| Napoli e New York a confronto in un libro |
| 29 Set 2010 | 08:38 | di
Redazione
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Napoli e New York a confronto. Per scoprire, con le dovute proporzioni, due città simili, quasi gemelle.
A tentare l'esperimento è Gerardo Ausiello, cronista del Mattino, che ha scritto il libro "Napoli New York, 40 minuti" (Guida editore, 10 euro).
Perché quaranta minuti? Si tratta di un'inchiesta giornalistica veloce, che si legge a tempo di record e che aiuta a riflettere sulle condizioni in cui versa oggi Napoli. Ausiello fonda la sua analisi sugli aspetti che accomunano le due città: il culto di San Gennaro e dei Santi Cosma e Damiano, il Columbus Day, il piacere della tavola, la consuetudine delle mance e la filantropia.
Ma New York, a differenza di Napoli, ha affrontato e risolto i problemi che all'ombra del Vesuvio ancora resistono. Fino agli anni Novanta, infatti, la Grande Mela era una città pericolosa, degradata, inefficiente. Oggi è invece uno dei luoghi più affascinanti e visitati del mondo. Com'è possibile? Un grande contributo al riscatto lo hanno fornito proprio i newyorkesi che non hanno mai perso la speranza, sono stati animati da ottimismo e buona volontà ed hanno reagito con forza e determinazione. In questo confronto con il popolo partenopeo raggiunge distanze siderali: qui da noi, infatti, regnano incontrastati pessimismo e vittimismo.
E allora il suggerimento dell'autore è di prendere esempio proprio da New York "con la sola pretesa di alimentare un sogno. Perché se si smette di sognare non si vive fino in fondo".
Il testo è impreziosito dal contributo fornito dal console generale degli Stati Uniti a Napoli, J. Patrick Truhn, che racconta la sua esperienza tra le due metropoli: "La mia speranza - scrive - è che i napoletani, come i newyorkesi, si uniscano in uno slancio di orgoglio civico, che sviluppino quel senso di solidarietà che sta alla base di una vera società civile, e che, così facendo, riescano finalmente a trasformare Napoli nella città in cui tutti loro sognano di vivere".
Al progetto ha collaborato anche l'artista Lello Esposito, che in questi anni ha costruito un ponte con l'America, il quale ha accettato di "prestare" l'immagine di due opere (Liberties, Ordine e disordine) per la copertina.
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