove e sempre entusiasmanti.
Già che mi ritrovo in zona, decido di fare un salto al vicino Washington Square Park.
 L’atmosfera pacifica che si respira in questo parco mi ha sempre messo una profonda serenità. Lo scorso anno eravamo rimasti a chiacchierare con gli amici del forum (Audrey, Fla e Filippo1975, ndr) seduti su un muretto, vicino alla fontana. Era stato solamente un piccolo ritrovo, ma che ancora ricordo con molto piacere.
Quando arrivo vedo però che la fontana non c’è più! È stata rimossa! (foto N° 608, scattata da sotto l’arco)
Ma come?!?!
La zona è tutta transennata a causa di lavori di ristrutturazione, immagino.
Mi sento però come se fossi appena stato vittima di un’ingiustizia; insomma venire qua e non trovare la bellissima fontana ti fa rimanere davvero male! Spero davvero la rimettano al suo posto nel più breve tempo possibile. (sempre che la rimettano!)
Vado allora a vedere il ristorante dove Jack Nicholson andava tutti i giorni per incontrare Carol (Helen Hunt), la cameriera del favoloso film “Qualcosa è cambiato”.
Ad essere cambiato però non è solamente qualcosa, è proprio tutto!
Il posto in realtà si chiama Cru (24 Fifth Avenue at 5th St., foto N° 609), ma adesso è chiuso e non è che si veda più di tanto. Sbirciando dalle vetrine vedo comunque che è totalmente diverso rispetto a come appare nel film.
Vedo una persona uscire da una porta di servizio del palazzo nel quale si trova il ristorante, così mi ci lancio subito dentro. Non so bene dove finirò, ma di sicuro voglio scoprirlo.
Mi ritrovo così in un corridoio lussuosissimo, luccicante e dalle tonalità dorate (foto N° 610).
Proprio un palazzo degno di stare sulla 5th Avenue!
Mi inoltro quatto quatto fino a quando arrivo ad una specie di reception. Torno allora subito indietro visto che non so nemmeno se potrei stare effettivamente qua dentro. Immagino comunque che si tratti di un corridoio che porta ad appartamenti.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 10:18:56
Mi incammino sul “peggior marciapiede di New York” (Chi ha visto il film capirà… Foto N° 611), fino ad arrivare all’appartamento in cui abitava il grande Jack nel film (31-33 West 12th Street, tra 5th e 6 th Ave foto N° 612), ma anche qua non è che riconosca granché.
Incomincia a farsi tardi, così faccio un ultimo giro in Union Square, dove scatto la mia ultima foto mentale della città, poi mi rimetto in moto diretto ora verso l’ostello.
Purtroppo quest’anno non ho nemmeno fatto in tempo a passare da quella meraviglia di Bryant Park, ma devo comunque dare ufficialmente inizio alla ”operazione rientro”.
Non avverto però quei sentimenti malinconici che ho sempre sentito ogni volta che me ne andavo da questa città; stavolta sono veramente appagato.
Sono stato in viaggio per una marea di giorni, ho fatto e visto praticamente tutto quello che mi ero prefissato, il mio tour è giunto ora alla sua naturale conclusione.
A New York ho dovuto tralasciare qualcosa rispetto a quanto preventivato, visto che c’è stato anche il fuori programma di Coney Island, ma poco importa, tornerò di nuovo. E poi qua non ti basta mai nemmeno una vita.
Tra la metro ed il camminare lungo le afose strade, arrivo all’ostello completamente fradicio di sudore. E si che io non sono uno che suda tanto!
In previsione di ciò mi ero già preparato il cambio in valigia. Mi apparto quindi nel bagno della lobby (tenendo chiusa la porta appoggiandoci lo zaino contro, neanche fossi un homeless in un bagno pubblico!), mi do una bella sciacquata e mi cambio maglietta e jeans.
Sono le 3.30 pm, sono pronto per ripartire.
Esco dall’ostello trascinando le valige, adesso davvero pesantissime, e con lo zaino sulle spalle che ha raggiunto un peso incalcolabile, manco ci avessi messo del piombo dentro!
Vado a prendere la metro a Columbus Circle, ma il treno sembra non arrivare mai!
