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Una giornata al Madison Square Garden

16 Feb 2011 | 11:13

gallinari-knicks-msgCi siamo. E' bastato un click dal pc di casa per acquistare un bel paio di biglietti per la partita di basket dei New York Knicks.

Bisogna farlo per tempo però, prenotando con almeno quattro settimane d'anticipo, altrimenti trovare un buon posto in tribuna diventa un'impresa, specialmente se la squadra dei Knicks gioca bene come quest'anno.

Il Madison Square Garden (7th Avenue, tra la 31st e la 33rd Street) è la casa dei Knicks. Decidiamo di raggiungerlo a piedi. L'atmosfera è contagiosa già all'entrata dell'impianto. C'è chi indossa la maglia del giocatore preferito, chi fa provvista di cibo e bevande prima del match e chi compra gadget nei numerosi stand. La partita sta per cominciare e prendiamo subito posto.

Le squadre sono già in campo per il riscaldamento. La musica fa da sottofondo mentre nei maxi schermi, che si trovano in alto al centro del campo, scorrono velocemente nomi e numeri dei giocatori delle due squadre contendenti. Sin dall'inizio si può notare come il clima che accompagna la partita sia di assoluto divertimento e non ha nulla a che fare con il clima d'astio che purtroppo a volte si può creare in uno stadio di calcio.

Il pubblico è pronto e finalmente arriva il fischio che da inizio alla partita. Anche se non eravamo nelle prime file, si poteva vedere lo stesso quali giganti avevamo di fronte. Uno spiccava in particolare, non solo per la sua altezza ma anche per il pallore della pelle, in mezzo a tutte quelle stars di colore... "Ma certo è lui, Gallinari", dice il mio amico in un impeto di gioia, "ma come non lo conosci? E' italianissimo, gioca qui da un paio di anni ormai!" . Rimasi a bocca aperta per un pò pensando a come fosse possibile che un ragazzo così giovane, per giunta italiano, potesse giocare nel tempio del basket!

I Knicks sono in vantaggio ed ecco scadere il primo tempo. Le squadre si ritirano negli spogliatoi mentre le cheerleader, prendono il loro posto sul campo. Belle, corpi atletici, movimenti sincronici ma nonostante tutto questo il pubblico non sembra quasi accorgersene, preso a far rifornimento di hamburger, pop-corn e a commentare il primo tempo della partita.

Comincia il secondo tempo, la temperatura sale, aumentano il getto d'aria condizionata, si riparte. Sullo schermo appaiono frasi del tipo "Make a noise! Difens!" per incitare il pubblico. Siamo tutti così contagiati dall'atmosfera che ti ritrovi a commentare con chi ti sta vicino anche se non lo si conosce. I Knicks sono ancora in vantaggio. Arriva un altro break. La musica ora si fa più forte. Ecco che dal pubblico qualcuno si alza e comincia a ballare. Il clima è così sereno che vediamo uno della security ballare con un bambino e il pubblico va in estasi non appena vede un vip della prima fila alzarsi e ballare la breakdance a bordo campo.

Anche se non capisco molto di basket, sono sicura di aver passato una delle giornate più divertenti a New York, non solo perchè hanno vinto i Knicks ma anche per la magnifica atmosfera che si respira una volta entrati nel "The Garden"  così come lo chiamano in confidenza i newyorkesi.