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Autore Discussione: Addio a Little Italy?  (Letto 808 volte)
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« inserito:: 26 Febbraio 2011, 10:06:56 »


http://www.corriere.it/esteri/11_febbraio_22/little-italy-caretto_4d907afc-3e99-11e0-a025-f4888ad76c86.shtml
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« Risposta #1 inserito:: 26 Febbraio 2011, 12:18:42 »


Passeggiando sul posto, si ha questa impressione, che gli asiatici si siano moltiplicati, sacrificando quel poco di "italian life" che ne era rimasto. E', anche questo, il segno dei tempi che passano, lasciando il posto a nuove culture più forti.
Mi dispiace che New York perda quel poco di "italianità" acquisita nei secoli passati. Sad
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« Risposta #2 inserito:: 26 Febbraio 2011, 13:05:11 »


Per me è un pò strano parlare di Little Italy perchè ci sono legata sentimentalmente: il mio ragazzo ci ha vissuto per 2 anni ed io per quasi 1 anno.. quindi ho tanti ricordi là.. per noi era come una seconda casa..

Credo che ci siano dei punti di riferimento a Little Italy, che non cambieranno mai, cinesi o non cinesi. Ad esempio "Di Palo's" su Grand e Mott: ogni giorno (il sabato soprattutto) è pieno di italiani che fanno la spesa, che stanno in coda per comprare il San Daniele, il pesto, i formaggi o i biscotti della Barilla (il mio record: 1 ora e 10 minuti di attesa il 23 dicembre, per fare la spesa per il pranzo di Natale).
Oppure certi personaggi che vedi camminare indisturbati ma che tu sai che uno è italiano, lo vedi sempre quel signore un pò anziano affacciato ad una finestrella di Mulberry Street, con la canotta bianca, che guarda la gente passeggiare li sotto.... oppure quell'altro signore che passeggia sempre indisturbato che tu lo sai che ha fatto l'attore in un film sulla mafia, non ricordo se GoodFellas o un altro..

Il blocco intero (si, intero), di Grand St compreso tra Mulberry e Mott è di proprietà di un'italiana, una lontana (o forse non così lontana..) parente dei Gambino. Ha sempre parlato in inglese con noi sull'ascensore, ma secondo me l'italiano lo parla/capisce, eccome. Nel nostro edificio eravamo in 7/8 italiani a viverci (gli appartamenti sono affittati dall'azienda italiana per cui lavora il mio fidanzato), e anche l'uomo "tuttofare" dell'edificio (che veniva 1 volta al mese a spruzzare in casa una specie di pesticida contro i topi), era messicano ma parlava un pò italiano con noi ed era adorabile..

Quindi, a parte i ristoranti finto-italiani di Mulberry Street (ormai pieni di polacchi o non so da dove diavolo vengano), i negozietti di souvenir, la pasticcieria Ferrara i cui camerieri li sentivo sempre parlare in italiano al cellulare (e tutti con accento sardo), e Chinatown che si sta espandendo a macchia d'olio (ma è ok, a me Chinatown mi è sempre piaciuta), non mi dispiace che Little Italy si stia rimpicciolendo, non mi interessa se il ristorante Benito o Umbertos chiudono (Umbertos a gennaio era chiuso per davvero) che tanto quei ristoranti di italiano hanno solo il nome.. (e tra l'altro dai, tutti sanno che ormai i ristoranti di Little Italy sono una farsa..).
Che per me quello era un luogo famigliare e non ci facevo più davvero caso quando ci passavo, ma Mulberry Street mi sembra peggio di Disney, una ricostruzione pacchiana dell'Italia, fatta come gli altri ci vogliono continuare a vedere..

Che di italiani non è che non ce n'è più.. ce n'è, ce n'è..! Ma cosa dovrebbero fare, andare in giro a cantare O Sole Mio per farsi riconoscere? Andare in giro vestiti da gangster? Ma come, prima ci lamentiamo dei luoghi comuni sugli italiani...... e poi se invece gli italiani si integrano e non li "riconosci" più, diventa un problema?! 

