| Gioia e fatica: questa è la Maratona di New York! |
| 02 Nov 2011 | 12:36 | di
Paolo Cannas
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Quest’anno per la terza volta la redazione del NYC-Site.com parteciperà alla maratona di New York nella formazione ormai consolidata: io corro mentre Giampietro ed Alessandra incitano e supportano!
Il 6 novembre con me 47 mila atleti saranno schierati sulla linea dello start a Staten Island. Il percorso, ormai consolidato da anni, snoda i suoi 42,195 chilometri, o 26,2 miglia se vogliamo usare l’unità di misura ufficiale, per tutti e cinque i distretti di New York.
La partenza è alla base del ponte di Verrazzano, su cui si correranno le prime due miglia per arrivare al quartiere di Brooklyn. Il percorso a questo punto si snoda prima per le strade di Brooklyn e poi del Queens sino a quando si incontra il Queensboro Bridge, ormai ben oltre la metà del percorso, che conduce sulla First Avenue di Manhattan. E’ lungo la First che inizia la vera maratona, lungo il suo tracciato si arriva a superare il trentesimo chilometro. La fatica è tanta e le energie iniziano a scarseggiare.
Non bisogna pensare a quel manipolo di atleti ed atlete seguiti dalle telecamere e commentati in ogni loro aspetto dai conduttori televisivi; atleti che dello sport e del loro talento hanno fatto la loro ragione di vita e la loro professione, che si allenano tutti i giorni della settimana con due sedute al giorno. Bisogna pensare alla marea di persone che seguono, chi allenato bene e chi allenato meno bene, che hanno dedicato, spesso con sacrificio, tutto il tempo possibile alla passione della corsa e che nella stragrande parte dei casi, quando va bene, riescono ad allenarsi 3 o 4, forse 5 volte alla settimana. Sono loro che lungo la First iniziano la vera sfida. Questo enorme fiume di uomini e donne non è solo perché New York scende per strada per incitarli e incoraggiarli. E’ un bellissimo ed incredibile spettacolo.
La fine della First Avenue porta a toccare l’ultimo dei cinque borough che manca all’appello: il Bronx. Sarà l’ennesimo ponte da attraversare a marcare il confine del quartiere. Per strada a supporto dei maratoneti ci sono piccoli gruppi musicali, oltre cento, che suonano e cantano per dare energie a chi corre e per intrattenere il pubblico che assiste. Nel Bronx interpretano l’anima del quartiere, si cantano spiritual o si fa musica con le sole percussioni. Sono pochi i chilometri immersi dentro questa atmosfera perché attraversando l’ultimo ponte si ritorna a Manhattan. Siamo allo sforzo finale, gli ultimi chilometri sono lungo la 5th Avenue e dentro Central Park. Chi ha ancora energie continua a spingere e a correre, chi le ha esaurite inizia ad alternare corsa e cammino. Qui il pubblico è fantastico: urla, incita, ti chiama per nome se hai avuto l’accortezza di scriverlo sulla tua maglia, agita cartelli con motti e spiritosaggini dirette verso i propri cari che corrono, fa festa e cerca di sostenerti sino alla fine. Per chi corre l’importante è arrivare alla fine, l’importante è conservare quelle poche energie che gli servono per correre gli ultimi 200 o 300 metri prima del traguardo.
Alla fine tutti, da chi vince all’ultimo che arriva entro il tempo limite di otto ore, avranno percorso la distanza di 42.195 metri. E non è un'impresa da poco!
Quindi per chi come me correrà il prossimo 6 novembre, vi aspetto sulla linea di partenza sul Verrazzano, e ricordate che nella notte tra sabato e domenica scatta l'ora solare. Le lancette torneranno indietro di un'ora, dormiremo di più e saremo più riposati per una splendida maratona.
I'm in! And you?






