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L'Opera al Met: un appuntamento perfetto

18 Mar 2010 | 09:16

metoperahouseDopo tre settimane di repliche abbiamo chiuso il sipario con gran successo di critica e di pubblico. Meno male, perché già non è facile fare teatro, in più farlo in italiano, seppur con i sopratitoli in inglese, in una città come New York, è proprio una bella sfida. Avevamo dalla nostra, però, che il testo era ambientato all’interno della storia dell’opera Tosca, che tutti o quasi qui conoscono.

New York, infatti, ama l’opera, probabilmente più di quanto si ami in Italia. Una serata all’Opera in questa città è, in effetti, un evento quasi indimenticabile, soprattutto se si va al Metropolitan Opera House, anche detto Met.

Il teatro è uno di quelli che formano il Lincoln Center for Performing Arts, situato fra la Columbus Avenue e Amsterdam Avenue, fra la 65th Street e la 62nd Street. Si potrebbe dire che in questo grande quadrato, ma anche attorno ad esso, vivono le arti. Opera, teatro, danza, musica, cinema sono serviti su un piatto d’oro in queste strade che niente hanno a che vedere con il distretto dei teatri della 42nd Street, molto più caotico e turistico.

Una sera al Metropolitan è considerata, ad esempio, un perfetto appuntamento. L’arrivo è molto romantico. Una grande fontana vi accoglie con festosi giochi d’acqua, mentre un enorme piazzale vi invita a improvvisare un tango con il vostro partner, passeggiare romanticamente guardando la luna, o correre se si è in ritardo per lo spettacolo.

In fondo, come una scenografia perfetta, si erge il Met, grandioso, brillante come un gioiello di alta finitura orafa, pronto ad accogliere gli spettatori, che sembrano tanti nanetti pronti a entrare nella pancia della balena. Una volta dentro, tappeti rossi, soffitti alti, rifiniture simil oro e grandi lampadari di cristallo, inebriano l’anima e confondono la vista, mentre mascherine diligenti vi indicano dove sedervi.

Il teatro stesso è una cosa da far girare la testa. Bello, accogliente e importante, come deve essere un teatro vero e proprio. Una volta seduti, l’incanto continua con i sottotitoli. Ogni poltrona ha davanti il suo display dove scorre la traduzione per fare capire cosa succede sul palcoscenico. In tutta questa fiaba, attenzione, però, all’orco. L’orco è in questo caso il bar, dove tutto, dall’acqua allo spumante, costa un’esagerazione.

Davanti a cotanti prezzi, la fiaba potrebbe andare in frantumi e allora addio Happy Ending!


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