Insomma, tutto è relativo e ognuno vive le cose a modo suo.. Per me Little Italy è e sarà sempre una piccola Italia.  Cheesy
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« Risposta #3 inserito:: 26 Febbraio 2011, 18:22:11 »


Beh se il NYT evince che Little Italy è scomparsa perchè non si arrestano più mafiosi in quelle strade... beh evviva i cinesi. Se quel quartiere venisse identificato nell'immaginario collettivo il quartiere della mafia, spero proprio che sia cinesizzato.
Io invece ho una speranza. Mi chiedo come mai nessun imprenditore/grande cuoco/etc. catalizzi gruppi di italiani e aziende (alimentari) capaci di ricomprare e rigenerare gran parte degli esercizi commerciali. Magari delegandole a connazionali per gestire piccole botteghe fisse di qualità.
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« Risposta #4 inserito:: 26 Febbraio 2011, 18:54:19 »


Io non ho ricordi particolarmente piacevoli di Little Italy.
Mi era apparsa, nel 2008, una versione "Luna Park del poveri" di quello che sarebbe dovuto essere un quartiere italiano nella mente malata dell'americano medio.
Un po' come il Pueblo di Los Angeles, che sembra fatto di cartapesta dalla Disney.

Le insegne modello OsoleMio con Mario Merola che piange nello specchio, tra i negozietti che vendono le magliette "mafia" e le foto di Frank Sinatra arrestato o col Rat Pack a Las Vegas, foto di Marlon Brando/Vito Corleone o dei Gambino.

Quindi non è che mi sconvolga poi troppo l'avvento dei cinesi.
La Little Italy, quella vera, è scomparsa da una vita, come è scomparso quasi tutto dell'immaginario della New York anteguerra.

Peraltro, c'era voce che qualche gruppo italiano avesse annusato l'affare e volesse "gentrificare" il quartiere, spostando le bottegucce di souvenir ed i cinesi per sostituirli con boutique del Made In Italy.
Ma la cosa non mi pare abbia preso troppo piede, forse anche a causa dell'economia attuale.
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« Risposta #5 inserito:: 26 Febbraio 2011, 21:03:27 »


L'unico che ci ha provato è stato un negozio di Nara Camicie in fianco a Ferrara.. che da quando ha aperto (almeno un anno se non di più), l'ho sempre visto.. VUOTO!
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« Risposta #6 inserito:: 07 Marzo 2011, 18:59:28 »


Io non dimenticherò MAI il dispiacere nel vedere il negozio di dischi e souvenirs ad angolo con tanto di cassa acustica che invocava canzoni antiche Italiane che ogni anno passavo per un saluto...poi chiudere inesorabilmente!

Il vecchietto era un fan di Gilda Mignonetti ( A' Cartulina e Napule ) e amico di Aurelio Fierro ( tanti di voi son giovanissimi e giustamente non immaginano lontanamente chi siano queste persone )

Il problema secondo me non è tanto i Cinesi ma cosa realmente da Little Italy!

A Parte qualche ristorante Italiano o semi, a parte i paletti Tricolore ma diciamoci la verità ma Little Italy alla città di New York cosa offre tutti i giorni?

Ho visto più volte la festa di San Gennaro il 19 Settembre e sinceramente è un folclore che nemmeno a Napoli quasi trovo più ma a parte questa data dopo non c'è più niente!
Verissimo che si trovano qua e la italiani in giro, verissimo che trovi negozi che importano roba dall'Italia ma onestamente non vorrei sembrare " di parte " ma Little Italy l'han fatta soprattutto Napoletani e Siciliani e oggi semplicemente non ci sono più Napoletani e Siciliani che emigrano in USA!

La tradizione Partenopea e quella Siciliana ( soprattutto Palermitana ) sono tradizioni storiche radicate in coloro che amano la propria terra e perciò già da noi è difficile trovare giovani che fanno ancora sopravvivere questi valori figuriamoci a NYC !!!!

