Se, passeggiando per le strade di New York, notate che la gente vi rivolge sguardi minatori di disprezzo e disgusto, i casi sono due: o state importunando una minorenne o vi state accendendo una sigaretta. Dopo la campagna antifumo che ha coinvolto tutti gli Stati Americani, anche la Grande Mela si è risvegliata, un giorno, in un nuovo clima di ritrovato salutismo, così radicato ed imperante, da generare una nuova classe sociale: quella dei “fumatori”.
Ed è così che ai delinquenti comuni, oggi si affiancano coloro che non hanno abbandonato “il vizio satanico”, ed ogni mezzo per impedire loro di ammorbare l’aria circostante è lecito e condiviso da tutti. Oggi a New York, dove le sigarette, per una contraddizione della sorte, si comprano ovunque, anche nelle farmacie, non si fuma nei ristoranti, negli alberghi, nei negozi, nei bar….insomma….non si fuma da nessuna parte. Illusi sono coloro che pensano di trovare ancora delle Smoking e Non-Smoking area, come nei tempi della tolleranza, perché oggi New York è essa stessa, un’unica, grande “No smoking area”.
Ma per chi proprio non può rinunciare alla sua dose di nicotina quotidiana, qualche scappatoia ancora esiste. Prima fra tutte, la strada. Da quando la legge sul fumo è entrata in vigore, le Street e le Avenue di Manhattan si sono trasformate nella vera e propria smoking area della città, inondate come sono da fuggiaschi in cerca di una boccata di nicotina, sprezzanti anche delle condizioni climatiche più avverse. Ma sempre meglio che essere beccati a fumare in un qualche luogo pubblico ed essere poi svergognati davanti a tutti e cacciati dal locale come ladri. Un comico americano raccontava di essere stato sorpreso da un’anziana signora a tirar fuori una sigaretta dal pacchetto. “Io l’ho subito rassicurata” continua lui “le ho detto di stare tranquilla, che quella non era una sigaretta, ma una canna”. “Ah, mi scusi… pensavo fosse una sigaretta” rispose la donna. Questa è l’America oggi: sulle canne si può chiudere un occhio, ma sulle sigarette… su quelle assolutamente no!
Ma ci sono locali che di occhi ne chiudono più d’uno. In generale, infatti, quasi tutti i ristoranti con American Bar permettono di fumare al bancone, mentre si beve un aperitivo o si aspetta che il proprio tavolo sia pronto. Anche se non è un’autorizzazione esplicita ed un divieto di fumare capeggia proprio sulla parete davanti ai vostri occhi, sappiate che questa è una specie di “accordo implicito” tra fumatori e ristoratori. Banditi i portaceneri, la presenza di piccoli piattini da caffè è già un buon indizio per capire se accendere una sigaretta è un peccato mortale oppure no. Giustificati come piattini per i noccioli delle olive, questi ormai hanno preso il posto dei posaceneri e ne fanno le veci, spesso anche al tavolo, quando il gestore del locale è d’accordo. Per stare dalla parte del sicuro, comunque è meglio chiedere. Fate finta di non avere visto il cartello di divieto ed accennate la fatidica domanda: “Is it allowed to smoke a cigarette?”. Se vi dicono di no, non insistete. Se stanno zitti e vi portano un “piattino per i noccioli”… è fatta.
Anche nelle discoteche, in certi pub e in certi ristoranti perlopiù italiani qualche sigaretta è più che consentita, ma, prima di accenderla, guardatevi attorno per vedere se c’è qualcun altro che fuma. E’ sempre la mossa migliore da fare.
In ogni caso, nei vostri discorsi, deplorate sempre il vizio che vi schiavizza da anni: passare da vittime passive vi porrà un gradino più in alto rispetto ai fumatori convinti, e se qualcuno vi elenca le malattie che vi potrebbero venire da qui a qualche anno, evitate le classiche battute infelici, tipo: “Be’, potrei anche finire sotto una macchina, domani. E con questo?”, perché gli Americani, sul fumo, non scherzano.
N.B.: Abbiamo scritto l’articolo per sdrammatizzare certe esagerazioni, ma siamo tuttavia consapevoli che il fumo è un’abitudine assolutamente dannosa, quindi smettere di fumare è il più bel regalo da fare a sè stessi e agli altri. Magari potreste provarci proprio a New York….
Manuela