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Steve Jobs è morto, New York lo ricorda

06 Ott 2011 | 11:13

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E' la notizia che risuona ovunque nel mondo. Il genio, come spesso veniva chiamato, l'uomo che più di tutti negli ultimi decenni ha saputo reinventare le cose, farcele vedere sotto un altro punto di vista, non è riuscito a vincere la sua battaglia personale contro il tumore. Amava quello che faceva perchè era esasttamente quello che voleva fare.

Con la sua passione aveva coinvolto ed ispirato milioni di persone in tutto il mondo. I suoi prodotti erano molto di più di quello che sembravano. Uno stile di vita piuttosto che semplici macchine. "Devi essere un pirata", diceva, un modo per affrontare la vita fuori dagli schemi con tutta l'energia e l'entusiasmo che si ha. Steve Jobs non era un tecnico, ma aveva il dono di sapere quello che voleva e sapeva dove trovare il talento negli altri che lo avrebbero portato a realizzare i suoi sogni. Sogni che vanno dal primo Apple Computer al Mac, dall'iPod all'iPhone fino alla creazione dell'iPad, uno strumento che non esisteva e che lui ha creato perchè pensava potesse essere utile a tutti, anche a chi il computer non lo ha mai usato.

E' difficile trovare le parole per esprimere il dolore che si prova nel vedere andare via un uomo come lui, che ispirava solo con il modo in cui parlava e raccontava i suoi prodotti. Adesso il mondo lo piange. Fiori, preghiere, frasi e candele vengono portate davanti agli Apple Store di tutto il mondo. Sulla Fifth Avenue di New York, dove si trova il cubo di vetro simbolo del su impero, i fan si sono ritrovati per dargli l'ultimo saluto.

Anche il Presidente Obama, dal blog della Casa Bianca lo ricorda, "he changed the way each of us sees the world".

Più volte aveva visto la morte in faccia, ma per lui "la morte è la destinazione che condividiamo, nessuno gli è mai sfuggito. Ed è cposì che deve essere perchè la morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della vita... spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi ma un giorno non troppo lontano diventerete graduatamente il vecchio... mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro..."

Noi vogliamo ricordarlo con lo storico discorso che tenne il 12 giugno 2005 ai neolaureati della Stanford University, parole che danno la spinta per affrontare le cose, parole mai banali, concrete, perchè secondo lui è in questo modo che ognuno di noi dovrebbe affrontare la propria vita.

Rest in Peace Steve, God bless you!