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Gangs of New York sbarca in Italia
Articolo di Giampietro Dedola del 24/01/2003 delle ore 15:39

gangsofny_2.jpgEsce oggi nelle sale dei cinema uno dei film più attesi di questa stagione: Gangs of New York di Martin Scorsese.
Il film, girato a Cinecittà, è ambientato nella New York del 1846 ricostruita da Dante Ferretti con edifici di legno a due piani, la fabbrica di birra, i lampioni e gli interni sono stati girati tutti all'interno del Teatro 5, uno dei più grandi al mondo. Lower Manhattan, nella zona di Five Point, a quel tempo è un posto dove regna l'illegalità e la corruzione. Amsterdam Vallon (Leonardo Di Caprio) è un giovane immigrato irlandese che è tornato a Five Points dopo quindici anni per vendicare la morte del padre ucciso dal capo della gang dei Native Americans William Cutting, meglio conosciuto come "Bill il Macellaio" (Daniel Day-Lewis).

gangsofny_3.jpgAmsterdam sa che il primo passo da fare per portare avanti la sua missione è quella di infiltrarsi nella banda di Bill. Nel frattempo però si innamora anche di Jenny Everdeane (Cameron Diaz) una ladra alla quale però nasconde il suo passato che cercherà di salvarlo dalla violenza di Five Points. Il viaggio di Amsterdam diventa però una battaglia sia personale, per vendicare la morte del padre, che un modo per trovare un posto per la sua gente che sbarca nel porto di New York sempre più numerosa.
Inizia in questo modo la sfida tra la gang dei Native Americans e quella dei Dead Rabbits di Amsterdam.

PER SAPERNE DI PIU'
- il trailer del film (italiano - english)
- il sito ufficiale
- il set di Cinecittà

Giampietro Dedola


L'anima tribale di New York
Articolo di Barbara Novarese del 20/01/2003 delle ore 17:02

animatribale_2.jpgChi desidera addentrarsi in una dimensione spirituale, saziando l’appetito sia dell’anima che del corpo, non può non visitare il più discusso quartiere di New York: Harlem. Se immaginate Harlem solo come la "zona nera", rimarrete sorpresi di scoprire che, paradossalmente, sembra essere il cuore della città.

E’ un intrigante intreccio di cultura e religione che mette a confronto la fede con il profano, l’arte con la quotidianità.
La sua storia ha origine nel lontano 1658. Per circa due secoli, fu costituita per il 95% da terre fertili che i proprietari, coloni facoltosi (inglesi, olandesi, tedeschi e tedeschi d’origine ebraica), dedicarono esclusivamente alla coltivazione. Per anni vantò di essere il quartiere più alla moda di New York e lentamente si trasformò nella zona residenziale dell’alto proletariato.

Poi accadde qualcosa: quel fazzoletto a nord di Central Park diventò un quartiere abitato da gente di colore che lasciava gli stati del sud in cerca di una vita migliore. Questa fu la rovina e la fortuna di Harlem.
Tra le radici di questo travagliato quartiere si sviluppò una corrente chiamata: "il rinascimento di Harlem"che riunì letterati e scrittori, principalmente d’origine Afro-Americana. Essi portavano sulla pelle il caldo profumo di terre magiche e misteriose mescolato all’irresistibile desiderio di non abbandonare la cultura del loro paese.
Musicisti leggendari cantavano le loro inquietudini, accompagnati dall’imprevedibile melodia del jazz mentre scultori e pittori forgiavano le immagini più profonde della loro mente.


animatribale_4.jpgAttraversarono Harlem artisti che segnarono la storia come Louis Armstrong, Duke Ellington, Eubie Blake e Bessie Smith e si esibirono in locali il cui nome ci riporta ai favolosi anni ’20: Cotton Club, Savoy Ballroom, Teatro Apollo.
Mentre l’aspetto esteriore del sobborgo lentamente cadeva in rovina, il cuore nero si rafforzava sulla Sugar Hill legando a se i suoi figli con l’unica cosa davvero importante: l’anima.


Non troverete ad Harlem spettacolari grattacieli e costruzioni futuriste bensì la vita di ogni giorno trasformata di danza e musica. Lasciatevi trasportare dai favolosi canti Gospel; cantate, ballate e pregate con le congregazioni religiose e non abbiate paura di riscoprirete il caldo sapore del misticismo. Per una giornata dimenticherete la parte concreta della vita e vi eleverete verso una dimensione da molti sconosciuta.

Naturalmente vi nutrirete con il cibo dell’anima ed al calar del sole vi preparerete per una serata all’insegna del Jazz attraverso le zone della "Valley" e della "Hill”, il centro delle lunghe notti nell’uptown newyorkese.

Barbara Novarese




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