| La fine dei grandi negozi di musica |
| di Marcello Casu | 07 Ago 2009 - 22:05 |
Uno dopo l'altro tutti i grandi negozi di dischi a New York stanno chiudendo. Il motivo principale dei miei frequentissimi viaggi a New York era comprare musica nei negozi di dischi più grandi e forniti del mondo. Compravo i dischi su vinile nei negozi specializzati per dj e su cd nei megastore. L'avvento dell'mp3 ha invece messo in crisi la discografia mondiale, sia quella specializzata che la grande distribuzione.
La crisi discografica ha colpito all’inizio il mercato dei vinili per via dell'avvento dei compact disc prima e successivamente dei file mp3. Ero solito andare a Brooklyn sulla Fulton al Beat Street per rifornirmi di dischi soprattutto Hip Hop, R&B e Reggae. Era un negozio di grandi dimensioni, dove si poteva trovare qualunque vinile, dai classici alle ultime novità. Questo store era in piena attività a fine giugno 2006 e completamente chiuso solo due mesi dopo. Mi chiedo sempre dove sia finita quella vastissima collezione di vinili anche perché ha chiuso all'improvviso senza nemmeno fare una svendita.
Per quanto riguarda i megastore, come Virgin, Tower Record e HMV, avevano diversi punti vendita a Manhattan. I primi a chiudere sono stati quelli della catena HMV, uno sulla Broadway & 34th Street e l'altro sulla 42nd Street.
Poi è stato il turno del Tower Records sulla Broadway e 66th Street, che io chiamavo "il paradiso dei cd single" per la grande sezione di singoli presenti nel negozio, e di quello all'interno della Trump Tower.
Grande scalpore ha fatto la chiusura del Virgin Megastore sulla Broadway e 45th Street per lasciare il posto ad un negozio di abbigliamento. Del negozio ora rimane solo la famosa insegna che compare in tutte le cartoline di Times Square.
Quindi sembrava ovvio che i due superstiti delle grandi catene di megastore fossero il Virgin Megastore di Union Square e il Tower Records all'angolo tra Broadway e 4th Avenue.
Prendo quindi la subway per Union Square al fine di fare qualche acquisto per supportare i due "reduci", ma appena uscito dalla metro mi accorgo che le porte del Virgin sono chiuse e che un'altra persona sta tentando di entrare nel negozio. Scambiamo due chiacchiere mentre ci dirigiamo assieme verso il Tower Records che si trova 10 isolati più a sud.
Ma con grande disappunto mi accorgo che anche quest’ultimo ha chiuso per sempre. Era fisiologico che la crisi del mercato discografico potesse mettere in difficoltà questi colossi, ma sembrava che specializzandosi anche nella vendita di dvd, videogame, libri e t-shirt, potessero comunque giustificare la presenza di almeno un grande negozio di dischi nella città che non dorme mai e che smette di comprare cd.
Questo è il parere del mio amico italiano Luca di Moena per darvi il punto di vista dell’ ”uomo della strada”: A New York, tappa fondamentale, era un giro nei grandi negozi di dischi. Una volta ci andavo per scoprire le ultime novità del mercato, ultimamente alla ricerca di qualche “vecchio” cd dell’artista preferito o per rovistare nello scaffale delle offerte. Ma era anche un comodo ritrovo per iniziare una serata in città. In ogni caso questo era il rito di ogni viaggio a New York esattamente come una passeggiata sul ponte di Brooklyn o un hot dog a Central Park.
Quando nel 2006 hanno chiuso il Tower Records sulla Broadway e 66th Street è iniziata la fine di un’epoca e sapere che anche il Virgin di Times Square non esiste più mi ha colpito non poco. Ora dovremo cercare un altro negozio per comprare i dischi ed un altro posto dove darci appuntamento.
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