Salve a tutti,
Sono contento che dalla presentazione di un libro si sia arrivati a parlare del più e del meno. Sono un pò più scontento che si sia arrivati a discorsi su razze ed etnie o a prendermi per pazzo perché facevo un complimento a Long Island.

Ebbene, vorrei esprimermi solo su due punti: Long Island e Palermo. Io non ho affatto una visione romantica dell'America né sono profondamente innamorato di questo Paese tanto da non vederne i difetti. E' chiaro che i miei discorsi fossero esagerati e che generalizzavo. Sono stato, come vi ho detto, ben 4 mesi tra New York e Long Island e so perfettamente che vi sono belle zone e brutte zone, zone ricche e zone degradate. Ma ciò non toglie che le zone belle hanno una struttura ben sistemata ed intelligente (o "illuminista" come l'ho chiamata io). Questa osservazione parte dal mio confronto tra Palermo e il resto del mondo. E' vero che nella mia città abbiamo meraviglie come il Massimo, il Politeama, eccetera eccetera, ma è anche vero che noi cittadini non abitiamo DENTRO il Massimo, il Politeama, eccetera eccetera. Il centro storico è grandissimo, ma per la maggior parte sporchissimo e tutto occupato da immigranti, universitari, politici, aziende, banche o ricconi (nelle zone più belle e ristrutturate, ovviamente). Per il resto, la speculazione edilizia degli anni '60 ad opera della mafia ha fatto uno sfacelo delle periferie di Palermo: strade senza senso, palazzi alti e palazzi bassi, palazzi verdi e palazzi rosa, insomma, il casino più totale. Quindi io dico: sono contento che Palermo abbia buona fama (e allora perché non venite come turisti?), ma bisogna vedere la città con gli occhi di uno che ci abita prima di dire che uno è pazzo a parlar male della sua terra...
Tutto qui. Senza spirito di polemica e senza offese

Fabrizio.








