Sei nella Home - Oggi parliamo di...

 

OGGI PARLIAMO DI...

Viaggio di nozze: da Genova a New York
Articolo di Maura e Mauro del 27/06/2004 delle ore 15:57

sposiny_home.jpgGiovani come l’acqua e dopo quattro anni di convivenza, con i genitori in attesa unicamente di un nipotino, siamo partiti alla volta della “grande mela” decisi a seguire fino in fondo le indicazioni del NYC-Site.com e quindi a sposarci con rito civile presso il Comune di New York City.

Ecco alcune impressioni/suggerimenti:

· non servono le pubblicazioni in Italia (basta il passaporto, il resto è tutta autocertificazione);
· non vi serve neppure il testimone, o meglio, non farete fatica a trovarne uno sul posto (il nostro è stato un islandese);
· consultate il sito www.nycmarriagebureau.com per le tariffe e quindi recatevi in una qualsiasi banca di New York prima di arrivare in comune (Office of City Clerk situato in 1 Centre Street). Attualmente queste solo le cifre da “sborsare”: Marriage License (35$), Marriage Ceremony (25$), Marriage Certificate extended for foreign use (35$) a coppia. Con le relative ricevute recatevi fiduciosi in Comune.
· vestitevi come volete... nessuno farà caso a voi, è stato bellissimo girare per la città vestiti da sposi ed andare al Central Park a chiedere ai passanti di farci le foto!!!!;
· di solito, all’angolo del palazzo c’è un omino che vende per 20$ dei meravigliosi finti bouquet.
· dopo aver prenotato la cerimonia, tornate al Office of City Clerk esattamente dopo 24 ore; infatti non vi sposano se non sono passate tassativamente 24 ore dalla prenotazione.
· la cerimonia dura pochi minuti dopodiché si può scegliere se proseguire la giornata a disbrigare le altre pratiche burocratiche o godersi la giornata da neosposi.
· nel secondo caso, ricordatevi che il consolato italiano (dove tutti sono stati molto gentili) chiude alle 12.30, quindi, il giorno che decidete di completare l’iter burocratico, alzatevi presto in modo da essere alle nove presso gli uffici del County Clerk in 60 Centre Street. In questo modo riuscirete in una mattina a recarvi in successione all’Apostille Office (123 William Street) ed al Consolato Italiano (690 Park Av.). NB: sulla piantina della mitica Lonely Planet il Consolato è dato al 29 di Park Av.; è un errore, il consolato è alcuni chilometri più a nord !!

Il resto è tutto divertimento...: aspettare nella hall dell’albergo vestito in grigio (per lo sposo), vedere arrivare la futura sposa in rosa confetto, il taxista che non chiede neppure dove volete andare..., seguire per Central Park gli altri sposi (noi abbiamo incrociato almeno tre coppie di sposi) per conoscere gli angolini più caratteristici e tentare di fare foto carine, comunicare agli ignari parenti ed amici il “fattaccio” tramite e-mail con foto allegata (noi lo abbiamo fatto!!!).

Fatelo, è stato veramente romantico, divertente, pratico (se volete scampare all'infernale giornata tipo di un matrimonio tradizionale) e sicuramente “molto originale”.

Ciao

Maura e Mauro


sposiny_01.jpg

sposiny_02.jpg


sposiny_03.jpg

Maura e Mauro


Concerto di Antonella Ruggero a Brooklyn
Articolo di Sara del 18/06/2004 delle ore 19:00

Il tardo pomeriggio sarebbe dovuto iniziare con la visione di "Harry Potter 3". Dico "sarebbe dovuto" perche' di fatto i ragazzi del nyc-site sono riusciti a vederlo perche' avevano comprato il biglietto con largo anticipo mentre io, confidando troppo nella buona sorte, (che di solito mi e' contraria) ho voluto osare ma la mia audacia non e' stata premiata...

