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OGGI PARLIAMO DI... Ed Ruscha e Mendieta al Whitney Museum
Dopo il successo della Biennale, il Whitney Museum ospita ora il prolifico genio creativo: Ed Ruscha (fino al 26 Settembre 2004) e la sensibilità artistica di Ana Mendieta (fino al 19 Settembre 2004). Ed Ruscha presenta in quest'occasione un'interessante serie fotografica-autobiografica: Ed Ruscha and Photography oltre che una serie di disegni (ricollegabili al flusso ironico e provocatorio della Pop Art ): Cotton Puffs, Q-Tips Smoke and Mirrors: The Drawings of Ed Ruscha. Le sue foto rappresentano un diario di ricordi del suo viaggio in Europa (anni 60), con squarci di paesaggi francesi, italiani e tedeschi. In un'altra sezione ripercorriamo la sua ossessione in didascalie fotografiche tutte raffiguranti parcheggi per auto (con l'obiettivo fotografico rivolto a catturare le macchie d'olio e benzina lasciate sull'asfalto dalle macchine in sosta) e alle stazioni di servizio (Twentysix Gasoline Stations, 1963) dove la staticità delle immagini fotografate si affianca al vuoto di questi spazi aperti e apparentemente anonimi perchè l'uno simile all'altro. Le sue foto sono un esempio umoristico del paesaggio urbano così come solo l'artista lo vede e interpreta. Nei suoi dipinti (per lo più scritte ironiche tridimensionali con particolare attenzione grafica a riguardo di ogni singola parola), a riprova del suo allineamento con la Pop Art e il Concettualismo, l'artista si diverte a codificare e a rendere così nota la banalità, l'opulenza e l'estraneità della cultura e società Americana. Si passa successivamente ad incontrare Ana Mendieta, artista (morta a soli 36 anni nel 1985, in seguito a circostanze misteriose) che ha lasciato testimonianza di idee artistiche collegate a idee estetiche, etniche, sessuali, religiose e politiche. Esiliata da Cuba da giovanissima, Mendieta studia all'Università di Iowa (fine anni 60). A partire dagli anni '70, inizia il suo progetto Silueta (Silhouette), con una serie di calchi del suo corpo impressi nel paesaggio (utilizzando elementi effimeri come: acqua, fuoco, fango, fiori). Estro e creatività ritualistica si confondono e si mescolano insieme nel modo in cui quest'artista modella e ricrea la materia, ne sono esempio:il calco(foto) della sua silhouette ricostruita con la polvere da sparo e poi data in fiamme con il fuoco; in Tree of life (foto) il suo corpo è ricoperto interamente dal fango e poi appoggiato ad un albero; infine in Body Tracks (filmato 1974) Mendieta fa aderire il suo corpo alla tela con gesti istintivi, usando una tempera rosso sangue. Le sue opere inquietanti parlano di morte e trasfigurazione (intensa l'immagine del suo corpo questa volta nudo e sdraiato a terra dal quale sembrano germogliare dei fiori, o ancora il suo corpo lavato nel sangue e poi rivestito da piume bianche), di contatto disperato con la Natura, di Infinito e Immortalità. L'impatto forte e scabroso della sua indagine e opera artistica urla la volontà di distaccarsi dalla realtà odierna per ritrovare un nuovo equilibrio interiore nella Natura, un rifugio sicuro nella sua primordiale forma semplice e incorruttibile. ----------------------------------- Elena Uderzo |
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