NYC-SITE.COM | Il più consultato forum di discussione su New York
18 Febbraio 2020, 23:10:17 *
Benvenuto! Accedi o registrati.
Hai dimenticato l'e-mail di attivazione?

Accesso con nome utente, password e durata della sessione
Notizie: Scopri tutte le sezioni del forum per trovare le informazioni che ti occorrono
 
   Home   Guida Ricerca Gallery Accedi Registrati Chat  

Pagine: [1]   Vai giù
  Stampa  
Autore Discussione: 2001-2011: a dieci anni dagli attacchi terroristici dell'11 settembre  (Letto 6357 volte)
0 utenti e 1 Utente non registrato stanno visualizzando questa discussione.
Redazione
Amministratore
Supreme Member
*****

Popolarità: 10001
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 1.749



WWW E-mail
« inserito:: 09 Settembre 2011, 17:19:52 »


Sono trascorsi 10 anni da quella maledetta mattina.

In occasione dell'anniversario dei 10 anni dell'11 settembre apriamo questo spazio per raccogliere i vostri pensieri, i vostri racconti, i vostri stati d'animo. Dove eravate e cosa stavate facendo l'11 settembre 2001? Un modo per condividere le nostre emozioni per non dimenticare e tenere vivo il ricordo.

Non è facile esprimere i propri sentimenti, ma qui possiamo farlo in armonia e tranquillità. Inoltre domenica vi invitiamo in chat per seguire tutti insieme la cerimonia di commemorazione e osservare un momento di silenzio tutti insieme.

Inoltre, se avete foto del World Trade Center precedenti agli attentati, perchè non pubblicate le vostre foto nella galleria?

Condividete con altri amici questo post.

Registrato

La redazione - redazione@nyc-site.com
Redazione
Amministratore
Supreme Member
*****

Popolarità: 10001
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 1.749



WWW E-mail
« Risposta #1 inserito:: 10 Settembre 2011, 09:37:25 »


Sembra davvero incredibile. Sono già trascorsi 10 anni da quella assurda e maledetta mattina dell'11 settembre 2001. Una mattina che ha cambiato molto più del solo volto di una città e delle vite delle persone che a quell'evento sono purtroppo legate. Da allora esiste un prima e un dopo 11 settembre. Come una linea netta che demarca un modo di vivere e di vedere le cose in maniera decisamente contrapposta.

Probabilmente molti di voi si ricorderà dove si trovava e che cosa stava facendo la mattina dell'11 settembre 2001 o meglio, il pomeriggio per chi stava in Italia come me. Io mi trovavo, come tutti i giorni, nel mio ufficio in una città ben lontana da New York ma ad essa inevitabilmente collegata perchè neanche un paio d'anni prima avevamo creato e dato vita al primo sito italiano dedicato alla Grande Mela. Ero in Italia ma allo stesso tempo ero lì, a 6 mila km di distanza, ad assistere a quello che per me non era altro che il trailer di uno dei tanti film catastrofici ambientati a New York. E invece purtroppo non si trattava di quello. Il telefono iniziava a squillare, telefonate di amici e parenti che chiedevano a me cosa stesse succedendo, quando anche io ancora non avevo capito o non volevo più che altro razionalizzare la situazione. Dall'America poi arrivò una telefonata che mi smosse come se mi stessero svegliando da un brutto sogno. "Un aereo di linea si è schiantato su una torre del World Trade Center. E' un attentato. Ti aggiorno non appena so qualcosa di più. E' una mattina infernale. Il server è sovraccarico". Il brutto sogno purtroppo non era solo un sogno. Da New York mi informavano che quello che stavo guandando alla TV era tutto vero. Il server che ospita il nostro sito in California non riusciva a stare dietro alle richieste del popolo della rete che cercava notizie sull'accaduto. Io non sapevo cosa fare se non guardare in TV un susseguirsi di immagini che momento dopo momento diventavano sempre più spaventose. Rileggere ciò che scrissi 10 anni fa in quei momenti mi fa rivivere le stesse emozioni e le stesse sensazioni provate allora.

E ad oggi ancora non mi capacito di quanto successo. Ogni volta che mi trovo a Lower Manhattan e che vedo il grande cantiere di Ground Zero, non mi sembra ancora vero. Quando prima mi capitava di uscire dalla metropolitana mi guardavo sempre verso l'alto per cercare le Torri, punto di riferimento che mi aiutava nell'orientamento. Ora invece quando dal battello vedo il profilo di Manhattan mi sembra di vedere una città che non coincide con i miei ricordi. Una New York con le Torri, in una delle quali anche io sono salito per vedere il panorama più bello del mondo stando ad oltre 400 metri di altezza con tutta l'euforia di un bambino al luna park.