La stazione è un vero e proprio Inferno, tra il caldo e l’agitazione perché il treno sembra non arrivare mai, inizio di nuovo a grondare di sudore!
So che la domenica i treni passano meno frequentemente che durante la settimana, ma sembra proprio che non arrivi! Il mio volo parte solamente alle 8 pm, ma sarebbe meglio arrivare in aeroporto tre ore prima.
Quando sto quasi per uscire dalla stazione alla ricerca di un taxy, ecco che finalmente arriva il treno! Mezz’ora di orologio ho aspettato in questo forno di stazione!
Non è ancora finita però (anzi, non sarà neppure iniziata…), quando ormai mancano poche fermate per arrivare ad Howard Beach, il capomacchina avvisa che dobbiamo tutti scendere dal treno in quanto siamo giunti al suo capolinea!
Rincominciano i timori di non arrivare in tempo al check in (nonostante abbia sempre un ampissimo margine di tempo), ma per fortuna arriva presto un altro treno che ci porta a destinazione.
Arrivato al JFK svolgo comodamente le normali procedure, ma ci fanno salire in aereo già con un’ora di ritardo.
Non è ancora niente però…
La sfortuna vuole che in aereo io sia completamente circondato da una numerosissima famiglia ebrea casinista! Non staranno mai fermi e zitti nemmeno per un attimo durante il volo! Per fortuna almeno c’è un sedile vuoto tra me, che sono sul lato finestrino, ed il mio compagno di fila.
Saliti a bordo passa un sacco di tempo, ma l’aereo non decolla, non so per quale motivo.
Come se non bastasse il mio crescente nervosismo per il timore di perdere la coincidenza a Londra, il mio “compagno” di volo si pappa beato e tranquillo due paninazzi ed un dolce gigante, chiedendo allo steward di portargli da bere almeno quattro volte! Tutto questo ancor prima di partire!
È come buttare benzina sul fuoco sul mio crescente nervosismo…
Tanto per rasserenarmi il comandante annuncia che il motivo di tutto questo ritardo è un guasto ad una uscita di sicurezza!
Ogni tanto l’aereo si muove, forse per placare l’irritabilità dei viaggiatori, ma si vede chiaramente che non facciamo altro che girare intorno!
Alla fine, con un ritardo accumulato di tre ore e mezzo, partiamo nonostante i problemi all’aereo.
Non so quale sia la procedura da seguire per un guasto del genere, se è normale partire comunque o se invece bisognerebbe cambiare il velivolo, ma di certo non sono molto tranquillo ed inoltre sono già sicuro che a Londra non arriverò in tempo per prendere la mia coincidenza. Almeno su questo aspetto mi metto quindi l’anima in pace.
Ci pensa subito il mio compagno di volo però a farmi tornare nella disperazione… Durante tutto il viaggio non farà altro che mangiare, aprire di continuo le cappelliere per prendere non si sa bene cosa, andare in giro per l’aereo, sputare in modo davvero disgustoso in un fazzoletto di carta (che schifo! Ho ancora il filo di bava davanti agli occhi!) e giocare con la biro.
Vi giuro che è andato avanti a più riprese, con punte anche della durata di mezz’ora (!!!), a togliere il tappo alla biro, girarla, e rimettere il tappo dall’altra parte!!!
Basta!!!!! Stai fermo, porca *****!!!!
Anche se chiudo gli occhi avverto comunque la sua malefica presenza e ritorno così a sbuffare, a maledire la British Airways perché perderò la mia coincidenza, perché non so ancora quando riuscirò a tornare a casa, e perché sarà un volo di m****!!!
La ragazza che si trova dall’altra parte del corridoio ogni tanto mi guarda e mi sorride, quasi a volermi confortare vedendo quanto mi è andata male come compagno di volo! Lui ed il suo stupido gioco della biro!
Ad ogni modo una volta decollati praticamente non faccio che dormire tanto sono stanco.
Arriviamo a Londra alle 11 am, esattamente l’orario in cui parte la mia coincidenza.
La British Airways mi offre quindi un buon di ben 5 £ per mangiare… (non ne avrò nemmeno a sufficienza per la mia English breakfast!) e mi danno la carta d’imbarco per il volo successivo delle 14.45.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 10:20:25
