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Un giro nella subway di New York
Articolo di Paolo Cannas
del 18/04/2001 delle ore 17:55

18042001_1.jpgSulla metropolitana di New York si sono già scritte migliaia di parole, si è detto tutto il bene e tutto il male possibile.
Premetto che parlerò solo di quel tratto di metropolitana che a Manhattan va da Central Park all'altezza della 81th street west (per intenderci all'altezza del Museo di Storia Naturale) sino all'estremo sud (Battery Park o South Ferry che dir si voglia, ovvero dove si può prendere il traghetto per Staten Island o Liberty Island); quindi stiamo escludendo Harlem, Bronx, Queens, Brooklyn. Insomma parlo di quella porzione di gallerie sotterranee che la stragrande maggioranza dei turisti adoperano.

18042001_2.jpgL'impatto appena si entra è onestamente brutto. Le pareti sono per la maggior parte coperte da piccole mattonelle bianche, un po' da bagno pubblico; i pavimenti sono o in cemento o in piastrelloni di granulato. Tutte le strutture metalliche, piloni e travi, che servono a sorreggere le gallerie sono a vista. La sensazione di insieme è di un'architettura ideata sul massimo dello spartano. Anche la pulizia generale lascia molto a desiderare. Non pensate di trovare, come a Roma o Parigi o Londra, scale o passerelle mobili che vi portano dalla superficie ai marciapiedi. Vi troverete scale e gallerie, alle volte lunghe e in forte pendenza da percorrere. Sicuramente un sistema di trasporto non accessibile ai portatori di handicap.
La situazione cambia quando entriamo in vettura. Mi è sempre capitato di trovarle pulite, illuminate e non affollate. Una delle cose che pensavo prima di andare a New York era che, se nelle ore di punta a Roma e Milano bisogna accalcarsi dentro la metro, a New York sarebbe stato molto peggio. Invece no, in ogni ora del giorno quasi sempre ho trovato posto a sedere e se non subito, dopo alcune fermate. La sicurezza e l'incolumità mia e delle persone che erano con me non è mai stata messa in dubbio, ne mai ho avuto la benché minima preoccupazione.
Sul marciapiede e sulle carrozze si può incontrare sia l'ispanico e il nero stracciato e con il viso decisamente poco raccomandabile che per contrasto invece sta tranquillo seduto ascoltando musica in cuffia; si può incrociare la signora impellicciata, l'uomo giacca, cravatta e cappotto con valigetta in pelle, l'ebreo ortodosso con basette a ricciolo e cappello nero in testa. Insomma, tutti quelli che possono a Manhattan usano la metropolitana per spostarsi perché è il mezzo più veloce ed efficiente. A onor del vero bisogna anche dire che sia nelle galleria, come per le strade, si incontra tanta polizia.
Come fare per viaggiare in metro?
18042001_3.jpgPer superare i cancelli si possono o acquistare i token, monetine particolari, caratterizzate da un foro pentagonale al centro, o la nuova e modernissima MetroCard che non è altro che una tesserina magnetica grande quanto una scheda telefonica. In tutte le stazioni, prima dei cancelli, si trovano dei box con del personale MTA per acquistare i token e delle macchinette dotate di monitor per acquistare le MetroCard. Il monitor fornisce le istruzioni per scegliere la card che più si adatta alle nostre esigenze. Si può caricare la card con quanti dollari vogliamo, importo che poi, ingresso dopo ingresso, viene scalato, o scegliere tariffe come la illimitata 7 giorni (che poi è quella che ho acquistato io e i miei amici) che per tutta la sua durata permette di fare tutte le corse che servono. Naturalmente potete pagare come volete, ovvero contanti, bancomat (quelli rilasciati dalle banche italiane nella maggior parte dei casi funzionano anche in America), carta di credito. Ma, sorpresa delle sorprese, tra le varie lingue che si possono selezionare per l'interazione con la macchinetta distributrice, c'è anche l'italiano. Questo la dice lunga sul turismo italiano a New York City.
Infine ci sono gli incontri particolari. Come ogni subway che si rispetti, anche quella di New York è popolata da piccoli artisti che per guadagnare pochi dollari, si esibiscono nelle gallerie. Ho incontrato il sassofonista, il violinista, i suonatori di svariati strumenti orientali che non saprei qualificare. Sicuramente, però, gli incontri più simpatici li ho fatti nella stazione sotto Time Square.La MTA ha organizzato dei piccoli concerti la sera in questa stazione. Un giorno sono rimasto con i miei compagni di viaggio, una buona mezz'ora ad ascoltare un gruppo formato da 3 uomini di colore e un bianco. Cantavano a cappella, ovvero senza nessun strumento, usando solo il mix delle loro voci come base, li aiutava solo un piccolo sistema di amplificazione a batteria. Il loro repertorio ha spaziato dallo swing, al blues, al jazz.
Il momento più simpatico è stato quando una copia di bianchi di mezza età, lei molto distinta con la sua pelliccia e lui signore estremamente distinto, si sono messi tranquillamente a ballare. E' quasi inutile dire che hanno raccolto gli applausi del pubblico in quel momento presente.

PER SAPERNE DI PIU'
- La metropolitana di New York
- Le linee della subway
- La mappa
- Il sito della MTA

Paolo Cannas




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