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Autore Discussione: oh my gosh!  (Letto 7254 volte)
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AJ
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« Risposta #15 inserito:: 15 Giugno 2011, 12:25:17 »



Con questo voglio dire che per certi aspetti la vita negli USA e a NY puo essere definita "drammatica".....in Italia al giorno d'oggi (e nel prevedibile futuro) non esiste una vita per il semplice fatto che stiamo parlando di un paese MORTO in cui nulla di importante accade.
L'ITALIA e' precipitata in un pozzo dal quale non riesce piu ad uscire.
Le nostre citta un tempo bellissime sono state stravolte dalla modernita', senza trovare una chiave interpretativa che potesse valorizzarle, l'economia e' ferma da oltre 15 anni, milioni di giovani vivono a casa con mamma e papa.....il sistema universitario non offre sbocchi che non siano i soliti "pseudo lavori" mal pagati...la meritocrazia e' una parola vuota.....la gente non si fida di nessuno, la Tv e' in mano ad un branco di decerebrati.....

Personalmente sono stanco di questi discorsi ritriti che generalizzano in due righe l'esperienza (all'estero!) di questo paese... Anche solo parlando di me stesso, ho trovato lavoro (serio) un mese dopo la laurea (seria), e senza aiutini vari. Quindi si può dare un giudizio, ma rispettando chi in questo paese ci vive. Grazie.
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spiderman
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« Risposta #16 inserito:: 15 Giugno 2011, 13:15:12 »



Con questo voglio dire che per certi aspetti la vita negli USA e a NY puo essere definita "drammatica".....in Italia al giorno d'oggi (e nel prevedibile futuro) non esiste una vita per il semplice fatto che stiamo parlando di un paese MORTO in cui nulla di importante accade.
L'ITALIA e' precipitata in un pozzo dal quale non riesce piu ad uscire.
Le nostre citta un tempo bellissime sono state stravolte dalla modernita', senza trovare una chiave interpretativa che potesse valorizzarle, l'economia e' ferma da oltre 15 anni, milioni di giovani vivono a casa con mamma e papa.....il sistema universitario non offre sbocchi che non siano i soliti "pseudo lavori" mal pagati...la meritocrazia e' una parola vuota.....la gente non si fida di nessuno, la Tv e' in mano ad un branco di decerebrati.....

Personalmente sono stanco di questi discorsi ritriti che generalizzano in due righe l'esperienza (all'estero!) di questo paese... Anche solo parlando di me stesso, ho trovato lavoro (serio) un mese dopo la laurea (seria), e senza aiutini vari. Quindi si può dare un giudizio, ma rispettando chi in questo paese ci vive. Grazie.



Mi sa che sei l'eccezione. Perche la realta' e' molto diversa anche per ragioni culturali.

Ripeto il concetto, l'ITALIA ad oggi e nel prevedibile futuro e' un paese MORTO. Il che non significa che non possa arrivare una riscossa, ma non ne vedo i segni. La gente e' ripiegata su se stessa, e aspetta lo STELLONE, che secondo me non arrivera'.
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« Risposta #17 inserito:: 15 Giugno 2011, 13:54:21 »


Forse non ti sono giunti, ma questi sono i segni della riscossa:

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spiderman
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« Risposta #18 inserito:: 15 Giugno 2011, 14:05:17 »


Forse non ti sono giunti, ma questi sono i segni della riscossa:




Mi sembrano segnali troppo deboli ed incerti.

Io qui sto parlando di ricostruire una intera classe dirigente, sviluppare  forte senso civico che manca, dare spazio ai giovani, costruire una cultura delle regole e della partecipazione....logicamente non si possono copiare sistemi e modelli appartenenti ad altre nazioni....l'italiano non diventera (per fortuna o sfortuna) tedesco, americano o giapponese.

Ma bisogna cambiare e subito.
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AJ
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« Risposta #19 inserito:: 15 Giugno 2011, 14:16:36 »


Personalmente non contribuirò più a questa discussione fino a quando non sarà ripristinato un minimo di rispetto reciproco.

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« Risposta #20 inserito:: 15 Giugno 2011, 14:20:18 »


WARNING:  Ragazzi occhio a non entrare in discussioni di tipo partitico. Continuate pure a discutere ma, per favore, evitate di fare discorsi di schieramento.
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« Risposta #21 inserito:: 15 Giugno 2011, 14:41:25 »


Sinceramente, al di la del valore politico o meno dei referendum, io leggo questi dati come la voglia di riscossa di oltre 25 milioni di italiani.
Non si nasce dirigenti e non si nasce politici, ma la voglia di fare non manca di certo e, soprattutto, fidati, non siamo un popolo morto che aspetta il messia.
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spiderman
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« Risposta #22 inserito:: 15 Giugno 2011, 15:13:52 »


Scusa spiderman, ma quello che scrivi mi pare di averlo già letto in qualche articolo,non ricordo dove, ma, comunque sia, consentimi, non è proprio così come dici tu.
Dipende la miglioria attuale degli Stati Uniti, di cui parli a cosa la paragoni. Io ho moltissimi amici che vivono negli USA da anni, e non tutti a Manhattan, che non la vedono proprio così. L'America è molto cambiata, ha subito negli ultimi anni una metamorfosi che l'ha avvicinata anche se di poco, alla vecchia Europa, e non in senso positivo.
Noi amiamo molto gli USA, ma ne vediamo oltre ai notevolissimi pregi, anche gli enormi difetti....... Wink.

Guardi, che il cambiamento e' una costante del modello americano.
Io mi riferico a coloro che rimpiangono il mondo di ieri quando c'era l' "america degli anni 50-60". Non dimentichiamoci che quella societa' era molto contraddittoria e esisteva una bella fetta di popolazione (afroamericani) che viveva in segregazione e quindi non partecipavano al "sogno americano'.Oggi, pur tra tante contraddizioni esiste una realta' piu partecipativa.
Da quello che ho potuto constatare l'aspetto psicologico gioca una sua parte nella crisi attuale.
In fondo gli Stati Uniti hanno vinto la guerra fredda, esteso il proprio modello al resto del mondo con la globalizzazione, scacciato parecchi tiranni....quindi non riescono ad individuare altre "sfide" da cogliere.
Viviamo un epoca di passaggio, senza grossi spunti come e' avvenuto anche in passato (ricordiamoci gli anni settanta), in attesa che subentri un nuovo mondo che rompa le regole e gli stili di vita. Sono fiducioso che gli Stati Uniti e la citta di New York sapranno dare un contributo decisivo affinche questa nave arenata che il mondo occidentali ritrovi la rotta smarrita.
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Giuseppe83
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« Risposta #23 inserito:: 20 Giugno 2011, 08:37:15 »


Mi sa che come eccezione ci sono pure io che ho trovato un bel lavoro a due mesi e mezzo dalla laurea. Suvvia, gli Stati Uniti non sono il paradiso così come l'Italia non è l'inferno. Ed è un paese che da mesi noto che è stanco della classe che lo governa e vuole cambiamento. Per me questo è un bel segnale.

Ci sono alcune cose che amo degli Usa, primo fra tutti la meritocrazia, qui in Italia presente in (purtroppo) poche realtà. Ma ci sono cose che non amo particolarmente come la sanità. Checchè se ne dica in Italia ci sono eccellenze in tantissimi settori, nonostante una situazione economica non forte.

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