Il volo verso Malpensa, nonostante sia veramente molto affollato (tanto che ho rischiato mi imbarcassero su quello successivo ancora!), va decisamente meglio.
Le due ore scarse di volo mi danno modo di sbollire la tensione accumulata su quello precedente e di ripercorrere mentalmente tutte le tappe e gli episodi più significativi, ma anche quelli più divertenti, che hanno caratterizzato questo viaggio.
Non ero mai stato per così tanto tempo via da casa e nemmeno così lontano, ma i ricordi riaffiorano burrascosi come un torrente di alta montagna e mi fanno rivivere tutti questi splendidi 19 giorni.
Mi viene in mente allora San Francisco, con le sue incredibili salite, il giro in bici sul Golden Gate Bridge tra la nebbia, la terribile e massacrante pendenza di Arguello Blvd nel Presidio che ci ha succhiato ogni singola goccia di energia residua, la gente a piedi che superava Enea in bicicletta, l’ostello dove abbiamo dovuto aggiustare 3-4 volte lo sciacquone del water, i fuochi d’artificio del 4 Luglio tra la nebbia, la mitica libreria City Lights con  la straordinaria atmosfera da ritrovo dell’epoca beat, l’inseguimento dei Rangers nello Yosemite Park, i 50 C° della Death Valley, lo sfolgorante mondo di Las Vegas, l’avvistamento del miraggio nel Mojave Desert, la scala delle meraviglie al Ketchup a Los Angels, il tour nell’ospedale di Scubs, gli appostamenti per conoscere Heidi di “The Hills”, le straordinarie spiagge di Los Angeles e della Orange County, il surf, l’Oceano, la perfezione di Newport Beach, i migliaia di chilometri percorsi in auto on the road, l’arrivo di una “camionata” di ragazze superfantastiche a San Diego, la “consegna” del nostro libro alla Rizzoli a New York, il Siren Music Festival a Coney Island… e centinaia di altre tappe ed episodi indimenticabili.
Un sogno ad occhi aperti, un sogno che mai avrei nemmeno sperato di poter realizzare, ma che invece è diventato realtà, non so nemmeno io come.
Non sono assolutamente triste però, se gli altri anni sul volo di ritorno temevo fosse un addio all’America, adesso ho la consapevolezza che è soltanto un arrivederci, che tornerò di nuovo.
È stato un viaggio perfetto, non ho assolutamente rimpianti, non potevo neanche sperare andasse meglio di così.
Ripercorrere tutto mentalmente è una vera gioia, mi trasmette la carica necessaria per affrontare il rientro alla mia vita di tutti i giorni.
Nonostante il volo un po’ traumatico sono nemmeno stanco, anche se quando andrò a letto dormirò per ben 12 ore filate interrotte solo da mio padre il giorno dopo che mi viene a svegliare per andare a pranzare, altrimenti chissà quanto tiravo dritto. Effettivamente di arretrati di sonno ne avevo parecchi, visto tutte le ore di riposo che mi sono venute a mancare nel corso del viaggio e soprattutto a New York.
Arriverà poi anche il momento di iniziare questo mio nuovo resoconto, giunto ormai al terzo capitolo per quel che riguarda i miei viaggi americani. Se ricordate giusto all’inizio del racconto scrivevo la mia intenzione di fare stavolta un riepilogo molto più breve e stringato del solito, meno male che non ce l’ho fatta. Durante la narrazione come sempre mi sono fatto prendere la mano, mi sono reso conto che dovevo immortalare quello che avevamo vissuto. Non siamo certo i primi e non saremo nemmeno gli ultimi a fare un viaggio del genere, ed anzi auguro davvero a tutti di realizzare una cosa di questo tipo. Spero anche che il prossimo viaggio sarà, se possibile, ancora più entusiasmante e ancora più on the road.
Nel frattempo però questa storia andava raccontata, perché nulla di ciò che abbiamo vissuto andasse perduto, dagli avvenimenti più esilaranti alle straordinarie bellezze naturalistiche dei parchi americani, fino alle città californiane, a Las Vegas e a New York. Insomma andava fatto.