Visitare Ground Zero per me è come cercare un elemento tangibile di quanto accadde. Sono tante le persone che qui hanno perso la vita. Come si fa a rimanere indifferenti davanti a tutto questo? Visitai le strade qui intorno poco dopo gli attentati e vedere negozi, locali, bar e ristoranti vuoti, sporchi di detriti, senza le vetrine con le facciate dei palazzi compromesse e segnate dall'urto che il crollo di due grattacieli di oltre 100 piani aveva causato, è stato terribile. Uno scenaio spettrale, poche le persone per le strade, in un luogo che prima pullulava di gente in un via vai continuo che rendeva questa zona di New York vitale e frenetica.

Dieci anni dopo mi ritrovo a guardare nuovamente Ground Zero. La Freedom Tower continua la sua crescita verso l'alto. Il Memoriale verrà inaugurato tra meno di una settimana riportando alla luce anche il perimetro delle Torri Gemelle e il ricordo di tutte le vittime di questo attentato. Il pensiero va a loro, innocenti vite spezzate dalla crudeltà dell'uomo. Ma New York non si è mai fermata. E' caduta, ha saputo rialzarsi e va avanti. Nel bene e nel male, questa città è forte ed è uno dei suoi tanti pregi che ce la fa amare ogni giorno di più.

Giampietro Dedola
Registrato

La redazione - redazione@nyc-site.com
buccpidb
Newbie
*

Popolarità: 0
Scollegato Scollegato

Messaggi: 1


E-mail
« Risposta #2 inserito:: 10 Settembre 2011, 12:21:28 »


Bravo Giampiero, davvero un resoconto e un racconto toccanti. Ti dirò di più, questa mattina mi sono visto l'intervista che George W. Bush ha concesso a National Geographic Channel. Ha raccontato tutto e dai suoi racconti mi convinco ancor più che è stato realmente un bravo Presidente; un momento così difficile da gestire non capita a nessuno nel mondo, e da "qua" sembra tutto facile e scontato. Molto vero quello che scrivi di New York: è forte, molto forte, e nessuno riuscirà MAI davvero a metterla a terra. Ci sono stato "solo" due volte, la prima in estate 2005 la seconda capodanno 2008/2009. Penso che al mondo non esista niente di più bello. Tornerò, presto tornerò, con ancora più Amore per quella Città che rappresenta la parte migliore di ciascuno di noi.
Registrato
Giuseppe83
Supreme Member
**

Popolarità: 21
Scollegato Scollegato

Sesso: Maschio
Messaggi: 1.228


New York.. state of mind

beppe0283@hotmail.com
WWW E-mail
« Risposta #3 inserito:: 10 Settembre 2011, 13:34:30 »


Non ricordo cosa stavo facendo, so però che ero a casa, la scuola sarebbe ricominciata da lì a giorni.

Onestamente, non sapevo quante persone c'erano dentro, non immaginavo quante ce ne potessero essere. E' stato scioccante, al tempo stesso però, a quei tempi, non associavo le Twin Towers come simbolo di New York. Per me c'erano il ponte di Brooklyn, l'Empire e il Chrysler.

Dopo l'attentato iniziai a informarmi maggiormente e la crescita mia e della rete internet mi ha fatto innamorare di quella città. Spesso evito di rivedere i filmati di quella mattina newyorkese, ogni volta è un colpo al cuore.

Domani è il decennale e, come potete notare dai miei post sul forum, sono felicissimo che si stia ricostruendo in Lower Manhattan. E' giusto andare avanti, ma è sacrosanto non dimenticare mai perchè si è reso necessario farlo, e concentrarsi perchè ciò non possa più accadere.
Registrato




framant
Supreme Member
**

Popolarità: 15
Scollegato Scollegato

Sesso: Femmina
Messaggi: 2.151


In God we trust


« Risposta #4 inserito:: 10 Settembre 2011, 14:35:14 »


Ricordo perfettamente cosa stavo facendo alle 15.00 circa dell' 11 Settembre 2001, come dimenticarlo.
Mi preparavo per andare a lavoro e pensavo a come organizzare il pomeriggio in quanto prevedevo un certo movimento, e come mia abitudine, tenevo il televisore acceso. All'improvviso le trasmissione sono state interrotte da un'edizione speciale del tg che informava con immagini in diretta che un primo aereo di linea si era schiantato contro una delle due torri del WTC e a distanza di qualche minuto il commentatore mostrava un secondo aereo che penetrava nella seconda torre. Sono corsa a chiamare mio Padre, che era intendo a chiacchierare con alcuni amici......"Papà sta succedendo qualcosa di grave a NYC, corri...."

