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Let’s Move: la P90X conquista l’America

27 Giu 2011 | 11:24

beyonce-harlem-lets-moveDal 2010, Michelle Obama sta promuovendo un’importante campagna contro l’obesità giovanile con l’obiettivo di educare bambini e adolescenti ad uno stile di vita che includa un’alimentazione più sana e un maggiore esercizio fisico.

La confidenza e la stima che da sempre uniscono la coppia Obama a quella formata da Beyoncé e Jay-Z hanno portato la diva a collaborare con la First Lady per questa importante iniziativa di sensibilizzazione che porta il nome di “Let’s Move”.

Nel maggio scorso Beyoncé si è improvvisamente materializzata nella palestra della scuola PS/MS 161 di Harlem mentre un centinaio di ragazzi si stavano misurando con la coreografia del suo spot e, tra schiamazzi e grida di stupore, ha continuato a ballare con loro sulle note di “Move your body”. Iniziativa, questa, che ha riscosso grande risonanza in una metropoli dove centri fitness e palestre segnano il tutto esaurito e dove la cura del proprio corpo sta quasi diventando pratica religiosa.

Sul New York Times dello scorso maggio ha suscitato interesse il pezzo “The Fitness Revolution Will Be Televised (After Leno)”: articolo di costume dedicato a P90X, il programma di allenamento che sta facendo faticare l’America. 90 giorni di esercizio intensivo in 12 DVD espressamente studiati per far lavorare, quotidianamente, ogni singolo muscolo di un corpo del quale non siamo pienamente soddisfatti. Il programma presuppone l’osservazione di una dieta piuttosto rigida affiancata ad un allenamento di sei giorni a settimana: un susseguirsi di esercizi di jumping, yoga, arti marziali e cardiofitness in apparenza simile alle migliaia di proposte che il mercato degli exercise DVD serve quotidianamente ad un pubblico bramoso di versare sudore sul proprio tappeto.

Il successo di P90X si deve tuttavia alla pressante attività di marketing che Tony Horton, ideatore delle working sessions, e i suoi collaboratori hanno messo in pratica fin dal concepimento di questa raccolta di DVD, nel 2005. Il bombardamento di “infomercials”, corrispettivo statunitense delle nostre televendite, ha preceduto la diffusione di numerose immagini della serie “before-and-after” di palese ed innegabile attrattiva.

Gli spazi TV dedicati alla promozione di P90X vantano testimonianze di coloro che hanno tratto beneficio dal programma di allenamento, interviste a Mr.Horton e motivanti scene di esercizio pratico: componenti che, miscelati all’entusiasmo provocato da trasmissioni di successo come “The Big Looser” o “Dancing with the Stars”, hanno fatto della raccolta DVD una sorta di bestseller.

Non ne è un fan H.W.Kool, professore di cinesiologia presso l’università di Austin, Texas, le cui dichiarazioni apparse sulle pagine del New York Times suonano come una sorta di brutale scoraggiamento: “Molte persone non raggiungeranno il risultato ideale proposto dal programma, tanto che la raccolta finirà rapidamente nella spazzatura e l’attrezzatura da palestra in un angolo dimenticato”.

Non la pensano così i maniaci del fitness, assidui frequentatori delle cosiddette fabbriche di sudore. A New York si contano centinaia di palestre e quando non troviamo posto sul tapis roulant con vista su strada possiamo sempre lasciarci trascinare dalla folla in corsa sui marciapiedi di una metropoli che sembra non conoscere riposo.