| Agonia ed estasi di Steve Jobs in scena a New York |
| 18 Ott 2011 | 12:07 | di
Redazione
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Luci ed ombre di un uomo che ha segnato un'epoca. Steve Jobs, un genio, un visionario, un dittatore.
E' questa l'analisi che l'attore Mike Daisey, famoso per i suoi monologhi sempre pungenti, questa volta rivolge verso l'uomo che più di tutti ha stregato milioni di clienti trasformandoli in seguaci di un movimento quasi religioso. Non a caso il suo ultimo spettacolo si intitola "The Agony and the Ecstasy of Steve Jobs", agonia ed estasi come filone centrale di una discussione volta ad analizzare non solo il bello ma anche gli aspetti negativi dell'era Jobs.
Lo spettacolo ha aperto in questi giorni al Public Theatre e ha già destato qualche contestazione, soprattutto per la coincidenza con la recente morte del leader di Apple. Puramente casuale in quanto lo spettacolo era già in programmazione, ma inevitabili i commenti dei fan di Jobs che non accettano una strumentalizzazione simile.
L'analisi che comunque Daisey descrive nel corso di questo esilarante monologo illumina su come il CEO di Apple e le sue ossessioni abbiano modellato le nostre vite, ma anche sulla sua esperienza personale andando ad indagare all'interno delle fabbriche che in Cina producono e confezionano i vari iPod, iPhone e iPad. In questo caso Jobs ha contribuito a disumanizzare questo Paese così come molte altre aziende che qui spostano la lavorazione dei propri prodotti. Secondo Daisey, Jobs si è trovato in una posizione in cui avrebbe potuto cambiare il mondo anche sotto questo aspetto, diventando un traino per altre aziende e un modello da imitare, ma ha semplicemente scelto di non farlo.
Lo spettacolo sarà in scena fino al 13 novembre. Chi fosse interessato a prenotare i biglietti, può contattarci all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonare allo 02/45077407.