Mio Padre ha vissuto tanti anni negli USA e si è sempre sentito più Americano che Italiano e alla vista di quelle immagini, un'unica esclamazione : "è  guerra!!!!". In silenzio abbiamo seguito i commenti del cronista e dai vari collegamenti man mano abbiamo capito l'entità dell'attacco. Silenziosamente abbiamo atteso la chiusura del notiziario e siamo tornati alle nostre precedenti mansioni  con un presentimento che poi si sarebbe rivelato giusto: niente sarebbe stato più come prima.

New York sarà sempre la New York dalle mille luci, ma forse, riflettendoci, da quel giorno qualcuna si è spenta forse per sempre. Parlo di quelle luci dell'anima, che rendevano il popolo americano fiducioso e bonaccione, che contribuivano a renderli a tratti simpatici. Hanno perso quella bonaria prepotenza rendendoli più umani e meno Rambo, ma sicuramente più  forti e pronti a rimettersi in campo con un motivo in più.
Il mio pensiero va a quelle persone che hanno perso la vita quel giorno, ignare vittime di qualcosa a loro sconosciuto, e il mio cuore è tutto per quei Padri che hanno ascoltato telefonicamente le ultime parole d'amore dei loro figli, a quei mariti che conservano nelle loro segreterie la voce delle mogli piena di amorevoli raccomandazioni , di quei fratelli, sorelle, figli, amici che hanno ricevuto un ultimo consapevole amoroso addio dai loro cari, certi che mai più avrebbero potuto farlo. 

Mi chiedo: come si può continuare a vivere dopo tutto ciò....come si può continuare ad avere fiducia nel prossimo dopo tutto questo dolore....come si può tornare a vivere normalmente dopo tutto questo......

Il mio pensiero in questo 11 Settembre è per i caduti, perchè le loro perdite non siano state inutili, e per tutti coloro che sono sopravvissuti a questo orrore, e sono tutti lì per insegnarci che da tanto scempio e tanto dolore può nascere qualcosa di buono per il futuro. 

Mai più.   Per favore!
Registrato
Ozric
Silver Member
**

Popolarità: 3
Scollegato Scollegato

Messaggi: 165


W questo FORUM!!!


« Risposta #5 inserito:: 11 Settembre 2011, 00:40:52 »


Molti di voi avranno letto su questo forum la mia avventura per restare in USA. Pochi sanno che la decisione di andare a vivere in USA e' nata proprio l'11 settembre 2001. Ho sempre amato gli USA ma quel giorno fu la molla che mi spinse li'. L'11 settembre fu un mio amico a telefonarmi e a dire di accendere la TV. Non credevo ai miei occhi e restai pietrificato per qualche minuto. Ero all'universita' in quel periodo e condividevo casa con altri ragazzi. Chiamai gli altri coinquilini a vedere cosa stava accadendo a NY e non dimentico le loro parole. Uno disse: ahah sembra un film, ma hanno voluto dare hollywood al mondo e ora si riprendano hollywood. Un'altro disse: lo giuro, non mi importa quanto costa, ma questa sera e' la prima sera che comprero' lo champagne e brindero'. Tutto questo mentre degli innocenti si gettavano dalle Torri e poi poco piu' tardi le Torri crollavano facendo migliaia di vittime. Come possono esserci degli antiamericani cosi' insensibili? E i giorni seguenti tanti conoscenti dicevano che era una cosa brutta certo ma che sicuramente gli USA se l'erano cercata. Quei giorni quegli antiamericani li ho odiati e ho deciso: mi laureo e vado a vivere in USA per qualche anno e lo ho fatto.
Certo oggi mi fa ancora tristezza ascoltare tantissime persone che sono convinte che l'11 settembre sia stato in realta' un inside job. Gli americani avrebbero messo delle cariche esplosive nelle Torri prima che venissero colpite dagli aerei. Ma come si fa a credere a queste cose? Ci vorrebbero decine di complici per mettere delle cariche esplosive nelle torri...decine di Americani sarebbero cosi' crudeli da programmare la morte di migliaia di loro connazionali, e per cosa? E nessuno che esce fuori a confessare? E anche se fosse vera la teoria delle cariche esplosive, dove sono finiti i passeggeri degli aerei? Non ci sono stati i dirottatori? Meglio che non ci penso se no mi rifaccio nervoso. Oggi siamo tutti Americani.
Registrato
noamila
Newbie
*

