Per chi è stato a New York ma anche per chi lo avrà visto in televisione o sui giornali, la chiesa di St. Paul subito dopo la tragedia dell'11 settembre è diventata un punto di riferimento per tutti i parenti e amici delle vittime del World Trade Center nonchè un punto di appoggio per i soccorritori durante i giorni del disatro.
La recinzione intorno alla chiesa si è transformata in in un vero e proprio memoriale spontaneo dove da oltre un anno chi veniva a visitare Ground Zero ha iniziato a lasciare fiori, candele, magliette, cappellini, striscioni e ancora le foto delle persone disperse con i dati per poter informare le famiglie una volta che fossero stati ritrovati. MISSING. Questa una frase che non si potrà certo dimentirare. SCOMPARSO. Migliaia di cartelli, frasi, foto con volti sorridenti. Un luogo dove anche la persona più indifferente non poteva che restare in un assoluto silenzio. Le sensazioni che si provano in quelo luogo mettevano da parte tutte le differenze ma ti costringevano a pensare: "perchè?".
Adesso, dopo un anno, questa recinzione verrà ripulita e gli oggetti saranno utilizzati per un futuro museo. Sono infatti iniziati i lavori per la pulizia delle strade intorno alla chiesa anche perchè per gli abitanti della zona stava diventando insopportabile l'idea di tutti quei frammenti di vite spezzate.
Bisogna riuscire ad andare avanti e New York merita che nelle sue strade ci sia l'odine e la pulizia di un tempo. Presto il World Trade Center sarà ricostruito e con esso anche un memoriale dove poter ricordare e pregare le vittime. A Battery Park, la Sfera accoglie ogni giorno coloro i quali vogliono dedicare una preghiera a chi adesso non c'è più. Entro l'anno nuovo le strade intorno a St. Paul saranno nuovamente come prima, come se fossimo rimasti ad un anno fa quando le Torri Gemelle svettavano alte sui cieli di New York.
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Giampietro Dedola