11 West 53th Street
Metro linea E, F fermata 5th Avenue-53rd Street oppure B,
D fermata 7th Avenue
Bus M1, 2, 3, 4, 5 fermata 53rd Street
Orari:
10:30 – 17:45 Sabato, Domenica, Lunedì, Martedì e Giovedì
10:30 – 20:15 Venerdì
Chiuso il Mercoledì, il giorno del Ringraziamento e il giorno
di Natale.
Prezzi indicativi perchè soggetti a probabili modifiche:
Adulti $5 - Studenti e anziani otre i 65 anni $3.25 - Ingresso
libero a ragazzi sotto i 16 anni se accompagnati da adulti
- Venerdì 16:00 - 20:15 offerta libera
Tour con guida registrata e cuffie $4
Per maggiori informazioni telefonare al 212-708-9400 o visitare
il sito internet www.moma.org.
Il
museo d'arte moderna (Museum of Modern Art - MoMA) è stato
fondato
a New York City nell'estate del 1929 da tre cittadini, Lillie
P. Bliss, Mary Quinn Sullivan ed Abby Aldrich
Rockefeller. Lavorando a stretto contatto con altre persone
che li hanno sostenuti, sono stati determinati per fare dell'arte
moderna e contemporanea un'attività disponibile al pubblico.
Il museo è stato aperto l'8 novembre del 1929. Spostato
nell'attuale edificio dieci anni più tardi, ha subito l'ultima
grande ristrutturazione a metà degli anni Ottanta, con l'aggiunta
di una vasta struttura in vetro e acciaio che ne ha raddoppiato
lo spazio interno. Questo museo offre la più raffinata e completa
collezione di manufatti del XIX e XX secolo disponibile ai
giorni nostri. Il turista che si trovi a New York e intenda
visitare almeno un museo non può mancare di orientare la sua
scelta su questa sorprendente collezione d'arte.
La
struttura del museo è stata ideata per rendere la visita il
più facile possibile, mediante vetrate, ascensori e scale
mobili per migliorare la percorribilità degli spazi interni.
Il piano terra è occupato dagli immancabili ristorante e negozio
di souvenir; da un'aula magna e da una sala di proiezione,
mentre il retro si apre su un giardino in cui sono esposte
opere di scultori del calibro di Rodin e Matisse, accanto,
per esempio alla sinuosa insegna liberty della metropolitana
parigina. Il museo vero e proprio inizia ai piani superiori
in cui sono esposti quadri e sculture per concludersi con
la collezione di architettura e design a cui è dedicato l'intero
ultimo piano. Il grosso delle opere degli autori maggiori
rimane pressoché invariata, mentre le opere minori vengono
spostate continuamente.In aggiunta alle tre principali sezioni
del museo, esiste una serie di gallerie dedicate alternativamente
a mostre di fotografie, stampe e disegni scelte tra le opere
della collezione permanente del museo. Soprattutto la collezione
di fotografie è splendida, una delle migliori e più varie
collezioni che si possono trovare, un'evocazione dell'America
dell'ultimo secolo, dai suggestivi paesaggi di Ansel Adam,
alle dinamiche immagini newyorkesi di Stieglitz e agli intensi
primi piani di Man Ray.
Il
primo piano su apre con Cézanne e il suo Bagnante del 1885,
accanto ad altre sue opere che dolcemente attraggono il visitatore
all'interno, dove si trovano opere di altri post-impressionisti,
sopratutto Gauguin, Seurat e soprattutto Van Gogh presente con
il memorabile Notturno. James Ensor, Redon e Bonnard accompagnano
Il sogno di Rousseau prima di passare alle sale dedicate ai maggiori
esponenti del cubismo fra cui numerose opere di Braque e Picasso.
Molto interessante di Picasso è il Damoiselles d'Avignon del 1907,
spigoloso e brillante, decisamente rivoluzionario per l'epoca,
per il contrasto di toni e di piani che fanno di lui il padre
dei principi cubisti. Bisogna ammettere che tale titolo gli è
conteso dalle Bagnanti di Derain della sala precedente.
In una sala a sinistra è possibile ammirare le Ninfee di Monet:
grandiosi ed emozionanti esempi di colori e forme astratte che
rivestono oltre la metà delle pareti della sala di verdi giada,
rosa e violetti, dando l'idea di trovarsi in un enorme acquario.
A destra lo spazio è occupato da altri quadri cubisti, come Tre
donne alla fontana del 1921 di Picasso e Tre musicisti posto di
fronte al più scherzoso omonimo di Léger del 1944.
Le sale che seguono racchiudono ciascuna un'intera corrente artistica.
La scelta delle opere, tra cui quelle di Chagall e di Kirchner,
è mirabilmente azzeccata. Gli scorci delle strade di Dresden e
Berlino sono al centro della sala dedicata alle sconcertanti realtà
degli Espressionisti tedeschi; mentre per quanto riguarda il peana
futuristico dell'era moderna, il posto d'onore è riservato alle
rombanti astrazioni di Boccioni. La sala successiva affianca De
Stijl ad un esauriente rassegna evolutiva di Mondrian: dalle iniziali
incerte opere cubiste alle opere più tarde come Broadway Boogie
Woogie del '40, dipinto dopo il trasferimento a New York, che
esprime un profondo amore per il jazz, in una musicalità quasi
fisica suggerita dalle pennellate rapide e nette.