Popolarità: 0
Scollegato Scollegato

Messaggi: 10


E-mail
« Risposta #6 inserito:: 11 Settembre 2011, 15:26:50 »


eppure non sembrano passati 10 anni: era il mio primo giorno di ferie, ero in macchina e la notizia passa in radio.decido di tornare a casa e passo tutto il tempo davanti alla tv fino a notte fonda. il cugino di un mio amico e' la' in viaggio di nozze, sbagliano la fermata della metro e decidono, lui e la moglie, di proseguire a piedi verso il wtc...hanno visto un'esplosione...sono salvi.
3 mesi fa ero a new york e quando sono arrivata a ground zero mi ha sopreso il silenzio, sembrava un angolo a se' stante cosi' lontano dal resto della caotica city. ho vissuto un'emozione che a parole per me e' indescrivibile, in ogni caso mi sono sentita partecipe di quel dolore, di quel rispetto e condivisione di cui e' carico questo luogo.
ed oggi come 10 anni fa, prevale ancora lo sgomento nel rivedere i video le immagini i suoni. una ferita sempre aperta.
non m'importano le teorie ed i complotti: sono morte quasi 3000 persone e questo conta per me
never forget
Mila
Registrato
Maurizio Alberto
Newbie
*

Popolarità: 0
Scollegato Scollegato

Messaggi: 2


E-mail
« Risposta #7 inserito:: 11 Settembre 2011, 15:29:15 »


Ciao a tutti, io di quel giorno ho fissato le mie ferite in una composizione poetica presente sul mio libro "New Yorker's Breaths", edito da LietoColle Editore, che qualcuno conosce per l'intervista di Lino fattami il 22 giugno scorso. La posto sperando possa essere un ricordo semplicemente da rimuovere e da non rivivere:

THE SOUND OF SILENCE

Passi increduli
ritagliano
angoli di pensieri,
vuoti spazi
graffiano ricordi
e un simulacro
d’altri tempi.
La gola s’inarca
e contorce il respiro
sul vivo dell’emozione,
ascolta il tumulo
del sacrale silenzio.
Sul fondo della vita
solo semplici
rumori di lavoro
sul fondo del cuore
solo l’assenza
e il pudore
d’un eroico suono
di rispettosa memoria.

Estratto da: New Yorker's Breaths - all rights reserved
Registrato
mirkomc
Newbie
*

Popolarità: 0
Scollegato Scollegato

Messaggi: 3


E-mail
« Risposta #8 inserito:: 11 Settembre 2011, 18:59:23 »


Sono passati 10 anni dagli attacchi terroristici dell'11 settembre ma il ricordo è ancora vivo e più guardo le immagini scorrere alla televisione e più non riesco a capacitarmi del fatto che sia realmente accaduto. Mi fece male allora vedere la città più bella del mondo colpita in quel modo così atroce e mi fa più male ora che conosco New York di persona. Ho avuto occasione di parlare di italiani che vivono a NY che non avevano coraggio ad affacciarsi alle finestre per vedere il vuoto fumante che avevano lasciato le due torri e gli edifici accanto che erano crollati. Mi fece impressione vedere quanta gente sacrificò la propria vita per il prossimo, quanti si prodigarono nei soccorsi e mi fa impressione oggi a dieci anni di distanza vedere l'unità di spirito, il patriottismo americano, cosa che in Italia è assolutamente sparito. Un pensiero a tutti coloro che hanno perso i propri cari, una preghiera a coloro che hanno perso la vita e che stanno ammirando NY dall'alto dei cieli. GOD BLESS AMERICA !
Registrato
Pagine: [1]   Vai su
  Stampa  
 
Vai a:  

 

Powered by MySQL Powered by PHP Powered by SMF 1.1.11 | SMF © 2006-2009, Simple Machines LLC | Sitemap XHTML 1.0 valido! CSS valido!
Copyright 1998- © HNS srl - Partita IVA 07431360010
Pagina creata in 0.168 secondi con 23 query. (Pretty URLs adds 0.062s, 2q)