| Ho vinto il sogno americano grazie alla Green Card! |
| 14 Mag 2011 | 18:36 |
Tutto cominciò nel lontano agosto del 2002 quando ebbi la grande opportunità di fare un internship all’Italian Trade Commission (Istituto del Commercio Estero) a Manhattan, durante il quale scrissi la mia tesi e feci l’esperienza più bella della mia vita. L’occasione di trascorrere tre mesi intensi a New York e di capire che era in quella città che avrei voluto avere la possibilità di vivere e lavorare in futuro.
Il problema era proprio quello, lavorare regolarmente negli States, facile da dirsi ma quasi impossibile da realizzarsi. Un caro amico mi spiegò che l’unico modo per poter lavorare negli Stati Uniti era quello di ottenere un visto tramite una sponsorizzazione di un’azienda, il che risulta molto oneroso e difficile soprattutto dopo la grande crisi che ha investito tutta l’economia occidentale. Altro metodo, mi spiegò, è quello di ottenere la green card, sposando una cittadina americana o più semplicemente rivolgendosi alla Dea Bendata. Si proprio la Dea Bendata!
Ogni anno infatti il governo americano mette in palio circa 50.000 Green Card attraverso quella che è conosciuta come Diversity Visa Lottery, utile a bilanciare i flussi migratori nel paese. Al mio ritorno in Italia, ogni anno ad ottobre provavo ad inviare la mia partecipazione tramite posta senza mai ricevere comunicazione relativa ad una mia possibile estrazione. Negli anni successivi poi la lotteria è diventata più informatizzata e da circa tre anni il form di partecipazione si può inviare direttamente via Internet dal sito www.dvlottery.state.gov, a partire dai primi giorni di ottobre per circa un mese ed è completamente gratuito. Bisogna stare molto attenti a compilare tutti i campi in maniera corretta ed allegare una foto con i giusti pixel. Basta poi un clic ed incrociare le dita.
Finalmente l’anno scorso qualcosa è accaduto! Ho ricevuto a casa una grande busta gialla direttamente dal “Kentucky Consular Center”.
Inizialmente ho pensato a pubblicità o qualcosa di simile ma leggendo bene ho capito che ero stato estratto per l’assegnazione di una delle green card destinate all’Italia che sono circa un centinaio o poco più ogni anno. Un brivido mi è corso lungo la schiena ed ho iniziato a sognare ad occhi aperti. Ho dovuto inviare una serie di moduli compilati e alcuni documenti in attesa di ricevere una seconda lettera dove mi avrebbero dato un appuntamento al Consolato Americano di Napoli per l’intervista con il Console. Dopo una lunga attesa finalmente ho trovato nella mia casella della posta una busta dove mi informavano che il mio colloquio era fissato a Napoli per i primi giorni di ottobre.
Attimo di panico in quanto non l’avevo ancora detto a nessuno tantomeno alla mia fidanzata. Preso il coraggio l’ho informata di quello che era accaduto. Lei ovviamente sapeva di questo mio sogno nel cassetto e, seppur spaventata, era molto contenta per me. Sì, ma che fare ora per Noi? Unico modo per poter rimanere insieme ed avere una nuova vita entrambi oltre oceano con la green card era quello di sposarsi prima di presentarci a Napoli. Ovviamente senza troppo indugi siamo convolati a nozze il mese seguente, spostando di qualche mese il nostro colloquio al Consolato che è avvenuto ai primi di dicembre. Due giorni fantastici nella pittoresca città partenopea culminati nella famosa intervista con il Console Americano, che dopo una breve chiacchierata con il sorriso sulle labbra ci ha detto che avremmo potuto ritirare i nostri visti nel pomeriggio stesso.
Da quel momento stiamo pianificando la nostra partenza dal Bel Paese che dovrebbe avvenire entro la fine di maggio per iniziare la nostra nuova vita a New York. Ho preso molti contatti di lavoro ed al mio arrivo ho già parecchi colloqui fissati. Inutile dire che con la green card è tutto molto più semplice!
Ai primi di gennaio abbiamo fatto il nostro primo ingresso negli Stati Uniti, dove mia moglie non era mai stata, ed al nostro arrivo al JFK dopo un rapido controllo dei documenti un poliziotto della NYPD ci ha detto “Welcome to the US, Welcome to NYC” e il nostro sogno ha avuto inzio!
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