Arriverà poi anche il momento della resa dei conti, cioè quella in cui calcolare quanto mi è venuto a costare questo viaggio, che riepilogo di seguito:
VOLI: 984,05 €
ALBERGHI: 666,01 €
MACCHINA: 222,35 €
ASSICURAZIONE SANITARIA 59,97 €
SPESE IN VIAGGIO: 666,83 € (di cui 250 $ di shopping e 160 $ in benzina)

TOTALE: 2599,21 €

Tanto? Poco?
Questo stabilitelo voi, orientativamente avevo intuito fin prima di partire che il costo totale si sarebbe aggirato tra i 2500 ed i 3000 €, che per me sono tantissimi.

Ma una vacanza on the road in California non ha prezzo.


THE END


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 04 Novembre 2008, 12:05:23
GRANDISSSSSSSIMO LUCA
davvero magnifico il tuo racconto e come sempre una fonte inesauribile di informazioni.
Inoltre è stato fantastico rileggere nel finale un sunto totale degli eventi più significativi ed inoltre GRAZIE MILLE per nn aver fatto un riassunto breve del tuo viaggio perchè è stato davvero un piacere leggerti.  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 04 Novembre 2008, 14:12:05
 :'( :'( :'( E adesso?
Come facciamo senza il racconto quotidiano?
Luca, ti toccherà inventarti un viaggio in America per "tenerci in tempo" fino al prossimo!

Bravo, e complimenti come sempre!!!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: shop86 - 04 Novembre 2008, 14:45:32
Per ora voglio dirti solo GRAZIE.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Winter Flower - 04 Novembre 2008, 15:04:31
[size=12]complimenti luca e GRAZIE... il tuo racconto mi ha davvero appassionata!  :) mi dispiace per la tua disavventura in aereo.. però è troppo divertente per come lo hai raccontato "nei minimi dettagli"... non potevi trovare un compagno di viaggio peggiore :-? almeno per i tuoi prossimi viaggi vai tranquillo visto che il peggio l'hai vissuto! ;D anche se... al peggio non c'è mai fine  :-X[/size][/b]


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 04 Novembre 2008, 16:30:50
Sono felice che ti sei fatto prendere la mano,il racconto è fantastico,dettagliato fin nei minimi particolari (vedi fazzoletto di carta del vicino sull'aereo (http://www.vocinelweb.it/faccine/varie/pag2/09.gif) )....grazie Luca al prossimo racconto di viaggio (http://www.vocinelweb.it/faccine/fattedanoi/donia/01.gif)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: fla - 04 Novembre 2008, 16:35:47
certo non mi aspettavo togliessero la fontana..spero' sia 1 esperimento temporaneo!

mi spiace che il racconto sia finito,le storie su ny rimangono le mie parti preferite !


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Spino - 04 Novembre 2008, 17:46:02
Grazie Luca. Ho voluto aspettare la fine del racconto per farti i complimenti. Sei ormai diventato veramente una guida e i tuoi racconti, in questo senso, sono delle vere miniere alle quali attingere.
Ti ringrazio anche perche' non e' da tutti avere la costanza che hai avuto tu nel redarre dettagliatamente il tuo viaggio. Credo che questo forum grazie a te ma anche agli altri utenti che come te hanno scritto il loro racconto, stia diventando un punto di riferimento nel mondo internet per coloro i quali cercano informazioni su New York e l'aumento delle iscrizioni e' la piu' classica delle dimostrazioni.
Se stiamo crescendo lo si deve anche alla qualita' degli utenti che frequentano con costanza e passione questo spazio.
Grazie ancora.


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: MegRyan - 04 Novembre 2008, 18:43:34
Eccomi, ..... che dire... Bellissimo ed emozionante !
Sò benissimo quello che ha richiesto questo racconto per essere così. Un lavoro immane. E ti capisco benissimo perchè è un po' ... come dire lo sforzo che ho fatto anche io a beneficio di tutti quelli che vorranno leggerlo e di tutti quelli che useranno le tue informazioni per prendere degli spunti per i loro viaggi.

