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I Love Shopping

26 Feb 2009 | 14:17

I love shoppingSi è appena conclusa a New York la settimana della moda ma per le vere appassionate che non ne avessero ancora avuto abbastanza, il prossimo 27 febbraio esce al cinema "I Love Shopping".

Il film è ambientato nell’affascinante mondo di New York dove Rebecca Bloomwood è una ragazza che ama divertirsi e che è veramente brava nello shopping, forse anche troppo. Lei sogna di lavorare per la sua rivista di moda preferita, ma non riesce a ottenere un incarico, fino a quando, per uno scherzo del destino, le viene affidata la rubrica di una rivista economica dello stesso editore. Mentre i suoi sogni iniziano a realizzarsi, deve compiere degli sforzi ancora più esilaranti ed estremi per impedire che il suo passato le rovini il futuro.

Il ruolo di Rebecca è interpretato da Isla Fisher. Il film è prodotto dall’esperto di blockbuster Jerry Bruckheimer e il regista P.J. Hogan. La sceneggiatura di Tracey Jackson, Tim Firth e Kayla Alpert si basa sui libri “I Love Shopping”di Sophie Kinsella diventati un fenomeno internazionale, conquistandosi un fedele e appassionato seguito di lettori. Ogni libro è entrato nelle classifiche statunitensi ed inglesi raggiungendo addirittura tre romanzi nella top ten del Washington Post.

Il successo della serie ha catturato l’attenzione del produttore Jerry Bruckheimer. “La nostra società è sempre in cerca di idee originali”, sostiene Bruckheimer. “Sophie ci ha aiutato nella realizzazione del film per assicurare che il passaggio di Rebecca Bloomwood sul grande schermo fosse fedele al cuore e alle tematiche dei romanzi”. “Se osserviamo la crisi di debiti che avviene proprio ora negli Stati Uniti, in cui tutti hanno 27 carte di credito, ognuno può riconoscersi in Rebecca Bloomwood”, aggiunge il produttore esecutivo Mike Stenson.

La Kinsella ha presentato al pubblico Rebecca Bloomwood otto anni fa. Da allora, più di 15 milioni di lettori in 35 nazioni, tra cui gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, così come tutta l’Europa occidentale e orientale e Paesi come Scandinavia, Turchia, Giappone, Cina, Corea, Indonesia, Thailandia e Vietnam, hanno iniziato ad amare questa maniaca dello shopping affascinante, sventurata e perennemente ottimista.

E quale luogo perfetto per girare questo film se non New York? La città calzava benissimo come ambientazione di “I Love Shopping” e una volta che è stata presa la decisione ambientare la storia negli Stati Uniti, era chiaro che il racconto di Rebecca Bloomwood sullo shopping eccessivo poteva svolgersi soltanto in un luogo.

“New York è un personaggio vero e proprio, un’icona di tutte le città, oltre che la capitale mondiale della moda”, sostiene il produttore Jerry Bruckheimer. "L’eccitazione è nei negozi. Nei romanzi, Becky Bloomwood si reca a Manhattan nel secondo libro e scopre di trovarsi nel paradiso dello shopping. Cosa di meglio che mettere una maniaca dello shopping nel paradiso dello shopping?”, aggiunge il regista Hogan.

Le elaborate riprese presentavano la notevole sfida di girare nelle strade e nei negozi di una delle più affollate, per non dire caotiche, città del pianeta. “Girare nelle strade di New York è come entrare spontaneamente in un manicomio”, sostiene Hugh Dancy. “Ti ritrovi a lavorare nel mezzo di una città decisamente affollata. E’ piena di gente e confusa, ma l’obiettivo è proprio questo. Lo fai apposta, perché le scene di New York sono intimamente legate alla recitazione. Penso che aggiunga qualcosa alla personalità del film”.

I realizzatori si sono rivolti a Kristi Zea come scenografa. “Kristi è la principale scenografa di New York”, sostiene Bruckheimer. “Lei capisce la città e il melting pot esistente, la struttura di cui hai bisogno, e grazie al suo senso del design e della moda crea dei set meravigliosi, sia per gli uffici delle riviste Successful Saving e Alette o per ridecorare i negozi famosi e le loro vetrine”. La Zea rivela di “aver immediatamente capito che il film avrebbe avuto delle grandi potenzialità visive. E’ divertente avere a che fare con l’alta moda e i trend, e considerando che io ho una formazione nei costumi, ho capito che questo sarebbe stato un film in cui puoi mostrare tutto e lanciare anche delle mode.