Ma uno Stagista o ricercatore Napoletano sapete quanto ne sa di tradizione?Huh? ZERO! Arriva a NY e subito si plasma in un sistema senza testa e ne coda perdendo ogni radice ( o facendolo per moda e integrazione ) e perciò addio la bella ITALIA!

La colpa della fine di Little Italy siamo noi NON i CINESI! Loro mantengono SALDISSIME le loro tradizioni perciò marcano territorio e li notiamo! NON INVECE NON LA MERITIAMO LITTLE ITALY!
Dovrebbe essere il nostro Pied à terre, il nostro riferimento, il nostro simbolo quando siamo in USA!

Noi Italiani invece siamo TROPPO esterofili perdiamo le tradizioni ANCHE A CASA NOSTRA!
A Milano tra i ristoranti più di tendenza ci sono " Marocchino " Dar el Yacout, Giapponese Nobu e Company, Libanese LYR etc...
Ma una ca.z di trattoria del Giambellino dove sta più? Chi ci va più???

Spino stiamo diventando vecchi, nostalgici o REALISTI???

Ciao

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« Risposta #7 inserito:: 07 Marzo 2011, 22:47:26 »


Ma uno Stagista o ricercatore Napoletano sapete quanto ne sa di tradizione?Huh? ZERO! Arriva a NY e subito si plasma in un sistema senza testa e ne coda perdendo ogni radice ( o facendolo per moda e integrazione ) e perciò addio la bella ITALIA!
In altri topic ti sei espresso giustamente contro i pregiudizi verso la città di Napoli... non mi sembra corretto ora introdurre il pregiudizio del ricercatore che automaticamente tradisce ogni radice e si scorda del suo paese.


fine di Little Italy siamo noi NON i CINESI! Loro mantengono SALDISSIME le loro tradizioni perciò marcano territorio e li notiamo! NON INVECE NON LA MERITIAMO LITTLE ITALY!
Dovrebbe essere il nostro Pied à terre, il nostro riferimento, il nostro simbolo quando siamo in USA!

Noi Italiani invece siamo TROPPO esterofili perdiamo le tradizioni ANCHE A CASA NOSTRA!

I cinesi come altri popoli asiatici si chiudono solitamente in comunità ristrette... Si dice sempre che l'italiano si integri bene e si ambienti subito, si adatti in fretta. Non è un fatto positivo?



A Milano tra i ristoranti più di tendenza ci sono " Marocchino " Dar el Yacout, Giapponese Nobu e Company, Libanese LYR etc...
Ma una ca.z di trattoria del Giambellino dove sta più? Chi ci va più???
A milano c'è anche Cracco, Peck e compagnia bella. Certo, gli etnici sono di tendenza ma sono anche una moda, come i ristoranti cinesi che recentemente si sono convertiti in giapponesi o addirittura in pizzerie.
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« Risposta #8 inserito:: 08 Marzo 2011, 11:26:20 »


Sono assolutamente d'accordo che le tradizioni in Italia non esistono più, mi è capitato di trovarle proprio negli Usa perchè tramandate da generazione a generazione (e la prima era arrivata ad Ellis Island). Un conto sono però le tradizioni che fanno parte della storia di un paese e di un popolo, altro, a mio avviso, è un certo campalinismo che francamente non mi piace (e lasciatelo dire a me che vivo a Milano ma che mi sento a disagio quando sento parlare di "Padania"). Se le genti riuscissero a fare un minimo sforzo nel mantenere le proprie tradizioni e allo stesso tempo condividerle con altri da cui imparare altre e diverse tradizioni, credo che questo bel Pianeta farebbe un grandissimo passo in avanti.

X Contedracula: Aurelio Fierro lo ricordo purtroppo molto bene ed il "purtroppo" è dovuto al fatto che questa conoscenza smaschera una certa età. (Ma vogliamo parlare anche di Sergio Bruni, Nino Taranto, ecc...?  Cheesy)
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