Ho conosciuto delle persone che mi hanno scritto sul mio blog personale, chiedendomi come potevano fare per il loro viaggio, trovando consigli, opinioni e quant'altro.
Sono soddisfazioni, sono ricordi immensi che rimangono impressi per sempre nella tua scrittura.
Complimenti ancora.
 :D


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 04 Novembre 2008, 19:14:56
Da parte mia non posso fare altro che ringraziare tutti voi che mi avete sempre seguito con costanza.
Scrivere un racconto è bellissimo perchè ti permette in un qualche modo di rimanere "in viaggio", proseguire ulteriormente tutto quello che si ha vissuto ed immortalare il tutto per averne sempre un nitido ricordo. Ovvimante è anche piacevole ricevere delle testimonianze positive da parte del lettore, quindi non mi resta che girarvi indietro tutti i vostri ringraziamenti!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 12 Novembre 2008, 09:59:04
Come ogni anno, alla fine del racconto, sono a fare una sorta di indice che possa anche brevemente riassumere tutte le tappe toccate. Può tornare utile se si cerca qualcosa in particolare, ma anche per rivivere in un concentrato di poche righe tutto quello cha abbiamo vissuto in questi 19 giorni.

02/07/2008 Mercoledì: Partenza da Milano Linate ed arrivo a notte ormai inoltrata a San Francisco.
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03/07/2008 Giovedì: San Francisco.
Prima esplorazione della città, Union Square ed i suoi dintorni, Chinatown, Transamerica Building, North Beach (Little Italy), Lusty Lady Theater, City Lights Books, Vesuvio Cafè, Financial Distric, Embarcadero, Hyatt Hotel, Justin Herman Plaza, Ferry Building, Bay Bridge, Rincon point park, giro sul Cable Car da Powell St. fino a Bay St., Fisherman’s Wharf, Pier 39, Telegraph Hill, Coit Tower, Washington square, Russian Hill, San Francisco Rock Poster, Lombard St., Yerba Buena Gardens, Metreon, Macy’s.
Sera: Giro in zona Union Square e SoMa, poi 111 Minna, Fluid, Tenderloin, Phoenix hotel, Clifton hotel.
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04/07/2008 Venerdì: San Francisco
Tenderloin, Civic Center, Mission, Castro, Alamo square con le Painted Ladies, Alta Plaza, Fillmore St., Lafayette park, Nob Hill, Pier 39 con celebrazioni per l’Indipendenza Americana, Washington Sq., North Beach, Market St.
Sera: Pier 39 con i fuochi d’artificio tra la nebbia, cena da Johnny Rockets, SoMa, 1015 Folsom, Ruby Skye, Rooftop bar del Marriott hotel.
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05/07/2008 Sabato: San Francisco
Berkeley, Union Sq., Aquatic Park, Ghirardelli Sq., Fort Mason, Marina, Palace of Fine Arts, Cow Hollow, celebrazioni di San Firmino in un bar a North Beach
Sera: Cena da Tad’s steak house, poi in giro per i bar di Mission.
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06/07/2008 Domenica: San Francisco.
Giro di tutta la città in bicicletta. Fisherman’s Wharf, Marina, Presidio, Fort Point, attraversamento del Golden Gate Bridge tra la nebbia fino ad arrivare a Sausalito, Presidio, la massacrante Arguello Blvd, Baker beach, Sea Cliff, Lincoln Park, Sutro Baths, prima vista dell’Oceano Pacifico, Cliff House, Golden Gate Park, de Young museum, Stow lake, Botanical Garden, Japanese Tea Garden, Conservatory of Flower, Haight – Ashbury, discesa di Lombard St. in bicicletta, cena da Tad’s steak house.
Sera: in giro da solo per Marina, Golden Gate Bridge by night (deludente), Matrix Fillmore.
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07/07/2008 Lunedì: Partenza da San Francisco ed arrivo a Mammoth Lakes.
Sveglia alle 5.45 am, noleggio auto, Yosemite Park (con inseguimento dei Rangers sulla Tioaga Road!), Mono Lake, Bodie (già chiuso), Mammoth Lakes.
Sera: Pizzata a Mammoth Lakes.
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08/07/2008 Martedì: Partenza da Mammoth Lakes ed arrivo a Las Vegas.
Sveglia alle 6 am, Bishop, Lone Pine, Death Valley, Las Vegas.
Sera: Cena a buffet al Luxor, giro in auto lungo lo Strip, serata al Pure e al Pussycat Dolls Lounge, all’interno del Caesars Palace.
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09/07/2008 Mercoledì: Sveglia alle 9.30 am, giro di tutti i principali resort di Las Vegas, pranzo a buffet al Montecarlo, bagno nella piscina del Luxor al tramonto.
Sera: Cena a buffet al Luxor, giro in auto lungo lo Stip, breve visita al Palms, poi serata al LAX, all’interno del Luxor.
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10/07/2008 Giovedì: Partenza da Las Vegas ed arrivo a Los Angeles.
Sveglia alle 6.30 am, Red Rock Canyon, Mojave Desert (con avvistamento del miraggio!), Calico Ghost Town, arrivo a Los Angeles.
Serata all’Area.
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11/07/2008 Venerdì: Los Angeles
Centro commerciale Beverly Center, Sacred Heart Hospital (dove viene girato Scrubs), giro del Downtown, WeHo, Pan Pacific Park, Farmer’s Market, The Grove, appostamento da Bolthouse per incontrare Heidi, Cafè Sushi, Hillside Villas (o presunta tale).
Sera: Giro in auto sul Sunset Strip, Sky Bar del Mondorian Hotel, The Standard Hotel, giro sull’Hollywood Blvd, serata spettacolare al The Highlands all’interno del centro commerciale Hollywood & Highland.
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12/07/2008 Sabato: Los Angeles
In giro tra West Hollywood, Westwood, Brentwood, Bel Air e Beverly Hills. Visita al Getty Center, giro lungo le strade con le abitazioni delle celebrities tra Bel Air e Beverly Hills, Mulholland Drive, Hollywood Blvd con Walk of Fame, Kodak Theatre e Chinese Theatre, Rodeo Drive a Beverly Hills, infine giro in auto sul Sunset Strip.
Sera: In giro ad Hollywood, poi finale di serata al Whisky a go-go
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/225 A partire dalla mia Reply N° 227

