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OGGI PARLIAMO DI... CBGB Club, la casa dell'Underground Rock
Ma è altrettanto vero però il fatto che, sempre in quel periodo se non un paio di annetti prima, a New York e in California, patrie del liberismo statunitense e focolai delle più importanti esplosioni di fenomeni giovanili di massa, fremeva un rigogliosissimo sottobosco di bands dalla attitudine estremamente aggressiva, che mischiavano garage psichedelico ad hard rock capellone, creando un movimento perlomeno parallelo e similare al movimento punk inglese, con una attitudine un pò meno nichilista e distruttiva di quelli in Union Jack, che dicevano (giustamente) "No Future" e "Destroy", ma sempre con un approccio alla vita e alla società molto "dirty & rotten". La rivolta adolescenziale era servita. A New York, pervasa da questo movimento ovviamente in maniera straripante, il luogo culto era, dove tutti si riunivano in memorabili e tumultuosi concerti, il CBGB Club, su Bowery Street e Bleeker Street. Fin dal 1973 il CBGB è il sinonimo assoluto di underground music, qui hanno incominciato la loro carriera TUTTE le bands alternative statunitensi, migliaia di gruppi e centinaia di leggende del punk-rock-hard-core hanno mosso i primi (e non solo) passi al 315 di Bowery Street, senza contare che anche realtà musicali più "open wide" e con più successo commerciale postumo come Patti Smith, Talking Heads, Tom Petty e Guns 'n' Roses hanno fatto tappa qui nei primi anni della loro carriera. Negli anni novanta la situazione al CBGB è cambiata, e non di poco, tutto si è tranquillizzato, tutto si è uniformato. La maglietta recante il logo del locale, anche grazie a personaggi famosi visti ovunque e in qualsiasi situazione con quella t-shirt, hanno fatto in modo che il CBGB diventasse non solo un luogo di culto, ma anche un trend, una moda, a way of life, una linea di vestiario, una attitudine, in poche parole migliaia di persone in tutto i mondo si sono ritrovate a possedere una maglietta nera con la scritta CBGB - Omfug (Other Music For Uplifting Gormandizers, dove i "gormandizers" sono coloro che non ne hanno mai abbastanza della musica, quella buona...) senza sapere minimamente di che cosa si trattasse, classica espressione del pecoronismo occidentale. Nonostante tutto comunque, quando si scende dalla subway alla fermata di Bleeker Street, sulla linea verde numero 6, si sale in strada e si guarda in direzione est, lontano circa trecento metri e si scorge il tendone bianco con la scritta rossa CBGB che sta proprio sulla porta d'ingresso del club, l'emozione è sempre fortissima. I concerti che ho visto al CBGB (School of Rock, M.D.C., Gang Green e Eyes of Hate) non me li sono minimamente goduti, tanto ero frastornato dall'emozione e dal turbamento, solo esclusivamente per il fatto di essere lì. Per molti (quasi tutti) il CBGB al 315 di Bowery Street è una moda, ma per pochi rimane un culto, una tappa fondamentale dell'underground mondiale. Daniele Vecchi |
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