| New York terrorismo e antrace - cronache da una città che vuole tornare a vivere |
| 01 Set 2002 | 01:00 | di
Paolo
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Abbiamo letto per voi il secondo libro di Stefano Spadoni che, a poca di stanza dal primo, è uscito in tutte le librerie d'Italia. Come per il primo, "Vado a vivere a New York", il fulcro di tutta l'opera è la città che da molti è considerata la capitale del mondo e che oggi, visti i tragici fatti dell'11 settembre, è sotto i riflettori di tutte le nazioni del mondo. E proprio di come la città ha vissuto ed ha affrontato la sconvolgente violenza dell'attentato alle Twin Tower e la minaccia di guerra batteriologica subito successiva portata avanti con le missive all'antrace è il fulcro di tutto il libro.
Quello che rende interessante il libro è che non ci viene raccontato come il sindaco di New York Rudolph Giuliani abbia affrontato la situazione e preso le decisioni più importanti e neppure come Bush junior, capo di stato della più grossa potenza nucleare del pianeta, abbia deciso di portare la guerra al terrorismo in tutto il mondo. Stefano Spadoni tralascia quasi del tutto quello che noi dall'Italia abbiamo potuto vedere giornalmente in TV e letto sui giornali per andare invece a raccontare come le singole persone hanno vissuto, subito, convissuto con la tragedia.
I capitoli del libro hanno ognuno un titolo significativo: Bandiera, Antrace, Top of the Word, Taxi; sono ordinati alfabeticamente in base al titolo. Non c'è una cronologia dei fatti nello scorrere del libro, bensì un raccontare un fatto una situazione, uno stato d'animo.
Stefano Spadoni più di una volta ci dice che l'Italia da New York viene percepita come più distante della Luna, che quello che si può sentire nelle radio e nelle TV Italiane su quello che si sta vivendo negli Stati Uniti è lontanissimo della realtà e dal sentire dell'americano medio. Questo libro sicuramente ci è di tanto aiuto per penetrare più in profondità e per comprendere come si è svolta e come tuttora si svolge la vita di tutti i giorni per chi vive nella grande mela. Ci vengono raccontate quelle che sono le difficoltà dei tanti pachistani, indiani, arabi che vivono e lavorano a New York. Ci viene descritto come la bandiera americana sia diventata non soltanto il simbolo dell'orgoglio nazionale rinato, ma anche simbolo per non essere etichettati come traditori o comodo strumento di marketing delle aziende che comunque hanno avuto la necessità di affrontare e sopravvivere all'11 settembre.
Le persone, soprattutto le persone, sono al centro del libro: le loro storie, le loro ansie, la maniera con cui hanno deciso o sono state costrette ad affrontare i giorni dopo l'attentato. A partire dall'autore stesso che ci racconta come abbia dormito solo poche ore a notte per giorni e giorni dopo l'attentato e di come lui ricordi molto poco delle prime 48 ore che son trascorse come un lunghissimo sogno passate al telefono con amici italiani e americani a parlare ed a parlare, a girare per la città cercando di fendere la folla che risaliva da Down Town mentre lui cercava di scendere verso quello che sempre più assomigliava ad un girone infernale nel tentativo di dare una copertura giornalistica per l'Italia e la radio italiana con cui collabora, Radio 105. Ci racconta di come l'antrace sia diventato da un qualcosa che senti distante ed assetica a qualcosa che entra prepotentemente nella tua realtà quando due tuoi amici ti raccontano che è proprio loro figlio quello che ha rischiato di morire per una di quelle missive alla polverina bianca indirizzate alla NBC. Ci racconta di come una cosa nata quasi per scherzo, ovvero il matrimonio di un Italiano e di una americana del New Jersey da trasmettere in diretta sulla trasmissione giornaliera '105 New York', sia diventata alla luce dei fatti avvenuti una cosa tremendamente seria e simbolicamente importantissima tanto da avere un posto d'onore a 'Porta a Porta' di Bruno Vespa.
Ci fermiamo qui perché non vi vogliamo raccontare tutto il libro, però vi diciamo come finisce. Le ultime frasi sono le stesse del libro precedente dell'autore, ovvero ci esorta a non avere paura ad andare a New York: "Sappiate che io vi aspetto qui, venitemi a trovare".
recensione a cura di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. del 1/09/02
Autore: Stefano Spadoni
Edizioni: Rizzoli - 2001
Prezzo: Lit. 14.900 - Euro 7.70
199 pagine
Si ringrazia la Rizzoli Editore per la concessione del libro per la recensione






