Chi desidera addentrarsi in una dimensione spirituale, saziando l’appetito sia dell’anima che del corpo, non può non visitare il più discusso quartiere di New York: Harlem. Se immaginate Harlem solo come la "zona nera", rimarrete sorpresi di scoprire che, paradossalmente, sembra essere il cuore della città.
E’ un intrigante intreccio di cultura e religione che mette a confronto la fede con il profano, l’arte con la quotidianità.
La sua storia ha origine nel lontano 1658. Per circa due secoli, fu costituita per il 95% da terre fertili che i proprietari, coloni facoltosi (inglesi, olandesi, tedeschi e tedeschi d’origine ebraica), dedicarono esclusivamente alla coltivazione. Per anni vantò di essere il quartiere più alla moda di New York e lentamente si trasformò nella zona residenziale dell’alto proletariato.
Poi accadde qualcosa: quel fazzoletto a nord di Central Park diventò un quartiere abitato da gente di colore che lasciava gli stati del sud in cerca di una vita migliore. Questa fu la rovina e la fortuna di Harlem.
Tra le radici di questo travagliato quartiere si sviluppò una corrente chiamata: "il rinascimento di Harlem"che riunì letterati e scrittori, principalmente d’origine Afro-Americana. Essi portavano sulla pelle il caldo profumo di terre magiche e misteriose mescolato all’irresistibile desiderio di non abbandonare la cultura del loro paese.
Musicisti leggendari cantavano le loro inquietudini, accompagnati dall’imprevedibile melodia del jazz mentre scultori e pittori forgiavano le immagini più profonde della loro mente.
Attraversarono Harlem artisti che segnarono la storia come Louis Armstrong, Duke Ellington, Eubie Blake e Bessie Smith e si esibirono in locali il cui nome ci riporta ai favolosi anni ’20: Cotton Club, Savoy Ballroom, Teatro Apollo.
Mentre l’aspetto esteriore del sobborgo lentamente cadeva in rovina, il cuore nero si rafforzava sulla Sugar Hill legando a se i suoi figli con l’unica cosa davvero importante: l’anima.
Non troverete ad Harlem spettacolari grattacieli e costruzioni futuriste bensì la vita di ogni giorno trasformata di danza e musica. Lasciatevi trasportare dai favolosi canti Gospel; cantate, ballate e pregate con le congregazioni religiose e non abbiate paura di riscoprirete il caldo sapore del misticismo. Per una giornata dimenticherete la parte concreta della vita e vi eleverete verso una dimensione da molti sconosciuta.
Naturalmente vi nutrirete con il cibo dell’anima ed al calar del sole vi preparerete per una serata all’insegna del Jazz attraverso le zone della "Valley" e della "Hill”, il centro delle lunghe notti nell’uptown newyorkese.
Barbara Novarese