Ho cosi dovuto aspettare fino alle 21.20 l'uscita degli audaci e subito sono scattate le domande: "Com'era il film?", "Vi e' piaciuto?", "Era meglio degli altri 2?". Le riposte sono state molto sintetiche e mirate, forse perche' del film non si era capito molto, ma questo lo lascio alla vostra immaginazione...

Da Times Square ci siamo diretti verso il Brooklyn Museum, ed e' stata una lunga discesa ma alla fine ci siamo ritrovati di fronte a questa costruzione gigantesca, stile romano, tutta illuminata, che profumava ancora di nuovo.

Il concerto e' iniziato alle 21.30 ma il ricevimento era iniziato gia' alle 20.00, con un ricco e invitante banchetto condito da bevande e prelibatezze varie: c'erano intere forme di Parmigiano Reggiano stazionate agli angoli dell'immensa, con tanto di coltello per "ravanare" le rimanenze e le briciole lasciate dagli altri commensali. Inoltre, continuavano a circolare tartine a non finire, tra tutte mi hanno colpite quelle con dentro la mozzarella e i PEPERONI... Si, avete capito bene... buoni i peperoni, ma mi sembrava un tantino esagerato in quell'occasione...

Insomma, al di la' del vino, della birra, del te (ne ho bevuti ben 4 in tutta la serata. per spiegazioni chiedete ad Ale, o Diego o Paolo o Jumpy...), forme di Parmigiano e tartine varie, Antonella Ruggiero sembrava davvero irraggiungibile, quasi di un altro mondo.

La sua voce permeava la stanza e si confondeva con le luci soffuse che creavano un'atmosfera rilassante, adatta alla voce incredibilmente emozionante della Ruggiero, che ha deliziato i numerosi ospiti con canzoni di stampo multiculturale e influenze etniche, risultato dei suoi numerosi viaggi in India e in Africa.

Una cantante che sa emozionare come poche.

Grazie Antonella.

Sara


Bill Gibson: What If
Articolo di Elena Uderzo del 15/06/2004 delle ore 15:11

Bill Gibson, artista proveniente dalla Scuola d`Arti Visive e Scuola d`Arte Figurativa (presso l`Accademia d`Arte di New York) sbarca dopo essersi gia` proposto a Washington e in Connecticut nel quartiere newyorkese di Chelsea con una mostra personale: What If.

Con colori vibranti di energia e in contrasto fra loro, Bill Gibson sceglie per le sue opere la semplicita` di silhouettes umane che si stagliano su sfondi ipnotici concentrici.

La chiarezza d`immagine rimanda agli omini di Keith Haring, anche in questo caso le immagini sono decodificabili da chiunque senza nessun divieto d`accesso per una facile comprensione.

Una sagoma uomo arancione si sussegue in serie di fronte a una sagoma donna, simbolo della contemplazione e della comunicazione umana, altre sagome danzano mentre un omino cammina inseguito dalla sua ombra.

Bill Gibson si basa sul gesto umano e sull`interazione, utilizzando la ripetitivita` per creare movimento e ritmo geometrico-simmetrico.

L`autore crea immagini che simbolizzino la vitalita` della figura in movimento.
Sono sagome slanciate, sottili e fragili immerse nella forza del colore che le rianima e le rende protagoniste della pura dimensione dell`arte.

---------------------------------
Thomas Werner Gallery
526, West 26th Street 712, New York, 10001
www.thomaswernergallery.com
dal 4 giugno al 10 luglio 2004

Elena Uderzo




ULTIMI INSERITI

Viaggio di nozze: da Genova a New York
Concerto di Antonella Ruggero a Brooklyn
Bill Gibson: What If

 


SCRIVI ANCHE TU!

 Vuoi scrivere anche tu su questa rubrica?
Contattaci e ti diremo come fare!

CLICCA QUI!
 

 

utenti collegati:  
   
L'audience di NYC-Site.com è rilevata da