| 11 settembre - Le ragioni di chi? |
| 03 Lug 2002 | 01:00 | di
Giorgia
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Una voce contro. Se da un lato abbiamo europei degni di nota che fanno a gara per schierarsi a pieno titolo tra i filo americani, dall’altro non sono poche le opinioni più dure e critiche che nascono in seno alla bandiera a stelle e strisce. L’immagine eloquente in copertina non può che ricordare la sciagura delle Twin Towers dell’11 settembre 2001 che ha colpito l’America in uno dei suoi più famosi simboli di grandezza e potere. Noam Chomsky si interroga sulle ragioni che hanno portato a tali eventi, studia la tragedia come un fatto storico: analizza la situazione della società, sotto l’aspetto culturale ed economico, ricerca le cause nel passato e annuncia che veste avrà da allora in poi il futuro mondiale. Il particolare che più colpisce però è che ai vari perché questo grande intellettuale risponde in modo forte, affibbiando alla sua stessa patria colpe gravissime che sono state troppo a lungo dimenticate od oscurate. La frase forse più scioccante è la stessa bandiera di Chomsky: l’America fa terrorismo di Stato; è successo in Nicaragua, a Beirut e in tanti altri paesi oltreoceano e non, dove gli Stati Uniti sono stati protagonisti con la loro politica “estera”. Anche l’attacco in Afghanistan subisce dure critiche, anche perché al contrario di quanto i media ci vogliono far credere, non tutta la popolazione ha sete di vendetta o crede che la propria riscossa si avrà dall’annientamento di un popolo e di un paese. Quello che sta succedendo o che succederà inevitabilmente sarà la solita conseguenza di una guerra e anche se i media parlano solo di poche vittime “incidentalmente” colpite nei raid, la realtà è che si può già considerare uno sterminio, per fame, malattie, disperazione. Sotto accusa però non c’è il giornalismo mondiale che con inaspettata correttezza sta dando spazio anche alle voci più polemiche, bensì il Governo U.S.A. e quello dei paesi alleati, con le loro politiche di soprusi. Il timore crescente è che questa politica assolutista e di potere faccia esattamente il gioco dei nemici della libertà e del progresso. Il libro è molto fluido anche se delle volte risulta ripetitivo anche perchè non nasce come opera di per sé ma come raccolta delle interviste migliori che l’intellettuale ha rilasciato in patria e all’estero dalla sciagura sino al 15 ottobre, giorno della messa in stampa. Le sue opinioni vengono astutamente adattate al paese in cui si svolge l’intervista per dare ancor più fondamento alle crudezze descritte, Chomsky quale studioso conosce bene l’uso della parola e della linguistica e riesce a cogliere il segno. Gli Stati Uniti escono fuori non come vittima innocente immolata al fondamentalismo di pochi, ma come mente attiva nelle miserie degli altri paesi. Piangere la tragedia del World Trade Center, senza considerare il passato e le cause scatenanti, è solo un’ignorare la realtà, trovare la soluzione più semplice e comoda al perché sia successa una cosa così atroce. Di certo un’interpretazione dura, nuova per questi mesi, che vuole far luce sui reali legami tra l’asse America, Europa e Oriente.
Si ringrazia la Marco Tropea Editore per la concessione del libro per la recensione
recensione a cura di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. del 3/07/02
Autore: Noam Chomsky
Edizioni: Marco Tropea Editore - 2001
Prezzo: Lit. 16.000 - Euro 8.26
124 pagine






