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Le rane invadono New York
Articolo di Sabrina Bernardini del 10/12/2004 delle ore 18:20
L'arrivo alla sala della mostra catapulta direttamente nell'ambiente in una zona un pò umida e coperta quasi scusa quale potrebbe essere la foresta tropicale dove in teche di vetro le rane saltano graziosamente. La mostra è interattiva con domande risposte da abbinare per testare la conoscenza degli anfibi. Questi coloratissimi animaletti sono delle creature straordinarie che si sono adattate in tutto il mondo. L'Antartide è il solo continente dove non si trovano, ovviamente per il troppo freddo. Circa 365 milioni di anni fa animali acquatici si sono evoluti nei primi tetrapodi (4 zampe) divenendo così il primo vertebrato, stesso Phylium a cui appartiene anche l'uomo. Ancora oggi però le rane ritornano nell'acqua dove la femmina si accoppia per ore, giorni, settimane o mesi in un abbraccio appassionato (amplesso) e deposita centinaia di mgliaia di uova che sono fertilizzate all'esterno del corpo e lasciate in acqua, sotto la minaccia di tanti pericoli, a maturare e divenire poi girini. Nei laboratori scientifici le rane sono state clonate almeno 30 anni prima della pecora Dolly. Ma la notizia non ha fatto così scalpore! Per un ricercatore sono degli animaletti facili da usare in laboratorio, non occupano tanto spazio e non servono gabbie, semplici da allevare ed hanno delle uova trasparenti che sono perfette per seguire tutti gli stadi dello sviluppo che è di sole poche settimane (6-8). La sottile pelle aiuta le rane a respirare sulla terra e le mucose prevengono il disseccamento. Sfortunatamente questo grazioso animaletto è oggigiorno in pericolo proprio a causa dell'inquinamento. Infatti sono molto sensibili a qualsiasi cambiamento che possa avvenire nel loro ambiente e sono un segnale di avviso per l’ecosistema biologico. I colori sgargianti della pelle che spesso sfoggiano sono solo un avvertimento, di camouflage e di difesa contro i predatori, che toccarli puo’ costare anche la morte per via di veleni e sostanze nocive che riescono a paralizzare e uccidere animali di grosse dimensioni, uomo compreso. La dart rana con la sua livrea blu e gialla avverte del suo veleno che viene ancora oggi usato nella foresta dell’amazzonia dagli indigeni per la loro caccia: la punta della freccia una volta intrisa di veleno può rimanere efficace per anni. La mostra resterà aperta fino al 9 gennaio 2005 all'American Museum of Natural History (Central Park West e 79th Street, Gallery 77, 1° piano). Per informazioni visitate anche il sito internet del museo all'indirizzo www.amnh.org. Sabrina Bernardini |
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