| CBGB Club, la casa dell'Underground Rock |
| 20 Gen 2006 | 22:14 |
Facciamo un passo indietro nel tempo, ritorniamo ai tumultuosi anni settanta, teatro molto spesso di lotte di classe, sia politiche, sia sociali. New York, come sempre, è stata il centro focale di tutti i movimenti che hanno socialmente interessato tutte le ultime generazioni di giovani. La versione governativa, in ogni caso vera e attendibile, è che il movimento punk è nato a cavallo tra il 1976 e il 77 in Inghilterra, con l' esplosione di bands trasgressive come Damned, Sex Pistols, Clash e Siouxie & The Banshees, e con il devastante impatto di questa nuova attitudine sui giovani adolescenti dell'epoca.
Ma è altrettanto vero però il fatto che, sempre in quel periodo se non un paio di annetti prima, a New York e in California, patrie del liberismo statunitense e focolai delle più importanti esplosioni di fenomeni giovanili di massa, fremeva un rigogliosissimo sottobosco di bands dalla attitudine estremamente aggressiva, che mischiavano garage psichedelico ad hard rock capellone, creando un movimento perlomeno parallelo e similare al movimento punk inglese, con una attitudine un pò meno nichilista e distruttiva di quelli in Union Jack, che dicevano (giustamente) "No Future" e "Destroy", ma sempre con un approccio alla vita e alla società molto "dirty & rotten".
A New York il movimento esplode come sempre nei sobborghi popolari, ad esempio da Forest Hills arrivano i "four misfits from Queens", i Ramones, la band che cambia radicalmente l'approccio attitudinale e compositivo di tutta quella generazione e di almeno altre cinque generazioni a venire. "One two three four", ogni pezzo dei Ramones cominciava così, numeri gridati al
microfono dal bassista Dee Dee Ramone che facevano da preludio a intensissimi brani di tre accordi al massimo dell'overdrive sonoro, lunghi non più di due minuti ciascuno.
La rivolta adolescenziale era servita. A New York, pervasa da questo movimento ovviamente in maniera straripante, il luogo culto era, dove tutti si riunivano in memorabili e tumultuosi concerti, il CBGB Club, su Bowery Street e Bleeker Street. Fin dal 1973 il CBGB è il sinonimo assoluto di underground music, qui hanno incominciato la loro carriera TUTTE le bands alternative statunitensi, migliaia di gruppi e centinaia di leggende del punk-rock-hard-core hanno mosso i primi (e non solo) passi al 315 di Bowery Street, senza contare che anche realtà musicali più "open wide" e con più successo commerciale postumo come Patti Smith, Talking Heads, Tom Petty e Guns 'n' Roses hanno fatto tappa qui nei primi anni della loro carriera.
Negli anni settanta e ottanta tutta la zona di Bowery Street, da Astor Place e Cooper Union fino a Chinatown era considerata una delle zone più pericolose e degradate di Manhattan (anche oggi), in quel periodo al CBGB e sulla Bowery era una vera e propria giungla. Infatti la maggioranza dei punx, anarchici, antimperialisti e antinazionalisti, e i nazi-punx e gli skins, nazisti, nazionalisti e razzisti, si ritrovavano agli stessi concerti al CBGB, entrambe le fazioni ostentando le loro attitudini e le loro ideologie, ed entrambe le fazioni non esattamente felici di ritrovarsi a pogare fianco a fianco. La logica conseguenza fu che i concerti di gruppi dichiaratamente anarco-sinistroidi come i Dead Kennedys (da quasi vent'anni porto tatuato sul bicipite sinistro il simbolo DK dei Dead Kennedys, e ne sono ancora assolutamente fiero) da San Francisco, di gruppi equivoci apparentemente di destra come gli Agnostic Front (anche se poi con gli anni la band si è rivelata non di destra), e di gruppi apolitici come i Black Flag e gli stessi Ramones, divennero una scusa per i violentissimi scontri tra queste due legioni di giovani, scontri urbani che spesso e volentieri proseguivano il giorno dopo, previo tacito accordo, a Tompkins Square Park, sei isolati più a nord est.
Negli anni novanta la situazione al CBGB è cambiata, e non di poco, tutto si è tranquillizzato, tutto si è uniformato. La maglietta recante il logo del locale, anche grazie a personaggi famosi visti ovunque e in qualsiasi situazione con quella t-shirt, hanno fatto in modo che il CBGB diventasse non solo un luogo di culto, ma anche un trend, una moda, a way of life, una linea di vestiario, una attitudine, in poche parole migliaia di persone in tutto i mondo si sono ritrovate a possedere una maglietta nera con la scritta CBGB - Omfug (Other Music For Uplifting Gormandizers, dove i "gormandizers" sono coloro che non ne hanno mai abbastanza della musica, quella buona...) senza sapere minimamente di che cosa si trattasse, classica espressione del pecoronismo occidentale.
Nonostante tutto comunque, quando si scende dalla subway alla fermata di Bleeker Street, sulla linea verde numero 6, si sale in strada e si guarda in direzione est, lontano circa trecento metri e si scorge il tendone bianco con la scritta rossa CBGB che sta proprio sulla porta d'ingresso del club, l'emozione è sempre fortissima. I concerti che ho visto al CBGB (School of Rock, M.D.C., Gang Green e Eyes of Hate) non me li sono minimamente goduti, tanto ero frastornato dall'emozione e dal turbamento, solo esclusivamente per il fatto di essere lì.
Per molti (quasi tutti) il CBGB al 315 di Bowery Street è una moda, ma per pochi rimane un culto, una tappa fondamentale dell'underground mondiale.






