| Un sogno chiamato Lievito |
| 29 Nov 2011 | 12:14 |

“We believe that the best dreams are the ones you have when you are awake; the ones that you try and try again to make become true, the ones that do not matter how long they take, as long as you achieve them. Our dream is called “Lievito”, and it is the dream of four Italian guys that have worked in New York's restaurant business for many years, and one Italian entrepreneur who believes in dreams”. E' questo il biglietto da visita con cui Lievito ci vuole conquistare: "Crediamo che i sogni più belli sono quelli che si hanno quando siamo svegli; quelli che proviamo e riproviamo a realizzare, quelli che non importa quanto tempo ci rubino, purché li si consegua. Il nostro sogno si chiama "Lievito", ed è il sogno di quattro ragazzi italiani che hanno lavorato nel settore della ristorazione di New York per molti anni, e quello di un imprenditore che crede nei sogni".
Ho varcato la soglia di Lievito, al 581 Hudson Street (tra Bank Street e West 11th Street), in una rigida serata di dicembre dell’anno scorso, quando New York, colpita da una delle più pesanti nevicate del secolo, si mostrava agli occhi dei suoi ospiti come una sconfinata distesa di pallido candore. Ricordo ancora la fatica che si faceva a camminare per strada e l’espressione divertita di coloro che si trovavano costretti a “pattinare” sui marciapiedi sgombri, tramutati in luccicanti lastre di ghiaccio dalle gelate notturne.
In quei giorni, il desiderio di rifugiarsi dietro a un qualsiasi vetro appannato, nel tepore di un rifugio caldo e accogliente, era comune tanto quanto lo era la voglia di riempirsi lo stomaco di pietanze fumanti. Lievito aveva tutta l’aria di potermi offrire quel che stavo cercando: atmosfera e sapori di casa. Ero venuta a conoscenza del luogo tramite il passa-parola tipico newyorkese, capace di riempire di gente anche il più remoto e recondito dei bistrot. Ma quando il valore del posto viene personalmente sperimentato ecco che la fama, spesso solo transitoria, si trasforma in successo.
Custode di un amore sconfinato per la cucina Italiana, il piccolo ristorante/pizzeria sorto da pochi anni nel cuore del West Village rappresenta oggi uno straordinario esempio di passione ed intraprendenza: attitudini giovani che nei giovani trovano i loro maggiori fautori. Quando seduti da Lievito si discute di gusto non lo si fa riferendoci esclusivamente ai ghiotti piatti capaci di evocare anche nei meno malinconici la nostalgia per il Bel Paese, ma ci si riferisce anche all’attenzione al dettaglio che si riscontra nella cura degli interni.

Una manciata di tavoli in legno dalla raffinata apparecchiatura, pareti in mattonato e un'elegante area bar su cui si affacciano 4 “alveari” le cui celle contengono alcuni tra i migliori vini che la tradizione italiana possa offrire ad un pubblico dal palato raffinato. La cucina a vista, provvista di immancabile forno a legna, permette agli ospiti più “curiosi” di sbirciare lo chef Andrea Soldini durante la preparazione delle pietanze e di rubare spunti ed idee per la composizione impeccabile di piatti dal sapore rosso-bianco-verde. Dalla pappa al pomodoro, piatto autentico che affonda le sue radici nella tradizione toscana, alla tartare di gamberoni, passando per un’eccezionale varietà di pizze, questo delizioso ristorante offre ai propri ospiti un elevato standard qualitativo e una vasta gamma di ingredienti importati direttamente dallo stivale: tra questi l’entusiasmo, la passione e la voglia di farcela di un gruppo di giovani compaesani che ha saputo credere nell’unicità di un sogno chiamato “Lievito”.





