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Autore Discussione: Conoscete Lou Di Palo?  (Letto 357 volte)
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petez
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« inserito:: 05 Giugno 2012, 23:05:37 »





Per capire un altro pezzetto della cultura italo-americana a New York, mi dicono che devo andare dai Di Palo. La Di Palo è una famiglia di italo-americani giunta alla quinta generazione. Si vantano di gestire la più vecchia gastronomia di Little Italy. Aperta dalla signora Concetta nel 1925 come latteria locale, è oggi un negozio moderno che ha una clientela internazionale. Luigi (Lou) Di Palo, nipote di nonna Concetta, ha le idee molto chiare su come tramandare i valori italiani. Attraverso il cibo. Non semplicemente vendendolo, ma raccontandolo. I Di Palo infatti hanno un rapporto diretto con i loro clienti. Da dietro il bancone, mentre preparano la mozzarella, affettano un prosciutto di Parma o tagliano un pezzo di parmigiano reggiano, raccontano dei loro viaggi in Italia, di come scelgano i prodotti da vendere non su un catalogo illustrato, ma direttamente nei luoghi dove sono prodotti. Ma non solo. Ai Di Palo piace raccontare le storie (o leggende) di come siano nati certi cibi o del perché della loro particolare forma. E in un inglese dal forte accento italiano mi dicono ad esempio che il pandoro è diventato un dolce natalizio perché tagliandolo per farcirlo, si può ricomporre a forma di albero di Natale. Oppure che i tortellini siano opera del proprietario di una locanda emiliana, il quale, sbirciando dal buco della serratura della stanza di una nobildonna sua ospite, rimasto folgorato dalla bellezza del suo ombelico, volle riprodurlo in una preparazione culinaria. I Di Palo cercano quindi di trasformare il bancone della loro gastronomia nella tavola di una casa italiana. Il bancone non è più una barriera, ma un luogo dove si comunica e attraverso il cibo si tramandano le tradizioni. A Lou chiedo se secondo lui l’Italia ha ancora dei valori da tramandare. Lui mi risponde sicuro. L’Italia è un paese pieno di problemi, dove spesso si lavora male. Ma ci sono aspetti della vita in Italia che sono invidiabili. La famiglia a pranzo seduta intorno ad una tavola. Le piazze piene di persone e di bambini alla domenica pomeriggio. Le chiacchiere al bar con  gli amici mentre si beve un buon caffè espresso. Sapersi godere le cose semplici e il buon cibo. Ecco ciò di cui gli italiani devono essere fieri. Mentre esco dal negozio penso a come a volte si impari a conoscere ed amare il proprio paese quando lo si osserva da molto lontano.

Per maggiori informazioni sui Di Palo: http://www.dipaloselects.com/

Per sapere chi sono e cosa faccio potete collegarvi alla mia pagina Fecebook: http://www.facebook.com/PeterZulloPhotography
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framant
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« Risposta #1 inserito:: 06 Giugno 2012, 11:23:35 »


Una presentazione dei prodotti accompagnata da racconti più o meno veritieri, quì in Italia è impensabile!!!!! Immagino la signora super dinamica e superaccessoriata che chiede un etto di parmigiano come potrebbe reagire ad un breve resoconto del prodotto da parte del banconista!!!! Grin ....chissà la faccia che farebbe.....
La visione che gli italiani all'estero hanno dell'Italia è fantastica...nel senso che non è e non sarà mai.
Godersi le cose semplici? 70 anni fa era ancora così, oggi, crisi a parte, non lo è più . Le cose semplici non hanno molto senso per i più, e si è distratti da altre cose. Forse chi le apprezza e ricerca ancora sono gli ultraquarantenni che hanno una visione della vita diversa. Ma il discorso sarebbe lungo e tortuoso.....quindi basta così.
Grazie Petez per questi spunti di riflessione e per avermi ancora una volta aperta una finestra su NY.
 Wink
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