13/07/2008 Domenica: Los Angeles
Spiagge a nord di Los Angeles: Malibu, Santa Monica, Venice beach, lungo la Pacific Coast Highway.
Serata: Ketchup (con scala delle meraviglie…), poi in giro per Hollywood.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/225 A partire dalla mia Reply N° 236


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 12 Novembre 2008, 10:00:41
14/07/2008 Lunedì: Los Angeles
Spiagge a sud di Los Angeles: Ingresso in Orange County con Seal beach ed Huntington Beach, Griffith Park con Hollywood Bowl, Griffith Observatory ed Hollywood Sign, tour dell’ospedale di Scrubs e di nuovo appostamento da Bolthouse per incontrare Heidi.
Sera: Giro a piedi lungo il Sunset Strip, Ketchup, Katana, poi Hyde Lounge.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/240 A partire dalla mia Reply N° 254

15/07/2008 Martedì: Orange County (OC)
Surf a Seal Beach, Hermosa Beach, Redondo Beach, la “perfetta” Newport Beach, Corona del Mar.
Sera: in giro per bar a Newport.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/270 A partire dalla mia Reply N° 272

16/07/2008 Mercoledì: Partenza da Newport ed arrivo a San Diego.
Laguna Beach, Dana Point, La Jolla, San Diego, Balboa Park ed Old Town, infine riconsegna dell’auto.
Sera: In giro per il Gaslamp Quarter, Roftop bar del Marriott Hotel, Ivy Hotel (con “camionata” di ragazze superfantastiche!), W Hotel, Whiskey Girl.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/300 A partire dalla mia Reply N° 300

17/07/2008 Giovedì: San Diego.
In giro per tutta la città in bicicletta. Gaslamp Quarter, Embarcadero, Coronado con Hotel Del, Ocean Beach, Seaport Village, Hyatt Hotel, Horton Plaza, City Park.
Sera: In giro per il Gaslamp Quarter, W Hotel.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/300 A partire dalla mia Reply N° 312

18/07/2008 Venerdì: Trasferimento da San Diego a New York.
Giro in Times Square, Columbus Circle, Time Worner Center.
Sera: In giro per il Meatpacking District, Chelsea, poi Ultra e Marquee.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/345 A partire dalla mia Reply N° 349