Superata
la scalinata che conduce al piano superiore, Matisse occupa una
intera sala con pitture rese famose dal tour mondiale della mostra
organizzata dal MoMA nel 1991/1993. La collezione si concentra
sulle Ballerine del 1909 e comprende alcune opere minori come
la serie di Ritratti di Jeanette, in cui si passa da un palese
impressionismo ad una seria confusa di linee deformanti oppure
Studio rosso in cui lo studio francese dell'artista si riduce
a mere sfumature di un rosso rugginoso o, anche se raramente esposto,
Le bateau che alla sua prima apparizione al MoMA rimase appeso
sottosopra per 47 giorni prima che qualcuno notasse l'errore.
La sala attigua è dedicata a Klee, passando per le morbide forme
delle sculture di Brancusi ad alcune contorte tele di Kandinsky
per poi giungere a Braque e Picasso dell'ultimo periodo: Pesca
notturna ad Antibes, Bagnante seduta, Ossario che, come Guernica,
era esposto qui prima di tornare al museo di Madrid, esprimono
una sonora protesta contro gli orrori della guerra. In contrapposizione
con questa sala, la successiva contiene gli sconfinati cieli di
De Chirico, le opere di Mirò con il divertente Interno olandese,
un gruppo di onirici Dalì, Magritte, Delvaux (Fasi lunari) e Balthus:
scene incongruenti quelle delle rappresentazioni di Balthus, fastidiose
per la loro chiarezza che nasconde un latente erotismo. Ne Il
soggiorno la fanciulla adolescente e la posizione attentamente
studiata della chitarra, alludono in qualche modo ad un risveglio
sessuale, mentre lo strano ritratto di Derain ci presenta il pittore
davanti ad una bambina semi-vestita.
La collezione
procede cronologicamente verso autori più tipicamente americani,
verso Christina's World di Andrew Wyeth, una delle più note creazioni
della pittura americana moderna frequentemente esposto a questo
punto della vista accompagnato da un paio di tele tipicamente
radiose di Edward Hopper (House by the Railroad e New York Movie),
energici spaccati della squallida vita americana. In netto contrasto
sono i paesaggi americani di Sheeler, che qualcuno definì bucolici
scorci di vita industriale, con città-giocattolo in una visione
ordinata dell'evoluzione industriale, in cui tutto è immobile
e tutto risplende.
Seguono alcune opere più astratte: Pollock prima maniera, ghirigori
di Gorky, alcune acute satire di Dubuffet e, in fondo alla sala,
l'angosciante grido del No. 7 from 8 Studies for a Portrait di
Bacon. Ciò che attrae la maggior parte dei visitatori sono i tardi
lavori degli artisti della cosiddetta Scuola Newyorkese, grandi
tele create per vasti spazi, come quello offerto dalla sala che
li ospita, intese per una visione a distanza. I quadri di Pollock
e de Kooning, nella loro stranezza, e, nel caso di Pollock, una
serie ripetitiva di decori senza inizio nè fine, si mescolano
a quelli più attenti degli artisti dei "Campi di colore"
e ai lavori più tardi di artisti come Mirò e Matisse.
Il contributo
di Matisse al museo consta essenzialmente in ritagli cartacei,
tra cui spiccano quelli blu intenso della Piscina creato dall'artista
in tarda età per il proprio appartamento di Nizza. Estremamente
intensi, i lavori dei cosiddetti Color Field Artist (Artisti dei
campi di colore) enfatizzano l'importanza del colore in modo molto
simile e per dirla con Barnett Newman "prosciugati di impedimenti
di memoria, associazione, nostalgia, leggenda, mito e qualsiasi
altra cosa"; in sostanza niente altro che puro colore come
nel Vir Heroicus Sublimus dello stesso Newman, rosso, puro e grandissimo
contro la parete, oppure come nei blocchi radianti con effetto
a spirale di Mark Rothko e forse ancor più palpabile nelle tele
completamente nere di Ad Reinhardt. Robert Motherwell con Elegy
to the Spanish Republic, appartenente ad una serie di oltre cento
opere similari, si differenzia dai precedenti. Il colore perde
importanza, e le grandi macchie nere alludono ai riti della Corrida,
con le forme che vagamente richiamano i testicoli del toro mostrati
vittoriosamente al pubblico a conclusione dello spettacolo.
L'ultima sala è in parte una donazione di Philip Johnson ed è
dedicata essenzialmente alla Pop Art. Tra le opere si trova la
famosa Bandiera di Jasper Johns, dipinta su carta di giornale
quasi a ridurre il più potente dei simboli americani ad una mera
serie di forme e sfumature. Di seguito si possono ammirare opere
di Robert Rauschenberg e Claes Oldenburg, ma le sale sono generalmente
adibite a mostre di arte contemporanea proveniente dalla collezione
permanente del museo.
Seconda
per importanza, dopo la parte dedicata alla pittura e alla scultura,
è la sezione dedicata ad architettura e design. Le sale del quarto
piano accolgono modelli e disegni originali degli architetti più
influenti dell'era moderna: Frank Lloyd Wright (Falling Waters),
e progetti di Le Coubusier e Mies van der Rohe. Altri aspetti
del design moderno si possono ritrovare nelle spesse vetrate di
Tiffany, nell'arredamento fiorito in stile Art Nouveau di Guimard,
in Rietveld con le note sedie e con la credenza, a cui potrebbe
non far male un tocco di pittura. Inoltre sedie e oggetti d'arredamento
di Mies van der Rohe, Alvar Alto e Henry van der Velde, alcuni
dei quali costituiscono esempi di design applicato meglio riusciti
di altri. Da non perdere, ma date le dimensioni non si possono
certo perdere, gli esemplari esibiti accanto alla scala mobile:
tra gli altri un verdissimo elicottero Bell del 1945, sospeso
a mezz'aria nella delicata operazione di atterraggio.