| Volete sapere cos'è New York? |
| 21 Nov 2001 | 01:00 | di
Giampietro
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Lo scrittore E.B. White, è uno dei grandi del Novecento americano, diventato famoso per i tanti scritti sul settimanale New Yorker, ha vinto il premio Pulitzer nel 1978.
Nelle pagine di questo libro White racconta New York e i frenetici cambiamenti che anche in soli pochi anni ha subito la città. Ne è una prova la stessa prefazione che lo scrittore fa dopo un anno la prima edizione, dichiarando lui stesso che "... certe osservazioni sulla città non reggono più, per via del passare del tempo e dell'oscillare del pendolo...". Non ha provato però ad aggiornare il suo racconto, in quanto secondo lui questo dovrebbe essere opera di colui che legge il libro, e non di colui che l'ha scritto. Ecco perchè molte cose citate all'interno del libro, lo stesso albergo dove queste pagine sono state scritte, adesso non esistono più. Si ringrazia la Arcana Libri per la concessione del libro per la recensione
Riesce a descrivere in maniera semplice e scorrevole la New York come effettivamente è, e come si sta trasformando. Parla dei suoi abitanti, i newyorkesi che suddivide in tre gruppi: i newyorkesi di nascita, che danno la città per scontata accettandone le dimensione e la turbolenza come dati naturali e inevitabili; i newyorkesi pendolari, che qui migrano solo per lavorare ma non la conoscono se non per la stazione o la fermata dell'autobus; e infine i newyorkesi di adozione, quelli cioè arrivati qui come obiettivo nella vita. La vera New York è però quella dei newyorkesi di adozione, che danno alla città la vera passione, stabile grazie a coloro che qui ci sono nati e movimentata grazie a coloro che qui ci vengono per lavorare. E' il pensiero dell'autore che nelle ultime pagine del libro ci mostra una New York sempre più frenetica e scomoda. Una città che per la prima volta nella sua storia è distruttibile: "... una singola flotta aerea non più grande di uno stormo di oche può mettere rapidamente fine alla fantasia di quest'isola, bruciare le torri, frantumare i ponti,..." "... questo labirinto di acciaio e pietre è al tempo stesso il perfetto bersaglio e la perfetta dimostrazione della non violenza, della fratellanza di tutte le razze, quest'altro bersaglio che gratta il cielo e incontra a metà strada gli aerei che portano la distruzione,..." Chissà cosa penserebbe oggi lo scrittore, morto nel 1985, di quello da lui descritto, quasi una profezia che a distanza di 50 anni si è avverata. I fatti dell'11 settembre 2001 sembrano quasi descritti tra le righe di questo libro. "... tra tutti i possibili bersagli, New York ha una netta priorità. Nella mente di un qualunque perverso sognatore che voglia lanciare l'attacco, New York deve esercitare un fascino costante, irresistibile". Eppure in questa visione così tetra, c'è ancora una speranza che è quella che permette alla città di continuare ad esistere, grazie ad una battuta di spirito o ad un nuovo scorcio di sereno. L'autore la paragona ad un vecchio salice che nonostante sia malato e tenuto insieme dal fil di ferro, continua a vivere in mezzo alle difficoltà e ci dice "bisogna salvarlo,... ,se dovesse finire finirebbe tutto... Non vederlo più sarebbe come morire".
recensione a cura di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. del 11/21/01
Autore: E. B. White
Edizioni: Arcana - 2001
Prezzo: Lit. 15.000 - Euro 7.75
56 pagine