La pellicola passa da un estremo all’altro per quanto riguarda le immagini e le aree economiche. C’è la moda altolocata di Madison Avenue, Fifth Avenue, il Distretto della carne, Tribeca, SoHo e Lower East Side, mentre i genitori di Becky vivono in un universo carino tipico della classe media. Mi piaceva trovare gli elementi iconografici di New York e sottolinearli, ma anche scoprire un sistema nuovo di mostrare questa città”. Gli interni dell’appartamento eccentrico, particolare e colorato di Becky e della sua coinquilina Suze, che nella storia si trovano nell’emergente quartiere di Nolita, molto di moda attualmente e che sta nella parte meridionale di Manhattan, sono stati girati nel teatro di posa di Norwalk.

Nel corso dei successivi quattro mesi, la produzione ha visitato alcune location storiche di New York, tra cui la St. James Church, St. Anthony of Padua, l’elegante Grand Salon dell’albergo Jumeirah Essex House a Central Park South, l’enorme Emigrant Industrial Savings Bank nel distretto di Wall Street, l’Hearst Tower di Lord Norman Foster e gli esterni di Rockefeller Center. Un interludio notturno con Rebecca e Luke è stato girato sulla terrazza del Rockefeller Center, con sullo sfondo la fondamentale Cattedrale di St. Patrick e (forse anche più importante per Rebecca Bloomwood) l’ugualmente sacro edificio di Saks sulla Fifth Avenue.

Era compito del direttore della fotografia Jo Willems prendere una delle città più sfruttate dal cinema e mostrarla sotto una luce diversa. “Il nostro obiettivo era di rendere le ragazze, i vestiti e la città il più possibile meravigliosi”, sostiene Willems. “Questo non è un film realistico e deprimente, ma divertente, enorme e rinfrancante. Lo stile del film è dovuto alla storia e al personaggio principale, mentre io ho tentato di esaltarlo il più possibile. Attualmente, molti film vengono desaturati, ma noi abbiamo cercato di mettere più colori possibili nelle inquadrature”. I realizzatori hanno selezionato diversi negozi e boutique come location, tra cui Catherine Malandrino e l’elaborato negozio per spose Kleinfeld, così come una parte raffinata di Madison Avenue che comprendeva i negozi di Yves St. Laurent, Sonia Rykiel e Asprey. Delle scene fondamentali si svolgono anche nel negozio principale di Barneys a New York su Madison Avenue e in quello di Henri Bendel sulla Fifth Avenue.

Per la scena dentro Barneys, una delle maggiori mete per lo shopping in America, Rebecca viene portata a fare spese dalla redattrice di moda Alette Naylor come test, che lei supera brillantemente con dei colori volatili, provocando il disappunto della sua arcinemica Alicia Billington. Rebecca, che firma la sua rubrica economica ‘La ragazza con la sciarpa verde’, ha trovato l’importante sciarpa verde di “Denny & George” in una scena girata nella celebre sede di Henri Bendel a New York. L’importante negozio è uno spazio per gli acquisti creato unendo tre importanti luoghi della Fifth Avenue, tra cui i celebri edifici di Coty e Rizzoli. Comprende uno straordinario atrio a tre piani, fronteggiato dalle finestre Art Nouveau simili a gioielli create da René Lalique nel 1913 e scoperte soltanto quando Bendel ha rinnovato l’edificio. Per l’atrio, la scenografa Zea e il supervisore art director Paul Kelly hanno collaborato con gli scenografi che lavorano a Bendel e creato un’insegna ispirata a “Sogno di una notte di mezza estate”. Inoltre, hanno anche dato vita a una vetrina legata all’aviazione, in cui Rebecca vede per la prima volta la sua sciarpa verde. “Quando abbiamo dovuto mettere le insegne, è stato come fare delle manovre militari”, spiega Kelly, “perché noi avevamo a disposizione soltanto otto ore per arredare Henri Bendel. Così, abbiamo pianificato tutto con grande cura”. Gli abitanti sono rimasti decisamente colpiti dai cambiamenti al negozio provocati dalla produzione cinematografica. “Le reazioni sono state fantastiche”, sostiene il responsabile di Bendel, Ed Bucciarelli. “Realizziamo una finestra elaborata come questa soltanto nel periodo delle feste natalizie, così mostrare qualcosa del genere all’inizio dell’anno è stato bellissimo. Hanno creato una vera magia”.

Ora non vi resta che vedere il film in uscita questo venerdì e magari acquistare i libri "I Love Shopping" di Sophie Kinsella che hanno originato questa allegra commedia. Ecco i titoli:

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