Scusa spiderman, ma quello che scrivi mi pare di averlo già letto in qualche articolo,non ricordo dove, ma, comunque sia, consentimi, non è proprio così come dici tu.
Dipende la miglioria attuale degli Stati Uniti, di cui parli a cosa la paragoni. Io ho moltissimi amici che vivono negli USA da anni, e non tutti a Manhattan, che non la vedono proprio così. L'America è molto cambiata, ha subito negli ultimi anni una metamorfosi che l'ha avvicinata anche se di poco, alla vecchia Europa, e non in senso positivo.
Noi amiamo molto gli USA, ma ne vediamo oltre ai notevolissimi pregi, anche gli enormi difetti.......

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Guardi, che il cambiamento e' una costante del modello americano.
Io mi riferico a coloro che rimpiangono il mondo di ieri quando c'era l' "america degli anni 50-60". Non dimentichiamoci che quella societa' era molto contraddittoria e esisteva una bella fetta di popolazione (afroamericani) che viveva in segregazione e quindi non partecipavano al "sogno americano'.Oggi, pur tra tante contraddizioni esiste una realta' piu partecipativa.
Da quello che ho potuto constatare l'aspetto psicologico gioca una sua parte nella crisi attuale.
In fondo gli Stati Uniti hanno vinto la guerra fredda, esteso il proprio modello al resto del mondo con la globalizzazione, scacciato parecchi tiranni....quindi non riescono ad individuare altre "sfide" da cogliere.
Viviamo un epoca di passaggio, senza grossi spunti come e' avvenuto anche in passato (ricordiamoci gli anni settanta), in attesa che subentri un nuovo mondo che rompa le regole e gli stili di vita. Sono fiducioso che gli Stati Uniti e la citta di New York sapranno dare un contributo decisivo affinche questa nave arenata che il mondo occidentali ritrovi la rotta smarrita.








