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Scrivere un libro al volante di un taxi a New York

04 Set 2007 | 11:04

E’ minuta e vestita tutta di nero, con una bustina di anacardi al fianco, sfreccia per le strade di Manhattan di notte dietro le ruote di un taxi con il ticchettio di un tassametro.

Clacson! Un tassista nella sua auto con il fuoco sulla coda. "Che cosa diavolo sta succedendo la dietro?", urla. "Questo tipo mi sta suonando. Perché, sta diventando matto?"

Questa è la vita a passo veloce di Melissa Plaut, una laureata figlia di insegnanti che è cresciuta in periferia e che ora guida un taxi a New York City.

Ha ottenuto la sua licenza di tassista al suo ventinovesimo compleanno, dopo aver lasciato un lavoro in pubblicità. Ha cominciato a parlare delle sue avventure in un blog l'anno successivo.

Sui 40.000 taxi in città, la Plaut è una delle circa 200 che sono donne. La maggior parte dei tassisti sono immigranti. È gay ed ebrea. Il suo blog ha avuto centinaia di migliaia di lettori. Si è trasformato in una finestra sui personaggi anticonformisti che escono di notte a New York, catturando l’interesse della stampa, agenti e case editrici.

La scorsa settimana, la Plaut ha pubblicato un libro: "Hack: come ho smesso di preoccuparmi per che cosa fare della mia vita ed ho cominciato a guidare un taxi giallo", pubblicato da Villard.

"Come è riuscita a farlo?", gli ha chiesto un passeggero che ha preso ad Houston Street. "Bene, ho scritto il libro sul guidare un dannato taxi", ha risposto. "Se vende molto, allora potrei non guidare mai più un taxi", ha aggiunto con un sospiro, "ma, per ora, sto ancora guidando".

La Plaut accosta per fa scendere i suoi tre passeggeri, ed uno di loro le dice che il suo libro sembra carino, però si agita perché non si è avvicinata abbastanza al teatro. "Sono $8.20", dice. Lui le lancia uno sguardo truce e le da $9 ... "brutta mancia", borbotta la Plaut.

Nel suo primo giorno da tassista un uomo mette la mando attraverso il finestrino del passeggero, puntata come fosse una pistola, e le dice "Dammi tutti i tuoi soldi". Poi se ne va ridendo.

Ora ha 31 anni ed ha visto vendite di droga nel sedile posteriore, passeggeri che rifiutavano di pagare la corsa ed altri tassisti malmenati.

Una volta ha fatto da ambulanza, portando velocemente in ospedale una ragazza con un riccio di mare attaccato al piede.

Un’altra volta, ha dovuto accostare ed usare il bagno di una donna ebrea ortodossa che era sua passeggera. Una volta un altro tassista le ha tagliato la strada. Lei si è fermata al semaforo è uscita dal taxi, lasciando i passeggeri all'interno, per andare a sputare sul parabrezza del tassista.

Ha sofferto di dolori al collo, ai reni e contrazioni all'occhio per aver guidato un turno di 12 ore. Ha raschiato la sporcizia sotto le sue unghie per il maneggiare così tanti dollari.

"Dopo ogni turno andavo a casa e scrivevo", ha detto. "Mi sfogavo e lamentavo e maledicevo. Mi lamentavo del traffico. E dei poliziotti."

I suoi amici facevano lavori di alto-profilo che amavano. I suoi genitori si sentivano imbarazzati nel dire agli amici che la loro figlia guidava un taxi.

"Ho 30 anni. Vivo da sola con due gatti. E sono tassista", scrive la Plaut nel suo libro. Il lavoro si è preso il suo tributo, ma non tutto a questo proposito la deprime. Lungo la strada ha imparato molto sulla gente, il mondo e se stessa.

Nel suo libro, descrive il portare un agente della narcotici sotto copertura, un curatore del MoMA, cantanti del Metropolitan, attori che lottano per farsi strada, un DJ, un fisioterapista, un giudice federale.

Inoltre ha portato l'ex sindaco di New York David N. Dinkins; l'attore Justin Theroux, di "Six Feet Under" e del secondo "Charlie’s Angels" e Jon Stewart del "The Daily Show".

Quando Stewart è entrato nel taxi, "ero così impressionata, che mi sono dimenticata di accendere il tassametro per quasi 10 isolati", ha scritto, "ma mi è sembrato un tipo molto modesto, piacevole e mi ha lasciato una mancia molto buona".

Nel Midtown lunedì notte, la Plaut prende due passeggeri. "Dove andiamo?" Dicono che devono andare a Brooklyn nella zona di Clinton Hill. Lei gli passa un volantino per una sessione di book-reading l’11 Settembre da Barnes & Noble per il suo libro. E’ stata molto occupata promuovendo l’appuntamento sul suo blog newyorkhack.blogspot.com e su MySpace e dicendolo a chiunque incontrasse. Attraversa il Manhattan Bridge e si ferma ad un palazzo elegante. I passeggeri le fanno le congratulazioni.

Poi riparte, girando un nuovo angolo, cercando una nuova corsa.