Central Park blindato sotto una pioggia di pesticidi. Ansia e paura nel cuore di Manhattan, dove il sindaco Rudolph Giuliani ha ordinato la chiusura del grande polmone verde a causa di un virus proveniente dal Nilo Occidentale potenzialmente letale.
Trasmessa da zanzare e uccelli, la malattia provoca il rigonfiamento del cervello e l'estate scorsa ha provocato sette morti nella sola New York, infettando 2000 persone e propagandosi fino al Connecticut e al New Jersey, dove numerosi volatili sono stati uccisi dal virus. Per questo Central Park č stato chiuso e inondato di pesticidi. Il resto della Grande Mela verrā coperto di spray durante la settimana.
Centinaia di residenti si sono sottoposti ad analisi, anche se quest'anno sembra che nessuno sia stato ancora infettato. Le precauzioni adottate dai newyorkesi sono infatti molte: la gente cerca di non uscire di casa dopo il tramonto, usa insetticidi e indossa pantaloni lunghi.
A provocare il morbo č la puntura di una particolare specie di zanzare, la Culex Pipens, il cui pungiglione causa l'encefalite. Prima dei casi registrati l'anno scorso a New York, il virus non era mai arrivato nell'emisfero occidentale. Esistono ben 65 specie di zanzara sul territorio della Grande Mela, ma nessuna di queste trasmette malattie. Quando il virus entra nel sangue, si localizza nel cervello provocandone l'infiammazione delle cellule. I globuli bianchi invadono i tessuti cerebrali che si gonfiano, distruggendo le cellule nervose e provocando emorragie interne. I sintomi sono febbre alta, mal di testa, vomito, fotofobia, confusione mentale fino alla follia e alla perdita di coscienza.
Le autoritā newyorkesi sono dunque pronte al peggio. Il grande interrogativo riguarda infatti non solo i possibili effetti collaterali dei pesticidi, ma soprattutto se fra un paio di mesi, con le migrazioni autunnali degli uccelli, sarā ancora possibile prevenire il morbo.
Giampietro Dedola