19/07/2008 Sabato: New York
Central Park, 5th Avenue, Rockefeller Center, Morgan Libray Expansion, Flatiron District, libreria Rizzoli (con consegna del libro!), Coney Island al Siren Music Festival, City Hall, Fulton St, Pier 17, Ground Zero, Century 21, WFC, Wall St., Soho, Bleecker St e Greenwich Village, Yogurtland, Magnolia Bakery, Doma Cafè, Hudson Bar and Books, Union Square con Barnes & Nobel e cena da Whole Food, TWC a Columbus Cirlce, Barnes & Nobel vicino al Lincoln Center.
Sera: Giro del Meatpacking District, Hudson Bar and books, giro a Chelsea, Room Service, di nuovo a Chelsea e poi ancora al Room Service.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/375 A partire dalla mia Reply N° 375

20/07/2008 Domenica: New York e volo di ritorno verso Milano.
Check out dall’ostello, Upper West Side, 72nd St. Station, Zabar’s, Central Park, Metropolitan Museum, Guggenhaim Museum, Upper East Side, The Hotel Carlyle, location dei film “Manhattan”, “Quando la moglie è in vacanza” e “Qualcosa è cambiato”, Washington Square Park, Union Square, rientro in ostello e trasferimento al JFK.
Link: http://www.nyc-site.com/cgi-bin/forum/YaBB.pl?num=1217225021/375  A partire dalla mia Reply N° 388

That’s all!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Claudia81 - 12 Novembre 2008, 10:57:55
Grazie a te Luca ancora una volta  :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Fetentella - 12 Novembre 2008, 16:56:02
Troppo preciso  [smiley=thumbsup.gif] grazie......


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: framant - 12 Novembre 2008, 23:33:32
Manco da qualche tempo, ma leggendo il tuo racconto caro Luca mi unisco al coro nel farti i miei complimenti per la precisione con cui ci hai raccontato i tuoi giorni "americani".
Piacevole lettura.
Grazie . :)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Novembre 2008, 10:00:11
Di nuovo grazie a tutti  ;)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: pippo65 - 13 Novembre 2008, 12:11:11
Mo soccia Luca che spettacolo!
Ci hai fatto anche il Bignami del tuo report, davvero tosto...bravo!
Grazie a te per il tuo racconto e le preziosissime indicazioni che ci dai, in campo universale, dalle serate ai trasporti, dalle spiagge al cibo e a tutto il resto...peccato sia già finito...


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 13 Novembre 2008, 12:45:41
Grazie Pippo! Sai che spiace anche a me che il racconto sia finito? Scriverlo almeno mi aiutava a rimanere "in viaggio"!


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: 78Luca - 07 Maggio 2009, 08:43:02
Se vi può incuriosire ho visto in pubblicità che nella puntata di stasera di The Hills (MTV ore 21,55) le protagoniste andranno al Ketchup, lounge di Los Angeles che avevo tanto esaltato e dove si trova la "scala delle meraviglie" se qualcuno si ricorda...
Ho visto che in una inquadratura, pittosto fugace e da lontano però, si intravede anche la ragazza che si era precipitata su lungo la scala (o almeno penso sia lei visto che l'inquadratura era davvero veloce...)

Inutile dire che io non me la perderò, vero?  ::)


Titolo: Re: THE THIRD COMING (From West coast to New York)
Inserito da: Danrothi - 20 Settembre 2012, 13:57:38
Ancora complimenti per il tuo racconto.

Solo non condivido l'osservazione secondo sulla produzione d'energia pulita negli USA. Qualche mese fa la BBC ha mostrato un reportage il quale ha fatto notare che alcuni stati degli USA sono confomri a kyoto mentre molti stati dell'europa pur avendo firmato sono lontani anni luce. moduli fotovoltaici (http://www.ovierasolar.it/) Ci sono contee nel midwest che vivono esclusivamente di corrente eolica, stati come l'oregon bagnao il naso a svezia e altri pionieri nel settore.
La volonta' qui c'e', e dove ci sono le risorse e' stata applicata, mentre purtroppo in europa si parla molto ma alla fine si fa poco...
L'auto ad idrogeno e' stata inventata in europa ma dove circola?..negli USA, bmw la vende....ciao!!!


What is required to improve the efficiency of fotovoltaico?